Sei sulla pagina 1di 11

Tratto dal libro Consapevolezza (Osho) TEORIA DEL KARMA... E che cosa il passato? Coshai fatto in passato?

? Qualsiasi cosa tu abbia fatto, di buono o di cattivo, questo o quello, qualsiasi cosa fai crea la propria ripetizione. Questa la teoria del karma. Se laltro ieri eri arrabbiato, hai creato una potenzialit di rabbia, al punto da arrabbiarti di nuovo ieri. Per cui hai replicato la tua rabbia, le hai dato nuova energia, hai alimentato quello stato danimo, lo hai radicato di pi, lo hai coltivato. Ebbene, oggi rifarai la stessa cosa con pi forza, con pi energia. E domani sarai di nuovo vittima delloggi. Ogni azione che fai o anche solo che pensi di fare, ha i suoi modi di riprodursi ancora e di nuovo, perch crea un canale nel tuo essere. Comincia ad assorbire energia da te. Tu sei arrabbiato, poi quello stato danimo se ne va e tu credi di non essere pi in collera, per cui manchi lopportunit di comprendere. Quando quellumore se ne andato, non cambiato niente: semplicemente la ruota si mossa e il raggio che era su andato gi. Pochi minuti fa cera rabbia alla superficie, ora scesa nellinconscio, nelle profondit del tuo essere. Aspetter il suo momento per tornare di nuovo a manifestarsi. Se hai agito di conseguenza, lhai rafforzata e quindi lhai rimessa a nuovo. Le hai dato di nuovo un potere, un energia; freme come un seme sottoterra che aspetta il momento e la stagione giusta e a quel punto germoglier. Ogni azione si autoriproduce, ogni pensiero si autoperpetua. Quando collabori con lui, gli dai energia. Prima o poi diventer unabitudine. Ti comporterai in un certo modo, ma non ne sarai lagente; agirai solo per forza dabitudine. Si dice che labitudine sia una seconda natura: non unesagerazione. Al contrario, unaffermazione che sottovaluta il fenomeno! In realt, alla fine labitudine diventa la prima natura e la tua natura diventa secondaria, resta solo come un appendice o le note a pi di pagina in un libro, mentre labitudine ne diventa la parte principale, il corpo del libro. Tu vivi attraverso labitudine. Ci significa che labitudine vive fondamentalmente attraverso di te. Labitudine stessa permane, ha un energia propria; naturalmente la prende da te, dato che tu hai cooperato in passato e stai cooperando nel momento presente. Passo dopo passo, labitudine diventer il padrone e tu sarai solo un servo, unombra. Labitudine dar il comando, lordine, e tu sarai solo un servitore ubbidiente. Sarai obbligato a seguirla. I Veda rivelano la conoscenza delle leggi della natura, lesistenza di Dio e lo scopo della vita. Lapplicazione di questa conoscenza ci permette di uscire dal ciclo del karma e raggiungere leterno reame spirituale dove la vita illimitatamente perfetta sotto ogni aspetto. I Veda vedono gli esseri viventi come esseri spirituali che trasmigrano continuamente nel mondo materiale da un corpo a una serie di altri corpi, secondo il loro karma precedente. In altre parole, il karma un inesorabile legge sottile della natura che fa in modo che ogni buona o cattiva azione che compiamo abbia di ritorno una reazione ugualmente buona o cattiva, sia in questa vita che in una vita futura. Chi semina raccoglie.

