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Che cosa si intende per orientamento (lez.

8) Lorientamento un processo psicosociale attraverso il quale la persona gestisce le esperienze significative della propria storia formativa e lavorativa. Le esperienze significative che connotano questo percorso possono essere diverse e fanno riferimento a tipi di esperienze diverse, per esempio tipi di scelte fra i cicli di studio (il passaggio dalla scuola media alla superiore, dalla scuola superiore alluniversit), o possono riguardare momenti di difficolt che lo studente incontra lungo il proprio percorso scolastico, oppure al passaggio dagli studi al mondo del lavoro, oppure i lavoratori interessati a cambiare lavoro, oppure la ricerca di un lavoro dovuto a fenomeni di disoccupazione o espulsione dal mercato del lavoro. Queste situazioni sono definite esperienze di transizione e richiedono alla persona la capacit di orientarsi per gestire efficacemente e favorire uno sviluppo positivo della propria storia personale. queste competenze orientative maturano nel tempo Per orientarsi necessario sviluppare alcuni pre-requisiti (dette competenze orientative di base); bisogna mettere le premesse perch la persona maturi questo processo di orientamento, non automatico affrontare un compito orientativo specifico, e poi occorre una cultura allautoorientamento, un metodo per orientarsi, chiaro che nelle transizioni si ha bisogno di competenze specifiche che possono aiutare la capacit della persona di decidere, cio di operare delle scelte e alcune competenze si occupano di sostenere queste abilit di progettazione dellevoluzione della storia individuale delle singole persone. La capacit di autoorientarsi legata allo sviluppo e alla maturazione di queste competenze, pi competenze una persona ha a disposizione meglio sapr affrontare i diversi compiti orientativi. Le competenze in parte maturano autonomamente attraverso appunto le esperienze personali, familiari, amicali e in parte sviluppate o potenziate attraverso interventi professionali finalizzate a questo scopo che vengono definite azioni di orientamento, intendo con azione attivit a sostegno del processo psicosociale che la persona matura in modo autonomo. Quindi con il termine orientamento si fa riferimento a due aspetti : da un lato il processo attivato in autonomia dalla persona (da sola) per cercare di orientarsi nelle esperienze di transizione e dallaltro lato le azi oni svolte da professionisti a sostegno della persona che deve affrontare i compiti orientativi. Tra i due aspetti c una stretta connessione. Volendo provare a dare una definizione possiamo dire che lorientamento un percorso che accompagna la persona lungo tutto larco della vita e laiuta ad affrontare i nodi critici della propria esperienza formativa e lavorativa .

Determinanti che influenzano questo processo di orientamento sono: le competenze orientative della persona, le sue esperienze personali e sociali i condizionamenti ambientali e culturali (dipende anche dal luogo) lambiente familiare e relazionale ( il rapporto familiare) gli scenari economici generali (cambiamenti nel mondo del alvoro per esempio) i sistemi produttivi locali (diverse regioni hanno caratteristiche che connotano in maniera diversa il panorama occupazionale) le caratteristiche dei sistemi formativi della persona i dispositivi di riconoscimento dei titoli di studio (riconoscimento di competenze per poter accedere a determinate posizioni) La concezione di orientamento oggi cambiata in maniera significativa, dal punto di vista delle pratiche di intervento c stata unevoluzione molto significativa. Oggi importante per chi vuole intervenire in questo settore assumere come riferimento essenziale quelle che sono gli indirizzi per la pratica professionale espressi dallunione europea attraverso il Memorandum di Lisbona (2000). Gli elementi principali contenuti nel memorandum europeo sono : lorientamento deve fornire un servizio accessibile a tutti in maniera continua e decentrata a livello locale, con un approccio scolastico che supera la distinzione fra scolastico, professionale e personale. I servizi di orientamento devono raggiungere le persone piuttosto che aspettare che siano i clienti a cercare i servizi e devono seguire i progressi dei clienti monitorando gli esiti delle proprie azioni. E sottolineata limportanza del ruolo degli operatori di orientamento mettendo in evidenza soprattutto come devono essere mediatori per la persona del loro processo di orientamento, facilitatori, mettendo in campo un ventaglio di tecniche, metodi e strumenti il pi ampio possibile. I servizi devono usare anche canali non-formali e informali con i gruppi pi svantaggiati Deve sviluppare degli standard di qualit dei propri servizi, stabilire degli indicatori per capire come possono essere svolte queste attivit, definirne i requisiti minimi e ottimali e riconoscere e vedere quindi chi pu essere legittimato a svolgere questo tipo di professione. Per quanto riguarda gli operatori si deve migliorare il pi possibile la formazione di ingresso ma anche intervenire con una continua qualificazione sul lavoro per coloro che gia sono inseriti professionalmente. Sono stati individuati almeno tre ambiti di intervento, senza gerarchia: Information (informazione) Guidance (orientamento) gaidans Counselling (consulenza) caunsling

