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SCUOLA & GIOVANI Il monito del capo dello Stato durante le celebrazioni per i 700

SCUOLA & GIOVANI

Il monito del capo dello Stato durante le celebrazioni per i 700 anni dell'ateneo di Perugia "Stop a generalizzazioni liquidatorie. L'università leva di sviluppo, non disperdere talenti"

Napolitano: "No tagli a ricerca" Gelmini: "Elimiano solo gli sprechi"

Brunetta: "Senza polemica, non ci sono state riduzioni indiscriminate" La solidarietà degli studenti al presidente della Repubblica

solidarietà degli studenti al presidente della Repubblica PERUGIA - Le università italiane necessitano di "val

PERUGIA - Le università italiane necessitano di "valutazioni e interventi pubblici puntuali" ed è necessario rivedere alcuni tagli che, sebbene dettati da motivi di bilancio, sono risultati "indiscriminati". E' un appello critico quello giunto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che durante un discorso per le celebrazioni dei 700 anni dell'Università di Perugia invoca maggiori risorse e più attenzione per gli atenei, "leva di sviluppo". Poco dopo, da Roma, la replica del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini: "E' nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi". Anche il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta obietta: "Senza alcuna polemica, ma non ci sono stati tagli indiscriminati, anzi, abbiamo salvato l'Italia con la manovra di luglio 2009-2011 pari a 36 miliardi di euro".

Il discorso di Napolitano. A Perugia l'attualità irrompe sulla scena. Prima, quando il capo dello Stato rivendica il suo diritto a fare richiami pubblici. E poi quando, di fronte all'aula gremita, il rappresentante degli studenti Amabile Fazio lo ringrazia per aver difeso la Costituzione "più volte in questi giorni messa in discussione con provvedimenti che minano la libertà di scelta di ciascun

cittadino". Un grazie, quello degli studenti, per "non essersi piegato alla volontà di pochi".

Napolitano invita a definire le riforme per l'Università senza abbandonarsi a "generalizzazioni liquidatorie". Bisogna guardare i singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca "con coraggio", e considerare ciò che accade nel resto d'Europa e nel mondo "può suggerire" delle soluzioni.

Il presidente è consapevole che la situazione del Paese "è di straordinaria difficoltà per via della

crisi e dei pesi che l'Italia si porta, tra cui l'ingente debito pubblico", ma l'esigenza rimane comunque quella di "salvaguardare il nostro capitale umano". "La ricerca e la formazione sono la leva fondamentale per la crescita dell'economia. Questa è una verità difficilmente contestabile", argomenta il presidente della Repubblica.

Il messaggio di Napolitano è di "evitare la dispersione di talenti e risultati del nostro sistema scolastico e universitario", che troppo spesso "non sono tradotti in occasioni di lavoro e di sviluppo". La chiave di volta, secondo il capo dello Stato, è "un'accurata politica che sappia tenersi saggiamente in equilibrio tra il rigore della spesa e la necessità dell'investimento lungimirante".

La replica di Gelmini. Pronta la replica, a distanza, del ministro dell'Università: "Le preoccupazioni del presidente sono anche quelle del governo. La ricerca e l'università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero che in questa fase di difficoltà economica è necessario investire il denaro pubblico con attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia è nostro dovere amministrativo

e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci".

"Ci sono ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose - prosegue il ministro - il governo con il decreto legge sull'università ha deciso di destinare più fondi alle università migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate.

Il plauso degli studenti. Il rappresentante degli universitari perugini, Fazio, sottolinea come Napolitano "nonostante critiche e pressioni, sia stato un vero esempio di come i principi della Costituzione vivano realmente nelle persone che hanno vissuto lo spirito costituente". Non è stato l'unico intervento in sostegno del capo dello Stato: il movimento Sinistra Universitaria- Unione degli universitari gli ha fatto avere una "lettera di solidarietà", in difesa della carta costituzionale. "Negli articoli della nostra Costituzione - dice Tommaso Bori, coordinatore del movimento - ritroviamo il nostro essere di studenti".

(23 febbraio 2009)

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POLITICA

La visita di Napolitano a Perugia: i passaggi principali del discorso del presidente all'Aula magna dell'Ateneo perugino

del presidente all'Aula magna dell'Ateneo perugino La visita del presidente della Repubblica Giorgio Napo

La visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all'università di Perugia, in occasione della cerimonia conclusiva per i settecento anni dell'ateneo, si è conclusa intorno alle 12.30 con la consegna da parte del presidente di attestati di merito ad alcuni degli studenti dell'ateneo perugino che hanno ottenuto i migliori risultati.