Contrariamente allidea che la nostra felicit e la nostra sofferenza avvengono per caso, i Veda insegnano che ognuno di noi si creato la sua situazione presente, positiva o negativa, a causa delle buone o cattive azioni che abbiamo compiuto nelle vite passate. Ogni individuo stato nel passato larchitetto, lartefice della sua presente situazione e ogni individuo ora larchitetto della sua vita futura. Quando lanima completamente delusa e frustrata dalle numerose inadeguatezze delle esperienze materiali si pone delle domande profonde sul significato della vita. Con laiuto delle scritture e di unanima realizzata, unanima persa pu veramente comprendere la sua natura spirituale eterna e ritornare in breve tempo alla gioia totale del mondo spirituale. In questo mondo materiale temporaneo non possiamo sfuggire alle sofferenze della nascita, della morte, della vecchiaia e della malattia che la natura ci impone secondo il nostro karma. Nel mondo spirituale non esiste il karma negativo ma tutto eterno, pieno di conoscenza e pieno di gioia. Karma, reincarnazione, vite passate... Il processo della vita e della morte Osho Puoi spiegare per favore il processo della vita e della morte? Ti ho sentito dire che a volte portiamo in noi ferite altrui. Che cosa significa? La ferita di un'altra persona forse un suo modello di pensiero che noi adottiamo? Se riusciamo ad accettare cos facilmente le ferite altrui perch cos difficile accettare la nostra qualit di Buddha? una domanda molto complicata, ma se sei pronto a capire, io sono pronto a rispondere. Tutti si portano dentro le ferite altrui. Per prima cosa, vivi in una societ malata dove la gente piena di rabbia, piena di odio, si diverte a fare del male, a ferire, e questo lo strato superficiale che pu essere capito facilmente. Ma ci sono strati pi sottili, esistono i cosiddetti santi che creano in te sensi di colpa, che ti condannano perch sei un peccatore. Ti riempiono di idee che creano in te solo sofferenza. E pi queste idee sono vecchie, pi la gente le accetta facilmente. Tutti nel mondo dicono: Viviamo nel peccato... tutti questi santi non possono avere torto! Io sono il solo a dichiarare che sei tu che hai scelto di vivere nella sofferenza, una scelta tua. Puoi lasciarla cadere in un solo momento e ballare di gioia, in beatitudine. Ma la ferita profonda. E tutti acquisiscono familiarit con la propria infelicit: ti ci attacchi, credendo di ricavarne un certo conforto, mentre ti crea solo una vita dinferno. Ma tutti sostengono il tuo inferno. Se ti senti infelice tutti ti mostrano simpatia. Ci hai mai pensato? Quando sei infelice, coloro che ti mostrano simpatia sostengono semplicemente la tua miseria. Hai mai visto qualcuno mostrarti simpatia quando danzi pieno di gioia? Quando sei felice la gente ti invidia, gelosa, non ti mostra affatto simpatia. Secondo me, la base della vita va cambiata totalmente. La gente dovrebbe mostrare simpatia solo quando c gioia, piacere, quando ci si rallegra, perch con la simpatia tu dai nutrimento allaltro: nutri la gioia della gente, non nutrire la loro tristezza, la loro infelicit. Sii compassionevole quando qualcuno infelice, ma metti bene in chiaro che quellinfelicit una scelta. A un livello pi profondo... forse colui che ha posto la

domanda non voleva che andassi cos a fondo, ma la risposta rimarrebbe incompleta se non andassi in profondit. Lidea della reincarnazione, fiorita in tutte le religioni orientali, dice che il s continua a spostarsi da un corpo allaltro, da una vita allaltra. Questa idea non esiste nelle religioni che sono nate dal giudaismo, il cristianesimo e lislamismo. Ma oggigiorno, perfino gli psichiatri hanno scoperto che sembra essere vero: ci si pu ricordare delle proprie vite passate; lidea della reincarnazione sta diventando popolare. Voglio per dirvi una cosa: lidea della reincarnazione un concetto totalmente sbagliato. vero che quando una persona muore il suo essere diventa parte del Tutto. Non ha importanza se stato un peccatore oppure un santo, in ogni caso egli si porta dietro ancora qualcosa chiamata mente, memoria. In passato non esistevano conoscenze sufficienti a spiegare che la memoria non altro che un groviglio di pensieri e onde di pensieri, ma ora risaputo. Ed qui che, in diversi punti, trovo Gautama il Buddha davvero allavanguardia rispetto ai suoi tempi. lunico che daccordo con la mia spiegazione. Ha dato dei suggerimenti, ma non ha potuto portare delle prove; a quel tempo non cerano molti mezzi a disposizione. Egli ha detto che quando una persona muore, la sua memoria si sposta in un altro grembo - non il s. Oggi noi possiamo comprendere che, quando muori, lasci dei ricordi nellaria, intorno a te. Se sei stato infelice, tutte le tue miserie trovano posto un po qui