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DUBBI(E)VERIT

Newsletter Febbraio 2011

In questo numero: Perch non torni a fare la calzetta? Analisi linguistica, iconografica e storica Quote e linguaggio. La legge provinciale della Provincia autonoma di Bolzano del 2010 Il sessismo nella lingua italiana Franois Poullain de la Barre. De Lducation Des Dames (1674) Vietato offendere lamante del marito Odile Decq: larchitetta

Perch non torni a fare la calzetta?


Interrogativi sul perch alcuni slogan non passano mai di moda.

Una semplice frase, un invito scherzoso, una battuta: semplice sessismo ordinario. Quel sessismo strisciante, difficile da combattere, a volte addirittura da cogliere, sul quale Brigitte Gresy ha ritenuto si dovesse scrivere un trattato1, seppur breve. Tra le citazioni del testo quella celebre di Albert Einstein pi facile spezzare un atomo che un pregiudizio. Perch non torni a fare la calzetta? meraviglioso come in una sola immagine, in una frase cos elementare, si riesca a condensare lo spregio tanto per il lavoro delle donne di ieri, quanto per quelle di oggi; quando si dice il miracolo della sintesi! Disprezzo per il lavoro delle nostre nonne, che nei ritagli di tempo, per rilassarsi un po: cucivano, rammendavano e lavoravano a maglia, creando sciarpe, maglioni, guanti e appunto perfino calzini. Disprezzo per il lavoro di molte donne di oggi che lavorano fuori casa, nel mondo del lavoro vero, quello riconosciuto come tale, da cui il gentile invito di tornare a fare altro, quel lavoro domestico, sotterraneo, nero e privo di qualsiasi riconoscimento sociale che , ed stato, il lavoro di casa.

Che la tasa, che la piasa, che la staga a casa. Che taccia, che piaccia, che stia a casa: lindovinato titolo di un convegno promosso dallAssessorato per le Pari Opportunit della Provincia autonoma di Trento tenutosi proprio a Trento il 18 novembre 2010. Un titolo che fa intuire che la questione che la staga a casa (a fare la calzetta) non solo uno scherzo o una battuta per sorridere del passato, ma una questione di triste attualit.

Perch non torni a fare la calzetta? Questa frase deve essere risuonata familiare anche alle orecchie di alcuni pubblicitari/e che, interpretando la societ nella sua naturale evoluzione, superando gli ormai logori tentativi maschili di fare la calzetta interpretati da un magnifico Cary Grant, ripropongono per il mercato italiano unimmagine pi attuale, pi moderna, pi in linea con i tempi, con la naturale evoluzione dellessere donna e del fare la calzetta oggi, in Italia. E cos trova adeguata spiegazione anche il mancato invito a fare la calza contenuto in una lettera ricevuta da Isabella Bossi Fedrigotti da parte del Sig. Ugo Agostini (Milano). Le scrive il Sig. Ugo: Devo anche dirle che a giudicare dalla foto il suo nome, Isabella, non le si addice. Non sar cos scortese da suggerirle di riscoprire la nobile occupazione di qualche sua nonna e cio la calza.
1 Gresy Brigitte - Breve trattato sul sessismo ordinario - Castelvecchi, 224pp., 16.00 1

In effetti, visti gli standard estetici e le mise richieste oggi per fare la calzetta, suggerire questa attivit alla Sig.ra Fedrigotti, scrittrice e giornalista nata nel '48, non sarebbe stato opportuno. Ecco la nuova frontiera del fare la calzetta: donna avvenente e seminuda, adagiata dolcemente su una coltre di pelliccia, forse per rimembrare antichi riti tribali, risalenti presumibilmente all'et della pietra quando giovani donne venivano prese per i capelli (notare la coda di cavallo della modella) e trascinate con forza virile in buie caverne lastricate di pellicce. Nella stessa rivista non ho potuto fare a meno di notare una pubblicit poche pagine dopo con protagonista un modello. La modernit sembra toccare solo alla donna, che fa la calzetta in neglig, per l'uomo resta sempre verde il modello Supereroe, senza alcuna variazione sul tema: nessun perizoma, nessuna moderna stravaganza, neppure un orecchino. Sguardo concentrato, la potenza dei pettorali pronta all'esplosione, zoom sullo strappo di camicia per mostrare il segno inequivocabile del Supereroe. Insomma, con un supereroe non sbagli mai con lui, qualunquemente, con PI PILU non sbagli mai CON LEI!