Successivamente il presidente ha lasciato l'Aula magna e prima di risalire in auto non sono mancati calorosi applausi da parte delle molte persone assiepate fuori dall'aula. Applausi ai quali il presidente ha risposto stringendo la mano ad alcune di quelle persone che lo stavano applaudendo. Molti sono stati gli argomenti toccati dal presidente Napolitano nel suo intervento. Dopo l'appello, di cui Umbrialeft ha dato notizia questa mattina, con cui Napolitano ha chiesto alla politica di ripensare i tagli indiscriminati fatti ai bilanci degli atenei italiani, ecco quali sono stati gli altri temi toccati durante l'intervento.

VALORIZZARE I TALENTI Napolitano ha rivendicato il diritto di fare dei richiami pubblici rispetto alla ''situazione difficile'' determinata dalla grave crisi economica e finanziaria. ''Fa parte - ha detto - delle mie responsabilità dettate dalla Costituzione e richieste da una situazione di straordinaria difficoltà del paese per una crisi che ha investito la finanza e l'economia mondiale e che in Italia sconta il retaggio,

per molti aspetti, di vicende pluridecennali. Non c'è bisogno - ha aggiunto - che citi a questo proposito il peso di un ingente debito pubblico che si fa sentire su tutte le decisioni di bilancio da prendere di volta in volta. Ciò però non toglie che, e anche a maggior ragione, in questa fase di crisi che l'Europa e il mondo stanno vivendo con gravi incertezze per il futuro, tutte le forze responsabili del paese debbano proporsi di salvaguardare, potenziare, valorizzare le risorse di capitale umano e di sapere evitando la dispersione di talenti e risultati troppo spesso sottovalutati''.

LA LETTERA DEGLI STUDENTI Gli studenti della Sinistra Universitaria - Unione degli universitari, hanno poi fatto avere a Napolitano una ''lettera di solidarietà'' ed a sostegno della difesa della Costituzione. ''Negli articoli della nostra Costituzione - ha detto il coordinatore Tommaso Bori, coordinatore del movimento perugino - ritroviamo il nostro essere di studenti''. ''La nostra Costituzione - cosi' comincia la lettera - è bellissima, moderna, profonda. Va dritta al centro delle questioni, coglie perfettamente il punto di ogni problematica ed esprime in maniera compiuta. E' il massimo esempio - scrivono gli studenti - di mediazioni di modelli, posizioni, idee ed ideali. Mai un compromesso di interessi particolari. E' priva di incongruenze, doppi sensi o giri di parole. Da sempre solidamente sorretta dai principi che hanno ispirato la ricostruzione dell'Italia. Per il profondo legame che noi studenti abbiamo con la nostra Costituzione ed i valori che esprime - è detto ancora nella lettera - ci sentiamo in dovere di difenderla dagli attacchi subiti nell'ultimo periodo''. Dopo avere criticato le recenti prese di posizione del presidente Berlusconi e la sua ''bizzarra teoria'' del testo della Costituzione che sarebbe ''sovietico'', nella lettera si afferma che gli studenti non ''possono assolutamente permettere'' il ''disegno'' di ''accentrare tutti i poteri nella figura del presidente del consiglio, in base ad una idea di democrazia che si esprime solo al momento del voto e lascia totale libertà a chi vince di fare ciò che vuole''. ''Per questa ragione occorre dire con forza che siamo dalla parte del presidente Napolitano e della Costituzione italiana'' e con questa lettera - affermano gli studenti - ''volevamo dunque dimostrarle la nostra piena solidarietà per le scelte fatte, il lavoro quotidiano che svolge e l'impegno con cui si dedica al suo ruolo. Questo dà lustro alla sua carica ed ai valori costituzionali che lei rappresenta e difende''.

