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Il Gatka, unarte marziale per combattere il nemico, fuori e dentro.

La nascita e levoluzione di questa tradizione fino alla sua trasmissione al di l dellIndia.


Una delle pratiche spirituali che caratterizzano storicamente il sikhismo il Gatka, larte della spada. Come nasce questa arte di combattimento e quali sono le sue relazioni con il sikh-panth, la via del sikhismo?
Si pu intanto accennare al fatto che nel corso dei secoli XVI e XVII, i primi della loro storia, i Sikh assunsero una crescente importanza e questo preoccup molto i sovrani Mughal, che dominavano allora la gran parte del territorio indiano. Ci si tradusse nella persecuzione, da parte dei meno lungimiranti esponenti di quella dinastia, dei Guru Sikh e dei loro fedeli; il che a sua volta fece s che questi si armassero per difendere la propria gente e i propri ideali.
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La religione del sikhismo si originata dalla vita e dalloperato dei dieci guru storici, di cui abbiamo conosciuto dettagliatamente la vita. Tali personaggi, se allinizio convogliavano su di s solo un grande potere spirituale, in seguito si trovarono ad essere anche delle guide politiche, che spesso dal 1469 al 1708 d.C si sono dovute scontrare con oppositori e persecutori. Durante il regno di Guru Amar Das si resero necessarie delle misure sociali che ribadissero la differenza tra induismo e sikhismo, anche eliminando da questo quelle pratiche derivanti dallinduismo considerate ingiuste. Vennero cos proibiti alcuni riti e ne furono introdotti di nuovi. Pare risalga proprio a questa epoca loppressione dei sikh da parte dei brahmani, oppressione che porter alla costituzione di un esercito sotto la guida del Guru e dunque alla nascita del Gatka. Ma fu Guru Har Govind che incentiv molto le attivit fisiche e marziali e che costitu un vero e proprio esercito sotto il proprio comando. Quando il Guru fu imprigionato dallImperatore, e poi liberato grazie alla costante partecipazione
Simone Martinelli Il Gatka nel Sikh-panth. Arte marziale o via salvifica?. Tesi di laurea dellUniversit degli Studi La Sapienza di Roma, Facolt di Studi Orientali, anno 2004-2005.
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dei fedeli sikh, chiese la liberazione anche per i cinquantadue Re Rajput detenuti nello stesso forte in cui stava lui. Questi re, per riconoscenza e anche per propria convenienza viste le particolari contingenze in cui si trovavano alleati dei Sikh insegnarono ai discepoli del Guru i principi del Gatka, che poi questi ultimi elaborarono ulteriormente secondo le proprie esigenze. A questo periodo risalgono le lotte pi dure e sanguinose che i Sikh conobbero, quelle contro le truppe dellimpero mughal prima e dei Rajput poi, che i devoti al Guru affrontarono con armi assolutamente inferiori rispetto a quelle dei nemici ma che, visti i presupposti con cui era praticato il Gatka, li portarono a delle soddisfacenti battaglie. Fu per con il decimo Guru storico, Guru Govind Singh che il Gatka assunse un potente valore simbolico. Con lepisodio in cui questo guru chiese e simul il sacrificio di cinque suoi Sikh, la spada divenne un importante emblema; emblema della volont di offrire completamente la propria esistenza al Guru, e quindi ai valori della giustizia, dellonest, del non attaccamento e del perseguimento della Verit. Andando ancora pi indietro nel tempo, si scopre che il Gatka affonda le radici in unarte marziale indiana conosciuta come Shastar Vidyaa. Questa era parte della vasta tradizione vedica, la stessa in cui anche lo yoga, la meditazione e la medicina ayurvedica si inseriscono. Probabilmente anche le tecniche di combattimento usate da Krishna nel Mahabharata, il grande poema epico indiano, facevano parte della Shastar Vidyaa. In tempi pi recenti, durante il regno di Ranjit Singh 1792/1839, i Sikh sfruttarono larte marziale del Gatka per fronteggiare lavanzata dellesercito inglese, che ad ogni passo conquistava terre originariamente appartenenti ai Sikh, mettendo sempre pi in difficolt questi ultimi nella professione della propria fede. Nonostante i Sikh abbiano vinto delle battaglie, la loro comunit, a contatto con gli inglesi e con i loro intrighi, si and logorando da dentro. Si diffusero corruzione e cospirazione. Lidea degli inglesi era indebolire i Sikh al punto che si sentissero costretti a ridursi ad una qualsiasi setta del cristianesimo. Anche la stessa pratica del Gatka fu impedita, costringendo gli insegnanti di questa arte a rifugiarsi nella foresta e nei villaggi, preoccupandosi sempre di avere cinque allievi cui trasmettere questo bagaglio culturale, questo dharma.