Monica Amici

QUOTE E LINGUAGGIO. La legge provinciale della Provincia autonoma di Bolzano del 2010
La Provincia autonoma di Bolzano festeggia l8 marzo del 2010 regalando alla sua gente una nuova legge in tema di pari opportunit. La legge ha lespressa finalit di promuovere la parificazione fra donne e uomini in ogni ambito sociale, rimuovere gli svantaggi esistenti e rendere pi compatibili famiglia e lavoro per le donne e gli uomini (art. 1). Una legge semplice come semplici sono gli strumenti che sceglie: persegue le sue finalit principalmente introducendo quote al suo interno, sostenendo lintroduzione di quote allesterno, ponendo attenzione al linguaggio e autorizzando contributi per le aziende attive nella conciliazione lavoro-famiglia e, dimenticavo, dando il buon esempio. Allarticolo 2 la LP 5/2010 introduce alcune definizioni. Vediamole per entrare nel vivo. Quote: ... situazione di equilibrio fra i generi, quella in cui ogni genere rappresentato in proporzione di almeno un terzo; Linguaggio: ... linguaggio rispettoso dellidentit di genere, quello che d visibilit alla donna sul piano linguistico; esso non abbisogna necessariamente di continue dizioni doppie. Di LINGUAGGIO la legge si occupa nellart. 7, quello delle Disposizioni sulla parit negli atti normativi e amministrativi, dove si afferma che: Le leggi provinciali, i regolamenti e le delibere della Giunta provinciale nonch i regolamenti e gli atti amministrativi dellamministrazione provinciale devono essere formulati in un linguaggio rispettoso dellidentit di genere. La Giunta provinciale emana direttive in tal senso. Mi sono letta tutta le legge con attenzione, andando a cercare ogni singolo sostantivo che facesse riferimento a una persona e prendendo nota di come esso fosse declinato rispetto al genere. Questo il risultato.

Nel complesso la legge rispetta

i suoi stessi dettati: assessore e Maschile e femminile Rappresentanti elette o eletti dal popolo 1 ricorrenza assessora, attenzione agli articoli, ai figli e alle figlie, regadonne e uomini 4 ricorrenze landoci un bilancio complessidelle/dei dipendenti, le dipendenti e i dipendenti 6 ricorrenze vamente positivo. delle figlie e dei figli 1 ricorrenza Le donne da sole sono citate una candidata o di un candidato 3 ricorrenze molte volte ma in maniera asgiovani agricoltrici e dei giovani agricoltori 1 ricorrenza solutamente funzionale e non lassessore/lassessora 4 ricorrenze per dimenticanza/assorbimento dellaltro genere. Per esempio sostituto/sostituta 1 ricorrenza il Servizio Donna solo un lavoratrice o lavoratore 3 ricorrenze servizio donna. per occupati e occupate con famiglia 1 ricorrenza Per quanto riguarda le ricorVoce generica renze al solo maschile lascio Persone, per persone con obblighi familiari, ecc. 5 ricorrenze giudicare voi. Forse pensare Genere 20 ricorrenze che i datori di lavoro possano essere anche delle datrici di Solo maschile lavoro e che i loro rappresendatore di lavoro (pubblico o privato) 4 ricorrenze tanti possano essere anche i datori di lavoro e/o i loro rappresentanti 1 ricorrenza delle rappresentanti ancora futuristico. misure di cura e assistenza per bambini 1 ricorrenza troppo Lavoratrice passi, datrice di Solo femminile lavoro ancora no. donna 7 ricorrenze 3

