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Indice

III La Trasformata di Fourier 2


3 3 7 7 11 12 13 16 19

1 Trasformazione di Fourier in R 1.1 Generalit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1.2 Propriet . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1.2.1 1.2.2 1.2.3 1.2.4 1.2.5 Teorema di Riemann . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Linearit della trasformazione di Fourier . . . . . . . . . . . . . . . . Trasformata della derivata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Derivata della trasformata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Prodotto di convoluzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1.3 Teorema di inversione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Parte III La Trasformata di Fourier

Capitolo 1 Trasformazione di Fourier in R


1.1 Generalit

Sia f (x) una funzione reale o complessa della variabile reale x, sia una variabile reale, e supponiamo che qualunque sia la funzione f (x)eix sia integrabile, rispetto ad x, sullintervallo (, +) . Posto
+ Z ( ) = f (x)eix dx, f

(1.1)

() della variabile reale , e resta denita, nellintervallo < < +, una funzione f la (1.1) pu interpretarsi come una trasformazione funzionale, cio come unoperazione che muta le funzioni della variabile x in funzioni della variabile . Tale trasformazione prende () si chiama la trasformata di Fourier il nome di trasformazione di Fourier, e la funzione f della funzione f (x). Per tale ragione pu essere utile scrivere esplicitamente la variabile (pleonastica) e talvolta si conviene di scrivere espressioni del tipo f () sottintendendo il simbolo . Osservazione 1.1.1 Osserviamo che in letteratura si adopera a volte una dierente normalizzazione nella denizione di f ( ) = 1 f 2
+ Z f (x)eix dx,

b [ che semplica alcune formule ma ne complica altre, come la formula f g =f g, dove con si indica il prodotto di convoluzione. Osservazione 1.1.2 Se f (x) una funzione pari si ha
+ Z f f (x) cos xdx, c ( ) = f ( ) = 2 0

(1.2)

ef c ( ) reale ed , a sua volta, pari. Se f (x) una funzione dispari si ha


+ Z f (x) sin xdx, 0

() = 2i f

( ) assume valori immaginari puri ed , a sua volta, una funzione dispari. Al posto di ef ( ) che reale e dispari ( ) si suole, allora, considerare la funzione 1 f f i
+ Z f f (x) sin xdx. s ( ) = 2 0

(1.3)

Le (1.2) e (1.3) si dicono, rispettivamente, la trasformata di Fourier in coseno e la trasformata di Fourier in seno della funzione f (x). Tali trasformate hanno ovviamente signicato, purch i rispettivi integrali convergano, anche quando f (x) assegnata solo su (0, +) potendo prolungarla sia in una funzione pari che in una funzione dispari. La questione da arontare stabilire quando lintegrale a secondo membro della (1.1) esiste ed nito. Osserviamo che se f generalmente continua ed assolutamente integrabile, essendo f (x)eix = |f (x)| ,

ne segue che f (x)eix assolutamente integrabile. Dunque se f : R 7 R generalmente continua e assolutamente integrale su R, allora f trasformabile e la sua trasformata di Fourier denita . 4

Esempio 1.1.3 Trovare la trasformata di Fourier di 1 per |x| < a 0 per |x| > a

f (x) =

e disegnare f (x) e la sua trasformata di Fourier per a = 3. Applicando la (1.1) otteniamo


+ +a Z Z ix () = f f (x)e dx = eix dx

eia eia sinh a = =2 , i Se = 0 abbiamo


+a Z ( ) = dx = 2a. f a

ix a

e = 1 eia eia i a i

6= 0.

Ora dobbiamo disegnare f (x) e la sua trasformata di Fourier per a = 3.

f(x)

