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Parsifal (opera) 'Parsifal' Parsifal-affisch.

jpg Locandina della prima di Parsifal a Bayreuth Titolo originale Parsifal Lingua originale tedesco Musica Richard Wagner (partitura online) Libretto Richard Wagner (libretto online) Fonti letterarie Parzival, di Wolfram von Eschenbach Perceval li Gallois, di Chrtien de Troyes Atti tre Epoca di composizione 1877-1882 Prima rappr. 26 luglio 1882 Teatro Bayreuth, Festspielhaus Prima rappr. italiana 1 gennaio 1914 Teatro Bologna, Teatro Comunale Personaggi Amfortas, sovrano del regno del Graal (baritono-basso) Titurel, antico Re, padre di Amfortas (basso) Gurnemanz, il pi anziano tra i cavalieri di Monsalvato (basso) Klingsor, mago, nemico del Santo Graal (basso) Parsifal (tenore) Kundry (soprano) Due cavalieri (tenore e basso) Scudieri (soprani e tenori) Le Fanciulle-Fiore di Klingsor (soprani e mezzo-soprani) Parsifal l'ultimo dramma musicale di Richard Wagner, andato in scena il o 1882 a Bayreuth, ma rappresentato per la prima volta nei teatri europei partire dal 1 gennaio 1914 con la "prima" a Bologna. Dopo una gestazione lunga alcuni decenni, l'opera fu composta tra il 1877 882 e segna il ritorno al tema del Graal, gi affrontato molti anni prima grin. Indice [nascondi] 1 Linee portanti 2 Trama 2.1 Antefatto 2.2 Atto I 2.3 Atto II 2.4 Atto III 2.5 Note sull'esecuzione 3 Organico orchestrale 4 Discografia 5 Note 6 Videografia 7 Altri progetti 8 Collegamenti esterni Linee portanti [modifica]

26 lugli solo a e il 1 in Lohen

Parsifal. Dipinto di Hermann Hendrich. Considerato il capolavoro di Wagner insieme a Tristano e Isotta, anche Parsifal fu accolto con grande riserbo all'epoca delle prime rappresentazioni assolute. N ietzsche rinneg Wagner accusandolo di essersi miseramente "accasciato ai piedi de lla croce", mentre Marinetti consider Parsifal il simbolo della decadenza della c

ultura occidentale. In effetti, questo dramma mistico (che Wagner stesso chiamav a "sacro per eccellenza" e che costituisce il vertice della concezione "liturgic a" del dramma musicale cos come Wagner lo intendeva) carico di esplicite allusion i religiose che ben poco si conciliavano con un'epoca positivista, centrata sull o sviluppo della tecnologia. Tuttavia - come scrive il professor Andrea Bedetti - nemmeno Nietzsche si accors e che le allusioni religiose del Parsifal non sono riconducibili alla dimensione cristiana in senso stretto (di cui conserva solo le forme) ma alla dimensione p i misteriosa e indefinita del sacro . Il sacro, che esoterico e ha funzione verticale , preserva riti e forme d iniziazione al divino e precede il senso religioso, che c ontrariamente al sacro essoterico (ossia destinato al pubblico) e ha funzione ori zzontale . Ci che ha luogo sulla scena del teatro - secondo la definizione dello st esso Wagner - infatti un azione scenica sacra . A ci corrisponde l'ambiguo paganesimo che mescola il cristianesimo con l'adorazione degli idoli (il Graal e la Sacra L ancia) e perfino una spiccata impronta d'influenza buddhista, la filosofia orien tale che Arthur Schopenhauer contribu a diffondere in Europa e che Wagner pens di celebrare in un dramma apertamente indiano - I Vincitori - che poi per non arriv a scrivere. Le venature buddhiste del Parsifal si riscontrano nell'amore per la n atura (il cigno e il prato fiorito del Venerd Santo), nelle doppie vite di Kundry (Erodiade, Maria Maddalena) e nella ricerca di una pace suprema assai pi prossim a al Nirvana che al Paradiso cristiano. dunque Parsifal, non Tristano, a riflett ere pi da