Sei sulla pagina 1di 10

DUBBI(E)VERITA

Newsletter Agosto 2010

In questo numero: Gli albi illustrati per bambini: a caccia di grembiulini per lei e giornali per lui. Il SESSO della Letteratura. La grammatica italiana insegna anche i ruoli. La lingua italiana ha qualche problema con le donne? Un articolo dellAdige con commenti: Crisi economica, donne meno pagate degli uomini. BenvenutOO maschiO MonicAA femminA - la concordanza degli aggettivi nei portali.

Gli albi illustrati per bambini e le discriminazioni di genere.


Stereotipi per bambini. Chi ben comincia a met dellopera.

Il 2007 stato indicato dalla Commissione delle Comunit Europee come lanno europeo delle pari opportunit per tutti. La parit tra donne e uomini un diritto fondamentale, un valore comune dellUE e una condizione necessaria per il conseguimento degli obiettivi comunitari di crescita, occupazione e coesione sociale, dichiara la Commissione, rilevando al contempo che, nonostante gli impegni profusi negli anni precedenti, le diseguaglianze rimangono e possono aggravarsi e che si tratta di uno spreco di capitale umano che lUE non pu permettersi.
Per migliorare la situazione nella Tabella di marcia per la parit tra donne e uomini 20062010 {SEC(2006) 275} la Commissione individua sei ambiti prioritari su cui deve essere concentrata lazione dellUE nei prossimi anni: la lotta agli stereotipi sessisti uno di questi sei ambiti. La Commissione invita quindi esplicitamente gli stati membri a concentrasi nella lotta agli stereotipi di genere specificando tre ambiti di lavoro: 1. nell'istruzione, nella formazione e nella cultura. 2. nel mercato del lavoro dove le donne continuano a dover far fronte alla segregazione sia verticale che orizzontale e la maggior parte di esse resta impiegata in settori tradizionalmente riservati alle donne, di norma meno riconosciuti e valutati. Inoltre le donne occupano in genere i gradini pi bassi della scala gerarchica. Facilitare lingresso delle donne in settori non tradizionali altrettanto importante quanto promuovere la presenza maschile in settori tradizionalmente occupati da donne 3. nei mezzi di comunicazione, cui viene riconosciuto un un ruolo importante da svolgere nella lotta contro gli stereotipi di genere. Secondo la Commissione Essi possono contribuire a presentare un quadro realistico delle competenze e del potenziale delle donne e degli uomini nella societ moderna ed evitare di rappresentarli in modo degradante ed offensivo. Soffermandosi sulla lotta agli stereotipi nel settore istruzione, formazione e cultura, uno dei lavori pi interessanti stato quello svolto nel 2003 della Citt di Torino dal titolo Quante donne vuoi diventare? che parte dallanalisi di oltre 500 pubblicazioni destinate ai bambini fino ai 10 anni. Si apprende dalla loro presentazione che il progetto volto a rimuovere le discriminazioni di genere nell'educazione attraverso il superamento degli stereotipi (presenti negli albi illustrati per bambini) che condizionano lo sviluppo dell'identit di genere con ripercussioni sulle scelte scolastiche e professionali future.

Il progetto si propone quindi di: fornire ad insegnanti, bibliotecari, studiosi, disegnatori, autori, editori, librai un codice di lettura dei principali stereotipi sessisti contenuti negli albi illustrati e strumenti informativi che propongano modelli culturali e professionali alternativi a quelli esistenti. Le immagini simboliche che i bambini leggono con crescente facilit possono essere rivolte a raccontare l'uguaglianza tra i generi contribuendo anche, tra le altre cose, a un migliore orientamento alle scelte scolastiche e professionali delle ragazze. Uno studio recente che dimostra che il gap in matematica tra femmine e maschi non esiste in quei Paesi in cui esiste uneffettiva parit sar proprio uno degli argomenti del prossimo numero. Gli albi illustrati, infatti, prima forma di letteratura infantile, costituiscono un materiale pedagogico essenziale nelle scuole materne ed elementari. I libri per l'infanzia parlano anche di identit sessuale, attraverso le rappresentazioni di donne e uomini al lavoro, nella vita domestica, nelle relazioni. Queste immagini, costruite e affinate nel tempo, costituiscono una sorta di lessico muto che, a fianco o in assenza di testo, caratterizzano in maniera sessista i ruoli degli uomini e delle donne nella societ e soprattutto nella famiglia. Negli albi si rileva infatti una mancanza di modelli nei quali le bambine possano identificarsi, poich quanto la cultura valorizza (l'arte, la scienza, la tecnica, il potere economico e politico) presentato con tratti maschili e implicitamente riservato agli uomini, a cominciare dallo stesso nome dei mestieri, rimasti spesso al maschile. Le immagini anticipate in questo articolo sono tutte riprese dal progetto del comune di Torino che racchiuso nei seguenti documenti:

