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IL NOSTRO FUTURO: PAVIA PIU’ FORTE

Programma elettorale del candidato Sindaco Andrea Albergati

La vera capacità di un’amministrazione cittadina consiste nel saper analizzare i


fenomeni locali nel contesto di quelli globali, nel saper leggere i bisogni di oggi
prevedendo quelli di domani e di creare quelle condizioni che consentano alla
città di esprimere le proprie potenzialità in modo armonico e sostenibile sotto il
profilo sociale e ambientale. È compito di chi governa garantire la qualità della
vita e generare opportunità di sviluppo, sapendo che solo una equa distribuzione
della ricchezza ed una capillare disponibilità di servizi possono garantire benessere
diffuso e prevenire i fenomeni di marginalità e di disagio sociale. Il compito di un
ente locale non può però limitarsi allo sviluppo dei beni materiali e alla ricerca
delle opportunità economiche: deve anche essere orientato alla crescita culturale
e civile dei cittadini, alla creazione di sapere e di valori, alla realizzazione di quel
“senso di appartenenza“ alla comunità locale che è la base della solidarietà,
dell’associazionismo e della partecipazione.

In un periodo storico ricco di incertezza verso il futuro, caratterizzato da nuovi e


sempre più ampi fenomeni migratori e dal mescolamento di culture, lingue e
religioni, nel quale la crisi economica e occupazionale segnano quotidianamente
la qualità della vita di tantissime famiglie, diventa spontaneo per il cittadino
guardare all’ente locale, soprattutto al Comune, come al luogo dove i propri
bisogni possano trovare le risposte più convincenti. È nostro dovere fare in modo
che queste aspettative non vengano deluse e che il Municipio sia sempre un luogo
aperto ed efficiente, capace di ascoltare i cittadini offrendo ai loro problemi
soluzioni magari parziali ma sempre chiare e adeguatamente argomentate. Un
Municipio prossimo al cittadino consente sempre di fare crescere la fiducia nelle
istituzioni e la percezione di una democrazia reale e non formale, di una città
“amica“ e accogliente.
Queste sintetiche considerazioni a premessa di una breve analisi su ciò che è Pavia
oggi. Alla metà degli anni ’90 la nostra città usciva da un periodo caratterizzato da
scarsi investimenti locali nell’ambito dei lavori pubblici e dalla mancanza di un
Piano Regolatore Generale, fattori che limitavano le opportunità di sviluppo per
l’imprenditoria locale, ripercuotendosi su un elevato costo degli immobili e degli
affitti. La vita economica era tuttavia saldamente ancorata all’Università e alle
attività produttive storiche di Pavia che di lì a poco si sarebbero inesorabilmente
esaurite travolte dalla dinamica dei fenomeni di delocalizzazione.

A partire, appunto, da quegli anni la città ha sviluppato una politica orientata alla
riqualificazione del centro storico, alla creazione di una nuova tangenziale, di
un’area industriale e artigianale oltre che alla stesura di un Piano Regolatore
Generale, grazie al quale l’imprenditoria locale ha avuto nuove opportunità di
sviluppo. In quegli anni tutte le strutture del sistema sanitario locale sono state
recuperate, è stato dato avvio alla costruzione del nuovo CNAO, sono state messe
a norma tutte le strutture scolastiche e creati nuovi collegi per gli studenti.
Attraverso un’opera di miglioramento della qualità dell’aria e dell’acqua, nuove
piste ciclabili e l’incremento delle aree verdi, Pavia ha raggiunto i vertici nazionali
nell’ambito della qualità dell’ambiente e della vita.

Nonostante questi risultati, la città oggi risente della grave crisi economica che
investe il nostro paese e che tende ad impoverire fasce sempre più estese di
popolazione alle quali va garantita tutela, accoglienza e risposta ai loro bisogni. La
deindustrializzazione diffusa ha inoltre generato nel nostro territorio aree dismesse
che necessitano di essere recuperate in un’ottica di chiaro interesse pubblico. In
questo contesto Pavia deve mettere in atto alcune azioni decisive per il proprio
rilancio, confermando la propria vocazione di città del terziario, dei servizi e della
scienza, nella quale la qualità della vita e la competitività diventano opportunità
diffuse per tutti i cittadini. La città che immaginiamo per il prossimo futuro deve
diventare un sistema territoriale diffuso ad alto contenuto scientifico nel quale
ricerca, innovazione e nascita di nuove imprese facciano da volano alla sviluppo
economico della città e della propria provincia.

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Uno / Pavia città della conoscenza e delle nuove tecnologie
La vera vocazione della nostra città, perse per sempre le grandi industrie che ne
hanno caratterizzato il tessuto economico dagli anni ’60 agli anni ’90, risiede nella
valorizzazione della conoscenza e delle eccellenze quale occasione di ricchezza
per il territorio. L’Amministrazione Comunale deve pertanto favorire la nascita di un
distretto delle biotecnologie, dell’elettronica e dell'innovazione tecnologica che
abbia quale fulcro i tre grandi IRCCS e l’Università. Già ora la presenza di tali attori
ha promosso progetti di rilievo (CNAO, EUCENTRE) e attratto a Pavia aziende
innovative.

Il nostro obiettivo è la creazione di un vero distretto delle tecnologie che superi


l’idea attuale del polo tecnologico e diventi una piccola città nella città: un Parco
Scientifico in cui si possano insediare nuove imprese ad elevato potenziale di
crescita insieme ad aziende medie e grandi, creando nuove possibilità
occupazionali nel settore high-tech e nei servizi. Il motore del distretto saranno i
settori dell’elettronica, informatica, biotecnologie e scienze della vita,
agroalimentare, energie rinnovabili. Realtà simili sono già ampiamente sviluppate
in molte città europee paragonabili a Pavia e garantiscono lavoro a migliaia di
persone producendo inoltre un prezioso indotto per tutta l’area urbana.
Pavia ha tutte le caratteristiche per poter realizzare un grande Parco Scientifico di
queste dimensioni. L’Amministrazione Comunale dovrà subito istituire un
coordinamento fra tutti gli enti, le aziende ed i fondi privati interessati a dar vita a
questo grande progetto, che riteniamo sia la vera sfida di Pavia per il prossimo
decennio.
Obiettivo fondamentale è creare un sistema virtuoso che renda la nostra città
attraente e conveniente per le aziende. Gli interventi che proponiamo sono i
seguenti:
1. Destinazione di un area (ex-Necchi o Zona Cravino) progettata per
accogliere edifici eco-compatibili attrezzati per la ricerca (laboratori,
ambienti open-space, sale conferenze, banda larga, sistemi elettrici e di
sicurezza). Realizzazione da subito di un Centro per l’Innovazione che sarà il

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primo mattone e il cuore pulsante di tutto il Parco. Sarà dotato di tutti i servizi
di segreteria di base e comprenderà alcuni uffici e laboratori che potranno
essere affittati in modo dinamico e flessibile (contratti a pochi mesi) alle
aziende che potranno poi insediarsi in maniera stabile nel Parco. Il Centro
conterrà inoltre un Incubatore d’impresa dedicato alle Start-up universitarie
che per i primi tre anni godranno delle facilitazioni burocratiche e tributarie
di competenza dell’amministrazione comunale. In Centro per l’Innovazione
potrebbe collocarsi nell’attuale ‘scheletro’ di Via Abbiategrasso

2. Realizzazione all’interno del Parco di un Centro per l’avviamento


dell’impresa che dovrà essere l’unico riferimento iniziale per le aziende. Il
Centro fornirà assistenza anche on-line e in lingua inglese e si occuperà di
tutte le questioni burocratiche, amministrative e finanziarie delle nuove
imprese.

