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Alessandro Colombo La Guerra Ineguale Pace e violenza nel tramonto della societ internazionale CAPITOLO I Leccezione e la norma Il terrore

e e i limiti della guerra Paura e terrore come nervo dellobbligazione politica. Possono essere manipolati per vari scopi: Acquisire e conservare potere Ottenere ubbidienza Procurarsi guadagni Costruire e conservare lordine sociale Nella convivenza internazionale assistiamo a una progressiva scomposizione del rapporto tra norma ed eccezione. 1. Una pratica immemorabile Luso del terrore tra pace e guerra Il terrore in battaglia Teatro della battaglia Spazio e tempo predestinati al terrore: la battaglia unesperienza collettiva di terrore, che accomuna tutti i combattenti (paralisi da paura, studio dellAmerican Historical Teams). Spesso paura riconosciuta come ragione della volont di combattere (du Picq [Crimea e Algeria] paura delle conseguenze di una defezione, paura delle conseguenze del combattere male). Campo di battaglia luogo ove ci si sforza sistematicamente di ispirare terrore allaltro (Clausewitz guerra presuppone debolezza umana e contro essa diretta). Manipolazione organizzata ostentazione acustica e visiva della prossimit della morte. Terrore e fattori morali in guerra Clausewitz centralit dei fattori morali in guerra Rafforzamento ulteriore nella riflessione ed esperienza successiva principale forza coesiva e allo stesso tempo punto di massima vulnerabilit. Terrore decisione della grande battaglia, porta alla disgregazione rapida dei legami sociali allinterno dellesercito indifferenza nei soldati, fine dello stato di ebbrezza, crollo di gerarchia, prestigio, disciplina e sistema di valori (Bouthoul) Unica forza in grado di minacciare e dissolvere la disciplina degli eserciti regolari Quel minuto di esitazione morale che decide la sorte delle battaglie (Tolstoj in Crimea) Il terrore fuori dalla battaglia. La diplomazia della violenza Limiti del terrore in guerra Terrore in guerra selettivo e limitato. I limiti possono essere travalicati e vengono periodicamente travalicati Trascinare in guerra chi non pu essere chiamato e chi non vuole esserlo: neutralit e retrovie (risorse morali e materiali che sostengono i combattenti, il cosiddetto fronte interno) Utilizzo tuttaltro che marginale, modalit tra le pi ricorrenti nella conduzione della guerra

Arte della coercizione Utilizzata tanto per indebolire o sconfiggere il nemico in battaglia quanto per intimidirlo allinfuori di essa Minacciare o causare sofferenze ai non combattenti per influenzare coercitivamente le sue scelte, dissuadendolo dal fare qualcosa o inducendolo a fare qualcosa daltro. Diplomazia del terrorismo il successo dipende da quanto riesce a modificare i suoi interessi. Schelling Procurare sofferenze spinge gli altri a fare in modo da evitarlo. Scopo, costringere le decisioni e scelte degli altri. Il potere di ferire potere negoziale, sfruttarlo diplomazia (degradata) Terrorismo e diplomazia/comunicazione Sovvertimento del rapporto tra azione e scopo Obbiettivo resta indurre il nemico a cedere alla nostra volont Guerra duello, i lottatori vogliono costringere lavversario a piegarsi tramite la propria forza fisica, abbatterlo e rendergli impossibile ogni ulteriore resistenza Logica terroristica scopo delle azioni e della guerra rivolti a soggetti diversi non vengono colpite direttamente le forze dellavversario ma la sua capacit di promettere e assicurare sicurezza, ordine e benessere Non viene colpita la capacit di fare la guerra, ma quella di procurare la pace Minaccia latente Il potere di procurare sofferenze per modificare le intenzioni dellavversario tanto pi efficace quanto pi tenuto in riserva. Per essere comunicato e reso credibile, va periodicamente esercitato. Ci che conta non la sofferenza inflitta, ma quella latente, la violenza che pu essere trattenuta e inflitta o che la vittima crede possa essere trattenuta e inflitta. Minaccia del danno di un danno maggiore in futuro, induce a cedere e piegarsi. Esempi storici Avanzata persiana contro le citt ioniche ambasciatori ammonivano che se le citt greche non si fossero arrese, sarebbero state incendiate e gli abitanti ridotti in schiavit (Erodoto) Campagna persiana in Asia minore radevano al suolo un villaggio per spargere il terrore tra le altre trib e spingerle alla resa (Senofonte) poi sistematico dellespansione mongola di Gengis Khan Non esclusiva dello scontro tra civilt e culture diverse eterogeneit culturale tene comunque ad abbassare le inibizioni allimpiego 2. Modernit e terrore. Le eredit del Novecento Terrore impiegato e teorizzato dagli stati contro individui e gruppi non statuali da disciplinare al proprio interno e combattere al proprio esterno (politica interna e internazionale) centralit del terrore nel totalitarismo Mezzo concepito come irresistibile, fiducia nella possibilit di modificare la realt radicalmente, riorientandola e mondandola dagli aspetti indesiderati. Futuro concetto totalitario di guerra il sacrificio di un essere vivente a uno scopo voluto dalla natura legittimo passaggio da un inferno chimerico a un inferno reale, scientifico, in unimpresa di perfezionamento delluomo e della societ Liberazione della guerra dalle inibizioni del passato per tornare a essere ci che sempre stata un inferno in cui tutto permesso

