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k ronstadt 074

Massimo Ghimmy
periodico mensile Numero 74 Giugno 2013 ISSN 19729669

Speciale Politica Locale! Guida Politica per Autostoppisti pavesi! Quattro


pagine di ritratti del Museo Mezzabarba!

Le recensioni di alcune gelaterie pavesi! (pag. 8!)

Speciale GELATO!

Ritorna lestate

Una Volta scrivevano CAZZATE!


all'interno
Locale - Pagina due Graffiti: una tradizione dimenticata Violenza in citt La casa un diritto Queste ed altre follie - Pag. tre I manicomi in Italia La resistenza infinita Esteri - Pagina quattro Istanbul nostra, Taksim nostra Il giardino recintato del web dove siamo tutti sorvegliati Eserciti e Resistenza - Pag. cinque Uno stato senza eserciti Gli Arditi del popolo Strumenti - Pagina sei Sfruttamento Ambientale Portobello, portofresco? Il punto sul metodo Stamina Cultura - Pagina sette Piccole oasi dai tormentoni estivi Il Vajont elettorale: Marco Revelli Relax - Pagina otto SNS - Short News Service Pausa Pranzo! Speciale all'interno! Chi chi a Pavia: alcune delle pi influenti personalit politiche pavesi

i trovo a scrivere questo editoriale in un afoso pomeriggio pavese, con le immancabili zanzare appostate sullaltro lato della zanzariera e il calendario sul muro che mi ricorda i pochi giorni rimasti prima del prossimo esame. E il 14 giugno, esattamente 85 anni fa nasceva Ernesto Guevara, uno dei pochi simboli della sinistra sopravvissuti al crollo del socialismo reale, al disincanto e alla condanna globale di quellesperienza. Guardando le foto delle proteste in Turchia di questi giorni facile vedere giovani col volto coperto e limmagine del Che sulla maglietta, disposti a tutto pur di cambiare il loro paese. Penso a quanto siano ipocriti i nostri media che legittimano le proteste turche mentre condannano come violenti e antagonisti quelli che lottano nel nostro paese con le stesse modalit. necessario rompere il prima possibile questo monopolio informativo che svolge ormai un ruolo di sofisticato controllo sociale nelle moderne societ occidentali. Noi come Kronstadt, nel nostro piccolo, anzi nel nostro piccolissimo, ci stiamo provando. ormai passato un semestre da quando sono stato eletto direttore ed il momento di fare i primi bilanci: il principale successo quello di essere andati in stampa rigorosamente ogni mese, con 2000 copie a numero. Abbiamo mantenuto un rapporto dialogante e collaborativo con varie associazioni e movimenti locali, ma senza rinunciare alla nostra autonomia di giornale e al nostro spirito critico. Ci sono state anche alcune difficolt al nostro interno, inutile nasconderle, in quanto siamo da sempre un gruppo eterogeneo con idee e modi di lavorare diversi tra loro. un aspetto prezioso allinterno di un giornale, ma che certo rende il lavoro un po pi difficile. Ma siamo sopravvissuti, e questo numero speciale di dodici pagine lo dimostra. Buona lettura dunque, spero che questo K74 vi piaccia; lultimo prima dellestate, perch s, anche Kronstadt va in vacanza. Ci rivediamo a settembre, speriamo sia un autunno caldo.
Jacopo Custodi

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locale
dell'immondizia, panchine, ecc.). Inizialmente queste forme di espressione erano rappresentate perlopi da scritte "tag" - che possono indentificare uno o pi "writers", ma l'uso della bomboletta si evoluto fino a creare un'intera corrente artistica: la Street-Art. La Street-Art include disegni o tag un po' pi elaborate, che possono essere contestualizzati rispetto all'ambiente in cui trovano oppure estranee e con un valore meramente estetico (per esempio le riproduzioni con gessetti sui marciapiedi o nelle piazze).Un tipo particolare di "graffiti" lo "stencil", un disegno realizzato attraverso una maschera normografica (lo "stencil") che rappresenta delle forme un po' stilizzate, solitamente piccole, poco invadenti e di un solo colore. Ma qual' il reale valore del graffito? Da un punto di vista storico i primi graffiti ci hanno dato la possibilit di ripercorrere le origini dell'uomo e della civilizzazione: le sue abitudini sociali, religiose, alimentari; da un punto di vista sociale permettono un'analisi critica del mondo contemporaneo, ivi compresa la politica. Bench spesso classificati come atti di vandalismo, i graffiti rappresentano in primis una forma di espressione politica, sociale o culturale. Accettarli non sicuramente semplice: se alcune citt sfruttano gli stessi principi della street-art per valorizzare delle zone che altrimenti resterebbero isolate dal centro (per esempio la zona del Foro Italico di Palermo, adiacente al porto, ha un piccolo parco in cui sono stati installati degli elementi urbanistici colorati), altre bocciano i graffiti e la street-art in ogni sua manifestazione. I graffiti, costituiscono una testimo-

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Graffiti: una tradizione dimenticata Storia e valore di una forma di espressione


nianza del nostro passaggio, motivo per cui dovrebbero essere tollerati, tutelati e promossi nel rispetto del patrimonio culturale lasciatoci dalla storia. Patrimonio che, a dispetto di ci che vogliono farci credere, gi meno tutelato di quello che sembra.
Maria Rosa Lauria Pantano

e arti visive hanno una storia antica quanto l'uomo stesso. Le prime forme di espressione artistica e culturale sono strettamente legate a tutto ci che oggi viene classificato, in generale, sotto il nome di "graffiti". Il termine graffito ha un'etimologia italiana: proviene da "graffiato" e indica le incisioni che sono state ritrovate in seguito agli scavi archeologici nell'antica Pompei, ma comprende anche le pitture rupestri che risalgono agli albori della nostra civilt. Se i graffiti incisi sono ormai pressoch assenti, la forma pi diffusa sicuramente quella legata all'Aerosol Art (disegni realizzati con bombolette). L'Aerosol Art nasce in America alla fine degli anni '60 (ved. New York, Taki 183): prende piede da scritte realizzate all'esterno dei treni per poi estendersi ai muri e a qualsiasi superficie che ci circondi (cassonetti

Violenza in citt

o lho visto aspettarla fuori da un noto locale della nostra citt. Io lho visto arrivare da dietro, veloce, prenderla per i capelli e sbatterla per terra, urlando troia schifosa. Lho visto seguirla nella notte aspettando fosse sola. Ho visto lei farsi lasciare sola per avere ancora luomo che amava. E ho visto lui spingerla gi dai gradoni, schernendola. Ho visto i suoi lividi, tanti, ovunque, di cui non mi ha voluto parlare. Solo di uno mi ha spiegato, uno vecchio di dieci giorni, sul fianco. Le aveva tirato un calcio, due costole si erano incrinate. Lei non lo ha lasciato, stato lui a farlo. Ai suoi amici avrebbe potuto raccontare questo, che la stronza, la troia schifosa, era lei. Aveva esercitato violenza, e ancora, poi una terza volta. Quando la quarta volta? C altro che io ho visto. Ho visto la vergogna negli occhi di lei quando scambiava laffetto degli amici per compassione. la vergogna per la piet. Lo giustificava. Perch lo odiava per quei dolori, ma la chimica fa succedere cose diaboliche nella testa degli esseri umani. Io avevo visto e lho raccontato agli amici di lui e agli amici di lei. Lho urlato in faccia a lui e a lei e a tutti quanti, anche agli sconosciuti davanti al noto locale della nostra citt. Giulia ce la pu fare perch lui stato incauto. Nel gran segreto nessuno vede. Lei avrebbe potuto non parlarne. E forse oggi Giulia starebbe come la Gabri e la Eli, la Ire e la Ale. Con una prognosi di troppi giorni in ospedale, o peggio. Comunque sempre pi con meno anima. Non aspettate che vi venga sbattuto davanti alla faccia, che potrebbe essere troppo tardi. Parliamone, perch chi fa e chi subisce violenza sono tante persone, e possono aver bisogno di aiuto.
Daniele De Chiara

S l c i c d n i d l s d b d s d N n r ' n d s s i c t c c s u a 1 c o c q n v c m s r m

La casa un diritto

icenziamenti, disoccupazione, lavoro saltuario e sottopagato: ecco i regali che la crisi economica scatenata da banche, imprese egoverni ha portato in dono a milioni di lavoratori. Conseguenza diretta dell'impoverimento generale e dell'insufficienza del reddito disponibile la contrazione dei consumi. Tuttavia, esistono alcune spese incomprimibili: quelle per i bisogni essenziali di ogni essere umano, tra cui la casa. Anche in una citt di provincia come Pavia la crisi arrivata a mordere su questo terreno. Centinaia di sfratti si sono abbattuti su lavoratori e disoccupati pavesi negli ultimi mesi. 490 altri sfratti avverranno entro fine anno. Tutte queste famiglie senza casa stridono con gli oltre 4000 appartamenti vuoti presenti in citt, di cui 300 di edilizia popolare. Questa situazione discende dalla continua cementificazione del territorio degli ultimi anni: il sistema dei partiti, ben oleato dai palazzinari, ha abbandonato ogni prospettiva di

politica abitativa pubblica per lasciare carta bianca ai costruttori. Le contraddizioni ora sono sotto gli occhi di tutti, perch gli sfrattati hanno deciso di smettere di vivere in silenzio il dramma dello sfratto. I picchetti antisfratto degli ultimi mesi hanno coagulato la solidariet attorno a una lotta concreta e alla rivendicazione del diritto alla casa per tutti. Questa lotta prosegue senza sosta, dato che il comune in nome del sacro diritto di proprietha bocciatola proposta di moratoria agli sfratti. La strada da seguire gi stata trovata: quella della riappropriazione di reddito. Da un mese, alcune famiglie vivono in appartamenti comunali che hanno occupato e ristrutturato, sottraendoli all'abbandono. Per necessit, altre seguiranno questo esempio in futuro, fino a quando l'emergenza abitativa non sar risolta, con un tetto sopra ogni testa. Quella per la casa non che uno tra i tanti esempi di lotte sociali in

corso in Italia e in Europa. In questa direzione vanno le esperienze di mutuo soccorso, l'autorganizzazione di presidi sanitari, mense popolari, studentati autogestiti e tutte quelle misure di costruzione di strumenti alternativi e indipendenti dal welfare state, sempre pi sotto l'attacco dei governi e della finanza che questa crisi hanno creato. Ci stiamo riprendendo ci che banche, finanza, governo e troika ci stanno rubando, ma occorre allargare il fronte dalla questione abitativa alla totalit della sfera sociale, creando nei quartieri antagonismo, insorgenza, conflitto, consapevolezza nella crisi; rendendo riproducibili a livello di massa quelle pratiche, come l'occupazione di case, che l'esperienza di questi mesi sta dimostrando essere un'alternativa praticabile, concreta e degna alla vergogna, alla sofferenza e al suicidio. Sabato 15 Giugno duecento persone hanno affrontato la lunga marcia che dalla Stazione di Pavia ha toccato le periferie. Un lungo corteo, infatti, si snodato,

per la prima volta, non lungo le vie del centro, ma lungo un percorso che scientemente ha voluto toccare tutti i punti della citt in cui si trovano le case popolari del comune e dellAler . Davanti alla violenza del comune che, sempre pi palesemente incapace di dare delle risposte concrete al problema abitativo, ha individuato come unica risorsa il ricorso alla forza pubblica per sgomberare le case recentemente occupate al Crosione da alcune famiglie in difficolt, la risposta dellAssemblea ha scelto di essere assolutamente e inequivocabilmente politica.
Assemblea per il diritto alla casa

