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II

taso dei diritti animali

ill Tom Regan

Mi considero un avvocato difensore dei diritti animali; o me- tflio, un avvocato di parte del movimento per i diritti animali. Ad rsso, cosi come lo concepisco, sono affidati un certo numero di nhicttivi da raggiungere e precisamente:

- 1'abolizione totale dell'uso di animali nelle attivita scien-

liliche;

- la totale eliminazione dell'allevamento animale commerciale;

- la totale abolizione delle attivita commerciali e sportive di 1'iiccia e di cattura con le trappole.

Ivsistono, credo, delle persone che affermano di credere nei di-

MI M animali ma che di fatto non perseguonoquesti obiettivi. L'al-

levamento su scala industriale, essi affermano, e sbagliato e viola

i diritti animali, ma 1'allevamento tradizionale va benissimo. Le

prove di tossicita dei cosmetici effettuate sugli animali ledono i

l"i ci diritti, ma eventuali ricerche mediche importanti — ad esem- pio quelle sul cancro — no. E orribile uccidere a bastonate i cuc-

< ml! di foca ma non lo e, invece, fare strage di foche adulte. Un ii-mpo mi sembrava di capire questo modo di ragionare. Adesso nun piu. Non si possono cambiare le istituzioni sbagliate usando ilc-i semplici correttivi. Cio che e sbagliato, profondamente sbagliato, nel modo di trat-

i.nr gli animali non consiste nei particolari, che variano da caso

A caso. E 1'intero sistema che non va. La situazione senza speran-

•f.A del vitello e patetica, stringe il cuore; il dolore pulsante dello scimpanze con gli elettrodi conficcati profondamente nel cervello

£ repulsive; la lenta morte strisciante del procione con la zampa

siretta in una tagliola e angosciosa. Ma cio che e sbagliato non e

il dolore, non e la sofferenza, non e la privazione. Tutti questi ele- tnenti confluiscononell'errore, e, talvolta, lo rendono molto, mol- lo peggiore, ma non costituiscono 1'errore fondamentale. L'errore di fondo e nel sistema, che ci permette di considerare

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gli animali come nostre risorse, disponibili per noi, per essere man- giati, o manipolati chirurgicamente, o sfruttati in campo sportive

o

commerciale. Una volta accettato il punto di vista che gli anima-

li

sono le nostre risorse, tutto il resto e spiacevole, ma prevedibile.

Perche crucciarsi della loro solitudine, della loro sofferenza, della loro morte? Dal momento che gli animali esistono per noi, a no- stro beneficio, cio che li disturba o li danneggia non ha una reale importanza o, quanto meno, importa soltanto se riesce a metterci

a disagio quando, ad esempio, mangiamo la nostra scaloppina di

vitello. E allora, va bene, togliamo pure i vitelli dal loro confina- mento solitario, diamo loro piu spazio, un po' di paglia, qualche compagno, ma, per carita, non priviamoci della nostra scaloppina! Un po' di paglia, piu spazio a disposizione e qualche compagno non eliminano, anzi non intaccano neppure, Ferrore di base che

e inerente al nostro modo di considerare e di trattare gli animali

alia stregua di risorse. E vero che un vitello ucciso per essere man- giato dopo aver vissuto in stretto confinamento e considerate e trattato nel modo che abbiamo detto, ma, in fondo, lo stesso vale anche per Fanimale allevato, come si suol dire «piu umanamen- te». Per correggere Ferrore e necessario ben altro che 1'utilizza- zione di metodi «piu umani»; e necessaria la totale eliminazione

dell'allevamento animale a scopo commerciale. Come farlo, se farlo o no, se e come abolire 1'uso degli animali in campo scientifico, sono tutte question!, in larga misura, politi- che. La gente deve cambiare le sue convinzioni prima di cambiare

le

sue abitudini. Un congruo numero di persone, soprattutto quel-

le

che ricoprono cariche pubbliche, devono credere nelcambiamen-

to, devono volerlo prima che si possano avere leggi che protegga- no i diritti degli animali. II processo di cambiamento e molto com-

plesso, molto esigente, molto faticoso, richiede un lavoro a piu mani nel campo dell'istruzione, della pubblicita, dell'attivita e delle or- ganizzazioni politiche giu giu fino al lavoro di incollare le buste

e leccare i francobolli. II tipo di contribute che posso dare, come

filosofo esperto e praticante e piuttosto limitato ma, mi piace cre- derlo, importante. La moneta corrente della filosofia sono le idee,

il loro significato e il loro fondamento razionale non imarchinge-

gni dei procedimenti legislativi, tanto per fare un esempio, o i mec- canismi di organizzazione di una comunita. Proprio delle idee mi sono occupato negli ultimi dieci anni o giu di li nei miei saggi e nelle mie conferenze e piu recentemente nel libro intitolato appunto II caso dei diritti animali. Ritengo.che le principal! conclusioni cui

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• nrrivato in questo libro siano vere perche sono sostenute dal

i n degli argomenti piu validi. Sono infatti convinto che 1'idea

(|ri iliritti animali abbia dalla sua parte delle ragioni, non solo e

leinplicemente delle emozioni. Ndlo spazio qui a mia disposizione posso soltanto abbozzare,

ii' II.i maniera piu semplice, alcune delle linee principal! del libro.

