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IL POPOLO VENETO

Fondato nel 1921 n.22/2013 n.22/2013 www.ilpopoloveneto.it Direttore: Emanuele Bellato

CONDANNATO
La Cassazione ha confermato la condanna per frode fiscale a 4 anni di reclusione per Silvio Berluasconi nel processo per i diritti tv Mediaset. Grazie alle legge sullindulto approvata nel 2006 dal governo Prodi beneficer di uno sconto di tre anni; inoltre a causa dellet avanzata non varcher la soglia di nessuna delle patrie galere. Questa volta nulla hanno potuto i vari legittimi impedimenti, le prescrizioni e le leggi ad-personam. La giustizia ha fatto il suo corso ed arrivata ad una condanna definitiva ed irrevocabile. In molti, specie sui social network, festeggiano levento. Un atteggiamento comprensibile, resta per lo sfregio alle istituzioni repubblicane. In ventanni Berlusconi ha abbruttito lItalia e gli italiani, ha distorto i concetti di moralit ed etica. Ha imposto una sottocultura>>

EDITORIALE

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del profitto ad ogni costo e della furbizia. Persino la sinistra stata complice silente del degrado di questi anni di fango. Parafrasando il poeta e cantautore Fabrizio De Andr si potrebbe dire: anche se vi credete assolti siete lo stesso coinvolti. Berlusconi non vittima di nessun complotto dei giudici comunisti; tra laltro, seguendo i suoi parametri di giudizio, attualmente governa proprio con i comunisti. E neppure lipotesi di un Berlusconi scaricato dai poteri forti attendibile. Berlusconi stesso, uno degli uomini pi ricchi ed influenti dItalia, un potere forte. E nel 2011 si forse ribellato ai diktat della troika europea? No! Anzi, prima di lasciare la guida del governo ai tecnici di Monti, ha preteso lapprovazione della manovra economica che recepiva le indicazioni contenute nella lettera inviata dalla BCE allItalia. E il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sempre presente e attivo nella vita politica nazionale, spender qualche parola di monito per fermare le accuse infamanti che in queste ore stanno piovendo, da parte Pdl, sui giudici milanesi? O ancora per bloccare le pretese di chi parla di grazia per Berlusconi? Non c da stare tranquilli, soprattutto dopo aver visto il patetico videomessaggio dellex Cavaliere spodestato. Un discorso infarcito delle solite lagne: la rivoluzione liberale incompiuta per colpa degli infidi alleati; il permanente pericolo comunista alle porte e il ritorno di Forza Italia per tornare a vincere e riformare la giustizia, primo problema degli italiani (sic). Intanto i suoi irriducibili seguaci lo hanno gi santificato perch per senso di responsabilit non ha rovesciato il tavolo. Ma stiamo scherzando? Cosa doveva fare, invitare alla rivolta? Magari ci aveva anche pensato ma le scarse adesioni allesercito di Silvio, riunitosi di fronte a Montecitorio, gli hanno fatto cambiare idea. Nei prossimi mesi potrebbe succedere di tutto perch chi ha perso la dignit non ha pi niente da perdere. I berlusconiani tenteranno di sferrare un attacco letale nei confronti della Costituzione. A tutti gli uomini ed alle donne che credono nella giustizia e nella libert toccher il privilegio di resistere e difendere la Carta Costituzionale!

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UN SEME GETTATO CHE PROMETTE BENE

di Ivano Maddalena Papa Francesco aveva lasciato Roma con la sua valigia ordinaria in mano e vi ha fatto ritorno oggi sempre con la sua valigia in mano. Cosa vi sia dentro non ci dato saperlo e non ci interessa pi di tanto. Papa Francesco di certo ha dato molto e ricevuto ancora di pi in questa settimana vissuta in Brasile in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Giovent. I numeri gli danno conferma che levento riuscito. I giovani, e non solo, sono rimasti entusiasmati dal papa venuto da lontano. I giovani, con i loro slanci e le loro contraddizioni, hanno colto il calore e la vicinanza di un uomo che Vangelo che cammina. Non a lui che si deve guardare, ma a Cristo. Papa Francesco lo indica con coraggio e una testimonianza credibile. La sfida rimane comunque lordinario. Si torna a casa e li si dovr calare quanto si ascoltato, vissuto, recepito. Non per nulla il moto della GMG era ed tuttora: Andate e fate discepoli tutti i popoli. Lesplicitazione del tema risuonata pi volte nelle parole di papa Francesco, in particolare durante la veglia tenutasi nella spiaggia di Copacabana, trasformatasi in unimmensa cattedrale naturale tra sabbia e mare, luogo di festa, di canti e balli e soprattutto di preghiera. In occasione della veglia sono stati oltre due milioni di giovani provenienti da tutto il mondo, raccolti sulla orla, la lunga lingua di spiaggia carioca. In un tweet, lanciato dal suo account @Pontifex, papa Francesco ha sintetizzato il suo intervento ai giovani in una frase: Cari giovani, siate veri atleti di Cristo! Giocate nella sua squadra!. In Brasile papa Francesco ha fatto sul serio. Non vi erano dubbi, ma Si mostrato sciolto, libero e non ha certo recitato una parte n con i giovani n durante gli incontri con le autorit civili ed ecclesiastiche. Papa Francesco ha coniugato le parole della vita con le parole del Vangelo. Il suo messaggio chiaro. >>

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Papa Francesco indica e per primo offre un esempio per una Chiesa pi vera, sobria e ancorata al Vangelo. Questo richiamo ha delle conseguenze molto profonde per quanto riguarda il dialogo e lincontro tra la Chiesa e il mondo. A tal proposito riporto un tratto dellintervista di Andrea Tornielli su La Stampa del 24 luglio 2013 a Leonardo Boff, ex frate francescano e teologo della liberazione che ha una visione molto significativa della missione di Papa Francesco. Che cosa cambia nella Chiesa con Papa Francesco? Credo che cambier parecchio. Francesco non sta riformando solo Curia, sta riformando il papato. La sua insistenza sull'essere vescovo di Roma, l'aver lasciato il palazzo per abitare nella residenza Santa Marta, significa andare verso il mondo. Il Papa spiega che preferisce una Chiesa incidentata ma che va per strada, piuttosto che una Chiesa asfittica e chiusa nel tempio. Ora si sente che la Chiesa un focolare di speranza e non una fortezza assediata sempre in polemica con la modernit o una dogana che controlla e regola la fede invece di facilitarla. C' chi critica Francesco dicendo che sta desacralizzando il papato... Non lo sta desacralizzando, lo presenta nella sua vera dimensione evangelica. il successore di Pietro e Pietro era un semplice pescatore. Bisogna combattere la "papolatria" che abbiamo visto negli ultimi decenni. I cardinali non sono prncipi della Chiesa, ma servitori del popolo di Dio. I vescovi devono partecipare alla vita della gente. E il Papa non si sente un monarca: anche di fronte alla presidente del Brasile ha detto: >>

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"Vengo qui come vescovo di Roma", cio come colui che presiede la Chiesa nella carit e non nel diritto canonico.

Papa Francesco vuole farsi promotore di giustizia e di dialogo per ascoltare il grido dei poveri. In questo compito non vuole essere solo e invita i giovani a seguire lesempio di Cristo. Ma il richiamo a lavorare insieme e secondo un certo stile stato forte anche nei confronti dei politici e degli esponenti della societ civile, dellimprenditoria, della cultura e delle maggiori comunit religiose in Brasile avvenuto ieri nel Teatro Municipale di Rio de Janeiro brasiliana: Chi agisce responsabilmente colloca la propria azione in funzione dei diritti degli altri e davanti al giudizio di Dio. Il Papa nel suo discorso, rivolto per lunghi tratti alla classe dirigente, si augurato che il Brasile possa essere: sempre aperto alla luce che promana dal Vangelo e continuare a svilupparsi nel pieno rispetto dei principi etici fondati sulla dignit trascendente della persona. Occorre riabilitare la politica, una delle forme pi alte di carit. Parole che vanno ben oltre i confini del Brasile, ovviamente! Rimarranno inascoltate? Da ultimo un passaggio dellomelia di papa Francesco a Copacabana in cui ha richiamato: tre semplici atteggiamenti: mantenere la speranza, lasciarsi sorprendere da Dio, e vivere nella gioia. Papa Francesco ha ricordato che i giovani non hanno bisogno solo di cose, ma hanno bisogno soprattutto che siano loro proposti quei valori immateriali che sono il cuore spirituale di un popolo, la memoria di un popolo. I giovani, ha aggiunto, sono un motore potente per la Chiesa e per la societ. Papa Francesco, ancora una volta, ha invitato i fedeli a non perdere mai la speranza: Il drago, il male, c nella nostra storia, ma non lui il pi forte. Il pi forte Dio, e Dio la nostra speranza. Papa Francesco ha poi esortato a non essere tristi: Ges ci ha mostrato che il volto di Dio quello di un padre che ci ama. Il peccato e la morte sono stati sconfitti. Il cristiano non pu essere pessimista! Non ha la faccia di chi sembra trovarsi in un lutto perpetuo. Se siamo davvero innamorati di Cristo e sentiamo quanto ci ama, il nostro cuore si 'infiammer' di una gioia tale che contager quanti vivono vicini a noi. Papa Francesco offre un messaggio chiaro e traccia una via assai stimolante che non lascia indifferenti credenti e non credenti. Certo che per un cambiamento reale necessaria la presa di consapevolezza di tutto il popolo di Dio. Da ultimo ricordiamo il Vangelo che risuona oggi nella liturgia: Il regno dei cieli simile a un granello di senape, che un uomo prese e semin nel suo campo. Esso il pi piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, pi grande delle altre piante dellorto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami. Il seme gettato promette bene! Nascer, anzi gi germogliato e cresce.

