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EUROPROGETTAZIONE ZEO ANTONIO

MAZ

NASCITA DELLA COMUNITA EUROPEA


La Comunit europea costituiva il " Primo pilastro" dell'Unione europea. Considerata la pi importante delle Comunit europee, nasce nel 1957 ed entra in vigore il 1 gennaio 1958 con il nome di Comunit economica europea (CEE), con l'entrata in vigore dei trattati di Roma, firmati da sei stati fondatori (Italia, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Germania) il 25 marzo dell'anno precedente.

TRATTATO DI ROMA
Per Trattati di Roma si intende il trattato firmato a Roma il 25 marzo 1957: il trattato che istituisce la Comunit economica europea. Per Trattato di Roma si intende il primo documento, il cui nome stato successivamente cambiato in Trattato che istituisce la Comunit europea (TCE)

TRATTATO DI ROMA ISTITUZIONE DI: EURATOM: Appariva il campo di collaborazione pi agevole e riteneva che lo sfruttamento dellenergia nucleare avrebbe potuto mantenere in costante crescita il mercato europeo dopo la fine del boom, legato al petrolio e al gas; CEE. Il nuovo organismo avrebbe dovuto promuovere, mediante la formazione del mercato comune e larmonizzazione delle legislazioni economiche nazionali, una crescita stabile e duratura al continente

TRATTATO DI ROMA
OBIETTIVI:
Il trattato di Roma non prevedeva una politica regionale, ma soltanto dei meccanismi di solidariet sotto forma di due fondi strutturali: il Fondo sociale europeo e il Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia, sezione orientamento.

Dal 1973 con l'ingresso di Regno Unito, Irlanda e Danimarca nella CEE, negoziarono una serie di accordi per assicurare uniformit nelle politiche economiche delle due organizzazioni, sfociata infine nell'accordo per lo Spazio economico europeo (SEE) La politica regionale stata istituita solo a seguito del primo allargamento della Comunit (nel 1973), a partire dalla creazione del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) nel 1975. Ma le sue dotazioni sono rimaste, per molto tempo, modeste, impedendo alla politica regionale di andare oltre un livello limitato.

1986 ATTO UNICO EUROPEO


lAtto unico (1986) che ha fatto della coesione economica e sociale una nuova competenza della Comunit e ne ha fissato gli obiettivi e i mezzi. Tra questi mezzi, ha accolto innanzitutto unutilizzazione sistematica dei fondi strutturali e ha previsto, a tal fine, una riforma delle loro regole di funzionamento.

I principi delle nuove regole sono:


la concentrazione dei fondi per obiettivo e per regione; il partenariato tra la Commissione, gli Stati membri e le autorit regionali per la pianificazione, lattuazione e il monitoraggio degli interventi; la programmazione degli interventi; laddizionalit dei contributi comunitari.

TRATTATO DI MATRICHT
Il Trattato di Maastricht, o Trattato sull'Unione Europea, un trattato che stato firmato il 7 febbraio 1992 a Maastricht, dai dodici paesi membri dell'allora Comunit Europea, oggi Unione Europea, che fissa le regole politiche e i reti o parametri economici necessari per l'ingresso dei vari Stati aderenti nella suddetta Unione. entrato in vigore il 1 novembre 1993 .

TRATTATO DI MAASTRICHT OBIETTIVI:


a. Contributi del trattato; b. Nuovo e cospicuo aumento della dotazione dei fondi; c. Una riforma significativa dei fondi strutturali; d. Creazione del Fondo di coesione;

Secondo il Trattato di Maastricht la Comunit europea ha l'obbligo di promuovere nell'insieme della Comunit:
uno sviluppo armonico, equilibrato e sostenibile delle attivit economiche un livello elevato di occupazione e di protezione sociale e pari opportunit tra donne e uomini una crescita duratura e non inflazionistica un elevato livello di competitivit e di convergenza dei risultati economici un livello elevato di protezione e di miglioramento della qualit dell'ambiente, l'innalzamento del livello e della qualit della vita, la coesione economica e sociale e la solidariet tra gli Stati membri

Per perseguire tale risultato, la CE elabora un insieme di politiche settoriali, in particolare in questi settori:
Occupazione e diritti sociali Libert, sicurezza e giustizia Ambiente Consumatori e salute Energia e risorse naturali Regioni e sviluppo locale Cultura, istruzione e giovent Scienza e tecnologia Trasporti Economia, finanza e concorrenza Politiche industriali e mercato interno Relazioni esterne e immigrazione

RIFORMA DI BERLINO - 1999


Consiglio europeo riunito a Berlino nel marzo 1999 ha approvato una nuova riforma dei fondi strutturali: Tale riforma ha per obiettivo: una maggiore concentrazione degli aiuti; una semplificazione e un decentramento del funzionamento dei fondi; un rafforzamento della loro efficacia e quindi della valutazione e del controllo; uninsistenza sulladdizionalit.

PRIMA PROGRAMMAZIONE FONDI 2000/2006


AGENDA 2000

Parallelamente, lo stesso Consiglio europeo di Berlino approvava lallocazione di 213miliardi di euro alle azioni strutturali per il periodo 2000-2006, di cui 7miliardi andranno al nuovo Strumento strutturale di preadesione (ISPA), la cui creazione era stata approvata dal Consiglio europeo nel dicembre 1997 nel quadro dellAgenda 2000 e che destinato, tra laltro, a facilitare ladattamento dei paesi dellEuropa centrale e orientale candidati alladesione allUnione.

CONSIGLIO DI GOTEBORG 2001


Nel 2001 il Consiglio di Goteborg, riunito in sessione straordinaria, ha convenuto di integrare la dimensione sociale dello sviluppo, definita nella Strategia di Lisbona, con gli aspetti della sostenibilit ambientale. Il documento prevede che Lo sviluppo sostenibile - soddisfare i bisogni dellattuale generazione senza compromettere quelli delle generazioni future - un obiettivo fondamentale fissato dai trattati. A tal fine necessario affrontare le politiche economiche, sociali e ambientali in modo sinergico. La mancata inversione delle tendenze che minacciano la qualit futura della vita provocher un vertiginoso aumento dei costi per la societ o render tali tendenze irreversibili.

PROGRAMMAZIONE 2007/2013
Con una dotazione finanziaria complessivamente pari a 308miliardi di euro, la nuova riforma della politica di coesione ha come obiettivo quello di rendere le azioni strutturali: pi mirate verso obiettivi strategici dellUE (impegni di Lisbona e di Gteborg per uneconomia basata sulla conoscenza competitiva e sostenibile, strategia europea per loccupazione); maggiormente concentrate sulle regioni pi svantaggiate anticipando nel contempo le evoluzioni nel resto dellUE; pi decentralizzate e attuate in maniera pi semplice, trasparente ed efficace.

IL TRATTATO DI LISBONA - 2007


lintroduzione del concetto di coesione territoriale e il suo riconoscimento in quanto obiettivo dellUnione; linclusione della coesione territoriale tra le competenze concorrenti dellUnione, del trattato sul funzionamento dellUE]; la sostituzione del parere conforme con la procedura legislativa ordinaria (codecisione) in occasione del voto del regolamento generale applicabile ai fondi strutturali; il riconoscimento da parte della Carta dei diritti fondamentali, sebbene essa non sia stata ripresa nel trattato, dellidentit nazionale degli Stati membri e dellordinamento dei loro pubblici poteri a livello nazionale, regionale e locale; lapplicazione del principio di sussidiariet non pi soltanto alla definizione dei rapporti tra le istituzioni europee e gli Stati membri, ma anche alle autorit locali e regionali; lintroduzione di una disposizione in merito ai ricorsi proponibili alla Corte di giustizia per violazione del principio di sussidiariet, che prevede che i ricorsi possono essere proposti anche dal Comitato delle regioni avverso atti legislativi europei per ladozione dei quali il trattato sul funzionamento dellUnione preveda la consultazione;

ISTITUZIONI
Assemblea, composta dai rappresentanti dei popoli degli Stati membri la cui elezione era a suffragio universale diretto. Consiglio, composto dai rappresentanti degli Stati membri. Il suo compito consisteva nel coordinare le politiche economiche generali degli Stati membri. Commissione, inizialmente composta da 9 membri scelti dai governi degli Stati membri in base alla loro competenza, era l'istituzione sopranazionale. Corte di giustizia, assicurava il rispetto del diritto nell'interpretazione e applicazione del Trattato.

Q.S.N. (Quadro Strategico Nazionale)

Quadro Strategico Nazionale con l'obiettivo di indirizzare le risorse che la politica di coesione destiner al nostro Paese, sia nelle aree del Mezzogiorno sia in quelle del Centro-Nord. E una sorta di proposta nazionale nei confronti dellUnione Europea.

Q.C.S. (Quadro Comunitario di Sostegno)


Il Quadro comunitario di sostegno (QCS) il documento approvato dalla Commissione europea, d'intesa con lo Stato membro interessato, sulla base della valutazione del Piano presentato dallo stesso Stato. Il QCS contiene la fotografia della situazione di partenza, la strategia, le priorit d'azione, gli obiettivi specifici, la ripartizione delle risorse finanziarie, le condizioni di attuazione. Il QCS articolato in assi prioritari e attuato tramite uno o pi Programmi operativi.

SCOPO DELLUNIONE EUROPEA


Sin dalla nascita dell'UE, agli occhi dei sostenitori risultava evidente che per raggiungere una forma politica pienamente federata, quindi non solo di convenienza economica (assunto ribadito come principio nel Trattato di Maastricht, 1992), si doveva operare per eliminare le profonde differenze esistenti tra le regioni pi ricche e quelle meno avvantaggiate. A tale scopo fu varata un'apposita politica di interventi sul territorio. In particolare, ai sensi del Trattato di Lisbona, la UE ha elaborato e continua a sostenere una specifica politica di coesione economica e sociale. Lo strumento elaborato per concretizzare tale finalit sono, appunto, i cosiddetti Fondi strutturali europei. Questi nel corso del tempo hanno subito continue e opportune modifiche, in rapporto tendenzialmente coerente con le diverse posizioni politiche e programmatiche assunte nel tempo, dalla UE.