Quote allinterno dellamministrazione


ASSUNZIONI (Art. 5) Fino al superamento della sottorappresentazione nella relativa qualifica funzionale ovvero posizione si d la precedenza nelle assunzioni, a parit di qualificazione, al genere sottorappresentato, a meno che non prevalgano motivi comprovati e documentati inerenti alla persona di una candidata o di un candidato. AVANZAMENTO PROFESSIONALE (Art. 6) In sede di promozione a una funzione o posizione desiderata di livello pi alto, a parit di qualificazione, si d la precedenza al genere sottorappresentato, a meno che non prevalgano motivi comprovati e documentati inerenti alla persona di un candidato o una candidata, fino al superamento della sottorappresentazione nella relativa qualifica funzionale ovvero posizione. NOMINE E COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI (Art. 10) In tutti gli organi regolamentati per legge e nominati allinterno dellamministrazione provinciale deve esserci complessivamente una situazione di equilibrio fra i generi. In tutti gli organi nominati dal Consiglio provinciale ovvero dalla Giunta Provinciale Nei casi in cui la nomina di singoli componenti di organi spetta al Consiglio provinciale ovvero alla Giunta provinciale Per le societ a partecipazione provinciale, nei casi in cui la nomina di singole ovvero singoli componenti di organi o funzioni spetta alla Giunta Provinciale le nomine devono avvenire secondo un rapporto complessivamente equilibrato fra i generi. PROPOSTE NOMINATIVE (Art. 11) Chi legittimato a presentare proposte nominative in organi o funzioni di cui allarticolo 10 deve indicare, a pena di inammissibilit, una candidata e un candidato per ogni componente da nominare o funzione. Fanno eccezione le organizzazioni con pi dell80 per cento dei componenti appartenenti allo stesso genere, non considerando i componenti in forma di societ. MODIFICA ALLA LEGGE URBANISTICA (Art. 12) Ogni consiglio comunale deve costituire una commissione edilizia comunale composta di almeno sette componenti e in ognuna devono essere rappresentati entrambi i generi. Se la commissione edilizia non stata nominata in osservanza delle succitate disposizioni, sono nulli gli atti da essa emanati. La commissione edilizia comunale composta dalle seguenti persone:

Quote allesterno dellamministrazione


PRINCIPI GENERALI (Art. 13) 1. La parificazione delle dipendenti e dei dipendenti nelleconomia privata e un ambiente di lavoro favorevole alla famiglia sono promossi con incentivi economici per i datori di lavoro. 2. A tal fine, in sede di decisione su criteri e modalit per la concessione di contributi e agevolazioni economiche alle imprese e alle loro associazioni di rappresentanza, si deve tener conto della promozione del genere sottorappresentato, della promozione della compatibilit fra famiglia e lavoro e della classificazione della o del beneficiario dellagevolazione come favorevole alla famiglia ai sensi della presente legge. 3. La promozione del genere sottorappresentato nellimprenditoria avviene con la concessione di particolari contributi. CERTIFICAZIONE DI CONCILIABILITA FAMIGLIA-LAVORO (Art. 32) 1. La certificazione di conciliabilit famiglia-lavoro pu essere rilasciata a tutti i datori di lavoro privati che soddisfino i requisiti previsti dallarticolo 33. 2. Nei criteri di settore riguardanti la concessione di incentivi e benefici alle aziende la Provincia prevede priorit di accesso e maggiorazioni dei punteggi per le aziende richiedenti che siano in possesso della certificazione di cui al comma 1. CRITERI PER IL RILASCIO DELLA CERTIFICAZIONE (Art. 33) La certificazione rilasciata ad aziende private che soddisfino almeno quattro dei seguenti criteri: a) mantenimento del posto di lavoro per almeno 1,5 anni in caso di assenza per obblighi familiari; b) concessione a tempo determinato del lavoro a tempo parziale su richiesta della lavoratrice o lavoratore con obblighi familiari; c) flessibilit dellorario di lavoro su richiesta della lavoratrice o lavoratore con obblighi familiari; d) flessibilit del luogo di lavoro su richiesta della lavoratrice o lavoratore con obblighi familiari; e) misure di cura e assistenza per bambini; f) prestazioni aggiuntive per occupati e occupate con famiglia; g) promozione della paternit attiva.

