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BIENNALE DARTE CONTEMPORANEA MAGNA GRECIA - VII EDIZIONE

per non piangersi addosso


BIENNALE DARTE CONTEMPORANEA MAGNA GRECIA
VII EDIZIONE

BIENNALE DARTE CONTEMPORANEA MAGNA GRECIA


VII EDIZIONE

COLLEGIO SANTADRIANO San Demetrio Corone On.le Cesare Marini, Sindaco di San Demetrio Corone
Presidente Biennale, Maria Credidio Direttore Artistico, Silvio Vigliaturo Curatori Progetto Young At Art, Massimo Garofalo, Andrea Rodi Organizzazione MACA Museo Arte Contemporanea Acri Oesum Led Icima Coordinamento Serafina Loricchio - Responsabile del settore culturale di San Demetrio Corone Barbara Gamba Claudio Bottello Allestimento mostra a cura di Comune di San Demetrio Corone Maca, Museo Arte Contemporanea Acri Oesum Led Icima Crediti fotografici: Chiesa SantAdriano Rodolfo Maccaferri Prima sezione Luca Bottello Per le restanti sezioni gli autori stessi Rapporti con gli organi di informazione: Francesco Kostner, portavoce del Rettore Universit della Calabria Andrea Rodi, responsabile Ucio Stampa MACA e Ucio Stampa Vigliaturo

per non piangersi addosso


BIENNALE DARTE CONTEMPORANEA MAGNA GRECIA
VII EDIZIONE

Museo Arte Contemporanea Acri

M A C A

Comune di San Demetrio Corone

Regione Calabria Cultura

Citt di Acri

Levento rientra nellambito del programma MacArtCalabriaProject. Piano Regionale per LArte Contemporanea in Calabria. Linea di intervento 5.2.2.4 del POR FESR 2007/2013. Azioni per lo sviluppo dellArte Contemporanea in Calabria.

Chiesa SantAdriano, San Demetrio Corone

Il Collegio SantAdriano, istituito nel 1794 da Federico IV di Borbone, stato per molti anni un faro di cultura il cui raggio di luce andava ben oltre il comune di San Demetrio Corone, diventando un riferimento educativo nellambito degli studi umanistici e teologici per lintera Calabria. Fucina di diavoli lo definirono i Borboni, per via della partecipazione di parecchi suoi studenti e insegnanti ai moti risorgimentali calabresi con non poco contributo di sangue versato per lUnit dItalia. Il Collegio fu a lungo un luogo di illuminazione intellettuale, in cui nascevano e fermentavano delle idee forti e coraggiose, capaci di criticare e combattere loscurantismo culturale e la pavidit da esso generata. Non forse questo uno degli scopi principali della cultura in genere e, nello specifico, dellarte contemporanea? Sin dallavvento delle avanguardie del 900, larte ha trovato il suo motore primario nella critica e nella messa a nudo delle incongruenze e dei problemi della societ, ponendosi, in molti casi, in contrasto con le istituzioni e il loro pensiero dominante. Proprio come accadde agli studenti e agli insegnanti del Collegio, che si scagliarono contro i Borboni in difesa degli ideali dellUnit Nazionale. Non c modo migliore, dunque, per ricordare il glorioso passato culturale della Citt, che farlo rivivere attraverso la presenza, allinterno delle sue mura pi rappresentative, di alcuni dei nomi pi importanti e significativi della ricca stagione artistica del secondo 900: i protagonisti dei movimenti artistici che, allora, rappresentarono al meglio lesigenza di cambiamento, rinnovamento estetico e poetico e la necessit di rivoluzionare larte dall interno, superando gli accademismi statici e vetusti e contribuendo alla liberazione della creativit dai supporti e dai linguaggi tradizionali. La presenza di questi artisti rivoluzionari diventa ancor pi interessante nel momento in cui essa viene aancata a quella di una collezione di giovani talenti originari della nostra Regione, facendo rinascere il fondamentale binomio allievo-maestro, connaturato a questi spazi intrisi di storia. Laugurio che la VII edizione della Biennale dArte Contemporanea Magna Grecia faccia scaturire un nuovo dialogo tra i grandi nomi del passato e i giovani talenti del futuro, facendo s che le opere dei primi trasmettano il coraggio e la spregiudicatezza dei loro autori ai secondi.
Salvatore Mauro Consigliere comunale delegato alla Cultura Citt di San Demetrio Corone

Il linguaggio delle arti figurative spesso non semplice: va tradotto, decifrato, filtrato mediante una memoria, impastata di cultura e sensibilit. L'uomo s'intende col suo prossimo attraverso la parola. Eppure anche questo mezzo si precisa, si articola, si arricchisce di sfumature nuove per adeguarsi alle esigenze sempre pi complesse di una societ in rapido sviluppo. Ma il linguaggio dell'uomo si esaurisce nella parola? I modi e le forme di espressione a cui ricorso, fin dai primi passi del suo cammino, non si riducono all'articolazione dei suoni. Disegnare, dipingere, modellare figure e cose, riempire gli spazi sono, al pari della parola, mezzi del comunicare. I soli a volte che ci sono rimasti per leggere la storia antica. Questi mezzi, nel linguaggio moderno, hanno acquistato capacit espressive nuove. La tecnica e la scienza mettono a disposizione delle arti figurative strumenti che rendono possibile uno scambio pi articolato e ricco. Si comunica in un clima di ricerca continua e di tensione, nei modi e con i mezzi pi diversi. Si comunica, cio si trasferisce ad altri il proprio mondo di pensieri e di sentimenti. Con profonda coerenza l'artista delinea la via in base alla quale l'arte possa dar luogo a una realt sua propria, strutturata in piena autonomia. Affrancata dai limiti del materialismo, la pittura perviene finalmente ad esprimere valori puramente spirituali ed emozionali, sostituendo sistematicamente la rappresentazione di un oggetto estrinseco con la semplice presenza dei colori, ciascuno scelto in base al proprio valore percettivo, emotivo, spirituale. E in questo rapporto, a precisarlo ed arricchirlo, intervengono tutte le forme di espressione. Queste, a volte acquistano addirittura il senso di una missione il cui scopo ricade dall'arte sul mondo. un diverso modo di sentire la creativit, il suo ruolo, il suo valore e il suo significato nel contesto della vita dell'artista e della societ stessa. Scardinando ogni residuo privilegio, autonomia e gratuit della sfera inventiva come territorio separato, l'impulso e l'azione riconquistano uno spazio vitale direttamente nel mondo e attraverso il confronto immediato non soltanto con un astratto ideale estetico ma con la comunicazione di massa, la pubblicit, il comportamento quotidiano; il territorio, insomma, delle relazioni autentiche, comprensive delle loro implicazioni. Questi messaggi, vero, spesso risultano dicili, intraducibili per molti. Ma che significa? Ci si arresta forse davanti ad una poesia o ad un racconto che non si risolvono in una facile lettura? Si pu oggi considerare il linguaggio delle arti figurative un dato non necessario nella vicenda dell'uomo? La risposta non dobbiamo cercarla solo in ragioni di carattere culturale ma dentro questa vicenda stessa, dalla quale risulta, senza ombra di smentita, che l'interesse per le arti figurative si va rapidamente dilatando. E la ragione c'. La conoscenza del fatto d'arte ancora spesso circoscritta ai ristretti settori degli specialisti. Troppe esperienze si muovono entro confini provinciali, pertanto la promozione di una grande campagna che liquidi l'analfabetismo nei confronti dell'arte contemporanea, diventa dunque esigenza vitale per l'estro. La VII edizione della Biennale d'Arte Contemporanea Magna Grecia anche quest'anno vuole orire occasioni di confronto, crescita, dibattito sulla scia delle opportunit che nel tempo ha dato all'Arte e agli Artisti. E oggi lo fa con nuova linfa.
Maria Credidio Presidente Biennale d'Arte Contemporanea Magna Grecia