FONDI STRUTTURALI-OBIETTIVI
I Fondi strutturali sono strumenti di intervento creati e gestiti dall'Unione Europea per finanziare vari progetti di sviluppo all'interno dell'UE. Gli obiettivi principali dei fondi sono tre: riduzione delle disparit regionali in termini di ricchezza e benessere; aumento della competitivit e dell'occupazione; sostegno alla cooperazione transfrontaliera

PROGRAMMAZIONE 2000/2006
I Fondi strutturali per la programmazione 2000-2006 avevano tre obiettivi: Obiettivo 1: aveva lo scopo di promuovere lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo; vi rientravano in particolare le regioni il cui PIL minore del 75% della media europea, come ad esempio le regioni del mezzogiorno di Italia. L'Obiettivo 1 si rivolgeva ad un numero limitato di Regioni UE, ma disponeva di circa il 70% degli interi finanziamenti (195 miliardi di euro complessivi). Obiettivo 2: aveva lo scopo di sostenere la riconversione socioeconomica delle zone con difficolt strutturali. Obiettivo 3: era mirato a sostenere, per le regioni escluse dall'obiettivo 1, l'ammodernamento dei sistemi di istruzione, formazione e occupazione.

FONDI STRUTTURALI PROGRAMMAZIONE 2000/2006


il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR); il Fondo Sociale Europeo (FSE); il Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e di Garanz ia (FEAOG) (detto anche Fondo Europeo di Orientamento e Garanzia Agricola (FEOGA) ); lo Strumento Finanziario di Orientamento della Pesca (SFOP).

PROGRAMMAZIONE 2007/2013
La programmazione adottata per il ciclo 2007-2013 prodotta da un lato a partire dagli effetti (positivi/negativi) di quanto realizzato nel ciclo precedente (2000-2006), e dall'altro in considerazione dei nuovi obiettivi programmatici inseriti, nel frattempo, nell'agenda ideale della UE. Tra questi vanno ricordate le svolte sia di Lisbona sia di Gteborg , che hanno introdotto diverse variazioni programmatiche negli obiettivi del progetto UE. In particolare hanno ampliato gli indicatori e gli obiettivi meramente economici, quale presupposto e garanzia della crescita territoriale. Infatti, il consiglio europeo di Lisbona (2000) ha rivalutato l'importanza della conoscenza, e quello di Gteborg (2001) del ruolo dell'ambiente. Rispetto al ciclo precedente, alcuni fondi hanno cambiato nome e finalit e alcuni altri cambiamenti sono stati decisi.

OBIETTIVI PROGRAMMAZIONE 2007/2013


1. Convergenza. Questo obiettivo volto ad accelerare la convergenza degli Stati membri e delle Regioni in ritardo di sviluppo, migliorando le condizioni di crescita e d'occupazione. I settori d'intervento sono i seguenti: qualit degli investimenti in capitale fisico e umano, sviluppo dell'innovazione e della societ basata sulla conoscenza, adattabilit ai cambiamenti economici e sociali, tutela dell'ambiente nonch efficienza amministrativa. Il finanziamento effettuato tramite Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo e Fondo di coesione.

2. Competitivit regionale e occupazione. Questo obiettivo punta, al di fuori delle regioni in ritardo di sviluppo, a rafforzare la competitivit, l'occupazione e le attrattive delle regioni. Esso consentir di anticipare i cambiamenti socioeconomici, promuovere l'innovazione, l'imprenditorialit, la tutela dell'ambiente, l'accessibilit, l'adattabilit dei lavoratori e lo sviluppo di mercati di lavoro che favoriscano l'inserimento. Il finanziamento effettuato tramite Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo sociale europeo.

3.

Cooperazione territoriale europea. Questo obiettivo inteso a rafforzare la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale, basandosi sulla precedente iniziativa Interreg. L'azione finanziata dal FESR. L'obiettivo consiste nel promuovere la ricerca di soluzioni congiunte a problemi comuni tra le autorit confinanti, come lo sviluppo urbano, rurale e costiero e la creazione di relazioni economiche e reti di piccole e medie imprese. La cooperazione orientata su ricerca, sviluppo, societ dell'informazione, ambiente, prevenzione dei rischi e gestione integrata delle acque.

INTERVENTI
L'articolazione territoriale degli interventi viene ripartita in:
PON (programmi operativi nazionali) POR (programmi operativi regionali) monofondo POIN (programmi operativi interregionali)

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NOVITA PROGRAMMAZIONE 2007/2013


FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), che promuove investimenti pubblici e privati per ridurre gli squilibri regionali nellUE; FSE (Fondo Sociale Europeo), volto ad accrescere ladattabilit dei lavoratori e delle imprese, migliorare l''accesso all''occupazione e alla partecipazione al mercato del lavoro e rafforzare linclusione sociale; Fondo di Coesione, che contribuisce a interventi nei settori dellambiente e delle reti di trasporti transeuropee nei paesi con reddito nazionale lordo (RNL) inferiore al 90% della media comunitaria (Il Fondo di Coesione non interessa lItalia).

NOVITA PROGRAMMAZIONE 2007/2013


Convergenza (ex Obiettivo 1), diretto a Stati e regioni in ritardo di sviluppo. Finanziato da FESR, FSE e FC. (Importo circa l81,5% del budget totale). Competitivit regionale e occupazione (ex Obiettivi 2 e 3), interessa tutte le regioni che non rientrano nellobiettivo Convergenza. Mira a rafforzare competitivit e attrattivit delle regioni e loccupazione a livello regionale. Finanziato da FESR e FSE (Importo circa il 16% del budget totale). Cooperazione territoriale europea (ex iniziativa comunitaria Interreg), volta a rafforzare la cooperazione transfrontaliera e transnazionale, tramite iniziative congiunte a livello regionale e nazionale e la cooperazione e lo scambio di esperienze a livello interregionale. In questo obiettivo andranno a confluire tra laltro le azioni finanziate dai programmi Interreg, Equal e Urban. Finanziato da FESR e FSE (Importo circa il 2.5% del budget totale).

NOVITA PROGRAMMAZIONE 2007/2013


nazionali (PON), in settori con particolari esigenze di integrazione a livello nazionale, la cui Autorit di Gestione una Amministrazione Centrale (5 FESR, 3 FSE); regionali (POR), multisettoriali, riferiti alle singole regioni gestiti dalle Amministrazioni Regionali. Per ciascuna regione c un POR FESR e un POR FSE (21 FESR, 21 FSE); interregionali (POIN), su tematiche quali energia, attrattori culturali naturali e turismo in cui risulta efficace unazione coordinata fra regioni in grado di realizzare economie di scala e di scopo; gestiti dalle regioni, con la partecipazione di centri di competenza nazionale o Amministrazioni centrali (2 FESR).

NOVITA PROGRAMMAZIONE 2007/2013


La principale novit rappresentata dall''introduzione del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), che sar l''unico strumento per il finanziamento per la politica di sviluppo rurale. Il nuovo regolamento prevede anche l''adozione di Linee guida strategiche comunitarie e un analogo documento di pianificazione strategica a livello nazionale. In Italia le risorse del FEASR (ex FEOGA Orientamento) vengano utilizzate esclusivamente attraverso Programmi Regionali di Sviluppo Rurale conformemente al Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale

FONDI DIRETTI
La Commissione Europea dispone di un set di programmi a durata pluriennale inerenti a settori prioritari e strategici per l'Unione . I programmi sono gestiti direttamente dalle diverse Direzioni Generali competenti della Commissione Europea, che periodicamente pubblicano dei bandi che hanno la forma di: invito a presentare proposte (Call for Proposals) gare d'appalto (Call for Tenders) I programmi europei ed i relativi bandi non prevedono l'implementazione di opere a carattere strutturale su base nazionale o regionale, bens la realizzazione di progetti innovativi in settori ritenuti strategici per lo sviluppo dell'Unione. La costituzione di una partnership transnazionale costituisce un criterio imprescindibile per l'ottenimento dei fondi diretti.

FONDI INDIRETTI
I Fondi Indiretti (o Fondi strutturali) costituiscono lo strumento utilizzato dall'Unione Europea per ridurre il divario economico e strutturale tra le Regioni europee: di fatto, sono le risorse destinate a finanziare attivit diverse tramite contributi a fondo perduto o in conto interessi. Attraverso un articolato processo di programmazione che coinvolge la Commissione Europea, gli Stati e le loro Regioni, i fondi comunitari, integrati da risorse statali, sono trasferiti a livello locale per essere erogati. In Italia la gestione dei Fondi strutturali affidata alle Regioni che predispongono dei Programmi Operativi Regionali (detti POR) in cui individuano le priorit che vogliono realizzare e le linee d'intervento sulla base delle quali saranno emessi dei bandi. I Fondi Strutturali si suddividono in: Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), il quale finanzia infrastrutture, investimenti, progetti di sviluppo locale e piccole medie imprese. Fondo Sociale Europeo (FSE) il quale promuove principalmente azioni volte alla riduzione della disoccupazione e al reinserimento nel mercato del lavoro. Fondo di Coesione, il quale cofinanzia progetti di infrastrutture ambientali e reti di trasporto transeuropee nei paesi meno sviluppati dell'Unione.

RETI
Le reti europee sono organismi permanenti di collaborazione tra enti, istituti universitari, centri studi, esperti individuali, sia europei che extra-europei, su unarea tematica ben individuata e selezionata per la sua rilevanza

Fondi Diretti
Ambiente, Energia e Mobilit sostenibile (tutela dellambiente e prevenzione dei rischi, energie rinnovabili e efficienza energetica, mobilit sostenibile) Agricoltura (azioni di informazione sulla p.a.c., azioni di informazione e promozione prodotti agricoli) Cultura e Comunicazione: Cultura (programma cultura, programma Europa per i cittadini, Programma Gioventu in azione; Programma Lifelong learning); Comunicazione (Programma Media; Programma Media Mondus) Inclusione sociale, giustizia e sicurezza (F.s.e., Programma occupazione e solidariet, Lotta contro la violenza Daphne; Diritti fondamentali e cittadinanza, solidariet e gestione dei flussi migratori) Mediterraneo e Cooperazione allo sviluppo (Cooperazione e sviluppo, Programma Euromed Heritage, Programma Ciudad)

Fondi Indiretti P.O.R.