Scendi il De Chiara che lo bevo

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queste ed altre follie


rimanere internate in regime di proroga. E se la situazione per chi era rinchiuso nei manicomi "ordinari" non miglior di molto, nessuna novit apport la riforma Basaglia per chi era rinchiuso nei manicomi giudiziari, rimasti operativi nei decenni a venire. Per coloro che caddero nelle ferree maglie della psichiatria giudiziaria nessuno condusse battaglie civili, continuarono a rimanere imprigionati, odiati ibridi tra folli e criminali, dimenticati da tutti, mentre fuori il mondo cambiava sempre pi rispetto a quell'articolo del codice penale che consent a un giudice, che li giudic socialmente pericolosi, di farli sparire dal mondo, spesso senza avere fatto niente. Gi, perch in un manicomio criminale non ci finisci solo se hai commesso un reato ma vieni "assolto" per infermit mentale, ma anche quando il misfatto era di per s impossibile e hai solo pensato di compierlo; in fondo quella che sconterai non una vera pena, una "misura di sicurezza", che giova sia a te, che sarai rieducato, sia alla societ, che sar protetta dalla tua sgradita presenza. Un po' come in 1984: psicoreato. Quindi se sei pazzo e il giudice ti ritiene socialmente pericoloso diventi non un detenuto ma un internato, cio un prigioniero senza garanzia di ritorno; puoi solo sperare che un altro magistrato ("di sorveglianza") decida che, a forza di psicofarmaci e camicie di forza, tu sia diventato innocuo; diversamente continuerai a rimanere confinato a suon di ordinanze giudiziarie, emanate dopo un procedimento molto spiccio, rinchiuso per un tempo indefinito, perch la legge stabilisce solo la durata minima del soggiorno. Come avrete forse gi intuito, oltre che di minore considerazione sociale, gli ospiti dei manicomi giudiziari godono di molte meno garanzie rispetto ai normali carcerati: nessuna durata massima della detenzione e nessun diritto ad attivit formative o lavorative, si ha solo garantita la propria razione di sedativi, senza lamentarsi; perfino la pulizia delle celle un optional, visto che in alcune strutture gli unici a interessarsi dei servizi igienici sono scarafaggi e topi. Di chi rinchiuso in uno dei sei ospedali psichiatrici rimasti in funzione pochi se ne occupano: un documentario del parlamento

I manicomi in Italia: un'abolizione lunga 35 anni


Spesso penso a come fossero funeste le riflessioni del filosofo Michel Focault, che vedeva la societ moderna impregnata di istituzioni totalizzanti, cio ospedali, carceri, scuole ecc., dove l'individuo diventava un ingranaggio, parte rimpiazzabile di un insieme ordinato, numero e oggetto di statistica; al progresso della tecnologia si coniugava, secondo lo studioso francese, un regresso dell'empatia, dovuto alla progressiva burocratizzazione dell'intero arco della vita umana. E quanto calzanti sarebbero state le sue idee con il modello italiano! Nel nostro Paese, infatti, le istituzioni scolastiche, ospedaliere, carcerarie si sono poco evolute rispetto al '900, tuttora incentrate sull'impersonalit (o forse spersonalizzazione) del trattamento e degli operatori, sulla gerarchia, sulla coercizione del singolo per raggiungere gli obiettivi imposti dal vertice, rieducativi pi che dialettici, punitivi piuttosto che terapeutici. Il fulcro degli studi focaultiani proprio l'istituzione manicomiale, la cui completa abolizione stata per lo Stato un boccone amaro, un processo che dura da oltre 35 anni, cio da quando, nel lontano 1978, l'On. Franco Basaglia fece decretare per legge la chiusura degli ospedali psichiatrici, permettendo ai cosiddetti "matti" di reinserirsi in quella stessa societ che aveva confinati in purgatori senza uscita. Una rivoluzione in quegli anni; tuttavia, come spesso succede in Italia, fatta a met: le strutture che dovevano sostituire i manicomi divennero operative dopo anni e nel frattempo migliaia di persone continuarono a

qualche anno fa, qualche servizio sulle TV locali e una legge di abolizione promossa dal governo Monti nel 2012, che gi sembra avere imboccato il lento itinerario della Legge Basaglia: la chiusura definitiva, prevista per quest'anno, stata prorogataal 2014. Intanto, mentre le istituzioni promettono, ignorano e dimenticano, millecinquecento vite spezzate continuano a essere inermi prigioniere di una burocrazia totalizzante e inumana, che con la scusa della tutela della pubblica sicurezza travalica ci i servitori dello Stato dovrebbero sempre avere a cuore: il rispetto dei diritti umani e del valore della persona.
Daniele Bianco

La Resistenza Infinita: Neofascismo ad uso e consumo

a legge Mancino del 1993, che prende il nome dallex Ministro Nicola Mancino, dovrebbe proibire la diffusione di idee di superiorit e di odio razziale o etnico; dovrebbe vietare ogni discriminazione per motivi etnici, razziali e religiosi, proibire il riunirsi di ogni organizzazione, associazione o movimento che abbia tra i suoi scopi lincitamento a tali principi; essa dovrebbe vietare lesaltazione di metodi, esponenti, principi e fatti legati al partito fascista e alle sue finalit antidemocratiche e lostentazione di simboli propri o usuali delle organizzazioni fasciste e razziste. Uso il condizionale perch a mio avviso basta guardarsi attorno, leggere qualche notizia di cronaca o addirittura sbirciare su qualche pagina facebook per capire che siamo ben lontani allapplicazione della legge. Il caso delle pagine inneggianti al fascismo e al nazismo sul social network pi conosciuto al mondo sono oggi un caso eclatante. Basta digitare i nomi Mussolini e Hitler e scorrere il lungo elenco di pagine e gruppi che contano anche migliaia di preferenze per rendersene conto. Altra soluzione consiste nello

spendere un pomeriggio visitando le pangine ufficiali di Forza Nuova, Casa Pound o di comunit militanti come quella dei Dodici raggi o Lealt e Azione per capire che la legge Mancino non ha alcun potere. Post e commenti da brivido. Facebook come al solito si rivela unarma a doppio taglio. La facilit con cui si pu aprire una pagina e renderla un riferimento per una comunit di una facilit spaventosamente imbarazzante, cos come sono imbarazzanti i metodi fallaci con cui si possono svolgere delle segnalazioni in riferimento a contenuti osceni, razzisti o violenti. Raggiunto il numero delle segnalazioni che permetterebbero ai moderatori ( queste figure mitologiche ) di chiudere una pagina che contenga contenuti non appropriati, alleditore della pagina soppressa non serve altro che un altro contatto e-mail per aprirne una nuova e ricominciare tutto da capo. Facebook diventa cos campo di battaglia per polemiche sterili, per una guerra tra pagine che si chiudono e si riaprono come fossero lo sportello basculante per far uscire il gatto sul balcone. Nella vita reale non cambia nulla. Oltre ai casi lampanti gi citati

sopra, il tutto viene evidenziato anche dalle ultime elezioni amministrative del comune di Alagna (Lomellina) in cui il Movimento Fascismo e Libert , recante il fascio littorio al centro del proprio stemma di lista, stato trascinato in tribunale con laccusa di apologia del fascismo senza per ricevere alcuna condanna. Il prefetto ha infatti affermato: Nelle

descrizioni di simbolo e nome non c nessun riferimento al fascismo mussoliniano. Tutti a casa, quindi, o meglio tutti dalloculista per un controllo approfondito. evidente, a questo punto, che c' qualcosa che non quadra. Esiste una legge che parla di idee, contenuti e simboli non replicabili e diffondibili, eppure tutto ci ci circonda quotidianamente.

Abbiamo da poco celebrato col 25 Aprile gli ideali di antifascismo e di resistenza, ma sempre pi evidente che qualcosa sta gradualmente scomparendo: quel qualcosa la nostra stessa cultura, la nostra memoria come popolo e il valore della libert e della democrazia che ogni giorno rimpiazziamo con falsi miti, false idealizzazioni, populismi e grottesche imitazioni nostalgiche di qualcosa che non dovrebbe mai pi ripetersi. Perch Madame Storia ha gi mostrato dove conduce quella strada e non lo si pu dimenticare. Ancora una volta trovare una soluzione non affatto semplice: si dovrebbe come sempre partire dal basso, da una buona istruzione che consenta a tutti quanti di avere gli strumenti per non cadere in queste bieche caricature, da una maggiore attenzione al locale, da una rigenerazione di una cultura che veda il diverso come una ricchezza e non come una minaccia. E poi, se posso permettermi, quella sana voglia di non stare zitti ma di rompere i coglioni.
Saura

Il fascio buono come la dialettica hegeliana: a testa in gi

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esteri
Istanbul nostra, Taksim nostra
riempie di nuovo di persone nonostante la dura reazione della polizia. Lo sviluppo della rivolta Mentre le forze d'ordine turche continuano la loro repressione sparando lacrimogeni ad altezza uomo, bruciando le tende degli accampati, utilizzando cannoni d'acqua contro i passanti e manifestanti, la rivolta inizia a diffondersi. In un primo momento le manifestazioni trovano l'appoggio da parte dellopposizione istituzionale: una serie di parlamentari si erano presentati ad ore diverse al Parco per sostenere i manifestanti. Nel pomeriggio del 31 maggio scendono per le strade del quartiere di Taksim oltre 40.000 persone che vengono duramente represse dalla polizia. Il movimento spontaneo inizia a diffondersi nelle varie citt turche: nascono numerose manifestazioni di solidariet che si estenderanno in 67 citt della Turchia su 85. In ogni citt l'azione delle forze d'ordine mantiene lo stesso registro: lacrimogeni e arresti. Il 1 e il 2 giugno la polizia perde il controllo di piazza Taksim e gli scontri di piazza proseguono giorno e notte in diversi quartieri del centro di Istanbul; ci che era nato come manifestazione in difesa di uno spazio pubblico, diviene nei giorni successivi opposizione ad Erdo an e al suo partito islamico AKP (Partito della Giustizia e dello sviluppo). La rivolta turca riceve solidariet e apprezzamenti da tutto il mondo, tra cui anche il sostegno di Anonymous che lancia la campagna #OpTurkey prendendo di mira tutti i siti web del governo e del partito al potere che in poche ore dall'annucio saltano; arriva appoggio anche dal gruppo Femen che lancia un accorato appello di lotta a tutte le donne per i diritti e le libert in Turchia. Repressione Dallinizio della protesta tre manifestanti vengono uccisi, 5mila feriti di cui 50 gravi; 11 hanno invece perso la vista. Amnesty International ha immediatamente condannato la condotta della polizia

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iazza Taksim diventata nel mondo il simbolo di un malcontento radicato nel popolo turco. Una piazza con un forte valore simbolico: l, durante la manifestazione del 1 maggio del 1977, furono uccise 42 persone. Piazza Taksim il cuore fisico e simbolico di Istanbul, cos come il parco Gezi che destinato a scomparire. Le prime manifestazioni pacifiche nascono a fine maggio contro la distruzione di Gezi Park. La volont politica quella di far sorgere una caserma militare e un grande centro commerciale nel centro di Istanbul; centri commerciali che non mancano nella citt. I manifestanti fin dal primo momento vengono allontanati con lacrimogeni sparati ad altezza uomo, repressione che non riesce a sortire l'effetto voluto: Gezi Park si

turca. L'arsenale utilizzato dalle forze dell'ordine va dai lacrimogeni, gas, proiettili di gomma e cannoni d'acqua contenenti Jenix, un liquido urticante venduto in Turchia ai militari. I medici (accusati di avere curato dei manifestanti feriti e arrestati) hanno, infatti, registrato strane piaghe sulla pelle dei giovani attivisti colpiti dai cannoni d'acqua. Sgombero? Nella notte del 15 giugno la polizia ha sgomberato il parco simbolo della protesta, ma sono gi programmate manifestazioni che tenteranno di rioccupare Gezi Park. facile intuire che la rivolta del popolo turco non ancora conclusa. Una cosa certa: per la prima volta migliaia di persone si sono mobilitate in modo indipendente nella piazza pubblica senza essere orientate da un centro riconoscibile (partito, sindacato o Stato) per opporsi alle politiche di un governo che assume una svolta autoritaria [Masis Krkgil].