Il terrore praticato. Dalle guerre coloniali a Hiroshima Terrore contro le popolazioni senza stato Utilizzo sistematico nelle guerre contro le popolazioni senza stato Subito individuato da Schelling come tipo di guerra che ha visto il ricorso pi continuo e sistematico alla minaccia e alluso del terrore in particolare conquiste coloniali Conquiste coloniali conquiste di spazi vuoti, luoghi di invenzione senza limiti e senza scrupoli, scontri tra potenze ineguali, pi spedizioni punitive che scontri militari Anche nella fase discendente della vicenda coloniale aviazione britannica vs trib ribelli irachene, aviazione francese vs insurrezione araba in Siria, Marocco e Algeria, aviazione italiana in Libia ed Etiopia + guerre indiane degli Stati Uniti Terrore nelle guerre interstatali Strumenti banditi dalle guerre interstatali dal 1650 ca alla WWI, ricomparvero poi stabilmente duplice sconfinamento (dal campo di battaglia e dalle avventure coloniali) risale alla guerra di secessione americana, marcia del generale Sherman attraverso la Georgia meglio violare le regole della guerra che lasciar prevalere i principi degli uomini di stato confederati, rendere la guerra terribile al di l di ogni sopportazione Diplomazia della violenza nella WWII Gi nei due decenni precedenti la popolazione era stata oggetto di attacchi indiscriminati (bombardamenti aerei dimostrativi), ma WWII segna limpiego sistematico del terrore verso i non combattenti da parte di tutti i principali stati indebolire o modificare la volont del nemico attraverso bombardamenti a tappeto, rappresaglie e rastrellamenti Contrazione dei tempi della distruzione le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki come i pi perfetti atti terroristici della storia armi di terrore e shock, minaccia rivolta a tutto il Giappone: obbiettivo politico non i morti o le fabbriche, ma i sopravvissuti di Tokyo sofferenza, shock e promessa di infliggerne ancora Il terrore nelle mani di attori non statuali Attori non statuali terroristi Soggetti diversi dagli stati movimenti rivoluzionari, piccoli gruppi organizzati, singoli individui, ricorso frequente a minaccia e uso del terrore Fenomeno inizia a diffondersi nella seconda met dellOttocento, prevalentemente tra gruppi anarchici e nichilisti, strumenti rudimentali e obbiettivi limitati (serie di uccisioni di capi di stato tra il 1880 e il 1904) Ideologia tende a spostarsi verso nazionalismo, socialismo lotta per lindipendenza o per intimidire e cacciare membri di etnie diverse Ultimamente teologia estrema I tiranni hanno insegnato il metodo ai soldati e i soldati ai rivoluzionari moderni (Walzer) Il terrore legittimato. LEfficienza, la Virt e la Suprema Emergenza Principi legittimanti del terrore EFFICIENZA giustificazione pi estrema, considera il terrore semplicemente una tecnica al servizio di qualunque scopo: non ci sono ragioni decisive n per ricorrervi n per non ricorrervi, lunico criterio ladeguatezza allo scopo. Manifestazione estrema dellimmanenza della politica e della guerra moderna. VIRT criticata da Todorov, Hannah Arendt e dai critici del totalitarismo, si centra sulla distinzione tra un Bene e un Male terrore giustificato come strumento per la realizzazione

del Sommo Bene nellordine politico interno come nella competizione internazionale (Robespierre: La virt, senza la quale il Terrore cosa funesta; il Terrore, senza il quale la virt impotente) SUPREMA EMERGENZA versione moderata della seconda, concepisce il terrore come strumento per evitare il Sommo Male. Formulazione archetipica attribuita a Churchill, che invoc la Suprema Emergenza per giustificare il ricorso a strumenti normalmente illegittimi (bombardamenti a tappeto). Clausola sospensiva dei codici legali e morali della guerra, definita da due criteri: imminenza e natura del pericolo. Di fronte a un pericolo la cui vittoria risulterebbe in un disastro umano, non possono essere rispettati limiti etici o giuridici, legittimo violare diritti degli innocenti. Problematiche della Suprema Emergenza La nozione tende a sfumarsi, corrodendo la norma di cui dovrebbe costituire leccezione. Minaccia di asservimento o sterminio riguardante un solo popolo, ma: chi definisce il riconoscimento di un popolo, in cosa consiste una minaccia di asservimento, quando considerabile imminente? Natura della minaccia (Nazi-like regimes) Nodi politici chi decide lesistenza delle condizioni di uno Stato di eccezione? sufficiente subire un pericolo imminente o bisogna avere le carte in regola con i principi ritenuti vincolanti dalla comunit internazionale (es. principi democratici)? Chi procede a questo doppio accertamento? Lord Bomber Harris dimenticato e poi omaggiato dal governo britannico uso del terrore tuttora considerato legittimo. Il terrore teorizzato. Il moral bombing e le teorie infrabelliche del potere aereo Dibattito infrabellico Il Bomber Command era stato concepito gi prima della Suprema Emergenza la possibilit di minacciare e usare il terrore fuori dal campo di battaglia era stata presa in considerazione dagli stati maggiori e dai governi dei principali paesi europei Dilemma dei teorici della nuova arma emersa dalla WWI (aviazione) rimanere nellalveo della guerra tradizionale a sostegno dellesercito o essere sfruttata per un nuovo tipo di guerra? contaminazione tra campo di battaglia e retrovie come raison dtre della nuova risorsa di potenza RAF, prima aviazione indipendente, fondata sulla base del memorandum Smuts del 1917 Rivendicazione dellindipendenza organizzativa e operativa, distinzione tra armi tattiche (vincolate al campo di battaglia) e strategiche (programmaticamente estranee ai suoi limiti) uso terroristico dellaviazione vs infrastrutture e popolazione civile Giulio Douhet e il dominio dellaria Opportunit di colpire al di fuori del campo di battaglia affermata da tutti i principali teorici del potere aereo Giulio Douhet massimo interprete della dottrina del bombardamento strategico (1921, Il Dominio dellAria) lefficacia dellaviazione dipende dal suo impiego indipendente e al di fuori dello spazio della battaglia infrangere resistenze morali, dissolvere organismi poco disciplinati, diffondere panico e terrore Come Clausewitz concepisce la guerra come ricerca incessante della decisione, anche qui vista come momento in cui una delle due parti sente cedere i propri fattori morali e coesione sociale. A differenza di Clausewitz la decisione non si cerca pi nel campo di battaglia, ma nello spezzarsi delle resistenze morali dei popoli.