-5

-4

-3

-2

-1

-1

-2

f@D

6 5 4 3 2 1 -3 -2 -1 -1 1 2 3

Figura 1-1: Esempio 1.1.4 Trovare la trasformata di Fourier di 1 x2 per |x| < 1 0 per |x| > 1

f (x) =

Applicando la (1.1) otteniamo

+ +1 Z Z ix ( ) = f f (x)e dx = 1 x2 eix dx +1 +1 Z Z ix e dx x2 eix dx. = 1 1 1

Calcoliamo il primo integrale


+1 Z i 1 ix ei 1 = e e , eix dx = 1 i i

il secondo
+1 Z x2 eix dx = 1

= = = =

+1 +1 Z Z 1 1 2 ix 1 x2 D(eix )dx = 2 xeix dx xe 1 i i 1 1 +1 Z 2 ix 1 i 1 + eix dx ei + e xe 1 i i 1 1 i 2 1 ix 1 i ix 1 e + + e xe e 1 1 i i i 2 i 1 i 1 i i i i e + +e + e e e e i i i 1 i 2 1 i i i i i e e e 2 e +e + e , i i

e nalmente facendo la somma dei termini otteniamo i i i i e 1 1 2 e i i i i ( ) = + e e e 2 e +e + e f i i i 2 i ei + ei i + e = 2 e 3 i3 4 cosh + 4 sinh = . 3

1.2

Propriet

Indichiamo con P lo spazio vettoriale formato dalle funzioni f (x) generalmente continue su R, e ivi assolutamente integrabili.

1.2.1

Teorema di Riemann

Proposizione 1.2.1 (Teorema di Riemann) Sia f : R 7 R e f P . Allora: continua su R; i) f ii)


( ) = 0. lim f

continua. Preso, ad arbitrio, > 0, si determini Dim. Dimostriamo dapprima che f un intervallo [a, b], tale che risulti
a R b

+ R

|f (x)| dx < , |f (x)| dx < .

(1.4)

Questo possibile, in quanto

+ Z |f (x)| dx < +.

Consideriamo ora lintegrale Zb


a

f (x)eix dx.

Possiamo supporre che f (x) sia continua in tutto [a, b], escluso al pi un estremo, ad esempio b; a questo caso ci si pu sempre ridurre essendo f (x) generalmente continua, decomponendo eventualmente [a, b] in un numero nito di intervalli parziali. Poich f generalmente continua in [a, b] implica f Riemann-integrabile su [a, b] limitato esiste lintegrale Zb
a

|f (x)| dx,

e quindi si pu determinare c, con a < c < b, in modo che sia Zb


c

|f (x)| dx < .

(1.5)

Posto ora ( ) =

Zc
a

f (x)eix dx,

(1.6)

osserviamo che la funzione integranda (dipendente dal parametro ) funzione di (x, ) nella striscia [a, c] R. Ne segue che ( ) funzione continua in R. Fissato ad arbitrio 0

in R, si pu determinare allora > 0 tale che, per | 0 | < , risulti |( ) ( 0 )| < . ( ), e supponiamo | 0 | < . Si consideri ora la trasformata f Usando (1.4), (1.5), (1.7) e osservando che per e reali si ha i e ei 2, + Z 0 ix i 0 x e )dx f ( ) f ( ) = f (x)(e =
a

(1.7)

si ottiene

a Z Zc 0 0 ix = ei x )dx + f (x)(eix ei x )dx+ f (x)(e

Zb
c

+ Z ix i 0 x ix i0 x f (x)(e e )dx + f (x)(e e )dx


b

Za

0 |f (x)| eix ei x dx + |( ) ( 0 )| +

+ Zb Z ix ix i 0 x i 0 x dx + + |f (x)| e e | f ( x ) | e e dx < c b

< 2 + + 2 + 2 = 7,

(), nel punto 0 , perci dimostrata. la continuit di f

() innitesima per +. Si ha dalla (1.6), con la sostituzione Proviamo ora che f x = t e osservando che ei = 1
c+

() = Z

a+ c+

f (t

iw(t ) dt = )e

a+

f (t
c+

it i )e e dt = it )e dt.

a+

f (t

Indichiamo ancora con x la variabile di integrazione e prendiamo > 0 in modo che sia a < a + < c. Ricaviamo allora, sommando membro a membro con la (1.6): 2() = () + ( ) = =
a+

Zc
a

c+

f (x)e

ix

dx

a+

f (x

ix )e dx =
c+

Z
a

f (x)e
a+

ix

dx +

a+

Zc

f (x)e

ix

dx

a+

Zc

f (x )eix dx
c+

Z
c

f (x

ix )e dx =

Z
a

f (x)e

ix

Zc h Z i ix f (x) f (x ) e dx + dx f (x )eix dx.


a+

Posto

= sicch 0+ per + si ha:


a+ Z a

2 |( )|

|f (x)| dx +

a+

Zc

|f (x) f (x )| dx +

c+ Z c

|f (x )| dx.