Inserito da daniele bovi il Lun, 23/02/2009 - 15:44

TuttoPERUGIA [ PRIMO PIANO ] venerdì 27 febbraio C’è chi ha rotto i ponti con
TuttoPERUGIA
[ PRIMO PIANO ]
venerdì 27 febbraio
C’è chi ha rotto i ponti con le unità di base perché deluso
“Invano ho fatto segnalazioni su parchi e marciapiedi”

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La gente le associa apiccoliproblemi, comemanutenzione eilluminazionedellestrade

La riforma delle circoscrizioni conti- nua a far parlare di sé e al centro del dibattito degli ultimi giorni c’è un ca-

villo che rischia di far saltare tutto il lavoro svolto fino ad oggi: la Finanzia- ria prevede infatti, come criterio per ridurre il numero delle circoscrizio- ni, il numero dei residenti risultanti

al

momento dell'ultimo censimento

nazionale e non quello, sul quale si è agito finora, risultante dai dati attuali dell'anagrafe comunale. Perugia

avrebbe 149.125 abitanti, 875 in me- no rispetto ai 150mila su cui fino ad oggi ci si è basati per la suddivisione del territorio. Ecco perché le circo- scrizioni dovrebbero essere quattro e non cinque. Ma discussioni a parte, abbiamo provato a fare un sondaggio tra i cittadini ponendo loro alcune do- mande: i perugini sanno in quale cir- coscrizione abitano e il territorio che copre? Conoscono il nome del presi- dente? E ancora: si sono mai rivolti alle circoscrizioni per qualche proble- ma? Sanno a che cosa servono? Le ri- tengono utili o se ne potrebbe fare an- che a meno? Ecco che cosa ci hanno detto. “Abito nella XIII circoscrizione, quel-

la di Solfagnano-Parlesca – afferma

con sicurezza Renzo Coletti – e qualche volta ci sono andato ma per

piccole cose. Adesso con la loro rior- ganizzazione e la riduzione da tredici

a cinque credo che qualche proble-

ma in più ci sarà perché sono stru-

menti utili a disposizione dei cittadi-

ni e la tredicesima andrà a coprire un

territorio molto vasto di circa trenta-

mila abitanti creando qualche disa-

gio”. “Penso in particolare – prosegue

– alle persone anziane che finora po-

tevano rivolgersi alla circoscrizione per piccole problematiche: qui a Sol- fagnano c’è un geometra e una perso-

Circoscrizioni: “pocoutili” pe

Nomi di presidenti e compiti sono piuttosto noti, ma sull’

na che si occupa di modulistica, due

servizi che fanno comodo perché non c’è bisogno di spostarsi fino in comune e che con la riorganizzazione

non ci saranno più”. “Abitiamo ad El-

ce e lavoriamo in via dei Priori – ci di-

cono invece al negozio di abbiglia- mento De Sanctis – e dunque la no- stra circoscrizione di riferimento è

sempre la prima, il cui presidente è Guastalvino. L’anno scorso ci siamo rivolti loro perché c’era una buca nel- la strada e abbiamo rotto la sospen- sione dell’auto: per fortuna siamo sta- ti risarciti. Potrebbero funzionare molto meglio però se offrissero mag- giori servizi e informazioni: sarebbe- ro utili delle riunioni con cadenze

prefissate per poter ascoltare la voce e i problemi della gente oltre ai consi- gli di circoscrizione cui i cittadini ra- ramente prendono parte”. “Le ho ab- bandonate da tempo – ci dice con rassegnazione ma con un sorriso Co- stanzo Centovalli – e non voglio averci più niente a che fare. Io abito a Madonna Alta, nel territorio della ter-

za circoscrizione, ma non chiedetemi chi sia il presidente perché è dalla precedente legislatura che ho perso ogni interesse per la questione. Il mo- tivo? Mi sono rivolto loro per piccoli problemi come i marciapiedi, le luci e le condizioni dei parchi, ma non ho avuto attenzione per cui ho deciso che è meglio lasciar perdere”. “A mio