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3 MILIONI DI GIOVANI PER PAPA FRANCESCO

di Francesca Monti Oltre tre milioni di fedeli hanno preso parte alla Messa conclusiva della XXVIII Giornata Mondiale della Giovent di Rio de Janeiro, celebrata da Papa Francesco, che si svolta sulla splendida spiaggia di Copacabana. E stata una cerimonia bellissima, dove le voci di giovani provenienti da ogni angolo del mondo si sono unite allunisono per pregare e cantare insieme al Papa e ai vescovi, con il sottofondo delle onde delloceano, tra bandiere e colori, allombra del Cristo Redentore in cima al Corcovado. Emozioni, gioia, fratellanza e serenit, sensazioni che sono difficili da spiegare ma che si comprendono benissimo quando si vive direttamente, si partecipa ad una Giornata della Giovent. Papa Francesco durante lomelia ha detto ai giovani: Ges, la Chiesa, il Papa camminano con voi. Il Signore cerca tutti, vuole che tutti sentano il calore della sua misericordia e del suo amore. Ges non ha detto: se volete, se avete tempo, ma: Andate e fate discepoli tutti i popoli (questo il motto della JMJ di Rio). Un momento particolarmente toccante stato quando stata portata sullaltare una bambina anencefala, cio nata senza cervello. Questi bimbi solitamente non sopravvivono e viene consigliato ai genitori laborto terapeutico, ma la famiglia della bambina ha deciso di regalarle ugualmente la vita. Una preghiera particolare stata rivolta alle vittime del disastro ferroviario di Santiago de Compostela. Al termine della Santa Messa, Papa Francesco ha annunciato il luogo della prossima Giornata Mondiale della Giovent, che si terr nel 2016 in Polonia, a Cracovia,

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nella terra del Beato Papa Giovanni Paolo II, che entro fine 2013 verr proclamato Santo. Durante le celebrazioni, pi volte Papa Francesco ha rivolto un pensiero a Papa Wojtyla, inventore delle Giornate Mondiali della Giovent, ma anche al Papa emerito Benedetto XVI, che due anni fa ha scelto Rio de Janeiro come citt in cui si sarebbe svolta la GMG 2013. Ledizione brasiliana della GMG, la prima per Papa Bergoglio, stata ricca di momenti e gesti significativi. Papa Francesco stato accolto da veri e propri bagni di folla sulla Avenida Atlantica a Copacabana, durante il percorso fino al palco la jeep bianca si fermata varie volte e il Pontefice sceso per salutare i fedeli, che lungo il tragitto hanno lanciato sullauto diversi oggetti: lettere, fiori, cappelli, bandiere e maglie, subito appoggiate nella parte posteriore dellauto. Come di consueto, il Papa ha baciato diversi bambini e dispensato strette di mano ed abbracci, rompendo anche il protocollo, come quando ha accettato e bevuto con la cannuccia il mate, bevanda tradizionale brasiliana, offerta da un fedele. Papa Francesco entrato nel cuore di tutti in pochissimi mesi di Pontificato, grazie alla sua semplicit, alla sua umilt, ai suoi gesti e alla sua vicinanza alla gente, con lattenzione in particolare rivolta agli ultimi, ai deboli, ai poveri, ai malati (come

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ha fatto ad esempio nella storica visita a Lampedusa). In Brasile Papa Francesco si recato nella favela di Varginha, lanciando un appello a chi possiede pi risorse, alle autorit pubbliche e a tutti gli uomini di buona volont impegnati per la giustizia sociale: non stancatevi di lavorare per un mondo pi giusto e pi solidale! Nessuno pu rimanere insensibile alle disuguaglianze che ancora ci sono nel mondo!. Poi ha fatto visita ad una famiglia della favela, salutando i componenti e prendendo un caff insieme a loro. Il Pontefice ha condannato duramente il narcotraffico e rivolto un appello contro la liberalizzazione delluso delle droghe, ribadendo la necessit di affrontare i problemi che sono alla base del loro uso, promuovendo una maggiore giustizia, educando i giovani ai valori che costruiscono la vita comune, accompagnando chi in difficolt e donando speranza nel futuro, durante la visita allospedale San Francesco dAssisi di Rio, dove ha anche benedetto una targa commemorativa per il nuovo padiglione del Polo Integrato di salute mentale per il recupero dei giovani tossicodipendenti, in costruzione grazie a un finanziamento della Conferenza Episcopale Italiana. C stato infine un breve incontro con alcuni giovani detenuti nel Palazzo Arcivescovile St. Joaquim a Rio de Janeiro. Un altro momento emozionante stato quando il Papa si recato al Santuario di Nostra Signora di Aparecida. In questoccasione il Pontefice ha richiamato tre semplici atteggiamenti: mantenere la speranza, lasciarsi sorprendere da Dio, e vivere nella gioia. Quanta gioia mi d venire alla casa della Madre di ogni brasiliano, il Santuario di Nostra Signora di Aparecida!. Il giorno dopo la mia elezione a Vescovo di Roma ho visitato la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, per affidare alla Madonna il mio ministero di Successore di

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Pietro. Oggi ho voluto venire qui per chiedere a Maria nostra Madre il buon esito della Giornata Mondiale della Giovent e mettere ai suoi piedi la vita del popolo latinoamericano. Vi chiedo un favore: pregate per me, ne ho tanto bisogno. Che Dio vi benedica e la Madonna di Aparecida vi protegga. Al termine della Messa, il Papa uscito sul balcone del grande santuario rivolgendosi ai tanti fedeli che, sotto la pioggia, avevano assistito alla celebrazione sul maxischermo. Li ha ringraziati e dopo aver impartito la benedizione impugnando l'immagine della Vergine di Aparecida, che ha applaudito dopo averla posta sul piedistallo, ha promesso che torner in questo luogo nel 2017, anno in cui ricorre il 300 anniversario del ritrovamento da parte di alcuni pescatori della statuina della Madonna nera, con la testa decapitata dal corpo, nel fiume Paraiba, ma anche il decimo anniversario dalla V assemblea generale dell'episcopato latinoamericano, celebrata ad Aparecida nel 2007. Il Papa ha quindi abbracciato un imam musulmano e un rabbino ebreo. Stupenda stata laccoglienza dei giovani sul lungomare di Copacabana a Rio de Janeiro, cos come la veglia di sabato sera insieme al Papa. Intensa e suggestiva anche la Via Crucis, che Papa Francesco ha celebrato a Copacabana insieme ai fedeli, ricca di colori, luci e fantasia, tipici dello stile carioca. In un percorso di circa 900 metri, sul famoso lungomare di Rio, per l'occasione sono state riprodotte 14 stazioni (lultima sul palco dove si trovava il Papa), per rievocare ogni momento della Passione di Cristo. Alla coreografia diretta del regista teatrale e televisivo Ulysses Cruz, hanno partecipato pi di 700 volontari, oltre ad attori professionisti. Pellegrini di varie nazionalit hanno portato a turno la Croce. A ogni stazione, inoltre, si sono alternate persone in rappresentanza di minoranze e gruppi socialmente pi fragili. Solo in Cristo morto e risorto troviamo salvezza e redenzione. Ha trasformato la Croce da strumento di odio, di sconfitta, di morte

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in segno di amore, di vittoria e di vita, ha esordito Papa Francesco rivolgendosi ai giovani. Che cosa avete lasciato nella Croce voi, cari giovani del Brasile, in questi due anni in cui ha attraversato il vostro immenso Paese? E che cosa ha lasciato la Croce di Ges in ciascuno di voi? E, infine, che cosa insegna alla nostra vita questa Croce? Con la Croce Ges si unisce a tutte le persone in sofferenza, alle vittime di violenze e ai giovani in difficolt. La Croce lascia in ciascuno di noi un bene che nessuno pu darci: la certezza dellamore incrollabile di Dio per noi. Sono tanti i volti che hanno accompagnato Ges nel suo cammino verso il Calvario: Pilato, il Cireneo, Maria, le donne.Non fate come Pilato ma seguite lesempio del Cireneo che aiuta Ges a portare quel legno pesante o di Maria e delle altre donne, che non hanno paura di accompagnare Ges fino alla fine, con amore, con tenerezza. Papa Francesco ha ricevuto dalle mani del sindaco di Rio de Janeiro, Eduardo Paes, le chiavi della citt. Il pontefice stato accolto dal primo cittadino, da un gruppo di bambini e da un canto in brasiliano a lui dedicato. Attraversando il salone centrale del Palazzo della Citt, Papa Francesco ha ricevuto una maglietta verde del Brasile e salutato alcuni atleti particolarmente rappresentativi dello sport brasiliano tra cui lex calciatore Zico e lex giocatore di basket Oscar Schmidt, che sta lottando contro un tumore. Papa Bergoglio ha inoltre benedetto le bandiere ufficiali dei Giochi Olimpici e Paraolimpici, esposte nel giardino antistante, che verranno ospitate dal Brasile nel 2016. In questa settimana Rio e il Brasile intero sono stati accesi dalla gioia e dalla luce della fede. Sarebbe bello se la luce dei cuori di milioni di persone di tutto il mondo, che ha illuminato la Giornata Mondiale della Giovent non si spenga ma continui a brillare anche domani e nei giorni a venire, affinch valori come la fratellanza, la solidariet, lamicizia, la carit possano unire tutti i popoli in un unico abbraccio, come riuscito a fare durante la Gmg Papa Francesco.

