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ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA ITALIANA

PARTE PRIMA

1. IL PARLAMENTO
Il Parlamento, nel sistema costituzionale italiano, un organo: a) costituzionale: in quanto rientra nellorganizzazione costituzionale dello Stato e partecipa allesercizio della sovranit, attraverso la titolarit della funzione legislativa; b) complesso: costituito da due organi posti su un piano di piena parit giuridica, cio le Camere. Le deliberazioni parlamentari (attivit legislativa) derivano dalla confluenza delle volont di queste ultime; c) collegiale: il Parlamento nel suo complesso e i suoi numerosi organo interni sono formati da pi componenti o membri, che non agiscono individualmente, ma come collegio; d) rappresentativo: rappresenta e rispecchia, pi degli altri organi costituzionali, la volont politica del popolo inteso come corpo elettorale, da cui eletto nella quasi totalit dei suoi membri; Le funzioni del Parlamento sono: legislativa: potere di esprimere la volont politica del Paese attraverso norme giuridiche (ovvero il Parlamento fa le leggi); di controllo politico: potere che esercita sul Governo mediante listituto della fiducia, lart. 94 della Costituzione, stabilito che il Governo deve avere la fiducia delle due Camere, prescrive che, una volta costituito, entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenere la fiducia . In qualunque momento pu essere presentata da almeno un decimo dei componenti della Camera una mozione di sfiducia, che non pu essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione; di controllo sul Governo: controllo sullattivit del Governo. Sono previsti altri e specifici strumenti, quali linterrogazione (consiste in una domanda scritta rivolta al Governo per sapere se un fatto sia vero, se una informazione sia esatta, se vi siano documenti o notizie da comunicare, se siano imminenti provvedimenti), linterpellanza (consiste in una domanda scritta rivolta al Governo per conoscere i motivi e gli intendimenti della sua condotta su questioni che coinvolgono la sua politica). Le inchieste e le indagini conoscitive vengono decise dalle Camere stesse o dalle Commissioni permanenti; di indirizzo nei confronti del Governo: si esercita attraverso lattivit legislativa, cio attraverso atti chiamati mozioni, ordini del giorno, risoluzioni, con i quali il Parlamento vincola il Governo ad un determinato comportamento. La Costituzione italiana prevede un bicameralismo perfetto o pieno (art. 55, Cost.) e integralmente rappresentativo. Il Senato e la Camera dei deputati: sono eletti direttamente dal corpo elettorale; svolgono identiche funzioni in quanto entrambi partecipano, allo stesso modo, sia alla funzione legislativa (art. 70, Cost.) che a quella politica (art. 90, Cost.); hanno identica durata di 5 anni. Le due Camere sono poste su un piano di assoluta parit, ma si differenziano per: un diverso elettorato attivo, essendo possibile votare per la Camera dei deputati al compimento della maggiore et (18 anni), mentre al Senato sono necessari 25 anni; 1

un diverso elettorato passivo: possono essere eletti deputati tutti coloro che hanno compiuto i 25 anni di et, mentre possono essere eletti senatori coloro che hanno compiuto i 40 anni di et; il numero dei componenti: i deputati sono 630, i senatori 315 (310 + 5 senatori non elettivi); presenza di membri non elettivi al Senato: senatori a vita di nomina presidenziale (scelti tra cittadini che hanno illustrato la patria per altissimi meriti in campo sociale, artistico e letterario), senatori a vita di diritto (ex presidenti della Repubblica).

PREROGATIVE DELLE CAMERE

A) Autonomia regolamentare
Ciascuna Camera ha il potere di adottare il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti (art. 64, Cost.). Il regolamento disciplina lorganizzazione interna di ciascuna Camera e detta le regole per il suo funzionamento. La funzione dei regolamenti parlamentari quella di dare stabilit allassetto organizzativo e al sistema delle procedure seguite dal Parlamento, al fine di realizzate un efficiente controllo sullEsecutivo e di tutelare il ruolo delle forze politiche di minoranza, attraverso un confronto ampio ed aperto tra maggioranza e opposizione.

B) Autonomia finanziaria
Ciascuna Camera delibera il proprio bilancio e il proprio consuntivo: le spese gravano su un fondo speciale, che somministrato dal Ministero dellEconomia e delle Finanze e gestito direttamente da ciascuna Camera.