luci e le condizioni dei parchi, ma non ho avuto attenzione per cui ho deciso che
TuttoPERUGIA 05 venerdì 27 febbraio l’evento Secondoqualcuno sono solo un peso Per altri un numero
TuttoPERUGIA
05
venerdì 27 febbraio
l’evento
Secondoqualcuno
sono solo un peso
Per altri un numero ridotto
peggiorerà le cose
Ha avuto un’ampia eco in tutto il Paese
l’appello per l’università: “No ai tagli generalizzati”
zione – dice Giancarlo – conosco il
presidente e sono al corrente delle
funzioni che ha quest’unità ammini-
strativa. In primo luogo la sua azione
quella di fare piccoli lavori di manu-
tenzione e d’ informare il comune
delle problematiche da risolvere nel-
la zona di competenza. Ad oggi però
non mi è mai capitato di dovermi ri-
volgere loro direttamente”. Della
stessa circoscrizione anche Giulia-
è
no: “Le circoscrizioni dovrebbero
avere le funzione di controllo del ter-
ritorio per assicurare che i servizi ai
cittadini funzionino adeguatamente.
Di
solito però queste strutture non
Capo dello Stato Napolitano nell’aula magna del rettorato
Enti tutti da rifare La presenza delle circoscrizioni, più
che trentennale, è un dato nella vita del cittadino medio.
Ma chi ha provato a risolvere piccoli problemi passando
hanno i soldi per poter provvedere di-
rettamente se non per piccoli lavoret-
ti e di conseguenza il presidente è co-
Napolitano al settecentenario
stretto a rivolgersi all’amministrazio-
per questi enti di rado esprime soddisfazione
ne
centrale. In questo modo tutto è
rallentato. Certo, ridurle sarebbe
La visita conclude le celebrazioni dell’ateneo
una
buona cosa perché così si rispar-
mierebbero molti soldi pubblici, l’im-
portante è che la loro funzioni riman-
Cerimonia in pompa magna per la conclusione dei festeggiamenti del set-
ga
inalterata. Per quanto mi riguarda
tecentenario dell’ateneo di Perugia svoltasi lunedi all’aula magna del retto-
r chi le conosce
mi
sono rivolto spesso alla circoscri-
rato. Presente all’evento un pubblico d’eccellenza, oltre alle massime auto-
zione per evidenziare alcuni proble-
rità locali, tra le quali la presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti e il
mi
legati all’illuminazione di Pian di
Massiano ed alla manutenzione degli
alberi”.
Anche Giuseppe Fettucciari è del-
efficacia il giudizio è negativo
la terza circoscrizione e non è affatto
d’accordo sull’istituzione di queste
strutture. “Conosco la funzione e chi
sindaco di Perugia, Renato Locchi erano presenti anche la deputata Mari-
na Sereni e la senatrice Annarita Fioroni. Ma l’ospite d’onore di questa
grande giornata era senz’altro il presidente della repubblica Giorgio Napoli-
tano, accolto dai fragorosi applausi della platea intervenuta e dal magnifico
rettore Francesco Bistoni. Ed è proprio la massima autorità dell’ateneo ad
aprire gli interventi, con un discorso volto ad elogiare i traguardi raggiunti
dalla nostra università in settecento anni di storia e come ancora oggi si
è
il presidente della mia, ma non cre-
mantenga alta la qualità dell’offerta formativa. Il magnifico continua affer-
do
nella loro utilità – dice –. Le circo-
parere - conclude il signor Centovalli
– sono inutili e dunque sarebbe me-
glio eliminarle”. La pensa allo stesso
modo anche la signora Rina, che in-
vece abita a Castel del Piano, XII cir-
coscrizione: “Per carità – ci dice ap-
pena le facciamo la prima domanda
– non so neppure in che circoscrizio-
ne abito, figuriamoci se conosco il
presidente. Non ho mai avuto alcun
interesse per le circoscrizioni,enti
che non servono a niente, dovrebbe-
ro essere più vicini ai cittadini ma poi
quando si tratta di prendere decisio-
ni fanno come vogliono e non ascolta-
no. Quando ho avuto qualche proble-
ma sono sempre andata direttamen-
te in comune. Adesso ne riducono il
numero? Bene, anche se preferirei
che sparissero del tutto”. “Io appar-
tengo alla III circoscrizione - sottoli-
nea Raffaele - quella della zona di
Madonna Alta, ma non so chi sia il
presidente perché, come me, la mag-
gior parte dei cittadini neanche avver-
te la presenza di un apparato che
crea solo una spesa inutile. Non mi
sono mai rivolto a questi dipartimen-
ti territoriali, perché li reputo un mez-
