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TIPS AND TRICKS

SOME NOTES FROM C.R.I.S.I.


Venendo dallArgentina e dal Cile, parliamo un linguaggio che mantiene i suoi legami con la colonia: lo spagnolo. Ma qui, a Bologna, stata unenorme sfida sviluppare lintera esperienza lavorativa in due differenti lingue: litaliano (per la comunicazione locale) e linglese (per quella internazionale). Abbiamo una laurea in inglese presa allUniversit della Strada (non ad Oxford), cos abbiamo pensato fosse giusto avere un altro punto di vista, come avevano consigliato le curatrici. Cos queste ultime hanno consultato alcune persone ed una di queste, un ragazzo americano che lavora nel campo del cultural management, sugger di fare alcuni cambiamenti al titolo originale che avevamo proposto (Commune of Research for Inclusive Social Imagination) cambiandolo in Community Research on Imagining Society and Inclusion. Ci ha aperto una parentesi piuttosto interessante. Abbiamo avuto modo di scoprire come un piccolo cambiamento nelluso del linguaggio potrebbe scombinare completamente il senso dellidea espressa e influenzare lo sviluppo concettuale del progetto. Abbiamo inoltre compreso che Commune (il termine inglese da noi utilizzato) non lo stesso che Community. Avendo utilizzato Commune di proposito, ma non essendo linglese il nostro linguaggio nativo, abbiamo deciso di consultare unaltra persona. Cos abbiamo scritto a Brian Holmes (un teorico e attivista americano), per assicurarci che la nostra versione del titolo fosse corretta (o un errore consapevole). La sua risposta fu: il cambio in Community Research" totalmente normalizzante e ci che mi ricorda il punto di vista di un governo cittadino che voglia integrare un processo artistico nella sua retorica del servizio pubblico. Al contempo anche vero che in inglese Commune ha lodore della California psichedelica del 68 (che io amo), ma altri no!... Il titolo che avete proposto risulta pi coerente con le vostre pratiche. Si potrebbe anche dire, in un pi forte linguaggio di sinistra: Communards for Research in Social Inclusive Immagination. E con questo il termine inclusione ha un significato totalmente diverso: si inclusi nella Comune di Parigi del 1871 e nella sua attuale estensione. Alla fine abbiamo deciso di tenere il titolo (ed il concetto) originale. Abbiamo nuovamente capito che politicamente, uno dei pi importanti e delicati aspetti di cui occuparsi in ogni progetto, il modo di gestire la comunicazione (e la stampa).

TRUCCHI E CONSIGLI: ALCUNI APPUNTI DA C.R.I.S.I.

TIPS AND TRICKS: SOME NOTES FROM C.R.I.S.I

PARTECIPAZIONE

Quando parliamo di partecipazione dobbiamo pensare al significato che riveste in qualsiasi contesto. C.R.I.S.I. intende riconoscere lesistenza di quei gruppi sociali che stanno ai margini e non sono funzionali alle egemoniche logiche di potere. Abbiamo scelto di lavorare con loro, andare nei loro luoghi e seguire le loro attivit al fine di decentralizzare ed estendere il campo dazione del progetto. Abbiamo proposto di pensare ed immaginare questi gruppi sociali come guide fondamentali per i futuri cambiamenti sociali che avvengono di solito in tempi di crisi. Per rovesciare il modello della burocratizzazione culturale e i modi di essere. Per questa ragione abbiamo qui parlato di immaginazione sociale inclusiva e non di partecipazione. Crediamo che oggi partecipazione sia un concetto ingannevole che potrebbe essere usato per manipolare e strumentalizzare i bisogni sociali ed i desideri collettivi, per poi indirizzarli verso le esigenze del consumismo o delle urne elettorali.