Johannes Climacus

Il giardino recintato del web dove tutti siamo spiati

l futuro non pi quello di una volta". La frase di Ivan, poeta di strada milanese che al posto della carta usa spazi urbani e pareti della citt per diffondere le sue parole, si presta a tante interpretazioni. Mai come in questo periodo quella frase potrebbe essere applicata a Internet e al web. La Rete come l'avevamo conosciuta e immaginata, quella dei primi anni, quella concepita dai "cyber-libertari", rischia di raggiungere lo stadio finale della sua lenta trasformazione: da luogo di libera espressione per milioni di individui a "giardino recintato" e "quartiere residenziale", dove il prezzo pagato per la fiducia di un luogo chiuso e protetto (come i social media e le grandi piattaforme proprietarie) la perdita dell'anonimato e ancora peggio della propria privacy. Lo scandalo PRISM, emerso in que-

ste settimane grazie a quella che il Guardian ha definito "una delle pi grandi fughe di notizie nella storia degli Stati Uniti", stato portato alla luce dalla testimonianza di Edward Snowden (29 anni, ex tecnico della Cia che lavorava alla National security agency per conto di diverse aziende private). I documenti interni raccontano di acquisizione di dati e accesso a e-mail, chat e altre informazioni sensibili di cittadini non-americani tratte dai server di nove aziende: Facebook, Apple, Google, Microsoft, Skype, Youtube, Yahoo, Aol e Paltalk. In una prima fase, un'interpretazione forse poco accurata delle slide trafugate dagli uffici della NSA aveva fatto intendere che il programma segreto PRISM potesse fare una di queste due cose: intercettare illegalmente le conversazioni e i dati sensibili dei server delle 9 aziende

e/o intercettarle automaticamente con il consenso delle suddette. A quanto sembra la verit sta nel mezzo, anche se molto presto per delineare un quadro completo e sincero della situazione. I dati ottenuti dal Governo, che riguardano cittadini non americani, sono concessi in base a richieste di sicurezza nazionale ordinarie e richieste FISA (Federal Intelligence Surveillance Act) cui le aziende, per legge, devono sottostare. Le dichiarazioni dei rispettivi CEO sono state decise ma, come ha sottolineato Wired, suonavano pi come un controattacco che non come una smentita. In attesa di avere dati disaggregati, che mostrino esattamente quante richieste "FISA" (quelle cio legate al progetto segreto PRISM) sono state recapitate alle grandi aziende informatiche, qualche numero pu essere

utile a capire l'entit della situazione: nei primi 6 mesi del 2012 Facebook ha ricevuto tra le 9 e le 10 mila richieste di accesso (coinvolti circa 18 mila account); Microsoft ha ricevuto nello stesso periodo tra le 6 mila e le 7 mila richieste, per un totale di circa 31 mila account coinvolti. "Il web ci rende liberi?". La provocazione contenuta nel titolo del libro di Gianni Riotta, pi che una lettura disinteressata o una sarcastica riflessione sul presente e sul futuro di Internet, potrebbe diventare presto una litania costante e necessaria, con cui ognuno di noi sar costretto a fare i conti.
Miriam Goi Twitter: @MiriamGoi

Il direttore troppo serio nel proporre frasette.

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locale

Chi chi a Pavia (continua pagine successive) Il progetto Disclaimer

'idea dietro a questo elenco di persone politicamente influenti a Pavia che si possa tracciare una mappa di facile comprensione e utilizzo senza seguire gli interessati per mesi o anni. Una guida spiritosa a tratti ed essenziale alla politica locale e ai suoi protagonisti. Pensiamo che il progetto si possa estendere e migliorare grazie all'infinito spazio virtuale offerto da internet. I ritratti qui presentati sono spesso abbozzati o caricatuali: aiutateci a migliorarli. Eventuali proteste saranno ascoltate ma non per questo necessariamente accolte.
Kronstadt- Team Locale

mico giurato del PD quasi quanto del centrodestra. Destinatario di numerose querele. Si usa spesso il suo nome come presentabile in liste pi o meno civiche, ma il suo essere indipendente potrebbe escludere quest'ipotesi. Critico del M5S nazionale per pontiere e amico di Orellana. Giulia Cometti (CSX) Giovane emergente "non politica" inserita con scarsi successi alle regionali nella lista Ambrosoli, suo sostenitore. Giurista attiva sui temi della legalit; indipendente, priva di esperienza, debole, sconosciuta, da molti considerata manovrabile e perci candidabile. Mauro Vanetti (Sinistra) Comunista di area trotzkista, ideologo "puro s, ma anche duro". Programmatore, si fatto un nome a livello nazionale grazie alla geniale idea di creare il sito "senzaslot.it" (con P. Pace). A livello locale, tra le altre cose, gestisce il gruppo facebook "Politica a Pavia", ma sconsigliabile (per quanto divertente) perdere le giornate a discuterci.

e , i i e e -

compromesso. Potr forse contare sull'appoggio di Civati, che stalkera quotidianamente sul suo blog. In molti tra i suoi lo preferiscono come pediatra. Usa il web in maniera verticale. Davide Ottini (PD-CGIL) Molto attivo in Consiglio comunale ed esuberante atleta in grado di

candidato di centrosinistra, ma resta la vera anima di un partito che potrebbe risultare decisivo alle elezioni. Pragmatico, sa bene che l'alternativa a Cattaneo non pu prescindere dal PD. Francesco Polidoro (SEL) Neo-segretario cittadino della compagine vendoliana, compensa la sua giovane et con l'assenza totale di carisma e di qualit dialettiche. Disponibile, introverso, dialogante e idealista, sogna una sinistra unita che mai si concretizzer. Il potenziale del partito che dirige pu arrivare a 10 punti, ma se rischia di rimanere sotto allo sbarramento anche per sua responsabilit. Fabio Castagna (PD) Ex correntone, ex sinistra arcobaleno, ora l'attivo capogruppo che trovi a chiacchierare di politica

a a e i e : a o o n -

Michele Orezzi (Udu-CSX) Ambizioso coordinatore nazionale del sindacato degli studenti vicino alla CGIL; pu tentare di arginare l'astensione giovanile nella sinistra pavese nonostante la linea non interventista dell'influente rappresentante ed ex segretario Udu "Berni" Caldarola. Autoreferenziale sui social. Vito Savino (Arci-CSX) Gran capo delle Arci a livello provinciale, un fondamentale elettore che tutto sa e senza il quale poco si muove nella sinistra pavese. Per alcuni sar decisivo nella scelta del candidato che sfider il sindaco uscente; altri sostengono sia un grosso dinosauro con cui fare i conti, ma da non tenere eccessivamente in considerazione. Antonio Maria Ricci (PD) Noioso, senza polso n voti, scelto come segretario cittadino del partito perch figura minoritaria e di

correre decine di chilometri a ogni alba. Pugile ultra tatuato oltre che monocorde sulle tematiche sociali ha una maniera di esprimersi pittoresca, aggressiva e, sui social, assimilabile al pi virulento grillismo. Tra gli unici del PD avvicinabile al concetto di sinistra. Davide Lazzari (PD) Novello ed entusiasta padre di area radicalmente cattolica. Dal largo sorriso, ha come primo pensiero lo Juventus Club. Ingegnere versatile

sorseggiando una birra fino alle 2 nei pochi locali alternativi della citt. Assai pragmatico, di quartiere, esperto conoscitore delle dinamiche cittadine, rischia di finire in minoranza come sempre gli accaduto. Tra i pi maturi nell'uso di facebook. Francesco Brendolise (PD) Assessore provinciale dalle troppe deleghe. Bosoniano, renziano, ex margherita, espertissimo di pubblica amministrazione, gran manovratore con un piglio da protagonista e pacchetti di voti consolidati negli anni. Le sue ambizioni, non eccessive, potrebbero essere danneggiate dall'essere stato assessore nella drammatica giunta Capitelli.

Riccardo Scanarotti (Sinistra) Giovane neo-sindacalista iscritto all'ANPI, ha fatto un applaudito discorso per la piazza del 25 aprile. Pontiere tra le decine di anime della sinistra (ha litigato con tutte) disponibile al confronto ma non a quello che definisce compromesso. Ex Kronstadt, corteggiato dalla sua area, star a lui decidere quanto spendersi per le elezioni. Mimmo Damiani (CSX) Ambizioso fund raiser con esperienze internazionali, ha messo in piedi un gruppo civico che fa capo a lui medesimo; lobiettivo di tessere rapporti in un fronte esteso che

su una vasta gamma di argomenti. Raccoglie voti nei quartieri e si differenzia dalle sue correnti di appartenenza in qualit di giovane in grado di guadagnarsi la stima di due sinistri come Castagna e Ottini. Uso per nulla politico dei social. Franco Osculati (SEL) Assessore provinciale e professore universitario, ha un discreto appeal negli ambienti borghesi. Ottimo oratore, difficilmente si candider alle primarie (che perderebbe) per il

Giovanni Giovannetti (Sinistra) Giornalista, blogger, scrittore, fotografo, attivista, "rompicoglioni". Ne-

abbracci dai cattolici ai comunisti. Il suo reale peso (piuma o massimo, i bookmakers suggeriscono la prima) dovrebbe passare per le forche del PD in autunno.

"Quelle melanzane stanno bene come foto tra i politici: hanno la faccia sconvolta!"

locale

Periodico Numero 74 Giugno 2013


Marco Galandra (Destra) Assessore alla polizia locale e sicurezza. Espressione della destra pi legalitaria e inflessibile, memorabili le sue battaglie contro writers, avventori di locali, spettatori di concerti e altri ben noti nemici pubblici. Fuori da sottigliezze e giochi di potere, il suo credo lOrdine

Daniele Bosone (PD) Presidente provinciale dal ghigno plastico. Ex Senatore, esce da una risicata sconfitta alle regionali e potrebbe evitare di spendersi troppo alle prossime elezioni. Da lui dipender lesito dello scontro nella

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nestro lo ricordano come Chopin, storico capitano della squadra locale. Nome "esterno" che potrebbe piacere sia a SEL che ai pi cattolici nel PD. Volto fresco e pulito tra i pochi con reali possibilit di battere il sindaco di centrodestra. Esperto di finanza, bilanci, sviluppo, ambiente e trasporti: sulla carta ha i titoli per governare. E' dubbio quanto il PD lo sosterr; da ci potrebbe scaturire un suo clamoroso rifiuto. Cesare Del Frate (M5S-beppegrillo.it) Riflessivo filosofo furbetto (o tonto, a volte la differenza sottile), si avvicinato alla politica attiva con il

pena. Per quanto si dichiari trasversale (ha organizzato incontri anche con gruppi della destra pavese) molto vicino al M5S. Supporter un candidato o chi porter avanti certe battaglie?