3. Grande sinergia con l’Università e gli IRCCS che già attualmente sono
in grado di attrarre aziende (ST, Marvell, Funambol Eucentre, CNAO,) che si
insediano a Pavia proprio per collaborare strettamente con i ricercatori e
con gli studenti del nostro Ateneo.

4. Qualità della vita per i lavoratori. Il parco scientifico dovrà essere un


luogo bello e vivibile, in cui sono presenti servizi per le persone come asili,
ristoranti, centri sportivi e piste ciclabili. Lavorare nel parco dovrà essere
facile e piacevole.

5. Rafforzamento del sistema dei trasporti. Dovrà essere garantito un


collegamento agile e affidabile con gli aereoporti di Linate e Malpensa, con
tutta l’area metropolitana di Milano e i principali centri vicini (Bergamo,
Brescia, Torino, Genova)

In relazione alla propria vocazione produttiva Pavia possiede inoltre la straordinaria


occasione delle aree dismesse, alcune delle quali collocate in posizione

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privilegiata rispetto al sistema dei servizi già presenti ed alla accessibilità verso
Milano sia stradale che ferroviaria. A questo proposito è importante ricordare il
progetto di sviluppo dell’area NECA, ormai prossimo alle definitive approvazioni. La
sua realizzazione consentirà di creare nuova ricettività alberghiera, un’area
espositiva di qualità, residenza per ricercatori, il centro congressi, un nuovo spazio
per i giovani, parcheggi e verde nell’ambito di un progetto complessivo di grande
qualità architettonica, efficienza energetica e mobilità sostenibile. Il recupero
dell’area NECA, già avviato, impone una riflessione approfondita e partecipata
circa l’utilizzo dell’area del vecchio policlinico, ormai prossimo alla dismissione, al
fine di evitare duplicazioni funzionali e interventi poco integrati. È nostra intenzione
proporre che tale area abbia una chiara vocazione scientifica e di servizio agli
studenti ed ai parenti dei malati, attraverso la creazione di laboratori, spazi per la
didattica, residenza a basso costo. In un’ottica di piena integrazione con la città,
sarebbe utile arrivare alla eliminazione dell’attuale muro di cinta al fine di creare
un vero e proprio nuovo quartiere le cui funzioni saranno saldamente ancorate
all’area sanitaria da un lato, a quella NECA dall’altro.
Una ulteriore possibilità che intendiamo cogliere è connessa all’EXPO 2015.
Nell’ambito di tale evento Pavia, attraverso i suoi IRCCS e l’Università, potrebbe
candidarsi, in accordo con la “Cittadella del gusto“ che si svilupperà a Milano, a
essere centro di studio per la filiera alimentare nella sanità e nello sport.
Per mettere in atto una simile dinamica di “marketing territoriale” e innescare un
circolo virtuoso, è indispensabile che il contesto sia di alta qualità quanto a
vivibilità, coesione sociale, standard ambientali, storia, cultura, bellezza. Così Pavia
può essere competitiva. Fra i capoluoghi lombardi vicini a Milano, Pavia è certo
quella che può vantare una sua specificità forte e una sua autonomia che vanno
valorizzate.

Due / Pavia città di acqua e parchi


Negli ultimi anni si è molto discusso circa la possibilità di valorizzare il ruolo di Ticino e
Naviglio ai fini turistici e paesaggistici. Questo dibattito tendeva a sottolineare la
possibilità di utilizzare tali risorse quali nuove “ vie d’acqua “, capaci di collegare
territori distanti e di offrire una opportunità turistica molto diversa da quelle

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tradizionalmente conosciute e che tendesse a collegare l’offerta artistico-
monumentale della pianura padana e del milanese con la straordinaria peculiarità
dell’ambiente naturale in cui siamo immersi. La riflessione ha generato progetti
ambiziosi e di lungo periodo, cui Pavia ha partecipato da protagonista, quali il
recupero della navigabilità del Ticino e del Naviglio e altri, meno direttamente
collegati alla città quali i progetti di riforestazione dei territori limitrofi. Il recupero di
tale progettualità potrà offrire due ordini di occasioni: da un lato offrire ai pavesi
occasioni di svago e di riqualificazione ambientale, dall’altro inserire Pavia in un
contesto di circuiti turistici nuovi particolarmente collegati all’area milanese.
Pavia ha però altre opportunità di particolare e più immediato interesse. Dopo
l’ampliamento del Parco della Vernavola e la sua futura completa proprietà
pubblica, dopo la creazione del Parco della Sora, dopo la valorizzazione della
sponda urbana del Ticino ed il prossimo recupero del Lido, è necessario sviluppare
nuove e più diverse aree verdi per giungere a un organico “sistema di parchi”. Tali
aree sono il Parco Sud, fra la SNIA e il Ticino, il Parco del Navigliaccio ed il recupero
dell’area del confluente e del vecchio porto.
Un sistema integrato di tale estensione, realizzabile a costi contenuti, e, nel caso
dell’area del confluente e di Palazzo delle Esposizioni, addirittura molto interessante
sotto il profilo del vantaggio economico per Comune, ASM e Camera di
Commercio che ne sono i proprietari, consentirebbe di collegare con piste ciclabili
il Po con l’area di Vigevano, attraverso la città e le rive del Ticino.
In questo contesto appare di grande valore strategico la valorizzazione dell'area
del Palazzo Esposizioni, compreso l'Idroscalo, in un grande progetto di Parco
Urbano Attrezzato, con aree verdi e percorsi attrezzati, aree libere di divertimento
per i giovani (ad es. skating), aree per piccoli concerti, per esposizioni oltre che
punti di ristoro in un mix funzionale di qualità. L’Idroscalo recuperato sarebbe,
nell’ambito di tale progetto, la struttura di riferimento per l’accoglienza, nella quale
troverebbero spazio attività eno-gastronomiche ed eventi culturali ed espositivi
temporanei legati anche, ma non solo, al fiume.
È chiaro a tutti come la chiusura del sistema dei parchi rappresenterebbe una
delle grandi occasioni che questa città potrebbe offrire ai giovani, alle famiglie,
agli anziani, confermando la propria vocazione ad essere “città verde“. Le risorse

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economiche necessarie a tale intervento potrebbero essere recuperate dalla
valorizzazione dell’area compresa fra via Cesare Correnti e il confluente che, nella
sua parte nord, di proprietà di ASM, ha indici di edificabilità interessanti. È
evidentemente necessario, al fine di tale progetto, che l’area espositiva trovi una
sua nuova collocazione nell’ambito della ex-NECA.
Segnaliamo inoltre come in un’idea complessiva di Pavia “città d’acqua e di
parchi“ possa trovare dignità un nuovo utilizzo dell’asta del Naviglio che potrebbe
vedere il recupero delle conche anche in un’ottica di valorizzazione energetica
dei salti d’acqua. Progetti in tal senso sono già in fase di avanzata elaborazione e
oggetto di gare pubbliche già bandite.