PARTICIPATION

When we talk about participation, we must think precisely what it means in each context. C.R.I.S.I. refers to recognizing the existence of social groups that are at the margins and are not functional to the dominant logic of power. We chose to work with them; going to their places and activities in order to decentralize and expand the project's field of action. We proposed to think of and imagine these social groups as fundamental guides for future social changes in times of crisis. To reverse the model of cultural bureaucratization and to produce other alternative models of economic distribution; allowing autonomy in the management of resources and living things. For that reason, we speak here about inclusive social imagination and not about participation. We consider that today, "participation" is a deceptive concept which could be used to manipulate and instrumentalize social needs and collective desires, just to direct them to consumption or the ballot box.

explain these concepts in different languages. As we come from Argentina and Chile, we speak a language which remains a legacy of the colony: Spanish. But here in Bologna it was a big challenge, since we had to develop the whole experience working in two different languages: Italian (for local communication) and English (for international communication). Our English degree was earned at the university of the streets (and not at Oxford), so we thought that it would be good to have another point of view, as recommended by the curators. They consulted some people in order to hear their opinions and told us that an American man, who works in cultural management, suggested making some changes to the originally proposed title, from Commune of Research for Inclusive Social Imagination, to Community Research on Imagining Society and Inclusion. That opened up quite an interesting question. We discovered how a little change of language could completely change the meaning of the expressed idea and affect the conceptual development of the project. We understood that "Commune" (which we had used) is not the same as "Community. Having used "Commune" on purpose, but English not being our native language, we decided to consult another person. So, we wrote to Brian Holmes (an American theorist and activist) to make sure that our version of the title was correct (or intentionally erroneous). His answer was: "The change to "Community Research" is completely normalizing and what it brings to my mind is the point of view of a city government that wants to integrate an artistic process into its rhetoric of public service. Although it is true that in English, "commune" has the air of '68 psychedelic California (which I love) but others, no! The title that you proposed is more coherent with your practices. You could also say, in harder left-wing language: Communards for Research in Social Inclusive Imagination. And with this, the term inclusion has a totally different meaning: one included in the Paris Commune of 1871 and its current extension." In the end, we decided to keep the original title (and concept). Again, we have learned that politically, one of the most delicate and important aspects of every project is how to handle communication (and the press).

normale che in molti progetti gli artisti lavorino in modo alienato rispetto allo spazio e al tempo, al contempo globalizzato e delocalizzato. Arrivano, si fermano qualche giorno, ed in genere gli unici rapporti che riescono a costruire sono con persone coinvolte nella mostra, che ruotano attorno alla galleria o al museo. Poi, dopo la mostra, devono ripartire e in genere non riescono a costruire nessuna relazione profonda con il contesto e la popolazione locale. Quindi, questo uno degli aspetti pi complicati delle cosiddette pratiche "site specific", in cui, gran parte delle volte, gli artisti non costruiscono nessun intervento specifico sul sito, ma solo uninstallazione adattata a qualche architettura o spazio, ma non collegata al contesto e alle circostanze. Preferiamo cos il concetto fight specific (recentemente utilizzato dalliniziativa artistica Isola Art Center di Milano). Consapevoli dellimportanza del tempo, e opponendoci alle pratiche alienanti di certa arte contemporanea, abbiamo deciso di passare pi di due mesi in Emilia Romagna, poich crediamo sia necessario creare le condizioni utili allo sviluppo di rapporti reali (che potrebbero anche avere continuit e sopravvivere nel tempo). Il tempo della immaginazione sociale completamente diverso da quello dellindustria creativa. Per la immaginazione sociale, lurgenza non correre per una scadenza. legato allurgenza che nasce dal contesto e allabilit sociale a rispondere ai problemi pi impellenti attraverso unimmaginazione che utilizzi altre temporalit. Queste pratiche nascono quando c una sollevazione sociale, una rivolta, una rivoluzione. Sono pratiche senza programmi rigidi, aperte e fondate sullimpegno e sulla solidariet; creano un nuovo modello di tempo e contribuiscono a creare nuovi tipi di relazioni, nuove forme di arte e modi essere.