vicino il pensiero di Schopenhauer. Bedetti ricorda inoltre che la legg enda della spada (o della lancia) che resta miracolosamente sospesa sul capo del l'eroe prettamente buddhista: ci che avviene a Parsifal alla fine del secondo att o. Parsifal un eroe passivo, ingenuamente assorbito in un'azione che lo porta verso la conoscenza e la tacita rinuncia; non a caso i ruoli pi estesi dell'opera spet tano al narratore Gurnemanz e - nella scena della seduzione - a Kundry. Vi inolt re l'ambientazione esotica del secondo atto, tesa a rievocare certi mondi orient aleggianti (la Spagna araba secondo le indicazioni di Wagner, l'Iran o l'India s econdo alcuni racconti che situerebbero il Graal nella fortezza di Takht-I-Sulai man o nel Kashmir indiano). Comunque, al di l di ogni significato filosofico, Wagner resta essenzialmente un artista. In questo senso, la sua ultima creazione prima di tutto un capolavoro a ssoluto della storia dell'arte. Spesso ci si dimentica, infatti, che il Parsifal non un oratorio ma un'opera d'arte scritta nell'Ottocento. Il suo significato a llegorico chiaramente esposto nel saggio Religione ed arte (1880), dove Wagner d ice: Il compito di salvare la religione spetta all'arte, la quale, impossessandosi de i simboli mitici autenticizzati dalla stessa religione, ne d una rappresentazione ideale e ne fa trasparire la verit profonda. Questo lo pone ancora una volta in netta antitesi con Nietzsche. Per Wagner, inv ece, la religione si fa arte e l'arte si fa dramma. Il dramma costruito intorno al martirio di Amfortas, sofferente di una ferita che lo accomuna a Tristano. In questa piaga pulsa tutto il male del mondo, assimilabile - rispondendo a Nietzs che - alla ferita inferta alla civilt da parte di una scienza eccessivamente evol uta che appanna la dimensione umana. Ma si pu anche immaginarvi la razza pura min acciata dalla corruzione, laddove Hitler considerava il Parsifal come uno dei si mboli del Nazionalsocialismo, anche in virt delle dottrine sul vegetarianismo e s ulla rigenerazione nella natura. Tuttavia, "amore-fede-speranza" sono gli elemen ti cardine che il musicista forn a re Ludwig II in occasione di un'esecuzione pri vata del preludio. L influenza che Parsifal ebbe sullo sviluppo della cultura occidentale rilevante. Secondo il critico Rubens Tedeschi si tratta di un affascinante ambiguit: lo sfaldar si dell orchestra nel barbaglio luminoso che affasciner di l a poco Debussy e gli im pressionisti . La stessa moglie di Wagner, Cosima Liszt, descrisse lo stile del Pa rsifal come strati di nuvole che si formano e si sciolgono nuovamente . Sar la vaghe

zza del Simbolismo, il falso ascetismo dannunziano, perfino lo stile floreale de ll Art Nouveau, ricalcato in parte sulle suggestioni scenografiche del giardino di Klingsor. Ma l influenza pi importante appartiene alla memorabile anticipazione de lla psicoanalisi freudiana, quando Kundry insinua in Parsifal l amore erotico qual e compensazione del mancato amore materno: una trappola su cui si basa la scena fondamentale della seduzione. Theodor Adorno, nel breve saggio Sulla partitura del Parsifal, scrive inoltre ch e l essenza statica prodotta dall idea di un rituale stabile nel primo e nel terzo at to significa la rinuncia ad una dinamica funzionale. I temi musicali (Leitmotiv) sono consumati dall interno del loro valore allegorico, sono smagriti asceticamen te, desensualizzati. Essi hanno tutti qualcosa di fragile, di improprio. La musi ca porta una visiera nera. L ultimo Wagner ricava la qualit di uno stile della vecc hiezza che secondo l espressione di