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l

Leonardo Boff

Chiesa:

car1sma e potere

l Leonardo Boff Chiesa: • car1sma e potere saggio di ecclesiologia militante quarta edizione 18mo migliaio

saggio di

ecclesiologia militante

quarta edizione 18mo migliaio

boria

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..

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"

Titolo originale

I greja

carisma e poder

-

---

-~-

©

Editora Vozes - Petr6polis

©

Edizioni Boria (S.I.L. - s.r.l.)

Via dèlle Fornaci, 50 - 00165 Roma

Traduzione di Piet·ro Brugnoli

ISBN 88-263 -0162- X

OPERE DI LEONARDO BOFF

pubblicate dalle Edizioni Boria

Chiesa: carisma e potere

saggio di ecclesiologia militante

'

La grazia come liberazione Ecclesiogenesi

le comunità di base reinventano la Chiesa

'

l sacramenti della vita Via crucis della giustizia Via crucis della resurrezione Vita secondo lo spirito

introduzione

Il sottotitolo Saggi di ecclesiologia militante definisce la

linea di questa raccolta di studi e di prospettive sulla realtà storica e teologica del carisma e del potere nella chiesa. Vari di questi lavori sono inediti, altri sono stati pubblicati in diverse riviste, frutto di conferenze e dibat- titi. L'autore non nasconde la sua posizione e il. suo inte- resse per un certo tipo di rinnovamento e di innovazione nella chiesa. Si tratta inoltre di una collocazione militan- te, che non impedisce, anzi da forza di concretezza, alla

ricerca della verità della fede con la quale il teologo si trova compromesso. Stiamo vivendo tempi privilegiati. C'è un'effervescenza di

vita

ecclesiale che ne rinvigorisce l'intero corpo,· dai . piedi

alla testa. Tanto la base quanto i vertici si sono messi in un cammino di rinnovamento: e ciò che ne sta uscendo è certamente un volto nuovo della chiesa istituzionale. Ci sono forze vive, particolarmente alla base, che non si làsciano convogliare _adeguatamente nei canali tradizionali dell'organizzazione ecclesiastica. Esse domandano una nuova ristrutturazione e una nuova divisione ecclesiastica del lavoro e del potere religioso. Per questo si va profilan-

do una visione diversa dell'ecclesiologia, finora mai siste- matizzata, tale da rispondere in modo globale alle do- mande della realtà. E questo si fa ancor più urgente in tutta l'America Latina. Il presente volume non pretende di colmare tale lacuna.

Raccoglie, questo sì, alcune sfide, ora critiche di fronte a un certo tipo di tradizione, ore costruttive nella direzione

di

un

nuovo

modello

di

chiesa.

E

le

ripensa

in

modo

militante e anche coraggioso.

 

·

Tra

breve,

confidiamo

di

consegnare

 

alla

nostra

chiesa

brasiliana un lavoro sistematico di ecclesiologia, che renda giustizia alla ricchezza che qui lo Spirito suscita e insie-

me si ponga al livello

delle sfide che

da noi vengono vis-

sute e assunte con parrhesia apostolica. Sarà scritto in col-

laborazione con Clodovis Boff e si intitolerà De severina

Ecclesia.

Il presente testo verrà certamente capito da quanti ama ..

no

la chiesa con

le

sue rughe

e

macchie;

e dunque da

coloro che hanno già superato una mentalità trionfalista. Altri, invece, potranno ritenerlo del tutto superfluo, e perfino inopportuno. Ciò non mi dispiace. Non mi torna alla mente altro pensiero che quello di sant'Agostino, ri .. petuto dal grande filosofo Ludwig Wittgenstein:

Et multi ante nos vitam istam agentes, praestruxerunt aerumnosas vias, per quas transire cogebamur multiplica-

to labore

et dolore

filiis

Adam:

E

molti prima di

noi,

vivendo questa vita, hanno costruito strade tormentose,

per le quali eravamo costretti a camminare con

fatiche

moltiplicate e sofferenze imposte ai figli di Adamo.

Santa Cruz, febbraio 1981

L.B.

..

capitolo primo

e

·· pratiche pastorali modelli di chiesa

Sempre più la chiesa dell'America Latina ·· occupa l'atten· zione degli analisti religiosi. Anzitutto a motivo della sua i1nportanza nurperica e poi a motivo delle sperin1entazio· ni ecclesiologiche in corso, delle nuove prese di posizio- ne dell'episcopato di fronte ai problemi sociali e all'emer..

gere

di

una

chiesa che nasce dalla base popolare. Quali

tendenze si profilano nell'attuale momento ecclesiale, e quale prospettiva ciascuna di esse a'pre per il futuro?(*).

* Questo saggio rappresenta da vicino l'esperienza ecclesiale del- l'autore, più che decennale, nei suoi vari giri per l'America Latina a servizio di varie comunità e nel suo tentativo di riflettere teo- logicamente sulla realtà che si sta costruendo d e ntro e fuori della chiesa latino-americana. Nonostante tale carattere piuttosto per-

sonale, indicheremo alcune referenze bibliografiche per aiutare il lettore a un approfondimento del tema: Boff L., I greja e vida reli-

giosa

no

processo

de

lib e rtaçiio,

Petr6polis,

1975;

Id., T e ologia

do cativeiro e da libertaçiio, Petr6polis, 1980, pp. 201-220; Mis-

sion

et

universalité

concrète

de

l'Eglise,

in

« Lumìère

et

Vie»,

137 (1978), pp. 33-52; Boff Cl., Comunidade .eclesial, comunidade. po-.

litica, « Ensaios eclesiol6gicos », Petropolis, 1978; Id., A influéncia

politica das comunidades ecl es iais de base, in « SEDOC », 11 . (1979), pp. 797-818; Boff L., Eglise en genèse. Les communautés de base

ré-inventent fEglise,

Paris, 1978;

Bigo P., L'Eglise et· la ' révolution

du tiers monde, Paris, 1974; Proafio L., Pour un e Eglise libératrice,

Paris 1973; Arroyo G.,

Krischke

P. J.

e

altri, The

Church and Poli-

tics in Latin America, Toronto, 1977; Vidales R., La I glesia latino-

americana

y

la

politica

de s pués

de

Medellin,

Quito,

1972;

Mufioz

. R., Nueva Conci e ncia de la lglesia en América Latina, Salamanca,

1974; Marins J., e gruppo, Igreja e conflitividade social· na América Latina, S. Paulo, 1976; Clar, Pueblo de Dios y comunidad libe-

La vera ecclesiologia non la troviamo nei manuali o negli

scritti dei teologi. Essa si attua e prende vigore nella prassi della chiesa e sta nascosta nelle istituzioni eccle-

siastiche. Di conseguenza, se vogliamo

identificare

le

principali tendenze eoclesiologiche del nostro continente latino-americano, dobbiamo prima analizzare le varie pra- tiche con i loro protagonisti e . a partire di studiare la predicazione e le elaborazioni teoriche. ~ quanto cerche..

remo di fare, succintamente.

1. L'articolazione

corretta:

Regno-mondo-chiesa

Perché la nostra analisi abbia un

sensb teologico e non

solo fenomenologico,

occorre articolare correttamente le

polarità che entrano nella comprensione della chiesa. La

chiesa non può essere intesa

in

e

per

se

stessa.

Essa

sta .

al servizio di realtà che la trascendono:

il Regno di

Dio

e

il

mondo. Mondo e Regno

sono

i

pilastri che sorreggono

l'intero edificio della chiesa. Al primo posto sta la realtà del Regno, che ingloba sia il mondo che la chiesa. Il

Regno -

categoria impiegata da Gesù per esprimere la

sua ipsissima intentio - costituisce l'utopia realizzata nel mondo (escatologia): è il lieto fine della totalità della creazione, finalmente l~berata in Dio da ogni imperfezione e compenetrata dal Divino che la realizza in modo assolu- to. Il Regno compie la salvezza nel suo stadio definitivo. II mondo è il luogo della realizzazione storica del Regno. Nella situazione presente esso si trova decaduto e segnato

dal peccato. Per questo il Regno di Dio si costruisce

contro

le

forze

dell'anti-regno.

Si

impone

sempre

un

processo faticoso di liberazione, perché il mondo possa accogliere in sé il Regno e sfociare nel suo termine felice. La chiesa, infine, è quella parte del mondo che, nella

radora.

Perspectivas

eclesiol6gicas

desde

las

comunidades

religio-

sas que caminan con el pueblo, Bogota, 1977; CELAM, Conflicto so-

cial

y

compromiso

cristiano

AA.VV., lgreja,

povo que

se

das comunidades de

base no

en

América

lAtina,

Bogota,

1976;

liberta.

Estudos sobre a eclesiologia

Brasil, in

« SEDOC »,

11

(1979),

pp.

705-862; Mufioz R., Sobre el capltulo eclesiologico de las conclusio-

nes de

Pu e bla, in

« Puebla »,

3 (1979),

pp.

141-151;

nhar da

I greja com

os oprimidos.

Do vale

de

Boff L.,

lagrimas

O cami- rumo

à

terra prometida, Rio de Janeiro, 1980.

forza dello Spirito, ha accolto il Regno in forma esplicita nella persona di Gesù -Cristo - il Figlio di Dio incarnato .. si nella nostra condizione di oppressione -, conserva la memoria permanente e la coscienza del Regno, ne celebra la presenza nel mondo e in se stessa, e possiede la

grammatica del suo annuncio, a

servizio del mondo. La

chiesa non è il Regno, ma il suo segno (concretizzazione

esplicita) e strumento (mediazione) del suo compimento nel mondo.