I uoi temi piu importanti, e credo che questo non ci sorprenda,

i ipurdano domande e risposte su questioni morali basilari e pro-

i "M< Ic: che cosa e la morale e come dovrebbe essere intesa, e quale

f, lutto sommato, la teoria morale piu valida. Spero di riuscire a

• 'Minnicare, almenp in parte, la struttura generale che ritengo ab-

lilti

questa teoria. E probabile che il mio tentative sia (per usare

tin

I ermine di cui si e

servito amichevolmente un critico nel de-

iii'i'ivere il mio lavoro) cerebrale, forse troppo cerebrale. Ma questo e fuorviante. In effetti i miei sentiment! sul modo

ron cui vengono spesso trattati gli animali sono fort! e profondi

« nine quelli dei miei compatriot! piu capricciosi. I filosofi (perusa-

i' 11 gergo del giorno) hanno di solito molto sviluppato il lato de-

nt n> del cervello. Se ci serviamo del contribute del lato sinistro (e lorsc dovremmo farlo di piu) cio e dovuto al fatto che le nostre

rupucita particolari hanno sede qui. (,ome procedere dunque? Cominciamo col chiederci come sia NInIn recepita la condizione morale degli animali da quei pensatori

ncgano 1'esistenza dei diritti animali. Procediamo poi col mettere alia prova il valore delle loro idee

• nninando la loro capacita di resistere al fuoco di fila di un'aper-

i i i itica . Con questo metodo, scopriremo rapidamente che molti I'ilcngono che non abbiamo doveri diretti verso gli animali, che non siamo loro debitor! in alcun modo e che, in effetti, non pos-

i mio far nulla che li offenda direttamente. Noi possiamo, peral-

ii". compiere delle azioni sbagliate che concernono gli animali e vrniamo, in questo modo, ad avere dei doveri che li riguardano. I'.ili- punto di vista potrebbe essere definito dei «doveri indiret-

I i». Facciamo un esempio a scopo illustrative: supponiamo che un

i

• I"

i. ino prenda a calci il vostro cane. Egli ha certamente fatto qual- I'osu di sbagliato, ma non nei riguardi del vostro cane, bensi nei vnstri. Dopo tutto non e bello sconvolgere le persone, e la sua azione

vi ha sconvolto: di conseguenza il danneggiato siete voi e non il

vostro cane. Vediamo la cosa da un altro punto di vista: prenden- • I" i calci il vostro cane il vicino ha arrecato un danno a una vostra |noprieta, e siccome questa e un'azione scorretta, di conseguenza

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egli ha fatto qualcosa di sbagliato, sempre, naturalmente, nei vo- stri confronti. Egli, infatti, non ha offeso il cane esattamente co- me non avrebbe offeso la vostra automobile se gli fosse capitato

di romperne il parabrezza. Tutti i doveri che il vicino ha nei con-j

11 i ii mare essi stessi il contratto, . ••!' 'io che sono capaci di farlo.

sono tuttavia amati e protetti

da

I bambini, ad esempio, non possono firmare contratti e manca-

n | iiindi di diritti specif ici, ma sono ciononostante protetti ugual-

fronti del cane sono, dunque, dei doveri indiretti verso il suo pa

 

le

dal contratto perche sono oggetto di interesse sentimentale

drone; generalizzando, potremo dire che ogni nostro dovere versi

1* i>arte di altre persone, soprattutto dei loro genitori. Di conse-

gli animali si configura, in realta, come un dovere indiretto reci-

uurnxa, noi abbiamo doveri che coinvolgono i bambini, doveri che

proco fra i membri deU'umanita.

 

11

i ij'.uardano, ma non doveri specifici verso di loro; per quanto

In che modo si puo giustificare un tale punto di vista? Si po-

11

. "iicerne, quindi, noi abbiamo dei doveri indiretti verso altre

trebbe dire che il cane non percepisce alcuna sensazione e quindi

!•• rsone, di norma i loro

genitori.

non e danneggiato dal calcio, che non si cura del dolore dal mo-

 

Kilornando agli animali, diremo che, dal momenta che non pos-

mento che non lo avverte, che e del tutto indifferente a tutto cio

mHKI

capire i contratti non possono ovviamente neanche firmarli,

che lo circonda, proprio come il parabrezza. Si potrebbe dirlo, na-

 

i

potendo firmare, non hanno diritti. Ma anche essi, come

turalmente, ma nessuna persona razionale si sentirebbe di fare una

i

I. inihini, sono spesso oggetto di un interesse affettuoso. Anche

simile affermazione, giacche, fra le altre considerazioni, si trove- rebbe nella posizione di dover sostenere che neanche gli esseri uma-

.1 . cTiamente, amate il vostro cane o il vostro gatto. Di conse- ||urn/a gli animali di cui si occupano un certo numero di persone

ni

sentono il dolore e che non si curano di cio che puo capitare.

'

unman di compagnia, balene, cuccioli di foca, 1'aquila america-

Una seconda possibilita e quella di affermare che, sebbene 1'uomo

n

11 .rbbene privi di diritti specifici saranno tuttavia protetti per

e

il cane sentano entrambi dolore quando vengono presi a calci,

11' Icll'interesse sentimentale e affettuoso che la gente prova ver-

e

solo la sofferenza dell'uomo a contare qualcosa. Ancora una vol-

10

di loro. Secondo le linee del contrattarismo, dunque, io non ho

ta, perb, nessuna persona razionale lo sosterrebbe. II dolore e do-

. I.ivcri diretti verso il vostro cane o qualsiasi altro animale, nean-

lore, in qualunque caso. Se 1'episodio del vicino e sbagliato pro- prio a causa del dolore che ha provocato, non e possibile, dal pun-

|iiello di non provocargli angoscia o sofferenza; se non lo dan- ii) e perche sento di avere un dovere verso le persone che si

to

di vista razionale, ignorare o negare 1'importanza morale della

i

1.1 upano di quello

che pub capitargli. Per quanto riguarda in-

sofferenza provata dal vostro cane.

