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Scrittura nuragica: ecco il sistema. Forse unico nella storia della scrittura.

gianfrancopintore.blogspot.it /2011/11/scrittura-nuragica-ecco-il-sistema.html zuannef rantziscu di Gigi Sanna Dedicato a Gianni Atzori, 'su maistru'. 1. La comunicazione all'Universit di Sassari. Sabato 29 Ottobre nell'Aula Magna della Facolt di Medicina, durante i lavori del Convegno interdisciplinare (1), organizzato dalla stessa f acolt, ho comunicato agli studiosi presenti, ai relatori, agli studenti e al pubblico che il codice nuragico della scrittura dell'et del Bronzo medio, f inale e I Ferro (XVI - VIII /VII secolo a.C.) non pi un mistero per la scienza epigraf ica e linguistica. Inf atti, grazie alla continua scoperta di documenti (in pietra, in ceramica, in metallo) 'scritti' che, come si pu vedere dalla mostra 'didattica' permanente di Macomer (2), hanno raggiunto e superato in 15 anni (3) il numero di 90, oggi siamo in grado di conoscere quali norme di organizzazione del testo e quali requisiti adoperarono, per pi di settecento anni, gli scribi sardi (sacerdoti) perch questo potesse essere riconosciuto come 'loro', isolano, ovvero quello dei 'domini judikes' (ardan) del tempo. E, aggiungiamo, non pochi ma numerosi requisiti, sempre o quasi sempre presenti, che rendono inconf ondibile 'quella' 'scrittura ovunque venga ritrovata, a Sud e a Nord della Sardegna cos come a Ovest e ad Est (v. cartina f ig. 1), una scrittura o codice 'alf abetico' irradiato, con ogni probabilit, dalla scuola scribale (4) della citt mercantile di T harros. La citt di T harros (Tarshosh/Tarshish ) probabile luogo della scuola scribale sarda e di irradiazione della scrittura nuragica 2. L'origine del codice ed il primo 'specimen'. Stando alla documentazione l'origine del codice pu essere def inito 'betilica' in quanto tutti (dico tutti) i requisiti o la normativa della scrittura deve essere ricercata nel rebus (nei rebus) delle cos dette statue stele (5) del Sarcidano (v. f ig. 2). E' in questi betili o pietre f alliche che si trovano i primi 'segni' organizzati, con sequenza non palese ma criptica, di Fig ura 1 quella scrittura che accompagner il popolo costruttore dei nuraghi, delle tombe di Giganti e dei Pozzi sacri per tutta la durata della sua grandissima civilt. La civilt che ebbe come Dio indiscusso il dio cananaico e poi israeliano (ebraico) 'El/Il yhh (yhwh). Civilt improntata alla ideologia dei nobilissimi f igli divini (yh) Giganti, Giudici e Tori, sovrani o 'abay', indiscussi principi dell' Isola (6).

3. La scrittura sacra o geroglifica.

La scrittura f u tutta (da quanto sinora si scoperto di scritto e di comunicativo-espressivo) 'sacra' e, cos come nella scrittura dei f araoni, tutti i segni possono essere considerati dei 'geroglif ici' (segni, 'glif i sacri') perch essi riguardano solo il Dio e i suoi f igli, la relazione intercorrente tra il supremo Toro luminoso creatore androgino (SoleLuna) e i suoi f igli Tori straordinari, giudici per lui in terra. Non si trovato in quindici anni di ricerca uno ed un solo documento di tipo laico (un elenco Fig ura 2 di oggetti, di persone, un rendiconto, un f rammento di lettera, di testo letterario, ecc.) ma solo scritte con lessico f ormulare (di radice semitica ma anche indoeuropea) inneggiante alla divinit e ai suoi f igli (bene) 4. Le scritte betiliche e le norme della scrittura. Per capire bene detta scrittura 'sacra', cio inviolabile, organica alla sacralit ed inviolabilit della Divinit, bisogna partire dal 'rebus' originario ovvero da quello che, una volta risolto, f a vedere quando (f orse anche il dove) e come i cosiddetti 'nuragici' iniziarono a comporre testi scritti con delle precise ed inconf ondibili caratteristiche. Si prenda come esempio il motivo f requente delle 'statue stele' di Laconi. Si noter, con un po' di pazienza circa la soluzione dell'enigma (7), che il 'testo' registra i seguenti aspetti (v. f ig. 3) : Il significato (fallico) del supporto La numerologia (presenza di numeri sacri significativi) I pittogrammi logografici (un segno figurativo una parola) I pittogrammi acrofonici (un segno figurativo e la consonante iniziale della parola) I segni lineari schematici Gli agglutinamenti ( due o pi segni 'legati') I determinativi La polisemia La lettura varia