C) Autonomia amministrativa
Ciascuna Camera provvede allorganizzazione dei propri uffici amministrativi interni e lassunzione dei propri dipendenti, stipulando un proprio i contratti di lavoro. Contro gli atti amministrativi delle Camere non ammesso ricorso agli organi di giustizia amministrativa (T.A.R. e Consiglio di Stato): ci per tutelare lindipendenza del Parlamento e la sua autonomia. Il ricorso diventa possibile solo quando lo si fa allUfficio di Presidenza della Camera, senza possibilit di appello ad organi sovraordinati.

D) Inviolabilit degli edifici delle Camere


In base ad una norma consuetudinaria, non sancita nella Costituzione, vietato ad ufficiali ed agenti della forza pubblica laccesso negli edifici delle Camere per compiere atti del proprio ufficio (c.d. immunit della sede). Le funzioni di polizia, allinterno di uffici, sono svolte dal personale di ogni Camera: questori, commessi e guardie di servizio sono esclusivamente agli ordini del Presidente della Camera di appartenenza (c.d. polizia domestica)

E) Tutela penale delle Camere


Nel nostro ordinamento penale sono puniti come reati: il tentativo di impedire alle Camere lesercizio delle loro funzioni (art. 289, cod. pen.) e d il vilipendio delle Camere (art. 290, cod. pen.)

ORGANIZZAZIONE DELLE CAMERE


Camera e Senato si compongono di vari organi interni che si distinguono in: a) ordinari: se fanno regolarmente parte della struttura delle Camere (es.: lUfficio di presidenza, le Giunte, le Commissioni permanenti, i Gruppi parlamentari);

b) straordinari: se vengono costituti di volta in volta in vista di finalit particolari e temporanee (es.: le Commissioni dinchiesta); c) individuali (o monocratici): es. il Presidente di ciascuna Camera; d) collegiali: sono tutti gli altri organi interni formati da una pluralit di componenti che agiscono come collegio (es.: Gruppi, Giunte, Commissioni); e) monocamerali: se sono propri di una sola Camera; f) bicamerali: se sono comuni ad entrambe le camere (es.: le Commissioni bicamerali). LUFFCIO DI PRESIDENZA LUfficio di Presidenza (al Senato denominato Consiglio di Presidenza) lorgano cui spetta, insieme al Presidente, la conduzione amministrativa del Parlamento ed composto da: 1 Presidente, che preside ciascuna Camera; 4 vice Presidenti, che coadiuvano il Presidente nello svolgimento dei propri compiti; 8 Segretari, che svolgono attivit di compilazione e lettura dei processi verbali delle adunanze, accertano lesistenza del numero legale, procedono agli appelli etc.; 3 Questori, che sovrintendono al cerimoniale ed ai servizi interni e svolgono attivit di polizia. Ciascun Presidente di Assemblea costituisce un organo imparziale, tutore dellautonomia della sua Camera anche rispetto ad altri poteri dello Stato: in particolare i Presidenti delle Camere sono, dopo il Presidente della Repubblica, le cariche istituzionali pi alte nel nostro ordinamento. LE COMMISSIONI PARLAMENTARI Sono organi necessari di ciascuna Camera, costituiti in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari e si distinguono in: speciali (o straordinarie), se costituite occasionalmente in modo da ciascuna Camera per risolvere questioni di pubblico interesse (es.: Commissioni di inchiesta, ex. art. 82, Cost.); permanenti: se istituite permanentemente in seno a ciascuna Camera, il cui regolamento ne determina la competenza (art. 72, Cost.). Per espressa previsione della Costituzione, le Commissioni permanenti: a) debbono esaminare preventivamente ogni disegno di legge presentato alle Camere per farne relazione allAssemblea che deve approvarli (c.d. Commissioni in sede referente, ex art. 72, comma 1, Cost.); b) possono, nei casi previsti dai regolamenti, procedere direttamente allapprovazione dei disegni di legge dellAssemblea plenaria (c.d. Commissioni in sede deliberante, ex art. 72, comma 3, Cost.). A parte vanno infine considerate le Commissioni bicamerali miste (formate da senatori e da deputati) sia straordinarie che permanenti: tali organismi si sono resi necessari sia per superare il rigido dualismo fra le due Assemblee, sia per consentire lunivoco esercizio del potere parlamentare in delicate materie. Queste Commissioni adottano durante il loro funzionamento il regolamento della Camera o del Senato a seconda che siano presiedute da un deputato o da un senatore. LE GIUNTE PARLAMENTARI Le Giunte costituiscono organi collegiali permanenti che svolgono funzioni tecnico-giuridiche ed attualmente sono: a) la Giunta per il Regolamento, composta da dieci membri nominati dal Presidente subito dopo la costituzione dei 3