Asse I (Risorse naturali) Asse II (Risorse Culturali) Asse III (Risorse umane) Asse IV (Sistemi locali di sviluppo) Asse V (Citt, enti locali e qualit della vita) Asse VI (Reti e nodi di servizio)

Fondi Indiretti P.I.T.


I PIT (Progetti Integrati Territoriali) utilizzano i fondi strutturali in maniera integrata attraverso un complesso di azioni intersettoriali, strettamente coerenti e collegate tra di loro che convergono verso il comune obiettivo di sviluppo del territorio. I PIT (Progetti Integrati Territoriali) sperimentano nuove metodologie di lavoro che migliorano lefficacia degli investimenti pubblici e aumentano leffetto leva su quelli privati.

Fondi Indiretti P.I.S.


PIS (Progetti Integrati Settoriali) si concentrano sullo sviluppo dei sistemi turistico-culturali locali attraverso un insieme di azioni settoriali variegate ma interconnesse. Gli interventi sono rivolti al recupero, valorizzazione e gestione dei beni storicoculturali e al potenziamento della ricettivit.

Fondi Indiretti P.O.N.


Le Autorit di Gestione sono i ministeri di riferimento: Istruzione, Universit e Ricerca (per il PON Ricerca e il PON Scuola), Interno, Attivit Produttive, Infrastrutture e Trasporti, Politiche Agricole e Forestali, Economia e Finanze: PON RICERCA SCIENTIFICA, SVILUPPO TECNOLOGICO E ALTA FORMAZIONE; PON SCUOLA PER LO SVILUPPO; PON SICUREZZA PER LO SVILUPPO DEL MEZZOGIORNO; PON SVILUPPO IMPRENDITORIALE LOCALE; PON TRASPORTI; PON PESCA PON ASSISTENZA TECNICA E AZIONI DI SISTEMA

FONTI DI INFORMAZIONI
GAZZETTA UFFICIALE DELLUNIONE EUROPEA; http://eur-lex.europa.eu http://ec.europa.eu/italia/index_it.htm http://europa.eu http://www.europafacile.net/

Europa 2020
Il futuro della politica di coesione va interpretato e collocato nel pi vasto contesto del nuovo quadro dazione europeo e della strategia europea di "Europa 2020: Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva"che definisce gli obiettivi programmatico-politici con lorizzonte temporale del 2020 e che saranno perseguiti attraverso il coinvolgimento delle principali politiche di intervento dellUnione europea, nellambito del prossimo Quadro finanziario pluriennale2014-2020 in corso di negoziazione.

EUROPA 2020
A fronte del rinnovato quadro istituzionale legato all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona si avviato il dibattito europeo per definire il nuovo Quadro finanziario pluriennale post 2013 e, di conseguenza il complesso delle politiche europee, tra le quali la futura politica di coesione e la politica agricola comune (che insieme ad oggi coprono oltre il 75% dell'intero bilancio comunitario) e tutte le altre politiche settoriali.

EUROPA 2020
La Commissione europea ha presentato la proposta del nuovo quadro finanziario pluriennale 2014-2020 in giugno 2011, che sar modificata e approvata entro la fine del 2012. Il quadro normativo relativo alle diverse politiche dell'UE sar definito entro l'estate 2012, per poi entrare in vigore presumibilmente il 1 gennaio 2014.

EUROPA 2020-PRIORITA
crescita intelligente: sviluppare un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione crescita sostenibile: promuovere un'economia pi efficiente sotto il profilo delle risorse, pi verde e pi competitiva crescita inclusiva: promuovere un'economia con un alto tasso di occupazione (miglioramento delle capacit lavorative, lotta all'esclusione ed alla povert)

EUROPA 2020 OBIETTIVI


dare lavoro al 75 % della popolazione tra i 20 e i 64 anni (maggior partecipazione delle donne e dei lavoratori anziani e migliore integrazione dei migranti nella popolazione attiva) investire in ricerca e sviluppo il 3% del PIL dell'Unione Europea raggiungere gli obiettivi "2020" in tema di clima/energia (ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% la quota delle fonti di energia rinnovabile, migliorare del 20% l'efficienza energetica); abbassare il tasso di abbandono scolastico al di sotto del 10 % e fare in modo che almeno il 40 % dei giovani consegua una laurea o un diploma di terzo livello ridurre del 25% il numero di europei che vivono al di sotto delle soglie di povert (almeno 20 milioni di persone in meno delle attuali, devono essere a rischio di povert)

EUROPROGETTAZIONE ZEO ANTONIO

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RICORDIAMO CHE SI PARLA DI OBIETTIVO CONVERGENZA IN QUESTI AMBITI DI LAVORO


ricerca e sviluppo tecnologico (RST), innovazione e imprenditorialit; societ dell'informazione; ambiente; prevenzione dei rischi; turismo; investimenti culturali; investimenti nei trasporti; energia; investimento a favore dell'istruzione; investimenti nelle infrastrutture sanitarie e sociali; aiuti diretti agli investimenti nelle piccole e medie imprese (PMI).

Il FESR presta particolare attenzione agli aspetti specifici territoriali. Le azioni relative alla dimensione urbana vengono integrate nei programmi operativi. L'azione del FESR mira infatti a risolvere i problemi economici, ambientali e sociali delle citt e delle zone rurali. In FESR finanzia: le infrastrutture per migliorare l'accessibilit; le reti e i servizi di telecomunicazione nelle zone rurali; lo sviluppo di nuove attivit economiche; il potenziamento dei legami tra le zone urbane e rurali; lo sviluppo del turismo e del riassetto dell'ambiente rurale; Laboratori e cablaggio;

FESR

F.S.E. (FONDO SOCIALE EUROPEO)


Prevenire la disoccupazione dei giovani e il reinserimento degli adulti nel mercato del lavoro Promuovere le pari opportunit Formazione superiore, continua e orientamento Sostegno alla formazione nelle imprese per la competitivit e la nuova imprenditorialit Favorire l'accesso e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro Migliorare i sistemi di monitoraggio, valutazione e controllo

Fondi Diretti (U.E. come autorit di gestione)


Ambiente, Energia e Mobilit sostenibile (tutela dellambiente e prevenzione dei rischi, energie rinnovabili e efficienza energetica, mobilit sostenibile) Agricoltura (azioni di informazione sulla p.a.c., azioni di informazione e promozione prodotti agricoli) Cultura e Comunicazione: Cultura (programma cultura, programma Europa per i cittadini, Programma Gioventu in azione; Programma Lifelong learning); Comunicazione (Programma Media; Programma Media Mondus) Inclusione sociale, giustizia e sicurezza (F.s.e., Programma occupazione e solidariet, Lotta contro la violenza Daphne; Diritti fondamentali e cittadinanza, solidariet e gestione dei flussi migratori) Mediterraneo e Cooperazione allo sviluppo (Cooperazione e sviluppo, Programma Euromed Heritage, Programma Ciudad)

Fondi Indiretti P.O.R.


Asse I (Risorse naturali) Asse II (Risorse Culturali) Asse III (Risorse umane) Asse IV (Sistemi locali di sviluppo) Asse V (Citt, enti locali e qualit della vita) Asse VI (Reti e nodi di servizio)

Fondi Indiretti P.O.N.


Le Autorit di Gestione sono i ministeri di riferimento: Istruzione, Universit e Ricerca (per il PON Ricerca e il PON Scuola), Interno, Attivit Produttive, Infrastrutture e Trasporti, Politiche Agricole e Forestali, Economia e Finanze: PON RICERCA SCIENTIFICA, SVILUPPO TECNOLOGICO E ALTA FORMAZIONE; PON SCUOLA PER LO SVILUPPO; PON SICUREZZA PER LO SVILUPPO DEL MEZZOGIORNO; PON SVILUPPO IMPRENDITORIALE LOCALE; PON TRASPORTI; PON PESCA PON ASSISTENZA TECNICA E AZIONI DI SISTEMA

PROGRAMMI EUROPEI - SOCRATES


Socrates si compone: COMENIUS (Azione 1) riguarda la prima fase dellistruzione, dalla scuola materna ed elementare alla scuola secondaria ed destinato a tutti coloro: alunni, insegnanti, altro personale del settore dellistruzione, ma anche autorit locali, associazioni dei genitori. Sostiene la costituzione di partenariati a livello scolastico, progetti per la formazione del personale docente e la costituzione di reti nel settore scolastico. ERASMUS (Azione 2) l'azione consacrata all'istruzione superiore. Essa si propone di migliorare la qualit e rafforzare la dimensione europea dell'istruzione superiore incoraggiando la cooperazione transnazionale tra universit, promuovendo la mobilit nonch la trasparenza e il pieno riconoscimento accademico degli studi e delle qualifiche su tutto il territorio dell'Unione. ERASMUS consiste in molte attivit diverse, ad esempio scambi tra studenti e docenti, sviluppo comune di programmi di studio, reti tematiche tra dipartimenti e facolt in tutta Europa, corsi di lingue (EILC) etc. GRUNDTVIG (Azione 3) l'azione che si propone di migliorare la qualit dell'educazione degli adulti e di rendere pi accessibili a tutti i cittadini europei le opportunit di apprendimento lungo tutto l'arco della vita. LINGUA (Azione 4) l'azione offre supporto a misure intese a favorire e sostenere la pluralit linguistica in ambito europeo, a contribuire al miglioramento qualitativo sia dell'insegnamento che dell'apprendimento delle lingue, ad agevolare l'accesso a strutture che consentano di studiare le lingue a qualsiasi et. MINERVA (Azione 5) l'azione finalizzata a promuovere la cooperazione nellambito dellapprendimento a distanza e ad incentivare limpiego delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nellistruzione.