Il Punjub andava rendendosi sempre pi distinto e indipendente rispetto al resto dellIndia, ma le decisioni pi importanti erano demandate allInghilterra. Oggi il Gatka viene praticato come arte marziale sia in India sia in occidente. In India probabilmente la trasmissione di questi principi e tecniche di combattimento assume anche il carattere di trasmissione di parti importanti della tradizione sikh: probabilmente i due aspetti sono strettamente legati. In occidente invece, pi difficilmente si verificano le stesse circostanze: molto meno probabile che i praticanti di Gatka occidentali abbiano scelto questa arte marziale per proseguire la tradizione sikh. In occidente il Gatka s presentato come unarte marziale di origine sikh, ma altres come una disciplina in grado di dare al praticante degli strumenti che egli pu usare per raggiungere e mantenere uno stato di equilibrio psico-fisico. Attraverso la ripetizione di precisi schemi di movimento, accompagnata a un determinato stato di coscienza, il discepolo si mette nella condizione di allargare il proprio spazio personale, di espandere i propri confini e le proprie possibilit, in senso sia fisico, sia mentale, sia infine emotivo. Con la pratica del Gatka lo spazio personale viene percepito come pi ampio, piacevole, comodo e concreto. 2 I praticanti inoltre, risultano pi consapevoli di questo spazio rispetto ai non praticanti. Questa arte marziale giungerebbe a configurarsi come una pratica meditativa che coltiva quel particolare stato di totale e concreta presenza a se stessi e al mondo circostante.3 Gatka infatti, se dal punto di vista prettamente linguistico vuol dire mazza, bastone larma che usavano spesso i Sikh nelle battaglie, dal punto di vista esoterico vuol dire grazia, estasi.
Potremmo quindi considerare lo Yoga e il Gatka come discipline che promuovono la consapevolezza di se stessi e del proprio spazio, il piacere di sentirsi e sentire il proprio spazio, e per quanto riguarda in particolare il Gatka, anche la piacevole sensazione di muoversi, in combattimento come nella vita, liberi da schemi predefiniti.4 Valentina Cannizzaro Gatk. Tesi di laurea anno 2004-2005. 3 Valentina Cannizzaro Gatk. Tesi di laurea anno 2004-2005. 4 Valentina Cannizzaro Gatk. Tesi di laurea anno 2004-2005.
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Narcisismo e spazio personale nella pratica del Kundalini Yoga e del dellUniversit degli Studi La Sapienza di Roma, Facolt di Psicologia, Narcisismo e spazio personale nella pratica del Kundalini Yoga e del dellUniversit degli Studi La Sapienza di Roma, Facolt di Psicologia, Narcisismo e spazio personale nella pratica del Kundalini Yoga e del dellUniversit degli Studi La Sapienza di Roma, Facolt di Psicologia,

Se quindi larte marziale del Gatka nasce in India per combattere il nemico fuori, in occidente la sua pratica assume la qualit di insegnare a confrontarsi anche con il nemico dentro. Con questa espressione ci si vuol riferire a quellombra racchiusa in ogni essere umano, al bollente calderone dellinconscio che, se inesplorato, pu essere pericoloso, mentre se conosciuto e opportunamente gestito, pu divenire fonte di grande forza. Spesso questa parte che, esercitando la sua influenza fuori dal controllo consapevole della persona, incentiva a chiudersi nei propri pregiudizi limitati, a nascondersi dietro le proprie paure, a non sperimentare le proprie potenzialit in tutta la loro ricca gamma, ma a fare spazio solo a una minima parte di queste. Sicuramente la diffusione del Gatka - e del sikhismo in generale - in occidente si deve in gran parte a Yogi Bhajan, un Sikh che pass gran parte della propria maturit vivendo in Canada e negli USA e viaggiando per le Americhe e lEuropa, e di cui nel prossimo capitolo conosceremo la vita nei dettagli. Altri due uomini hanno contribuito alla conoscenza di questa arte marziale in occidente sono Baba Nihal Singh e Guru Shabad Singh Khalsa.