Non ampliamento dellostilit politica, ma semplice calcolo, minare attraverso linflizione di sofferenze alla popolazione il sostegno alla volont del governo: la popolazione civile strumento malleabile nelle mani dellattaccante, cerca scampo nella pace se sottoposta a condizioni di vita intollerabili e di cui non vede fine. Moral Bombing Le teorie di Douhet ispirano lo sviluppo delle principali aviazioni immaginazione letteraria e riflessione strategica degli anni 20 influenzate dallidea che il morale della popolazione nemica dovesse essere uno (forse il principale) obbiettivo della guerra Dottrina del Moral Bombing ben prima della sua legittimazione in nome di una Emergenza Suprema gi saldamente inscritto nella routine della strategia e della pianificazione 3. Il terrorismo come tecnica Una violenza impersonale, parsimoniosa e disponibile Trasformazione del terrore in metodo Non libero sfogo di unostilit, ma calcolo apparentato alla ragione strumentale. Non rivolto verso il colpevole o il pi ostile, ma contro chi meno risoluto nella determinazione di continuare la guerra non mira a colpire il nemico principale, ma a isolarlo e indebolirlo colpendo i nemici pi tiepidi, inermi e indifferenti Il terrorismo sceglie non il militare (addestrato alla resistenza) n il militante (convinto da esser pronto a combattere a ogni costo), ma il civile e il neutrale il bourgeois chiuso nella sfera privata, che desidera essere dispensato dal rischio di morte violenta, politicamente passivo in cambio di pace e guadagno Condizione di efficienza del terrorismo capacit di indurre il cittadino a reclamare la tranquillit (a chi non gliela garantisce, non a chi gliela toglie!) vs rischio di strapparlo a forza dalla sfera privata, mobilitandolo a fianco del suo governo. Ratio vs Passio il terrorismo apparentato pi alla tecnica che al fanatismo, ma come dice Clausewitz, come la guerra, pu sfuggire di mano alla politica, poich il sentimento ostile si desta per effetto della lotta stessa Tratto distintivo 1 Impersonalit/astrattezza Il metodo terroristico aggira loggetto della sua ostilit politica, non colpendolo ma piuttosto indebolendolo colpendo altri oggetti struttura triangolare e non lineare, simile a una presa dostaggi piuttosto che a un assedio Un soggetto che lo compie, un secondo vittima diretta dellattacco, un terzo destinatario dellintimidazione Rappresaglia dissolve il nesso tra punizione del colpevole e deterrenza, perseguita attraverso la punizione di innocenti, non restituisce il torto (lex talionis), ma lo infligge a un terzo Tratto distintivo 2 Parsimonia Metodo economico, capace di alterare lequilibrio tra costi e benefici della violenza Sproporzione tra risultato immediato delle azioni e conseguenze psicologiche Sproporzione tra costi dellattacco e costi della difesa lattacco terroristico costa meno di quanto costi prevenirlo o pararlo senza poter sapere dove e contro chi sar rivolto Compensazione della sproporzione tra forti e deboli la volont, capacit e credibilit di procurare sofferenze non sono ridotte dalle volont, capacit e credibilit del nemico

Utilizzo da parte della Gran Bretagna nel momento di massima debolezza nella primaveraestate 1940 Tratto distintivo 3 Casualit/indiscriminatezza Non pu concentrarsi su categorie di individui o di luoghi specifici: deve diffondere e intensificare nel tempo la paura Metodo indiscriminato, ma non rispondendo a logiche di furia cieca quanto a logiche indifferenti e superiori allodio personale Azione violenta i cui effetti psicologici sono sproporzionati ai risultati puramente fisici. Se nessuno preso di mira, nessuno al riparo (Aron) Tratto distintivo 4 Disponibilit universale Non inevitabilmente associato n a un determinato attore, scopo o esito. Attori statuali e non statuali, gli uni contro gli altri o tra di loro Gli stati democratici, che hanno sradicato il terrore dalla propria pace interna, non vi hanno rinunciato nelle proprie guerre esterne (esempio del Moral Bombing, abbracciato pienamente dagli stati democratici UK/USA, mentre i regimi totalitari tedesco e sovietico privilegiarono un impiego tradizionale dellaviazione) Gli attori non statuali, al contrario del luogo comune, fanno uso razionale del terrore, che non perde nelle loro mani la natura di tecnica di coercizione lobbiettivo sempre minacciare sofferenze ulteriori per modificare scelte delle potenziali vittime, e non infliggere sofferenze e basta Utilizzo del terrore sia da parte di attori forti sia da parte di attori deboli, addirittura (GB WWII) dallo stesso attore nel giro di pochi anni in condizioni prima di debolezza, poi di forza Hiroshima e Nagasaki furono resi possibili dallassoluta superiorit degli USA, che rendeva impensabile che la catastrofe potesse essere restituita In bilico tra pace e guerra Rapporto ambiguo con la guerra Parentela solo parziale con la guerra offensiva, pur nutrendosi della sorpresa, tipica risorsa offensiva, pu avere scopi difensivi Il terrorismo sempre offensivo dal punto di vista tattico, offensivo e difensivo dal punto di vista strategico, rivoluzionario e conservatore dal punto di vista politico Limpiego non solo limitato allo sforzo di vincere, ma pu avere altri obbiettivi l dove la guerra si incontra e confonde con la pace Perversioni del rapporto tra guerra e pace Impiego del terrorismo per PROVOCARE la guerra Attentato di Sarajevo Gruppi rivoluzionari latinoamericani ed europei tra anni 60 e 70 Impiego del terrorismo per DENUNCIARE la guerra Guerre gi in corso ma invisibili ai testimoni o perfino ai contendenti Diffusione dei conflitti, violenza trapiantata in uno spazio dove non c ancora, spaesamento come scopo politico specifico Imprese europee del terrorismo palestinese negli anni 70 Movimenti e gruppi nazionalisti in nome di popoli e minoranze oppresse, ma non riconosciute (armeni, macedoni, ceceni)