La semplicit delle quote e la loro previsione in ogni ambito fanno ben sperare che dalle intenzioni la Provincia di Bolzano voglia passare ai fatti. La modifica nella stessa legge della composizione della commissione edilizia comunale, pena nullit dei suoi atti, evidenzia questa seriet dintenti e nuovamente il suo voler passare ai fatti, alla concretezza delle soluzioni e superare la fase delle splendide dichiarazioni in cui annaspiamo da oltre un ventennio. Sulle quote allesterno mi fermo alla mera enunciazione dei principi, ma vi informo che la loro applicazione pratica gi avviata. Un esempio dei loro strumenti lo offre pochi articoli pi in l lutilizzo della certificazione nellambito della conciliazione famiglialavoro. La Provincia ha gi sperimentato una certificazione alla stregua di quella dei processi di qualit (ISO9000) applicandola alla conciliazione (Audit famiglia); ora sta ponendo le b a s i pe r a g e v o l a r e finanziare con precedenza le aziende certificate. Se far lo stesso con aziende che rispettino le quote c da ben sperare. E pensare che sembra sia gi dimostrato che con lAudit lazienda ci guadagna! Monica Amici 4

Il SESSISMO nella lingua italiana


Non pensare allelefante. Lo so, hai visto il tuo elefante. Negli USA lelefante il simbolo dei repubblicani e nel suo libro Non pensare allelefante Lakoff analizza gli errori di comunicazione dei democratici che, ricorrendo al linguaggio tipico della destra, di fatto spingono costantemente tutti a pensare allelefante, alla destra e ai suoi valori, di fatto facendo il gioco dellavversario. Per Lafoff tanto le singole parole quanto gli aggregati complessi cui esse danno vita possono contribuire in maniera considerevole al processo di formazione dei pensieri da parte della mente umana, al punto che questultima non riesce a fare a meno di ricorrere a tali parole. In principio era il Verbo, la parola creatrice, dove la sua assenza, lassenza di parola, di voce, nega lesistenza e impedisce tanto limmagine quanto lo sviluppo del pensiero intorno a essa. La d is c us sio ne i ntor no al sessismo nella lingua italiana nasce nel 1987 quando Alma Sabatini pubblica per la Presidenza del Consiglio dei Ministri uno studio dal titolo Il sessismo nella lingua italiana, di cui uno dei capitoli centrali quello delle Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana. Negli anni a seguire il testo di Alma Sabatini stato ripreso, rimaneggiato, riproposto, e a volte inglobato, in varie altre pubblicazioni (p.e. nel Manuale di stile - Strumenti per semplificare il linguaggio delle pubbliche amministrazioni del 1997). Esso viene continuamente citato ogni qual volta si affronta largomento, tanto nelle Universit quanto nei dibattiti sul tema, ma nonostante ci, le raccomandazioni del 1987, ancora oggi attuali, sono sostanzialmente disattese, sia dai media sia dalla pubblica amministrazione, salvo rare virtuose eccezioni. Nel 2007 la Direttiva Nicolais - Pollastrini per le Pari Opportunit nella Pubblica Amministrazione ci riprova, ma sembra tutto inutile. Arriviamo al 2010 e la Provincia di Bolzano ne incorpora lessenza in una legge provinciale. Forse domani qualche giornale in pi seguir lesempio, forse qualche altra amministrazione seguir lesempio, forse qualche assessora e qualche ingegnera e chiss che piano piano accanto allelefante si legga e veda anche unelefantessa.
Un ringraziamento a tutte le donne del passato che, non so proprio come, son per riuscite e senza spargimenti di sangue a far passare termini come pittrice, scultrice, scrittrice. Grazie di cuore! desinenza Femminile Lamministratrice unica La direttrice La scrittrice, lattrice Loperatrice Linformatrice La questrice La rettrice dellUniversit La segretaria generale La sottosegretaria La segretaria Maschile Lamministratore unico Il direttore Lo scrittore, lattore Loperatore Linformatore Il questore Il rettore dellUniversit Il segretario generale Il sottosegretario Il segretario

