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6. IL LEGAME CHIMICO Gli atomi si legano tra loro per formare molecole attraverso i legami chimici.

C ome pi volte accennato sono gli elettroni dei gusci pi esterni ad essere interessa ti da questi processi di trasformazione. I legami chimici si possono a grandi li nee classificare nei seguenti tipi: legame covalente, ionico, metallico e legami deboli (a idrogeno, Van Der Walls etc.) A prescindere dal tipo di legame, quell o che induce un atomo a legarsi con un altro la tendenza a completare l orbitale p i esterno. Il raggiungimento dell ottetto pu avvenire sia attraverso un trasferiment o di elettroni dal guscio pi esterno di un atomo a quello di un altro atomo (lega me ionico) o mettendo in comune una o pi coppie di elettroni (legame covalente). Affinch due atomi si leghino per necessario che l energia complessiva del sistema da to dai due atomi legati sia minore di quella dei due atomi separati. 6.1 IL LEGAME IONICO Come abbiamo gi visto ci sono in natura specie che, avendo un basso potenziale di ionizzazione, tendono a cedere elettroni e quindi a trasformarsi in ioni positi vi e altre che avendo un elevata affinit elettronica, tendono ad acquistare elett roni trasformandosi cos in ioni negativi. Queste specie si legano fra loro attrav erso il legame ionico che consiste in interazioni elettrostatiche dovute dalla a ttrazione tra gli ioni di segno opposto che queste specie generano. La forza ele ttrostatica che lega gli ioni, detta forza di Coulomb, ha la seguente espression e: F = q1q2/4pe0r2 Dove q1 e q2 sono le cariche degli ioni, r la loro distanza (pari alla somma dei raggi) ed e0 la costante dielettrica del vuoto. Se q1 e q2 hanno lo stesso segn o, cio se i due atomi sono entrambi carichi negativamente o positivamente, la F p ositiva, detta forza di repulsione infatti i due atomi si respingono. Se invece q1 e q2 hanno segno opposto F negativa e si chiama forza di attrazione. Il valor e della costante dielettrica dell acqua circa 80 volte maggiore, cio la forza di in terazione elettrostatica tra ioni nell acqua notevolmente inferiore, questo il mot ivo per cui l acqua considerata un ottimo solvente per le sostanze ioniche, gli io ni non si aggregano ma rimangono solvatati dalle molecole di acqua. Gli ioni si dicono solvatati se non sono circondati da ioni di segno opposto ma da molecole d acqua orientate in modo che il dipolo negativo della molecola d acqua sia orientat o verso lo ione positivo e viceversa. 6.2 IL LEGAME COVALENTE Questo legame si forma tra atomi che hanno un potenziale di ionizzazione e un affi nit elettronica simile, per cui gli atomi in questione non tendono a cedere o acq uistare elettroni ma per raggiungere l ottetto mettono in compartecipazione i prop ri elettroni spaiati. Quando due o pi atomi si legano tra loro con un legame cova lente si formano molecole, specie stabili, che possono esistere come unit indipen denti sia allo stato solido che a quello liquido e gassoso. Vediamo cosa succede quando si forma un legame covalente descrivendo la formazione del legame fra du e atomi di idrogeno che si legano per formare una molecola (H2). L atomo di idroge no costituito da un protone nel nucleo e da un elettrone. Quando due atomi di idrogeno si avvicinano la forza di attrazione che il nucleo di un atomo esercita sull elettrone dell altro atomo aumenta man mano fino alla dist anza di 0,74 A in cui si ha la massima attrazione. A questa distanza, detta dist anza di legame, le nuvole elettroniche dei due atomi si sovrappongono originando un nuovo orbitale, l orbitale di legame o di valenza, nel quale si collocano i d ue elettroni condivisi. Se i due atomi si avvicinano ulteriormente la forza di r epulsione tra cariche dello stesso segno prevale su quella di attrazione. Come s i pu vedere dal grafico la distanza di legame corrisponde alla condizione di mini ma energia potenziale.

Il legame tanto pi stabile quanto maggiore la sovrapposizione degli orbitali atom ici. Molte molecole contengono legami doppi e tripli, che corrispondono alla mes sa in comune di 4 o 6 elettroni. Il legame covalente nella formula di struttura di una molecola si indica con un tratto tra i simboli degli atomi. La formula di struttura la rappresentazione grafica di come gli atomi si legano tra loro per formare la molecola. I legami doppi e tripli si rappresentano con due e tre trat ti rispettivamente. I non metalli sono le specie che hanno una maggiore tendenza a legarsi con legami covalenti all idrogeno, con se stessi e con altri non metall i. Il legame covalente un legame direzionale nel senso che gli elettroni di lega me non sono liberi di muoversi in qualsiasi direzione ma hanno una direzione uni voca. H H Legame covalente semplice O = O Legame covalente doppio N ? N Legame covalente triplo Se si va a misurare sperimentalmente la distanza di legame cio la distanza tra gl i atomi interessati dal legame che corrisponde alla somma dei raggi atomici, si verifica che in presenza di un legame semplice i due atomi sono a una distanza m aggiore che nel caso di un legame doppio e ancora di pi che in presenza di un leg ame triplo.