j'Ji altri animali, per i quali 1'interesse affettivo e scarso o nul-

 

I

filosofi che sostengono la teoria dei doveri indiretti — e sono

I

iii-l caso, ad esempio, degli animali da allevamento o dei ratti

ancora molti — sono arrivati a capire di dover evitare, come im-

•Ii Itiboratorio — i nostri doveri diventano sempre piu deboli

fino

perfette, le due posizioni prima citate; e cioe sia 1'affermazione che

 

i|>arire quasi del tutto. La loro sofferenza e perfino la loro

1'animale non percepisce alcuna sensazione sia quella che solo la

 

,

per quanto reali, non appaiono sbagliate, se nessuno se ne

sofferenza umana e moralmente importante. Attualmente il punto

I

i i iipa.

di

vista favorito di questi pensatori si puo ricondurre all'una o al-

I . considerazioni relative alia condizione morale degli animali

1'altra forma di una situazione detta contrattarismo.

n.

H.imbito del contrattarismo potrebbero essere difficili da con-

La sua idea base si puo esprimere, assai semplicemente, cosi: la

ini nc se esistesse un corretto approccio teorico dello stesso tipo

morale consiste in un complesso di regole alle quali gli individui

.M

i * ondizione degli esseri umani; quest'ultimo aspetto, perb, non

accettano volontariamente di adeguarsi come avviene quando si

.

11 ii i.iii> adeguatamente, il che rimette in questione anche tutto

firma un contralto (di qui il termine contrattarismo). Coloro che

11n llu i lie riguarda gli animali. Facciamo un esempio: la morale,

capiscono e accettano i termini del contratto ne ricevono una co- pertura diretta, e hanno dei diritti stabiliti e ammessi dal contrat-

to

e da esso tutelati. I contraenti, poi, possono anche ottenere una

protezione implicita per altri che, sebbene non abbiano la capaci-

posizione contrattariana, consiste in regole a cui le per-

liunno deciso volontariamente di conformarsi. Ma quali per- ni ' I'.bbene, un numero di persone sufficient! a poter determi- 1111:1 differenza, abbastanza grande, cioe, da avere collettiva-

il potere di far rispettare le leggi stilate nei contratto. Tutto

n lo hi

ta

di comprendere 1'aspetto morale e non siano quindi in grado

.

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31

cio e bello e buono per i firmatari ma non altrettanto per tutti co loro ai quali non e state richiesto di firmare. E si badi bene che nel tipo di contrattarismo di cui stiamo parlando, non c'e nulla che' garantisca o addirittura esiga che tutti abbiamo 1'opportunita di partecipare equamente alia formulazione delle regole morali, Coj me risultato, questo tipo di approccio etico potrebbe benissimo sad zionare le forme piu vistose di ingiustizia sociale, economica, mo- rale e politica, da un sistema repressive di casta a una discrimina- zione razziale o sessuale sistematica. II potere, secondo questa teo-

ria, conferisce anche il diritto. Lasciamo che le vittime deU'ingiu-J stizia soffrano pure; la cosa non ha nessuna importanza se non c'< nessun altro, nessun sottoscrittore del contratto (o comunque trop

11 umani in possesso del

senso

di giustizia. E

se cio e vero nel

• considerate, che riguarda delle persone, non possiamo, dal pun-

i"

<li vista razionale, i animali.

negare questa stessa verita quando si tratta

I ,c teorie sui doveri indiretti, dunque, anche le migliori, non rie- >"no ad ottenere il nostro assenso razionale. Di conseguenza, qua-

li un|ue teoria etica razionalmente accettabile dovrebbe per lo me- iconoscere che abbiamo dei doveri diretti verso gli animali,

poll

lamente come li abbiamo, reciprocamente, gli uni verso gli al-

tri.

Le prossime due teorie che cerchero di delineare possiedono

• nirumbe questi requisiti. 1.11 prima e quella che definisco teoria della crudelta-gentilezza.

po

pochi) a preoccuparsene. Una teoria del genere ci toglie lette-

I 1'irssa in termini molto semplificati, essa afferma che noi tutti

ralmente il respire, dal punto di vista morale; e come se affermas- simo, ad esempio, che non ci sarebbe niente di male nell'aparthek del Sud Africa qualora ne fossero disturbati solo pochi bianchi su-

«|il>iiimo il dovere di essere gentili verso gli animali e quello di non MKCIV crudeli nei loro riguardi. Nonostante il suono familiare e " urante di queste idee, non mi sembra pero che esse offrano

dafricani. Una teoria cosi poco affidabile, a livello etico, per quan-

"M

ulcguata base teorica a sostegno di una teoria. Per capirci me-

to

riguarda il modo di trattare i nostri consimili umani, non puc

ulin

consideriamo, ad esempio, la gentilezza. Una persona gentile

certamente essere piu affidabile nel caso dei nostri amici animaliJ La versione del contrattarismo esaminata finora e, come abbia-| mo gia osservato, assai primitiva e, per onesta verso coloro che la sostengono, dobbiamo osservare che esistono variant! piu raffina-j

te, piu sottili e ingegnose. Per esempio John Rawls nel suo librc Una teoria delta giustizia delinea una versione di questa dottrina

che obbliga i contraenti ad ignorare alcuni particolari accidentali inerenti alia natura dell'essere umano — ad ignorare, ad esempio,

se si tratti di un bianco o di un nero, di un maschio o di una fern

mina, di un genio o di una persona di modeste qualita intellettua-

li. Solo ignorando tali particolari, afferma Rawls, possiamo essere

certi che i principi di giustizia sui quali i contraenti dovrebberc essere d'accordo non siano basati su preconcetti o su pregiudizij Nonostante il miglioramento che un punto di vista come quellc

di Rawls rappresenta rispetto alle forme piu primitive di contrat-I

tarismo, esso rimane comunque deficitario: nega sistematicamen-i

te, ad esempio, che si abbiano doveri diretti verso gli esseri umar che non hanno il senso della giustizia — bambini molto piccolij|

