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la Repubblica

DOMENICA 21 LUGLIO 2013

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R CULT

ILMUSEO DEL MONDO


MELANIA MAZZUCCO
FOTO DI BASSO CANNARSA

LARTISTA

Edvard Munch (18631944), pittore norvegese. Grande interprete del simbolismo degli anni 80 e 90 dell800, stato uno dei principali precursori dellespressionismo tedesco. La sua opera pi famosa Lurlo (1893)

KLEE Ad Parnassum (6 gennaio)

GRNEWALD Crocifissione (5 maggio)

BEATO ANGELICO Annunciazione (13 gennaio)

OKEEFFE Black Iris (12 maggio)

KOKOSCHKA La sposa del vento (20 gennaio)

DEGAS La stiratrice (19 maggio)

ACHEROPITA Il Santissimo Salvatore (27 gennaio)

PISANELLO San Giorgio e la principessa (25 maggio)

POLLOCK Full Fathom Five (3 febbraio)

KANDINSKY Lirica (2 giugno)

RAFFAELLO Ritratto di Leone X (10 febbraio) GOYA Cane (9 giugno)

BCKLIN Lisola dei morti (17 febbraio) HOPPER Cinema (16 giugno) DI COSIMO La morte di Procri (24 febbraio)

MONDRIAN Lalbero grigio (3 marzo)

La donna unanima divisa in tre nellopera-enigma dipinta da Munch

MICHELANGELO La creazione di Eva (23 giugno)

BACON Due figure nellerba (30 giugno)

CORREGGIO Giove e io (10 marzo)

MATISSE Violinista alla finestra (17 marzo)

GIOTTO Resurrezione di Lazzaro (24 marzo)

DE STAL Footballeurs (31 marzo)

LEONARDO Uomo vitruviano (7 aprile)

CZANNE La montagna SainteVictoire (14 aprile)

TIEPOLO Leducazione di Maria (21 aprile)

BURNE-JONES Il destino compiuto (28 aprile)

a vita nemica delle ambizioni e si affretta a spegnerle. Solo i giovani osano concepire progetti smisurati, perch non si preoccupano delle difficolt, degli ostacoli o della resistenza inerziale che opporranno la tradizione, i pregiudizi, il mondo. Fragile di salute, Munch si credeva braccato dalla morte: temendo di avere poco tempo fu da subito audace. A meno di trentanni, mentre in Francia con una borsa di studio si perfezionava nel mestiere della pittura, concep un ciclo di quadri che poi intitol il Fregio della Vita: in essi intendeva raccontare ogni aspetto di quella battaglia tra uomo e donna chiamata amore. La vita di ogni anima, ma in primo luogo la sua. Credeva nellarte come esame di coscienza, comprensione della realt attraverso la rielaborazione delle esperienze personali: insomma, autobiografia. Il Fregio della Vita lo realizz nei febbrili anni successivi: includeva le sue opere pi celebri fra cui Madonna, Il Bacio, Vampiro, LUrlo. Munch sperava che qualche istituzione lo acquistas-

se per decorare un edificio pubblico, ma incontr solo scherno e disprezzo. Quando lo espose nel 1902, a Berlino, inser Sphinx fra Gelosia e Malinconia, nel capitolo Fioritura e declino dellAmore. Lo aveva dipinto nel 1894 un anno turbolento di indigenza, intossicazioni alcoliche, dispute filosofiche e spiritistiche con gli amici della bohme di Berlino, scrittori come Strindberg e Przybyszewski, donne votate al libero amore, satanisti e anestetisti che sperimentavano fluidi al cloroformio con cui lui voleva spegnere le tinte dei suoi quadri. Sphinx un modello di semplificazione e sintesi. Gli esseri umani e i tronchi formano linee verticali, come colonne. La frontalit rende le figure solenni e remote. Solo londa sinuosa della spiaggia rompe la staticit della composizione e suggerisce lo spazio. Ma la natura diventata astrazione e simbolo. Il quadro, dai colori smorti, diviso radicalmente in due dalla luce di qua il chiarore di unestiva notte boreale, di l ombra e tenebra fitta. da questa che bisogna partire: a destra, contro un tronco, c un uomo pensoso e melanconico. La colatura rossa allude al suo cuore sanguinante. lEdipo al bivio, che come leroe mitico per salvarsi deve rispondere al quesito della Sfinge. Nel suo caso: cos, la donna? Le tre figure femminili rappresentano la sua ri-

