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Giglio delle dune sez.

di Salve Lecce

SALVE: DOSSIER SPIAGGIA


Dicembre 2011

Bando Servizi Tipografici 2011

Il Circolo Legambiente di Salve si occupato della tutela dellarea costiera sin dalla fondazione del gruppo Giglio delle dune nel 2005. Diverse sono state le iniziative destinate a sensibilizzare la gente alla tutela delle coste: Due volte lanno abbiamo coinvolto studenti e cittadini con le iniziative di pulizia della costa Spiaggia e fondali puliti e Puliamo il mondo Con gli alunni delle scuole medie sono state svolte delle lezioni sul campo sul delicato equilibrio della flora e dellambiente costiero e dunale in particolare Convegno nell aprile del 2006 su Regolamentazione attivit sul demanio marittimo Incontri con i sindaci sull'argomento 5 luglio 2006 con il sindaco Giovanni Siciliano 8 ottobre 2008 con il sindaco Vincenzo Passaseo Interventi al convegno PD del 2010 Osservazioni spedite alla Regione Puglia sul Piano Regionale delle coste nel 2008 e 2011 Articoli pubblicati su quotidiani e settimanali sulle varie problematiche di volta in volta riscontrate. Abbiamo ricevuto e inoltrato alcune segnalazioni alle autorit competenti. Monitoraggio sullo stato di fatto dellambiente e dellandamento della gestione della costa (profondit della spiaggia, numero di varchi, numero di attivit commerciali, ecc) Monitoraggio nel 2010 del giudizio dei cittadini sullattuale sviluppo delle coste

Lassociazione quindi si propone come riferente della difesa dellambiente naturale e degli interessi collettivi della cittadinanza.

Foto di copertina: bagnanti costretti ad accamparsi sulle dune per mancanza di spazio libero sulla spiaggia

PREMESSA
In merito alla redazione del nuovo Piano comunale della costa (PCC), il Circolo Legambiente Gigli delle dune trova opportuno sottolineare alcuni principi da rispettare per la futura gestione dellarea costiera. Il Comune di Salve ha fondato la sua fama come meta balneare sulla reputazione di una costa naturale: incontaminata ed incantevole; lu sule, lu mare e lu jentu. Purtroppo non pi proprio cos intoccata dalla mano delluomo. C una divergenza notevole tra il mito e la realt. Come ha notato Giuglielmo Minervini quando era Asssessore al Demanio: In questi anni abbiamo assistito a un vero e proprio saccheggio, a un uso primitivo e predatorio della costa. Salve non scampato illeso dal fenomeno. Il marketing della costa Salvese come le Maldive del Salento ha avuto un tale successo che oggi non pi possibile paragonare la nostra spiaggia sfruttata e sovraffolata con le isole deserte dellOceano Indiano. Lo sviluppo disordinato e sfrenato del turismo balneare ha condotto a un degrado dellambiente naturale che rischia a mettere in repentaglio uneconomia fondata sulla bellezza del luogo. Finora lo sviluppo dei servizi offerti ai turisti non stato pianificato in modo coerente. Chioschi, alcuni di aspetto piuttosto portacabin di cantiere, spuntano come funghi dove capita; parcheggi di fortuna grandi come piste datterraggio consumano ettari di terreno agricolo; la macchia mediterranea retrodunale solcata e calpestata da una rete di stradine improvvisate per laccesso di auto e camper; le dune stesse sono ferite con innumerevoli varchi e passaggi pedonali Tutto ci stato fatto in modo capriccioso secondo le esigenze percepite al momento. Aggiungi un bel po di spazzatura di ogni genere sparpagliata qua e l e limmagine che si presenta al pubblico non proprio di un prodotto di qualit. Lobiettivo del presente opuscolo, della mostra fotografica e dellincontro del 12 Gennaio quello di affrontare queste evidenti problematiche per meglio evitarle nel futuro. Ecco, allora, il punto pi importante da prendere in seria considerazione, un principio chiaramente espresso nelle Norme tecniche di attuazione e indirizzi generali per la redazione dei PCC del Piano regionale delle coste: Lo stato attuale della costa risente in generale di una disordinata evoluzione, effetto pi di una sommatoria di interventi senza alcuna reciproca connessione che del prodotto di una logica di sistema basata su un corretto rapporto tra ambiente costruito e ambiente naturale. Il livello di degrado tale, per intensit e ampiezza, che il problema non pi quello di cercare usi ottimali delle aree ancora libere, ma piuttosto quello di innescare un processo di recupero e risanamento complessivo.

