Sei sulla pagina 1di 150

I campi di Girasole Malattie? No, grazie!!! La comunicazione dell’anima

Carmine Cacciapuoti

I Campi di girasole MALATTIE? NO, GRAZIE!! La comunicazione dell’anima

Saggio

Carmine Cacciapuoti I Campi di girasole MALATTIE? NO, GRAZIE!! La comunicazione dell’anima Saggio

www.booksprintedizioni.it

Copyright © 2013 Carmine Cacciapuoti Tutti i diritti riservati

In questa dimensione non possiamo salvare il mondo ecco perché dobbiamo salvare noi stessi. Per salvare noi stessi dobbiamo capire chi siamo!

Introduzione

Questo libro, il quale racconta della mia vita, si ripro- pone di dare una spiegazione amorevole delle malattie che ci capitano in questa vita terrena: vi porgo una vi- sione nuova della malattia, del sintomo che viene vi- sto come l’espressione di un nostro disagio interiore e che se noi abbiamo coraggio di affrontare andremo a risolvere. Naturalmente il viaggio interiore che inizie- remo a percorrere non sarà facile, perché dovrà ri- muovere tutti i condizionamenti acquisiti in questa vita e forse anche in qualche vita precedente(Karma), infatti essendo esseri del cosmo siamo da sempre nell’universo, attraverso i vari stadi che abbiamo in- carnato nell’eternità. Quindi il percorso sarà a secon-

da dei casi più o meno lungo a seconda della capacità

della persona di relazionarsi all’universo o se volete a Dio, che non è un’entità superiore, ma è la pianta da

cui siamo germogliati e quindi siamo parte di lui.

Quando arriveremo a vedere le cose dal punto di vista

di Dio allora saremo in pace con noi stessi, in equili-

brio perfetto e in armonie con tutto. L’Equilibrio si ri-

ferisce allo stato d’armonia tra il corpo, l’anima e la mente. Tra questi tre aspetti, l’anima riveste il ruolo più importante, perché costituisce il collante vitale tra il corpo e la mente. Dall’equilibrio corpo, mente e anima, scaturisce

l’essenza: “l’energia vitale”. Se perdiamo il nostro naturale equilibrio, anche il corpo fisico e la mente ne risentono, di conseguenza, dallo stato di squilibrio, insorge la malattia. Il buon equilibrio energetico ha come effetto un corpo sano, una mente calma e chiara e un’abbondante quantità d’energia a disposizione. Lo squilibrio è sempre il ri- sultato di una o più cause. Le cause di malattia sono classificate in primarie e secondarie. Le cause prima- rie sono le emozioni distruttive: la rabbia, l’aggressività, la brama, l’odio, l’attaccamento, il desi- derio, l’ignoranza, la pigrizia e la confusione mentale. Le cause secondarie sono quei fattori concomitanti quali una dieta e le abitudini di vita scorrette e i fatto- ri climatici stagionali. Non esisterà più la separazione buono-cattivo, bene-male, io-tu, maschio-femmina, vita-morte, amore-odio, ma esisterà solo quello che siamo “UNO”, non avremo bisogno ne di oppressi ne di oppressori ne di liberatori ne di capi ne di chiese perché avremo e faremo parte della coscienza cosmi- ca. Saremo amore nell’amore.

Il senso della vita

La vita ha qualcosa di misterioso che non riesco a de-

finire, a volte sembra proprio che trami contro di noi. Ma potrebbe essere, invece, che cerchi di reindirizzar-

ci sulla nostra strada o meglio sul nostro percorso. Da

quello che ho appreso dei racconti di mia madre sem- bra sia nato in maniera un po’ rocambolesca, non riu- scivo proprio a venir fuori, chissà di cosa avevo paura, ho costretto il ginecologo ad usare il forcipe per ti- rarmi fuori e ho saputo che prima di iniziare a sbrai- tare ho mostrato la lingua al dottor Poerio, buonani- ma, il quale predisse che avrei dato filo da torcere a tutti e avrei potuto fare l’avvocato con quella lingua così lunga. All’età di 2 anni ho iniziato a soffrire per l’asma che non mi dava tregua e teneva in apprensione tutta la famiglia cagionando non pochi problemi di gestione.

A circa 8 anni ebbi una crisi d’asma molto forte e

mentre ero senza fiato sul letto, e livido con la schiu- ma bianca che mi usciva di bocca e mamma piangeva, esclamai: mamma tranquillizzati, so che Gesù tra qualche minuto mi farà stare meglio. E così fu. Arrivò il medico poi mio padre, dal lavoro, e con un

po’ di adrenalina sottocute iniziai a riprendermi. Co- me tutti i bambini, andavo a scuola, giocavo a calcio ma avevo sempre con me le medicine di pronto soc-

corso in tasca. Poi un giorno mio padre, leggendo una rivista, seppe che a Misurina, in provincia di Belluno, c’era una colonia per bambini asmatici. Con l’ausilio del parroco della chiesa che frequentavo, decise di ac- compagnarmi in quanto suo chierichetto preferito. Ci mettemmo in viaggio, era il 1974, da Pozzuoli(Na) verso Misurina(BL) con il “128 verde”di padre Palum- bo. Il viaggio durò 14 ore e arrivammo in questo posto incantevole, ma con il fiato sospeso per dover lasciare la mia famiglia con i miei quattro fratelli ad un mi- gliaio di chilometri di distanza. Arrivammo all’istituto Pio XII sul lago di Misurina, un edificio storico a tre piani con un seminterrato gran- dissimo; subito mi accolsero delle suore che mi pre- sentarono il medico che mi invitò alla visita. Beh, non fu incoraggiante, disse che ero arrivato troppo tardi e che gli effetti dei cortisonici erano stati troppo devastanti per il mio fisico, non crescevo in al- tezza ero molto gonfio e avevo il petto a piccione per gli sforzi di respirazione. Quindi per lui era inutile che restassi. La cosa sconvolgente era il fatto che partii da Napoli con l’asma ma, appena arrivato lì, scomparve. Sentivo l’aria fresca di montagna scendere attraverso la laringe, dirigersi nella trachea e finalmente nei polmoni come un dolce fresco flusso in espansione. Era una sensazione meravigliosa. Ma in quel momen- to sulle parole del medico e su quel disagio che avevo dentro per staccarmi dalla mia famiglia colsi la palla al balzo per dire: “Riportatemi a casa è inutile rima- nere qui”. Nonostante i tentativi di mio padre e di pa- dre Palumbo li convinsi con le lacrime a riportarmi indietro. Altre 14 ore di viaggio. Per fortuna in discesa!!!! Ver-

so casa. All’arrivo a casa ebbi subito un attacco

d’asma fortissimo, oltre al cortisone e all’adrenalina ci volle la tenda ad ossigeno.

A quel punto mi resi conto che non poteva la nostalgia

condizionare la mia vita e decisi di tornare a Misuri-

na. Ma come? Con padre Palumbo naturalmente, quel sant’uomo che non si spaventò di dover rifare 2000km andata e ritorno ma mi chiese solo: “Ma stavolta sei sicuro?”. Gli dissi che mi dispiaceva, ma lì, non riu- scivo proprio a respirare e dovevo tentare anche con- tro il parere del medico. Ripartimmo, arrivammo lì,

mi misi a piangere di nuovo, ma rimasi con l’impegno

che mi avrebbero telefonato spesso. Iniziai a fare amicizia con i ragazzi dell’istituto e dopo qualche giorno, addio nostalgia! Iniziai ad andare a scuola, giocare a calcio, sciare, far baldoria con tutti quei ra- gazzini che avevano i miei stessi problemi, ma che li

sembravano essere svaniti in quell’aria tersa e rarefat- ta.

Così iniziai a vivere, a dare sfogo a tutte quelle cose che a casa non riuscivo a fare, anzi, per dirla tutta ero

un autentico terremoto, quasi rivoluzionario, non riu-

scivano a tenermi buono, ero dovunque ed in qualsia-

si

momento, avevo sempre qualcosa da dire e da ridi-

re,

mi stavo prendendo tutto quello che potevo. Ini-

ziavo a credere che ce l’avrei fatta a ritornare a fare quello che facevano tutti i miei coetanei. Dopo qual- che mese lo stesso medico, Dott. Baronio, iniziò a cambiare idea vedendo che oltre all’estrema vitalità iniziavo a crescere, ma sopratutto non avevo bisogno di farmaci. I test respiratori poi, andavano di bene in

meglio. Le telefonate da casa si erano ridotte al sabato

e io aspettavo le 19, 00 per parlare con la mia famiglia

da Napoli. Grazie Sip, così si chiamava la società tele-

fonica dell’epoca. Tutto stava andando per il meglio ed io non potevo immaginare che mi sarei divertito tanto in quei due anni trascorsi a Misurina, dove completai le scuole medie, imparai a sciare e a fare tantissime cose. Anche a fare teatro, costruire case sugli alberi, a fare il radiologo. Sì, il radiologo perché con Antimo il radiologo del Codivilla Putti ospedale di Cortina, eravamo diventati molto amici essendo an- che lui napoletano, e poi grazie, alle arrampicate sulle rocce e tantissimi “guai”. Una volta i miei amici, ed io in particolare, aprimmo le chiuse del lago di Misurina e lo svuotammo. Questo per darvi un’idea di cosa può combinare un bambino rinato. Ah, naturalmente cat- turammo anche un centinaio di trote che poverette non avevano fatto nulla di male, alcune purtroppo fu- rono cucinate, altre fortunatamente furono rimesse nel lago e ripresero la loro vita tranquilla.

Le prime visioni

Immerso nella tranquillità e bellezza di questo pae- saggio innevato eravamo ormai in gennaio, dopo lo studio andavamo con il furgone in piscina a Cortina d’Ampezzo dove ci allenavamo a nuotare e tuffarci per i giochi della gioventù. Ormai ero dodicenne. Una sera mentre tornavamo nell’istituto con il furgone vidi una sagoma non ben definita sullo sfondo inneva- to e nel buio mi si raggelò la schiena ed esclamai:

“Ragazzi fate attenzione, adesso che rientreremo, non facciamo chiasso c’è un nostro compagno molto mala- to, quindi mi raccomando!” Nessuno fiatò, sicura- mente pensarono: “Carmine sta dando i numeri”. Ma quando arrivammo ci venne incontro suor Carmen che ci raccomandò di non far chiasso perché Ezechia, nostro caro amico, aveva la febbre alta, forse pleurite.

