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TUTTO MERITO DEI PESCI

PITTURA ASTRATTA E DISEGNI PER TESSUTO NELLA COMO DEGLI ANNI TRENTA di Fabio Cani

Potrebbe cominciare cos il racconto, come in una favola. Ma cominciamo pure dallinizio. Quando ho avuto 14-15 anni ho avuto la fortuna di conoscere il pap Badiali, il padre di Carla Badiali, la pittrice, un signore nel vero senso della parola. Era lamministratore dei conti di Cant, amministrava le terre e per era anche impiegato alla Balbis e Bari. Ed era anche un grande pescatore. Ha visto il Sandrino che pescava, e gli ha detto: Ti, ta vegnarisset minga a pesc cun mi? Il Sandrino Sandro Gabaglio, classe 1923, testimone della stagione eroica del disegno tessile comasco, e dellaffermazione dellastrattismo storico, ma anche soprattutto, direbbe lui appassionato pescatore. E p, ta vri dit una roba: la mia tusa la gha bisgn dun fi drizz insc, per lav i piat e purt in giir i disegn. Io ho detto Va bene. Avevo appena finito le scuole commerciali, a pieni voti, e mio padre aveva detto Benissimo, l vegn lra. Non so se abbia segnato di pi la vita di Sandro lincontro con il padre pescatore o con la figlia disegnatrice; certo che con quellincontro che sembrava casuale entr in contatto con un intero mondo, quello dellarte, a dispetto di premesse che apparivano del tutto divergenti. Dalle commerciali al disegno. Come ci sono arrivato? Semplicemente perch sono andato a finire dalla Badiali. Pian pianino mi sono scoperto a imparare, a lavorare. Era il 1938. Pi o meno. Non difficile immaginare un ragazzo spaurito, che si era messo le scarpe apposta invece degli zoccoli per andare incontro al suo primo lavoro, ma tutto orecchi e tutto occhi a captare lessenza di

quel mondo. Ancora oggi quel mondo sempre l: nello sguardo e nellascolto; difficile farlo uscire nelle parole. Una conversazione con Sandro rischia di essere evasiva se ci si limita a trascriverla parola per parola. Bisognerebbe poter trascrivere anche le occhiate, spesso tese a inseguire ricordi e sensazioni lontane, i toni di voce, i silenzi. Alla fine degli anni Trenta lo studio Badiali era famosissimo. Gli altri erano il Bari e il

Carla Badiali, Composizione 37, 1936-1937, olio su tela, cm. 40x30, collezione privata

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Carla Badiali, Composizione 37, 1936-1937. Collezione privata

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Verga. Badiali, Bari e Verga erano i tre studi di Como: Poi cera lo studio Porro, che faceva le messe in carta. Il lavoro del disegno per tessuti Carla Badiali lo condivideva con altri esponenti dellarte comasca davanguardia, con quasi tutti, per la verit; con Aldo Galli (che ha lavorato con lei), con Manlio Rho, con Carla Prina (che per non ha mai lavorato con la Badiali), e poi con i pi giovani: Alvaro Molteni e Sandro Gabaglio, appunto. Lunico astrattista che non ha mai fatto disegni Radice. Anzi, lui ha sempre ostentato la sua superiorit. Lo studio Badiali da questo punto di vista era un autentico laboratorio in cui tutti avevano la possibilit di esprimersi. La Badiali si fidava dei suoi collaboratori. Ed era una donna squisita, eccezionale. Il disegno per tessuti fu dunque un punto di incontro, ma il suo valore di esperienza formativa per unintera generazione di artisti stato scoperto solo a posteriori, forse. Il rapporto tra disegno per tessuti e pittura era molto stretto, ma si tendeva a dire che era molto largo, perch non si voleva ammettere che quella pittura era frutto dei disegntori per tessuti, anche se ovviamente essere un buon disegnatore non voleva dire assolutamente essere un buon pittore. Rho, per esempio, faceva il disegnatore di stoffe per la michetta, e insegnava anche al Setificio disegno. Lui e gli altri facevano tutto, sapevano fare tutto. Mi ricordo la frutta fatta da Rho, i fiori, le rose: assolutamente splendide. Rho lavorava da Aliverti e Stecchini e poi integrava i guadagni dando alla Badiali degli altri disegni. Ma tutti dicevano che non aveva niente a che fare con la pittura. Ci fu, certamente, un contributo della disciplina del mestiere alla ricerca artistica, ma anche questo riconoscimento tardivo, e quasi sempre ammesso a denti stretti, quasi che la seconda si contaminasse e si degradasse a contatto con il primo. Ho visto Rho