Dentro le primarie 2013


Velina sulla resa dei conti a Pavia.

corrente popolare\cattolica\renziana\margheritina, di maggioranza nel PD pavese. Walter Veltri (Sinistra) Candidato nella lista civica Insieme per Pavia. Fratello del pi famoso Elio (storico sindaco negli anni 80), rumoroso e isolato a palazzo Mezza-

barba. Subentra in Consiglio comunale succedendo a Ferloni, gentiluomo con valori simili. Descritto come un campione integerrimo ed etico, resta un politico che sa come usare il suo pacchetto di voti garantito. Carlo Porcari (PD) Ex capogruppo regionale in grado di mettere in campo strategie complesse e indigeste alla base (si ricordano fischi e urla in risposta al suo sostegno a unalleanza PD-Monti). Politicante tra i pochi entusiasti del governo Letta. Battuto dalla giovane outsider (e ininfluente) Chiara Scuvera alle ultime parlamentarie del PD. Manovratore ambizioso anche da dietro le quinte, anima esterna ma influente per la prossima tornata. Alan Ferrari (PD) Una carriera di diversi lustri nel partito, giovane-vecchio nella nuova truppa di maggioranza a Montecitorio, bersaniano privo di vizi logorroici. Ha promosso lesperienza del governo Monti e votato Napolitano, ma non Marini, per la Presidenza della Repubblica. A livello cittadino prover ad arginare la potenza della forte destra del partito; mediando, senza scontri. Andrea Zatti (CSX) Giovane professore di economia, ha tre figli. Gli appassionati di pallaca-

Movimento 5 stelle ed perci ignoto ai pi. Probabile candidato in pectore che potr contare sullappoggio di Beppe Grillo e, probabilmente, di altre realt associative pavesi. Impossibile vinca le elezioni, probabile si riveli un flop. Lus Alberto Orellana (M5Sbeppegrillo.it) Leader nazionale della minoritaria corrente dialogante del suo partito. Unico in grado di smussare le tendenze isolazioniste dei cinque stelle per circondare limbattibile

Cattaneo. Le persone con cui trasversalmente dialoga potrebbero convincerlo a fare patti di desistenza; ugualmente non ci si aspetta troppo da questo capo tranquillo, non in grado di portare troppi voti a un candidato privo del brand Casaleggio. Giuseppe Polizzi Presidente di Arcigay provinciale, forse capace di spostare voti nel folto sottobosco LGBT(Q) cittadino seppur molti lo sopportino a mala-

el 2014 a Pavia ci saranno le elezioni comunali e gli interessati, se protetti dallanonimato, parlano a ruota libera. Il centro coalizzato con le destre presenter con ogni probabilit il sindaco Cattaneo. Il centro coalizzato con le sinistre si affider invece alle primarie per decidere un nome. Oggi questa coalizione di centro-sinistra non esiste n esistono candidature o la certezza di primarie. Forse i partiti che parteciperanno avranno gli stessi nomi di oggi (SEL, il PD, comunisti vari, che fine faranno da qui a pochi mesi?). Sicuramente fioriranno diverse liste civiche. Eppure discorrendo con i papabili per la prossima poltrona di primo cittadino qualcosa emerge chiaro: c una frattura, non solo generazionale, allinterno del maggior partito di opposizione in citt; una frattura che prescinde dalle classiche correnti nazionali. La dialettica ex-Margherita\ex-DS, il dramma epico veltroniani\dalemiani, la nouvelle guerre renziano-liberali\apparato-socialisti qui non centrano molto. I massimi dirigenti, che in questo paesone lasciano scivolare la lingua con una certa facilit e senza lausilio di alcolici, palesano la frattura con forme strane; cos i rispettosi disprezzi si esplicano senza ulteriori filtri tra colleghi. Ottini, bel lavoro con la CGIL, ma pare non gli importi del partito insinua uno sullo sportivissimo consigliere. Brendolise, persona comunque onestissima (geniale il comunque) sibilla un altro sulluomo dai mille incarichi. Ricci, che purtroppo ha preso pochi voti (purtroppo, come no) finta il terzo sullinesperto segretario cittadino. Lazzari, che certo reputo abbastanza leale, abbastanza ma non di pi, del resto il consigliere democristiano. Castagna (il capogruppo in Consiglio, ndr) forse troppo distante dalle correnti di maggioranza forse s, forse no. Migliavacca brava, ma fa politica da troppo poco tempo effettivamente s, dopo la sconfitta alle parlamentarie. Giuliani certo integerrimo, ma di sinistra non ha nulla; e chi ha detto che al PD serva la sinistra? Tra i democratici, non solo nazionali, laria da resa dei conti marcia da far schifo: gli eletti a Roma, gli onorevoli Ferrari e Scuvera, difficilmente faranno ritorno; del disastro Capitelli (lex sindaco) nessuno vuole parlare; Bosone, due volte Senatore della Repubblica e Presidente della Provincia, sembra fuori dai giochi: una risorsa, ma dopo la batosta delle regionali dovrebbe star fermo un giro, confessa un esponente della sua stessa corrente. Correnti, cordate, gruppi che sempre pi si stanno mescolando e non solo nel PD. I rispettosi disprezzi vanno di moda anche negli ambienti extra consigliari, dove tra figure pi o meno politiche certo non mancano esponenti e grandi elettori. Anche loro non necessitano del pentothal per sbottonarsi: Missaglia, sinceramente non lo conosco proprio, del resto un professore troppo spesso allestero; Gatti era bravo a inizio anni 90, non so se pu essere ancora di aiuto, si esprimono i sellini sul fu amministratore ex-comunista . Ancora sul giornalista Giovannetti: Forte sui temi della legalit, ma una testa calda oppure non si farebbe mai appoggiare da noi, ma anche, dal PD, ha ragione su molti dei nostri. Cosa avvenga a cena nei salotti in cui troppo velocemente cambiano i commensali difficile da intuire. Il pi loquace tra i consiglieri gi interpellati non ha certezze: se si faranno le primarie spero ci saremo accordati tutti su un nome o potrebbe andare in qualsiasi modo. Anche se si candidano pi di quattro o cinque persone? Se in tanti si metteranno a disposizione, tutto pu succedere. Sulle date ognuno ha unopinione, chi dice novembre, chi vorrebbe aspettare il congresso nazionale; Castagna sicuro, purtroppo le primarie ci saranno solo a gennaio, confessa con il piglio di chi ha fatto i conti. Mentre passa il tempo, diversi indipendenti vengono sussurrati nei pi improbabili locali della citt. Vista la situazione, un outsider avrebbe forse possibilit? Sicuramente un PD cos spaccato sta pensando a una soluzione di questo genere, idea che accarezzano probabilmente in molti.
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P A n d t v l a c p c o f s n u v C s v

"... ma adesso ne sono campioni olimpici." A.Volta

Periodico Numero 74 Giugno 2013


Alessandro Cattaneo (PDL) @alesindaco, sorridente PR con velleit da grande statista. Partito in sordina come soluzione di ripiego del potere abelliano ormai sul viale del tramonto, si smarca presto dalle origini grazie alla guida di figure illuminate, di rilevanza nazionale,

locale
Antonio Bobbio Pallavicini (CDX) Luomo di Filippi nella giunta, assessore allo sviluppo economico (diverse le assortite deleghe). Proprietario del celeberrimo Nirvana, notoriamente benevolo verso Reduce dallavventura disastrosa di FLI, dopo il divorzio dal sodale Adenti siede nel gruppo misto, a testimonianza del suo status di indipendente rispetto al becerume della destra italiana. Mosca bianca. Giovanni Demaria (CDX) Si parla tanto di gioco dazzardo e chi ti piazza in consiglio comunale Filippi? Un dirigente di una grande azienda attiva nel ramo slot machines, Royal Games. Impeccabile. Qualcuno vuole scommettere sulla sua rielezione? Rien ne va plus, i suoi voti dovrebbe essere in grado di procurarseli. Rodolfo Faldini (PDL) Pavido bevitore di Cola Light, si distingue per la lotta (fallita) al baby alcolismo e per la splendida prestazione a nascondino con Centinaio. Durante il suo assessorato alle politiche giovanili ha distrutto lintera area associazionistica giovanile che

ri e Conti) ha pi di una volta dato dei grattacapi al sindaco, tra polemiche e assenze. Gianmarco Centinaio (Lega) Ex vicesindaco e assessore alla cultura, ora planato in Senato sulle ali del carroccio. La convivenza forzata con il mondo della cultura (gestita con approccio massimalista e in funzione di marketing) non ha

quali la Gelmini e Alfano. Epiche e coraggiose le sue battaglie (abbandonate e inconcluse) per formattare il PDL, dai quartieri popolari alle poltrone di Ballar senza perdere lo charme. Gentile con tutti, pi scaltro di quel che appare. Grande popolarit personale, enorme ambizione fomentata dalla reggenza dellANCI (appena ricevuta). Ettore Filippi (attualmente CDX) Ex poliziotto eroe anti terrorista (arrest il capo delle BR, Moretti), ex carcerato, ex vicesindaco con il centro sinistra, nuovamente indagato, consigliere nel Cda del San

lambiente di feste e discoteche varie, con buona pace di associazioni culturali disallineate rispetto alla cultura dance. Ambizioso. Fabrizio Fracassi (Lega) Lassessore sulla poltrona che scotta: prima allurbanistica, rischia seriamente il posto dopo lesplosione degli scandali Green Campus e Punta Est (transitati allomonimo ufficio); la Lega, suo partito, lo salva, ma lo stesso Cattaneo segretamente a non volersi privare di un uomo di fiducia. Ridimensionato dopo il rimpasto con lattribuzione di deleghe di minor peso, tuttora discusso, far ancora discutere. Pietro Trivi (PDL) Highlander; silurato dopo lo scandalo Ndrangheta, va a processo per voto di scambio e ne esce assolto, reintegrato alla poltrona di assessore

smussato lintegrit morale di un vero padano che, quando si tratta di sparare sugli immigrati, si fa sentire, eccome. Fausto Bazzani (Lega) consigliere leghista, lapoteosi di un modo di fare politica tutto improntato alla difesa di minoranze discriminate quali terroni, musulmani e negri. Probabilmente sente di venir meno al mandato affi-

si era creata con le precedenti giunte, depotenziato lo SpazioGiovani comunale e sovvenzionato gli oratori. Non gli basteranno dieci Ave Maria per lassoluzione. Luigi Greco (PDL) Ex assessore ai lavori pubblici, ora capo di gabinetto di Cattaneo in attesa che si definisca la partita interna al PDL. Potentissimo, il vero sindaco sussurra un consigliere di

Matteo, consulente legale di imprenditori indagati, consigliere a sua insaputa in strane fondazioni sanmarinesi, conoscente di tutti, pi onnipotente di quel che si pensi, dominus della lista Rinnovare Pavia. Dialogante, ghignante, chi tocca le poltrone dei Filippi muore politicamente. E successo alla non rimpianta Capitelli, congedata con una manovra spettacolare (dimissione di met del consiglio), orchestrata mentre si discuteva del rinnovo del consiglio dellospedale. Piero Sandro Assanelli (PDL) A dispetto della dichiarata provenienza dallarea cattolica, pi volte dimentica il cristiano significato dei termini servizio e sociale, dovrebbe esserne assessore. Notoria lumanit dimostrata di fronte allemergenza casa: sgomberi, licenziamenti punitivi nei confronti degli occupanti, rifiuto di dialogo, se ti sfrattano non nel suo ufficio che riceverai aiuto. Controlla intere scuole, sposta voti.