gruppi parlamentari. Presieduta dal Presidente dellAssemblea che, al fine di garantire una pi adeguata rappresentativit, pu integrarne la composizione con non pi di otto membri. Per quanto riguarda le funzioni, alla Giunta della Camera sono deferite lo studio delle proposte relative al Regolamento, i pareri sulle questioni di interpretazioni del Regolamento, la soluzione dei conflitti di competenza fra le commissioni; alla Giunta del Senato spetta liniziativa o lesame di ogni proposta di modifica del Regolamento e il parere su questioni di interpretazione del regolamento ed essa sottoposte dal Presidente del Senato. b) la Giunta delle elezioni (al Senato Giunta delle elezioni e delle immunit parlamentari), composta alla Camera da 30 deputati e al Senato da 23 senatori. Per quanto riguarda le attribuzioni, la Giunta della Camera riferisce allAssemblea, entro diciotto mesi dalle elezioni: sulla regolarit delle operazioni elettorali; sui titoli di ammissione dei deputati; sulle cause di ineleggibilit, incompatibilit, di decadenza previste dalla legge, formulando relative proposte di convalida, annullamento o decadenza. La Giunta del Senato secondo le norme dellapposito Regolamento: procede alla verifica dei titoli di ammissione dei Senatori e delle cause sopraggiunte di ineleggibilit e di incompatibilit; riferisce al Senato, solo su richiesta, sulle eventuali irregolarit delle operazioni elettorali che abbia riscontrato nel corso delle verifica. c) la Giunta per le autorizzazioni a procedere, composta da 21 deputati scelti dal Presidente della Camera, propone allAssemblea di concedere o di negare le autorizzazioni richieste dalla Magistratura ai sensi dellart. 68 della Costituzione per le perquisizioni, intercettazioni e simili nei confronti dei parlamentari. I componenti delle giunte sono nominati dal Presidente della camera di appartenenza. I GRUPPI PARLAMENTARI I gruppi parlamentari si formano allinterno di ogni Camera, quali raggruppamenti di deputati o senatori, di solito corrispondenti ai partiti politici. Poich per costituire un gruppo occorre, salvo deroghe, un numero minimo di parlamentari, coloro che non possono o non vogliono rientrare in alcun altro gruppo si iscrivono al c.d. gruppo misto. I gruppi parlamentari, attraverso i loro Presidenti, affiancano e coadiuvano il Presidente di ciascuna Camera nella programmazione dei lavori. PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE (o Camere riunite in seduta comune) In alcuni casi il Parlamento si riunisce in seduta comune: deputati e senatori formano un unico organo collegiale, di cui Presidente il Presidente della Camera dei deputati. Il Parlamento chiamato a procedere ad alcune elezioni: elezione del Presidente della Repubblica, elezione di un terzo dei componenti della Corte costituzionale, elezione di un terzo dei componenti del Consiglio superiore della Magistratura. 4

Al Parlamento in seduta comune assegnato il compito di mettere in stato daccusa davanti alla Corte costituzionale (che opera in questo caso come giudice penale) il Presidente della Repubblica che si sia reso colpevole di alto tradimento o di attentato alla costituzione (art.90, Cost.). Lo stato daccusa deliberato a maggioranza assoluta. Il Parlamento riceve giuramento di fedelt alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dal Presidente della repubblica che deve presentare prima di assumere le funzioni. Il Presidente della Repubblica compila un elenco di cittadini tra cui devono essere sorteggiati i giuridici aggregati chiamati ad intervenire nei giudizi di accusa contro questultimo, innanzi alla Corte costituzionale.

