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Economia del Lavoro 2010

Capitolo 9 - 2 La discriminazione del mercato del lavoro


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La discriminazione del datore di lavoro

La discriminazione del mercato del lavoro La discriminazione del datore di lavoro Hip: 2 tipi di lavoratori sul mkt del lavoro: donne e uomini.
Impresa competitiva sta decidendo quanto di questi input acquistare. Hip.: donne e uomini perfetti sostituti nella produzione => funzione di produzione:

q f ( EW EM )

q = output dellimpresa, EW = n. lavoratrici, e EM = n.

lavoratori maschi. N.B.: output dellimpresa dipende dal numero totale dei lavoratori assunti, indipendentemente dal genere => MPE lo stesso se si assume un maschio o una femmina.
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in tal caso qualsiasi differenza che si verifica nello status economico dei 2 gruppi non pu essere attribuita a differenziali di qualifica, ma al comportamento discriminatorio dei partecipanti al mercato

w dovrebbero essere = alla produttivit marginale che la stessa tra i due gruppi Per semplicit, ignoriamo il ruolo del k nel processo di produzione.

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A) Impresa che non discrimina: ha i prezzi degli input costanti di wW e wM euro per il lavoro di uomini e donne, determinati dal mercato. I 2 gruppi di lavoratori hanno lo stesso VMPE, => assumer qualsiasi gruppo sia pi conveniente: wW < wM => assume solo donne; (discriminazione nel sistema?)

wW > wM => assume solo uomini. In particolare: Hip.: wW < wM => impresa che non discrimina assumer donne fino al punto in cui: Ww = VMPE Fig. 91 illustra questa condizione di massimizzazione del profitto: * impresa che non discrimina assume EW donne (e nessun uomo).

Figura 9 - 1 La decisione di occupazione di unimpresa che non discrimina (in un mrk del lavoro che discrimina: wW < wM )

Se il salario femminile determinato dal mercato inferiore a quello maschile, unimpresa che non discrimina assumer solamente donne, fino al punto in cui il * salario femminile uguaglia il valore del prodotto marginale del lavoro, ovvero EW . Se assumesse uomini, ne assumerebbe di meno e, data luguaglianza di MP, 5 produrrebbe di meno e farebbe minori profitti

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Impresa che discrimina: si comporta come se il salario femminile non fosse wW ma wW (1 + d) d = coefficiente di discriminazione => limpresa che discrimina non confronta wW e wM ma wW (1 + d) e wM
B)

la regola decisionale :

se wW (1 + d) < wM => assume solamente donne se wW (1 + d) > wM => assume solamente uomini
Limpresa

assume chi costa di meno (tutto compreso): dipende


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da d

La discriminazione del mercato del lavoro La discriminazione del datore di lavoro Implicazione chiave del modello di Becker: se uomini e donne sono perfetti sostituti, le imprese avranno una forza lavoro segregata per genere.
Ci sono, quindi, due tipi di imprese: quelle che assumono solo forza lavoro maschile (imprese maschili) e quelle che assumono solamente donne (imprese femminili). Il genere della forza lavoro che limpresa sceglie dipende da d: pochi pregiudizi (d piccolo) => solo donne (Fig. 92b) forti pregiudizi (d grande) => solo uomini (Fig. 92a) . (se wW (1 + d) < wM => assume solamente donne

se wW (1 + d) > wM => assume solamente uomini )

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Impresa maschile: assume i lavoratori fino al punto in cui wM = VMPE. Poich per hip. wW < wM => impresa sta pagando un prezzo alto per i suoi lavoratori => ne assume relativamente pochi (E*M nella figura). Impresa femminile: anche questa tende ad assumere pochi lavoratori (lavoratrici). Se non discrimina: wW = VMPE => E*W Discriminazione d0 : wW(1 + d0) = VMPE => E0W< E*W Discriminazione d1 > d0 : wW(1 + d1) = VMPE =>

E1W< E0W< E*W Il n. di donne assunte pi piccolo nelle imprese che hanno coefficienti di discriminazione pi grandi.
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Figura 9 - 2 La decisione di occupazione in unimpresa con pregiudizio

Maggiore d, pi limpresa si allontana dalla condizione di Max profitto!

Le imprese che discriminano possono essere sia imprese maschili (se il coefficiente di discriminazione molto elevato) sia femminili (se il coefficiente di discriminazione relativamente basso). Unimpresa maschile assume lavoratori fino al punto in cui il salario maschile uguaglia il valore del prodotto marginale. Unimpresa femminile assume lavoratori fino al punto in cui il salario femminile aggiustato per lutilit uguaglia il valore del prodotto marginale. Le imprese che 9 discriminano assumono meno lavoratori di quelle che non discriminano.

