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Wilhelm Richard Wagner (Lipsia, 22 maggio 1813 Venezia, 13 febbraio 1883) stato un compositore, librettista, direttore d'orchestra e saggista

a tedesco. Caratteristica fondamentale di Wagner la rappresentazione del "dramma" come elem ento di introspezione. Le opere di Wagner non possono essere considerate opere ( o spettacoli musicali) nel senso tradizionale del termine, bens sono grandiose ar chitetture in cui musica, canto, poesia, recitazione e psicologia si fondono sec ondo la logica del Wort-Ton-Drama (l'opera d'arte totale). Egli stesso definiva le sue opere "azioni" o addirittura "gesta della musica divenute visibili". Ques te "azioni" pretendono un'attenzione quasi religiosa, a cui lo spettatore deve a ssistere senza la minima distrazione. Nel teatro di Bayreuth, infatti, per la pr ima volta le luci venivano spente e l'orchestra era totalmente nascosta sotto il palcoscenico, come se la musica sorgesse magicamente dall'immaginazione dello s pettatore.[35] Il termine "immaginazione" non casuale. Infatti, la musica di que sti drammi composta da un mosaico di temi conduttori (leitmotiv) che tratteggian o un'attivit psichica in continuo divenire. Scrive Giulio Confalonieri nella sua monumentale Storia della musica: Il sistema dei leitmotiv sta in rapporto di reciprocit con il dramma. C' un fluido , un ondeggiamento, una maniera di increspare sempre linee verticali, cos da togl ier loro ogni staticit accordale, ogni qualvolta un complesso di collegamenti psi cologici che dobbiamo, senz'altro, proclamare freudiani. Le infinite ombreggiatu re corrispondono a un'attivit della nostra coscienza, ossia "sono" nella nostra c oscienza prima di essere nella musica. [36] Di conseguenza, nessun pezzo a forma chiusa, nessuna aria ostacola il libero flu ire della narrazione, che scorre senza soluzione di continuit dall'inizio alla fi ne di ogni atto, sottoponendo il canto al commento di un'orchestra smisurata per numero di strumenti e ampiezza sonora. Rilevante in Wagner l'uso del cromatismo , quell'onda incessante di spirali cromatiche che, specie nel Tristano, si esasp era al punto da abbandonare la struttura tonale. Tali prerogative, unite alla sp ropositata lunghezza delle partiture, portarono Wagner ad essere accusato di osc urit e pesantezza, un giudizio che si trascina fino ad oggi tra gli ammiratori de ll'opera di stampo convenzionale. Osserva ancora Confalonieri: Nell'opera del maestro lipsiense avvertiamo un qualcosa che va accettato come un servaggio, come una imposizione magica e, in certo senso, violenta. Ci disturba. [37] Di Wagner si distinguono tre periodi: il primo, ancora legato alla tradizione er editata da Bach, Mozart e Bellini, comprendente le prime opere giovanili: Le fat e, Il divieto d'amare e Rienzi. Il secondo, il momento di transizione, che rigua rda L'olandese volante, Tannhuser e Lohengrin. Il terzo, il periodo che coincide con l'autentico wagnerismo: la Tetralogia (ossia L'anello del Nibelungo, compren dente L'oro del Reno, La Valchiria, Sigfrido e Il crepuscolo degli Dei), Tristan o e Isotta, I maestri Cantori di Norimberga e Parsifal. I soggetti di questi dra mmi sono tratti dall'antica mitologia nordica. L'idea centrale impostata sulla n ostalgia romantica di un mondo remoto in cui trovare la felicit, felicit che si es prime attraverso il mito della redenzione e dell'eterno femminino. Vi ruota into rno un complesso apparato ideologico che nel corso dei decenni stato oggetto di molteplici interpretazioni[38], caricandolo di significati talvolta contradditto ri e oltrepassando le intenzioni dell'autore stesso. Lo scrive anche Confalonier i nel capitolo dedicato alla Tetralogia: "Ci qui impedito accennare a tutti i si gnificati simbolici che Wagner volontariamente, i suoi commentatori forse oltrep assando le sue intenzioni, ha attribuito ai cento episodi della saga nibelungica . Che in essa, pur ingombra di eccessive dilatazioni, di oscurit, di elementi con taddittori, si agitino quasi tutte le forze dell'esistere umano, cosa che noi se

ntiamo efficiente e presente."[39]