Tre / Pavia città senza periferie


Negli anni ’90 il centro storico è stato oggetto di una grande quantità di interventi
che ne hanno riqualificato il tessuto. Vogliamo ricordare l’eliminazione dell’asfalto,
sostituito dall’acciottolato e dalla pietra, il rifacimento di quasi tutte le piazze e
dell’illuminazione pubblica, il recupero di molti edifici storici. La sfida di oggi
consiste nel rendere più accoglienti tutte le periferie, attuando azioni che le
riqualifichino sia dal punto di vista estetico che funzionale. Pavia è una: l’idea che
possa avere quartieri belli e funzionali nasce dall’esigenza diffusa di avere le stesse
opportunità e la stessa qualità urbana seppure in contesti ambientali diversi.
Questo obiettivo passa attraverso il riuso delle aree dismesse (in questo senso
riveste grande importanza l’area SNIA) e il decentramento di servizi, comunali e no
nei quartieri periferici. Nell’ambito della pianificazione urbanistica e della politica
dei servizi riteniamo significativo promuovere la rinascita delle piazze nei quartieri
periferici nelle quali insediare il commercio di vicinato, i servizi e dove agganciare il
sistema dei trasporti pubblici e quello delle piste ciclabili che deve avere un
ulteriore sviluppo. Attribuiamo inoltre grande importanza alla creazione di nuove
aree verdi attrezzate ad uso dei bambini, oltre che di strutture sportive (ad
esempio, i playground da basket), che non necessitino di grandi costi di
manutenzione e offrano occasioni di svago e socializzazione per i ragazzi. A tal
proposito evidenziamo che la recente riqualificazione di aree dismesse ( quali il
Lido ) o in espansione ( Cravino a Pavia ovest ), ha consentito la realizzazione di

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nuovi impianti natatori utili a tutta la città. La dotazione di impianti sportivi sarà
completata anche dalla ristrutturazione della palestra civica di via Luigi Porta (
eventualmente in collaborazione con Fondazioni private universitarie che hanno
già dimostrato interesse ) oltre che dalla realizzazione di nuove strutture in area
SNIA ottenibili nell’ambito della trasformazione dell’area.
La periferia può essere pienamente parte del tessuto urbano se la città è
compatta, con un'edificazione ordinata. Nell'ambito della stesura del nuovo Piano
di Governo del Territorio (PGT) sarà dato seguito alle Linee di indirizzo
recentemente approvate con la previsione di un contenimento dell'espansione
urbana e del consumo di suolo, dando la priorità al recupero delle aree dismesse.
In questo senso tale recupero è l'occasione per riavvicinare centro e periferie,
ricucendo il tessuto urbano (come per Pavia ovest nel caso della ex- Neca). Vanno
perseguite la qualità dell’abitare, la creazione di spazi di incontro e di svago, le
destinazioni miste nella maggior parte delle aree per evitare i quartieri-dormitorio.
E’ nostra intenzione, nell’ambito del recupero delle aree dismesse, promuovere, in
accordo con il privato, la realizzazione di interventi caratterizzati da edilizia ad
elevato risparmio energetico, nel contesto di una pianificazione unitaria su aree
omogenee.
Così pure, data l’attuale abbondanza di offerta prossima alla saturazione, non
appare necessario l’insediamento di nuove superfici commerciali di grande
distribuzione. Tutto in stretto rapporto con le scelte della mobilità urbana e
extraurbana, nella direzione di rendere competitivi il trasporto pubblico e la
mobilità pedonale e ciclabile e garantire la qualità dell’aria. Infine, la fascia a
parco e a terreno agricolo che abbraccia Pavia va considerata un valore che dà
respiro alla città e ne valorizza la dimensione “a misura d'uomo”.

Quattro / Pavia città del centro storico che si rinnova…


Il centro storico rimane l’elemento attrattivo per eccellenza della nostra città. Per
continuare a riqualificarlo è, a nostro avviso, necessario attuare alcune iniziative
che ne aumentino l’organizzazione e la fruibilità. In primo luogo la creazione di un
vero distretto del commercio urbano, per il quale esiste già un progetto che deve
essere rapidamente attuato. Fulcro del medesimo è la concezione del centro

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storico quale luogo unitario da proporre quale “centro commerciale naturale“
attraverso la cura dell'arredo urbano, azioni di marketing comuni, l’utilizzo di un
logo identificativo, una segnaletica organica e la “carta del centro storico“ per
ottenere sconti e vantaggi per il cliente.
L’accessibilità della città potrà essere facilitata attraverso la creazione di nuovi
parcheggi a corona del centro storico, a servizio prevalentemente dell’area nord
in zona Castello e in quella sud-est nelle vicinanze di corso Garibaldi. Nel
contempo verrà definitivamente completata la pedonalizzazione delle aree di
maggior pregio. La vita del centro città sarà garantita nell’arco dell’intera
settimana dalla promozione di mercati all’aperto, dalla vendita di merci di “filiera
corta” direttamente gestita dagli agricoltori, da iniziative culturali che saranno
attivate in collaborazione con le associazioni cittadine. È giunto infine il momento
di sperimentare e, se possibile, di attivare in modo definitivo un servizio di trasporto
integrato con mezzi ecologici a servizio del commercio cittadino.
Ma il rinnovo del centro storico passerà anche attraverso il diverso utilizzo di spazi di
grande pregio, attualmente occupati da attività che dovranno trasferirsi in altro
luogo, o di aree molto centrali, ma poco sfruttate, per le quali si impongono
funzioni diverse. In particolare pensiamo da un lato all’uso dell’attuale biblioteca
Bonetta, il cui trasferimento è previsto presso la Caserma Calchi, per la creazione di
un Museo della Città e di spazi espositivi temporanei, dall’altro alla nascita di uno
spazio dedicato ai giovani nell’area del mercato coperto di piazza della Vittoria.
Questa iniziativa, particolarmente adatta ad una città universitaria quale è Pavia,
potrà consentire la nascita di una vera e propria piazza ipogea, complementare
alle attività di superficie, nella quale, insieme al commercio, che deve essere
mantenuto e valorizzato, convivranno locali pubblici, servizi, occasioni di
aggregazione giovanile.

Cinque / …e attrae nuovi turisti


La capacità di Pavia di attrarre turisti è da tempo riconosciuta. Nel corso degli
ultimi anni questa potenzialità è stata esplorata prima attraverso la partecipazione
al circuito delle città d’arte della pianura padana, la creazione di strutture stabili
(ad esempio il Museo della Tecnica Elettrica con l’Università, l’acquisizione della

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collezione Morone nel castello) poi con la realizzazione di eventi annuali, primo fra
tutti i Festival dei Saperi, legati alla cultura ed alla scienza. Per proseguire su questa
strada Pavia deve lavorare su alcuni progetti definiti.
Da una parte, intorno alle strutture fisse va definito un circuito storico-museale che
includa il castello Visconteo con le sue collezioni e il castello di Mirabello cui
aggiungere il Museo della città e uno spazio per l'arte moderna. Il Castello può
essere valorizzato sia nella promozione museale sia rendendolo più “vivo”,
recuperando i fossati e i sotterranei per farne luoghi di incontro e di cultura e
anche di passaggio. Il fossato può essere utilizzato come pista ciclabile di
collegamento tra piazza Emanuele Filiberto e viale Matteotti. Il Castello può
ospitare non solo musei ma essere anche luogo di incontro e di manifestazione con
concerti, teatro, mostre all’aperto e, ad esempio, ricollocandovi il mercato
dell’antiquariato posto in viale XI Febbraio.
Dall'altra, vanno predisposti - anche con apposita segnaletica - circuiti specifici
legati alla storia e alla memoria dei luoghi quali il romanico, Sant'Agostino, la
battaglia di Pavia. I percorsi potrebbero essere visibili, tracciati sulla strada con
materiale compatibile all’ambiente quasi a rappresentare una sorta di
“segnaletica orizzontale della storia”. L’esempio delle città dipinte alla Banksy,
artista metropolitano, potrebbe suggerirci come guidare lo spostamento dei turisti.
Una sorta di tapis roulant disegnato da seguire a seconda delle esigenze. “Pavia e
le sue Chiese”, “Pavia e le sue Piazze”, “Pavia e i Longobardi”...
Su una scala più vasta, va promossa la strategia di ”Pavia città d’Europa“
all'interno del circuito delle città d'arte lombarde, con le quali va ripreso un
progetto organico di marketing.
L'offerta sarà completata da eventi connessi ai circuiti e, su una scala più vicina,
da proposte culturali legate al territorio. La positiva esperienza del Festival dei
Saperi va portata avanti nella direzione di un'offerta culturale alta, distribuita su un
arco temporale più esteso e con costi compatibili con le risorse di bilancio.
Per quanto riguarda le strutture, un luogo che grazie alla sua collocazione si presta
particolarmente per un punto di servizio di accoglienza turistica è l'edificio degli
ex-bagni pubblici. L'offerta di Pavia va articolata intorno a un complesso di
informazioni da pubblicizzare on-line, a una “carta dei servizi turistici” che offra