TORE TRICE

TARIO TARIA

ERE ERA ATO ATA ETTO ETTA

La consigliera comunale Lingegnera Lavvocata (NO Avvocatessa) La magistrata Larchitetta La prefetta La chirurga Larbitra La medica La notaia La sindaca La deputata La ministra La cancelliera La preside La presidente La parlamentare La vigile La poeta Latleta La profeta

Il consigliere comunale Lingegnere Lavvocato Il magistrato Larchitetto Il prefetto Il chirurgo Larbitro Il medico Il notaio Il sindaco Il deputato Il ministro Il cancelliere Il preside Il presidente Il parlamentare Il vigile Il poeta Latleta Il profeta Monica Amici 5

O A

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Franois Poullain de la Barre De Lducation Des Dames (1674).


De lducation des dames viene pubblicata per la prima volta a Parigi nel 1674. lepoca di Luigi XIV e delle grandi conquiste intellettuali, scientifiche e artistiche. Un secolo in cui autorit e assolutismo si confondono. Il re era un Dio in terra e la disobbedienza al re era un atto sacrilego. La Chiesa era un "forte sostegno ideologico e morale della monarchia". Entrambe le istituzioni condividevano linteresse per la gerarchia e per lordine e lottavano insieme contro la diffusione del cartesianismo che, per la sua natura dubitativa e critica nei confronti del sapere tradizionale e del costume consolidato, rappresentava un potenziale attentato allordine. Con le grandi conquiste intellettuali, si faceva strada la preoccupazione per una adeguata istruzione delle donne che, con la loro emancipazione, potevano realizzare il progresso democratico di tutta la collettivit. Il dibattito culturale provocato in quegli anni dal cartesianismo investiva unintera generazione di filosofi e scrittori. Anche Poullain de la Barre recepisce da un lato la costante preoccupazione per lordine; ritiene essenziale garantire la pacifica convivenza fra gli uomini, e per questo bisogna eliminare tutto ci che pu costituire un attentato allordine politico. Dallaltra parte la sua teoria delluguaglianza tra i due sessi sconvolge il costume tradizionale, comporta "la lotta al pregiudizio, e la necessit della istruzione femminile, presupposto indispensabile per linserimento della donna in ogni ambito sociale con un ruolo paritario a quello maschile". la contraddizione del secolo: si cerca di combattere teoricamente il pregiudizio, di criticare il costume, ma non si osa intaccare concretamente lordine politico. Poullain de la Barre, nella sua affannosa ricerca della verit, intorno al 1670 viene colpito dalla nuova filosofia che rivoluziona la sua vita e la sua visione del mondo. Egli, seguendo il metodo cartesiano, proclama la supremazia della ragione quale soluzione per tutti i problemi: "stabilire tra gli uomini una ragione sovrana che li renda capaci di esaminare tutte le cose con giudizio e senza prevenzione", contesta il principio di autorit in ogni attivit intellettuale e teorica. Sempre il 1670, considerato lanno della conversione di Poullain al credo cartesiano, indicato come lanno della "rivoluzione pedagogica" che il filosofo francese recepisce interamente applicandola anche alleducazione femminile. Siamo di fronte a un processo iniziato nel 1500 secondo il quale ogni riforma della societ passa attraverso leducazione, non pi destinata a trasmettere conoscenze ma a trasformare luomo e la collettivit in cui vive. Per i maggiori rappresentanti dellumanesimo cristiano (Tommaso Moro, Erasmo da Rotterdam, Jean Luis Vives), leducazione rimane connessa con letica, considerata come strumento essenziale per "plasmare un buon cittadino e per conservare una buona societ". Poullain rigetta completamente la tesi della inferiorit naturale, dimostrando che questa ultima deve attribuirsi esclusivamente alla cultura, al costume ed alla tradizione. Afferma che "solo motivi di interesse hanno guidato gli uomini a conculcare i diritti delle donne impedendo la loro istruzione, mentre non vi che un unico metodo da adoperarsi per gli uni e per le altre, in quanto entrambi esseri appartenenti alla medesima specie umana". Supera la tradizione classica e gli umanisti in quanto la sua opera educativa volta a promuovere lo spirito critico, la responsabilit e la maturazione del singolo individuo, in particolare quello femminile. Contesta la distinzione tra leducazione maschile e quella femminile derivante dalla diversa destinazione sociale dei due generi, affermando che il fine delleducazione femminile non deve pi essere quello di formare delle spose e delle madri cristiane, ma esseri pensanti in grado di conoscere e di avere idee chiare e distinte. Leducazione deve essere la stessa per entrambi i generi che hanno la medesima natura umana composta di corpo e di spirito. Laffermazione viene supportata da una esplicita adesione al razionalismo (tramite la ragione sovrana si potr giudicare senza pregiudizi e prevenzioni), attraverso i riferimenti ai primi secoli dellera cristiana quando molte donne rivestivano ruoli importanti (diaconesse) allinterno delle comunit, nonch dal principio delluguaglianza secondo natura di tutti gli uomini. Da questo principio deriva che nessuno deve essere sottomesso allaltro, anche se nel contesto dellopera de la Barre lo adopera per "affermare che non si deve aderire alle affermazioni di nessuno in quanto tutti sono soggetti allerrore; lunica autorit riconosciuta quella della ragione.
Dalla recensione del libro di Franois Poullain de la Barre, De Lducation Des Dames (1674), a cura di Maria Corona Corrias, Cagliari, Edizioni AV, 2005, pp. 163. Rosanna Marsala http://www.isspe.it/Dic2005/recensioni.htm