Di Biennali pieno il mondo e qualcuno potrebbe mettere in dubbio lutilit di unennesima manifestazione che si fregi di questo titolo. Perch quando si dice Biennale, non sintende semplicemente un evento artistico che si ripete ogni due anni, ma automaticamente se ne sottolinea loerta qualitativa e linteresse dal punto di vista artistico contemporaneo. Una Biennale non pu essere una raccolta di opere casuali. Deve avere una logica e, soprattutto, deve essere attuale e di conseguenza prendersi dei rischi, perch lattualit, per sua natura, non conclamata, n tantomeno storicizzata, e di conseguenza non nota al grande pubblico. Ogni nuova Biennale importante, dunque, proprio perch porta delle novit, o almeno dovrebbe farlo. Quella del Collegio SantAdriano di San Demetrio Corone non pu essere definita una nuova Biennale. Questa, in fin dei conti, gi la VII edizione, ma per me, in quanto Direttore artistico della rassegna, e per il resto dello sta e dei collaboratori del MACA che ne hanno curato con me il progetto, , ancora prima che unedizione inaugurale, un vero e proprio Numero 0. Arontiamo questa prima collaborazione tra il museo di Acri e la Biennale Magna Grecia come uno spazio ideale per sperimentare un approccio pi ampio al concetto di mostra, a cui siamo abituati in quanto entit museale. Quasi senza volerlo, questa rassegna si trasformata nella lente dingrandimento dellattivit espositiva del MACA che si susseguita incessantemente nei sette anni dalla nascita del museo, presentandone le due caratteristiche che maggiormente lo contraddistinguono nel panorama museale calabrese e nazionale: lattenzione volta sin dallinizio alla fondamentale stagione artistica della seconda met del Novecento, scandagliata in tutta la sua infinita profondit, e la volont di dare spazio alla proposta artistica del territorio e, in particolare, alle nuove generazioni. Da questi presupposti nascono le prime due sezioni della VII edizione della Biennale Magna Grecia: una che presenta i lavori di alcuni dei pi importanti maestri del XX e XXI secolo e laltra che coincide con la seconda tappa del progetto Young a Art, attraverso il quale il MACA si trasforma in promotore attivo della vivace scena contemporanea calabrese. Gli artisti della prima sezione non sono stati scelti casualmente o per semplice notoriet artistica. In collaborazione con lassociazione culturale De Arte abbiamo inteso realizzare un percorso che toccasse la quasi totalit di quelle che potrebbero essere definite le Seconde avanguardie del Novecento, quelle che sono venute alla luce a partire dallimmediato secondo dopoguerra, riprendendo le esigenze di sperimentazione delle prime avanguardie (Surrealismo, Cubismo, Futurismo e, soprattutto, Dadaismo), spesso estremizzandole. I corridoi e le sale del Collegio SantAdriano fanno da cornice a una breve storia un riassunto sulle tante rivoluzioni artistiche che si sono susseguite dai primi anni Sessanta in avanti, trovando il punto di partenza nel Nouveau Realisme, presentato attraverso le sculture di due dei suoi pi importanti e radicali rappresentanti: Armand Pierre Fernandez detto Arman e Daniel Spoerri. Proseguendo in senso cronologico, non potevano mancare alcuni dei nomi che hanno reso speciale e irripetibile il periodo della seconda met degli anni Sessanta nella citt di Torino, luogo di nascita dellArte Povera. Abbiamo inteso, per, gettare uno sguardo pi ampio e variegato su quel fondamentale movimento, presentando i lavori di due dei suoi componenti uciali Mario Merz e Michelangelo Pistoletto , fianco a fianco con tre artisti che, nello stesso periodo, entravano e uscivano dalle sue fila, forse troppo estrosi per essere racchiusi in ununica categoria: Piero Gilardi, Ugo Nespolo e Gianni Piacentino. Altra esperienza irrinunciabile per chi voglia render pienamente conto dei movimenti artistici del secondo Novecento, senza dubbio la Transavanguardia, che viene esplicitata dai lavori di Sandro Chia e Mimmo Paladino e, in un certo senso, in capo scultoreo dalla scultura post-concettuale di Luigi Mainolfi. Dato che la storia dellarte un continuo fluire, non volevamo dare vita a un insieme eccessivamente statico, che presentasse solo ed esclusivamente i lavori di maestri gi ampiamente storicizzati. per questo che nella stessa sezione appaiono anche i nomi di Pascal Bazil, Mauro Benetti e Vik Muniz, appartenenti a una generazione successiva cos come Antonio Gatto e Laura Patacchia, che con la Presidente Maria Credidio realizzano per la Biennale uninteressante opera a sei mani ospitata in una sezione dedicata , ma che, come i succitati artisti, trovano nella sperimentazione e nella commistione dei generi le loro caratteristiche fondamentali. La VII edizione della Biennale Magna Grecia quindi unoccasione per raccontare delle storie artistiche di enorme importanza, facendole rivivere attraverso la compresenza delle opere di una serie di giovani talenti, come lartista Giovanni Longo, a cui dedicato il focus Hand Made sulla scultura contemporanea. Una commistione che, siamo pienamente convinti, ne sottolinea la freschezza e lattualit. 8
Silvio Vigliaturo

ARMAN Fernandez

Armand Pierre Fernandez, noto come Arman (Nizza, 1928 New York, 2005), stato un pittore e scultore francese. Studia alla Scuola di Arti decorative di Nizza e alla Scuola del Louvre di Parigi. Dopo un primo periodo di pittura tradizionale, comincia a sperimentare con Timbri su carta moltiplicati ossessivamente (Cachets), per passare successivamente alle Tracce e alle Impronte (Allures). Arman tra i primi firmatari (insieme a Klein, Hains, Raysse, Tinguely, Villegl, Dufrne) ed esponente di rilievo del Nouveau Ralisme, il movimento nato attorno al critico Pierre Restany che nel 1960 ne stil il manifesto. Dissacra larte tradizionale in favore di una revisione dellestetica delloggetto. Le Impronte (Cachets) le Accumulazioni, le Immondizie (Poubelles), i Tagli (Coupes), e le Collere (Colres), oggetti fracassati o tagliati dallartista, indirizzate generalmente verso strumenti musicali della tradizione borghese, costituiscono oggi il versante pi noto di tutta la sua prolifica attivit. Molto importante il periodo delle Accumulazioni, che potevano essere accumulazioni di scarpe, monete, orologi, pennelli, tubetti di colore e altro. Da ricordare anche le sue opere scultoree bronzee che rappresentavano gli stessi soggetti delle tele. Lartista presente nei musei pi importanti del mondo e durante la sua attivit ha realizzato pi di 500 personali.