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agevolazioni e facilitazioni, alla promozione dell'ospitalità nelle sue varie forme,
dalla nuova struttura alberghiera nell'area NECA, alla ricettività a costo più basso
che si potrebbe concretizzare in iniziative quali i bed and breakfast e un ostello
della gioventù. Quest’ultima risorsa potrebbe essere utilizzata per offrire Pavia quale
meta del turismo scolastico per tutto il nord Italia.

Sei / Pavia città d’arte e di cultura


La cultura a Pavia è profondamente parte della storia e della vita della città e la
sua valenza non può essere limitata alla attrattività turistica. Le risorse offerte
dall'Università, dagli enti e dalla società pavese devono trovare spazio e “parlare”
alla città in un'ottica di apertura, relazione, scambio. Le potenzialità dei giovani
artisti del territorio nei vari campi della pittura, della fotografia, delle arti visive
devono potere trovare spazi in cui farsi conoscere e misurarsi per uscire dalla
dimensione di nicchia. Anche manifestazioni legate alla cultura locale, che hanno
importanza per un pubblico diverso dall'abituale fruitore dei circuiti artistici, devono
avere uno spazio consono alle loro esigenze.
Naturalmente, il rilancio di cui si è ora parlato a proposito delle prospettive
turistiche avrà una ricaduta positiva sull'intera città. L’uso del patrimonio
monumentale, i circuiti monumentali e religiosi, i circuiti delle città d’arte apriranno
opportunità per i pavesi. Il completamento del recupero del Broletto permetterà di
valorizzare il percorso sull'asse Castello – piazza Grande – piazza Cavagneria e
piazza del Duomo per ospitare gli eventi cui si è accennato.
La Fondazione Teatro Fraschini e l'Istituzione Vittadini, soprattutto dopo l'avvenuta
parificazione a Conservatorio, devono trovare modalità collaborative sempre più
strette per una valorizzazione comune delle opportunità economiche ed umane
nella sinergia fra musica e teatro. La Fondazione Fraschini è la struttura più adatta
per la diffusione della cultura e, in particolare, della cultura legata allo spettacolo,
nella città e nel territorio e la sua programmazione in questi anni ha conseguito
risultati di elevata qualità. Si dovrà quindi puntare ad un ulteriore sviluppo delle
attività del Teatro delineando così un vero e proprio ruolo del Fraschini quale guida
nell’organizzazione di una politica della cultura che propone al centro del “sistema
amministrativo” il cittadino e il corpo sociale, il singolo e la collettività. Per quanto

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riguarda l’Istituzione Vittadini sarà necessario recuperare, sia nell’ambito del
bilancio comunale che attraverso la partecipazione di enti sovraordinati e di
Fondazioni, le risorse sufficienti per una sua ulteriore valorizzazione.

Sette / Pavia città del benessere e della qualità ambientale


La qualità della vita dei cittadini è il risultato di un complesso intreccio di fattori, su
cui un'amministrazione comunale deve cercare di intervenire per la sfera che le
compete. Se infatti l'obiettivo del benessere tout court appare sproporzionato
rispetto alle dimensioni e alle competenze comunali, tuttavia nel momento in cui ci
proponiamo al governo della città ci poniamo una serie di obiettivi che mettano i
cittadini nella condizione di riconoscersi in una Pavia accogliente, bella, sostenibile
e insieme viva e accessibile.
In questo senso il decoro urbano e la manutenzione ordinaria della città devono
essere una priorità, riguardo alla quale non solo indirizzare gli investimenti pubblici
ma anche sollecitare un'etica della responsabilità dei cittadini, un “prendersi cura”
della città che stringa il legame con il territorio valorizzando anche il contributo
dell'associazionismo in tal senso. Proprio per offrire un panorama urbano “curato”,
anche se le scelte in questo campo comportano consistenti investimenti, gli
interventi di pulizia urbana vanno rafforzati con turni più frequenti.
Pavia deve essere una città semplice da usare per tutti, anche per i portatori di
disabilità permanente o temporanea. Per questo si continuerà la campagna di
abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali sia sulle strade sia negli
edifici ad uso pubblico. Una città senza barriere è amica anche delle mamme con
i passeggini, dei bambini, degli anziani.
Ma la “pulizia” da sola non basta a qualificare l'ambiente urbano. La strada della
sostenibilità intrapresa con decisione a partire dalla metà degli anni '90 va
percorsa rispondendo alle sfide attuali e avendo come obiettivo la salute dei
cittadini. In questo settore fondamentale è il ruolo svolto dalle scelte di ASM nel suo
piano industriale di sviluppo riguardo a aria, acqua, mobilità, energia rinnovabile e
più in generale dalle aziende pubbliche quali occasione di rilancio del territorio.
Grande attenzione va riservata alla qualità dell'aria e alla concentrazione delle
polveri sottili, con interventi preventivi di riduzione delle fonti di emissione

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(realizzazione di un impianto di teleriscaldamento), di promozione della
metanizzazione per i pochi edifici ancora riscaldati a gasolio e di limitazione del
traffico in situazioni di emergenza polveri.
Naturalmente, dato il contributo determinante del traffico all'emissione di polveri, si
elaborerà un nuovo Piano Urbano della Mobilità che riorganizzi i flussi viabilistici
intorno al centro storico, così da evitare congestione e rendere competitivi il
trasporto pubblico e la mobilità ciclopedonale. La scelta, che si è rivelata vincente
in tal senso, della tariffazione della sosta a scalare dal centro alla periferia va
confermata e integrata in un Piano più vasto di parcheggi di interscambio per i
pendolari e di moderazione del traffico nelle zone più delicate all'esterno del
centro storico. A tal proposito potrebbe essere utile introdurre nuove modalità di
pagamento della sosta che si avvalgano di nuove tecnologie e ottimizzino l’uso
del tempo ( sosta a consumo ). Riguardo alla viabilità sovracomunale, il progetto
dell'autostrada regionale Redavalle-Castello d'Agogna non appare fra le priorità
da perseguire rispetto alla gestione dell'esistente.
Pulizia significa soprattutto gestione razionale e lungimirante dei rifiuti urbani. Va
accolta e sostenuta la proposta di ASM di adeguare Pavia alla percentuale di
raccolta differenziata raggiunta da quasi tutto il nord Italia: la separazione della
frazione umida e il suo trattamento in un impianto di produzione energetica
ridurranno la quantità di rifiuti da smaltire e garantiranno la sostenibilità economica
dell'operazione. Il coinvolgimento dei cittadini e la consapevolezza diffusa della
qualità dell'operazione saranno la migliore garanzia di riuscita.
Nel campo energetico ASM può divenire il volano di promozione dell'efficienza
energetica, del risparmio, della coibentazione, della piccola e media
cogenerazione, delle fonti rinnovabili impianti ad energie rinnovabili (solare,
fotovoltaico, solare termico, geotermico). Tale compito si integrerà perfettamente
con la domanda proveniente dalla nuova edificazione a Pavia che seguirà le linee
fissare dal Regolamento Energetico Ambientale fatto approvare dalla recente
amministrazione. Un'edilizia che farà perno sul risparmio e l'efficienza avrà inoltre
bisogno di conoscenza, consulenza, formazione per le quali la nostra città possiede
abbondanza di risorse culturali.