zo per pagare i politici e sprecare una
quantità enorme di denaro pubblico.
Sarei favorevole alla completa elimi-
nazione piuttosto che alla loro ridu-
zione”. Non tutti gli intervistati sono,
però, all’oscuro dell’appartenenza a
questa o quella circoscrizione, come
dimostra Carlo Scaleggi che sostie-
scrizioni sono servite solo a creare
nuovi posti di lavoro. È una struttura
che serve a non lasciare la gente a
spasso, come tanti altri enti. Sono
mando la necessità di investire risorse nella ricerca e di come le facoltà ita-
liane siano ancora considerate d’eccellenza in tutto il mondo. Molto ap-
prezzato l’intervento del presidente del consiglio degli studenti Amabile Fa-
zio , interrotto dagli applausi mentre difendeva l’operato del capo dello sta-
to
in merito ai fatti recentemente accaduti e ribadiva l’importanza della no-
ne:
“Faccio parte della X circoscrizio-
pertanto d’accordo con chi ha propo-
stra Costituzione. Ma gli elogi migliori sono quasi tutti per l’ospite d’ecce-
ne,
quella di San Sisto, e so che il pre-
sto
la riduzione. Il servizio che offro-
zione. “Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte
sidente è Fausto Rondolini. Ma tutto
no
non è affatto utile infatti per qual-
di
bilancio improntate a tagli indiscriminati”. Le parole del presidente della
ciò
è dovuto al fatto che sono stato
candidato con la Margherita e, quin-
siasi operazione che prevede spese
discrete è sempre necessario l’inter-
di,
inevitabilmente coinvolto in fac-
vento diretto del comune. Aldo Bat-
cende politiche. Da comune cittadi-
taghini è di San Sisto, X circoscrizio-
Repubblica Giorgio Napolitano, pesano come pietre. Il suo discorso in di-
fesa dell’università e contro i tagli previsti ,voluti e approvati dal governo
chiama direttamente in causa l’operato del ministro dell’Economia Giulio
Tremonti e della titolare del Miur Mariastella Gelmini. Nel suo discorso
no
mi sono rivolto a loro per alcune
ne,
e anche lui è al corrente delle fun-
cose, anche se reputo che questi enti
siano poco efficaci per gli abitanti
zioni di quest’unità amministrativa.
“Conosco il presidente – dice – e mi
perugino, il presidente Napolitano ha rinnovato l’appello a definire le rifor-
me per l’Università senza abbandonarsi a generalizzazioni liquidatorie,
guardando i singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca “con
che
presentano qualsiasi tipo di pro-
sono rivolto spesso alla circoscrizio-
coraggio” e considerando ciò che accade in Europa e nel mondo in questo
blema. I distretti dovrebbero essere
ne
per alcuni piccoli problemi che
settore e che “può suggerire” delle soluzioni. Vale a dire: investimenti mira-
più
snelli, meno burocratici e vinco-
avevo individuato . Infatti, questa
struttura serve in primo luogo a svol-
ti
lanti rispetto alle questioni che sono,
invece, sotto la completa giurisdizio-
gere i piccoli lavoretti di manutenzio-
nei settori strategici e migliore allocazione delle risorse destinate all’Istru-
zione e alla Ricerca. Non certo tagli. Gli studenti della Sinistra Universita-
ria - Udu hanno anche consegnato al presidente una lettera di solidarietà .
ne
del comune”.
ne,
dalle strade all’illuminazione. Per
Il
coordinatore Tommaso Bori, ha spiegato le ragioni della lettera indirizza-
Di
un parere simile anche Giulio
le cose più grandi il presidente si ri-
ta
al presidente: “Negli articoli della nostra Costituzione ritroviamo il no-
Sarnari che afferma: “Appartengo
anch’io alla X circoscrizione e so chi è
volge al comune e questo provvede
stro essere studenti e i nostri valori. Questa è una battaglia che accomuna
poi
direttamente. Sulla riduzione de-
il presidente, perché mi ci sono rivol-
to per qualche lavoro allo stadio di
San
Sisto. Sono tendenzialmente del-
l’idea che questi distretti siano utili al
cittadino per alcune cose, ma ineffi-
vo dire che sono un po’ scettico. Se le
cose resteranno uguali, ossia se l’at-
tenzione sul territorio sarà mantenu-
ta allo stesso modo, allora sono d’ac-
noi e il presidente della Repubblica, in difesa dei valori costituzionali e il
diritto allo studio sanciti nella Costituzione. Non siamo e non siamo mai
stati per la difesa dell’esistente fine a se stessa: vogliamo un cambiamento