Io però dissi a suor Carmen di non preoccuparsi per- ché il nostro amico si sarebbe subito ripreso. In effetti

il nostro amico si riprese poco dopo

L’anno dopo; nel mese di maggio, mentre chiudevo gli scuri della camera da letto che dividevo con i miei

amici, vidi di nuovo quell’ immagine sul lago di Misu- rina e lo stesso brivido mi risalì sulla colonna verte- brale ed esclamai: “Ragazzi non vi svestite per andare

a letto sta per succedere qualcosa e noi dobbiamo es-

sere pronti”. Anche quella sera, per nostra sfortuna, avevo ragione. Dopo meno di un’ora la terra inizio a tremare e l’istituto fluttuava a destra e a sinistra come un albe- ro, i ghiaioni venivano giù dalla catena del Cadin e noi aiutammo i più piccoli portandoli giù nel cortile. Era un fuggi-fuggi generale, giù per le scale ma noi era- vamo calmi e consapevoli. Fu il terremoto del Friuli del 1976 che devastò questa regione e dal quale noi in Veneto fummo solo sfiorati. Finii le scuole medie e ritornai a casa a Napoli, pur- troppo però non ero ancora guarito, quindi dopo l’estate avrei dovuto trovare una sistemazione per continuare a stare lassù. In settembre partimmo sa- pendo che a Pieve di Cadore c’era l’istituto Pio X gesti- to da preti, ma non potemmo fare l’iscrizione perché troppo costoso, non era gratuito come quello di Misu- rina, e mio padre essendo operaio, non poteva per- mettersi una retta così alta. Provammo a far chiamare il nostro parroco, ma lì non guardavano in faccia nes- suno: la retta era quella, punto e basta. Quindi an- dammo verso Cortina e trovammo un pensionato stu- dentesco privato che però ci mise a disposizione una borsa di studio e così iniziai a frequentare il “Liceo Scientifico Antonelli” di Cortina. Riuscii ad aver la borsa di studio per il biennio che includeva anche vit- to e alloggio, ma dal terzo anno non fu più possibile avere l’alloggio e quindi fui costretto a trovare una si- stemazione privata che fortunatamente, su segnala- zione di un mio professore, trovai a Cortina al costo dell’epoca di 3000 lire al giorno senza vitto. Erano cir- ca 90000 lire al mese per l’alloggio e poi qualcosa per mangiare: sì, qualcosa, perché di sera molto spesso la buona signora Lacedelli Maria mi invitava a cenare

con lei e di giorno mi arrangiavo alla meglio. La mia famiglia sapeva che ero invitato da amici, a volte capi- tava, a volte no. Per non appesantire il bilancio fami- liare mi arrangiavo come potevo. D’estate poi appena compiuti 14 anni cominciai a lavorare al “Miramonti Majestic Hotel” come Comin ai vini e, con stipendio e mance, guadagnavo un bel po’. A quei tempi in due mesi riuscivo a tirar su 4 milioni di lire, considerando che spendevo circa 900mila di camera e 900mila di cibo per 10 mesi potevo dare un surplus a casa; per- ché i libri non li compravo, gli amici dell’ “Antonelli” amavano bruciarli a scuola finita e io li recuperavo prima di fargli fare il falò, anche in duplice, triplice copia così li potevo scambiare o vendere per acquista- re quello che serviva a me ed ai miei fratelli. In questo modo arrivai alla maturità scientifica e poi ritornai a Napoli a 18 anni per iscrivermi alla Facoltà di Medi- cina e Chirurgia della Federico II. Nel frattempo l’asma non dava più problemi gravi; era rimasta una compagna di viaggio sotto controllo: aveva desistito quasi del tutto. Iniziai a fare gli esami del primo anno con una media abbastanza alta(28, 4) e poi d’estate tornai a Cortina per aiutare la famiglia e per avere la disponibilità per comprare i testi di medicina che co- stavano moltissimo, anche perché la borsa di studio che prendevo non bastava neanche per le tasse uni- versitarie. Dietro l’angolo però c’era un altro stop; arrivato al 3° anno, infatti, iniziai ad andare in crisi con lo studio:

non riuscivo a concentrarmi ero in conflitto con i miei, ero in disarmonia con il luogo dove abitavo, un rione molto degradato e confusionario, ero pentito di non essere rimasto in veneto, insomma la vita mi sta- va dicendo che dovevo cambiare registro, stavo ca-

dendo in depressione, non riuscivo più a capire se do- vevo studiare o lavorare. Optai per lo studio ma non rendevo più, avevo la testa altrove. Così tra molla e ri- prendi mi ritrovai a fare una molteplicità di lavori, prima di arrivare a creare un’impresa nel 1989. Da al- lora ho iniziato a dare tutto me stesso nel lavoro per- ché mi ero prefissato dei nuovi obbiettivi: comprare una casa, mettere su famiglia e allargare l’impresa. Sempre con molto lavoro e tanto impegno dovendo partire da zero avevo aperto il mio primo ufficio per la vendita di arredamenti, ma in realtà facevo di tutto:

fotografo, muratore, traslochi e montaggi, vendevo impianti Hi-Fi, merce a stock insomma, di tutto e di più. In pochi anni riuscii a comprare la prima casa ormai, avevo circa trentadue anni e stava per nascere Sara, la primogenita, poi dopo due anni Luca e dopo altri due Nadia. Quando nacque Nadia, non stavo molto bene con la cistifellea e quindi andai a farmi un’ecografia dalla quale uscì una cicatrizzazione epa- tica ed anche una zona di 7mm molto densa, la dotto- ressa mi chiese se avessi avuto l’epatite in passato. Gli risposi che non avevo mai avuto sintomi di questa ma- lattia e che vi fosse stata sarebbe stata silente o era in corso in quel momento. Concordammo che avrei do- vuto fare i markers(esami del sangue specifici) per de- finire meglio la cosa. Era un periodo che vivevo dei conflitti con i miei genitori, oggi direi con me stesso, mi portavo dietro ancora il senso di colpa per non es- sermi laureato e davo la colpa a loro per non avermi aiutato(problemi della sfera emozionale). Purtroppo gli esami diedero esito positivo, sembrava che avessi un’epatite in corso, iniziai a leggere tutto su questa patologia e iniziò un altro mio calvario, questo perché il mio quadro come al solito era un quadro

molto raro. Persisteva l’anticorpo della segnalazione

che si chiama hbe ab che indica la presenza del virus

e non vi era l’anticorpo di superficie Hb s ab che pro-

tegge le cellule epatiche da un’eventuale replicazione

virale. Però il virus non era dosabile nel sangue per

cui non ero infettivo, infatti l’ “Hbs AG.” era negativo come pure il suo indice replicativo L’“Hbv dna”. In ogni caso avevo, come si dice a Napoli, la guerra in te- sta, avevo letto due trattati: quello del Prof. Piazza che diceva che quella configurazione era considerata co- munque una guarigione e poi un testo di patologia che diceva invece che avevo un’epatite latente subdola che da un momento all’altro sarebbe potuta sfociare in un epatite fulminante. Ero di nuovo a pezzi è in depressione, fortunatamente Nadia, soprattutto, ma anche Luca e Sara, mi diedero la forza per reagire e ripartire. Nel frattempo l’ufficio era diventato un ne- gozio e i collaboratori erano passati da due a dodici. Avevo preso un’altra struttura in un posto più centrale ad Arco Felice – Pozzuoli. Era il 2001. Le cose anda- vano bene nel duro lavoro proferito quotidianamente. Iniziarono 7 anni di stravolgimenti perché iniziai a capire cosa voleva dire fare impresa, lavoro, problemi da risolvere, scadenze da rispettare e così via. Ma ero adrenalinico come al solito: programmavo, decidevo, avevo obbiettivi a medio e lungo termine, ristrutturavo continuamente l’azienda e leggevo libri su come gestire un’impresa, dal marketing alla gestio- ne dei team e tutto quello che poteva farci raggiunge- re gli obbiettivi prefissati. Nel 2007 ho dovuto comprare i negozi dove ero in fit- to: ho dovuto perché il proprietario,per tante vicende

a lui avverse era obbligato a vendere; questo acquisto non era in programma ed io non mi sentivo pronto,

anche perché avrei avuto debiti con la banca fino a 60

anni. L’alternativa sarebbe stato rinunciare e sfruttare

gli ultimi 4\5 anni di fitto, ma mi lasciai spaventare da

una lettera che diceva che avevano trovato un com- pratore e quindi decisi di sfruttare il diritto di prela-

zione, ma vivevo la cosa come privazione della mia li- bertà di potermi staccare dall'attività; quando avrei voluto riposarmi, ma sopratutto godermi la famiglia.