PROGRAMMA CULTURA 2007


Gli obiettivi del programma sono: - promozione della creativit, della diffusione transnazionale della cultura nonch della circolazione degli artisti, degli autori e di altri professionisti e operatori culturali, nonch delle loro opere, dando particolare rilievo ai giovani, alle persone socialmente svantaggiate e alla diversit culturale; - valorizzazione della diversit culturale e sviluppo di nuove forme di espressione culturale; condivisione e valorizzazione a livello europeo del patrimonio culturale comune di rilevanza europea; - diffusione di know-how e promozione di buone prassi relative alla conservazione e salvaguardia di tale eredit culturale; - considerazione del ruolo della cultura nello sviluppo socioeconomico; - promozione del dialogo interculturale e dello scambio tra le culture europee e non europee; - riconoscimento esplicito della cultura in quanto fattore economico, d'integrazione sociale e di cittadinanza; - miglioramento dell'accesso e della partecipazione alla cultura del maggior numero possibile di cittadini dell'Unione europea.

EUROPA 2020 PROGRAMMA DAPHNE


DAPHNE, mira ad adottare misure volte a garantire un elevato livello di tutela della salute fisica e psichica proteggendo i bambini, i giovani e le donne dalla violenza mediante unopera di prevenzione e di assistenza alle vittime, al fine di prevenire in futuro la loro esposizione alla violenza. Possono beneficiare del programma Daphne II le organizzazioni senza scopo di lucro e le istituzioni (ad es. autorit locali, facolt universitarie e centri di ricerca) che operano per prevenire e combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne o per proteggere da tale violenza o fornire supporto alle vittime.

PROGRAMMA ELEARNING
In linea generale il programma si propone di sostenere e sviluppare ulteriormente luso efficace delle TIC nei sistemi europei distruzione e di formazione, contribuendo cos a unistruzione di alta qualit e fornendo un elemento indispensabile per adeguarsi alle esigenze della societ della conoscenza in un contesto di formazione permanente. Gli obiettivi specifici del programma sono: a) identificare i soggetti interessati e informarli su vie e mezzi per usare lelearning allo scopo di promuovere lalfabetizzazione digitale; b) sfruttare il potenziale dellelearning per migliorare la dimensione europea dellistruzione; c) fornire meccanismi per sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi europei di qualit, e per favorire lo scambio e il trasferimento delle buone prassi; d) sfruttare il potenziale dellelearning nel contesto dellinnovazione nei metodi di insegnamento allo scopo di migliorare la qualit del processo di apprendimento e di favorire lautonomia degli insegnanti.

PROGRAMMA EQUAL-PARI OPPORTUNITA


1 - Inserimento della dimensione delle pari opportunit tra uomini e donne in tutte le politiche ed attivit 2 - Impiego e condizioni di lavoro: istruzione,tirocinio, accesso e condizioni di impiego, promozione dell'indipendenza economica, organizzazione e flessibilit delle condizioni di lavoro, eguale valore e retribuzione del lavoro tra uomo e donna, aspetti legati all'ambiente lavorativo incluse le molestie sessuali, imprenditorialit 3 - Equilibrio dei ruoli nelle decisioni:sviluppo e monitoraggio dei metodi, strategie ed azioni 4 - Incremento delle conoscenze, promozione di condizioni favorevoli di uguaglianza tra uomini e donne Le iniziative possibili da svilupparsi attraverso una forte cooperazione transnazionale sono: 1. analisi e comparazione della situazione, efficacia dei processi, dei metodi e degli strumenti usati per promuovere luguaglianza, in particolare il ruolo degli uomini nella promozione delluguaglianza; 2. scambi di buone pratiche e utilizzo di buone pratiche in contesti diversi; 3. sviluppo di prodotti, strategie e metodi; 4. attivit per incrementare la consapevolezza, seminari; 5. disseminazione dei risultati.

PROGRAMMA GIOVENTU PER LEUROPA


Obiettivo principale del programma quello di fornire ai giovani dai 15 ai 25 anni unopportunit per ampliare i propri orizzonti attraverso la realizzazione di progetti da attuare nel proprio paese di origine o allestero. Le finalit principali delliniziativa possono essere cos schematizzate: incoraggiare i giovani a contribuire attivamente allintegrazione europea; stimolare una maggiore attenzione per le altre culture e per le conoscenze linguistiche; sviluppare la comprensione interculturale e combattere la xenofobia; incoraggiare lo spirito di impresa, liniziativa personale e la creativit; stimolare il riconoscimento dellistruzione informale; incentivare la collaborazione fra tutte le strutture e gli operatori coinvolti nelle politiche giovanili 1. Scambi di giovani: sostegno alla mobilit di gruppi di giovani allinterno e allesterno dellUnione europea. 2. Servizio volontario europeo: sostegno a progetti che offrano ai giovani lopportunit di risiedere in un altro Paese per un massimo di 12 mesi prendendo parte a progetti locali come volontari.

PROGRAMMA JEAN MONNET


L'azione Jean Monnet mira a coprire le spese per azioni di integrazione europea nelle universit, sia all'interno che all'esterno dell'Unione europea, con particolare riferimento alle discipline delle scienze sociali per le quali gli sviluppi delle questioni comunitarie rappresentano una parte crescente della materia studiata, e cio: Diritto comunitario, Economia europea, Scienza Politica europea e Storia della costruzione europea. L'azione Jean Monnet assegna fondi sulla base di un cofinanziamento per un periodo iniziale di tre anni in cambio di un impegno da parte dell'Universit a mantenere le attivit di insegnamento cos create per almeno i primi due anni successivi al co-finanziamento comunitario

PROGRAMMA LEONARDO DA VINCI


Il Programma mira ad attuare una politica comunitaria di formazione professionale promuovendo la cooperazione nel settore dellistruzione e della formazione. I principali obiettivi dellazione consistono nel: a) rafforzare capacit e competenze dei giovani che seguono una prima formazione professionale attraverso la formazione in alternanza e l'apprendistato; b) migliorare la qualit della formazione professionale permanente e dell'acquisizione di capacit e competenze in tutto l'arco della vita; c) promuovere e potenziare il contributo della formazione professionale al processo di innovazione per migliorare la competitivit e lo spirito imprenditoriale.

PROGRAMMA LIFE AMBIENTE


Sviluppo di tecniche, metodi innovativi e integrati e ulteriore sviluppo della politica comunitaria dell'ambiente con particolare attenzione a: considerazioni sull'ambiente e sullo sviluppo sostenibile nella pianificazione e nella valorizzazione del territorio, incluse le zone urbane e costiere promozione della gestione sostenibile delle acque freatiche e di superficie riduzione al minimo dell'impatto ambientale delle attivit economiche, in particolare mediante lo sviluppo di tecnologie pulite e ponendo l'accento sulla prevenzione, compresa la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra prevenzione, riutilizzo, recupero e riciclaggio dei rifiuti di tutti i tipi e gestione razionale del flusso di rifiuti riduzione dell'impatto ambientale dei prodotti mediante una strategia integrata degli stadi della produzione, della distribuzione, del consumo e del trattamento al termine del ciclo di vita, compreso lo sviluppo di prodotti rispettosi dell'ambiente

PROGRAMMA MEDIA
Il programma MEDIA, persegue gli obiettivi generali seguenti: conservare e valorizzare la diversit culturale e linguistica europea e il patrimonio audiovisivo cinematografico europeo, garantire l'accesso al pubblico dello stesso e favorire il dialogo tra le culture; accrescere la circolazione e la visibilit delle opere audiovisive europee all'interno e all'esterno dell'Unione europea; rafforzare la concorrenzialit del settore audiovisivo europeo nel quadro di un mercato europeo aperto e concorrenziale propizio all'occupazione. Per realizzare questi obiettivi MEDIA2007 interviene: a monte della produzione audiovisiva per favorire l'acquisizione e il perfezionamento delle competenze e lo sviluppo delle opere audiovisive europee (fasi di preproduzione); a valle della produzione audiovisiva per sostenere la distribuzione e la promozione delle opere audiovisive europee (fasi di postproduzione); nel sostegno a favore di progetti pilota destinati a garantire l'adeguamento del programma agli sviluppi del mercato.

PENSARE AD UN PROGETTO
Un progetto non si improvvisa e nemmeno le competenze per pensarlo, studiarlo, scriverlo e realizzarlo. Larte della progettazione ormai entrata nelle pratiche abituali delle organizzazioni. Se da una parte tutti concordano sul senso e sullimportanza di guardare avanti, partire da unidea, pensare ad una proposta, dare forma ad un pensiero perch sia coerente, trascinante e attuabile, dallaltra bisogna fare i conti con le risorse umane ed economiche a disposizione, le emergenze da affrontare, i problemi. Non sempre facile per le organizzazioni di essere in sintonia con i processi che la progettazione esige: lefficacia del loro operato si misura sostanzialmente sulla loro capacit di tessere relazioni, ma necessario non dimenticare che anche quelle di piccola dimensione devono affrontare questioni gestionali e di redditivit non da poco. Lefficacia, quindi, di una organizzazione di volontariato e la sua capacit progettuale deve potersi anche fondare sulla serenit di avere tutti gli strumenti necessari al suo operare.

UN PROGETTO REALE
Il passaggio quindi quello verso una logica circolare, dove un percorso reale di progettazione accompagna il territorio e la comunit a crescere e trovare soluzioni condivise. In questo tipo di prospettiva si parte da unidea, ci si confronta con il territorio, si prova a pensare a qualche soluzione progettuale e solo in un secondo momento ci si attiva per il reperimento delle risorse economiche. Troppo spesso, al contrario, le organizzazioni si mettono a tavolino per scrivere progetti perch uscito il bando: questo atteggiamento crea grandi frustrazioni e spesso genera iniziative perdenti gi in partenza. Il coinvolgimento del territorio e il lavoro di rete solo formale e, anzi, diventa un peso da sobbarcarsi piuttosto che una risorsa che arricchisce il progetto. percorsi di co-progettazione e di lavoro in rete sono certamente molto faticosi, ma sono importanti per produrre cambiamenti nella situazioni sulle quali si interviene. Inoltre, al di l del risultato che si vuole ottenere quanto si fa un progetto, importante il processo che ne accompagna la realizzazione perch al suo interno che spesso si individuano soluzioni inaspettate e si consolidano relazioni significative per gli interventi futuri. In tal senso, notevole peso riveste anche il ruolo della verifica che, accompagnando liniziativa in tutte le sue fasi, in grado di dare indicazioni per correggere e rafforzare le azioni.