Coupe de trompette
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2005 scultura in bronzo a patina bruna cm 67 x 38 x 40

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PASCAL

BAZIL

Pascal Bazil (Boulogne Billancourt, 1957) un pittore e scultore francese. Vive e lavora tra Amboise e Parigi. Tra il 1974 e il 1978 studia alla Scuola di Arti Grafiche e successivamente alla Scuola Superiore di Belle Arti di Parigi. Tra il 1994 e il 2002 si dedica alla serie dei Fleurs de fer, composta da dodici sculture che vengono successivamente esposte in numerosi spazi espositivi e importanti gallerie europee. Con la serie memoriale dei Fleurs de fer dimostra di essere lartista pi capace di dare consistenza figurativa a quanto il filosofo Gaston Bachelard diceva riguardo allessenza dei sogni dinfanzia, i quali ruotano intorno al dissidio di recuperare un antecedente dessere per risalire la corrente. A ritrovare il grande lago delle acque calme in cui il tempo si riposa dallo scorrere. Tuttavia, le rveries di Bazil sono rammemorazioni cimiteriali che hanno a che fare con lacqua solo in seconda battuta. Da fanciullo, mentre i parenti sintrattenevano sulle tombe di famiglia nel camposanto del villaggio di Saint-Piat, era aascinato dalle steli sepolcrali sotto cui riposavano giovani donne annegate. Scrive Bazil: La mia immaginazione di bambino si sforzava di ridare vita a quelle morte. A quelle vergini di ventanni di cui non restava pi che la melodia del nome. Le opere sono il risultato di quella concitazione immaginaria e sono lespressione concreta di unattitudine vivificante interna alla rverie.

Dimanche
2009 scultura in acciaio pieno cm 190 x 16 x 88

Blanche
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2009 scultura in acciaio pieno cm 190 x 17 x 88

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Mauro BENETTI

Mauro Benetti nasce a Beinasco nel 1958. Diplomato allAccademia Albertina di Belle Arti di Torino, inizia a esporre nel 1985 alla Promotrice delle Belle Arti del capoluogo piemontese. Nel 2002 si ritira nel suo studio nelle colline, uno spazio ideale a contatto con gli elementi e i processi naturali. Durante larco della sua carriera ha esposto le sue opere in mostre personali e collettive in importanti gallerie italiane ed estere. La pittura di Mauro Benetti generata da un processo creativo alimentato dallenergia mentale ed emozionale di una singolare visionariet immaginifica. Questa visionariet da un lato ha radici che pescano nel profondo della dimensione dellinfanzia, dove la realt trasfigurata attraverso fantasticherie di autentica e aascinante freschezza poetica, e dallaltro lato fa riferimento a una visione del mondo incentrata su una sorta di bizzarra visualizzazione iconica degli enigmi della vita umana e dei misteri della natura, del microcosmo e del macrocosmo, in chiave decisamente organicistica, con suggestive valenze oniriche e surreali. Ogni tema, ogni problema strettamente legato ad una prospettiva suggestiva: lio dellartista in modo esplicito o implicito sempre in primo piano sulla scena.

Erbario
2007 tecnica mista su cartoncino cm 76 x 103

Erbario
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2007 tecnica mista su cartoncino cm 76 x 103

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SANDRO CHIA

Sandro Chia nasce a Firenze nel 1946. Studia presso lIstituto dArte e poi allAccademia di Belle Arti di del capoluogo toscano, dove si laurea nel 1969. Dopo la laurea, intraprende una serie di viaggi in India, in Turchia e in tutta Europa, prima di stabilirsi a Roma nel 1970. tra gli artisti partecipanti al movimento italiano della Transavanguardia, teorizzato dal critico Achille Bonito Oliva. Durante la sua carriera espone in molti dei pi importanti musei e gallerie del mondo, alla Biennale di Parigi e San Paolo e tre volte alla Biennale di Venezia. Tra le sue pi importanti mostre personali ci sono quelle al Museo Stedelijk di Amsterdam (1983), il Metropolitan Museum di New York (1984), la Galleria Nazionale di Berlino (1984, 1992), il Museo dArte Moderna di Parigi (1984), Palazzo Reale di Milano (1997), la Galleria Civica di Siena (1997), la Galleria Civica di Trento (2000), il Museo dArte di Ravenna (2000); Palazzo Pitti e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze (2002), e pi recentemente il Duomo di S. Agostino a Pietrasanta (2005) e la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma (GNAM) (2010). Nel 2003, lo Stato italiano acquista tre sue importanti opere per la collezione permanente del Senato della Repubblica Italiana a Palazzo Madama, e nel 2005, due sculture monumentali sono acquistate dalla Provincia di Roma e poste di fronte alla sua sede in Via IV Novembre, a Roma.

Composizione con figura


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1989 tecnica mista su carta cm 70 x 50

La Sirena
1999 gouache su cartone applicato su tavola cm 96 x 108

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PIERO

GILARDI

Piero Gilardi nasce a Torino nel 1942. Nel 1962, realizza la sua prima mostra personale Macchine per il futuro. Due anni pi tardi realizza le prime opere in poliuretano espanso ed espone a Parigi, Bruxelles, Colonia, Amburgo, Amsterdam e New York. A partire dal 1968 interrompe la produzione di opere per partecipare allelaborazione tecnica delle nuove tendenze artistiche della fine degli anni 60: Arte Povera, Land Art, Antiform Art. Collabora alla realizzazione delle due prime rassegne internazionali delle nuove tendenze allo Stedelijk Museum di Amsterdam e alla Kunsthalle di Berna. Nel 1969, comincia una lunga esperienza transculturale diretta allanalisi teorica e alla pratica della congiunzione Arte Vita. Nel 1981, riprende lattivit nel mondo artistico, esponendo in gallerie delle installazioni accompagnate da workshop creativi con il pubblico. A partire dal 1985 inizia una ricerca artistica con le nuove tecnologie attraverso lelaborazione del Progetto IXIANA che, presentato al Parc de la Villette di Parigi, prefigura un parco tecnologico nel quale il grande pubblico possa sperimentare in senso artistico le tecnologie digitali. Nel corso degli ultimi anni sviluppa una serie di installazioni interattive multimediali con una intensa attivit internazionale. Dal 2002 direttore artistico del PAV (Parco dArte Vivente) di Torino. Nel 2012, il Museo dArte Contemporanea del Castello di Rivoli (To) gli dedica una personale dal titolo Piero Gilardi 1963-1983.

Gazza nella neve


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2012 poliuretano espanso cm 70X70

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Autunno sul Greto


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2012 poliuretano espanso cm 50x50

LUIGI MAINOLFI

Luigi Mainolfi (Rotondi, 1948) uno scultore italiano. Noto a livello internazionale, uno dei principali rappresentanti della cosiddetta scultura post-concettuale, impostasi al principio degli anni 80. Sin dagli esordi realizza sculture utilizzando materiali poveri e naturali (terracotta, gesso, legno, pietra lavica) e fusioni in bronzo. Dopo gli studi di pittura allAccademia di belle arti di Napoli attratto dal panorama artistico e culturale torinese e nel 1973 vi si trasferisce. I primi lavori indagano il corpo e il gesto: nelle prime esposizioni e performance, presenta calchi del proprio corpo in gesso che lascia consumare nellacqua facendo s che la scultura si trasformi e si degradi. Tra il 1979 e 1980 realizza la Campana alla galleria Tucci Russo di Torino e La sovrana inattualit al Padiglione d'arte contemporanea di Milano nel 1982. Nel decennio che segue presenta grandi terrecotte, con paesaggi e soggetti di ispirazione fiabesca. Partecipa alla Biennale di Sao Paulo (1981); espone alla Biennale di Venezia (1982, 1986 e 1990) e a Documenta 7 di Kassel (1982). il disegno ad accompagnare tutta la produzione di Mainolfi. Nel 1987 vince il "superior prixe" al 5th Henry Moore G.P. in Giappone, con il grande bronzo Citt gigante (1986) e ottiene il premio Michelangelo per la scultura (2007) conferitogli dalla citt di Carrara.