e un po l, entrano in qualche altro sistema di ricordi. Oppure entrano tutte in una volta in un altro grembo - ed per questo che qualcuno pu ricordarsi del proprio passato. Non il tuo passato. la mente di qualcun altro che tu hai ereditato. La maggior parte della gente non ricorda niente perch non ha ereditato, in un unico blocco, il patrimonio di ricordi di un unico individuo. Queste persone portano in s dei piccoli frammenti di questo e di quellaltro, e sono questi frammenti che creano la tua infelicit. Tutti coloro che sono morti su questa terra sono morti infelici. Pochissimi sono morti con gioia. Pochi sono morti realizzando la non-mente. Questi individui non hanno lasciato alcuna traccia dietro di s, e non appesantiscono nessuno con la propria memoria; semplicemente si sono dissolti nelluniverso. Non hanno pi una mente o un sistema di memoria. Lo hanno gi dissolto nella loro meditazione. Ed per questo che un illuminato non nasce mai. Viceversa, la persona non illuminata, ogni volta che muore, continua a espellere ogni tipo di miseria. E cos come la ricchezza attira una ricchezza maggiore, la sofferenza attira pi sofferenza. Se sei infelice, perfino se lontana chilometri, la sofferenza correr verso di te: sei il veicolo giusto. Questo un fenomeno assolutamente invisibile, simile alle onde radio: viaggiano intorno a te, ma non le vedi; se per hai lo strumento adatto per riceverle, immediatamente le puoi percepire. Anche prima che la radio fosse inventata, ti viaggiavano intorno. Non esiste la reincarnazione, bens linfelicit che si reincarna. Le ferite di milioni di persone si muovono intorno a te, in cerca di qualcuno che voglia essere infelice. Naturalmente, la felicit non lascia tracce. Luomo di consapevolezza muore come un uccello il cui volo nel cielo non lascia tracce: n una pista, n un sentiero, il cielo rimane vuoto. La beatitudine si muove senza lasciare traccia alcuna. per questo che non erediti nulla dai Buddha, essi semplicemente scompaiono. Viceversa gli idioti e i ritardati continuano a reincarnarsi nelle proprie memorie che ogni volta diventano ancora pi spesse. Oggi, forse, tutto questo pu essere capito e dissolto. Altrimenti laria diventer cos spessa di ricordi che a voi sar impossibile vivere con gioia, ridendo. La vostra consapevolezza non ha ferite. La consapevolezza non ha traumi. La consapevolezza non conosce tristezza alcuna. La tua consapevolezza, la consapevolezza di ognuno di voi,

innocente, totalmente beata. Per riportarti in contatto con la tua consapevolezza, viene fatto ogni sforzo per distrarti dalla mente. La mente sovraccarica delle tue miserie, delle tue ferite. E continua a creare ferite per cui, a meno che tu non sia consapevole, non riuscirai nemmeno a scoprire come fa a crearle. Proprio oggi, Anando mi parlava di Zareen, e mi diceva quanto era felice un tempo, quando da casa sua veniva in visita alla comune. Vedendo la bellezza e la libert e la gioia in cui la comune era immersa, alla fine ha fatto un passo rivoluzionario nella sua vita, decidendo di lasciare la sua casa e di diventare parte della comune, ma da allora non pi stata altrettanto felice. Ho detto: Anando, spiega a Zareen con parole chiare quello che successo: se consapevole, lo capir senza ombra di dubbio. Un tempo veniva qui da una casa che era buia e tetra e infelice. Era una gioia ritrovarsi in un cielo aperto. Ma da quando si trasferita nella comune... dentro di lei, in profondit, la mente ha fatto della comune la sua casa. E tutta la sofferenza che provava nella sua casa di un tempo ha cominciato ad affiorare e ora, non avendo pi nessun altro posto in cui riversarsi... una volta compreso questo fenomeno, e cio che linfelicit di Zareen frutto di un concetto che lei si sempre portata dietro e, sebbene lambiente sia cambiato, quel concetto non affatto mutato... ogni tanto di certo pensa: meglio che ritorni a casa. Ma non cambier nulla. Innanzitutto la casa di un tempo sar ancora pi buia, pi misera, e il marito le sembrer pi che mai un estraneo. Ma le farebbe bene per una cosa: a quel punto ritorner nella comune e sar felice. Perch, invece, non cercare di capire la situazione, ed essere felice ovunque tu sia? Anche perch ritornare a quella casa non dipende solo da te. Per quanto ne so, tuo marito non ti riprender. Lo ha detto a un sannyasin. Non lasciare che il passato ti tormenti. Sei arrivata qui, in uno spazio aperto, ora impara la strada della libert, dellamore e dellamicizia. E voi tutti avete la capacit di farlo. Non c ragione di essere infelici. Non esistono ragioni valide che giustifichino la vostra infelicit. In effetti dobbiamo sempre cercarci un motivo valido per essere infelici, altrimenti la gente chiederebbe: Sei matto? Ti senti infelice senza motivo? Per