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Il principio di sovranit nella riforma della Costituzione intesa come riedificazione dello Stato
Per sovranit sintende la facolt dello Stato di non riconoscere autorit superiori, tanto al suo interno quanto al suo esterno. Sulla base della definizione e alla luce del comportamento dei servizi segreti stranieri e degli stessi apparati dello Stato, si pu legittimamente dubitare del fatto che la repubblica italiana sia ancora un ente sovrano. Usualmente, i tecnici distinguono la sovranit interna e la sovranit esterna. Secondo una mia modesta teoria esposta nella mia tesi di laurea la sovranit interna strettamente connessa con la legittimit, quella esterna con lindipendenza. Dal punto di vista interno, infatti, lo Stato efficiente, rispettato e temuto solo se la popolazione su cui esercita le sue competenze, nonch la stessa popolazione tramite cui lo Stato esercita le sue competenze, accettano le regole e i vertici politici dello Stato. Laccettazione del fatto di essere governati e costretti da uomini e leggi costituisce quella che chiamiamo abitualmente legittimit (secondo una definizione assai semplificata, tuttavia efficace). Uno Stato che non riesca ad esercitare i suoi poteri sul suo territorio e sugli uomini che vi insistono sopra, non pu chiaramente dirsi sovrano. Dal punto di vista esterno, per essere sovrano lo Stato deve essere capace di salvaguardare la propria esistenza, in primis, e, quindi, di tutelare la sua posizione di soggetto non inferiore ad alcun altra entit statale nel consesso internazionale. Ci non deve comportare il rifiuto di accordi internazionali e ladesione ad organismi sovrannazionali o a sistemi collettivi di difesa; nemmeno pu significare che lindipendenza la caratteristica esclusiva degli Stati imperialisti. Uno Stato mantiene, comunque, la sua indipendenza se (anche questa una mia modesta teoria): 1) ai governi, ai servizi segreti e agli eserciti stranieri non concesso distorcere le funzioni dello Stato ed indirizzarle secondo i loro desiderata ed i loro interessi; 2) ai governi e agli investitori stranieri non concesso possedere la parte maggioritaria del debito pubblico dello Stato ; 3) ai governi e agli investitori stranieri non concesso espandere i loro mercati a danno del mercato interno e dei diritti dei cittadini dello Stato. Ladesione allONU, allUE, allUEM, al WTO, alla NATO in s non comporta, dunque, la perdita dellindipendenza. Il problema come si vive ladesione. La crisi economica in corso, che inevitabilmente chiama in causa la questione monetaria e la tenuta dei conti pubblici, permette di completare la definizione di sovranit interna con lelemento dellautosufficienza finanziaria: come lo spasimante squattrinato non gode della necessaria credibilit nei confronti dellamata, cos lo Stato non credibile se non ha i soldi per finanziare il

suo debito pubblico e se sul territorio le attivit produttive scarseggiano, per quantit e qualit. Dovrebbe essere, dunque, chiaro che per autosufficienza finanziaria non intendo riferirmi allautarchia. Nellintento di riedificare lo Stato (redressement, diceva De Gaulle), bisogna ridefinire le regole costituzionali nel senso di eliminare quanto pi possibile interferenze straniere e non istituzionali dal regolare svolgimento delle funzioni statali. In secondo luogo, bisogna riaffermare il primato della politica sulleconomia. Le interferenze straniere e non istituzionali sono attualmente possibili a causa di un sostanziale disordine che regna nello Stato e nei suoi apparati. A mio giudizio e pregherei chiunque avesse un parere diverso di farmelo presente, perch non vedo cosa si possa pensare diversamente tale disordine provocato s, da un lato, dagli affari personali di Berlusconi, ma anche, dallaltro, dalla disunione e dalla rivalit degli uomini che costituiscono gli apparati dello Stato e che agiscono nelle pubbliche amministrazioni e nella magistratura. La causa di questa disunione nella partigianeria politica dei servitori dello Stato, indotta da un sistema politico che, a sua volta, induce a divisioni sociali, al carrierismo, a lottizzazioni e alla costituzione di nicchie di sopravvivenza allinterno dello Stato ad opera di gruppi politici trombati alla elezioni. Tutti mali che non consentono allo Stato, considerato come sommatoria dei suoi stessi apparati, di andare tutto insieme nella stessa direzione . E questo a provocare situazioni ridicole come quella del ministro che ignora cosa avviene nel suo ministero o situazioni croniche come la mancata applicazione delle leggi ovvero ancora che le strategie e gli atti di Stati stranieri possano ridicolizzare le istituzionali nazionali e distruggere il tessuto produttivo di un paese. Situazioni che inducono le persone a non pi credere nello Stato e a non conferirgli pi legittimit. Lalto tasso dastensione alle recenti elezioni sono, in questo senso, un enorme senso dallarme che segnala non solo la disaffezione dei cittadini verso la politica, ma anche la sfiducia nei confronti dello Stato: come se i cittadini avessero deliberato di mandare in malora la Repubblica! Per quanto luomo sia fallibile per natura, non si pu, a parere mio, continuare a considerare la funzione di governo come una mera aggregazione di partiti, delle loro classi dirigenti e delle loro domande politiche. Non si tratta di costituire un potere assoluto, bens di ricreare una catena di comando che proceda da un soggetto, a cui le responsabilit sono chiaramente assegnate, a tutte le componenti dello Stato. E non bisogna avere paura che codesta persona possa prendere decisioni sbagliate, perch a priori non possibile sapere quali decisioni saranno giuste e quali no. Anche il metodo scientifico, a detta di Popper (mica io!), procede per tentativi!

Codesta persona pu essere un Presidente della Repubblica ovvero un Primo Ministro. La mia personale preferenza, per, per attribuire questa suprema responsabilit al Presidente della Repubblica. (seguir un articolo sulla Presidenza della Repubblica)