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Erbolarium Doctus Aconiti

Arduvaar
La pianta dellArduvaar da tutti considerata una pianta miracolosa e per questo molto richiesta e apprezzata. Venne scoperta da un famoso erborista di origini arabe tale Aramel Abdul Vaaramar da cui prende il nome, molti per, soprattutto dalle parti di Sartosa o nella Tilea meridionale, la conoscono come Coppa di Shallia, nome che negli ambienti dotti viene sdegnato. Le propriet di antidoto universale vengono confermate da una grande quantit di studi che il suo stesso scopritore intraprese testandone gli effetti, da prima con il veleno di serpente, poi con tutti i tipi di veleno da lui conosciuti. Si dice che nessun avvelenato sia mai morto dopo aver bevuto linfuso di una parte qualsiasi della pianta. Di piccole dimensioni, 30/40 cm di altezza da adulta, ha grosse foglie carnose dalla superficie pelosa e irregolare di color verde chiaro quasi giallognolo. Ha grossi fiori a coppa di colore bianco-azzurro che fioriscono senza per emanare alcun profumo. Nasce e si sviluppa rapidamente in primavera, arrivando alla maturit e alla fioritura completa in meno di due settimane. Con il sopraggiungere dell estate e linizio del caldo torrido muore velocemente, se ne possono trovare per i resti rinsecchiti fino alla fine della stagione. La pianta, giovane o matura, deve essere somministrata come infuso, il suo sapore leggermente acidulo e ricorda gli agrumi. Una

qualsiasi parte della pianta utile per essere utilizzata. Pu essere impiegata fresca, seccata o in polvere. Non se ne possono fare estratti e paste senza correre il rischio di alterare e distruggere ogni elemento benefico: vista la rarit, pochi hanno rischiato nellintento e nessuno riuscito a ridurla in estratto o pasta. La pianta cresce nei prati soprattutto al riparo dal vento, ai piedi di massi e tronchi dalbero che fanno ombra e da scudo, la maggior parte delle volte viene trovata con le foglie rivolte a nord. La coltivazione di tale pianta molto difficile, pochissimi ci sono riusciti e solo nei luoghi di origine. In Tilea, soprattutto nei templi di Shallia, e in qualche zona costiera dellEstalia, pochi bravi erboristi riescono a coltivarne faticosamente qualche esemplare. Possedere una dose di Arduvaar corrisponde per molti a possedere una seconda vita, tanto che molte persone influenti portano sempre con se una dose di polvere nascosta in un anello o in un ciondolo. Il prezzo di una dose pu lievitare molto se in una citt si verificano molte e inspiegabili morti. Il commercio della pianta monopolio quasi esclusivo di mercanti arabi e tileani. A Luccini, Miragliano, Magritta e le citt costiere dellArabia abbastanza reperibile mentre nel resto del Vecchio Mondo le probabilit sono quasi nulle e solo a prezzi esorbitanti.

Curaro
Nelle leggende e nei racconti popolari si narra di duchi e principi morti senza poter proferire parola e a volte nemmeno un solo sospiro, per questo motivo sono molti quelli che considerano il Curaro: la morte silenziosa. Il curaro una pianta dalle larghe foglie a forma di cuore di un intenso verde scuro. Produce dei fiori inodori ma dagli sgargianti colori che