cui, in qualche modo, si continuano a inventare delle buone ragioni. Ma ricorda, quelli sono solo motivi inventati. Nessuno quando sei felice ti chiede: Perch sei felice? Non c motivo per essere felice. La felicit la nostra natura. La felicit non ha bisogno di ragioni n di cause per esistere. Questa comune deve essere una comune di comprensione, di consapevolezza, di gente che guarda i propri modelli mentali ricordandosi che non sono suoi. Tu sei un semplice testimone e il testimone al di fuori della mente. Io ti insegno lessere testimone. Lunico modo per uscire dai tuoi modelli di infelicit, vecchi o nuovi, essere testimone. Dico che lunico modo, perch nessuno scappato dalla mente senza diventare prima un testimone. Sii un semplice testimone, e improvvisamente ti metterai a ridere delle tue sofferenze. Tutte le nostre sofferenze sono cos superficiali... e soprattutto sono tutte prese in prestito. Tutti si trasmettono a vicenda la propria infelicit. La gente parla in continuazione delle proprie sofferenze, dei propri guai, dei propri conflitti. Hai mai sentito qualcuno parlare dei suoi momenti di gioia? Delle sue canzoni e delle sue danze? Dei suoi momenti di silenzio e di beatitudine? No, nessuno parla di queste cose. La gente continua a condividere ferite, e ogni volta che parli della tua infelicit con qualcuno, senza saperlo stai trasmettendo un modello di miseria. Laltra persona forse pensa che ti stia solo ascoltano, ma di fatto sta anche prendendo delle vibrazioni di infelicit, delle ferite. Quando ho detto che portate dentro di voi ferite altrui, volevo dire che la vostra consapevolezza non ha ferite. Se tutti diventassero meditativi,

svegli, al mondo non ci sarebbero ferite. Scomparirebbero semplicemente. Non troverebbero un casa, un rifugio. una cosa possibile. Se possibile per me, possibile per chiunque. Nella tua domanda chiedi anche perch possiamo accettare cos facilmente le ferite altrui, e perch cos difficile accettare la propria buddhit. Puoi accettare le ferite altrui perch anche tu hai delle ferite. Tu capisci il linguaggio dellinfelicit, delle ferite, della sofferenza. E chiedi perch non riusciamo ad accettare lidea di essere un Buddha. Per prima cosa, raramente incontri un Buddha. Molto raramente un Buddha esiste sulla terra, per cui anche se lo incontrassi non capiresti il suo linguaggio. Molto probabilmente lo fraintenderesti. Tu conosci la sofferenza, e lui parla di beatitudine. Tu conosci le ferite, e lui parla della salute eterna. Tu conosci solo la morte e lui parla di eternit. In primo luogo, difficile trovare un Buddha. In secondo luogo, difficile capire il suo linguaggio perch non il tuo stesso linguaggio. Altrimenti questa sarebbe la cosa pi semplice al mondo: capire la propria buddhit. cos ovvia. Il tuo vero essere gi un Buddha, sei tu che hai dimenticato la strada verso il tuo essere interiore. Hai viaggiato a lungo per tante strade, ma tutte conducono verso lesterno. E, pian piano, hai dimenticato che esiste un piccolo posto dentro di te che non hai esplorato. La meditazione non altro che esplorazione dello spazio interiore che hai sempre ignorato. Quel piccolo spazio ti far improvvisamente ricordare che tu sei un Buddha. Ma se per te non diventer una verit cosciente il fatto che sei un Buddha... Non si tratta di un concetto, nessuno ti pu convincere che sei un Buddha... non puoi essere altro! Se vai semplicemente dentro di te, lesperienza dello spazio interiore esploder come un riconoscimento e come un ricordo della tua buddhit. Non una filosofia, unesperienza esistenziale. Karma Fino all'ultimo respiro... Fino alla fine... morendo, la gente pensa al sesso. C' una connessione, perch sesso significa nascita. La morte e il sesso sono profondamente connessi. Se non sei stato in grado di farci i conti mentre eri pieno di vita, ti sar difficile farci i conti mentre stai morendo. Perch la morte quando arriva, porta con s anche la sua altra polarit, la sua ombra. La vita comincia con il sesso, la vita finisce con il sesso e quando la morte arriva l'energia sessuale ha un ultimo exploit. Diventa una fiamma. Quella stessa fiamma ti conduce in un'altra vita... la ruota ricomincia a girare. Morendo con una mente ancora piena di fantasie sessuali, una mente passionale, crei un'altra vita, una nuova nascita. Cominci a cercare un grembo. Sesso significa che la ricerca di un grembo cominciata. Non sei ancora morto, ma stai gi cercando. La tua anima si prepara a fare il salto in un altro grembo. Buddha dice che se puoi morire senza passione, hai spezzato il desiderio. Non rinascerai pi. O anche se nasci, sar solo per l'ultima volta. Magari rimasto ancora un po' di karma, i conti devono essere chiusi, le cose completate, ma fondamentalmente sei libero.