PRELIMINARE DI PROGETTAZIONE
Chi siamo?? Il punto di partenza ovviamente l'identit di chi pensa al progetto e che poi intende realizzarlo; nello specifico alcuni aspetti dell'identit organizzativa: quanti siamo; quali competenze ha ciascuno di noi; quali ruoli assumono le persone coinvolte nel processo; quali procedure abbiamo per decidere; cosa ci spinge a stare insieme. Cosa sappiamo?? quali conoscenze abbiamo intorno al fenomeno; cosa abbiamo gi sistematizzato e cosa invece ancora da ordinare; cosa hanno detto altri; quanti e quali punti di vista esistono (anche diversi dai nostri). Quali strategie e prospettive?? come vedo l'organizzazione; che relazione esiste tra quanto sto pensando di fare e e le linee guida di progetto; quanto riesco ad "agire in piccolo e pensare in grande";

PROBLEMI INIZIALI LETTURA DI UN BANDO


1) Molto spesso uno dei pi grandi deterrenti di fronte alla progettazione su bando proprio la quantit di fogli scritti che una persona si trova davanti; delibere quadro che definiscono le linee politiche generali, delibere specifiche attuative, i bandi veri e propri, i formulari da riempire e tanti allegati necessari per la compilazione. In alcuni casi ho visto che possibile arrivare a diverse centinaia di pagine, ma anche nei casi pi semplici dobbiamo far fronte ad alcun decine di fogli scritti. 2) Il secondo problema che si incontra il modo in cui i contenuti sono espressi e come sono posti graficamente sui fogli di carta o all'interno dei siti; chi scrive un bando segue un proprio schema logico rispetto alla sequenza degli argomenti e dei temi trattati e questa logica differisce da bando a bando e spesso diversa da quella di chi li legge. Il problema quindi di orientamento da una parte e di selezione dall'altra.

LEGGERE UN BANDO: LA SCADENZA


La prima informazione da cercare proprio la scadenza del bando. Sembra banale e ovvio, ma cos non ; spesso si viene a conoscenza di bandi, in prossimit o addirittura dopo la scadenza dello stesso. Capita, alle volte, di leggere interamente il bando e scoprire solo alla fine (di solito la data di scadenza non mai all'inizio degli scritti) che in realt stata una fatica inutile. Diversi sono gli elementi che possiamo ricercare in merito alla scadenza. Rimane ovvio che se il bando non gi scaduto dobbiamo capire quanto tempo abbiamo per compiere tutte le azioni connesse a quella domanda; ovvero non si tratta solo di compilare un formulario (azione che a una persona minimamente esperta non richiede molte giornate di lavoro), ma di costruire o riadattare al bando idee progettuali. Ma non basta perch possiamo anche cercare di capire (nel bando stesso o in testi ad esso correlati) se esistono e quali sono altre possibili scadenze; esistono infatti alcuni bandi detti "aperti", ovvero bandi che hanno, oltre ad una scadenza specifica, anche periodi di presentazione ripetuti nel tempo. Inoltre dobbiamo capire se quel bando ha una cadenza di uscita regolare e predefinita. Ma non basta, dobbiamo anche cercare di essere sempre informati sul bando che ci interessa; proprio ultimamente ci sono state proroghe sulle scadenze di alcuni bandi.

LEGGERE UN BANDO: SOGGETTI AMMISSIBILI


All'interno dei progetti possibile svolgere azioni rivestendo ruoli diversi; nella realt vengono utilizzate differenti espressioni e termini per definire la posizione ricoperta all'interno di un progetto. Utilizziamo nel presente scritto la terminologia pi usata all'interno della progettazione in ambito europeo anche se importante, al di l del nome, la posizione ricoperta. Promotore: ovvero il soggetto che promuove, coordina, tiene le fila anche amministrative del progetto. Attuatore: ovvero colui che realizza le azioni o alcune di esse. Partner: ovvero soggetti che collaborano o partecipano ad alcune azioni senza che queste per siano determinanti nella realizzazione del progetto complessivo. I partner possono essere attivi, ovvero svolgere delle azioni, o passivi, ovvero essere coloro che ricevono alcune azioni specifiche. In alcuni casi promotore e attuatore possono coincidere; in alcuni bandi devono essere obbligatoriamente diversi e l'ente pu rivestire un ruolo in base alla sua natura giuridica. Ad esempio alcuni bandi prevedono che il promotore sia una Pubblica Amministrazione, che a sua volta identifica sul territorio enti del Terzo settore come enti attuatori delle azioni. In questa fase,quindi, dobbiamo vedere cosa prevede il bando rispetto ai soggetti che possono presentare il progetto, quali requisiti devono avere in merito alla forma giuridica, quale la natura dell'ente, indicazioni in merito alla grandezza dell'organizzazione, alla sua collocazione territoriale e cos via.

LEGGERE UN BANDO: DESTINATARI


Infine non ci resta che cercare le informazioni relative ai destinatari. Dobbiamo cio cercare se nel bando ci sono vincoli particolari rispetto ai destinatari del progetto, sapendo che esistono a grandi linee due possibili tipologie: i destinatari finali, anche detti beneficiari, e i destinatari intermedi. I beneficiari sono i soggetti a cui destinato il progetto e sono coloro che hanno la priorit assoluta rispetto a qualsiasi azione posta in essere; i destinatari intermedi sono quei soggetti che compiono azioni nei confronti dei beneficiari e che a loro volta sono destinatari di qualche azione progettuale.

LETTURA APPROFONDITA DEL BANDO


Dopo aver accertato che il bando in questione pu avere una certa attinenza con la nostra idea e che abbiamo tutti i requisiti per parteciparvi, dobbiamo iniziare il lavoro di lettura attenta dei dettagli necessari per la compilazione della domanda o del formulario. Nel fare questo dobbiamo tenere conto che ogni bando pone dei vincoli: VINCOLI ECONOMICI; VINCOLI TEMPORALI; VINCOLI PROCEDURALI;

VADEMECUM
TENER CONTO DEI CRITERI DI VALUTAZIONE; NON DARE PER SCONTATO NULLA; NON GIOCARE CON IL FATTORE TEMPORALE; PRENDERE VISIONE DEI FORMULARI; VISUALIZZAZIONE VOLTI E LUOGHI DI PROGETTO; EQUIPE DI LAVORO (ORGANIZZAZIONE E COMPETENZE)

I BANDI
Esistono bandi scritti bene e quelli scritti male, vi sono bandi che evidenziano in modo chiaro e leggibile gli elementi attraverso una struttura logica rigorosa e quelli che utilizzano logiche perlomeno poco intelleggibili, ma se ci costruiamo un nostro personale modo di leggere tra le righe, le analisi descritte in queste pagine non richiedono pi di una ventina di minuti e se questo ci permette di cogliere una opportunit non tempo perso inutilmente.

EUROPROGETTAZIONE ZEO ANTONIO

MAZ

LEGGERE UN BANDO: LA SCADENZA


La prima informazione da cercare proprio la scadenza del bando. Sembra banale e ovvio, ma cos non ; spesso si viene a conoscenza di bandi, in prossimit o addirittura dopo la scadenza dello stesso. Capita, alle volte, di leggere interamente il bando e scoprire solo alla fine (di solito la data di scadenza non mai all'inizio degli scritti) che in realt stata una fatica inutile. Diversi sono gli elementi che possiamo ricercare in merito alla scadenza. Rimane ovvio che se il bando non gi scaduto dobbiamo capire quanto tempo abbiamo per compiere tutte le azioni connesse a quella domanda; ovvero non si tratta solo di compilare un formulario (azione che a una persona minimamente esperta non richiede molte giornate di lavoro), ma di costruire o riadattare al bando idee progettuali. Ma non basta perch possiamo anche cercare di capire (nel bando stesso o in testi ad esso correlati) se esistono e quali sono altre possibili scadenze; esistono infatti alcuni bandi detti "aperti", ovvero bandi che hanno, oltre ad una scadenza specifica, anche periodi di presentazione ripetuti nel tempo. Inoltre dobbiamo capire se quel bando ha una cadenza di uscita regolare e predefinita. Ma non basta, dobbiamo anche cercare di essere sempre informati sul bando che ci interessa; proprio ultimamente ci sono state proroghe sulle scadenze di alcuni bandi.

LEGGERE UN BANDO: SOGGETTI AMMISSIBILI


All'interno dei progetti possibile svolgere azioni rivestendo ruoli diversi; nella realt vengono utilizzate differenti espressioni e termini per definire la posizione ricoperta all'interno di un progetto. Utilizziamo nel presente scritto la terminologia pi usata all'interno della progettazione in ambito europeo anche se importante, al di l del nome, la posizione ricoperta. Promotore: ovvero il soggetto che promuove, coordina, tiene le fila anche amministrative del progetto. Attuatore: ovvero colui che realizza le azioni o alcune di esse. Partner: ovvero soggetti che collaborano o partecipano ad alcune azioni senza che queste per siano determinanti nella realizzazione del progetto complessivo. I partner possono essere attivi, ovvero svolgere delle azioni, o passivi, ovvero essere coloro che ricevono alcune azioni specifiche. In alcuni casi promotore e attuatore possono coincidere; in alcuni bandi devono essere obbligatoriamente diversi e l'ente pu rivestire un ruolo in base alla sua natura giuridica. Ad esempio alcuni bandi prevedono che il promotore sia una Pubblica Amministrazione, che a sua volta identifica sul territorio enti del Terzo settore come enti attuatori delle azioni. In questa fase,quindi, dobbiamo vedere cosa prevede il bando rispetto ai soggetti che possono presentare il progetto, quali requisiti devono avere in merito alla forma giuridica, quale la natura dell'ente, indicazioni in merito alla grandezza dell'organizzazione, alla sua collocazione territoriale e cos via.

LEGGERE UN BANDO: DESTINATARI


Infine non ci resta che cercare le informazioni relative ai destinatari. Dobbiamo cio cercare se nel bando ci sono vincoli particolari rispetto ai destinatari del progetto, sapendo che esistono a grandi linee due possibili tipologie: i destinatari finali, anche detti beneficiari, e i destinatari intermedi. I beneficiari sono i soggetti a cui destinato il progetto e sono coloro che hanno la priorit assoluta rispetto a qualsiasi azione posta in essere; i destinatari intermedi sono quei soggetti che compiono azioni nei confronti dei beneficiari e che a loro volta sono destinatari di qualche azione progettuale.