lavorare con il tiralinee in studio. Dopo aver tirato un righettina con il tiralinee, devi con il pennello quadrato appena appena bagnato dello stesso colore andargli contro passo passo, perch il tiralinee lascia una massa di colore che non va lasciata, perch se no si tradisce il disegno di base. E questo viene dallesercizio del disegnatore per tessuti. Con in pi la difficolt di passare dalla tempera allolio. Lastrattismo geometrico dei comaschi fatto in buona parte di una ricerca testarda, di un progetto preciso, ma a volte condita anche dal divertimento e dalla sperimentazione gratuita. Sandro ricorda Manlio Rho, nel suo studio in via Porta, alle prese con giornali intrisi di colore alla ricerca di effetti nuovi, pasticciare con le mani sulla tela, e poi farsi dare dagli amici tipografi nuovi inchiostri per sperimentare risultati ancora diversi. Era divertimento? S. Era un divertimento voluto. Ma cercare di farsi dire da Sandro quando e perch Rho sperimentasse quelle soluzioni troppo. Del resto se Rho andava in una direzione, Radice poteva anche andare in unaltra. Il gruppo esisteva o no? Si sono trovati un giorno, dicendo il movimento astrattista comasco. Certo, si sono considerati un gruppo. Anche se cerano delle lotte e delle divisioni interne. Perch il Radice diceva una cosa, e il Galli poi ne diceva due e aggiungeva Tant, quel l al capiss nagut. Il Rho era il pi malleabile e accomodante. La Badiali stava molto dalla parte di Rho, con Radice un po meno. Del resto, Radice tendeva a stare da solo. Galli non ne parliamo: quando si trattava di affrontare il tema della pittura lui era sempre un po staccato. Salardi era un purissimo che stava da solo, anche se stato in contatto con Rho e con Radice. Un gruppo che ha attraversato momenti drammatici, personali e collettivi. Ma in studio no, non si parlava di politica. Eppure sullo sfondo di quel grammofono sempre 25

acceso si deline la deportazione del marito di Carla Badiali, Alessandro Nahmias, e poi larresto della Badiali stessa, detenuta e torturata dai fascisti a Villa triste di Milano. Su quello sfondo passarono il fascismo, lantifascismo e la resistenza, e finalmente la liberazione. Io sono andato ad accompagnarla al treno che andava a Milano a incontrare lui che era appena ritornato. Dopo la guerra, lo studio, che era in via Prudenziana, fu trasferito in via Rezzonico, poi chiuse. Quando la Badiali ha smesso, sono andato dal Robbiani falegname e gli ho detto: Per favore, famm un taul che ghu de

metass dre a laur. I clienti della Badiali sono diventati automaticamente i miei clienti. E io mi sono piazzato il tavolo in casa. E la fine del racconto? e i pesci? I pesci sono sempre l che aspettano il Sandrino, occhieggiano dal lago, o anche da un nodo del legno del tavolo. Le vicende degli astrattisti comaschi sono consegnate alla storia, ma un testimone autentico pu ancora rivelare qualche aspetto poco noto, sollecitare qualche riflessione imprevista. Sfumature? Pu darsi. Ma in unopera una sfumatura pu essere tutto. E tirare le sfumature che ha tirato Rho...

Sandro Gabaglio in una foto degli anni Sessanta

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