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Non meno importante sarà il contributo delle società pubbliche nel settore
dell'acqua. Se la proprietà pubblica delle reti è dato ormai assodato, è importante
che le società pubbliche partecipate e gli enti che le controllano si impegnino per
garantire gestione e erogazione pubblica dell'acqua potabile, secondo tariffe a
fasce di consumo che tutelino il fabbisogno essenziale e favoriscano l'uso
responsabile di questa fondamentale risorsa. La buona qualità attuale dell'acqua
pubblica a Pavia andrà garantita con l'efficienza delle reti e il completamento
della connessione distributiva. A valle, verrà realizzato il progetto di
completamento e dimensionamento del depuratore con vasche di affinamento e
fitodepurazione in uscita per garantire la qualità del corso d’acqua ricevente e,
immediatamente a valle, del Ticino. In questo senso sarà importante una stretta
collaborazione con il Parco del Ticino e l’ATO perché vengano realizzate su scala
più vasta le opere di collettamento e dimensionamento dei depuratori: l’obiettivo
della balneabilità del Ticino è sicuramente ambizioso e di lungo termine ma il ruolo
che Pavia, capoluogo di provincia e principale città del Parco, può svolgere è
forte e va percorso con decisione.

Otto / Pavia città dei servizi


Il benessere del singolo trova poi una condizione necessaria in una offerta di servizi
ampia e flessibile. Riguardo agli impianti sportivi abbiamo già parlato. A questo
proposito, ancora più che in altri campi, percorreremo una politica di sinergia: agli
impianti pubblici vanno infatti sempre più integrate le risorse dell’Università e dei
privati. Evitare duplicazioni inutili, valorizzare al meglio le risorse, programmare la
gestione sono temi di positiva ricaduta sulla città.
Una politica delle pari opportunità rischia di rimanere un’affermazione di principio
se non si traduce in scelte che aiutino concretamente a disporre di sostegno e a
offrire spazi di libertà e di gestione del proprio tempo. Dal 2000 ad oggi
l'Amministrazione di Pavia ha messo in campo importanti progetti per consentire
un'effettiva integrazione economica e sociale delle donne nel tessuto della Città.
In attuazione della normativa europea e nazionale (Legge 53/00), ha condotto
importanti politiche di conciliazione dei Tempi di vita e di Lavoro, per fondare una
società più dinamica, aperta, plurale e partecipata.

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Nel nostro Paese troppo spesso la famiglia funge da ammortizzatore sociale.
L'occupazione femminile e la progressione in carriera delle donne è spesso
ostacolata dalla carenza di un efficace sistema di welfare. Tale mancanza fa
gravare sulle donne la cura delle parti deboli della famiglia, anziani e minori. La crisi
economica ora rende impellenti nuovi e incisivi interventi.
L'occupazione femminile, ancor più in questa fase, è una risorsa fondamentale per
consentire l'avvio di un processo di rinascita. L'imprenditoria femminile è la chiave
di volta per innescare processi virtuosi di consumo e di progresso civile della Città.
Più occupazione femminile significa più reddito per le famiglie, più consumo, più
serenità per i minori.
Per essere occupate, però, le Donne devono sostenute da una solida rete
integrata di servizi che consenta loro di capitalizzare il Tempo. A Pavia sono stati
avviati progetti quali la Banca del Tempo, il Centro Risorse per la conciliazione dei
tempi, l'avvio del Tavolo di concertazione cittadino sui tempi e sugli orari, avvio
Piano dei Tempi e degli orari, il nuovo disegno degli orari del Comune per la
conciliazione tra tempi di vita e lavoro, lavoro con le scuole; oggi essi vanno ripresi
e razionalizzati. Si tratta di strumenti utili per rimodulare la vita cittadina evitando i
fenomeni di congestione e diversificando l’offerta. Le più rilevanti fra le soluzioni in
essi definite vanno tradotte in azioni che grazie a piccoli interventi producano
grandi benefici complessivi.
Libertà per le donne significa anche libertà di movimento in città. Proponiamo la
previsione di una rete di trasporti notturni, per esempio programmando corse a
chiamata dei minibus o agevolando servizi di car sharing. Quest’ultimo potrebbe
essere organizzato anche da una rete di donne, partendo dalle disponibilità
acquisite tramite la Banca del Tempo. L'esistenza di un sistema di trasporto
pubblico locale notturno e la promozione del car sharing favoriscono anche la
sicurezza delle donne.
Di più tempo hanno inoltre bisogno le donne che svolgono lavori che richiedono
turni notturni quale, ad esempio, il personale infermieristico. È necessario fare
incontrare la domanda e l'offerta di lavoro delle donne, per costruire una rete
integrata di sostegno e di agevolazione reciproca per il benessere dei singoli e
delle famiglie. Pensiamo che sia utile istituire presso il Comune di Pavia un albo

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delle baby sitter e delle badanti, cui le famiglie possano accedere sempre tramite i
sistemi informativi del Comune. Questo sarebbe un contributo alla efficace
integrazione e tutela delle donne immigrate, soprattutto sotto il profilo della lotta al
lavoro nero.
Le donne immigrate sono un'importante risorsa di sviluppo per la nostra Città. Già
di fatto svolgono la funzione di trait d'union tra la città e la comunità d'origine.
Bisogna agevolare l'inserimento di queste figure nel mondo della scuola, per far
crescere una Pavia plurale e multiculturale, in opposizione al modello delle classi
separate proposte dalla riforma Gelmini.
Vogliamo sostenere anche la libera iniziativa privata delle donne. È necessaria
pertanto la realizzazione di azioni di sostegno sociale alle piccole imprenditrici,
commerciali e artigiane, così come mettere in campo un progetto di Credito Rosa,
sotto forma di prestito d'onore, per l'avvio di imprese di donne e di giovani, da
finanziare tramite partnership tra pubblico e privato.
I tempi del lavoro di tutti sono cambiati, con evidenti ripercussioni anche sui
bambini e sulle famiglie. Fondamentale è restituire il tempo ai pendolari. L’essere
pendolari non consente l'adempimento, durante la giornata, delle più piccole
pratiche quotidiane. Ecco perché sarebbe utile organizzare, nelle vicinanze della
stazione, uno sportello polifunzionale con la formula Cosa ti serve? Lo Sportello
fornirà, per conto dei pendolari in corsa verso il treno, prenotazioni presso Enti
Pubblici o Privati, piccole commissioni e informazioni varie sui servizi comunali per le
famiglie in città.
Parlare di donne e uomini nella quotidianità significa riflettere sulla centralità del
sistema scolastico. In risposta ai tagli di organico previsti dalla riforma Gelmini che
mettono in discussione il mantenimento dell’orario a tempo pieno nelle scuole
primarie causando gravi disagi alle famiglie, in particolare alle madri lavoratrici, si
ritiene prioritaria la difesa incondizionata della scuola pubblica da parte
dell'amministrazione comunale e si rinnova l’impegno, anche economico, verso la
garanzia del mantenimento di quantità e qualità dei servizi esistenti quali
prescuola, postscuola e servizio mensa.
L’amministrazione avrà inoltre particolare riguardo verso la manutenzione degli
edifici scolastici per assicurane l’agibilità e la sicurezza. Ci occuperemo di