2. IL GOVERNO
Il Governo della Repubblica composto dal Presidente del Consiglio e dai ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri (art. 92, Cost.). Il Governo fondamentalmente il Consiglio dei Ministri, che a sua volta un organo composto da altri organi (Presidente del Consiglio, ministri). Il Governo vero e proprio nominato dal Presidente della Repubblica: per primo il Presidente del Consiglio, poi, su proposta di questo, i singoli ministri. Esso giura fedelt alla Repubblica, alla Costituzione ed alle leggi nelle mani del Presidente della Repubblica. Entro dieci giorni dalla sua formazione, il Governo, gi nellesercizio delle sue funzioni, deve presentarsi alle Camere per ottenere la fiducia; se non la ottiene il Governo deve dimettersi. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Art. 95 - (1) Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne responsabile. Mantiene lunit di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando lattivit dei ministri . la politica generale del Governo non determinata dal Presidente del Consiglio, bens dal Consiglio nella sua collegialit. La preminenza del Presidente del Consiglio si manifestata nel potere di rappresentanza, e pi concretamente nel potere di convocare il Consiglio dei ministri e fissarne lordine del giorno. Egli ha visto cos riconosciuto il potere di inviare ai ministri direttive rivolte ad assicurare limparzialit, il buon andamento e lefficienza degli uffici pubblici. In casi singoli egli pu sospendere ladozione di atti da parte dei ministri competenti in ordine a questioni politiche e amministrative, per sottoporli alla deliberazione del Consiglio dei ministri. Inoltre egli pu istituire comitati di ministri per lo studio di questioni particolari da sottoporre al Consiglio dei Ministri. A nome del Governo il Presidente comunica alle Camere la composizione del governo ed ogni eventuale mutamento, pone le questioni di fiducia, presenta alle Camere i disegni di legge governativi, richiede la rimessione alla Camera di un disegno di legge assegnato alla commissione deliberante, controfirma i decreti del P.d.R. relativi agli atti con forza di legge ed agli altri atti per i quali intervenuta la deliberazione del Consiglio. Inoltre egli emana il regolamento allinterno del Consiglio, assegna incarichi speciali a ministri e funzioni ai minitri senza portafoglio. Il Presidente del Consiglio pu chiamare alcuni Ministri a partecipare ad un comitato denominato Consiglio di gabinetto, organo che coadiuva il Presidente nello svolgimento delle funzioni derivategli dallart. 95 co. 1, Cost. La legge n. 400 ha conservato lesistenza di un Vicepresidente del Consiglio, solo se questo viene nominato. Questa figura rimane una componente non necessaria del Governo. IL CONSIGLIO DEI MINISTRI Al Consiglio dei ministri nella sua dimensione collegiale spettano le funzioni genericamente attribuite al Governo. Tra queste ricordiamo: 1. la deliberazione dei decreti-legge, con i quali viene esercitato un potere normativo straordinario per fronteggiare situazioni di necessit e di urgenza (art. 77, Cost.); 2. la deliberazione dei decreti legislativi, con i quali si esercita un potere normativo su delega del Parlamento (art. 71 co.1, Cost.); 3. la deliberazione dei disegni di legge (art. 71 co.1, Cost.); 6