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variano in sfumature dal bianco al rosso carminio. Il tronco della pianta corto, non supera mai il metro di altezza e presenta una conformazione legnosa; il suo sviluppo avviene per progressivo ingrossamento del tronco. una pianta che cresce in autunno nel sottobosco della jungla della Lustria e con minore successo nelle foreste piovose doriente. La pianta anticamente conosciuta per il potere delle sue tossine, queste colpiscono i centri nervosi delle vie respiratorie e ne fanno uno dei veleni pi potenti del mondo conosciuto. Qualsiasi parte della pianta utilizzabile ai fini della preparazione del veleno sebbene siano preferibili le foglie delle piante pi giovani, sia per il pi alto contenuto di tossine sia per la facilit di estrarne il liquido. Il prodotto della pestatura della pianta di Curaro, una volta filtrato, potr essere facilmente conservato per almeno un anno. Il veleno costituito dal liquido, potr essere aggiunto in piccole quantit ai cibi, maggiori saranno le dosi maggiore sar il sapore amarognolo che assumer lalimento. Nella produzione di veleni da lama saranno sufficienti tre dosi di Curaro bolliti con del grasso animale. Il gel ottenuto si conserver in assenza di aria per almeno due anni. Per sopperire al suo possibile deperimento gli erboristi sono soliti sommergere la boccetta di veleno di olio vegetale che in nessun caso alterer le propriet micidiali delle tossine. Una volta steso sulla lama il veleno avr effetto per tre ore. Il potere del curaro dato dal fatto che una sola dose sia capace di indurre un arresto respiratorio lento e straziante che pu durare ore (D6+1). Fin dallinsorgere dei primi sintomi la vittima non pu far altro che cercare di respirare e pertanto la si considerer prono. Se si raddoppiano o triplicano le dosi lagonia sar ridotta della met o di un terzo. La pianta non di facile commercializzazione: di difficile reperimento e la sua pericolosit ne fa una delle erbe proibite dellImpero e di parte del Vecchio Mondo. Per chi del mestiere sar possibile procurarsi una dose di Curaro pagando un sovrapprezzo sul valore commerciale, gi di per s proibitivo, ad uno dei tanti contrabbandieri.

Grelnixar
La pianta in questione originaria di Norsca e del nord del Nuovo Mondo, nota solo a pochi dotti e da qualche esperto assassino, in quanto si tratta di una pianta molto rara e difficile da reperire.

La caratteristica peculiare delle foglie di questo piccolo arbusto quella di essere un potente allucinogeno, chi ne subir gli effetti, fallendo il test R, creder senza nessun ombra di dubbio, e senza subire alterazioni fisiche e di umore, di essere pieno di insetti di ogni tipo, di vedere crescere in pochi minuti qualche strano arto o di vedersi invasi dalle fiamme. Le allucinazioni si intervalleranno con brevi attimi di lucidit ma saranno molto realistiche e spingeranno la vittima ad un rapido suicidio. Le tossine della Grelnixar, una volta assorbite dallorganismo, non saranno facilmente eliminabili, gli effetti si potranno quindi protrarre per molti giorni e a volte per settimane. I sintomi scompariranno dopo 3D6 giorni al termine dei quali ogni tipo di allucinazione svanir inspiegabilmente. Si presenta come un piccolo arbusto non pi alto di trenta centimetri nella fase di massimo sviluppo. Nasce verso la fine dellinverno nei pressi di stagni o torrenti ghiacciati, e raggiunge la fioritura dei suoi piccoli fiorellini rosa alla fine dellestate dopo di che muore. Ha grosse foglie di colore verde scuro chiazzate di rosso, sono proprio queste a possedere il veleno. Non necessario aspettare che la pianta sia nel pieno della fioritura per coglierne le foglie. Non possibile in nessun modo coltivare la pianta e anche la sua reperibilit molto difficoltosa, non tutti gli anni i semi germogliano, possono quindi passare due o tre anni prima che nuove piantine facciano di nuovo comparsa. Le foglie della Grelnixar si seccano poche ore dopo la loro raccolta lunico modo per utilizzarle sar quello di estrarre tutte le tossine possibili facendone un estratto. Si deve immergere le foglie in un quarto di litro di olio doliva caldo o in due etti di grasso di balena ben sciolto. Dopo circa tre ore lolio assumer una colorazione rossastra fino a diventare violacea, a questo punto le foglie saranno pressoch scomparse nellolio. Lestrazione deve avvenire a temperatura costante e lolio non dovr mai bollire altrimenti si rischier di bruciare letteralmente le tossine. Se lestrazione avr cattivo esito la colorazione dellestratto sar molto chiara (rosa-arancio) mentre sar viola - fucsia in caso contrario.

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Lestratto potr essere usato per anni senza deperire. Nel corso dellestrazione lolio unendosi agli umori delle foglie diverr unemulsione quindi solubile. Lestratto avr un leggero sapore amarognolo. Se verr somministrata una dose nessuno scoprir la presenza del veleno semplicemente provando lalimento. Se si raddoppieranno o triplicheranno le dosi, ci sar un probabilit, rispettivamente del 30% e del 60%, di essere individuato ( si consideri anche l abilit di produrre veleni). La R della vittima sar testata considerandola dimezzata o un terzo. Gli erboristi del Vecchio Mondo venderanno sottobanco, piccolissime dosi di estratto proveniente per lo pi da Norsca. I prezzi saranno alti ma non potranno variare molto essendo poco richiesto dal mercato. Gli assassini preferiscono considerare espedienti pi rapidi mentre i dotti pi spregiudicati consigliano lestratto per congiure e morti velate.