LA COSTA SALVESE Legge Regionale: Allo scopo di garantire il corretto utilizzo delle aree demaniali marittime per le finalit turistico-ricreative, una quota non inferiore al 60 per cento del territorio demaniale marittimo di ogni singolo comune costiero riservata a uso pubblico e alla libera balneazione. Il valore percentuale determinato in metri lineari, con riferimento alla linea di costa, ed calcolato al netto della porzione di costa inutilizzabile e non fruibile ai fini della balneazione Lunghezza totale della costa Salvese: 8.2 km Spiaggia sabbiosa (Posto Vecchio-Torre Pali porticciolo): circa 5 km Scogliera bassa (Torre Pali-Lido Marini): circa 3 km Salve dotata di un bel litorale ma dal punto di vista dellattivit balneare si sbaglia a dare a tutti gli 8 km la stessa valenza. Anche sulla spiaggia dorata tra Posto Vecchio e Torre Pali ci sono alcuni tratti di minor pregio in ragione del fondo mare roccioso e di poca profondit, o perch la spiaggia stessa pietrosa e stretta. Daltrocanto, tra Torre Pali e Lido Marini ci sono esigui tratti di spiaggia sabbiosa, uno particolarmente apprezzato dalle famiglie con bambini per la sua taglia contenuta e di percepita sicurezza nonch per il quadro naturale. Di fronte allIsola della Fanciulla, c spiaggia ma acqua poco profonda per bagnarsi. La scogliera tra Torre Pali e Lido Marini apprezzata dai sub, dai parcheggiatori abusivi di camper (!) e qualche solitario. Dalla Tabella comparativa nellAllegato 7.1.3 della Legge Regionale (Stato delle concessioni sullarea demaniale) sembra che limpatto sullambiente dellattivit balneare nel Comune di Salve sia molto pi basso della media regionale.

Come indicatore di pressione gli esperti danno a Salve lindice di 0,97 concessioni per kilometro di costa in confronto alle 4,85 di Ugento. Larea citata come concessa solo un nono della media regionale. Questi dati rappresentano una sottovalutazione importante della situazione attuale. La Regione stipula che gli indicatori di pressione devono essere valutati per zone morfologicamente omogenee; per esempio ai fini della balneazione molto importante conoscere limpatto sulle coste sabbiose; infatti, queste sono molto fruite da nuclei familiari con bambini e, quindi, hanno una valenza socioeconomico maggiore. Purtroppo, non sono state prese in considerazione le porzioni di costa inutillizabile e non fruibile ai fini della balneazione. Non sono state contate il gran numero di concessioni de-facto presenti sulla spiaggia.

Tra mito

e realt!

fonte: http://www.spiaggesalento.com/foto-salento/foto.asp?loc=Pescoluse

P es c o lus e:

m o ndialm ent e r ic o no s c iut o SPIAGGIA PRIVATIZZATA!

come

Tuesday 15 February 2011

Best beaches in Puglia, Italy: Marina di Pescoluse


The beach at Pescoluse, on Italy's Puglia coast, is known as Marina di Pescoluse and its shallow waters make it perfect for children and inexperienced swimmers When the tide is out at this beach on Puglias Ionian coast, the top of a wide sandbar peaks above the crystal clear waves. As the sun sets behind the beach, these mounds of sand resemble tiny islands, giving the beach its nickname, Le Maldive del Salento. Pescoluse stretches for 5 miles (8km), its attractive dunes creating a natural barrier between the fine white sandy beach and the road, which runs parallel to the coast about 250m inland Pescoluse is largely comprised of private beach clubs that charge a daily fee for the use of sun loungers and umbrellas

Il quotidiano autorevole inglese The Telegraph nomina Pescoluse tra le migliore spiaggie della Puglia composta maggiormente da club privati!

SPIAGGIA LIBERA O SPIAGGIA CONCESSA Le concessioni demaniali riconnosciute dalla Regione: 8 Operatori turistici che esercitano sulla spiaggia libera (o sulla spiaggia detta privata) lattivit di affitta ombrelloni e sdraio o altro (pedalo ecc.): circa 27! Totale tratti di spiaggia occupati dai operatori turistici: 35 RISULTATI SONDAGGI Sondaggio Salveweb dal 2005

Sondaggio Legambiente dal 2010

61% hanno lamentato un eccesso di concessioni e noleggio a scapito del demanio. IL VECCHIO PCC DI SALVE (2002) PREVEDEVA: 19% aree demaniale concedibili del totale delle aree demaniale marittime destinato alluso turistico-ricreativo nel restante tratta di costa spiaggia libera 72.5% spiaggie libere con servizi 8,5%