1. 2. 3. 4. 5.

Una guida alla decifrazione I risultati della ricerca Il racconto Gomitolo bianco Il racconto La giubba rattoppata Il racconto Yasmine

I 3 racconti di Adele Turin ("La giubba rattopata", "Yasmine", "Il gomitolo bianco"), le cui protagoniste sono delle bambine e delle donne trattano, sotto forme diverse, il tema della conquista dell'autonomia attraverso il lavoro. Il loro scopo fornire agli insegnanti delle scuole elementari alcuni spunti per intavolare con le loro allieve un dialogo sul loro futuro professionale. Per scaricare il materiale descritto andare allindirizzo sotto riportato: http://www.dubbieverita.it/Stereotipi/Stereotipisessisti/Stereotipisessistineglialbiperbambini/tabid/494/Default.aspx

Gli stereotipi su cui si concentra la ricerca sono quelli del Grembiule e del Giornale. La donna e la bambina si contraddistinguono, anche nelle pubblicazioni pi recenti, per la presenza del grembiule, mentre luomo il solo a leggere il giornale di solito comodamente seduto in poltrona. Lanalisi delle risposte fornite dai bambini delle elementari intervistati conferma che la coppia di stereotipi Grembiule-Giornale alla loro et gi acquisito, e questo indipendentemente dal fatto che le mamme di oggi non usino pi il grembiule e la lettura del giornale non sia una prerogativa soltanto maschile.
Monica Amici 2

Il SESSO della Letteratura


(da wikipedia) La letteratura la forma d'espressione umana che ha come mezzo il linguaggio verbale e come risultato un testo. Strettamente legata alle facolt intellettuali e simboliche della mente umana, ha come finalit le pi disparate: la comunicazione, l'informazione, l'arte, l'istruzione, la memoria, l'intrattenimento. La letteratura viene catalogata, distinta e classificata in funzione di diversi parametri. Vediamone alcuni: Canale di trasmissione utilizzato: letteratura orale e scritta Forma del componimento: poesia, prosa e teatro Argomenti trattati: letteratura scientifica, economica, religiosa, ecc. Epoca di produzione: letteratura antica, moderna, contemporanea. Popolo (lingua, nazionalit): letteratura italiana, latina, greca, tedesca, ecc. Secondo i generi. (widipedia) In particolare in quelli che sono considerati generi classici (nel senso di nobili) e in una serie di generi contemporanei a connotazione e uso pi commerciale (quindi considerati spesso meno nobili) ai quali ci si riferisce con il termine letteratura di genere o, visto che si tratta in particolare di opere di narrativa, narrativa di genere. I GENERI CLASSICI epica elegia lirica narrativa tragedia commedia satira saggistica storiografia umorismo I GENERI DELLA NARRATIVA DI GENERE azione/avventura erotico fantastico fantascienza fantasy horror giallo noir poliziesco thriller legale thriller medico spionaggio mystery romantico western Le classificazioni elencate sopra non sono certo esaustive. Nelle librerie mi sono accorta che a fianco a queste spesso utilizzata unaltra classificazione: quella per sesso, indicata con la voce Letteratura femminile. Sono andata a controllare se la Letteratura femminile, e quindi la Letteratura maschile, fosse una voce della nota classificazione Dewey (La Classificazione Decimale Dewey un sistema di classificazione di documenti su base disciplinare. E' articolata in dieci classi principali, cento divisioni, mille sezioni.) uno dei sistemi pi completi adottato dalle biblioteche di tutto il mondo, ma niente da fare. La ramificazione principale che distingue la letteratura in funzione del sesso dellutente (ho appurato che la distinzione non fosse in funzione del sesso dellautore/autrice) una classificazione che appartiene tutta al mondo delle librerie, almeno delle librerie italiane. Nelle librerie italiane la letteratura femminile si ritaglia un suo piccolissimo spazio riservato, lasciando il vastissimo resto alla letteratura maschile, essendo i sessi due: uno maschile e uno femminile. Quindi io, persona di sesso femminile, secondo le indicazioni della mia libreria dovrei dirigermi diritta allo scaffale a me destinato e allinterno di esso trovare soddisfazione al mio interesse letterario. Vediamoli allora questi scaffali e, care signore, buona lettura! 3