al commercio con tante scuse. Pi potente di prima, un avvocato di destra che sa gestire le sue carte con una dote rara: la pazienza. Niccol Fraschini (CDX) Espressione della destra europea, liberista, a volte ingenua ma sempre coerente con il credo economico della scuola di Chicago: meno Stato.

maggioranza. E non ha torto: Greco artefice del successo del centro destra a pavia ovest, ha cresciuto un vivaio di giovani promesse della politica locale tessendo una fitta rete di consiglieri di quartieri, tra i quali ovviamente Cattaneo. E il sindaco sa bene a chi deve la sua poltrona. Valerio Gimigliano (PDL) Folkloristico consigliere Pdl, celebre per le intemerate a tratti grottesche, pi spesso incomprensibili, in Consiglio comunale. Dietro laspetto naive alla Cetto LaQualunque c di pi: chiacchierato, viene dal nulla, ma in maggioranza si fa sentire, spesso in controtendenza (senza peraltro dichiarare perch, riguardo a cosa, e con quali intenzioni). La sua banda dei quattro (oltre a lui Labate, Arcu-

datogli dai suoi elettori se in ogni consiglio non omaggia le suddette categorie con una grazia degna del miglior Alvaro Vitali. Voi state dalla parte dei cammelli, cos, sobriamente, stronca chi critica la sua visione progressista del mondo. Raffaele Sgotto (PDL) autorevole presidente del consiglio comunale, con la virt dellincazzatura. Si incazza sempre, con lopposizione, la maggioranza, i dissidenti e i fedelissimi, i pacati e le teste calde. Da il meglio di s in pre-

"prego, inserire floppino" Cit. Bender/@AleSindaco

locale
spalle da figlioli non tanto prodighi. Ma non temete, Abelli conta ancora tanto nei cda dove si pu spartire poltrone tattiche, nobile obiettivo di svariati paladini disinteressati delle istituzioni, e tanti questo lo ricordano bene. Da romanzo harmony il suo rapporto con Cattaneo: Abelli lo cresce e lo lancia, Cattaneo ringrazia e rinnega il suo padre putativo, la storia prosegue tra innumerevoli riavvicinamenti e litigi, veri o presunti. Francesco Irianni (Destra) Gioviale sosia del duce, uomo che dichiara le proprie idee fin dal punto di vista visivo, rimarcandole puntualmente con eleganti camicie perennemente nere. Riesce comunque a dialogare fraternamente

Periodico Numero 74 Giugno 2013

senza di pubblico, soprattutto se parlante e contestante. Chiamate la polizia! il suo grido di battaglia. Deve il suo posto a un notevole pacchetto di voti, unito a unabilit senza pari nelluso della campanella. Luca Filippi (CDX) ex consigliere comunale, presidente di ASM Lavori, siede in cda di ASM. Figlio darte, ovviamente. Custodisce gelosamente il pacchetto di voti ereditato dal padre, pronto a metterlo in gioco se il rinnovo del cda, oramai prossimo, si rivelasse meno scontato del previsto. Mario Melazzini (PDL) medico, malato di SLA, assessore regionale alle attivit produttive. Potente nella sanit, originariamente a lui destinata prima del prevalere di Mantovani (coordinatore regionale Pdl). Uscito indenne da polemiche,

Ma tutti gli altri?

Pavia, nel 2014, si svolger una strana battaglia. A Dx avremo il "formattatore" Cattaneo in cerca di una riconferma (altrimenti il pargolo andr a casa con la carriera politica stroncata), nel PD un nome non ancora noto (probabilmente PD+SEL supporteranno un nome "civico"). Voci di corridoio raccontano di un M5S pavese diviso e indebolito sia dagli impegni istituzionali che dalle ripercussioni a livello nazionale, con un gruppo di volontari e operativo troppo piccolo per gestire adeguatamente qualsiasi altra cosa rispetto a ci che gi hanno: non va per sottovalutato perch il voto di opinione potrebbe aggirarsi intorno al 10%, qualsiasi sia il candidato, programma o efficacia della campagna elettorale. A giocare fuori dai 3 schieramenti principali (a livello NAZIONALE), troviamo una assemblea costituita dalle liste civiche "Insieme per Pavia" (Veltri, Gionannetti, Ferloni...) e "La piazza e il ponte" (Damiani), Comunisti vari (Rifondazione Comunista in testa) e liberi cittadini (cani sciolti direbbe qualcuno): Pavia Progetto Comune. Non chiaro se si presenteranno e in quale forma alle amministrative ma questo schieramente potrebbe avere dalla sua tra un 6% e un 15% (10% per alcuni) e un ipotetico tetto massimo (parliamo di partita perfetta) 20%: abbastanza per andare al ballottaggio se il PD giocasse male se sue carte. Quella di Pavia potrebbe essere una partita a quattro tra PdL e PD/SEL, M5S,PPC (spesso gli elettorati qua sono sorapposti) ma pi probabile che sar na partita a due. D'altronde ci sono ancora nove mesi e in tre successo il finimondo...
Katya Shu

anche giudiziarie, riguardo alle cure valide per la sua malattia. Vittorio Pesato (PDL) Una vita per la politica, legato agli ambienti universitari nonostante una carriera non brillante, il suo pacchetto di voti nasce tra le fila di azione universitaria. Da l una carriera fulminante e ondivaga che lo porta in Consiglio regionale, dal quale fallisce la rielezione. Per mesi fiero oppositore interno di Cattaneo, per sua colpa ha perso le regionali. Pare che il messaggio (o meglio i voti dirottati su Melazzini) sia passato, tant che lesuberante Pesato ora tornato a Canossa, sottotono, pi dialogante e disponibile.

tra i banchi dellopposizione durante consigli comunali in cui allocchio esterno pare annoiarsi; esclusi i momenti in cui parla di politica vera (e colloqui di lavoro) con i suoi pittoreschi ospiti. Matteo Mognaschi (Lega) Partito un vice-sindaco se ne fa un altro, sempre di area leghista per cementare la duratura alleanza. Giovane, meno sanguigno e ululante di

Manovre di fine mandato

Giancarlo Abelli (CDX) Il Faraone; deus ex machina del Pdl lombardo, parlamentare, caduto in disgrazia a causa di un mix di scandali giudiziari e pugnalate alle

tanti compagni di partito, cela tra le pieghe dei secondi nomi un pantheon culturale di tutto rispetto, un vero monumento alla destra: Adolfo Maria. Considerato trasversalmente alla stregua di una figurina.
Team Locale - Kronstadt

iccole e grandi manovre in atto nel centro-destra pavese che si avvia alla conclusione del primo mandato da sindaco per Alessandro Cattaneo. Il giovane e telegenico primo cittadino, enfant prodige di un Pdl in crisi di identit, pare aver riacquistato una certa passione per il suo ruolo e punta alla rielezione, ovviamente non prima di aver visto sfumare una dopo laltra tutte le ulteriori ambizioni personali. Formattatore ben presto ridotto a dare miti consigli in seguito alla rinascita elettorale di Berlusconi, ben noto come il salto di qualit a livello nazionale non sarebbe dispiaciuto a un Cattaneo che per questo si speso anche oltre le innumerevoli apparizioni televisive. Un Pdl avviato a una batosta elettorale (poi meno devastante di quanto previsto) mostra subito la sua indisponibilit a garantirgli un posto in parlamento, e cos pure Scelta Civica per Monti risponde picche alle richieste del sindaco di essere inserito come capolista nel collegio Lombardia 3. Ambizioni frustrate anche a livello regionale: Bobo Maroni propone Cattaneo come vicepresidente (felice di affiancarsi una personalit attira-simpatie e malleabile) ma di nuovo il Pdl lombardo non ci pensa proprio e impone per la carica il pi arcigno e influente coordinatore regionale Mario Mantovani. Non rimane, al nostro sindaco, che rimandare al futuro il salto di qualit nazionale (annusato con la reggenza dellAnci) e puntare al secondo mandato, consapevole che uneventuale sconfitta alle comunali 2014 stroncherebbe la sua carriera sul nascere. Alle spalle quattro anni di governo trascorsi tra disinteresse, incuria e approssimazione in molti ambiti della cura della res publica, scandali giudiziari (ndrangheta e urbanistica) potenzialmente letali, bypassati con finta ingenuit nonostante responsabilit chiare, come lappoggio incondizionato a Fracassi nella querelle sulle lottizzazioni abusive, scandali tuttavia non evidenti allelettorato. Attorno a questo candidato politicamente debole ma mediaticamente fortissimo (ed quello che conta) si stringe a coorte il centrodestra pavese che ripresenter la solita alleanza Pdl-Lega + Fratelli dItalia e ex-AN assortiti. A corredo una sola lista civica, imperniata intorno alla figura di Cattaneo; pochi o nessun politico (lapolide Fraschini, il sodale fin dai tempi dei consigli di quartiere Greco), molta borghesia di destra. Girano voci di divergenze interne alla famiglia Filippi, vale a dire laltra importante lista civica, Rinnovare Pavia. Luca Filippi pare intenzionato a far confluire i voti e i rapporti costruiti dalla poltrona dellASM nel Pdl, diventando organico al partito. Il padre Ettore, traballante per questioni giudiziarie (ancora aperta unindagine nei suoi confronti per associazione a delinquere e truffa) e forte del suo pacchetto di voti, medita invece di non ripresentare esplicitamente la lista, puntando pi a infilare nelle liste altrui uomini legati a lui. Lobiettivo minimo consolidare la pattuglia in giunta, ad oggi limitata a due consiglieri e un assessore. A tal proposito acquistano spessore le voci di un accordo in corso dopera con la banda dei quattro dei discussi e non allineati Gimigliano, Labate, Arcuri e Conti. Intanto escono i primi manifesti elettorali.
Riccardo Catenacci

c c t s u r s l m d v n a s e p s s f l e t l Q l A p g

"no, non amo ci che sotto il mio meridiano/ da piccolo odiavo l'inquilino del primo piano"

Periodico Numero 74 Giugno 2013

eserciti e resistenza
Uno Stato senza esercito?
succede nel mondo. I Paesi oggi senza esercito sono 24, gli Stati pi piccoli si affidano solitamente per la difesa a Stati pi grandi: Andorra a Francia e Spagna; la Citt del Vaticano all'Italia; il Principato di Monaco alla Francia; il Liechtenstein alla Svizzera; le Isole Marshall, la Micronesia e Palau agli Stati Uniti; Nauru all'Australia; Samoa alla Nuova Zelanda; Kiribati ha accordi sia con l'Australia che con la Nuova Zelanda. A questi si pu aggiungere l'Islanda, che ha un accordo di difesa con gli USA. Barbados, Dominica, Rica, Isole Salomone, Mauritius, Panama, Tuvalu e Vanuatu rimangono demilitarizzati. Dal punto di vista della sicurezza interna bisogna dire che molti di questi Stati hanno corpi di polizia con forze speciali di vario genere, con prerogative che in altri Paesi sarebbero dell'esercito. Si potrebbero quindi tenere i soldati nelle piazze in sostegno alla normale polizia -i carabinieri sono gi parte dell'esercito, per dire- con la notevole differenza che essi verrebbero formati per questo scopo, al contrario di quanto accade ora.