ELENCO DI OPERATORI TURISTICI


occupanti aree della spiaggia di Salve con ombrelloni/lettini in affito o altro (conteggio prima mattina, 28 Ago 2011) *Concessioni demaniali
Da Posto Vecchio alla fine dellabitato di Pescoluse, circa 1.25 km 1. Ristorante La Cozza *2. Stabilimento balneare Lido Venere circa 540 lettini 3. Affita pedalo *4. Cala Saracena circa 170 lettini 5. Friends Bar 6. Affitta pedalo 7. Bahia 8. Chiosco Jordan 9. Lido 77 10. Bamb *11. A.Re.Fa Srl cartello di concessione demaniale: fronte mare 700m lineare(!) 12. Titty Twister *13. Acquafly cartello di concessione demaniale: fronte mare 323m 14. La Liama 15. Icarus 16. Gold Beach 17. La Botteguita 18. Alimentari de Blasi *19. Picchio Hotel 20. La Cicala Dalla fine dellabitato di Pescoluse alla foce del canale di bonifica (La Cabina), circa 1.3 km 21. La Pajara Beach *22. Le 5 vele circa 410 lettini (4 & 5 fili), cartello concessione: 184m fronte mare/1368mq 23. Operatore sconosciuto sulla spiaggia libera *24. Le Maldive e *25. Ex-Blu Bay - circa 500m lineari di concessione, circa 1000 lettini pi lettini in affito sulla spiaggia libera 26. Kaibo 27. Bossa Nova 28. Mosquito 29. Florida Beach Dalla Cabina fino allabitato di Torre Pali, circa 1.9 km 30. Chiosco Dory circa 200 lettini sulla spiaggia libera 31. La Calma 32. Papete 33. Tropical Elite 34. Tropical Abitato di Torre Pali (fino al porticciolo), circa 600 m 35. Riviera Hotel 36. Lido dei Pini

Nelle 5 km di spiaggia tra Posto Vecchio e Torre Pali si contano 35 operatori turistici occupando il suolo demaniale, una volta libero per tutti.

PROTESTA DI BAGNANTI INDIRIZZATA ALLE AUTORIT, STAMPA ED ASSOCIAZIONI, 2 AGOSTO 2011


Buonasera vorrei segnalare una situazione non pi sostenibile sulla spiaggia di Torre Pali, comune di Salve, nel Capo di Leuca. UNA SPIAGGIA LIBERA ATTREZZATA GESTITA COME SE FOSSE PRIVATA! I vari chioschi presenti sul litorale a distanza di pochi metri l'uno dall'altro, pur non essendo dotati di alcuna autorizzazione ad un uso privato della spiaggia, piazzano 3-4 file di ombrelloni con annessi lettini ormai in maniera permanente occupando, ognuno, un'area considerevole del litorale. In questo modo si costringe chi non intende usufruire dei loro "servizi" a rimanere stipato nelle minuscole lingue di sabbia lasciate "libere" tra un chiosco e l'altro. UNA SITUAZIONE INTOLLERABILE! fuori legge (i chioschi occupano il litorale senza pagare un euro di tassa) e incivile. Tanto pi che diversi ombrelloni e lettini rimangono vuoti come potete vedere dalle foto in allegato. Uno spazio che potrebbe e dovrebbe essere usufruito liberamente da tutti. Qualche settimana fa addirittura avevano pensato di recintare con dei paletti i "loro" NOSTRI spazi. Mi dicono che intervenuta la Capitaneria di Porto imponendo di toglierli. Cos stato fatto, ma all'atto pratico la situazione non cambiata di nulla. Via i paletti restano gli ombrelloni, l'arroganza e l'impunit. Spero si voglia intervenire ognuno per la propria competenza. grazie (mail firmata)

Spiaggia occupata, sdraio vuote iper-affolamento dei pochi tratti di spiaggia libera rimasti

SPIAGGIA LIBERA ATTREZZATA

Spiaggia libera attrezzata, presto la mattina 28 Agosto 2011 Il concetto della spiaggia libera attrezzata non ha mai funzionato come intendeva la legge. Gli attrezzi ombrelloni, sdraio sarebbero dovuti essere forniti su richiesta del cliente e non distesi sulla spiaggia in anticipo. La delibera comunale del giugno 2010 ha tentato di regolamentare lattivit commerciale sulla spiaggia libera. Con poco successo. Di fatto, le regole sono state raggirate dalla maggioranza degli operatori. Come si vede nella foto sopra, la spiaggia veniva occupata prima che il cliente richiedesse lombrellone. Il trucco: I lettini sono riservati agli abbonati! Gi alle 8.20 di mattina si contano 49 ombrelloni piazzati. Dalla foto sorgono dei dubbi circa il vero numero degli abbonati nonch sul numero di ombrelloni effettivamente dichiarati al Comune! da vedere se, dal 2012, la nuova denominazione prevista dalla Legge regionale di spiaggia libera con servizi cambier granch.

SPIAGGIA PRIVATA O DEMANIO?

Chiosco Dory

Tropical Elite

Papete

La Calma

Situazione assurda: la spiaggia libera pu essere occupata dai gestori di chioschi perch la dividente demaniale (confine tra propriet privata e demanio) non stata aggiornata dopo larretramento storico della linea costiera dovuto allerosione. Cos i proprietari dei terreni retrostanti rivendicano anche le spiaggie (addirittura di essere proprietari del mare!) e i gestori dei chioschi pretendono di diritto di trattare la spiaggia come propriet privata. Con la nuova Legge regionale, il concetto di spiaggia libera attrezzata viene superato a favore della nuova denominazione di spiaggia libera con servizi. La spiaggia libera con servizi cos definita:
Spiaggia ad ingresso libero dotata di servizi minimi a pagamento. Per spiaggia libera con servizi deve intendersi larea demaniale marittima in concessione al soggetto che eroga i servizi legati alla balneazione, alla condizione che almeno il 50% della superficie concessa e del relativo frontemare restino liberi da ogni attrezzatura del gestore.