Molto spesso quando si sviluppano progetti artistici o culturali, le risorse sono distribuite fra pochi individui, e generalmente si tratta di persone appartenenti alla stretta cerchia dellartista, alle istituzioni coinvolte o legate alla parte produttiva. Siamo abituati a vedere spese grosse somme per la produzione di artwork (per gli oggetti che lo compongono, per i suoi materiali,), eventi e performance. Ma poi, finita la mostra, non rimane pi nulla (tranne che per la carriera dellartista, ed eventualmente per la speculazione del mercato dellarte). Come metafora della crisi attuale, il progetto ha voluto muoversi in diversi spazi e coinvolgere persone (indipendenti, autonomisti e progetti sociali) che non utilizzassero finanziamenti pubblici o privati. Al fine di fare un esperimento che dimostrasse la possibilit di cambiare la logica dellindustria culturale, una parte importante di C.R.I.S.I. si focalizzata sulla modalit di distribuzione del budget di produzione del Premio di modo che si potesse collaborare a tutti quei progetti ed iniziative supportandoli finanziariamente. Cos, condividere il nostro budget con loro stata unesperienza straordinaria che ha aiutato a sovvertire le gerarchie ed i ruoli del mondo dellarte mainstream. In tempi di crisi capitalistica esistono dinamiche nocive che attraversano ogni ambiente lavorativo: degrado e precariet, fedelt ed obbedienza rimbalzano fra artisti, operatori culturali e istituzioni. In questo modo C.R.I.S.I. ha creato un esperimento collettivo, prendendo i fondi del Premio (che provengono da finanziamenti pubblici) e rigirandoli ai cittadini sotto differenti forme. Il risultato non stato uno, ma un insieme di esperienze collettive riguardanti musica, testi, suoni, oggetti, interventi e performance, il tutto socializzando le risorse, il lavoro e la autorialit dellopera.

ECONOMIA

In many art projects, often artists work alienated from time and space, globalized and delocalized. They just turn up and spend a few days on location, usually the only relationships they are able to build are those with people whom are involved in the exhibition process, around the gallery or the museum. Following the exhibitions opening, they need to quickly leave, leaving them unable to Form deeper relationships or interact with the context and local people. That is one of the tricky circumstances involving the so called site specific practices, where most of the time, artists do not build any real specific development on site. Instead just an installation, adapted to some architecture or space but not related with the context and circumstances. We prefer the concept of fight specific (recently used by artist imitative Isola Art Centre from Milano). Conscious of the importance of the time, and in opposition to those alienating contemporary art practices, we decided to spend more than two months in Emilia Romagna, because we believe that is necessary to create the right conditions to develop real relationships, which could also have continuity and remain though time. The time of the social imagination is completely different from the timing of the creative industry for the social imagination, the urgency is not like rushing to meet a dead line application. It is related to a different type of urgency, one which is born in the context and the social ability to respond to the most urgent pressing issues, through an imagination which manages other temporalities. Those are the practices which appear when there is social upheaval, a revolt and or a revolution.They are practices without strict programs, opened and based on commitment and solidarity, which create a new status of time and help to build new kinds of relationships as well as new forms of art and life.

When developing cultural or art projects, it is of common occurrence that the resources available are distributed by just a few individuals, generally they are people from the artists close circle, agents from the institution involved, or those who manage the production. It is usual to see how much money is possible to spend just for producing an artwork (its objects, materials and complexities) events or performance. But then, after the exhibition finishes no funds remain available (except for the artist career, and eventually for the art market speculation). As a metaphor of the current crisis, the project searched to move in diverse spaces with people (independent, autonomist and social projects) who don't normally get any kind of financial support from neither public or private funding. In order to make an experiment to prove that is possible to change such logic, a main part of C.R.I.S.I was about focusing on different possible ways to distribute the production budget of the price, in order to collaborate with those projects and initiatives and to support their economies. Therefore sharing the budget with them was an extraordinary experience which helped to change the hierarchies and the roles from the mainstream art world. In times of capitalist crisis, there are certain recurrent harmful dynamics throughout in every productive working environment: degradation and precariousness, loyalty and obedience plays between artists, cultural agents, curators and institutions. On that way C.R.I.S.I has made a collective experiment on that field, taking the economy of the award (which comes from public funds) making it return to the citizens in different forms. The result was not one, but an amount of collective experiences as, music, texts, sounds, objects, interventions and performances, socializing the resources, the work and the authorship.