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introdurre e valorizzare progetti di qualità quali, a titolo esemplificativo: il PEDIBUS
ovvero la creazione di percorsi pedonali protetti tra la casa e la scuola dei bambini
in modo che possano camminare sicuri. Per rendere più partecipata questa attività
si pensava al coinvolgimento oltre che dei vigili anche della società civile (i nonni
dei bambini o altri volontari); attività didattiche innovative quali ad esempio la
scuola boschiva e la giornata della pace mettendo a disposizioni gli spazi ed i
materiali per la loro realizzazione.
Il sistema pavese degli asili nido e delle scuole per l’infanzia è senz’altro
d’eccellenza in particolare per quanto riguarda l’offerta formativa e pedagogica.
È necessario però lavorare sulla quantità dei servizi offerti aumentando il numero di
posti a disposizione delle famiglie. In quest’ottica sarà cura del Comune
promuovere l’apertura di asili aziendali legati alle grosse realtà pavesi quali ad
esempio Policlinico e Università.
Ma si dovranno prevedere ed elaborare anche nuove strategie per riuscire a
soddisfare il maggior numero possibile di richieste delle famiglie. È oggetto di studio
da parte nostra il modello adottato in diversi Comuni dell’Emilia Romagna che
hanno risolto il problema attraverso le convenzioni con gli asili privati. I modelli
pedagogici e la programmazione didattica, l'idoneità dei locali, l’organizzazione
del servizio e le caratteristiche del personale utilizzato sono rigidamente determinati
e controllati dal Comune non solo in fase di selezione ma periodicamente,
nell’arco dell’anno scolastico, allo scopo di accertare e garantire alle famiglie lo
standard di qualità che deve essere equivalente a quello offerto dagli asili
comunali.
La procedura per l’affidamento della gestione dei posti negli asili nido
convenzionati consta in un bando di gara che valuta quali e quanti asili privati
siano in possesso dei requisiti richiesti. In questa fase il Comune proporrà un'offerta
economica massima per la retta mensile; gli asili dovranno presentare una loro
offerta economicamente vantaggiosa e un loro progetto gestionale articolato. Si
redigerà una graduatoria in base alle offerte pervenute ed al numero di posti di cui
si necessita per soddisfare le richieste delle famiglie "acquistandole" dai gestori
privati. Il servizio per le famiglie rimarrà invariato sia da un punto di vista qualitativo
sia economico: la retta è stabilita dal Comune in base al reddito ISEE, la differenza

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fra la quota intera e quanto dovuto dall’utente è a carico del Comune (a cui
comunque il servizio costerà meno rispetto alla gestione diretta).

Nove / Pavia città solidale e sicura


Il benessere complessivo della città può avere basi solide solo se si fonda su
coesione sociale, politiche di inclusione e di opportunità. La convivenza civile è
fatta di regole e, insieme, di capacità di valorizzare il contributo individuale al
vivere sociale. Il Comune di Pavia ha intrapreso in questi ultimi anni una coraggiosa
riforma del welfare locale, abbandonando l’approccio assistenzialista tipico degli
anni ’90, e rilanciando la presenza dei propri servizi sul territorio. In quest’ottica
occorre consolidare e potenziare i servizi attivati negli ultimi tre anni come ad
esempio il servizio sociale decentrato, la custodia sociale per anziani, i centri
educativi giovanili di quartiere.
Vogliamo favorire e consolidare la partecipazione alla costruzione della rete del
welfare sociale. Lo faremo principalmente attraverso l’istituzione dei tavoli
permanenti di programmazione dove le forze sociali e sindacali, il terzo settore, le
associazioni, il volontariato con la sua Consulta leggano insieme i bisogni, indichino
le priorità e scelgano le modalità organizzative più idonee per assicurare i servizi.
Inoltre promuoveremo e favoriremo l’autonoma iniziativa dei cittadini in forma
singola o associata, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base
del principio di sussidiarietà.
Pavia deve confermarsi la città dell’accoglienza e della solidarietà dove i disabili,
gli anziani e le famiglie e i giovani in difficoltà siano sostenuti e gli immigrati si
sentano accolti e riconosciuti come cittadini con diritti e doveri. Per fare questo
occorre mantenere alto il livello dei servizi sociali, vero vanto di Pavia, cercando di
reggere l’urto che le politiche del governo Berlusconi stanno attuando contro lo
Stato sociale attraverso una disastrosa diminuzione dei trasferimenti erariali al
Comune. Crediamo fermamente, e l’abbiamo dimostrato, che la spesa sociale
non è un inutile fardello; è necessario, soprattutto in questo periodo di crisi,
rilanciare da subito, anche attraverso una mini manovra di bilancio, un forte
investimento pubblico sul welfare sociale per garantire a tutti i cittadini benessere e
qualità di vita.

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La crisi odierna colpisce anche fasce prima garantite, che si trovano a
fronteggiare situazioni di seria difficoltà. Per questo occorre prevedere interventi
qualificanti di sostegno alle famiglie. Ne citiamo alcuni a titolo di esempio: un
fondo di sostegno agli affitti per le famiglie indigenti, una politica tariffaria
modulata a favore dei redditi bassi, la promozione, in rete con altre istituzioni
pubbliche e private, del microcredito diffuso.
Nell'ambito della politica per la casa, l'housing sociale e l'edilizia sociale agevolata
sono strumenti che l'ente locale perseguirà per rispondere a un bisogno diffuso.
Sarà percorsa la strada dell'alienazione del patrimonio pubblico per disporre delle
risorse per nuova edificazione; il vincolo della proprietà per l'edilizia popolare
convenzionata sarà portato da 30 a 20 anni.
Sta inoltre per essere terminata un’opera fondamentale per un nuovo sistema di
accoglienza e di inclusione sociale in città: il Villaggio della Solidarietà San
Francesco: l’attivazione della nuova struttura rappresenterà una radicale revisione
di tutta l’organizzazione e filiera dell’accoglienza agli ultimi in città, andando verso
un modello che abbandoni l’improvvisazione e l’emergenza a favore di una
efficienza, efficacia e professionalità. Con l’inaugurazione del Villaggio si
consoliderà lo stile di lavoro dei servizi sociali mirato al recupero e al
potenziamento delle capacità dei soggetti deboli, piuttosto che nella
demarcazione delle differenze.
Perseguiremo un altro ambizioso progetto che consiste nell’organizzare in viale
Sardegna (area ex Macello) un vero e proprio quartiere della solidarietà, mettendo
in comunicazione ed in rete le varie realtà che negli ultimi anni si sono insediate
quali: il Villaggio San Francesco (che sarà il cuore del quartiere), il servizio
aggregazione e di custodia sociale per anziani residenti nelle case di edilizia
residenziale pubblica, la Fondazione Costantino (con la RSH, il centro diurno Le
Ninfee e il nuovo edificio che ospiterà nuovi servizi sociali), il Centro Diurno per
Disabili Le Betulle e un nuovo lotto di case di edilizia residenziale pubblica per
anziani che saranno realizzate in collaborazione con ALER. In questo “quartiere”
potrà trovare anche collocazione la “Casa del Volontariato”, un edificio che sarà
messo a disposizione delle numerose associazioni e sarà la sede della Consulta
Comunale del Volontariato, con uffici e sale riunioni comuni. Siamo convinti che il