Per, prima che questo nuovo regolamento sia applicato, il problema dellaggiornamento catastale dei terreni deve essere risolto.

EROSIONE
Noi Salvesi (ma non solo) delle ultime generazioni abbiamo avuto la fortuna di poter apprezzare e godere la nostra spiaggia con le retrostanti bellissime dune in uno con l'acqua cristallina, la sabbia finissima e dorata. La natura, non c' che dire, ci ha offerto materia prima di qualit, una bella miniera d'oro! Storicamente la miniera stata utilizzata per prelievi a scopo edile, poi fino all'altro ieri (con il benestare della Capitaneria di Porto), stata utilizzata per prelievi al fine di abbellire parchi giochi e facilitare l'uso di varie strutture sportive, e quant'altro in tutto il Capo di Leuca. Tutto sommato poca cosa se pensiamo che nel frattempo sono iniziati ad arrivare i primi conquistadores (camuffati da turisti), attratti dalle nostre bellezze naturali, i quali con il passare degli anni sono diventati sempre pi numerosi ed esigenti nell'uso del nostro litorale. Si vero tutta questa gente ha portato anche tanti soldi. Colti un po di sorpresa da questo afflusso (non pensavamo mai che i conquistadores potessero arrivare cos numerosi), bisognava pensare ad attrezzarsi. I turisti hanno bisogno di ospitalit: quindi abbiamo iniziato a costruire un numero spropositato di seconde case, realizzato i primi parcheggi (che oggi si sono moltiplicati); abbiamo proseguito poi col costruire i necessari porticcioli (vedi Torre Vado e Torre Pali); infine abbiamo dovuto pensare ad organizzare le attivit di servizio alla spiaggia (chioschi, ecc.), che oggi sono diventate sempre pi numerose. In poche parole siamo stati attori e spettatori di uno sviluppo turistico che ha portato il litorale di Salve ad essere attrazione per l'intera regione Puglia. Tutto questo avvenuto per in assenza di una visione complessiva della problematica e cosa ancora pi grave in assenza di regole certe sull'uso della miniera. Molteplici iniziative a sostegno della ricettivit turistica hanno guardato troppo al profitto, senza avere nessun rispetto della miniera. Abbiamo visto: tratti di litorale che da rocciosi sono diventati sabbiosi, l'apertura scriteriata di molteplici varchi nelle dune, l'asportazione di tratti di dune allo scopo di allargare la spiaggia fruibile, ripascimenti anarchici della spiaggia senza nessun rispetto delle norme esistenti, addirittura le dune utilizzate per posizionare ombrelloni. Un vero e proprio assalto alla miniera. Sarebbe qua troppo lungo e increscioso andare ad elencare tutti gli specifici episodi che in questi anni si sono sovracceduti in quanto gli stessi sono da ritenere generalizzati su tutto il litorale. Morale della favoletta: sotto i colpi inferti al litorale per accogliere i tanti-molti conquistadores, la nostra spiaggia e le nostre dune (la miniera), molto sensibili e vulnerabili nel loro equilibrio naturale, hanno cominciato a risentirne di tutta questa attivit, a tal punto che ne stanno mutando i caratteri. La spiaggia in molti tratti non pi quella di una volta e soprattutto il profilo altimetrico e la morfologia delle dune si sono notevolmente abbassati e ridotti (ricordiamo tutti quanto erano alte e belle le nostre dune); in parole povere oggi, noi tutti anche i pi scettici, dovremmo prendere atto che anche il nostro litorale sabbioso soggetto a depauperamento ed erosione.