I tre termini sono da articolare in modo corretto. Per

primo viene il Regno,

quale realtà

prima e

ultima che

ingloba in sé tutte le altre. Poi viene il mondo, quale spazio della storicizzazione del Regno e della realizzazione della chiesa. Infine viene la chiesa, qual~ realizzazione anticipatrice e sacramentale del Regno nel mondo e me- diazione perché il Regno si anticipi più densamente nel mondo. Un'approssimazione esagerata della realtà della chiesa al regno, o addirittura una sua identificazione con il Regno, fa emergere un'immagine ecclesiale astratta, idea.. lizzata, spiritualistica e indifferente alla trama della sto- ria. Per altro lato un'identificazione della chiesa con il mondo proietta una immagine della chiesa secolarizzata, mondana, che si contende il potere con gli altri poteri di questo mondo. Infine, una chiesa centrata su se stessa e non correlata al Regno e al mondo fa apparire un'irr1magine ecclesiale autosufficiente, trionfalistica, di società perfetta; la quale

duplica quelle funzioni che, di norma, competono allo Stato e alle società civili, senza saper riconoscere l'auto .. nomia relativa della sfera secolare e la validità del di- scorso della razionalità. Tutte queste disarticolazioni teologiche costituiscono del- le forme patologiche che richiedono una terapia. La buona salute ecclesiologica sta nella relazione esatta tra Regno- mondo-chiesa, cioè nella concatenazione che abbiamo sopra abbozzato; e in tal modo che la realtà della chiesa appaia sempre nell'ordine del segno concreto e storico (del regno e della salvezza) e dello strumento (della mediazione), in funzione del servizio di salvezza da rendere al mondo.

2.

1 grandi modelli ereditati dal passato

Fatte queste precisazioni di ordine metodologico, giova approfondire quattro prassi ecclesiali ~he si ~ann? nel- l'America Latina, con le corrispondenti ecclesiologie, la- tenti o esplicite. Ci interroghiamo sul loro significato, davanti alle sfide proprie del nostro continente, e su qua ... le futuro si possa sperare da simili pratiche.-

a) Chiesa come civitas Dei: totalità ad intra.

Persiste ancora in America Latina, anche se con sempre minor intensità, una prima prassi di chiesa rivolta quasi esclusivamente verso l'interno. La chiesa comprende se stessa come. la portatrice esclusiva della salvezza agli uo.. mini; · attualizza il gesto redentore di Gesù per mezzo dei sa- cramenti, della liturgia, della meditazione della Bibbia, dell'organizzazione parrocchiale, all'interno di compiti strettamente religioso-sacrali. Il papa, il vescovo e la struttura gerarchica della chiesa in generale costituiscono i perni organizzatori della comprensione della chiesa: la quale è essenzialmente clericale, nel senso che senza il clero, - ordinato con il sacramento dell'ordine - niente di decisivo può avvenire nella comu11ità. Vi si coltivano la tradizione, l'esattezza delle formule ortodosse ufficiali e la fissazione canonico-giuridica della .liturgia per i fedeli. Il mondo non vi ha consistenza teologica. Dev'essere conver- tito, dal momento che soltanto nella mediazione della chiesa esso pu.ò accedere ·all'ordo gratiae. Poiché il suo campo di attuazione è quello strettamente sacro, questo modello di chiesa si mostra insensibile ai problemi umani che avvengono fuori dei suoi limiti, nel mondo e nella società. Il politico costituisce la dimensione dell'« impu- ro », che dev'essere evitato il più possibile. Più che di

neutralità, essa vive di indifferenza di fronte <c mondane ».

alle realtà

Dietro queste pratiche funziona un'ecçlesiologia di chie- sa-società-perfetta, parallela a quell'altra società perfet- ta che è lo Stato. È una comprensione di sé che tra~ disce · un espediente teologico di affermazione del pote- re della chiesa, anche se si pone nella gestione del religio- so. Il potere religioso non vi viene inteso come una forma

  • di lettura dell'intera realtà, come uno « spirito » con cui

accostarsi a ogni cosa, ma come una regione ben delimi- tata del reale, la cui competenza spetta alla gerarchia. Non si dà nessuna articolazione, qui, con la realtà del

regno e del mondo

Praticamente, in questa concezione, la

.. chiesa si identifica con il Regno, poiché solamente in essa il Regno trova la sua concretezza storica. Del mondo è alleata, visto che si sente fuori del mondo, sebbene in funzione del mondo. Questo non implica che la chiesa non si organizzi nel ·mondo; al contrario, dato che la salvezza e il soprannaturale passano solo attraverso di lei, si creano opere che vanno sotto il titolo esplicito di « cat- toliche »: sindacati cristiani, scuole cattoliche, stampa re-

ligiosa, università cattoliche, ecc. Con queste iniziative viene garantita la presenza di Dio nel mondo. Come si vede, la chiesa ·si costruisce in ta~ modo come separata dal mondo, duplicando i servizi. Quale futuro ha questo modello di chiesa? Teologicamen.. te esso è già .largamente superato dalla teologia del Conci.. lio Vaticano II. E tuttavia le pratiche tradizionali non si lasciano smontare facilmente da una nuova teologia. Ma nella misura che altre prassi ecclesiali guadagnano ege... monia, questo modello di chiesa - civitas Dei sulla terra

  • - si va emarginando, facendosi apertamente reazionario

e non solo tradizionalista. Il suo ~uturo sta legato alla

sorte dei suoi stessi vescovi, che con ·la loro scomparsa p.ermettono di mettersi al passo con la storia. Le chances ·

ricupero sono minime.

· di

b) Chiesa come niale

mater et

·

magistra:

l'antico

patto

colo-

L'America Latina è stata evangelizzata all'interno di un determinato modello di chiesa, ·quello tipico del Padrona..

to; Secondo questo modello, la chiesa si fa presente nel mondo mediante un patto con lo Stato, che provvede a tutte le necessità della chiesa e ne garantisce il funzio- namento. È una relazione tra due gerarchie, quella civile e quella religiosa. Chiesa, in questa accezione, è sempli- cemente sinonimo di gerarchia. Con la caduta del regime

di p~dronato e

cani, il modello

con

è

l'etnergere

dei

riaggiustato e

vari

stati

repubbli-

ha

guadagnato una

nuova versione. La chiesa si avvicina alle classi dominanti che controllano lo Stato e organizza le proprie opere nel

seno delle classi dominanti e a partire dai loro interessi:

così i collegi, le università, i partiti cristiani, ecc. Evidente- mente, si tratta di una visione del potere sacro articolato

con il potere civile. La chiesa dà a questo patto una sua

propria interpretazione:

essa vuole servire

i

poveri

e

le

grandi masse diseredate. Esse sono bisognose, senza · mez-

zi, istruzione, partecipazione. È

per aiutarle che la chiesa

si avvicina a coloro che sono effettivamente ili condizione

di poter aiutare, cioè alle classi agiate. E

ne educa

i

figli,

appunto perché, imbevuti di spirito cristiano, essi liberino

  • i poveri. Alrint e rno di questa strategia si è creata una vasta rete di opere assistenziali. La chiesa vi appare una

chiesa per i poveri, ma non con i poveri e dei poveri.

Sul

piano

dottrinale,

qu e sto

tipo

di

chiesa

si

n1ostra

conservatore e ortodosso. È sospettoso di qualsiasi inno- vazione. La sua dogmatica rigida e la sua visione giuridi- ca sono tipiche di chi vi occupa i posti di comando (gerarchia). Il riferimento all'autorità, e specialmente al papa, vi è sempre presente. Il discorso è sacerdotale,

senza nessun timbro profetico. L'edificio della fede viene presentato come compatto e perfetto: niente vi si deve togliere né aggiungere. Se ne devono trarre, invece, delle conseguenze per la prassi sociale. La chiesa fondamen-

talmente vi emerge come mater et n.1agistra: su tutte · le questioni" possiede un insegnamento, che tira fuori dal

·proprio

d.eposìto

fatto

di

Scrittura,

tradizione,

insegnaw

menti del Magistero e di un certo tipo di lettura della legge na turai e. Quanto all~articolazione Regno-mondo-chiesa, si nota qui, effettivamente, una certa funzionalità nel rapporto con il , mondo. La relazione si instaura con i poteri stabiliti e non con i movimenti storici emergenti (riformatori, inno- vatori, rivoluzionari); appunto perché la chiesa si auto- comprende a partire da una visione giuridica e di potere (po'lestas sacra, comunicata mediante il sacramento dei .. l'ordine). In riferimento al Regno, questo modello conti· nua a vederlo realizzato esclusivamente nella chiesa, o nel mondo per la mediazione della chiesa.

Quale futuro ha questo modello? Certamente gode di un lungo respiro, radicato com'è in un substrato storico mol- to vigoroso. Inoltre, la concentrazione del potere in poche mani (corpo gerarchico) facilita il rapporto con gli altri poteri di questo mondo. Non è così difficile l'intesa tra i

..

«potenti>>, che decidono e fanno aggiustamenti, general- mente, passando sulla testa del popolo; il quale, nel con- tinente latino-americano, è nello stesso tempo oppresso e religioso. Interessa alla politica centralista romana qu e sto tipo di chiesa, fondato sul potere sacerdotale e magiste· riale e sull'au~orità sacra della gerarchia. Il modello entra in crisi, tuttavia, nella misura che gli .Stati si fanno auto- ritari, anzi totalitari, cominciando ·a opprimere il popolo oltre dei limiti eticamente tollerabili. Allora prevale il sotto fondo evangelico della chiesa (gerarchia); si ricerca-

no esenzioni e neutralità. Allora si apre il discorso del carattere non politico della chiesa e della sua irriducibile specificità religiosa. Del resto, questo tipo di chiesa si affina con i regimi politici autoritari; ma mai si fa una critica di fondo sulla loro illegittimità, semmai appena

sui loro

abusi. .

