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INNO ALLE STELLE (18-07-13) E di nuovo uscii a riveder le stelle: Sulla veranda io vedo scuro Seppur luogo isolato

Neppur esso risparmiato. Eppur, accompagnando il mio pensare Appaion chiarori, quasi unarancione Si splende su acque, per nulla agitate E io vedo tele olandesi, ricrearsi In basso, gi e l.

Vedo molte stelle uguali, e scure meteore Non di ghiaccio, n ferro, n assenzio persone, che sature debbro tempo Salutano il cielo: inno alle stelle!. Penso al mio amore, non so pi quale; Mi distolsi dal cielo, un tempo luminoso Quando mi girai, verso la terra Vidi le piante, nere e risolute Ombre solide, come linizio di tutto.

Comprendo come lenergia sia cos diversa Certa gente anche splendida Non solo marciume, ma molti elementi Brillano, tra la massa inerte. Luci di citt, bruciano i cuori, forza incessante, pompe danimo senza sostanze esterne;

solo amore e virt, idrogeno ed elio delluomo degno di sua specie.

C un estremo, nel nostro spartito, In ordine di tempo, riflette la sua luce Ci appare comune, diverso si compone Pianeta, innamorato del sole. Si confonde con il comun genio, Stella, di mattina o di sera Effimera fama, gli era stata data Ma lorbe continu a ruotare, per suo conto Allo stesso modo, persone comuni Sono uniche, e distinte anche dal meglio.

La notte senza luna, velata Essa occupa parte del cielo. Le stelle come noi, destinate a morire Oppur gi morte, anche se miliardi uguali, nellessenza e nel destino. error antropocentrismo! Ci che stella non ha avuto un ruolo pi grande di noi esteso nelle quattro dimensioni.

Non c luce, ma limpido il segno Che la maggior luce evidenzia, diurna Luomo vale s, ma fino a un certo punto Prima o poi torner il tornaconto

Di un volere pi grande. Perci meritiamo damar Amati essere per contribuire Ad illuminare quello scenario Cui assisto, e voi con me.