4. limpugnazione delle leggi regionali dinanzi alla Corte costituzionale (art. 127, Cost.). Lart. 2 della l. n. 400 1988 assegna al Consiglio dei ministri: 1. le proposte dei trattati e lesame delle questioni internazionali in genere; 2. gli atti relativi ai rapporti tra Stato e Chiesa cattolica e altri culti; 3. la deliberazione dei pi importanti regolamenti statali. Spettano ancora al Consiglio: 1. la deliberazione del proprio regolamento interno; 2. lassegnazione dellincarico di Vicepresidente del Consiglio; 3. la deliberazione delle funzioni da assegnare ai ministri senza portafoglio; 4. lassegnazione di incarichi speciali ai ministri; 5. la nomina dei commissari straordinari. Il Consiglio dei ministri costituito esclusivamente dal Presidente del Consiglio e da tutti i suoi ministri su un piano di completa eguaglianza. Ne rimangono fuori i segretari, tranne il sottosegretario della Presidenza del Consiglio che presente alle sedute (pur non votando) ed ha il compito di redigere il verbale e di conservare il registro delle deliberazioni. ALTRI COMPONENTI DEL GOVERNO Tra le componenti necessarie del Governo (Presidente del Consiglio e i ministri veri e propri), si pongono in primo luogo i ministri senza portafoglio (1988). Nominati dal Presidente della Repubblica fanno parte a pieno titolo del Consiglio dei ministri. La particolarit e che i ministri senza portafoglio non sono a capo di un ministero ma sono nominati presso la Presidenza del Consiglio. Sono individuati da un particolare incarico che pu anche comprendere - per delega del Presidente del Consiglio - la direzione di uffici e apparati amministrativi. Le ragioni per le quali vengono nominati i ministri senza portafoglio sono talvolta politiche: esse si riassumono nellopportunit di distribuire tre le forze della coalizione governativa pi incarichi ministeriali di quanti siano i ministeri. Per le stesse ragioni che hanno portato allistituzione dei ministri senza portafoglio, lordinamento decide di introdurre e stabilire la figura dei sottosegretari di Stato (1888). I sottosegretari non fanno parte del Consiglio dei ministri, tuttavia possono partecipare elle riunioni del Consiglio per redigere il verbale. Sono scelti su proposta del Presidente del Consiglio. Segue poi la deliberazione del Consiglio dei ministri e la nomina ufficiale formalizzata con decreto del P.d.R. I sottosegretari possono intervenire, quali rappresentanti del Governo, alle sedute delle Camere e delle commissioni parlamentari, sostenere la discussione in conformit alle direttive dei ministri interrogazioni e interpellanze. La legge stabilisce che il numero dei componenti del Governo a qualsiasi titolo, ivi compresi i ministri senza portafoglio, vice ministri e sottosegretari, non pu essere superiore a sessantacinque. Specifiche funzioni amministrative sono state attribuite per legge ad alti commissari nominati, con decreto del P.d.R., su proposta del P.d.C. Sono un rovescio dei ministri senza portafoglio. I commissari straordinari possono essere nominati per lo svolgimento di compiti in relazione a specifici obbiettivi o per particolari e temporanee esigenze di coordinamento operativo tra amministrazioni, nominati dal P.d.C. 7 e rispondere ad

CRISI E FORMAZIONE DI UN GOVERNO La Costituzione prevede che il Governo perda la fiducia quando una Camera approvi una mozione di sfiducia a ci rivolta (o soltanto quando il Governo si accorge che vi una crisi extraparlamentare in atto): mozione che viene messa a i voti per appello nominale non prima di tre giorni dalla sua presentazione. Il Governo tenuto quindi a presentare al P.d.R. le proprie dimissioni. Con le dimissioni il Governo non cessa affatto di essere tale, ma continua ad avere il potere ed anche il dovere di provvedere allordinaria amministrazione fino a quando, con il giuramento, non sia entrato in carica un nuovo Governo. Nella prassi il P.d.R. si riserva di accettarle e invita intanto il Governo a restare in carica per il disbrigo degli affari ricorrenti. Dopo le dimissioni il P.d.R. avvia un procedimento che conduce alla formazione di un nuovo Governo. Esso si sviluppa in tre fasi: la fase delle consultazioni, dellincarico e della nomina. 1. fase delle consultazioni Le consultazioni servono al P.d.R. per formarsi una migliore conoscenza sul modo nel quale potr essere risolta la crisi. Devono venire consultati i capi dei gruppi parlamentari e i segretari dei partiti politici rappresentanti in Parlamento, nonch i Presidenti delle Camere. 2. fase dellincarico Terminate le consultazioni, il Capo dello Stato conferisce lincarico di formare il nuovo Governo. La persona incarica (il Presidente designato) pu accettare lincarico contestualmente, o con riserva. Con il secondo caso, egli svolge proprie formali consultazioni per verificare se egli potr ottenere la fiducia delle Camere, e con quale Governo: se lesito positivo il Presidente designato scioglie la riserva ed accetta lincarico. 3. fase della nomina Il P.d.R. pu finalmente provvedere alla nomina del Governo: prima il Presidente del Consiglio e subito dopo, su proposta del Presidente del Consiglio, i ministri. Contestualmente vengono accettate le dimissioni del precedente Governo Il Presidente del Consiglio eletto riceve le sue funzioni nel momento del giuramento nelle mani del P.d.R.

3. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Il Presidente della Repubblica il capo dello Stato e rappresenta lunit nazionale (art. 87, co. 1, Cost.). Viene eletto per sette anni dal Parlamento riunito in seduta comune. Pu essere eletto qualunque cittadino italiano purch abbia compiuto cinquanta anni e sia in possesso dei diritti civili e politici. Per lelezione occorre la maggioranza dei due terzi dellassemblea nelle prime tre votazioni, sufficiente la maggioranza assoluta nelle successive. Il Presidente della Repubblica rappresenta lunit nazionale: egli capo dello Stato nel senso che ricopre una funzione rappresentativa della Costituzione italiana e quindi dello Stato italiano stesso (rapporti internazionali, sedi diplomatiche, ambascerie). Il Presidente eletto prima di assumere le funzioni presta giuramento di fedelt alla Repubblica e di osservanza della Costituzione. Larticolo 90 della Costituzione stabilisce che: Il Presidente della Repubblica non responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri. In caso di impedimento temporaneo le funzioni del Presidente sono assunte per supplenza dal Presidente del Senato. Cessato limpedimento ogni funzione riassunta dal titolare. Se si trattasse invece di impedimento permanente la Costituzione prevede (come nel caso di morte o dimissioni) la indizione della nuova elezione. Terminato il mandato presidenziale (sette anni), trenta giorni prima della scadenza sono indette le elezioni per il nuovo Presidente della Repubblica. Il Presidente uscente rieleggibile senza limiti. Il Presidente della Repubblica pu per la 1. funzione normativa: promulgare le leggi, emanare decreti aventi valore di legge, i regolamenti, indice i referendum. Influisce sulla partecipazione del Governo alla funzione legislativa, influisce sullo stesso Parlamento in quanto nomina cinque senatori a vita, indice le elezioni e fissa la prima riunione delle Camere, assume liniziativa per la loro convocazione e esercita il potere di scioglimento di una o di entrambe le Camere; 2. funzione di governo: nomina il P.d.C. poi, su proposta di questultimo, i ministri, ne riceve giuramento e ne accetta le dimissioni. Ratifica i trattati internazionali, accredita i rappresentanti diplomatici allestero, riceve i rappresentanti degli Stati esteri in Italia. Ha il comando delle forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere. 3. funzione di giustizia: egli presiede il Consiglio superiore della Magistratura, nomina un terzo dei giuridici della Corte costituzionale, pu concedere la grazia o commutare le pene. Non che il Presidente ha il controllo sulla funzione legislativa (Parlamento), sul Governo e sulla giustizia. Egli si limita ad emanare latto, pu sempre formulare dei rilievi di forma per incostituzionalit, ma non pu opporsi alla decisione del Governo. Sono atti dovuti: la promulgazione delle leggi, salvo il potere di richiedere per una volta sola una nuova deliberazione; lindizione delle elezioni e dei referendum; 9

la dichiarazione dello stato di guerra deliberato dalle Camere. FUNZIONI E RUOLO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1. SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE - secondo larticolo 88, il P.d.R pu sentiti i loro Presidenti (della Camera e del Senato) sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Lesercizio del potere di scioglimento anticipato delle Camere non pu avvenire negli ultimi sei mesi del mandato presidenziale (semestre bianco). La Costituzione non specifica in quali circostanze e per quali ragioni lo scioglimento possa essere disposto, chiaro che tuttavia lo scioglimento anticipato delle Camere o di una sola Camera dovuta al fatto che nel Parlamento non vi una maggioranza di governo, ci porterebbe alla caduta di un Governo e alle sue dimissioni. 2. RINVIO DELLE LEGGI - Larticolo 77 afferma che il P.d.R., prima di promulgare una legge, pu con messaggio motivato alle Camere richiedere una nuova deliberazione, se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata. Il limite di tale potere (veto sospensivo) che pu essere usato una sola volta dato che il P.d.R. non pu pi opporre un nuovo rinvio. Un altro limite sta nel fatto che il P.d.R. non pu rinviare le leggi per una ragione qualunque, egli pu rinviarla soltanto quando ritenga che essa contrasti con la Costituzione. 3. NOMINE PRESIDENZIALI - Al P.d.R. compete la nomina a senatori a vita di 5 cittadini che secondo lart. 59, co.2, abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico e letterario. Inoltre nomina 55 giudici della Corte Costituzionale. 4. PRESIDENZA DEL CSM - A norma dellart. 104, co.2, il P.d.R. presiede il Consiglio superiore della magistratura. Si tratta di una presidenza effettiva e non puramente nominale, implica svariate attivit quali lindizione delle elezioni tra i magistrati e la richiesta delle elezioni dei componenti di derivazione parlamentare, per assicurare la costituzione dellorgano.

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