Nei paesi latino-americani, dove

questo

modello di chiesa predomina, si osserva, senza sorpresa, che i rispettivi episcopati si mostrano sprovvisti di spirito profetico e di parrhesia evange~ica. La lotta per i diritti umani non la si fa pubblicamente, ma in prese di contat- to segrete tra capi militari e vertici ·gerarchici. Ogni altra · strada vienè vista come un'intromissione nella vita · politi· ca, considerata di stretta competenza dello Stato o dei laici. Questo modello è gradito al potere dominante, poi- ché riduce il campo di azione della chiesa alla sagrestia. Presuppone una sociologia funzionalista, in cui ogni corpo- razione è ben definita e ha le proprie prassi, senza inter- ferenze di una corporazione sull'altra. Così, secondo que- sta concezione, la chiesa non deve immischiarsi nella po- litica. Evidentemente, · la chiesa non è un'istituzione poli- tica; e tuttavia ha un rapporto con la politica nella misu- ra che questa ha una dimensione ogg e ttiva del Regno e un carattere etico. Alla chiesa compete di pronunciarsi sul carattere etico e/ o rèligioso delle prassi politiche, quale le deriva dalla sua missione evangelizzatrice. Ma que~to mod .ello di chiesa si trova troppo compromesso con i poteri secolari per poter assumere, normalmente, un atteggiamento critico di fronte alle oppressioni che amareggjano la vita del popolo.

c) Chiesa come sacramentum salutis:

la modernizzazione della chiesa

Negli ultimi

cinquant'anni i paesi latino-americani sono

. . stati contrassegnati dalla comparsa di una borghesia in- dustriale dinamica, . nazionalista e modernizzatrice. Il compito urgente consisteva nel superare lo stato di arre- tramento tecnico in cui ci si trovava, mediante una rapida modernizzazione dell'intera struttura produttiva. Lo spau- racchio da esorcizzare si chiamava sottosviluppo. Per questo si convocavano tutte le forze in nome del progres-

so e dello sviluppo su tutti i fronti. Contemporaneamente si creavano forme più adeguate di partecipazione sociale:

democrazie a base populista e organizzazioni sindacali. La chiesa ha partecipato attivamente a questo programma di sviluppo. Occorreva un'insolita apertura della chiesa ver- so il mondo. I problemi principali non erano quelli dot- trinali (lotta contro la penetrazione p .rotestante e contro il secolarismo statale), né liturgico-disciplinari. Erano quelli legati alla società: giustizia, · partecipazione, svilup- po integrale per tutti. La chiesa, in questo processo, può farsi acceleratore, e non freno. Deve valorizzare la scien- za, la relativa autonomia delle realtà terrestri. Deve svi- luppare un'etica del progresso e dell'impegno nella . tra- sformazione del sociale. Realmente, negli ultimi cinquan- t'anni, la chiesa ha partecipato a tutti i grandi dibattiti sull'educazione, sullo sviluppo economico, sulla costitu- zione di sindacati, sulla riforma agrazia. La secòlarità vi è emersa come un valore teologico. Il ·Vaticano II ha elaborato una teologia adeguata a tale prassi ecclesiale. Da un lato l'ha legittimata e dall'altro

.

-

l'ha illuminata criticamente

.Innanzitutto si fa chiaro che

. la realtà va pensata in termini di mysterium salutis e di universalità dell'offerta della salvezza. La chiesa viene · rappresentata come sacramento della salvezza universale. Bisogna comprendere che, fondamentalmente, la salvezza (come _offerta) è universale e pervade tutta la storia. La chiesa è il mo1nento di condensazione e di celebrazione di questa salvezza universale. Da parte sua, la chiesa si fa universale nella misura che si fa segno per tutti gli uo ..

mini dell'amore salvifico del Padre per mezzo del Figlio suo, nella forza dello Spirito. Per questo le realtà dette terrestri e secolari, so:q_q portatrici possibili della grazia e

14

..

della salvezza. Meritano di essere cercate per se stesse, e non soltanto nella misura in cui si trovano inserite nel progetto della chiesa. Tale prospettiva dà un carattere teologico all'impegno dei cristiani nella lotta per la co- struzione di un mondo più giusto e fraterno. La chiesa, nel solco di questa teologia, si è articolata con gli strati moderni della società, e particolarmente con quelli impegnati per una trasformazione del mondo. Non necessariamente si è avvicinata allo · Stato, ma certamente ai gruppi portatori di scienza, di tecnica, di potere politi- co nella società civile. La chiesa stessa si è modernizzata nelle sue strutture, adattate alla mentalità funzionale del- la modernizzazione, si è secolarizzata in molti suoi simbo- li, ha semplificato la liturgia rendendola adeguata allo

spirito del tempo.

Il discorso

della chiesa

si

è

fatto

più

profetico, nel senso di denuncia degli abusi del sistema capitalistico e dell'emarginazione del popolo. Su questo piano non offriva una prospettiva alternativa, ma rifar- mista, nei termini tollerabili per i gruppi emergenti d e lla società. Fondamentalmente, essa non chiedeva un altro tipo di società, ma più partecipazione in questa, che . al momento presente si colloca all'interno del sistema libe- rale moderno di capitalismo avanzato e tecnologico .. Quanto al rapporto Regno-mondo-chiesa, la riflessione teo- logica è stata qui molto attenta: il Regno costituisce il grande arcobaleno sotto cui stanno mondo e chiesa. Il mondo è il luogo dell'agire di Dio che vi v_a costruendo sin d'ora il suo Regno, aperto all'escatologia che ancora non si è realizzatà nella sua pienezza. La chiesa è come il sacramento, ossia il segno e lo strumento ufficiale e pub- blico, per mezzo del quale Cristo e il suo Spirito attuano e accelerano il concretarsi del Regno nella storia del mon- do, in forma esplicita e densa nello spazio della chiesa. Per mondo, qtli, si intendeva di preferenza il mondo mo- derno, quale prodotto della grande impresa scien- tifico-tecnica. Con questo « mondo » la c·hiesa ha avuto un ravvicinamento~ una riconciliazione, offrendogli la propria collaborazione diaconale. Quale futuro è destinato a questo modello di chiesa? Dobbiamo riconoscerè che questo modello, numericamen- te, · è il più diffuso in tutta l'America Latina. Praticamente la grande maggioranza ha assimilato il Vaticano II ·e ha fatto la virata richiesta, sia in termini di mentalità teolo-

gica (teoria), sia Ìll quelli di presenza al mondo (prassi).

La chiesa si è liberata da un carico tradizionale che la rendeva poco simpatica all'uomo moderno ed è arrivata ad elaborare una nuova codificazione della fede, rispon- dente allo spirito critico dell'uomo urbanizzato, assimilato dall'interno del processo produttivo capitalistico. Gli in .. tellettuali, prima a larga maggioranza anticlericali, sono ora passati a considerare la chiesa come loro alleata. La chiesa confida assai più nei centri del potere decisionale che cercano di impegnarsi in compiti ecclesiali e di im-

pregnarli dello spirito nuovo nato dal Vaticano II

I vari

.. movimenti, quali i Cursillos de Cristiandad, il Movimen-

to Familiar Cristao, il Movimento Carismatico e altri qel genere hanno come primo riferimento di interesse i

gruppi sociali benestanti e non

il

popolo

proletario

e

povero. Il futuro di questo tipo di presenza della chiesa a

partire dal suo collegamento con gli strati moderni della

società dipende dal destino stesso della società moderna. La chiesa tenterà di evangelizzare tali strati partendo dai valori e dall'ottica propri della modernizzazione. La reJa.. zione verso i poveri si definirà a partire dall'ottica dei ricchi nei confronti dei poveri. I ricchi saranno chiamati a venire in aiuto, 11ella causa dei poveri; ma senza che ci sia bisogno, necessariamente, di cambiare posizione socia- le e comportamento borghese.

3. L'emergere di un nuovo modello:

la chiesa a partire

dai poveri

Con

gli

anni

60

ha

avuto

inizio

in

quasi

tutti

i

paesi

latino-americani una crescente presa di coscienza riguar-

do

ai

meccanismi

reali che producono il sottosviluppo.

Esso non consiste soltanto in un problema di ordine tec-

nico, o di ordine politico

..

È conseguenza del tipo di

sviluppo capitalistico all'interno dei paesi centrali (Atlan- tico Norte), che per mantenere i livelli di accelerazione e accumulazione ·conseguiti hanno bisogno di stabilire dei

rapporti profondamente dissimmetrici con i

paesi tecno-

'

logicamente più arretrati ina ricchi di materie prime; i . quali sono tenuti in uno stato di sottosviluppo, che viene

così ad apparire come l'altra faccia

dello

sviluppo. Il

sottosviluppo

si

pone

come uno sviluppo dipendente e

16

associato allo sviluppo dei paesi ricchi. Una dipendenza che significa oppressione sul piano economico, politico, culturale. La strategia a lungo termine è quella di ot~ene­ re una liberazione atta a garantire uno sviluppo auto _- sufficiente, che miri alle necessità reali del popolo e non al cons.umismo dei paesi ricchi e degli strati nazionali associati ai paesi ricchi.

a) Una liberazione politica e religiosa

Il soggetto storico-di questa liberazione sarebbe il popolo oppresso. Tocca a lui elaborare la coscienza della propria situazione di oppressione, organizzarsi, articolare una

.prassi che sia finalizzata e diretta a una società alterna~iva

meno

dipendente

e

ingiusta.

La

altre

classi

possone· e

debbono incorporarsi al progetto degli oppressi, senza tuttavia volerne assumere l'egemonia. Così è avvenuto che, a p ·artire dagli anni 60, moltissimi giovani, intellettuali e un'intera gamma di movimenti so- no sorti con lo scopo di incanalare tale liberazione. Han- no optato per il popolo. Hanno cominciato a entrare nel

continente dei poveri, ad assumerne la cultura, a dar espressione alle loro esigenze e a organizzare attività con-

siderate

dallo

status

sono passati

per

la

quo come sovversive. Non pochi

violenza

delle

guerriglie urbane e

. contadine, e sono stati repressi con violenza dagli Stati di

sicurezza nazionale. A questo processo di liberazione hanno partecipato cri ..