Codice o sistema di scrittura dei betili (cosiddette 'statue stele') 5. La griglia circa la

5. La griglia circa la normativa ed il rispetto di questa. Ora, se noi, con un'apposita griglia, sottoponiamo alle stesse regole di composizione i documenti nuragici rinvenuti dal 1995 in poi (ma ovviamente anche quelli precedenti e non riconosciuti), otteniamo sempre lo stesso risultato, ovvero la presenza, con Fig ura 3. Pot e nz a de l vivif icant e Lui Toro Api Padre / de l vivif icant e Lui Figlio Toro Api Lui variazioni maggiori o minori per ciascuno, di tutti i requisiti richiesti dalla normativa. In poche parole, in essi si registrer la presenza del valore del supporto, la presenza dei logogrammi, quella dei pittogrammi acrof onici, dei segni schematici lineari, ecc. ecc.). Naturalmente qui (8) lo f aremo solo con alcuni di essi e, pi precisamente con Le tavolette sigillo di Tzricotu di Cabras , L''anello sigillo di Pallosu di San Vero Milis. Il coccio del Nuraghe Alvu di Pozzomaggiore Il ciondolo di Solarussa La bidente di Is Locci Santus Il Concio di San Pietro di Bosa Il Coccio di Orani Il Ciondolo di Allai La Barchetta di Teti La Pintadera di Barumini La Stele di Nora

La Pietra di Perdu Pes di Paulilatino (9) Come si pu notare i documenti nuragici presi a campione non perdono le caratteristiche compositive dei betili scritti del Sarcidano ma le mantengono sempre o quasi sempre (10); a tal punto che, per chi abituato a leggerli, il trovare nella risoluzione del rebus (di ogni rebus si badi) gli aspetti numerologici, quelli pittograf ici, quelli dell'agglutinamento, del signif icato del supporto ecc., non sorprende af f atto, Fig ura 4 dato che essi 'devono' esserci, pena l'estraneit e il ripudio del documento constatato il suo non assoggettamento alle prescrizioni della norma. Questa sola determina le condizioni af f inch quello possa essere considerato un testo 'sacro', con la sua

