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Magazine degli alunni della ID e IF Istituto Comprensivo n. 2 SCUOLA MEDIA D.

Pugliesi
Ortona Chieti

La biodiversit nel cuore dell'Abruzzo: dal Parco Nazionale della Majella alla Costa dei Trabocchi
Un progetto per avvicinare i ragazzi al mondo rurale e agricolo e scoprire in modo appassionante il valore del paesaggio

Le classi nelle ore di laboratorio ( geo -scienze ) sono diventate la redazione di un giornale" ( Ottobre- Dicembre 2012 )
------------------------------------------------------------Edito dalla Prof.ssa di Storia e Geografia Orlanda Sanvitale
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luned 8 ottobre 2012

La primaf in visita virtuale al Parco Nazionale della Majella

Benvenuti nel sito del Parco Nazionale della Majella http://www.parcomajella.it/uomo_territorio.asp

Il territorio "Parco tutto di montagna, la Montagna Madre o Sacra dell'Abruzzo Verde, nel cuore dell'Italia centrale, nella parte pi impervia e selvaggia dell'Appennino .... uno scenario maestoso ed armonioso che infonde sensazioni di pace e sprigiona profonda spiritualt." ( Franco Iezzi e Nicola Cimini )

Sullo sfondo, monte Amaro. Scansione da fotografia, luglio 2004 di Mario Trave

Da Monte Amaro, FemminaMorta, Majella. Senza parole. Majella Madre, pianori sommitali, solitudine e rispetto. Scansione da fotografia, c.a. 2004 di Mario Trave

visita il parco sentieri e cartografie - mappa turistica

http://www.gisst.eu/mappe/

commenti:
GIUSEPPE Il parco Nazionale della Majella stato istituito con una legge nel 1991. Il nome Majella deriva dal Maggiociondolo o da Maia. Milioni di anni fa La Majella era il fondale di un mare tropicale nei quali cerano pesci e squali e ancora oggi si trovano dei resti fossilizzati. Il Massiccio della Majella raggiunge quasi i 3000 m. Ci sono oltre 60 rilievi, di cui 30 superano i 2000 m.

I versanti della Majella sono solcati da lunghissimi e aspri valloni come la Valle dellOrfento e del Foro, che sono attraversati dagli omonimi fiumi; il vallone di Selvaromana, di Taranta e la valle di Santo Spirito. GIORGIA Il 6 dicembre 1991 fu fondato il Parco Nazionale della Majella per difendere e conservare tutti gli ecosistemi esistenti nella zona. Lorigine del nome Maiella sembra venire dal MAGGIOCIONDOLO, albero dai fiori gialli presente nei suoi tantissimi boschi, o da MAJA, Grande Madre, divinit adorata dai Pelasgi (popolo greco). Milioni di anni fa questa montagna era il fondale di un mare tropicale, ancora oggi sono presenti resti di organismi fossilizzati. Il massiccio della Maiella alto circa 3000 mt. Esso si presenta ripido sul fianco Occidentale, dove in inverno si formano valanghe, pi dolce sul fianco Orientale dove troviamo lunghissimi valloni scavati dallacqua gi dallera glaciale. Nonostante le abbondati piogge e nevicate la Maiella scarsa dacqua. Questo a causa delle rocce calcaree, di cui essa costituita, che assorbono lacqua incanalandola in profondit per poi farla arrivare a valle sotto forma di sorgenti. MATTEO Il Parco Nazionale della Majella stato istituito nel 1991 e si estende per circa 75000 ettari abbracciando le province di L'Aquila,Pescara e Chieti. E' costituito da 4 principali rilievi montuosi, cio la Majella,il Morrone,Porrara e i Monti Pizzi,intervallati da lunghissimi valloni fluviali come il vallone dell'Orfento e del Foro,e da pianori carsici. E'un Parco unico nel suo genere per diversi aspetti:il carattere montuoso che comprende pi di 60 vette, di cui 30 che superano i 2000 m (come il monte Amaro che con i suoi 2793 m la 2 vetta degli Appennini) e la biodiversit degli ecosistemi con moltissime specie animali e vegetali. La sua posizione tra il Parco del Gran Sasso - Laga e Sirente -Velino offre riparo inoltre alle specie animali pi rare e minacciate. In particolare la Majella, chiamata Montagna Madre, sempre stata avvolta da un fascino misterioso e spirituale a cominciare dal nome che ancora non si sa bene da cosa derivi, se dalla dea Maia o da majo, il nome con cui anticamente era chiamato il maggiociondolo,pianta dai fiori gialli molto diffusa da quelle parti. DANIEL Il parco della Majella stato riconosciuto "Ente Parco" dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394 e dal decreto del Presidente della Repubblica del 5 Giugno 1995. La Majella costituita da montagne molto alte, il monte Amaro,il pi alto di tutti,misura 2793 metri.

Il parco stato riconosciuto patrimonio nazionale grazie alla sua biodiversit. Con gli altri parchi d'Abruzzo, il parco della Majella apprezzato e conosciuto in tutto il mondo. La Majella nata 5 milioni di anni fa dal mar Tetide e ancora oggi sui monti possibile trovare molti fossili marini. La flora e la fauna sono molto preziosi in questo parco e in pi c' un famoso vallone dove scorre il fiume Orta. Nella Majella ci sono molti rifugi per animali protetti, uno di questi la lince. MARIANNA Nel territorio del Parco della Majella mi ha impressionato tutto,ma soprattutto la frase che grande circa 70000 ettari e siccome non so immaginare quanto sia esteso un ettaro di terra,non so rendermi conto di quanto sia grande! Allora ho guardato sulla cartina lo spazio occupato dal Parco e ho visto che comprende il territorio di Pescara,Chieti e LAquila. C anche scritto che ci sono molti Valloni,ma le volevo chiedere cos un vallone? In un primo momento ho pensato che fossero grandi valli,ma davvero cos? Grazie,Marianna!!!

ALBERTA Il massiccio della Maiella entrato nel patrimonio mondiale dei Parchi Nazionali il 6 dicembre 1991. La Maiella divisa in quattro parti orografiche: il monte Morrone , il monte Porrara, i monti Pizzi e la Maiella. Essa raggiunge quasi 3000 mt ed anche le altre vette sono molto elevate; emersa dal mare 5 milioni di anni fa ed ricca di grotte e di fossili marini. Il Parco Nazionale della Maiella unico nel suo genere per vari motivi: la posizione, in quanto si trova nel Mediterraneo; il clima, che cambia facilmente; l'asprezza e l'imponenza. IL pendio occidentale pi ripido di quello orientale e per questo pi soggetto alla formazione di valanghe. GRETA La Majella entrata a far parte del patrimonio mondiale dei parchi nazionali il giorno 6 dicembre 1991. Essa riesce a raggiungere quasi i 3000 m. E' unica per la sua posizione geografica. La Majella pi ripida a occidente e meno a oriente ed divisa in quattro aree orografiche che sono: la Majella,il Morrone,ilPorrara e i Monti Pizzi. La Majella ha pi di 60 rilievi di cui 30 raggiungono i 2000 m.,inoltre emersa dal mar Mediterraneo,per questo motivo possibile trovarci fossili marini. VASCO

La Maiella anticamente era considerata sacra. Sfiora i 3000 metri; milioni di anni fa era il fondale di un mare, nel quale vi erano scogliere e pesci, di cui oggi si trovano fossili. Nel tempo i resti calcarei dei pesci si accumularono, formando uno strato altissimo. Poi l'Africa inizi ad avvicinarsi all'Europa, spingendo verso l'alto le rocce che avrebbero formato Appennini ed Alpi. I fondali si sollevarono e formarono una enorme cupola: La Maiella. La Maiella poco pi bassa del Gran Sasso. Oltre i 2000 metri troviamo i segni dell'erosione dei ghiacciai; essendo costituita da rocce calcaree, la Maiella scarseggia sempre d'acqua. MICHELA La cima della Majella alta quasi 3000 m. Tempo fa era il fondale di un mare dei tropici, infatti sulla Majella, ancora oggi ,si possono trovare fossili di animali marini. COME SI E FORMATA LA MAJELLA? I fondali si sollevarono perch l Africa e l Europa cominciarono ad avvicinarsi, cos si formarono le Alpi e gli Appennini e fra questi emerse la Majella, per essa un po' pi bassa del Gran Sasso. DA COSA E FORMATA LA MAJELLA? La Majella formata da rocce calcaree che assorbono l acqua, in questo modo danno la vita alle sorgenti. La Majella presenta segni di erosione che si trovano oltre i 2000 m. Cara Michela, colgo loccasione del tuo intervento per fare a tutti alcune precisazioni. Per le notizie mi riferisco al testo pubblicato su Internet "La geologia e la geomorfologia della Majella" di William M. Santoleri. Tutto il testo protetto da copyright ed possibile utilizzarlo citando l'autore dott. W. M. Santoleri. Il ritrovamento di fossili ha permesso di ricostruire le origini di questo massiccio: la caratteristica pi evidente di tutte le rocce che costituiscono la Majella la stratificazione. Questi ambienti stratificati sono molto simili a quelli odierni dei mari tropicali delle Bahamas o del Mar Rosso, per questo i geologi hanno ipotizzato che una volta (130>65 milioni di anni fa) la cima della Majella fosse il fondale di un mare tropicale. Riporto alcuni passi del testo molto interessanti: 7>1,8 milioni di anni fa - si assiste ad un sollevamento ed alla conseguente emersione dell'area che gradualmente conferisce alla montagna la caratteristica struttura cupoliforme attuale. Le frequenti scosse telluriche e gli agenti atmosferici, soprattutto le successive ondate glaciali, hanno modellato la Majella e i sottogruppi vicini conferendo a questi monti la forma che oggi possibile vedere. La Majella caratterizzata dalla eccezionale vastit di territori posti oltre i 2000 mlm : pi di 30 cime superano i 2.000 metri ed il Monte Amaro con i suoi 2.793 metri la seconda vetta della catena

appenninica dopo il Gran Sasso. L'aspetto del massiccio varia notevolmente nei due versanti occidentale ed orientale. Guardando la Majella dalla valle Peligna essa appare come una possente muraglia compatta che si innalza per oltre 1000 metri dagli altipiani circostanti, priva com' di incisioni profonde e ricoperta da una fascia di boschi che ne ricoprono la base. Guardando la Majella dalla valle del fiume Pescara o dalla valle del fiume Aventino essa appare come una enorme gobba brulla, che sale da una base di colline argillose ed solcata da una serie di profondi valloni che rendono l'insieme molto articolato. " Tutto il massiccio presenta evidenti tracce dell'azione modellante del ghiaccio. "Lingue glaciali" generate da un enorme ghiacciaio di calotta che ricopriva l'intera parte sommitale scendevano lungo le pendici della Majella modellando il fondo e i fianchi dei diversi valloni. . Il pi lungo vallone percorribile quello di Fara S. Martino (14 km) ugualmente spettacolari sono i valloni di Palombaro e Pennapiedimonte e la Valle del fiume Orfento. Il Massiccio della Majella circondato da altri sottogruppi montuosi disposti quasi tutti in senso latitudinale: il Morrone, il Pizzalto, il Rotella, il Porrara, il Monti Pizzi. Tutte queste catene limitrofe sono collegate alla Majella vera e propria da valichi montani (Passo S. Leonardo, Guado di Coccia) o da altipiani, pi o meno vasti, detti Altipiani maggiori d'Abruzzo (le Piane, Pian Cerreto, Quarti di Pescocostanzo). In passato dalle lingue di ghiaccio dovevano sgorgare impetuosi torrenti che hanno vistosamente inciso le porzioni pi basse dei diversi valloni. Attualmente tuttavia la Majella appare come una montagna nel complesso arida. A parte delle modeste polle di acqua, le principali sorgenti si trovano tutte ai margini del massiccio vero e proprio, e sempre a quote piuttosto basse. Ci dovuto alla natura carsica della Majella ed alla conseguente generale permeabilit del terreno. Neppure le copiose e regolari nevicate sono sufficienti a bagnare le pendici di questa montagna ed i profondi valloni che la solcano: l'acqua scorre sottoterra per poi affiorare limpida ed abbondante molto pi in basso. Emblematico il caso della lunga ed arida valle di Fara S. Martino allo sbocco della quale, a meno di 400 mlm, sgorga impetuoso il fiume Verde. Anche l'Aventino, che sorge a 850 mlm dalle pendici del M. Porrara, riceve un notevole apporto di acqua nei pressi di Tarnta Peligna, proprio sotto l'omonimo arido vallone. Le valli del versante nord-orientale e settentrionale sono pi umide e diverse sorgenti danno origine a corsi d'acqua che per spesso non riescono a raggiungere valle ... (Valle di Selvaromana, Valle delle Tre Grotte, Valle di Guardiagrele, valle dell'Alnto).

L'unica valle percorsa interamente da un fiume la valle dell'Orfento. Questo fiume nasce nel cuore del massiccio ai piedi del M. Focalone e del M. Rotondo e scorre lungo tutta la valle stretto tra pareti di roccia verticali. Poco a valle dell'abitato di Caramanico il fiume Orfento confluisce nel fiume Orta, altro importante corso d'acqua tributario del fiume Pescara, che nasce ai piedi del M. Amaro e scorre verso valle attraverso gole rocciose spettacolari.

Buona sera professoressa ho approfondito le mie conoscenze sulle vallate della Majella ed ecco quello che ho scoperto. LORENZO Il Parco Nazionale della Majella ha diverse valli. Alcune hanno origini glaciali, quindi formate dai ghiacciai perenni che non esistono pi Altre formate dai fiumi. Le prime si trovano in altura (Valle di Selva Romana e Vallata delle Murelle) invece le seconde si trovano a bassa quota. La riserva Valle dell'Orta (formata dal fiume Orta) ha una superficie di 378 ettari fra i comuni di Bolognano e S.Valentino in Abruzzo Citeriore(PE). La riserva ha notevoli aspetti naturalistici (La cisterna di Bolognano) ma anche storico-archeologici. La valle dell'Orfento di grandissimo pregio naturalistico zona protetta e qui si possono ammirare paesaggi incontaminati di rara bellezza. La riserva valle del Foro(formata dal fiume Foro)ha una superficie di 472 ettari nel comune di Pretoro(CH). Anch'essa e' caratterizzata da una notevole ricchezza di fauna e flora.

FLAVIO Il Parco Nazionale della Majella ospita una fauna ricca e diversificata, costituita in molti casi da importanti popolazioni a livello nazionale ed internazionale di molte delle principali e pi rare specie di mammiferi, uccelli, rettili ed anfibi che caratterizzano gli ambienti montani appenninici. Lupo Appenninico, specie simbolo del Parco, si riproduce in maniera stabile e regolare in tutti i settori del Parco, con una popolazione costituita da circa 10-12 branchi differenti che si nutrono quasi esclusivamente delle prede naturali presenti nei diversi ambienti che caratterizzano il territorio del Parco. L'Orso bruno Marsicano vive stabilmente nel territorio del Parco nel settore meridionale dei Monti Pizzi e con diversi individui che frequentano sempre pi regolarmente anche altre aree della Majella e degli altri principali massici montuosi del Parco.

Il Camoscio appenninico, dopo la reintroduzione avviata nel 1992, attualmente presente con una delle popolazioni pi importanti e in salute di questa specie, che attualmente conta circa 600 individui, e che dopo aver stabilito in questi anni la sua roccaforte nellarea del Monte Acquaviva e Cima delle Murelle, sta colonizzando tutte le aree del parco caratterizzate da ambienti idonei ad ospitare branchi riproduttivi di camoscio. Attualmente capriolo e cervo, in seguito alle reintroduzioni effettuate negli scorsi decenni e alla naturale espansione che ne seguita, hanno colonizzato tutte le aree idonee del Parco, con una popolazione che per entrambe le specie di circa 600-700 individui. Gli ambienti forestali del Parco ospitano una importante popolazione di Gatto selvatico, presente in diverse aree anche la rara ed elusiva Martora e molte specie di uccelli legati agli ambienti forestali come il Picchiodorsobianco, la Balia dal Collare, il Falco pecchiaiolo, Astore e molte altre specie, tra cui anfibi particolarmente rari come l'Ululone appenninico, la Salamandra appenninica e la pi rara Salamandrina di Savi. Negli aspri e grandi valloni calcarei, tipici del versante orientale del massiccio della Majella, vivono tra le pi importanti colonie appenniniche di Gracchio corallino, Gracchio alpino, Rondone maggiore e importanti popolazioni di Aquila reale, Picchio muraiolo, Falco pellegrino ed il raro Lanario. Alle quote pi elevate negli ambienti delle mughete e praterie d'alta quota vivono diverse specie rare o localizzate come la Vipera dell'Orsini, il Merlo dal collare, il Fringuello alpino, il Sordone, l'Arvicola delle nevi, mentre i vasti pianori sommitali sono regolarmente frequentati dal Piviere tortolino, in particolare durante le migrazioni. GIOVANNI Le valli del Parco Nazionale della Maiella La Majella formata da possenti calcari che sono emersi cinque milioni di anni fa dal fondo dell'antico mare chiamato Tetide, caratterizzata da una serie di vasti pianori sommitali, dolcemente tondeggianti per effetto dell'azione millenaria dei ghiacciai che qui erano molto estesi durante le ere glaciali, non riscontrabili in nessuna altra parte dell'Appennino, tra cui emerge il Vallone di Femmina Morta ad oltre 2500 m di altitudine, e da lunghissimi ed aspri valloni che solcano la montagna dalle aree di vetta sino alla base: il Vallone dell'Orfento, inciso dal fiume omonimo ricco di acque e di faggete; la Valle del Foro modellata dal fiume Foro, anch'essa ricca di acque e di faggete, tra le meglio conservate del Parco tanto da costituire l'habitat di specie rare e pregiate quali il Picchio dorsobianco, l'Astore, la Baia dal Collare ed il Gufo Reale; il Vallone di Selvaromana, nel comune di Pennapiedimonte; la Valle delle Mandrelle-Valle di S. Spirito in comune di Fara San Martino; il Vallone di Taranta con la splendida e rinomata Grotta del Cavallone. Il fiume Orta, che raccoglie le acque di un vasto bacino, separa con un'ampia valle -profondamente incisa nei territori dei comuni di Bolognano e San Valentino tanto da formare un vero e proprio canyonil massiccio della Majella dal Morrone, dorsale stretta ed allungata, compatta ed aspra al contempo, costituita da rocce calcaree e dolomitiche, che precipita nella piana di Sulmona tra balze rocciose scoscese. A sud, ai piedi del monte Pizzalto, gli splendidi piani carsici noti come Altipiani Maggiori d'Abruzzo,

detti anche Quarti (Santa Chiara, Barone, Grande e Molino) posti a 1250 metri sul livello del mare, fanno da cerniera con l'area dei Monti Pizzi-Monte Secine, - complesso di natura marnosa a contatto con argille- intensamente e riccamente boscata da faggio, acero di Lobel e diverse altre specie. La presenza di vaste e ben conservate distese di boschi misti, unitamente alla ricchezza di acque, con la conseguente ricchezza di nicchie ecologiche, fa si che l'area dei monti Pizzi, anche per la funzione di cerniera con il Parco Nazionale d'Abruzzo, costituisca rifugio ideale per le specie pi rare e pregiate della fauna del Parco, nazionale e comunitaria.

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luned 8 ottobre 2012

La primad e il Parco Nazionale della Majella


Benvenuti nel sito del Ministero dell'Ambiente

www.minambiente.it

Nella definizione di "Parco Nazionale" rientrano tutte le aree terrestri, fluviali, lacuali e marine che contengano uno o pi ecosistemi intatti o, anche se parzialmente alterati da interventi antropici, contengano una o pi formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche di rilievo internazionale o nazionaleper valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi, tali da richiedere l'intervento dello Stato ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future.

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Il Parco Nazionale della Maiella stato istituito con la legge 6 dicembre 1991 n.394 e successivo D.P.R. del 5 giugno 1995. La Maiella era considerata una montagna sacra in antichit; l'origine del suo nome verrebbe dal Maggiociondolo, l'albero che in primavera adorna i boschi della Maiella con i suoi fiori gialli; o da Maia, la Grande Madre, simbolo del risveglio della natura in primavera, la divinit pi adorata tra il popolo greco dei Pelasgi che si stabilirono sulle rive dell'Adriatico in et preistorica. Il massiccio della Maiella che oggi sfiora i 3000 metri, milioni di anni fa era il basso fondale di un mare tropicale. In questo mare si formarono grandi scogliere coralline, tra le quali si aggiravano pesci e squali, di cui ancora oggi sulla Maiella si rinvengono resti fossilizzati.Nel tempo i resti calcarei degli organismi marini continuarono ad accumularsi, formando cos uno strato di migliaia di metri.Successivamente accadde che i fondali cominciarono a sollevarsi, infatti l'Africa inizio ad avvicinarsi all'Europa, spingendo verso l'alto le rocce che sarebbero poi diventate gli Appennini e le Alpi.In questo modo i fondali si inarcarono fino a formare una enorme piega, spezzata in pi punti, che oggi appare come una grande cupola ellittica: La Maiella. Il massiccio della Maiella di pochi metri inferiori al Gran Sasso; il fianco occidentale pi ripido e colpito da valanghe durante l'inverno.Il fianco orientale un p pi dolce con lunghissimi valloni scavati dalle acque durante l'era glaciale. Oltre i 2000 metri troviamo i segni dell'erosione dei ghiacciai; nonostante le abbondanti pioggie e le nevicate la Maiella scarseggia d'acqua.Infatti la montagna costituita da rocce calcaree che assorbono l'acqua che si accumula in caverne sotterranee e fuoriesce alla base della montagna dando vita a sorgenti che arricchiscono la valle. Indirizzo Via Occidentale, 6 - Guardiagrele (CH) 66016 Tel. 0871.80371 Fax: 0871.3037200 Internet:http://www.parcomajella.it E-mail:info@parcomajella.it

commenti:
L'Abruzzo: articolo di CHIARA
Il suo mare bellissimo, le montagne sono quelle della Maiella,del Gran Sasso, dei Monti della Laga . Le colline sono coltivate(uva,patate,carote,peperoni, susine,olive) e la pianura non molto estesa. Le spiagge sono pulite, alcune localit hanno ricevuto anche il label della "Bandiera Blu", come la nostra cittadina Ortona, e c turismo balneare.

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Si organizzano molte feste a testimoniare l'amore del popolo abruzzese per le tradizioni nelle varie citt. Nelle giornate calde si pu andare in montagna per andare in vacanza ed anche quando fa freddo si pu sciare fra la neve bianca e soffice. E ricco di boschi da cui si ricava la legna, i Parchi Nazionali sono molto visitati per la loro fauna e flora protette. Inoltre all'interno di essi si possono ammirare stupendi borghi medieval dove puoi incontrare liberamente gli animali del Parco. Altra caratteristica la costa dei trabocchi. Il trabocco, una antica struttura di legno in acqua ancora utile per pescare, ha dato il nome ad una costa che fiancheggia un mare ricco di pesci che i marinai sanno cucinare in modo eccellente ... non mancano fritterie e ristoranti sempre colmi di turisti in estate e anche nelle giornate tiepide invernali. Sulla costa il porto di Ortona offre uno spettacolo senza pari con le sue navi da carico, testimonianza di un commercio regionale ancora florido, nonostante la crisi e ed il suo castello Aragonese a strapiombo sul mare e con una vista mozzafiato. Di qui si scorge, a pelo d'acqua, lo scoglio della Ritorna.... ma la leggenda della Principessa Aragonese ve la racconter un'altra volta. Nelle campagne gli animali sono grilli, lumache,i grilli volanti lucciole. I laghi sono stupendi, alcuni naturali ed altri artificiali:Bomba,Scanno,Barrea Ci sono anche molti paesetti montani che offrono formaggio, latte fresco e carne nostrana. Anche i paesaggi del mare offrono il pesce,verdure LAbruzzo anche la terra dei pascoli e della transumanza che il nostro Vate Gabriele D'Annunzio ha spendidamente narrato nella bella poesia "Pastori" i cui primi versi sono nel cuore e nei ricordi della "Gente d'Abruzzo" un popolo forte e gentile.

La leggenda del Parco di FRANCESCA E MARISTELLA La Majella considerata sacra. Unantica leggenda spiega il perch del nome Majella . Si racconta che nella notte dei tempi l vivessero bellissime guerriere chiamate Majellane tra cui Maja, la pi bella, ebbe un figlio, Ermes, che un giorno fu ferito gravemente durante una battaglia. La mamma di Ermes disperata port il figlio sul Monte Paleno ricco di erbe medicinali ma quando essi giunsero sul Monte la neve aveva ricoperto ogni cosa e non riuscirono a trovare lerba. Ermes mor e fu seppellito sulla Majella in seguito anche la sua mamma mor vicino alla tomba dellamato figlio. Giove allora fece nascere in quel luogo un albero di fiori gialli dandogli il nome di Majo.

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FIORENZA Il Parco Nazionale della Majella entrato a far parte del patrimonio mondiale dei Parchi nazionali il 6 dicembre 1991. La Majella un compatto massiccio calcareo unico nel suo genere. Come tutti i parchi nazionali esso ha una vasta area fluviale, terrestre, e marina; inoltre contiene diversi ecosistemi. Il suo fianco occidentale ripido mentre quello orientale dolce. La Majella ha una forma tondeggiante per effetto dellazione millenaria dei ghiacciai, estesi durante le ere glaciali che lhanno modificata. Il suo nome deriva dal Maggiociondolo, un albero che in primavera adorna i boschi, oppure da Maia, la Grande Madre, il simbolo del risveglio della natura in primavera. EDUART La Maiella, Padre dei Monti per i latini, Montagna Madre per gli Abruzzesi, alto, imponente, selvaggio, gruppo montuoso, entrata a far parte, di diritto, del patrimonio mondiale dei Parchi Nazionali, dopo decenni di aspre battaglie. La Maiella , oltre che di natura selvaggia, straordinariamente ricca di testimonianze storiche, archeologiche ed architettoniche. Il Parco nazionale della Maiella, istituito nel 1991, uno dei tre parchi nazionali dell'Abruzzo compreso tra le province di L'Aquila, Pescara e Chieti. Si estende su un terreno prevalentemente montagnoso. La Maiella propriamente detta, cos come il contiguo massiccio del Morrone, un imponente massiccio calcareo-dolomitico. MATTIA La Montagna della Majella, Montagna Madre per gli Abruzzesi, entrata a far parte del patrimonio mondiale dei Parchi Nazionali il 6 dicembre 1991. E' formato da quattro massicci montuosi: Majella, Morrone, Porrara e monti Pizzi. E' considerato quasi un grande giardino botanico: vi sono rappresentate almeno 1800 specie vegetali, alcune delle quali rarissime. Vi cresce spontaneo il pino nero italico e vi si trova la pi grande mugheta dell'Appenino e d'Europa. Il Parco racchiude anche una quantit di gioielli artistici e architettonici oltre a siti di interesse archeologico e diversi eremi. La vicinanza con i Parchi Nazionali del Gran Sasso e Monti della Laga e con il Parco Regionale del Sirente-Velino conferisce al Parco importanza ecologica per la protezione delle specie animali pi rare e

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minacciate. Milioni di anni fa al posto della Majella c'era l'antico mare Tetide che deposit scheletri di organismi marini. Le loro tracce fossili (ammoniti, trilobiti e coralli) sono impresse su lastre di roccia vecchie di oltre 100 milioni di anni. MICHELA Il parco nazionale della Majella istituito nel 1991 uno dei tre parchi nazionali dell'Abruzzo compreso tra le province di L'Aquila,Pescara e Chieti. E' uno dei 24 parchi nazionali italiani ed "compatto" dal punto di vista territoriale. Infatti, la sua area si raccoglie attorno al grande massiccio calcareo della Majella e alle montagne del Morrone ad ovest e ai monti Pizzi e Porrara ad est. La maggiore vetta compresa nell'area del parco quella del monte Amaro (2.793 metri). Nel parco sono state censite oltre 2.100 specie vegetali che rappresentano all'incirca un terzo di tutta la flora italiana; alcune specie sono state per la prima volta identificate dai botanici proprio sul posto. Le specie animali sono invece oltre 150, tra cui posto di rilievo spetta al piviere tortolino, un uccello che ha zampe e becco allungati tipici di ambienti acquatici ma che si riproduce, ed questa la particolarit, sugli altipiani aridi della Majella ad oltre 2.000 metri di altitudine. "Rappresenta un vero "gioiello" ornitologico del Parco Nazionale della Majella in quanto in tutta Europa oltre che sul nostro massiccio si riproduce sugli altopiani scozzesi, nella tundra artica e su poche altre montagne dell'Europa centro-orientale." All'interno del parco si trovano ben sette riserve naturali statali e alcuni beni d'interesse culturale, tra i pi rilevanti d'Abruzzo. Il territorio del parco situato a cavallo del 42 parallelo. Si estende per una superficie di circa 70000 ettari, su un terreno prevalentemente montagnoso. All'interno del parco sono comprese in tutto 3 stazioni sciistiche poste su differenti versanti della Majella, geograficamente non collegate tra loro: la pi nota e frequentata la stazione di PassolancianoMaielletta sul versante chietino, le altre sono quelle di Passo San Leonardo e Campo di Giove in territorio aquilano. MARIA In Abruzzo la Maiella la Montagna Madre. Questo massiccio montuoso domina come una "groppa poderosa", gran parte dellintero territorio regionale: Il Monte Amaro, di 2795 metri, il pi alto tra cime di altezza di poco inferiore. Di conseguenza, la superficie in alta quota davvero enorme per una montagna appenninica. La natura calcarea del massiccio alla base degli innumerevoli fenomeni carsici: i profondissimi

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canyons e le grotte. Se in alto il paesaggio affascinante, selvaggio e desolato, in basso nelle valli, nei valloni, nelle grotte, nelle foreste,il paesaggio ricco di vita, di verde, di acque. Anche l'uomo ha lasciato le sue tracce nei secoli, come le innumerevoli opere darte, gli eremi, i conventi, i castelli. Anche lartigianato ha prodotto opere darte. Il territorio dAbruzzo, oggi per gran parte inserito nel Parco Nazionale della Maiella, vanta origini storiche antichissime. Ai piedi della Maiella venne alla luce, agli inizi del secolo, un importante reperto osseo, risalente al Neolitico superiore (oltre 7000 anni fa) denominato Uomo della Maiella . Il giovane Parco Nazionale ospita varie specie faunistiche: orsi, lupi, cervi, caprioli, camosci, aquile reali, falchi ed altri rapaci. Allinterno del Parco esistono da tempo diverse Riserve Naturali dove si possonoosservare e fotografare molte di queste specie di animali. Inoltre le valli, i torrenti, i boschi sono incredibilmente ricchi di biodiversit.