Jitsutyr
Originaria delle steppe del profondo nord conosciuta quasi esclusivamente da alcune popolazioni nomadi di barbari. I nomadi commerciano la pianta e la pasta ricavata dalla linfa con gli uomini norse dei villaggi pi remoti in cambio di cibo ed armi. Jitsu-tyr in lingua barbara significa morte rossa dal colore della pasta con cui si avvelenano frecce e lance. Da millenni i barbari utilizzano il potente veleno estratto dalla linfa della Jitsutyr per cacciare orsi e alci anche se con il tempo, luso eccessivo a ridotto drasticamente la presenza della pianta nelle povere pianure battute dai venti nordici. La pianta nasce in prossimit di corsi dacqua dolce, quando la breve primavera lascia spazio ai raggi tenui e bassi del sole, muore poche settimane dopo. Solitamente cresce in simbiosi con una particolare qualit di canne, sottili e non molto alte,

con le quali i nomadi costruiscono le loro capanne. Da adulta raggiunge laltezza massima di due metri ma mediamente non supera il metro e venti. Ha tenere e rade foglie di colore grigio-verde dalla forma lanceolata, produce grossi fiori bianchi e azzurri con i pistilli di colore rosso carminio dal profumo intenso e fruttato. I nomadi non sradicano mai le piantine, che si sviluppano con sottili trame di rizomi, incedono la spessa corteccia da cui sgorga una densa resina incolore e la raccolgono in particolari vasetti di terracotta. Lasciando esposta la linfa ad una temperatura intorno ai 20/25C, dopo circa due giorni assumer una colorazione rossa omogenea e la consistenza di una pasta morbida e vellutata. Non esistono altre forme di utilizzo in quanto la linfa stessa un concentrato naturale di tossine, se si tentasse di diluire la linfa immergendola in acqua, anche molto calda, questa si dimostrerebbe insolubile rimanendo sul fondo del recipiente. Utilizzare oli di vario genere per creare unemulsione creerebbero una strana poltiglia maleodorante priva di propriet. Lo studio della pianta opera di un medico norse di nome Jager Skulle, in seguito a ricerche di anatomia sui cadaveri. Il corpo di uno sventurato presentava unestesa emorragia a livello dei polmoni da principio inspiegabile. I test fatti su questa pianta ventilarono lipotesi, poi accertata, che le tossine della Jitsutyr reagissero con lossigeno contenuto nel sangue e in particolare con quello arterioso dei polmoni. La morte per questo veleno rapida (1D10rnd.) ma dolorosa. Chi viene ferito, anche lievemente, da una lama avvelenata da pasta rossa, deve eseguire un test R con un modificante di 2. Solitamente nelle citt del Vecchio Mondo la pasta viene commercializzata liberamente solo ai templari e ai chierici guerrieri di Ulric, il contrabbando rifornisce invece assassini e qualche esperto fuorilegge. Le piante non si prestano a lunghi viaggi: una volta che la pianta muore la linfa stessa si corrompe velocemente. Il prezzo per questo tipo di veleno alto a causa della rarit e aumenta con la distanza dal luogo di produzione. La pasta subisce spesso delle abili falsificazioni, bene comprarla da persone fidate per evitare di ritrovarsi con una pasta rossa che ha come unico effetto la perdita di denaro del suo acquirente.

Wt Berried Ye
Questa pianta dal bizzarro nome nota in tutto lImpero e nella maggior parte del Vecchio Mondo.

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Le sue bacche dal vago nome elfico, sono vengono soprannominate Bacca Ragno dal colore e dalla forma caratteristici. La pianta nasce nelle fitte foreste che ricoprono tutto il Vecchio Mondo, rara, cresce solo in prossimit di luoghi freschi e ombrosi.

non tollerano che si usi alcun derivato dalle bacche di Wt Berried, vengono per fatte eccezioni nel caso di templari o cacciatori di taglie. I topi sembrano essere ghiotti delle bacche nere sebbene basti un morso per ucciderli, le navi che commerciano di contrabbando subiscono gravi perdite a causa dei topi e al di fuori del Vecchio Mondo il prezzo cresce enormemente.