Questi tre ambiti rispondono ai seguenti bisogni: E necessario prima di decidere il tipo di attivit capire il bisogno specifico della persona in modo da coniugare bisogno e azione in maniera molto finalizzata. importante collegare la specificit delle diverse azioni al tipo di struttura o di contesto che eroga lintervento (la scuola potr fare alcune cose, i servizi per il lavoro altre, gli sportelli di informazione altre), in modo che la pluralit di risorse messe in campo permetter di differenziare ulteriormente le diverse azioni. I diversi ambiti di attivit sono collegati alla professionalit specifica degli operatori. Non la stessa cosa fare informazione, fare interveti di orientamento di piccoli gruppi, fare percorsi personalizzati di counselling, in quanto alla base c una professionalit di tipo diversa. Le azioni legate alla guidance sono quelle che permettono di maturare delle competenze orientative che accompagnano e favoriscono il monitoraggio delle esperienze, permettono di sviluppare competenze che permettono di preparare le transizioni, a educare e favorire le scelte enfatizzando il metodo di gruppo. Il metodo A.D.V.P. ( A de ve p) finalizzato a sviluppare la dimensione educativo ed evolutivo di guidance Nellarea del counselling troveremo invece interventi che sono centrati sui processi di maturazione di riorganizzazione del se professionale, sono finalizzati a costruire lo sviluppo e levoluzione delle storie personali cercando di collegare in una logica di continuit e di coerenza lo sviluppo della storia futura alla continuit della storia precedente. Lazione di counselling fa riferimento ad aspetti pi generali della vita della persona e cerca di sviluppare una coerenza fra progettualit professionale ed identit personale, sociale, globale della persona. Il principale riferimento della pratica di counselling da ricondursi alla relazione di aiuto centrata sul s (C.Rogers), di favorire nella persona la piena consapevolezza della propria esperienza e della propria progettualit futura. Si pu inoltre distinguere una specificit dintervento sia per i giovani (orientamento) sia per adulti per fare il punto del loro bagaglio di esperienze per proseguire il loro cammino lavorativo, o reinserirsi se sono senza lavoro. Larea dellinformazione importante per definire pari opportunit di conoscenza, di accesso alle informazioni che riguardano i percorsi formativi. Permette di fornire chiavi di lettura significative allinterno della quale avviene la progettualit personale Possiamo concludere su cosa si intende per orientamento : capacit di autoorientarsi e azioni per imparare ad autoorientarsi Finalit e obiettivi delle pratiche di orientamento (cap.3) Gli obiettivi delle pratiche di orientamento sono espliciti e molteplici; sono definiti in risposte alle attese delle persone che si trovano di fronte e queste possono essere estremamente varie. Nella prospettiva cognitivista, pu portare allobiettivo di aiutare la persona a migliorare la rappresentazione del problema stesso, mentre in termini di sviluppo personale pu significare permettere al soggetto di cristallizzarsi in alcune forme identitarie. Per le finalit lo sviluppo dellindividuo e la sua capacit di far fronte alle transizioni costituiscono il fulcro del processo. LUnesco ha definito la finalit dellorientamento nel rendere lindividuo capace di prendere coscienza delle proprie caratteristiche personali e di svilupparle in vista di una scelta (negli studi o sul lavoro), in tutta la sua esistenza, ampliando le proprie responsabilit e avendo cura di servire la societ. Ponendo laccento sullo sviluppo sociale e sulla costruzione morale lecito trarre la conclusione che lorientamento debba preparare i giovani alla realizzazione di un mondo migliore (ridurre la distanza tra benestanti e poveri). Scelte di orientamento, interessi e valori (cap. 5 Un soggetto che postuliamo attivo) Dagli anni trenta gli interessi professionali vengono valutati per mezzo di questionari al fine di aiutare a risolvere i problemi di orientamento professionale. Le teorie sugli interessi sono per lo pi teorie strutturali, in quanto ci dicono molto poco su come gli interessi si formano e si sviluppano. La teoria di Anne Roe: esistono due teorie, una strutturale degli interessi che corrisponde a una classificazione delle professioni e una evolutiva che si prefigge di spiegare le scelte di orientamento a partire dai bisogni. Ritiene che sia possibile raggruppare le attivit professionali in otto grandi gruppi e allinterno di ognuno di questi, distingue sei livelli corrispondenti alle qualifiche e al grado di autonomia. Secondo Roe, i bisogni del bambino sono determinati dalla sua costituzione ma anche dallinfluenza familiare; subito dopo entrano in gioco i bisogni fondamentali che influenzeranno lo sviluppo della personalit: le attitudini, gli interessi e gli atteggiamenti e infine le preferenze professionali saranno determinate