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E bene che i principianti si addestrino a fermare lo sguardo in se stessi, e a introdurre nella loro interiorit il loro pensiero insieme al respiro.

.. E un fatto, sperimentabile da chiunque intraprenda questa lotta, che il pensiero appena viene concentrato sfugge, ed necessaria molta ostinazione per ricondurlo al suo centro. Finch si principianti non ci si pu rendere conto di nulla Si pi restii al controllo e pi pronto a dissiparsi. Per questo alcuni maestri gli consigliano di controllare il movimento del respiro, trattenendolo per un breve intervallo, in modo da controllare il pensiero durante la ritenzione del respiro. Nell'attesa di fare un qualche progresso nella purificazione del pensiero, nel tenerlo lontano dai divagamenti esteriori e di controllarlo perfettamente in una concentrazione unificatrice. 70. Chi si sottrae al dominio delle cose, come la donna, le ricchezze e in generale le cose esterne, rende monaco l'uomo esteriore, ma non ancora quello interiore. Chi, invece, si sottrae al dominio dei pensieri originati dalle passioni nella mente, costui un vero monaco. Ora, ben facile, volendo fare monaco l'uomo esteriore; solo una lunga lotta, invece, pu fare monaco l'uomo interiore. 19. L'anima assalita dagli spiriti del male, incatenata dagli avvolgimenti delle tenebre. Avvolta dal buio non riesce a pregare come desidera: nelle sue profondit si trova nei ceppi, i suoi occhi interiori non vedono pi. Quando si mette a pregare Dio e nella preghiera s'impegna a vivere la sobriet, allora potr liberarsi dalle tenebre. Scoprir che nel cuore esiste un'altra guerra, invisibile, un combattimento contro i pensieri ispirati dagli spiriti del male. Le Scritture ne portano testimonianza: Se lo spirito del potente si erge contro di te, non abbandonare la tua sede. Il posto della mente la sua permanenza nella virt e nella sobriet. L'uomo pu trovare la sua sede in una vita virtuosa o in una vita malvagia... 7. Esiste una guerra recondita, in essa gli spiriti del male assalgono l'anima con i pensieri. Essendo l'anima invisibile, questa malvage potenze ingaggiano una lotta immateriale conformemente alla loro natura. possibile vedere da ambe le parti armi e piani di battaglia, imboscate e tremendi attacchi, lotte corpo a corpo, vittorie e sconfitte reciproche. L'unica differenza esistente tra la guerra mentale e quella materiale la dichiarazione delle ostilit. .. Improvvisa e fulminea, nelle profondit del cuore, tende un'imboscata mortale e uccide l'anima col peccato La guerra che gli spiriti del male ci muovono attraverso i pensieri, pi ardua di quella che ci vien fatta dalle cose. 49. Quando ti accingi a pregare veramente, aspettati il peggio dal demonio; tu resta saldo e proteggi il frutto della preghiera. Fin dai primordi, il compito dell'uomo fu di coltivare e custodire (Gen. 2, 15). Perci dopo avere atteso, con la preghiera, all'opera di coltivazione, non lasciare indifesi i frutti del tuo lavoro, altrimenti la tua preghiera sar stata vana. 51. I demoni risvegliano in noi la gola, la sensualit, la cupidigia, l'ira, il risentimento e le altre passioni, perch la mente, sotto il loro peso, non riesca