In ogni caso feci quell’operazione finanziaria immobi-

liare. Iniziai a non dormir la notte, pensavo che non avrei potuto farcela: ero teso, nervoso, iniziavo a la-

mentarmi e a somatizzare varie cose, non riuscivo più neanche ad allenarmi, sia in palestra che quando an- davo a correre avevo difficoltà, iniziavo di nuovo ad avere l’asma che dava molto fastidio. Poi dall’asma

sono passato alla bronchite e poi ancora alla polmoni-

te che nel 2008 mi ha portato in ospedale per un rico-

vero d’urgenza. Mentre ero sul lettino ad aspettare il medico mi accorsi che il mio orologio si era fermato, lessi questa cosa in maniera molto negativa, per me il tempo era finito. Arrivò una dottoressa che mi diagnosticò una polmo- nite acuta con un atelettasia polmonare de- stra(l’atelettasia è uno schiacciamento di una parte del polmone). Nonostante tutto decisi di partire per le vacanze insieme alla mia famiglia e di andare in mon- tagna così da beneficiare dell’ossigenazione forzata. Andammo a Madonna di Campiglio e non mi rispar- miai nulla: piscina, sauna, scalate, walking etc. Nonostante gli antibiotici ero in gran forma quando

di giorno ero in contatto con la natura e le bellezze di

quei posti. La notte qualche pensiero mi riportava ai problemi che avevo lasciato a casa e quello mi riportava indie-

tro, ma comunque da lì a poco sarei stato in giro per le montagne e quindi superavo anche il pensiero mal- sano. Poi di ritorno di nuovo a lavoro e sotto fino all’anno dopo. Nel luglio 2009 a causa dell’accensione dei climatizzatori nel mio ufficio fui ricoverato d’urgenza perché mi girava la testa e non riuscivo a

stare in piedi, anche questa volta lo stesso presagio:

mi era caduto l’orologio dal polso e si era rotto. Mi fe-

cero una lastra e il quadro del polmone destro risultò molto peggiorato, chiesi al radiologo se quello che ve- devo sul monitor erano i miei polmoni, lui disse di si,

allora io dissi: “sono molto rovinato, quella macchia potrebbe essere qualcosa di molto serio”. Il medico annuì, e aggiunsi: “potrebbe essere anche un tumore”. Lui mi informò che c’era bisogno di fare una tac al contrasto e una biopsia per verificare. Allora andai a sedermi, sentivo che le gambe mi stavano lasciando. Ero terrorizzato, stavo mettendo a fuoco la caducità

della vita, o meglio della mia vita. Dopo qualche gior-

no feci la prima tac, poi ne feci una seconda, poi la

broncoscopia, e poi le attese interminabili per le ri-

sposte. Mi chiamarono a casa dicendo che la biopsia era negativa ma che avevano trovato un fungo del quale loro non si preoccupavano,anche se non si spie- gavano come l’avessi, visto che era un aspergillo fu- migatus, che non è un bel ospite, di solito attacca le persone immunodepresse o terminali, invece io tutto sommato, nonostante la polmonite che non mi lascia- va, facevo spinning per un ora di fila senza neppure andare in affanno. Mi riconfermarono una terapia con doppio antibiotico: una serie di aerosol con mu- colitici e mi dissero di passare a controllo dopo un mese. Di nuovo mi assalì il pensiero, confermato da una ricerca su internet, che avrei avuto poco da vive-

re, la notte non dormivo ero teso, piangevo spesso e pregavo, chiedendo però perché queste cose toccasse- ro sempre a me. La sera dopo vidi un mio conoscente che tornava dall’ospedale perché molto malato e non c’era più nulla da fare. Come dirmi poi che non tocca- vano solo a me le sventure, ma questo non mi faceva stare meglio anzi mi chiedevo perché dobbiamo sof- frire in questo modo. Qualche giorno dopo, di notte, mentre dormivo, sentii aprire la porta di casa, dei passi nel corridoio che portano alla camera da letto e questa persona avvicinarsi al letto e scuotermi dicen- domi “hai visto è successo, hai visto è successo!”. Mi svegliai di soprassalto, svegliai Betti(mia moglie)e le dissi: “Lo sai il Signor *****!. È morto?”, lei mi disse:

“Carmine tranquillizzati è stato solo un brutto sogno”- e mi andò a prendere un po’ d’acqua. Mi riaddormen- tai e la mattina successiva andai a lavorare. Quando tornai Betti mi aspettava sull’uscio è mi disse- “lo sai, quel tuo sogno…, dissi-quale?”- “Quello di stanotte!”- “Allora?” –“Temo sia andata proprio così, il Sig. é morto ed era proprio l’orario che tu sei saltato nel sonno”. Rimasi raggelato, ma con un senso di compassione nel cuore, come se quell’anima ancora una volta mi avesse voluto dire che tutto continua, ma io non affer- ravo ancora il senso profondo di quello che vivevo in quel momento. Ritornando alla mia situazione, dato che continuavo a pensare che l’aspergillo mi avrebbe portato al di là, decisi di programmare un viaggio con Luca, allora dodicenne, in Asia e dopo qualche mese partimmo, viaggio di lavoro, ma anche di piacere e fu un espe- rienza bellissima: il coinvolgimento che creai con lui. Visitammo Kuala Lumpur, Singapore, Pechino,

Guangzhou etc. Fu un viaggio bellissimo: 23 giorni in- tensi e pieni. Al ritorno capitò un altro piccolo mira- colo: eravamo andati in taxi all’aeroporto alle 4:30 del mattino e, non so come, mi era scivolata la borsa con il passaporto ed i biglietti a terra nel taxi, naturalmen- te me ne sono avveduto dopo qualche secondo che il taxi era ripartito. Fermammo un altro taxi per far in- seguire l’altro ma quello era scomparso, arrivato ad un trivio fuori l’aeroporto decisi di tornare a recupe- rare Luca che era rimasto nell’aeroporto con le vali- gie. Appena il taxi prese la strada del ritorno vidi una macchina ferma nella nebbia e mi stavo tirando i ca- pelli per la disperazione chiedendo a Dio di non farmi quello; in quel momento ebbi la sensazione che quella macchina poteva essere il nostro taxi rosso. Scesi dal- la macchina iniziai a correre sotto il ponte per vedere se era lui, mentre correvo dicevo: “ma come fai a pen- sare che possa essere lui!”e chiedevo a Dio “fa che sia lui”. Così fu. Arrivai in aeroporto incredulo, ma contento che pote- vamo tornare a casa. Per tutto il viaggio il pensiero rimase bloccato in quegli attimi concitati. Tornati a casa dopo qualche mese decisi di andarmi a fare il controllo in un altro ospedale, non l’avessi mai fatto. Il primario vedendo le tac precedenti disse che non si spiegava come io facessi a rimanere in piedi, addirit- tura non si spiegava come avessi potuto salire le scale visto l’ascensore guasto. Gli dissi che non avevo pro- blemi né a correre né a fare spinning o qualsiasi altro sport, solo che di tanto in tanto, essendo asmatico, avevo qualche problema. Ma il controllo lo stavo facendo perché era stato tro- vato l’aspergillo. Lui chiamò a raccolta i suoi collabo- ratori e ordinò di farmi subito una tac e una nuova

broncoscopia. Dalla tac si evinceva un allargamento della zona atelettasica, in pratica la zona disomoge- nea, la massa era aumentata. Mi sentivo svenire chiesi al medico di sdraiarmi sul suo lettino e alzai le gambe per riprendermi. Ero di nuovo a pezzi, il medico disse: “non si preoccupi ri- solveremo tutto, domani venga in day hospital e fa- remo gli esami di routine: emocromo etc… Prima di passare alla nuova bronco scopia”. Il giorno dopo ar- rivai in ospedale alle 7 del mattino, entrai nell’ambulatorio e vidi sulla lavagna il mio nome con gli esami che avrei dovuto fare scritti in bella eviden-

za. Markers Tumorali, catene k, catene lambda, pro- teina c reattiva etc. Esclamai: “Alla faccia della routi- ne!!!”. Poi all’indomani toccava alla broncoscopia. Fui chiamato dal medico che si occupa delle broncoscopie

a

prepararmi per fare l’esame, entrai nell’ambulatorio

e

vidi che c’erano tanti ragazzi che facevano il prati-

cantato di medicina chiacchieravano fra di loro spen- sieratamente senza porsi il minimo problema di quel- lo che passa nella testa di un paziente(del quale oggi capisco l’etimologia della parola nel suo senso più profondo). Ed ecco arrivare l’infermiere che estrae dall’autoclave(sterilizzatore) la sonda che avrebbe do-

vuto ispezionarmi, nell’estrarla dalla bustina si rompe

il guanto è la tocca con le mani, come se non bastasse,

fa un bello starnuto e poggia la sonda sul tavolo a fianco al lettino. A quel punto una voce dentro di me dice vattene, non farla, ti cagioneranno un’altra infezione nel mentre mi dibattevo tra me e i miei pensieri, mi ritrovai reclinato con la sonda in gola, fu uno strazio dal primo all’ultimo secondo, quei ragazzi non avevano né me- todo né modo e per giunta erano anche arroganti e

senza alcuna compassione, come si dice a Napoli mi fecero uscire gli occhi dalle orbite, mi sentivo strac- ciare, continuavo a tossire con quella sonda infilata in bocca che arrivava fin dentro ai miei poveri bronchi, non ce la facevo più. Finalmente dopo circa 10 minuti finirono di pescare pezzetti di “soffritto” e mi dissero che il problema comunque c’era, ma se non fosse uscito l’aspergillo mi avrebbero operato per eliminare la parte atelettasica che secondo quello che avevano visto era quasi necro- tizzata, non circolava più ossigeno e bisognava ri- muoverla, prima che fosse stato troppo tardi. Torno a casa e il giorno dopo inizio ad avere brividi di freddo che preannunciano febbre che nel pomeriggio sale fino a 38, o dei forti dolori al petto nella zona do- ve hanno fatto le biopsie, capisco che come avevo te- muto avevo preso una bella infezione, infatti il mio medico mi fece fare delle analisi per constatare questo e tutto fu confermato, avevo una bella infezione in at- to. Mi prescrisse delle penicilline e disse che le avrei dovute sospendere solo dopo due giorni dalla assenza delle febbre, in poche parole dovetti fare più di venti punture, la febbre durò 8 giorni. Dopo 15 giorni d’attesa per i referti della broncoscopia, prima mi dis- sero che l’esame istologico era negativo, poi quando chiesi perché volevano farmi fare la pet e la spett(esami radiodiagnostici) visto che gli esami erano negativi, venne fuori per mia insistenza un foglietto dove l’esame invece era positivo, l’esito era un Lac po- sitivo con l’immunofluorescenza. Dati i miei studi in medicina ero terrorizzato da quello che mi aspettava vedevo all’orizzonte la fine di tutto ciò che avevo so- gnato, gli obbiettivi la famiglia e chi più ne a più ne metta, in poche parole avevo una tremenda paura di

morire, proprio non avrei voluto. Decisi allora al ri- torno dal day hospital di passare per la chiesa dove facevo il chierichetto e cercai il nuovo parroco per avere una parola di conforto, riuscì ad avere molto di più, una benedizione speciale e una previsione, il par- roco mi disse che l’accettazione mi avrebbe portato sul mio percorso di santità, io esclamai: bhe! non esa- geriamo, io non credo di essere portato. In ogni caso uscii dalla chiesa più sereno e pronto ad affrontare il giorno dopo gli altri esami clinici che il medico vole- va. Pertanto dovetti fare il protocollo suggerito dal primario, prima la spett, poi la pet. Quando andai a consulto, il primario disse: fortuna- tamente non ci sono altre zone di accumulo, alche, io aggiunsi: allora non ci sono metastasi? –Non usiamo questi vocaboli, – disse il primario –parliamo di ac- cumuli, non è il linfoma che mi preoccupa ma l’accumulo retro-sternale, quindi domani dovremo fa- re una ago guidato in quella zona. Venga alle “8”, aggiunse. Vincendo la paura ed i pensieri che mi arrivavano in testa decisi di andare a fare questo ago aspirato,portai con me il libro del Sun tzu per distrarmi e non pensa- re. Dopo due ore d’attesa arriva il collaboratore del primario al quale avevo chiesto se l’avrei potuto fare in day hospital o dovevo essere ricoverato, questi si arrabbio come un pazzo dicendomi che ero un imbe- cille a pensare di uscire perché con quell’esame mi avrebbe potuto creare un’emorragia o peggio visto il punto mi avrebbe potuto bucare l’aorta. A quel punto li salutai e rinunciai a quell’esame e andai in un altro presidio ospedaliero. Lì mi dissero che avrei dovuto rifare tutti gli esami ma sicuramente una nuova broncoscopia, la terza.

