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LA DEMOCRAZIA ATENIESE Si pu dimostrare che la Democrazia Ateniese era molto diversa dallattuale; elenco alcune caratteristiche che ritengo

maggiormente significative: 1) Non esistevano i partiti politici che presentassero i candidati alle elezioni, chi desiderava si faceva vedere alla tribuna a parlare al popolo, che poteva rigettare od approvare loratore, in questultimo caso egli poteva iniziare una carriera politica. (PLUTARCO, DEMOSTENE, 6). In effetti, quando Demostene si present per la prima volta davanti al popolo, si trov di fronte schiamazzi e risa, tra laltro, nel discorso egli sembrava mescolare i periodi e tormentare i concetti in modo assai fastidioso ed esagerato. Poi studi, si miglior ed ottenne il favore popolare, iniziando cos la sua strada. Tutto da solo, senza nessuno che lo presentasse. 2) Non solo i giudici erano popolari e sorteggiati, ma esisteva una legge che imponeva al cittadino di parlare lui stesso davanti ai giudici e di seguire personalmente tutte le questioni e le pratiche di una causa. I cosiddetti oratori, es. Lisia, Isocrate, ecc. erano, in effetti, dei logografi, cio persone cui ci si poteva rivolgere, a pagamento, per farsi scrivere un discorso da pronunciare poi personalmente davanti ai giudici. Demostene svolse sia questa attivit di logografo, sia quella di uomo politico e pubblico oratore, i discorsi di cui al primo caso furono pronunciati dai suoi clienti, quelli di cui al secondo da lui personalmente. Si deve riconoscere che questa organizzazione permise ad un giovane brillante come, appunto, Demostene, di intentare causa, una volta raggiunta la maggiore et, ai suoi tutori, dai quali era stato defraudato. Vinse la causa, ma non riusc a recuperare il denaro che gli era stato frodato. Ci, per, gli serv daiuto per iniziare la sua attivit politica. (PLUTARCO, DEMOSTENE, 5-6). 3) Listituto della docimasia, tutte le cariche assumevano le loro funzioni dopo un esame, prima si chiedeva dei genitori, poi se il candidato appartenesse a culti religiosi, se possedesse tombe di famiglia, se trattasse bene i genitori, se pagasse le tasse ed i servizi militari da lui compiuti; si dovevano, quindi, produrre testimoni a tale riguardo e, infine, era data possibilit a qualunque cittadino di accusare il candidato e, in caso affermativo, vi era possibilit di replicare. (ARISTOTELE, COSTITUZIONE DEGLI ATENIESI, 55) Per cause di questo tipo, vedasi, ad esempio, LISIA XVI (Difesa per Mantineo), XXVI (Contro Evandro) e XXXI (Contro Filone, in occasione della docimasia), si usava anche una mano pesante. 4) Il rendiconto, allo scadere d ogni carica, di qualsiasi tipo, anche militare o religiosa e sacerdotale (ESCHINE, CONTRO CTESIFONTE, 17-22), si doveva presentare un rendiconto o bilancio di quanto fatto. Questo era pubblico ed, entro tre giorni, qualunque cittadino poteva sporgere denuncia contro chi era uscito di carica; se, ad un primo esame, laccusa era ritenuta fondata, si passava il rendiconto al tribunale. (ARIST. COST. ATEN., 48,3s). Si doveva rendere conto sia in materia economica, dimostrando di non aver preso n dissipato alcunch (ESCHINE, CONTRO CTES., 22), sia si veniva valutati riguardo a quanto si avesse detto o fatto di contorto, piegati dal peso della carica e per mancanza di capacit personale adeguata alla carica stessa. (PLATONE, LEGGI, 945b) Platone scrive che la mansione dei magistrati addetti ai rendiconti costituisce una delle pi importanti occasioni di salvezza o di dissolvimento del governo. Se questi svolgono il loro compito in maniera irreprensibile, tutta quanta la regione e lo stato prosperano, altrimenti questo si distrugge. Bisogna che i magistrati che esaminano i rendiconti siano davvero straordinari per quanto riguarda il complesso delle virt. (PLAT. LEGGI, 945b). Altri fatti interessanti sono: Luccisione di uno schiavo portava il colpevole dinanzi al tribunale del Palladio. (ARIST. COST. ATEN., LVII, 3 e PLAT: EUTIFRONE). Si procede contro quelli (governanti) che non abbiano mantenuto le promesse fatte al popolo. (ARIST. COST. ATEN. XLII, 51) Si procede contro lautore duna legge inopportuna. (ARIST. COST. ATEN. LIX, 2). Sarebbe eccessivamente lungo esporre tutto quanto la materia richiede. Concludendo si pu affermare che la Democrazia in Atene consentiva ad uomini dingegno di farsi valere in tribunale e daffermarsi coi propri mezzi ed aveva una certa umanit, era, infatti, illegale, uccidere uno schiavo (vedasi, di contro quanto accadeva a Roma, ad esempio, con Spartaco); inoltre, direi, si esigeva da parte di tutti e, particolarmente, dai governanti, competenza, onest e buon comportamento, vedasi docimasia, rendiconto, non promettere al popolo e poi non mantenere e non fare leggi inopportune. Daltro canto vi era una certa asprezza, impiego abbastanza largo della pena di morte, vedasi Socrate ed, anche, severit verso i governanti, vedasi il caso degli ammiragli (strateghi) che avevano vinto alla battaglia delle Arginuse (406 a. C.) contro gli Spartani, ma avevano lasciato morire in mare i marinai naufraghi delle navi ateniesi affondate nel corso del combattimento, omettendo di portare loro soccorso. Tornati in Atene, questi strateghi furono condannati a morte in regime assembleare, senza comparire di fronte ad un tribunale. (SENOFONTE, ELLENICHE, I, 6-7).