I tre integrali a secondo membro sono funzioni continue di , anche nel punto = 0 : basta infatti osservare che gli estremi degli intervalli di integrazione sono funzioni continue di e

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che le funzioni integrande sono funzioni continue di (x, ). Gli stessi integrali si annullano poi per = 0. Si ha perci a+ c+ Z Zc Z |f (x)| dx + |f (x) f (x )| dx + |f (x )| dx = 0. lim sup2 |( )| lim +
+ 0 a a+ c

Possiamo dunque determinare > 0 in modo che, per > , risulti |( )| < . Dalle (1.4) e (1.5), segue allora per > , + Z ix dx f ( ) = f (x)e =

Allo stesso modo si ragiona per . Si ha dunque


+

a + Z Zc Zb Z ix ix ix ix = dx + f (x)e dx + f (x)e dx + f (x)e dx f (x)e a c b b a + Z Z Z ix ix ix + |()| + f (x)e + f (x)e < 4. f ( x ) e dx dx dx


c b

() = lim f ( ) = 0. lim f

Vediamo ora alcune utili propriet della trasformata di Fourier.

1.2.2

Linearit della trasformazione di Fourier

La prima propriet, che discende in modo immediato dalla linearit dellintegrale, stabilisce che la trasformazione di Fourier unapplicazione lineare. Proposizione 1.2.2 (Linearit della trasformazione di Fourier) Se f1 e f2 sono fun-

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zioni P e c1 e c2 sono numeri reali, si ha (c1 f\ 1 + c2 f2 )( ) = c1 f1 ( ) + c2 f2 ( ), . (1.8)

1.2.3

Trasformata della derivata

Proviamo che, come per la trasformata di Laplace, anche la trasformata di Fourier trasforma la derivazione in un prodotto. Questa rilevante propriet apre la strada a numerose applicazioni alle equazioni dierenziali.
m Indichiamo con P lo spazio vettoriale formato dalle funzioni f (x) tali che sia

f (x), f 0 (x), ..., f (m) (x) P , richiedendosi ovviamente che le funzioni f (x), f 0 (x), ..., f (m1) (x) siano continue su tutto R.
1 , risulta Proposizione 1.2.3 Se f (x) P

cio alloperazione di derivazione della funzione trasformanda corrisponde la moltiplicazione per i della trasformata.
1 , risulta Dim. Proviamo, anzitutto, che, se f (x) P

( ), b0 () = i f f

(1.9)

x+ x

lim f (x) = 0, (1.10) lim f (x) = 0.

E infatti, per ipotesi,

+ Z |f 0 (x)| dx < +,

e quindi, preso ad arbitrio > 0, si pu determinare x in modo che, per x < x0 < x00 , si abbia
x00 Z

x0

|f 0 (x)| dx < . 12

Per gli stessi x0 e x00 si ha x00 x00 Z Z 0 0 |f (x00 ) f (x0 )| = f (x)dx |f (x)| dx < , 0 0
x x x+

cio esiste nito il limite

lim f (x) = l.

Osserviamo che l = 0 perch, in caso contrario, si avrebbe


+ Z |f (x)| dx = +.

In modo analogo si dimostra la seconda delle (1.10). Si ha poi, per < a < b < +, integrando per parti, Zb
a

b f 0 (x)eix dx = f (x)eix a + i = f (b)eib f (a)eia + i


a

Zb
a

f (x)eix dx =

Zb

f (x)eix dx.

Il primo e secondo termine a secondo membro sono innitesimi, per b + e a , per le (1.10). Segue allora b0 () = i f ( ). f Questa si generalizza, in modo naturale, intero positivo m:
m d (m) ( ) = (i )m f ( ). = f f (x) P

1.2.4

Derivata della trasformata

Per la trasformata di Fourier vale anche la proposizione inversa o, meglio, duale di quella espressa dalla proposizione (1.2.3). 13

( ) derivabile in R e risulta Proposizione 1.2.4 Se f (x) e xf (x) P , allora f d d( ). f () = ixf d (1.11)

Perci alla moltiplicazione per ix della funzione trasformanda corrisponde la derivazione della trasformata. Dim. Poniamo, per n = 1, 2, ... Zn

n ( ) =

f (x)eix dx.