Impiego del terrore per LIMITARE la guerra Insostenibilit di un conflitto senza regole Atto di terrore contro un atto di terrore Rappresaglia: in un sistema privo di unagenzia dotata del potere di costringere tutti gli stati al rispetto delle regole un mezzo di impedire alla guerra di diventare completamente barbara o di ristabilire la pace infranta Rappresaglie israeliane contro i villaggi della Giordania e del Libano contro lintroduzione di gruppi armati palestinesi o di Hezbollah Minaccia di Churchill alla Germania sulluso del gas Impiego del terrore per PREVENIRE la guerra La GBR, la RAF e il bombardamento strategico non prepararsi a essere pi forte, ma evitare a ogni costo una nuova guerra, innalzandone i costi fino a renderli inaccettabili (appeasement) MAD Mutual Assured Destruction regime di deterrenza reciproca, prima non concertata, poi ritualizzata, tra le due superpotenze distorsione radicale del significato del terrore, nuovo principio di pace Il regime della deterrenza fu costretto ad adottare fino in fondo una logica terroristica: la funzionalit dellequilibrio stava nella condizione che venisse soppresso o ridotto al minimo il vantaggio di chi avesse colpito nel primo necessario lasciare che ciascuna delle parti conservasse la capacit di secondo colpo Rovesciamento dei principi e dei modi delle guerre del passato armi puntate contro le citt e non contro le forze nucleari nemiche, rinuncia agli strumenti per difendere le proprie popolazioni (sistemi antimissile) scambio di ostaggi, modo paradossale di ottenere la pace Ammissibile perseguire un fine morale attraverso una minaccia immorale? Impiego del terrore per SOSTITUIRE la guerra Diplomazia della violenza, nemico costretto a scegliere tra accomodamento e vita Embargo ONU vs Iraq: non violento ma disponibile allomicidio di massa logica compiutamente e subdolamente terroristica Il terrore efficiente Luogo comune sullinefficacia del terrore Non ha prevenuto WWII, ma presumibilmente stato fondamentale nellevitare WWIII Non hanno impedito i bombardamenti indiscriminati contro le citt, ma hanno trattenuto le parti dallimpiego dei gas, utilizzati nella guerra precedente Non hanno fiaccato il morale della popolazione sotto i bombardamenti, ma hanno ottenuto resa immediata e incondizionata quando hanno saputo condensare parsimonia e simbolismo del terrore in un unico atto a Hiroshima e Nagasaki Campagne terroristiche fallimentari (anarchici Ottocento, comunisti 60 e 70) Indipendenza nazionale di Cipro Espulsione delle comunit non nazionali per perfezionamento indipendenza Israele o Algeria Erosione sostegno a governi considerati emanazioni di occupanti stranieri (Vietcong vs capivillaggio e funzionari del governo sudvietnamita) Testimonianza di una guerra (resistenza palestinese) Sarajevo 1914, e ho detto tutto

4. La nozione politica e giuridica di terrorismo Comparsa tardiva del termine terrorismo (terrore come strumento che qualcuno impiega per influenzare qualcun altro) Hobbes terrore come mezzo a disposizione del potere coercitivo per assicurarsi lubbidienza dei sudditi Da Montesquieu in poi connotazione negativa quale principio specifico del dispotismo Ribaltamento di significato con il terrore della Rivoluzione Francese, strumento per eccellenza della difesa della Rivoluzione progetto dichiarato di Robespierre e Saint-Just di trasformazione sociale e legittimato allo stato di eccezione. Connotazione positiva, poi ribaltatasi con lemigrazione in Russia da strumenti di chi esercita il potere a strumenti di chi il potere lo combatte. Genealogia di uneccezione ambigua Acquisizione consapevole di pratiche immemorabili Le pratiche diventano coerenti con concetti, metafore e analogie dello stile di pensiero dominante: non possibile classificare qualcosa come anomalia se non si chiariscono prima i limiti della categoria che non la comprende Consapevolezza del metodo terroristico tra XVIII e XX secolo possibile perch disponibile una nozione di pace e guerra normali Una volta che lo stato riconosciuto come produttore esclusivo di pace, ordine e normalit, terrorismo ci che non rinuncia a colpire lo stato colpendo la sua invenzione Nella convivenza politica internazionale il concetto di terrorismo rimase marginale fino a tutta la WWI pi tardi le offensive aeree contro le citt e la guerra partigiana misero in questione il modo in cui era stata fino a quel momento praticata e concepita la guerra interstatuale, come uno scontro tra eserciti impegnati a escludere (sia come portatori sia come vittime) tutti gli altri soggetti dalla violenza e dalla battaglia Terrore tedeschi vs le incursioni terroristiche dei bombardieri alleati, francesi vs le azioni dei partigiani algerini, libertari vs terrore dei regimi totalitari, nuovo tipo di equilibrio scaturito dallavvento del deterrente nucleare durante la guerra fredda. Due accezioni diverse Superamento dellhortus clausus dei combattenti, impiego da parte loro di strumenti terroristici contro il territorio e la popolazione dei propri nemici Progressivo indebolimento della presa degli stati sulla politica internazionale, irruzione di portatori alternativi di violenza organizzata Accezioni che hanno a che fare con la rottura dei limiti di guerra: 1) come e contro chi 2) chi accezioni ambigue che non necessariamente hanno a che fare luna con laltra Rottura dei due limiti storici della guerra: non tutti possono essere oggetto di atti di violenza e non tutti possono impiegarla Nelle mani del Grande Definitore Lo Stato, Grande Definitore di politica e diritto moderni Si impone laccezione relativa al monopolio dello stato sulla violenza legame intimo con la geometria politica e giuridica del sistema internazionale moderno Concetti giuridici improntati allo stato terrorismo, dal punto di vista dello stato ci che non rientra nella guerra legale tra gli stati, ovvero quando perpetrato da soggetti non