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LA NUOVA ENCICLICA A QUATTRO MANI

di Ivano Maddalena Limpegno di papa Francesco per la Giornata Mondiale della Giovent, a mio modesto avviso, ha un po oscurato la riflessione e le ricadute della sua prima Enciclica: Lumen fidei, La luce della fede data alla luce nel giorno dei Santi Pietro e Paolo (29 giugno 2013). Si tratta di una lettera indirizzata a vescovi, presbiteri, diaconi, consacrati e a tutti i fedeli laici, e suddivisa in quattro capitoli. LEnciclica, come detto dallo stesso papa Francesco, era gi stata quasi completata da Benedetto XVI. A quella prima stesura lattuale Pontefice ha aggiunto ulteriori contributi. Obiettivo del documento recuperare il carattere di luce proprio della fede, capace di illuminare tutta lesistenza umana. Ho letto due volte il testo e quanto segue pu aiutarci a comprenderla e forse metterci dentro la sana voglia di leggere quanto lEnciclica propone. Dalla lettura se ne ricavano le seguenti tematiche: 1) Il credere e il vedere sono al centro di tutto il discorso. Chi crede, non solo sente, ma soprattutto vede e non mai solo. La fede dono, per tutti nessuno escluso. La fede non separa luomo dalla realt, anzi lo aiuta a coglierne il significato pi profondo. La fede aiuta nel discernimento a cui ogni uomo deve adoperarsi tra il bene e il male. Il credere non in opposizione alla ricerca e la fede non unillusione e neppure un salto nel vuoto che impedisce la libert delluomo. La speranza pure essa un dono. Affidarsi e confidare nellamore di Dio un atto di coraggio che ripaga e dona senso alla nostra vita. 2) Modello e testimone affidabile della fede a cui guardare e ispirarsi Ges. Ges

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lesperto delle cose di Dio, colui che ci spiega Dio. Tramite esso Dio opera nella storia. Non solo si guarda a Ges, ma si assume il suo sguardo. 3) La fede non un fatto privato perch si confessa allinterno della Chiesa, come comunione concreta dei credenti. E in questo modo, lesistenza credente diventa esistenza ecclesiale. 4) Papa Francesco sottolinea poi il forte legame tra fede, verit e amore. La fede senza verit non salva. La fede senza verit resta fiaba, racconto e non esperienza, vita. Papa Francesco qui riprende aspetti pi volte affrontati da Benedetto XVI. Non basta affidarsi e credere solo alla tecnologia o alle verit del singolo, a vantaggio dellindividuo e non del bene comune con il rischio di cadere nel relativismo e nei fanatismi che hanno portato a immani tragedie. La fede vera non intransigente. Chi crede deve essere mite e umile e mai arrogante perch la verit di cui si fa portatore viene dallamore stesso di Dio. E lamore non si impone con la violenza. 5) Papa Francesco sottolinea alimportanza del dialogo tra fede e ragione. Un dialogo possibile. La fede risveglia il senso critico ed allarga gli orizzonti della ragione; in secondo luogo, perch Dio luminoso e pu essere trovato anche dai non credenti che lo cercano con cuore sincero. Chi si mette in cammino per praticare il bene si avvicina gi a Dio. 6) Punto fondamentale resta lEvangelizzazione. Chi crede, non pu tenere per s simile dono, in questo contesto diventano rilevanti i testimoni della fede di cui importante non perdere la memoria.

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7) C, per, un mezzo speciale con cui la fede pu trasmettersi: sono i Sacramenti. Qui il papa Francesco offre un richiamo al vero e profondo significato dei Sacramenti in particolare del Battesimo e dellEucarestia. Infine, i Dieci Comandamenti, che non sono un insieme di precetti negativi, ma indicazioni concrete per entrare in dialogo con Dio. La fede una, sottolinea ancora il Papa, e lunit della fede lunit della Chiesa. 8) Nellultimo capitolo papa Francesco sottolinea il legame tra il credere e il costruire il bene comune: la fede, che nasce dallamore di Dio, rende saldi i vincoli tra gli uomini e si pone al servizio della giustizia, del diritto, della pace. Essa non allontana dal mondo, anzi: se la togliamo dalle nostre citt, perdiamo la fiducia tra noi e restiamo uniti solo per paura o per interesse. Sono tanti, invece, gli ambiti illuminati dalla fede: la famiglia fondata sul matrimonio, inteso come unione stabile tra uomo e donna; il mondo dei giovani che desiderano una vita grande e ai quali lincontro con Cristo dona una speranza solida che non delude. La fede non un rifugio per gente senza coraggio, ma la dilatazione della vita e in questambito le GMG permettono ai giovani di mostrare la gioia della fede e limpegno a viverla in modo saldo e generoso. La fede illumina anche la natura, ci aiuta a rispettarla, a trovare modelli di sviluppo che non si basino solo sullutilit o sul profitto, ma che considerino il creato come un dono; ci insegna ad individuare forme giuste di governo, in cui lautorit viene da Dio ed a servizio del bene comune; ci offre la possibilit del perdono che porta a superare i conflitti. Quando la fede viene meno, c il rischio che anche i fondamenti del vivere vengano meno, ricorda il Papa. Per questo, non dobbiamo vergognarci di confessare pubblicamente Dio, in quanto la fede illumina tutto il vivere sociale. 9) Lenciclica si chiude con il tema della sofferenza e un monito molto forte. Alluomo che soffre il Signore non dona un ragionamento che spieghi tutto, ma offre la sua presenza che accompagna. In questo senso, la fede congiunta alla speranza. E qui il Papa lancia un appello: Non facciamoci rubare la speranza, non permettiamo che sia vanificata con soluzioni e proposte immediate che ci bloccano nel cammino. LEnciclica si conclude, quindi, con una preghiera a Maria, icona perfetta della fede, affinch ci insegni a guardare con gli occhi di Ges. Concludendo devo dire che lEnciclica proprio scritta a quattro mani. Linflusso di papa Benedetto XVI evidente e quindi non c discontinuit, anzi. Sembra uno scritto in cui papa Francesco lascia da parte le novit della sua linea pastorale decisamente popolare (umanizzante) e liberante e riprende la scia della teologia ancorata al dogma e alla tradizione. Un po di delusione c. Eppure papa Francesco quando parla a braccio fa uscire dal suo cuore parole sapienti, semplici e profetiche che colpiscono e non lasciano indifferenti.
IL POPOLO VENETO. Fondato nel 1921 Anno 92 n. 22 / 2013 www.ilpopoloveneto.blogspot.com www.ilpopoloveneto.it e-mail: ilpopoloveneto@gmail.com Direttore Responsabile: Emanuele Bellato . Vice-direttrice: Francesca Monti. Reg. Tribunale di Rovigo Numero 25/04 . Stampa in proprio (01/08/2013). Giornale gratuito. Non riceve finanziamenti pubblici e privati. Esce come e quando pu.

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#MOBBASTA, LA BASE PD SI RIBELLA

di Renzo Russo - Promotore OccupyPd #MOBBASTA, questo il nuovo grido dei militanti del Partito Democratico. Dal Piemonte alla Calabria, dal Veneto alla Campania passando per lEmilia, la Toscana, il Lazio e la Puglia. E la nuova forma di protesta portata avanti da militanti e dai simpatizzanti del Pd riuniti nella rete nazionale di OccupyPd, un movimento spontaneo della base, nato durante lelezione del Presidente della Repubblica. In quei giorni diversi circoli del Partito Democratico spontaneamente hanno dato vita ad occupazioni simboliche delle sedi in segno di protesta verso la dirigenza nazionale. Siamo pi di 101 era lo slogan di quei giorni. Un chiaro riferimento ai 101 franchi tiratori che, nel segreto dellurna, non votando Romano Prodi a Presidente della Repubblica cos come deciso allunanimit nellassemblea dei Grandi Elettori appartenenti al Pd, hanno di fatto ucciso il Partito Democratico. La questione dellelezione del Presidente della Repubblica ha fatto uscire fuori tutte le contraddizioni del Partito Democratico. Un partito di capi corrente slegato dalla propria base. Mentre la maggioranza degli iscritti e degli elettori chiedeva a gran voce un Presidente garante della Costituzione e dellUnit Nazionale cos come sancito dallart.87 Cost., i capi corrente del Pd, senza una chiara visione politica ma con il solo intento di salvaguardare il loro posto al sole, passavano in poche ore da un Presidente per le intese con il PDL sulle riforme istituzionali (Marini) ad un Presidente odiato dal centrodestra (Prodi) per poi riconfermare Napolitano per un secondo mandato. Una cosa mai successa nella storia della Repubblica Italiana. E proprio in quelle ore i militanti si riunivano in assemblea nei circoli occupati, perch, si sa, i militanti del PD a differenza dei

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loro dirigenti, amano la discussione, amano il confronto. E proprio dal confronto OccupyPd cerca di trasformare la protesta in proposta. Pi di 101 militanti provenienti da tuttItalia si danno appuntamento l11 Maggio con tanto di maglietta e volantini alla Nuova Fiera di Roma dove si tiene lAssemblea Nazionale del partito, quella che elegge Epifani segretario. Reset della classe dirigente, congresso aperto e chiarezza sui tempi e gli obiettivi del governo Letta-Alfano. Queste le richieste principali di OccupyPd ai membri dellAssemblea nazionale del Partito. Ma il partito sordo. E cos nei giorni successivi il nuovo segretario Epifani nomina una segreteria old style, si ritorna a parlare di congresso chiuso riservato ai soli iscritti, e i tempi e gli obiettivi del governo vengono dettati da Berlusconi e dai suoi problemi giudiziari. Ma OccupyPd va avanti nella speranza di poter cambiare davvero il Partito Democratico. E cos seguono le Assemblee nazionali di Prato e di Bologna, questultima conclusa con una richiesta di incontro ad Epifani. Ma ancora una volta il partito si dimostra sordo alle richieste del suo popolo. Molti dirigenti nazionali cercano di minimizzare questo movimento, alcuni ne parlano come se OccupyPd fosse lavversario principale del Pd non capendo che non si tratta altro che di iscritti, militanti, dirigenti di periferia, non si tratta altro che del popolo del Pd, di quel popolo che lessenza stessa del Partito. Da li una serie di scelte incomprensibili per i militanti del partito. Il mancato appoggio alla mozione del vicepresidente della Camera Giachetti per labolizione del Porcellum e il ritorno al Mattarellum, la questione relativa allacquisto degli aerei da guerra F-35, la sospensione dei lavori delle Camere in segno di protesta, perch di questo si trattato, contro i giudici della Cassazione, fino ad arrivare a due giorni fa quando il Pd ha votato contro la sfiducia al Ministro Alfano presentata da SEL e M5S e ha minacciato espulsioni nei confronti dei tre ribelli che non hanno partecipato al voto in pieno dissenso con il resto del gruppo. #MOBBASTA. Ora davvero troppo. Cosaltro devono sopportare i militanti del Partito Democratico? Fino a che punto il Pd deve rinnegare s stesso in nome della (falsa) responsabilit? E cos, dopo una riunione notturna su Skype,