LEGGERE UN BANDO: CRITERI DI VALUTAZIONE

Verificare i criteri di valutazione del progetto evidenziati allinterno del bando al fine di verificare la distribuzione dei punteggi ai fini della graduatoria di approvazione progetto. Difatti risulta da tali criteri, quali sono le priorit e di conseguenza possibile da tale punto, acquisire una maggiore consapevolezza nella redazione del progetto.

LETTURA APPROFONDITA DEL BANDO


Dopo aver accertato che il bando in questione pu avere una certa attinenza con la nostra idea e che abbiamo tutti i requisiti per parteciparvi, dobbiamo iniziare il lavoro di lettura attenta dei dettagli necessari per la compilazione della domanda o del formulario. Nel fare questo dobbiamo tenere conto che ogni bando pone dei vincoli: VINCOLI ECONOMICI; VINCOLI TEMPORALI; VINCOLI PROCEDURALI;

VADEMECUM
TENER CONTO DEI CRITERI DI VALUTAZIONE; NON DARE PER SCONTATO NULLA; NON GIOCARE CON IL FATTORE TEMPORALE; PRENDERE VISIONE DEI FORMULARI; VISUALIZZAZIONE VOLTI E LUOGHI DI PROGETTO; EQUIPE DI LAVORO (ORGANIZZAZIONE E COMPETENZE)

I BANDI
Esistono bandi scritti bene e quelli scritti male, vi sono bandi che evidenziano in modo chiaro e leggibile gli elementi attraverso una struttura logica rigorosa e quelli che utilizzano logiche perlomeno poco intelleggibili, ma se ci costruiamo un nostro personale modo di leggere tra le righe, le analisi descritte in queste pagine non richiedono pi di una ventina di minuti e se questo ci permette di cogliere una opportunit non tempo perso inutilmente.

STAFF DI PROGETTO IL COORDINATORE E RESPONSABILE DI PROGETTO


Referente per i partecipanti alla realizzazione del progetto relativamente a tutte le tematiche legate all'attuazione del progetto. Coordina allinterno le varie aree di sviluppo del progetto e verso lesterno ha una funzione istituzionale di responsabilit. Viene considerato il Referente Unico di progetto. In questa figura devono confluire tutti i partecipanti del progetto, ma soprattutto dallesterno viene riconosciuta in questa figura lunico interlocutore.

STAFF DI PROGETTO PROJECT MANAGER


Il project manager un ruolo di gestione operativa. Tale figura il responsabile unico della valutazione, pianificazione, realizzazione e controllo di un progetto. I compiti che deve svolgere un project manager per il successo del progetto si possono dividere in due aree: area operativa, legata alle metodologie, agli strumenti e alle tecniche di lavoro per realizzare al meglio gli obiettivi del progetto; area relazionale, concernente le dinamiche interpersonali e di comunicazione. Il ruolo del project manager richiede ottime competenze organizzative e metodologiche, ma non una profonda conoscenza dei dettagli tecnici del progetto di cui responsabile, ma deve conoscere molto bene il prodotto; inoltre sono necessarie alla riuscita del progetto competenze tecniche utili ad una organizzazione efficace delle risorse. La formazione del project manager richiede, oltre che un'esperienza sul campo, anche uno studio approfondito delle tecniche di project management, di problem solving, spiccate caratteristiche di leadership, un'ottima capacit di comunicazione.

LO STAFF DI PROGETTO -PROJECT IDEA

Allinterno di questa area, viene nominato uno staff che dedica il suo tempo nellelaborazione e scrittura dellidea di progetto. Formato da almeno n 3 progettisti che in maniera critica, attraverso il dibattito critico, giunge alla scrittura della proposta progettuale. Lo strumento di lavoro e il formulario.

LO STAFF DI PROGETTO -PROJECT FINANCE


Tale area si occupa della finanza di progetto, quindi ha lobiettivo di rendere fattibile liniziativa di progetto dal punto di vista finanziario; quindi necessario che valuti e definisca in maniera coerente la fattibilit di progetto rispetto al budget del bando. Ha competenze di analisi economica e finanziaria e si occupa della redazione allinterno del formulario di tali aree.

LO STAFF DI PROGETTO -GRUPPO OPERATIVO DI PROGETTO / G.O.P.


Il gruppo operativo di progetto solitamente una sintesi individuale di discussione delle varie aree di progetto; solitamente ne fa parte il coordinatore, un project manager, un project idea, esperti operativi ed esecutivi di progetto, partners; Sensibilizzazione di tutti i partners che realizzano il progetto; Coinvolgimento delle associazioni e delle agenzie del settore alimentare; Studio di fattibilit del progetto; Elaborazione delle fasi del progetto e con lutilizzo delle strutture; Definizione delle modalit di attuazione, verifica e valutazione; Studio della diffusione e pubblicizzazione degli interventi sul territorio; Studio del coordinamento complessivo del progetto

IL PARTENARIATO
I partenariati offrono la possibilit di lavorare insieme su uno o pi temi di comune interesse nellambito dellidea di progetto. L'obiettivo quello di incrementare la dimensione del progetto e promuovere la cooperazione tra gli attori della rete. Si tratta di un metodo ampiamente diffuso a livello comunitario, che trae spunto dallimportanza che gli stessi Trattati assegnano al ruolo della societ civile organizzata. In coerenza con questa impostazione, e formalizzando una prassi ed un senso comune gi ampiamente diffusi, la Commissione europea considera la partecipazione fra i principi di base di una buona governanza europea. Il partneriato puo essere sia pubblico che privato. Il partenariato va identificato per obiettivi di progetto.

ORGANIGRAMMA DI PROGETTO
COORDINATORE DI PROGETTO

PROJECT MANAGER

PROJECT IDEA

PROJECT FINANCE

PARTENARIATO

SCELTA REALISTICA DELLORGANIZZAZIONE


OGNI AREA OPERA PER COMPETENZE IN MANIERA ELASTICA, CON IL FINE DI COSTRUIRE SOLUZIONI COMUNI E CONDIVISE. IL TUTTO AVVIENE ATTRAVERSO LO SCAMBIO DI INFORMAZIONI, DATI, CONOSCENZE, PRATICHE, METODI, TECNOLOGIE. QUINDI OGNI AREA METTE IN CIRCOLO LE PROPRIE COMPETENZE PER RISOLVERE UN PROBLEMA COMUNE.

STRUTTURARE LIDEA PROGETTUALE


Prima di cominciare a scrivere, potete rispondere a queste domande? PERCHE? Definire obiettivi chiari . Obiettivi, NON risultati!! COSA? Definire i risultati in maniera misurabile e tangibile CHI? Responsabilit, scegliere la partnership, ogni partner un ruolo e responsabilit chiare; COME? Pianificare le attivit di progetto QUANDO? Posizionare le attivit nel tempo QUANTO? Assegnare i costi alle categorie giuste ed allocare le risorse

Universit degli Studi di Foggia CORSO DI EUROPROGETTAZIONE ANNO 2011-2012

LUE utilizza diverse procedure per fornire degli aiuti finanziari alle imprese europee, soprattutto alle PMI. In particolare, la Commissione europea consapevole dei problemi incontrati dalle imprese nellottenere prestiti e finanziamenti in capitale di rischio, e per rispondere a questa difficolt ha lanciato dei programmi con lo scopo di stimolare il ricorso a tali strumenti sui mercati europei. Nella maggior parte dei casi questi aiuti sono accessibili indirettamente, attraverso diversi attori intermediari.

Intermediari
Gruppo BEI Banca Europea per gli investimenti (BEI) Fondo Europeo per gli investimenti (FEI) Deve la sua creazione allesigenza di riunire gli strumenti di investimento nellUE in seno ad ununica istituzione.

Banca Europea per gli Investimenti


La BEI unistituzione finanziaria a lungo termine dellUE, che concede prestiti e garanzie in tutti i settori delleconomia, sia nel settore pubblico che in quello privato. La BEI ha 6 obiettivi prioritari per la sua attivit di prestito, stabiliti nel suo business plan (Corporate Operational Plan)

BEI: Obiettivi
1) 2) 3) 4) La coesione e la convergenza Il sostegno allattivit delle piccole e medie imprese La sostenibilit ambientale Limplementazione delliniziativa INNOVATION 2010 5) La realizzazione di una rete europea per il trasporto e lenergia. 6) Il sostegno alla politica energetica comunitaria

BEI: Forme di prestito


La BEI finanzia progetti a lungo termine. I prestiti sono concessi in funzione della realizzazione di altri mezzi di finanziamento. I presti erogati si dividono in due gruppi: 1. Prestiti intermediati alle PMI 2. Prestiti diretti a grandi aziende ed enti locali

Prestiti intermediati alle PMI


Sono linee di credito o prestiti indiretti predisposti per consentire il finanziamento di progetti fino a un massimo di 25 milioni di Euro. Una linea di credito pu finanziare fino a un massimo del 50% dei costi totali di ogni progetto. Esse sono assegnate a banche intermediarie e istituzioni finanziarie nel Paese in cui il progetto ha luogo. Queste istituzioni trasmettono i fondi BEI a PMI e autorit locali.

Prestiti diretti
I prestiti diretti (individuali) sono finanziamenti a progetti il cui valore superiore ai 50 milioni di Euro. La Banca pu finanziare fino a un massimo del 50% dei costi totali di ogni progetto. I finanziamenti individuali sono disponibili per i promotori sia nel settore pubblico che in quello privato.

Fondo Europeo dinvestimento (FEI)


E unistituzione finanziaria fondata nel 1994, il cui capitale di maggioranza detenuto dalla BEI (64%), dalla Commissione europea (27%) e da istituzioni finanziarie europee. Il suo obiettivo sostenere la nascita, la crescita e lo sviluppo delle PMI, in particolare, di quelle innovative dal punto di vista tecnologico, nonch fornire capitali di rischio alle PMI ed offrire garanzie a istituzioni finanziarie.