· stiani senza numero e intere

organizzazioni come la J uven-

tltlde Universitaria Cat6lica, la Açao Operaria Cat6Iica e altre. Erano generalmente persone e gruppi con forti contraddizioni di classe (estrazione borghese), pieni di idealismo e piuttosto scarsi di senso politico quanto alla . viabilità storica di simile liberazione popolare. · In segui-to, dopo gli anni de~la repressione più dura (1968-1974), la base ecclesiale ha con1inciato ad assumere un'importanza eccezionale in termini sia ecclesiologici che politici. Era il popolo stesso ad assumersi il proprio de- stino. In genere, tutto ha inizio con i circoli biblici. Poi si passa alla creazione di piccole comunità ecclesiali di base. Il cui compito, injzialmente, è quello di approfondi-

re la fede all'interno del gruppo~ di preparare la liturgia, i

.sacramenti e la vita

d.i

pietà.

In uno

stadio un po' 'più

.

avanzato si passa a compiti di aiuto reciproco nei problemi

della vita dei

membri. .

I quali, nella misura che si orga-

nizzano e approfondiscono la riflessione) si rendono conto che i loro proJ:>lemi hanno un carattere strutturale. L'e- marginazione è conseguenza del tipo di organizzazione elitaria, di accumulazione privata, e, finalmente, della struttura economico-sociale del sistema capitalistico~ E- merge allora la questione politica, e il tema della libera- zione assume contenuti concreti e storici. ·Non si tratta soltanto di una liberazione dal peccato (dal quale sempre dobbiamo liberarci), ma anche di una liberazione che ha dimensioni storiche, (economiche, politiche e culturali). La fede cristiana mira direttamente alla liberazione ulti ... ma e alla libertà dei figli di Dio nel Regno. Ma include

anche le liberazioni storiche, come forma di anticipazione

e concretizzazione della liberazione ultima, solo possibile nel compimento della storia in Dio.

b) Una chiesa che nasce dalla fede del popolo

· Qui si fa importante verificare come il popolo operi il passaggio dal religioso al politico. Generalmente, per lui, le due realtà camminano unite. Comincia dal religioso. E si rende conto delle ingiustizie, come di un peccato che Dio non vuole. Passa poi alla comprensione delle struttu- re reali . che generano le ingiustizie. Bisogna cambiarle, perché non producano più il peccato sociale. L'ilnpegno politico nasce dalla stessa riflessione di fede che esige il cambiamento. Anche quando si fanno analisi sui meccanismi dell'oppressione, la fede non vi è mai assente, quale orizzonte di comprensione, quale mistica poderosa per l'azione e quale punto di arrivo di tutto l'agire umano. La comunità non si trasforma in una cellu- la politica. Essa resta quello che è: il luogo della rifles- sione di fede e della sua celebrazione. Ma al contempo essa è il luogo dove si giudicano eticamente, alla luce di Dio, le situazioni umane. Comunità cristiana· e comunità politica non s.ono due spazi chiusi. Sono spazi aperti, dove circola il cristiano. Nella comunità, egli celebra e alìmenta la propria fede: lì egli ascolta la parola di Dio che lo manda a impegnarsi per i · suoi fratelli. E nella comunità politica egli agisce e opera a fianco degli altri, realizzando concretamente la fede e la salvezza; qui .egli

ascolta la voce di Dio che lo chiama a esprimersi nella comunità cristiana. Tanto uno spazio quanto l'altro sono coperti dalla realtà del Regno di Dio. Il quale si realizza, anche se sotto segni diversi, in entrambi gli spazi. In primo luogo la comunità ecclesiale di base significa qualcosa di più di uno strumento' con cui la chiesa arriva al popolo e lo evangelizza. È una forma nuova e originale di vivere la fede cristiana, di organizzarsi come comunità cristian~ intorno alla Parola, ai sacramenti (quando è possibile) e ai nuov_i ministeri esercitati dai laici (uomini e donne). Si ha una nuova distribuzione del potere nella comunità, assai .più partecipato, che evita ogni centraliz- zazione e dominio a partire da un centro di potere. L'uni- fede-vita, vangelo-liberazione si realizza concretamente, senza l'artificio delle difficili mediazioni istituzionali; viene propiziata la nascita di una ricca sacramentalità ecclesiale (tutta la chiesa come sacramento), con una forte creativi- tà nelle celebrazioni e u;n senso profondo del sacro, tipico del popolo. È in atto una vera ecclesiogenesi, una chiesa che nasce dalla fede dei poveri. D'altro lato, la comunità ecclesiale è il luogo della demo .. crazia reale del popolo, dove tutto viene discusso e deciso insieme e si impara a pensare criticamente. Per gente sottomessa da secoli, a cui si è sempre impedito di parla- re,· la semplice prise de parole già significa un primo momento di presa del potere e di elaborazione del pro- prio destino. Il significato della comunità ecclesiale sconfina dal semplice senso religioso e viene così ad as- sumere un alto significato politico. Dietro questi compor_tamenti prende ,vigore un'ecclesiolo- gia che trova nelle categorie Popolo di Dio, koinonia, profezia, diakonia ·i suoi assi strutturanti. Questo tipo di chiesa presuppone ciò che si è cristallizzato a Puebla:

,

una opzione preferenziale per i poveri. È importante comprendere il senso esatto di tale opzione. Si tratta di privilegiare i poveri . (senza esclusivismi) come il nuovo soggetto storico emergente, atto a realizzare in modo pri- vilegiato il progetto cristiano nel mondo. Per poveri, qui, non si indendono .solamente quelli che patiscono priva- zioni; essi certo le patiscono, ma possiedono anche forza storica, capacità di mutamento, potenzialità evangelizza- trice. La chiesa vi accede direttamente; non passa per la mediazione dello Stato o delle classi dominanti. Per que-

19

sto non è

più

in

gioco, qui, una

chiesa

« per »

i

poveri,

bensì una chiesa dei poveri e con i poveri. ~ solo a partire da questa opzione e inserimento nei ceti poveri e

popolari che la chiesa definisce la sua relazione con g.li altri strati sociali. · Con ·questo non perde la propria catto-

licità. Le dà anzi un contenuto reale e non retorico. Essa si dirige a tutti, ma a partire dai poveri, dalle loro istanze

e

dalle loro lotte. Per questo fanno parte

della tematica

essenziale di questa chiesa il cambiamento sociale, nella direzion·e di una convivenza più giusta, i diritti umani

interpretati come diritti

delle grandi maggioranze

pove-

re, la giustizia sociale, la liberazione integrale che passa principalmente per le liberazioni socio-storiche, il servizio concreto dei diseredati, ecc .

c) Una chiesa all'altezza delle sfide della storia

La categoria Popolo di Dio e chiesa~comunione permette

di ridistribuire meglio la potestas sacra all'interno

della

chiesa. Obbliga a ridefinire il compito del vescovo e del

prete. Permette il sorgere di nuovi ministeri e di uno stile di vita religiosa incarnata nei ceti popolari. La gerarchia si fa un puro servizio interno e non la costituzione di strati antologici che aprono la strada a divisioni interne al corpo ecclesiale e a vere classi diverse di cristiani

(senso anali ti co). Non è qui il luogo di sviluppare

tale

ecclesiologia, presente nella nuova prassi di questo mo-

dello di chiesa. Essa si trova già in uno stadio di elabora- , zione avanzata nella teologia prodotta in America Latina. In riferimento all'articolazione Regno-mondo-chiesa, si deve dire che qui si verifica un modo specifico di realiz- zare la dialettica di questi rapporti. Il Regno è certamente l'utopia cristiana che riguarda il destino ultimo del mondo. Ma si insiste che Io si incontra in .divenire dentro la storia, sempre e là dove si costrui- scono la giustizia e la fraternità e dove i -poveri sono rispettati e fatti protagonisti della propria storia. Porta-

tori del Regno

sono tutti gli uomini,

istituzioni e prassi

che

si ispirano ag~i ideali etici

intesi dal Gesù storico. La

chiesa ne è una portatrice qualificata e ufficiale., ma non esclusiva.

.

.

La categoria mondo vi riceve una determinazione storica:

è il mondo dei poveri, if sottomondo che .dev'essere tra-

20

·

sformato in mondo della convivenza umana fraterna. Nel mondo ci sono il Regno e l'anti-Regno · (sottomondo della

miseria). E il Regno si costruisce contro l'anti-Regno, i cui artefici possono e devono venir denunciati profetica- mente. La chiesa si propone di assumere il sottomondo e i non-uomini, per ·aiutarli nel processo di liberazione in.. tegrale con l'apporto della specificità sua propria: il suo riferimento religioso e la sua lettura in ch;iave di Regno

  • di Dio

che fin

d'ora

è

in

atto,

fino

nella consumazione del mondo.

al suo compimento

  • Ci sembra che nel patto della chiesa con le grandi mag-

gioranze povere del continente sudamericano (il cui verti- ce simbolico è stato il dono dell'anello pontificale di papa

Giovanni Paolo II ai favelados del Vidigal nello stato di Rio de Janeiro, il luglio 1980), si spalanca un cammino nuovo per la chi e sa. Da Teodosio in poi la chiesa è stata certamente una chiesa per i poveri, ma non è più riuscita ad essere una chiesa dei poveri. Oggi i poveri non sono più visti in una prospettiva caritativa e assistenzialistica, ma principalmente politica: sono le classi popolari, il nuovo soggetto storico emergente che, probabilmente, de- ciderà i destini della società futura. I poveri stanno cre- scendo a livello di presa di coscienza; stanno organizzan..

do le proprie attività ed e sigendo una

socjetà più parteci-

pata e meno elitaria. Probabilmente è in questa direzione .

che camminerà il processo sociale. La chiesa, nella sua riflessione e nella sua prassi (almeno in Ameriea Latina), si sta · facendo contemporanea a queste esigenze. Non re ... sta arretrata in modelli inadeguati. La futura società lati.. no-americana conterrà n e lle sue strutture degli elementi cristiani ed evangelici, grazie a una chiesa che sta colla- borando nel gestire tale futuro. ~ una verità tanto forte, che già gli studiosi la considerano: una società latino-a-

mericana

che

non

includa

nel

proprio

processo

 

in

grado elevato - degli elementi cristiani, si dimostra anti ..

popolare.