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gli attivisti di OccupyPd decidono di intraprendere una nuova iniziativa nazionale. A qualcuno viene in mente quanto scritto nellappello di appartenenza al centrosinistra sottoposto agli elettori delle primarie di Novembre. Quellappello strappato ormai in pi occasioni dalla dirigenza nazionale del partito. Allora si decide di attaccare in un caldo weekend di Luglio quellappello ormai strappato, quel documento che per gli elettori rappresentava un vero e proprio contratto, alle sedi dei circoli di tuttItalia e di lanciare lhashtag #mobbasta. La mobilitazione diventa subito molto forte. In pochi minuti #mobbasta diventa trend topic su Twitter. Centinaia di foto pubblicate da ogni parte dItalia. I principali siti di informazione e testate giornalistiche nazionali parlano delliniziativa. Il plauso arriva da pi parti. Pare che OccupyPd sia riuscito nel proprio intento: far capire ai cittadini italiani che un altro Pd ancora possibile. Ma ecco che arriva la dichiarazione del big di turno: Bisogna rinviare il congresso!. E si. Altrimenti cade il governo. Il ritornello ormai sempre quello. Sono mesi ormai che il Pd rinuncia al proprio ruolo, alle proprie politiche, alla propria storia, al proprio popolo. Altrimenti il governo cade. Altrimenti qualche poltrona salta. Altrimenti le postazioni di potere vengono meno. Altrimenti il Fioroni di turno non ha pi il suo minuto di gloria settimanale sulla stampa. Il congresso si deve celebrare. Subito. Senza ulteriori rinvii. Con primarie aperte agli iscritti ma anche ai tanti cittadini che si rivedono nel centrosinistra. Perch oggi c la necessit di rifondare il Partito Democratico. E il confronto deve riguardare sicuramente lidentit del partito, sicuramente la sua visione della societ, sicuramente la situazione politica nazionale ed europea attuale. Si, proprio come accade in un partito normale in una democrazia normale.

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GOVERNO IN FUMO

di Francesco Toscano Non vero che il governo guidato dal damerino Letta insensibile rispetto ai drammi che devastano il Paese reale. E recente la decisiva notizia riguardante limminente e attesa introduzione del divieto totale di fumo a scuola. Un provvedimento lucidissimo e importante preso in coerenza con le ultime scelte di indirizzo politico partorite dal governo degli indispensabili. I ministri tengono alla salute degli italiani ma, non potendo estirpare totalmente il vizio dal cuore dagli uomini, devono continuamente escogitare leggi e cavilli funzionali al mantenimento delle pubbliche virt estrinsecantesi nel pieno rispetto di uno stile di vita sano e agreste, perci incompatibile con il fumo, lalcol e il gioco. In questa ottica bisogna correttamente valutare la scelte dellottimo e salutista Fabrizio Saccomanni, ministro dellEconomia che infatti lavora affinch la maggior parte degli italiani rimanga senza neppure i soldi per comprarsi le sigarette. Lesperienza pratica ci insegna che il semplice divieto normativo spesso di per s non sufficiente. Basti pensare al quotidiano e diffuso raggiro di alcune leggi contenute nel codice della strada che, tra laltro, impongono tassativamente lutilizzo delle cinture di sicurezza. Visto che non possibile coartare in maniera piena e unanime la condotta dellindisciplinato cittadino medio italiano, restio al rispetto delle prescrizioni persino in presenza di rilevanti previsioni sanzionatorie, al governante illuminato non rimane che affrontare il problema alla radice. Se litaliano >>

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conserva i soldi per comprarsi una automobile, questo il cuore del problema in estrema sintesi, ragionevole supporre che lincauto e ipotetico acquirente in oggetto utilizzer il mezzo anche in condizioni di non perfetta sicurezza. Ma nel caso in cui, come appare probabile e desiderabile, la crescente e informe plebaglia che abita lo Stivale, martoriata dalla necessit di soddisfare bisogni di pura sopravvivenza, si trover presto nelle oggettive condizioni di non potersi permettere lacquisto e/o il mantenimento di una autovettura, sono pronto a scommettere che caleranno vorticosamente sia le violazioni al codice della strada che il numero complessivo degli incidenti. Gli italiani poveri, anzich lamentarsi, tornino a muoversi sul calesse. E lo facciano con spirito grato e subalterno rispetto alla forze che attualmente (con fare saggio e lungimirante) li governano. Daltronde, non si ricordano incidenti gravi e mortali intercorsi dallo scontro di due cammelli sul grande raccordo anulare. Ma Enrico Letta, buono, misericordioso e tardo allira, perdoner ancora una volta i sudditi ingrati e maliziosi come farebbe un buon padre di famiglia alle prese con i figli discoli. Il popolino minuto, schiavo delle passioni e incapace di visioni astratte, non riuscir mai a guardare oltre il proprio naso. Se ci riuscisse, capirebbe che la sopravvenuta indigenza contiene elementi gratificanti e positivi che soltanto uno smisurato e nocivo amore di polemica (giustamente stigmatizzato dal nostro Presidente, illustrissimo e eminentissimo Sovrano Giorgio Napolitano) impedisce di riconoscere. Conoscete un solo caso di indigestione che ha mai colpito un affamato? Esiste nel Congo il dramma dellobesit, fenomeno che pesa come un macigno sui bilanci martoriati del nostro decadente sistema sanitario? Siete allora pronti a riconoscere che le politiche del rigore volute dalla Ue non sono sbagliate ma, valutate in una ottica pi ampia, decisamente utili e preziose? Rimane un ultimo trascurabile dubbio: ma al governo cosa fumano?

LAVORO

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MORTI IN AGRICOLTURA, UNA TRAGEDIA SENZA FINE

Intervento tecnico a cura dellIng. Mauro Rossato, Presidente dellOsservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering di Mestre. Il numero di incidenti mortali nel settore agricolo nellultimo anno non accenna a diminuire. Anzi, nel primo semestre del 2013 ne sono stati registrati 108, contro i 99 dei primi sei mesi del 2012, con un incremento di circa il 10 per cento. Nella maggior parte dei casi gli agricoltori muoiono a causa del ribaltamento del proprio trattore, schiacciati o peggio ancora annegati nei fossati in cui avviene lincidente nei loro campi. Unemergenza in cui le vittime sono molto spesso ultrasessantenni. Non si tratta dunque di mancanza di esperienza, ma magari di sottovalutazione dei rischi a cui questa attivit espone quotidianamente, mentre in altri il dramma la conseguenza di mezzi agricoli datati e poco sicuri. E di questi tempi in cui la crisi una realt diffusa in tutti i settori, ipotizzare lacquisto di un trattore nuovo, il cui costo si pu aggirare anche intorno ai 100 mila euro o di uno usato circa 30 mila, risulta essere difficile ipotizzare degli investimenti. Ecco perch indispensabile che la politica entri nel merito dellemergenza e predisponga quanto prima dei piani di incentivazione al fine di rinnovare i mezzi agricoli in Italia. Un segnale

LAVORO

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dovuto ad uno dei settori che continuano a rappresentare una risorsa preziosa per leconomia del Paese. E un sostegno concreto alla sicurezza dei lavoratori. Intanto a confermare quanto poco si punti allacquisto di un nuovo mezzo agricolo ci sono i dati sulle immatricolazioni elaborate da FederUnacoma (Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l'Agricoltura). Con un totale di 19.343 unit immatricolate il mercato delle trattrici chiude il 2012 con il suo peggior risultato storico. In termini percentuali le immatricolazioni segnano, nel 2012, un calo del 17,4% per le trattrici. E il segno meno si evidenzia anche per mietitrebbiatrici, trattrici con pianale di carico e i rimorchi. Tendenze sconfortanti che secondo FederUnacoma sono state confermate anche nel periodo gennaio-giugno 2013, con un calo del 3% per le trattrici (10.267 macchine immatricolate rispetto alle 10.589 dello stesso periodo 2012). Indicatori negativi che diventano ancor pi nitidi se paragonati con l'andamento del settore nel resto d'Europa. La Francia registra un aumento delle immatricolazioni di trattrici nel 2012 pari al 12% (dopo aver messo a segno una crescita del 22% nel 2011) e la Germania registra a fine dicembre un attivo dello 0,8% (dopo l'incremento formidabile avuto nel 2011 con +26%). Se poi a questi dati affianchiamo quelli della Coldiretti, secondo la quale nel 2012 e' stato erogato un montecrediti all'agricoltura di 2,11 miliardi di euro, contro i 2,73 miliardi circa registrati nel 2011, risulta evidente che la scarsit di finanziamenti abbia influito negativamente anche sugli investimenti nel rinnovo degli impianti e dei macchinari. Eppure queste sono priorit che il Governo deve affrontare per dare nuova linfa alleconomia legata allagricoltura e, soprattutto, per contribuire a placare la tragedia delle morti nei campi. Un impegno in cui risulta indispensabile anche il sostegno delle associazioni di categoria, dei sindacati e delle amministrazioni locali.

CULTURA

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LIBRO GRATUITO PER I NOSTRI LETTORI


Anche per i lettori de Il Popolo Veneto il download gratuito del libro Andr tutto bene (Abelbooks editore) della giornalista e scrittrice Mirella Delfini Sergio Zavoli, famoso giornalista RAI e scrittore, presenta il libro di Mirella Delfini: non solo una auto-biografia, ma un viaggio di incontri ed interviste interessanti a personaggi eccezionali che hanno fatto la nostra storia, come Giovanni Papa XXIII, Pasolini, Montanelli, Moravia, Vittorio De Sica Divertente, scanzonata, a volte commovente, la vicenda di Mirella Delfini, una giornalista dassalto, si snoda lungo un secolo pieno di avvenimenti e di lampi tempestosi. Non soltanto unautobiografia, anche una strada da percorrere per scoprire luoghi impensati e incontrare personaggi eccezionali come Papa Giovanni XXIII, il Pandit Nehru, Charles De Gaulle, Amintore Fanfani, Enrico Mattei, Pietro Nenni, Aldo Moro, Pier Paolo Pasolini, Dino Buzzati, Federico Fellini, Indro Montanelli, Alberto Moravia, Vittorio de Sica e molti altri. Ci sono anche fatti che solo oggi possibile raccontare, per esempio la vera storia di come Papa Giovanni XXIII - durante la crisi per i missili a Cuba - sia riuscito con il suo carisma a riconciliare le due K, Kennedy e Krusciov, scongiurando il pericolo di una terza guerra mondiale. E una vicenda che pochi sanno, infatti il mondo crede ancora che il merito sia tutto di Kennedy. Storia, politica cultura, sorprese e rischi, tutto si mescola e si ricompone in un vasto arazzo sul quale ci si avventura senza un momento di respiro e di noia. (Sergio Zavoli)