precisa e inconf ondibile identit di scuola: sempre 'quello' pur nella sua variet stilistica data dalla libert di variatio (attuata quasi sempre dagli scribi) nel riprodurre i necessari requisiti. 6. Impossibile creare un falso di scrittura nuragica! Per questi motivi dif f icilissimo e quasi impossibile riprodurre a piacimento un documento scritto nuragico, f are un f also, perch - a parte la vastissima conoscenza necessaria, con le varianti tipologiche (11), di pi codici alf abetici per riprodurre i segni pittograf ici e quelli schematici lineari - i singoli requisiti devono essere sapientemente amalgamati nel supporto e spesso intrecciati con tale armonia da dare un vero e proprio prodotto artistico, una scrittura esteticamente valida. Per comprenderlo basta solo esaminare oggetti mirabili come i sigilli cerimoniali di Tzricotu di Cabras, l'anello di Pallosu di San Vero Milis, la stele di Nora, il piombetto sigillo di Sant'Antioco o il vaso di La Prisgiona di Arzachena. Facciamo presente per che c' un altro bel requisito da noi non messo in evidenza per motivi, diciamo cos, di difesa contro certi irriducibili negazionisti (spesso detrattori) e contro tutti coloro che, nonostante le dif f icolt, oseranno sciaguratamente cimentarsi con l'impossibile. 7. Prodotto 'puro' dell'Isola o codice di provenienza esterna? Naturalmente ci non vuol dire che il codice sardo dell'et del Bronzo e del I Ferro sia unico, un prodotto del tutto singolare nella storia della scrittura del Primo Millennio a.C., dato che documenti di scrittura cosiddetta 'protocananaica', cio con segni pittograf ici, segni lineari e talvolta con legature, sono stati rinvenuti in area siriana e palestinese. Ma questi, purtroppo in numero ancora esiguo (12), non ci consentono minimamente di capire se la totalit dei requisiti 'betilici', ovvero la normativa scrittoria esistente e mantenuta per lunghissimo tempo in Sardegna, sia presente oppure non. Solo dati comparativi in notevole abbondanza potranno dirci se in Sardegna sia stato inventato il codice sacro di yhh (e dei suoi f igli luminosi tori giganti giudici) oppure se esso debba il suo input, in seguito all'approdo nell'isola di popolazioni semitiche (XVI -XV secolo a.C.), a codici 'sacri', riguardanti lo stesso Dio e presenti nel territorio dei Cananei. Ma ci, ai f ini del nostro studio, risulta essere quasi una questione marginale dal momento che era necessario risolvere, una volta per tutte, il problema delle caratteristiche f ondamentali della scrittura nuragica a rebus; ovvero scoprire uno per uno tutti gli accorgimenti studiati e posti in essere dagli scribi per rendere sempre uguale il sistema dei signif icanti pur nella sua inf inita possibilit di variazione. Un codice, come si vede, che agli antipodi della scrittura 'aperta', f acile. economicistica, pragmatica, 'laica', f enicia prima e poi 'greca', basata su pochi segni f acilmente riconoscibili e praticamente non modif icati nel corso dei secoli; un codice che dif f icile da capire perch la natura stessa del rebus, la f antasia nel crearlo, le numerose norme cogenti e l'organizzazione 'strana' del testo, costituiscono delle barriere, sulle prime insormontabili, che impediscono di f atto la 'decif razione'. Tanto pi poi se si pretende scioccamente di 'attualizzare' , quindi di snaturare, un sistema cos antico, senza essere in grado di 'storicizzarlo' neppure un pochino. 8. L'aspetto dell'agglutinamento Resterebbe da prendere in esame ora i singoli aspetti della scrittura che si sono individuati, i requisiti propri del sistema 'nuragico'; rendere esplicite e analitiche le crocette sintetiche poste per comodit nella griglia nella quale abbiamo inserito una certa parte (direi una piccola parte) della documentazione scritta sinora pervenutaci. Cio ci sarebbe da f ar capire di volta in volta, con delle apposite tabelle, per ogni singolo documento, la natura simbolica del supporto, la numerologia, dove si trovano i pittogrammi, i segni schematici lineari, i determinativi e cos via. Cosa questa ovviamente non possibile in questa sede deputata praticamente, come si detto inf inite volte, alla sola 'comunicazione'; comunicazione per certi aspetti pi breve ed essenziale di quella gi breve ed essenziale data in Sassari il 29 Ottobre scorso. Conf idando per nel desiderio di chi sinora ci ha seguito di f are delle verif iche (del resto non tanto dif f icili) sul 'resto' del sistema, esamineremo, con una certa abbondanza di esempi, l'aspetto dell'agglutinamento che, come si potr vedere, cos presente come , dimostra che esso non viene ef f ettuato ad arbitrio dello scriba ma perch esso stesso 'signif icante' e contribuisce a dare ulteriore senso 'sacro' alle scritte. Tale senso f ornito dal f atto che tutti i requisiti attengono, con ogni probabilit, alla natura complessa della divinit, intendono of f rirne, ciascuno per conto proprio, le qualit e l'essenza. Sono insomma delle parole astratte silenziose, non scritte ma ugualmente scritte, che esaltano, con superba raf f inatezza scribale, i tratti della sua manif estazione (potenza, sostanza, unicit e molteplicit, presenza, ambiguit, ecc.). Di ci