La

matrice

del

popolo

è

cristiana.

E

· si

sta

esprimendo in una

codificazione

che

risponde

alle

do ...

mande della storia, con la chance di dimostrarvi tutto il suo vigore e la sua verità. In questa direzione cammina la

speranza e

si definisce il futuro

della chiesa latino-americana.

più denso di promesse ·

d) Un appello alla chiesa universale

Concludendo, possiamo dire: ci sono diverse prassi eccle- siali nel continente sudamericano, ciascuna con la sua immagine di~ chiesa nel sottofondo. Alcune prolungano l'immagine della chiesa coloniale. Altre si adattano ai nuovi fatti della storia, particolarmente davanti alla ne- cessità di un Inserimento più profondo nel sistema capi- talistico. Altre ancora, più critiche, chiedono mutamen- ti che vanno contro la corrente dominante, ma che si collegano organicamente al fiume sotterraneo e profondo delle aspirazioni di liberazione dei poveri. Tali prassi convivono e compongono la vitalità della stessa chiesa di Cristo, che vive e soffre il suo mistero pasquale alla peri- feria delle grandi nazioni e delle venerabili chiese euro- pee. Ma la loro voce grida sempre più alta e può essere udita nel cuore del centro. Pensiamo anzi che costituisca- no un appello per tutta la chiesa, perché sia più evangeli- ca, più serva e più segno di quella salvezza che compe- n~tra, ·come dono di Dio, l'intero tessuto umano. Esse incarnano ciò che dev'essere. E ciò che dev'essere ha una forza storica invincibile.

capitolo secondo

pratiche teologiche e incidenze pastorali

-

1. Dall'unica teologia alle molte tendenze teologiche

La teologia, come sapere sistematico, risulta · da un modo tutto proprio di considerare la realtà, cioè alla luce di Dio. Tutte le cose possiedono una dimensione teologale, dal momento che tutte possono essere viste in riferimen- to a Dio o contemplate partendo da Dio. In questo senso, come prospettiva e ottica propria (la ratio formalis degli scolastici, o il. principio di pertinenza dei moderni), la teologia è una sola. Ciò n.onost.ante, si danno varie forme di realizzazione sto.. rica del compi t o teologico. Così, si può voler rilevare il carattere sapienziale della teologia e ci imbattiamo nella t~ologia patristica. Altre epoche sono interessate al carat- tere scientifico, razionale e sistematico della fede: ed ecco apparire le somme teologiche della teologia medioevale. In altri tempi si sente l'urgenza di sottolineare il fattore esistenziale della fede, o il suo carattere liberatorio e sociale e ci imbattiamo nella teologia contempotanea. Emergono così le varie tendenze teologiche. Ogni tenden- za cerca di ascoltare l'intera verità apostolica; e si sforza di essere fedele al vangelo enucleando tutti i dati intorno ad - alcuni nodi decisivi o ad una preoccupazione fonda- mentale. Di solito sono la storia e la società a proporre le prospettive di base.

a) Portata e limite di ogni tendenza teologica

Nessuna tendenza può monopolizzare la teologia e pre- sentarsi come la teologia. In tutto ciò eh~ è detto c'è sempre il non detto. La razionalità, anche quella teologi- ca, è limitata. Di conseguenza, nessuna generazione cri- stiana può sistematizzare e risolvere tutte le questioni poste dalla fede. Ne consegue che ciascuna tendenza teo- logica deve conoscere la propria portata e principalmente i propri limiti. Solo con tale umiltà essa può dire tutta la verità nel frammento del tempo storico. Deve anche re- stare aperta ad accogliere le altre forme di sistematizza.. zione della fede, sebbene sempre si sollevi la questione di quali assunti siano i più rilevanti - e perfino decisivi - da affrontare teologicamente, alla luce delle esigenze concrete della chiesa concreta e della storia presen~.e.

  • b) Quali sono gli « avversari » o i concorrenti di ciascuna tendenza teologica

Ciascuna tendenza teologica ha una verità da proporre e i rispettivi errori da combattere. Ha un suo posto nella chiesa, in base al quale definisce il suo rapporto con le varie istanze e con le altre correnti. Molte volte le vere intenzioni di una tendenza teologica si rivelano nell'iden.. tificazione delle controparti con cui polemizza e dalle co .. se che critica o condanna.

c) Funzionalità di ogni tendenza teologica in riferimento alla chiesa e alla società

Un

teologo

non vive

per a.ria:

fa

parte

della

chiesa e

della società. Ed entrambe le realtà non sono corpi omo- genei, ma sono attraversate da tendenze, ~nteressi e con- flitti. Come qualsiasi agente sociale ed ecc1èsiale, il teolo- go occupa un posto determinato e la sua produzione teo- rica, come la sua prassi, sono in qualche modo funzionali a questo o quel gruppo della chiesa e della società, sia come appoggio, che come critica, condanna, giustificazia.

ne. È questa una situazione oggettiva

che non dipende

.. dalla · volontà delle persone. Tuttavia il teologo, consape- vole del fenomeno, può controllare e orientare tale fun- zionalità. Sarebbe un'ingenuità epistemologica pretendere

di poter fare un discorso totalmente ~eutrale, disimpe-

gnato e « solamente teologico». Nessuno può controllare

pienamente gli effetti delle sue

destinatari.

parole o

azioni .sui suoi

d) Qual

è la

teologia utile e necessaria

per la

nostra chiesa e la nostra società

Riferire quali sono le varie tendenze teologiche presenti

oggi nella chiesa può costituire . un esercizio di dilettan-

tismo intellettuale o la soddisfazione di una curiosità, in

legittim.a. In una chiesa aperta le idee circolano e

incidono sulle attività pastorali, aiutando ad alimentare

l'intellectus fidei. Ciò' nonostante, non si può eludere la

questione veramente decisiva:

qual

è

la

teologia utile

e

necessaria per la chiesa e la società hic et nunc?

La chiesa ha già il suo cammino dentro una determinata

società; ha già preso le sue decisioni di fondo e ha una

sua fisionomia · fatta

di

azione

e

di

riflessione. La so.

cietà affronta la fede con grandi sfide, che devono esse-

re prese sul serio e pensate dalla teologia con l'intento di

aiutare la chiesa a veder chiaro e a decidere con giustez-

za. A motivo di questa diakonia - che ogni vera teologia

deve prestare all'interno della chiesa - non qualunque

tendenza teologica può essere valida a svolgere tale servi-

zio indispensabile. Una chiesa può considerarsi adulta so-

lo quando dispone di una riflessione seria che accampa·

gna le sue attività e di un corpo di esperti, capaci di

elaborare il quadro teorico della fede articolandolo sulle

sfide provenienti dalla realtà storico-sociale. Resta pertan-

to da decidere quale sia la teologia adatta e necessaria per

quella chiesa che è pellegrina insieme con il popolo brasi-

liano, nelléi sua stragande maggioranza religioso e povero

.

.

2. Prima tendenza teologica: teologia come esplicitazione del (( depositum fidei »

Nel depositum fidei sonò còntenute le verità necessarie

per la nostra salvezza. Secondo questa teologia tale depo ..

sito della fede è stato affidato al Magistero che lo conser-

va fedelmente~ lo difende gelosamente e lo interpreta au-

tenticamente. La teologia possiede una funzione di espii...

citamento delle verità di questo d~posito sacro, cercando

il nesso tra i vari misteri e la loro articolazione con

la

ragione umana. In che modo la teologia attua tale compito? Essa tenta di esporre in forma sistematica le verità, iniziando con il

trattato dell'apologetica (de vera religione, de revelatione,

de ecclesia) e terminando con quello sui novissimi (l). L'applicazione si fa nel modo seguente: si presentano le verità proposte o definite dalla chiesa; si identificano i nemici antichi (ariani, pelagiani, ecc.) e moderni (rifar..

matori, illuministi, esistenzialisti); si adducono le prove della Scrittura, le prove della tradizione, le ragioni teolo.. giche. La Scrittura viene considerata come un repertorio di frasi, senza tener conto della teologia interna di eia.. scuna di queste fonti né dei vari strati della loro elabora.. zione storica. Qui ciò che importa è la chiarezza delle verità della fede, con le sue varie qualificazioni (de: fide,

proxima

fidei,

opinio

theologica,

ecc.)

delle proposizioni

erronee (haereticae,

dentes, ecc.).

e

l'identificazione

pias

aures

offen..

L'incidenza di questa teologia nella pastorale è minip}a, poiché non aiuta molto a illuminare i problemi ecclesiali, generalmente mescolati con i problemi sociali, politici e ideologici. Il suo maggior influsso lo ha nella catechesi per mezzo di una metodologia di indottrinamento, senza ulteriori ricorsi pedagogici. Nella morale è tuziorista, nel- l'amministrazione dei sacramenti strettamente ubbidiente alle prescrizioni canoniche. Suoi «·avversari » sono gli e ... reti ci e gli innova tori nella teologia e nella pastorale. Anche la sua incidenza ·nella società si presenta minima. Non dispone, infatti, di strumenti teoretici - né teologici né analitici - per giudicare un sistema sociale o pronun .. ciarsi su questioni secolari. Al massimo è una teologia delle conseguenze, sullo stile di: « Se ci fosse più mora.. Iità, se ci fosse stato più catechismo nelle famiglie e nella scuola, non ci sarebbe la valanga di criminalità che c'è

(1) In questa tendenza rientrerebbero i manuali classici di teolo .. gia della corrente neoscolastica: il gruppo spagnolo della Sacrae Theologiae Summa, BAC, 1952 s; il gruppo tedesco di Pohle-Gum- mersbach, Handbuch der Dogmatik, 3 voli., Innsbruck 1952; il gruppo francese con il commento alla Summa Theologica fatto dai domenicani, lnitiation théologique, Paris, 1952; il gruppo italiano (latino), i vari manuali usciti dalla Gregoriana di Roma.