*Hisci- spinta da un certo tipo di motivazione, che puo essere, ad

turmpio, la compassione o la considerazione. Si tratta indubbia- iic ill una virtu; tuttavia, non esiste nessuna garanzia che un'a- i. me gentile sia anche un'azione giusta. Se, ad esempio, sono un

i i r.in generoso, saro incline ad agire gentilmente verso i mem-

l.i i di ILi mia stessa razza favorendo i loro interessi al di sopra di • pi' Hi degli altri. La mia gentilezza sarebbe reale e, entro certi li- Hiin, .inche buona ma, e mi sembra troppo ovvio doverlo sottoli- i» arc, le mie azioni gentili potrebbero benissimo non essere al di

• •! 'i i ili-lla riprovazione morale, anzi potrebbero essere decisamente m,-ni.il-, proprio perche radicate nell'ingiustizia. La gentilezza,

i .li, sebbene debba essere incoraggiata come virtu, non e in gra-

teorizzazione di cio che e giusto

. I.• . 11 Mipportare il carico di una

0 .I"-

non lo e.

' c m hi crudelta non va molto meglio. Le persone, o le loro azio-

in i crudeli se rivelano, dinanzi alia sofferenza di un altro, una

.ui/,;i di simpatia o, peggio, addirittura un certo godimento,

i n

aspetti, la crudelta e una cosa cattiva, un tragico

ni in.

i

i suoi

ad

esempio, o adulti mentalmente ritardati. Eppure, siamo tutten

flllimcnto per 1'umanita.

ra

ragionevolmente certi che, se dovessimo torturare un bambino

I

'••! .iltro, come la molla della gentilezza non garantisce che un'a-

o un adulto mentalmente ritardato, faremmo comunque qualcosal

di sbagliato nei riguardi di queste creature, non qualcosa che po-J

trebbe essere sbagliato se (e soltanto se) fossero coinvolti altri es-

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i. mi- sia giusta, cosi la mancanza di crudelta non ci salva dagli er-

Ad esempio, molte persone che praticano 1'aborto non sono

111' Ic-li, ne tanto meno sadiche, ma questo non vuol dire che il pro-

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blema della moralita dell'aborto non rimanga terribilmente diffi- cile. II caso non e differente se esaminiamo 1'aspetto etico che e alia base del nostro modo di trattare gli animali. E bene, certa-

mente, essere a favore della gentilezza e contrari alia crudelta, mq non illudiamoci che questa posizione risponda in maniera esauriente

al problema morale di cio che e giusto e cio che e sbagliato.

Alcuni ritengono che 1'utilitarismo abbia i requisiti della teoria che stiamo cercando. Un utilitarista accetta due principi morali.

II primo e quello dell'uguaglianza: gli interessi di ognuno sono im-

portanti ed interessi simili devono avere esattamente lo stesso pe- so e lo stesso valore. Che si tratti di un bianco o di un nero, di un Americano o di un Iraniano, di un essere umano o di un anima- le, il dolore e la frustrazione di ogni individuo e importante, esat- tamente quanto il corrispondente dolore o la frustrazione di chiun- que altro. II secondo principio e, appunto, quello dell'utilita: bisoi gna fare 1'azione che portera al migliore equilibrio fra socldisfazio-^ ne e frustrazione per ogni singolo individuo coinvolto. Se volessi comportarmi da utilitarista, dunque, ecco come do- vrei accostarmi al problema di decidere cosa fare dal punto di vi- sta morale: devo, innanzitutto, chiedermi chi sara coinvolto se scel- go un'azione piuttosto di un'altra, quanto ogni individuo sara coin- volto e in quale campo e piu probabile che si ottengano i risultati migliori; devo chiedermi, in altri termini, quale scelta avra proba- bilmente i migliori risultati e raggiungera il migliore equilibrio fra soddisfazione e frustrazione. Questa scelta, qualunque essa sia, e| quella che dovrebbe essere fatta; qui risiede il mio dovere morale. II grande richiamo di questa teoria poggia sul suo inalterable egalitarismo: gli interessi di ognuno contano e contano esattamen-

te quanto gli interessi di chiunque altro. Un certo tipo di odiose discriminazioni che sembrano giustificate da alcune forme di con- trattarismo — ad esempio quelle basate sulla razza o sul sesso, - non sembrano ammesse, in linea di principio, dalFutilitarismo; fra

queste lo specismo,

ovvero la sistematica discriminazione basata

sull'appartenenza a una determinata specie. Questo tipo di uguaglianza, pero, non e esattamente quella ipo-, tizzata da un avvocato dei diriti animali o umani. NelFutilitari smo, infatti, non c'e spazio per 1'equa considerazione morale dei diritti dei diversi individui perche in effetti non c'e spazio per va- lutare il loro valore e il loro merito intrinseco. Cio che ha valore,' per un utilitarista, e la soddisfazione degli interessi di ogni indivi- duo, e non la valutazione degli individui dei cui interessi ci si sta

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•CUpundo. Un universe nel quale sia possibile soddisfare il biso- • li cibo, acqua e calore e, a parita di altri fattori, migliore di

(liio ni-l quale questi bisogni rimangono insoddisfatti, e lo stesso v.ili iu-1 caso di animali che abbiano esigenze simili. Tuttavia ne

• i' • .ri i umani ne gli animali hanno alcun valore intrinseco, sotto

'I I'l.'lilo del diritto; solo le sensazioni sono

importanti.