Goethe rinuncia all apparenza . L arte degli impasti strumentali viene estesa anche agli ottoni e ci attenua la luminosa acutezza del suono, che diviene insieme pi pieno e pi scuro: tale suono orchestrale ha avuto la massima importanza per la Neue Musik . Come dice Carl Dahlhaus, l'intreccio della storia costruito in una forma di perf etta reciprocit: il primo atto corrisponde al terzo e il secondo costituisce un e lemento di contrasto. A prima vista, l'eccessiva staticit dei personaggi pu appari re perfino "noiosa", ma il suo fascino dato dall'inerzia stessa della scena, dal passo lento con cui procede, sorta di cerimoniale del pensiero magnificamente r eso nell'incisione discografica di Hans Knappertsbusch del 1951. Il linguaggio m usicale tocca vertici di complessit armonica recuperando nel contempo procediment i arcaici, di tipo modale. Il cromatismo - cos tipico dello stile wagneriano - or a confinato esclusivamente nel mondo malvagio di Klingsor. Infatti, come spesso succede in Wagner (Klingsor, Venere, la coppia Telramund-Ortrud), i "buoni" guar dano al passato e i "cattivi" al futuro. Rubens Tedeschi osserva come i cavalier i del Graal si ammantino di modi arcaicizzanti mentre i campioni del male si tro vano in una posizione pi aperta e suggestiva. Per quanto riguarda la scenografia, Wagner si ispir all'ambiente e ai monumenti i taliani, visitati durante i viaggi effettuati in tarda et per ragioni di salute. L'interno del monastero del Graal il Duomo di Siena, mentre il giardino incantat o di Klingsor il parco di Villa Rufolo, a Ravello, calde rovine arabo-normanne i mmerse in una fioritura di verde e di colori. Era la prima volta che il musicist a tedesco si spingeva nel "profondo sud", ed noto il suo stupore per la luce del cielo e del mare, un'atmosfera che i suoi occhi non avevano mai immaginato. Il Parsifal fu terminato a Palermo nel 1882, appena un anno prima dalla morte del c ompositore, che avvenne a Venezia a Palazzo Vendramin Calergi nel 1883[1]. Per t rent'anni fu vincolato al Festival di Bayreuth ed tradizione - specie nelle tras missioni radiofoniche di qualche anno fa - eseguirlo durante i giorni della Sett imana Santa. Trama [modifica] Antefatto [modifica] Il Santo Graal. Sulla cima di una montagna, detta Monsalvato, il vecchio Titurel ha fondato un e remo inaccessibile di pace. I puri di cuore vi trascorrono una vita ritirata e c asta, attingendo forza dalle sacre reliquie che Titurel custodisce nel monastero : il Graal - il calice con cui Cristo bevve nell'Ultima Cena - e la Lancia Sacra che fer il Salvatore sulla Croce. Con questi tesori, i cavalieri difendono il be ne nel mondo e accolgono coloro che si dimostrano capaci di comprendere la virt. Anche Klingsor avrebbe voluto arruolarsi nella pia congregazione ma, non riuscen do a reprimere dentro di s il richiamo del desiderio, ha conservata la castit muti landosi con un gesto terribile. Ci ha determinato la sua condanna. Trovandosi pre clusa la strada della salvezza, Klingsor stato sedotto dal lato oscuro della fed e, convertendo in magia nera la virt dello spirito cristiano. Egli ha quindi tras