LORENZO La Montagna della Majella diventata Parco Nazionale il 6 dicembre 1991. Il parco nazionale sicuramente unico nel suo genere e racchiude al suo interno, in vaste aree di natura selvaggia, la parte pi pregevole e rara del patrimonio nazionale di biodiversit, di importanza europea e mondiale. Il Parco Nazionale della Majella, ospita una fauna molto ricca e diversificata. In esso troviamo: l orso, il lupo appenninico simbolo del parco, il camoscio ,i cinghiali, vari tipi di uccelli, i rettili e molti altri. Sulle diverse altitudini della Majella troviamo flora differente. Le pianti pi comuni sono le seguenti: Tasso, Agrifoglio, Sorbo, Acero di Lobel, Caprifoglio nero, Rovo erbaceo, Mirtillo nero oltre a diverse specie fruttifere.

ALESSIA Il Parco Nazionale della Majella stato istituito il 6 dicembre 1991. Il suo nome deriva da Maggiociondolo che in primavera con i suoi fiori gialli abbellisce i boschi , oppure da Maia , la Grande Madre, il risveglio della natura in primavera. La Majella era un basso fondale marino formato da grandi scogliere coralline dove si aggiravano pesci e squali. Tutto questo documentato dai fossili marini che possiamo trovare in montagna. Il fianco occidentale ripido mentre quello orientale dolce.

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Nonostante le abbondanti piogge e nevicate la Majella scarseggia d'acqua . Infatti la montagna costituita da rocce calcaree che assorbono l'acqua che si accumula in caverne sotterranee e fuoriesce fuori dalla montagna formando delle sorgenti .

GIORGIA Il parco nazionale della Maiella, istituito nel 1991, uno dei tre parchi nazionali dell'Abruzzo compreso tra le province di L'Aquila,Pescara e Chieti. E' uno dei 24 parchi nazionali italiani.Nel nostro parco sono state censite oltre 2.100 specie di vegetali,invece le specie animali censite sono 150. All'interno si trovano ben sette riserve naturali statali. Il territorio del parco si estende per una superfice di 62.838 ettari, su un terreno del tutto montuoso. Nella Maiella propiamente detta cosi come nel contiguo massiccio del Morrone, i versanti sono solcati da diversi valloni:il vallone dell'Orfendo,la valle del Foro, vallone di Selvaromana, vallone delle Mandrelle-valle di Santo Spirito,vallone di Taranta. Il fiume Orta separa con un'ampia valle il massiccio della Maiella e del Morrone.La valle completamente "incisa" nei comuni di Bolognano e San Valentino. Giorgia

FRANCESCA Cosa rappresenta il logo del Parco Nazionale della Majella? Nel logo vi rappresentato un lupo, perch unanimale caratteristico del Parco. Oltre al lupo che animale viene rappresentato? Nel video rappresentata anche l'aquila un uccello grande e rapace che ha dato il nome al nostro capoluogo di regione. Quali caratteristiche ha il lupo? Il lupo un'animale solitario che quando fa branco diventa pericoloso. Quali sono le caratteristche dell'aquila? La sua velocit nel prendere le prede maggiore di quella di una pantera e infine si nutre di insetti e vermi.

CHIARA La storia del Parco Nazionale comincia il 6 dicembre del 1991 quando la "Legge quadro sulle aree protette" indica espressamente tra le aree da tutelare la Majella. L'istituzione effettiva avviene nel giro di qualche anno, con il D.P.R. 5 giugno 1995. Le pi comode localit di accesso sono: la citt di Sulmona (AQ) sul versante ovest, il paese di

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Pescocostanzo (AQ) sul versante sud, Guardiagrele (CH) sul versante est e Lettomanoppello (PE) sul versante nord. L' Ente parco nazionale della Majella con sede a Guardiagrele (CH), stato istituito con D.P.R. 5 giugno 1995.

ALESSANDRO La montagna della Maiella era considerata una ricchezza nell'antichit;Il massiccio della Maiella che oggi raggiunge quasi i 3000m,tanti anni fa era il fondale di un mare tropicale. In questo fondale si cominciarono a formare scogliere dove si avvicinavano pesci e squali.Successivamente i fodali cominciarono ad alzarsi,spingendo verso l'alto le rocce che sarebbero diventate gli Apennini e le Alpi. I fondali cominciarono a formare un'enorme piega che apparve come:LA MAIELLA

MARISTELLA ho letto cose interessanti sul parco nazionale della Majella: il parco ospita il 78% delle specie mammifere in Abruzzo, esso contribuisce ad un vero e proprio hot spot della conservazione della biodiversit. I vegetali del parco sono distribuiti in pi di 50 habitat. Il parco ospita il 65% della flora abruzzese, 37% della flora italiana e il 22%della flora europea. Il territorio presenta anche superfici agricole. Nel parco ci sono 4 specie importanti che sono: il lupo appenninico, l'orso bruno marsicano e il camoscio d'Abruzzo. Il lupo appenninico, con anche l'aquila, l'animale che pi caratterizza la Maiella,

EDUART E MATTEO La MAJELLA considerata padre dei monti ed ricca di alberi,foreste, ma anche di terreni calcarei ed anche scavata dai ghiacci preistorici che spesso hanno formato valloni mentre i calanchi sono "frane di rocce". La MAJELLA ricca di intensi colori dal verde dei boschi al marrone delle montagne. Linverno grigio, piovoso e con unaria fredda che soffia dal Nord. La MAJELLA da lontano stupenda e si vedono i monti alti quasi 3.000 metri e "questo territorio sempre in crescita grazie ai fiumi, ai laghi,ai ghiacciai sciolti che si trasformano in acqua che viene assorbita dal terreno".

Carissimi Eduart e Matteo, forse dobbiamo fare qualche precisazione per spiegare meglio i concetti che avete espresso e che hanno di sicuro una loro validit.

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I calanchi presenti in gran parte delle colline abruzzesi simili a quelli di Atri, nel Teramano, molto pi famosi, forse sono scavati dallerosione degli agenti atmosferici ( piogge, vento, grandine ... ) e sono particolarmente suggestivi nelle valli percorse dai fiumi Alento e Foro. Secondo me sono questi i pi belli dAbruzzo. A guardarli sembrano fantastiche merlature, in un paesaggio coltivato a vigneti e frutteti. Ho letto che sulle guglie pi alte nidifica il gheppio e le taccole mentre il terreno fangoso reca le impronte di molte piccole specie di mammiferi come volpi e ricci che si possono avvistare anche in pieno giorno. Tra la primavera e lestate queste colline ospitano ricche fioriture, che includono specie comuni come il cappero, il carciofo selvatico, oltre a qualche specie di orchidee selvatiche. Nell'ultima parte invece volevate dire che le acque dei ghiacci e delle nevi, che si sciolgono, scompaiono tra le fessure dei monti per ricomparire a valle nelle sorgenti, le acque nella loro discesa scavano grotte e gallerie che cambiano forma nel tempo. bravi, ragazzi!

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marted 9 ottobre 2012

ID IF Rural4kids Le 4 sfide dell'uomo

TERRA Guarda il video http://youtu.be/XpVkcpO1mbM

ARIA Guarda il video http://youtu.be/ltaspEDTi6M


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FUOCO Guarda il video http://youtu.be/ZoPrKH4L5R8

ACQUA Guarda il video http://youtu.be/zAI-MknpR-Y

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commenti:
CHIARA, primad I quattro video sulla biodiversit TERRA La biodiversit rappresenta la variet degli organismi che vivono in un determinato ambiente tra di loro compatibili. La vita degli animali,infatti molto importante perch se una specie si estingue blocca il funzionamento dellecosistema facendo estinguere le altre. Quindi il nostro dovere quello di proteggere gli animali dallestinzione. ARIA Latmosfera avvolge la Terra e la protegge facendo oltrepassare la luce solare senza danneggiare la vita del nostro pianeta. Con laccumulo dei gas inquinanti delle citt si pu verificare il surriscaldamento globale. FUOCO Il fuoco rappresenta lenergia che si distingue in varie forme. Infatti dal cibo gli esseri umani e gli animali viene fuori lenergia a noi indispensabile. Ci sono le energie non rinnovabili che possono essere il petrolio,il carbone invece le energie rinnovabili sono la luce del sole(fuoco),lacqua, laria e la terra. ACQUA Lacqua ci permette la vita sulla terra. Infatti grazie a lei che possiamo permettercela. Purtroppo lacqua potabile sta diminuendo sempre di pi ed il nostro compito quello di rispettarla e non inquinarla

ELENA, primad La terra funziona grazie alla biodiversit. Questa come un castello che si regge grazie a forme di vita diverse, in questo modo ogni essere vivente indispensabile all ecosistema e l estinzione un danno, bisogna quindi rispettare l abitat naturale della terra. Latmosfera uno schermo che protegge il pianeta, lascia passare la luce solare e trattiene il calore creando cos l effetto serra, altrimenti tutto congelerebbe. L uomo ha rovinato l aria, aumentando con le sue attivit le quantit di gas e quindi cambiamenti climatici. Bisogna cambiare l atteggiamento dell uomo per evitare che questi cambiamenti climatici siano pi evidenti. Lacqua indispensabile per la vita e per le attivit delluomo e bisogna evitare di consumare pi acqua di quella che la terra offre.

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Lenergia non pu essere creata, n distrutta, ma solo trasformata. Gli animali trasformano il cibo in energia. Il lavoro delluomo utilizza lenergia non rinnovabile, ma queste fonti si stanno esaurendo e inoltre inquinano. Bisogna utilizzare lenergia rinnovabile che non inquina lambiente.

MICHELA, primaf, Il mio commento sul video dell'acqua... ...per me vedere quel video stato molto emozionante! L'acqua davvero un bene prezioso, da non sprecare, la vita non ci sarebbe senza l'acqua. Tutti gli esseri viventi hanno bisogno dell'acqua, tutti gli uomini, gli animali e le piante. Mi ha colpito sapere che la Terra formata dal 71% di acqua!!!

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mercoled 10 ottobre 2012

Biodiversit ... che cos'?

guarda il video http://youtu.be/5CPmt-KTbgY

REALIZZATO DAL WWF Italia per conto del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del mare Direzione per la Protezione della Natura

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Oggi sono stata nel Parco ... per me la biodiversit ... restare incantati a guardare il gregge che passa sui sentieri della Majella

E PER TE LA BIODIVERSITA' che cos ?..............................................


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scrivilo nei

commenti!

Chiara, primad Che cos per me la biodiversit? Per me la biodiversit osservare diverse forme di vita che convivono nello stesso territorio e rispettarle. Manuel, primad per me la biodiversit rispettare l'ambiente e la sua flora e fauna Maria, primad Per ma la biodiversit ... la diversit della vita! La diversit della vita nei suoi diversi aspetti: diversit degli ecosistemi (ambienti naturali quali mari, boschi, monti, campagne...); diversit delle specie (animali, piante, funghi,microrganismi); diversit del patrimonio genetico ( variet di specie viventi).

E per i ragazzi della primaf Michela... rispettare l'ambiente Vasco ... la natura, gli animali liberi Alice... osservare le piante Gianluca... la vita, la pace, l'armonia della natura Lorenzo ... la salvaguardia delle specie animali, vegetali Matteo ... il verde scuro degli alberi, il marrone della terra, il verde del prato, il blu dell'acqua e la bellezza delle diverse vite che mi fanno pensare allarcobaleno Alberta ... scoprire che in Italia ci sono tante zone protette che potremo sempre vedere Anna ... rispettare l'ambiente e gli animali che ci vivono Michela ... conoscere la natura, rispettarla e vedere le conseguenze che si ottengo dal rispetto dell'ambiente Giuseppe ... rispettare gli animali, il loro habitat, le piante insomma l'ambiente Daniel ... il ciclo della vita Christian ... l'insieme della natura Federico ... guardare il volo degli uccelli Marianna ... la bellezza e la variet degli animali all'interno della natura Giorgia ... rispettare flora e fauna Alberto ... preservare gli animali e anche l'anguilla 'elettrica Aurora ... proteggere l'ambiente, tutti gli animali quadrupedi, gli animali marini e le piante Giovanni ... restare immobili a guardare il mare, gli animali e le bellezze della natura Greta ... rispettare gli habitat Flavio ... osservare l'ambiente e garantire, a chi viene dopo di noi, la stessa vista Manuel .... garantire l'aiuto al territorio marittimo, montano e agli esseri che ci vivono Giovanni, concludendo Per me la biodiversit restare incantati a guardare la bellezza della natura!

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venerd 12 ottobre 2012

ID IF - itinerari di ricerca "Majella- La pastorizia"


I THOLOS

Majelletta - strada per Roccamorice

I tholos (o meglio capanne a tholos ) sono costruzioni realizzate dai pastori con la pietra secca, in particolar modo lungo il massiccio della Majella.

guarda il video per pochi minuti http://youtu.be/mS5XCvyAWxw

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Intorno ai tholos veniva eretto un muretto, sempre in pietra, che funzionava come recinto per il gregge.

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La transumanza ... Si partiva per le Puglie entro Settembre / Ottobre e si portavano


le pecore gi dai pascoli ... "

Settembre, andiamo. tempo di migrare. Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all'Adriatico selvaggio che verde come i pascoli dei monti. "
I tratturi, larghe strade derba su cui transitavano le greggi, ebbero origine in epoca antica e furono per la prima volta regolati con leggi dai Romani. Collegavano l'Appennino Abruzzese con il Tavoliere delle Puglie.

E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente, su le vestigia degli antichi padri.
Gabriele D'Annunzio

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... ed ora leggi qui http://www.parcomajella.it/ATTIVITA/pubblicazioni/Tholos&Co.pdf e svolgi la tua ricerca!

commenti:
LORENZO I F I Tholos sono una tipologia di costruzione spontanea a secco fatta di pietra, in dialetto chiamati"pajari": sono costruite mediante la tecnica a sbalzo, la loro forma a cupola viene eseguita mettendo le pietre l'una sull' altra ad una distanza di 15 cm. L'elevazione avviene per sovrapposizione concentrica ogni giro viene poggiato su quello inferiore spostato leggermente verso l'interno di qualche cm. In questo modo a fine costruzione solo un ultima pietra poggia sulle altre a chiudere la pseudo-volta. I metodi usati per gli ingressi alle capanne variano in base all'architrave orizzontale fatto con un unico blocco di pietra allungato. Oggi con una legge regionale i Tholos della Maiella sono diventati protetti e catalogati. Molti Tholos ora rinvenuti interi sono stati resi agibili o dagli agriturismi o dai ristoranti, altri sono ancora usati dai pastori in estate o come stalle o fienili o come deposito di attrezzi agricoli. ALESSANDRO Nel Parco Nazionale della Maiella ci sono manufatti che hanno cambiato l'aspetto del territorio: sequenza di sentieri, ex coltivazioni delimitati da muri a secco, cumuli di pietra e capanne e ricoveri per animali.

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Il progetto sul "Paesaggio Agrario Costruito" di cui ho letto alcune pagine, nasce dall'esigenza di conoscere questi patrimoni. I manufatti della Maiella meritano di essere recuperati prima che sia troppo tardi. Il loro degrado gi iniziato a causa di un abbandono delle attivit agricole; il censimento effettuato sulla Maiella ha portato alla localizzazione di 700 elementi fra cui muretti a secco e capanne. Il censimento gi un primo passo importante verso il loro recupero e la loro valorizzazione.

EMANUELE I tholos mi sembrano i nuraghi dei sardi, solo pi piccoli! Ho visto il video molto bello. Gli uomini li costruiscono credo solo con delle pietre a secco che si mettono una sopra l altra. I tratturi erano delle larghe strade derba dove i pastori portavano le loro greggi, avevano origine antica e furono regolati con leggi dai romani. Sul Blog c una frase sui tratturi che mi ha colpito: E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente, su le vestigia degli antichi padri.

Orlanda Sanvitale 14 ottobre 2012 12:31 Caro Emanuele, quella "frase" che ti piace fa parte di una poesia di Gabriele D'Annunzio, poeta abruzzese ( nato a Pescara ) e che conosceva e amava le nostre tradizioni. Te la trascrivo qui, ne parleremo in classe domani! I Pastori Settembre, andiamo. tempo di migrare. Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all'Adriatico selvaggio che verde come i pascoli dei monti. Han bevuto profondamente ai fonti alpestri, che sapor d'acqua natia rimanga n cuori esuli a conforto, che lungo illuda la lor sete in via. Rinnovato hanno verga d'avellano. E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente,

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su le vestigia degli antichi padri. O voce di colui che primamente conosce il tremolar della marina! Ora lungh'esso il litoral cammina La greggia. Senza mutamento l'aria. Il sole imbionda s la viva lana che quasi dalla sabbia non divaria. Isciacquio, calpestio, dolci romori. Ah perch non son io c miei pastori?

VASCO IF I tholos sono costruzioni, sulla Majella, realizzate dai pastori con la pietra secca; intorno ad essi veniva costruito un muretto come recinto per il gregge. I materiali da costruzione venivano raccolti sul posto per realizzare dei terrazzamenti che servivano a regolare il flusso delle acque. I muretti a secco aiutavano a tenere su il terreno rendendolo coltivabile, e trattenevano lumidita ridistribuendola sul suolo, evitando il dilavamento che, a causa della pendenza, sarebbe stato molto forte. Entro settembre - ottobre si portavano le pecore gi dai pascoli, attraverso i tratturi, larghe strade derba su cui transitavano le greggi, e che ebbero origine in epoca antica. Essi collegavano l'Appennino Abruzzese con il Tavoliere delle Puglie. MATTIA La transumanza, migrazione periodica delle greggi, si svolta per secoli lungo i tratturi: sorta di "strade verdi" che mettevano in comunicazione la Majella con il Tavoliere delle Puglie. Quello pi grande raggiungeva 111 metri di larghezza e quello pi piccolo 55 metri. Il Tholos una tipica "capanna in pietra a secco" utilizzato dagli agricoltori e dai pastori abruzzesi come ricovero per gli animali. Sembra che il modello base provenga dalla Puglia, regione che raccoglieva le greggi in inverno; le prime capanne risalgono al massimo a 200-300 anni fa e tale tecnica costruttiva stata praticata fino agli anni '50 del secolo scorso.

ALESSIA C. Nel territorio del Parco Nazionale della Majella sono stati trovati ex coltivazioni delimitati da muri a secco, cumuli di pietre e ricoveri per animali. Questi devono essere salvati il prima possibile! I tratturi erano antichi sentieri di terra attraversati dal gregge che effettuava la transumanza. Voi vi

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chiederete cosa era la transumanza? La transumanza era lo spostamento delle pecore dalla montagna al mare in autunno e dal mare alla montagna in primavera. Il Percorso: per arrivare in Puglia ci volevano giorni. Il giorno camminavano e la sera ci si fermava in un riposo, cio in una spianata dove si mettevano i recinti per le pecore : gli stazzi. Chi aveva molte pecore percorreva circa 40 chilometri al giorno , invece, chi ne aveva di meno ne percorreva 10-15 chilometri perch faceva rimanere le pecore a pascolare pi a lungo. I butteri, che erano pastori con il cavallo, partivano dopo che il pastore e il gregge se ne erano andati ; ritiravano i recinti e andavano a preparare il posto per quando arrivava il gregge. La notte a difesa delle pecore nelle montagne c'era il tipico cane pastore abruzzese e un mulo in grado di prendere a calci il lupo . MICHELA I D 22 I Tholos sono costruzioni fatte di pietra secca costruiti lungo il massiccio della Majella. Questi Tholos sono stati costruiti dai pastori. Attorno ai Tholos c'era un muretto che circondava un pezzo di terra dove la sera rientrava il gregge. I tratturi sono delle vie d'erba dove vi passano le greggia, erano di origine antica e furono regolati dai Romani. Prima della costruzione delle antiche strade Romane lungo i tratturi si svolgevano intensi traffici commerciali. Il nome Tratturo comparve per la prima volta durante gli ultimi secoli dellImpero romano. MARIA lAbruzzo, regione prevalentemente montana stato, fino a pochi anni fa, legato alla pastorizia. I pastori, nelle zone di pascolo, quando non trovavano ripari o grotte naturali costruivano delle capanne in pietra a secco sullesempio del trullo pugliese. Erano di forme e dimensioni variabili ma tutte con la caratteristica struttura a tholos con una copertura a pseduo volta realizzata mediante la sovrapposizione concentrica di rocce lastre di pietra. La pi grande si trova nella valle Giumentina (versante settentrionale della Maiella) alta pi di sei metri ed ha unalta finestra e un camino. Nei mesi invernali i pastori abruzzesi, nonostante costruissero questi ricoveri, erano costretti a spostarsi con le loro greggi verso il tavoliere della Puglia, che durante i mesi freddi manteneva condizioni ambientali buone per gli animali. Questo fenomeno si chiam Transumanza. I pastori percorrevano con le greggi centinaia di chilometri ed il tragitto avveniva lungo una strada erbosa: il Tratturo. 33

Maria . CHIARA ID I tholos sono delle capanne di pietra dove un tempo si rifugiavano i pastori durante la transumanza. Venivano costruiti dai pastori stessi con le pietre che sterravano per rendere il terreno coltivabile. Con le pietre costruivano anche dei muretti a secco che aiutavano a tenere su il terreno rendendolo coltivabile. Questi muretti evitavano il dilavamento che a causa della pendenza del terreno sarebbe stato troppo forte. Le pietre che non venivano utilizzate, semplicemente venivano ammucchiate in cumuli durante lo spietramento del terreno, regalando oggi alla Majella paesaggi caratteristici. Fino al XVIII - XIX secolo la pastorizia ha avuto un ruolo importante: infatti lallevamento di pecore e capre consentiva di ottenere prodotti come il vello cio pelli e pellicce per coprirsi, la lana da filare, la carne, il latte, il formaggio, la ricotta per nutrirsi e il letame per concimare i campi.

RICCARDO ID Il territorio del Parco Nazionale della Majella segnato da manufatti che nel corso dei secoli hanno modificato profondamente laspetto e la composizione del paesaggio. Il censimento finora effettuato sulla Majella ha portato alla schedatura e alla localizzazione puntuale sulla cartografia di 700 elementi fra muretti e capanne in pietra a secco. Sono state raccolte informazioni dettagliate riguardanti la localit, le caratteristiche costruttive, lo stato di conservazione, lutilizzo, le coordinate geografiche e la quota altimetrica. I tratturi, larghe strade derba su cui transitavano le greggi, ebbero origine in epoca antica e furono per la prima volta regolati con leggi dai Romani. Collegavano l'Appennino Abruzzese con il Tavoliere delle Puglie, luogo dove si recavano le greggi. FRANCESCA I D la transumanza intesa come migrazione periodica delle greggi antichissima e avveniva sia lungo i tratturi, una specie di strade verdi che dalla Majella arrivava fino alle Puglie, sia dai pascoli bassi a quelli di altura. Il tratturo un largo sentiero. La sua misura di larghezza pu essere di 111 metri.I sentieri sono costituiti da tratturelli, che univano i tratturi ai riposi. Si chiama "TRANSUMANZA ORIZZONTALE " la migrazione delle greggi dalla Majella alle Puglie e viceversa; si chiama "TRANSUMANZA VERTICALE o MONTICAZIONE" la migrazione delle greggi dai ricoveri invernali posti a quote pi basse verso le alte quote della Majella, quando si sciolgono le nevi.

FIORENZA ID Sulla Majella si trovano dei manufatti in pietra a secco, chiamati Tholos. Essi venivano utilizzati per lagricoltura e lallevamento.

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Purtroppo queste interessanti costruzioni si stanno rovinando per labbandono di queste attivit tradizionali e la loro distruzione va fermata sia con il restauro sia favorendone la loro conoscenza. C stato un censimento sulla Majella che ha localizzato 700 Tholos. A me queste capanne in pietra a secco sembrano igloo (le case degli eschimesi), per in pietra. FEDERICO IF I tholos in origine erano tombe. Le tombe a thlos (al plurale tholoi) che in greco significa cupola, erano monumenti funerari risalenti come tipologia alla tarda et del bronzo. Per la loro forma circolare, sono stati chiamati tholos anche i ricoveri dei pastori abruzzesi. La pastorizia una delle forme pi antiche di allevamento, praticata principalmente con ovini, caprini, bovini, ma anche suini ed equini. La pastorizia si contraddistingue dall'allevamento perch gli animali si nutrono muovendosi in un ambiente naturale e non vengono nutriti con risorse dell'allevatore. Vi un forte legame tra gli animali e il pastore, che si occupa di loro a tempo pieno, non limitandosi ad accompagnarli al pascolo ma fornendo loro protezione dai predatori(anche con il tradizionale ausilio di cani), cure sanitarie, assistenza durante il parto ecc. Un'altra caratteristica di questo tipo di allevamento che la persona che si occupa degli animali generalmente la stessa che provvede alla trasformazione dei prodotti (dalla tosatura della lana alla produzione del formaggio). La pastorizia aveva un ruolo centrale nelle economie e nelle societ del passato. In Italia, dal secondo decennio del 900, le dimensioni degli allevamenti cominciarono progressivamente a diminuire, tuttavia dopo mezzo secolo di progressiva riduzione vi stata una inversione di tendenza e oggi la pastorizia ha riacquistato una certa importanza anche in Abruzzo.

MATTEO E MANUEL IF E vanno per il tratturo antico al piano! Abbiamo incontrato un batuffolone di riccioli bianchi che scodinzolava vicino alla sua mamma. Li chiamano " pastori maremmani" (perch una Contessa port in Maremma i suoi antenati) ma grazie agli zoologi di oggi quel cucciolo pu sperare di ritornare ad essere, da grande, un buon " pastore abruzzese" che protegge e guida le pecore e aiuta il suo padrone. Il gregge pascola nelle alture della Majella, ma ancora per poco perch l'autunno alle porte, comincer presto il freddo e i pascoli gi scarseggiano. E' ora di iniziare il lungo viaggio della Transumanza attraverso i sentieri d'erba e di pietre ( i tratturi )

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per raggiungere il Tavoliere delle Puglie! Sono ancora l, dopo cento... duecento anni le capanne in pietra a secco, quelle a "falsa cupola" ( i Tholos ) e dove i pastori potranno ancora riposarsi! "Ah perch non son io coi miei pastori!

MARISTELLA E FRANCESCA Il monte caratterizzato dallarchitettura agro pastorale: nelle zone abbandonate dellagricoltura, si possono ancora ammirare queste dimore legate alla pastorizia. Costruite con la pietra, le capanne si fondono perfettamente col paesaggio mimetizzandosi completamente. Tutte abbandonate e semi-distrutte, negli ultimi anni sono state ricoperte, recuperate e valorizzate.

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I THOLOS Reportage di Riccardo I D


Sono stato nel Parco Nazionale della Majella a fotografare i Tholos ecco le mie istantanee ... !

una sella di un mulo ... dove sar l'animale?