Ero ancora in bilico sospeso tra vita e morte, tutto mi girava in testa come un disco, le parole del precedente

primario, l’aspergillo, il linfoma, l’intervento al pol- mone e poi come avrei vissuto quello che mi rimane-

va, una vita tra disperazione e speranza con la mente

annebbiata, che non ti fa gustare la vita e non ti fa percepire il tuo futuro. Via di nuovo in questi nuovi esami e speriamo ancora anche se questo primario si trova d’accordo con l’altro che in ogni caso il lobo medio va rimosso perché ormai non è più irrorato, non circola ossigeno, per cui accumula infezioni con-

tinue. La mattina mi reco per il day Hospital e fortu- natamente dato che in quella struttura lavora un mio amico, mi preparano tutto loro cartella clinica e le so- lite operazione di routine togliendomi un’ altro pen- siero dalla testa, l’ambiente qui è molto diverso dal precedente presidio, molto più luminoso, il caposala è

un giocherellone che sdrammatizza tutto con il suo

modo di fare scherzoso è bizzarro, poi arriva una dot- toressa che avrà avuto massimo 30 anni con una fac-

cia d’angelo, sorridente e fiduciosa e mi chiede se ero

pronto a questo nuovo esame, dico di sì senza esita- zione dicendole dopo quello che avevo passato al pre-

cedente ospedale, non potevo certo impaurirmi in

quell’ambiente tranquillo e rilassato con tutti quei sorrisi e parole gentili.

Mi chiese se il caposala mi avesse fatto fare i gargari-

smi anestetici, risposi di si e aggiunsi i particolari di come me li aveva fatti fare. Mi dirigeva scherzosa-

mente come un direttore d’orchestra tra una battuta e un’altra, dove mi suggeriva di non ridere perché al- trimenti avrei ingoiato il farmaco. Bene esclamò la dottoressa, allora possiamo iniziare. Prima di infilarmi la sonda dentro mi spiego come

avrei dovuto fare per ingoiarla senza avere la tosse e che lei mi avrebbe guidato con la voce, quando avrei dovuto inspirare per far passare la sonda dalla tra- chea. Feci un cenno che ero pronto è partimmo per quest’altro esame, non ci fu nessun problema, la dot- toressa aveva una mano angelica entro dentro i miei bronchi come una piuma io non sentii nulla, tranne una mano la dx accarezzarmi il collo e così la sonda passo dentro senza problemi. Mi sono chiesto sempre

di chi fosse quella mano, visto che la dottoressa con le

sue teneva il broncoscopio: era una mano molto genti-

le ed amorevole. Vidi tutto l’esame in diretta sul moni-

tor i prelievi, la pulizia e la spazzolatura di un’escrescenza bianca che era lì in quell’alveolo. Fi- nimmo l’esame, non potei che complimentarmi con loro. Gli dissi che erano stati stupendi e loro furono felici che ogni tanto capitasse un paziente che gli fa-

cesse i complimenti. Insomma ci ringraziammo a vicenda. Dopo una decina di giorni iniziavano ad arrivare i ri- sultati degli esami citologici, batterici, e di coltura, tutti negativi, ma questo non basta a scongiurare il peggio, anzi proprio perché negativi si pensa che bi- sogna aprire per fare un intervento terapeutico dia- gnostico. Si parla con tre chirurghi e altrettanti pneumologi e tutti concordano che è inevitabilmente l’unica strada. Ormai è luglio e io decido prima di farmi aprire di interpellare altri due chirurghi uno privato che concorda ma non mi convince perché opera in una clinica privata, e quindi vado in un altro ospedale da un chirurgo del quale mi avevano parlato molto bene il prof. Monaco della chirurgia toracica del Cardarelli.

Il professore ci riceve cordialmente e si mette a stu-

diare le tac per quasi 35 minuti dove io cerco di segui- re le espressioni del suo viso per capire se sperare. Dopo aver accuratamente studiato le immagini mi vi- sita, mi fa delle domande molto specifiche, e mi spie- ga anche perché riesco ancora a fare sport, nonostan- te l’ateletassia. Poi mi conferma che bisogna interve- nire per fare l’intervento terapeutico diagnostico, ma visto che ormai stavo così da un paio d’anni era fidu- cioso che avremo risolto con l’intervento che però sa- rebbe stato programmato di la a due mesi in settem- bre perché con il caldo non era consigliabile farlo. Quindi mi disse parta pure per le ferie e al ritorno lo faremo. “stia tranquillo”. A differenza degli altri me- dici, la cosa per la quale decisi che ad operarmi sa- rebbe stato lui, fu che quando il chirurgo ricevette i complimenti dalla suocera di mio cugino che mi ave- va accompagnato dal medico(il marito era stato ope- rato da lui), dicendogli che aveva “mani d’oro”, lui ri- spose, seppur ringraziando, che le mani, si erano le sue, ma che in sala operatoria erano “guidata da Lui”, indicando il Crocifisso sulla sua scrivania. Partimmo per Mykonos, avevo prenotato in febbraio prima di iniziare il calvario. Sono stati 15 giorni belli ma con dolori e sintomi che aumentavano e mi prendevano al collo, alla spalla, dietro lo sterno, quindi andavo avanti con antinfiam- matori per lenire il dolore. La notte mi svegliavo e pensavo alle precedenti parole di quel medico che mi aveva parlato di linfoma di accumuli e via dicendo, così da essere in balia di uno sconforto che non riu- scivo ad accettare. Anche qui mi successe qualcosa di simpatico che però vivevo normalmente: un giorno mentre scendevamo a piedi con la famiglia in centro vidi dei capretti in un recinto, mi fermai ad osservarli

un attimo e uno si rivolse verso di me belando, allora io per scherzare con i miei figli mi mise a fare il diret- tore d’orchestra, il capretto quando alzavo le mani be- lava in crescendo, quando le abbassavo s’interrompeva. Ma poi ad un tratto vennero tutti verso di me, si face- vano dirigere come un’orchestra, i miei familiari si di- vertirono un mondo e devo dire anch’io, mi sentivo un po’ come san Francesco. Pensammo spesso a quella cosa, ancora adesso e rimasto vivo il bel ricordo. Ri- tornato da Mykonos ero un dolore continuo e aspetta- vo ormai l’intervento sempre più vicino. Un amico, però, vedendomi sofferente mi chiese se credevo che ci fossero delle persone in grado di guari- re con le mani, io gli dissi che non avendo nulla da perdere avrei provato volentieri, sopratutto se essendo un suo amico, avevamo la sicurezza che non fosse sta- to un impostore spilla soldi. Poi gli chiesi che tecnica usava e lui mi disse si chia- mava ReiKi, lessi qualcosa su internet ma non volli approfondire per non farmi condizionare. Gino così si chiama il mio, oggi amico guaritore, mi accolse a casa sua e mi chiese di parlargli un po’ della mia vita, mi chiese come se già ne avesse percezione cosa mi era capitato di “strano” da piccolo e io gli descrissi quelle cose che vi ho raccontato prima, poi aggiunsi che ogni tanto avvertivo delle sensazioni strane che precludono a dei terremoti e poi qualche esperienza che chiame- remo medianica per capirci, incontri con anime di de- funti. Così lui esclamo che ero molto aperto e che dai miei occhi usciva la mia personalità vera senza ipocri- sie e senza veli. Quindi mi spiego cosa fosse il ReiKi e poi mi disse di pensarci se volevo avventurarmi in questa cosa perché si sarebbe aperto un confronto con

me stesso che non sarebbe stato facile da gestire, do- vevo essere pronto e consapevole; se non capivo tutti i passaggi non avevo nulla da perdere e quindi dissi ini- ziamo subito, ma lui disse no!! “ci devi pensare alme- no un giorno”. Come al mio solito insistetti e riuscii ad avere un assaggino. Circa 15 minuti dedicati solo a me da me stesso, lui disse; un po’ di sano egoismo in questo momento pensa solo a te, cancella tutti i pro- blemi, cancella ogni pensiero, entra nel profondo del tuo spirito e vedrai che troverai la serenità per affron- tare tutto. Quei 15 minuti bastarono a Gino per dire a Peppe, l’amico che mi aveva portato da lui che in sei sedute avrei completato il percorso e che seppure lui non da mai speranze alle persone per non creare illusioni dis- se se Carmine guariràsarà per merito suo non mio, io sbloccherò le sue energie riallineandole cosi lui potrà compiere la sua guarigione se crederà in se stesso. Il lunedì successivo iniziai le mie sedute e alla terza ave- vo già una tranquillità interiore elevatissima, la notte quando mi svegliavo non riuscivo più a pensare alle parole del primario che mi parlò di Linfoma etc. Non riuscivo più a completare quel pensiero negativo. Mancavano tre sedute e già stavo molto meglio solo un dolore persisteva quello al collo che era duro a crollare, ma crollò con l'aiuto di un altro amico di Gi- no, oggi anche mio di nome Riccardo un ragazzo di 22 anni di una solarità raggiante che concentrandosi a due metri di distanza da me chiedendomi di concen- trarmi sul vuoto senza pensare a nulla mi fece ragge- lare il corpo per quasi cinque minuti, fino a quando sentii staccare come una pallina quel dolore dal collo, sentii come uno stracciare di tessuto e poi esclamò:

quella forma pensiero non ti darà più fastidio e cosi

fu. L’ospedale mi aveva spostato il ricovero di una setti- mana dal 15 al 22 settembre 2010, sembrava una coincidenza, così ebbi l’opportunità di fare qualche altra terapia energetica, così arrivai al ricovero calmo e tranquillo. Il 23 feci gli esami al sangue, poi la spirometria e l’elettrocardiogramma, a proposito durante la spiro- metria mi capitò un’altra cosa particolare: mentre te- nevo il boccaglio in bocca e respiravo profondamente il respiro mi portò in uno stato di trans e visualizzai un cervello con delle metastasi dentro che io concen- trandomi sempre di più feci scoppiare; a quel punto sentii l’infermiera che era molto arrabbiata con me perché avevo fatto una spirometria pessima, disse “cerca di fare del tuo meglio con un esame così non puoi essere neppure operato, ma cosa ti è successo?” In quel momento Claudia, così si chiamava quell’infermiera, fu chiamata fuori da un collega per risolvere un problema ad un paziente ed io approfittai per alzarmi e andare sulla finestra a prender un po’ d’aria e riflettere su quella cosa successa, sapevo che quella cosa era stata causata dalla notizia che il gior- no prima avevo avuto dal cognato di un mio amico che si era ammalato di tumore al cervello ed era li in quell’ospedale da qualche parte. Al ritorno Claudia mi chiese molto gentilmente allora sei pronto? Mi rac- comando non farmi arrabbiare, riproviamo. Final- mente! esclamo –“Questa è una spirometria seria, adesso va bene!Io non so che ti è preso prima!”. Tor- nai a casa e il giorno dopo andai a fare la nuova tac a contrasto. Mi alzai dalla tac multistrato, vidi il medico venire vicino e chiedermi “mi dici che terapia hai fat- to? “io dissi” in che senso? “lui replico” nello scorrere

delle immagini non ho visto nulla di importante ri-

spetto alle precedenti, ho l’impressione che non ci sia più niente. Se mi aspetti due ore ti do la diagnosi da portare al chirurgo, ma credo se è come ho visto non

ti apriranno più. Così fu.

Ero miracolosamente guarito. La notte prima della tac, mi svegliai e vidi il mio nuovo orologio che si era fermato alle 4:22 altro tetro presagio, ma questa volta ero più tranquillo, sapevo che qualunque fosse stato il mio prosieguo su questa terra l’avrei accettato con tranquillità senza oppormi come avevo fatto fino ad allora. Richiusi gli occhi per riaddormentarmi, ma non feci in tempo perché visualizzai l’immagine di Gesù, con una veste arancio risplendente scendeva su di me, mi sentii rassicurato e provai un senso di pace profondo, anche se durò poco perché svegliai Betti per dirle l’accaduto e come al solito, mi presi il mio

sei troppo preso dal tuo reiki, inizi a farti prendere per pazzo, calmati! Ritorna sulla terra. A dire il vero ci rimasi un po’ male, ma poi ho elaborato le preoccupa- zioni di Betty quali erano, cosa avrebbe pensato la gente di quel mio raccontare: diciamo che Betti era, o meglio doveva essere il mio freno. Ma come aveva predetto il ginecologo che mi fece na- scere, non potevano nulla contro quella lingua così lunga. Da allora pratico il ReiKi: l’ho studiato, l’ho percepi- to, do agli altri quello che posso su ciò che ho appreso

e sono in continua crescita spirituale, alla scoperta di chi sono giorno dopo giorno. Di questo ringrazio tutti quelli che hanno collaborato a portarmi dove sono, anche i medici che mi hanno spaventato, tutti quelli che mi apparivano come miei nemici; ringrazio le mie malattie perché tutto questo mi sta guidando verso il

vero senso della vita. Inizio ad accettare quello che succede con serenità, perché ho capito che quella è la strada che devo compiere per scoprire la mia essenza, oggi sò che non sono solo un corpo, ma sono uno spi- rito rivestito da un corpo e che solo l’equilibrio Mente

– Corpo – Anima ci può dare il senso della nostra vita

e quindi anche della nostra morte. La vita non esisterebbe senza la morte e viceversa.

Arrivati a questo punto desidero che voi che avete creduto in questo libro, abbiate qualcosa oltre al rac-

conto della mia vita e quindi inizierò a spiegarvi tutti i concetti che ho fin qui appreso. Non imponendo a nessuno le mie affermazioni, ma solo per farvi notare che non c’è un unico modo di percepire la realtà. Ognuno ha il suo percorso e dob- biamo rispettarlo,qualunque esso sia, senza giudicare nessuno e mettendo da parte tutti i pregiudizi che ab- biamo dentro dai continui condizionamenti della no- stra vita. Esempio chi ci dice che il pazzo è pazzo e il normale è normale, chi è che stabilisce che uno è paz- zo e uno e normale? Il modo di ragionare che abbia- mo acquisito è intriso di condizionamenti, ci hanno insegnato, inculcato tutto, ma nessuno ci ha insegnato

a credere in noi stessi.

Solo uno, tentò di farlo, e l’abbiamo crocifisso; l’abbiamo perché se ritornasse in mezzo a noi lo rifa- remo, nessuno o quasi crederebbe che lui è lui. Lui disse agli uomini io sono uomo come voi e se voi cre-

derete in quello che io vi ho insegnato, potrete fare cose più grandi di me. Gesù ci disse che noi avevamo

il suo stesso potenziale, ma nessuno ha coltivato que-

sta cosa altrimenti come avrebbero fatto i potenti a

controllare il mondo se noi avessimo preso consape-

volezza del nostro essere divino? E tu ci credi che sei un essere divino? Inizia a cogliere le comunicazioni del tuo spirito e vedi che la tua vita inizierà a cambia- re. Se veramente vogliamo ritrovare la nostra felicità la nostra sincronizzazione con il tutto come dicevano gli illuminati “chiedete e vi sarà dato.

Dopo la mia guarigione ho rinnovato la mia vita po- nendomi come obbiettivo il fatto di vivere il più pos- sibile in armonia con me stesso e riscoprendo appieno la natura. Vi posso garantire che la mia vita è diventa- ta una continua sperimentazione di cose che capitano a me uniche e personalizzate tutte emozionanti nella loro individualità, tutte cose dedicate alla mia crescita spirituale. Ormai è passato un anno dalla prima volta che ho sentito parlare di energia – reiki-yoga e vorrei farvi una panoramica di tutte le cose strane che mi sono capitate e che, all’inizio qualcuno definiva coin- cidenze e che oggi ci vuole un libro per elencarle tutte. Partiamo proprio dal reiki,cosa ho provato la prima volta, cosa percepivo cosa vedevo? È stata un esperienza fantastica. Come vi dicevo la prima volta Gino mi diede un assaggio e mi disse: “ri- lassati e per una volta tanto sii veramente egoista fino in fondo, non pensare a nessuno, pensa solo a te stes- so a ciò che vorresti fare della tua vita e se ti arriva un pensiero che non ti piace del quale ti vuoi liberare, buttalo fuori da quella porta che idealmente aprirai nel tuo occhio sinistro e richiudigli questa porta alle spalle. Certo per me era tutto nuovo e un po’ strano, ma io volevo e dovevo provare e quindi feci alla lettera ciò che dovevo.” Dopo un po’ il mio amico mi poggiò le mani sulle spalle e forse anche in testa,non ricordo bene e iniziai

a vedere dei colori molto forti che fluttuavano nei

miei occhi chiusi. Che bello pensai, sta succedendo qualcosa dentro di me. Poi le mani passarono sul mio petto e iniziai a perce-

pire un forte calore, poi un formicolio in risalita come

se qualcosa si stesse spostando dal punto malato verso

l’alto. Gino disse che,come assaggio, poteva bastare e mi chiese di elencargli le sensazioni. Seppure con qual- che affermazione mentale cercai di spiegargli cosa

avevo provato. E così poi andammo avanti nella set- timana successiva come sopra descritto. Naturalmen-

te ogni volta che ci vedevamo, Gino mi chiedeva di

raccontargli quello che mi capitava giorno dopo gior-

no e devo dire che capitavano tante cose strane. A par-

te i sogni, mi era ricapitato di vedere Gesù da sveglio

o meglio ad occhi chiusi, ma sveglio, gli addetti ai la- vori sanno che sto parlando del terzo occhio, l’occhio

della veggenza quello che gli orientali hanno collocato

in

mezzo alla fronte il sesto chakra. Gesù questa volta

si

era accovacciato a fianco al mio letto vestito nor-

malmente con una camicia di canapa intrecciata con

due lane diverse e aveva i capelli raccolti dietro a coda

di cavallo, mi prese la mano e poi io aprii gli occhi e

mi sentii una pace interiore infinita. Dopo qualche giorno il terzo occhio continua a mandarmi immagi- ni: vidi un aereo da combattimento andare in stallo e precipitare e mentre precipitava si trasformava in un

aereo di linea dalla forma più bombata, aprii gli occhi e,parlando tra me e me, pensavo che non poteva esse-

re che fosse successo un disastro aereo, ero convinto

che non fosse così. Allora scesi giù al piano inferiore

della mia casa, per fare i miei esercizi tibetani che

avevo appena imparato da un libro, e appena finiti mi

sentii pronto ad accendere il televisore perché sicuro

di non scorgervi nessuna deleteria notizia.