6.3 LEGAMI POLARI Il legame covalente che si forma tra due atomi dello stesso elemento si dice ome opolare o covalente puro in quanto la coppia di elettroni uniformemente condivis a dai due atomi caratterizzati dalla stessa affinit elettronica. Se invece reagis cono due atomi diversi ci sar sicuramente uno dei due ad avere una maggiore affin it elettronica e quindi una maggiore tendenza ad attirare a se l elettrone di legam e, in questo caso il legame si dice eteropolare in quanto la coppia risulta spos tata mediamente nel tempo verso l atomo che ha maggiore affinit elettronica. In que sto caso la molecola che si forma una molecola polare caratterizzata dalla prese nza di un dipolo elettrico. In pratica si verifica un accumulo temporaneo di car iche elettriche negative sull atomo di legame pi elettronegativo (d-) mentre l altro atomo avr un eccesso di cariche positive (d+). 6.4 IL LEGAME COVALENTE DATIVO Si verifica quando gli elettroni del legame covalente non vengono messi in compa rtecipazione dai due atomi di legame ma vengono ceduti da uno solo dei due, dett o sistema datore, mentre l altro, detto accettore, si limita a ricevere gli elettr oni. Questo si verifica quando l atomo accettore necessita di due elettroni per ra ggiungere l ottetto ed pi elettronegativo dell altro. Ad esempio l ammoniaca NH3 si leg a allo ione H+ formando lo ione ammonio NH4+ in cui tutti gli atomi hanno la con figurazione stabile dell ottetto. Nella molecola SO3 lo zolfo legato all ossigeno co n un legame doppio e con due legami dativi che nella formula di struttura si ind icano con delle frecce dirette dal datore all accettore. Questa molecole interessa ta dal fenomeno della risonanza cio non possibile sapere quale dei tre atomi di o ssigeno legato allo zolfo da un legame doppio perch tutti e tre i legami hanno la stessa distanza, intermedia tra quella del legame semplice e quella del legame doppio. Questo fenomeno si rappresenta schematicamente in questo modo: 6.5 IL LEGAME METALLICO Il legame metallico un legame che interessa i metalli, esso un legame particolar e caratterizzato dalla formazione di una nuvola di elettroni di valenza che si m

uove in maniera indistinta intorno ai nuclei positivi. Si tratta quindi di un le game non direzionale in quanto gli elettroni non sono diretti in un unico verso ma possiedono libert di movimento da un atomo all altro. Ci rende questi elementi bu oni conduttori di corrente, malleabili e duttili. Infatti la natura non direzion ale del legame fa s che gli atomi possano slittare gli uni sugli altri senza che questo comporti la rottura dei legami stessi che tengono insieme il reticolo. Qu esto non si pu dire nel caso di composti ionici e covalenti che risultano essere non malleabili e cattivi conduttori di elettricit. Se sottoposti a sollecitazione , che comporta uno spostamento di elettroni dalla loro posizione reticolare, si verifica la rottura del legame e quindi della struttura cristallina stessa. Il legame di Van der waals consiste in un interazione elettrostatica tra dipoli is tantanei. Nel movimento dell elettrone intorno al nucleo ci sar un istante in cui g li elettroni saranno attratti dal nucleo pi vicino generando sull atomo in question e un dipolo negativo temporaneo. Se un dipolo istantaneo in una molecola trova n elle sue vicinanze una molecola con dipolo istantaneo di segno opposto si genera un legame di interazione elettrostatico. Queste forze sono quelle che tengono i nsieme le molecole nei liquidi e nei solidi. Questo spiega anche perch un solvent e scioglie solo sostanze che sono simili al solvente stesso, ad esempio l acqua un a molecola polare e scioglie solo sostanza ioniche o covalenti polari ma non sci oglie composti apolari. Il legame Idrogeno Quando l idrogeno legato in una molecola ad un atomo pi elettronegativo (O, F) si f orma una parziale carica positiva sull atomo di idrogeno e una parziale carica neg ativa sull altro atomo. Se tale molecola trova nelle vicinanze una molecola conten ente un altro atomo elettronegativo si lega ad essa con un ponte di natura elett rostatica detto di idrogeno. L esempio principale di un legame idrogeno quello che si forma tra le molecole di acqua. Generalmente la temperatura di ebollizione c resce al crescere del peso molecolare dei composti. L acqua invece ha una temperat ura di ebollizione pi elevata rispetto a composti con il suo stesso peso molecola re. Questo perch il legame idrogeno tiene unite le molecole d acqua con una forza m aggiore di quanto accade per altri composti, rallentando cos il passaggio allo st ato gassoso che consiste nell allontanamento delle particelle tra loro. Il legame idrogeno si pu formare anche all interno di una stessa molecola. il caso delle gros se molecole organiche quali le proteine, il DNA e le catene polimeriche che hann o nella loro struttura il ponte di idrogeno come elemento indispensabile a tener e insieme le varie catene di atomi da cui sono costituite conferendo la loro car atteristica struttura geometrica. 6.7 GEOMETRIA MOLECOLARE Gli atomi all interno di una molecola si dispongono secondo un criterio detto VSEP R (Valence Shell Electron-Pair Repulsion) cio gli elettroni di valenza, impegnati o meno nei legami, si dispongono nello spazio in modo da rendere minima la repu lsione elettrostatica. Quindi nel caso di una molecola che contiene due atomi qu esti si dispongono in modo da rendere massima la loro distanza cio in modo linear e. In una molecola che contiene tre atomi, la loro distanza massima disponendosi ai vertici di un triangolo equilatero. Se gli atomi sono invece quattro la loro disposizione ottimale corrisponde a quella di un tetraedro. Nel caso di cinque atomi si dispongono ai vertici di una piramide a base triangolare.