... ed ecco i Tholos


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siamo nel territorio montano della Majelletta

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Dalla Majelletta a Roccamorice


Percorrendo la ripida strada che parte dalla Majelletta (1995 m.) si giunge in localit Colle della Civita, dove si trovano esempi spettacolari di tholos, circondati da stazzi recintati sempre con nuda pietra. Grazie ad un lungo lavoro di ricerca e di catalogazione sviluppato dallo studioso Edoardo Micati, oggi tutte le capanne a tholos della Majella sono state catalogate, classificate e protette da una apposita legge regionale. La maggior parte di quelle che si possono ancora oggi ammirare sui pendii della Majella venne costruita dalle epoche remote fino agli anni Cinquanta del '900, con tecnica immutata. In molti casi sono ancora usate per lo pi dai pastori in estate, ma anche come stalle, fienili e deposito di attrezzi agricoli. Molte di esse sono state recuperate grazie a recenti progetti di restauro e salvaguardia.

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Proseguendo si giunge al borgo medievale pedemontano di Roccamorice, situato su uno sperone roccioso ad unaltitudine di 520m,compreso nellarea del Parco Nazionale della Majella. Nel territorio di Roccamorice si trovano due tra i pi famosi e suggestivi eremi dAbruzzo: Leremo di S.Spirito e leremo di S.Bartolomeo in Legio che ho raggiunto percorrendo un sentiero scosceso e molto suggestivo. Questa costruzione risale al XIII sec. e si trova mimetizzata nella parete a strapiombo del vallone di S.Spirito. Essa fu dimora dellumile eremita Pietro da Morrone, che divenne Papa con il nome di Celestino V ... ma per questo vi rimando al nostro primo e-book pubblicato.... Riccardo ID

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leggete il nostro primo e-book

http://www.scribd.com/doc/139713366/Eremi-CelestinianiCandidati-a-Patrimonio-Mondiale-dell-umanita un click qui e buona visione!

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mercoled 17 ottobre 2012

I D I F Itinerari di ricerca "Majella: le origini"


Iniziamo il nostro percorso dal Geosito loc. Capo di Fiume

la caratteristica pi evidente di tutte le rocce che costituiscono la Majella la stratificazione"

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I geologi hanno ipotizzato che una volta (130>65 milioni di anni fa) la cima della Majella fosse il fondale di un mare tropicale. Circa 7 milioni di anni fa l'area era in fase di corrugamento e di definitiva emersione.

A Capo di Fiume nei pressi di Palena sono stati ritrovati importanti fossili di pesci che popolavano il mare: aringa rotonda, perca del Nilo, merluzzo e pagro e molluschi e ricci di mare.

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Le frequenti scosse telluriche e gli agenti atmosferici, soprattutto le successive ondate glaciali, hanno modellato la Majella e i sottogruppi vicini conferendo a questi monti la forma che oggi possibile vedere. La Majella caratterizzata dalla eccezionale vastit di territori posti oltre i 2000 mlm : pi di 30 cime superano i 2.000 metri ed il Monte Amaro con i suoi 2.793 metri la seconda vetta della catena appenninica dopo il Gran Sasso . Nonostante il Parco sia ricchissimo di acque, in superficie non ci sono grosse estensioni di ambienti umidi, in quanto la roccia calcarea di cui sono costituite per la maggior parte le sue montagne sono soggette al fenomeno del carsismo: buona parte delle acque piovane e di fusione delle nevi si infiltra e scorre nel sottosuolo per venire alla luce in numerosi e abbondanti sorgenti poste alla base dei grandi rilievi.

Le sorgenti del Fiume Aventino si trovano proprio allinterno dellarea protetta, a Capo di Fiume

commenti
FLAVIO "Parco tutto di montagna, la Montagna Madre o Sacra dell'Abruzzo Verde, nel cuore dell'Italia centrale, nella parte pi impervia e selvaggia dell'Appennino .... uno scenario maestoso ed armonioso che infonde sensazioni di pace e sprigiona profonda spiritualt." ( Franco Iezzi e Nicola Cimini)

MANUEL I F Da pi di un secolo e mezzo, la geologia dell'area della Montagna della Majella stata studiata da numerosi studiosi italiani ed esteri. Soprattutto per la ricostruzione delle sequenze sedimentarie, la Majella conosciuta per un motivo particolare: le stratificazioni sono osservabili e di facile studio e lettura.

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L'area stata recentemente soggetto di studio in un progetto scientifico internazionale di grande estensione, la TaskForceMajella Le sorgenti del Fiume Aventino si trovano proprio allinterno dellarea protetta, a Capo di Fiume; le acque del fiume per, data la particolare situazione idrogeologica locale, provengono da pi lontano, cio dagli inghiottitoi dellAltopiano carsico del Quarto di Santa Chiara.

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mercoled 17 ottobre 2012

I D I F Percorso di ricerca "Majella - I valloni"


La Majella presenta evidenti tracce dell'azione modellante dei ghiacciai. un enorme ghiacciaio ricopriva l'intera sommit e lingue glaciali scendevano lungo le pendici della Majella modellando il fondo e i fianchi dei diversi valloni. Scendendo da Palena, ci fermiamo alle Gole di San Martino

entriamo nel pi lungo Vallone percorribile ( 14 km)

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Una delle aree pi belle del Parco della Maiella

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Dopo i primi passi nel vallone di San Martino ... leremo omonimo

" Quello che mi ha colpito che nonostante questi valloni originariamente fossero ricchi di acqua oggi sono per lo pi aridi; so che questo dovuto al carsismo che fa infiltrare l'acqua all'interno facendola uscire poi a quote pi basse ( come nel caso del fiume Verde a Fara S.Martino) comunque il fenomeno mi affascina molto " ( Matteo I F )

La sorgente del verde

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Ugualmente spettacolari sono i valloni di Palombaro e Pennapiedimonte

commenti
MATTEO I F I valloni sono valli ripide e profonde che si possono osservare sulla Majella e presentano un aspetto diverso sui due versanti:i valloni del versante orientale sono pi aridi e selvaggi mentre quelli del versante occidentale sono pi boscosi e umidi. Si sono formati in seguito alla costante erosione del ghiaccio che ha inciso le pareti dei valloni facendone dei veri spettacoli della natura. C' per esempio il vallone di San Martino che il pi lungo(14 Km) che da Fara san Martino ( cittadina molto importante perch l si produce la pasta"De Cecco","Del Verde" e "Cocco") porta fino alla vetta del Monte Amaro con un dislivello di 2300m. Il vallone dell'Orfento che uno dei pi spettacolari, l'unico interamente percorso da un fiume, che dalla vetta, arriva fino a Caramanico dove poi confluisce nel fiume Orta. I valloni di Selvaromana e delle Tre Grotte a Pennapiedimonte che sono particolarmente selvaggi ma affascinanti perch formano numerosi canyon e grotte; l si effettuava la transumanza verticale durante l'estate fino ai pascoli alti.

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Il vallone di Taranta Peligna con le Grotte del Cavallone, che per la loro bellezza e suggestivit sono state scelte da Gabriele D'Annunzio come ispirazione per " La Figlia di Iorio". Quello che mi ha colpito che, nonostante questi valloni originariamente fossero ricchi di acqua, oggi sono per lo pi aridi; so che questo dovuto al carsismo che fa infiltrare l'acqua all'interno facendola uscire poi a quote pi basse( come nel caso del fiume Verde a Fara S.Martino) comunque mi affascina molto. DANIEL IF Le valli del parco nazionale della Maiella sono molto famose. Le valli prendono spesso il nome dal fiume che vi scorre, come per esempio la valle dell' Orfento e del Foro. Alcune valli invece prendono il nome dal comune, tipo il vallone di Taranta Peligna, un'altra dal nome dell'eremo come quella della valle di Santo Spirito, mentre un'altra prende il nome dal bosco che lo ricopre come per esempio il vallone di Selvaromana. Le valli si sono formate nel corso di milioni di anni a causa dei gniacci, dell'acqua e del vento che hanno eroso le rocce delle montagne.

FEDERICO IF La Majella caratterizzata da una serie di vasti pianori sommitali, dolcemente tondeggianti per effetto dell'azione millenaria dei ghiacciai che qui erano molto estesi durante le ere glaciali, tra cui emerge il vallone di Femmina Morta ad oltre 2500 m di altitudine. I suoi versanti, soprattutto quelli orientale e nord-occidentale, sono solcati da lunghissimi ed aspri valloni: vallone dell'Orfento, inciso dal fiume omonimo, ricco di acque e di faggete; valle del Foro, modellata dal fiume Foro, anch'essa ricca di acque e di faggete; costituisce l'habitat di specie quali il picchio dorsobianco, l'astore, la balia dal collare ed il gufo reale; vallone di Selvaromana, nel comune di Pennapiedimonte; vallone nel comune di Fara San Martino; vallone di Taranta, nella quale si trova la grotta del Cavallone. Il fiume Orta, che raccoglie le acque di un vasto bacino, separa con un'ampia valle il massiccio della Majella dal Morrone. La valle profondamente incisa nei territori dei comuni di Bolognano e San Valentino, formando un vero e proprio canyon.

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GIORGIA M. 1F La Maiella caratterizzata da una serie di Valloni nati dai ghiacciai tanti anni fa. Una situazione simile non si trova in nessun altra zona dellAppennino. Il Vallone di Femmina Morta quello situato pi in alto circa 2500 mt. Da questa altezza fino ad arrivare alla base della montagna troviamo altri aspri valloni quali: -Il Vallone dellOrfento, che prende il nome dal fiume che lo forma, lunica valle percorsa interamente da un fiume; -La Valle del Foro anchessa formata dallomonimo fiume ricca di acqua e di boschi di faggio senzaltro quella meglio conservata del Parco. Qui vivono specie di uccelli molto rari e pregiati come il Picchio dorsobianco, il Gufo Reale ecc. -La Valle Delle Mandrelle e di Santo Spirito si trova nel Comune di Fara S. Martino ed la valle pi lunga da percorrere (circa 14 km). -Il Vallone di Selvaromana che si trova nel Comune di Pennapiedimonte offre paesaggi bellissimi. -Nel Vallone di Taranta troviamo una bellissima grotta La Grotta del Cavallone visitata ogni anno da tantissime persone. -Infine, il fiume Orta separa la Maiella dal Monte Morrone con unampia vallata che con le sue pareti a forma di gradinate la fanno sembrare proprio un grande canyon.

Siamo la I F ci sentiamo "giornalisti-reporters-studiosi ricercatori" (Michela D), la natura offre paesaggi stupendi (Manuel) , i valloni sono ricchi di mistero ( Daniel ) ci interessa studiare per capire e rispettare!

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gioved 18 ottobre 2012

I D I F Itinerari di ricerca " Majella: le grotte"


La Grotta del Cavallone detta anche Grotta della Figlia di Iorio, sicuramente la pi nota, si apre a circa 1450 m di quota nel Vallone di Taranta ed ha uno sviluppo di 1300 m ; molto particolare la Grotta Nera con il latte di monte una "roccia" morbida al tatto ...

clicca qui http://www.grottedelcavallone.it/banner-rotator/home.html

poi vai tra i video in visita alla grotta

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Numerose sono comunque le altre grotte, ricche di testimonianze storiche, preistoriche e/o paleontologiche ( Grotta degli Orsi Volanti e Grotta del Colle, ambedue nei pressi di Rapino, Grotta Caprara in territorio di Lama ...)

commenti
GIORGIA M. Ho appena visitato il sito delle grotte del Cavallone e mi sono piaciuti in particolare i cristalli. La natura riesce a fare cose indescrivibili tanto sono belle. AURORA IF Le Grotte Il Carsismo un fenomeno che caratterizza profondamente le montagne del parco, in gran parte costituite da rocce carbonatiche, in particolare la Majella sulla quale si contano oltre 100 grotte. Le acque piovane penetrano nelle rocce del parco; muovendosi nel sottosuolo nel corso dei millenni, ampliano le fratture e scavano gallerie, grotte e cunicoli. La Grotta Del Cavallone La Grotta Del Cavallone, detta anche Grotta Della Figlia Di Iorio la pi nota nel Vallone di Taranta; la Grotta Nera con il Latte Di Monte una concreazione morbida al tatto nella cui genesi concorrono anche alcuni batteri. Numerose sono le grotte ricche di testimonianze storiche, ( Grotta Degli Orsi Volanti e Grotta del Colle, ambedue nei pressi Rapino, Grotta Caprara in territorio di Lama). Il mondo sotterraneo ospita non poche forme di vita. Le piante possono vivere solo sulluscio delle grotte fin dove arriva qualche spiraglio di luce, esse sono dette sciafile, amano anche lumidit, quindi crescono anche nei pressi di cavit carsiche ( in grotta lumidit arriva anche al 100%). Nella zona pi interna troviamo solo alghe e funghi. Le grotte possono essere rifugio per alcuni mammiferi (volpe, faina, lupo e orso) e uccelli, soprattutto rapaci notturni. Naturalmente qui si vive al buio, per cui gli animali non hanno apparati visivi molto sviluppati e i loro sono molto tenui. La fauna di grotta costituita principalmente da invertebrati ( aracnidi, ortotteri, coleotteri, lepidotteri), ma sono i pipistrelli le specie pi rappresentative di questi ambienti; lEnte sta svolgendo ricerche per la conoscenza delle specie presenti e che ammontano a circa 13 specie, specie molto importanti, basti pensare che il 50% delle specie presenti in Italia sono a rischio di estinzione. Il pipistrello un ottimo insetticida pu catturare fino a 2000 insetti per notte; importante quindi tutelarlo e tutelare lambiente in cui vive. E' importante tutelare per non solo il mondo sotterraneo, ma anche i boschi secolari e il patrimonio edilizio rurale.

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Le grotte del Cavallone


di Maria Pia 3^F Ho preparato una brevissima presentazione sulle Grotte del Cavallone comunque i miei complimenti ai ragazzi delle prime per i lavori sul Parco Nazionale della Majella!

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luned 22 ottobre 2012

I D I F una gita a Serramonacesca


Serramonacesca 280 m slm

Serramonacesca sorge, circondata da boschi e uliveti, alle falde settentrionali della Majella, nei pressi del fiume Alento. Tutta la storia del borgo strettamente legata alle vicende dell'antichissima abbazia benedettina di S. Liberatore a Majella, che dista appena 2 km dal centro abitato e rappresenta una delle chiese medievali pi importanti della regione.

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Serramonacesca, serra dei monaci, compresa nell'area del Parco Nazionale della Majella ed un autentico 'scrigno' che custodisce tesori di altissimo valore storicoartistico, come l'abbazia di S. Liberatore, le rovine di Castel Menardo, l'eremo di S. Onofrio, le tombe rupestri di S. Giovanni e i ruderi del borgo fortificato di Polegra di origine longobarda.

Ai lati dell'Abbazia un sentiero riscende la valle alle sorgenti del fiume Alento ... Ai lati dell'Abbazia un sentiero riscende la valle alle sorgenti del fiume Alento ... Si entra nel bosco e veramente lo spettacolo delle luci, delle ombre e dei colori affascinante. Qualcosa attira la nostra curiosit... un tronco ricurvo, contorto e sofferente; che strano, questo relitto di faggio in mezzo a tante piante rigogliose! Scendendo ancora allo spettacolo della luce che filtra tra le foglie ancora verdi si unisce il gorgoglio del torrente che ci accompagna passo dopo passo. Non parliamo per non interrompere la magia di quei momenti e saliamo su, fino ad un sentiero che si allarga mentre il cielo si scopre azzurro sopra di noi.
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A destra un cartello ci invita a non disturbare gli animali che potrebbero aggirarsi nell'area protetta dietro un recinto di piccole canne appoggiate ad una rete... proseguiamo ancora in silenzio e le voci dei turisti davanti all'abbazia ci riportano alla realt.
Lorenzo e Giuseppe

Particolarmente suggestivo percorrere il sentiero irto di vegetazione e farci sorprendere dal rumore delle acque che riaffiorano con fragorose piccole cascate dopo brevi tratti sotterranei ... All'inizio o alla fine della giornata i colori della luce si mescolano in infinite combinazioni. Che bello essere l per fermare quegli attimi con la macchina fotografica!

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"Pensieri di prima mano di Vasco e Federico"

Qui diverse grotte tra i quattro e i sei metri di larghezza ci appaiono incavate nella roccia , tra le forre impetuose e una folta vegetazione

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Risalendo le forre dell'Alento ...

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... il Monastero di S. LIBERATORE A MAJELLA

aperto ... entriamo

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come esprimere con le parole l'emozione che ci suscita il gioco delle luci, la solennit degli interni, la voce "delle pietre" che evocano un passato glorioso alle dipendenze dell'abbazia di Montecassino ... e poi un passato doloroso quando fu distrutto dal terremoto del 990 ... e poi ancora la sua riedificazione agli inizi dell'XI secolo

Esternamente, tangente allo spigolo destro, si erge il maestoso campanile quadrato, databile al primo trentennio del XII secolo

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luned 22 ottobre 2012

ID IF da Serramonacesca sulla via del ritorno...


poco distante a nord-ovest dellAbbazia , su un altro colle, a quota 473, sfida il tempo il sinistro Castel Menardo dellXI sec, compreso tra i possedimenti benedettini

Riscendendo la valle lungo il percorso si alternano vedute maestose della Majella passando da faggete a colli scoperti, arbusti di ginepri e bassi cespugli

non manca il gregge e fermandoci nell'ultima sosta sentiamo il rumore del brucare dell'erba interrotto solo dal fischio del pastore che richiama le sue pecore
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E che dire del TRAMONTO nel PAESAGGIO della Majella? NellAppennino Centrale si possono godere spettacolari tramonti grazie al fenomeno dell Alpenglow : leffetto che si pu vedere in montagna dopo il tramonto, quando lambiente circostante gi buio ma alcune cime appaiono ancora illuminate dal sole e assumono una colorazione rosseggiante. La Majella ha una composizione mineralogica simile a quella delle Dolomiti e quindi la luce del sole produce lo stesso tipo di variazioni cromatiche (dal rosa pallido al rosa aranciato e davvero in certi giorni si vedono sfumature che vanno verso il viola) Emanuele, Micaela 1D

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luned 22 ottobre 2012

ID IF Come comportarsi nel Parco

Sulla Majella vivono il lupo, l'orso, il camoscio, la lontra, il capriolo, il cervo. Tra le 130 specie di uccelli spiccano l'aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale, il lanario, l'astore e il piviere tortolino. Le faggete ricoprono i versanti tra i 1000 e i 1800 metri, mentre sui crinali cresce il raro pino mugo, tipico di ambienti nordici. La vegetazione include oltre 1700 specie, numerose delle quali endemiche. La flora e la vegetazione attuale della montagna sono anche il risultato dell'azione umana, che sul massiccio si protrae da millenni, sin dall'invenzione stessa dell'agricoltura, come attestano le numerose pitture rupestri dipinte nei suoi santuari neolitici. Per ricavare campi da coltivare, l'uomo in passato ha distrutto i boschi di quercia e carpino nero che cingevano la montagna alle quote pi basse; a quote maggiori, ha invece ridotto la faggeta per allargare i pascoli secondari per gli armenti e - in certi periodi storici - anche per l'agricoltura, che in alcune localit della Majella stata praticata anche a quote molto elevate (1500-1600) Tra le specie arbustive ci sono il ginepro nano, il raro sorbo alpino, l'uva d'orso e altre. Una specie interessante la sabina: anche questa come il pino mugo, distrutta in molti altri massicci montuosi, sopravvissuta sulle rupi soleggiate da cui spesso penzola nel vuoto.
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Solo comportandoci bene questo prezioso patrimonio potr conservarsi integro nel tempo

e allora ecco un breve decalogo: 1) non abbandonare i rifiuti e non nascondere i tovaglioli sotto i sassi... impiegherebbero un anno a distruggersi 2) non portare sacchetti di plastica, se li dimentichi restano l per sempre 3)ricorda che le lattine e le bottiglie sono trappole mortali per insetti e piccoli roditori e anche quelli sono importanti nel luogo dove vivono 4) lascia vivere i fiori dove sono e non portar via le rocce ... pensa se il tuo gesto fosse fatto da tutti... 5)se ti capita di vedere un animale, guardalo " con rispetto" non spaventarlo, molti di loro sono l per nutrirsi e devono arrivare ben nutriti alla stagione della riproduzione... 6) i cani? meglio di no...il tuo cane bravo ma chi ti assicura che vedendo un animale del parco non gli correrr dietro, anche solo per " giocare" ma , se vuoi bene al tuo cane, rispetta anche gli animali del parco. 7) se vuoi pernottare nel parco, vai nei campeggi appositi 8) attento ad accendere fuochi e soprattutto solo e soltanto nelle aree consentite, ricorda comunque che basta un minimo gesto di disattenzione per distruggere un ambiente 9) segui i sentieri e non fare scorciatoie, questo gesto apparentemente innoquo in realt rovina la cotica erbosa, provoca solchi dove la pioggia si incanala e scorre veloce o rende impossibile il taglio del fieno al contadino! 10) e non ultimo, se ti allontani dai sentieri puoi rischiare di perderti ... al buio, di notte, soli, non sarebbe una bella esperienza!
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luned 29 ottobre 2012

La Biodiversit ... di Giorgia I F Scoperta nella Valle dell'Orfento


LA BIODIVERSITA' ... una farfalla azzurra su un fiore giallo

... un fiore giallo

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... una piantina strana e pelosa

... un ragno che tesse la sua tela

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... il sole che illumina il buio di un bosco

... un fiorellino solitario in un prato verde

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... una strana foglia verde

... la rugiada del mattino

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... un insetto che cerca il colore

... la curiosit di andare avanti

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... la meraviglia alla vista del paesaggio sotto di noi

... il rumore dell'acqua

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... il ragno che cattura la farfalla

...il verde della valle nel Parco Nazionale della Majella

Giorgia I F

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PARTE SECONDA La biodiversit agricola

Nel Parco Nazionale della Majella , oltre ad ambienti naturali, sono presenti piccole aree agricole spesso marginali, dove lagricoltura viene ancora effettuata in maniera tradizionale...
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Uno spettacolo unico ... di Matteo I F

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marted 23 ottobre 2012

ID I F Itinerario di ricerca A ciascun terreno il suo seme ...


La tutela di questi agro-ecosistemi rientra nelle finalit istitutive delle aree protette; le attivit agricole ancora presenti nel Parco, condotte secondo metodi tradizionali, rappresentano un elemento molto importante per la fauna del Parco: numerose specie di uccelli (allodola, ortolano, zigolo ecc.) vivono proprio in questi ambienti marginali.

Le variet autoctone da riscoprire Alcuni hanno nomi stranissimi, talvolta divertenti, che ne descrivono sapore, forma, periodo di raccolta o altre caratteristiche; basta pensare alla mela "meloncello", "tinella", "paradiso", "mangione", "gelata", "cipolla" o alla pera "prosciutto", "dinverno", "agostina", "campana", "carbone", "spina"; a questo elenco si possono aggiungere tantissime altre variet come ad esempio il fagiolo "a pane" o "socere e nore", il peperone "a corno di Sulmona" e per finire il pomodoro "a pera" o "a cuore".

mela tinella

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doveroso salvarle per poter tramandare alle future generazioni un cos vasto patrimonio naturale e culturale.

prodotti tipici a Lama dei Peligni

Vogliamo provare a descrivere alcune delle variet autoctone del Parco Nazionale della Majella? Per documentarti clicca qui http://www.parks.it/parco.nazionale.majella/prodotti.php?totalRows_risultati= 28

e leggi
Io MeLa Mangio un progetto di educazione ambientale sul "Recupero, conservazione e valorizzazione della biodiversit agricola"
http://www.parcomajella.it/edu_IoMelaMangio.asp

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https://docs.google.com/open?id=0BzMrZzk9CEWdM0Fmc1lZSnlDd1E
Clicca qui

Buon lavoro, ragazzi!

Oltre che ambienti naturali, il territorio del Parco presenta anche una discreta superficie occupata da aree agricole abbandonate ormai da lungo tempo e in fase di lenta evoluzione naturale verso ecosistemi pi complessi (arbusteti, pascoli arborati, boschi di neo formazione, ecc.). Altri esempi di segni lasciati dallUomo sono i rimboschimenti con pinete o gli stessi pascoli e prati falciabili. In questultimo caso le attivit umane condotte da secoli hanno ampliato la diffusione di certe specie e hanno contribuito significativamente a mantenere la biodiversit. Infatti, mantenere alcune pratiche agricole, come lallevamento estensivo o unagricoltura condotta in maniera tradizionale, pu essere uno strumento fondamentale per conservare ambienti, che sono frutto di interazione tra Uomo e Natura; di contro la riforestazione dei pascoli, seppur naturale, porterebbe ad una drastica diminuzione di certe specie sia vegetali che animali. FONTE: Tratto dal sito ufficiale del Parco nazionale della Majella La maggior parte delle aziende biologiche presenti nel Parco rappresentata da piccoli produttori di cereali, olive, frutta e ortaggi (questi ultimi spesso a carattere familiare).

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Lallevamento predominante quello ovino ma ci sono interessanti esempi di allevamenti bovini da carne allo stato semibrado e apicoltori. Un certo numero di aziende ha diversificato le proprie attivit con lavvio dellagriturismo e non mancano operatori che hanno aperto piccoli punti vendita e ristrutturato i fabbricati rurali con la tipica pietra bianca della Majella. Le prime realt agricole che hanno introdotto lagricoltura biologica nel Parco sono giovani agricoltori che sono tornati a vivere un territorio dal quale le precedenti generazioni erano scappate in cerca di miglior fortuna. Allinizio sono state riaperte e ristrutturate vecchie case, ruderi o macerie, e poi ripresa la coltivazione dei campi. La scelta delle specie da coltivare ricaduta spesso sulle produzioni tipiche del territorio: vecchi cereali tra i quali il farro e la solina, legumi quali la cicerchia, i fagioli o ceci, antiche variet frutticole. Lagricoltura biologica quindi stata considerata importante sia per la presenza di agricoltori ed allevatori consapevoli del loro ruolo nella gestione del territorio che per la conservazione delle variet autoctone. Tra le scuole che hanno partecipato al progetto anche la Scuola Media "Pugliesi" di Ortona (CH) ora Istituto Comprensivo N2 di Ortona Nell'ambito del progetto "Io MeLa Mangio", i ragazzi pi grandi hanno intervistato i propri nonni e gli anziani del paese attraverso un questionario e una scheda di rilevazione, per giungere allindividuazione delle variet molto note un tempo, ma ora coltivate solo da pochi agricoltori custodi. I pi piccoli, invece, hanno affrontato largomento con il supporto della fiaba: incaricata da Nonno albero, un vecchio albero di Mela tinella che vive in una campagna abbandonata ai piedi della Majella, la mela Rossella fa conoscere ai bambini alcune delle variet locali del Parco e chiede il loro aiuto per salvarle. La speranza quella che da grandi sapranno scegliere uno stile di vita rispettoso dellambiente e di conseguenza della loro salute, a partire da quello che mangiano.

GIORGIA, primaf I prodotti tipici della Maiella. Lagricoltura del parco della Maiella si basa soprattutto su una produzione di prodotti sani, adottando tecniche ecocompatibili che proteggono la flora e la fauna. In montagna l allevamento di ovini permette la produzione di vari tipi di formaggi e del famoso pecorino abruzzese. Con la carne di pecora o di bovino si producono i buonissimi arrosticini oltre a gustosi insaccati come prosciutti e salami. Importante lallevamento delle api da cui si ricavano molti tipi pregiati di miele millefiori. In agricoltura si producono cereali, olive, frutta ed ortaggi.

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Tra i cereali troviamo il farro, tra i legumi i fagioli, ceci ecc., tra la frutta la mela gelata, tinella e paradiso poi pere e pesche.