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volontariato a Pavia rappresenti un capitale sociale incalcolabile e che il Comune
debba sostenere e mettere in condizioni di lavoro ottimali le numerose associazioni
che realmente operano sul territorio e a favore dei cittadini. Questa zona diventerà
il vero e proprio motore della solidarietà in città e da qui si irradierà una serie di
servizi (per es. custodia sociale per anziani) verso tutti i quartieri cittadini. I terminali
nelle periferie di questo nuovo sistema locale di welfare sarà un servizio sociale
decentrato consolidato e potenziato.
Daremo piena attuazione al Consorzio per i Servizi Sociali del Distretto di Pavia,
appena costituito che rappresenterà il fulcro fondamentale per il nuovo sistema
del welfare locale a Pavia e negli altri 11 Comuni limitrofi. Il Consorzio diventerà
l’ambito istituzionale attorno al quale sviluppare, in un sistema di rete con il terzo
settore, progetti rivolti all’infanzia e all’adolescenza (assistenza educativa
domiciliare, centri educativi diurni, ludoteca, progetto SMS, servizi di prevenzione
dell’abbandono scolastico, asilo sociale per le mamme lavoratrici sole a basso
reddito), alle famiglie (sostegno economico, sostegno alle capacità genitoriali,
mediazione familiare ), agli anziani (assistenza domiciliare, telesoccorso, centri
diurni integrati, custodia sociale), ai disabili (assistenza domiciliare, progetti di vita
indipendente, servizio inserimento lavorativo, servizi educativi), agli stranieri
immigrati (sportello e servizi di prima accoglienza, orientamento lavorativo, corsi di
alfabetizzazione, corsi di formazione per “badanti” ed istituzione di un servizio per le
famiglie che intendono impiegarle).
Promuoveremo un riordino del sistema dei servizi a favore dei cittadini disabili,
evitando la duplicazione delle strutture e dei costi gestionali e realizzando e
potenziando, in particolare strutture per il “dopo di noi”. Il Comune si farà
promotore presso altri importanti soggetti del terzo settore (ANFASS, Coop. Villa
Ticinum, UILDM, Coop. Marta ecc.) e presso altre istituzioni, come il Consorzio per i
Servizi Sociali e la Provincia, della costituzione di una Fondazione che, a livello
distrettuale, gestisca i servizi per i disabili.
L'attenzione dedicata agli anziani sarà proseguita non solo favorendo ed
incentivando le attività dei numerosi Centri Sociali ma studiando attività di utilità
pubblica, per valorizzare le tante capacità ancora presenti nella popolazione
anziana della nostra società. La collaborazione prioritaria anche se non esclusiva

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con l'ASP servirà ad aumentare in città l'offerta di residenza assistenziale assistita
(RSA).
Il mondo del volontariato e dell'impresa sociale è a Pavia una realtà solida con cui,
in una rete di sussidiarietà, va proseguito e rafforzato un rapporto già solido. Il
lavoro delle cooperative sociali è una risorsa che, se integrata nella politica
pubblica, ha positive ricadute sulla coesione sociale senza un aggravio per l'ente.
La presenza di Gruppi di Acquisto Solidale, se incoraggiata dall'ente pubblico,
potrebbe uscire da un ambito di nicchia e coinvolgere fasce più vaste di cittadini.
Così pure, va continuato il fattivo sostegno comunale ai progetti di cooperazione
internazionale per cui Pavia vede le rilevanti esperienze in Costa d'Avorio, Senegal,
Uganda.
La presenza di molti cittadini stranieri nella nostra città ha comportato una
trasformazione del tessuto sociale, che non può essere ignorata o sottovalutata. La
nostra comunità cittadina sarà più forte e sicura se saprà affrontare le sfida che ci
pone questa trasformazione della società, affermando valori di solidarietà, dialogo
fra culture, garanzia per tutti di uguali diritti e doveri.
Accanto alla tradizionale richiesta di prima accoglienza, i cittadini stranieri
avanzano la richiesta di accedere in forma piena alle possibilità di partecipazione
alla vita civile locale. Occorre quindi prevedere forme di partecipazione dei
cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale alla vita pubblica
locale, quale strumento per favorirne una integrazione armonica; in quest’ottica va
Istituito il consiglio comunale dei cittadini stranieri e apolidi e la figura del
consigliere aggiunto eletto dai cittadini stranieri, come contributo e primo vero
passo verso il riconoscimento del diritto di cittadinanza.
Ma dobbiamo anche creare le migliori condizioni di pari opportunità e di
integrazione, istituendo una scuola di cittadinanza per i cittadini stranieri, luogo
dove, oltre che la lingua italiana, imparino le regole di convivenza della nostra
società. Verrà potenziato lo Sportello stranieri del Comune come punto di
informazione e facilitazione per i cittadini stranieri e saranno confermate tutte le
azioni di mediazione linguistica e culturale, con il fondamentale apporto dei
soggetti terzo settore.

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La sicurezza ha basi solide appunto in questa rete di coesione sociale, di
inclusione, di senso di appartenenza. Immaginare una città che faccia leva
unicamente su strumenti repressivi e di controllo del territorio è una pura illusione, di
facile effetto ma velleitaria e precaria.
Per queste considerazioni riteniamo importante istituire una delega specifica alla
Sicurezza in stretto rapporto con quella ai Servizi Sociali e all'inclusione. La
reintroduzione del vigile di quartiere in rete con le altre forze di sicurezza, potrà
garantire un controllo migliore del territorio. È ovvio che è fondamentale
monitorare di continuo con la Prefettura i fenomeni delinquenziali ed i
comportamenti a rischio di devianza sociale.
Bisogna investire inoltre sulla sicurezza stradale, evitando atteggiamenti vessatori
verso gli automobilisti, e incentivando programmi di educazione stradale nelle
scuole, insieme ad ACI e Polizia Stradale. La vivibilità della città passa anche
attraverso il rispetto delle norme.

Dieci / Pavia città di giovani e studenti


Una riflessione importante va condotta sulla popolazione giovanile e studentesca
pavese. Per noi lo studente è un cittadino, non un semplice utente della città e la
sua presenza va concepita come una risorsa da integrare nel tessuto dei servizi
urbani. I giovani e gli studenti, che spesso non dispongono di grandi risorse,
ricercano un'offerta di servizi adeguata. Una strada è possibile: l'importante
accordo con l'Università permette loro già oggi di spostarsi gratuitamente sui mezzi
pubblici e tale modello di fruttuosa collaborazione può essere esteso ad altri campi
e servizi, fino ad arrivare a una “Carta” della rete dei servizi studenteschi. Come già
accennato, un'offerta integrata di strutture sportive può moltiplicare le occasioni di
svago e, parimenti, il recupero della piazza ipogea può costituire un luogo di multi-
aggregazione, con sale per incontri, proiezioni, musica.
La creazione di una Consulta giovanile viva, partecipata e libera può essere uno
strumento efficace con l’obiettivo di collaborare nella definizione delle politiche
migliori per poter coniugare giovani e città. Ancora, la già citata Banca del Tempo
può aiutare i giovani a trovare o scambiare opportunità per il tempo libero e le
attività ricreative.