ECONOMY

Abbiamo scelto di non usare una open call per raggiungere le persone. Sarebbe come utilizzare un servizio di telemarketing per cercare un proprio amico. Per questa ragione abbiamo realizzato che un metodo chiave il SOCIAL READY MADE, dal momento che permette un dislocamento contestuale che trasforma il significato e incoraggia una presa di posizione. C.R.I.S.I. cerca alleati che abbiano gi le proprie pratiche partecipative e le proprie reti sociali: attivisti di quartiere, associazioni culturali, organizzazioni studentesche, collettivi di artisti e giornalisti indipendenti, filosofi e assistenti sociali. Altro cruciale obiettivo di questo progetto stato quello di creare interrelazioni tra collettivi e individui senza precedenti legami lavorativi, cercando di usare tutte le risorse creative e immaginative per stimolare nuovi pubblici attivi.

NO TELEMARKETING NO OPEN CALL

NO TELEMARKETING NO OPEN CALL

COMUNE O COMUNIT

We choose not to use the "open call" as a strategy for public engagement. Its like calling a telemarketer and expecting to find a friend. Our research is invested in finding different ways to create and stimulate social engagement. For this reason, we understood that an essential method is the SOCIAL READY MADE, since it allows for a displacement of context which transforms meaning and encourages taking a stand. C.R.I.S.I. seeks allies who already have their own participatory practices and their own social networks: Neighborhood activists, cultural associations, student organizations, artist collectives together with independent journalists, philosophers and social workers. Another primary objective of this project was to forge connections between collectives and individuals who hadn't collaborated previously looking to use all the creative and imaginative resources to stimulate a new, active audience.

Questo progetto lavora sul comune e su come sviluppare pratiche emancipatorie che riguardano il significato di partecipazione sociale, attraverso ci che noi chiamiamo immaginazione sociale inclusiva in un contesto di crisi. In questo senso abbiamo scelto per il titolo un acronimo che sintetizzasse tutti i concetti coinvolti Nella prima fase del progetto, una delle prime consultazioni avvenute con le curatrici del premio riguard il modo di comunicare il progetto. Per la prima conferenza stampa di C.R.I.S.I. ci chiesero alcune delucidazioni circa il modo in cui avremmo sviluppato il progetto, con chi, e circa il titolo ed i concetti implicati. Abbiamo subito capito che avremmo dovuto pensare a come spiegare quei concetti in lingue diverse.

COMMUNE OR COMMUNITY

TEMPO

Quando parliamo di produrre esperienze di immaginazione sociale inclusiva, dobbiamo sempre innanzitutto pensare a come costruire un altro concetto di tempo. Per questo C.R.I.S.I. un progetto temporaneo e contestuale, che si colloca e sviluppa nella contingenza di un contesto specifico e lungo un dato tempo. CONTINUA...

This project works on the "common" and how to develop emancipatory practices regarding the meaning of social participation, through what we call the inclusive social imagination in a context of crisis. In this way, we chose a title which is an acronym synthesizing of all concepts involved. At the first stage of the project, one of the earliest exchanges with the curators of the award was about how to communicate the project. For the first C.R.I.S.I. press release, they consulted us about some issues like how we would like to develop the project, with whom, and about the title and concepts involved as well. Immediately, we saw that perhaps we needed to think about how to

TIME

When we talk about producing experiences of inclusive social imagination, we should always first think about how to build another concept of time. In this way, C.R.I.S.I. is a temporary and contextual project, which locates and develops itself within the contingency of a given place and time.