MARIANNA, primaf C chi beve o condisce con oli comprati al supermercato,ma lolio fatto in campagna e quello del supermercato hanno una bella differenza perch dentro lolio di campagna non c nientaltro che lolivo spremuto mentre in quello del supermercato ci sono conservanti e altre cose per farlo sembrare buono. Per fare un olio buono occorre unoliva buona: come questa (foto ulivo). Il procedimento semplice:ad uno ad uno si tolgono tutte le olive dallalbero. Cos abbiamo ottenuto tanta oliva (foto rametto e foto uliva da sola). Questultima viene poi spremuta e il succoche ci esce di colore oro e infatti quello lolio!(foto olio) GIUSEPPE PRODOTTI TIPICI DELLA MAJELLA La pastorizia lattivit storica che pi ha lasciato segni nellarea protetta. Laltra attivit la coltivazione di cereali (grano e farro) e legumi. Fara San Martino una delle capitali della pasta italiana, si trova alle sorgenti del fiume Verde dove fin dallVIII secolo si insedi una comunit benedettina. Alleconomia pastorale si collega una fiorente produzione di formaggi: pecorini, caciotte, che possono essere anche aromatizzate, caciocavalli, scamorze, giuncate, ricotte ovine e caprine, che in alcuni casi tradizione affumicare. Ricco anche il repertorio dei salumi: annoia, mortadelline, salsicce. Nelle aree pedemontane si coltivano lolivo e la vite, da cui si ricavano vari tipi di vino; tra questi il pi famoso il Montepulciano dAbruzzo. Fiorente la tradizione dei dolci, con in evidenza i confetti di Sulmona. ALBERTA Tra i prodotti tipici della Majella notevole interesse riveste la produzione dell'olio extravergine d'oliva ottenuto con variet locali . Due tipologie hanno l'attributo D.O.P.: quelle dell'Aprutino Pescarese e delle Colline Teatine. Tra i numerosi ortaggi e legumi coltivati nella zona come il farro, i fagioli, la segale , il grano tenero ecc. e numerose variet di mele e pere, la coltivazione dell'aglio rosso di Sulmona merita, secondo me, un posto importante, essa era gi presente nell'ottocento e gi allora venivano apprezzate l'aroma e il sapore particolarmente piccanti. Sulmona,inoltre, nota per la sua tradizionale produzione di confetti e dolciumi. A Fara S.Martino nota la produzione di una tradizionale pasta ( DE CECCO, DEL VERDE E COCCO ) e altrove si producono salumi ( prosciutti nostrani, salsicce di carne e di fegato ) e formaggi (pecorino d'abruzzo).

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Cara professoressa, ho trovato notizie interessanti su alcuni prodotti "autoctoni" del Parco Nazionale della Maiella ma che venivano e vengono ancora fortunatamente coltivati anche nelle valli abruzzesi e quindi anche da noi. Ecco l'elenco con le caratteristiche di ciascuno di essi: FLAVIO Fagiolo Quaranta giorni Il seme di medio-piccole dimensioni, schiacciato e di forma tendenzialmente ovale. Il colore di fondo marrone chiaro con striature scure. Sono fagioli molto saporiti e ottimi per la preparazione di "pasta e fagioli". Il Fagiolo un tempo era probabilmente diffuso in gran parte dei territori delle alte valli Aventino e Sangro. Mela Paradiso I frutti presentano una forma prevalentemente globosa-appiattita e hanno la buccia leggermente untuosa Distribuita sul territorio diLanciano. Pera di San Giovanni Pera estiva con frutti di piccole dimensioni; la buccia ha un colore di base giallo con presenza di arrossamenti localizzati. La polpa tenera presenta un sapore gradevole solo a piena maturazione quando risulta essere molto dolce. Maturazione a fine giugno in prossimit della ricorrenza di San Giovanni (24 giugno) da cui deriva il nome. Presente sul territorio di Lanciano. Pesca Testa Rosce Si matura ad ottobre, i frutti sono medio piccoli; a piena maturazione la colorazione di fondo gialla viene quasi completamente coperta da numerose striature rosso scuro. Il nome "Testa Rosce" legato alla caratteristica polpa di colorazione rosso scura, che gran parte della polpa assume a piena maturazione. In ambito familiare utilizzata per la conservazione "sciroppate" grazie alla buona consistenza della polpa. Olio extravergine d'oliva Nel territorio del Parco vengono prodotti diverse tipologie di oli extravergine d'oliva ottenuti con variet locali. Due tipologie hanno l'attributo DOP: l'Aprutino pescarese e le Colline teatine. L'Aprutino pescarese proviene dalle colline della provincia di Pescara ed ottenuto da variet quali Dritta, Leccino e Toccolana. Quest'ultima una variet locale coltivata prevalentemente nella zona di Tocco da Casauria. Tra le caratteristiche dell'olio vi il colore dal verde al giallo e un'acidit inferiore al 0,6%. La DOP Colline teatine riservata all'olio extravergine d'oliva ottenuto da variet Gentile di Chieti, una variet locale diffusa nelle colline della provincia di Chieti ricadenti nel territorio del Parco e dal Leccino, in quantit non superiore al 50%. Fagiolo Gentile, Minutillo o Monachelle Si tratta di un "fagiolo" molto rustico e poco esigente in fabbisogno di acqua grazie all'apparato radicale molto sviluppato. Il sapore "terragno" con un retrogusto piacevolmente amarognolo decisamente diverso da quello del fagiolo comune. Generalmente indicato come fagiolo dall'occhio non ormai pi molto diffuso.

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Farro E' una coltura rustica in molte zone interne e pedemontane dell'Abruzzo. Dopo un periodo a rischio di definitiva scomparsa - destino comune ad altre specie minori - negli ultimi decenni ripreso un certo interesse intorno a questa specie che ha rischiato di portare alla sparizione di molto materiale autoctono sostituito da farro introdotto da altre regioni italiane (Garfagnana) o addirittura dall'estero (spelta svizzero o tedesco). In pratica successo che molti agricoltori, con l'idea di diversificare le proprie produzioni hanno iniziato la coltivazione di materiale non ben identificato. Fortunatamente sono state individuate e moltiplicate alcune variet sicuramente autoctone abruzzesi che sono consumate sia come farro in chicchi, sia come farine che come pasta. Grano tenero Solina La "Solina" il frumento tenero tipico delle montagne abruzzesi conservatosi sino ad oggi per le particolari caratteristiche di sapore e profumo cha conferisce al pane e alla pasta fatti in casa. E' un grano molto resistente al freddo, rustico, in grado di crescere anche su terreni poco fertili, particolarmente adatto alla coltivazione con i metodi dell'agricoltura biologica. La "Solina" viene citata dagli storici come il grano dal quale si ricavava "uno dei migliori pani del Regno (di Napoli)". La consapevolezza che si tratti di un cereale molto antico emerge anche da alcuni detti popolari "la solina la mamma di tutti i grani; se vuoi fare la farina devi coltivare la solina". Orlanda Sanvitale26 ottobre 2012 09:36 Caro Flavio, la tua ricerca e davvero molto interessante: dico a tutti! " Chiedete alle vostre mamme o ai vostri nonni se conoscono questi nostri prodotti della terra d'Abruzzo e raccontate quello che vi dicono e se possibile ... FOTOGRAFATE! Buon lavoro la prof

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mercoled 24 ottobre 2012

I D I F Giardino Botanico di Lama dei Peligni


Giardino Botanico Michele Tenore

Localit Colle Madonna LAMA DEI PELIGNI Il Giardino Botanico, insieme al museo naturalistico "M. Locati" e all'area faunistica del camoscio, parte integrante del centro di visita del parco. Nasce nel 1995 e ospita circa 500 entit floristiche su una superficie di circa 9000 mq Nel giardino presente il campo vetrina della biodiversit agricola autoctona, con la coltivazione di variet locali di fico, pesco, susino e vite.

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commenti:
Daniel Io questa estate sono stato nel centro di Visita "Maurizio Locati": c' un' ampia sezione dedicata al Camoscio d' Abruzzo, allestita con pannelli didattici e illustrazioni dell' ambiente. Nel museo allestita anche un' interessante sezione archeologica che consente di ripercorrere la storia della Majella dai giorni nostri, al Medioevo e alla Preistoria.

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Ho letto sulla guida che il centro "ideale punto di partenza per itinerari escursionistici verso il rifugio Tar, oppure alla scoperta delle pitture rupestri, dell' eremo di Grotta S. Angelo e della Grotta del Cavallone (1475 m s. l. m.)." Quest' ultima una delle grotte pi alte d' Europa tra quelle aperte al pubblico. Attraversando le ampie sale ricche di stalattiti e stalagmiti, si resta affascinati dalla complessit e dallo sviluppo del mondo sotterraneo della Majella. Nel centro si pu anche partire per percorrere "il Sentiero Natura". Il centro dispone inoltre di una sala proiezioni e conferenze, di una biblioteca naturalistica archeologica e di un teatro all' aperto. Sarebbe veramente interessante fare un viaggio di istruzione a Lama Dei Peligni! Daniel

Vi trascrivo quello che scritto nel pannello: "... Molte di queste piante rischiano di scomparire a seguito delle profonde modificazioni territoriali, nonch sociali ed economiche sopravvenute nell'area mediterranea. Si rende pertanto indispensabile un'azione di salvaguardia di questo importante patrimonio genetico affinch non vada perso per sempre. La sua conservazione riveste un grande interesse agronomico ed economico in quanto proprio nei progenitori seklvatici si rinvengono alcune caratteristiche che potrebbero tornare utili per selezionare nuove variet colturali con queste caratteristiche. " la scomparsa delle variet colturali Mai come in questi ultimi tempi stata registrata la scomparsa di un cos alto numero di piante coltivate. Le profonde modificazioni avvenute in agricoltura, l'abbandono delle terre marginali e la globalizzazione dei mercati ne sono le cause principali. Variet locali di alberi fruttiferi, di cereali, legumi ed ortaggi, risultato di una selezione millenaria, sono scomparse nel volgere di qualche decennio. Con esse viene perso per sempre un ricco patrimonio genetico, sapori e profumi particolari spesso unici, nonch un'identit culturale ad essi collegati.Si pensi alla mela casolana desritta dal Boccaccio nel Decamerone" bella e rotondetta che pareva una mela casolana"o alle uve abbruzzesi pumila, hirtiola ... o alla bont e ricchezza dei fichi dell'area teatina citati da Plinio. ...

MICHELA A. e ALBERTA - 1F Lama dei Peligni , paese alle falde della Maiella , un comune italiano della provincia di Chieti in Abruzzo, noto come "paese dei camosci" perch i suoi querceti ospitano molti animali come scoiattoli , caprioli e appunto i camosci . Nei territori pianeggianti posti in alta quota crecono fiori rari e preziosi per la biodiversit come

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ad esempio le Stelle alpine appenniniche. ll paese ospita la prima area faunistica del camoscio d'Abruzzo della Maiella e un interessante museo naturalistico . Nel museo vi anche una sezione archeologica che raccoglie reperti provenienti dalla valle Aventino. ll toponimo significa "lamatura" cio terreno dove l'acqua ristagna. ll territorio fu abitato sin dall' epoca preistorica: una testimonianza di questo sono le pitture rupestri ritrovate nei resti di un villaggio di epoca neolitica . Nelle vicinanze del sito neolitico fu rinvenuto ,agli inizi del XX secolo , il cosidetto "uomo della Maiella ". l Peligni erano un popolo italico che si era spinto sino al territorio del fiume Aventino . A Lama dei Peligni si svolge oggi una festa dedicata alla sfogliatella. Le sue origini risalgono ai primi del 900.

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mercoled 24 ottobre 2012

Coltiviamo ... Cuciniamo la diversit


Clicca qui http://www.parcomajella.it/att_ColtiviamoDiversita.asp

Coltiviamo la diversit
Progetto per il recupero, la conservazione e la valorizzazione delle risorse genetiche agricole autoctone nel Parco Nazionale della Majella

Il Parco Nazionale della Majella in collaborazione con lAgenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo (A.R.S.S.A.) promuove il progetto di conservazione e valorizzazione delle risorse genetiche agricole autoctone del proprio territorio. Il progetto cofinanziato dalla Direzione Conservazione della Natura del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio si pone lobiettivo di recuperare, conservare e valorizzare le variet agricole tradizionalmente coltivate in Abruzzo.

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Cuciniamo la diversit
"Se mi mangi mi salvi"

I ristoranti aderenti al progetto "Coltiviamo la diversit" e che hanno ottenuto il riconoscimento di esercizio della rete "Cuciniamo la diversit" utilizzano nella preparazione dei piatti alcuni prodotti agricoli autoctoni provenienti dalla rete degli agricoltori custodi. Chiedendo di degustare i piatti preparati con le variet agricole autoctone, contribuirai a salvare questi preziosi prodotti dall'estinzione. "Se mi mangi mi salvi" il motto di questa iniziativa.

la prima D e la prima F

9 commenti:
Orlanda Sanvitale24 ottobre 2012 23:36 Cari Ragazzi, anche nel nostro territorio ci sono produzioni contadine autoctone ... tra poco lasceremo il Parco Nazionale della Majella e scenderemo, con il nostro treno ideale gi carico di tante belle esperienze, ed entreremo nelle Valli abruzzesi ed in particolare nella VALLE DEL SANGRO ( ma non solo!)... qui potremo intervistare e fotografare i nostri produttori agricoli e raccontare la biodiversit del territorio dove viviamo... solo un'anticipazione ... mantenete alto il vostro entusiamo! Ne vedremo delle belle... la prof

LA VENDEMMIA di Marianna e Michela De M. Per gli antenati latini la parola Vendemmia si diceva Vin-demia; Vintage per gli Anglosassoni... invece da noi si dice proprio cos "Vendemmia". Da una intervista ai nostri genitori abbiamo saputo che "in Italia landamento degli ultimi 5 anni stato molto regolare,se escludiamo il 2010 quando c stata la siccit e luva diminuita" In Abruzzo il Pecorino e il Sangiovese sono stati gi raccolti. Si aspetter per raccogliere luva del Montepulciano e della Passerina perch maturano pi lentamente. "Per le prossime settimane, hanno detto, la qualit delluva potrebbe migliorare,considerando che i primi giorni di Settembre abbiamo avuto pioggia notte e giorno mentre in Ottobre caldo e sole."

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Speriamo che i fenomeni naturali (pioggia,vento ecc.)non continuino fino alla fine della Vendemmia. "Se tutto va bene, continuano, nelle bottiglie avremo vini di grande qualit e il "Vintage" riserver delle grandi emozioni ai produttori piccoli e grandi." Il mondo Abruzzese non fatto solo di grandi nomi e di belle bottiglie,ma anche di vini sfusi, quei vini che producono i nostri pap e i nostri nonni. Loro dicono che questanno sar ricordato come lanno "con la minor produzione a livello mondiale ma sicuramente una delle annate migliori del nostri vini abruzzesi".

Abruzzo terra da amare di Maria Le zone "biotope" sono i luoghi della biodiversit, dove si incontrano storia, cultura ed elementi geografici .Queste zone possono essere montane, pedemontane e costiere. La zona montana ricca di biodiversit e qui iniziano le vie della transumanza (dove passava il gregge).In queste zone si allevano ancora le pecore da cui si ricava il latte, la ricotta e il formaggio stagionato di fossa che si fa stagionare sotto terra. Un altro prodotto che si ricava dalla carne di pecora il pecorino stagionato. Con la carne di pecora, si fa la pecora alla callara con calderoni di rame. Invece con la carne di agnello si fa un arrosto squisito. Anche l'allevamento del maiale tipico delle zone montane e pedemontane della Majella. La vigilia di S.Antonio Abate,il 17 bennaio, tradizione macellare i maiali. Tra le coltivazioni caratteristiche ricordiamo lo zafferano, nella piana di Navelli mentre a Santo Stefano di Sessanio si pratica lapicoltura montana. La zona pedemontana su cui fisseremo il nostro studio parte da Villamagna fino a Chieti attraversando la valle del fiume Foro. La zona costiera meridionale, Pescara Vasto ha tre promontor: Punta Penne, Punta Aderci , Punta Cavalluccio. In questp tratto di costa ci sono molti trabocchi, di qui il nome di "Costa dei trabocchi" Il miele! di Alice Il miele e' prodotto dall' ape sulla base di sostanze zuccherine che trova in natura;principalmente utilizza il nettare che e' prodotto dalle piante e dai fiori (angiosperme), e la melata, che e' un derivato della linfa degli alberi,prodotta da alcuni insetti succhiatori che trasformano la linfa delle piante trattenendone l' azoto ed espellendo il liquido in eccesso ricco di zuccherini.

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Il miele contiene oligoelementi quali metalli (rame, ferro, iodio, magnese, silicio, cromo, presenti sopratutto nei mieli piu' scuri), vitamine ( a, e, k, c, complesso b), enzimi e sostanze battericide ( acido formico) ed antibiotiche. Queste ultime sostanze permettono in particolare al miele di essere conservato a lungo e ne giustificano l' utilizzo come disinfettante naturale. Il miele e' liquido quando l' apicoltore lo estrae dai telaini, pero' con il passare del tempo tende a solidificarsi. Il miele puo' essere utilizzato: - la mattina a colazione nel latte per addocirlo o spalmarlo sul pane per darci un po' di forza durante la giornata; - prima di andare a letto dentro una tisana per addormentarsi tranquillamente; - i piu' golosi invece lo possono gustare a cucchiaiate sia a pranzo che a cena.

Carni e formaggi abruzzesi di Chiara e Maria 1 d Gli ovini per secoli sono stati il pilastro delleconomia locale. Nella gastronomia locale lagnello,la capra e la pecora rivestono un ruolo fondamentale. Queste carni danno origine a piatti che caratterizzano la tradizione culinaria-locale . LAbruzzo non ha una razza bovina autoctona. Nonostante questo, ha due razze diffuse: quella Marchigiana e quella Padolica. Entrambi producono ottime carni, ma la razza Padolica produce principalmente latte e caciocavalli. Il maiale viene lavorato in base alla tradizione locale. Tra dicembre e gennaio i suini vengono macellati, perch con il freddo si ha unottima frollatura delle carni. Nelle feste paesane non manca di certo la porchetta. Nelle campagne abruzzesi diffuso anche lallevamento di pollame e conigli. LAbruzzo vanta una biodiversit unica in Europa: si possono trovare fino a centoventi fioriture differenti in un solo metro quadrato di pascolo. In questi pascoli vivono gli animali che producono formaggi di ottima qualit perch gli animali sono allevati secondo le vecchie e sane regole. Il pecorino prodotto da latte ovino ha una pasta dura o semidura. Il pecorino di appena dieci giorni prende il nome di primo sale e va consumato fresco. Con il latte di capra si ottiene il caprino fresco che ha un odore intenso, persistente e tipico, oltre ad avere un gusto dolce finemente piccante, con un intenso retrogusto. Il caciocavallo un formaggio a pasta filata che viene chiamato cos perch appeso a coppie, legato con fili di raffia, a cavallo, appunto, di un bastone. Esso di colore giallo dorato, ha un sapore dolce o piccante, delicato e gustoso. La maturazione pu andare da uno a due mesi. Altri formaggi a pasta filata sono il fior di latte e la scamorza appassita. Il fior di latte il pi

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fresco dei formaggi a pasta filata ed ottenuto con latte vaccino intero. La sua pasta morbida, stratificata, con sacche contenenti latticello. Per ottenere la filatura, la cagliata viene lasciata nel siero caldo per varie ore. La salatura pu avvenire direttamente in pasta o in salamoia. La scamorza appassita viene prodotta con latte vaccino intero. La sua preparazione sostanzialmente identica a quella del fior di latte, la pasta filata per racchiude un quantitativo di acqua inferiore. Le scamorze appassite hanno la tipica forma a fiaschetto; prive di crosta, hanno pasta compatta di colore biancastro e sapore dolce acidulo.

I prodotti del parco nazionale della Majella di Lorenzo, primaf I prodotti del parco nazionale della Majella sono molteplici,il primo tra tutti la produzione di gioielli(ciondoli,presentosa,orecchini a navicella e a sciacquaie,collane cannatore,anelli a cumiola)tutti prodotti di alto artigianato orafo,soprattutto a Guardiagrele,Sulmona e Pescocostanzo. La ceramica sviluppata soprattutto a Rapino,tutta la produzione di tipo decorativo.Un'altro prodotto tipico del parco la produzione di merletti e tessuti sviluppati a Pescocostanzo,Fara S Martino,Taranta Peligna e Sulmona. Il legno,ovviamente da origini antiche e montanare un' altra tradizione produttiva del parco,sviluppato a Pretoro,Ateleta,Montenerodono,Abbateggio,Guardiagrele e Roccamorice. La pietra una tradizione che si sviluppata a Pescocostanzo,Manoppello,Lettomanoppello e Pennapiedimonte. L'ultima produzione tradizionale riguarda i prodotti gastronomici per la produzione di olio extravergine d'oliva,la pasta,vino,salumi,formaggi,confetti,dolciumi,legumi,tartufi,funghi e il peperoncino che non manca mai nelle pietanze;tra questi prodotti i pi famosi nel mondo sono:la pasta di Fara S.Martino e i confetti di Sulmona. PRODOTTI TIPICI DELLABRUZZO di Vasco La cucina abruzzese la tradizionale cucina dell'Abruzzo; essa molto vasta ed originaria dalle tradizioni sia pastorali delle zone interne montane che marinare della zona costiera; tra gli alimenti pi utilizzati troviamo: il pane, la carne, i formaggi e il vino; l'isolamento che per decenni ha caratterizzato la regione ha fatto s che quest'ultima mantenesse un'arte culinaria viva ed indipendente. Ora vi dir di un piatto tipico fatto con la carne. Nella cucina povera tradizionale abruzzese troviamo assai spesso l'utilizzo della carne di agnello, di pecora e di castrato. Una particolare preparazione a base di questo tipo di carni sono gli arrosticini,tipici della zona Provincia di Pescara e non solo, consistente in carne ovina tagliata a tocchetti ed infilata in spiedini, la cui cottura avviene su di un braciere dalla caratteristica forma allungata definito "canala" per la sua somiglianza ad un canale di gronda. Adesso parliamo un po dei dolci.(Non li dir tutti). Il parrozzo un dolce tipico dell'Abruzzo, fatto con farina gialla di mandorle e ricoperto di cioccolato fondente, nato a Pescara su iniziativa di un noto pasticciere, il nome fu dato da

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Gabriele DAnnunzio, e deriva dal Pane rozzo, cio il pane dei contadini, fatta con la farina di mais. La nevola un dolce a base di farina olio e mosto cotto,cotte con uno stampo in ferro, dopo la cottura la parte superiore e quella inferiore si gonfiano di aria calda, per cui vengono divise in due sfoglie che vengono arrotolate a cono. La semplicit dei componenti risale alla notte dei tempi ed esiste ad Ortona un'associazione per la tutela di questo antico piatto. Per quanto riguarda i vini abruzzesi, famoso nel mondo il montepulciano d'Abruzzo prodotto in tutta la regione, in ispecie il prestigiosissimo Montepulciano dAbruzzo Colline Teramane D.O.C.G., da qualche anno dichiarato uno dei migliori vini d'Italia; altri vini della regione sono il Trebbiano dAbruzzo, il Montonico, il Tollum, il Contro guerra, e altri vini ad indicazione geografica tipica. Tra i liquori troviamo il Centerba, il ratafi, il liquore allo zafferano, il mosto cotto, l'Aurum, l'amaro di genziana, il vino cotto e il Corfinio...

GIOVANNI R. 1^f http://www.parks.it/parco.nazionale.majella/foto/pesca.pomo.renzo-800.jpg Pesca Pomo di Renzo Coltiviamo la diversit Progetto per il recupero, la conservazione e la valorizzazione delle risorse genetiche agricole autoctone nel Parco Nazionale della Majella Il Parco Nazionale della Majella in collaborazione con l'Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo (A.R.S.S.A.) promuove il progetto di "conservazione e valorizzazione delle risorse genetiche agricole autoctone del proprio territorio". Il progetto cofinanziato dalla Direzione Conservazione della Natura del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio si pone l'obiettivo di recuperare, conservare e valorizzare le variet agricole tradizionalmente coltivate in Abruzzo.I prodotti che ci sono sono:mela gelata,mela limonciella , mela mangione, mela paradiso,mela piana,mela tinella,pera di vierne,pera di san giovanni, pera 33 once, pesca pomo di Renzo,pesca testa Rosce,olio extravergine d'oliva,aglio rossi di Sulmona, broccolo riccio,fagiolo socera e nore,fagilo a caff,fagiolo aquilano,fagiolo borlotto antico, fagiolo cannellino, fagiolo gentile,fagiolo quaranta giorni,fagiolo tondino,mezza fava,pomodoro a pera, farro,grano tenero Casorella,grano tenero Solina,segale.

PANE, PASTA E DOLCI di Lorenzo R., primad LAbruzzo una regione ricca di prodotti alimentari, fra i quali i pi tipici sono il pane, la pasta e i dolci. Lingrediente fondamentale usato per la produzione della pasta e del pane il grano duro. Gli strumenti usati per fare la pasta sono le trafile in bronzo che insieme alla lunga essiccazione conferiscono ruvidezza e porosit alla pasta. Esistono vari formati e i pi consumati sono: gli spaghetti e la chitarra per la pasta lunga, le penne e i rigatoni per la pasta corta. tipico nelle

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case abruzzesi , soprattutto per il pranzo della domenica, preparare la pasta fresca a mano. Il grano duro usato anche per la preparazione del pane. Esistono molti tipi di pane: dalla bruschetta al pane di farro. Molto ricca la tradizione dolciaria locale. I dolci tipici sono fatti con il mosto cotto e sono i deliziosi amaretti, il pan dellorso, le ciambelline al vino e solo ad Ortona le nevole. Un caratteristico prodotto dolciario dellAbruzzo il confetto di Sulmona, conosciuto in tutta Italia.

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sabato 27 ottobre 2012

ID IF Il lupo riporta la pecora


"Il lupo riporta la pecora" un programma sperimentale di restituzione della pecora previsto dal progetto Life Wolfnet, che ha come obiettivo La sperimentazione, l'applicazione, la divulgazione e la messa in rete, fra tutti i gestori delle aree interessate dalla presenza del lupo, delle tecniche pi efficaci per assicurare una migliore gestione della specie e dei conflitti con le attivit antropiche. In pratica nei casi di predazione accertata da lupo negli ultimi tre anni, l'allevatore riceve direttamente in azienda capi corrispondenti, dal punto di vista della categoria commerciale, a quelli deceduti o dispersi a causa di eventi predatori

per saperne di pi leggi gli articoli cliccando su su

http://gogreen.virgilio.it/news/ambiente-energia/tutela-lupo-abruzzo-misurepacifica-coesistenza-pastori_5256.html
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http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=13721 http://www.tratturomagno.it/

commenti:
Pierluigi Imperiale nel 2000 presenta un progetto al Ministero dell'Agricoltura per riportare le pecore lungo il tratturo. Gli animatori del progetto "Tratturo 3000" studiarono per sette anni le antiche mappe usando anche le nuove tecnologie satellitari e a settembre 2007 un gregge part da San Giuliano a Lanciano, giungendo alla marina per risalire in terra molisana e raggiungere San Severo a FOGGIA. Il percorso non fu affatto semplice tra terreni argillosi e pesanti e tratti di strade asfaltate, un percorso che si rivel improponibile per le pecore di oggi! Se la transumanza lungo i sentieri dei tratturi antichi ha ormai fatto il suo tempo, non si pu dire lo stesso per l'allevamento di pecore che in Abruzzo ha avuto da qualche anno una nuova ripresa. Ci sono giovani anche laureati che hanno scelto di diventare pastori. Sono pastori che usano il cellulare per seguire gli spostamenti o il computer per controllare il gregge, che spostano le greggi con i camion, ma che dimostrano che il mestiere del pastore non scomparso ma ritornato a nuova vita, grazie all'amore per la terra d'Abruzzo e le sue tradizioni. Il progetto " Il lupo riporta la pecora" prevede la costituzione del gregge del Parco: il Parco Nazionale della Majella gestir un gruppo di animali che potranno essere, all'occorrenza, ceduti agli allevatori danneggiati che ne faranno richiesta.

Se vi state chiedendo di chi sono le foto ... sono delle classi prima effe e prima di ... assolutamente inedite e per il loro magazine! Non vi diamo il permesso di prenderle!

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l uned 29 ottobre 2012

La raccolta delle olive di Riccardo ID


Riccardo stato all'Agriturismo "Massaria di Sarchiappone" nel Comune di Frisa in provincia di Chieti Siamo nelle campagne vicine alla Costa dei Trabocchi Con la sua fotocamera ha colto un momento significativo

ed ha intervistato il proprietario dell'agriturismo " La raccolta oggi avviene con mezzi meccanici che fanno cadere le olive dai rami senza danneggiarle sopra grandi reti. Quindi le olive, dopo essere state liberate dalle foglie che possono essere cadute con gli acini di olivo, dalle reti passano direttamente dentro i sacchi e vengono trasportate nei frantoi. Dalla raccolta alla molitura passano solo uno o due giorni. " 104

" La produzione dell'olio quest'anno si annuncia veramente ottima... " "un'annata eccezionale" a detta dei proprietari dell'agriturismo!

luned 29 ottobre 2012

Alberi di Ulivo foto di Giuseppe IF


Comune di Ortona - COSTA DEI TRABOCCHI

Olivo Cucco

particolare di olivo Cucco


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Gentile di Chieti

particolare di olivo Gentile


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olivo Leccino

particolare di olivo Leccino

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luned 29 ottobre 2012

Le variet di ulivo dell'olio D.O.P "colline teatine" di Giorgia e Daniel 1^f


Gentile di Chieti, particolare, di Giorgia

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Ulivo Leccino foto di Giorgia

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Ulivo leccino, particolare

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olio importante da abbinare a primi piatti, carni, pesci e zuppe saporite.