Vietato offendere l'amante del marito: multa di 800 euro per donna tradita
Nessuno sconto per lo sfogo avvenuto in pieno centro cittadino Roma, 5 feb. (Adnkronos) - L'amante non si offende. L'avvertimento arriva dalla Cassazione che promette multe a chi osa rivolgere epiteti sgradevoli a chi intrattiene una relazione adulterina. Nessuno sconto nemmeno se lo sfogo ingiurioso rivolto all'amante arriva dalla moglie tradita. In questo modo la Quinta sezione penale ha convalidato una multa di 800 euro per ingiuria nei confronti di una 43enne di Catanzaro colpevole di essersi sfogata in pieno centro cittadino, a pochi metri dal Tribunale, dicendo all'amante del marito di professione avvocato: "Sei un cesso, ma ti sei vista? Io sono la moglie di Flavio e questo cesso l'amante...". da tempo che propongo unalleanza tra donne oltre ogni limite ed ecco che la Cassazioni viene in aiuto. Non tra donne che ci si deve offendere in caso di tradimento del marito, ma con il fedifrago stesso. Inutile prendersela con l'amante del marito, il marito che tradisce. L'amante, se non tua sorella o la tua migliore amica, non ti tradisce, ella non ha siglato alcun patto con te. Non lei che ti ha promesso fedelt e amore, quindi perch ingiuriarla?