Umakilis

Si presenta come una Piccola pianta che raggiunge il metro di altezza solo in piena maturit. Non certo un esemplare di bellezza, ha un tronco grigio scuro nodoso e duro, allestremit si formano lunghi ramoscelli che portano alla propria estremit una grossa bacca. Le bacche, mai pi di una decina per pianta, sono nere, di forma ovale e ricoperte di lunghi filamenti scuri intrisi di un liquido vischioso. Allinterno della bacca una bianca polpa insapore e inodore circonda un piccolo seme duro simile al seme di ciliegia. Dalle bacche viene solitamente prodotta una pasta bianca utilizzata per avvelenare le armi, sono per molti gli utilizzi a cui si presta. Una volta estratta la polpa possibile avvelenare un cibo semplicemente mischiandola al composto di un alimento (pane, torte ma anche arrosti ecc.) grazie al fatto che rimane insapore ed efficace anche da cotta. Le bacche durano a lungo, circa un anno se conservate in luogo fresco e asciutto, il che ne permette una commercializzazione diffusa in tutto il mondo conosciuto. La pianta produce le bacche solo in primavera e solo in piccola quantit e da qui se ne pudedurre la rara disponibilit. Il veleno agisce a livello cerebrale, una volta fallito il test R la vittima morir in meno di 10rnd, perdendo sangue dal naso e dalle orecchie. Molti commerciano anche sotto banco le bacche e la pasta in quanto la richiesta altissima. Le autorit

Pianta originaria delle sponde del Reik, rara ma diffusa nella maggior parte dei fiumi del Vecchio Mondo. Sebbene conosciuta da erboristi e farmacisti il suo utilizzo ridotto, le categorie di esperti, seguendo un tacito accordo etico, non parlano mai di questa pianta che viene considerata unarma potente, infallibile ma a doppio taglio. Il suo nome deriva da un termine magico arcano, il primo a scoprirne gli effetti sembra essere stato un sapiente mago che insegnava a Nuln pi di mille anni or sono. Il mago venne condannato al rogo dopo il processo che segui alla morte inspiegabile di sua moglie e dei figli. La vita del Mago, le cui generalit sono andate perse nel tempo, sarebbe comunque finita presto a causa di un collasso del

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sistema nervoso dovuto ai vapori tossici respirati durante gli esperimenti fatti sulle propriet pianta. La pianta di piccole dimensioni, non supera i 20-25 cm da adulta, ha grosse foglie dal colore verde chiaro, larghe e carnose. Non presenta inflorescenze. I semi della pianta, piccoli ma polposi nascono direttamente sulle foglie, sono coperti da una membrana di colore bruno-rossastra , la polpa del seme scura, di colore marrone e molto tenera. La pianta cresce in primavera, sui bordi scoscesi dei fiumi o nelle paludi, quasi a contatto diretto con lacqua. Raramente sono state trovate piantine di Umakilis nei pressi di laghi, leventuale ritrovamento da considerarsi una rarit nella rarit. Il lago viene considerato un ambiente simile anche in primavera. La pianta non mai stata coltivata per due motivi: principalmente gli erboristi che la conoscono la distruggono per la nota pericolosit del gas contenuto nei semi; in secondo luogo anche se si piantassero i semi, questi se non immersi i acqua seccherebbero o non germoglierebbero. Le tossine sono presenti nei semi, una volta rotta la membrana contenente la polpa, si sprigioner un piccolo sbuffo di gas altamente tossico, che se respirato, a lungo andare provoca lesioni al sistema nervoso centrale e al cervello. Chi si appresta ad estrarre il succo dai semi di Umakilis dovr sostenere un test R, se fallito avr il 30% di probabilit di subire un piccolo trauma nervoso che gli coster un punto follia. I semi una volta estratti dalle foglie seccheranno in 1D6 giorni, laccortezza di immergerli in acqua prolungher la loro durata solo di un giorno. La polpa marroncina se schiacciata produrr un liquido giallognolo, limpido e inodore, questo molto volatile, se a contatto con fonti di calore vaporizzer in pochi round (1D4 rnd). Non si possono produrre estratti o paste con il liquido, si rischierebbe di perderlo completamente. E possibile mischiarlo a resina di pino fresco e spalmare poi il preparato su unarma da taglio ma gli effetti delle tossine dureranno non pi di 1D6 ore. Per certi versi questa caratteristica un vantaggio, molti assassini dopo aver utilizzato larma non rischieranno di essere scoperti, il veleno scompare dopo poco tempo. Il liquido oltre ad essere introdotto con una piccola incisione pu essere somministrato per ingestione. Chi subir gli effetti del liquido di Umakilis morir istantaneamente senza possibilit di test R. La morte avviene per paralisi del sistema nervoso centrale e neurovegetativo, dopo poche ore dalla morte (1D3 ore) il corpo della vittima assumer una colorazione blu violacea per la rottura dei capillari superficiali.