Quando la mente libera dalla passione, la mente libera. Libert significa libert dalle passioni. E solo una mente libera pu vedere ci che reale. Solo una mente libera, libera dalle passioni, pu vedere ci che c'. Hai mai osservato? In una notte di luna piena vai al lago, tutto silenzioso... non c' nemmeno un'increspatura sulla superficie del lago... e la luna vi si riflette cos meravigliosamente. Scuoti l'acqua, crea qualche onda sull'acqua con le mani e la luna si divide in frammenti... il riflesso scompare. Puoi vedere l'argento su tutto il lago... Frammenti e frammenti... la totalit spezzata, l'integrit scomparsa. Anche la consapevolezza umana pu trovarsi in due stati. Uno stato la passione, quando ci sono molte increspature e onde che si agitano verso una riva, da qualche parte nel futuro, o che si aggrappano a un'altra riva, da qualche parte nel passato. Ma il lago disturbato. La superficie non calma, quieta, tranquilla. La superficie non pu riflettere la realt, la distorce. Una mente piena di passioni un meccanismo di distorsione. Qualsiasi cosa tu veda, la vedi attraverso la distorsione. Vai al lago in una notte di luna piena e osserva queste due cose nel lago. Prima guarda tutto quanto nella sua quiete, calmo, la luna riflessa e tremendamente bella e tutto quanto cos fermo, come se anche il tempo si fosse fermato. E tutto cos presente, come se esistesse solo il presente. Poi crea le increspature o aspetta che arrivi il vento a distorcere. Allora il riflesso sparisce o viene distorto. E continui a guardare, non puoi trovare la luna, non riesci a capire com' la luna. Non riesci a ricomporla dal riflesso. Questi sono anche due stati della mente. Una mente senza pensieri, desideri, passioni quieta... quieta come il lago. E allora tutto ci che esiste vi riflesso. E conoscere ci che significa conoscere dio, significa conoscere la verit. tutto intorno a te, solo che tu non sei nello stato giusto per rifletterla. Quando le tue passioni cadono, un po' alla volta le cose vanno al loro posto, si integrano. E quando il riflesso perfettamente chiaro, sei libero. La verit rende liberi. Niente altro rende liberi. Conoscere ci che significa essere liberi, significa essere assoluta libert. La ruota del Karma Karma significa causa ed effetto. Qualsiasi cosa noi facciamo o abbiamo fatto ha delle ripercussioni sia su gli altri che su noi stessi: tutti i nostri pensieri e azioni creano unonda che provoca una risposta. E cos la nostra situazione il prodotto delle nostre azioni, del presente e del passato anche di vite passate: ognuno responsabile della propria condizione di vita. L'analisi orientale del karma afferma che ci sono tre tipi di karma. Cerchiamo di comprenderli. Il primo chiamato sanchita. Sanchita vuol dire la somma, il totale di tutte le tue vite passate. Tutto ci che hai fatto, tutti i modi in cui hai reagito alle situazioni, tutto ci che hai fatto e desiderato, tutto ci che hai ottenuto o che non sei riuscito a ottenere, la somma, il totale di tutte le tue azioni, pensieri, emozioni di tutte le vite chiamato sanchita. Sanchita: la parola vuol dire il tutto, il tutto accumulato.