(1.12)

E allora

+ Z ( ), uniformemente su R. lim n () = f (x)eix dx = f

(1.13)

Segue infatti dalla (1.12) tenendo presente che f (x) P : n + Z Z ix ix () = f (x)e = dx f ( x ) e dx n ( ) f


n

(1.14)

n n + Z Z Zn Z ix ix ix ix = = f ( x ) e dx f ( x ) e dx f ( x ) e dx f ( x ) e dx n n n n + Z Z ix ix = f ( x ) e dx + f ( x ) e dx

n Z

|f (x)| dx +

n + Z n

|f (x)| dx.

Poich f (x) P , si pu, in corrispondenza di ogni > 0, determinare n in modo che risulti, n > n
n Z + Z |f (x)| dx + |f (x)| dx < . n

14

Dalla (1.14) segue allora, n > n e R, n () f ( ) < ,

e cio la (1.13).

Osserviamo, ora che, essendo lintervallo di integrazione limitato, si pu applicare nella (1.12) il teorema di derivazione sotto il segno dintegrale, ottenendo dn () = d = Zn Zn f (x)eix dx =

(1.15)

(ix)f (x)eix dx.

La (1.15) evidente se f (x) continua in [n, n]: la stessa formula vale peraltro anche se f (x) generalmente continua, purch assolutamente integrabile in [n, n]. Poich, per ipotesi, xf (x) P , si ottiene, come precedentemente, dn () = lim n d Z (ix)f (x)eix dx = (1.16)

Dal teorema di passaggio al limite sotto il segno di derivazione, si ricava dn ( ) d = lim n ( ) , n d d n lim cio per le (1.13) e (1.16) si ha d( ) = ixf Pi in generale, intero positivo m, si ha: f (x) e x f (x) P
m

d() uniformemente su R. = ixf

d f ( ). d

dm \ = f ( ) = (ix )m f ( ), d m 15

m > 1.

Tale relazione si dimostra come nel caso m = 1, osservando che f (x) e xm f (x) P = xf (x), ..., xm1 f (x) P . Se infatti 1 k m 1, risulta k x f (x) Si ha dunque |f (x)| per |x| 1,

|xm f (x)| per |x| 1. x R,

ed il secondo membro P .

k x f (x) (1 + |x|m ) |f (x)| ,

1.2.5

Prodotto di convoluzione

E bene notare che la trasformazione di Fourier non propriamente un morsmo rispetto al prodotto. In altri termini, non vero che la trasformata del prodotto uguale al prodotto delle trasformate. Vale, invece, una propriet un p pi ranata: la trasformazione di Fourier trasforma il prodotto per convoluzione nellusuale prodotto puntuale fra funzioni. Ricordiamo la seguente denizione. Denizione 1.2.5 Se f e g P , il loro prodotto di convoluzione denito come segue
+ Z f (y )g(x y )dy, f g (x) =

purch lintegrale a secondo membro abbia senso. Proposizione 1.2.6 Se f e g sono due funzioni assolutamente integrabili e regolari a tratti su R, vale g [ f =f g. (1.17)

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Dim. Dalla denizione di trasformata di Fourier si ha:


+ + Z Z ( ) g f () = f (x)eix dx g(y )eiy dy + + Z Z

f (x)g(y )ei(x+y) dxdy.

Eettuiamo il cambiamento di variabile u=x+y Dunque v=x 1 1 du dx . = = dv dy 1 0

+ Z + Z ( ) f g( ) = f (v)g (u v)eiu dudv = + Z

+ Z

+ Z f (v)g (u v )dv eiu du = [ (f g) (u)eiu du = f g ().

Riportiamo alcune propriet della trasformata che si ottengono per sostituzione diretta nella formula della trasformata di Fourier: Teorema 1.2.7 Sia f P e siano e numeri reali a) Se g(x) = f (x)eix ( ). g () = f b) Se g (x) = f (x ) (1.18)

()ei . g ( ) = f 17

(1.19)

c) Se g (x) = f (x)

(). g ( ) = f

(1.20)

d) Se g (x) = f (x/) e > 0 ( ). g ( ) = f (1.21)

Osservazione 1.2.8 Per funzioni non assolutamente integrabili possiamo denire la trasformata di Fourier prendendo, ad esempio, lintegrale ai valori principali. Esempio 1.2.9 Sia f (x) = 1 x
Z

() = lim lim f +
T + 0

ix

dx +

ZT

ix

dx .