autorizzati a impiegare la violenza, che non hanno diritto di sospendere lo stato giuridico della pace Equiparazione tra politica internazionale e politica interstatale Discontinuit tra soggetti autorizzati e non autorizzati allimpiego della violenza. Capacit predatoria che lenfasi sulla natura dei soggetti ha su quella degli atti terroristici il metodo trasformato direttamente in soggetto, mentre la variet dei soggetti annullata dallimpiego dello stesso metodo Fragile equilibrio tra legittimit e innocenza si apre per i soggetti autorizzati uno sterminato spazio di innocenza allinterno del quale pu tornare ad apparire legittimo qualunque atto di guerra, ivi inclusi quelli diretti verso civili natura terroristica trasfigurata dal richiamo alla legalit, dimostrazione della forza dello stato sulla narrazione politica Gli stessi atti sono definiti o meno terroristici a seconda che siano commessi da stati o da attori non statuali distingue troppo tra regolari e irregolari, utilizzo di altri termini e diritti crimini di guerra/diritto internazionale umanitario vs terrorismo/diritto penale Se commessi da stati alcuni degli stessi atti cessano del tutto di figurare come violazioni la nozione dominante di terrorismo internazionale non riafferma il principio di immunit dei non combattenti, ma ribadisce il monopolio degli stati sulla guerra Esempi vari: embargo vs Iraq, bombardamenti vs Jugoslavia 1999, assedio di Groznyj 1994 aviazione americana e miliziani iracheni, entrambi hanno sferrato offensive contro centrali elettriche e infrastrutture civili dellIraq cacciatorpediniere Cole attaccato da al-Quaida mentre rinforzava lembargo commerciale vs Iraq Altre pressioni: specialisti di terrorismo in realt specialisti di antiterrorismo terrorismo nemico anche prima che oggetto di studio, la definizione del fenomeno gi atto di guerra; domanda di conoscenze che tende a crescere ogni volta che in corso unoffensiva terroristica, momento in cui forte la tentazione di adottare la nozione dominante senza discuterla. Indefinibilit del terrorismo ed erosione del concetto di guerra normale Definizione di terrorismo sul piano internazionale Assenza di una definizione condivisa e giuridicamente vincolante di terrorismo sul piano internazionale In nessun caso si arrivati a una convenzione generale e giuridicamente vincolante Sotto accusa laccezione svalutativa della parola terrorismo impossibilit di concordare sul suo significato riflette limpossibilit di porre fine ai conflitti Un luogo comune come il tuo terrorista il mio combattente per la libert non regge fino a che regga laccordo fondamentale che esige che solo lo stato abbia il monopolio delluso della violenza legittima indipendentemente dalle ragioni C sempre stato qualcuno che ha riconosciuto scusanti allimpiego della violenza da parte di soggetti diversi dagli stati rifiuto dei paesi del terzo mondo di includere nella definizione di terrorismo gli atti di violenza commessi nel corso delle guerre di liberazione nazionale Rapporto norma-eccezione e paradosso fondamentale della parola terrorismo Parola coniata nel periodo storico in cui iniziava a erodersi la condizione normale da cui avrebbe dovuto ricavare il proprio significato Alcuni irregolari pi legittimi di altri? Partigiani vs Terroristi si gi indebolita la separazione tra regolari e irregolari

Invece di definire in negativo il concetto di guerra normale, la nozione di terrorismo ne ha definito la dissoluzione, la perdita di effettivit del monopolio statuale sulluso della violenza organizzata Pace e guerra sono andate confondendosi in un intrico di esperienze e metafore (guerra fredda, peace enforcing, etc)

CAPITOLO II Guerra senza limiti e guerra limitata I freni clausewitziani La guerra molto pi della continuazione della politica con altri mezzi, ne limmagine riflessa. La sua forma non mai estranea alla forma della convivenza interna e internazionale cui appartiene. Dalla guerra cavalleresca alla guerra comunale declino sociale, politico ed economico della societ feudale Dalla guerra settecentesca alla guerra napoleonica frattura nelle condizioni interne e internazionali delle societ europee Da guerra europea a guerra coloniale differenza persistente tra relazioni interne ed esterne allEuropa Scoppio di guerre mondiali globalizzazione politica, diplomatica e strategica La guerra dice dellordine sociale persino ci che la pace riesce a dissimulare o nascondere chi detiene il potere di dettare la propria volont agli altri e in quale misura Condizioni che rendono possibili le limitazioni della guerra potere e istituzioni (principali vettori ordinativi della vita internazionale) potere non richiede esistenza di un tessuto sociale tra gli attori (anche assoluti estranei che entrino in contatto sporadico tra loro, n societ n sistema), il secondo richiede che si sentano parte di un insieme in qualche misura comune, necessario concordare che la guerra non debba pregiudicare o distruggere le mutuali relazioni future). 1. Tra continuit e discontinuit. La guerra e i diversi esiti dellanarchia internazionale Rapporto tra forma della guerra e forma della convivenza internazionale costituente lammissibilit della guerra riflette la differenza costitutiva tra politica interna e politica internazionale. La mancanza di unagenzia dotata del potere esclusivo di utilizzo legittimo della violenza condanna tutti i soggetti allautodifesa Lanarchia internazionale, a differenza dellanarchia hobbesiana, non produce una condizione immutabile di guerra tutti contro tutti: la guerra cambia nella frequenza come anche nella forma. Per Raymond Aron il quadro della congiuntura politica internazionale dipende dalla configurazione del rapporto di forze, dalle dimensioni della scena diplomatica e dal grado di somiglianza (istituzionale, culturale e ideologica) tra gli attori. Guerre meno frequenti e pi micidiali linfittirsi delle interdipendenze politiche e strategiche aumenta il rischio che una qualunque guerra si trasformi in guerra generale e tende cos ad aumentare le cautele delle parti in conflitto possibilit o meno di fare appello a valori comuni, sistemi internazionali omogenei/eterogenei. Hobbes presuppone che siano gli stati a ritrovarsi in una condizione anarchica, e che lanarchia interna sia risolta. Tra Kriegsspiel e violenza totale Guerra limitata e guerra senza limiti Pu risultare pi o meno estesa in base alla posta in gioco, ai mezzi impiegati, ai soggetti che la combattono o a quelli che la subiscono. Pu rimanere circoscritta a determinati soggetti o travalicare ogni distinzione (combattenti/non combattenti, battaglia/luogo riparato;