dalla personalit. La teoria dei tipi di personalit e degli ambienti lavorativi di Holland: Secondo questa teoria, le scelte di orientamento dipendono dallabbinamento tra la personalit della persona e lambiente psicologico. Poich le scelte di orientamento sono manifestazioni della personalit, Holland ritiene che sia possibile studiare la personalit partendo dagli interessi professionali. Ritiene che esistano sei dimensioni di interessi (sono sei delle otto dimensioni di Roe). Partendo da queste dimensioni egli definisce dei tipi di personalit (RIASEC, realistica, intellettuale,ecc.). Il polo positivo di ogni dimensione rappresenta il tipo ideale e ogni persona caratterizzata dalla propria distanza dal tipo ideale. Le distanze tra le dimensioni vengono visualizzate con una

presentazione esagonale e i tipi risultano tanto pi vicini quanto pi sono vicine le lettere che li individuano (RIASEC). La personalit verr definita coerente quando i due punti pi elevati del profilo corrispondono a lettere consecutive. Ai sei tipi psicologici corrispondono sei tipi di ambienti professionali o formativi dove il tipo psicologico dominante a definire lambiente. La definizione dei tipi psicologici che determina quella dei tipi di ambiente si fonda sul presupposto che la definizione della personalit avviene a partire dagli interessi professionali. Possiamo dire che la teoria formula due ipotesi principali :gli individui ricercano un contesto congruente con il loro tipo di personalit e che questa congruenza fonte di soddisfazione, di stabilit e di efficienza. I valori: valori generali e valori lavorativi (cap.5.2.4): I valori possono essere generali e corrispondono alle finalit dellesistenza e specifici che riguardano settori particolari. Ladesione a determinati valori significa pensare che ci sono obiettivi e modi di comportamento che sono superiori o preferibili ad altri. Rispetto agli interessi sono pi generali e pi astratti ma pi importanti. Su quali siano i valori a cui gli individui fanno riferimento non esiste un ampio consenso. Rokeach distingue i valori terminali (18, tar cui gli obiettivi personali) dai valori strumentali (sempre 18, ambizioso, onesto,ecc).Schwartz ne individua cinquantasei, raggruppati in dieci classi. I legami tra i valori e gli interessi professionali non sono molto forti, infatti mettendo in relazione gli interessi di Holland con i valori di Schwartz, si osserva una sola correlazione superiore a .40 che quella tra gli interessi imprenditoriali e potere.

Linterazionismo (6.1.1 Soggetto attivo) Occorre parlare dellapproccio classico della psicologia della personalit dove si ritiene che il comportamento sia determinato da disposizioni interne stabili, innate o acquisite, e dellapproccio situazionista per cui il comportamento si spiegherebbe con le caratteristiche dellambiente. Linterazionismo punta a superare lopposizione tra i due approcci e possiamo dire che si fonda su quattro proposizioni : il comportamento deriva dallinterazione individuo-ambiente lindividuo un soggetto attivo che persegue degli obiettivi i fattori affettivi e cognitivi sono fondamentali per determinare il comportamento nel determinare il comportamento il significato psicologico che la singola situazione assume nel contesto determinate per il soggetto. La teoria delladattamento di Rudolf Moos (6.1.2 Soggetto attivo): Moos ha elaborato un modello che permette di capire attraverso quali processi gli ambienti umani in cui sono immersi gli individui e le proprie risorse permettono ladattamento e lo sviluppo. Il modello definisce un sistema ambientale costituito da tutti i contesti in cui il soggetto coinvolto, dalle esigenze di questi contesti e dalle risorse che possono fornire e un sistema personale costituito dalle caratteristiche socio-demografiche delle persone, dei loro tratti di personalit, dalle competenze e preferenze. Ladattamento dellindividuo allambiente si manifesta attraverso le sue prestazioni, la sua autostima e il suo benessere e il legame regolato dal sistema personale dalla rappresentazione che il soggetto ha costruito della situazione e dalla capacit di adattarsi alle situazioni. Il modello prende in esame ladattamento di soggetti che non hanno potuto scegliere il loro ambiente, cosa che accade abbastanza spesso nel campo dellorientamento scolastico. La teoria sociocognitiva di Albert Bandura e lautoefficacia (6.1.3 Soggetto attivo): Per Bandura il funzionamento e lo sviluppo psicologico devono essere analizzati prendendo in considerazione tre fattori in interazione tra loro: il comportamento, lambiente sociale e la persona. Il comportamento subisce linfluenza dellambiente, la persona determina i comportamenti ma, al contempo i comportamenti sono allorigine della sua costituzione e infine la persona agisce sullambiente attraverso il proprio comportamento e pu farlo anche direttamente. Il sistema del s contribuisce in maniera determinante alla regolazione delle attivit. Esso costituito da cognizioni che riflettono la storia del soggetto e dei suoi rinforzi. Queste cognizioni permettono al soggetto di valutare le proprie prestazioni. Un elemento fondamentale del