I'••!• chiarire il punto di vista filosofico ci serviremo di un'analo- Illii snpponiamo di avere una tazza contenente liquidi diversi, tal-

• "lu dolci, talvolta amari, talvolta mescolati. Nel nostro esempio

16 die importa sono i liquidi, meglio se dolci, peggio se amari; 1 • i i.-./a, il contenitore, invece, non hanno valore. Per 1'utilitarista 10 siamo la coppa; non abbiamo nessun valore come indivi- iliil i >|iiindi non puo esistere una scala di comparazione. Cio che <|iiello che fluisce dentro di noi e per il quale noi serviamo •11 11.1 11acolo; i nostri sentimenti di soddisfazione hanno un valo-

I'osiiivo, quelli di frustrazione uno negative. Scri problemi sorgono per 1'utilitarista quando si tratta di con- "!• i nrc i migliori risultati finali. Che cosa significa esattamente? Nun vnol dire scegliere i risultati migliori per me, per la mia fami-

<•

i niiei amici, o per qualsiasi altra persona presa individual-

I >ovremmo, invece, fare un'operazione di questo tipo: som-

I r:i loro, in qualche modo, le singole soddisfazioni e frustra-

loni .li i liiunque possa essere coinvolto nella nostra scelta, met- I" l.i voce «soddisfazione» in una colonna, e la voce «frustra- || 11n'altra, e poi fare il totale di ogni colonna per ognuna

• 'I' < - IK- che ci si presentano davanti (questo e cio che intendia- M1.11n lo parliamo di teoria aggregativa). Alia fine, paragonan-

•• 'I iMi.ilr delle soddisfazioni e quello delle frustrazioni, dobbia-

l.i scelta che ha la maggiore probabilita di ottenere un bi- |in',itivo.

1 >iultiiH|iu- azione capace di portarci a questo risultato e quella li- .I' n n-1111110 compiere moralmente, perche e quella impostaci I 'I ii " ilovere morale. Naturalmente questa azione puo benis- non essere quella che porterebbe risultati piu vantaggiosi a

• ii 'ii.iliuriite o alia mia famiglia o ai miei amici, o ad un ani-

'"'!' 'Ii l.ilim:iiiii-io. Dunque i risultati migliori per tutte le perso- Involte, 'l.il punto di vista dell'aggregazione, non coincidono

i

.ii.

•i •

i

n i.mimic con quelli migliori per il singolo individuo.

I | >i 11| n ID i |M<-si n aspett o aggregative — le soddisfazioni e le fru -

i 'Ii (11verse persone sono, come si e visto, sommate e tota-

ii' i IK- lornisce 1'obiezione chiave alia teoria delPutilitari-

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smo. Mia zia Bea e vecchia, pigra, una persona capricciosa, di cat tivo carattere sebbene non fisicamente malata. Naturalmente pre ferisce continuare a vivere ed e anche abbastanza ricca. lo potrei realizzare una fortuna se riuscissi a mettere le mani sui suoi soldi, che lei intende lasciarmi in ogni modo dopo la sua morte ma che, allo stato attuale, si rifiuta di darmi. Per evitare pesanti tasse di successione ho deciso fin da ora di elargire una notevole parte del] miei proventi al locale ospedale pediatrico. Molti, moltissimi ban*] bini beneficeranno della mia generosita e ne verra molta gioia an che ai loro genitori, ai loro parenti ed amici, Se non ottengo il de naro abbastanza presto, pero, tutte queste aspettative saranno de luse. Mi si presenta una concreta opportunita (di quelle che si hanm una sola volta nella vita) di compiere un omicidio. Perche non uo cidere mia zia Bea? Oh, naturalmente potrei anche essere pres< Ma io non sono uno stupido e inoltre 0 suo medico potrebbe ess' re convinto a collaborare (ha gia considerate la faccenda e, per caj so, mi trovo a sapere un bel po' sui suo oscuro passato). La cos; puo essere fatta, oserei dire addirittura in modo professionale. C' solo una piccolissima possibilita di essere preso, e per quanto guarda i rimorsi di coscienza io sono un tipo pieno di risorse e ri scirei certamente a ricavare sufficiente consolazione — stand' sdraiato sulla spiaggia di Acapulco — dal pensiero della gioia e dell ricchezza che avrei procurato a tante altre persone. Supponiamo che zia Bea venga uccisa e che tutto il resto dell storia vada avanti proprio come 1'ho raccontato. Avrei fatto qua cosa di sbagliato, qualcosa di immorale? Si potrebbe proprio pen sare di si, ma non secondo i criteri dell'utilitarismo. Dal moment che cib che ho fatto ha avuto come risultato il bilancio piu positi vo possibile fra soddisfazioni e frustrazioni per tutti quelli coin volti nella mia azione, essa non e sbagliata. In effetti, si potrebbi addirittura dire, che, uccidendo zia Bea, io e il suo medico abbia mo addirittura fatto cio che il dovere ci imponeva! Si potrebbe ricorrere allo stesso tipo di argomentazionein ogn genere di situazioni per illustrare, volta a volta, come la posizion utilitarista porti a risultati che gli spettatori imparziali trovano mo ralmente indegni. E sbagliato, naturalmente, uccidere zia Bea sole perche questo porta al miglior risultato possibile per gli altri. Ui buon fine non giustifica dei mezzi malvagi e qualsiasi teoria mora le adeguata dovrebbe spiegare con chiarezza perche. L'utilitarismo sotto questo punto di vista, fallisce e non puo quindi essere la teo ria che stiamo cercando.