formato le pendici del monte in un giardino pieno di delizie, dove donne di gran de bellezza attirano i cavalieri del Graal soggiogandoli al loro potere. Anche i l figlio di Titurel, Amfortas, caduto miseramente nella trappola, abbandonandosi tra le braccia della pi insidiosa tra le donne del giardino, "Kundry", la cui do ppia identit misteriosamente sospesa tra il bene e il male. Klingsor ha ferito Am fortas con la Lancia Sacra, ripromettendosi di conquistare un giorno tutto il Gr aal. Tornato al monastero, Amfortas torturato dalla piaga insanabile e i cavalie ri sono condannati a languire con lui. Tutti attendono il redentore che dovrebbe arrivare per salvarli: il "puro folle", insapiente di Dio. Atto I [modifica] Scena 1 L'introduzione sinfonica espone con straordinaria ampiezza il motivo dell 'Ultima Cena, articolato col tema della Fede in un discorso interrotto da lunghi silenzi. L'atmosfera di altissima sacralit si rivela fin dalle prime battute del preludio, collegandosi direttamente alla scena del primo atto. In una radura bo scosa nei pressi del monastero, i cavalieri si destano al sorgere del sole; tra di loro l'anziano Gurnemanz, il pi saggio custode della virt e della storia del Sa nto Graal. Giunge al galoppo la selvaggia Kundry, che appare nelle sincere vesti di amica dei cavalieri. La donna ha con s un'erba medicamentosa proveniente dall 'Arabia, pensando che possa servire per lenire la piaga di Amfortas. Dopo un acc enno alla profezia del Salvatore, Amfortas viene condotto sul lago per l'abluzio ne giornaliera, mentre la natura sorride al sole del mattino. Scena 2 Il lungo monologo di Gurnemanz svela goccia a goccia tutto l'antefatto de l dramma, raccontando a quattro giovani scudieri il mistero di Kundry, le sue im provvise assenze e le sciagure che si abbatterono sulla confraternita. Il raccon to dominato dai cromatismi dei temi di Klingsor e della Magia, intercalati da un a suggestiva variazione del tema della Fede sulle parole "scesero a lui, in nott e santa e solenne..." ("la notte di Natale", secondo la traduzione ritmica di Gi ovanni Pozza). Scena 3 All'improvviso, un cigno cade ucciso da una freccia. Il cacciatore, Parsi fal, viene catturato dai cavalieri e rimproverato severamente da Gurnemanz, che decanta la tenerezza degli animali in un commovente brano poetico. Quindi, inter roga il ragazzo: "Chi sei? Come ti chiami?" Parsifal non risponde. Egli non conosce nulla del mondo e di se stesso, a parte il vago ricordo di sua madre Herzeleide. Colpito da tanta ingenuit, Gurnemanz pen sa di metterlo alla prova: che sia lui il tanto atteso Salvatore? Scena 4 L'ingresso alla sala del Graal illustrato da una grande pagina sinfonica. Risuonano le campane mentre i cavalieri si dispongono lentamente intorno all'al tare. Un coro di voci bianche scende dalla cupola: Wagner immagin la sala del Graal nel Duomo di Siena. "Vive la fede, si libra la colomba, nobile messaggera del Salvatore: gustate il vino che scorre per voi, prendete del pane della vita" (tema della Fede). La voce di Titurel risuona dalla profondit di una cripta. Egli invoca la forza de l Graal che lo tiene miracolosamente in vita e chiede a suo figlio di scoprire l a coppa. "No!" grida Amfortas sollevandosi contro i cavalieri, "non si scopra ancora!..." Il suo terribile lamento sgorga dalla ferita sanguinante e contrasta vivamente c on la mistica atmosfera della cerimona. "Le onde del mio sangue peccatore, in una folla fuga, da me devono ancora fluire , per riversarsi nel mondo con torbido orrore..." Nell'orchestra aleggia continuamente il tema della Cena, arcano monito che dalla ferita di Amfortas si propaga a tutta l'umanit. Ed ancora la Cena che risuona co me all'inizio del preludio, mentre il Graal - taciuto Amfortas - brilla di abbag liante luce rossastra. I cavalieri istituiscono l'Eucarestia e si stringono la m ano. Intanto, defilato in un angolo, Parsifal resta immobile come un semplice sp ettatore; Gurnemanz gli chiede: "Lo sai cos'hai visto?" Il ragazzo allarga le braccia con espressione confusa.