Fondo europeo dinvestimento (FEI)


Il FEI non un istituto di credito e non concede pertanto prestiti o sovvenzioni alle imprese, n investe direttamente in alcun tipo di societ. Opera invece attraverso banche ed altri soggetti dintermediazione finanziaria avvalendosi dei propri fondi o di quelli affidategli dalla BEI o dallUE. Si occupa della gestione di risorse comunitarie che rientrano nel PROGRAMMA SPECIFICO PER LINNOVAZIONE E LIMPRENDITORIALITA, istituito nellambito del Programma quadro per la competitivit e linnovazione 2007-2013. Il programma prevede azioni destinate a sostenere, migliorare, incoraggiare e promuovere: Laccesso al credito per lavviamento e la crescita delle PMI Creazione di un ambiente favorevole alla cooperazione tra PMI Eco-innovazione Cultura dellimprenditorialit dellinnovazione

Programma Energia Intelligente per LEuropa


Gli obiettivi sono: Incoraggiare lefficienza energetica Promuovere le fonti di energia nuove e rinnovabili Incoraggiare la diversificazione energetica Promuovere lefficienza energetica e luso di fonti di energia nuove e rinnovabili nei trasporti

Energia Intelligente per lEuropa


Il programma strutturato in quattro settori specifici: 1) Efficienza energetica e uso razionale delle risorse 2) Fonti di energia nuove e rinnovabili 3) Energia e trasporti 4) Iniziative integrate
http://www.ec.europa.eu/comm/energy/intelligent

Energie rinnovabili
Si intendono quelle forme di energia generate da fonti che per la loro caratteristica si rigenerano almeno alla stessa velocit con cui vengono consumate e il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Sono dunque forme di energia alternative alle tradizionali fonti fossili e molte di esse hanno la peculiarit di essere anche energie pulite ovvero di non immettere in atmosfera sostanze nocive o climalteranti quali ad esempio anidride carbonica. Esse sono ancora allo stadio di ipotesi o in fase di sviluppo; non quindi sempre chiaro il loro costo a regime, nonch il reale potenziale o peso sul fabbisogno energetico rispetto alle fonti tradizionali, vuoi anche per la non programmabilit di alcune fonti (come fotovoltaico o eolico)

Energia rinnovabili
Una distinzione che spesso viene fatta quella tra: fonti rinnovabili classiche (idroelettrica e geotermica) fonti rinnovabili nuove o NFER (eolica, solare, biomassa)

Energia geotermica
E la forma denergia dovuta al calore endogeno della Terra. Tale calore si manifesta con laumento progressivo della temperatura delle rocce con la profondit, in media di 3 ogni 100m. Lenergia accumulata nel sottosuolo resa disponibile tramite vettori fluidi, naturali o iniettati, che fluiscono dal serbatoio geotermico alla superficie spontaneamente o artificialmente tramite perforazione meccanica.

Lenergia solare una delle principali fonti di energia rinnovabile. Si intende la produzione di energia termica ed elettrica ottenuta sfruttando i raggi solari. Principali tecnologie: Pannello solare fotovoltaico: converte lenergia solare direttamente in energia elettrica tramite lausilio di alcuni semiconduttori riscaldati dalla luce solare. Pannello solare termico (o collettore): permette di catturare lenergia termica dei raggi solari per riscaldare lacqua sanitaria contenuta in un serbatoio di accumulo tramite uno scambiatore dicalore Pannello solare a concentrazione: cattura i raggi solari tramite un sistema di specchi parabolici a struttura lineare che li concentrano verso un unico punto in cui scorre un fluido termovettore o verso una caldaia.

Energia solare

Energia eolica
E ottenuta dal vento ovvero il prodotto della conversione dellenergia cinetica ottenuta dalle correnti daria in altre forme di energia (elettrica o meccanica). E una fonte di energia molto attraente come alternativa alle fonte non rinnovabili dal momento che pulita, distribuita e non produce gas serra. I parchi eolici sono connessi alle reti elettriche mentre le installazioni pi piccole sono utilizzate invece per fornire elettricit a luoghi isolati. La costruzione non riceve per unanime consenso a causa del loro impatto paesaggistico e altre problematiche come la rumorosit e la pericolosit per i volatili.

Energia eolica
Il suo sfruttamento, relativamente semplice e poco costoso attuato tramite macchine eoliche divisibili in due gruppi distinti in funzione del tipo di modulo base adoperato definito generatore eolico. Si distinguono: Generatori ad asse orizzontale (va orientato in parallelo alla direzione del vento) e ad asse verticale (indipendenti dalla direzione del vento) On-shore (sulla terraferma) e Off.-shore (installati ad alcune miglia dalla costa)

Energia da biomassa
Si definisce biomassa qualsiasi sostanza di matrice organica, vegetale o animale, destinata a fini energetici e non, e rappresenta una forma di accumulo dellenergia solare. Caratteristica la brevit del ciclo di ripristino. Quando si bruciano le biomasse (es. legname), estraendone lenergia immagazzinata nei componenti chimici, lossigeno si combina con il carbonio delle piante e produce anidride carbonica, responsabile delleffetto serra. Tuttavia la stessa quantit di anidride carbonica viene assorbita dallatmosfera durante la crescita delle piante. Il processo ciclico. Sono biomasse, oltre alle essenze coltivate per scopi energetici, tutti i prodotti delle coltivazioni agricole, compresi gli scarti dei prodotti agro-alimentari destinati allalimentazione umana o alla zootecnia e tutti i prodotti organici derivanti dallattivit biologica degli animali e delluomo (es. rifiuti urbani)

Energia da biomassa
Lutilizzo delle biomasse presenta una grande variabilit in funzione dei tipi dei materiali disponibili e, nel tempo, sono state sviluppate molte tecnologie di conversione energetica, delle quali alcune possono considerarsi giunte ad un livello tale da consentirne lutilizzazione su scala industriale, altre, invece pi recenti necessitano di ulteriore sperimentazione. I processi utilizzati attualmente sono riconducibili a due categorie: 1. Processi termochimici (utilizzo di calore) 2. Processi biochimici (utilizzo di enzimi o micro-organismi)

POLITICHE E AZIONI
Cosa ha fatto lUnione Europea?
Direttive Comunitarie EAPs Regolamentazione del mercato (standard tecnologici, permessi o tasse di emissione, carbon tax, etc.) Programma LIFE + Pacchetto Clima-Energia 20-20-20

PATTO DEI SINDACI


Il Patto dei Sindaci il principale movimento europeo che vede coinvolte le autorit locali e regionali impegnate ad aumentare lefficienza energetica e lutilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei loro territori. Obiettivo: Riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020 Per raggiungere questo obiettivo i comuni firmatari si impegnano a: preparare un Inventario di Riferimento delle Emissioni entro lanno successivo a quello di adesione presentare un Piano dAzione per lEnergia Sostenibile (PAES) pubblicare ogni due anni dopo la presentazione del PAES di un report promuovere le proprie attivit e coinvolgere i proprio cittadini/stackeholder

PATTO DEI SINDACI


Unione Europea
3800 Comuni europei 1829 Comuni italiani

Nel luglio del 2009 la Provincia di Foggia si impegnava ad operare come struttura di supporto 37 comuni firmatari 260.000 abitanti circa

Esempio: Paes di Celle San Vito


Pubblico Terziario Residenziale Industria Agricoltura Trasporti Tot.

Elettricit Gas Nat. Biomassa Gasolio Benzina Gpl Altri Totale Tot. %

134,21 0 0 99,01 0 0 0 233,22 2%

151,91 0 0 0,36 0 3,86 0 156,13 2%

217,2 0 7847,5 8,72 0 49,67 0 8123,09 82%

112,42 0 0 34,14 0 0 0 146,56 1%

28,71 0 0 899,23 34,14 0 0 962,75 10%

0 0 0 148,62 101,69 6,51 0 256,81 3%

644,5 0 7847,5 1190.2 136,5 60,04 0 9878,6 100%

Consumi energetici in MW/h Anno 2005 Per il calcolo della baseline sono presi in considerazione solo i consumi su cui potrebbero avere effetto le politiche dellEnte Locale, definiti come sensibili. Consumi energetici utilizzati come base 2005 equivalgono a 8607,77 MW/h

Un esempio: PAES di Celle San Vito


Principali azioni previste: -Sostituzione del parco veicolare comunale -Potenziamento dei servizi telematici -Creazione di una rete wireless -Incentivi per il risparmio energetico (detrazione del 55% per gli interventi di efficienza energetica negli immobili) -Aumento delle zone verdi -Costruzione di un impianto di teleriscaldamento a biomassa Secondo il proprio PAES dovrebbe riuscire a ridurre di oltre il 50% le emissioni di CO2 passando da circa 660 tCO2 a 316tCO2 . Attualmente dopo un primo controllo di merito, la Commissione Europea sta valutando la fattibilit del Piano dAzione.

EUROPROGETTAZIONE ZEO ANTONIO

MAZ

GRUPPI DI LAVORO
TEAM .. FRANCESCA (COORD) GIUSY (VICECORD.) COSTANTINA VIVIANA GIUSY MARIA PIA LUCIA MICHELA GABRIELLA GIGI TEAM ASSUNTA (COORD.) GIANCARLO (VICEC.) CARMELA ROBERTO GABRIELE GIUSEPPE GIANNI ROSA ROSANGELA STEFANO

GRUPPI I LAVORO
TEAM . MICHELE (COORD.) ANNAMARIA (VICECORD.) LUCREZIA LUISA EMANUELA FEDERICA CHIARA CISTIFELLEA GROUP FLORIDIANA (COORD.) FABIO (VICECOORD.) NICOLA VINCENZO MARCO SAVINO GIUSEPPE

GRUPPI DI LAVORO
BIBINE GROUP CINZIA ROBERTA MARIA COSTANTINA CREAZIONE DIMPRESA
EUROFINANZIAMENTI GIUSEPPE (COOR.) MARIA (VICEOCO.) ANNALISA LUIGI MAURIZIO ALESSANDRA RAFFAELLA GINA MICHELE ROBERTO CREAZIONE DIMPRESA

PROGETTAZIONE - TEMATICHE

Iniziative di orientamento e di rimotivazione allo studio per favorire linserimento e il reinserimento delle donne adulte nel mercato del lavoro P.O.N.