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Ci poniamo come obiettivo la ricerca, faticosa ma indispensabile, di un equilibrio
fra le esigenze dei fruitori dei locali pubblici e quelle dei residenti. Una città
silenziosa ma spenta non garantisce quel clima vivo che dovrebbe
contraddistinguere una sede universitaria; d'altra parte, però, la quiete dei residenti
va salvaguardata da fenomeni di intemperanze che eccedano i limiti
dell'accettabilità. In tale ottica una scelta ipotizzabile è quella di favorire
l'allocazione in aree periferiche di strutture ricreative a maggiore apertura notturna
quali le discoteche. Nella zona di espansione universitaria a ovest, per esempio,
possono trovare spazio luoghi di ritrovo destinati specificamente alla popolazione
studentesca, con una possibilità di trasporto pubblico da/verso il centro storico in
determinate fasce orarie. In ogni caso, la strada da percorrere deve vedere il
coinvolgimento degli attori interessati, chiamandoli a una politica di
responsabilizzazione.
L'obiettivo è quello di legare lo studente alla città, in modo tale che, come già
accade spesso, terminati gli studi voglia rimanere a vivere qui. Questo farà
crescere una Pavia culturalmente e intellettualmente solida e rafforzerà, in un
circolo virtuoso, la domanda di una città di qualità.

Undici / Pavia città della partecipazione e della trasparenza


Il modello della partecipazione rimane valido anche se le forme in cui esso si
esercita sono cambiate negli anni e stanno tuttora mutando anche grazie alle
nuove tecnologie. La sfida odierna consiste proprio nell'assecondare tali
mutamenti, superando rituali ormai logori senza rinunciare al contributo dei
cittadini.
I consigli circoscrizionali, soppressi nella forma attuale, vanno mantenuti in vita in
una forma diversa, cioè come organismi territoriali non retribuiti di partecipazione
democratica dei cittadini, che svolgano un ruolo propositivo e consultivo
attraverso la collaborazione ed il confronto con il Comune, l’analisi delle
problematiche e la redazione di proposte per il miglioramento delle condizioni di
vita del quartiere, la formulazione di proposte sulla programmazione dei servizi di
interesse collettivo, l’attività di informazione e di promozione dei processi di
consultazione e di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.

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Il modello positivo costruito a partire dalla metà degli anni '90 con la costituzione
del percorso di Agenda 21 va ripreso e esteso ad altri ambiti, primo fra tutti la
partecipazione al processo del PGT, così come indicato dalla legge regionale. I
contributi dei cittadini, delle categorie e delle associazioni, infatti, vanno sollecitati
e vanno collocati in un quadro chiaro di compiti e competenze. Se infatti è giusto
che all'ente locale spetti la decisione finale, ciò deve avvenire dopo una accurata
e completa ricognizione e acquisizione dei contributi del territorio, al di là dei
legittimi interessi specifici.
E’ nostra intenzione adottare un metodo di lavoro che faccia della trasparenza
l’elemento qualificante di un’azione politica e amministrativa volta ad
un’informazione puntuale ed al coinvolgimento reale di tutti i cittadini nella vita
della nostra comunità.

Dodici / Pavia città in rete e facile da usare


Le tecnologie informatiche e della comunicazione hanno negli ultimi anni fatto
segnare progressi tali da facilitare grandemente la vita di noi tutti e semplificare le
modalità comunicative a distanza. Una città universitaria come Pavia deve porsi
all'avanguardia in questo settore se vuole veramente confermare la sua
prospettiva di alta qualità di vita. Il Wi-Fi gratuito nelle piazze, anche quelle
secondarie della città, oggi è possibile. Grazie alla cablatura sia da parte di ASM
che dell’Università è oggi possibile proporre una nuova modalità di vivere Pavia.
Con una forma di cooperazione con l’Ateneo, si potrà fornire un servizio wireless di
alta qualità sia a studenti che a turisti in tutto il centro storico. Oltre che navigare
gratuitamente in rete, si potranno ricevere informazioni multimediali sulla storia
della città e sui monumenti. Oltre allo sviluppo dell'offerta turistica e di accoglienza,
ciò garantirà una maggiore presenza sul territorio di persone che sceglieranno di
“navigare all’aperto” e di conseguenza una città “vissuta” e più sicura.
La qualità della vita in una città si misura anche dalla “facilità” con cui la si può
vivere in tutti i suoi aspetti, da quelli burocratici a quelli urbanistici e di contesto
urbano, fino all’accesso e alla fruizione dei servizi pubblici messi a disposizione della
cittadinanza. È innegabile che si debba andare verso un progressiva
semplificazione burocratica utilizzando il decentramento dei servizi e i nuovi sistemi

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informatizzati, con il rilascio di documenti online. Resta ben inteso che grandi
traguardi possono essere raggiunti grazie anche alle competenze presenti nel
personale comunale e alla loro giusta incentivazione.
Dobbiamo ricordare che l'ente pubblico è al servizio dei cittadini, e che quindi i
principi a cui deve ispirarsi la sua relazione con il cittadino sono la trasparenza,
l'apertura, il dialogo. Le nuove tecnologie oggi disponibili offrono un eccezionale
strumento in tal senso. Un solo esempio: il Sistema Informatico Territoriale (SIT), da
sviluppare in rete con altri comuni e enti, offrirà una conoscenza veramente
completa e organica del territorio e permetterà di affrontare con rapidità e
chiarezza tutte le problematiche legate a progetti, reti, infrastrutture, con evidente
risparmio di tempo e risorse.
Ma non si tratta solo di questo. Perdere tempo agli sportelli è uno dei maggiori
fastidi. Le pratiche anagrafiche, la richiesta di contrassegni di accesso anche
temporanei al tempo storico e il maggior numero possibile di pratiche comunali
potranno essere espletate “on line”, da casa o anche presso le sedi dei Consigli
circoscrizionali. Saranno predisposti database integrati comuni a tutti gli uffici per
semplificare ed accelerare l’assistenza ai cittadini. Va garantita la possibilità di
effettuare tutti i pagamenti (multe, rette, iscrizioni) e le prenotazioni (Fraschini,
biblioteche, eventi comunali) on line. Compatibilmente con la normativa nazionale
e regionale, si procederà a semplificare il rilascio di pratiche edilizie, con riferimento
soprattutto agli interventi di miglioramento e manutenzione degli edifici ad uso
abitativo, introducendo facilitazioni a coloro che vorranno istallare impianti ad
energie rinnovabili (solare, fotovoltaico, solare termico, geotermico, efficienza
energetica, coibentazione, politiche di risparmio).
Si dovrà favorire l’apertura di nuove piccole imprese commerciali e artigiane. Per
questo lo Sportello Unico per le Imprese non dovrà solo funzionare da “collettore e
smistatore” di pratiche ma svolgere un ruolo attivo nella guida dell’utente e
nell’ottenimento delle autorizzazioni di legge, al fine di garantire tempi certi.
Ancora, potranno nascere un servizio di orientamento al piccolo commercio che
aiuti a conoscere le condizioni di mercato, gli ambiti migliori di sviluppo possibili, le
potenziali sinergie con altri soggetti e, in collaborazione con l’Amministrazione
Provinciale, le organizzazioni sindacali e di categoria, uno Sportello Lavoro

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comunale dedicato ai Giovani con l’obiettivo, fra gli altri, anche di aiutare la
formazione di imprese e cooperative giovanili.

Questo programma nasce da una riflessione circa i progetti esistenti, i bisogni


espressi dalla città, l’analisi delle possibilità economiche del Comune e le potenziali
sinergie con i privati. La grande maggioranza degli interventi proposti sono attuabili
nell’arco dei cinque anni di una legislatura. Alcuni di essi, per la loro dimensione e
le risorse necessarie ad attuarli, avranno bisogno di dieci anni. E’ nostra intenzione
cercare di realizzarli con convinzione, in un rapporto stretto con la città, dalla
quale ci aspettiamo consigli, indicazioni, critiche. Siamo certi che da questa forte
relazione Pavia potrà trarre occasione per un futuro ricco di opportunità, e per una
ulteriore crescita economica ma soprattutto sociale e civile.

Pavia, 7 maggio 2009

Andrea Albergati

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