Composizione con figura


1989 tecnica mista su carta cm 70 x 50

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MARIO

MERZ

Mario Merz (Milano, 1925 Torino, 2003) stato un artista, pittore e scultore italiano, esponente della corrente dell'Arte Povera. Cresciuto a Torino, frequenta per due anni la facolt di medicina. Durante la Seconda Guerra Mondiale entra nel gruppo antifascista Giustizia e Libert e nel 1945 viene imprigionato. Dopo la Liberazione si dedica a tempo pieno alla pittura. Comincia con uno stile astratto-espressionista, per poi passare a un trattamento informale del dipinto. Nel 1954 viene allestita la sua prima personale presso la galleria La Bussola di Torino. A met degli anni 60 abbandona la pittura per sperimentare materiali diversi, come i tubi al neon, il ferro, la cera e la pietra, con cui sperimenta i primi assemblaggi tridimensionali, le Pitture volumetriche. presente fin dalle prime mostre dell'Arte Povera, insieme con gli artisti che partecipano alla collettiva organizzata dal critico Germano Celant alla Galleria La Bertesca di Genova (1967). Il clima del '68 e l'idea di un rinnovamento politico e sociale si riflettono nelle sue opere: Merz riproduce con il neon gli slogan di protesta del movimento studentesco. Dal 1968 inizia a realizzare strutture archetipiche come gli Igloo realizzati coi materiali pi disparati. Dal 1970 introduce nelle sue opere la successione di Fibonacci come emblema dell'energia insita nella materia e della crescita organica.

Komposition
1982 acquerello, gouache, aerografo e collage su carta applicata su cartone cm 88 x 108

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VIK MUNIZ

Vicente Jos de Oliveira Muniz, noto come Vik Muniz (San Paolo, 1961), un artista visivo brasiliano che vive a New York City. Muniz ha iniziato la sua carriera come scultore alla fine degli anni 80. Nel 2010, il film documentario Waste Land, diretto da Lucy Walker, ritrae il suolavoro in una delle pi grandi discariche del mondo, Jardim Gramacho, alla periferia di Rio de Janeiro. Il film nominato all'Academy Award per il miglior documentario. Arrivato a New York nel 1983, Munizh lavora come corniciaio. La sua prima personale come scultore del 1988. Successivamente, inizia a sperimentare con il disegno e la fotografia. Muniz specializzato nel rifacimento di famose opere d'arte con materiali diversi e innovativi, che successivamente ritrae in fotografie. Le sue opere sono state esposte in numerose personali al Whitney Museum of American Art di New York, al Centro Internazionale di Fotografia, Paco Imperiale di Rio, e al MACRO di Roma, tra gli altri. Il suo lavoro presente nelle collezioni del MoMA, Art Institute of Chicago, Daros America Latina, Zurigo, Fondation Cartier pour l'Art Contemporain, Parigi, il Solomon R. Guggenheim Museum, New York, The Metropolitan Museum of Art , New York, NY, Museu de Arte moderna de Sao Paulo, Brasile, Museo di Arte Contemporanea di Tokyo, in Giappone, Museum of Fine Arts, Boston, Museum of Fine Arts, Houston, la Tate Gallery, Londra.

Dominique
tnd platinum print cm 25 x 25

El matador
1991 from the series Pictures of Wire tnd platinum print cm 28 x 28 29

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UGO

NESPOLO

Ugo Nespolo (Mosso, 1941) un pittore e scultore italiano. Diplomato allAccademia Albertina con Enrico Paolucci, Nespolo avverte subito lesaurirsi definitivo di una stagione accademica e provinciale, esplorando inedite possibilit sul piano delle scelte non solo espressive, ma, in senso lato, intellettuali. Esordisce nel panorama artistico italiano negli anni sessanta con contaminazioni della Pop Art e con una stretta militanza con concettuali e poveristi. La sua produzione si caratterizza presto per il forte accento trasgressivo, ironico e quell'apparente senso del divertimento, doti che si presteranno alla tela cinematografica, esplorando presto, negli anni settanta, anche questo mezzo di espressione. Molto stretti sono, sin dallinizio, i rapporti con gli elementi di punta della cultura torinese: le sue due prime personali (Ugo Nespolo e La logica del puzzle, presso la Galleria Il Punto di Torino), nel 1966, sono accompagnate da testi di Edoardo Sanguineti, che era allora il gi riconosciuto capofila della neoavanguardia; al cosiddetto Gruppo 63 appartiene anche Renato Barilli, che, con critici di punta come Crispolti, Trini, Celant, Dorfles e Caramel, segue gli esordi del giovane artista. Per non dire di Ben Vautier, che ne schizzava di scorcio questo ritratto: Nespolo est ambitieux. Nespolo est jaloux. Nespolo est hypocrite. Nespolo est mchant. Nespolo est menteur et rus. Nespolo est dvor de prtention. Cest un loup. Il se porte bien.

Paris
30
2013 acrilici su legno cm 70 x 50

Casin
2013 acrilici su legno cm 30 x 30

Cher Henry
2013 acrilici su legno cm 30 x 30

Esotico
32
2013 acrilici su legno cm 30 x 30

43
2013 acrilici su legno cm 30 x 30

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MIMMO

PALADINO

Nato a Paduli, in provincia di Benevento nel 1948, Mimmo Paladino passa la sua infanzia a Napoli e, dal 1964 al 1968, frequenta il Liceo Artistico a Benevento. Muovendo dal clima comune del concettuale, la prima fase dell'attivit dell'artista s'incentra principalmente sulla fotografia. La sua prima personale si tiene allo Studio Oggetto di Enzo Cannaviello a Caserta, nel 1969. Tuttavia, le eccezionali doti di disegnatore di Paladino non rimangono a lungo celate. Nel 1977 realizza un grande pastello sul muro della galleria di Lucio Amelio a Napoli. Nello stesso anno si trasferisce a Milano. Nella seconda met degli anni 70 riscopre la pittura e recupera il colore sia nella sua valenza espressiva sia nella matericit del pigmento Nel 1980 giunge all'elaborazione di superfici di grandi dimensioni e opere di forte impatto visivo nelle quali racconta la vita e il mistero della morte. Nei primi anni 80, il critico Achille Bonito Oliva tesorizza la Transavaguardia, movimento di cui far parte anche Paladino. Le mostre alle quali l'artista campano partecipa in questi anni testimoniano quanto la sua pittura sia debitrice nei confronti del passato sia per i contenuti che per le forme, ma come al tempo stesso sia densa di simboli e capace di aprirsi a nuove prospettive. Negli anni successivi si dedica pi intensamente alla stampa d'arte ed esplora altri settori, come quello della ceramica e della terracotta. Musei di rilevanza mondiale espongono le sue opere.