Link per scaricare il libro: https://skydrive.live.com/?cid=FDEEF417A15072D8

ARTE

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EBRAICITA AL FEMMINILE

Gabriella Orefficie, "La spiaggia del Lido", 1923

La mostra promossa dal Comune di Padova, Assessorato alla Cultura Settore Attivit Culturali, e sostenuta dalla Comunit Ebraica di Padova, ed allestita negli spazi espositivi del Centro Culturale Altinate San Gaetano. L'Amministrazione comunale ha accolto con slancio l'idea di allestire una grande e ricca mostra in occasione della Giornata europea della Cultura Ebraica, afferma l'Assessore alla Cultura, Andrea Colasio. La mostra offre lo spunto per riflettere sull'identit di genere, sullo spazio e ruolo della donna nella tradizione ebraica e, pi in generale, per favorire la conoscenza e la comprensione di una realt come quella della Comunit Ebraica, da anni ben radicata sul territorio cittadino. L'esposizione presenta, intorno a una protagonista come Antonietta Raphal, altre sette importanti artiste ebree del Novecento, delineando cos una storia dellarte italiana in un'ottica prima di tutto femminile e poi specificamente ebraica. L'iniziativa intende dare il giusto risalto a quelle esperienze femminili che sono state in grado di trasformare una condizione di minorit sociale in una ragione di afferma -

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-zione, di indipendenza creativa, tali da valorizzare sia le loro esistenze che la vita culturale del nostro paese. Se artisti quali Modigliani, Cavaglieri o Cagli sono stati ampiamente studiati e rappresentati anche al grande pubblico, artiste come Antonietta Raphal o Adriana Pincherle sono figure di secondo piano nel mondo artistico contemporaneo o per lo meno non ancora abbastanza conosciute, afferma Marina Bakos, che cura lesposizione insieme a Virginia Baradel. La risonanza della voce femminile, nella prima met del Novecento, in generale molto limitata, e ci vale ancor pi per le donne ebree. Penalizzate dallappartenenza ad una minoranza che di per s ne condiziona l'emergere sulla scena culturale, esse si vedono accomunate alle sorti delle loro contemporanee non ebree dal pregiudizio, tanto infondato quanto radicato, che luomo debba essere il solo depositario della vera professionalit; dallaltro, il ruolo che esse hanno ricoperto nellarco dei secoli in seno allebraismo, le porta ad una posizione maggiormente defilata nellambito sociale e, viceversa, centrale nella realt famigliare. Non per questo esse furono assenti o esitanti nellassumere con la massima competenza iniziative di primo piano sulla scena culturale e artistica. Anche perch, in seno alla tradizione ebraica, il valore della cultura basilare nella formazione individuale e collettiva. Valga per tutti lesempio di Margherita Sarfatti, che leggeva i classici romantici nelle lingue originali (Goethe in tedesco, Ruskin in inglese e Stendhal in francese) e allinizio del 900 era gi apprezzata giornalista darte, destinata a diventare regista indiscussa (e mal tollerata dagli apparati politici del regime) della fondamentale stagione del Novecento Italiano. Plurilinguismo e pluriculturalismo sono valori che contraddistinguono unattitudine della conoscenza prensile e libera da pregiudizi, propria anche di unaltra protagonista sulla scena artistica tra le due guerre: Antonietta Raphae?l, pittrice e scultrice di grande valore, artefice della Scuola romana di via Cavour. Pure lindagine di realt a noi pi vicine, come quella veneziana, ci regala un tessuto denso di presenze femminili dalla storia romanticamente affascinante (come fu quella di Alis Levi) o pi quietamente familiare (come fu quella di Gabriella Oreffice). Ma al di l della comunanza di genere, gli artisti ebrei del Novecento condividevano lappartenenza alle classi medio-alte e alla lite culturale. Concepirono unarte variamente declinata: alcuni, intrinsecamente latina e

ARTE

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Eva Fischer, "Barche ad Amalfi", 1963

mediterranea (volta ad esaltare i miti di una grandezza nazionale), altri, attenta agli sviluppi dellavanguardia europea, per riaffermare tutta la libert creativa insita nel liberalismo italiano. Mediando continuamente tra la vita pubblica e la vita privata, tra lidentit religiosa e quella nazionale, essi realizzarono un operato sostanzialmente legato e concorde a quello che andava consolidandosi sulla scena della cultura europea contemporanea. In mostra, la Raphal sar presente con una ventina di selezionatissime opere, quasi una piccola, attenta monografica. Intorno a questo nucleo, le altre sette artiste saranno documentate ciascuna con una decina di opere di particolare rilievo. A comporre un'indagine mai cos organicamente sviluppata in Italia, prima d'ora.

Info: ingresso libero. Orario: 10-13 / 15-19. Chiuso il luned. Comune di Padova - Settore Attivit Culturali Tel. 049 8204529 - donolatol@comune.padova.it http://padovacultura.padovanet.it Comunit Ebraica di Padova Tel. 049 8751106 - cebra.pd@tin.it

ARTE

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MIRA CUBA A PORDENONE

Dal 28 settembre 2013 fino al 12 gennaio 2014 Per qualit e completezza, la mostra proposta dal Comune di Pordenone negli Spazi Espositivi di via Bertossi certamente la pi importante sino ad oggi allestita in Italia sulla Grafica Cubana negli anni che seguirono la Rivoluzione castrista, ovvero dal 1959 ad oggi. Com noto, la lotta contro il Generale Batista che aveva avuto inizio con l'assalto alla Caserma Moncada il 26 luglio del 1953, si concluse appunto il 1 gennaio del 1959 con la fuga del Generale da Cuba mentre Santa Clara e Santiago di Cuba erano prese dalla milizia popolare guidata da Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara. Lesposizione pordenonese riunisce ben 220 tra manifesti e bozzetti originali, con numerosi esemplari considerati unici ed altri presenti in collezioni pubbliche e private europee e americane. Documenta una delle stagioni pi originali della grafica del Novecento, prodotto di una enclave unica al mondo per clima, caratteristiche e situazione. In questi anni tutti i messaggi dovevano concorrere a rafforzare la adesione popolare al nuovo ideale rivoluzionario. Alcuni lo fanno in forma diretta ma molti altri, altrettanto efficacemente, in modo indiretto, trasmettendo positivit, gioia, colore in un momento oggettivamente non facile per lisola caraibica isolata nel contesto internazionale. La grande mancanza di mezzi economici, lungi dal deprimerli, sembra stimolare gli artisti, o meglio i grafici di tutte le generazioni verso una creativit effervescente e innovativa. Che, pur nel reale isolamento, riesce comunque a catturare e elaborare originalmente, spunti, fermenti, idee dalla vicina America ma anche dall'Europa. Ci che ha prodotto questo Laboratorio Cubano della Grafica davvero stupefacente per variet, colori, forza emozionale e iconografica, come la mostra pordenonese documenta e trasmette. Certo non mancano gli omaggi alle Icone: quella del Lider Maximo, ovviamente, ma anche quella del Che. Ma il Cartel Cubano molto di pi: il manifesto, qui pi che altrove, riesce ad interpretare e proporre lanima profonda di un popolo, in una isola multiculturale e multietnica. >>

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Si percepisce chiaramente che dietro ad ogni manifesto c una storia, un aneddoto, un racconto di vita, a proporre una immagine di Cuba mediata dal grafico ma aderente alla sensibilit e allemozione di chi quel manifesto guarda e decritta. Oggi il visitatore della mostra, ieri era il cittadino e patriota cubano, chiamato ad essere protagonista di una grande, difficile epopea. La mostra allinea i capolavori di unepoca di comunicazione, le opere pi significative di tutti i grandi grafici di quei decenni, nomi ormai parte di un mito. Qui saranno riunite, per la prima volta, le testimonianze dirette dei grafici superstiti di quella grande stagione. Diversi i filoni presenti in mostra. La celebrazione politica, innanzitutto. Ma anche i grandi temi e le realizzazioni sociali, dalla riforma sanitaria a quella agraria, alle campagne per leducazione estesa a tutti. Poi la comunicazione culturale, verso la quale Castro mostr ampio interesse, ed in particolare il cinema: straordinaria la sequenza di affiches (e di bozzetti) per i film o per le manifestazioni di e sul cinema. Il linguaggio creativo e figurativo sempre espresso con grande libert e autonomia e con lefficacia consentita dalle tecniche serigrafiche e litografiche utilizzate per la stampa. Il Cartel Cubano, e lo si percepisce bene in mostra, sa svincolarsi dalla pura funzione promozionale di prodotto per raccontare, lungo filoni apparentemente diversissimi, lIdea e lIdeale di una nazione.
Orari di apertura: da marted a sabato: 15.30/19.30, domenica: 10.00/13.00 - 15.30/19.30. Informazioni e prenotazioni: Tel: +39-0434-392916 - 918 info@artemodernapordenone.it www.artemodernapordenone.it

CINEMA

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PREMI XII EUGANEA FILM FESTIVAL

Domenica 21 luglio nei Giardini del Castello di Monselice si chiusa la XII edizione dellEuganea Film Festival: otto opere premiate e cinque menzioni speciali ad altrettanti registi italiani e internazionali. Sono stati i Giardini del Castello di Monselice la suggestiva cornice nella quale domenica 21 luglio sono stati assegnati i premi della XII Edizione dellEuganea Film Festival, evento internazionale dedicato al cinema indipendente, che, a partire da questa edizione, ha allargato il proprio campo dazione trasformandosi nellEuganea Festival e accogliendo al suo interno concerti, spettacoli teatrali, escursioni, degustazioni in tante rinomate cantine e aziende dei colli e il Festival Paesaggi con vista, quest'anno alla sua prima edizione. Otto le opere premiate e cinque le menzioni speciali tributate ad altrettanti registi italiani e internazionali allinterno delle sezioni del Festival. Ai premi strettamente legati alla competizione si aggiungono i riconoscimenti Legalit al Cinema, il Premio "Veneto Movie Movement" e il Premio "Parco Colli Euganei". Il Concorso Internazionale documentari della cui giuria facevano parte Daria Dantonio, menzione per la migliore fotografia ai Corti dArgento 2011, Michela Occhipinti, regista e produttrice di Lettere dal deserto (elogio della lentezza), il documentario italiano pi premiato del 2010 e Michele Trentini, il cui ultimo lavoro, Piccola Terra (2012), stato presentato in oltre 70 festival, ricevendo numerosi riconoscimenti - ha visto tributare il Premio Miglior Documentario a Materia >>