26

adesso ». È una teologia a uso e consumo interno della

chiesa.

.

Portata e limiti di questa tendenza: essa è forte nei con- .

tenuti della fede, fo 'rmulati con estrema cura e precisione

.tecnica. Il fedele ha l'impressione di sapere ciò che è

certa1nente giusto e certamente sbagliato. Suo limite

principale:

è poco esistenziale, non ha mordente storico,

corre il rischio

di

essere

rigida

e

di creare inquisitori

degli eretici e delatori secondo le varie istanze dottrinali.

3. Seconda tendenza teologica:

teologia come iniziazione all'esperienza cristiana

La scienza della fede non è solo intellettuale, ma anche

« del cuore» ed esistenziale. Deve favorire un'esperienza

del mistero cristiano come mistero di autocomunicazione

all'uomo . della vita divina. Questa tendenza teologica, co-

me la prima, ha anch 7 essa la chiesa come centro enuclea-

tivo, ma intende la chiesa come Popolo di Dio e Corpo

mistico di Cristo (2). La fede è fede della chiesa, e non

solo della gerarchia. Il compito della teologia consiste

nella spiegazione razionale di tutto il mistero cristiano; il

quale ingloba dimensioni più ampie di quelle delle « veri-

rivelate », come l'aspetto cultuale-liturgico e la vita

della comunità.'

Questa intenzione di fondo fa sì che . questa tendenza

assimili notevolmente i contributi della riflessione mo-

derna sull'esistenza, la storia, il processo di conversione,

le relazioni interpersonali. Lo schema di base è quello

della tendenza precedente, ma dentro parametri meglio

attualizzati: l'utilizzo delle Scritture rispetta e trae pro·

fitto dai risultati dell'esegesi, l'argomento della tradi-

zione è preceduto dallo studio della patrologia e della

storia dei dogmi, il sensus fidelium vi ha un maggior peso.

Questa teologia ha un'apertura ecumenica. Se la primà

tendenza è solo centrata sulla chiesa cattolica (gerarchia),

questa si commisur~ con tutto il fenomeno cristiano. Suoi

interlocutori nella polemica sono gli umanismi chiusi e i

(2) Giova qui citare special,mente Schmaus M., Katholische Dogma-

tik,

Monaco,

1956;

o

dello

stesso autore A da Igreia~ 4 voli.,

Petr6polis, 1973 s (originale 1970).

..

'

27

'

sistemi totalitari, che negano 1a trascendenza cìi Dio é

dell'uomo. L'incidenza di questa tendenza nella pastorale è notevole,

per il fatto che l_a codificazione della fede vi è presente in

un linguaggio che grida

al

senso

~ella vita e

anima la

fede come esperienza di incontro con Dio (mistagogia). La catechesi inserisce esperienze umane, come mediatrici dei misteri cristiani; la morale raggiunge meglio e rende giustizia dei condizionamenti concreti in cui si attua la decisione etica; la liturgia assume meglio il carattere di celebrazione. L'incidenza della chiesa nel mondo viene costruita non sulle strutture, ma sui rapporti umani. La ricchezza del personalismo moderno si ripercuote in modo ottimale nel contesto comunitario. La conversione raggiunge il cuore e i gruppi, e permette alla fede di rivelare la sua dimensio- ne umanizzatrice, di esaltazione della dignità dell'uomo. Portata di .questa teologia: essa ricupera la ricchezza del.;. la grande tradizione biblica e patristica, con una teologia più sapienziale e mistagogica; la verità, più che rappre- sentazione oggettiva di un dato, vi viene vissuta come incontro trasformante (metanoia); aiuta a sedimentare la chiesa come comunità di fede. Suoi limiti: il contenuto della fede può appannarsi a causa delle troppe mediazioni antropologiche, esistenziali e personalistiche; non scopre il carattere strutturale e istituzionale dei grandi fenomeni ecclesiali e sociali, non raggiungibili dalla dinamica della conversion.e personale.

4. Terza tendenza teologica:

teologia come riflessione

sul

(( mysterium salutis »

.Se nelle due tendenze precedenti la chiesa, sia · come ge:- rarchia che come Popolo di Dio, occupava il ce~tro della teologia, qui il polo enucleativo dell'intera sistematizza- zione diventa il mistero della salvezza (3). Mysterium sa- lutis è un concetto chiave nella antica tradizione e nella teologia del Vaticano II. Dio offre se stesso come salvez-

(3) Ci basti citare qui il voluminoso manuale di teologia

alla luce

dei principi del Vaticano II:

Mysterium Salutis, Petr6polis, 1971 s,

in

24 voli.,

o

la

serie del

chrétien, Desclée, 1963 s.

gruppo

·

di

lingua

francese

Le mystère

za universalmente, a

tutti gli uomini,

in

tal modo che

si

ha una

sola storia della

salvezza che

da

Abel

iusto

va llsque ad ultimu1n electu;n, ricoprendo l'intera storia del·

l'umanità. La storia dell'Antico e del Nuovo Testamento vi emerge come una storia sacramentale (segno e stru- mento), come il momento di coscientizzazione e. di rifles-

sione della salvezza offerta a tutte le genti

Questa co-

.. scienza unica, suscitata da una rivelazione specifica di Dio al popolo di Israele, ha anche una sua storia, che è stata codificata nella Sacra Scrittura. Questa teologia sta atten- ta al fenomeno religioso universale, inteso come ris-posta umana alla pro-posta divina. L'uomo si incontra sempre sotto l'arcobaleno della grazia e çiel perdono di Dio, no- nostante il peccato e le continue resistenze. Il modo in cui questa tendenza fa propria tale visione è di intendere sempre le fonti della fede (Scrittura e tradi- zione) all'interno di un contesto più grande (storia della salvezza/perdizione universale). Nell'argomentazione si tiene conto anche dei testimoni principali delle altre reli· gioni. Il dialogo ecumenico non si restringe alle chiese cristiane, ma si apre alle religioni del mondo.

I .« nemici »

di

questa

teologia sono

gli atei

teorici che si

chiudono all'apertura innata dell'uomo al Mistero; il seco- larismo come ideologia delle realtà terrestri, considerate autosufficienti e senza nessun riferimento a un Più Gran... de. La sua incidenza sulla pastorale: questa tendenza . ha si- gnificato una ventata di aria fresca e ossigenata nel vec- chio edificio dogmatico della chiesa. La sensibilità pasto-

.

rale vi è grande, perché mostra come la fede sia aperta alle . altre manifestazioni di Dio nel mondo, insegna a valorizzare i segni dei tempi - possibili latori della vo- lontà concreta dello Spirito -, allarga la comprensione dei sacramenti, più come segni concreti che rendono visibile la grazia già presente e offerta che non quali strumenti produttori di una grazia prima inesistente.

La sua incidenza sulla società:

una aperta, capace di imparare dalle scienze moderne; discer- ne il momento della salvezza/perdizione nelle varie istan- ze soci~li; si interessa per tutto ciò che fa crescere l'uo- mo, dal .rriomento che ciò aiuta a preparare la materia del Regno di Dio, che già ha inizio qui e adesso per compier· si nell'eternità.

essa

mostra

chiesa

29

Portata di questa teologia: mostra la reale cattolicità ·del- la chiesa, quale le deriva dall'universalità dell'offerta di salvezza; incentiva una prospettiva contemplativa della vita e della storia nella misura in cui si colgono come «gravide di Cristo e del Mistero»; supera una visione dualista che separa il sacro e il profano, il naturale e il soprannaturale, come fossero due realtà giustapposte. Limite di questa tendenza: privilegia la considerazione della storia della grazia rispetto alla storia del rifiuto e del peccato; è esageratamente ottimista, con esaltazione del lavoro scientifico e tecnico, senza valutare il fatto che, nella loro concretezza storica.; tali fenomeni si prestano attualmente ad essere strumenti di dominio - di alcuni paesi su altri, tecnicamente più arretrati.

5. Quarta tendenza teologica:

teologia come antropologia trascendentale

..

II destinatario dell'offerta salvifica di Dio è ciascun uomo che viene a questo· mondo. Questa tendenza opera la vira .. ta - tipicamente moderna - dall'oggetto al soggetto ( 4 ). L'uomo, interlocutore di Dio, costituisce l'idea matrice di tutti gli altri temi teologici. Ma non è un'accezione qual- siasi di uomo quella che qui viene presa come faro orien- .tatore. Non è l'uomo empirico, né l'immagine dell'uomo quale deriva dalle scienze antropologiche; ma l'uomo che ci viene presentato dalle Scritture: l'uditore della Parola, in costante dialogo con l'Ultimo che si fa presente nella coscienza, nella trasceJ?.denza viva, mai completamente ca- tegorizzabile. Per questo tale tendenza non significa im- manentismo. Al contrario riscatta, all'interno della storia, la trascendenza, l'uomo come mistero e apertura infinita, per la quale Dio solo è la polarità adeguata e di pienezza. Questa tendenza cerca di mostrare, in tutti i misteri della fede, · i suoi quoad nos, cioè in che misura vengono in-

(4) Bisogna qui

citai;e

la

vasta

opera

di

K.

Rahner

e

della

sua

scuola, che ha preso un'espressione collettiva nel Lexikon fii.r Theo~ logie und Kirche, lO voll., Friburgo, 1955 s; Handbuch d e r Pasto-

raltheologie, Friburgo, 1966; Sacramentum mundi, 4 voll., Friburgo, 1970; si vedano anche le produzioni postconciliari di Flick-Alsze-

ghy,

professori

ZIODe.

della

Gregoriana,

su

antropologia,

grazia, rivela~

30

'.

.

..

.

