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1.

SECONDO PRINCIPIO IN FORMA VETTORIALE

La forza e laccelerazione sono dei vettori. Questo significa che se si individuano due direzioni perpendicolari i piano, e si x ed y n un scompone l azione della forza in due componenti F ed F secondo la Fy F y x tecnica del parallelogramma, come in figura, lungo ciascuna delle due x direzioni si pu applicare il secondo principio della dinamica in modo del F ll ll l x tutto indipendente da que o che accade ne a tra direzione. Questa propriet si chiama principio dindipendenza dei moti in direzioni perpendicolari e fu scoperta da Galileo. Invece di scrivere due relazioni distinte si soliti utilizzare una notazione sintetica, quella vettoriale, ma il significato il medesimo. Indicando quindi laccelerazione con a (a ;a ) : x y
F = max x F = may y

F = ma

2. FORZE NORMALI DEI VINCOLI VINCOLI

N Quando un oggetto sottoposto ad un vincolo che ne impedisce il movimento lungo uno dei due versi di una certa direzione, qualsiasi forza F si eserciti in quel verso, essa viene annullata dallazione del vincolo nel verso opposto. La presenza di una forza con tali caratteristiche si deduce semplicemente osservando che, nella direzione lungo la quale il vincolo agisce, loggetto privo di accelerazione. Quindi, affinch il secondo principio della dinamica sia soddisfatto, deve mg necessariamente provenire una forza dal vincolo che contrasti F . A questa forza esercitata dal vincolo si x d il nome di reazione normale e si indica con N . Poniamo il caso di un oggetto di massa appoggiato m in equilibrio su di un tavolo . Dovendo risultare a = 0 , ed essendo presente la forza peso mg diretta in y basso necessario concludere che esista una forza verticale r tt lt t l r r ll l N , di e a in a o, a e da ende e nu a a , ll rz l l somma de e fo e ungo asse y :

Asse

: mg N = may = 0 mg = N

Val la pena di notare che questo ragionamento non ha nulla anche vedere con le applicazioni del terzo principio della dinamica, e che mg ed N dellesempio in figura non sono una coppia azione-e-reazione, com evidente dal fatto che agiscono entrambe sullo stesso oggetto.

3. FUNI INESTENSIBILI
La fune inestensibile un oggetto in grado di trasferire il punto di azione di una forza lasciando inalterata la sua intensit. Per poter svolgere un tale compito necessario poter considerare trascurabile la sua massa (altrimenti dovremmo tenere conto della variazione che la forza subisce dovendo accelerare anche la fune in
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ogni azione) . Si definisce tensione T lungo la fune, un vettore che ha la direzione della fune, e per intensit la forza misurata da un dinamometro che venisse agganciato ai due capi della fune stessa in un punto qualunque dove la fune fosse tagliata. Per una fune in estensibile di massa trascurabile, il dinamometro misura lo stesso valore dovunque si esegua il taglio.

A
B

4. PULEGGE
La puleggia una macchina in grado di modificare la direzione della tensione di una corda senza alterarne lintensit. Con riferimento alla figura a destra, per poter tenere in equilibrio la massa m la puleggia consente di esercitare la forza mg indifferentemente lungo direzioni analoghe alle tre indicate. Per svolgere questa funzione la puleggia deve avere una massa trascurabile in modo da considerare irrilevante la variazione che la forza subisce dovendo accelerare (angolarmente) la puleggia stessa in ogni azione.
Esempio 1 Relativamente alla f ig ura si hanno i dati:

mg

mg mg

mA = 3.00 Kg
Si calcoli l accelerazione

mB = 7.00 Kg

di quanto metri avanza la massa A in

con cui si muove il sistema delle due masse e

3.00 s .

A
m Ag
N = mAg

Oggetto A asse x : Oggetto A asse y : Oggetto B asse y :

T = mAaAx

N mAg = maAy = 0

T mB g = maBy

B
mB g

Chiamiamo aAx = a . Per le propriet sopra esposte della fune e della corda, risulta che aBy = a , dato che se la velocit di A viene

x incrementata verso destra della quantit a ogni secondo, contemporaneamente la velocit di B incrementata della stessa quantit a per in basso, cio contrariamente al verso scelto come positivo nel riferimento. Possiamo impostare il sistema di due equazioni nelle due incognite T ed a :
T = mAa T mB g = mBa mAa mB g = mBa a= mB 3.00 g= 9.81 = 2.94 m/s 2 mA + mB 3.00 + 7.00

da cui infine: T =

mAmB 3.00 7.00 g= 9.81 = 20.6 N . Per il calcolo dello spostamento x (3.00 s) x 0 mA + mB 3.00 + 7.00

scriviamo la legge oraria della massa A:


1 x (t ) = x 0 + (2.94)t 2 2

1 x (2.00 s) x 0 = + (2.94)(3.00)2 = 1.53 m . 2

Osserviamo che spesso questo esercizio viene risolto in modo errato concludendo che T applicato al corpo A sia uguale in intensit al peso mB g del corpo B. La confusione nasce dal fatto che questa conclusione vera solo se le due masse sono ferme, ma non lecito estenderla al caso in movimento, dove la forza che giunge alla massa A diminuita rispetto ad mB g di quanto serve per accelerare la massa B verso il basso.

Esempio 2 Calcolare laccelerazione della macchina di Atwood inf igura, con mB > mA , e calcolare la tensione della corda.
Oggetto A asse y : Oggetto B asse y : T mAg = ma Ay T mB g = maBy

Chiamiamo aAy = a . Risulta che aBy = a , dato che se la velocit di A viene incrementata vesso destra della quantit a ogni secondo, contemporaneamente la velocit di B incrementata della stessa quantit a per in basso.

A
mAg

B
mB g

T = mAa + mAg T = mBa + mB g

mAa + mAg = mB a + mB g

a=

mB mA g mA + mB

m m 2mAmB B A T = mA g + mAg = g mA + mB mA + mB

3. IL PIANO INCLINATO
Il problema dello scivolamento di oggetto lungo un piano inclinato molto semplificato dalla scelta di un sistema di riferimento con lasse delle ascisse parallelo al piano stesso. In questo modo risulta che la quota y vale zero durante lintero tragitto, e d analogamente sono nulle vy ed ay .

y
N

90

mg sin

Asse x : Asse y :
mg sin = max mg cos

N mg cos = may = 0

mg

Risolvendo si trovano subito sia il valore della forza normale sia laccelerazione lungo il piano:

ax = g sin

N = mg cos

il tempo t* che occorre per arrivare alla base del piano partendo da fermo nella sommit si trova scrivendo la legge oraria. Assumendo che il piano sia lungo L ed alto h , con h = L sin , risulta:
1 1 x (t ) = x 0 + v0x t + ax t 2 = g sin t 2 2 2 L= 1 2 g sin t* 2 t* = 2L 1 = sin g sin 2h g

e come si vede tanto pi lungo del tempo t =

2h di caduta libera da fermo partendo da unaltezza h g

quanto pi piccolo sin , quindi cresce al diminuire dellangolo che il piano forma con lorizzontale.

Esempio 3 Relativamente al piano inclinato in f igura si hanno i seguenti dati:


mA = 14.0 Kg mB = 10.0 Kg
y
y

N
T

Le due masse sono lasciate libere ad un certo istante. Calcolare, nel caso di assenza di qualunque attrito, laccelerazione delle due masse e la tensione della corda. Dire qual la direzione verso cui si muove il sistema.
Sono opportuni due riferimenti distinti, uno per il corpo A ed un altro per il corpo B. Risulta: Oggetto A asse x : Oggetto A asse y : Oggetto B asse y :
T mAg sin = mAaAx

A
mg sin 35
35

T
mg cos 35

= 35

mg

mB g

N mAg cos = mAaAy = 0

N = mAg cos

T mB g = mBaBy

Chiamiamo aAx = a . Per le propriet sopra esposte della fune e della corda, risulta che aBy = a , dato che se la velocit di A viene incrementata verso destra della quantit a ogni secondo, contemporaneamente la velocit di B incrementata della stessa quantit a per in basso, cio contrariamente al verso scelto come positivo nel riferimento. Possiamo impostare il sistema di due equazioni nelle due incognite T ed a :
T mAg sin = mAa T mB g = mBa
a=

mB g mBa = mAa + mAg sin

mB mA sin 10.0 14.0 sin 35 g= = 0.805 m/s mA + mB 10.0 + 14.0

m m sin m m (1 + sin ) B A T = m B g mB a = mB g mB g= A B g = 90.1 N mA + m B mA + mB

Come si vede il segno dellaccelerazione determinato dalla quantit mB mA sin : quando positiva il sistema si muove verso destra, con la massa B che scende, quando negativa verso sinistra con B che sale.

4. LATTRITO

B 5

27

90

mg sin

mg cos

mg