CINEMA

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Materia Oscura

Oscura (Italia, 2013) di Massimo DAnolfi e Martina Parenti. Il documentario stato giudicato Visionario, grazie a immagini evocative, angoscianti e a tratti violente. Straniante, per l'accostamento di paesaggi silenziosi e di incontaminata bellezza con la brutalit di esperimenti che creano desolazione, malattia, morte, maniacalmente documentati da cineprese militari. Essenziale: l'assenza di commento musicale nel girato e nel materiale d'archivio esaltata dal camera-car conclusivo che allontana malinconicamente da un microcosmo misterioso, talvolta surreale. Per il modo esemplare in cui, su diversi piani narrativi, vengono trattati e sviscerati con spontaneit i temi dell'identit, dell'esilio e dei rapporti familiari stato tributato il Premio Speciale della Giuria a The Turtles Rage (Germania, 2012) di Pary El-Qalqili. Coinvolgente ed intenso racconto/incontro tra un uomo di origini palestinesi e la giovane figlia, autrice del film, il documentario finisce come inizia, con un esterno notte sulla casa di Berlino, come a suggerire che nulla mai inizia n finisce veramente. Menzione speciale per Nadea e Sveta (Italia, 2012) di Maura Delpero per la regia discreta e partecipe, che riesce a creare intimit con le protagoniste lungo tutto il film, trasportandoci nelle loro intricate vite. Delicata e partecipe anche la macchina da presa, che sa cogliere con maestria, sui volti e nei dialoghi, speranze e difficolt di tre generazioni di donne silenziose, che vivono in mezzo a noi. Il premio per Miglior Documentario Cortometraggio stato assegnato dalla giuria alla regista belga Alexandra Kandy Longuet per As She Left (Belgio, 2012). Nel raccontare la storia di una New Orleans spazzata via dalluragano, lautrice riuscita a creare un lavoro poetico, struggente, profondo e devastante con una fotografia splendida e suggestiva. Una Menzione speciale stata infine assegnata a 3 Days of Freedom (Polonia, 2012) di Lukasz Borowski, efficacemente ossessivo nel pedinare il protagonista per scrutarne emozioni sul volto, nei gesti e nelle poche perturbanti affermazioni: l'ebbrezza della libert. La sezonda sezione dellEuganea Film Festival, il Concorso Internazionale Cortometraggi, vantava la presenza in giuria della Docente Titolare di >>

CINEMA

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Super

Montaggio allIstituto Cinematografico Michelangelo Antonioni di Varese Valentina Andreoli, del docente di lettere e scrittore Matteo Righetto e di Filippo Meneghetti, autore de Lintruso, selezionato in pi di trenta festival italiani e internazionali e vincitore di numerosi premi. I giurati hanno assegnato il Premio al Miglior Cortometraggio Internazionale a The mass of men (Regno Unito, 2012) di Gabriel Gauchet per l'impeccabile costruzione della messinscena, la perfetta tensione narrativa, la qualit delle interpretazioni e soprattutto per l'incisiva capacit di leggere al meglio una crisi sociale quanto mai attuale con cui lopera racconta il gesto disperato di Richard, disoccupato 55enne, alle prese con la burocrazia di un Centro per limpiego. Due le menzioni speciali assegnate: Ambituous (Russia, 2012) di Ainur Askarov per la capacit di attribuire ai piccoli gesti di una quotidianit rurale cos lontana da noi un valore narrativo universale. E Misterio (Spagna, 2013) di Chema Garca Ibarra per la feroce ironia con la quale viene rappresentato un mondo opprimente. Per la precisione dei mezzi espressivi che permettono a questa storia di realizzare un perfetto connubio tra comicit e satira sociale. Vincitore del Premio del Concorso Internazionale Cortometraggi di Animazione, ultima sezione dellEuganea Film Festival, Super (Paesi Bassi, 2012) di Johan Klungel. Nel raccontare lo smarrimento del protagonista Albert nell'attraente universo dei seducenti imballaggi, con i mezzi di una divertita narrazione tutta visiva, il film ci immerge nelle atmosfere e nelle sensazioni della nostra condizione di consumatori - sul limite fra sogno ed incubo, fra benessere e cattivo gusto. Super sollecita tutti i sensi del suo protagonista dalla vista al gusto, dall'olfatto al sesso - e finisce col solleticare con ironia anche la nostra intelligenza. Menzione speciale per The Little Bird and the Leaf (Svizzera, 2012), firmato da Lena Von Dhren piccolo film perfetto che, nella difficile ricerca della semplicit per il pubblico dei bambini, trasmette l'emozione della natura attraverso la grazia dell'animazione e raggiunge la poesia, esaltata dal disegno chiaro e semplice. Nella giuria della sezione animazione erano presenti Paola Luciani, poliedrica artista, diplomata

CINEMA

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Il regista Stefano Martone ritira il Premio "Legalit al Cinema"

in animazione al Centro sperimentale di Cinematografia di Roma, Chiara Magri coordinatrice del corso in cinema d'animazione e docente nella sede piemontese del Centro Sperimentale di Cinematografia e Angela Poschet, collaboratrice di autori di fama internazionale e responsabile di programmazione nel film di animazione Frankenweenie di Tim Burton. Fuori concorso, lEuganea Festival, in collaborazione con altre realt presenti nel territorio dei Colli Euganei, ha assegnato ulteriori tre premi a film e documentari ritenuti di particolare valore e interesse. Il riconoscimento Legalit al Cinema, organizzato in collaborazione con Banca Etica, stato vinto da Lucciole per lanterne (Italia, 2013), pellicola di Stefano e Mario Martone, che racconta la situazione drammatica del Cile di Pinochet dopo la privatizzazione delle risorse idriche avvenuta nel 1981. La pellicola La strada di Denis (Italia, 2013) di Andrea Guarnieri - un piccolo film costruito nell'arco di tre anni che racconta la vita e il lavoro di giovani pastori con uno sguardo partecipe, a volte leggero ma mai superficiale- si aggiudicata il Premio "Veneto Movie Movement", assegnato alla migliore opera realizzata da un regista veneto, prodotta da una casa di produzione veneta o che abbia qualche stretto legame con il territorio regionale. E stato, infine, assegnato il Premio "Parco Colli Euganei" al film che meglio affronta e interpreta le tematiche legate all'ambiente e al racconto del territorio, in abito locale o globale . Il vincitore delledizione 2013 stato God save the green (Italia, 2012) di Michele Mellara e Alessandro Rossi per aver scelto di affrontare importanti temi ambientali e sociali attraverso storie di resistenza quotidiana, e mostrando nella pratica quali sono le azioni e le modalit che potrebbero migliorare il nostro futuro. Un film importante che racconta tentativi di riconquista ambientale che avvengono nelle citt e nelle metropoli di tutto il mondo.

CINEMA

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PASQUALINO SETTEBELLEZZE

Cinemania, rubrica a cura di Manuela Bellato Tra le varie forme darte il cinema quello che sembra meglio adattarsi, grazie al suo forte impatto visivo, emotivo e comunicativo, al tema della Shoah. Un tema che per una cinquantina danni, dalla scoperta dei lager nazisti agli anni 90, stato tab sia in campo cinematografico che letterario. Da un lato vi era forse il timore di offendere i sopravvissuti infliggendo loro ulteriore dolore con la rievocazione, dallaltro il bisogno da parte dei Paesi coinvolti di voltare pagina o offuscare le proprie colpe. Ad ogni modo, non mancarono rare e coraggiose eccezioni, tra cui doveroso almeno citare il bellissimo e allo stesso tempo terrificante documentario meditativo Notte e nebbia (1955) di Resnais. Titolo originale: Pasqualino Settebellezze anno: 1975 nazionalit: Italia regia: Lina Wertmller cast: Giancarlo Giannini, Fernando Rey, Shirley Stoler, Elena Fiore, Piero Di Iorio genere: Drammatico | Commedia | Guerra durata: 115 colore: colore Trama: A Napoli, nel corso degli anni '30, il viscido e opportunista Pasqualino cerca con ogni mezzo di farsi strada nella camorra, per raggiungere una posizione di rispetto all'interno del suo clan. Ironicamente soprannominato "settebellezze", per via delle sue >>

CINEMA

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aberranti sorelle, il guappo intende riscattare il proprio onore minacciando l'uomo che ha portato una di loro sulla strada della prostituzione, senza per ottenere alcun risultato. Il loro successivo incontro si conclude con l'accidentale morte dello sfruttatore: Pasqualino, preso dal panico, ne fa a pezzi il corpo e lo chiude in tre valige che tenta di spedire lontano. Ma l'inganno non dura a lungo: l'omicida processato e condannato a dodici anni di detenzione nel manicomio criminale di Aversa. Nel 1940, l'ingresso dell'Italia nel secondo conflitto mondiale offre a Pasqualino l'irrinunciabile opportunit di arruolarsi come volontario nell'esercito e ridurre cos la sua pena, combattendo per il proprio paese. Gli orrori della guerra si rivelano per insopportabili ed il vile soldato fugge dalla Russia con l'amico Francesco, fino a quando entrambi vengono catturati ed imprigionati in un lager (fonte: Italica.rai.it)

Opinione personale: Indubbiamente uno dei migliori film della regista romana, ma anche il pi sconvolgente e controverso. Un significativo esempio di come lumorismo, in questo caso critico e pessimista, possa essere utilizzato in modo efficace e non offensivo per raccontare drammi umani e sociali come Olocausto, prostituzione e mafia. Il contrasto commedia / dramma ben personificato da Pasqualino, magistralmente interpretato da Giannini, che sa divertire e commuovere allo stesso tempo. Un personaggio allapparenza rozzo e ingenuo, ma in realt molto intenso, pieno di sfumature e ambiguit che emergono soprattutto durante i tentativi di sopravvivere ad ogni costo e la trasformazione da vittima a carnefice. Pasqualino Settebellezze una pellicola squisitamente cinica e anti-eroica, caratterizzata da un ipnotico uso della musica e delle immagini che immerge lo spettatore in unatmosfera grottesca. Ovviamente non mancano gli eccessi tipici dello stile Wertmlleriano, ma daltro canto non penso che i toni pacati siano pi adatti a descrivere gli orrori e le follie del nazismo. Scena o frase memorabile: Alla stazione ferroviaria di Aversa, in attesa di essere scortato al manicomio criminale, Pasqualino fa la conoscenza di un deportato socialista (interpretato da Roberto Herlitzka): - Deportato: Politico? - Pasqualino: Squartatore! - Deportato: Ah - Pasqualino: Pasquale Frafuso il mostro di Napoli totale infermit di mente, 12 anni - Deportato: Beato lei! Io invece 28 anni e 4 mesi - Pasqualino: 28?! Azz e che avete combinato? - Deportato: Ho pensato.