Esercizio 1.2.10 Mostrare che f g = g f. Tenendo conto della denizione della convoluzione delle funzioni f (x) e g(x) Z

f g = poniamo x u = v e otteniamo f g = = Z

f (u)g (x u)du,

f (u)g(x u)du =

f (x v)g (v)dv

g (v)f (x v)dv = g f.

Questo esercizio mostra una delle propriet di cui gode la convoluzione. Inoltre la convoluzione gode di altre importanti propriet. Per esempio, per le funzioni

18

f, g e h si verica: f (g h) = (f g ) h, f (g + h) = f g + f h.

1.3

Teorema di inversione

Abbiamo visto come certe operazioni su funzioni corrispondono in modo semplice a operazioni sulle loro trasformate di Fourier. Lutilit e linteresse di questa corrispondenza risulter naturalmente maggiore se riusciamo a stabilire un modo per tornare dalle trasformate alle funzioni. fl e flper , cos denite: Data f : R 7 R generalmente continua, approssimiamo la funzione f con due funzioni f (x) 0

se l < x < l, altrimenti,

troncata di f :

fl (x)

:=

f (x)

periodicizzata di f :

flper (x) :=

se l < x < l, periodo 2l.

E facile convincersi che, al tendere di l a +, sia la funzione fl , che la funzione flper convergono a f. Scriviamo la trasformata di Fourier di fl :
+l Z

periodica di

f l ( ) =

f (x)eix dx,

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e i coecienti di Fourier in forma complessa per flper : 1 cl n = 2l Osserviamo che cl n = 1 n fl ( ). 2l l


+l Z

f (x)ei

nx l

dx.

Pertanto il teorema di convergenza puntuale aerma che vale luguaglianza


+ 1 X n i nx fl ( )e l , f (x) = 2l n= l

x (l, l) .

Vorremmo ora mandare l a + per ottenere uno sviluppo in serie per f valido x R. n Poich i periodi interi ( = , con n = 0, 1, 2, ...) sono troppo pochi per descrivere l una qualunque funzione f , per manternerci pi generali possibile, prederemo non solo gli n interi, ma tutti i numeri reali, e dunque la serie diventer un integrale: 1 f (x) = 2l
+ Z n i nx )e l dn. f l( l

Eettuando poi il cambiamento di variabile =

n si ottiene d = dn l l (1.22)

1 f (x) = 2

+ Z ix d. f l ( )e

Ora lunico punto in cui compare l il membro destro, in quanto abbiamo considerato non la trasformata di Fourier di f bens della sua troncata fl . Ci chiediamo quando sia lecito passare al limite, e cio quando lim f ( ) f ( ) = 0, l (1.23)

l+

uniformemente rispetto a .

20

Osserviamo che +l + Z Z ix ix dx f (x)e dx fl () f ( ) = f (x)e =


l l Z l +l + Z

+l l +l + Z Z Z Z ix ix ix ix = dx f (x)e dx f (x)e dx f (x)e dx f (x)e


l

f (x)eix dx + =
l Z

+l

+ Z |f (x)| dx + |f (x)| dx. +l

f (x)eix dx =

E quindi facile rendersi conto che se f assolutamente integrabile, allora la (1.23) vera. Abbiamo cos dimostrato il seguente teorema, di cui di seguito diamo una dimostrazione rigorosa. Teorema 1.3.1 (Teorema di inversione della trasformata di Fourier) Sia f (x) assolutamente integrabile e regolare a tratti. Allora : i) se f (x) continua in x = t, risulta 1 f (t) = 2
+ Z ( )d. eit f

(1.24)

ii) se f (x) presenta in x = t una discontinuit di prima specie, risulta 1 + 1 f (t ) + f (t ) = 2 2


+ Z ()d. eit f

(1.25)

Dim. Osserviamo innanzitutto che gli integrali a secondo membro della (1.24) e (1.25) vanno intesi come valori pricipali. Si pone precisamente
+ +m Z Z it ( )d. e f ()d = lim eit f m m