vero, ma in meglio. Non una dismissione dei nostri atenei finalizzata al ri-
sparmio, la nostra università e il nostro futuro non sono un capitolo di spe-
sa
caci per altre. Proporrei la riduzione
cordo, ma se il rischio dovesse essere
quello di avere un servizio peggiore
su cui tagliare”. La cerimonia conclusiva per le celebrazioni del settimo
del
numero di circoscrizioni, eccessi-
allora lascerei tutto come è oggi”.
ve
a mio parere, per risparmiare e
trarre alcuni profitti validi per tutti
David Barbetti,
Geraldina Rindinella,
centenario di fondazione dell’ateneo si è chiusa con la consegna da parte
del presidente Napolitano di attestati di merito ad alcuni degli studenti del-
l’ateneo perugino che hanno ottenuto i migliori risultati.
Jacopo Giovagnoni
gli
utenti”. “Sono della III circoscri-
Barbara Venanti
l’opinione Il punto di Fabrizio Bracco: “Un errore non aver fatto della riforma un’occasione di
l’opinione
Il punto di Fabrizio Bracco: “Un errore non aver fatto della riforma un’occasione di riflessione sulla città”
“Enti da tutelare, ma è mancato un vero dibattito”
Quindici anni fa Fabrizio Bracco era assessore comunale alle cir-
coscrizioni. Allora si tentò una riforma importante, che non im-
pattava sul numero degli enti, ma sulle loro funzioni: si abbozzò
un regolamento per valorizzare la doppia funzione, ossia parteci-
pativa oltre che di decentramento. Poi Bracco fu eletto in Parla-
mento e la riforma accantonata. Oggi il consigliere regionale ha
bene in mente l’obiettivo a cui il Comune dovrebbe tendere. Co-
sì traumatico andare alle Amminsitrative senza le circo-
scrizioni? Un grave danno per tutti. In primo luogo, sarebbe una
rottura con la tradizione della città. Esistono dagli anni Settanta,
e prima ancora c’erano i comitati di quartiere. Sono più di tre de-
cenni che assolvono la funzione di mantenere il contatto tra Co-
mune e territori, una vocazione tanto più importante in una città
come Perugia, così vasta e con tante frazioni. Il numero è così
importante? Sì, se si pensa che non sono enti indifferenti rispet-
to al modello di democrazia che questa città vuole incarnare. Se
servono alla partecipazione, questa è favorita dalla presenza di un
certo numero di circoscrizioni. Ma la funzione partecipativa
finora non è stata così evidente. Nella fase originaria la parte-
cipazione era forse più effettiva, forse perché non c’era neanche
la venalità delle cariche, il che valeva anche per consiglieri comu-
nali e persino per gli assessori. Io, ad esempio, prendevo come
consigliere 25mila lire a seduta, neanche un milione all’anno, ed
erano gli anni Novanta. Un certo logoramento negli ultimi tempi
si è visto. Allora qualcuno non ha tutti i torti a dire che le
circoscrizioni servono a poco? Perderle sarebbe comunque
un impoverimento. L’opposizione ha usato tutta la vicenda in mo-
do strumentale. Invito invece a riflettere che tutti guadagnano se
le circoscrizioni restano a fare da collegamento tra amministrazio-
ne comunale e cittadini. Ancorarsi a formalismi, come l’opposi-
zione ha fatto, è sbagliato, anche se le leggi vanno rispettate e sarà
la magistratura a dire chi ha torto e chi ha ragione (cioè a dire qua-
le dato assumere a riferimento per la popolazione cittadina, per-
ché il Comune segue quello che consente di creare 5 circoscrizio-
ni, mentre per l’opposizione al massimo se ne potranno creare 4,
ndr). Non crede che proprio sul tema della partecipazione,
paradossalmente, l’amministrazione comunale abbia fat-
to il primo degli scivoloni, con assemblee negli enti inte-
ressati organizzate in fretta e furia? In effetti è stato un erro-
re non averle previste prima, un errore non aver fatto della rifor-
ma un’occasione di riflessione sulla città, sui servizi, sui rapporti
centro-periferia. É mancato il dibattito sull’utilità delle circoscri-
zioni. E non può essere che compito della politica e dell’ammini-
strazione far transitare il concetto, far capire al cittadino, giusta-
mente preso da ben altri problemi in questi tempi di crisi, che le
circoscrizioni possono servire a risolvere almeno una piccola par-
te dei suoi problemi concreti. Alessandra Borghi