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Note o curiosit: Le musiche sono di Enzo Jannacci. Il film si apre con suggestivi filmati d'epoca, commentati dalla canzone Quelli che Con Pasqualino Settebellezze, Lina Wertmller stata la prima donna nella storia ad ottenere una nomination allOscar come miglior regista. Link utili per info e approfondimenti: www.mymovies.it/dizionario/critica.asp?id=77299 (Recensione di Gian Luigi Rondi - Il Tempo, 24 dicembre 1975) www.rai.it/RAInet/societa/Rpub/raiRSoPubArticolo2/0,,canale=societa%5Eid=0%5Eid_obj =33396%5Esezione=memoria%5Esubsezione=33,00.html (Il cinema e la Shoah Filmografia essenziale: I parte) www.rai.it/RAInet/societa/Rpub/raiRSoPubArticolo2/0,,canale=societa%5Eid=0%5Eid_obj =33400%5Esezione=memoria%5Esubsezione=33,00.html (Il cinema e la Shoah Filmografia essenziale: II parte) Cinema e Olocausto ---> 3 film da non perdere: Il Giardino dei Finzi Contini (Vittorio De Sica, 1970 - Italia) Arrivederci, Ragazzi (Louis Malle, 1987 - Francia) Amen. (Costa-Gavras, 2002 - Francia)

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VIAGGIO IN UNA TERRA MERAVIGLIOSA, RICCA DI STORIA E FASCINO: LA SICILIA

"Diario di viaggio", rubrica a cura di Francesca Monti Lasciata la meravigliosa costa est della Sicilia (vedi Il Popolo Veneto N 20/2013 per la prima parte del reportage), la successiva tappa del viaggio stata Palermo, una citt che offre tante interessanti attrattive, come la Cattedrale di Palermo, che, nel corso dei secoli, stata tempio, moschea e Chiesa. Pare che la Cattedrale, infatti, sorga su un antico tempio consacrato alla Vergine Maria. Nell831, dopo l'invasione dei Saraceni, i mori trovarono la struttura troppo bella per raderla al suolo: decisero quindi di utilizzarla per le loro funzioni religiose, convertendola in una moschea, e chiamandola "Gami". Con la conquista di Palermo da parte dei Normanni, la "Gami" ritorn al culto cristiano e dal 1100 al 1200 iniziarono i lavori di ristrutturazione, dando alla Cattedrale di Palermo una forte impronta bizantina. La facciata principale sulla via Bonello presenta decorazioni di maestri lapicidi trecenteschi e quattrocenteschi. Il fianco destro della costruzione, con le caratteristiche torrette avanzate e l'ampio portico in stile gotico-catalano, eretto intorno al 1465, si affaccia sulla piazza. Il portale di questo ingresso opera di Antonio Gambara, eseguito nel1426, mentre i battenti lignei sono del Mirando (1432). La Madonna a mosaico

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del XIII secolo; i due monumenti alle pareti, opere del primo Settecento, rappresentano Carlo III di Borbone, a destra, e Vittorio Amedeo II di Savoia, a sinistra. A destra del presbiterio si trova la cappella di Santa Rosalia, patrona di Palermo, con le reliquie e l'urna d'argento, opera seicentesca di Matteo Lo Castro, Francesco Ruvolo e Giancola Viviano, portata in processione durante la festa patronale il 15 luglio. Il culto particolarmente vivo a Palermo, dove ogni anno, il 14 e 15 luglio, si ripete il tradizionale "Festino" che culmina nello spettacolo pirotecnico del 14 notte e nella processione in onore della Santa il 15 luglio. Il 4 settembre si svolge invece la tradizionale pacchianata (salita) a Monte Pellegrino, con i devoti che raggiungono il Santuario dopo una camminata di unora. La Chiesa della Martorana, conosciuta anche come Santa Maria dell'Ammiraglio, fu fondata nel 1143 e la costruzione originale mostra sia l'influenza bizantina, sia un'impronta chiaramente islamica. Circa due secoli dopo, le case del circondario furono destinate alle suore del convento, che sar fondato nel 1394. Le monache del convento hanno inventato i buonissimi dolci a forma di frutta, fatti con il marzapane che, fino al 1800 erano preparati e venduti soltanto da loro. Proprio per il monopolio su questa leccornia siciliana i dolcetti sono noti con il nome di Frutta di Martorana. La Cappella Palatina si trova invece nel Palazzo dei Normanni, dove si riunisce il parlamento della regione Sicilia. Il Palazzo una costruzione molto antica, con uno stile misto, bizantino ed arabo. I mosaici e le spettacolari decorazioni che abbelliscono la cappella sono meravigliosi e riportano il >>

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visitatore indietro nel passato, in un viaggio tra le antiche culture. Il Museo Archeologico Regionale "Antonio Salinas" uno dei pi importanti di tutto il Mediterraneo. Nel 1866 una parte della Chiesa di Sant'Ignazio all'Olivella fu destinata a contenere il Museo Archeologico Regionale di Palermo, ed per questo che l'edificio ha una struttura conventuale. In seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il Museo Archeologico Regionale fu ricostruito sul modello originale, conservando la sua caratteristica struttura. Le collezioni del Museo, posto su due piani, ripercorrono l'illustre storia siciliana. La cattedrale di San Cataldo (o Duomo di San Cataldo) una chiesa inizialmente dedicata a Santa Maria Maddalena poi a San Cataldo vescovo, ubicata in piazza Bellini ed situata nello stesso basamento che accoglie la chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio. Camminando per le vie di Palermo, ho raggiunto i famosi Quattro Canti, o piazza Vigliena, o Ottagono del Sole, o Teatro del Sole, una piazza ottagonale all'incrocio dei due principali assi viari della citt: via Maqueda e il Cassaro, oggi Corso Vittorio Emanuele. Piazza Vigliena stata cos chiamata in omaggio al Vicer il cui nome completo era marchese don Juan Fernandez Pacheco de Villena y Ascalon. I Quattro Canti sono i quattro prospetti architettonici che delimitano lo spazio dell'incrocio. Realizzati tra il 1609 e il 1620 e sormontati dagli stemmi (in marmo bianco) reale senatorio e viceregio, presentano un'articolazione su pi livelli, con una decorazione basata sull'uso degli ordini architettonici e di inserimenti figurativi che, dal basso in alto, si susseguono secondo un principio di ascensione dal mondo della natura a quello del cielo. I quattro piani di facciata risultano cos decorati: al piano inferiore, fontane che rappresentano i >>

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fiumi della citt antica (Oreto, Kemonia, Pannaria, Papireto); quindi, un ordine in stile dorico, contenente le allegorie delle quattro stagioni (rappresentate da Eolo, Venere, Cerere e Bacco); l'ordine successivo, in stile ionico, ospita le statue di Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV; infine, nell'ordine superiore, le quattro sante palermitane, Agata, Ninfa, Oliva e Cristina, patrone della citt prima dell'avvento di Santa Rosalia (1624). Un antico detto che celebrava nei Quattro canti il centro virtuale di Palermo recitava "feste e forche a Piazza Vigliena" (pubbliche feste ed esecuzioni capitali). Il palazzo della Zisa sorgeva fuori le mura della citt, allinterno del parco reale normanno, il Genoardo, che si estendeva con splendidi padiglioni, rigogliosi giardini e bacini dacqua da Altofonte fino alle mura del palazzo reale. Attualmente la Zisa ospita il Museo darte islamica. Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele il pi grande edificio teatrale lirico dItalia, e uno dei pi grandi dEuropa. Ambienti di rappresentanza, sale, gallerie e scale monumentali circondano il teatro, formando un complesso architettonico di immense proporzioni. Nel 1990 il teatro stato lo scenario di alcune riprese del film Il Padrino- Parte III di Francio Ford Coppola, con Al Pacino, Andy Garcia e Sofia Coppola in cui il Padrino Michael Corleone si reca a Palermo per assistere al debutto del figlio nella Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni. Il capoluogo siciliano stato anche set per le riprese delle prime quattro serie della fortunata fiction Squadra Antimafia- Palermo Oggi, con Simona Cavallari e Giulia Michelini. Altri luoghi caratteristici della citt sono il cimitero dei frati cappuccini, conosciuto come "le catacombe", che conserva le spoglie mortali di frati, personaggi famosi e comuni, e lo Stadio Comunale Renzo Barbera, noto anche con il vecchio nome de La Favorita, dall'omonimo parco in cui si trova, il pi grande stadio siciliano. Imperdibile una visita ai mercati rionali di Palermo, dove il fascino del passato e della tradizione ancora vivo. I mercati di Ballar e Vucciria, posti rispettivamente nei pressi della stazione e della Chiesa della Martorana, sono quelli pi visitati, con tantissime bancarelle di ambulanti sulle quali dominano i colori e i profumi di Palermo e della Sicilia. Gli altri due mercati sono quelli del Capo, situato alle spalle del Teatro Massimo, e di Borgo Vecchio, che si trova vicino al porto ed aperto anche la notte. Da Palermo si possono facilmente raggiungere magnifiche spiagge come quella di Mondello o di Terrasini, e citt incantevoli come Cefal.