Il secondo tipo di karma conosciuto come prarabdha. Il secondo tipo di karma quella parte di sanchita che devi adempiere in questa vita, ci su cui devi lavorare in questa vita. solo una parte del totale, perch questa vita ha un limite settantanni o ottanta o cento. In cento anni non puoi vivere tutti i karma del passato il sanchita, tutto ci che hai accumulato ma solo una parte. Quella parte chiamata prarabdha. Poi c un terzo tipo di karma conosciuto come kriyaman. Questo il karma quotidiano. Prima c il karma accumulato, poi una piccola porzione di esso per questa vita, e poi una porzione ancora pi piccola per oggi o per questo momento. Ogni momento c la possibilit di fare qualcosa o di non farla. Qualcuno ti insulta: ti arrabbi. Reagisci, fai qualcosa; oppure, se sei consapevole, ti limiti a osservare, non diventi arrabbiato. Resti solo un testimone. Non fai nulla, non reagisci. Rimani calmo e padrone di te stesso; rimani centrato. Laltro non riuscito a disturbarti. Se laltro ti disturba e reagisci, allora il kriyaman karma cade nel profondo serbatoio del sanchita. A quel punto stai di nuovo accumulando, stai accumulando per le vite future. Se non reagisci, allora si porta a compimento un karma passato: devi aver insultato questuomo in qualche vita passata, e ora lui ha insultato te il conto chiuso. Finito. Un uomo consapevole si sentir felice perch almeno questa parte esaurita. diventato un po pi libero. Un uomo va a insultare Buddha. Buddha rimane tranquillo, ascolta con attenzione e poi dice: Grazie. Luomo molto perplesso. Dice: Sei impazzito? Io ti insulto, ti ferisco, e tu dici solo grazie?. Buddha risponde: S, perch ti stavo aspettando: io ti ho insultato in passato, e stavo aspettando. Finch non fossi arrivato tu, non potevo essere completamente libero. Ora i miei conti sono chiusi: tu sei lultimo grazie per essere venuto. Potresti anche aver aspettato, potresti non essere venuto in questa vita, e allora avrei dovuto aspettarti. E non ti dico nulla di pi, perch quando basta, basta: non voglio creare unaltra catena. In questo modo il kriyaman karma, il karma giorno per giorno, non si aggiunge, non cade nel serbatoio: in realt, il serbatoio diventa pi vuoto di prima. Lo stesso vale per il prarabdha questa vita, la vita nel suo complesso. Se in questa vita continui a reagire, stai creando un serbatoio sempre pi grande. Dovrai tornare pi e pi volte. Stai creando troppe catene: sarai schiavo. Cerca di comprendere il concetto orientale di libert. In Occidente la libert ha una connotazione di libert politica. In India non ci preoccupiamo molto della libert politica perch diciamo che, se non sei libero spiritualmente, non fa molta differenza se sei libero politicamente oppure no. La cosa fondamentale essere libero spiritualmente. La schiavit creata dai karma. Tutto ci che fai in modo inconsapevole, diventa karma. Qualsiasi azione fatta inconsapevolmente diventa un karma perch unazione inconsapevole non affatto unazione: una reazione. Quando fai qualcosa con piena consapevolezza, non una reazione, unazione, spontanea, totale. Non lascia alcuna traccia. perfetta in se stessa, non incompleta. Se incompleta, allora un giorno o laltro dovr essere completata. Quindi se in questa vita

rimani vigile, consapevole, il prarabdha si dissolve e il tuo serbatoio si svuota sempre di pi. Basteranno solo poche vite perch il serbatoio si svuoti del tutto. Il sutra dice: Utilizzando samyama sui due tipi di karma. Patanjali sta parlando del sanchita e del prarabdha perch kriyaman solo una parte del prarabdha, quindi la divisione che fa in due parti. Che cos il samyama? Bisogna comprenderlo. Samyama la pi grande sintesi della consapevolezza umana, la sintesi di tre cose: dharana, dhyan e samadhi. Di solito la tua mente continua a saltare da un oggetto allaltro. Nemmeno per un istante riesci a stare in armonia con un singolo oggetto. Continui a saltare di qua e di l. La mente si muove costantemente, un flusso. In questo momento la mente focalizzata su qualcosa, nel prossimo su qualcosaltro, in un altro momento su qualcosaltro ancora questa la situazione normale della mente. Il primo passo per uscire da questo stato dharana. Dharana vuol dire concentrazione fissare la tua consapevolezza su un oggetto, senza permettere alloggetto di scomparire, riportando sempre la tua consapevolezza sulloggetto in modo che labitudine inconscia della mente di vagare in continuazione pu essere abbandonata; quando questabitudine a un continuo cambiamento viene lasciata andare, arrivi a una integrit, a una cristallizzazione. Quando ci sono tanti oggetti che si muovono di continuo, resti diviso in tante parti. Cerca di comprenderlo: rimani diviso perch i tuoi oggetti sono divisi. Ad esempio, ami una donna oggi, unaltra domani, unaltra ancora il giorno dopo. Ci creer in te una divisione. Non puoi essere uno: diventerai tanti, diventerai una folla. Per questo in Oriente si insiste sul creare un amore che duri per un periodo pi lungo, il pi a lungo possibile. In Oriente sono stati fatti degli esperimenti nei quali una coppia rimasta una coppia per molte vite. Ancora e ancora la stessa donna, lo stesso uomo: ci d unintegrit. Troppi cambiamenti erodono il tuo essere, creano una divisione. Perci se in Occidente la schizofrenia sta diventando quasi una cosa normale, non certo una cosa di cui meravigliarsi. Non strano, naturale. Tutto cambia. Questo cambiamento costante vuol dire solo che la mente in unattivit febbrile. Non puoi fermarti a lungo su nessuna cosa; cos tutta la tua vita diventa una situazione di continui cambiamenti come se un albero venisse sradicato ancora e ancora e ancora e non avesse mai il tempo necessario per far penetrare le sue radici in profondit nella terra. Lalbero sar vivo solo di nome. Non potr fiorire sar impossibile perch prima che spuntino i fiori, le radici devono essere ben salde nel terreno. Concentrazione, quindi, vuol dire portare la consapevolezza su un oggetto e diventare capace di trattenerla l qualunque sia loggetto. Se guardi una rosa, continua a guardarla senza interruzione. La mente continua sempre a distrarsi, ad andare di qua e di l; tu la riporti indietro, tu domi la mente domi il toro. La riporti sulla rosa. La mente si sposta nuovamente e tu la riporti indietro. A poco a poco, la mente inizia a restare con la rosa per periodi pi lunghi. Quando la mente rimane sulla rosa per un periodo pi lungo, puoi per la prima volta scoprire cos una rosa. Non solo una rosa: il divino ha trovato in essa la sua fioritura. La fragranza non appartiene solo alla rosa, la fragranza divina. Ma tu non sei mai stato in rapporto con la rosa per un tempo sufficiente.