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1 • >sa fare? Da dove partire per ricominciare a cercare? A mio

o, il punto di partenza deve essere la posizione degli utilitari- i ' rispetto al valore dell'individuo o, piuttosto, alia suamancanza

che, ad esem-

pln, voi ed io abbiamo, come individui, il nostro valore, che chia- 'ino valore intrinseco. Affermarne I'esistenza significa anche am-

i<-re che siamo qualcosa di piu e di diverse rispetto a dei sem-

I'li. i contenitori. Inoltre, per essere sicuri di non

' istizie come la schiavitu o la discriminazione sessuale, dobbia- itiche credere fermamente che tutti coloro che hanno un valo-

i' mirinseco siano su un piano di uguaglianza, indipendentemen- i' .l.i quale sia la loro razza, la religione, il luogo di nascita e cosi

aprire la via ad

11 v ilore. Sostituiamo a questa informazione 1'idea

i

i

nino ugualmente da scartare come irrilevanti le qualita indi-

'•

I' i.ili, il talento, 1'intelligenza, la ricchezza, la personalita, lo stato

I'

ilute,

il fatto di essere oggetto di amore o di ammirazione, di

'•/zo o di odio. II genio e il bambino ritardato, il principe e 'I i <" LTD, il neurochirurgo, il venditore di frutta, Madre Teresa

 

il mono scrupoloso dei venditori di macchine usate hanno tutti

 

ilore intrinseco, lo possiedono tutti in ugual misura ed hanno

 

'

c.iiale diritto ad essere trattati con rispetto in un modo che " 11 i itluca alia condizione di oggetti, esistenti solo come risorse

i-

i iliri. II mio valore come individuo e indipendente dall'utilita

I" IMISSO avere per voi, e viceversa. Per ognuno di noi, trattare

I 1111' i i n modo da venire meno al rispetto dovuto al suo valore as-

i);iiifica non agire moralmente, e violare i diritti dell'in-

• I'

U inn dei pregi razionali di questo modo di vedere — che io

•<>i l punto di vista «dei diritti» — dovrebbero risultare evi- Ifllli A ilifferenza di cio che avviene nelle forme piu rigide di con- in .mo, ad esempio, esso nega, in linea di principio, che sia 11MI nie accettabile una qualsiasi forma di discriminazione raz-

• Mtalc o sociale; nega altresi che si possa giustificare, per

• !•-i buoni risultati, 1'uso di mezzi cattivi, che ledano i dirit-

II tii ll'individuo. In questo contesto, ad esempio, non potrebbe

!»»cir considerate morale 1'uccisione di zia Bea solo perche essa

olillo,

i.lim.

N'<- i onseguenze benefiche per gli altri. Cio significhereb-

sociale, un trattamento

I I I MI . Itvnlii n .issolutament e irrispettoso , qualcosa , cioe , chel a teo -

">i mi . i.nificare, in nome di un bene

del iliiii n non potra mai, categoricamente,

permettere.

I ' 11 i MINIM ill vista razionale si tratta, credo, della teoria morale

I. li l.i. i nil , che supera tutte le altre per il modo con cui chia-

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risce e spiega i principi fondamentali dei nostri doveri reciproci, il vero dominio della morale umana. Per questo motive, ha dalla sua le ragioni piu valide, i migliori argomenti; naturalmente, se fosse possibile dimostrare che essa include, nelle sue linee generali, sol- tanto gli esseri umani, allora una persona come me, che crede nei diritti animali, sarebbe obbligata a cercare altrove. Si puo dimostrare, peraltro, che tutti i tentativi per limitare la sua sfera d'azione ai soli esseri umani si sono rivelati carenti dal punto di vista razionale. Gli animali, bisogna ammetterlo, manca-j no di molte capacita possedute dagli uomini: non sanno leggere, non fanno dell'alta matematica, non sanno costruire una libreria ne preparare una torta di mele. Anche molti esseri umani, tutta-j via, non riescono a fare queste cose e tuttavia noi non diciamo (i non vorremmo neanche) che essi, come conseguenza, hanno un va-| lore intrinseco minore o minore diritto ad essere trattati con ri- spetto. Sono le somiglianze fra gli esseri umani che hanno nella ma- niera piu chiara e piu incontrovertibile un tale valore (ad esempio]

i lettori di questo libro) che hanno la massima importanza, no:

le differenze. II punto veramente fondamentale, basilare, di tal somiglianze, e semplicemente questo: ognuno di noi e un soggetto che fa esperienza di vita, una creatura cosciente che ha una condi zione individuale di benessere di per se importante, a prescinderi da una sua qualsiasi utilita per gli altri. Abbiamo delle volonta delle preferenze, delle convinzioni e dei sentimenti, dei desider

e

delle aspettative, e tutti questi aspetti della nostra vita, inclus

il

piacere, il dolore, la gioia e la sofferenza, la soddisfazione e 1

frustrazione, una lunga esistenza o una morte prematura — tutt segna una differenza nella qualita della vita vissuta e sperimentata da noi, come individui. Poiche tutto questo e vero per gli animali che ci interessano — per esempio quelli che vengono mangiati o catturati — anch'essi debbono essere considerati come soggetti che fanno esperienza di vita, con un loro proprio valore intrinseco. Alcuni, tuttavia, sono riluttanti ad accettare una simile idea « riconoscono valore solo agli esseri umani. Come potrebbe esserq difendibile un punto di vista cosi ristretto? Dovremo affermare ch< solo gli uomini hanno il requisite dell'intelligenza, dell'autonomia

della ragione? Sappiamo bene che molti, moltissimi esseri umani non riesconi

a raggiungere questi livelli e tuttavia si pensa, giustamente, ch

essi abbiano un valore, indipendentemente dalla loro utilita per gli altri. Affermeremo dunque che soltanto gli uomini appartengo