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Tra ulivi e mandorli in fiore, sorge Agrigento, citt ricca di storia, con tanti interessanti luoghi da vedere. LAbbazia di Santo Spirito, risalente al 1260, composta dalla chiesa e dal monastero. La chiesa ha la facciata in stile gotico e linterno in stile barocco. Il monastero caratterizzato da un bellissimo chiostro e da affreschi del XVI e XIX secolo. Nelledificio si trovano il Museo Civico e la Galleria Sinatra. La Chiesa di San Lorenzo, del XVII secolo, in stile rinascimentale-barocco. Allingresso sorgono due allegorie della Fede e della Carit e due colonne tortili. Splendida la Cappella del Crocifisso, rivestita doro zecchino, opera dello scultore Pietro Carletto. La Basilica di Santa Maria dei greci, risalente al XII secolo, sorge invece sulle fondamenta di un tempio greco. La chiesa detta dei greci perch, durante la dominazione bizantina, fu cattedrale di rito grecoortodosso. Sul soffitto si trovano affreschi del Trecento e, nella chiesa, una statua del Cinquecento. La Cattedrale di San Gerlando, Duomo della citt, fu fondata alla fine dellXI secolo e ampliata dal XIV al XVII secolo. La chiesa un mix di differenti stili artistici: arabo-normanno quello del transetto della Torre Campanaria; gotico-chiaramontano quello della prima parte della chiesa, con le colonne ottagonali sormontate da archi; rinascimentale il campanile; barocchi sono il presbiterio e la parte centrale. Presso la Cattedrale, sorge il Palazzo Vescovile, costruito nella prima met del XVII secolo, in cui sono custoditi i ritratti dei sette Vescovi agrigentini. Al centro della citt vi Piazza Marconi, in cui sono situati la Stazione centrale, il Palazzo della Banca dItalia e il Palazzo

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antico del Genio Civile. Ma la pi importante piazza di Agrigento quella dedicata a Luigi Pirandello. In Piazza Pirandello, costruita in occasione del centenario della nascita dello scrittore, sorgono il Palazzo dei Giganti (sede del Comune), la Chiesa di San Domenico, il Palazzo dei Montaperto e il Collegio dei Padri Filippini. Attraverso il chiostro del Palazzo dei Giganti, si accede al meraviglioso Teatro Luigi Pirandello, costruito nel 1870. Il teatro fu decorato da pittori tra i pi noti dellOttocento. Una delle decorazioni pi significative dellimpianto era il sipario, rappresentante latleta akragantino Esseneto che ritorna vincitore da Elea. Da visitare anche la casa natale dello scrittore, in cui vi si rifugi la famiglia Pirandello in occasione di unepidemia di colera che colp la citt. La perla di Agrigento sicuramente la meravigliosa Valle dei Templi, lantica Akragas, dove sembra che il tempo si sia fermato. E un luogo talmente affascinante da lasciare senza parole, tra templi, fichi dindia, cactus e ginestre illuminate dal sole, che splende nel cielo celeste. In estate possibile visitare la Valle dei Templi di sera, quando le luci del tramonto e poi quella della luna illuminano i templi rendendo ancora pi suggestiva e magica latmosfera. Inserita dallUnesco nellelenco del Patrimonio Mondiale, la Valle dei Templi conserva i resti di ben dieci templi in ordine dorico, tre santuari, parecchie necropoli (Montelusa; Mos; Pezzino; necropoli romana e tomba di Terone; paleocristiana; Acrosoli); opere idrauliche (giardino della Kolymbetra e gli Ipogei); fortificazioni; parte di un quartiere ellenistico romano costruito su pianta greca; due importanti luoghi di riunione: l'Agor inferiore e l'Agor superiore; un Olympeion e un Bouleuterion (sala del consiglio) di epoca

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romana su pianta greca. Tra gli splendidi templi, magnifico esempio della civilt greca classica, troviamo: - il Tempio di Hera Lacinia, o tempio di Giunone, costruito nel V secolo a.C. e incendiato nel 406 dai Cartaginesi. Era il tempio in cui solitamente si celebravano le nozze; - il Tempio della Concordia, il cui nome deriva da un'iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze dello stesso tempio, costruito anch'esso nel V secolo e quello meglio conservato; - il Tempio di Eracle, o tempio di Ercole, il cui culto era molto importante nell'antica Akragas. Si tratta di una delle costruzioni pi antiche. Distrutto da un terremoto, oggi restano in piedi otto colonne; - il Tempio di Zeus Olimpio, edificato dopo la vittoria di Himera sui Cartaginesi (480-479) per onorare Zeus. Era il tempio pi grande di tutto l'occidente antico e unico nell'architettura del suo genere. Era caratterizzato dalla presenza dei telamoni, immense sculture alte sette metri e mezzo, raffigurazioni di Atlante che sorregge la volta celeste; >>

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- il Tempio dei Dioscuri o tempio di Castore e Polluce, in realt sorge all'interno del santuario delle divinit ctonie ed quindi probabile che sia stato edificato in onore delle divinit della terra (Demetra, Persefone, Dioniso) e non dei Dioscuri; - il Tempio di Efesto o tempio di Vulcano; - il Tempio di Atena, costruito lontano dalla valle vera e propria. Si trova nel centro storico della citt di Agrigento. Sulla base del tempio sorge oggi la chiesa medievale di Santa Maria dei Greci. - Tempio L, stato scoperto da scavi recenti ed una costruzione completamente distrutta gi in epoca classica;

- il Tempio di Asclepio, o tempio di Esculapio, facente parte di un santuario extraurbano costruito lontano dalle mura delle citt, luogo di pellegrinaggio dei malati in cerca di guarigione; - il Tempio di Demetra e santuario rupestre di Demetra. Il tempio sorge nella parte orientale della citt, sul fianco del pendio con cui si conclude la Rupe Atenea nella valle del fiume Akragas. Dal terrazzo del tempio di Demetra, attraverso una scalinata incavata nella roccia, si giunge al sottostante santuario completamente scavato all'interno della collina; - il Tempio di Iside che si trova all'interno del complesso museale di San Nicola. La valle dei Templi inoltre ospita la cosiddetta tomba di Terone, un monumento di tufo di notevoli dimensioni a forma di piramide, che si pensa sia stato costruito per ricordare i caduti della Seconda Guerra Punica. Sull'altro lato della strada che imbocca la Porta Aurea si stende una vasta spianata, dominata dal grande campo dell'Olympeion. Sul lato occidentale della citt si conservano i resti delle Porte VI e VII, la prima probabilmente con porta e controporta al centro di una valletta attraversata da una strada diretta forse ad Eraclea, la seconda guarnita da due torri e, a valle, da due poderosi baluardi esterni, uno dei quali spesso oltre quindici metri, un sistema di difesa avanzata noto anche altrove nel mondo greco. Pi a nord vi sono i resti delle Porte VIII e IX, travolti dall'incivile speculazione edilizia. Al centro della Valle dei Templi, nella zona ad ovest della chiesa di San Nicola (oggi Museo Nazionale), si ergono i resti dell'ekklesiastrion e del cosiddetto >

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Oratorio di Falaride. Il primo una cavea circolare in cui sono conservate una ventina di file concentriche di sedili, al fondo della quale un anello di conci delimita lo spazio centrale a forma d'orchestra, intagliato nella roccia e completato a sud con blocchi; tre cunette scavate nella roccia della cavea a nord, nord-est ed est incanalavano infine le acque piovane provenienti dalla zona di maggior pendenza. I cittadini assistevano ai dibattiti dell'assemblea dalla cavea, mentre l'orchestra era destinata agli oratori. LOratorio di Falaride in realt un tempietto di tipo romano su alto podio con altare sulla fronte orientale ed era probabilmente un luogo di culto costruito dai Romani. L'antica Akragas, nel V secolo a.C., era un fiorente centro culturale: patria del filosofo pre-socratico Empedocle, frequentata da Pindaro e Simonide. In epoca romana, la citt fu visitata da Cicerone alla ricerca di prove della rapacit e delle malversazioni del pro-console Verre e descritta da Virgilio nell'Eneide. Dal Medioevo fino ai nostri giorni, i panorami, la vegetazione, i colori e leco della storia hanno ispirato filosofi, scrittori, poeti e pittori come Ludovico Ariosto, Goethe, Maupassant, Alexandre Dumas, Anatole France, Murilo Mendes, Lawrence Durrell, Francesco Lojacono, Nicolas de Stael, Salvatore Quasimodo, Luigi Pirandello. Da visitare anche il Museo archeologico regionale "Pietro Griffo" di Agrigento che si trova nelle vicinanze della Valle dei Templi e raccoglie le collezioni di materiali archeologici statali, civiche e diocesane e costituisce un insieme organico e di particolare importanza per la comprensione della storia della citt e del suo territorio. Da Agrigento si possono fare interessanti escursioni come quella a Porto Empedocle e Girgenti, luoghi in cui sono stati ambientati i film con protagonista il Commissario Montalbano, interpretati da Luca Zingaretti e tratti dai libri di Andrea Camilleri, o quella alla meravigliosa Scala dei turchi, una falesia viva costituita da uno sperone di marna bianca che si erge a picco sul mare, nei pressi di Realmonte. Una menzione particolare infine va fatta alla gastronomia siciliana, con tanti squisiti piatti tipici. Dalla pasta con le sarde, alla pasta alla norma, dagli arancini al cous-cous, dalla parmigiana di melanzane alle sarde alla beccafico, dai piatti a base di pesce fresco al cibo di strada come i tipici panini palermitani acquistabili dai venditori ambulanti: pane e panelle (fatte con farina di ceci), pane, panelle e cazzilli (crocchette di patate), pane ca meusa (con milza), dalle pizze alle focacce, per arrivare ai dolci. Dai classici cannoli siciliani, preparati al momento, alla cassata, dalla sfincia alle paste di mandorla, dal buccellato al biancomangiare, dalla diplomatica alla frutta di Martorana, fino alla brioscia con gelato o panna accompagnata da una buonissima granita realizzata in tantissimi gusti (mandorla, limone, caff, arancia, fragola, gelso, menta, cioccolato).

ARRIVEDERCI A SETTEMBRE! BUONE VACANZE DA IL POPOLO VENETO