Siediti vicino a un albero e rimani l, solamente con lalbero. Siediti con il tuo ragazzo o con la tua ragazza e resta con lei o lui: riportati al presente, pi e pi volte. Altrimenti, quello che accade Persino se fai lamore con una donna pensi a qualcosaltro magari te ne vai in un mondo tutto diverso. Persino in amore non sei focalizzato, e cos perdi una grossa opportunit: si apre una porta, ma tu non sei l per vederla e quando torni la porta di nuovo chiusa. In ogni istante ci sono milioni di possibilit di vedere il divino, ma tu non ci sei. Arriva e bussa alla tua porta, ma tu non ci sei. Non ti trova mai presente. Tu continui a vagare dappertutto. Questo vagabondaggio deve essere fermato questo il significato di dharana. Dharana il primo passo della grande sintesi di samyama. Il secondo passo dhyan. Nel dharana, nella concentrazione, porti la mente a un punto di focalizzazione: loggetto importante. Devi riportare in continuazione loggetto alla tua consapevolezza, non devi perderlo di vista. Loggetto importante nel dharana. Il secondo passo dhyan, meditazione. Nella meditazione loggetto non pi importante: diventa secondario. Adesso diventa importante il flusso della consapevolezza la consapevolezza in se stessa, che viene riversata sulloggetto. Andr bene qualunque oggetto, limportante che la consapevolezza venga riversata con continuit: non ci dovrebbero essere interruzioni. Hai mai notato? Se versi dellacqua da una pentola a unaltra, ci sono dei vuoti, delle pause. Se versi dellolio da una pentola allaltra, non c alcuna interruzione. Lolio ha una continuit, lacqua cade in modo discontinuo. Dhyan vuol dire la meditazione vuol dire che la tua consapevolezza dovrebbe cadere su ogni oggetto di concentrazione con continuit. Altrimenti la consapevolezza vacilla. un continuo vacillare, tremolare: non una fiamma, una luce continua. A volte c, a volte scompare; poi c di nuovo, poi scompare; poi riappare di nuovo. In dhyan devi renderla continua, di una continuit assoluta. Quando la consapevolezza diventa continua, diventi straordinariamente forte. Per la prima volta scopri cos la vita. Per la prima volta, spariscono i buchi nella tua vita. Per la prima volta sei tutto di un pezzo. Il tuo essere integro vuol dire che la consapevolezza integra. Se la tua consapevolezza assomiglia a delle gocce dacqua, se non continua, non puoi essere veramente presente. Quei vuoti saranno un disturbo. La tua vita sar opaca e incerta, non avr forza, potere, energia. Quando la consapevolezza fluisce in un fenomeno continuo, come un fiume, diventi una cascata di energia. Questo il secondo passo del samyama, il secondo ingrediente; e poi c il terzo ingrediente, quello supremo, il samadhi. In dharana, nella concentrazione, loggetto importante perch devi scegliere un oggetto tra milioni di altri. In dhyan, nella meditazione, la consapevolezza importante: devi rendere questa consapevolezza un flusso continuo. Nel samadhi, il soggetto importante: perch il soggetto che devi abbandonare, lasciar andare. Tu hai lasciato andare molti oggetti. Quando cerano tanti oggetti, tu eri tanti soggetti: una folla, unesistenza poli-psichica non una mente, ma tante menti.