si spera di parlare dif f usamente in un altro articolo in questo Blog e, soprattutto, nel volume 'speciale' di pubblicazione degli Atti del recente Convegno di Sassari (v. supra). Qui di seguito rendiamo espliciti, senza per commentarne i contenuti, gli agglutinamenti presenti nei documenti, prendendone alcuni di quelli inseriti nella griglia ed altri ancora a campione; naturalmente scegliendo sempre quelli che, dal punto di vista paleograf ico ed epigraf ico, si mostrano molto o abbastanza chiari, quindi con dati oggettivi, del tutto verif icabili e non soggetti a contestazione. 9. L'ultima scoperta. Il dischetto scritto del Museo di Sassari Come esempio conclusivo (v. f ig. 6) di agglutinamento (ma stavolta vengono riportati nella f igura altri requisiti della scrittura nuragica) f orniamo quello del documento (dischetto cultuale) custodito presso il Museo G.Sanna di Sassari, individuato come documento scritto dalla studiosa parmense dott. Aba Fig . 5,1 .Tav. A 3 d i Tz ric o tu Tras c riz io ne e ag g lutiname nti Losi durante una visita al medesimo la sera del 29 Ottobre scorso e di cui stata data tempestiva comunicazione in questo stesso Blog (13). Ognuno potr notare che il primo segno a sinistra dato da un serpentello (f orma a zig-zag) agglutinato ad una consonante 'lamed'. Il motivo serpentello + lamed tipico dell'arte scrittoria nuragica (v. Tzricotu di Cabras A3; in SaGra, 4, tab.5 p.95 e 4. tab.6, p. 97; anello di Pallosu di San Vero Milis; in SaGra, 6, f igg. 31 e 32) e lo si pu osservare nella lastra di Barisardo, da noi of f erta (v. supra) a titolo esemplif icativo, come scrittura con segni agglutinati, in f ig. 5,3. Cogliamo l'occasione per mettere in rilievo, tra l'altro, il sicuro valore f onetico della 'labiale sonora' (lettera due o lettera B) f ornito dalla acrof onia della BDNT (bidente), valore che si nota nel segno a bipenne di Pitzinnu di Abbasanta, in tutte le statue stele di Laconi, nel vaso di La Prisgiona di Arzachena e, naturalmente, in tutte e quattro tavolette di Tzricotu

Fig . 5, 2. Co c c io d i O rani

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Fig .5.3 Las tra d i Baris ard o

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di Cabras. Disegnare una bipenne o scrivere un 'beth' Fig . 5,4. Pie tra d e l Nuraghe Losa d i Ab b as anta era per i nuragici la stessa cosa in quanto 'Bidente' (bipenne) cos come 'Beth' (casa) of f rono lo stesso valore acrof onico (labiale sonora).

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(1) Interpretare i linguaggi della mente. Percorsi tra neuroscienze cognitive, paleoneurologia, paleogenetica, epigrafia e archeologia, 29.10.2011. V. Fig .5,5. Pie tra d e l Nuraghe Pitzinnu d i Ab b as anta relazione di G. Sanna, La scrittura 'betilica' (nuragica) a rebus. Il sistema ed il suo primo specimen. (2) La mostra, patrocinata dall'associazione culturale Solene e dal Comune di Fig .5,6. Il c o s id d e tto ' b ras s ard ' d i Is Locci Santus Macomer, stata inaugurata uf f icialmente, dalla dott. Maria Rita Piras dell'Universit di Sassari e dalla dott. Aba Losi dell'Universit di Parma, nei locali della casa Melchiorre Murenu di Macomer il 30.10.2011. (3) Dal 1995 (anno di pubblicazione dei documenti sigillo di T zricotu) al 2011 (scoperta del documento di Barisardo: v. G.Sanna, Una stele nuragica da Barisardo. In protocananico; in Gianf rancopintore blogspot.com (22.4.2011). Ad essi per si Fig .5,7. Inc is io ni (g raffiti) d e lla Grotta Verde d i Alg he ro aggiunto in questi giorni il documento scritto nuragico (XV -XIII sec. a.C.) del Nuraghe Palmavera, scoperto dalla dott. Aba Losi il 29.X.2011 nel museo Sanna di Sassari ( v. pi avanti). (4) Naturalmente questa resta, per ora, solo Fig . 5,8. La p ie tra d e lla c ap anna d i Perdu Pes un'ipotesi. Ma il numero notevole dei documenti,, rinvenuti nell'area del bacino del Tirso (soprattutto nei nuraghi e nelle adiacenze di essi), sembra escludere che l'epicentro possa essere collocato in altre 'citt'