Libreria Mel Books di Roma

Di fronte alle Scarpe delle mie brame, veramente non ho saputo resistere dal fare una foto a testimoniare la situazione. Nota bene che la distinzione per genere sessuale nella lettura-letteratura pu essere insegnata alle giovani lettrici fin dalle elementari e anche per opera delle insegnanti stesse. Riporto lesempio dellelenco dei libri per le vacanze di una seconda elementare di mia conoscenza: Bambine: a scelta dalla serie Valentina. Bambini: a scelta dalla serie Geronimo Stilton . I libri di Valentina offrono, stando ai titoli, sentimenti amorosi a profusione: primi baci, innamoramenti, matrimoni. Stilton propone invece avventura, misteri, eroismo. Cosa leggevate voi da piccoli??

Valentina si innamora, si sposa, non scorda il primo bacio e, in versione moderna, diventa anche una Velina. Valentina segue la strada tracciata dalla Bella addormentata molti anni fa. La Donna che si risveglia alla vita solo dopo il bacio del principe suo futuro sposo. Le copertine dei libri di Valentina sono ricchi di rosa, di cuoricini, ma ammetto di non averli letti. Forse dentro sono ricchi di qualcosa di diverso dallo stereotipo donna-sentimentale-cuoricinimicio-micio-miao-miao-e-stop, ma le copertine e i titoli sono stati elementi sufficienti per fugare in me qualsiasi curiosit e decidere di leggere e far leggere ai miei bambini altro.

Libreria dell'Auditorium di Roma


Restando in tema di condizionamenti anticipo che nel prossimo numero parler di un lavoro, sempre della citt di Torino, dal titolo Ragazze irresistibili.
Il libro analizza le numerose riviste simili tra di loro, rese attraenti da grafica e gadget, che le adolescenti, pi che leggere, sfogliano e guardano, scorrendo i modelli di bellezza irraggiungibile offerti, e che spesso, forse, genitori e insegnanti non conoscono poi cos bene.

Insomma per le donne di ogni et la giusta dose di vuotezza per rafforzare il messaggio e continuare a trasmettere un nulla ben condito di stereotipi e togliere ogni idea che possano esistere modelli e donne diverse. Monica Amici 4

La grammatica italiana insegna anche i ruoli

Le sorelline hanno sempre un bel da fare rispetto ai loro fratellini e pur di far lavare i piatti alla solita mamma, visti i tempi moderni, la infilano addirittura nella lavastoviglie. La mamma LAVA i piatti NELLA lavastoviglie,. NELLAINDENTRO la lavastoviglie. . Aggiungo alcune immagini di una pubblicazione di enigmistica per bambini. Anche in questo caso valgono le considerazioni fatte a commento del lavoro Quante donne vuoi diventare? Osservate le figure, labbigliamento delle bambine e dei bambini, limmancabile grembiule, notate le attivit in cui sono coinvolti i bambini e le bambine. Le bambine subiscono da ogni parte un ossessivo martellamento riguardo al loro giusto futuro, ai loro compiti, al loro stereotipato e umile ruolo nella societ. Non c da meravigliarsi che con queste premesse vogliano fare tutte le Veline e sposare un calciatore!

PS. Avete notato le scarpe? Sono molto sensibile alle scarpe dopo quelle delle mie brame.
Monica Amici

LA LINGUA ITALIANA HA QUALCHE PROBLEMA CON LE DONNE?