La coltivazione dellolivo in Abruzzo ha origini antichissime: nel V secolo a.C. lolivocoltura fu introdotta nella regione con tutta probabilit dai coloni greci e pi tardi fu sviluppata dai Romani. Oggi gli oliveti si inoltrano dal litorale pianeggiante alla zona collinare, che si estende fino alle pendici della Maiella. In Abruzzo vi sono oggi oltre 40.000 ettari di territorio collinare coltivato a olivo. Il Leccino diffuso in tutto il territorio abruzzese, la Gentile propria del chietino. Altre variet chietine sono la Nebbio e la Cucco. La variet di olivi e la bravura dei frantoiani hanno dato vita a produzioni di olio di oliva extravergine di eccellente qualit.

In questa regione in totale ci sono oggi circa 530 Frantoi.

Grazie alla qualit delle olive prodotte e allolio ottenuto per lo pi inmaniera tradizionale da piccoli frantoi, lAbruzzo ha ottenuto lassegnazione di ben tre
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D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) previste dallUnione Europea per gli oli di oliva extravergini, un marchio e una garanzia di qualit per il consumatore. Le regole D.O.P. riguardano la zone di produzione, le variet di olive usate, le modalit di coltivazione, le produzioni massime consentite, il periodo di raccolta delle olive e le modalit del loro trasporto, le modalit di spremitura e le caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche dellolio prodotto. Solo la perfetta osservanza delle regole, verificate dallorganismo di controllo, permette la nascita di un olio di oliva extravergine aDenominazione di Orgine Protetta. Larea della D.O.P. colline teatine tutta in provincia di Chieti e va, lungo la costa, dalla zona di Francavilla al Mare fino a quella di San Salvo, spingendosi verso linterno fino a Pretoro, Casoli e Lama dei Peligni. Per essere D.O.P. gli extravergini di oliva devono essere composti almeno dal 50% della variet Gentile di Chieti provenienti dalloliveto certificato, associata a non pi del 40% di Leccino. Il resto pu provenire da altre variet, ma sempre presenti in quell' oliveto. Il controllo produttivo e la certificazione sono affidate alla CCIAA di Chieti Giorgia e Daniel 1^ f

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PARTE TERZA Dal territorio delle valli alla COSTA DEI TRABOCCHI

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gioved 1 novembre 2012

ID IF Scendiamo a valle
Lasciando alle spalle il Parco Nazionale della Majella entriamo nel territorio delle valli, un territorio agricolo, ricco di coltivazioni autoctone quali la vite, ulivo, grano, farro e di allevamenti bovino, suino, equino e caprino

riconosciamo quattro valli fluviali

La valle del vastese.

Fiume Sinello che comprende i paesi dellalto

Francavilla al Mare la porta di due piccole ma suggestive vallate: la prima quella del fiume Alento, che corre ai piedi di Chieti e attraversa, tra gli altri luoghi, Bucchianico. Laltra valle, situata invece a sud della cittadina balneare, la valle del fiume Foro. Lungo la valle si snoda anche limportante Strada statale 263. Oltre ad essere un bacino di riserva ambientale e faunistica, la Val di Foro sta assumendo negli anni anche una forte impronta industriale e commerciale, con la nascita di importanti stabilimenti e centri commerciali. La valle del Sangro/Aventino, unarea molto vasta che comprende tratti della provincia di Isernia e LAquila e vaste aree della provincia di Chieti con Atessa, Paglieta, Bomba, Tornareccio, Roccascalegna, Torricella Peligna, Casoli, Archi

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La Valle del Sangro Nel nostro viaggio dalla Majella al mare scendiamo proprio lungo la valle del Sangro, percorrendo la principale via stradale che attraversa la valle per tutta la sua lunghezza e termina nel comune di Fossacesia, in Abruzzo, dove si innesta nella strada statale 16 Adriatica.

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il fiume Sangro

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ferrovia regionale Sangritana

Strada statale 652 di Fondo Valle Sangro

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il pino mediterraneo

orti e frutteti

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seminativi

La vicinanza di aree forestate, siepi e altre forme di vegetazione spontanea sono un requisito per il mantenimento della biodiversit biologica negli agrosistemi gestiti in regime di agricoltura integrata

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seminativi vigneti e alberi di melo

coltivazione di tabacco

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commenti:
Orlanda Sanvitale02 novembre 2012 01:28 BRAVI, ragazzi nel nostro viaggio pi o meno virtuale siamo arrivati alla COSTA DEI TRABOCCHI esploreremo le nostre fertili campagne prima di giungere al mare! Buon viaggio, allora, e arricchite la vostra "valigia" di nuove ed interessanti scoperte da condividere sulla rete! la vosra prof

Orlanda Sanvitale09 novembre 2012 12:18 L Aventino durante il suo corso raccoglie le acque di diversi torrenti e fiumi tra i quali quello di gran lunga pi importante il Verde, famoso perch le sue acque sono utilizzate nella produzione di pasta alimentare degli stabilimenti di Fara San Martino. Altro importante affluente il Laio, che si unisce all'Aventino nei pressi di Casoli. Dopo 35 km di corso, grazie all'intervento dell'uomo, va a formare il Lago Sant'Angelo, o di Casoli: percorsi altri 10 km, sfocia nelle acque del fiume Sangro, il secondo d'Abruzzo per lunghezza, del quale il pi grande affluente. Ricco di flora e fauna tipicamente appenninica, molto frequentato per la pesca sportiva e per la pratica della canoa. ( da Wikipedia )

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domenica 4 novembre 2012

La nostra terra ... nel Comune di Ortona di Emanuele I D


Scendiamo a valle , con il nostro treno ideale gi carico di tante belle esperienze, ed

entriamo nel Comune di Ortona sulla Costa dei Trabocchi Anche nel nostro territorio ci sono produzioni contadine autoctone e non ...

le foto sono di Maria Pia della 3^F

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vigneto coltivato a filari

Proviamo ad intervistare e fotografare i nostri produttori agricoli e raccontare labiodiversit del territorio dove viviamo...

'Comincio io ad intervistare la nonna sono Emanuele della I D !'


sabato 3 novembre e sono libero dallorario scolastico, abbiamo avuto giorni di vacanza perch abbiamo recuperato alcune lezioni fatte in pi a settembre e posso andare in campagna dalla nonna. Nonna, mi dici qualcosa delle coltivazioni della nostra terra?

Nelle nostre campagne coltiviamo luva e lolivo. La raccolta delluva viene fatta da settembre a ottobre, il raccolto dellulivo dalla fine di ottobre a met novembre.

1. la coltivazione della vite


I nostri vigneti a capanna cio a tendone o a filari, ha continuato la nonna, hanno bisogno di cura per poter dare frutti. Molto importante la potatura delle viti che viene fatta da met novembre alla fine di gennaio. Segue la legatura dei vigneti dalla fine di gennaio alla fine di febbraio e a met maggio si incomincia il trattamento dei vigneti.

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A cosa serve la legatura dei vigneti e cos il trattamento dei vigneti? chiedo incuriosito. La legatura dei vigneti serve - continua la nonna e noto nei suoi occhi scuri ed espressivi sorpresa e gioia - serve per non far volare i tralci e quindi questi si legano,si fissano ai fili di ferro della capanna. e il trattamento dei vigneti? serve per non farli ammalare

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Domando faticoso fare la raccolta delluva? quali mezzi agricoli utilizzate? " Mi risponde: l uva viene raccolta da me e dal nonno e poi trasporta dal nonno con il trattore in cantina sociale dove verr trasformata in vino. Diciamo che a sera siamo stanchi ma sereni perch amiamo molto il nostro lavoro.

2. la coltivazione e la raccolta dell'ulivo


Nonna, e cosa mi dici della raccolta dellulivo?

"Per la raccolta delle olive il nonno usa il battitore che una specie di lungo bastone che termina con dei pettini che battono sui rami per far cadere i frutti; il battitore funziona con un motore a benzina che produce aria compressa che, attraverso un lungo tubicino di plastica, arriva al battitore e fa vibrare i pettini . Io e altre contadine mettiamo le reti sotto gli alberi dulivo e poi raccogliamo le olive. A sera liberiamo i frutti dalle foglie che comunque sono cadute insieme ai frutti, mettiamo le olive nei sacchi o meglio nelle cassette e al mattino il nonno le porta al frantoio per la spremitura e la trasformazione in olio extra vergine!

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3. l'agricoltura integrata
Il trattore che vedi l in fondo ha invece diversi attrezzi che vengono montati a seconda del momento e della necessit: quellattrezzo, per esempio, serve per irrorare il vigneto e quindi per la buona riuscita del raccolto.

Ma nonna quelle sostanze che usi per irrorare la vigna o per concimare il terreno non sono tossiche? Flavio, noi non pratichiamo lagricoltura biologica ma le sostanze che usiamo sono controllate e usate nella giusta dose quando il momento giusto, diciamo poco tossiche per gli uomini e le piante. La maggior parte dei contadini della zona come noi pratica ci che si chiama agricoltura integrata* a basso impatto ambientale La mia intervista termina qui. Grazie nonna, ho tante cose da scrivere e raccontare ai miei compagni. Labbraccio e corro via a rielaborare e postare la mia intervista!

l'intervista di Emanuele 1^ D le foto della 1^ D

* la prima D raccomanda di leggere i

commenti:

LAgricoltura integrata, il perch di una scelta In parole povere, qualsiasi tecnica ammessa nel processo produttivo purch questa abbia un basso impatto ambientale e sanitario. Ad esempio, la fertilizzazione del terreno si attua con concimi minerali, tuttavia questa concimazione viene
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razionalizzata al fine di soddisfare i fabbisogni delle colture senza provocare impatti nell'ambiente cio l'inquinamento delle falde a causa di dosi eccessive. Il trattamento antiparassitario a basso impatto ambientale di cui parlava la nonna di Flavio dipende inoltre, oltre che da una corretta scelta del fitofarmaco, anche dalle modalit della sua distribuzione. Una ottimale messa a punto dell' irroratrice garantisce maggiore efficienza dei trattamenti, elimina gli sprechi e riduce i rischi sanitari e d'inquinamento ambientale.

ENO GASTRONOMIA di Giovanni, Flavio e Christian


Il successo turistico in ascesa costante della costa dei trabocchi dovuto anche ai pregiati prodotti eno-gastronomici che possibile gustare e comprare in loco. Tra di essi spicca lolio extravergine di oliva, la cui qualit ormai riconosciuta a livello nazionale e internazionale. San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia e anche Ortona vantano anche una particolare lavorazione dellolio di oliva, quella dellolio agrumato: nei frantoi infatti vengono macinate assieme alle olive, limoni o arance della costa dei Trabocchi, che danno vita ad un olio aromatico delizioso. La produzione vitivinicola della zona comprende il corposo rosso Montepulciano dAbruzzo, il profumato rosato cerasuolo dAbruzzo e lottimo bianco trebbiano dAbruzzo. Nei ristoranti della zona il pesce viene cucinato secondo ricette tradizionali a cominciare dagli antipasti composti generalmente da calamari, polpi, scampi , seppie e cozze, per passare ai primi spesso preparati con pasta fatta in casa come i maccheroni alla chitarra conditi con frutti di mare. Tra i secondi sono ottimi gli arrosti e i fritti misti di pesce (triglie, merluzzi, totari, scampi) ma il vero re di tutta
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la gastronomia locale il brodetto ovvero la zuppa di pesci locali cotti in tegame di coccio con abbondante olio extravergine doliva e pomodori freschi.

I TRABOCCHI di Giovanni, Flavio e Christian I trabocchi sono strane e complesse macchine da pesca "fissate su palafitte e sorrette quasi miracolosamente da una ragnatela di cavi e assi" , dalle piattaforme si staccano "le antenne" che sostengono le reti per mezzo di un complicato sistema di carrucole e funi. I trabocchi sembrano avere unarchitettura leggera ma in realt molto solida e in grado di sopportare il peso della robusta rete da pesca e le sollecitazioni delle tempeste marine. I materiali adoperati sono vari:lolmo, labete e lacacia sono i legni pi usati insieme alle corde di canapa ma comunque i trabocchi risultano molto armonici ed eleganti nel complesso gioco dei fili-corde e pali che si intrecciano tra loro rendendoli simili a "ragni colossali" come ha scritto il celebre poeta abruzzese Gabriele DAnnunzio. Le origini sarebbero risalenti allottavo secolo D.C. quando i contadini-pastori non esperti di flutti e di barche intuirono per che potevano aggiungere al loro raccolto agricolo i frutti del mare:i primi traboccanti non sarebbero stati pescatori ma agricoltori che avevano sperimentato costruzioni artificiali in posizione avanzata sul mare per procurarsi il pescato.

Slow food di DANIEL

Il mare, le sue storie e le infinite possibilit di un territorio, quello della costa dei Trabocchi, sono i temi degli incontri degli appassionatoi di Slow food! Quest'anno la squadra "Cala Lenta" tornata a parlare di territorio e della sua tutela, attraverso magiche cene sui Trabocchi, le
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macchine da pesca che si sono trasformate in caratteristici locali. Sono stati incontri per ragionare sulla necessit di uno sviluppo sostenibile della Costa dei Trabocchi.

Il potere della macchina fotografica di Manuel della 1^ f Lautunno arrivato nel suo splendore, la luce del cielo regala emozioni intense, i colori e latmosfera sono incantati, laria frizzante. Ti tornano in mente ricordi che sembravano dimenticati... e allora non resta che correre con la macchina fotografica a fermare le emozioni prima che svaniscano.

Cala Lenta di Giorgia e Alice 2004 - 2011 Cala Lenta un marchio registrato di Slowfood Lanciano abbiamo letto un articolo sulle manifestazioni organizzate da questa associazione" ne riportiamo alcuni passi, quelli che abbiamo trovato pi interessanti per noi. nell'estate del 2012 tornata Cala Lenta, la manifestazione itinerante dedicata alla cultura marinara abruzzese ed alla scoperta delle bellezze paesaggistiche della costa dei TRABOCCHI.
Una manifestazione ideale per raccontare lintreccio di acqua e terra, di mare e montagna, di tradizioni ed innovazioni. Pescatori e contadini, traboccanti e artigiani ed ancora ristoratori, vignaioli, produttori dellagroalimentare anche questanno hanno fatto parte della squadra di Cala Lenta che tornata a parlare di territorio e della sua tutela e lo ha fatto iniziando dai Trabocchi, queste caratteristiche macchine da pesca capaci di resistere
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alla forza del mare che hanno ospitato magiche cene sullacqua che hanno fatto riflettere sulla salvaguardia del mare, la valorizzazione della piccola pesca nonch delle meraviglie paesaggistiche della Costa dei Trabocchi, soprattutto ora che il Parco della Costa Teatina sembra ormai vicino alla realizzazione. Incontri, convegni, laboratori con nuove leve della ristorazione regionale ci hanno aiutato questa estate a raccontare il territorio Abruzzese scoprendone la ricchezza culturale ed ambientale e facendoci ragionare sulla necessit di uno sviluppo sostenibile per il nostro futuro senza dimenticare il passato e le sue tradizioni. L'appuntamento per il 2013 con nuove e sempre interessanti manifestazioni

La costa dei trabocchi di Gianluca


L' Abruzzo conosciuto sopratutto come regione dei parchi nazionali e come regione montuosa. L' Abruzzo anche una regione di mare, ricchi di straordinari paesaggi. In provincia di Chieti questo litorale diventa interessantissimo, con calette, promontori, scogliere alte e frastagliate, che lo rendono unico e paragonabile alle coste oceaniche del Portogallo o della Scozia. Questo tratto, che si estende da Ortona a San Salvo, comprendendo San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, e Vasto, noto come "Costa dei Trabocchi e assume il nome, dal trabocco, antica costruzione marinara.

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luned 5 novembre 2012

La raccolta delle olive


di Giorgia IF

Anche questanno con tutta la mia famiglia, zii e cugini siamo stati a raccogliere le nostre olive e come gli altri anni sono state delle giornate fantastiche.

Abbiamo iniziato venerd mattina andando presto in campagna e dopo aver steso delle reti molto grandi sotto un albero di ulivo zio Giuseppe ha iniziato la raccolta con un rastrello che viene alimentato da un compressore che fa un rumore bestiale e che scuote i rami facendo cadere le olive nella rete.

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Subito ho avuto voglia di usarlo anchio ma non appena lho preso sono stata colpita da una pioggia di oliveche meraviglia!!!!!.

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Poi per lho dovuto dare perch per me il rastrello troppo pesante ma non ho perso tempo perch ho iniziato a riunire le olive cadute nella rete per poi metterle in delle cassette di plastica rosse. Nel pomeriggio siamo tornati a casa. Il giorno dopo abbiamo fatto la stessa cosa e abbiamo finito di raccogliere tutte le olive rimaste e le abbiamo portate nel magazzino di zia Carmela.

Domenica mattina siamo tornati in campagna ed abbiamo iniziato a pulire le olive raccolte, mettendole su uno scivolo particolare, dividendo le olive dalle foglie e dai rametti che cadono durante lo scuotimento con il rastrello. Poi le olive pulite le abbiamo messe in dei sacchi di iuta, caricati in macchina e portati al frantoio dove verranno macinate per darci un olio da leccarsi i baffi.

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Tutto il lavoro che ho descritto potrebbe sembrare faticoso, ed un po lo ma noi ci divertiamo anche e molto perch ci succedono sempre delle cose comiche o perch diciamo delle cose spiritose che ci fanno ridere e passare velocemente la giornata. Poi fare pranzo in campagna bellissimo. Posso dire che un po mi dispiace di aver gi finito per questanno la raccolta. Giorgia 1F

Commenti:
Giorgia, che dire? Semplicemente magico! la prof

Gentile professoressa le volevamo raccontare quello che abbiamo scoperto sull'olio ...l'olio comincio' a
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essere fondamentale a partire dall'epoca romana. Nell'economia agricola ortonese la produzione di olio stata sempre molto importante. Nei duecento anni che vanno dal 1751 sino ai primi anni dopo la seconda guerra mondiale ( 1950) l'agricoltura era ancora la "parte trainante" dell'economia ortonese: legata anche al porto per l'esportazione di vino e olio. Si passati dai terreni dati in affitto ai coltivatori dai nobili alla formazione di una piccola propriet terriera, dalla coltivazione della vite a filari a quella degli ulivi e alla coltivazione a tendone per la famosa uva da tavola pergolone. Mentre la coltivazione dell'uva da tavola pergolone oggi stata abbandonata a favore dell'uva da vino, gli abruzzesi coltivano ancora oggi l'ulivo per produrre l'olio exravergine, nelle colline teatine, e l'albero di ulivo anche avendo centinaia di anni, produce ancora le olive. di MARISTELLA e del suo gruppo

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luned 5 novembre 2012

Una giornata particolare di ELENA I D

in campagna

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Elena raccomanda di leggere i commenti


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commenti:
Una giornata particolare "che cosa ho imparato" di Elena
Il frantoio di tipo continuo (detto anche moderno) il risultato della esigenza di ottenere un giusto equilibrio tra alta qualit del prodotto olio di oliva, tecnologia e innovazione. I quattro reparti di lavorazione di un Frantoio di tipo continuo detto moderno sono: - un primo reparto dove avviene la pulizia delle olive attraverso la Lavatrice e il Defogliatore; -un secondo reparto dove le olive vengono frantumate con il vecchio sistema, con le macine di pietra dette molazze che rilasciano una formazione continua di pastaolive che va alla gramolatrice; -la pasta-olive, addizionata opportunamente di acqua, viene inviata alla centrifuga (decanter), che separa la pasta nei suoi tre componenti, sansa, acqua di vegetazione e mosto olio. -Il mosto olio inviato ai separatori centrifughi per l'ultima fase di estrazione dell'olio extra vergine di oliva.

Veramente una interessante e significativa esperienza! Brava, Elena! la prof E' un esperienza intessante e soprattutto curiosa perch tutti sanno cos' l'ulivo ma quasi nessuno conosce il procedimento della trasformazione da frutto ad olio. Complimenti, Elena. Il tuo lavoro molto bello. Maria Pia 3^F
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mercoled 7 novembre 2012

1^ D Visita didattica alla sede del Club Alpino Italiano ORTONA

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anche su http://blogtrotters-across-europe.blogspot.it/

commenti:
Emanuele, primad Cara professoressa, sono rimasto molto colpito dallorto botanico. In particolar modo ricordo una pianta che viveva al tempo dei dinosauri! Come avr fatto a sopravvivere fino ai giorni nostri? Semplice, una pianta molto resistente, dura e coriacea, quindi gli animali non hanno potuto accedere al cuore della pianta. una Cicas Revoluta. Inoltre ricordo anche la cosidetta Palma nana. una pianta autoctona, cio in un ambiente dove convivono piante e animali, lei si sviluppata ed rimasta l dove si diffusa. Altra pianta presente nellorto il Tramonio che velenosissima. Perch e velenosa? Perch contiene degli alcaloidi sostanze velenose per luomo che le servono per difendersi. Una particolarit dellorto botanico la presenza di numerose piante importate. Alcune di esse sono: Duranta Repens, Gaura, Ebe, Rosa del Giappone, Grevillea, Brugo, Plumbago, Deutzia, Lager Stroee Caryopteris.

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Caro Emanuele la prima pianta di cui parli si chiama "CYCAS" lei la palma nana che abbiamo visto. L'altra pianta, quella velenosissima lo " STRAMONIO". bravo comunque, le tue osservazioni sono corrette! MICHELA 22 Cara professoressa ecco le mie riflessioni sul giardino botanico, non ho potuto mettere foto perch non le avevo. Il giardino botanico grande 1600 metri quadrati suddiviso in tre parti, ci sono piante naturali, piante grasse, succulente e aromatiche. C' vegetazione spontanea, ce una cycas e una pianta velenosissima e c' il lentisco. La macchia mediterranea diffusa in tutta Italia e ricopre il 2 % del territorio. C' il ligustro una pianta non autoctona, c' la jucca che una pianta del deserto, c' il pioppo comune, il mandorlo, ci sono fiori bianchi e alcuni producono bacche. Poi ci sono piante da importazione come il repents, la gaura, l'Hebe dalla Nuova Zelanda, il Brugo e il callistemo, poi c' il plumbago e la deuzia e altre piante grasse. L'angolo delle piante grasse mi ha particolarmente colpito, ma stato interessante anche fare considerazioni sulle piante mediterranee. Davvero una bella esperienza formativa!

Mattia, primad La macchia mediterranea, il nome lo dice, tipica delle terre che si affacciano sul Mar Mediterraneo.

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Formazioni arbustive o arborescenti simili per aspetto a delle macchie, ma del tutto diverse come specie, si trovano in altre regioni della Terra caratterizzate da condizioni climatiche simili a quelle mediterranee. Prendono nomi diversi: (chaparral) in California, ("fynbos") in Sudafrica, ("mallee") nell'Australia meridionale, mentre in Cile si usa un termine utilizzato anche in Spagna: ("matorral"). Queste cinque zone ricoprono appena il 2% della superficie delle terre emerse del pianeta ma ospitano oltre il 20% delle specie del pianeta, rappresentando una riserva di biodiversit. L'anno 2010 stato dichiarato dall'ONU l'Anno internazionale della biodiversit. Il decennio 2011-2020 stato dichiarato Decennio della Biodiversit. In particolare da Vasto a San Salvo e ad Ortona vi sono delle calette tra la natura ricca di vegetazione che si alternano a spiagge incorniciate da zone di macchia mediterranea Fanno parte della macchia mediterranea diverse specie arbustive accomunate da alcune caratteristiche (crescita bassa, fusti resistenti, foglie rigide e coriacee) che le rendono capaci di tollerare i venti salmastri che soffiano dal mare come lalloro, il corbezzolo, il mirto, il rosmarino, il cappero, la palma nana,il ginepro, il rosmarino e ancora la ginestra, lo stracciabrache e loleandro ... Ma fanno parte della macchia anche specie arboree come il leccio, la quercia e il carrubo. In alcuni tratti della costa dei trabocchi la scenografia che fa da sfondo al mare azzurro costituita da dolci colline coltivate e da centri costieri che hanno quasi sempre il carattere di porticcioli, dove alla sera attraccano le piccole imbarcazioni da pesca, per vendere il loro prodotto o per servirlo nei mille ristorantini a conduzione familiare.

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Mattia, primad Il Club Alpino Italiano C.A.I. presente ad Ortona, era in origine un asilo inglese, ma fu riadattato per ospitare diverse specie di piante. Occupa un'area di circa 1300 mq. Nel Giardino sono presenti, tra le altre, tre specie di piante che ho annotato : piante grasse, piante succulente e piante aromatiche. Le piante grasse si distinguono dalle altre perch al loro interno c' una riserva d'acqua che serve alla pianta per non seccarsi; inoltre hanno delle spine che servono a ridurre al minimo il consumo di acqua e a difendersi dagli animali. Le piante succulente hanno foglie spesse, nel quale sono presenti grossi quantitativi d'acqua; anch'esse, sui fianchi delle foglie, hanno delle spine. Le piante aromatiche hanno parti profumate che impediscono agli animali di mangiare la pianta; noi, invece, utilizziamo queste piante in cucina per arricchire i nostri cibi. Chiara, primad Il 6 novembre 2012 noi classe 1^D siamo andati a visitare lorto botanico del C.A.I. Quando siamo scesi dal bussino comunale ci siamo ritrovati davanti ad un cancelletto aperto e cera il signor Gianluca che attendeva noi ragazzi della 1^D per spiegarci le varie specie di piante che l si trovano. Abbiamo iniziato a conoscere le diverse piante dellorto botanico ed abbiamo fatto interviste e fotografie. Gianluca ci ha spiegato che complessivamente il terreno di 1300 metri quadrati. Poi ha parlato delle caratteristiche delle piante : mi hanno particolarmente colpito le piante grasse che assorbono acqua ed hanno le spine per difendersi; esse vengono chiamate succulente quando sono dotate di particolari tessuti "succulenti" con i quali immagazzinano grandi quantit di acqua. L'acqua assorbita durante i periodi di pioggia viene utilizzata dalla pianta durante i periodi di siccit. Per la presenza
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del tessuto succulento, foglie, fusti e radici di queste piante diventano carnosi e ingrossati, assumendo forme tipiche quali quelle sferiche, colonnari, a rosetta, appiattite ecc. La Cycas una palma nana dura e per questo impedisce agli animali di mangiarsela, produce fiori solo maschili o femminili, per cui ci sono due tipi di infiorescenza diverse. una delle piante pi antiche della terra, anticamente era diffusa su tutta la terra. Ci sono altri tipi come La Palma di Fortune, palma di media dimensione, originaria dellAsia utilizzata da millenni, per produrre fibre vegetali da cui ricavare tessuti resistenti e cordame. Lo stramonio comune molto velenoso con potenti propriet allucinogene. Infatti veniva usata dagli sciamani e dagli stregoni nei loro rituali magici. I semi e la pianta sono molto tossici e possono essere anche mortali. La Dracena il cui nome deriva dal greco 'drakaina', cio femmina del drago, probabilmente riferito al 'sangue di drago', sostanza resinosa prodotta dalla corteccia della specie Draco, quando si secca diventa rossa e crostosa. Tra gli arbusti abbiamo visto l Alloro, il Corbezzolo,lo Stracciabraghe, il Chaparral dalla California, il Fimbos dal Sud Africa, alcuni dallAustralia La sede del C.A.I. un tempo era un asilo inglese. Infatti con la guerra, Ortona ricevette aiuto dagli inglesi, che vi insediarono il proprio quartiere generale e fecero costruire un asilo in stile coloniale gestito da loro. Gli inglesi nel 1968 lasciarono l Italia e donarono tale propriet al Comune. Alla fine di questesperienza abbiamo fatto la foto di gruppo e noi ragazzi ci siamo detti: il C.A.I. un posto fantastico.

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Carissima Professoressa Sono Anastasia 1^D. Volevo dirle che non sono potuta venire all'uscita didattica all' Orto Botanico perch avevo la febbre Ho visto sul blog le immagini ,che mi sono piaciute molto

Cara Anastasia, dispiace anche a me, ma non preoccuparti, ci saranno di sicuro altre uscite didattiche a cui potrai partecipare ... bello comunque che tu ci abbia potuto seguire sul nostro BLOG DIDATTICO grazie per tutte le "faccine" simpatiche che mi hai inviato ... :) la tua prof

Lorenzo Marted 6 novembre 2012 sono andato, con la mia classe, a visitare il Giardino Botanico del C.A.I. di Ortona. Il giardino si estende per 1300 mq nella zona periferica di Ortona. Esso si suddivide in tre zone diverse: la zona della vegetazione spontanea, la zona delle piante grasse o succolenti e la zona delle piante aromatiche. Fra tutte le piante che ho visto in particolare mi ricordo: la cycas che ho anche nel mio giardino di casa, la palma nana che una pianta autoctona, poi il brugo che arriva a un metro di altezza, la ginestra spagnola che ha le spine e l agestroemia che ha i fiori di color rosso fuoco. Infine la gaura, la cherria, il callistemo, la grevillea e il plumbago sono piante che non si trovano nelle nostre parti. In questa giornata mi sono molto divertito sia osservando le piante che non conoscevo e sia ascoltando le spiegazioni della guida. L unica cosa che mi dispiaciuta che non abbiamo avuto molto tempo a disposizione per esplorare tutto il Giardino Botanico. Volevo rimanere ancora ad osservare bene tutte le piante
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presenti, ce ne sono veramente tante.