Invece notiamo che, nonostante questi precisi segnali negativi che interessano buona parte del nostro litorale sabbioso, continuano a dirci e ripeterci che nulla sta succedendo e che comunque non dobbiamo preoccuparci pi di tanto perch si tratta soltanto di movimenti periodici della sabbia dovuti alle correnti stagionali e al moto ondoso del mare. Nonostante i numerosi falsi Soloni tra i quali si annoverano rinomati politici, imprenditori e sinanco professori universitari, incontestabile che il litorale sabbioso di Salve ha avuto nel recente passato una forte tendenza all'arretramento e alla erosione e che la qualit della spiaggia e della fascia dunale siano andate peggiorando, anche e soprattutto a causa della forte pressione antropica dei conquistadores. Pertanto, siamo convinti che nell'interesse di tutti, arrivato il momento di parlare del problema dell'erosione della spiaggia e delle dune, non possiamo permetterci ancora di rinviare, necessario un serio confronto anche nelle istituzioni, per iniziare a porre le basi di regole concrete e certe, nell'organizzazione del litorale, al fine di evitare un ulteriore peggioramento della situazione. La recente approvazione del Piano Regionale delle coste da parte della Regione Puglia pone l'obbligo anche a carico del Comune di Salve di approvare in tempi brevi il Piano Comunale delle coste (P.C.C.); secondo noi con la redazione di detto strumento di programmazione territoriale che si potranno affrontare le varie criticit ambientali presenti lungo il nostro litorale e quindi anche e soprattutto l'argomento dell'erosione. Pertanto l'associazione Legambiente (nel ribadire quanto abbiamo obiettato con le osservazioni presentate in Regione, nel percorso che ha portato all'approvazione del P.R.C.), ritiene necessario, per un giusto approccio ai lavori del Piano Comunale delle coste: una puntuale e circostanziata valutazione della criticit all'erosione della spiaggia; una puntuale e circostanziata valutazione dello stato erosione delle dune e del loro stato di conservazione; una puntuale e precisa ricognizione di tutte le autorizzazioni, delle concessioni demaniali, ad oggi rilasciate, soprattutto in ordine alla loro precisa ubicazione e al relativo fronte mare ivi concesso. Con detta valutazione e ricognizione, siamo certi, verr fuori un quadro di conoscenze che servir ad inquadrare al meglio le varie criticit ambientali e principalmente quella dell'erosione. Per parte nostra, riteniamo necessario quanto prima: che i vari sistemi dunali presenti lungo il litorale debbano essere sottoposti a precise norme di tutela e salvaguardia; pensiamo soprattutto a quelle aree che in un recente passato sono state interessate dai lavori della staccionata; che l'intera area costiera comunale debba avere un livello di classificazione C1.S2 (vedi P.R.C.), con tutto ci che questo comporter a livello normativo; che per favorire i processi naturali di rigenerazione ambientale, si dovrebbe: sospendere per un periodo da determinarsi, comunque non inferiore ad anni 5 (cinque), il rilascio di qualsiasi nuova autorizzazione di attrezzature a sostegno della balneazione in prossimit della costa, regolamentare, rigidamente, l'operativit delle attrezzature gi esistenti. Naturalmente il giusto approcio alle tematiche sopra accennate presuppone un monitoraggio costante della trasformazione dell'ambiente costiero.

EROSIONE DELLA COSTA

Tratto di costa destinato a spiaggia libera (!) soggetto ad erosione importante

STATO DEL CORDONE DUNALE

http://www.regione.puglia.it/www/web/files/demaniomarittimo/05__All.3.1__Strutture_di_mitigazione_del_rischio.pdf

La linea rossa mostra il cordone dunale in erosione

Non abbiamo proprio bisogno di una mappa ufficiale per renderci conto dellerosione che il cordone dunale di Salve ha subito negli ultimi anni. Storicamente cerano a Pescoluse i monterretti, dune cos alte da ispirare ai bambini sfide di alpinismo! Adesso sono dimezzate. In altri punti della costa le dune sono addirittura sparite. La degenerazione dovuta soprattutto allattivit delluomo. Le vestigia dunali possono essere divise in zone: La duna alta. Tra Pescoluse e la foce est del canale di bonifica (localit la Cabina), un costoso progetto mirato alla salvaguardia delle dune stato intrapreso nei primi anni 2000. Successivamente la recinzione protettiva stata lasciata a se stessa senza nessuna manutenzione, in balia degli elementi naturali e del vandalismo. evidente che in alcuni punti la staccionata stata smontata deliberatamente (e abusivamente?) per creare passaggi tra chioschi retrodunali e le rispettive spiagge attrezzate. La proliferazione di strutture balneari ha condotto allapertura di un gran numero di varchi nelle dune, tra esigui sentieri pedonali e buchi larghi 10 metri e pi. Pochi sono dotati di passerelle o recinti e in conseguenza vanno ad invitare libero accesso alle dune. Il risultato unaccelerazione dellerosione dunale notevole. I monterretti di una volta non sono pi riconoscibili. La duna bassa. Tra localit la Cabina e lex-chiosco Mamalu, il cordone dunale non meno varcato e calpestato, ferito dallerezione di alcuni chioschi addirittura sulla duna e dal parcheggio di auto e camper. Zona di alta criticit. Il tratto di costa tra lex-chiosco Mamalu e labitato di Torre Pali stato soggetto a un arretramento importante; la zona riconosciuta dalla Regione come area di alta criticit dovuta allerosione. Le dune sono quasi sparite; la tendenza naturale della barriera sabbiosa a riaccumularsi impedita dalluso del terreno come parcheggio. Altre vestigie dunali. Tra il porticciolo di Torre Pali e Lido Marini lintegrit delle dune stata fortemente compromessa dallo sviluppo edilizio, lerosione della costa, luso del territorio come discarica di inerti e non, e dallincursione delle auto. Un processo di recupero, risanamento e salvaguardia dellintero sistema dunale urgente.