neutrali/non neutrali) e non tollerare limiti nel dispiegamento della violenza (guerra totale e terrore vs i non combattenti). Distinzione basilare nella riflessione politica, giuridica e filosofica sulla guerra: guerra giusta, sviluppo parallelo di diritto bellico e diritto umanitario. Portato dellesp erienza individuale e collettiva. Guerre interne al sistema europeo molto limitate vs guerre esterne senza limiti. Codici di comportamento diversi su diversi fronti e contro nemici diversi nella stessa guerra: tedeschi e americani in WWII. Distinzione avvertita chiaramente nel passaggio tra epoche diverse: modi di combattere attraverso tattiche dilatorie, manovre e assedi cedono il posto a modi pi spregiudicati di cercare la battaglia decisiva. Addirittura pu non bastare la battaglia a esaurire il potenziale di violenza della guerra. Tre grandi traumi storici: guerra dei trentanni, guerre napoleoniche, WWI. Lanarchia non rende la guerra sempre uguale: la immerge in un flusso ininterrotto di costruzioni e catastrofi di limiti. 2. Il freno originario. La soglia di accesso alla violenza La guerra nella vita internazionale Modo in cui si combatte, rappresenta e tramanda nella memoria una guerra. Ci che ha bisogno di essere spiegato non lirrompere della guerra senza limiti, bens lesistenza dei limiti stessi. Senza unagenzia titolare del monopolio delluso della violenza legittima, legittimo attendersi che in caso di conflitto nessuno possa essere trattenuto dallusare qualunque forma di violenza contro chiunque altro (Hobbes). Cosa trattiene lanarchia internazionale dal precipitare nello stesso baratro? Diseguaglianza di potere La prima e pi persistente forza frenante la diseguaglianza di potere, che distingue alla radice lanarchia internazionale dallo stato di natura hobbesiano. Eguaglianza = eguale capacit di uccidersi. La soglia per uccidersi pu essere pi o meno alta, ma mai tale da poter essere attraversata da tutti. Guerra: attivit esclusiva che richiede disponibilit di risorse tecnologiche e finanziarie che consentano di combatterla e vincerla, di capacit organizzative e abilit tecniche che vanno apprese, tramandate e tenute in esercizio. Il limite originario alla violenza internazionale consiste nella soglia di accesso al gioco. La guerra limitata se e in quanto non tutti coloro che vorrebbero difendersi da s o attaccare gli altri hanno concretamente la possibilit di farlo. Monopolio statuale sulla violenza Prima ancora che la soglia di accesso alla guerra venga sanzionata dal diritto, si forma e si consolida sul terreno del potere, chiarendo il rapporto tra legittimit e monopolio: il monopolio che produce la legittimit, e non viceversa. Coloro che stanno perdendo di fatto il monopolio si sforzano di recuperarlo appellandosi al proprio diritto esclusivo di impiegarla. La legittimit non annulla le differenze di potere, resta esposta a frizioni, scostamenti e contraddizioni. Nel diritto la soglia di accesso al gioco ha diviso gli stati dagli attori non statuali, sul piano del potere ha diviso pochi o pochissimi stati da tutti gli altri.

3. I freni alla scalata allestremo in Clausewitz Guerra assoluta vs Guerra reale Nemmeno una volta superata la soglia di accesso i giocatori si comportano nello stesso modo. Distinzione tra guerra assoluta e guerra reale introdotta da Clausewitz. Guerra assoluta non ha nulla a che vedere con la guerra totale, ma la guerra nella forma pi pura, la guerra in s. La guerra per Clausewitz un duello su vasta scala con lo scopo di abbattere lavversario e rendergli impossibile ogni ulteriore resistenza: un atto di forza che ha per scopo costringere lavversario a sottomettersi alla nostra volont. La guerra non dovrebbe in questo modo tollerare limiti, ma la guerra reale si allontana dal suo ideale assoluto nelle modificazioni della realt, restandone subordinata come ad una legge suprema, al punto che prima di Bonaparte le guerre erano diventate una diplomazia alquanto rinforzata in cui lobbiettivo era un punto in cui mantenersi in equilibrio. Non due elementi distruttori, ma le tensioni provocate in due elementi elettrici ancora separati: qual la parete non conduttrice che impedisce alla scarica totale di prodursi?. Le capacit limitate: il cerchio magico delle tecnologie Cerchio magico Primo freno riconosciuto da Clausewitz al pieno dispiegamento delle forze, cerchio magico vincolante le forze naturali della guerra, poi definito dallo stato maggiore sovietico i fattori che operano in permanenza. Fattori che incidono sulle operazioni belliche, frenandole e a volte impedendole del tutto: tempo, clima, stagioni, terreno. Il cerchio magico circoscrive anche spazi e tempi della guerra: si pensi al carattere stagionale e diurno delle guerre fino al 1900, e alla preferenza per luoghi favorevoli al movimento e sostentamento degli eserciti, ma anche alle limitazioni tecnologiche (gittata e capacit di distruzione) che obbligano a restringere i confini della battaglia, disegnandone il margine esterno e creando una netta distinzione tra combattenti e non combattenti. Geografia e tecnologia. Le capacit Ogni apparato militare dipende dagli strumenti disponibili e dal loro uso efficace. I contendenti non possono sfuggire dai propri limiti economici e tecnologici (armi, mezzi di trasporto e comunicazione, servizi logistici di rifornimento, approvvigionamento, acquartieramento ed equipaggiamento) e dalla propria organizzazione sociale ed economica, che deve finanziarli e gestirli. Limite molto variabile di epoca in epoca e continuamente sospinto in avanti nella nostra. La guerra limitata se e in quanto le capacit dei contendenti sono limitate di conseguenza la forza distruttiva della guerra non pu tradursi senza ostacoli in una scarica corrispondente. Le piccole cause innumerevoli che frenano il pieno dispiego della forza, fungendo da mezzo resistente o attrito, comprendono fattori morali (fatica, pericolo) e tecnologici (impossibilit di superare le avversit atmosferiche, carenza o imprecisione delle informazioni). Somma di attriti nel meccanismo della guerra.