Alceo Atlantico
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1987 Linoleumgrafia cm 204,5 x 75 1990 serigrafia, xilografia, acquaforte, puntasecca sbalzo p.a. cm 159,5 x 223,5

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LA TEMPESTA
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2006 olio su tela e ferri cm 20x38

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GIANNI

PIACENTINO

Gianni Piacentino nasce a Coazze (To), nel 1945. Studia filosofia allUniversit di Torino e, successivamente, lavora come guida presso la GAM di Torino. Come artista esordisce alla met degli anni 60, entrando nella cerchia dellArte Povera ed esponendo le sue opere in numerose personali e collettive legate al gruppo. Negli anni 70 realizza prototipi di veicoli utilizzando materiali industriali, sculture dalle forme geometriche essenziali realizzate in legno plastificato e verniciato e sviluppando, parallelamente, unoriginale idea di pittura. I suoi lavori sono stati ampiamente esposti in Europa fin dal 1966 in spazi pubblici quali: il Palais des Beaux Arts di Bruxelles, il Centro de Arte Reina Sofia di Madrid; la Galleria d'Arte Moderna di Bologna e Palazzo delle Esposizioni a Roma; la National Galerie di Berlino, Gesellschaft fr Aktuelle Kunst di Brema e il Museum am Ostwall di Dortmund; PS1 a New York oltre a numerose gallerie private tra cui Galleria Sperone e Galleria C. Stein a Torino, Galleria Toselli a Milano, Lia Rumma a Napoli. Nel 1977 stato invitato a partecipare a Documenta 6, Kassel, Germania e nel 1993 alla XLV Biennale di Venezia, Italia. I suoi lavori fanno parte delle collezioni permanenti della Galleria d'Arte Moderna di Torino e del museo di Reggio Emilia, del Power Institute of Fine Arts di Sidney, della National Galerie di Berlino e del Neuen Museums Weserburg a Brema.

Silver Wing with crown and crossed propeller II


1972 bronzo e ottone argentati cm 40 x 83 x 4,5

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MICHELANGELO

PISTOLETTO

Michelangelo Pistoletto nasce a Biella nel 1933. Inizia a esporre nel 1955 e nel 1960 tiene la sua prima personale alla Galleria Galatea di Torino. Nel biennio 1961-1962 approda alla realizzazione dei Quadri specchianti, che includono direttamente nellopera la presenza dello spettatore, la dimensione reale del tempo e riaprono alla prospettiva, rovesciando quella rinascimentale chiusa dalle avanguardie del XX secolo. Con questi lavori Pistoletto raggiunge riconoscimento e successo internazionali, che lo portano a realizzare mostre personali in prestigiose gallerie e musei in Europa e negli Stati Uniti. I Quadri specchianti costituiranno la base della sua successiva produzione artistica e riflessione teorica. Tra il 1965 e il 1966 produce un insieme di lavori intitolati Oggetti in meno, considerati basilari per la nascita dellArte Povera, movimento artistico di cui Pistoletto animatore e protagonista. Nel 1978 tiene una mostra nel corso della quale presenta due fondamentali direzioni della sua futura ricerca e produzione artistica: Divisione e moltiplicazione dello specchio e Larte assume la religione. Allinizio degli anni Ottanta realizza una serie di sculture in poliuretano rigido, tradotte in marmo per la mostra personale del 1984 al Forte di Belvedere di Firenze. Nel 2007 riceve a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts. Direttore Artistico di Evento 2011 a Bordeaux. Nel 2013 ha tenuto una mostra personale al museo del Louvre di Parigi.

Frattale
1999 - 2000 acrilici su specchio dimensioni variabili

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Frattale
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1999 - 2000 acrilici su specchio dimensioni variabili

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La prima edizione del progetto Young at Art, tenutasi lo scorso anno, ha preso forma sotto i nostri occhi sviluppandosi liberamente come un work in progress e assumendo, quasi in autonomia, la sua struttura di mostra itinerante suddivisa in quattro tappe. La stessa dimensione che abbiamo voluto ripresentare questanno, limando il minimo indispensabile per correggere qualche piccolo inevitabile errore e apportando quelle che riteniamo essere delle migliorie organiche a un progetto che cresce, si allarga, si fa conoscere da un pubblico sempre pi vasto e, ancora in futuro, dovr crescere, rinnovarsi e attirare a s attenzioni e curiosit sempre nuove. La novit principale di questa seconda edizione data dalla decisione di allargare il campo dei partecipanti al concorso preliminare attraverso cui vengono scelti gli artisti del progetto Young at Art. Se lanno scorso ci siamo limitati ad accettare le candidature dei soli artisti Under 35 nati e residenti in Calabria, questanno, pur mantenendo lessenziale sbarramento anagrafico, abbiamo deciso di aprire le porte anche ai giovani talenti che hanno scelto, per un motivo o per laltro, di emigrare, e ora operano in unaltra regione o in un altro Stato. Labbiamo fatto con la ferma convinzione che in unopera darte siano sempre e comunque presenti la storia e le radici di chi lha realizzata. Da qui il sottotitolo della prima tappa espositiva, tenutasi al MACA di Acri tra laprile e il giugno scorsi: Home is Where the Art is (La casa dov larte), dove la parola Art si va a sostituire ad Heart (cuore), sottolineando laspetto vitale e passionale della creativit artistica. Rispetto allanno passato, poi, raddoppiato il numero degli artisti selezionati per prendere parte al progetto itinerante, che si rinnova con questa seconda prestigiosa tappa presso il Collegio SantAdriano di San Demetrio Corone, in occasione della Biennale darte contemporanea Magna Grecia, per concludersi a Torino, nel mese di novembre, in concomitanza

con la fiera darte contemporanea Artissima. Se lanno scorso avevamo sei artisti a rappresentare il meglio della creativit del territorio, questanno abbiamo ben dodici rappresentati pressoch dellintera gamma dei linguaggi espressivi dellarte contemporanea. Particolarmente nutrita , questanno, la sezione dedicata alla fotografia, che annovera gli artisti Salvatore Colloridi, Marco Colonna, Domenico Mendicino, Gregorio Paone e Salvatore Insana. Questultimo presente, con unopera, anche nella sezione video, di cui fa parte anche lartista Giusy Pirrotta. Sono tre, invece, i pittori che prendono parte alledizione 2013 del progetto Young at Art. Anna Capolupo, Maurizio Cariati e Giulio Manglaviti, enormemente distinti fra loro per stile, tecnica e tematiche arontate nei rispettivi lavori. Lartista Mirella Nania testimonia della freschezza dellapproccio digitale applicato al mondo dellarte. Non mancano poi gli approcci ibridi, come la pittura materica proposta da Giovanni Fava e la scultura fatta di materiali di recupero, naturali e artefatti, di Giuseppe Guerrisi. Il talento dei dodici giovani artisti e lelevata qualit delle opere che hanno messo a disposizione del progetto ci permettono di pensare alle quattro occasioni espositive come ad altrettante vetrine allestite appositamente per mettere in risalto le diversit di un territorio particolarmente ricco e fertile, scegliendo degli esponenti di forme espressive tra loro eterogenee, convinti che proprio questa diversit sia lindizio principale della ricchezza della Calabria artistica, che sta finalmente cominciando a credere in se stessa e nelle proprie potenzialit. Dodici giovani talenti per dodici linguaggi nuovi che raccontano della freschezza di un territorio in rinascita.
Massimo Garofalo e Andrea Rodi