sistema del s lautoefficacia , che indica le convinzioni degli individui rispetto alla propria capacit di realizzare prestazioni particolari e pu essere definita in base al livello, alla forza e alla generalit. Il livello dipende dal grado di difficolt dei compiti da affrontare mentre la forza varia con la fiducia che il soggetto ha nel valutare le proprie competenze e infine la generalit varia in base al numero delle situazioni. I processi che partecipano alla determinazione dellautoefficacia sono le esperienze di successo, losservazione degli altri, la persuasione verbale e dalle emozioni. Lautoefficacia stata introdotta nei modelli interazionisti con lobiettivo di spiegare la formazione degli interessi professionali e delle scelte scolastiche e professionali. Lapproccio cognitivo delle scelte di orientamento (6.2 soggetto attivo): Si ritiene che lindividuo che deve elaborare delle preferenze e prendere delle decisioni sia di fronte a problemi che deve risolvere e per far questo deve elaborare informazioni e quindi ci si concentra sullattivit mentale dellindividuo. I modelli cognitivi sono modelli di abbinamento tra le caratteristiche delle persone e le caratteristiche degli ambienti ed essendo modelli dellattivit mentale si occupano delle rappresentazioni soggettive della persona e dellambiente. Peterson definisce cinque grandi processi e ognuno d vita a operazioni specifiche in funzione dei problemi trattati operando sequenzialmente: presentazione del problema, analisi del problema, sintesi (prevedere soluzioni), valutazione ed esecuzione. Definizione e funzioni delle rappresentazioni (6.2.2 soggetto attivo): La rappresentazione una costruzione mentale relativa a un oggetto; un insieme organizzato di informazioni, di credenze,di conoscenze che riguardano loggetto. Ha un carattere dinamico e svolge un ruolo importantissimo nellelaborazione dellinformazione. Moscoviti attribuisce alla rappresentazione due grandi

funzioni, una di oggettivazione e una di ancoraggio. Loggettivazione rende le cose concrete. La funzione di ancoraggio fornendo una visone globale delloggetto permette lincorporazione di nuove informazioni. La rappresentazione dei diversi aspetti del mondo sociale pu avere conseguenze sulle scelte di orientamento; esse inoltre si evolvono e sono funzioni del livello di sviluppo psicologico del soggetto, soprattutto cognitivo. Rappresentazione e categorizzazione: La teoria della categorizzazione de Rosch fornisce un quadro utile per descrivere le rappresentazioni sociali dei mestieri e dei percorsi formativi. permette di capire come avviene larticolazione tra la rappresentazione del mondo e la rappresentazione del s, dove le classi vengono definite attraverso i tratti. A questa concezione viene contrapposta una concezione psicologica che si basa su due principi, uno di economia e uno di realt, dove per ragioni di economia cognitiva il soggetto ha interesse a utilizzare classi molto ampie mentre con il secondo principio si dice che le categorie non sono artificiali ma dipendono dalla struttura del mondo percepito. La rappresentazione di s (6.2.3 soggetto attivo): Si distinguono due grandi componenti del s: una componente cognitiva e si parla allora di self concept e una componente affettiva e si parla allora di self esteem. Molte volte si aggiunge una terza componente comportamentale, relativa alla presentazione di s e si parla di self monitoring introducendo la distinzione tra un se pubblico e un se privato. Il concetto di s di un individuo si situa in una prospettiva temporali essendo alcuni riferimenti attuali e altri passati. Il s ha anche una componente affettiva in quanto accompagnata da sentimenti e emozioni. Le origini del s sono molteplici, ma la pi importante data dalle inferenze che i soggetti fanno costantemente a proposito dei risultati delle proprie azioni. Le funzioni del s si manifestano soprattutto nel trattamento delle informazioni relative al s e nellorientamento del comportamento, due processi che coinvolgono direttamente le scelte dorientamento. Le strategie di aggiustamento (coping): Le situazioni in cui il soggetto viene a trovarsi, nelle divers tappe del proprio percorso di orientamento, spesso sono stressanti e generano ansia e sconforto. Per poterle affrontare il soggetto deve sviluppare strategie di aggiustamento (coping) che viene definito come linsieme degli sforzi cognitivi e comportamentali destinati a controllare, ridurre o tollerare le esigenze interne o esterne che minacciamo o oltrepassano le risorse dellindividuo. Si sostiene che ogni decisione e transizione necessita lattivazione di una strategia di aggiustamento. Esse sono varie ma si distinguono due grandi classi: il coping orientato allemozione e il coping orientato al problema. Il coping orientato allemozione mira alal riduzione dellansia, controllando le proprie emozioni, mentre il coping orientato al problema mira a modificare la situazione che il soggetto deve affrontare. La strategia di coping adottata sar in funzione della rappresentazione che il soggetto si fa della situazione , della sua valutazione e della convinzione che ha di se nellaffrontarla.