Nella lingua italiana curioso notare come alcune parole, modi di dire, alcuni aggettivi, al maschile abbiano un significato, mentre al femminile, in taluni contesti, ne assumano di completamente diversi. Vediamo alcuni esempi, facendoci aiutare anche dalle immagini estratte da Google eseguendo una ricerca su alcuni dei sostantivi dellelenco. Parola Aggettivo Modo di dire Cortigiano Cortigiana Massaggiatore Massaggiatrice Il cubista La cubista Uomo disponibile Donna disponibile Segretario particolare Segretaria particolare Uomo di strada Donna di strada Passeggiatore Passeggiatrice Mondano Mondana Uomo facile Donna facile Peripatetico Peripatetica Omaccio Donnaccia Un professionista Una professionista Uomo senza morale Donna senza morale Uomo molto sportivo Donna molto sportiva Tenutario Tenutaria Uomo con un passato Donna con un passato Uomo da poco Donna da poco Accompagnatore Accompagnatrice Uomo di malaffare Donna di malaffare Uomo allegro Donna allegra Adescatore Adescatrice Significato Maschile gentiluomo di corte chi per professione pratica massaggi, kinesiterapista artista seguace del cubismo tipo gentile e premuroso portaborse uomo duro chi passeggia, chi ama camminare chi fa vita di societ con cui facile vivere seguace delle dottrine di Aristotele uomo dal fisico robusto e dall'aspetto minaccioso uno che conosce bene il suo lavoro tipo dissoluto, asociale, spregiudicato che pratica numerosi sport proprietario terriero con una tenuta in campagna chi ha avuto una vita, magari sconsiderata, ma degna di essere raccontata miserabile, da compatire pianista che suona la base musicale birbante, disonesto un buontempone uno che coglie al volo persone e situazioni

Il significato al femminile, sono certa saprete scoprirlo senza il mio aiuto; di fondo sempre lo stesso e sempre connesso con la sfera sessuale. Che la spiegazione sia da ricercare nellossessione della societ di controllare la vita, per il mezzo del controllo di quella sessuale, delle donne? 6

Le immagini di questa pagina sono il risultato della ricerca su Google dei due sostantivi Segretario e Segretaria. Ho inserito degli smile dove le immagini mi sono sembrate un po troppo os. Non credo di dover commentare perch si commentano da sole. Lunica considerazione che voglio fare relativa allIntruso, o meglio lIntrusa. La segretaria, dirigente generale del comune di Soresina, per evitare che il suo ruolo fosse confuso con uno di minor prestigio si lascia chiamare Segretario e finisce nel settore maschile. Se la signora aspettasse un figlio dovremmo dire: Il segretario incinto.
segretario [se-gre-t-rio] s.m. (f. -ria; pl.m. -ri) 1 Chi svolge incarichi di collaboratore di un dirigente, di un professionista, di un'autorit || fare da s. a qlcu., aiutarlo nello svolgimento di una mansione 2 Impiegato o funzionario di enti pubblici o privati, di imprese e organizzazioni, con attribuzioni di tipo amministrativo, contabile o coordinativo: s. comunale 3 Chi redige i verbali di adunanze e assemblee di cui membro di diritto, in collaborazione con il presidente: il s. del consiglio di classe 4 Titolo di chi riveste funzioni direttive in un organo pubblico, in un partito ecc. || s. di stato, negli Stati Uniti e in altri paesi, ministro degli esteri; in Italia, titolo spettante a tutti i ministri

Monica Amici

Crisi economica, donne meno pagate degli uomini (21,4% in meno)