Gli obbiettivi limitati, ovvero il rapporto tra guerra e politica Obbiettivi limitati I fattori tecnologici hanno per Clausewitz un ruolo secondario, subordinato al contrappeso per eccellenza: la natura della guerra come strumento della politica. Il vero significato della guerra come continuazione della politica con altri mezzi consiste non in una liberazione della guerra, ma quasi sempre in una sua limitazione. La misura della guerra abbraccia tanto gli obbiettivi quanto i sacrifici per essi necessari la guerra limitata se e in quanto sono limitati gli obbiettivi dei contendenti. Esempi di limite: voglio solo fare conquiste lungo le frontiere per conservarle o scambiarle nelle trattative di pace; voglio solo turbare la sicurezza dellavversario e ispirargli inquietudine; posso avere un obbligo spiacevole imposto da alleanze. Condizioni necessario vi sia una mediazione istituzionale capace di sottrarre obbiettivi alla guerra nella continua tensione tra sentimento ostile e intenzione ostile. Separazione tra governo e popolo: il primo depositario della natura razionale e politica della guerra, il secondo del cieco istinto della violenza. Lo scopo politico avr un peso tanto pi decisivo quanto pi le masse saranno indifferenti e quanto minore sar la tensione tra i due stati. I vincoli politici sono efficaci solo quando pesano nella stessa misura su entrambi i contendenti: per determinare la misura dei mezzi che dovr mettere in azione per la guerra, ognuno dei contendenti dovr valutare non soltanto il proprio scopo politico, ma anche quello dellavversario. La libert limitata, ovvero la guerra come azione reciproca Azione reciproca Terzo freno: la guerra non suppone il lavoro di una forza attiva contro una massa inerte ma lurto di due forze attive contrapposte. Azione reciproca: finch non abbiamo abbattuto lavversario, dobbiamo temere noi stessi di esserne abbattuti. La guerra limitata se e in quanto le capacit e la volont di ciascuno dei contendenti sono controbilanciate o trattenute dalla capacit e dalla volont altrui. Principi agiscono in tutte le fasi della guerra: - Allinizio introduce un principio di cautela nella decisione stessa di ricorrere alla forza, non essendo noi in grado di conoscere a priori lesito della guerra. - Una volta scoppiate le ostilit la frizione tra volont e capacit dei contendenti impedisce che la guerra si riassuma in una certa decisione e, determinando soste e sospensioni, consente allo scopo politico di riapparire e tornare a frenare i contendenti. - Alla conclusione dello sforzo bellico suggerisce di andare non fino al limite estremo, ma solo fino al punto culminante della vittoria oltre cui si determina del lavoro perduto e dello sforzo nocivo, causa di reazioni. Il principale freno risiede nella superiore forza della forma difensiva e nellequilibrio tra offesa e difesa.

4. Guerra e mutamento. I fattori di erosione dei limiti Condizioni di limitazione Quattro condizioni riconducibili alla dimensione del potere: Non tutti coloro che avrebbero la volont di combattere hanno la possibilit di farlo Anche coloro che hanno la possibilit hanno capacit economiche e tecnologiche limitate Anche quando non frenati dalla capacit, i contendenti lo sono dalla limitatezza dei propri obbiettivi Anche quando capacit e obbiettivi li spingerebbero verso lestremo, incontrano la forza reagente delle capacit e degli obbiettivi del nemico Mutamenti destinati a indebolirle Tre tipi di mutamento possono indebolire le condizioni di limitazione della guerra: Mutamenti ambientali, riferiti al contesto tecnologico, militare ed economico Mutamenti interni, riguardanti il carattere delle societ che compongono il sistema, il loro sistema politico e la loro organizzazione militare Mutamenti internazionali, che investono la struttura del sistema internazionale e in particolare la distribuzione del potere. Nella realt i tre tipi di mutamento interagiscono e si influenzano continuamente: gli stati fecero le guerre e le guerre fecero gli stati tra 1560 e 1660 gli sviluppi della tecnologia militare e quelli dellorganizzazione politica, burocratica e fiscale dello stato si rafforzarono a vicenda. Occorre inoltre premettere che, anche quando talune percezioni sono erronee, ci che spiega la maggiore o minore propensione a limitare la guerra il modo in cui tali mutamenti sono percepiti, pi che le loro oggettive radici storiche. Fattori ambientali La natura della guerra non mai indipendente dalla natura delle tecnologie con le quali combattuta. Come i mutamenti di livello tecnologico possono incidere sul carattere pi o meno limitato della guerra. Quattro tipi di mutamento: Mutamenti che, aumentando il rendimento della macchina militare, incoraggiano a non limitare i propri obbiettivi per il timore di non riuscire a realizzarli (abbassando il gradiente della perdita di forza, diradando la nebbia della guerra, infrangendo vecchi stili di combattimento e i loro limiti). Mutamenti che, forzando il cerchio magico, consentono di indebolire o annullare il carattere circoscritto della guerra, dando ai contendenti la possibilit di scegliere sempre quando e dove attaccare lavversario. Con lavvento dellaviazione stata travolta la stessa separazione tra spazio della guerra e spazio della pace. Mutamenti che investono la relazione reciproca tra i contendenti, mutando il rapporto tra offesa e difesa. Le innovazioni che avvantaggiano lattacco stimolano il ricorso alla guerra. La guerra aerea secondo Douhet ammette solo loffesa: ogni volta che la difesa torna ad apparire impossibile, la comune dialettica lascia il posto a una sorta di guerra offensiva bilaterale. [vedi rapporto Stati Uniti terrorismo]. Attacco senza soste, le capacit delluno non sono pi trattenute dalle capacit dellaltro. Alle pause dellazione reciproca si sostituisce un attacco senza soste. Mutamenti legati alla soglia di accesso alla guerra. Ogni volta che il costo o la difficolt di impiego delle armi si abbassano drasticamente, i soggetti esclusi rientrano nelluniverso della guerra. Incubo della proliferazione delle armi di distruzione di