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nil .ilia specie giusta, quella di homo sapiens? Ma questo e un evi-

i HC specismo. Si dira

allora che tutti gli esseri umani — e solo

I

-

hanno un'anima immortale? A questo punto i nostri oppo-

 

ii

11

iroveranno pane per i loro denti. Personalmente, non sono

HI il.lisposto verso 1'idea che esistano anime immortali, anzi spero

|Htil"iidamente di averne una. Non vorrei, tuttavia, prendere po-

c su un problema etico controverso, introducendo una que-

11 'in- ancora piu controversa su chi o che cosa possieda un'anima Immortale. Questo significherebbe scavarsi una nicchia ancora piu (iiiilunda, invece di cercare di venirne fuori. E meglio, dal punto

11 isIa razionale, risolvere le questioni morali senza introdurre

I- rli .issunti controversi e non necessari. II problema dell'attribu-

li'iu- di un valore intrinseco e di questo tipo, ed e risolvibile piu

iilmente evitando di introdurre 1'idea di un'anima immortale. I I '!u-iie, forse qualcuno affermera che gli animali hanno un cer- ilore che e, pero, minore del nostro. Una volta ancora, pero,

' I'liu dimostrare facilmente che questo punto di vista manca di

till' rmstificazione razionale. Quale dovrebbe essere la base logica •li i|uc-,i;i affermazione? II fatto che gli animali mancano di ragio-

•li mitonomia, di intelligenza? Potremmo accettarlo soltanto

i.iv.imo disposti ad accettare lo stesso criterio di giudizio per

rli

.

i

i umani che hanno analoghe deficienze.

1 ill r;i parte, pero, non e vero che queste persone — i bambini ni 11.1.111, per esempio, o le persone mentalmente disturbate — ab-

1 mi valore intrinseco minore rispetto a voi e a me. Ne, d'al-

I' . |><ii remmo ragionevolmente sostenere che gli animali nelle i • i i i Hulixioni abbiano minor valore. Tutti coloro che hanno un

•'I

n inseco, umani e no,

sono su un piano diparita, in quan-

i

»(>nnrlli senzienti.

•• un IK- le rocce e i fiumi, gli alberi e i ghiacciai, ad esempio, •il'l" ni" nn tale valore, questo non lo sappiamo e forse non lo sa- ' ni.ii. Del resto il problema non ci interessa in questo conte- "•i i nun.' non ci interesserebbe, ad esempio, sapere quante un .ivi.nnio il diritto di votare alle prossime elezioni, prima 'i" i' sc in stesso ho questo diritto. Analogamente non abbia-

I'i.i'('.mi < li sapere preliminarmente quanti individui abbiano

•«

lore intriiiseco; 1'importante e che alcuni lo abbiano. Per quan- 1 ir" nil.i il caso dei diritti animali, dunque, quello che abbiamo lUiijj.iin ili -,;ipere e se gli animali che, nella nostra cultura, sono

Id

'•In.' in.iiif>iati, cacciati, usati nei laboratori, siano simili a noi pi linn .<>)'j'riii di vita. E noi lo sappiamo: sappiamo che, alia

nei laboratori, siano simili a noi pi linn .<>)'j'riii di vita. E noi lo sappiamo: sappiamo

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lettera, milioni e milioni di animali rispondono pienamente a qua sta definizione e, di conseguenza, hanno il nostro stesso valore inl trinseco. Dal momento che, per arrivare alia formulazione delM migliore teoria sui nostri doveri reciproci dobbiamo per forza i

conoscere la parita assoluta del nostro valore come individui, allo-|

ra la ragione, badate bene, non il sentimento ma la ragione, ci

stringe a riconoscere il corrispondente valore intrinseco di queSJH

animali e, nello stesso tempo, il loro diritto, pari al nostro, di essej

re trattati con rispetto.

E questa, nelle linee generali, la struttura e 1'ispirazione di bas

del caso degli animali. Mancano molti particolari sugli argomenlj fondamentali, ma possono essere trovati nel libro cui ho preceden temente accennato. Mi limitero, in questa sede, ad esporre solJ mente i quattro punti finali della teoria basilare della nostra trat]

tazione.

II primo punto intende dimostrare che il movimento dei diritd

animali fa parte del piu vasto movimento dei diritti dell'uomo non e in antagonismo con esso. Una stessa teoria sostiene, dal puntJ

di vista razionale, sia i diritti degli uni sia quelli degli altri. Colorj

che partecipano alia lotta per il movimento animale sono infat compagni anche nella lotta per assicurare il giusto rispetto dei di ritti umani — i diritti delle donne, ad esempio, o quelli dei lavors tori o delle minoranze. Dal punto di vista morale il movimenq dei diritti animali e fatto della stessa stoffa. Dopo aver esposto le linee generali della teoria dei diritti, mo, come secondo punto, perche le sue implicazioni nel campo del Pallevamento, e in campo scientifico siano evidenti e inconfutabj li. Per quanto riguarda 1'uso degli animali in campo scientifico

teoria dei diritti e categoricamente abolizionista. Gli animali di !• boratorio non sono i nostri assaggiatori di veleno e noi non siam i loro sovrani. Poiche essi sono trattati sistematicamente e mecc£ nicamente come se tutto il loro valore si riducesse all'utilita cr hanno per gli altri, sono altrettanto sistematicamente e meccanl camente trattati senza rispetto in modo da violare i loro diritti Cio e vero sia quando sono utilizzati in ricerche banali, ripetitiv non necessarie o addirittura senza significato, sia quando sono usan

in studi che contengono una reale possibilita di beneficio per gl

esseri umani. Non e possibile giustificare un grave danno o addij rittura 1'uccisione di un essere umano (ad esempio mia zia Bea adducendo questo tipo di ragioni, e dunque non e possibile farlJ neanche nel caso di una creatura inferiore come una cavia di label