a pregare veramente. Quando predomina l'attivit delle passioni della nostra parte irrazionale, la mente ostacolata dal l'agire razionalmente. 56. Quando avrai raggiunto il distacco dagli impulsi passionali, non possederai ancora la preghiera pura. La tua mente rimane ancora occupata da pensieri e distratta dalle loro rappresentazioni, e quindi lontana da Dio. 72. Quando preghi o reciti i salmi sii attento alle insidie. I demoni carpendo la sensibilit dell'anima le fanno proditoriamente dire una cosa per un'altra, cambiano in bestemmia i versetti dei salmi facendoci proferire delle empiet. Quando incominciamo un salmo ci spingono verso gli ultimi versetti facendoci saltare quelli di mezzo. Oppure ci fanno perdere dentro il primo versetto senza farci continuare il resto del salmo. Altre volte, quando siamo arrivati a met del salmo, bruscamente ci tolgono dalla memoria i versetti che seguono, in modo che dimenticato il versetto che stavamo recitando non riusciamo pi a riprendere la recitazione. Fanno cos per stancarci e disgustarci, e per guastate i frutti della preghiera facendoci intravedere la sua lunghezza. Resisti con fermezza, sii attento con tutte le forze al salmo che stai recitando potrai, con la contemplazione, raccogliere dai versetti i frutti della preghiera ed arricchirti con l'illuminazione che lo Spirito Santo concede all'anima orante. 73. Se ti capita qualcosa del genere mentre stai salmodiando con intelligenza, non cedere alla pigrizia. Non preferire la comodit del corpo a spese dell'anima, abbandonandoti alla preoccupazione della lunghezza dell'ora della preghiera. Fermati sul punto in cui la tua mente si lasciata catturare, se sei alla fine del salmo ricomincia con ardore dal primo versetto. Se agirai in questo modo, i demoni non sopporteranno la tua paziente perseveranza e la fermezza della tua risoluzione; se ne andranno ricoperti di vergogna. 41. L'essenza della pugna che il monaco sostiene contro i demoni consiste nel separare le passioni dalle immagini delle cose; altrimenti non riuscir a vedere le cose senza passionalit. 7. Il demone dello scoramento detto il demone meridiano, il pi opprimente di tutti. Assale ordinariamente il monaco verso le dieci del mattino, lo assedia fino alle quattordici. Comincia col far notare, in modo deprimente, il lento girare del sole, tanto lento da sembrare immoto, il giorno appare di cinquanta ore. Dopo spinge il monac a occhieggiare spesso dalla finestra, o ad uscire dalla cella ed osservare il sole per fare il computo del tempo che manca ad arrivare alle quindici; contemporaneamente lo fa guardare a destra e a sinistra per vedere se qualche frate venga a trovarlo. Quindi lo assale con il disgusto del posto, del genere di vita e di impegno scelti, suggerendogli considerazioni come queste: tra i frati non c' amore, nessuno pronto a darti un conforto. Se nei giorni di prova, qualche frate gli ha recato offesa, il demone glielo ricorda e lo vessa con tale pensiero. Da queste suggestioni, lo spirito del male, provoca nel solitario il desiderio di vivere in altro luogo, dove pi agevole sia trovare il necessario, e dove l'impegno ascetico sia pi lieve e proficuo. I pensieri malvagi sussurrano che il piacere a Dio non dipende dal posto ove uno , perch Dio pu esser venerato ovunque. Insieme a questi pensieri, unisce il ricordo del benessere goduto prima della solitudine; e prospetta il lungo

tempo che ancora dovr vivere nell'asprezzadell'ascesi; si serve, in una parola, di tutte le sue astuzie per spingere il monaco ad abbandonare la sua cella, e interrompere il suo impegno. Questo demone seguito da un altro, ma non subito; perch se il solitario supera lo scoramento, si trova immerso in uno stato di pace interiore, colma d'ineffabile gioia. 8. Il demone che segue lo scoramento, il pi sottilmente malizioso di tutti, quello della vanagloria. Svolge la sua opera nel cuore di chi ha raggiunto il giusto dominio delle forze vitali. L'assalto comincia con il compiacimento dello sforzo ascetico compiuto e con gli elogi mossi dagli altri uomini. Il solitario vede sorgere, per l'incantesimo della fantasia, le urla dei demoni fugati dalla sua presenza, la guarigione delle donne ammalate, la turba degli infermi che l'attornia per esser guarita dal solo contatto delle sue vesti. Sente profetizzarsi la dignit sacerdotale, vede schiere di uomini alla sua porta per ricercarlo e consacrarlo prete, immagina di rifiutare e si scorge legato e costretto ad accettare il sacerdozio contro la sua volont. Una volta accese queste speranze, lo spirito del male se ne va lasciando il campo ad altre tentazioni, quelle del demone della superbia o del risentimento che suggerisce pensieri opposti alle speranze nutrite. Pu anche succedere che a questo punto il demone impuro vinca il solitario che poco prima immaginava di essere un santo e venerato sacerdote. 73. Quando la mente giunta, finalmente, alla realt della preghiera pura e serena, il demonio l'assale con immagini che attinge non dalla parte tenebrosa, ma da quella luminosa dell'essere. Le presenta delle apparenze della chiarit divina, e delle immagini gradevoli alla sensibilit, come se avesse di gi raggiunto la completezza dello stato di preghiera. Un saggio asserisce che la scaturigine di queste suggestioni la vanagloria, unita all'azione dello spirito del male che opera, sovreccitandola, su una particolare sezione del cervello 74. Penso che, operando su questa sezione del cervello, lo spirito del male, a suo arbitrio, riesca a trasmutare la luce che attorno alla mente di colui che prega. In seguito a questa azione demoniaca, la vanagloria invade ogni pensiero, forzando la mente ad attribuire a se stessa la conoscenza sostanziale propria di Dio. In tal modo l'orante, non sentendosi esposto a turbamenti impuri e inferiori, anzi, consapevole del grado raggiunto nella purezza della preghiera, mai immagina di esser sotto l'azione del nemico. Stima l'effetto dell'opera demoniaca, che trasmuta la luce della sua mente, essere qualcosa che proviene da Dio. 75. Giunte a questo punto le cose, solo un atto di misericordia divina pu liberare l'orante dall'illusione. Se vicino a lui accorre l'angelo di Dio che, con la sua parola, tronca l'azione del nemico e riporta l'energia illuminata della mente ad operare senza illusione. 95. necessario che tu conosca anche questa astuzia demoniaca: alle volte gli spiriti del male si dividono i compiti. Alcuni si presentano con la tentazione, quando implori il soccorso, vengono gli altri travestiti da angeli e mettono in fuga i primi. Vogliono farti credere che sono dei veri angeli per lasciarti in preda alla vanagloria.