Sembra impossibile, ma gi 24 Paesi nel mondo sono senza

vere un esercito non sinonimo di guerra, tant' che la nostra vicina Svizzera possiede un esercito dei pi moderni e non fa guerre da secoli... Vero, ma la Svizzera un Paese particolare (ad esempio possiede una flotta mercantile pur non avendo sbocchi sul mare), che mantiene attiva una milizia per difendersi da eventuali attacchi esterni e che a marzo ha respinto il referendum per l'abolizione della leva obbligatoria, che in Italia non esiste pi gi dal 1 gennaio 2005. Ma il punto non tanto il partecipare a guerre o meno (cosa che l'Italia comunque fa, peraltro: al 24/04 abbiamo 5254 soldati in 27 diverse aree del mondo) ma quanto costa il semplice fatto di avere un esercito. I 14,64 miliardi di euro stanziati dall'Italia per il 2013 in Funzione Difesa -la parte del Bilancio della Difesa rimanente una volta sottratte le spese per le pensioni di chi lascia le Forze Armate e i fondi per la sicurezza pubblica (i Carabinieri), ovvero la parte effettivamente utilizzata per Esercito, Aeronautica e cos vianon sono pochi. chiaro che abolire l'esercito non significherebbe automaticamente guadagnare quei 15 miliardi, ma di certo sarebbe possibile dirottare parte di questi fondi su altri ambiti. Si tratta insomma di dare un nuovo e pi moderno significato al concetto di difesa, che includa l'aiuto e il sostegno alla societ e all'ambiente, abbandonando la prospettiva militare. Diamo un'occhiata veloce a cosa

tizzazione uno dei pi alti del Sud America (96%) e con la cultura cresciuta anche la consapevolezza ambientale (il 27,9% del territorio parco nazionale), migliorato il sistema sanitario nazionale, aumentata la produzione industriale, sono migliorate le pari opportunit. La migliore scolarit ha fatto s che crescesse una societ pi stabile, cosa che ha permesso al Costa Rica di evitare i conflitti che negli ultimi decenni hanno flagellato la regione. Il presidente costaricano ha perfino convinto il confinante Panama a fare la stessa cosa e ora i due Stati si vantano di avere il confine pi sicuro del mondo. Insomma, mentre finora sono state le guerre a far nascere nuove tecnologie e spingere alla sperimentazione, forse giunto il momento di seguire una via diversa. D'altronde siamo parte dell'Unione Europea, che l'anno scorso ha vinto il Nobel per la pace.
Saul Hoffmann

Grenada, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadine e Santa Lucia fanno parte del Regional Security Sistem, un accordo internazionale per la difesa della regione orientale dei Caraibi. Haiti sta pensando di ripristinare l'esercito dopo averlo smantellato nel 1995, mentre Costa

Ma i vantaggi sarebbero soprattutto altri. Il Costa Rica, l'esempio pi celebre e citato, senza esercito dal 1948. Ha dirottato le spese per gli armamenti sul sociale e sull'istruzione, tanto che oggi ha sei universit per 3 milioni di abitanti. Il tasso di alfabe-

Note: [1] http://www.difesa.it/OperazioniMilitari/Documents/SIT_ANNO_2013_al_24Aprile2013.pdf [2] http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Bilancio-d/Bilanciofinanziario/2013/DisegnodiBilancio/AllegatoaldisegnodiBilancio/12_-_ Allegato_tecnico_-_Ministero_della_Difesa_-_DLB_2013-2015.pdf (pag.5)

Antifascismo nel XX secolo:


Gli Arditi del Popolo

uando si parla di antifascismo e di reazione antifascista, si tende spesso a confonderlo con forme di dissenso e di reazione che prendono di mira i semplici ritorni formali, se vogliamo estetici, di simboli e frasi che si richiamano ad un'esperienza storica ben precisa. In realt ci che dovrebbe spaventarci sono i movimenti e i partiti che velatamente ripropongono le medesime dinamiche politiche all'insegna dell'autoritarismo e del rifiuto del diverso, se non la sua eliminazione, non necessariamente fisica ma anche sociale. Sarebbe oltremodo sbagliato non tener conto del tessuto economico che, con la crisi, ha portato il malcontento e la povert sulle fasce deboli. Dunque il vero fascismo che ci deve spaventare il fascismo di stato, che strumentalizza i fanatici a proprio piacimento e che promuove diverse forme di autoritarismo e repressione, spesso con l'ausilio delle forze armate. Qui, dunque, mi preme riportare l'attenzione sull'esperienza degli Arditi del popolo, ma non c' spazio per addentrarci nel dibattito storiografico; prima di procedere lascio so-

lo un ammonimento: la storia la scrivono i vincitori e all'opposto i revisionisti negano l'evidenza dei fatti. Solo la sete di conoscenza e di studio pu far riemergere la verit, grazie alle fonti e ai documenti. Gli Arditi del popolo nacquero da una scissione dell'associazione nazionale arditi d'Italia (resa celebre dal Poeta G. D'Annunzio), per iniziativa dell'anarchico Argo Secondari, ex tenente dei reparti d'assalto nella prima guerra mondiale. Sorsero in molte citt: Pavia, Parma, Piacenza, Vercelli, Brescia, Bergamo, Torino, Firenze, Catania, Taranto...e molte altre. La geografia di queste organizzazioni assunse diverse sfumature in base ai luoghi e alle tradizioni cittadine in cui andavano inserendosi. Capit che si appoggiassero alla Lega proletaria o ad alcune sezioni di partito legate al PSI al PcdI, oppure ad altre forme di associazionismo; ufficialmente la nascita di questo fenomeno si colloca negli ultimi giorni del giugno 1921 a Roma. Il governo allora in carica era presieduto da Ivanoe Bonomi preoccupato dall'insorgere di queste organizzazioni e frettoloso di trovare

un alleanza tra fascisti e socialisti, che si concretizz un mese dopo nel cosiddetto Patto di Pacificazione. Ma chi erano e cosa fecero gli arditi? Molti erano ex combattenti, certo, del resto provenivano dal servizio di leva della prima guerra mondiale e dunque le loro attitudini erano talvolta caratterizzate da autoritarismo e gerarchia; non avevano una preparazione politica, ma come gi detto si staccarono dagli Arditi d'Italia e mirarono ad organizzarsi per opporsi al fenomeno dello Squadrismo fascista a difesa dei proletari. Osteggiati dal PcdI, bench ammirati Lenin e guardati con simpatia dagli anarchici, non riuscirono ad allargare la loro lotta, a causa delle antipatie (mancato inquadramento nel partito!) e della scarsa abilit di diffondere le loro idee, poich il loro giornale annover soltanto un'uscita, il 17 novembre del 1921. Gramsci ne aveva riconosciuto due tipologie: quella agraria irriducibile e quella metropolitana pi politicizzata disponibile alla trattativa; ottennero molte vittorie ma non fu possibile fronteggiare il fascismo che, nato come fenomeno parastata-

le, era riuscito da tempo ad entrare in parlamento. Solo Parma oppose una strenua resistenza a suon di barricate nell'agosto del 1922, grazie ad un fronte unito nella lotta per la sopravvivenza.

L'Arditissima Anarchica

Per saperne di pi: Andrea Staid, Gli Arditi del Popolo. La Prima Lotta Armata contro il Fascismo, 1921/22; Sicilia: edizioni "La Fiaccola", 2010; Francescangeli E., Arditi del Popolo: Argo Secondari e la Prima Organizzazione Antifascista, 1917/22, Roma: Odradeck, 2000; Rossi M., Arditi non Gendarmi! Dall'Arditismo di Guerra, agli Arditi del Popolo. 1917/22, Pisa: BFS 1997; Antonioli M. - Masini P., Il Sol dell'Avvenire, Pisa:BFS, 1999; Spriano P., Storia del Partito Comunista: da Bordiga a Gramsci, Torino: Einaudi, 1997.

"Questo il mio fucile, ce ne sono tanti come lui ma questo il mio!" Bravo, l'importante che anche le sue pallottole siano per te.

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A

strumenti
ma nel fare un mero tentativo. Il tentativo di espansione del cerchio della responsabilit attraverso una redistribuzione dello sforzo morale che porterebbe ad un nuovo equilibrio, creato grazie a quelli che qualcuno definirebbe mediatori morali. Abbiamo mai riflettuto sul fatto che l'inquinamento un contro, conseguenza di tanti pro? questo il prezzo da pagare per il nostro caro progresso? Ma soprattutto: questo Progresso? La moderna tecnologia ha portato a conseguenze sociali ed economiche che le vecchie politiche ed etiche non sono pi in grado di contenere. Forse sarebbe opportuno parlare di diritto-dovere della conoscenza perch pare abbastanza tollerato e giustificato accettare intellettualmente il fenomeno in atto, ma ci scontriamo ripetutamente con la difficolt estrema di accettare la nostra responsabilit per un crimine di tale portata. Nella societ moderna manca un discorso all'altezza della sfida bioetica contemporanea, manca una ricostruzione etica e culturale che rifondi le strutture stesse della relazione tra libert e responsabilit. Le sfide economiche, tecnologiche e ambientali attuali, impongono un'etica della responsabilit che gran parte della societ ha cessato di fare proprie.
Silvia Alletto

Periodico Numero 74 Giugno 2013

Sfruttamento ambientale

ll'inizio degli anni '70 la rapida crescita dell'industrializzazione e il sempre pi rapido esaurimento delle risorse naturali ha portato ad un mutamento di sensibilit nei confronti di quel determinato ambiente (non prodotto dall'uomo, ma di cui l'uomo stesso fa parte) che solitamente siamo abituati a chiamare natura. L'alterazione dello strato protettivo di ozono, il surriscaldamento dell'atmosfera (il cosiddetto effetto serra), la desertificazione, le piogge acide, l'erosione e l'aumento di salinit dei suoli e sottosuoli hanno posto in discussione il modello di sviluppo industriale e hanno spinto a interrogarsi sull'esistenza di obblighi morali verso altre entit non necessariamente umane, ma non per questo insignificanti. Biosfera, ecosfera, ecosistemi. Oggetto, dunque, di considerazione morale non dovrebbero essere soltanto i singoli organismi viventi, ma anche quelle entit collettive prive di una vita biologica, le quali per, alla stregua di chi una vita (nel senso comune del termine) la possiede, sono in grado di produrre e riprodurre la propria struttura organizzativa. Proviamo a cambiare prospettiva, a superare la contrapposizione tra concezioni antropocentriche e posizioni non-antropocentriche e spingerci piuttosto alla piena identificazione col tutto, che non significa entrare in empatia con una pietra o cercare di mettersi nei panni di un oceano,

Portobello, portofresco?