Odile Decq: larchitetta


Liberi spunti su lingua e professioni al femminile con laiuto di un articolo di Repubblica dell8 agosto 2010 di IRENE MARIA SCALISE
ROMA Ha voluto diventare architetto quando progettare era un mestiere riservato agli uomini. E adesso che adorata come una star si ribella ai divismi e rivendica il diritto di costruire come impegno sociale. E, soprattutto, di sognare. Perch, come spiega sempre ai suoi studenti, quando si crea bisogna credere ai sogni. Odile Decq, classe 1955, architetto premiato con il Leone d'oro, Commandeur de l'Ordre des Arts et des Lettres, direttore della cole spciale d'architecture di Parigi e Chevalier de la Lgion d'Honneur, una donna speciale. In Francia la chiamano "La dame noir". Ma lei dark solo a modo suo. Basta incontrarla una volta per non dimenticarla pi. Controcorrente, e non per vezzo, stupisce per la lunga chioma arruffata, nero corvino. Nero anche il pesante trucco perennemente dipinto intorno agli occhi, il vestito ampio, e lo smalto che decora le mani affusolate. La voce morbida, invece, talmente femminile che conquista. Avvolta nella trasparente cornice del Macro, il museo che ha inaugurato a Roma, Odile Decq si racconta con ironia: Ho sempre saputo che avrei lavorato nell'arte e nella creativit, ma escludevo l'architettura perch pensavo fosse un qualcosa riservato agli uomini. Poi, mentre studiavo arte controvoglia, mi sono ribellata. Per fortuna ho capito in tempo che si poteva diventare architetto pur essendo donna. E, soprattutto, senza essere brava in matematica. La sua determinazione, nel voler rovesciare le regole, stupisce. Nata e cresciuta nel piccolo comune francese di Laval, negli anni Settanta si trasferisce a Parigi all'Ecole d'Architecture de La Villette. Porta con s una valigia con poche cose e tanta energia. I genitori la guardano con sospetto: La mia famiglia non voleva che andassi nella metropoli, temevano che sarei diventata una ragazza perduta, ma io non ho sentito ragioni e ho fatto i miei scatoloni. La laurea, per la ragazza bretone che vuole sognare, arriva con un anno d'anticipo rispetto ai compagni di corso. bravissima, talento allo stato puro, lascia senza fiato i professori con la sua immaginazione. Con il diploma ancora fresco in tasca, si catapulta nel mondo del lavoro. Andavo fiera alle riunioni e ci rimanevo malissimo perch i clienti mi scambiavano per una segretaria e mi chiedevano come mai non cercavo lavoro presso un architetto uomo.
Il commento segue larticolo passo passo nel box sottostante.

Forse per questo che la giornalista non la chiama architetta? Un pizzico di descrizione fisica, sul trucco, labbigliamento, ecc. quando si tratta di una donna non sta mai male, vero? Mai che mi raccontassero la manicure curata di La Russa o il gessato, fumo di Londra con righine bianco tendenti al panna di DAlema o che so, la chioma sparsa al vento di Fassino. Per fortuna che con il maquillage di Berlusconi ogni tanto si pareggia la partita. Possibile che anche Odile Decq ribadisca lo stereotipo che le donne non sono brave in matematica? Lo avr detto veramente? Le paure dei genitori di ieri come quelle dei genitori di oggi: avere una FIGLIA che diviene una ragazza perduta.. Una figliola perduta non mica un figliol prodigo lei si perde e basta, lui si perde ma ritorna, come linfluenza. Nel passaggio sul rendimento scolastico e lanticipo sui colleghi, in effetti, si rispettano le statistiche che vedono da tempo le donne studiare di pi e riuscire meglio. Anche nel ruolo della segretaria ci ritroviamo perfettamente. In effetti da quando in qua una donna larchitetta e non la segretaria dellarchitetto?