96. Abbi cura di te con l'essere umile e fiducioso, la violenta guerra degli spiriti del male non ti prostrer, ed il flagello dei demoni non cadr sul tuo corpo, perch Dio ha affidato ai suoi Angeli la cura di te; vigilano su te in ogni circostanza... 98. Durante l'assalto dei demoni ripeti incessantemente una preghiera breve e intensa. 24. La mente non pu da sola aver ragione dell'immagine demoniaca e non lo osi neppure: i demoni, infatti, sono scaltri, fingono perfino di darsi per vinti, mentre l'ingannano subdolamente con le vanit. Per, dinanzi all'invocazione di Ges Cristo, essi non possono, neppure per un attimo, sopportare di rimanere a tenderti insidie. 2. Ogni pensiero che viene dai demoni porta nell'anima delle immagini di oggetti sensibili, la mente una volta ricevutele, le rumina. Cos dall'oggetto predominante nei pensieri possiamo sapere se il demone si introdotto in noi. Per esempio, il ripetersi dell'immagine di qualcuno che mi ha amareggiato o offeso indica che il demone del risentimento mi ha sfiorato; se il pensiero del denaro o di qualche ghiottoneria torna di frequente, so subito chi che mi importuna... Non voglio dire con questo che ogni ricordo di tali cose venga dal demonio, la mente stessa riproduce a volont le immagini di eventi passati. Dagli spiriti del male vengono solo quei ricordi che provocano eccitazione e desiderio. Sotto il potere di tali turbamenti la mente commette adulteri e risse, e perde la capacit di conservare in s stessa il pensiero di Dio che il suo legislatore. La chiarit della mente ferma nel pensiero costante di Dio, appare quando, nella preghiera, i pensieri che nascono dalle realt esteriori sono aboliti. 96. Quando ti proponi di fare qualche cosa e vedi che il tuo pensiero turbato, e se, dopo aver invocato Dio, rimani turbato, fosse pure da una minima perplessit, sappi che la azione che vuoi intraprendere, viene dal demonio perci non iniziarla. Poich nulla, fatto con turbamento, cosa gradita a Dio. 47. Il demonio grandemente invidioso di colui che prega, usa molteplici astuzie per disturbarlo dal suo intento. Agita la memoria e il pensiero delle pi svariate cose; mette in azione tutte le passioni fisiche. Il suo scopo di corrompere il vero progresso che l'uomo compie ascendendo, con la preghiera silenziosa, a Dio. 115. Non desiderare neppure la sensibile visione degli Angeli o delle potenze celesti, neppure quella di Cristo. Correresti il rischio di esser preda dell'illusione, di confondere il lupo con il pastore e di prestare il culto ai demoni invece che a Dio. 3. Quante miriadi sono i demoni e come innumerevoli le loro volont cangianti! Ci urgono a dir male gli uni degli altri; a nascondere il veleno del cuore con parole dolci; a criticare l'esteriore apparenza del nostro fratello,

mentre ospitiamo in noi bestie selvagge; a litigare e a contrastarci reciprocamente, suggestionandoci col pensiero di avere una via personale e superiore (Lettera 6, 2- collezione).

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