Il colloquio di orientamento: Il colloquio di orientamento costruisce oggi lo strumento principale dellaiuto allorientamento e questo risulta costituito dal sincretismo di tre diversi concetti: 1. Il primo rinvia al modello dellabbinamento tra attributi stabili della persona e mestieri; durante il colloquio si cerca di raccogliere il maggior numero di informazioni della persona rispetto ai temi considerati importanti dal consulente; direttivo e risultano fondamentali le nozioni relative alle attitudini e agli interessi. 2. Con il colloquio relativo si ha come obiettivo laiuto della persona nei suoi sviluppi personali e professionali lungo tutta la sua vita; questo colloquio mira essenzialmente alla scoperta del s. Mira ad aiutare il soggetto sia nei suoi sviluppi personali e professionali sia nella gestione delle transizioni cui deve fare fronte e mira essenzialmente alla scoperta di s, pu essere percepito anche come un metodo di costruzione dellio. Competenze, sviluppo della carriera e coping (strategie di aggiustamento) sono tre nozioni chiave di questo approccio. 3. Il terzo concetto che definisce anche lattuale consulenza di orientamento che un colloquio, fondamentalmente non direttivo, condotto da un consulente che adotta un atteggiamento di empatia e di aperta comprensione, fornisca al soggetto loccasione di scoprire da solo, grazie a questa mediazione, alcuni aspetti nascosti di s consentendo al soggetto di ristrutturare la propria personalit. I 3 concetti fondamentali di questo genere di colloquio sono:il s (self), lempatia e la ristrutturazione di s. Il colloquio di orientamento pu essere affrontato in due modi: 1) consiste nellascoltare la domanda dei soggetti e osservare i giri di parole utilizzati nel corso dei colloqui reali, per descrivere lo svolgimento e formulare ipotesi sul processi sottostanti. 2) descrivere le numerose forme normative di colloquio cos come le concepiscono i ricercatori ed esperti di questo settore. Alcune si focalizzano sulla costruzione dellio a altre dove le domande di orientamento costituiscono laspetto centrale Metodologia del colloquio di orientamento: I metodi di colloquio di orientamento possono essere classificati in due grandi categorie: a. i metodi basati sul s, dove lio del soggetto il punto cruciale di questo approccio e viene definito esistenziale (chi sono veramente e chi vorrei essere) (Approccio Esistenziale) b. i metodi basati sulla scelta degli studi e della carriera e vengono definiti vocazionali (quali sono le strade che pi mi convengono, incentrato su una domanda di orientamento) (Approccio Vocazionale) Possiamo per dire che queste due categorie sono strettamente legate in quanto non si possono trattare i problemi esistenziali senza affrontare in qualche modo i problemi vocazionali e viceversa. Le domande esistenziali hanno spesso come punto di partenze un malessere personale del soggetto mentre quelle vocazionali hanno quale origine lingiunzione sociale fatta o percepita dallindividuo di fare una determinata scelta.

IL COLLOQUIO ESISTENZIALE (SUL S DEL SOGGETTO) Carl Rogers : o Struttura del self si forma in seguito allinterazione con lambiente e gli altri. E una rappresentazione concettuale organizzata, un insieme fluido ma coerente di percezioni di attributi e relazioni dell io o del me o I valori delle esperienze e i valori che appartengono alla struttura del s derivano o dallesperienza immediata o a volte sono valori altrui falsamente percepiti come esperienza propria o Le esperienze vissute sono : a. simbolizzate, percepite e poste in qualche relazione con il s b. ignorate perch non viene percepiata alcuna relazione con il s c. sottratte alla simbolizzazione d. simbolizzate in modo distorto perch percepite come incongruenti con il s o Il disagio psicologico si manifesta quando lorganismo impedisce laccesso alla coscienza di importanti esperienze sensoriali che vengono pertanto simbolizzate e organizzate c tensione psicologica o le esperienze incongruenti con la struttura e organizzazione del s vengono percepite come una minaccia e pi il numero di queste percezioni pi rigida lorganizzazione per preservarsi dalla minaccia o In assenza di minaccia le esperienze incongruenti possono diventare oggetto di percezione e analisi e la struttura del s si apre ad accoglierle ed a modificarsi. o concepisce un modello del soggetto come s o linadattabilit e il malessere psicologico hanno quale origine primaria lincongruenza tra la struttura del s e alcune esperienze dellindividuo. o Il colloquio di orientamento una pratica di rimodellamento dove un altro s si pone dal punto di vista del s del soggetto, essendo in grado di intendere e di vedere quel che il s del soggetto non in grado n di intendere ne di vedere. o Il soggetto prende cosi coscienza di certi aspetti del proprio mondo che da solo non pu cogliere e ristruttura il suo s per renderlo congruo con il suo mondo, cosi come lo ha scoperto attraverso il consulente. o Tale risultato si ottiene se il consulente adotta un certo atteggiamento che pu essere espresso in tre principi: 1) impegno autentico e sincero nella relazione con il soggetto 2) rispetto assoluto del soggetto e assenza totale di giudizi 3) empatia