STACCIONATA SMONTATA Interventi autorizzati o abusivi?

Passaggio improvvisato

Staccionata smontabile. Passaggio chiuso linverno, aperto lestate

CONSERVAZIONE DELLE DUNE

Tra mito

Le splendide dune di sabbia che delimitano il tratto di costa di Pescoluse marina di Salve, sono la componente principale che rende unico il paesaggio di questa spiaggia bianca e questo mare limpido che non a caso viene paragonato alle Maldive. Sulle dune di sabbia di Pescoluse cresce e sboccia il bellissimo giglio bianco, le tamerici e le acacie fanno quasi da barriera tra il mare e la terra Lo steccato in legno inserito perfettamente nellambiente, protegge le dune di sabbia di Pescoluse dalle incursioni di auto e quantaltro. Oggi in fase di realizzazione un progetto per limitare lazione di erosione del lido sabbioso che negli ultimi decenni si manifestata con pi evidenza: gli interventi delluomo. La consapevolezza di possedere un tesoro dal valore inestimabile sicuramente smuover le coscienze di noi che ci viviamo e degli amministratori locali, servir a renderci conto della responsabilit che abbiamo nei confronti di questo patrimonio che abbiamo preso in prestito dai nostri nipoti ed agire nel massimo rispetto. (Fonte: http://www.pescoluse.info/)

e realt!

Giugno 2010, in prossimit dello stabilimento balneare Le 5 vele, sbancamento delle dune con pala meccanica

Cos si conserva il patrimonio preso in prestito dai nostri nipoti?

DUNE COMPROMESSE

Stabilimento balneare Le 5 vele, presto la mattina, 28 Agosto 2011 Qui i turisti saranno intasati come sardine in scatola o come soldati feriti in ospedale da campo dell800. Quattro o addirittura cinque file di lettini su una spiaggia di appena 15 metri di profondit! Le norme tecniche stabilite dalla legge regionale suggeriscono ai comuni di non rinnovare concessioni sui tratti di spiaggia con profondit inferiore a 15 m, tenendo presente il rispetto dei 5 m dalla battigia e dei 2,50 m dalla duna per libero passaggio. Sembra che il problema della strettezza della spiaggia in questa zona sia stato parzialmente risolto con lespediente dellimpiego di una ruspa! I soliti sconosciuti hanno sbancato le dune, presumibilmente per allargare la spiaggia e fornire sabbia per il suo ripascimento. Alcune segnalazioni della vicenda alle autorit competenti non hanno avuto gran seguito. Nonch la prassi di prelevare sabbia da una parte della spiaggia per rimpinguarne unaltra sconosciuta. Cos la spiaggia libera derubata a vantaggio della spiaggia concessa!

PASSAGGI PEDONALI

Da Posto Vecchio a Torre Pali le dune sono attraversate ferite - da un gran numero di passaggi pedonali pi o meno improvvisati come quelli fotografati. Un monitoraggio dello stato del cordone dunale condotto da Legambiente il 28 Agosto 2011 ha rilevato 45 varchi in poco pi di 4000m.

PARCHEGGI
I parcheggi sono un male inevitabile. difficile conciliare il bisogno di migliai di posti auto con la salvaguardia della bellezza naturale. Se vogliamo farlo, dobbiamo pianificare i parcheggi con la tutela dellambiente come prima considerazione. Non basta pensare solo alla comodit e al guadagno facile. I parcheggi occupano - a volte distruggono vasti tratti di territorio. In generale sono brutti. E sulla costa Salvese servono solo due o tre mesi allanno! Nel tentativo di regolamentare i parcheggi privati tra Pescoluse e Torre Pali, il Comune di Salve impone, con delibera della giunta del 31 marzo 2006, le seguenti regole: ogni area parcheggio pu avere una superficie massima pari a 7000 mq; la distanza minima tra unarea parcheggio e un altra non pu essere inferiore a 75m Queste norme non sono sempre state rispettate. Sembra che nessuna raccomandazione in merito a qualsiasi allestimento paesaggistico per essempio piantagione di alberi - sia stata considerata necessaria. Riteniamo che le distanze indicate siano troppo esigue e che sia altrettanto e soppratutto importante conservare il carattere rurale e agricolo delle aree comprese tra la litoranea e le dune. Vari tentativi di limitare laccesso delle auto allisola tra il canale di bonifica e il mare sono stati intrapresi e nel 2010 il Comune ha provato a creare una zona pedonale su almeno una parte dellisola. Tristemente, gran parte dellarea al sud del canale tra la Cabina e labitato di Torre Pali d limpressione di una terra di nessuno, abbandonata ad uso di parcheggio improvvisato e discarica a cielo aperto. Larea, con la sua macchia di carrattere marino ben particolare, merita un urgente piano di recupero, risananamento e salvaguardia. Anche tra Torre Pali e Lido Marini laccesso promiscuo di auto e camper causa ingenti danni allambiente naturale. Insomma, un corretto piano parcheggi: deve dare alla tutela dellambiente naturale limportanza primordiale deve prevedere alla piantagione di alberi autoctoni per ombra e bellezza deve partire dalla capienza massima di persone che la spiaggia pu supportare deve rispettare unequa distribuzione di benefici economici tra gli operatori deve prevedere unalternanza di parcheggi privati e comunali deve prevedere che una parte del guadagno sia destinato alla tutela dellambiente deve mirare a un futuro meno dipendente dallautomobile privata deve favorire le piste ciclabili e pedonali e il trasporto in comune deve avere come obiettivo di frenare il continuo indebolimento del sistema dunale con laccesso alla spiaggia razionalizzato i collegamenti parcheggi-spiagge devono comportare linstallazione di passarelle leggermente sopraelevate e cordonate da entrambi i lati