C chi viene da me e dice: Vorrei diventare un tuo discepolo, ma. Quel ma introduce la seconda mente. Pensano di essere sempre se stessi, ma in effetti quel ma introduce unaltra mente, unidea differente. Non sono coerenti vorrebbero fare qualcosa e, allo stesso tempo, vorrebbero non farla: come se avessero due menti. Se osservi scoprirai in te tante menti quasi come la piazza di un mercato. Quando ci sono troppi oggetti, ci sono troppe menti che vi corrispondono. Quando c un solo oggetto, sorge una sola mente focalizzata, centrata, radicata, ben piantata nella realt. Adesso questunica mente deve essere lasciata andare, altrimenti rimarrai nellego. Hai abbandonato la moltitudine, adesso lascia andare anche quelluno solo nel samadhi questunica mente va abbandonata. Quando questunica mente cade, scompare anche lunico oggetto, perch non pu pi rimanere l vanno sempre di pari passo. Nel samadhi rimane solo la consapevolezza, come spazio puro. Queste tre cose insieme sono chiamate samyama. Samyama la sintesi pi alta della consapevolezza umana. Quando entri in una stanza oscura, non sei in grado di vedere cosa c dentro; quando invece entri con una luce, puoi vedere cosa c, o cosa non c. Per tutta la vita ti muovi praticamente nelloscurit, quindi non sai quanto prarabdha rimanga prarabdha, il karma di questa vita. Quando usi il samyama una luce brillante una consapevolezza pienamente vigile. Puoi vedere quanto karma sia rimasto.

Unaltra cosa Il karma kriyaman, il karma giorno per giorno, solo un frammento molto piccolo; in termini psicologici moderni lo chiameremmo il conscio. Al di sotto di questo c prarabhda; in termini psicologici moderni lo chiameremmo il subconscio. Ancora al di sotto c sanchita; in termini psicologici moderni lo chiameremmo linconscio. Di solito non sei consapevole nemmeno delle tue attivit della vita quotidiana, quindi come puoi essere consapevole di prarabdha o sanchita? impossibile. Inizia quindi col diventare consapevole delle attivit di tutti i giorni. Camminando per strada, sii consapevole. Mangiando il tuo cibo, sii consapevole. Resta attento e osserva ci che fai. Rimani totalmente con la tua azione, non andare di qua e di l. Non agire come uno zombie. Non muoverti come se fossi immerso in unipnosi profonda. Tutto ci che dici, dillo in piena consapevolezza, in modo che non dovrai mai pentirtene. Quando dici: Mi dispiace, ho detto qualcosa che non avrei mai voluto dire, ci dimostra semplicemente che eri addormentato, inconsapevole. Quando dici: Ho fatto qualcosa e non so come e perch. Non so come sia accaduto. Lho fatto a dispetto di me stesso, allora ricorda che hai fatto qualcosa nel sonno. Diventa sempre pi consapevole. Questo il significato dellessere qui e ora. In questo momento mi stai ascoltando: potresti essere solo le tue orecchie pienamente consapevole, senza che nemmeno un pensiero ti passi per la mente, nessun disturbo, senza che ci sia dentro di te alcuna nuvola. Sei solo focalizzato su di me mi ascolti totalmente sei solo con me, qui e ora: questo il primo passo. Se arrivi a questo, il secondo passo diventa possibile, allora puoi andare nel subconscio.

Allora quando qualcuno ti insulta, non diventerai consapevole solo nel momento in cui ti arrabbi. Diventerai immediatamente consapevole che qualcuno ti ha insultato che una certa rabbia entrata nelle profondit subconscie del tuo essere, solo una piccola onda, molto sottile. Se non sei estremamente sensibile e consapevole, non te ne accorgerai non lo saprai finch non esploder nel tuo conscio. A poco a poco diventerai consapevole delle sfumature pi sottili, delle gradazioni pi fini delle emozioni quello prarabdha, il subconscio. Quando diventi consapevole del subconscio, ti sar possibile fare un altro passo. Pi cresci, pi diventa possibile unulteriore crescita. Sarai in grado di vedere, ora, il terzo passo, il passo finale, quello di diventare consapevole di sanchita, il passato accumulato. Quando entri nellinconscio il che vuol dire che porti la luce della consapevolezza nel nucleo pi profondo del tuo essere diventi illuminato. Questo il senso di diventare un buddha ora non c nulla che rimane alloscuro. In ogni angolo ora c luce. Allora puoi vivere, puoi agire, ma senza accumulare karma.