Il commercio della pianta inesistente nelle erboristerie, solo i contrabbandieri ne possiedono e le vendono. Solo raramente si potranno comprare semi sfusi. Le foglie contenti i semi sono la vera merce queste infatti garantiscono meglio la qualit del prodotto. Qualsiasi preparato di Umakilis corrisponde nel vecchio mondo a moneta sonante e la sua rarit ne fa lievitare il prezzo alle stelle. Nel vecchio mondo i pi noti spacciatori di Umakilis sono i contrabbandieri merienburghesi e quelli bretoni di LAnguille che vengono riforniti direttamente dalle organizzazioni criminali.

Silmana

La pianta della Silmana trova posto in una leggenda elfica che la cita come veleno utilizzato per proteggere dai ladri la spada magica di un nobile principe della casa regnante di Laurelorn. La lama della spada e la sua impugnatura cosparsa del veleno della Silmana mutil le mani dello sventurato ladro che fu poi trovato morto poco lontano. Da qui si fa risalire la scoperta della pianta al farmacista di corte citato nella leggenda, un tale Oises Manalen. La pianta utilizzata da principio solamente dagli elfi, e in seguito anche dagli uomini, prende nome dal fatto che nasce nei pressi delle selve, la dove la vegetazione di una foresta o di un bosco lascia spazio a una radura o agli spazi aperti delle campagne. In qualche rara occasione possibile trovare la pianta nei pressi di campi coltivati ma una condizione anomala.

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La pianta simile ad una grossa felce dalle sottili e ampie foglie di colore verde smeraldo. Cresce in primavera e raggiunge in poco pi di un mese la maturazione e laltezza di circa un metro, una pianta perenne che pu vivere per molti anni non superando mai il metro e mezzo di altezza. Ha un grosso e robusto gambo da cui si ricava il micidiale estratto. Si trovano facilmente piante di Silmana ma solo nei giovani virgulti che hanno raggiunto la prima maturazione possibile estrarre il succo velenifero, con landare del tempo la quantit di veleno diminuisce fino a scomparire. Il succo della pianta si ottiene pestando il gambo di Silmana in un mortaio, il liquido che fuoriuscito secca a contatto con laria e si trasforma in una leggera polverina grigiastra. Sia il liquido che la polvere hanno effetti letali, con il semplice tocco la pelle assorbir immediatamente le tossine che uccideranno cellula per cellula la carne dello sventurato (2D6 immodificabili), se le tossine raggiungeranno i nervi lo sventurato morir (12 sul tiro di 2D6 indipendentemente dalle Fe totali del personaggio). Chi non morir per gli effetti delle tossine rimarr ferito profondamente e si creeranno profonde cicatrici che diminuiranno del 10% la Sim del personaggio in modo permanente. C la possibilit che la callosit delle mani impedisca che il veleno raggiunga le cellule vive, si dovr comunque effettuare il test R per i veleni, in caso il test viene superato la mano dello sventurato inizier a bruciare terribilmente e fino a che non verr lavata non potr pi impugnare nulla ma non subir alcun danno. Molti utilizzano la polvere di Silmana mischiata a resine vegetali divieni cos lequivalente di un veleno da lama. I preparati di Silmana si conservano a lungo attivi anche per decine di anni. La polvere viene venduta solitamente in boccettine di vetro, molto solubile ma diluita perder ogni effetto. Non si conoscono preparati efficaci oltre al succo puro della pianta e alla polvere. Il veleno e la sua commercializzazione consentita in tutto il Vecchio mondo, le erboristerie ne possiedono comunemente due o tre dosi. Il contrabbando fornisce un veleno di bassa qualit, costa meno ma viene prodotto spesso da gente inesperta che utilizza piante troppo mature quindi il veleno di contrabbando avr una percentuale di insuccesso del 30%, corrispondente ad una bassa concentrazione di tossine. Il prezzo del veleno uguale in tutto il Vecchio Mondo, rimane elevato per la gente comune ma per chi deve proteggere oggetti preziosi risulta essere un ottimo ed economico deterrente.