massa riavvicinamento dellanarchia internazionale allo stato di natura fino allultima soglia critica, per cui le tecnologie civili e quelle militari non sono pi chiaramente distinte tra loro e non richiedono abilit diverse per essere impiegate. Fattori interni Mutamenti nei format militari (dimensioni delle forze armate, rapporto tra le principali armi, stratificazione sociale della forza). In ogni epoca il format funzione delle esigenze tecniche quanto di fattori sociali (cicli demografici, condizioni economiche, grado di mobilitazione politica, stratificazione sociale). Determinazione della quantit e qualit degli investimenti disponibili per le imprese militari, la capacit di prolungarle nel tempo senza pregiudicare le altre attivit pubbliche e private. Alternanza di periodi in cui portare le armi coincide con il partecipare alla politica e periodi in cui si afferma la professionalit della violenza bellica (Miglio: privatizzazione di una funzione squisitamente politica). Nelle fasi storiche in cui la febbre politica pi bassa il mestiere della guerra riservato ai professionisti, aumentando divario e reciproca diffidenza tra militari e civili. Tre aspetti che possono limitare la guerra: Capacit di coinvolgere sul campo di battaglia il sentimento ostile, la contrapposizione tra amico e nemico e la disponibilit che ne consegue a uccidere o essere uccisi. Dipendenza della guerra dagli obbiettivi della politica: mano a mano che il governo si isola dal popolo personificando in s lo stato, la guerra diveniva puro affare di governi, lopposto quando la guerra diviene affare di popolo. Nazionalizzazione della guerra, che altera lequilibrio dellestraneit dei popoli rispetto alle decisioni su pace e guerra (principio dellestraneit dei primi alle violenze della guerra). Se la guerra di gabinetto lascia spazio alla guerra di popolo, lidea che il popolo debba restare al riparo dalla violenza perde plausibilit: si prepara la guerra totale. Fattori politici internazionali La guerra non mai indipendente dal modo in cui distribuito il potere tra le parti in conflitto. La possibilit di limitare la guerra dipende da quanto le capacit di ciascuno sono controbilanciate o trattenute dalle capacit e dalla volont dellaltro. Diversi fattori possono pregiudicare lequilibrio tra le parti: monopolio delle tecnologie militari pi avanzate, organizzazione militare pi efficiente, sviluppo economico superiore, cultura della guerra pi spregiudicata. Si passa dal duello alla caccia. La consapevolezza della superiorit fa piazza pulita del principio di cautela che trattiene il passaggio dalla pace alla guerra: una guerra senza azzardo il cui risultato noto in anticipo. Incertezze sui costi umani ed economici, ma esito scontato. Durante la guerra la guerra va ad assomigliare al lavoro di una forza attiva contro una massa inerte. Non vi pi alla fine della guerra un punto culminante della vittoria, non vi alcun disincentivo ad andare fino in fondo: guerra tendenzialmente senza limiti, come nella vicenda coloniale. Non si spiega per in Clausewitz perch nelle guerre occidentali, pure in casi di abissali differenze tra piccole e grandi potenze e gli sconfitti erano alla merc dei vincitori, non avvenuto quanto avvenuto nel caso delle guerre coloniali.

CAPITOLO III Guerra senza limiti e guerra limitata I freni groziani Per Clausewitz la guerra tra i popoli civili estranea alla violenza illimitata perch avviene tra soggetti che mantengono lidea di appartenere in comune a un contesto civile. Per Aron finch i nemici non perdono completamente la consapevolezza della loro parentela, la guerra resta unistituzione sociale contraddistinta dal significato che le attribuito dalle societ, da obblighi e divieti, da elementi rituali e regole. Le regole del gioco e lisomorfia tra guerra e gioco: distanza dalla vita ordinaria o comune, indole conchiusa nel tempo e nello spazio, realizzazione di un ordine temporaneo e limitato, ma assoluto, tensione creata dallincertezza. Analogia con il duello. La guerra storicamente stata limitata da regole del gioco concordate implicitamente o esplicitamente tra gli avversari. Freni groziani approccio che, senza rinunciare allidea realista che la politica internazionale sia caratterizzata dallassenza di governo, ridimensionano il peso dellanarchia internazionale, ritenendo che lordine internazionale sia qualcosa di pi del prodotto dei rapporti di forza e che dipenda da un insieme di vincoli politici, giuridici e culturali. 1. La societ anarchica e la stilizzazione della guerra Societ internazionale vs sistema internazionale Sistema internazionale rete di interdipendenze politiche, economiche e strategiche, sufficiente che le azioni di ciascuno abbiano conseguenze sulla posizione degli altri Societ internazionale insieme di comunit politiche indipendenti che si preoccupano di soddisfare almeno gli obbiettivi elementari di una convivenza sociale: ogni membro aderisce alle norme e alle regole sociali e ha un senso di interesse comune agli scopi elementari della vita sociale. Il rapporto tra societ e sistema amplia lo spettro dei possibili esiti dellanarchia internazionale. Continua tensione tra sistema e societ: i confini tra di loro possono non coincidere neppure allinterno della stessa epoca storica (Persia, Impero Ottomano, rogue states o attori non statuali). Se una societ anarchica non cessa mai di essere un sistema, un sistema anarchico pu perdere i propri elementi societari: in assenza di forme di riconoscimento reciproco tra gli attori, sussistono unicamente i freni derivanti da capacit, obbiettivi e resistenze reciproche. La guerra pu avere una forma giuridica e culturale solo se la convivenza internazionale ne ha gi una. Ogni smarrimento o indebolimento della forma della guerra segnale di un possibile smarrimento (forse gi in atto) della forma della convivenza. Normalmente lincombenza della minaccia della guerra di tutti contro tutti mette al centro di qualunque ordinamento internazionale lesigenza di porvi un argine, istituzionalizzando la guerra. 2. La forma della guerra e i suoi contorni Istituzionalizzare la guerra Cosa limitato quando la guerra limitata? nessun ordinamento internazionale pu rinunciare allobbiettivo di limitare la violenza, ciascuno lo persegue secondo i propri principi, norme e regole, coeretni con istituzioni e convinzioni dominanti, con la natura della propria organizzazione sociale e con la somma delle capacit tecniche a disposizione degli attori. Tali norme e principi non possono restare immutati da unepoca allaltra.

Tre questioni elementari: Chi ha diritto e a quali condizioni di ricorrere alla forza (jus ad bellum) In quali modi e contro chi ha diritto di impiegarla (jus belli) In che cosa e attraverso quali procedure la guerra si differenzia dallo stato di pace e da altre forme di violenza (bellum) Jus ad bellum, i freni al diritto di ricorrere alla guerra Nessun contesto sociale pu tollerare che la decisione di ricorrere alla violenza sia limitata soltanto da circostanze di fatto prima preoccupazione: limitare il diritto stesso di ricorrere alla guerra, vietando che chiunque possa farlo in qualunque momento e fino a qualunque esito. Necessari: Autorit legittima Giusta causa Buona intenzione Estremo ricorso Una volta vinta non sia resa ingiusta da una punizione eccessiva allo sconfitto. Elementi di comunicazione e moderazione. 1. Uso della violenza riservato a un gruppo limitato di soggetti cristallizzazione della soglia di accesso in unattribuzione di legittimit.

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