Un articolo dellAdige del 09/08/2010 e, soprattutto, i commenti dei lettori MILANO - In un mercato del lavoro che nel complesso ha risentito in pieno della crisi finanziaria, sono state le donne a pagare il prezzo piu' salato in termini di riduzione degli stipendi reali. E' quanto emerge dalla relazione annuale della Banca d'Italia, secondo cui le retribuzioni reali mensili pro capite dei lavoratori dipendenti, al netto di imposte e contributi sociali, sono complessivamente diminuite fra il 2006 e il 2008 del 3,2% e "il calo - si legge nella relazione - e' stato piu' intenso per le donne e nel Mezzogiorno, dove avrebbe interessato esclusivamente le fasce con retribuzioni piu' basse, e meno pronunciato per i maschi occupati a tempo pieno". Inoltre, prosegue Bankitalia, "la quota di lavoratori a bassa retribuzione e' complessivamente stazionaria, ma e' aumentata fra le donne, prevalentemente fra quelle occupate a tempo parziale, nel Mezzogiorno e fra i lavoratori con meno di 30 anni e con eta' compresa fra i 41 e 50 anni". Dati alla mano, secondo la Banca fra il 2006 e il 2008 le retribuzioni reali nette mensili sono scese, per il complesso dei lavoratori dipendenti, da 1.454 euro a 1.408 euro (-3,2%). Per gli uomini il calo e' da 1.584 a 1.553 euro (-1,95%), per le donne da 1.280 a 1.221 (-4,6%). TRENTO - L'analisi del Comune evidenzia gli ultimi dati disponibili, cio quelli del 2007 e riguarda in totale 79.734 dichiaranti. L'imponibile medio totale di 23.173 euro, quello medio maschile di 29.226 euro e quello medio femminile di 17.178 euro. Il dato italiano, comprensivo per do deduzione per abitazione principale e oneri deducibili, di 18.892 euro annui. Il divario tra maschi e femmine risulta pi contenuti fino ai 39 anni, mentre cresce dai 40 ai 54 anni e porta differenze sempre pi marcate oltre i 55 anni. Tra i modelli per le dichiarazioni dei redditi il pi usato il 730 (51%), seguito dal 770 o Cud (27%) e dall'Unico (22%). Tra le diverse circoscrizioni emergono differenze, con redditi pi alti a Villazzano, seguita da Argentario, poi da San Giuseppe-Santa Chiara, poi da Po, da Centro storico-Piedicastello, a cui segue Oltrefersina. Dietro ci sono Mattarello, Ravina-Romagnano, Meano, Bondone, Sardagna e infine Gardolo. Sono circa 1.100 i dichiaranti con imponibile pari a zero (1,4%) e circa 1.300 quelli con imponibile oltre i 100.000 euro all'anno. La fascia di reddito imponibile pi rappresentata (17%) risulta quella fra 15.000 e 20.000 euro, con circa 13.500 persone, che risultano nella fascia di chi dichiara un imponibile inferiore ai 20.000, pari complessivamente al 55% del totale, ovvero circa 43.000 contribuenti. Nella fascia tra i 20.000 e i 100.000 euro c' poi circa il 42% dei contribuenti, con una grossa fetta, cio circa il 25%, tra i 20.000 e i 30.000 euro d'imponibile. I dichiaranti con cittadinanza non italiana sono il 6,2%, con la componente straniera che ha il 21,2% del totale nelle fasce pi basse di reddito, cio fino a 5.000 euro d'imponibile. Il reddito imponibile medio degli stranieri risulta quindi di 12.590 euro annui a fronte dei 23.852 degli italiani. (ANSA).

Ho riportato i commenti dei lettori per puro masochismo.