Kuwum Yorf
Le origini del suo nome si perdono nei meandri della storia. Di certo si sa che fu scoperta da un sapiente nano della corte del re bretone Luis il Giusto pi di mille anni or sono. La pianta nota soprattutto nelle corti reali e principesche essendo uno dei veleni pi comuni in uso negli intrighi di corte. Nasce in primavera nelle foreste di latifoglie, come parassita delle grossi alberi di quercia o di frassino. un lichene molto piccolo che sfrutta gli interstizi della corteccia per affondare le sue piccole e dure radici, raggiunge le dimensioni massime di una decina di centimetri, ha piccole e sottili foglioline di un verde intenso. Alla fine della primavera fioriscono piccoli fiorellini rosa dal profumo intenso. Le piantine devono essere raccolte in fiore e ridotte in pasta dopo una lunga pestatura in mortaio. La pasta seccata al sole o con il calore di un forno si sgretoler facilmente in polvere. La polvere utilizzata principalmente per avvelenare cibi e bevande, praticamente insapore ma la sua preparazione degrada il suo buon profumo naturale in un orrendo puzzo di uovo marcio, sebbene basti una quantit minima di polvere di solito viene aggiunta a piatti dai sapori forti e speziati. Come veleno da lama poco utilizzato a causa dei lunghi tempi di azione delle tossine a livello dellapparato digerente, in ogni caso possibile preparare una dose di veleno da lama mischiando tre dosi di polvere in una piccola quantit di resina vegetale. Chi ingerisce un cibo avvelenato con la Kuwurn Yorf morir solo dopo una lenta e dolorosa agonia: inizialmente la vittima subir una fortissima nausea seguita da vomito e dissenteria. Il vomito sar seguito da una graduale rottura delle pareti e dei vasi sanguigni dellapparato digerente fino alla morte per emorragia che sopraggiunger in 3 giorni . Leffetto del veleno non dipende dalla costituzione della vittima si dovr quindi ignorare il consueto test veleni sulla R.

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La vittima non presenter segni evidenti di avvelenamento, solo l autopsia potrebbe rivelare una possibile causa di questo tipo. Il veleno viene di solito prodotto da persone senza scrupoli per i fini privati di persone di cultura e stato sociale elevato. La malavita e il contrabbando sono le uniche fonti di approvvigionamento del veleno. I prodotti della Kuwurn Yorf sono destinati a faide, vendette, tresche, lotte politiche, e chi pi ne ha pi ne metta, delle classi agiate. Gli assassini e guerrieri considerano mezzi pi rapidi per condurre alla morte le proprie vittime e soprattutto per i secondi esistono metodi pi onorevoli. Il prezzo di un veleno molto elevato e anche per questo come per quello di molti altri generi di contrabbando soggetto a forti oscillazioni in rialzo, soprattutto nei periodi dellanno in cui difficile reperire le piantine. Il veleno viene venduto dai contrabbandieri e da esponenti della malavita delle maggiori citt di tutto il mondo conosciuto.