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La discriminazione e i profitti

fondamentale della teoria di Becker: la discriminazione non paga. Da fig. 9-2: decisione di assunzione di imprese maschili non

Implicazione

redditizia per due ragioni

Avrebbe potuto assumere lo stesso numero di lavoratrici ad un salario inferiore (dato che uomini e donne sono perfetti sostituti, avrebbe potuto produrre lo stesso output ad un costo inferiore) => assumono il numero sbagliato di lavoratori per MAX : (impresa che non discrimina, basandosi sui veri salari, ne assumerebbe molti (molte) di pi) =>
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La discriminazione del mercato del lavoro La discriminazione del datore di lavoro Ovviamente anche imprese femminili stanno rinunciando ai loro : Fig. 9.3: relazione d
d = 0 (no discriminazione, ma wW < wM), forza lavoro tutta femminile E*W => profitti max euro. d > 0 (leggermente), ancora una forza lavoro tutta

femminile, ma occupano meno donne (dellottimo) => . (vedi fig. 9.2) dW (soglia di pregiudizio): la perdita di utilit dellassumere donne troppo grande, impresa assume solamente maschi => a W euro (sta pagando un salario molto pi elevato di quello che occorrerebbe). Imprese maschili: assumono lo stesso n. di lavoratori (E*M) 11 indipendentemente dal loro d => stessi (bassi) indip. da d

Figura 9 - 3 I profitti e il coefficiente di discriminazione

Hip.: wW < wM d=0 d => profitto MAX

se wW (1 + d) < wM assume solamente donne


dal MAX profitto

=>

Ma pi d , pi mi allontano Alla fine:


se wW (1 + d) > wM => assume solamente uomini
Il coefficiente di discriminazione riduce i profitti in due modi. Anche se limpresa che discrimina assume solamente donne, ne assume troppo poche, se assumesse solamente maschi, 12 ne assumerebbe troppo pochi ad un salario molto elevato.

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Becker: la discriminazione da parte dellimpresa non paga perch le decisioni di assunzione lallontanano dal livello di occupazione che max.zza . La discriminazione danneggia limpresa rispetto ai suoi concorrenti (che non discriminano)

Lequilibrio

del mercato del lavoro

Sappiamo che: imprese con d piccolo => femminili imprese con d grande => maschili => Come deriviamo la curva di domanda delle lavoratrici nel mercato del lavoro (al variare del rapp. wW /wM) ?
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Hip.: tutti i datori di lavoro discriminino le donne (ogni impresa ha un d > 0). Fig. 9. 4: Se wW > wM (wW/wM > 1) => nessun datore di lavoro, nemmeno se ha d piccolo, vuole assumerle: il prezzo (aggiustato per la disutilit) sar ancora pi elevato => non esiste domanda per lavoratrici. Anche se wW < wM di poco, aggiustato per lutilit diventerebbe wW (1+d) > wM probabilmente in tutte le imprese (nessuno vorrebbe assumere una lavoratrice). Se (wW/wM) : limpresa con il pregiudizio minore attraversa la soglia R, wW (1+d) < wM , =>diventa femminile.

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Figura 9 - 4 La determinazione del rapporto dei salari femminili/maschili sul mercato del lavoro
E la discriminazione che genera ed aumenta i differenziali salariali.

Se non ci fosse discriminazione la curva di domanda partirebbe da qui:

Se il rapporto dei salari femminile/maschile molto elevato, nessuna impresa sul mercato del lavoro vorr assumere donne. Quando il rapporto diminuisce, molte pi imprese sono compensate per la loro disutilit e aumenta la domanda per la manodopera femminile. Il rapporto del salario femminile/maschile di equilibrio dato dallintersezione della domanda e dellofferta. Se alcune imprese preferissero assumere donne, sarebbero disposte a farlo anche se il rapporto del salari fosse maggiore di 1, spostando la curva di domanda a D2. Se lofferta di lavoro femminile 15 sufficientemente piccola, quindi possibile che il rapporto del salario femminile/maschile sia maggiore di 1.

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Se wW continuano a :
molte pi imprese decidono di diventare femminili (il

1.
2.

salario pi basso compensa del pregiudizio);


le imprese che stavano gi assumendo donne ne assumono ancora di pi => la domanda di lavoro femminile . Se wW molto basso rispetto a wM: anche le imprese con d grande assumeranno donne
la

curva di domanda del mkt per il lavoro femminile (D) inclinata negativamente. N.B. Il rapporto dei salari di equilibrio degli uomini e delle donne dipende non solo da D ma anche da S di lavoro femminile.
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Hip. di Fig. 9.4: lofferta di lavoro femminile

perfettamente

inelastica (non dipende dal wage gender gap): N lavoratrici sul mkt (indipendentemente dal loro salario relativo): il rapporto di equilibrio tra wW e wM uguaglia D ed S di lavoro femminile: gender gap di equilibrio
Se il salario relativo femminile > equilibrio: troppe donne cercano un lavoro rispetto alla domanda: wW Lopposto avviene se il salario relativo femminile sotto lequilibrio. Per lofferta di lavoro femminile potrebbe essere crescente con wW : potremmo avere pi donne occupate quando wW 17 molto vicino a wM