Patrick 09/08/2010 12.57 09/08/2010 13.17 09/08/2010 13.21 09/08/2010 13.38 09/08/2010 14.15 X LUANA Da un bel pezzo c' la parit tra uomo e donna sul lavoro. Non vedo nessun tipo di discriminazione. Per quanto riguarda la storia del "marito". Se sposate degli smidollati senza spina dorsale...dopo non lamentatevi Le donne facciano le donne, e gli uomini facciano gli uomini. Le donne devono lavorare il doppio degli uomini e dimostrare di essere due volte pi intelligenti : sfortunatamente non difficile. X Livio cosa credi che facciano? il pantalone non cambia la finalit femminile. Gentilmente mi potrebbe spiegare in cosa consiste per le donne fare le donne e per gli uomini fare gli uomini ??? Gli uomini sono dotati delle "mani" esattamente come le donne .... ma spesso non sanno come si utilizzano o meglio fanno finta di non saperlo ! non c' scritto da nessuna parte che solo la donna pu lavare stirare cucinare ecc ecc io per mia fortuna ho sposato un uomo che non trova differenze, cio che non maschilista e in casa aiuta.... X PATRICK parit uomo donna sul lavoro?? Eh?! sulla carta forse ma nella realt??? questa la solita storia che tirate fuori voi uomini...per cortesia Patrick pensa un attimo... quando una donna si reca ad un colloquio di lavoro le domandone in serie sono: 1)"hai il fidanzato?" 2)"Hai intenzione di sposarti?" 3) "Hai intenzione di aver figli?" Se rispondi Si sei fottuta!! non hai la minima possibilit di avere il posto... forse a tempo determinato per sei mesi cos se rimani incinta ti lasciano a casa. Ma ricodati che se sei al mondo grazie ad una donna che si presa cura di t... mio marito bravo mi aiuta in casa.. anche perch io passo al lavoro pi tempo di lui. Ma generalemnte a voi uomini tutto dovuto.... educati male? la societ? non s