Sharkasar

Questo raro arbusto cresce soprattutto nelle foreste di conifere ai piedi di montagne o nelle vaste foreste del nord del Vecchio Mondo. Sharkasar il nome del suo scopritore, un dotto farmacista di origine kislevita dal passato torbido per non dire losco. Assiduo frequentatore delle prigioni di tutto il Vecchio Mondo, a causa della sua affinit con personaggi della malavita e contrabbandieri, arriv a

sperimentare gli effetti della sua pianta, come gli piaceva chiamarla, su un capitano della guardia imperiale. Il gesto gli cost la testa, vista linevitabile morte della guardia, venuta ad arrestarlo gi per altri crimini. I segreti della sua pianta vennero diffusi da prima nellambiente malavitoso, segu uno studio approfondito alluniversit di Nuln e la conseguente diffusione anche nei circoli scientifici di tutto il Vecchio Mondo. La piantina, non pi alta di una trentina di centimetri, si presenta come un esile arbusto dalle foglioline grigioverdi, carnose e ricoperte da una leggera patina caliginosa. La piantina non fiorisce mai, si riproduce per dicotomia delle radici queste ultime sono la parte utilizzata per preparare un micidiale veleno da lama. Prendendo una decina di piccole radici si deve liberale della parte coriacea, estrarne la polpa biancastra del suo cuore e farla bollire con una parte di spirito e una di olio di oliva. Il distillato cos prodotto dovr essere raffreddato a temperatura ambiente per almeno tre giorni, in luogo fresco e asciutto. A contatto con laria il liquido coaguler in una pasta omogenea piuttosto viscosa, di colore blu. La pasta una volta applicata alla lama o ad una qualsiasi punta di freccia rimarr efficace per 2D6 mesi prima di seccare e sbriciolarsi. Chi viene ferito da unarma avvelenata con Sharkasar subir, previo test R fallito, un danno di 1D10, le ferite successive alla prima inferte con la stessa lama avvelenata, saranno automatiche(senza test R). stato provato che le tossine reagiscono velocemente con lossigeno contenuto nel sangue trasformando in un composto scuro. Il sangue fortemente impoverito di ossigeno non porter nutrimento al cervello a ad altri organi causando ictus o paralisi del sistema nervoso centrale. Una volta in azione il veleno rimarr in circolo nel corpo del probabile superstite per diverse ore, in questo periodo il suo fisico subir un forte deperimento causandogli automaticamente un punto follia. Il commercio di Sharkasar diffuso in tutto il mondo conosciuto, possibile trovare a prezzi molto elevati la pasta, il suo prezzo doppio rispetto alle sole radici, mentre nelle erboristerie si trovano le radici delle piante adulte. possibile trovare pasta e radici anche di contrabbando e ad un prezzo minore, visto che non sono gravati dalla tassa sui veleni imposta da quasi tutti gli amministratori delle citt pi importanti.

Daxamas

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La Daxamas una rarissima pianta nota per secoli solo agli elfi, le sue potenti doti velenifere vennero scoperte casualmente in seguito anche dai nani che, cambiandole nome con quello attuale la diffusero tra i circoli scientifici di tutto il Vecchio Mondo. Il veleno contenuto nelle foglie della piccola pianta viene utilizzato principalmente nelle lotte di potere o nelle vendette. La lunga e dolorosa agonia a cui destinata la vittima di questo veleno, fa rabbrividire per crudelt e la sua commercializzazione, uso e possesso , non solo vietato, ma considerato un vero e proprio crimine e punito pesantemente.

dolori di stomaco. I capelli e le unghie cadranno e terribili pustole purulente delle dimensioni di grosse noci si solleveranno dalla pelle per tutto il corpo. I genitali si rigonfieranno e perderanno sangue. Solo chi nutre una terribile vendetta utilizza un simile veleno, anche se si ottenesse un antidoto le piaghe dovute alle pustole lasceranno segni indelebili su tutto il corpo riducendo permanentemente la Sim di 20. Il veleno venduto solitamente in polvere da contrabbandieri senza scrupolo ma vista il suo scarso utilizzo nonostante sia fuorilegge e rarissima non raggiunge cifra astronomiche rispetto ad altri veleni in commercio. I contrabbandieri e gli erboristi senza scrupoli delle grandi citt del Vecchio Mondo riescono a procurare almeno una dose di Daxamas se richiesta con un giorno di anticipo.