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110. Non si tratta semplicemente di sottigliezze o limitazioni, ^Hlhhic piu grandi e piu pulite, di un maggior uso di anestetici,

l< II < liminazione dei

molteplici interventi chirurgici, non

si trat-

IN inline, semplicemente di migliorare il sistema. Si tratta, inve-

• . li una sua completa ristrutturazione. La cosa migliore da fare

do arriviamo al momento di discutere se usare o no gli anima-

Iiri scopi scientific!, e non utilizzarli affatto. E questo, secondo

li

1

i

ia dei diritti, il nostro precise dovere.

i

I

li

i

i-

li

Anche per quanto riguarda 1'allevamento animale a scopi com-

i iali, la posizione abolizionista e analoga. L'errore morale di

In non consiste nel tenere gli animali in isolamento o in spazi .imente ristretti, non e la loro pena ne la loro sofferenza, ne

i ' i10 che le loro necessita e le loro preferenze siano ignorate o ululate. Tutti questi aspetti, naturalmente, sono sbagliati ma

osi ituiscono 1'errore fondamentale. Sono contemporaneamen-

miomo ed effetto di un errore piu profondo, sistematico che

111- di trattare questi animali corne se fossero completamen-

I'Mvi di valore, pure risorse a nostra disposizione, anzi, addirit- i isorse rinnovabili. Dare agli animali da allevamento piu spa- ,i, un ambiente piu naturale o un maggior numero di compagni , HTcgge 1'errore di fondo, cosi come, nel caso degli animali

I >l'"i .iiorio, non sarebbe certo sufficiente fornire una maggiore iiiiii di anestetico, o gabbie piu pulite. Questo obiettivo puo rir i >i u-nuto soltanto con la totale abolizione dell'allevamento

HI Mi n i i Kil e degli animal i esattament e come, pe r ragioni analoghe

ii dilunghero qui a sottolineare, non un filo in meno del-

i ' lululr climinazione della caccia e dell'uso di trappole a fini com-

ili i- sportivi potrebbe soddisfare i requisiti imposti dalla

i

'

ili

I • Implicazioni della teoria dei diritti a questo proposito sono,

11

* nine

abbiamo

gia affermato, chiare ed inequivocabili.

.Ii nil irm due punti da trattare riguardano la mia professione,

"I i.i. E del tutto evidente che non esiste alcun sostituto del-

iii |Miliiica e che le parole, quelle che ho scritto in questa se-

1111ove, non possono, di per se stesse, cambiare niente. Sono '" .i/.ioni, le nostre decision!, il modo con cui concretizzia- • I" nsieri espressi dalle parole che sono in grado di cambiare I'm 10 cio che la filosofia puo fare, e che mi sono sforzato Dili i" re, i- una chiara visione dell'obiettivo a cui dovrebbero Ic nostre azioni, e del perche. Ma non del come. 1 ' i' in in mente, per finire, il mio sollecito critico, quello che

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ho gia citato, e che mi ha rimproverato di essere troppo cerebrale.J Ammettiamolo pure, ma diciamo anche che la teoria dei doveri in-J

non sono certamente fatti I

per suscitare passioni profonde. Mi affiora pero alia mente un'al-1 tra immagine, suggerita anch'essa da un amico, e precisamente quel- j la di una ballerina, vista come espressione di una passione disci-j plinata. Lunghe ore di sudore e di fatica, di solitudine e di esercizio, diI dubbio e di stanchezza: sono questi gli ingredient! della disciplinaI della sua arte. Ma c'e anche la passione, 1'ardente aspirazione adl eccellere, a comunicare attraverso il suo corpo, a farlo nella maM niera giusta, in modo da riuscire a commuovere le nostre mentiM E questa Fimmagine che vorrei lasciarvi, di una filosofia non «tropj po cerebrale» ma ricca di passione disciplinata. Delia disciplina ab| biamo detto a sufficienza. Per quanto riguarda la passione, vi dir che a volte, anzi abbastanza di frequente, mi vengono le lacrime agli occhi quando leggo o vedo o sento parlare dell'infelice condi| zione degli animali nelle mani degli uomini. Il loro dolore, la loro solitudine, la loro innocenza, la loro morte. Ira. Rabbia. Pieta. Di| spiacere. Disgusto. L'intero creato geme sotto il peso del male ch gli esseri umani fanno scontare a queste creature mute ed indifese| Sono i nostri cuori, non soltanto le nostre menti a chiedere a graii voce che tutto questo finisca, che si riesca a superare, per amol loro, le abitudini di violenz'a che stanno dietro la loro sistematicj oppressione. Tutti i grandi movimenti, e stato scritto, passano per tre stadl il ridicolo, la discussione, 1'accettazione. La realizzazione di sto ultimo stadio richiede passione e disciplina, impegno del cuorl e della mente. Il destine degli animali e nelle nostre mani. VogliJ Iddio che possiamo essere all'altezza del nostro compito.

diretti, Futilitarismo,

il contrattarismo,