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nuragiche, sia pur importanti, come Nora (Noran), Cornus (Corrash), Bosa (Bosan) o Alghero. (5) V. in particolare Atzeni E.(1979), Menhirs antropomorfi o statue menhirs della Sardegna; in 'Annali del Museo Civico della Spezia,II, pp. 9 -64 (estratto); idem (1996), La statuaria antropomorfa sarda. Museo delle Statue menhirs, Laconi; Perrra M., Statue menhir in territorio di Samugheo; in Nu.Bu.Arch. Sa. 4, 1987 - 1992), pp. 17 - 42. (6) G. Sanna, SaGra (2004) , 4, pp. 85 - 179; 12, pp. 489 - 513; 13, pp. 543 551. (7) Oggi, rispetto a sette anni f a ( v. SaGgra 2004, 4, 11, pp.128 -140; 6, 1, pp. 239 -245), la soluzione a posteriori, non pi esito di sola 'intuizione', conoscendosi molto bene i signif icati di certi segni da tutta la documentazione reperita. (8) Il presente articolo non se non un'anticipazione sintetica di quanto sar da noi pubblicato (soprattutto in termini d'immagini documentarie) nel numero 62 e, successivamente, nel numero speciale (Atti del Convegno di Sassari del 29 -30 Ottobre 2011) di Monti Prama. Rivista di Quaderni Oristanesi. (9) I documenti sono tutti noti in virt delle f oto pubblicate pi volte in questo Blog. Per una breve rassegna di alcuni di essi si veda anche G.Sanna (2009), La Stele di Nora. Il Dio, il Dono e il Santo (The God, the Gift, the Saint: trad. in ingese di Aba Losi), 1.5, pp. 32 -37; 2, 1, pp. 45 -67. (10) Naturalmente la griglia non in grado sempre, o per motivi di notevole complessit

Fig .5,9. Co c c io d e l Nuraghe Alvu d i Po z z o mag g io re

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Fig . 5,10. Ste le d i No ra

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Fig .5, 11. Ane llo d i Pallosu d i San Ve ro Milis

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Fig .5,12. Pio mb e tto s ig illo d i Sant' Antio c o

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ermeneutica del documento Fig . 5,13. Vas o d i La Prisgiona d i Arz ac he na oppure, pi spesso, di non integrit di esso (soprattutto se si tratta di pietra o di ceramica), di dare risposte sicure circa la presenza o meno di alcuni requisiti. Basta una lettera in meno per rendere incerta la numerologia oppure un segno Fig . 5,14, Barc he tta d e ll' Antiquariun Arborense d i O ris tano poco chiaro per nascondere l'elemento pittograf ico o la presenza di due lettere agglutinate. Si veda come esempio (v. f ig. 5,5) la pietra del Nuraghe Pitzinnu di Abbasanta la quale permette di ricavare bene il requisito dell'agglutinamento, del pittograf ico e dello schematico lineare, ma nulla o quasi nulla of f re, data l'of f esa e gli sf regi del tempo, sotto l'aspetto numerologico.

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(11) Spesso dette varianti tipologiche (come si pu vedere nei documenti di Tzricotu di Cabras, di Pitzinnu di Abbasanta, di La Grotta Verde di Fig ura 6 Alghero, di Teti (barchetta), di Santa Caterina di Pitinuri, di Zuras di Abbasanta, ecc.) non trovano riscontro immediato nei repertori comuni. Oppure esse registrano dei segni talmente pittograf ici che per arcaicit si possono solo presupporre in documenti levantini dell'et dei primi alf abeti semitici consonantici dell'et del bronzo antico e medio (v. E. Attardo, Litterae Caelestes, 2007). Tipico il caso del 'kaph' (la palma, l'alberello) della pietra della capanna di Perdu Pes di Paulilatino (v. f ig.5, 8). (12) V. M.G.Amadasi (1999), Sulla formazione e la diffusione dell'alfabeto; in Scritture Mediterranee tra il IX ed il VII secolo a.C. Atti del Convegno di Studi dell'Universit di Milano. Istituto di Storia Antica ( 23 -24 f ebbraio 1998), pp. 38 - 41). (13) A. Belladonna, Segni al Museo Sanna di Sassari; in gianf rancopintoreblogspot.com (5 XI 2011).

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