LIVIO Dorothy

cinzia diLevico X LIVIO

luana

09/08/2010 14.36

x patrick

09/08/2010 14.39

roberta di arco

09/08/2010 15.02

forse la colpa anche di qualche mamma che poverino ti fanno male i piedi siediti ti faccio tutto io io ho messo subito in chiaro onde evitare "rogne" lavoro io ma anche tu alla pari poi vabb se non riesci a stirare ma nel frattempo che lo faccio io tu lavi i piatti o cambi il pannolino che male non f i figli sono di due gi facciamo abbastanza fatica a metterli al mondo e concordo con le tre opzioni sul lavoro a 40 vanno al passo successivo sei sposata ai figli che et anno ma se si ammalano? e via cosi evviva la parit!! Non vedo assolutamente nessuna discriminazione o inferiorit anzi tuttaltro, e anche in casa sono sempre pi gli uomini che si adoperano superando in sempre pi casi le stressate donne in carriera o che lavorano. In una cosa le donne ci stanno superando nel fumare e nel bere. Forse per tuo marito, ma non per moltisssimi altre donne si. cucinare,stirare,pulizie,assistenza,cura dei figli sono mestieri che devono fare le donne,mentre l'uomo va al lavoro. Se tutti e due lavorano,credo che comunque che per i lavori di casa la donna sia pi portata,mentre l'uomo pi portato per altri lavori. Purtroppo le donne trentine da piccole sono state viziate,genitori e nonni le hanno cresciute come principesse sul pisello,quindi guai a dire loro di fare certi lavori,arricciano il naso perch non hanno tempo,devono andare a farsi la lampada....fortunatamente ci sono le donne straniere.... consiglio a tutti la lettura di un bellissimo libro che spiega molto bene "come stanno le cose" in Italia soprattutto dal punto di vista di occupazione e donne, ossia L'Italia fatta in casa di Alesia e Ichino, illuminante, oltre che sconfortate . come come ?forse ho letto male CUCINARE STIRARE PULIZIE ECC SONO MESTIERI CHE DEVONO FARE LE DONNE ?? devono ?? ma chi lo ha detto ? le donne trentine sono state viziate ? principesse sul pisello ? vogliamo parlare allora dei cocchi di mamma trentini che non portano nemmeno la tazza della colazione nel lavandino ? ma stiamo scherzando ? e la colpa adesso sarebbe di noi donne che siamo viziate ? a me pare che noi ci rimbocchiamo le maniche e non abbiamo paura di dover lavorare il doppio degli uomini pur essendo meno pagate per fortuna che ci sono le straniere ? per farvi cosa cari maschietti Mi rivolgo a "x donne"...scusami tanto ma per quali lavori sarebbero pi portati gli uomini? X DONNE ECCOLO QU IL TIPICO MASCHIO CHE NON HA VOGLIA DI FARE UN CAVOLO E A CUI TUTTO DOVUTO!!NOI SAIMO PI PORTATE A FAR PULIZIE?? SI INFATTI FISICAMENTE UOMINI E DONNE SI DISTINGUONO COS: 1)DALL'ORGANO RIPRODUTTIVO.UOMO PENE DONNA VAGINA, 2) DAI CAPELLI. LE DONNE HANNO UN MOCCIO SUL CUOIO CAPPELLUTO PER MEGLIO PULIRE GLI UOMINI HANNO MORBIDI PELI LUCENTI 3) DALLE MANI:LE DONNE NASCONO CON UNA PROTUBERANZA CHE PU ESSERE UTILIZZATA COME SCOPA O FERRO DA STIRO A SECONDA DELL'ACCESSORIO APPLICATO GLI UOMINI HANNO UNA CONFORMIT DELLA MANO TALE NON RIUSCIRE A TENERE IN MANO NESSUN mi sto veramente divertendo!! scusate ma e' cosi! donne non dovete raccogliere le provocazioni di alcuni uomini..probabilmente sono frasi che hanno letto su libri risalenti a epoche molto lontane e poi trascritto in questo blog.. commentando la notizia..purtroppo una su 1000 ce la fa! nel senso riesce ad avere uno stipendio consono alle mansioni effettive in altri casi si sa..l'uomo anche se capufficio ha un debole per altro..e stendo un velo pietoso su entrambi. purtroppo la strada e' ancora lunga..ma chi piu' di noi donne sa combattere? magari con al fianco uomini autosufficienti. Sono gi intervenuto altre volte sullo stesso tema. Credo che sia abbastanza assurdo, aldil delle statistiche, parlare di "gli uomini sono cos e le donne col". Siamo persone ed ognuno dovrebbe contribuire al benessere familiare secondo le proprie capacit ed attitudini. Ad esempio io faccio quasi tutto in casa senza alcun problema, ma per piacere non fatemi accompagnare i bambini qui e la perch sono negato, mi stufo io e non si divertono loro. Penso anche che la situazione sia molto diversa fra citt e campagna dove i lavori pesanti di solito li fanno gli uomini. Concordo sul fatto che storicamente esistono lavori maschili e femminili, non solo in casa ma anche fuori.A causa dello stravolgimento sociale avvenuto tra la generazione dei nostri nonni/genitori e la nostra non pensabile che questo non abbia determinato una confusione in ruoli ormai fissi da secoli.La parit ha spinto la donna a trovare al di l della famiglia un modo per sentirsi realizzata..La donna deve sgobbare di pi,soprattutto per i lavori che storicamente sono pi "maschili"(quasi tutti).Ma di una cosa sono certa:noi vediamo oltre, alla sera quando torniamo a casa.Siamo fortissime! Purtroppo le donne hanno il vantaggio che per fare carriera possono fare le ruffiane,fare i sorrisini al capo,accorciare la gonna, mentre noi uomini quello che abbiamo ce lo dobbiamo sudare. Le donne trentine parlano tanto di parit,ma non ho mai visto una donna lavorare nei forni, fare il carpentiere,il boscaiolo, spazzare strade, lavorare con gli asfalti o nelle cave di porfido. quando loro faranno questi lavori allora sar giusto che gli uomini stirino,lavino e facciano da mangiare le straniere vengono da paesi in cui le donne non sono "montate" come le trentine , e per loro non c' nessunissimo problema a fare determinati lavori e a alsciarne altri agli uomini. anzi,quando vedono come le donne italiane trattano i loro uomini,mi chiedono perch ci lasciamo trattare cos Le donne,dovrebbero"fare le donne"e, non assomigliare ai maschietti!! Voi maschiacci ,cosa ne dite? senza polemiche e senza voler scaldare troppo gli animi: non che magari le donne sono pagate meno perch sono meno presenti al lavoro? leggasi ferie fatte per intero (non tutti lo possono fare), aspettative varie, ecc.??? poi sono daccordo, a parit di lavoro devono corrispondere pari stipendi Perfortuna che non tutti gli uomini sono cosi maschilisti. Non ci vedo proprio niente di male se le faccende domestiche ( se entrambi lavorano ovviamente), siano divise equamente. Perche' al giorno d'oggi e si lavora in due, la donna arriva a casa e deve fare di tutto e l'uomo si puo' riposare???? Poi, per esperienza personale, io ho un collega che due cose insieme non le sa fare, va completamente nel pallone!! Le donne sono sicuramente piu' brave a fare piu' cose alla volta!!! Perche' lui deve essere piu' pagato di me, se in realta' non si prende mai nessuna responsabilita'?????