·

··

-

·· ···

-· --

·-··- ........

t'(HJLro alle aspirazioni dell'uomo. Parte dal presupposto unlologico che l'uomo è stato « costruito» così da Dio, e t·he è soltanto pienamente uomo nel contatto con la rive.. lnzione. Solo in· Gesù Cristo, il Dio fatto uomo, si decifra

Il n1istero antropologico.

Il

grido

dell'uomo

di

tutti

i

ft•tnpi per l'Infinito e per l'Eterno non è che l'eco della voce dell'Eterno· e dell'Infinito che lo chiama. Di conse- ~ucnza, il mistero dell'incarnazione non si riferisce sol.. tanto a Gesù di Nazareth, ma concerne in qualche modo ogni uomo, poiché è che egli sente realizzata la sua vocazione. (ili « avversari >> che questa tendenza combatte sono queJ .. li che separano esageratamente il cristianesimo dai mo .. vhnenti del mondo alla ricerca di assoluto; quelli che non •nettono in evidenza l'aspetto di realizzazione dell'uomo

presente nella rivelazione di Dio; l'immanentismo delle scienze umane moderne che calpestano o non esplicitano l'elemento di trascendenza presente nell'uomo.

L'incidenza pastorale di questa tendenza è evidente: essa cerca di valorizzare tutte le manifestazioni veramente u .. mane e autentiche della cultura, poiché dietro sta in a- zione lo Spirito stesso di Dio. La comunità è lo spazio e il luogo dove si celebra la salvezza che si realizza nella storia, dove si fa l'esegesi dei . segni dei tempi. Il prete, oltre che un rappresentante della chiesa, dev'essere u-n rappresentante dell'uomo toccato da Dio, vicario di Gesù, il novissimus Adam in cui il divino dell'umano si è mo- ·

strato in tutta chiarezza. Anche le sue incidenze nel sociale sono riguardevoli, poiché mettono i cristiani, come pellegrini, insieme con gli altri uomini; valorizzano tutte le manifestazioni che mostrano l'apertura e la trascendenza dell'uomo, quali risposte ben riuscite all'appello di Dio, che gli uomini accolgono anche inconsciamente. Questa tendenza milita per una società aperta, antiautoritaria, poiché solo così si creano le con-

dizioni

la

concretizzazione

della

trascendenza reale

per dell'uomo. Portata di questa teologia: essa valorizza non soltanto la storia giudaico-cristiana (storia sacramentale), ma tutta la storia umana; elabora un concetto sacro dell'uomo, su... perando ogni e qualsiasi concezione profana e naturalisti.. ca (non assente nella teologia classica); aiuta a meglio comprendere la realtà umano-divina, altre volte espressa

con le categorie naturale/soprannaturale: cioè la per- manente apertura e chiamata dell'uomo da parte di Dio. Limiti di questa tendenza: corre il rischio di non dare molto peso · agli avvenimenti storici, di non vedere la sto- ria del male con le sue . strutture e protagonisti; a forza di

sottolineare il carattere trascendentale dell'uomo e dei mi·

steri cristiant ne perde le categorialità (concretizzazioni) intramondane; non è abbastanza dialettica nel senso che non tiene in conto sufficiente il carattere cònflittuale della

storia.

6. Quinta tendenza teologica:

teologia dei segni dei tempi

(del politico, della · secolarizzazione, della speranza)

Il Vaticano II (Gaudium et Spes) ha insistito sul fatto che la chiesa si trova nel mondo, partecipe delle sue

speranze e sofferenze. Questa coscienza ha permesso alla teologia di scoprire nuovi campi e nuovi oggetti di rifles- sione. La grande tradizione teologica aveva già sistematiz- zato, fino quasi a esaurirli, i temi direttamente teologici, con uno strumentario preso dalla filosofia e dalle scienze storiche e linguistiche: Dio, Gesù Cristo, la rivelazione,

l'azione salvifica nel Figlio e

per lo . Spirito,

la

chiesa, i

sacramenti, l'escatologia , ecc. Ora, la sfida çhe oggi ci si presenta sta qui: come pensare teologicamente delle real- tà che in se stesse non si presentano . coine teologiche_ anzi come profane e secolari, quali il mondo della politi- ca, i sistemi sociali attuali, i meccanismi economici, i processi di liberazione dei popoli e classi dominate;

l'impresa scientifico-tecnica? Per parlare di esse teologicamente, occorre, previamente, appropriarsi di una conoscenza adeguata, pena l'incorrere semplicemente nell'ignoratio elenchi. Per questo il teologo qeve add~strarsi nella lettura dei testi che analizzano le varie scienze positive e storico-sociali. Per la teologia e-· merge un nuovo dialogante, che sono le scienze dell'uomo e della società. Sulla base di una lettura scientifica e critica si fa l'interpretazione teologica ed etica. Sono nate così, nel primo ·postconcilio, alcune teolo- gie (5) caratterizzabili come teologie. dei segni dei tempi. I

(5) Si è particolaxxnente

distinto Metz

J.

B .,

con

la

sua

Teologia

fenomeni sopra riferiti si presentavano come segni inter- pellanti, che sfidavano a cogliere in essi la presenza o la negazione del disegno di Dio. Perciò sorsero le teologie politiche, della secolarizzazione, della speranza e la pro- t.'<~ss-theology degli Stati Uniti. Tutte hanno questo in co .. rnune: che trattano di fenomeni pubblici e collettivi; e che quindi domandano un'espressione pubblica e politica della fede. Non si vuole aggiungere nulla alla fede, ma solo sviscerare queste dimensioni che le sono insite, ma che, storicamente, sono state coperte da un modo di · vivere la fede intimistico, personalistico e individualistico.

  • l ..

a secolarizzazione viene considerata

una conseguenza ti-

pica della fede. Essa libera il mondo dalle caratteristiche divine o magiche e lo consegna all'uomo quale suo campo di creatività responsabile. La speranza, più che una virtù, benché cardinale, è un dinamismo antologico presente all'interno di ogni uomo e della società, per impedirvi

ogni stagnaziohe e spingere al cambiamento, e anche alle

rivoluzioni. La teologia torna a riscoprire « la memoria

sovversiva e pericolosa di Gesù di

Nazareth » che

non

disse, quando stava tra noi, « Io sono la tradizione », ma .

«Io sono la Verità» (Tertulliano) e con questo ha messo

in marcia un processo

di cambian1ento che va oltre la

sfera del cuore, coinvolgendo anche la società e l'intera creazione. Gli interlocutori polemici di questa tendenza sono coloro

che riducono il cristianesimo alla sola dimensione perso-

nale e familiare, escludendovi il momento sociale e poli· tico; l'assenteismo dai problemi del mondo e il conserva- torismo religioso e politico, in quanto ritardano l'avvento

del Regno

di Dio.

La sua incidenza sulla pastorale è evidente:

essa apre la

çomunità cristiana a nuove forme di presenza e di testi- monianza in seno alle strutture, in vista del loro cambia-

mento.

fede.

Evidentemente, a partire dai criteri propri della ·

Anche la sua incidenza sociale non ha bisogno di essere messa in risalto, dal momento che si tratta di una rifles- sione orientata direttamente all'elemento sociale e storico.

politica e Teologia do ·mundo, Lisboa, 1970; in Francia Duquoc Cb.,

con studi sistematici sulla secolarizzazione; Moltmann J., Teologia

da

esperança~ S. Paulo.,

1971.

Se la chiesa, nell'ultimo millennio, si è prestata a legitti- mare l'ordine stabilito, essa è oggi chiamata a farsi fau- trice di cambiamento e forza storica di umanizzazione del mondo: realtà, questa, che non è indifferente a · una teologia del Regno. La portata fondamentale di questa teologia sta nel fatto di aver aperto nuovi campi alla pastorale e alla riflessione teologica, necessari per la te- stimonianza di fede nel nostro · mondo. Suo limite principale è quello di un'analisi delle realtà profane che non si presenta ancora ben articolata con il discorso teologico, operando una giustapposizione dannosa sia per la teologia cl1e per la comprensione della realtà.

7. Sesta tendenza teologica:

teologia della c~ttività e della liberazione

Nel postconcilio la teologia non solo si è trovata a con.. franto con i problemi delle società aperte, industriali e secolarizzate. La questione primordiale a cui le · chiese dovevano urgentemente rispondere riguardava il modo di essere cristiani in un mondo critico, adulto, funzionalisti .. co. Una sfida ancor maggiore veniva dalle periferie dell'A- sia, dell'Africa e specialmente dell'America Latina, per l'emergere dei poveri come fenomeno sociale delle grandi masse, emarginate dai benefici del processo produttivo e sfruttate come eccedenze di una società che . per i suoi problemi privilegia le soluzioni tecniche e sociali. La questione è dunque: come essere cristiani in un mondo di impoveriti e di miserabili? Il tempo delle riforme nel sistema è ormai passato; ciò che occorre è un proc~sso di liberazione, in cui i poveri ricuperino la propria dignità vilipesa e collaborino alla gestazione di una società non necessariamente ricca, ma giusta e più fraterna. I passag.. gi metodologici di questa tendenza ( 6) sono già stati par- ticolareggiati e t,rattati con buon esito. Si parte da un'in .. dignazione etica di fronte alla povertà~ che Dio no~ vuole per i -suoi figli, nello stesso tempo che si fa un'esperienza religiosa davanti ai poveri nei quali è presente il Servo

(6)

V.

Gutierrez G.,

Teologia

da

libertaçiio, Petr6polis,

1976;

Boff

L., Teologia

do

ca~iveiro e

da

libertaçao,

Petropolis,

19802;

Boff

Cl., Teoria e pratica.

tr6polis, 1977.