CONTINUE...

crisiproject.org

crisiproject.org

C.R.I.S.I has been possible thanks to the following individuals and organizations:

ETCETERA multidisciplinary collective founded in Buenos Aires in 1997 coordinated by Loreto Garin Guzman (Chile) and Federico Zukerfeld (Argentina) // Silvia Guescini general assistant of the project and anthropologist // LA PILLOLA association for sustainable culture, Mariano Andres Araneo, Ilenia Gamberini, Marco Landini // MENO MALE, cultural association, Mago Marco Magagnoli // NOA art workers collective, Stefano

Blosi, Stefano Bernardini, Piergiuseppe Francione, Ariela Maggi // OLTRE non-profit organization organizers of the Par Tt Parade, Lidia Buchner, Daniela Monaco, Marianna Rocco, Martina Visentin, Annalisa Bonvicini // LABORATORIO AFROBEAT movement of collective music and improvisation, Guglielmo Pagnozzi // POSTEGGIATORI TRISTI group of musicians and actors, Davide dAl, Francesco Vinci, Pietro Botte // CENTRO SOCIALE LA RESITENZA cultural and social center, Ferrara // XM24 Centro Sociale

located in the neighborhood of Bolognina // COORDINAMENTO MIGRANTI movement for migrants organization // ON THE MOVE Laboratory of Hip Hop Fr, Dies, Fech, Zoro, Sphera, Caleb, Marsh, Kore, Misko, Jhona, Folc, Fato W, Pappa, Rectone, Mike and Daitone. Davide Cobbe, Marco Pignatiello, Emanuele Franco, Luca Padova // RADIO STRIKE itinerant radio from Ferrara // ODA PROJESI artist collective Istanbul, Turkey zge Akkol, Gne Sava and Seil Yersel // HOBO students collective that occupies a university

classroom, Anna Curcio, Costanza Acquisti, Talita Tibola, Gigi Roggero, Parvis Jashn Tirgan, Alberto Ida // TELEIMMAGINI a collective of media activists, Antonella Cavallo, Antonella Cignarale // Manuel "Kyodo" Simoncini a key person for Bologna contemporary hip-hop // Antonio Dondi singer of the rock band Strike // Frida Falvo Actress, singer, theater director and mother of Ludoviko & Eugenio // Filippo Landini writer, professor and filmmaker // Licia Vignotto writer and journalist // Carol Sabadini artist and actress // Antonio Tufano

actor and activist, from Naples // Dorian Batycka lumpenproletarian, DJ, curator, etc. (Canada) // Franco "Bifo" Berardi philosopher, theorist and media activist // Gerald Raunig philosopher, art theorist and activist from Wien // Galit Eilat writer and curator at the Van Abbemuseum (The Netherlands) // Larete Art Project curatorial collective dedicated to research and support of new artistic strategies, organizer of the International Award of Participatory Art, Julia Draganovic, Claudia Lffelholz, Maddalena Bonicelli.

SPECIAL THANKS TO: Bert Theis; Alfredo Jaar; Rudolf Frieling; Maria Teresa Schembri; Marinella Zucchelli; Luigi Benedetti; Claudia Brighetti; Mariette Schiltz; Lorenza Pignatti; Andrea Amaducci; Ilaria Camplone e Simone; Duccio Scottini; Camilla Pin; Marco Baravalle; Anna Santomauro; Viviana Checchia; Luciano Fantini; Jimmy Michele Valieri; Fernando Pellerano; Lelio Aiello; Giusy Checola; Diego Segatto; Christoph Brunner; Martina Marosi; Rosario Blanco; Il Cassero; Isola Pepe Verde; Teatro Nucleo; MACAO; SALT; VAG61; Etcetera...