SVILUPPO IMPROVVISATO

Fonte: Salveweb, Dicembre 2011

Negli ultimi anni, nel Wild West della costa Salvese, ogni cowboy si permesso di far quello che gli pare e piace. Cos la spiaggia libera abusivamente privatizzata; sono dichiarati al comune una frazione degli ombrelloni piazzati realmente; si costringono i giovani a lavorare in nero; le dune sono colonizzate, varcate e sbancate; il canale di bonifica inquinato con le acque nere di fogna; la macchia mediterranea calpestata e rasa al suolo; la terra agricola sterillizata per il cash crop estivo di macchine parcheggiate; la campagna urbanizzata a fini speculativi; ville costruite a sedicente uso agricolo e cos via. Quello che ci sorprende della vicenda soprasegnalata non la sostituzione di materiali di costruzione ma il fatto che le autorit siano, per una rara volta, intervenuti. Nel clima di una mancanza generalizzata di rispetto per le regole, ci si chiede come mai questo povero impreditore abbia meritato di essere preso di mira dalle forze dellordine! Nellinteresse delluguaglianza sarebbe pi giusto se tutti gli abusi riscontrati giornalmente non fossero soggetti allo stesso rigoroso controllo. Ci chiedamo anche quanti altri chioschi come questo stanno per nascere? C ancora bisogno di altri?

LAVORO IN NERO

http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=17958 12 settembre 2011

Nel lido, cinque lavoratori in nero


Salve. Dopo i controlli della Guardia di finanza, al titolare della societ toccher pagare una sanzione di 21mila euro

SALVE - Sotto la lente della Guardia di finanza interessata a scoprire eventuali casi di sommerso di lavoro finita una societ operante nella gestione di stabilimenti balneari nelle marine del Comune di Salve. Nel corso dell'operazione, i finanzieri hanno intervistato pi di otto persone individuando cinque lavoratori "in nero" cio non regolarmente assunti, Si tratta nello specifico di due addetti al servizio bar, due addetti alla gestione e alla pulizia della spiaggia e un addetto al parcheggio. I cinque, di cui tre studenti, sono di nazionalit italiana e tutti residenti nei paesi limitrofi. Gli ulteriori approfondimenti contabili eseguiti dai finanzieri, basati anche sul riscontro di quanto dichiarato dagli stessi dipendenti al momento dell'intervento, hanno confermato la mancata instaurazione dei relativi rapporti di lavoro. Nei confronti dell'impresa, responsabile di non aver provveduto a comunicare al Centro per l'Impiego l'assunzione del personale, stato notificato apposito verbale, contenente sanzioni da pagare per oltre 21.000 euro.

Nota: La Legge preveda una multa per i gestori sorpresi a utilizzare dipendenti in nero che, in caso di reiterazione, costava loro la decadenza della concessione.

DEGRADO

Isola ecologica!

Accoglienza immigranti!

Varco dunale colmato!

Bandiera blu!

Spazio fumatori!

DEGRADO

Chiosco Colma, inverno 2010

In merito alla destagionalizzazione, opportuno tenere aperti i chioschi tutto linverno per i topi e scarafaggi? O si pu fare a meno di questi ospiti scrocconi?