A teologia

do

politico e suas mediaçoes, Pe·

sofferente Gesù Cristo. In secondo luogo, occorre cono- scere per quali vie e meccanismi si produce da un lato

11na miseria urlante e dall'altro una ricchezza scandalosa. <Jui en trana in gioco le analisi storiche, sociali, poli ti che c.~d economiche. In terzo luogo, bisogna · leggere · questa realtà di miseria - già decodificata con lo strumeJ).tario

socio-anali ti co - con gli occhi della fede

e della teologia,

discernendovi i sentieri della grazia e le buche del pecca-

to. Infine, è necessario stabilire piste di azione pastorale

con le quali la chiesa e i cristiani siano di aiuto nel processo di liberazione integrale. La fede cristiana porta il proprio contributo specifico nel processo globale della llberazione dei poveri, in quanto privilegia i mezzi non violenti, la forza dell'amore, la capacità inesauribile del dialogo e della persuasione e cerca anche di capire - alla luce di criteri etici fissati nella tradizione - la violenza, a volte inevitabile, perché imposta da coloro che · non vcr gliono nessun cambiamento.

  • I « nemici » di questa tendenza sono quanti non arrivano

a vedere la dimensione liberatoria presente nella fede cristiana e nella vita di Gesù; quanti riducono l'espres- sione della fede al solo ambito del culto e della pietà e si mostrano insensibili alle grida del Giobbe di oggi che

salgono al cielo. La sua incidenza nella pastorale della chiesa si fa eviden- te ·nelle varie pratiche di molte chiese periferiche, nel loro impegno nella difesa dei diritti umani, particolar- mente dei poveri, nella denuncia delle violenze del siste- ma capitalistico e nee>capitalistico, nella costituzione di comunità di base dove il popolo esprime, alimenta e ar- ticola la sua fede con le realtà di vita che lo oppri.. m ono.. Anche la sua incidenza nella vita sociale non è meno rilevante: . la chiesa si fa compagna, per ragioni teologi- che, di tutti quelli che lottano per una società alternativa e ·più partecipata. La coesione teologica e pastorale del c9rpo episcopale a favore dei poveri ha collocato la chie- sa tra le forze più importanti della società sudamericana. La portata di questa teologia si misura sulla sua risonan... .za tra i ceti intellettuali e popolari. Dopo secoli, iii forza di questa teologia, l'interesse per la riflessione teologica è tornato nelle strade. Ed è una teologia con una forte dimensione profetica e missionaria. Non sono pochi quelli

che, al suo contatto, tornano alla chiesa per impegnarsi con gli altri cristiani nelle riforme necessarie.

I limiti di questa tendenza:

tere strutturale del

peccato

a forza di insistere sul carat-

sociale

e

sulla necessità

di

una grazia essa pure sociale e strutturale, si corre il

rischio di schivare la conversione personale e la ricerca

della perfezione della vita cristiana. Si ha anche paura

che il poli ti co straripi

dai

suoi limi ti

pare l'intero orizzonte della fede. ·E

e finisca

per occu-

innegabile

che

la

fede ha una ·dimensione politica; e che oggi tale dimen- sione è urgente, è un'esigenza che lo Spirito fa alla sua

chiesa. Ma essa non esaurisce tutta la ricchezza della fede, che deve trovare anche altre espressioni all'interno del process~ di liberazione integrale, quali l'espressione mistica, liturgica, personale.

8. Qual è la teologia adeguata e necessaria per la nostra chiesa brasiliana?

Tutte le tendenze teologiche sono utili. Ciascuna di esse mette allo scoperto delle dimensioni rimaste nascoste o

poco focalizzate dalle altre tendenze. Questo, tuttavia, non

dispensa dal proporci la questione di base: quale di que- ·ste teologie nasce dalla · prassi pastorale, religiosa e misti- ca del cammino della nostra chiesa brasiliana? Quale tra esse è momento di illuminazione e di animazione per tale prassi? Credo che si debba ritenere, con Puebla: (cfr. n. 368), che la tematica della liberazione è una delle creazioni origina- li dei nostri cristiani e un contributo positivo che noi diamo alle altre chiese, che pellegrinano con altri pro- blemi e altre sfide. Con questo non vogliamo dire che le altre tendenze siano da scartare; dobbiamo anzi assumere ·

tutto ciò che in esse

ci può aiutare ad

essere

più fedeli al

vangelo, alla grande tradizione, al Popolo di Dio e princi-

. palmente agli aneliti di liberazione

dei poveri.

Dopo aver fatto tutto quanto è alla sua portata, altro non

resta al teologo che ascoltare la parola del

Signore:

« Siamo vevamo ».

solo dei

servi inutili; abbiamo fatto

ciò che

do..

capitolo terzo

la chiesa e la lotta per la giustizia

  • - e per il diritto dei poveri

1. L'urgenza della lotta per la giustizia sociale oggi

Basta guardarsi in giro per confermarsi della verità del

grido lanciato dai vescovi latino-americani riuniti a Pue-

hla (1979):

« Dal cuore dei vari paesi che formano l'Ame-

rica Latina sta salendo al cielo un clamore sempre più im-

pressionante; è il grido di un popolo che soffre e che

reclama giustizia, libertà e'--r~spetto dei diritti fondamen ..

tali degli uomini e dei popol~

Il clamore è crescente,

impetuoso e in alcuni casi minaccioso

...

  • di ingiustizia

...

.»

(nn.

87,

89.,

90,

cfr. 28).

La . situazione è

Si chiede

giusti..

zia, si denuncia l'ingiustizia sociale e strutturale.

Dietro questo grido profetico si nasconde il dramma, nel

caso del Brasile, del 75°/o della popolazione che vive in

una situazione di emarginazione relativa; del 43°/o della

popolazione condannata a sopravvivere appena con un

salario minimo.

Come

diceva

l'operaio

di

Vila

Pentea-

do-SP, Manoel Paulo da Silva: «Quel che guadagno è così

poco, che mi basta solo per dire che sono ancora vivo ».

E. sua moglie, Helena Gomes de Silva, aggiungeva:

« Questa non

è vita di nessuno» (l):

Non meraviglia che il 40°/o dei brasiliani vivano, lavorino

e dormano con fame cronica;

che

ci

siano

10 milioni

di

deficienti mentali, 8 milioni colpiti da esquistossomosi, 6

(1) Folha

.

de S. Paulo, 2/5/1976.

..

milioni affetti da n1alaria, 650 mila tubercolosi e 25 mila lebbrosi (2). Perché scandalizzarci di tali cifre? Già le conosciamo e ad esse ci siamo sfortunamente abituati. Ma questa situazione, diventata presa di coscienza, costi-

tuisce un verme nella coscienza dei ·cristiani che non

ci

lascia riposare. È il fermento · che rende dinamico l'im-

crescente delle

chiese

nella lotta

pegno sociale. È il tema della nostra riflessione.

per

la

giustizia

2. Le reazioni più significative da parte delle chiese cristiane

Di fronte a queste contraddizioni, che rendono corposo il peccato dell'oppressione, dell'impoverimento e della di-

sumanizzazione,

sono

scaturite

varie

re·azioni

nel

corpo

gerarchico qella · chiesa brasiliana. Gli ultimi anni testi ..

moniano un serio impegno della chiesa nella causa della

giUStiZia:

La funzione tribunizia della chiesa:

I

vescovi e la CNBB

hanno rotto la censura imposta alla libertà di parola in Brasile (a partire dal 1968) e hanno annunciato e denun- ciato le violazioni sistematiche dei diritti umani, le tortu- re, l'insufficienza dei salari, l'espropriazione delle terre. La

chiesa si è fatta tribuna del popolo.

La

creazione

di

vari

lotta per la giustizia:

organismi

che

rendono

efficace

la

Commissione Justitia et Pax sul piano nazionale, diocesa- no e in molti posti in ciascuna parrocchia o comunità di base; CIMI: · Consiglio lndigenista Missionario, organo legato al CNBB e incaricqto di aiutare gli indios nella difesa delle

loro terre e della loro cui tura;

>

CPT:

Commissione Pastorale della Terra, organo che se-

gue

i

problemi

delle

terre,

dove

le

violeQze

assumono

forme estreme;

 

Movimento Custo de Vida,

che ha mobilitato

più

di

un

milione di persòne. ·Si osservi che tutti questi organi non mirano a difendere

(2)

O

Sao

Paulo, 6·22/2/1974,

p.

3.

t~l i interessi corporativi della chiesa, ma quelli del popolo

spogliato. È (·ontro

il

un servizio che la chiesa rende agli oppressi

di

spogli azione

a

cui

sta

sottoposto.

peccato

l) pzione preferenziale dei poveri:

è l'espressione teologica

che soggiace all'impegno cristiano. I pov~ri sono stati i prediletti di Gesù, non per · il fatto di essere buoni e aper- ti, ma perché poveri (Puebla, n. 1.142): «Creati a imma-

gine e somiglianza di Dio per essere suoi figli, tale imma- gine giace oscurata e anche scarnificata » (dalla povertà).

« Per questo D.io prende la loro difesa. Cosicché i poveri

sono

i

primi destinatari della sua missione » (n. 1.142).

Facendo propria la causa della _ giustizia dei poveri, la chiesa si colloca nella sequela più· pura di Gesù. Giovanni Paolo II ricordò ai vescovi, à"-,fuebla, che l'impegno di

Gesù

è

stato

«un

impegno

per"i

più

bisognosi»

(3.3).

In questo .scenario si comprendono i vari documenti dei nostri vescovi, che hanno avuto una risonanza universale e rivelano il contenuto evangelico delle attività dei cri-

st1an1:

Non opprimere il tuo fratello, dei vescovi di San Paolo

riuniti a Brodosqui, nel 1974;

Ho udito il clamore del mio popolo, documento dei ve-

scovi e religiosi del Nordeste, nel 1973;

Emarginazione di u.n popolo: il grido delle chiese:

docu-

mento dei vescovi del Centro-Oeste del Brasile, nel 1974;

Esigenze cristiane di un ordine politico:

CNBB

1977, im-

portante documento dei vescovi, che mette .}'accento sul tema della partecipazione del cittadino e del cristiano alla costruzione di una società giusta e, per questo, diversa da quella in cui viviamo e s~ffriamo (3) .

Solidarietà dei vescovi di

...

San Paolo

e