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Capolupo
Anna

Anna Capolupo (Lamezia Terme, 1983), laureata allAccademia di Belle Arti di Firenze, presso la scuola di pittura del prof. Adriano Bimbi, vive e lavora tra Lamezia Terme, Firenze e Berlino. Sulle sue tele si mescolano inchiostri, acrilici e gessi per dare vita ad appassionati studi sulla natura dello spazio. Le stanze, colme di oggetti di uso quotidiano apparentemente abbandonati, e gli scorci urbani e suburbani sono insiemi che restituiscono una sensazione di estremo realismo, trascendendo la somma delle loro singole parti: le forme geometriche dei palazzi austeri o dei dispenser di sapone liquido; le macchie cromatiche informali delle foglie autunnali degli alberi berlinesi o di una spugna appoggiata sul bordo di un lavandino. Nel 2011, il CAT di Tarquinia ha ospitato una sua personale dal titolo Dettagli, Firenze, Berlino. Nel 2012, ha preso parte alle collettive Rigenera, a Catania, e Dentro fuori, fuori dentro, organizzata dallassociazione Non fatelo a casa, presso il Chiosco di San Domenico, a Lamezia Terme.

Ordine Elettrica

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Cariati
Maurizio

Maurizio Cariati (Cosenza, 1981), laureato in Arti Visive, indirizzo Pittura, presso lAccademia di Belle Arti di Brera, Milano, vive e lavora tra Sartano (Cs) e il capoluogo lombardo. I suoi ritratti deformati nascono da un sapiente e innovativo uso della tecnica dellestroflessione della tela, di eredit novecentesca. Introdotta in ambito astrattista a met del secolo scorso da Agostino Bonalumi ed Enrico Castellani, lestroflessione, nelle mani di Maurizio Cariati, si trasforma in un espediente per rivitalizzare lantica arte del ritratto, regalando allo spettatore la sensazione intima di osservare dei primissimi piani attraverso la piccola lente bombata di uno spioncino. Nel 2011, stato selezionato da Vittorio Sgarbi per partecipare alla mostra calabrese legata al Padiglione Italia della 54 Biennale di Venezia, tenutasi presso Villa Genoese Zerbi, Reggio Calabria. Nel 2012, ha partecipato alla collettiva La Verit la Luce, trentatre giovani artisti per un pensiero dautore, presso il Centro per lArte Contemporanea Open Space di Catanzaro.

Lino nel buio!

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Che cavolo ti ridi!

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Colloridi

Salvatore Colloridi (Polistena, 1978), diplomato geometra e agente di commercio dal 2003, vive a Cinquefrondi. Fotografo amatoriale dotato di sensibilit e delicatezza, Salvatore Colloridi, nellopera Pescatori, cattura la quotidianit dellattesa delle mogli che scrutano lorizzonte in cerca delle sagome delle imbarcazioni dei mariti, i quali hanno passato a jornata a mmari. Lattesa trascesa in un bianco e nero pastoso, in cui si mescolano auliche figure letterarie e melodrammatiche dallArianna del mito greco, che guarda salpare Teseo, alla Madama Butterfly della romanza Un bel d vedremo, di Giacomo Puccini con la poesia grottesca dei Cipr e Maresco di Cinico Tv.

Marco Colonna (Cosenza, 1984) un fotografo professionista. Le due opere in mostra, seppur apparentemente distanti luna dallaltra, si rapportano entrambe con laspetto inquietante, desolato e violento della vita trasformata in un microcosmo chiuso in se stesso. Scena di un crimine traduce le prime indagini sul luogo di un delitto nel linguaggio complesso e miniaturizzato degli scacchi. La finestra dei sogni suggerisce una via di fuga dallabbandono di una casa vuota e diroccata. Oltre la finestra spoglia si distende un paesaggio che si apre in un cielo libero e infinito in cui il pensiero naufraga dolcemente. A inizio 2013, ha vinto il concorso FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche).

Salvatore

Scena di un crimine

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Pescatori

La finestra dei sogni

Marco
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Colonna

Fava
Giovanni

Giovanni Fava (Polistena, 1981) vive e lavora a Taurianova. Nel 1999 comincia a frequentare lo studio dell'artista Cesare Berlingeri, diventando suo assistente. Nel 2001 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, ritirandosi dopo quasi quattro anni, con lintento di sviluppare un discorso artistico estremamente libero e personale, senza condizionamenti accademici. Linfluenza del Maestro calabrese palpabile nelle opere di Giovanni Fava, sia nella ricerca di materiali inconsueti, che negli accostamenti cromatici puliti, netti e, al contempo, dirompenti e fortemente evocativi. Fava sottopone i suoi quadri a una metamorfosi scultorea, cos come le opere tridimensionali diventano superfici per accogliere segni arcaici che si rivolgono direttamente allinconscio delluomo. Nel 2009, ha preso parte alla mostra Mondi Paralleli / Parallel Worlds, evento collaterale della 53 Biennale di Venezia. Nel 2012, ha esposto le sue opere nella personale Segni infranti, a Catanzaro.

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Over

Senza titolo

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Guerrisi
Giuseppe

Giuseppe Guerrisi (Cinquefrondi, 1984), laureato con il massimo dei voti presso lAccademia di Belle Arti di Reggio Calabria, indirizzo scultura, vive e lavora a Cittanova. Le opere di Giuseppe Guerrisi vivono al confine tra scultura e installazione, nascendo dal curato assemblaggio di materiali di recupero. Residui naturali e artefatti si mescolano per restituire freschezza allantico genere della natura morta. Rami, muschi, fili derba, pietre e ossa si adagiano in una cassetta di legno (Natura morta) o, in unaltra, restano sospese allintreccio di fili tesi (Stacco dimensionale), dando vita, alternativamente, a sottoboschi miniaturizzati e totem arcaici di resti animali e vegetali (Senza titolo). Nel 2012, ha partecipato al Premio Limen Arte, a Vibo Valentia e a Expo Bari, in rappresentanza della Scuola di Scultura dellAccademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Nel febbraio 2013, ha preso parte al progetto Via Artis. Sulle rotte mediterranee, tenutosi a Reggio Calabria.

Natura morta

Natura morta

Senza titolo

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Prospettive

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Insana
Salvatore

Salvatore Insana (Oppido Mamertina, 1984) vive e lavora a Roma. Ha frequentato il Dams dell'Universit di RomaTre, concludendo il suo percorso magistrale, nel 2010, con un elaborato sul concetto di inutile. Con Elisa Turco Liveri, attrice, coreografa e performer, ha creato, nel 2011, la compagnia Dehors/Audela. Salvatore Insana un artista poliedrico capace di sviluppare discorsi ricercati e coerenti in ambito multidisciplinare, passando dalla video-arte al teatro, fino alla fotografia. Le tre opere fotografiche in mostra, parte del progetto Space time lapse, intrise di teatralit, sovrappongono unintensa dimensione onirica a un paesaggio cupo e inquieto. Il video Davanti In front of rielabora la stessa inquietudine trasportandola in una dimensione di voyeurismo urbano, tra il tremore del sentirsi osservatore sotto osservazione, impostore nell'atto del guardare di nascosto, registratore senza permesso. Nel 2013, ha preso parte agli eventi Fear Time, al Circolo degli Artisti di Roma, Visioni darte, presso CaFoscari Cinema, a Venezia e Entre Video, presso lEspace Synesthesie di Saint Denis, Parigi.