Stranamente però la prima notizia creò un collega- mento con ciò che avevo visto era che i nostri cinque

commilitoni uccisi in Afganistan stavano sorvolando l’Italia ed erano attesi da li a poco a Ciampino: una bella coincidenza non credete?, quella mattina non fi- nì lì. Era l’ora di accompagnare i ragazzi a scuola, pioveva, così decisi di fare un salto a trovare una mia amica che era stata operata di tumore al rene, per portarle mie notizie sulla mia guarigione e per farle conoscere come ero arrivato a quella. Fu una bella esperienza perché anche il marito che lavora in sala parto come infermiere iniziò a raccontarmi di sue esperienze particolari vissute con alcuni pazienti in quel reparto molto belle e non solo toccanti ma anche inspiegabili con la nostra mente tradizionale. Pren- demmo insieme un bel caffè e li salutai per andare a lavoro, ma, mentre percorrevo la strada per andare al mio negozio, vidi un edificio enorme in mezzo al golfo

di Pozzuoli, dissi tra me e me ma cosa hanno combi-

nato lì in mezzo stanotte?, io vedevo un edificio di un centinaio di piani, facendo qualche centinaio di metri, mettendo a fuoco meglio scorsi che le finestre aveva- mo la forma degli oblò delle navi da crociera, allora sempre tra me e me inizia a dire vedi Carmine è solo una nave. Tu vedi cose strane dappertutto.–va bene risposi a me stesso ma voglio andare a vedere da vici-

no questa nave perché non ho mai visto una nave così grande, tanto che non riuscivo neppure a capire come

fosse entrata nel golfo dato che lo copriva tutto. Il gol-

fo di Pozzuoli è delimitato ad est dalla penisola di Ni-

sida ed a ovest dal monte Miseno. Grande sì ma quella

nave era gigantesca. Quindi cambiai strada per andar- la a vedere, rimandando il mio arrivo al lavoro, ma quella mattina l’universo era solo a mia disposizione. Feci circa un km sulla strada che porta verso il lago d’Averno, da dove c’è una vista mozzafiato del golfo, ma mentre guidavo, vidi un uomo a terra sulla corsia opposta alla mia. Mi resi subito conto che era in peri- colo di vita, fermai l’auto e attraversai dall’altro lato mentre già si era fermato un’altra persona che aveva chiamato l’ambulanza con il suo telefonino, allora, ar- rivai io, alzando le gambe all’uomo riverso a terra, poi pregai l’altro di mantenergli le gambe in alto, di modo da potergli tentare una rianimazione; gli misi un ma- glione sotto la nuca per aprirgli la trachea e iniziai a fargli il massaggio cardiaco. Aveva gli occhi sopra le orbite all’indietro e schiumava dalla bocca. Sembrava non reagire, provai fargli il secondo massaggio, ma sulla terza spinta il mio braccio destro mi sembrò staccarsi dal gomito: una strana sensazione che mi fe- ce desistere dal continuare, intanto l’altra persona dis- se io sono in ritardo, l’ambulanza sta arrivan- do,(intanto si era fermata una pattuglia di vigili urba- ni che avevano dato una mano a non far bloccare il traffico dai curiosi) mi restituì le gambe dello sventu- rato che in quel preciso momento di passaggio aprì gli occhi. “che bello”. Pensai “si sta riprendendo” gli dis- si, se mi sentiva di non sforzarsi e di rimanere calmo che stava arrivando l’ambulanza. Dopo qualche minu- to l’ambulanza era lì, dopo le prime operazioni di con- trollo lo mettemmo sulla lettiga e lo caricarono nell’ambulanza. Mentre facevano questo non senza il mio aiuto, l’uomo che era sul lettino, alzò la mano per ringraziarmi ed io dissi che doveva solo stare calmo e pensare a se stesso, lo salutai e andai a riprendere la

mia auto per andare a lavoro. Si a lavoro. Perché pas- sando dal lago non vidi nessuna nave. Quella mattina ero stato portato lì da una forza misteriosa. Da quel giorno ci fu un’esplosione di eventi concatenati che chiamarli coincidenze sarebbe non solo riduttivo ma sarebbe cecità totale. Raccontarveli tutti non servirebbe a nulla, perché so- no cose capitate a me, concatenazioni di sogni con la realtà da svegli, come se tutto continuasse dal sogno alla realtà. Iniziavo a pormi l’interrogativo di quale fosse la di- mensione della nostra vita reale, anche se quella era la risposta, era l’esperire il continuum tra sonno e veglia. Allora iniziavo a capire che quando stacchiamo la mente accadono le cose che vogliamo, che più deside- riamo con il nostro cuore, basta lasciarsi fluire senza forzare, senza cercare di dare delle spiegazione e il nostro mondo si dispiega davanti a noi con tutta la sua gioia di vivere. Ci sentiamo utili agli altri, ma in realtà son gli altri che ci fanno sentire utili, ognuno concorre come può per farti avere ciò che desideri. Stiamo percependo che nulla avviene per caso in quel- la dimensione, o se preferite, in quella vibrazione. Questo mondo ci fa accedere al nostro sé più profon- do a quello che siamo nello spirito, esseri speciali che devono ritrovare la felicità di vivere, persa in un mon- do, dove il correre dietro a questo e a quello non por- terà mai a nulla, se non all’infelicità e alle ossessioni che tormenteranno la nostra anima e la nostra mente alla quale hanno inculcato le paure che hanno fatto dimenticare cos’è l’amore incondizionato.

Vita e morte

Prima di arrivare da Gino, il mio maestro Reiki(anche se lui non vuole essere identificato con il nome mae- stro), avevo una paura spaventosa della morte, lui mi rassicurò rivelandomi che la morte non esiste, da lì ho iniziato a rielaborare il mio pensiero riguardo a que- sto concetto. Cos’è la vita? esisterebbe la parola vita se non vi fosse la parola morte? Certo l’avremo potuta chiamare in un altro modo ma non sarebbe cambiata la sostanza. Eppure, tranne che in alcune culture orientali la parola morte atterrisce, la evitiamo in tutti i modi, questa fa comunque parte di noi e del nostro percorso di crescita. Nasciamo sapendo di morire:

purtroppo non sappiamo che moriamo per rinascere. La morte ci incute timore perché non sappiamo cosa sia, ma sopratutto perché ci è stato insegnato a temer- la, dato rappresenterebbe la fine di tutto: è l’ignoto a spaventarci. Che vantaggio avrebbero avuto quelli che conoscono la verità se noi conoscessimo che il nostro spirito, la nostra anima il nostro sé superiore, come lo si voglia chiamare, è immortale? Non potrebbero più controllare nessuno, non potrebbero più accumulare ricchezze a discapito di qualcuno che non si conosce e ignora la sua stessa provenienza, allora come recita onestamente il Tao te ching – “i popoli vanno tenuti nell’ignoranza e occupati nei lavori più duri,così non

avranno tempo da dedicare a loro stessi per capire chi sono e perché sono qui”. Il principe cinese sapeva che doveva dare ai poveri senza farli divenire ricchi e to- gliere ai ricchi per farli divenire poveri, così tutti sa- rebbero stati impegnati a risolvere i loro secolari pro- blemi senza ricongiungersi pericolosamente all’universo che, come dicono Gesù, Buddha, Krishna e gli altri illuminati, custodisce la verità universale.

La verità universale è Dio, ma questa Entità non è il

Dio teologico creato ad arte per spaventare le persone, il Dio punitore di chi pecca secondo i dogmi delle

chiese o dei potenti; il Dio di cui parlo è il tutto. UNI- VERSO = VERSO L’UNO = DIO = COSMO = TUTTO

Se il tutto è Dio,anche noi lo siamo, ma quando di-

ciamo tutto è tutto(anche il cubetto di porfido). Vi spiegherò più avanti cosa centra il cubetto. Più avanti

parlerò per semplificare di atomi, ma a chi è andato oltre posso dire che nessuno ha visto mai un atomo. L’atomo è un ipotesi che è nata per spiegare molti fe- nomeni della materia, ma resta pur sempre un’ipotesi. L’essenza dell’atomo e di tutte le cose è l’energia.

Anche Lao Tzu nel 300 a. C. Aveva iniziato a sviscera- re quello che i cinesi chiamano il wu wei, il non agire, lasciarsi trasportare dall’universo, dai moti cosmici dei quali noi siamo parte. Così il non agire non è una

passività, ma è un fondersi con l’essere tutto nell’unità

e non contrapporsi al gran potenziale magico

dell’universo. Il wu wei è la via, ma cos’è la via? è quel processo di cambiamento e di crescita di se stessi, il mondo non è concepito in senso statico ma dinamico. Questa è l’evoluzione nel pensiero di Chuang tzu vis- suto dopo Lao tzu tra il VI° E III° secolo aC.

Ching(il mutamento), la trasformazione che si attiva nel ricongiungimento con l’universo. Il ricongiungi- mento con il mistero, con l’incanto, con la meraviglia. Cosa può dare un ragionamento di fronte a tanta grandezza, solo delle soggettività che per lo più sono condizionamenti acquisiti, come la morte che viene vinta nel ciclo continuo dell’universo, la morte come morte del nostro Ego(IO egoistico - materiale), l’io dalle mille maschere, che cerca di camuffarsi come può rifuggendo se stesso, allora io dico ben venga la morte: per morire al passato, per morire al futuro, ma per rinascere nel presente, qui ed ora. Se vediamo la nostra vita come una battaglia con gli eterni problemi che non finiscono mai, che senso ha preoccuparsi del- la morte se non abbiamo ancora imparato a vivere? Nel momento che capiremo cos’è “vivere” allora la morte non ci spaventerà più. Una volta vinta la paura della morte siamo sulla stra- da del risveglio, iniziamo a liberarci dalle catene del nostro ego, iniziamo a capire che ogni attimo serve per morire al passato, per non accettare più schemi imposti e preconfezionati che servono a tenerci occu- pati, per non farci evolvere. In questo momento ci viene incontro l’universo e ci fa percepire che avvengono le cose che noi vogliamo che avvengano, noi iniziamo a capire di essere parte di quel cosmo, di non poter uscire da quello spazio che percepiamo come infinito, noi siamo lì, come i piane- ti, le stelle, gli oceani, il pulviscolo, siamo insieme al tutto, facciamo parte del tutto e non potremo mai uscire dal tutto. “NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, TUTTO SI TRASFORMA”. Partendo da questo principio fondamentale della fisi-