"Non sei che uno sciocco!" Seccato, il vecchio sacerdote lo allontana richiudendo la porta, mentre dalla cu pola scende nuovamente la voce della Profezia: "Sapiente per piet, il puro folle." Atto II [modifica] Scena 1 I temi di Klingsor e della Magia commentano il breve preludio orchestrale , mentre la scena rivela l'interno di un favoloso palazzo arabo: Klingsor, guard ando nel suo specchio magico, osserva Parsifal venire verso il castello. Solo il nemico del Graal riconosce il puro folle che potrebbe redimere i cavalieri, e l o attira dunque nell'abbraccio mortale di Kundry. L'evocazione della donna ne ri vela il passato reincarnato: non fu gi l'Erodiade che rise in faccia al Battista? Cos Klingsor la chiama e la obbliga ad adempiere al proprio castigo. Ma pur pred a di terribili sofferenze, Kundry ride in faccia anche a lui, beffeggiando la ca stit che lo accomuna ai cavalieri del Graal. "Orribile angoscia!" grida Klingsor, "m'irride il demonio perch un giorno volli e ssere santo? Tormento di brama indomabile, impulso dei pi terribili istinti, che in me costrinsi al silenzio mortale, ora si ride e si beffa di me!..." Egli ricorda brevemente il passato, il mancato raggiungimento della virt, l'umili ante esclusione che dovette subire da parte dei cavalieri. "Gi un altro espi il suo disprezzo: il superbo, forte della sua santit, io colpii n el tronco!..." Cos apprendiamo la storia vista dall'altra parte, con gli occhi dell'antagonista, pure lui sofferente di una ferita provocata dall'incapacit di reprimere il desid erio. Ma Klingsor gioisce della sua vendetta, gioisce dei lamenti di Kundry e os serva l'arrivo di Parsifal affacciandosi alla soleggiata terrazza. Il giardino incantato (Villa Rufolo, Ravello). Scena 2 Il giardino magico prende il posto del palazzo. Tra fiori e colori d'orie nte spuntano gruppi di belle fanciulle, che si rincorrono allegramente giocando con Parsifal. "Che dolci profumi... Siete voi fiori?" "Siam del giardino gli spiriti aulenti... Cresciamo nel sole d'estate... Sii il nostro tenero amico..." La musica, nella scena pi leggera del dramma, assume le cadenze di un valzer lent o, tanto caro al critico Eduard Hanslick - antiwagneriano - che proprio qui cred ette di individuare il momento pi bello di Wagner. Ma quando Parsifal cerca timid amente di fuggire, si leva sensuale la voce di Kundry: "Parsifal!" "Parsifal? Cos in sogno mi chiam mia madre." Parsifal nel giardino con Kundry. Scena 3 La trappola che Kundry tende al ragazzo chiara: privato dell'amore matern o, egli ritrover la gioia perduta nell'amore erotico: premonizione freudiana di s traordinaria modernit. Sparite le fanciulle, la bellissima donna muove la seduzio ne su parole indugianti, quasi sussurrate, in una musica straordinariamente avvo lgente. Gli parla della madre che lo accarezzava, gli parla della madre che lo c ercava quando era lontano, che moriva nell'attesa del suo ritorno. Ascoltandola, Parsifal viene preso da un turbamento profondo, cedendo sempre pi nello sconfort o: "La Madre, la madre potei scordare... Tuo figlio dunque t'uccise?... Che altro a ncora scordai? Sol cupa follia resta in me." "Ceda la follia all'amore, quale ultimo saluto di materna benedizione." Kundry gli cinge la braccia al collo, mentre le sottili spire del tema della Mag ia si insinuano tra i corpi ora abbracciati. Un lungo bacio. "Amfortas!!" grida Parsifal all'improvviso. "La piaga!!" Tutto compiuto. Un'ondata di "cosmica chiaroveggenza" inonda lo spirito di Parsi fal, suprema rivelazione percepita al tocco del bacio di Kundry. Ora Parsifal se nte di comprendere "l'inspiegabile", sulle note del tema della Cena e dell'Agoni