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Dimostriamo la (1.24). In modo del tutto analogo si procede per la (1.25). Lidea della dimostrazione provare la formula di inversione per funzioni a supporto compatto1 , grazie al teorema di Fubini 2 , estendendo poi il risultato alla parte allinnito di f. Fissato t, decomponiamo f (x) nella somma di due funzioni g (x) e h(x): f (x) 0 x (t , t + ) , x / (t , t + ) , x (t , t + ) , x / (t , t + ) .

g(x) =

h(x) =

Si ha f (x) = g (x) + h(x), x R.

f (x)

Inoltre g(x) e h(x) sono generalmente continue e assolutamente integrabili e risulta () = g ( ), f ( ) + h


Denizione. Si chiama supporto di una funzione f la chiusura dellinsieme in cui f diversa da zero. Dire che f ha supporto compatto dunque equivalente ad aermare che essa nulla fuori di un compatto. 2 Teorema di Fubini. Sia (x, y ) Rm Rn 7 f (x, y ) R una funzione integrabile in Rm Rn . Allora valgono le propriet seguenti: i) per quasi ogni y Rn , la funzione x Rm 7 f (x, y ) integrabile in Rm ; ii) la funzione y Rn 7 integrabile in Rn ; iii) vale la formula Z f (x, y )dxdy = Z Z Z f (x, y )dx
1

Rm

Rm Rn

Rn

Rm

f (x, y )dx dy.

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e da qui 1 2

+ + Z Z h i 1 ( ) d. ( )d = ( ) + h eit f eit g 2

(1.26)

Il teorema dimostrato se proviamo che 1 f (t) = 2 e 1 2 Proviamo la (1.27). Calcoliamo per m > 0 lintegrale 1 2
+m +m t+ Z Z Z 1 eit g ()d = eit d f ( )ei d. 2 m t + Z eit g ( )d,

(1.27)

+ Z ()d = 0. eit h

(1.28)

Invertendo lordine delle integrazioni si ha 1 2


+m t+ +m Z Z Z 1 it e g ( )d = f ( )d ei(t) d = 2 t m

(1.29)

t+ +m Z Z 1 f ( )d {cos [ ( t)] + i sin [ ( t)]} d = = 2 t m

1 = 2

! t+ Z t sin 1 sin m ( t) f ( ) t2 = d = t 2 sin 2 2


t

t+ Z sin m ( t) f ( ) d = t 2

1 = 2

t+ Z sin m ( t) f ( )( t) d, t sin 2

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avendo posto (x) =

sin x/2 x/2

per x 6= 0, per x = 0.

Passando al limite per m + si ha 1 lim m 2

+m Z eit g ( )d = f (t)(0) = f (t).

, in quanto lintegrale a secondo membro Osserviamo che il risultato immediato se m = n + 1 2 della (1.29) la somma parziale sn (t) della serie di Fourier di f ( )( t) che per il teorema sulla convergenza puntuale delle serie di Fourier nel punto = t converge a f (t)(0). Dimostriamo inne la (1.28). Calcoliamo lintegrale 1 2
+m +m + Z Z Z 1 it it e h( )d = e d h( )ei d. 2 m

(1.30)

Osserviamo che la funzione h( )ei(t) assolutamente integrabile sulla striscia Q = { < < +, m m} del piano (, ) . Si ha infatti h( )ei(t) = |h( )| |f ( )| , Z = h( )ei(t) dd d
+ Z

e quindi

Q + Z

|f ( )| dd = |f ( )| d < +.

+m Z

|f ( )| d = 2m

Notiamo che qui cruciale m < +, altrimenti non si avrebbe assoluta integrabilit. Si pu quindi, anche in questo caso, invertire nella (1.30) lordine delle integrazioni e si

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ottiene 1 2
+m + +m Z Z Z 1 ( )d = eit h h( )d ei(t) d = 2

(1.31)

= 1 2i

2 2

+ Z

+ Z

h( )

sin m ( t) d t

h( ) im(t) e eim(t) d. t

Osserviamo che h( ) = 0 per | t| . Per | t| > si ha h( ) 1 t |h ( )| . h( ) 1 t |f ( )| (1.32)

Si ha dunque R

da cui

h( ) generalmente continua e assolutamente integrabile. t Dallo (1.31) segue che 1 2