Fiorenza La 1D in visita al C.A.I. Il 6 Novembre 12 siamo andati a visitare l Orto Botanico del C.A.I. ad Ortona. Il C.A.I. il diminutivo di Club Alpino Italiano, un associazione che organizza le escursioni in montagna. LOrto Botanico misura in tutto 1300 metri quadrati; il percorso da seguire in senso antiorario ed il giardino suddiviso in tre parti fondamentali: la zona di vegetazione spontanea , la zona delle piante grasse o succulente (sono specie che hanno le spine e che hanno bisogno di calore) e la zona delle piante aromatiche (cio piante officinali provviste di sostanze aromatiche). La visita stata interessante e a me piaciuta MOLTO.

Eduart Il marted sei novembre 12 siamo andati al parco biologico grande 1300 metri quadrati. Il giardino botanico presenta: piante grasse con spine, sono piante succulente ufficinali e sono aromatiche. Camminando lungo il percorso possiamo vedere altre piante come per esempio il cipresso (cipras), piante che hanno fiori con una parte maschile e una femminile,la PALMA NANA che pu raggiungere i 2 o 3 metri,questa pianta tipica dellAbruzzo e da lei nascono dei polloni che sviluppano dei figli, poi c una pianta molto velenosa,ogni parte contiene alcaloidi per difendersi da animali e piante; l'alloro o laurus nobilis le sue foglie sono utili in cucina perch le sue foglie sono molto aromatiche,sono dure e sottilissime cio la sclerofillia e resistono ai diversi agenti atmosferici e ci stavano anche le querce che hanno il tronco molto grande e dove gli uccelli costruiscono i loro nidi ed anche bella. Ma ci stavano anche piante pi piccole:l ailanto molto pericoloso perch le sue radici scorrono sotto terra e poi il mandorlo,il viburno, il cotognastro e l'ibisco.

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Alessandro riguardo alla gita al giardino botanico,devo dire che mi molto piaciuta Gianluca,membro del c.a.i ci ha detto che la zona di 1600 m quadri. E' divisa in tre zone: 1)piante aromatiche 2)piante con vegetazione spontanea 3)piante grasse nella prima zona abbiamo osservato diverse piante e c'era una velenosa detta stramania. Poi c'erano altre piante, ma due che mi sono pi piaciute sono la cycas revoluta e la palma nana che si trova anche qui da noi. Nella seconda zona,Gianluca ci ha parlato di un arbusto detto alianto, che ha radici disposte orizzontalmente e quindi rovina tubi,strade,case ecc. E infine siamo andati nel territori delle piante grasse,composte da spine per difendersi dagli animali,dove c'erano il fico d'india e l'agave americano

MARIA con la sua piccola telecamera ha filmato la parte pi interessante della visita al giardino btanico del C.A.I. "La parte pi interessante dellesperienza al giardino botanico stata la scoperta del fenomeno, comune alle piante mediterranee, della sclerofllia Il clima mediterraneo mite sia dinverno che destate ma soprattutto in questi ultimi tempi abbiamo assistito a giornate veramente calde e afose: ho scoperto che le piante mediterranee hanno la capacit di adattarsi anche a periodi lunghi di siccit sviluppando strategie di 'resistenza' e strategie di 'tolleranza'. Le prime consistono nell'insieme di meccanismi che la pianta mette in atto per evitare l'insorgere di stress; le strategie di tolleranza, invece, permettono alla pianta di svolgere normalmente le sue funzioni vitali anche in situazioni di carenza di
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acqua. Strategie di resistenza sono la caduta delle foglie, la riduzione della traspirazione per mezzo della chiusura degli stomi, ecc.. Una strategia di tolleranza la sclerofillia ossia l'ispessimento delle foglie, generalmente piccole, che si presentano coriacee. Gianluca ci ha fatto toccare le foglie e abbiamo visto che sono dure e si spezzano e sono anche lucide perch la pianta sviluppa delle sostanze protettive. Nella parte inferiore abbiamo notato gli stomi, come dei buchini che, ci ha spiegato Gianluca,si chiudono nelle ore pi calde dellestate. Una lezione allaperto veramente avvincente!

Matteo O. Il dottor GIANLUCA ci ha mostrato tante variet di piante. Abbiamo visto le piante grasse come il cactus con molti aculei: queste piante non sono composte da acqua come il nostro corpo che composto dal 65 per cento di acqua, questi vivono e crescono con le alte temperature del sole. Quelle succulenti invece hanno "un cuore al centro" e crescono grazie all acqua e devono essere riparate perch con le temperature molto alte possono seccarsi e morire e in certi casi possono anche essere velenose e molto pericolose. Abbiamo visto pini e abeti che continuano a crescere altissimi . Abbiamo anche visto le bacche rosse e viola ricchissime di veleni e poi altri fiori di vario tipo e colore e infine ... tutti a farci una foto ricordo per essere messi sul blog!

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gioved 8 novembre 2012

La 1^f in visita al C.A.I. di Ortona

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Le foto sono di Alberto come pure i "commenti " che la prof ha registrato e poi montato sul BLOG!

visita il sito del C.A.I. di Ortona basta un clic qui

http://www.caiortona.it/

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commenti:
LORENZO Questa mattina abbiamo fatto visita alla sede delC.A.I(CLUB ALPINO ITALIANO),questa associazione ha lo scopo di unire persone amanti della montagna e della natura. La sede si trova nell'ex asilo inglese.In questo posto,oggi c' un orto botanico. Alberi ad alto fusto e sempreverdi(pini marini, pini neri e cipressi).Piante da siepe(bossi,viburni e allori).Piante grasse(agavi,fichi d'india e iucca). Poi ci sono piante spontanee come i corbetti in dialetto "ruscipindi",gli stracciabraghe pianta molto spinosa. Piante di bambu' provenienti dalla Cina e ci sono piccole piante coltivate come il peperoncino, basilico,finocchio marino,achemilla e giuggiolo. ho inviato alla prof le mie due foto VASCO Scusi Prof, nella parentesi all inizio dove scritto" alcune di queste foto", pu mettere "due". Grazie.Vasco L 8/11/2012 sono andato a visitare lorto botanico del C.A.I. con la mia classe.
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Quando sono entrato ho visto tantissime piante.(Qualche foto le vedrete quando la prof le pubblicher insieme a quelle di tutti i miei compagni). Allinizio siamo entrati in una casetta e un professore ci ha spiegato che, in seguito ai bombardamenti avvenuti durante la seconda guerra mondiale, Ortona (la mia citt, e anche la citt dove si trova lorto), era distrutta e i bambini non avevano case. Gli inglesi, avendo conquistato quel territorio, costruirono un asilo per loro; e quel posto proprio lasilo inglese. Nella casetta cerano moltissimi fossili, un lupo e uno scoiattolo riprodotti, un serpente impagliato e tante locandine. Poi siamo usciti dalla casetta, fuori cera una fontanella e a fianco alla casetta cera un edificio con scritto club alpino italiano . Vi elenco le piante che io ho fotografato:la dracena,lo stracciabraghe, loleandro, lacacia, il bosso,la iucca, la valeriana rossa, la viola mammola, la pervinca minore, ailanto,il sanguinello, lhebe (che come avrete capito non italiano), alcune canne di bamb, i cactus,la portulaca grandiflora, il peperoncino e la lavanda. Lo stracciabraghe chiamato cos perch pieno di spine, cos se uno passa gli potrebbe strappare (in dialetto stracciare) i pantaloni o le braghe.(di alcune piante ho fotografato solo il cartellino con il nome scusate). La guida del CAI ci ha detto che fra qualche tempo metteranno su una pianta dei nidi per gli uccelli, cos gli uccelli che cercheranno un nido potranno andare l.
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Quando siamo scesi gi in un giardino, ho visto unaiuola con tante piante, ne ho anche fotografate alcune. Cerano anche moltissimi alberi che ricoprivano con le loro chiome quasi tutto lorto. Cerano molte piante verdi, pochi fiori colorati, ma stato ugualmente bello perch anche le piante verdi hanno fatto la loro figura. Anche se la gita durata solo unora stata bellissima,e ci ha permesso di conoscere tante meravigliose piante. Vasco

FLAVIO S. Ciao professoressa, quando siamo andati al giardino botanico la pianta piu bella che ho notato stata l'Hebe che ha dei bei fiori viola. Ho notato anche una bella pianta con delle bacche che sembravano grappoli d'uva rossi. Abbiamo visto anche dei fossili molto interessanti. Io preferisco le piante grasse come la pianta "stenocereus pruinosus" mi piace molto per le sue forme molto bizzare. Profesoressa non sono riuscito a inviarle le fotografie ma mi hanno ricaricato la chiavetta!

Orlanda Sanvitale12 novembre 2012 11:25 Carissimo Flavio, mi raccomando "risparmia" la tua chiavetta, in classe c' Internet e potremo navigare insieme a scuola. Per le foto ne parleremo a lezione GIUSEPPE Il giorno gioved 8 novembre 2012 siamo andati a fare un'uscita
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didattica presso il C.A.I.(Club Alpino Italiano). Alle 11:30 il pulmino ci venuto a prendere davanti alla palestra della scuola. Arrivati , un professore ed una guida ci hanno accolto nel loro ufficio e ci hanno dato molte notizie interessanti. Lattuale sede del CAI era un asilo che gli Inglesi fecero costruire durante la Seconda Guerra Mondiale, ora un museo dove sono esposti fossili, ammoniti e degli animali imbalsamati. Dopo, la guida, ci ha fatto fare un percorso per osservare i diversi tipi di piante che ci sono in questo posto. Alcune piante sono il Pioppo Canadese, i Fichi dIndia, la Portulaca Grandiflora, la quercia, lo stracciabraghe, alcuni tipi di piante grasse, degli agrumi e tante altre piante. Orlanda Sanvitale13 novembre 2012 12:44 Giuseppe, le foto che hai inviato sono veramente molto belle. Complimenti! Le pubblicheremo insieme a quelle dei tuoi compagni!

Matteo 1F Non sapevo che quella bella casetta, sede del C.A.I., che ogni giorno mi capita di vedere mentre torno a casa, inizialmente fosse un asilo inglese! Mi stato spiegato che stato costruito nel 1947 dall'associazione britannica "The Save The Children Sund" per offrire a tanti bambini un luogo sicuro e sereno dove stare dal momento che Ortona, dopo i bombardamenti del 1943, era ancora un cumulo di macerie. Oltre ad essere la sede del C.A.I. nel Giugno di quest'anno
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diventato un giardino botanico che in 1300 mq accoglie circa 100 specie vegetali diverse. Queste specie si possono osservare seguendo un percorso didattico suddiviso in tre aree: - area di crescita spontanea con ad esempio alloro e pino marittimo - essenze aromatiche come la menta o la valeriana rossa - piante grasse come la yucca o il fico d'india

GRETA Siamo arrivati all'orto botanico e ci hanno accolto in una stanza dove un signore ci ha spiegato la storia della casa che ci ospitava . La casa era stata costruita dagli inglesi duranre la seconda guerra mondiale per offrire un asilo ai bambini della citt. Poi siamo usciti fuori per visitare l'orto botanico. Tra le varie piante mi hanno colpito: la lavanda, la iucca e il brugo. La Lavanda una pianta molto profumata, per questo veniva usata gi dai tempi antichi come per es. dai Romani che la mettevano nei bagni termali. Essa si trova specialmente nelle Alpi e gli Appennini ad una altezza che va dai 300 ai 1000 metri. La lavanda una pianta molto usata nell'erboristeria per le sue caratteristiche curative, e nella profumeria per il suo profumo fresco. Si caratterizza per un colore azzurro/viola e in estate colora tutta la montagna. La Iucca una pianta sempre verde formata da pi tronchi con al vertice ciuffi di foglie spinose di colore verde scuro, in estate fiorisce con dei fiori bianchi. Questa pianta ha pi di 40 specie e una di questa la specie coltivata in appartamento, conosciuta con il nome: Tronchetto della felicit.
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Il Brugo. Il suo vero nome Calluna Vulgaris, Calluna deriva da una parola greca che vuol dire spazzare, infatti un tempo il brugo veniva usato per fare le scope. Le sue foglie sono a forma di aghi sempreverdi, i suoi fiori sono posizionati su una spiga lunga dai 20 ai 30 cm e sono viola o rosa. Essa una fonte di nutrimento per diversi animali come pecore e cervi. Arriverci professoressa, Greta IF

GIORGIA Ortona era tutta distrutta a causa della guerra. Gli Inglesi pensarono che i bambini potessero far risorgere Ortona e per questo hanno costruito un asilo tutto in legno: lasilo inglese. Con questo asilo si pensava al futuro di Ortona. Oggi diventato la sede del club Alpino Italiano (C.A.I) che ha creato un giardino botanico aperto ai visitatori e anche alle scuole. Anchio con la mia classe sono andata a visitarlo ed abbiamo fatto un bellissimo percorso dove un esperto ci ha mostrato tutte le piante presenti e ci ha spiegato il loro significato. Le piante che mi hanno colpito di pi sono tre: La Stracciabraghe ( FOTO )E un arbusto rampicante dal fusto delicato e ricoperto di spine. Le foglie sono a forma di cuore, i suoi fiori molto profumati hanno sfumature verdi e gialle. I suoi frutti sono delle bacche rosse che maturano in autunno. La BRUGO Questa pianta diffusa in Europa, Siberia
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Occidentale, America Settentrionale e in Asia Minore ma soprattutto nelle zone fredde con abbondanti piogge. In Italia possiamo trovarlo nella zona centro-settentrionale. Lultima foto che vi mostro la pianta che mi piaciuta di pi La Lantana. Appartiene alla famiglia delle Verbeceae. Queste piante possono essere sia erbacee che arbustive. Essa una pianta originaria dei paesi tropicali come America e Africa. Cara prof buonasera Ho impiegato un p di tempo ma alla fine ce l'ho fatta!!! A me piace molto quello che ho fatto spero anche a lei. Ci vediamo domani buonanotte. Giorgia 1F Orlanda Sanvitale13 novembre 2012 13:07 Cara Giorgia,s, mi piace molto ... peccato non poter pubblicare il tuo articolo ora con le tue belle foto ... e le caselle di testo dove hai inserito lo scritto! Abbiamo deciso di pubblicare qui gli articoli e tutte le foto insieme ... bravissima comunque! la tua prof DANIEL La storia dell' orto botanico di Ortona molto complessa. I canadesi ci vennero ad aiutare durante e dopo la seconda guerra mondiale sacrificandosi per noi e infatti a loro dedicato il cimitero canadese. Anche gli inglesi ci vennero ad aiutare costruendo l'Asilo Inglese
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per aiutare i bambini di Ortona senza tetto che poi diventato l' orto botanico della CAI di Ortona. Questo orto botanico raccoglie anche fossili. Purtroppo non ho potuto inviare le foto da me fatte con il cellulare perch il pc non me lo consente. GIANLUCA A me questo percorso piaciuto perch c'erano tante piante e fiori, poi io ho visto un serpente imbalsamato e a me piaciuto. Purtroppo il giro durato poco per vederlo bene ma l' importante averlo visto; l' albero che mi piaciuto di pi si chiama mandorlo ed era un albero ricoperto di foglie ci ho fatto anche la ricerca. A me piaciuto molto, spero che ci saranno molte altre occasioni per le uscite didattiche. MARIANNA I F Buonasera professoressa, sono Marianna ed ho preparato una breve presentazione in Power Point con le 4 foto che ho scelto tra tutte quelle che ho scattato. ( le ho inviato la presentazione per email) Gliele descrivo Nella prima diapositiva ho riportato la fotografia di alcune pietre, fra le quali ho notato una pietra scura quasi nera, sono rocce "reperti naturali" delle nostre montagne, che si trovano nel "Museo della montagna", una costruzione piccola all'interno del giardino botanico. Nel giardino del CAI ci sono piante, alberi e fiori che hanno ognuno una storia diversa che lo distingue dagli altri. Ci sono anche piante
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che crescono nei posti pi impensabili. Per esempio ci sono piante che crescono sui muri, come ledera, o in mezzo alle rocce. ( nella seconda diapositiva riporto la foto dell'edera e della pervinca minore) ma la foto pi bella, secondo me, quella della terza diapositiva: ho fotografato unape che si avvicina ad un fiore e questa foto mi sembra particolare perch difficile beccare il momento in cui arriva lape sul fiore. Marianna Orlanda Sanvitale15 novembre 2012 06:51 Brava Marianna, vero, la tua foto dell'ape sul fiore molto bella e brava che hai provato a creare una presentazione con le tue foto, le pubblicher presto insieme alle foto dei tuoi compagni, come avevamo stabilito. a domani la tua prof MANUEL Nel 1947 Ortona era stata martoriata dalla seconda guerra mondiale.L'organizzazione britannica " SAVE THE CHILDREN FUND" venne ad Ortona e vi insedi il quartier generale in ITALIA sotto la guida di Ernest Thompson e di Giovanna Mourton. Essi fecero costruire qui, dove oggi la sede del C.A.I. in stile coloniale un asilo per i bambini senza casa o genitori. Nel 1968 gli inglesi lasciarono l' Italia e tutta la propriet fu donata al Comune. Dopo 22 anni il Comune ha concesso l'ex asilo al C.A.I. che ha cercato di conservare tutto come era prima ed ha poi allestito un museo che oggi anche una parte del museo della battaglia di Ortona.
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La sigla C.A.I (club alpino italiano) di Ortona ha preso l'impegno sin dal 2005 di curare il giardino botanico attorno alla sede. GIOVANNI R. IF Da scuola siamo andati con il bussino a vedere l'orto botanico .Ci siamo fermati siamo scesi e c'erano due signori simpatici. Insieme abbiamo cominciato il percorso didattico e abbiamo visto tante piante.Nel primo tratto di percorso abbiamo visto l'Alloro,l'oleandro,lo stramonio comune,le Stracciabraghe, l'ibisco, Iucca, Ligustro, la Viola mammola, la Pervinca minore, il mandorlo, il Viburno. A met percorso c'era il Cognastro, il sanguinello, la robinia. Poi c'era anche un'area a crescita spontanea in cui c'era il Giaggiolo, la Quercia. Andando pi avanti c'era un piccolo orto con l'Hebe, il Brugo, ll Mandarancio, l'Arancio. In un altro punto dell'orto abbiamo visto la Lantana. Proseguendo il nostro percorso c'erano le canne di bamb poi lo Stenocereus pruinosus, una pianta grassa. Infine abbiamo visto l'Ulivo, la Santoreggia, il Finocchio selvatico, il Rosmarino, l'Elicriso, la Lavanda. In una fontana invece c'era la Scolofendria comune, l'Acacia, l'Asparago, la Ginestra dei Carbonai e per ultimo la Cycas.Quanti nomi per tante piante! Finito il nostro percorso siamo rientrati in classe.

IL MANDORLO ricerca di Gianluca I F il mandorlo il primo albero che fiorisce ed proprio lui che ci annuncia l' arrivo della primavera, per questo il mandorlo l' albero che preferisco.
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La pianta del mandorlo,alta da 5 a 12 metri, oggi diffusa anche nel nostro territorio, originaria dell' Asia e dell' Africa. Quest'albero ben presto si diffuse in tutti i paesi costieri.Il mandorlo cresce cos ora in Spagna, Portogallo, Italia, Francia meridionale, Turchia, Persia, e Palestina. Attualmente si va diffondendo anche in America e particolarmente in California. Perche la pianta cresca in modo regolare necessario che sia coltivata in una localit ben ventilata, su un altopiano o su una collina. Il terreno esige una buona lavorazione e fertilizazzione. Il mandorlo pu anche essere coltivato assieme ad altre piante,quali la vite e l' olivo. Nelle regioni calde la fioritura inizia agli ultimi di Dicembre o, pi in generale, da Gennaio ad Aprile e dura da 10 a 15 giorni. Il mandorlo teme moltissimo le nebbia e l'umidit, inoltre non sopporta minimamente le gelate, le brinate e i venti impietosi, specialmente durante la fioritura. Esistono anche delle variet di mandorli che vengono coltivati escusivamente a scopo ornamentale; nei giardini possiamo cos trovare il mandorlo "nano" e il "folis variegatus" cio a foglie variegate LA FIORITURA Il mandorlo ha una bella corteccia lucente, color bruno verdastro: le foglie e i fiori costituiscono un insieme veramente decorativo. Nel mandorlo poi come nel ciliegio, i fiori compaiono prima delle foglie: cos la chioma dell' albero, al momento della fioritura, appare rosata.

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MICHELA A. 1^f Salve professoressa questa la mia relazione sulla visita alla sede del C.A.I. Qualche settimana fa,siamo andati con le professoresse Borrelli e Sanvitale a visitere la sede del C.A.I.. Appena arrivati,ci hanno accolto due signiori e ci hanno invitato ad entrare nella struttura,dove c'era l'esposizione di alcuni animali imbalsamati e una bellissima collezione di pietre,di diversa grandezza e di diversi materiali. Uno dei due signori,ci ha spiegato,che la struttura era stata creata durante la guerra,dagli inglesi come asilo per accogliere i bambini senza tetto. Visitata la struttura,siamo usciti fuori per esplorare ed iniziare,un percorso nella natura. Il responsabile che ci guidava,ci spiegava man mano,che si camminava il nome degli alberi,delle piante e dei fiori. Era tutto bellissimo perch la natura bellissima. Questa visita stata bella ,ma sopratutto interessante perch abbiamo potuto conoscere la natura che ci cisconda.Spero che ne faremo tante altre.

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mercoled 14 novembre 2012

Le classi 1^f e 1^d incontrano l'Assessore alle Politiche Agricole del Comune di Ortona
Oggi 13 Novembre stata una giornata molto particolare ... abbiamo incontrato l'Assessore del nostro Comune dott Giannicola Di Carlo che ha risposto a tutte le nostre domande. Il dott Di Carlo Assessore all'Agricoltura e Pesca e al Turismo (politiche di sviluppo e valorizzazione del Territorio) Ci ha parlato della difesa della biodiversit e delle aree verdi, dell'agricoltura e della pesca, della valorizzazione della Costa dei Trabocchi, dello sviluppo in particolare dell'agricoltura biologica e del turismo " ... e ci ha lasciato un "sogno" credere che gli Amministratori della nostra bella citt faranno tutto il possibile perch Ortona e il nostro territorio siano protetti, conservati e valorizzati non solo per noi ma anche e soprattutto per le generazioni future... Ortona dunque non solo Bandiera Blu come lo oggi ma anche "Chemical free" come ha affermato lui stesso! Grazie Assessore ... legger le nostre relazioni nei commenti ... e a breve anche nel Giornalino on line " The rural Times"
La biodiversit nel cuore dellAbruzzo: dal Parco nazionale della Maiella alla Costa dei Trabocchi
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noi giovani reporter della prima f e della prima d

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la nostra intervista su Prezi http://prezi.com/0xpzzrsiamw5/la-nostraintervista/?auth_key=3e42607d762d96be2e56d68c945e0 9fa3efbc90a&kw=view-0xpzzrsiamw5&rc=ref-14322559

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commenti:
Note di MATTEO O. 1^d Ortona costituita, come ci ha detto il dottore GIANNICOLA DI CARLO da cielo , mare e terra Ortona ha una ricca biodiversit legata ad attivit economiche quali la pesca, i prodotti alimentari, la pergola abruzzese, e poi tanti fiori spontanei come le ginestre che fioriscono in estate e in primavera .Sono dei fiori gialli e spugnosi. Il mondo agricolo costituito per la maggior parte da ulivo e vite. Anche le siepi sono molto importanti accanto alle coltivazioni perch possono contribuire alla conservazione del nostro patrimonio agricolo autoctono. Purtroppo oggi gli insetti e animali come le api stanno scomparendo per la chimica e per i campi elettromagnetici e cosi il miele non viene pi prodotto e anche i fiori possono morire. Ma possono morire anche i fiumi e i laghi se i contadini continueranno a mettere concimi chimici che, assorbiti dall acqua, inquinano tutto persino le falde acquifere. E tutto questo pericolosissimo per luomo. Poi dobbiamo anche proteggere i boschi e gli alberi e se le temperature si sono alzate forse la colpa anche delluomo e dei suoi comportamenti irragionevoli. Infine lassessore ci ha detto che questanno c stata una grande produzione di uva a Caldari 400 000 quintali di uva su 3000 ettari di terreno coltivato a vigneti, mentre 178 000 quintali di uva sono stati trasformati in vino nella cantina sociale di Ortona.
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E ci ha anche detto di preferire lagricoltura biologica perch i frutti, anche se meno belli a vedersi, sono pi gustosi e succosi. Se vengono beccati da un uccellino possiamo essere certi della loro bont perch gli uccelli preferiscono di sicuro quelli pi morbidi e ricchi di zuccheri e quindi pi succosi. Matteo O.

Noi ragazzi abbiamo fatto alcune domande all'Assessore e lui ha risposto a tutte. Ci ha detto che il suo sogno sarebbe quello di promuovere prodotti biologici in tutto il territorio di Ortona. Le nostre coltivazioni di uva devono diventare di qualit visto che anche quest'anno abbiamo raggiunto i 178.000 quintali di uva trasformata in vino nella cantina sociale di Ortona. Gi alcune cantine private di Ortona hanno avuto un riconoscimento nazionale per il loro vino. Ha sottolineato l'importanza del rispetto per gli animali, anche gli insetti, perche a volte sono proprio loro importanti nella catena alimentare e proprio grazie a loro possiamo avere raccolti abbondanti! Il suo messaggio finale stato che non dobbiamo mai abbandonari i nostri sogni e dobbiamo crederci fino in fondo. Alessandro

LAssessore ci ha spiegato che rispettare la biodiversit importante per evitare la scomparsa di piante ed animali: le piante
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dovrebbero crescere senza luso di concimi che contengono azoto che inquina fiumi e mari. Bisogna proteggere alcune specie di animali come le api che sono importanti per limpollinazione. Per quanto riguarda il nostro territorio le coltivazioni pi diffuse a Ortona sono le viti. La cantina sociale di Ortona nellultima vendemmia ha ricevuto 178.000 quintali di uva. La cantina di Caldari ancora di pi. Lagricoltura quindi pu ancora offrire posti di lavoro purch fatta in modo "sostenibile". Ad Ortona ci sono due aree verdi importanti: il Fossato Peticcio vicino al castello e la pineta di S.Donato che stato fatto piantare in passato ma oggi in uno stato di abbandonato. Queste aree verdi potrebbero inoltre essere un pericolo per eventuali incendi. Ortona ha 17 km di costa che potrebbero essere valorizzati perch ricchi di trabocchie di percorsi storici, culturali e anche enogastronomici Lassessore infine ci ha raccomandato di non abbandonare mai i nostri desideri, ma di seguirli fino in fondo. Elena

Oggi lAssessore ci ha fatto un discorso, che ora vi presentiamo: ...bisogna stare attenti agli animali per non farli scomparire. Per esempio: le api stanno scomparendo per gli usi sconsiderati della chimica e degli elettromagnetici. Quindi bisogna favorire la biodiversit... ...attualmente le coltivazioni pi diffuse a Ortona sono:
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l'agricoltura e la pesca.Purtroppo, molte specie di pesci stanno scomparendo e perch c' la presenza dell'azoto nel mare dovuto allinquinamento e per la pesca a strascico che si praticata fino a qualche tempo fa e che ha danneggiato la riproduzione dei pesci. ...esistono progetti di valorizzazione del territorio, uno quello del Peticcio. Vorrebbero ripulirlo per fare pi verde ad Ortona...un assessore, di tanti anni fa Tommaso Di Salvatore, ha piantumato alberi di pino per creare il polmone verde di Ortona, oggi quel sito diventato una pineta che per potrebbe anche prendere fuoco perch non ce ne siamo mai presi cura. C' un'altra cosa molto importante per Ortona: i trabocchi ( Ortona ha 17 km di costa)... ...Il prodotto pi conosciuto di Ortona il vino prodotto dalla raccolta nel territorio di 178.000 quintali di uva... ...sia anziani che bambini possono dare un piccolo contributo a salvaguardare l'ambiente e lottare per realizzare i propri sogni... MICHELA DeM. E FEDERICO D.