PROGETTAZIONE - TEMATICHE

INSERIMENTO E REINSERIMENTO LAVORATIVO DI GRUPPI SVANTAGGIATI P.O.R.

PROGETTI - TEMATICHE

Promozione e sostegno di filiere formative in forte connessione con il mercato del Lavoro P.O.R.

PROGETTI - TEMATICHE

ISTRUZIONE PERMANENTE la qualificazione e il recupero delle conoscenze di base di giovani adulti e adulti con insufficiente istruzione scolastica in funzione dellingresso o del reingresso nel mercato del lavoro; P.O.N.

PROGETTI - TEMATICHE
UTILITA SOCIALE E IMPEGNO CIVILE Giovani idee cambiano lItalia Bando di Concorso per lassegnazione di contributi ai giovani per la realizzazione di idee innovative

PROGETTI - TEMATICHE
SVILUPPO SOSTENIBILE Giovani idee cambiano lItalia

PROGETTI - TEMATICHE TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO

PRINCIPI ATTIVI

PROGETTI - TEMATICHE

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE CON I PAESI DEL MEDITERRANEO PARTENARIATO PER LA COOPERAZIONE REGIONE PUGLIA

PROGETTI - TEMATICHE
CREAZIONE DIMPRESA

F.S.E.

RIEPILOGO 6 REGOLE PER PARTECIPARE AD UN BANDO


IMPARA A CERCARE I BANDI; LEGGI TUTTA LA DOCUMENTAZIONE; NON ASPETTARE LULTIMO GIORNO; NON PENSARE DI POTER FARE TUTTO DA SOLO; NON SCEGLIERE UN PARTNER SOLO PERCHE CI STA; NON FARLO PER SOLDI;

1) Ricerca attiva di idee progettuali


Dopo aver preso coscienza del bando e della documentazione necessario fare: individuazione dei potenziali stakeholder ed azione propositiva e di stimolo nei confronti dei detentori di conoscenza (universit, centri di ricerca, fondazioni) ascolto delle esigenze del territorio incontri e brainstorming

2) ANALISI E MATCHING TRA IDEA PROGETTUALE E BANDO/PROGRAMMA

Dopo aver avuto unidea di progetto necessario che: idea progettuale sia letta nellottica delle politiche comunitarie; individuazione dei criteri imprescindibili richiesti dal bando; adattabilit e rivisitazione dellidea progettuale (modifiche parziali, scomposizione di una idea in vari progetti, ecc..) rispetto alleventuale bando definizione dei tempi e delle modalit di presentazione del progetto;

3) DALLIDEA AL PROGETTO
A questo punto si effettua: analisi del bando comunitario (budget, tipo di azioni finanziate, scadenza) approfondimento del Programma di lavoro (azioni, tematiche, iniziative finanziate, risultati attesi, futuri bandi programmati) partnership iniziale redazione scheda progettuale; Incontro orientativo del gruppo operativo di progetto; allargamento della partnership redazione del progetto

STESURA DEL PROGETTO


Si procede innanzitutto rispondendo ai seguenti punti: problema individuato soluzione proposta obiettivo generale e obiettivi specifici partners metodologia dazione (costi e benefici) durata, budget, sovvenzione richiesta, sostenibilit risultati attesi e loro misurabilit

REGOLE PER LA STESURA DI UN PROGETTO


PRENDERE VISIONE DEL FORMULARIO; PENSIAMO A CHI LO DEVE LEGGERE IL PROGETTO; SCRIVERE SEMPRE IN PRIMA PERSONA (O IN FORMA SINGOLARE O PLURARE IN CASO DI ORGANIZZAZIONE); SIATE DIRETTI E INTERESSANTI; LA SCRITTURA SIA NEL CONTEMPO SINTETICA, SEMPLICE, MA CHIARA (VISTO CHE SPESSO VENGONO IMPOSTI LIMITI DI SCRITTURA); SCHEMATIZZARE GLI ARGOMENTI SECONDO UNA SCALETTA PREORDINATA; LA COMPILAZIONE DEL FORMULARIO DEVE ESSERE TOTALE; NEL CASO IN CUI VI SIANO ELEMENTI DI NON COMPILAZIONE A CUI NON SIAMO ATTINENTI BISOGNA SCRIVERE LA DICITURA NON PERTINENTE; ELIMINATE I SOSTANTIVI INUTILI E SOSTITUITELI CON UN VERBO. Es. Con leliminazione di.SOSTITUENDO CON...eliminando; SIATE CONCRETI; EVITATE DI INSERIRE PAROLE AMICHE IN INGLESE CHE POI IN REALTA HANNO UN SIGNIFICATO DIVERSO;

STRUMENTI DI LAVORO DI OGNI GRUPPO


N 1 PC PORTATILE; BANDO; FORMULARIO; COLLEGAMENTO WEB;

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MAZ

LA POLITICA AGRICOLA COMUNE


La politica agricola comune (PAC) una delle politiche comunitarie di maggiore importanza, impegnando circa il 34% del bilancio dell'Unione Europea. prevista dal Trattato istitutivo delle Comunit. La PAC (Politica Agricola Comune o Comunitaria), fin dal suo inizio si era prefissata due obiettivi: Soddisfare gli agricoltori grazie al prezzo di intervento. Questo era il prezzo minimo garantito per i prodotti agricoli stabilito dalla Comunit Europea. Il prezzo delle produzioni non poteva scendere al di sotto di questo; Orientare le imprese agricole verso una maggiore capacit produttiva (limitando i fattori della produzione, aumentando lo sviluppo tecnologico e utilizzando delle migliori tecniche agronomiche).

La politica agricola dell'UE (nota anche come politica agricola comune), o PAC, si propone di conciliare un'adeguata produzione alimentare con la salvaguardia economica delle comunit rurali e la risposta alle sfide ambientali come i cambiamenti climatici, la gestione delle risorse idriche, le bioenergie e la biodiversit.

Qualit, non quantit ...


L'attuale politica dell'UE punta a far s che i produttori di alimenti di ogni genere (cereali, carne, latte e formaggi, frutta e verdura o vino): possano offrire ai consumatori europei prodotti alimentari sicuri e di elevata qualit in quantit sufficiente contribuiscano pienamente a uno sviluppo economico diversificato nelle zone rurali rispettino standard molto elevati in tema di tutela dell'ambiente e benessere degli animali.

OBIETTIVI P.A.C.
Nel corso degli anni sono sopraggiunti obiettivi pi specifici, enucleati dalle varie riforme della PAC, quali: maggiore competitivit del settore agricolo europeo per aderire con pi vigore alle esigenze del mercato mondiale anche senza il massiccio utilizzo del sistema delle sovvenzioni. maggiore attenzione allambiente e al benessere degli animali, in modo da tutelare la sanit e la sicurezza dei prodotti. maggiore soddisfazione dei consumatori soprattutto in materia di qualit. sviluppo sostenibile delle zone rurali maggiore semplicit nella redazione della PAC in modo da renderla finanziariamente sana e chiara per i cittadini europei in modo da giustificare le spese ad essa connesse.

PRINCIPI FONDAMENTALI DEL M.A.C.


Il raggiungimento di questi obiettivi era subordinato al rispetto dei tre principi fondamentali del mercato agricolo comune, definiti nel 1962, e, segnatamente: unificazione del mercato, inteso come libera circolazione dei prodotti agricoli nell'ambito degli Stati membri; preferenza comunitaria ossia priorit negli scambi per i prodotti agricoli dell'Unione europea, avvantaggiati dal punto di vista del prezzo rispetto ai prodotti importati; il mercato interno cos protetto nei confronti dei prodotti importati dai paesi terzi a basso prezzo e delle grandi fluttuazioni sul mercato mondiale; solidariet finanziaria attuata con il sostegno delle spese e dei costi inerenti l'applicazione della PAC a carico del bilancio comunitario e con il sostegno dei prezzi agricoli.

O.C.M.
Uno degli strumenti utilizzati per raggiungere i citati obiettivi sono le Organizzazioni comuni dei mercati agricoli (OCM). Esse sono linsieme delle norme adottate dagli organismi comunitari che si sono sostituite progressivamente alle organizzazioni nazionali di mercato da quando stata istituita la PAC. Le organizzazioni comuni dei mercati attualmente interessano e costituiscono gli strumenti di base del mercato agricolo comune in quanto eliminano gli ostacoli agli scambi intracomunitari dei prodotti e mantengono barriere doganali comuni nei confronti dei paesi terzi; si prefiggono il fine di stabilizzare i mercati, di garantire un tenore di vita equo agli agricoltori e di aumentare la produttivit dell'agricoltura. Inoltre consentono la fissazione per i prodotti agricoli di prezzi unici per tutti i mercati europei, e la concessione di aiuti ai produttori, l istituzione di meccanismi di controllo della produzione e la disciplina degli scambi con i paesi terzi (importazione ed esportazione).

PROGETTI - TEMATICHE
Lazione degli OCM improntata ai principi fondamentali della PAC e si caratterizza principalmente con: la fissazione di un prezzo comunitario unico (prezzo di orientamento), da parte del Consiglio su proposta della Commissione, ogni anno e per ciascun prodotto; il rispetto del prezzo comunitario attraverso lintroduzione di un sistema dintervento per smaltire la produzione al prezzo dintervento e di un sistema di prelievi allimportazione che protegge il prezzo comunitario dalle importazioni da paesi terzi inferiori. Il prelievo uguale alla differenza tra il prezzo che si vuole assicurare sul mercato interno ed il prezzo del mercato mondiale. Di riflesso, come detto, per le esportazioni l'Unione europea versa restituzioni identiche ai produttori europei che esportano sul mercato mondiale.

PROSPETTIVE P.A.C.
L'allargamento, che imporr all'UE di integrare i sistemi agricoli dei nuovi Stati membri e porter problemi connessi (raddoppiamento della popolazione agricola attiva, della superficie coltivabile e aumento della popolazione di consumatori) Le esigenze del consumatore che chiede generi alimentari sicuri dal punto di vista sanitario e di alta qualit ed un'industria che rispetti i principi dell'agricoltura sostenibile (ambiente e benessere animale).