Era piuttosto deprimente e, in certi momenti, mi veniva una gran tentazione di mollare. Ma il desiderio di aprire il mio studio da sola stato pi forte di tutto. E cos, sorridendo, prosegue per la sua strada. stato un continuo esame per i primi dieci anni di vita professionale e persino gli operai nei cantieri non mi davano credito. Oggi, parlando con le altre architette donne della mia generazione, ho capito che stato un problema comune per tutte ma allora non potevo saperlo. Nel 1985 Odile Decq decide di aprire lo studio Odbc con Bernoit Cornette, architetto e medico, diventato suo compagno nel lavoro e nella vita. Nel 1990 per la coppia arriva la svolta professionale con la realizzazione della Banque Populaire de l'Ouest di Rennes. (). Quindi il padiglione francese per la Biennale di Venezia. E proprio Venezia, nel '96, premia lei e Cornette con il Leone d'Oro per l'architettura. Tutto sembra andare a meraviglia ma il destino decide di farle male. Nel '98 Bernoit muore in un incidente d'auto dove anche lei rimane coinvolta. la fine di un pezzo di vita, ma Odile prosegue a testa alta. Costruisce ancora. Di nuovo urbanistica ma anche ristoranti e musei. () L'occasione per diventare pi italiana per l'ampliamento del Macro, il museo di arte contemporanea del Comune di Roma() Era il suo obiettivo: inventando quello spazio cos originale avendo in testa i cittadini della capitale, le persone comuni alla ricerca di uno svago fuori dal caos dei centri commerciali e degli outlet a poco prezzo() Lo sfondo rosso fuoco del "suo" museo fa spiccare ancora di pi la carnagione avorio e i capelli corvini. Indefinita e indefinibile si aggira nei saloni con l'entusiasmo gioioso di una ragazza al suo esordio. () Per un attimo lo sguardo s'incupisce, poi il broncio si trasforma in una risata: Forse per questo che gli architetti donne restano a lungo sole, mentre i colleghi uomini cambiano spesso moglie. Ma il divismo che ultimamente circonda il suo mondo non le strappa alcun sorriso. Anzi. Detesta la sola definizione di archistar e, per difendersi, punta dritta alla sostanza. In un mondo sempre pi bizzarro c' un forte bisogno di valori e di profondit, che esattamente l'opposto del fanatismo .... Per una donna come Odile Decq il successo si deve fondare su altro. Su fatti concreti Detesta le immense fabbriche di architettura. Nonluoghi di disumanit. Non mi piace realizzare edifici che non avr modo di seguire personalmente ... amo seguire con attenzione tutti i miei progetti, lavorarli con le mani e curarne ogni aspetto, perch solo le cose fatte cos sono quelle che danno soddisfazione. La gioia anche quella che cerca di trasmettere ai suoi studenti. Ai ragazzi dico sempre che, nonostante le avversit del mercato e di questo terribile momento economico, hanno il diritto di sognare. Se rinunciano sar la loro fine.

Perch gli operai dovrebbero discostarsi dai luoghi comuni e darle credito? Non sono forse immersi anche loro nella societ? Ecco affacciarsi un altro luogo comune. Si ipotizza che per loperaio debba essere normale un maggiore rispetto nei confronti dellarchitetta. Sbagliato, sono persone come tutte le altre, condizionate dagli stesso luoghi comuni e imbevute degli stessi stereotipi dei dirigenti dazienda. Compaiono le altre architette, ma perch scrivere appresso che sono donne, se fossero stati uomini si sarebbero chiamati architetti, o no? ArchitettA femmina ArchitettO maschio Vita familiare, piccolo assaggio. In effetti non troppo invasivo, per ora.. La vita privata continua Grazie Odile per pensare che le persone abbiano bisogno di posti dove incontrarsi che non siano outlet e centri commerciali. Grazie! O cielo! Ci risiamo con Cime tempestose! La carnagione avorio suoi capelli corvini basta! E basta anche con le ragazzine esordienti. Lentusiasmo di una donna viene spesso associato a quello delle ragazzine esordienti, non ricordo la stessa associazione per gli uomini. Perch? Forse il loro entusiasmo pi maturo, meno esordiente? La parola broncio sarebbe stata mai usata per un uomo? Fatti concreti, niente fabbriche di architettura, seguire personalmente i propri progetti, trasmettere ai propri studenti gioia e perseveranza. Grazie Odile Decq per un finale di fatti e sostanza, tutta femmnile.

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Monica Amici 8