Acaana

Le piantine si presentano come grosse cipolle da cui si dipartono sottili ramoscelli ricoperti da piccole foglioline rosse dalle nervature verdi. Le piantine non superano nemmeno da adulte i 30cm, nascono in primavera sulle pendici spoglie e scoscese delle montagne nella zona comunemente temperata del Vecchio Mondo. Il veleno viene estratto dalle foglie con un semplice procedimento di pestatura. La linfa che esce dalle foglie, una volta seccata, una polvere sottile, idrosolubile e insapore. Solo a dosi doppie o triple possibile rilevare nelle bevande un piccolo residuo insoluto, necessario un test Int con 20 per capire che c qualcosa di strano. A dosi doppie o triple si deve dimezzare o ridurre di un terzo il tempo di sopportazione delle tossine prima della morte (che avvinene in 1D10 giorni). Nel test veleno la R della vittima dovr essere considerata con un malus di 1 per ogni dose in aggiunta alla prima. La morte sopraggiunge dopo una lunga agonia dovuta al progressivo rigonfio del cuore, per giorni la vittima non potr fare altro che rimanere immobile in un letto, vomitando e torcendosi dai

E conosciuta quasi esclusivamente nei circoli dotti e solo raramente da qualche bravo erborista, esiste la comune credenza di essere una specie di pianta proveniente da unaltra dimensione. Cresce nellestremo nord del mondo conosciuto, su alte vette tra i ghiacci perenni delle desolazioni del caos, possibile trovare qualche esemplare di Acaana sui ghiacciai delle Montagne ai Confini del Mondo. Molti elfi alti hanno sperimentato gli effetti del suo veleno nelle lotte con le orde di elfi neri provenienti da Naggaroth, le lame di molti guerrieri

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sono avvelenate di un liquido nero che fa pensare a quello estratto dai fiori dellAcaana. La pianta ha una forma bizzarra, un unico tronco legnoso e contorto dal colore grigio chiaro si sviluppa per circa due metri di altezza formando una folta chioma ad ombrello. I fiori crescono alle estremit dei rami nel periodo autunnale quando le poche foglioline aghiformi cadono. Il fiore di colore giallo paglierino costituito da due unici petali, carnosi allinterno e coriacei esternamente. Il pistillo a forma di grappolo e di color giallo intenso. La pianta maschile non presenta infiorescenza, emette semplicemente del polline dalle foglie e questo e trasportato poi dal vento. Nelle zone estreme la pianta scarsamente presente anche se tipica del luogo. I pochi altri esemplari scoperti recentemente sulle montagne del Vecchio Mondo sono frutto della germinazione dei semi trasportati dal vento. I semi, piccolissimi e neri, sono infatti provvisti di una sorta di paracadute naturale che ne permette una veloce diffusione grazie allazione del vento. Si estrae il veleno pestando i fiori in un mortaio, dai petali esce un denso siero di colore bianco che in poco tempo cambier colore a contatto con laria assumendo una caratteristica colorazione bruna. Il siero cos come si presenta contiene un composto sgradevole di sapore ma non tossico, per permettere la formazione di un composto tossico si dovr procedere alla riduzione in pasta tramite bollitura con grasso animale. Dopo circa quattro ore dallimmersione di petali nel grasso fuso bollente, si otterr il completo scioglimento della materia vegetale in una densa pasta nera. Chi verr colpito da una lama avvelenata con lAcaana dovr effettuare un test R, se lo superer si considerer come un normale colpo e la vittima non si accorger di nulla ma al primo test R fallito lo sventurato cadr esanime per blocco totale del sistema nervoso. Ogni volta che un personaggio ferito dovr sostenere il test R con un malus di 1, se il personaggio particolarmente mingherlino il malus sar raddoppiato. La morte sopraggiunger pressoch istantaneamente per blocco respiratorio. Per creature alte pi di tre metri saranno necessarie due dosi di veleno per poter far effetto. Il veleno se introdotto nellorganismo per ingestione non avr nessun effetto. Una lama avvelenata con lAcaana rimarr efficace per diversi anni. Nel Vecchio Mondo il veleno di Acaana considerato una vera rarit, pochi lo conoscono anche tra i pi dotti, il suo commercio avviene sotto banco ad opere degli pi forniti erboristi di Merienburg, di Erengrad o LAnguille, che ricevono direttamente le dosi da mercanti elfi o norse ma solo molto raramente. Nel Nuovo Mondo solo gli elfi neri e qualche guerriero norse conosce e utilizza in

casi estremi il veleno, il suo prezzo alto ma promette leliminazione rapida dellavversario.

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