Il punto sul Metodo Stamina

odena: una serie di associazioni di volontariato costruiscono insieme una specie di supermercato che vende prodotti con punti accumulabili su una tessera che vengono dati con del lavoro presso il punto vendita stesso. Le tessere sono date in funzione delle condizioni familiari. evidente che il sistema qua progettato abbia delle lacune (lacune che non si ha intenzione di colmare, in quanto non credo sia un progetto che si voglia mantenere a lungo, ma piuttosto un intervento immediato e provvisorio). C' chi collocherebbe quest'idea a met tra lo sfruttamento e la carit con un pizzico di autogestione. La questione che pi mi preme non definire precisamente cosa sia questo spazio, ma capire quali siano i suoi possibili spunti nel bel mezzo dell'attuale crisi economica, sociale e culturale. Cominciamo col contestualizzare cosa un supermercato. Il supermercato uno spazio socioeconomico dove gran parte della gente va a fare le proprie compere per i propri bisogni di base (igiene e cibo sopratutto). Si tratta quindi di uno dei principali punti di scambio tra consumatore e produttore: ci che NON presente al supermercato di solito NON viene acquistato (ovviamente ci sono le eccezioni, ad esempio l'azienda Carli). Ne deriva che il suo controllo sulla popolazione che si serve di esso possa avere un effetto positivo o negativo: pu, per esempio, limitare l'egemonia culturale dei brand multinazionali o favorire un tipo di economica sostenibile, locale e controllata. Capire che le modalit di approvvigionamento dei beni che offre il supermercato ha notevoli vantaggi, per chi immerso nel sistema odierno di consumismo, vuol dire capire che le persone possano fare la scelta giusta nelle giuste condizioni. In secondo piano abbiamo il target di riferimento di questa iniziativa: famiglie e individui sotto la soglia di povert che, in mancanza di un lavoro stabile e retribuito a dovere, preferiscono donare qualche ora di lavoro per del cibo. Vogliamo chiamarli proletariato o sottoproletariato? Fate voi, l'importante misurarsi con le esigenze delle persone che si vogliono coinvolgere nel cambiamento che questa crisi economica ci offre: rendersi motore e casa per l'alternativa. L'ultimo punto principale di spunto riguarda i luoghi di creazione di analisi e condivisione, ossia i luoghi di resistenza. Con l'individualizzazione che il capitalismo porta in grembo, piano piano, la possibilit di organizzarsi per opporre resistenza fisica e sociale al proprio primato stata eliminata. Gli orari di lavoro ridotti, i frequenti cambi di personale e la componente etica dell'istituzione portobello fanno s che il luogo dia un ottimo veicolo per la sperimentazione economica e comunicativa. Potremmo prendere questi lati positivi e trasformare le varie esperienze del consumo in citt in un cardine che permetta alle persone di acquistare beni per i propri bisogni; potremmo usare questo volano per una piccola rivoluzione pavese, sociale ed economica.
Andrea Michielon

Un intricato caso mediatico


Marino. Qui Vannoni fa l'incontro pi importante: Marino Andolina (Trieste, classe '46, fino al 2011 direttore del Dipartimento trapianti dellospedale Burlo Garofalo), medico volontario in zone di guerra , primo pediatra italiano ad eseguire trapianti di Midollo nel 1984 (prima ancora della sua regolamentazione); primo al mondo ad aver curato una malattia genetica con staminali da placenta nel 1986; ha insegnato ad effettuare i primi trapianti a Pavia, Genova, Samara, Belgrado e Baghdad. Andolina, entusiasta del metodo, far presente a Vannoni anche il fatto che la terapia assimilabile ad un trapianto e pu non essere considerato come un farmaco; questo uno dei punti pi controversi della vicenda. A differenza di un trapianto, un farmaco ha tutto un iter di sperimentazione abbastanza ben definito (ne abbiamo trattato su K72). Ad ogni modo, anche grazie a tale ambiguit, il metodo viene praticato fino agli inizi del 2013 come cura compassionevole presso l'Ospedale di Brescia ed stato sospeso in seguito ad una ispezione dei NAS e dell'AIFA che rilevarono il mancato rispetto dei requisiti di sicurezza e igiene nonch la mancanza di documentazione della legge. bene a questo punto chiarire che non si trattava (giustamente) di una cura palliativa, ma di una cura compassionevole per la quale, nel caso di farmaci, sono necessari studi scientifici rigorosi sulla non letalit, mentre sul metodo gli unici dati ufficiali sono relativi a 5 pazienti delle clinica triestina con esiti certamente non positivi [1]. Molte eminenze scientifiche come il Nobel per la riprogrammazione delle staminali adulte Shinya Yamanaka, l'accademia dei Lincei o Nature hanno avanzato pesanti critiche; sullinfluente rivista scientifica americana apparso, in particolare, un editoriale anonimo che criticava aspramente il metodo Stamina, il Governo Italiano (per la prima versione del Decreto Balduzzi che non trattava il metodo come un farmaco) e, udite e udite, il Vaticano, a causa di un meeting a favore della sperimentazione con staminali adulte (come quelle mesenchimali del metodo stamina). Il Vaticano ha successivamente preso le distanze dal metodo Stamina, mentre risulta chiaro che il loro appoggio alla ricerca con staminali adulte funzionale alla loro avversione (dimostrata con il referendum del 2005) alla sperimentazione con cellule embrionali. Prevedibile ad ogni modo l'atteggiamento complottista tenuto dai padri del metodo Stamina, bene per tener presente come diversi fattori fanno invece pensare a come una

l "Metodo stamina" una terapia per malattie neurodegenerative non riconosciuta dalla comunit scientifica, basata sulla somministrazione di cellule staminali mesenchimali (trattate in modo da diventare cellule neuronali), portata avanti dalla Stamina Foundation fondata nel 2009 da Davide Vannoni, professore associato di Psicologia generale presso la facolt di Lettere dell'Universit di Udine. E' diventata, grazie soprattutto all'eco mediatica del programma Le Iene, una tra le vicende mediche pi eclatanti e controverse degli ultimi anni. Nel 2004 Vannoni vittima di una paresi facciale che lo porta in Russia, dove viene curato con cellule staminali mesenchimali. Decide quindi di portare tale modalit terapeutica in Italia. Nel 2007 la giunta della Regione Piemonte delibera un finanziamento di 500 mila euro a favore del progetto per l'apertura di un laboratorio presso l'ospedale San Luigi Gonzaga di Torino. A questo punto Vannoni avvia prestiti e contatta i primi pazienti, mentre i due professori russi che lo avevano curato si licenziano e lo raggiungono. Il finanziamento regionale per non arriva e Vannoni e i suoi proseguono in una clinica privata di Torino fino a quanto la legge europea sull'utilizzo di staminali, colmando un vuoto legislativo italiano, li costringe a trasferirsi a San

gestione aziendalista e poco chiara sia stata tenuta proprio dalla Stamina Foundation sia sulla questione del brevetto presentato (ma non approvato) negli Stati Uniti sia su suoi finanziatori tra cui figura Medestea s.p.a., unazienda sanzionata per pubblicit ingannevole, tralasciando la totale mancanza di rispetto delle regole sulla sperimentazione medica a dispetto di migliaia di ricercatori che in tutto il mondo si occupano di metodi con cellule staminali e che non hanno meritato di certo la ribalta mediatica data a questo caso. Il 23 maggio il parlamento ratifica (tramite il Decreto Balduzzi modificato in senso restrittivo) la sperimentabilit del metodo secondo regole e limitazioni rigorose (si parla di 100 pazienti a fronte di 18000 richieste). Gli eventi sono in corso di evoluzione, i risultati relativi ai casi da quando la terapia ripresa sono in corso di uscita ed elaborazione. Staremo a vedere.
Jco

[1] Vedi http://salute.aduc.it/staminali/notizia/staminali+pubblicati+primi+dati+sui+trattamenti_127054.p hp

t c M d m i n E d c L d I n z p u t a c u e v s l q r p p d s P p a d n p i p S n p p

La tolleranza? Non la si sopportava pi!

Periodico Numero 74 Giugno 2013

cultura
Piccole oasi dai tormentoni estivi
Woodstock nel 69. Si tratta di eventi che si svolgono in pochi giorni o pi e ospitano grandi artisti o piccole band semi-sconosciute. Ci che caratterizza questi raduni spesso latmosfera, perch raramente si tratta di semplici concerti, ma anche di numerose altre attivit extramusicali, di incontro, di festa, di arte e di cultura. Per quanto riguarda la musica pop e rock, pi o meno alternativa, oggi, i festival pi celebri sono il Coachella e il Lollapalooza negli Stati Uniti, lo Sziget in Ungheria e Glastonbury e Reading and Leeds nel Regno Unito, ormai appuntamenti estivi immancabili. Soprattutto in Inghilterra, madrepatria di una certa tradizione musicale e culla delle band emergenti pi interessanti degli ultimi anni, questo tipo di iniziativa molto sentito dai giovani e apprezzato in larga scala. In Italia lattenzione data a queste manifestazioni minore, ma ci nonostante, a partire da giugno fino alla fine dellestate, sono moltissimi i festival e le iniziative a cui possibile partecipare. Il MiAmi (organizzato da rockit.it) nei primi giorni di giugno ospita a Milano artisti italiani della scena indipendente; lo Sherwood Festival si svolge a Padova tra il 12 giugno e il 12 luglio con concerti, incontri e dibattiti. Il 5, 6, 7 e 9 luglio Barolo sede del Collisioni, festival di musica e letteratura in collina: Ascanio Celestini, Ian McEwan, David Grossman, Jamiroquai, Marta Sui Tubi, Elton John, e poi enologia e

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gastronomia. Per tutto luglio si pu trovare a Lucca il Summer Festival, che propone tra gli altri Leonard Cohen, Nick Cave, The Killers, Mark Knopfler e Neil Young. Il Rock in Roma ospita Iggy and The Stooges, Arctic Monkeys, Springsteen e i Deep Purple tra i molti. Dall8 al 12 agosto a Castelbuono (Sicilia), si potranno ascoltare, fra numerose band indipendenti, Editors, The Drums, Suuns e Shout Out Louds. Insomma, di scelta ce n, per tutti i gusti: dai grandi nomi agli artisti minori, dal rock al jazz, dalla musica alla altre arti; basta cercare su internet i vari eventi e controllare le line-up. Qualcosa si trova. E se non ci fosse nulla, c sempre il programma estivo del Circolo Magnolia di Milano, assolutamente da tenere docchio. Se invece si vuole proprio stare in casa, si pu sempre guardare Motel Woodstock di Ang Lee e scoprire lincredibile storia del concerto che ha cambiato la storia.
Marta Novaresi

on larrivo della bella stagione, del caldo, degli esami e delle vacanze, svagarsi diventa una necessit per tutti. Le occasioni certo non mancano, anche solo tra sagre di paese e iniziative varie. Negli ultimi anni per si sta diffondendo anche in Italia la tradizione dei festival musicali, che in Europa e negli States ormai una garanzia, a partire dal capostipite che fu