a di Cristo, come simboli di un misterioso ricordo. Kundry lo guarda con stupita ammirazione, presa dal sincero desiderio di essere redenta e cercando quindi di attirarlo a s: "Se nel cuore senti gli altrui dolori, senti ora anche i miei! Se sei il Redento re, cosa ti vieta di unirti a me per la mia salvezza?... Lo vidi, vidi Lui, Lui, e risi! Ora lo cerco di mondo in mondo, per incontrarlo ancora, e posso solo gr idare, urlare, nell'ombra cieca della mia follia... Lasciami piangere sul tuo pe tto, lasciami unirmi a te affinch in te io sia purificata!... " Ma Parsifal la respinge con dolce violenza, ben sapendo che se acconsentisse il suo desiderio cederebbe sempre alla sua seduzione. La strada della Salvezza dev' essere compiuta in un altro modo. Kundry inveisce allora contro di lui, piena di violenta passione, chiamando aiuto affinch Parsifal non possa ritrovare la strad a del suo Graal. "Fermo!" grida Klingsor apparso improvvisamente, "t'inchiodo con la giusta arma! Arresti il folle la lancia del suo padrone!" Il momento culminante del dramma risolto con un'estrema riduzione di mezzi: un t remolio di archi, il tema del Graal, un glissando d'arpa. Klingsor scaglia contr o Parsifal la Sacra Lancia, che resta miracolosamente sospesa sul capo di lui. P arsifal la afferra e traccia in aria il segno della croce. Subito il giardino si trasforma in deserto e il potere di Klingsor si dissolve nel nulla. Prima di al lontanarsi, Parsifal si volge verso Kundry: "Tu sai dove mi puoi trovare ancora!" Atto III [modifica] Scena 1 L'apertura del terzo atto simboleggiata dall'idea del deserto. Il deserto che ha preso posto del giardino magico, il deserto e la solitudine interiore de i cavalieri del Graal, il deserto in cui Parsifal si perso nella via del ritorno . Quest'immagine descritta in un lento preludio strumentale, che costituisce una della pagine pi drammatiche conosciute (citazione da Manuale wagneriano, di Gual tiero Petrucci). Aperta campagna nei pressi di Monsalvato, all'alba del Venerd Santo. Gurnemanz si prende cura della povera Kundry, che giace intirizzita sotto un cespuglio di sp ine; umile penitente, le sue uniche parole sono "dienen, dienen" (servire), da q ui fino alla fine. Ma proprio lei, poco dopo, a notare un cavaliere misterioso p rofilarsi nel fondo. "Lo riconosci?" sussurra Gurnemanz a Kundry. " colui che un giorno uccise il cign o." Il tema della Cena riappare presentando Parsifal, mentre la Fede inonda il cuore del vecchio sacerdote riconoscendo la Sacra Lancia perduta. Dopo un accenno al Deserto, ha luogo il lungo rituale evangelico: Gurnemanz asperge il capo di Pars ifal versando il contenuto di una fiala, mentre Kundry gli lava i piedi asciugan doli coi suoi capelli. "I fiori del prato l'uomo risparmia con lieve passo. Ci che fiorisce e che muore, oggi conquista il suo giorno d'innocenza." "Gi vidi appassire coloro che mi sorrisero", dice Parsifal alludendo alle fanciul le-fiori. "Oggi anelano forse a redenzione? Anche la tua lacrima si fa rugiada d i benedizione. Tu piangi... Vedi? Ride il prato!" Parsifal si china su Kundry e la bacia sulla fronte. La natura brilla ai raggi d el Sole. Risuona l'Incantesimo del Venerd Santo. Parsifal, atto III: Nur eine Waffe taugt Il finale del terzo atto a Bayreuth nel 1882. Scena di Paul von Joukowsky. Scena 2 ora di raggiungere il monastero. Cambiamento di scena come nel primo atto : la musica si fa solenne e tragica, pesantissima al ritmo di un marcia funebre che contrasta con la dolcezza della scena precedente. Il corteo dei cavalieri pr ocede con passo lento, tra le buie arcate della sala, portando nel feretro il ca davere di Titurel. "Chi ha colpito colui che protesse lo stesso Dio?"