Il soggetto, in questo modo, fa lesperienza di un altro s, che strutturatosi come il suo proprio s, accetta certi aspetti di se stesso che non poteva vedere come suoi

Georges Kelly (metodo dei costrutti personali): o considerava il proprio modello come la formulazione psicologica delle teorie neo-fenomenologiche o Sostiene che i comportamenti di un individuo sono psicologicamente determinati dal modo in cui egli anticipa gli avvenimenti e dal suo postulato principale deduce undici corollari (costruzione, organizzazione, scelta, individualit, dicotomia, estensione, esperienza, modulazione, frammentazione, comunit e sociale) o Lintenzione terapeutica di Kelly identica a quella di Rogers in quanto si tratta di permettere alla persona di cogliere al meglio linsieme delle proprie esperienze. o Il colloquio ha lobiettivo di consentire al soggetto di intravedere nuovi costrutti svolgendo ruoli diversi o Mettere in chiaro i costrutti e questo avviene in 3 tappe: 1. circoscrivere gli elementi che serviranno produrre i costrutti 2. produzione di costrutti veri e e propri 3. condurre il soggetto a scoprire la vicinanza dei diversi costrutti e il modo con cui si organizzano in lui. Gerard Egan (supporto alla definizione degli obiettivi) o Il modello di Egan attualmente uno dei pi diffusi o la finalit della relazione di colloquio consiste, da una parte nellaiutare il soggetto a identificare i propri obiettivi e, dallaltra, nello stimolarlo affinch si impegni per raggiungerli o La relazione di colloquio inizia con la sottoscrizione di un contratto tra il consulente e il soggetto che chiede consulenza. Il contratto ha lo scopo di definire le responsabilit reciproche e di precisare cosa ci sia aspetta da questa interazione. Il contratto comprende una presentazione della metodologia, la definizione della relazione tra consulente e soggetto, lindicazione delle responsabilit di entrambi e i limiti della relazione o La relazione del colloquio si struttura in 3 fasi: 1. la chiarificazione del problema 2. lelaborazione dello scenario preferito 3. la formulazione delle strategie. Robert Manthei: o questo modello comprende 5 tappe ed simile a quello proposta da Egan, insistendo per molto di pi sulla necessit, per il consulente , di prendere coscienza dellambiente sociale e culturale in cui si colloca e per questo motivo importante che il consulente sia perfettamente consapevole della relativit culturale dei suoi valori e delle sue pratiche. Marisa Cavalloni (colloquio ego-ecologico): o Mira a determinare come lappartenenza a gruppi sociali diversi segni la rappresentazione di se. Permette di vedere come una persona appartenente a una data societ o cultura e cresciuta in un certo contesto elabori unimmagine di s e della societ. Curie,Broye,Hajjar (inventario del sistema delle attivit): o Si presenta sotto forma di questionario e ne esistono quattro diverse versioni. Lobiettivo dellISA consiste nel coniugare una descrizione strutturale dei comportamenti e unesplorazione del processo psicologico, che associno questi comportamenti ad altri distinguendoli nel corso dellontogenensi e della socializzazione del soggetto. IL COLLOQUIO VOCAZIONALE (INCENTRATO SU UNA DOMANDA DI ORIENTAMENTO)

Quando il colloquio ha alla sua origine una domanda di orientamento accompagnato da tecniche diverse e lintervento assomiglia ad un bilancio. 3 tipi di intervento 1) Intervista nellambito della consulenza del lavoro di Conrad Lecomte e Louise Tremblay 2) Il carreer counseling di Norman Gysbers, Mary Heppner e Josepf Johnson 3) Procedura di Donald Super Lintervista di valutazione nellambito della consulenza al lavoro di Lecomte e Tremblay: o Struttura simile al modello di aiuto di Grard Egan ma con un obiettivo pi circoscritto perch tratta di problemi di orientamento o Questa intervista prevede 3 tappe: lidentificazione del problema, la sua chiarificazione e la definizione degli obiettivi. Con lidentificazione del problema il consulente si pone lobiettivi di indurre il soggetto a presentare le proprie situazioni problematiche in un clima di confidenza, di rispetto e di collaborazione; con la chiarificazione del problema consentire al consulente e al soggetto di farsi unimmagine completa e precisa dellesperienza e delle risorse del soggetto e infine con la definizione degli obiettivisi mira ad aiutare il soggetto a definire gli obiettivi in vista della soluzione del problema che lo assilla formulando la volont di cambiamento, un piano dattuazione dellintenzione al cambiamento.