Il Vajont Elettorale: dialogo con Marco Revelli

me sembra che si sia confermata, anzi accelerata, quella rottura dei contenitori tradizionali politici che era gi in corso da tempo. Marco Revelli, docente di Scienza della Politica all'Universit del Piemonte Orientale, ci accoglie presso il Centro Studio Piero Gobetti a Torino. da poco stato pubblicato per Einaudi il suo ultimo libro, Finale di Partito, in cui ci si interroga sulla crisi dei tradizionali partiti politici. Lo abbiamo intervistato a ridosso delle ultime amministrative. Il risultato delle recenti amministrative dimostra una disaffezione dell'elettorato verso i partiti, quasi a confermare ed ulteriormente avvalorare le sue tesi. Dalle amministrative 2008 alle amministrative 2011 fino alle politiche del 2013 c' un costante flusso in uscita. La differenza tra le politiche e le amministrative che questa volta questo flusso in uscita non stato intercettato dal M5S. Questa l'unica differenza. Non visibile, quindi, ai radar del ceto politico che ragiona solo in termini di valori percentuali - perch i valori percentuali si traducono in numeri di seggi - che quanto a loro interessa. Parlano per da s i numeri. Il PD a Roma ha perso quasi il 50% del proprio elettorato rispetto alle amministrative 2008, nell'arco di due mesi dalle politiche alle amministrative, il Partito Democratico perde intorno a 150.000 voti, mentre il PDL ha perso quasi il 64% dei propri elettori. Sembra per, in queste amministrative, che i due pi grandi partiti riescano di nuovo a polarizzare e a ristrutturare

quel particolare bipolarismo italiano. Direi che sta emergendo una nuova polarizzazione del sistema tra un 50% che sta dentro e un 50% che sta fuori oppure un 30-35% che si identifica con il sistema politico ufficiale e un 65-70% che non si identifica, se vogliamo aggiungere il non-partito M5S. Certo, l'immagine inquietante perch l'impressione di un sistema politico formale che oramai occupa un terzo del corpo elettorale e forse anche meno. La somma degli elettori del PD e del PDL non supera i 16 milioni di voti su 47 milioni di aventi diritto. Mi permette una battuta? Certo. una bella anomalia per un bipolarismo fondersi in un'unica maggioranza. Molti accademici affermano di non preoccuparsi perch nelle democrazie mature come quella statunitense l'astensione molto alta, ci stiamo semplicemente conformando a quei livelli. Forse lei sta esagerando. Padre perdona loro! Non sanno quello che dicono. Intanto i modelli di democrazia europei non sono i modelli di democrazia statunitense: gli Stati Uniti hanno un livello politico che funziona a basso regime di rappresentanza; hanno, per, una forte vita associativa e partecipativa di base a livello di territorio che compensa questo meccanismo. L'Europa funziona in modo diverso: la partecipazione una condizione e una misura della legittimazione. Farla funzionare a basso tasso di legittimazione estremamente pericoloso. Quali sono i motivi di questa crisi? Non possiamo relegarla

solo ad una questione di sfiducia. un cambiamento di paradigmi organizzativi. Essi strutturano le diverse forme di trasformazione dell'io e del noi nelle diversi sedi, nei diversi livelli della composizione sociale, lo strutturano per quanto riguarda le unit produttiva, le macchine amministrative, la produzione di beni e di servizi, la strutturano anche per quanto riguarda la produzione di consenso o la partecipazione. C' un cambiamento sistemico complessivo. Il modello burocratico-formalistico razionale ha caratterizzato il Novecento. Si prenda come esempio la fabbrica taylorista-fordista: il partito di massa si strutturava con una logica non dissimile. Questo paradigma saltato negli anni '80: le societ si sono fatte complesse, i suoi confini pi labili, i processi si sono internazionalizzati. Il modello fordista-taylorista si illudeva di poter costruire isole di ordine in un contesto caotico delimitando il disordine all'esterno. Oggi il dogma diventato convivere con il disordine, diventare pi leggeri, flessibili. I partiti tradizionali sono entrati in crisi. Oggi la macchina del consenso deve convivere con un elettorato effimero, volatile, vibratile; devono praticare forme di marketing perch non riescono pi a fidelizzare l'elettorato come facevano i grandi partiti di massa. Spendono moltissimo per creare la propria immagine, esattamente come le industrie spendono moltissimo nella pubblici-

t e nella valorizzazione del brand. Funziona cos, gi cambiato dentro una dimensione sistemica. Eppure gli elettori non si sentono rappresentati. Esatto. La politica prima tagliava verticalmente l'asse della societ (il lavoro salariato, i ceti medi, i contadini, la borghesia: ognuno con il suo ascensore politico che dal sociale

portava le istanze nelle istituzioni); oggi l'asse ruotato di novanta gradi e taglia trasversalmente i rappresentati dai rappresentanti. I due termini dell'espressione democrazia (dmos e crtos) si sono separati. Il dmos non si illude pi di poter esercitare il crtos nemmeno in forma indiretta delegata e quindi si attrezza per difendersi. Un salto di paradigma, quindi? Si. Sintetizzando la fine del razionalismo occidentale.
Kunta Kinte

Il papa (forse) dichiara che esiste una lobby gay. Maledetta Hollywood.

Reg. Trib. Pv n 594 ISSN 19729669 Stampa: Industria Grafica Pavese SAS, Pavia Chiuso in redazione 25062013 Tiratura 2000 copie 2013, Alcuni diritti riservati (Rilasciato sotto licenza Creative Commons 2.5 Ita byncsa)

relax
Pausa pranzo!

Periodico Numero 74 Giugno 2013


La KRedazione:
Alberto Guglielmino

Short News Service


Nasce a Mosca la scuola di sesso e ci sono gi 130 iscritte. Dedicata alle donne, si concrentra principalmente sul sesso orale, con lezioni pratiche su dildi.
http://bit.ly/1bdifEQ

SNS

ausa pranzo! se ne va in pausa estiva insieme a Kronstadt. Su questo edizione speciale i consigli su dove fare (o non fare) merenda per combattere l'afa!

Riva Reno

Voto: 8

Il giornalista e poeta colombiano Rafael Medina Brochero vuole a tutti i costi fare un viaggio in Europa. Per avere un budget adeguato offre i suoi testicoli per 20.000 dollari.
http://huff.to/19zm4rD

elateria in franchising di recente apertura sullo stile di Grom, collocata in Corso Strada Nuova 25. I gusti sono limitati a quelli classici e risultano essere preparati con ingredienti a livello di eccellenza senza alcun risparmio sulla qualit della frutta e degli altri componenti. Presente una selezione di gusti speciali che rasentano leccentricit, creati mischiando ingredienti normali con altri esotici e ottenendo cos un risultato sorprendentemente strabiliante per il palato. La consistenza molto cremosa, tanto che per alcuni potrebbe risultare un po pesante sullo stomaco e inoltre potrebbe indispettire la velocit con cui si scioglie a temperatura ambiente. Peccato per i prezzi alti che partono da 2,50 per una coppetta minuscola, ma in questo caso la qualit (si) paga e appaga.

Dopo i neonazisti malesi, Vice scova e intervista un membro dei G.A.S.H. (Gay Aryan Skinheads). Poco importa se Hitler con russi e gay non andasse molto d'accordo.
http://bit.ly/19OAWRt

Gelateria da Cesare

Voto: 8,5

Charles Ramsey salv tre donne tenute in ostaggio per 10 anni: aveva dovuto lasciare il suo Big Mac per farlo e d'ora in poi avr hamburger gratis a vita in una serie di locali convenzionati.
http://bit.ly/11XyZin

torica gelateria posta in Corso Garibaldi 15 che offre gelati di produzione propria partendo da ingredienti base senza utilizzare preparati chimici. Le varie creme si attestano nella media senza deludere e senza eccellere, ad eccezione del gusto Cioccolato, probabilmente uno dei migliori di Pavia, mentre i gelati alla frutta sfiorano livelli di perfezione per qualit e bont. Ottima la consistenza, cremosa ma non pesante sullo stomaco. I prezzi sono perfettamente nella media partendo da 2, ma le dimensioni delle coppette sono veramente fuori dal comune, enormi con porzioni abbondanti. Insomma la classica gelateria artigianale non tradisce le aspettative e mantiene il prestigio costruito negli anni.

Gelateria Vanille
"Alcuni aspetti relativi alla originaria recensione della Gelateria Vanille sono stati contestati dal legale rappresentante della Gelateria, che ritenendoli idonei a ledere la sua onorabilit professionale, ne ha chiesto la rettifica, tenendo in considerazione che i giudizi sulle modalit di preparazione del gelato, stato effettuato senza alcun riscontro e senza controllare c/o il Laboratorio della Gelateria Vanille come realmente sono preparati i gelati. Nella prima versione del testo era indicato che "I gelati alla frutta non sembrano essere preparati con vera frutta ma piuttosto con surrogati" e che "La consistenza risulta essere troppo molle e acquosa, forse per una preparazione fatta risparmiando sugli ingredienti o per una cattiva conservazione a temperature troppo alte". Tali informazioni, unitamente a quelle relative ai prezzi applicati, sono state ritenute inesatte dalla gelateria e ne stata richiesta la rettifica nei seguenti termini: tutti i gelati alla frutta della Gelateria Vanille ubicata in Corso Cavour 11, ad angolo con via XX Settembre, sono prodotti con frutta fresca, cos come le creme sono prodotte con ingredienti genuini e correttamente conservati. I prezzi dei gelati sono: coppa piccola 2.20; 3 gusti da 2.90 a 3.60; coppa baby 1.20"

Direttore editoriale Jacopo Custodi Direttore responsabile Salvatore Gulino Caporedattori Riccardo Catenacci Daniele De Chiara (ex) Juan Carlos Oliva Impaginatore Andrea Michielon Revisore testi Maria Rosa Lauria Pantano Redattori Silvia Alletto, Daniele Bianco, Salvio Calamera, Riccardo Catenacci, Jacopo Custodi, Daniele De Chiara, Laura Fontanella, Costanza Gaia, Alberto Guglielmino, Saul Hoffmann, Maria Rosa Lauria Pantano, Luca Martelengo, Andrea Michielon, Marta Novaresi, Juan Carlos Oliva, Emmanuela Pioli, Alessandro Pirovano, Valentina Sacchetti

Un uomo di Crotone ha trovato su un sito un annuncio per la vendita della moto che gli era stata rubata qualche mese prima e si presentato all'appuntamento col venditore con la polizia.
http://bit.ly/17kp0Zl

Il governo giapponese ha annunciato ufficialmente che la casa del premier Shinzo Abe non infestata dagli spiriti per rispondere a un senatore dell'opposizione che chiedeva lumi al riguardo.
http://bit.ly/18c6IZr

Panna e Cioccolato

Voto: 7,5

Una 45enne della Pennsylvania, Julia Caples, dice di bere due litri di sangue al mese perch si sente "pi forte e sana". Trova volontari online che le donino il sangue.
http://bit.ly/11W75Ps

uesta gelateria situata in Corso Strada Nuova 104 promette gelati freschi (preparati tutti i giorni) ed esclusivamente fatti con latte dagricoltura biologica, senza grassi idrogenati. Nonostante limpronta Bio degli ingredienti e luso del fruttosio al posto dello zucchero - ove possibile - , non siamo ai livelli che ci si aspetterebbe ma piuttosto nella media pavese per quanto riguarda le classiche creme. I gelati alla frutta, invece, preparati con sola acqua e frutta di stagione, risultano essere il cavallo di battaglia. Presente anche una selezione di gusti creati col latte di soia per gli amici vegani, che nulla hanno da invidiare a quelli preparati normalmente. La consistenza dei gelati non molto cremosa ma il guadagno tutto a favore della leggerezza e della digeribilit. I prezzi sono nella media e partono da 2 per un semplice cono o coppetta.

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periodico mensile Numero 74

Kronstadt

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McDonald fallisce in Bolivia. Il commento a caldo: "Statte Manzo!"


http://bit.ly/16eFT2T

Credits in brevis: immagini dall'onnipotente Web (cercasi fotografo: no, non paghiamo, s perditempo). La vignetta di pagina cinque concessa dal buon Saul. L'impaginazione di questo numero stato un parto senza epidurale. Cerchiamo collaboratori (non collaborazionisti!)! Tanti collaboratori! Pi siete e pi riusciamo a trovavi da fare. KRONSTADT: iniziativa realizzata con il contributo concesso dalla Commissione Permanente Studenti dell'Universit di Pavia nell'ambito del programma per la promozione delle attivit culturali ricreative degli studenti. Altre entrate sono rappresentate da eventi. Kronstadt ha bisogno di voi! Contattateci!

licenses/byncsa 2.5/it/legalcode/

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