Davanti

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Space Time Lapse, out of this time Space Time Lapse, finendoci dentro Space time lapse, senza vita

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Manglaviti
Giulio

Giulio Manglaviti (Reggio Calabria, 1982) vive e lavora a Reggio Calabria. Nel 2006, consegue la laurea in Decorazione presso lAccademia di Belle Arti della sua citt natale. Il linguaggio pittorico di Giulio Manglaviti aonda le radici nellastrattismo novecentesco di matrice informale e, come per i suoi esponenti pi vigorosi da Emilio Vedova a Wols , lestroversione artistica della parte pi profonda dellanima. Si tratta di veri e propri autoritratti dellIo dellartista e della sua incessante mobilit. Per questo motivo, Manglaviti li definisce studi egoistici: sono -ismi, istantanee, singole manifestazioni dellinstancabile attivit dellEgo. Nel 2012, ha partecipa a una collettiva darte contemporanea presso la New Art Gallery di Cosenza e, nello stesso anno, stato segnalato nella seziona pittura del Combat Prize, indetto dal Comune di Livorno.

Studio di un pensiero egoista

Egoismo rosso

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Egoismo

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Mendicino
Domenico

Domenico Mendicino (Lamezia Terme, 1979) vive e lavora a Lamezia Terme. Gli scatti di Domenico Mendicino trascendono la dimensione fotografica restituendo lessenza scultorea e totemica naturale dei tronchi e dei rami degli alberi, che si trasformano in arterie, vene, capillari che trasportano la linfa del pianeta. Lo spettatore, immerso in un irreale silenzio materico ha limpressione di cogliere la sensazione tattile delle cortecce rugose, di calpestare le foglie secche sparse nel sottobosco e di venire avvolto, insieme agli alberi stessi in una fitta nebbia che segna il passare del tempo e la caducit delle cose e delle loro singole esistenze. Nel 2010, gli spazi espositivi di Palazzo Nicotera, a Lamezia Terme, hanno ospitato una sua personale dal titolo LArte Nelle Mani tracce di antichi mestieri nella tradizione. Nel 2011, ha esposto lopera Natura Oltre, presso il Museo del Presente di Rende (Cs).

senza titolo

senza titolo

senza titolo

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Nania
Mirella

Mirella Nania (Cinquefrondi, 1981) art director, illustratrice, graphic designer e aiuto-regista presso il Tycho Creative Studio. Ha conseguito la laurea in Arti visive e discipline dello spettacolo, indirizzo Grafica darte, presso lAccademia di Belle Arti di Reggio Calabria. I collage digitali di Mirella Nania celano uneredit antica dietro un linguaggio visivo estremamente fresco e accattivante. Lopera My body is a cage appare come una rielaborazione contemporanea delle illustrazioni settecentesche, in cui volumi di anatomia e di storia naturale si intrecciano in un inno al legame di appartenenza delluomo alla natura. Le opere della serie 19XX mescolano gli stessi richiami agli erbari e ai bestiari con la presenza delicata di ritratti di bambini, gli stessi che sono i protagonisti del collage dal sopore metafisico di Vita Nova. Nel 2011, ha partecipato alla collettiva Punto critico, presso il Museo del Presente di Rende. Nel 2012, ha preso parte alle mostre No Land Borders, presso la galleria Terrain Vague di Cosenza e Le strade del paesaggio - Percorsi / Tempi Diversi, presso la Galleria dArte Provinciale Santa Chiara, Cosenza.

Vita Nova

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19XX #3

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Paone
Gregorio

Gregorio Paone (Lamezia Terme, 1986), laureando del corso in Scienze della comunicazione pubblica e sociale presso lUniversit di Bologna, vive tra Maida (Cz) e il capoluogo emiliano. Larte fotografica di Gregorio Paone riflette da vicino il suo percorso universitario. Si tratta di scatti estremamente comunicativi che in un solo fermo-immagine dalla grande forza evocativa riescono a restituire scorci sociali significativi di realt molto distanti luna dallaltra. lacqua a fare da filo conduttore delle due opere in mostra. Gli schizzi generati dallimpeto delle onde che si schiantano contro la banchina, avvolgendo di un manto dacqua un pescatore, si rispecchiano nelle fitte gocce di pioggia che cadono sulla medesima esistenza solitaria, incarnata in un altro corpo, in unaltra parte del mondo. Nel 2012, in occasione del Calafrika Music Festival di Jacurso (Cz), ha esposto una raccolta di sue opere sotto il titolo Il viaggio come metafora della vita.

Pescatore

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Pioggia

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Pirrotta
Giusy

Giusy Pirrotta (Reggio Calabria, 1982), ha conseguito il Master Degree in Belle Arti presso il Central Saint Martin College of Art & Design di Londra, citt in cui attualmente vive e lavora. Chroma uno studio sulla percezione del reale esperito attraverso il filtro della finzione filmica, capace di giustapposizioni visive e sonore che ricreano scenari inesistenti, ma perfettamente verosimili. Il film, spiega lartista, studia lambiguit della messa in scena tra reale e cinematografico, tra quello che lo spettatore percepisce e come questo modificato attraverso i mezzi di produzione e nello spazio di produzione e fruizione dellopera. Nel 2011, ha vinto il Red Mansion Art Prize della Red Mansion Foudation di Londra, partecipando successivamente alla mostra curata da Eliza Bonham Carter presso la Royal Academy of Art. Nel 2013, ha preso parte alle collettive Journey to the center of my mind, presso lo spazio Bunkhouse di Madrid e Le figlie di Eva, presso la Fama Art Gallery di Verona.

Chroma

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Chroma

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HAND MADE
Focus sulla scultura contemporanea Giovanni Longo A cinquantanni dai primi esperimenti di arte concettuale, in ambito contemporaneo non si placa la diatriba tra chi considera di primaria importanza il pensiero che sottost a unopera, il suo concetto, e coloro che, al contrario, pi legati a una tradizione artistica secolare, o addirittura millenaria, sostengono che nellatto della creazione ex-nihilo dellopera attraverso la manipolazione della materia continui a risiedere il fondamento per giudicarne il valore artistico. Con questa sezione intendiamo prendere una chiara posizione nel dibattito, seppur non cos radicale quanto potrebbe apparire dal titolo. Larte contemporanea vive di eccessi e, spesso, leccesso concettuale risultato in un esaltazione dellincomprensibilit, dellermetismo e, ancor peggio, dellelitarismo. Siamo consci, tuttavia, dei rischi legati alleccesso opposto e di quanto sia spiacevole ritrovarsi faccia a faccia con opere tanto perfette visivamente quanto vuote nei contenuti. Per questo motivo abbiamo deciso di dar vita un focus sulla scultura contemporanea, dedicandolo a un giovane artista che crea con le mani le proprie opere, ma lo fa a partire da un concetto forte e incredibilmente attuale: quello dellutilizzo di materiali di recupero, lignei o ossei. Giovanni Longo il perfetto rappresentate di una nuova generazione di artisti che hanno metabolizzato la lezione concettuale come testimonia la compresenza delle opere scultoree in legno insieme alla video-installazione Zaleucos CAPTCHA , concretizzandola in unidea di arte intesa come tchne, come saper fare, che aonda le sue radici nelle origini elleniche della nostra cultura e che, quindi, si addice perfettamente a una Biennale denominata Magna Grecia.
Andrea Rodi