sposta. Quella scura che sta fra i tronchi degli alberi, spiegava Munch, la suora sorta di ombra della donna tristezza e morte e la nuda una donna col gusto per la vita. La pallida bionda che cammina verso loceano, leternit la donna dello struggimento. Dunque la fanciulla sulla riva del mare la donna angelo, idealizzata. Il bianco dellabito e il mazzolino di fiori segnalano linnocenza, la purezza; lassenza di volto la sua funzione archetipica. La nuda sfacciata dai capelli rossi che campeggia al centro, le braccia incrociate dietro la testa (come nel quadro Le Mani, per cui pos laffascinante Dagny Juel, femme fatale del circolo del Porcellino Nero, e in Ceneri, laica rilettura della caduta di Adamo ed Eva), la donna erotizzata, forza primigenia della sessualit. lunica che ci guarda. La nera figura con le palpebre abbassate, ieratica come un idolo di Gauguin, la donna-dolore. Santa, puttana, vittima. Sono tre donne, colte in diverse epoche della vita ma anche una sola, negli aspetti molteplici della sua psiche. Perch tutte le altre sono una, tu sei mille, recitava il sottotitolo che Munch appose al quadro nella mostra di Stoccolma. Era tratto dal Balcone, dramma di Gunnar Heiberg, in cui una donna mostrava tre differenti personalit ai tre amanti. La donna come Sfinge, enig-

matica custode della vita e della morte, avrebbe rappresentato il tema ossessivo dellarte di Munch e anche della sua vita. Quando nel 1895 fu esposta a Christiania (oggi Oslo), Sphinx suscit la riprovazione dei benpensanti e, insieme al resto del Fregio della Vita, scaten un dibattito pubblico sulla sanit mentale del pittore. Munch avrebbe voluto essere uno scrittore. Il Fregio della Vita era stato pensato come opera letteraria. Ma gi a 7 anni disegnava a carboncino sulle ricette del padre, medico militare; a 17 dipingeva e poco dopo esponeva in pubblico: la pittura divenne presto il fulcro della sua esistenza. La famiglia Munch era prediletta dalla morte e dalla follia: la madre mor di tubercolosi quando lui aveva 5 anni, la sorella Sophie quando ne aveva 14, la sorella Laura fu internata per malattia mentale, il padre vedovo soffriva di depressione, il fratello Andreas mor giovane. Munch stesso flirtava con la follia almeno fino al ricovero in una clinica psichiatrica. Ma la sua era anche una famiglia di lettori. Agli inizi, posarono per i suoi ritratti il padre, la sorella Inger, il fratello, la zia. Tutti in poltrona, con un libro in mano. I Munch leggevano di tutto la Bibbia, i giornali, storie di fantasmi, romanzi di Dostoevskij. In seguito Munch ripudi il ritratto con libro, sterile prodotto del

naturalismo borghese, incapace di cogliere le pulsioni che ribollono nelle persone. Ma la letteratura continu ad alimentare la sua immaginazione, e lui seminava parole sui fogli caotici dei suoi diari. Quei frammenti di narrazioni, le epifanie, i dialoghi, i ricordi, gli aforismi, i versi che accompagnavano la creazione delle sue opere e ne fissavano la genesi rivelano un talento. Lo scrittore Munch era notevole quanto il pittore. E non per caso il primo estimatore di Sphinx fu Ibsen. Incompreso e denigrato in Norvegia per il suo teatro immorale, Ibsen si era inflitto un lungo esilio. Nel 1895 visit la mostra di Munch e lo incoraggi a resistere: nel connazionale bistrattato in patria, pi giovane di 35 anni, rivedeva se stesso. Guardarono i quadri insieme, uno per uno. Ibsen trov particolarmente interessante Sphinx, e Munch glielo spieg (con le parole sopra citate). Nel 1899, not che Ibsen se ne era servito per concepire Quando noi morti ci destiamo. Le tre donne del quadro erano diventate le protagoniste del dramma. Munch invece non aveva pi bisogno delle parole. Aveva trovato un altro modo per narrare la vita. Ma anche in pittura voler raccontare non un errore, osserv: tutto sommato il racconto lo scopo di ogni arte.
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ROUSSEAU Il sogno (7 luglio)

TIZIANO Venere di Urbino (14 luglio)

LOPERA
Edvard Munch Sphinx (1894) Bergen Rasmus Meyer Collection