Il career counselling di Gysberg,Heppner,Johnston: o Le fasi sono quattro: 1. stabilire unalleanza di lavoro costituisce una condizione necessaria per il procedimento di career counselling. Bordin ha sottolineato come questa alleanza comporti tre aspetti: a. un accordo tra soggetto e consulente sugli obiettivi comuni da raggiungere b. un accordo sui mezzi pi adatti per raggiungerli c. la costruzione di un legame tra il consulente e il soggetto che consente loro di accordarsi sullimportanza da attribuire agli obiettivi e alle azioni 2. la raccolta delle informazioni relative al soggetto in un gran numero di settori e questo pu avvenire con varie tecniche: a. il genogramma di carriera b. Life career Assessment- LCA (si basa sulla psicologia individuale secondo il quale le relazioni dellindividuo con il mondo comprendono tre sfere:lavoro, relazioni sociali e sesso (amicizia e amore) tutte interconnesse tra loro) c. Test d. questionari 3. in questa fase il consulente deve comprendere le informazioni sul soggetto e formulare ipotesi sugli obiettivi, individuare resistenze e interessarsi ai fattori di tipo culturale (del consulente) che possono influenzarlo 4. infine basandosi sulle informazioni raccolte, il consulente assiste il soggetto nella definizione dei suoi obiettivi professionali e nei suoi piani dazione, nella soluzione dei problemi e nel superamento delle costrizioni legate allambiente. Il metodo di Donald Super: o il metodo comprende cinque fasi 1. colloquio finalizzato a definire le domande del soggetto 2. poi si passa allo spazio di vita cio la struttura dei diversi ruoli che formano la vita del soggetto 3. la terza fase si incentra sul tempo della vita e determina il punto di carriera in cui il soggetto si colloca e i compiti cui deve assolvere 4. Si passa poi allidentit vocazionale dove si tratta di disegnare un ritratto obiettivo del soggetto in termini di interessi, di capacit e di valori 5. infine lultima fase verte sul concetto di s professionale e sui temi della vita (rappresentazioni soggettive). Linterpretazione dei risultati viene presentata sotto forma di racconto che riferisce la storia della vita del soggetto, mettendo in corrispondenza lidentit vocazionale con il concetto di s professionale. Il colloquio sulle referenze professionali di Garand: o di natura pedagogica e intende far progredire il soggetto nella sua riflessione sulle scelte e sulle preferenze professionali. Si colloca nella corrente dellADVP (attivazione sviluppo personale e vocazionale). o Il colloquio di Garand ha come principale obiettivo la specificazione delle scelte, conducendo il soggetto a identificare i propri valori e bisogni, ordinarli secondo limportanza,individuare le opportunit adeguate ai valori e bisogni espressi, valutarli in termini di desiderabilit e di probabilit e integrare il tutto per una decisione. o Il supporto consiste in un gioco di carte su ciascuna delle quali scritto il nome di un mestiere. La consulenza ortopedica di John Krumboltz: o ritiene che uno dei compiti del consulente di orientamento consista nel verificare lesattezza, il carattere esaustivo e la coerenza delle convinzioni o Il consulente esamina insieme al soggetto i presupposti che stanno alla base delle convinzioni di questultimo, cerca le incongruenze tra le parole e le azioni. Krumboltz ha elaborato il modello DECIDES, alla cui base sta una concezione razionale dellassunzione delle decisioni. Lassunzione di decisione di Itamar Gati: o il colloquio di aiuto alla decisione si basa sui lavori du Tverski sul processo decisionale o Il modello per eliminazione sequenziale comprende nove fasi : definizione e strutturazione del problema,identificare con il soggetto tutte le categorie,collocare per ordine di importanza, identificare per ognuno di essi i livelli ottimali, eliminare le soluzioni incompatibili, testare la sensibilit al cambiamento, cercare informazioni supplementari, classificare le soluzioni e definire le azioni necessarie.