ca possiamo affermare che tutta la materia è prigio-

niera di questo principio. Esempio l’acqua: la bevia- mo, la espelliamo, ri-evapora e ritorna sotto forma di pioggia, condensa o ghiaccio che poi si scioglierà. È un continuo divenire ma non può scomparire. Questo

vale per tutta la materia, pertanto anche per noi. Un

altro esempio che mi piace portare e quello della vita

di un cubetto di porfido, di una mattonella o di qual-

siasi altro prodotto che noi vediamo o usiamo quoti- dianamente. Partendo dal porfido, questo funziona anche da strada dove milioni di macchine, uomini e

mezzi, gli passano sopra quotidianamente provocan- done usura etc., ma che fine fa la parte che si usura, la materia è fatta da molecole, atomi, e noi sappiamo che questi si trasformano per cause esterne, cambiano configurazione, reagiscono con altri atomi, si fondono fra loro, insomma sono in continuo divenire. Ma avete mai pensato a quanto pulviscolo respiriamo, quanti atomi inaliamo, cosa succede a questi atomi che ven- gono dai cubetti di porfido o da altri prodotti? Ebbene questi entrano nel nostro circuito vitale, nelle nostre cellule e iniziano a vivere con noi fino a che noi non serviremo ad altri esseri o ad altri composti, allora capiamo che la vita è un continuo divenire. I nostri atomi(l’energia) rimarranno per sempre nell’universo anche perché sono sempre stati qui in continua tra- sformazione. Quindi se noi siamo sempre stati nell’universo e se l’atomo è il fabbricante di materia,

si intuisce perché gli orientali parlino di dimensioni

energetiche.

L’energia

Si potrebbe partire dalla visione di Einstein per af-

fermare che E=mc² dove E è l’energia, “m” la massa di un qualsiasi corpo e c’è la velocità della luce. Non vo-

lendo entrare nella teoria della relatività, perché mol-

to complessa da capire, vorrei farvi solo notare che

l’energia ricavata da una massa quasi nulla sarebbe milioni di volte più potente delle bombe atomiche sganciate sul Giappone nella seconda guerra mondia- le. Quindi da ciò possiamo pensare all’infinita energia di-

sponibile nell’universo e in ogni essere vivente e non.

Se

tutta la materia è costituita da atomi è naturale che

la

materia abbia un campo energetico; a scuola, sep-

pur tra mille condizionamenti, abbiamo appreso che l’atomo possiede cariche negative, positive e neutre quindi ogni singolo atomo ha un suo campo energeti- co. Come abbiamo ricordato l’atomo è una supposi- zione della nostra mente, nessuno ha mai visto un atomo: è un qualcosa di teorico per spiegare certi fe- nomeni dei quali non abbiamo spiegazione certa. Ma

prendiamolo per esistente e quindi possiamo afferma-

re che lui è dappertutto e quindi tutto è energia. O po- tremmo affermare semplicemente: tutto è energia al

di là della materia stessa. Il termine energia si riferi-

sce all’energia dinamica che è all’origine di tutto

l’esistente, microcosmo e macrocosmo compresi. A li- vello del corpo fisico è il principio vitale psicofisico. L’energia è generata dall’interazione dei Cinque Ele- menti: Spazio, Aria, Fuoco, Acqua e Terra. La funzione basilare dello Spazio è la vacuità o la po-

tenzialità, dalla quale sorgono tutti i fenomeni. L’elemento Aria produce il movimento, la crescita e lo sviluppo. La natura del Fuoco è la rapidità e il calore che inducono alla maturazione. Le funzioni dell’elemento Acqua sono la fluidità e la coesione, mentre quelle della Terra sono la solidità e la stabilità. I cinque elementi possono essere raggruppati, in base alla loro natura, nei Tre Umori, o energie fisiologiche denominate Vento, Bile e Flemma, che rispecchiano rispettivamente le qualità essenziali: neutra, calda e fredda. La terra ha un campo elettromagnetico come tutti i corpi celesti, le fasce di Van Allen che si vedono ai po-

li nell’aurora boreali, hanno un loro richiamo alle au-

re dell’uomo che possono essere fotografate con parti- colari tecniche o viste da chi allena la propria vista a vedere cose che di solito non vediamo. Questo campo energetico è molto importante ai fini

della nostra salute, come lo è per quella del pianeta e del cosmo in generale. Se l’energia è ben allineata non

si può verificare nessun corto circuito, possibile inve-

ce se l’entropia(disordine) regnasse. Per mettere a po- sto il disordine non possiamo fare altro che partire da noi stessi, dobbiamo prima allineare il nostro corpo

con il nostro spirito e la nostra mente per scoprire la via. Se ritrovassimo il nostro equilibrio staremmo bene con l’intero universo. Come abbiamo già detto, essendo noi fatti di atomi

abbiamo un campo elettromagnetico che si irradia nel

e sul nostro corpo sviluppandosi in meridiani e paral-

leli che circondano eterica mente il nostro corpo. Co- me un impianto elettrico che si rispetti, abbiamo bi- sogno, per non avere corti circuiti, di scatolette di de-

rivazione che gli antichi chiamarono chakra.

I principali sono sette che si dipartono dal coccige ar-

rivando fino alla cima della testa denominata corona. Però lascerò per gli interessati una descrizione anali- tica di cosa sono i chakra via via che proseguiremo in questo libro. Basti sapere per il momento che il ter- mine Chakram, solitamente translitterato in Chakra, proviene dal sanscrito e significa “ruota”, ma ha molte accezioni tra le quali quella di “plesso”o “vortice”. È un termine utilizzato nella filosofia e nella fisiologia tradizionali indiane. Nella tradizione occidentale mo- derna tali chakra vengono talvolta identificati con il nome di Centri di Forza o Sensi Spirituali. Dal punto di vista sistemico il chakra rappresenta una funzione vitale di un sistema vivente strutturato su livelli. Quando ho iniziato a leggere e a discutere con le per- sone che mi ruotano intorno di questo mio nuovo at- teggiamento verso la vita, indotto sopratutto da quello che stavo vivendo e che vi ho descritto, il mio modo di essere è iniziato a cambiare in maniera molto repen- tina. Con il reiki, lo yoga, lo shiatsu e con altre molte tecni- che si possono riallineare le energie. Sbloccare le energie però da solo non serve, ma naturalmente è l’inizio per rientrare in contatto con noi stessi, con la natura e con l’universo, tutto ciò che può farci risco- prire la via. Questo può avvenire solo se ci ricolle- ghiamo al nostro spirito e se iniziamo a fonderci con lui, coltivandolo, ascoltandolo e crescendo insieme a

lui per ricongiungerci al tutto. Questo è il sentiero che molti definiscono dell’illuminazione, quel modo di pensare che dovrebbe condurci alla riscoperta della felicità assoluta, alla ricongiunzione con il tutto e alla riscoperta della luce. Ma come affronteremo e come riusciremo ad uscire dai condizionamenti terreni? Come usciremo dalla convinzione che il danaro è un illusione? In realtà pur percependo la sua natura fugace, il danaro ci gratifica con quello che ci consente di fare ed è innegabile che sulla terra tutto muove; è indispensabile per questa vita. Almeno così ci è dato pensare. Dalla mia esperienza ho constatato che se lasciamo andare la mente e ci sintonizziamo con l’universo ar- rivano messaggi che ci fanno percepire che noi siamo entità che devono fare un percorso per ricollegarsi al- la divinità, che è dentro di noi. Noi siamo granelli di sabbia che insieme a tutti i gra- nelli dell’universo formano il tutto. Tutto quello che è qui nel nostro universo, Pianeti, alberi, animali, stelle, materia in genere, forma l’Uno. L’Uno è in tutte le cose e tutte le cose sono nell’Uno. Ma cosa mi ha portato a questo modo di pensare? Certamente tutti gli eventi che stanno caratterizzando la mia vita. Più ti cali in una dimensione, più l’universo ti viene incontro: possiamo dire che noi creiamo il nostro universo. Il nostro modo di relazionarci, il nostro modo di por- ci, crea il nostro universo. La Compassione per noi stessi e per gli altri serve a farci vedere il mondo sotto un altro aspetto, a rispet- tare noi stessi, gli altri e il tutto in armonia,pur con idee diverse, sapendo che l’idea è frutto della nostra mente condizionata e quindi rispettare Tutto vuole di-

re non contrapporsi, ma godere della consapevolezza

che ogni comunicazione che arriva a noi serve a farci evolvere. Quella cosa capita a noi perché ne abbiamo bisogno, ci serve per consentirci un superamento, per andare un po’ più in là sulla VIA. Una volta capito che

tutto fa parte di noi, abbiamo anche capito a cosa ser-

vono le malattie e i sintomi che le precedono: i sinto-

mi non sono altro che nostri alleati, se iniziamo a

considerarli tali capiremo la grandezza che portano dentro. Loro vengono dal nostro “Io” interno più pro- fondo a comunicarci che qualcosa nella nostra vita

non sta funzionando come dovrebbe e se noi stiamo attenti al nostro “Io” profondo possiamo trovarne la causa. Anzi, ad onor del vero già la conosciamo, fac-

ciamo finta di non vederla e di non sentirla, l’ abbia-

mo riposta in un cassettino della nostra mente e pen-

siamo di averla sopita, ma sappiamo che quel disagio

di tanto in tanto ci fa capolino e ci turba non dandoci

quella felicità che tanto desideriamo ma che non sap- piamo afferrare. Allora quel nostro amico sintomo ci richiama alla no-

stra natura e cerca di metterci di fronte a noi stessi,

per portarci oltre, tenta di dirci che l’odio, il risenti-

mento, la collera, l’avarizia sono quelli che rompono il nostro equilibrio energetico e che,se non li trasfor- miamo in amore, compassione, pace, altruismo, ci porteranno a conseguenze più gravi. Il nostro stato d’animo condiziona la nostra vita. Se vogliamo ritrovare la felicità che è all’origine del

nostro essere spirituale, dobbiamo ricongiungerci con il nostro “Io” interiore. Abbiamo il coraggio di farlo? O è meglio dare le re- sponsabilità agli altri dei nostri risentimenti? Basta provare, se vi sentite meglio, significa che va bene. Se

vi sentite arrabbiati, nervosi, collerici, contrariati, credo che non vada bene: il vostro “Io” non è d’accordo con voi.