Giulio

09/08/2010 15.13

x Dorothy x donne

09/08/2010 15.40 09/08/2010 15.40

Mila

09/08/2010 15.44 09/08/2010 15.50

PER X DONNE

Dubbiosa LUANA

09/08/2010 16.36 09/08/2010 16.51

annalisa di pergine

09/08/2010 17.26

il brontosauro di valsugana

09/08/2010 17.50

marge di trento

09/08/2010 18.10

Alberto di mezcron

09/08/2010 21.23

x donne

09/08/2010 21.36 09/08/2010 22.39 10/08/2010 8.10 10/08/2010 11.42

giorgio di grumes roveretano

Barbara di Trento

BenveutOO maschiO MonicAA femminA Ovvero della concordanza degli aggettivi con i sostantivi nei portali

La discussione intorno al sessismo nella lingua italiana piuttosto antica: nel 1987 Alma Sabatini pubblicava per la Presidenza del Consiglio dei Ministri uno studio dal titolo Il sessismo nella lingua italiana, in cui uno dei capitoli centrali quello delle Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana. Negli anni a seguire il testo di A. Sabatini stato ripreso, rimaneggiato, riproposto, e a volte inglobato, in varie altre pubblicazioni (p.e. nel Manuale di stile Strumenti per semplificare il linguaggio delle pubbliche amministrazioni del 1997). Esso viene continuamente citato ogni qual volta si affronta largomento, nelle Universit quanto nei dibattiti sul tema, ma nonostante ci, le raccomandazioni del 1987, ancora oggi attuali, sono sostanzialmente disattese, tanto dai media quanto dalla pubblica amministrazione, salvo rare virtuose eccezioni. Ora la questione potrebbe essere etichettata come frivola e superficiale, ma la lingua e lattenzione a essa non sono affatto questioni di poco conto e il percorso scelto per questa newsletter dovrebbe averlo scherzosamente sottolineato. Una persona di sesso femminile in molti siti si vede accogliere con un bel Benvenuto, nei moduli si vede chiamare cittadino e a scuola spesso scompare a favore del Padre o di chi ne fa le veci. Un mondo coniato al maschile perch maschile era la storia della societ fino a pochi anni fa, un mondo che oggi va ridefinito, anche nella lingua, al femminile perch oggi le donne sono cittadine con pari dignit degli uomini e la loro storia potr essere tracciata solo se ci saranno le parole per farlo. Comunque azzardo un compromesso: qualora fosse scomodo prevedere un aggancio al sesso dellutente o una formula dapertura neutra facciamo che da oggi in poi cambia il turno e tutti i siti dovranno scegliere Benvenuta di default al posto di Benvenuto. Dovrebbe suonare pi o meno cos: Benvenuta Monica, Benvenuta Ugo, Benvenuta Marco. Un po per uno non fa male a nessuno . Nanni Moretti (dal film Palombella rossa) Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti! Saranno trent'anni che sento quest'espressione... "Non uno sport per signorine"... Non il contenuto, l'espressione... Io non l'ho mai detto! Io non l'ho mai pensato! Io non parlo cos!

Vi ricordo che Dubbi(e)Verit aperto ai contributi di tutti. Chi voglia proporre video, articoli, commenti, vignette, e qualsiasi altro prodotto di carattere giornalistico, culturale o artistico, su tematiche connesse agli stereotipi, alle questioni di genere o collegate alle pari opportunit, in armonia con la linea editoriale del sito, pu scrivere allindirizzo (redazione@dubbieverita.it) I contributi proposti saranno sottoposti a controllo editoriale ed eventualmente pubblicati sul sito: http://nuke.dubbieverita.it/, secondo le regole della licenza di creative commons. I nostri contatti provengono dalla rete. Se non volete pi ricevere la nostra newsletter, potete cancellare la vostra sottoscrizione semplicemente inviando una e-mail vuota a: info@dubbieverita.it 10