Sei sulla pagina 1di 50

Massacro di Skopje, slitta lestradizione

I giudici macedoni potranno attendere anche un anno per processare Ali Demiri e Afrim Ismailovic, attualmente agli arresti in Kosovo. Per lestradizione dal Kosovo dei due albanesi Alil Demiri e Afrim Ismailovic, richiesta dal governo macedone, potrebbe volerci anche pi di un anno. Le autorit di Skopje ritengono che i due uomini siano membri del commando di sei persone appartenenti alla minoranza albanese e accusati dellomicidio di cinque macedoni, fra cui quattro ragazzi di et compresa tra i 18 e i 20 anni, avvenuto il 12 aprile 2012 sulle sponde del lago Smiljkovski, nella periferia di Skopje. A quanto riferisce il sito internet Balkan Insight, nonostante le autorit macedoni stiano avanzando richieste di estradizione da oltre due mesi, l'avvocato difensore di Demiri e Ismailovic ha annunciato che i due dovranno essere prima processati a Pristina per possesso illegale e traffico di armi: motivo per il quale sono stati arrestati in Kosovo lo scorso marzo. Lavvocato difensore kosovaro, Besnik Berisha, ha spiegato che le autorit di entrambi i Paesi non sono riuscite a collegare le armi ritrovate con leccidio di Smiljkovski: Una cosa certa - ha garantito il legale -. Se Demiri e Ismailovic saranno ritenuti colpevoli di possesso illegale di armi, dovranno scontare la sentenza in Kosovo e soltanto dopo potranno essere estradati in Macedonia. Liter processuale, ha affermato lavvocato Berisha, potrebbe richiedere almeno un anno e la pena, sempre se verr comminata una sentenza di condanna, potrebbe variare dai due ai dieci anni di carcere. Comunque, quattro uomini collegati al caso sono gi sotto processo a Skopje con l'accusa di terrorismo. Skopje ha fatto scattare la procedura di estradizione nei confronti di Demiri e Ismailovic appena ricevuta la notizia del loro arresto avvenuto in Kosovo lo scorso marzo. "Abbiamo un accordo di estradizione con il Kosovo, ora spetta a loro decidere - ha dichiarato una fonte anonima interna al ministero della Giustizia macedone -. Siamo a conoscenza di tutte le circostanze, ma siamo ancora ottimisti per quanto riguarda il fatto che, se c' la volont, i due potrebbero presto affrontare la giustizia in Macedonia. Per quanto riguarda il processo per il massacro di Smiljkovski che si sta

tenendo a Skopje, gli imputati attualmente presenti Agim Ismailovic, Fejzi Aziri, Rami Sejdi e Haki Aziri hanno tutti dichiarato espressamente la loro non colpevolezza. I quattro uomini erano stati fermati durante un'operazione che si svolta lo scorso maggio in diversi villaggi intorno a Skopje. I corpi di Filip Slavkovski, Aleksandar Nakjevski, Cvetanco Acevski e Kire Trickovski, tutti di et compresa tra i 18 e i 20 anni, sono stati trovati a Smiljkovski, allineati ordinatamente, il 12 aprile 2012. Il corpo del 44enne Borce Stevkovski, invece, stato rinvenuto a poca distanza dagli altri. Nel procedimento giudiziario avviato il 10 gennaio 2013, l'accusa sostiene che il massacro sia stato un atto terroristico destinato a provocare forti contrasti etnici. Del resto la notizia del delitto aveva immediatamente arroventato le tensioni sociali, sempre sul punto di esplodere in Macedonia: infatti alcuni gruppi di etnia macedone organizzarono varie proteste contro la comunit albanese, alcune delle quali sfociate nella violenza.

Scandalo intercettazioni, la Procura arranca


Nonostante il malloppo di trascrizioni che rivela lincredibile sistema clientelare messo in atto in Montenegro dal partito di governo, manca ancora una prova concreta di reato. La Procura di Stato montenegrina non ha ancora una prova concreta di reato nell'ambito del cosiddetto scandalo intercettazioni: lo ha dichiarato il vice-procuratore di Stato, Veselin Vuckovic, in unintervista concessa al quotidiano "Dnevne novine". Eppure lo scandalo riguarda un enorme malloppo di trascrizioni, pubblicate dal quotidiano indipendente Dan, provenienti da riunioni interne del Partito democratico dei socialisti (Dps) - la formazione alla guida del governo - e dalle quali emerge chiaramente che i simpatizzanti del partito sono stati avvantaggiati nel trovare un posto di lavoro mediante gli uffici di collocamento. Vuckovic ha dichiarato che nelle denunce pervenute finora alla Procura non ci sono indizi concreti sufficienti per avviare un processo davanti al tribunale. "La Procura inoltrer il procedimento al giudice soltanto quando ci saranno prove - ha avvertito Vuckovic - che attualmente non abbiamo sotto gli occhi, ma vogliamo incoraggiare tutti coloro che pensano di

avere subito un'ingiustizia a rivolgersi a noi e presentarci delle prove". Prevedibile la reazione dellopposizione e dellorganizzazione non governativa Mans, che sono scattati immediatamente contro la dichiarazione resa dal vice-procuratore. Lo stesso quotidiano Dan si domandato quante prove debba avere a disposizione la Procura per procedere contro membri e dirigenti del partito, ricordando i punti pi interessanti emersi dai faldoni delle trascrizioni. Lopinione pubblica del Paese, oltre agli stenogrammi pubblicati, ha potuto infatti anche ascoltare le registrazioni nelle quali i pi alti funzionari del DPS, molti dei quali rivestono importanti incarichi anche nellapparato statale, che in modo esplicito parlano di come fornire il lavoro ai propri sostenitori e di come sfruttare le risorse statali per poter vincere le elezioni parlamentari poi tenutesi lo scorso ottobre. Ci sono le registrazioni delle riunioni dei direttivi del partito di Djukanovic nelle quali si decideva le tattiche da intessere per ottenere i voti: posti di lavoro e borse per gli studenti solo ai nostri, lacquedotto si costruiva solo nel villaggio nostro, i direttori delle aziende avevano lordine di pressare in ogni modo gli impiegati costringendoli a votare per il partito di governo, nellesercito si facevano elenchi degli ufficiali e soldati pro e contro il Dps. Ci sono inoltre le registrazioni della voce del primo ministro Milo Djukanovic quando, da presidente del partito, parlava delle strategie per rubare i voti: Dunque, i fondi (statali) di solidariet verranno attivati nellinterno del nostro corpo elettorale e cercheremo di dare questappoggio alla nostra rete per fare una campagna elettorale di successo. I direttori degli enti pubblici devono, durante la campagna elettorale, consultare il direttore politico del nostro partito, Branimir Gvozdenovic, perch si tenga sempre presente gli interessi del nostro partito nelle assunzioni del personale per i loro enti. In pratica si ha a disposizione una registrazione audio contenente, in modo cristallino, lordine del primo ministro del Montenegro di usare i fondi pubblici per la campagna elettorale del suo partito e di assumere negli enti statali solo i membri del suo partito. In una delle sedute del direttivo del partito di Djukanovic, parla anche Zoran Jelic, ex direttore dellUfficio di collocamento nazionale guidato ora dalla moglie (il nepotismo una delle caratteristiche del regime di Djukanovic): Teniamo i contatti quotidiani con i presidenti dei comitati locali del nostro partito in tutti i comuni perch vogliamo

assumere innanzitutto i nostri membri. Se facciamo assumere una persona, vuol dire che abbiamo avuto un voto in pi e lopposizione uno in meno.