Chiosco Calma, inverno 2011

PROPOSTE DI LEGAMBIENTE
Il Piano comunale della costa (PCC) sia redatto nel quadro di un pieno riconoscimento del bisogno di un urgente processo di recupero e risanamento complessivo del litorale. Il PCC sia redatto in conformit ai seguenti principi: salvaguardia, tutela e uso eco-sostenibile dell'ambiente; pianificazione dell'area costiera; accessibilit ai beni del demanio marittimo e al mare territoriale per la loro libera fruizione; trasparenza delle procedure e partecipazione della cittadinanza alla definizione degli indirizzi; sviluppo armonico ed eco-compatibile del turismo balneare. (Estratto dallArt.1 della Legge regionale 23 giugno 2006, n. 17) Il PCC deve assicurare che lattivit antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile, e quindi assicurare il rispetto della capacit rigenerativa degli eco-sistemi e delle risorse, della salvaguardia della biodiversit e di unequa distribuzione dei vantaggi connessi allattivit economica . (Legge regionale) Il Comune proceda allaggiornamento dei dati delle particelle catastali dellarea demaniale e delle concessioni che su esse sono state rilasciate perch le aree di arretramento dovuto allerosione diventino, dopo una procedura amministrativa, di demanio pubblico. (Legge regionale) Il PCC sia redatto con lintenzione di razionalizzare i servizi offerti ai bagnanti in pieno rispetto ai seguenti principi: unequa distribuzione dei vantaggi connessi allattivit economica calcolo della percentuale di spiaggia concessibile o libera basato sulla misura fronte mare lineare piuttosto che in metri quadri, e calcolo basato sulla lunghezza di spiaggia sabbiosa di pregio, non sulla lunghezza totale della costa comunale un moratoria per 5 anni di nuove concessioni demaniali per stabilimenti balneari o altri nuovi attivit di affitta ombrelloni un massimo di 75 m fronte mare per ogni stabilimento balneare nessuna concessione sulla spiaggia di meno di 15m di profondit (Legge regionale, deroga possibile solo dove in un Comune manchi una spiaggia pi ampia) spiaggia libera con servizi non pi di 40% della spiaggia libera per spiaggia libera con servizi deve intendersi larea demaniale marittima in concessione al soggetto che eroga i servizi legati alla balneazione, alla condizione che almeno il 50% della superficie concessa e del relativo frontemare restino liberi da ogni attrezzatura del gestore. (Legge regionale) per manufatti (chioschi ecc) assolutamente vietato interessare il sistema dunale (Legge regionale). La fascia di rispetto per il montaggio dei chioschi deve essere almeno di 10 m dal piede retrostante della duna.

Parcheggi meglio regolamentati rispettando i seguenti principi: limportanza primaria della tutela dellambiente naturale e la conservazione del carattere rurale e agricolo del paesaggio limportanza di interventi di allestimento paesaggistico nei parcheggi il necessit di pianificare il bisogno di posti auto rispetto alla vera capacit di persone che la spiaggia pu supportare il fabbisogno di parcheggi deve essere sottomesso al piano di salvaguardia del cordone dunale, con parcheggi situati in relazione ai passaggi dunali pianificati e non viceversa (i varchi non devono essere scavati per servire i parcheggi) i parcheggi devono avere dimensioni contenute per limitare limpatto ambientale e provvedere ad unequa distribuzione dei benefici economici tra operatori unalternanza di parcheggi privati e comunali una parte del guadagno da destinare alla tutela dellambiente mirare a un futuro meno dipendente dallautomobile privata favorire piste ciclabili, pedonali e trasporti collettivi Il PCC deve provvedere a un rinnovato processo di recupero e salvaguardia del sistema di cordone dunale. Deve garantire che la staccionata protettiva sia ripristinata, i varchi abusivi chiusi, i passaggi pedonali per laccesso alla spiaggia pianificati e dotati di passerella e recinti, e che il divieto assoluto di prelevamento di sabbia delle dune sia rispettato. Leventuale ripascimento della spiaggia sia controllato e soggetto allautorizzazione caso per caso e non avviato con permesso perenne. La parte non edificata dellisola di Torre Pali (larea tra mare e canale di bonifica) sia sottomessa a un piano di ripristino e salvaguardia e sviluppata come parco naturale con parcheggi al nord del canale. Lo stato di abbandono dellarea tale che lesproprio sarebbe giustificato. Le aree di macchia mediterranea costiera tra Torre Pali e Lido Marini, nonch la zona umida alle spalle della spiaggetta detta a cuore, siano ripristinate e protette. Gli accessi per disabili siano ripristinati, segnalati e non pi interotti per il passaggio di mezzi meccanici per la pulizia della spiaggia. Riguardo al Parco dei gigli di Pescoluse che siano piantumate con flora locale le aree libere per mitigare limpatto delle mattonelle, consentire la sosta di famiglie e passeggiate nellombra. Listituzione di unarea protetta SIC, che in continuit con il parco Litoranea di Ugento comprenda tutto il cordone dunale, la zona umida, la macchia da torre Pali a Lido Marini, i principali canaloni di Salve e la collina compresa tra Montani e Specolizzi.

Riteniamo che il Comune deve essere parte attiva nel processo di sviluppo della costa,
condividendo oneri e benefici, e creando situazioni aziendali pubblico-privato.

Il Piano comunale della costa lo strumento di assetto, gestione, controllo e monitoraggio del territorio costiero comunale in termini di tutela del paesaggio, di salvaguardia dellambiente, di garanzia del diritto dei cittadini allaccesso e alla libera fruizione del patrimonio naturale pubblico, nonch di disciplina per il suo utilizzo eco-compatibile (Legge regionale, Norme tecnicheper la redazione dei PCC, Art.2). La redazione del PCC offfre lopportunit di voltare pagina e aprire un nuovo capitolo nella storia del litorale, un bene tanto caro a tutti Salvesi.