+m + + Z imt Z imt Z h ( ) h( ) im e e ( )d = eim d e eit h d. 2i t 2i t

Poich se f (x) generalmente continua e assolutamente integrabile risulta per reale \ ( ), f( x )() = ei f segue che per m + i due termini a secondo membro sono innitesimi, essendo il primo termine prodotto di una funzione limitata e della trasformata di Fourier di una funzione assolutamente integrabile, il secondo la trasformata di Fourier di una funzione assolutamente integrabile. Risulta allora naturale denire: Denizione 1.3.2 Data una funzione f : R 7 R, diciamo antitrasformata di Fourier di f 25

la funzione (x) := 1 f 2

+ Z b ( ). ( )eix d = 1 f f 2

Luguaglianza (1.24) stabilisce che lapplicazione di trasformazione di Fourier invertibile. In particolare la trasformazione di Fourier iniettiva: in altri termini due funzioni che hanno la stessa trasformata di Fourier coincidono in tutti i punti di continuit, precisamente si ha: Corollario 1.3.3 Siano f1 e f2 due funzioni assolutamente integrabili e regolari a tratti su R. Se f 1 ( ) = f2 ( ), R, allora f1 (x) = f2 (x) in ogni x in cui sia f1 che f2 sono continue. Dim. Sia x un punto in cui sia f1 che f2 sono continue. Applicando la (1.24) prima a f1 e poi a f2 , si ottiene 1 f1 (x) = 2
+ + Z Z 1 ix ix f f d = d = f2 (x). 1 ( )e 2 ( )e 2

La seguente propriet spesso utile per il calcolo delle antitrasformate: Proposizione 1.3.4 Sia f : R 7 R una funzione assolutamente integrabile e regolare a tratti. Se f pari, la formula di inversione (1.24) pu essere scritta nella forma 1 f (x) =
+ Z ( ) cos(x)d. f 0

Analogamente, se f dispari si ha i f (x) =


+ Z ( ) sin(x)d. f 0

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Esempio 1.3.5 Usando il risultato dellesercizio (1.1.3) calcolare Z sinh a cosh x d.

Dal Teorema di inversione della trasformata di Fourier abbiamo che 1 f (x) = 2


+ Z ()d. eix f

Usando il risultato dellesercizio (1.1.3) otteniamo


+ Z

1 2

Allora 1 2
+ Z

2 sinh a ix 1 e d = per |x| = a . 2 0 per |x| > a


+ Z

1 per |x| < a

2 sinh a ix 1 e d =

sinh a cosh x i d +

+ Z

sinh a sinh x d.

Tenendo conto del fatto che la funzione


+ Z

sinh a sinh x dispari

sinh a sinh x d = 0,

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otteniamo che
+ Z

sinh a cosh x 1 d = per |x| = a 2 0 per |x| > a sinh a cosh x d = per |x| = a . 2 0 per |x| > a
+ Z

1 per |x| < a

+ Z

per |x| < a

Per a = 1 e x = 0 otteniamo

sinh d = .

Esempio 1.3.6 Usando il risultato dellesercizio (1.1.4) calcolare Z


0

cosh sinh 3

cosh d. 2

Dal Teorema di inversione della trasformata di Fourier abbiamo che 1 f (x) = 2


+ Z ()d. eix f

Usando il risultato dellesercizio (1.1.4) otteniamo


+ Z cosh + sinh ix 4 e d = 3

1 2

1 x2 per |x| < 1


1x2 2

per |x| = 1 . per |x| > 1

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Allora 2
+ Z

cosh + sinh ix 2 e d = 3

+ Z

cosh + sinh cosh xd 3 cosh + sinh sinh xd. 3

2i +

+ Z

Tenendo conto del fatto che la funzione


+ Z

cosh + sinh sinh x dispari 3

cosh + sinh sinh xd = 0, 3

otteniamo che 2
+ Z + Z cosh + sinh cosh sinh 4 cosh xd = cosh xd 3 3 0 2 1 x per |x| < 1 1x2 = per |x| = 1 2 0 per |x| > 1

(1 x2 ) per |x| < 1 + 4 Z cosh sinh 1 x2 cosh xd = per |x| = 1 . 3 4 2 0 0 per |x| > 1 Per x = 1 otteniamo 2
+ Z 0

cosh sinh cosh d = 3 2 4

2 ! 3 1 = . 1 2 16

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