"Lo ha colpito il peso dell'et, che pi non contemplava il Graal." "Chi gli viet di contemplare la grazia del Graal?" "Lo viet il colpevole custode..." Il corteo si sdoppia tra coloro che recano Titurel e coloro che recano Amfortas, in un coro dall'empito spettrale e sempre pi ossessivo. Alla fine, la bara di Ti turel viene scoperchiata. Amfortas si solleva lentamente e fissa il cadavere del padre: "Padre mio, tu che ora contempli il Salvatore, la tua benedizione riconforti i f ratelli e a me conceda la morte. Morte, unica grazia..." I violini ripropongono il tema della Fede mentre Amfortas si lascia cadere tra v uote pause di dolore. Ma i cavalieri si levano minacciosi: "Scopri il Graal! Tuo padre lo impone! Lo devi! Lo devi!" "No!" grida Amfortas scagliandosi contro di loro. "Ah! Sento la morte farsi tene bra e dovrei ancora tornare alla vita?! Pazzi!..." Egli si strappa le vesti e indica la piaga che gli strazia le carni, mentre il t ema di Klingsor turbina tra le sue frasi scomposte. "Ecco la ferita, immergete le vostre armi e uccidete il peccatore!... Brillare d a solo il Graal si vedr!" Allora Parsifal allunga la Sacra Lancia verso di lui e, non appena la punta tocc a la ferita, il viso di Amfortas si inonda di luce. "S benedetta la tua sofferenza, che don la forza della piet e il potere della conosc enza..." Questo canto supremo accompagnato dal tema della Profezia, ora esaudita, che sem bra avvolgere l'intero universo. Tutto il finale impregnato di altissima sacrali t, coi motivi le cui note sembrano fluire da una dimensione sovrumana. La melodia della Fede riappare pi volte mentre Parsifal sale sull'altare quale nuovo Re del Graal. Kundry ritrova il Nirvana e cade trasfigurata ai piedi del Salvatore. Un a bianca colomba scende dalla cupola. "Redenzione al Redentore." Note sull'esecuzione [modifica] Per molti anni, a causa del carattere religioso del dramma, era consuetudine di non applaudire al termine della rappresentazione. Ancora oggi il pubblico spesso non applaude alla fine del primo atto (scena della Comunione). Durante una dell e prime rappresentazioni a Bayreuth, Wagner si lev in piedi per zittire un applau so; ma quando, alla fine del secondo atto, egli stesso si alz per applaudire, ven ne zittito dal pubblico. Per tradizione, alcuni brani del Parsifal vengono eseguiti nel periodo di Pasqua . In alcuni Lander tedeschi ne viene perfino permessa la rappresentazione il Ven erdi Santo quando normalmente gli spettacoli sono proibiti. Wagner diresse personalmente il terzo atto a Bayreuth nel 1882. Fu l'unica volta che il compositore prese la bacchetta nel suo teatro. Hans Knappertsbusch, uno tra i pi ammirati interpreti del Parsifal grazie alla su a direzione ieratica e solenne, era convinto della irrinunciabilit di alcuni simb oli religiosi come ad esempio la colomba nel finale. Quando Wieland Wagner - nip ote del compositore e regista teatrale - volle eliminare questi simboli, Knapper tsbusch si rifiut di dirigere l'orchestra. Alla fine si trov un accordo secondo cu i la colomba veniva mantenuta in modo tale che solo il direttore dal podio (e no n il pubblico dalla sala) potesse vederla. L'eccezionalit di questa musica risiede nella sua struttura armonica. Caso unico nella storia, il Parsifal stato composto in funzione delle particolari caratteri stiche acustiche del Festspielhaus di Bayreuth, con l'orchestra completamente co perta e nascosta alla vista degli spettatori. In questo modo, l'impasto sonoro d ato dalla musica e dalle voci assolutamente originale. Ecco perch qualunque inter pretazione del Parsifal - dal vivo come in disco - sar sempre preferibile se effe ttuata a Bayreuth.