Leducazione allorientamento La maggior parte delle pratiche attuali si rifanno a una concezione dellorientamento che vuole essere educativa in quanto ci si propone di accompagnare il soggetto e di facilitarne lo sviluppo personale diversamente da prima dove si osservava per consigliare. Non ci si limita a dispensare informazioni sugli studi e sulle professioni, ma hanno una dimensione psicologica, in quanto tendono a consentire allindividuo di conoscersi meglio e si propongono anche di sviluppare competenze e attitudini per lelaborazione di progetti futuri. Il vero inizio dello sviluppo delleducazione allorientamento pu essere collocato negli anni settanta con la diffusione in Francia dellADVP (attivazione sviluppo vocazionale e personale). ADVP: si propone di guidare lo sviluppo vocazionale dellindividuo e di mobilitare in lui le risorse cognitive e affettive necessarie per attuare il processo di sviluppo. Il metodo si ispira alla psicologia dello sviluppo di Super, a quella cognitiva di Guilford e a quella fenomenologica. Il processo di sviluppo comprende quattro tappe che costituiscono la sequenza vocazionale: lesplorazione (ricerca delle informaizoni su di s e sul mondo), la cristallizzazione (ordine e strutturazione delle informazioni raccolte con lesplorazione), la specificazione (vengono integrati i diversi fattori da prendere in considerazione). Occorre considerare i quattro momenti come quattro tappe di un processo di risoluzione di un problema, in quanto a ogni sequenza sono associati particolari processi cognitivi, per esmpio allesplorazione corrisponde il pensiero divergente, alla cristallizzazione corrisponde il pensiero concettuale, alla specificazione il pensiero valutativo e infine alla realizzazione corrisponde il pensiero deduttivo. LADVP possedendo anche una dimensione fenomenologica definisce anche che proprio sforzandosi di vivere queste esperienze che ci si sviluppa. DallADVP derivano due metodi di educazione allorientamento: leducazione delle scelte che si rivolge agli allievi dei colleges dalla sesta classe alla terza e il Chemin faisant che indirizzato ai giovani che sono usciti dal sistema scolastico e sono alla ricerca di prima occupazione e agli adulti in fase di riconversione professionale. Diversi metodi : formalmente i metodi di educazione allorientamento si presentano per lo pi in veste di esercizi con carta e penna e spesso presuppongono lutilizzo di documenti informativi sugli studi e le professioni. Operativamente vi unalternanza di lavoro individuale e di gruppo nel corso del quale si confrontono i punti di vista. In genere sono ben strutturati e gli obiettivi generali definiti in maniera chiara. Non ci sono strette relazioni tra metodi e teorie per si possono osservare in ogni caso stili specifici per determinati titpi di esercizi; chi si riferisce alla psicologia dinamica insister sulle motiviazioni, chi invece si riferisce alla psicologia cognitiva si indirizzera sul trattamento dellinformazione e sullattivit mentale. DAPP: esistono tre versioni, per liceali e per studenti, per i giovani privi di qualifica e alla ricerca di prima occupazione e per i giovani che stanno preparando i diplomi professionali. Gli obiettivi consistono nellindurre i giovani a soffermarsi sui progetti che implicano una riflessione su un futuro professionale, prendere coscienza degli sterotipi che stanno dietro la scelta, utilizzare la dissonanza cognitiva per evolvere e indurre i giovani a riflettere sul loro futuro a lungo termine. I metodi utilizzano quali strumenti dei giochi di carte e si svolge in tre mezze giornate, dove la prima dedicata alle rappresentazioni in cui dopo una riflessione collettiva sulle preferenze di ognuno,raccolte tramite un questionario, i soggetti lavorano in piccoli gruppi. La seconda mezza giornata si riflette sui percorsi di orientamento e i parteciapnti si occupano del proprio orientamento, mentre nellultima mezza giornata si ha lobiettivo di preparare le decisioni da assumere a breve termine e di collocarle in un futuro pi lontano. Obiettivi della valutazione: esiste un largo consenso sugli obiettivi generali delle pratiche di orientamento: o devono facilitare lautonomia degli individui, giovani o adulti, e renderli attivi e respponsabili nel processo del proprio orientamento o devono fornire agli individui i mezzi per risolvere in prima persona i diversi problemi che questo orientamento pone loro. Alcuni criteri utilizzati frequentemente nei tentativi di valutazione delle pratiche non sono del tutto adeguati, in quanto corrispondono a obiettivi troppo parziali o ambigui come gli indici di soddisfazione, in quanto i soggetti che hanno beneficiato di aiuti allorientamento si dichiarano in generale piuttosto soddisfatti, ma se la soddisfazione una condizione dellefficacia, essa non costituisce di per se un fine. Gli obiettivi della valutazione possono essere definiti a priori, a partire da una riflessione astratta sulle competenze necessarie per orientarsi, oppure nel prendere come punto di partenza il processo di costruzione di un progetto, analizzandolo si ondividuano le competenze e le conoscenze da acquisire. Metodologia della valutazione: la valutazione delle pratiche di orientamento pone due grandi ordini di questioni: quella relativa alla maniera di osservare i comportamenti e quella relativa allorganizzazione della raccolta delle osservazioni. Losservazione non una raccolta passiva di una realt esterna a colui che osserva, la soggettivit dellosservatore pu svolgere un ruolo importante e egli deliberatamente o meno portato a concentrare lattenzione su alcuni aspetti dei comportamenti piuttosto che su altri. I processi di inferenza si manifestano in tutte le forme di osservazione, sia in quella spontanea che in quella oggettiva. Possiamo dire che losservazione spontanea pu essere caratterizzata da una mancanza di controllo dei processi di selezione e inferenza o da procedure che non permettono di assicurare la soggettivit dellosservatore. Per giudicare lefficacia di una pratica necessario confrontare i soggetti che ne hanno beneficiato con altri. Nella sperimentazione si usa la casualit per ottenere gruppi equivalenti e vengono assegnati in modo aleatorio alle condizioni dellesperimento; il loro confronto per mezzo di un post-test permette di giudicare lefficacia dellintervento o dei fattori a esso associati.