Twin Lizards in studio


2013 legno di recupero, gommapiuma, ferro e supporti metallici

Epic
2012 legno di recupero, gommapiuma, ferro e supporti metallici Cm. 146 x 12 x 22

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GIOVANNI LONGO
Giovanni Longo (Locri, 1985) diplomato in scultura presso lAccademia di Belle Arti di Reggio Calabria, da diversi anni sperimenta molteplici linguaggi alla ricerca di soluzioni che possano descrivere al meglio la precariet contemporanea. Dal 2005 la sua attenzione si concentra principalmente sul legno di recupero con il quale, operando un parallelo tra elemento osseo e ligneo, rappresenta simbolici scheletri indeboliti dal tempo. Sperimenta anche disegno, fotografia e video. soprattutto la dimensione della casualit la costante del suo lavoro, aldil del mezzo espressivo utilizzato. Questo diviene evidente nel recupero del legno, ma lo ancor di pi nelle recenti videoinstallazioni realizzate in linguaggio di programmazione Java o nei particolari allestimenti concepiti in luoghi ambigui come gli ascensori, i ponti e tutti quei luoghi di transito. Nel biennio 2009/2010 selezionato in diversi premi internazionali: Arte Mondadori, Arte Laguna, Combat e vince il voto on-line nella sezione installazione & scultura al Premio Celeste per due anni consecutivi. Nel 2011 una sua opera viene esposta alla Tese di S. Cristoforo per il Padiglione Italia/ Accademie alla 54 Biennale di Venezia. Nel 2012 prende parte al workshop Eurasia Wings, nel quartiere M50 a Shanghai. Attualmente vive e lavora in provincia di Reggio Calabria

Uroboro smemorato Zalencos CAPTCHA


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videoinstallazione 2011 legno di recupero, gommapiuma, ferro e supporti metallici Cm. 110 x 110 x 25

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est-ce que tu peux me voir?


progetto a tre voci MNEME DAFFEZIONE, Un viaggio nella mente (mens) ipertestuale capace di ricostruirsi nella triangolazione delle differenze su un'unica voce attraverso varie distanze di lettura. Un complesso di varie storie e differenti tesi ad integrarsi che pur mantenendo le proprie peculiarit vogliono costruire un ensamble a tre come sorgente di equilibri. Vuole proporre una storia sui punti di partenza, sugli argomenti delle dierenze argomentative aperta perch costruita in modo da integrarsi con altri materiali dierenti, e nel suo complesso di varie storie, tentare una lettura sulla evoluzione dei concetti visivi espressi nelle distanze delle poetiche. Lo spazio di esecuzione il teatro presente nella struttura espositiva.

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est-ce que tu peux me voir?


Io son qui

MARIa

CREDIDIO

stampa fotografica su tela, cm. 130x178

Maria Credidio nasce a Terranova da Sibari, in Calabria. Ha completato gli studi artistici nel 1978. Artista poliedrica e di ricerca, conduce intensa attivit e apprezzata sperimentazione artistica. Espone in gallerie private e istituzioni pubbliche con mostre personali e collettive. La sua opera sia grafica sia pittorica ha seguito un percorso coerente in sintonia con le espressioni dellarte del 900. Noti critici si sono interessati alla sua arte. Scrive il critico darte Paolo Levi: colpisce, nel suo procedimento inventivo, la determinazione di arontare lo spazio come percorso aperto, nel contempo indefinito, strutturato lungo preziose scansioni sinuose: viene, infatti, sempre in soccorso dellosservatore suggerendo appaganti chiavi di lettura Ha preso parte a Simposi e Biennali nazionali ed internazionali e importanti fiere. Dopo la tragedia dell11 Settembre 2001, stata presente nella 34^ strada di Manhattan con istallazioni per un Progetto di Pace.

ANTONIO

GATTO

Nasce, in Calabria, a Trebisacce(CS) il 10.04.41 Insegna a Roma e allAccademia di Belle Arti di Perugia. Espone in numerose citt ditalia, in Germania ed in Brasile. Nel 1996/97 partecipa alla biennale di Gubbio FORMA URBIS. Nello stesso anno partecipa alla mostra-convegno TEMPO E FORMA NELLARTE CONTEMPORANEA presso luniversit agli studi di Cassino. Nel 1999 partecipa alla realizzazione del secondo convegno-mostra SPORE con luniversit agli studi di Cassino. Nel 1998 pubblica con le edizioni Libro Italiano di Ragusa la prima raccolta di poesie dal titolo FREQUENZE . Nel 2001 partecipa ancora alla realizzazione di una terza convegno-mostra INONIA, QUALE CITTA A VENIRE presso lUniversit agli studi di Cassino. Dal 2003 al 2006 compie numerosi viaggi in america latina, visitando il Brasile, il Per e il Messico; a Salvador-Bahia realizza per una collezione privata collages di grandi dimensioni e numerose sculture fuse in alluminio. E presente su invito nel 2006 alla biennale darte sacra di Teramo e alla biennale della scultura di carrara. Nel 2006 luniversit di Cassino edita FORME DELLASSENZA di BRUNO CORA, una lettura critica sul suo lavoro. Nel 2007 pubblica una raccolta di poesie e immagini QUI E ALTROVE con testi critici di Bruno Cor e Anna Angelucci.

Preludio
fusione in bronzo, parrucca

LAURA

PATACCHIA

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nasce in Umbria, a Terni il 9.06.74, consegue gli studi presso lAccademia di Belle Arti di Perugia , frequenta un corso di pittura presso lAccademia di Belle Arti di Bilbao, nel 2001 partecipa ad un workshop in Bosnia per la Biennale dei giovani artisti dellEuropa e del Mediterraneo. Nel 1996 inizia a Perugia con LINEARMENTE Galleria Atelier. Nel 1999 interviene a Volterra con una installazione in locoSCENA IMPOSSIBILE,Teatro Persio Flacco a cura Bruno Cor e Aldo Iori. Nel 2000 partecipa ad un concorso video a Genova WELLCOME BIENVENUS. Nel 2001 viene invitata a CARTUSIA Certosa di Pontignano , espone a Sarajevo Biennale Giovani Artisti del Mediterraneo Museo Nazionale di Arte Moderna, presente al Trevi Flash Art Museum per LINEA UMBRA-01 a cura di Maurizio Coccia. 2004 Alassio FILIGRANE a cura di Giorgio Bonomi , Andora PREMIO PARAXO con la presenza di Tommaso Trini. Tra il 2005/2007 espone al PITTI FILATI di Firenze Nel 2006 partecipa ed espone al concorso Treviso LARTE PER IL COSTRUIRE , ANCE. 2008 invitata da Alberto Fiz e Walter Gasperoni ad Ancona per ARRIVI E PARTENZE Nel 2011 presenta a Perugia uninstallazione per SONNO Palazzo Penna, a Varese presente con uno dei suoi abiti , ABITUALMENTE Galleria Duet a cura di Francesca Gattoni 2012 Burghley Flora and Fauna Sculpture Garden. Infine nel 2013 realizza unopera per COSI IN CIEO COME IN TERRA , Carapace di Arnaldo Pomodoro, Bevagna a cura di Andrea Baoni e Francesca Duranti

Trasudazioni
video installazione

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