Oggi, con la 1D, siamo andati in aula magna per incontrare lAssessore alle Politiche Agricole del Comune di Ortona, Dott. Giannicola di Carlo. Dopo unintroduzione dellAssessore sono iniziate le nostre domande sullargomento, per completare il nostro Progetto La Biodiversit nel cuore dellAbruzzo: dal Parco Nazionale della Maiella alla Costa dei Trabocchi. Il Dott. Di Carlo ci ha spiegato che Ortona si trova tra il mare e la montagna e per questo abbiamo la fortuna di avere una biodiversit sia montana che marina. Poi ci ha detto che le attivit principali di Ortona sono lagricoltura,
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si coltiva maggiormente uva da vino, e la pesca. Ad Ortona infatti ci sono circa 3000 ettari di vigneti e quindi ci sono molte cantine che trasformano luva in vino e poi lo vendono. Fino a qualche anno fa la Cantina Sociale di Ortona era quella che produceva pi vino mentre oggi ha molte cantine concorrenti tra cui quella di San Zefferino di Caldari che arrivata a produrre pi vino della Cantina di Ortona. Sempre in merito alla biodiversit ci ha detto che le aree verdi sono molto importanti perch ci danno molto ossigeno. Ad Ortona ci sono due aree verdi importanti: il Fossato Peticcio e la Pineta di San Donato. Questultima per non naturale perch gli alberi di pino non sono cresciuti spontaneamente ma sono stati piantumati dalluomo. Abbiamo poi chiesto la sua opinione in merito allagricoltura biologica e lui ci ha risposto che molto favorevole a questo tipo di coltivazione perch meglio mangiare una mela non bella esternamente e magari con un verme allinterno che una mela con una buccia tutta rossa lucente ma con allinterno tanti tipi di sostanze velenose alluomo. Siamo poi passati a parlare dei Trabocchi e lui ci ha spiegato che in antichit i Trabocchi erano delle macchine che servivano per pescare, oggi non si usano pi per questa attivit ma possono attirare i turisti nella nostra zona. Per concludere gli abbiamo chiesto di lasciarci un messaggio e lui ci ha incoraggiato ad avere dei sogni e a lottare sempre affinch si possano realizzare. Giorgia 1F

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Di tutto il discorso dell'Assessore mi piaciuto molto quando ha parlato del mare e della pratica della pesca. Il comune di Ortona ha 17 chilometri di costa quindi, con l'agricoltura, la pesca l'attivit su cui basata l'economia locale. Il mare ricco di biodiversit e per questo va tutelato. Ci sono perfino i delfini, questa estate, quando c'era musica sulla spiaggia, quattro di essi si sono avvicinati alla costa ed stato possibile vederli. La coltivazione pi diffusa ad Ortona la vite accanto alla coltivazione dell'olivo ma oggi occorre un'agricoltura intensiva e quindi bisogna incentivare altri tipi di colture. Parlando di "aree verdi" ha sostenuto che tanto il fossato del Peticcio quanto la Pineta di San Donato vanno tutelati con azioni specifiche. La potatura della pineta potrebbe poi fornire legna alle famiglie che ne hanno bisogno e a me sembrata davvero un'ottima idea. Infine voglio aggiungere una mia riflessione sugli elementi che compongono la biodiversit. Essi sono: la diversit genetica, la diversit di specie e la diversit di ecosistemi. Tra di loro c un unione: la catena alimentare che rete della vita. Saluti da EMANUELE 1D.

L'assessore ci ha detto che si propone di promuovere un'agricoltura biologica, cio senza l'uso di prodotti chimici, di incrementare la produzione delle colture autoctone e vavorire le colture differenziate. Grazie alla gi migliorata produzione, oggi i vini delle cantine
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ortonesi hanno avuto un riconoscimento nazionale e l'olio chietino ha ricevuto il marchio DOP. Bisogna, quindi, trasmettere le tradizioni e i giusti saperi dell'agricoltura ai giovani. Anche il recupero di aree verdi del territorio uno degli obiettivi prioritari della nuova amministrazione, recupero che sar possibile grazie ai fondi donati al Comune da un nuovo complesso industriale. Si potranno recuperare il Peticcio e la pineta di San Donato. Questultima deve assolutamente essere tutelata perch un pezzo di storia di Ortona e bisognerebbe coinvolgere la popolazione. Per quanto riguarda la costa, Ortona ha ricevuto la bandiera blu. La provincia di Chieti sta attuando una valorizzazzione della costa dei trabocchi. Ad Ortona il turismo si sviluppato anche grazie ad Internet e per questo si vogliono creare percorsi turistici. Noi giovani non vogliamo abbandonare i nostri sogni di migliorare Ortona e gli amministratori ci devono garantire un futuro migliore. MATTIA

LORENZO 1^f scrive: Oggi a scuola siamo entrati nell'aula magna per assistere ad una conferenza con Giannicola Di Carlo ovvero l' assessore alle politiche agricole. Egli rispondeva a tutte le domande che gli porgevamo e ci ha ampiamente parlato della biodiversit. Le coltivazioni principali della nostra zona sono:la produzione di vino,che su 5.000 ettari di vigna ha prodotto in tutto il comune di Ortona in totale circa 400.000 quintali di uva.

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Un'altra importante produzione della nostra zona e' la produzione di olio d'oliva. Ad Ortona ci sono 2 aree verdi,sono il fossato del Peticcio e la Pineta di San Donato tutte e due in progetto di essere bonificate. L'agricoltura biologica un tipo di agricoltura che considera l'intero ecosistema agricolo e favorisce la biodiversit nell'ambiente in cui viene praticata.Essa esclude l'uso dei pesticidi e dei diserbanti che rompono l'ecosistema, perche' l'uso di essi compromette la salute dei cittadini e avvelena l'ambiente. Ci ha parlato anche della Costa dei trabocchi che attraversa Ortona per circa 17 Km; sulla costa ci sono molti trabocchi che sono stati recuperati e restaurati a favore dello sviluppo del turismo gastronomico e marino. Ortona ha una funzione importantissima per la biodiversit dell'Abruzzo.L'Abruzzo detta la regione "tra cielo e mare" perch ha un territorio di montagna e di mare che la rende la regione verde e dei parchi.Ci sono percorsi enogastronomici promossi dai ristoranti tipici e cantine;percorsi naturali nei boschi;turistici nelle spiagge e anche piste ciclabbili. L'assessore infine ci ha lasciato un messaggio che forse voleva riferirsi a noi quando, da adulti. prenderemo le redini di Ortona e noi dovremmo salvaguardare la biodiversit senza pi inquinare come stiamo facendo ora. Buona sera professoressa

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il 13 novembre a scuola venuto lassessore Giannicola di Carlo e gli abbiamo fatto queste domande: 1) Quali obbiettivi si propone per le politiche agricole ad Ortona? Iassessore ha risposto: bisogna salvaguardare la biodiversit, per esempio c la ginestra, che un cespuglio giallo tipico delle nostre coste. Nel nostro mare, poi,si trovano numerose specie di pesci. Tutto questo deve essere protetto facendo attenzione ai prodotti chimici che distruggono la biodiversit. Anche i semi OGM contengono azoto e di questo una parte viene assorbita dalle piante, mentre laltra va a finire nei mari andando a danneggiare la flora e la fauna acquatica. 2) Attualmente quali sono le coltivazioni pi diffuse nel territorio Ortonese e come vengono commercializzate? Le colture pi diffuse sono quelle di ulivi e viti da cui si ricava un vino di ottima qualit. Per esempio la cantina regionale ha ricevuto dai contadini 178.000 quintali di uva e addirittura quella di Caldari, chiamata San Zefferino, ne ha ricevuto 183.000 quintali. Ad Ortona anche l apicoltura abbastanza sviluppata.Purtroppo per le api stanno scomparendo a causa dei campi elettromagnetici e questo un grave danno non solo per i fiori e per i frutti che non nasceranno pi, ma anche per luomo. 3) Esiste un progetto di valorizzazione e recupero di aree verdi ad Ortona? Se si, ci pu illustrare il contenuto?
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Ortona ha 2 aree verdi molto importanti: Peticcio e Pineta di San Donato e tra qualche tempo ci sar un nuovo progetto per il recupero della Pineta di San Donato sotto il controllo del CAI e qui si potr raccoglie la legna che di scarto alla pineta e cos si prevengono anche eventuali incendi 4) Qual la sua opinione in merito all agricoltura biologica e come pu intervenire nel miglioramento di vita del nostro territorio? L agricoltura biologica una ricchezza molto importante per Ortona ed particolarmente sostenuta da questa amministrazione che vuole salvaguardarla promuovendo lutilizzo di tecniche agricole che escludono limpegno di sostenere chimiche (pesticidi,diserbanti,OGM). La valorizzazione dellagricoltura biologica importante non solo per un maggior rispetto per lambiente ma anche per la nostra salute. (salteremo le domande 5,6,7, perch non abbiamo fatto in tempo a scrivere le risposte scusate) 8)Infine le chiediamo di lasciarci un messaggio personale in merito ai giovani ed alla salvaguardia dellambiente? Non si deve mai smettere di sognare e bisogna cercare di realizzare i nostri sogni perch anche questo favorisce la biodiversit. AUTORI = FLAVIO,VASCO,MATTEO

EDUART 1^D Questo il mio report personale Marted alle 9:30 nella nostra scuola venuto un assessore che si
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chiama Giannicola Di Carlo. Lui ha ascoltato e risposto alle nostre domande e la prima domanda stata : 1)Quali obbiettivi si propone per le politiche agricole ad Ortona ? Ho capito che vuole promuovere in tutto il territorio un'agricoltura che non utilizzi prodotti chimici cio l' agricoltura biologica per tutelare la nostra biodiversit. Il vino molto prodotto qua ad Ortona ed molto importante,quest anno infatti solo la cantina sociale di Ortona ha vinificato 178.000 quintali di uva. 2)Attualmente quali sono le coltivazioni pi diffuse nel territorio ortonese e come vengono commercializzate ? Il vino delle cantine private stato riconosciuto e premiato persino a livello nazionale. Lolio, meglio se prodotto in frantoi tradizionali, riconosciuto come DOP dalla Comunit Europea. 3)Esiste un progetto di valorizzazione e recupero di aree verdi ad Ortona ?Se si, ci pu illustrare il contenuto? Grazie alla creazione di un complesso industriale che sta sorgendo nella zona industriale di Ortona, il comune ricever una somma che servir per le aree verdi:la pineta di san donato perch abbandonata e basta poco per infiammarla e il parco Peticcio, oggi pieno di sterpaglie. 4)Qual la sua opinione in merito all agricoltura biologica e come pu intervenire nel miglioramento della vita.
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In Cina l impollinazione avviene attraverso gli umani perch non ci sono molte api ma in Italia avviene ancora per opera delle api e allora dobbiamo impedire che questi insetti scompaiano e solo l'agricoltura biologica rispetta veramente tutti gli esseri viventi, comprese le operose e indispensabili api. 5)Come si inserisce Ortona e quali le prospettive ci sono per un rinnovo turistico ? La costa ad Ortona lunga 17 km.su questa ci sono i trabocchi; di questi solo uno in uso per la pesca. Gli altri, che hanno circa 200 anni, sono stati restaurati e conservati e sono diventati piccoli ristoranti di eccellenza o attrazioni turistiche di prestigio. Dobbiamo fare ancora di pi per valorizzare questa nostra meravigliosa "costa dei trabocchi" e promuovere uil turismo. 6)La nostra citt ha un estrema variet geografica,come pu essere valorizzata in un contesto di rispetto della biodiversit? Ortona ha un estrema variet di biodiversit nel mare e in collina: a settembre sulle nostre coste sono stati avvistati perfino dei delfini che erano al seguito di una nave cociera che ha attraccato nel nostro porto ... 7)Esistono percorsi turistici per far conoscere i nostri prodotti biologici? Ortona non ha ancora molto turismo e non ci sono percorsi turistici.Li svilupperemo! 8)Infine le chiediamo di lasciarci un messaggio.

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Infine ci ha detto di non abbandonare i nostri sogni. I sogni rendono grandi le nostre vite!

note di MATTEO ID Ortona costituita da cielo e mare e terra e ha una grandissima biodiversit Ci sono delle colture autoctone tra le quali la famosissima uva pergolone, le capanne pergolate, la pesca e, tra i fiori spontanei, le ginestre che sono fiori gialli spugnosi che fioriscono in primavera ed estate. ovunque ulivi e viti ma anche, accanto ad esse, vegetazioni spontanee. Le api stanno scomparendo nel mondo per concimi chimici e diserbanti usati in agricoltura... saremo costretti ad impollinare noi i fiori? La COSTA DEI TRABBOCCHI una costa verde bellissima dove i terreni coltivati a vite e olivo arrivano fino al mare. Per produrre olio DOP occorrono 5o per cento di olivo gentile, 40 per cento di leccino e 10 per cento di altre culture e frantoi tradizionali

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domenica 18 novembre 2012

1f 1d - Il C.A.I. a scuola
Ieri 17 Novembre il C.A.I. Ortona ha fatto visita alla classi prima D e prima F per parlarci ancora di BIODIVERSITA', ECOSISTEMI, MUTAZIONI E CAMBIAMENTI delle specie esistenti in natura e in particolare nel territorio della Majella e della Costa dei Trabocchi! Ringraziamo la dott ssa Angela Faraone che ha intrattenuto le classi con una lezione davvero interessante. I ragazzi sono intervenuti manifestando le loro curiosit con l' entusiasmo di sempre, dimostrando ancora una volta di essere quella futura generazione sulla quale noi adulti di oggi "possiamo contare"! Sta a noi comunque l'arduo compito di non deluderli

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Alla fine della "lezione partecipata" di Angela, la Presidente del C.A.I di Ortona dott ssa Patrizia Dragone ha illustrato ai ragazzi le finalit, gli impegni, gli appuntamenti in montagna dei soci C.A.I. invitando i piccoli a farsi promotori presso le famiglie di una loro partecipazione alla vita e alle iniziative dell' associazione! Anche a Lei il nostro sincero ... "grazie"!!

Vuoi saperne di pi? Basta un click qui sotto http://www.caiortona.it/index.html

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commenti:
LA CONFERENZA CON IL CAI di GIUSEPPE I F Oggi, 17 novembre 2012, abbiamo partecipato ad una conferenza con il CAI (Club Alpino Italiano). Angela ci ha parlato della biodiversit dicendoci che "linsieme di tutte le forme viventi geneticamente diverse e degli ecosistemi ad essi correlati." Le diversit della vita sono le specie e le razze o variet di specie selvatiche e domestiche esistenti. Gli ecosistemi offrono spazi vitali per le specie vegetali e animali. Alcuni ecosistemi sono: il deserto, lAntartide, il mare, loceano, i fiumi, i laghi, le foreste pluviali e tropicali. Le specie sono le componenti viventi degli ecosistemi. A volte una specie pu scomparire senza che lo si noti. Se a scomparire sono per determinate specie chiave, lintero sistema diventa instabile: lo spazio vitale si modifica anche per altri organismi e con esso possono andar perdute prestazioni dimportanza vitale. Le specie comunque non scompaiono da un giorno allaltro. Prima di estinguersi alcune specie possono rimanere per decenni nelle "Liste rosse" delle specie minacciate. Una ricca variet di piante coltivate e di animali addomesticati alla base della biodiversit agricola.
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I boschi impediscono le alluvioni e riducono le erosioni. I predatori naturali tengono sotto controllo la crescita di alcune specie. Lintegrit di piante, animali e ambiente garantisce alcune componenti essenziali della natura. Pi tardi ha iniziato a parlare la presidente del CAI. Lei ci ha detto che il CAI un associazione con una storia di 150 anni.L'associazione stata costituita il 23 ottobre del 1863. Il CAI si occupa di: andare in montagna e di organizzare uscite alpinistiche, escursionistiche e speleologiche; organizza e gestisce corsi daddestramento per le attivit alpinistiche, sci-alpinistiche, escursionistiche, naturalistiche; prepara gli istruttori e tutti gli operatori; si occupa del tracciamento, della realizzazione e della manutenzione dei sentieri; della realizzazione, della manutenzione e della gestione dei rifugi alpini e dei bivacchi dalta quota. Gli interventi, di cui ho fatto la sintesi ( perch la prof ci dice sempre di non scrivere pi di 150 parole!) sono stati molto interessanti!

LORENZO Oggi,sabato 17 novembre, sono venuti a scuola alcuni membri del C.A.I. spiegandoci la biodiversit e la loro associazione. La biodiversit comprende tutti gli esseri che vivono in un ecosistema da cui dipendono e questo ecosistema ha funzioni vitali per l'uomo; mi spiego con un esempio: se non ci fosse pi il mare non potremmo sopravvivere perch verrebbe a mancare "il ciclo dell'acqua" e senza acqua e senza bere ci disidrateremmo. Le specie sono dei componenti che vivono negli ecosistemi,esse
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non scompaiono in modo improvviso ma in modo lento e non evidente. A volte una specie pu scomparire senza che la si noti e senza che l'intera rete della vita perda la propria funzionalit ma senza quella specie l'intero ecosistema diventa instabile. Il C.A.I. nato a Torino,esso in relazione con la biodiversit perch ha lo scopo di difendere il territorio montano dove organizza delle meravigliose escursioni per gli associati. le riflessioni di DANIEL L'uomo sta inquinando tutta la terra e gli effetti sono catastrofici. Infatti l' ecosistema terrestre in grave pericolo e noi abbiamo il dovere di salvarlo, specialmente certi animali o vegetali in via estinzione come il panda o la tigre. Le foreste sono inoltre un bene da salvare perch ci danno ossigeno e ci proteggono da catastrofi naturali mentre ricoprono solo una percentuale minima della superficie terrestre. quello che far: 1) far mio l' obiettivo degli ambientalisti, quello che mi piace di pi, che quello di salvare l' ambiente; 2)alcuni animali potrebbero scomparire per sempre a causa dell' inquinamento e allora non dovr pi inquinare; 3) sar attento a leggere le notize sulle specie che si stanno estinguendo; 4) proporr di salvare le specie di animali proteggendo la natura; 5) andr con il CAI se me lo permetteranno. MATTIA Venerd 17 novembre 2012, a scuola, sono venute Angela e la presidente del C.A.I. (Club Alpino Italiano).
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Angela ci ha spiegato cos' la biodiversit e ci ha detto che l'insieme di tutte le forme viventi e degli ecosistemi ad essi correlati. Questi ultimi sono molto importanti perch, all'interno, vi vivono gli eseri viventi. Noi, per, li stiamo distuggendo per fare spazio alle strade, industrie, citt ... Cos uccidiamo gli animali e le piante e, se sono specie chiave, pu scomparire l'intero sistema. Poi, la prsidente del C.A.I., ci ha detto che il C.A.I. un'associazione che si occupa di organizzare escursioni in montagna in totale sicurezza. E' nato il 23 ottobre 1863 e, infatti, l'anno prossimo compier 150 anni. Inoltre il C.A.I. si occupa anche del tracciamento di sentieri e della realizzazione e manutenzione dei rifugi e dei bivacchi d'alta quota. Io conosco e amo la montagna perch il mio pap un "alpino"!

note di Matteo O. 1^d In natura esiste 1. la biodiversit genetica 2. la biodiversit di specie 3. la biodiversit di ecosistema La biodiversit genetica si riferisce alle differenze del patrimonio genetico allinterno di una specie. Le caratteristiche visibili degli organismi viventi, come ad esempio il colore degli occhi e del pelo nei gatti, sono esempi di variet a livello di geni all'interno di ogni singola specie. La Biodiversit di specie si riferisce generalmente alla diversit delle specie di animali o piante in un determinato ambiente, dove per specie si intende un gruppo di organismi che si possono incrociare tra di loro dando
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origine ad una prole. La Biodiversit di ecosistemi si riferisce alla variet di ambienti in una determinata area naturale. per esempio, la specie indica la specie degli animali selvatici; il genetico le razze e le variet; gli ecosistemi il luogo dove le specie vivono cio l' acqua e boschi. Ogni specie ha una funzione particolare all'interno di un ecosistema. Contribuiscono alla fertilit dei suoli, all'impollinazione delle piante... alla purificazione dell'aria e dell'acqua,al controllo della pioggia o della siccit e di altri disastri ambientali. Ovviamente tutte queste importanti funzioni sono fondamentali per la sopravvivenza umana. La biodiversit come un grande serbatoio da cui luomo pu attingere per ricavare cibo, prodotti farmaceutici e addirittura cosmetici. Questo aiuta a capire meglio l'importanza della conservazione della biodiversit, soprattutto per quanto riguarda l'agrobiodiversit, cio la diversit delle produzioni agricole. la biodiversit non offre solo cibo( raccolti, bestiame e pesce ) ma ha un'importanza fondamentale per la medicina. Tantissime specie di piante sono utilizzate per scopi medicinali sin da antichissimi tempi. la biodiversit ha un notevole ruolo anche nell'industria per la produzione di fibre tessili, legno per costruzioni e produzione di energia. la biodiversit fonte di ricchezza anche nel settore turistico e delle
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attivit ricreative: la natura selvatica e la presenza di animali, infatti, attira ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo.

Le minacce alla biodiversit si possono riassumere in questi principali punti: 1.Alterazione e perdita degli habitat per la trasformazione delle aree naturali 2. Introduzione di specie esotiche e di organismi geneticamente modificati 3. Inquinamento 4. Cambiamenti climatici 5. Sovrasfruttamento delle risorse come, ad esempio, sta accadendo per sardine, aringhe, merluzzo, tonno e per molte altre specie che luomo cattura senza lasciare il tempo agli organismi di riprodursi.

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luned 19 novembre 2012

I Trabocchi di MATTEO C. classe 1^f

"una macchina che pareva vivere di vita propria" da Gabriele D'Annunzio

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commenti:
"Un consumo responsabile e lattenzione alla sostenibilit ambientale" sono i primi passi per la conservazione della biodiversit nel nostro territorio. La costa dei Trabocchi ricca di biodiversit e ha una storia millenaria. Accanto all'agricoltura, anche la pesca stata praticata dalla notte dei tempi. ... ma il mare una risorsa che dobbiamo usare solo a patto di proteggerla. Questo si propongono le iniziative attuali della Camera di Commercio o delle Associazioni sul territorio come Slow Food: mettono a disposizione di tutti un tempo e un posto per imparare, scambiare informazioni e diventare tutti pi consapevoli e, in fondo, pi felici. Emanuele e Riccardo 1 D

I TRABOCCHI di Mattia, Eduart, Matteo O. I trabocchi sono un elemento tipico delle coste abruzzesi. Consentono di pescare in mare stando sulla terraferma e conservano le antiche tradizioni e i riti di una volta. Nel Parco Regionale della Costa dei Trabocchi ci sono vere e proprie meraviglie paesaggistiche. Dei tanti trabocchi presenti nel parco, solo uno ancora utilizzato per la pesca: gli altri sono usati per scopo turistico ed alcuni sono dei ristoranti. Ogni anno l'associazione "Cala Lenta" riunisce pescatori e contadini, traboccanti e artigiani del gusto, ristoratori e vinaioli, per raccontare l'ideale intreccio di acqua e terra, di mare e montagna. In tre giorni si conosce l'universo ittico e si offrono a grandi e piccini i
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piatti e le risorse dell'enogastronomia della Costa dei Trabocchi; si pu apprezzare la biodiversit e trascorrere una magica cena sul trabocco.

Mi capitato di vedere sorgere lalba una mattina di un giorno destate. Lho vista che arrivava sul mare della costa di Ortona; allinizio il sole era color porpora, poi si schiarito ed diventato rosa-arancione. Piano piano che si alzava nel cielo, il sole diventava sempre pi grande ...il suo colore cambiava fino a diventare giallo splendente ... rest di questo colore ancora per poco, fino a quando divent giallo opaco, segnando linizio della giornata. Fiorenza

I paesi della Costa dei Trabocchi di Fiorenza Il lido di Casalbordino, dove si trovano i ricchi boschi di San Savino e Don Venanzio, vicino a Vasto, lantica Historium,ricca di monumenti; tra queste due cittadine c Punta Aderci, riserva regionale che perfetta per gli appassionati di birdwatching, bagni e immersioni. San Salvo San Salvo nasce sulle sponde del fiume Trigno; la sua memoria storica raccolta nella Casa della Cultura dove ci sono reperti storici, eppure il monumento principale del centro storico la chiesa di San Giuseppe. Lanciano Lanciano tra le pi affascinanti citta dellAbruzzo che lha vista centro per le Fiere gi durane il Medioevo; tra le sue bellezze artistiche c la Cattedrale e poco distante le chiese di San Biagio, Santa Maria Maggiore e San Agostino. In corso Roma c la chiesa di San Francesco dove

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accadde il miracolo eucaristico .

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marted 20 novembre 2012

Il messaggio di MARIA B. classe 1^ D

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mercoled 21 novembre 2012

La spremitura delle olive con il metodo tradizionale di GIUSEPPE DiB. CLASSE 1^f

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guarda il video https://docs.google.com/open?id=0BzMrZzk9CEWdN3lzdXJDd0Y0ejQ

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gioved 22 novembre 2012

1^ D & F ancora istantanee e commenti


http://prezi.com/46ngpd9vr2um/da-una-visita-al-giardino-botanicodel-cai/?auth_key=5661b76518a2f7ee94e98e08781018ccbff91874 puoi anche vedere la presentazione con Prezi

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luned 26 novembre 2012

1^ D&F La nostra intervista

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commenti:
Questa estate Cala Lenta, la manifestazione itinerante dedicata alla cultura marinara abruzzese ed alla scoperta delle bellezze paesaggistiche della costa dei TRABOCCHI, ha avuto un grande successo. E' stata una manifestazione per raccontare "lintreccio di acqua e terra", di mare e montagna, di tradizioni ed innovazioni. Pescatori e contadini, traboccanti e artigiani ed ancora ristoratori, vignaioli, produttori anche questanno hanno fatto parte della
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squadra di Cala Lenta che tornata a parlare di territorio e della sua tutela e lo ha fatto iniziando dai Trabocchi, queste caratteristiche macchine da pesca capaci di resistere alla forza del mare e che hanno ospitato magiche cene sullacqua che hanno fatto riflettere sulla salvaguardia del mare, la valorizzazione della piccola pesca nonch delle meraviglie paesaggistiche della Costa dei Trabocchi, ora Parco della Costa Teatina. Incontri, convegni, laboratori hanno raccontato il territorio Abruzzese scoprendone la ricchezza culturale ed ambientale e facendoci ragionare sulla necessit di uno sviluppo sostenibile per il nostro futuro senza dimenticare ci che la costa ha rappresentato nei tempi passati. Giorgia e Alice 1 F

Cala Lenta 2004 - 2011 Cala Lenta un marchio registrato di Slowfood Lanciano abbiamo letto, durante un laboratorio, un articolo sulle manifestazioni organizzate da questa associazione e ne abbiamo riportato sopra alcuni passi, quelli che abbiamo trovato pi interessanti per noi. Ci sembrata una bella manifestazione e abbiamo voluto condividere anche in questo post quello che abbiamo letto, magari in un prossimo futuro anche il Comune di Ortona si far promotore e partecipe dell'iniziativa o di una manifestazione analoga! Giorgia e Alice
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GIORGIA B. E FIORENZA ID Vogliamo aggiungere anche che i trabocchi sono simbolo di cultura e di storia per tutto l' abruzzo. Queste strutture sono tenacemente aggrappate al mare quanto alla terra. Li,uomini e donne hanno saputo trarre il loro sostentamento dalla pesca e dalle coltivazioni tramandando le loro tradizioni per secoli. L'ssociazione slow food ha avuto il merito di proporre, dalla prima edizione di cala lenta,un percorso di conoscenza del patrimonio enogastromico e di quello ambientale e naturalistico,patrimonio che si estende per 30 km di fascia litoranea. Il percorso ha coinvolto non solo la costa ma anche il paesaggio rurale dell' entroterra. La camera di commercio di Chieti ha appoggiato l'iniziativa perch ha posto lo sviluppo del comprensorio della costa dei trabocchi tra gli obiettivi prioritari delle sue azioni nel territorio provinciale.

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mercoled 28 novembre 2012

il messaggio di Marianna e ...

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Vuoi provare anche tu a postare il tuo messaggio?

commenti:

Bravissima, Marianna!
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molto bello anche il tuo uso personalizzato del PowerPoint,riesci ad esprimere la tua personalit in ogni cosa che fai! DANIEL 1^F Alcune mie riflessioni sulla "Biodiversit" L' uomo danneggia molto la biodiversit e l' ambiente soprattutto con l' inquinamento. Usa anche molta energia che non infinita ma gli scienziati stanno cercando di creare una infinita fonte di energia pulita facendo fondere 2 o pi atomi come avviene nelle stelle, questo processo si chiama fusione; sfortunatamente gli scienziati hanno capito come funziona ma non sono ancora riusciti a riprodurre questa energia in modo controllato e stabile. Se ci riuscissero, l' umanit avrebbe una fonte di energia illimitata (infinita)! All' uomo fanno anche molto schifo i vermi ma quelli sono i decompositori che ci fanno soppravvivere perch fanno crescere piante che ci danno ossigeno e fanno anche soppravvivere erbivori, carnivori e onnivori.

