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FONTI DEGLI ENTI LOCALI

LE FONTI DEGLI ENTI LOCALI


* Gli atti degli enti locali a cui si riconosce la natura di fonte del diritto sono due: gli Statuti e i regolamenti. In tal senso dispone la legge n. 131 del 2003 (recante Disposizioni per ladeguamento dellordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3) che allart. 4, stabilisce che i Comuni, le Province e le Citt metropolitane hanno potest normativa secondi i principi fissati dalla Costituzione. La potest normativa consiste nella potest statutaria e in quella regolamentare. La riforma del Titolo V della Costituzione (legge cost. n. 3/2001) ha ampliato lautonomia normativa degli locali. Lart. 114, comma 2, Cost. ha riconosciuto per la prima volta rilevanza costituzionale agli Statuti di Comuni, Province e Citt metropolitane e lart. 117, comma 6, Cost., ha previsto una pi ampia potest regolamentare stabilendo che tali enti hanno potest regolamentare in ordine alla disciplina dellorganizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. Pur non possedendo un eguale copertura costituzionale, il potere normativo esercitato anche dalle unioni di Comuni, dalle Comunit montane e isolane (art. 4, comma 5, legge n. 131 del 2003). La potest normativa degli enti locali va comunque collocata allinterno delle fonti di rango secondario, sicch Statuti e regolamenti non possono considerarsi fonti immediatamente subordinate alla Costituzione.

Gli Statuti
Secondo quanto dispone lart. 4, della legge n. 131 del 2003 (c.d. legge La Loggia), Lo statuto, in armonia con la Costituzione e con i princpi generali in materia di organizzazione pubblica, nel rispetto di quanto stabilito dalla legge statale in attuazione dellarticolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, stabilisce i princpi di organizzazione e funzionamento dellente, le forme di controllo, anche sostitutivo, nonch le garanzie delle minoranze e le forme di partecipazione popolare. Tale articolo fissa, da un lato, i limiti a cui soggiace lo Statuto degli enti locali e, dallaltro, indica il contenuto dello stesso. Il limite dellarmonia con la Costituzione Sul significato del limite della armonia con la Costituzione, pu essere utile ricordare quanto ha affermato la Corte costituzionale (sent. n. 2 del 2004) relativamente allequivalente limite a cui soggiacciono gli Statuti regionali: per ci che riguarda il rapporto fra la potest statutaria ed i suoi limiti, questa Corte ha chiarito che gli statuti regionali non solo, come tutte le norme giuridiche del nostro ordinamento, devono rispettare puntualmente ogni disposizione della Costituzione, ma devono anche rispettarne lo spirito, in nome della pure costituzionalmente necessaria armonia con la Costituzione (sentenza n. 304 del 2002); ci che, pi recentemente, ha trovato conferma nell'affermazione che gli statuti dovranno essere in armonia con i precetti ed i principi tutti ricavabili dalla Costituzione (sentenza n. 196 del 2003). I princpi generali in materia di organizzazione pubblica Tali sono i principi generali che debbono trarsi non da singole leggi in materia di organizzazione degli enti locali, ma dal complesso delle leggi dellordinamento che dettano norme in materia di organizzazione pubblica. Lapplicazione concreta di tale limite attende ancora dessere specificata dalla giurisprudenza amministrativa. Francesco Drago 1

FONTI DEGLI ENTI LOCALI

Il limite del rispetto di quanto stabilito dalla legge statale in attuazione dellarticolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione Lart. 117, comma 2, lett. p), attribuisce alla competenza legislativa esclusiva dello Stato legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Citt metropolitane. E naturale, allora, che lo Statuto nel disciplinare lorganizzazione e il funzionamento dellente debba rispettare quanto gi stabilito dalla legislazione statale (oggi tale disciplina va rintracciata nel Testo unico degli enti locali: d.lgs n. 267 del 2000). Il contenuto dello Statuto Secondo lart. 4 della legge n. 131 del 2003 sono di competenza dello Statuto dellente locale (ma non rappresentano un numerus clausus) i seguenti ambiti: 1. i princpi di organizzazione e funzionamento dellente; 2. le forme di controllo, anche sostitutivo; 3. le garanzie delle minoranze; 4. le forme di partecipazione popolare.

I regolamenti
L articolo 4, comma 4, della legge 131 del 2003 riserva alla potest regolamentare degli enti locali la disciplina dellorganizzazione, dello svolgimento e della gestione delle funzioni dei Comuni, delle Province e delle Citt metropolitane [] nellambito della legislazione dello Stato o della Regione, che ne assicura i requisiti minimi di uniformit, secondo le rispettive competenze... La nuova disciplina della potest regolamentare, pur non facendo venir meno il principio di legalit, modifica il rapporto tra le fonti primarie (legislazione statale e regionale) e regolamentari degli enti locali nel senso che le prime non potranno dettare disposizioni dettagliate, dovendosi limitare a delineare la cornice normativa entro cui le scelte organizzative dellente locale troveranno attuazione. Ci significa altres che i regolamenti di tali enti non saranno pi soggetti a tutte le disposizioni di legge vigenti nella materia oggetto di disciplina, ma esclusivamente a quelle che dettano i requisiti minimi di uniformit. Il concetto di requisito minimo sembra identificarsi nellattribuzione e delimitazione delle sfere di competenza, nonch nella determinazione dei criteri generali per lesercizio del potere e per lorganizzazione dellEnte. Peraltro lorientamento maggioritario della dottrina propende nel ritenere che il potere regolamentare in ordine alla disciplina dellorganizzazione, dello svolgimento e della gestione delle competenze e delle funzioni degli enti territoriali ad essi gi attualmente attribuite, pu essere in qualunque momento esercitato dagli enti medesimi, senza alcuna necessit di attendere nuovi e ulteriori interventi del legislatore statale o regionale.

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Francesco Drago