LORENZO La biodiversit ha tre aspetti fondamentali:l'ecosistema,l'habitat e la catena alimentare, quest'ultima parte dal concetto di preda e predatore. Se una specie va in estinzione la catena alimentare rompe il proprio equilibrio.Essa strutturata in modo tale che nulla viene sprecato. Della catena alimentare fanno parte i produttori cio le piante che utilizzano acqua e anidride carbonica,i consumatori(gli erbivori e i
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carnivori).In ultimo ci sono i decompositori cio i funghi o parassiti che rendono possibile l'inizio della catena. Si pu concludere quindi che tutto ci l'anello della biodiversit. Le montagne del nostro appennino costituiscono un habitat ricco di biodiversit dove troviamo i lupi,gli orsi,le aquile,le linci e i camosci.Il lupo spesso chiamato"nemico dell'uomo",esso un carnivoro della famiglia dei canidi.Sono state studiate 40 specie diverse e 5 sottospecie,caratterizzate dalla dieta e dall'habitat.Essi vivono in branchi,hanno una struttura sociale con a capo la coppia alfa.Vivono in branchi di massimo 20 unit,dipende dalla quantit di cibo e dall'habitat in cui vivono. Il lupo un animale oleartico che vive nei posti freddi ed originario del nord America e dell' Europa centrale. Negli anni '70,in Italia,ha quasi rischiato l'estinzione ma negli anni '80 si avuto un incremento della specie.Oggi sono stati censiti almeno 500/600 unit. I rischi e le minacce del lupo sono dovute al bracconaggio,l'identit genetica,il randagismo canino,l'attivit venatoria,i conflitti con la zootecnia,la qualit dell'habitat,la forma e la frammentazione areale.

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venerd 30 novembre 2012

Considerazioni finali
LORENZO La biodiversit il risultato di tanti cambiamenti avvenuti nei secoli. All'inizio la biodiversit non aveva incluso i fattori ambientali,le societ avevano strutture agricole o preindustriali,c'era un grande riciclaggio e riutilizzo dei rifiuti residuali. Essi erano recepiti e smaltiti nel ciclo naturale. Nei tempi pi recenti tutto cambia in funzione del denaro con delle conseguenze.La crescita della popolazione e dell'urbanizzazione fa si che ci sia un aumento dei consumi e dei rifiuti. Questo ha portato alla rottura del ciclo iniziale perch l'uomo preleva le risorse naturali e ne sconvolge l'equilibrio. Un singolo uomo oggi consuma tantissima energia rispetto all'uomo della societ pre industriale. Anche gli animali riescono a modificare il loro ambiente.Per l'uomo,grazie all'evoluzione culturale,modifica in breve tempo e in modo impressionante l'ecosistema. Persino le terre vengono modificate costruendo terrazzamenti e facendo coltivazioni intensive. La biodiversit tutta l'esistenza e la variabilit tra gli esseri viventi tra le terre emerse e il mondo marino.L'estinzione delle specie animali e vegetali un fenomeno in fortissima crescita.Questo ci fa capire quanto sia importante salvaguardare il nostro ecosistema. Si sta tentando,con le coltivazioni biologiche, di salvaguardare la
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biodiversit. Certamente questa una delle possibilit concrete ... spero veramente che nel mio territorio l'attenzione per l'ambiente e la salvaguardia della biodiversit siano condivise da un numero sempre maggiore di contadini, imprenditori e gente comune.

Ancora Lorenzo 1^f Stiamo per concludere l'interessante progetto. Abbiamo imparato sicuramente molte cose, solo per citarne qualcuna ora sappiamo che sulla Majella ci sono i tholos,costruzioni in pietra viva usate in passato per ripararsi dal freddo con il proprio bestiame durante la transumanza; un'altra bellezza delle nostre montagne sono gli eremi,monumenti o chiese usate in passato dai monaci in cerca di luoghi remoti e isolati dal resto del mondo,questi ukltimi si possono trovare tra i percorsi pi difficili e infidi tra quelli turistici. Tra le cose pi importanti non solo per il turista che arriva nel parco nazionale della Majella ma per chiunque ami e rispetti la natura, ci sono le bellezze floro-faunistiche,infatti troviamo spettacolari faggete,il pino muco,la genzianella,i ginepri. La fauna del parco altrettanto importante,ci sono lupi,cerbiatti,cervi,orsi,aquile reali. L'istituzione dei parchi nazionali ha fatto si che vengano protette le specie animali e vegetali dalla mano dei bracconieri e dal disboscamento indiscriminato ed oggi la nostra regione considerata la regione dei parchioregione verde. Siamo arrivati alla Costa dei trabocchi passando per colline e valli coltivate e tra le coltivazioni DOP abbiamo conosciuto e apprezzato la Gentile di Chieti ... e sulla costa siamo rimasti affascinati dai Trabocchi, la loro storia e il loro pescato...
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Mi auguro che le aree protette diventino sempre pi estese e che anche la Costa dei Trabocchidi sia per sempre tutelata da politici illuminati e gente comune che ama la propria terra e non vuole che la biodiversit attuale sia nel futuro solo un ricordo da cartolina!

Matteo 1^ d Questo anno ho iniziato una nuova avventura alla scoperta della biodiversit. Ho visto diversi fiori e piante come le piante grasse come i cactus , quelle succulenti , velenose come le bacche viola e rosse . Abbiamo incontrato Gianluca del CAI e il dottor Giannicola di Carlo che ci hanno parlato di Ortona e della biodiversit nel nostro territorio, delle coltivazioni autoctone come delle piante spontanee,dei pergolati come delle ginestre e poi dell' allevamento e della pesca . Abbiamo scoperto anche che purtroppo oggi le api stanno scomparendo perl'uso indiscriminato di prodotti chimici e diserbanti. Poi c anche la bellissima e verde COSTA DEI TRABBOCCHI e proprio da questa costa e dal nostro porto di Ortona salpano le navi che trasportano i nostri vini. Con la dottoressa Orlandi abbiamo visto le diverse specie di animali in estinzione e i diversi tipi di cereali come orzo , grano e legumi . Le nostre insegnanti di Geo e Scienze ci hanno guidato nelle nostre piccole e grandi scoperte ... e ora tutti noi siamo consapevoli che

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non dobbiamo mai smettere di sognare un mondo sempre pi pulito e "sostenibile".

MATTIA 1^d Mi piaciuto molto il progetto sulla biodiversit. In questi mesi abbiamo fatto un percorso didattico con le nostre insegnanti di Geo e Scienze e con la presidente dell'associazione Experio, con esponenti del CAI, con l'Assessorche agricole del nostro Comune e anche con i nostri genitori che abbiamo coinvolto nelle nostre scoperte! Abbiamo parlato della biodiversit ad Ortona e in Abruzzo. Siamo molto fortunati perch la nostra zona molto ricca di biodiversit. Abbiamo, infatti, la costa, e quindi pesci in abbondanza come il merluzzo, ma anche la collina, con l'agricoltura e l'allevamento di animali. Insomma, Ortona ricca di risorse. Siamo stati al giardino botanico del C.A.I.; abbiamo visto anche la vegetazione tipica di Ortona e della costa: la macchia mediterranea che purtroppo sta sparendo. Abbiamo navigato in Internet scoprendo i tholos e i tratturi e la transumanza. A scuola l'assessore alle politiche agricole di Ortona, il dottor Giannicola Di Carlo, ci ha parlato dell'agricoltura , della pesca, della costa dei Trabocchi, del turismo ma a scuola sono venute anche la presidente del C.A.I. ed una collaboratrice. Mi piaciuto molto questo progetto, soprattutto perch a me piace molto la natura.

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MICHELA 22.1^d Quest'anno abbiamo iniziato una nuova esperienza con il progetto sulla "biodiversit" . Le nostre prof sono state affiancate da "esperti" del territorio: la dottoressa Orlandi, dell'associazione Experio, ci ha parlato di biodiversit facendoci anche vedere dei video molto interessanti. Per approfondire siamo andati al Cai, qui abbiamo potuto osservare piante particolari che abbiamo conosciuto attraverso le parole di guide del Club Alpino Italiano. L'assessore Giannicola di Carlo ha approfondito le nostre conoscenze parlandoci principalmente di Ortona e del progetto "Ortona Chimical Free". Nel nostro viaggio virtuale siamo partiti dal parco nazionale della Majella fino ad arrivare alla costa dei trabocchi.E' stato un viaggo virtuale...molto interessante!

L'esperienza pi significativa per me stata quella del Cai, dove ho potuto osservare da vicino piante molto particolari di cui non sapevo l'esistenza e ho anche scoperto le loro caratteristiche.Qui ho imparato nuove cose divertendomi! Complessivamente l'esperienza stata magnifica e divertente.

Riflessioni conclusive sul progetto La Biodiversit nel cuore dell Abruzzo: dal parco nazionale della Maiella alla costa dei Trabocchi di Maria 1^d
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Quest anno abbiamo iniziato una nuova avventura. Ogni marted abbiamo incontrato personaggi esperti sulla biodiversit. Il fine stato quello di conoscere il parco nazionale della Maiella e la costa dei trabocchi. L esperienza pi bella che ho vissuto stata quando, armati di macchina fotografica, registratore, carta e penna e sotto la guida delle nostre insegnanti di geografia e scienze e la presidente dell associazione EXPERIO, archeologa ed esperta nel campo della biodiversit, siamo andati all Orto Botamico del Cai. L ci aspettava Gianluca, che ci ha spiegato e fatto vedere tantissime piante, di cui io non conoscevo neppure l esistenza. Nell orto botamico del Cai era bellissimo, si sentiva il cinguettio degli uccelli che si rifugiavano sugli alberi, c erano tantissime piante, piante di ogni tipo :da quelle aromatiche a quelle grasse .In particolare mi ricordo l alloro che fa parte della macchia mediterranea e l oleandro: stata un esperienza bellissima ! MATTIA 1^d In questi mesi abbiamo fatto un percorso didattico insieme alla presidente dell' associazione Experio e ia nostri insegnanti di geografia e scienze. Abbiamo parlato della biodiversit ad Ortona e in Abruzzo. Siamo molto fortunati perch la nostra zona molto ricca di biodiversit. Abbiamo, infatti, la costa, e quindi pesci in abbondanza come il merluzzo, ma anche la collina, con l'agricoltura e l'allevamento. Insomma, Ortona ricca di risorse. Abbiamo fatto una uscita didattica al giardino botanico del C.A.I.. Abbiamo visto che ci sono tre tipi di piante: piante grasse, piante succulente e piante aromatiche; abbiamo visto anche la vegetazione tipica del territorio e della costa: la "macchia mediterranea". Ho scoperto che l'Italia l'unica in Europa ad avere questa vegetazione
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che purtroppo sta sparendo. Abbiamo fatto una ricerca sui tholos e i tratturi, per scoprire come avveniva la transumanza. A scuola l'assessore alle politiche agricole di Ortona, il dottor Giannicola Di Carlo, ci ha parlato dell'agricoltura ad Ortona e dell'importanza della biodiversit. Ha detto anche che Ortona fa parte della Costa dei Trabocchi e che, anche per questo, c' molto turismo. A scuola sono venute anche la presidente del C.A.I. ed una collaboratrice. Mi piaciuto molto questo progetto, soprattutto perch a me piace molto la natura. Mi piacerebbe diventare un membro del C.A.I. e, chiss, diventare anche una guida. Vorrei che non si inquinasse l'ambiente, ma, come tempo fa, si respirasse aria pulita e gli animali ritornassero nelle montagne. Oggi, infatti, i nostri monti si stanno spopolando a causa dei bracconieri e delle fabbriche: l'orso marsicano ormai quasi estinto, i camosci se ne sono andati e i lupi non si vedono pi, ma l'ente parco sta lavorando bene e sono sicuro che questi animali non si estinqueranno e ritorneranno. Chiara 1^d Durante le ore di laboratorio di geo scienze abbiamo parlato della biodiversit. Allinizio sembrava una lezione non importante, ma dopo aver scoperto che cos la biodiversit ci siamo subito interessati. In questi primi mesi di scuola media abbiamo affrontato questo progetto con visite e spiegazioni con laiuto della dottoressa Maria Luisa Orlandi che fa parte dellAssociazione Experio. Le esperienze affrontate fin ora ne sono tante: c la visita allOrto Botanico del C.A.I. unassociazione che protegge le piante in via di estinzione. Poi venuto a farci visita lAssessore delle
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politiche agricole che ci ha spiegato alcune ricchezze del territorio ortonese. Ma quella che stata pi significativa per me lultima esperienza che abbiamo fatto. Alcune persone del C.A.I. ci hanno portato a scuola con un bellissimo video sulla nascita della Terra;successivamente ci hanno mostrato un altro video riguardante la biodiversit e spiegato che essa molto importante soprattutto in montagna e sulle coste. Queste esperienze sono state organizzate grazie alle nostre professoresse di geografia e scienze Sanvitale e Borrelli che hanno organizzato visite e incontri didattici sulla biodiversit. Ringrazio molto le nostre professoresse ed i miei compagni della 1^D con i quali ho vissuto queste esperienze!

ALBERTA Abbiamo da poco terminato il nostro progetto e ci siamo arricchiti molto . Siamo partiti dalla Majella e siamo arrivati fin alla costa dei Trabocchi . Ci sono molte persone che ci hanno accompagnato in questo viaggio: dal signor Mino del C.A.I. che ci ha fatto conoscere molte piante tropicali e autoctone ; poi la signora Marialuisa Orlandi che ci ha aiutato a capire com' fatto il territorio della Mayella e a conoscere la fauna e la flora di questa montagna molto particolare ; abbiamo conosciuto anche l'assessore Di Carlo a cui abbiamo fatto tante domande per capire cosa ne pensasse circa l'agricoltura ad Ortona e abbiamo raccolto molte informazioni dalle sue parole ; abbiamo conosciuto la presidente del C.A.I accompagnata da una geologa ed entrambi ci hanno invitato ad iscriverci a questa organizzazione ; ed infine sono state sempre con noi nei nostri spostamenti, virtuali e non, le nostre professoresse di scienze ( Borrelli ) e di geografia (Sanvitale) . Mi piaciuto tutto specialmente la visita all' orto botanico del C.A.I
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. Abbiamo scoperto che quell' edificio fu costruito dagli inglesi come asilo . Lo avevamo capito dalla costruzione fatta in legno sicuramente non tipica di Ortona . Nell' orto c'erano diverse sezioni : da quella per le api a quella a crescita selvatica . Infine una sezione che mi piaciuta particolarmente quella delle piante aromatiche come la lavanda , la menta e altre piante molte profumate . Abbiamo anche visto sulla Lim paesaggi e aspetti della Majella,interessante, per esempio, stato sorprendente incontrare il lupo, l'animale simbolo della Majella! Questo animale ha paura dell' uomo e la prof Borrelli ci ha spiegato che attacca solo quando ha fame. In molti casi si tratta invece di cani selvatici che, non avendo paura degli uomini li attaccano. A causa di questo equivoco i lupi sono stati perseguitati per anni . Essi sono in via d'estinzione sia per il bracconaggio che per l'accoppiamento lupo-cane. Ilupi si muovono in branco,guidati dalla coppia alfa, una coppia di lupi che sono i capi. Tutto il branco porta rispetto verso la coppia alfa che ha il diritto di saziarsi per prima quando un lupo del branco caccia la preda. Questo progetto mi ha fatto scoprire che l' Abruzzo molto ricco di flora e di fauna e di paesaggi bellissimi che aspettano solo di essere ammirati e "salvaguardati" perch anche le generazioni future ne possano godere!.

GIORGIA, primaf Siamo arrivati alla costa dei trabocchi la fine di questo progetto fantastico, ho imparato tante cose nuove che mi saranno utili in tutto l arco scolastico. Dalla montagna al mare dalla Maiella ai trabocchi.
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Questo progetto stato divertente perch abbiamo iniziato a navigare in un mondo bellissimo quello di INTERNET ma non solo, anche perch abbiamo fatto uscite scolastiche nel nostro territorio per parlare di BIODIVERIT con persone che se ne intendono ma soprattutto che ci sanno trasmettere il concetto di biodiversit, che all inizio del progetto non sapevo neanche che esisteva. Devo dire che anche a scuola sono venuti esperti, ma anche le professoresse sono state bravissime con i loro video foto e schemi a spiegarci il significato di biodiversit. Lorenzo, primaf Ho capito l'importanza di rispettare la catena alimentare! La biodiversiit un ciclo pefetto, infatti i predatori se non uccidessero tutte le prede anche per loro ci sarebbero dei problemi.Un esempio che nel 1.905, quando le alci arrivarono su un'isola canadese si riprodussero a dismisura diventando talmente tanti a causa della mancanza dei predatori,consumando tantissima vegetazione e ancora nel 1.948 le alci diminuirono perch avevano mangiato tutte le piante. Dopo arrivarono sull'isola anche i lupi,le alci al posto di estinguersi diventarono numerosi perch era stata ristabilita la catena alimentare e per il fatto che aggredivano solo i vecchi,i malati e i piccoli per il motivo che un'alce forte ha la potenza di uccidere un lupo Questo fenomeno si chiama selezone naturale quando i pi forti vengono risparmiati. Il lupo si trova nei boschi perch si pu nascondere e quindi non pu essere cacciato,di giorno si nasconde nel bosco,nella notte esce dal bosco e va a caccia. Un grande problema del lupo creato dall'uomo l'inquinamento dei boschi che provoca l'attenuazione della caccia,l'impoverimento del branco e l'insorgenza della confidenza nei confronti dell'uomo.Per i lupi le aree protette sono un bene perch non c' la
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caccia e l'inquinamento.Nel 1.906 fu decretata una riserva nazionale per i cervi ed era legale uccidere i lupi per far sopravvivere i cervi senza predatori,i cervi cos aumentarono a 100.000 unit cos la vegetazione scomparve come nel 1.948.Questi esempi indicano la lezione che l'uomo non deve sconvolgere la catena alimentare composta da produttori,consumatori e decompositori. Lorenzo 1^f Riflessioni conclusive sul progetto La biodiversit nel cuore dell'Abruzzo: dal parco nazionale della Majella alla costa dei trabocchi Stiamo per concludere l'interessante progetto. Questo ci ha fatto imparare molte cose. Sulla Majella ci sono i tholos,impalcature che i pastori abruzzesi usavano in passato per ripararsi dal freddo con il proprio bestiame durante la transumanza;un'altra bellezza del nostro monte sono gli eremi,monumenti o chiese usate in passato dai monaci in cerca di luoghi remoti e isolati dal resto del mondo: essi si possono trovare tra i percorsi pi difficili e infidi tra quelli turistici. Tra le cose pi importanti per il turista che arriva nel parco nazionale della Majella ci sono le bellezze florofaunistiche,infatti troviamo spettacolari faggete,il pino muco,genzianelle e ginepri. La fauna del parco altrettanto importante,ci sono i lupi,cerbiatti,cervi,orsi,aquile reali... L'istituzione dei parchi nazionali ha fatto si che vengano protette le specie animali e vegetali dalla mano dei bracconieri e dal disboscamento indiscriminato ed oggi la nostra regione considerata la regione dei parchioregione verde. Siamo poi scesi a valle e qui abbiamo scoperto campi coltivati e prodotti autoctoni, fino ad arrivare alla nostra Costa dei trabocchi, con la sua gente di mare, il pescato di ieri e di oggi e i trabocchi
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ricchi di fascino e di poesia. Mi auguro che le promesse dei politici non siano solo parole ma che, con i fatti, dimostrino quanto importante la tutela del nostro territorio, certamente uno dei posti pi significativi d'Italia, almeno per noi e sicuramente per le generazioni dopo di noi.

VASCO 1^ F Abbiamo concluso da poco il nostro progetto sulla Biodiversit, stato un viaggio bellissimo, ci hanno accompagnato, oltre alle nostre professoresse, altre figure (forse non le dir) fino ad arrivare a vedere l'assessore alle politiche (lui per si). Siamo partiti dalla Majella poi abbiamo scoperto alcuni territori dell'Abruzzo,le zone montane Abruzzesi con i Tholos; abbiamo scoperto anche i cibi tipici dell'Abruzzo. Poi siamo scesi un po' pi a valle e abbiamo conosciuto la flora e la fauna del Parco della Majella. Abbiamo visto molti video sulla biodiversit e dopo ci hanno chiesto che cosa significa biodiversit per noi, tutti abbiamo risposto qualcosa di diverso e abbiamo pubblicato le nostre risposte sul blog scolastico. Poi siamo andati al giardino (o orto) botanico del C.A.I.(club alpino italiano) e abbiamo visto moltissime piante, tra le quali una chiamata stracciabraghe,dal nome dialettale straccia=strappa braghe, perch ha cos tante spine che se ci passi davanti ti pu strapparti le braghe. Abbiamo scattato quasi 8.000 foto poi abbiamo fatto ognuno una relazione sulla nostra visita al giardino botanico e la nostra prof le ha pubblicate sul blog scolastico. Abbiamo fatto moltissime altre relazioni sul nostro computer.
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Dopo sono venute delle persone a spiegarci che cosa sono gli ecosistemi e a parlarci delle specie in via di estinzione. Poi, a poco a poco siamo arrivati a vedere il mare fino alla Costa dei Trabocchi. Alla fine arrivato l'assessore Giannicola di Carlo e ci ha parlato di Ortona, noi gli abbiamo fatto delle domande e lui ha risposto. Poi abbiamo trascritto le domande e le risposte con una relazione da pubblicare sul blog. Questo tutto o almeno quello che ricordo.

GIORGIA B. 1^D Mi ricordo il primo giorno di laboratorio di geo-scienze con le nostre professoresse orlanda sanvitale e giovanna borrelli e con la presenza di maria luisa orlandi dell' associazione experio; abbiamo iniziato con considerazioni sulla biodiversit nella nostra regione.I primi giorni abbiamo visto dei video sulla maiella e la costa dei trabocchi. parlando di biodiversit siamo andati a visitare l' orto botanico del C.A.I. che ospita meravigliose piante , alcune non si trovano qui , ma in un' altra parte del mondo, come una pianta del giappone. poi abbiamo avuto la disponibilit di avere a scuola l'assesore alle politiche agricole giannicola di carlo, che ci ha spiegato e rivelato moltissime cose e quello che mi rimasto in mente dopo tante spiegazioni che la cantina di ortona e quella di san zafferino hanno lavorato molti quintali di vino. abbiamo anche ospitato, nella nostra scuola alcune personalit del C.A.I. che ci hanno spiegato le loro escurzioni in montagna e ci hanno fatto vedere 2 video sulla biodiversit. infine abbiamo chiuso il nostro progetto con maria luisa orlandi che ci ha dato consigli sul nostro giornalino.
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MARIANNA 1^ F Abbiamo concluso da poco questo progetto e mi sono accorta che la Biodiversit davvero bella e molto interessante perch,secondo me,la Biodiversit fa parte sia della Storia Antica,perch bello sapere come gli antichi la trattavano,sia della Geografia,perch comunque il progetto va dal Parco nazionale della Majella fino ai Trabocchi e quindi secondo me Geografia. Abbiamo anche incontrato l'assessore alle politiche agricole,Giannicola Di Carlo, a cui abbiamo fatto parecchie domande. La mia classe,la prima f,ha fatto anche la relazione su queste domande ma io non l'ho potuta fare perch avevo perso i fogli dove c'era scritto tutto!!! La mia relazione finisce qui e spero che vi sia piaciuta!!! Mi scuso con la professoressa per aver fatto una brevissima relazione ma non sapevo pi cosa scrivere!!!

FINE

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Indice
Parte prima La Biodiversit e il Parco Nazionale della Majella

luned 8 ottobre 2012: La primaf in visita virtuale al Parco Nazionale della Majella, pag 2 luned 8 ottobre 2012: La primad e il Parco Nazionale della Majella, pag 11 marted 9 ottobre 2012: ID IF - Rural4kids - Le 4 sfide dell'uomo, pag. 20 mercoled 10 ottobre 2012: Biodiversit ... che cos'?, pag. 24 venerd 12 ottobre 2012: ID IF - itinerari di ricerca "Majella- La pastorizia", pag. 27 I THOLOS Reportage di Riccardo I D, pag. 37 mercoled 17 ottobre 2012: I D I F - Itinerari di ricerca "Majella: le origini", pag 45 mercoled 17 ottobre 2012I D I F- Percorso di ricerca- "Majella - I valloni", pag 49 gioved 18 ottobre 2012: I D I F Itinerari di ricerca " Majella- Le grotte", pag 55 Le grotte del Cavallone Reportage di Maria Pia 3^F, pag. 57 luned 22 ottobre 2012: I D I F - Una gita a Serramonacesca, pag. 59 luned 22 ottobre 2012: ID IF - da Serramonacesca sulla via del ritorno...pag. 67 luned 22 ottobre 2012: ID IF - Come comportarsi nel Parco, pag 69 luned 29 ottobre 2012: La Biodiversit ... Reportage di Giorgia I F, pag. 71

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Parte Seconda La biodiversit agricola

Reportage - Uno spettacolo unico ... di Matteo I F, pag 79 marted 23 ottobre 2012: ID I F- Itinerario di ricerca A ciascun terreno il suo seme ... pag 83 mercoled 24 ottobre 2012: I D I F - Giardino Botanico di Lama dei Peligni, pag 90 mercoled 24 ottobre 2012: Coltiviamo ... Cuciniamo la diversit, pag. 95 sabato 27 ottobre 2012: ID IF- Il lupo riporta la pecora, pag 102 luned 29 ottobre 2012: La raccolta delle olive - Reportage di Riccardo ID, pag 104 luned 29 ottobre 2012: Alberi di Ulivo - foto di Giuseppe IF, pag 105 luned 29 ottobre 2012: Dalle variet di ulivo all'olio D.O.P "colline teatine" di Giorgia e Daniel 1^f, pag. 108

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Parte Terza Dal Territorio delle valli alla COSTA DEI TRABOCCHI

gioved 1 novembre 2012: ID IF - Scendiamo a valle, pag 114 domenica 4 novembre 2012: La nostra terra ... nel Comune di Ortona di Emanuele I D, pag 122 luned 5 novembre 2012: La raccolta delle olive Reportage di Giorgia primaf, pag 132 luned 5 novembre 2012: Una giornata particolare Reportage di Elena, primad, pag 137 mercoled 7 novembre 2012: 1^ D - Visita didattica alla sede del Club Alpino Italiano ORTONA, pag 142 gioved 8 novembre 2012: La 1^f in visita al C.A.I. di Ortona, pag 154 mercoled 14 novembre 2012: Le classi 1^f e 1^d incontrano l'Assessore alle Politiche Agricole del Comune di Ortona, pag 173 domenica 18 novembre 2012: 1f 1d - Il C.A.I. a scuola, pag 189 luned 19 novembre 2012: I Trabocchi, Reportage di MATTEO C. classe 1^f, pag 197 marted 20 novembre 2012: Il messaggio di MARIA B. classe 1^ D, pag 203 mercoled 21 novembre 2012: La spremitura delle olive con il metodo tradizionale, Reportage di Giuseppe DiB. CLASSE 1^f, pag 208 gioved 22 novembre 2012: 1^ D & F ancora istantanee e commentim, pag 212 luned 26 novembre 2012: 1^ D&F La nostra intervista, pag 222 mercoled 28 novembre 2012: il messaggio di Marianna e ... pag. 233 venerd 30 novembre 2012 Considerazioni finali, pag 237

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Le nostre Insegnanti di Geografia e Scienze ci hanno guidato nelle nostre piccole e grandi scoperte ... e ora tutti noi siamo consapevoli che non dobbiamo mai smettere di sognare un mondo sempre pi pulito e "sostenibile" Matteo, primad
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Questo e-textbook La biodiversit nel cuore dellAbruzzo: dal Parco Nazionale della Majella alla Costa dei Trabocchi stato pubblicato dalla prof. ssa Orlanda Sanvitale a scopo didattico e senza alcun fine di lucro. Pu essere utilizzato e modificato, purch vi sia sempre citazione della fonte e delle fonti con cui stato costruito e purch non vi sia scopo di lucro. Ringrazio lAssociazione Culturale Experio di Ortona, lAssessore alle politiche Agricole del Comune di Ortona, il CAI per i loro interventi; ringrazio i colleghi delle classi prime D/F ed in primis la collega Giovanna Borrelli per le ore di contemporaneit Geografia-Scienze e naturalmente gli autori i nostri piccoli grandi Reporters delle classi prime d /f 20022003. Grazie anche alla Dirigente prof.ssa Diana Gallucci e al Collegio Docenti per la gestione delle attivit relative all Ampliamento dellOfferta Formativa. Grazie anche a tutto il personale non docente dellIstituto Comprensivo n 2 di Ortona Orlanda Sanvitale Ortona 15 luglio 2013
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