Bisogna riequilibrarsi

Come si fa a tornare in equilibrio? Tornare in equili- brio in teoria è semplice, nella pratica un po’ più complesso. Il mondo è pieno di buone intenzioni ma tradurle in pratica e perseguirle è tutt’altra cosa. Per iniziare, come dicevamo, non possiamo che partire da noi stessi, se non identifichiamo chi siamo al di là del- le apparenze e delle maschere, non riusciremo neppu- re a identificare come mai siamo qui. Dobbiamo capi- re che giudicare i comportamenti altrui in realtà è come stare di fronte ad uno specchio e veder proietta- to un nostro stato d’animo; nessuno di noi potrebbe “scagliare la prima pietra” ma in realtà ogni giorno ci prendiamo a sassate. Se solo avessimo la consapevolezza di essere schiavi dei nostri comportamenti primordiali, della ricerca del potere personale nel disprezzo di quell’amore uni- versale che ci riempie la bocca ma non il cuore, allora saremmo ad un passo dalla risoluzione di tutti i pro- blemi quotidiani. Inizieremmo a rispettare le verità di tutti, le quali non sono altro che uno passo della nostra evoluzione spiri- tuale, e coglieremmo i diversi gradi come scalini per- sonalizzati che ci consentono un po’ per volta di supe- rare i vari ostacoli che l’universo ci pone per superarli e per farci crescere.

Allora non ci metteremmo in antagonismo alle idee, ai comportamenti altrui, ma vedremmo questi come una continua palestra per padroneggiare il nostro ego, che a volte sembra consigliarci di stare attenti agli altri come causa dei nostri mali. Ma questo modo di vede- re egoistico cosa ci potrà dare, quando capiremo che tutto si svolge dentro di noi, nei corpi sottili del nostro essere, dove la ragione non può più spiegare? Quello che ci potrà dare è la consapevolezza che sta- vamo sbagliando nell’analizzare e pianificare tutto con la mente, senza tener in considerazione il cuore, quella parte amorevole dentro di noi, che ci accosta all’universo con l’umiltà di essere una canna al vento, che in qualsiasi momento ci può annientare. Se però avessimo l’umiltà di conoscere la caducità del nostro corpo materiale e la consapevolezza di non es- sere solo materia, ma anche spirito, allora la caducità del nostro ego non sarebbe più un limite alla gioia che abbiamo dentro e che potremo finalmente esternare. A quel punto nei nostri occhi ci sarà una nuova luce, la nostra voce avrà un nuovo tono molto più affasci- nante, le parole inizieranno a toccare il cuore delle persone e pian piano indurranno riflessioni profonde anche negli altri che inizieranno a percepire che c’è qualcosa di più anche in loro. Gesù diceva: “Se crederete in quello che vi insegnerò, potrete fare cose molto più grandi di me”. Quando ci- to Gesù o Buddha o altri illuminati lo faccio al di là delle barriere che costituiscono le religioni, alle quali dedicherò un paragrafo successivo, e vorrei precisare che ritengo le chiese una ricercata e voluta struttura che limita la libertà di ognuno di noi, seppur facente parte del nostro percorso di vita.

Il messaggio di Gesù

La citazione prima menzionata ci fa capire che Yeho-

shua, un uomo come gli altri ma che ha trovato la sua verità, dice agli uomini che questi hanno i suoi stessi poteri, anzi nella loro evoluzione potranno andare ol- tre i suoi insegnamenti in quanto tutti figli di Dio. Quindi Gesù tenta di insegnarci che se vivessimo

nell’unità senza dividere, senza distinguere, in comu- nione con l’universo noi faremmo parte del Dio stesso, Dio è dentro di noi. Il problema è che pochi hanno percepito con consa- pevolezza queste parole e quindi l’uomo parla ancora

di credere, mentre la realtà della nostra grandezza è

qui, sotto i nostri occhi che sono stati abituati a vede-

re

più le cose futili che la nostra “deità”. Gesù ci spro-

na

a credere in noi stessi, nella nostra origine divina e

a sperimentarlo nel mondo, per avere le conferme che ci servono. Se il seme non conoscesse il buio, non po- trebbe apprezzare la luce. Così l’uomo se non verrà messo nella possibilità di sperimentare le difficoltà, non potrà godere della sua divinità. L’universo ci dà sempre quello che ci serve per pro- gredire. Tocca a noi voler rimanere sintonizzati con l’universo oppure essere schiavi degli eventi. Le malat-

tie sono tra quelle cose che ci servono per progredire,

che arrivano quando qualcosa non va dentro di noi e

ci mettono in contatto con i nostri disagi interiori.

Guarire o non guarire dipende solo da noi, e dal no-

stro grado evolutivo spirituale. Quando ci sentiremo

in unione con tutto allora saremo guariti.

I sintomi

I primi segnali molto spesso trascurati sono i sintomi, manifestazioni di disagio del corpo che è in conflitto con la nostra parte spirituale. Lo spirito ci segnala che stiamo trascurando il nostro corpo, la nostra anima, non stiamo dando importanza all’armonia, alla gioia della vita, all’amore incondizionato per noi e per l’universo intero. La localizzazione del sintomo, se studiamo i circuiti energetici “chakra”, ci fa capire, qual è il disagio che disarmonizza la nostra energia e che crea il problema a quell’organo o ghiandola in particolare. Un rapido ragionamento ci permette di capire perché avviene quella disarmonia e come rial- linearla.

Collocazione dei chakra nella tradizione orientale:

- il primo è alla base della colonna vertebrale;

- il secondo è all’altezza dell’ombelico;

- il terzo è all’altezza del diaframma;

- il quarto è nella regione del cuore;

- il quinto è situato all’altezza della gola

- (cervicale);

- il sesto è sulla fronte, tra le sopracciglia

- (terzo occhio);

- il settimo è sulla sommità della testa(fontana)

Poi ci sono le “NADI”che sono i chakra situati so- prattutto dove ci sono incroci, esempio sulle articola- zioni.(cassette di derivazione secondarie)

Primo Chakra

NOME: Muladhara(centro della radice), centro coc- cigeo COLORE: Rosso ELEMENTO: Terra NOTA: Sol(chiave di basso); altri indicano il Do. MANTRA: Hum NUMERO DI PETALI O VORTICI: 4 COLLOCAZIONE: alla base della colonna vertebrale.

ORGANI FISICI INTERESSATI: ghiandole surrena- li, colonna vertebrale, reni, vescica, parte terminale dell’intestino. È il chakra della base o della radice, quindi è connesso con la nostra esistenza terrena a li- vello propriamente fisico e con il tatto. Si relaziona con quel livello della coscienza che ci permette di so- pravvivere nel mondo, quindi con tutto ciò che è ma- teriale, solido e corporeo, nonché con la nostra ener- gia fisica, anche a livello quantitativo, e con la nostra voglia di vivere nel mondo fisico.

Più questo chakra è aperto, funzionante e vitale e più la nostra energia fisica sarà quantitativamente elevata e, quindi, noi saremo ben “radicati” e vivremo con de- terminazione e costanza la nostra vita.

Per contro, è il chakra che si relaziona con tutte le

paure legate alla sopravvivenza: al cibo, all’aria,

all’acqua e, nella nostra società attuale, alla mancanza

di denaro, alla perdita del lavoro, a tutto ciò che po-

trebbe minacciare la nostra esistenza. È il chakra dell’inizio della nostra crescita, che non possiamo di-

menticare di esplorare a fondo e di accettare e di il- luminare se vogliamo iniziare, appunto, un cammino

di crescita e di evoluzione spirituale.

e di accettare e di il- luminare se vogliamo iniziare, appunto, un cammino di crescita e

Secondo chakra

NOME: Svadhishthana(dolcezza), centro pubico- plesso sacrale. COLORE: Arancio ELEMENTO: Acqua NOTA: Re MANTRA: Svam NUMERO DI PETALI O VORTICI: 6 COLLOCAZIONE: all’altezza dell’ombelico e delle vertebre sacrali. ORGANI FISICI INTERESSATI: gonadi, organi ri- produttivi, nervo sciatico.

È il chakra della propagazione della specie, quindi,

della riproduzione. Per conseguenza logica è la fonte dell’energia e del piacere sessuale.

È altresì, il chakra che muove la ricerca creativa del

piacere materiale e, quindi, è predisposto al piacere delle cose belle, all’arte, al piacere delle emozioni. Oltre a essere, ovviamente, legato alle relazioni con gli individui dell’altro sesso. È il chakra del movimento dell’espansione e dell’intuizione emotiva. Per contro, è la sede di tutte le paure, i fantasmi e le fantasie negative legate alla sessualità e al relazionarsi correttamente con l’altro sesso. Paure che possono portare al rifiuto a provare piacere materiale in senso lato e quindi a godere pienamente della vita.

È questo un chakra molto importante, la cui corretta

attività può farci apprezzare la vita e, quindi, renderla

in un certo senso più facile e molto gradevole(e non

solo con l’altra metà del cielo) o, al contrario, in caso di mal funzionamento, trasformarla in un piccolo ma molto efficiente inferno personale che finisce col ri- flettersi anche su colore che ci sono vicini.

Terzo chakra

NOME: Manipura(gemma lucente), plesso solare- diaframma COLORE: Giallo ELEMENTO: Fuoco NOTA: Mi MANTRA: Ram NUMERO DI PETALI O VORTICI: 10 COLLOCAZIONE: plesso solare - cupola del diafram- ma

ORGANI FISICI INTERESSATI: pancreas, fegato, ci- stifellea, milza, stomaco, duodeno, colon traverso, in- testino tenue. È il chakra della mente razionale, della vitalità, della volontà, dell’azione, del potere e, dell’autoguarigione. Chakra potente e solare, ci rivela il nostro diritto a esistere e la nostra collocazione nell’universo e pro- muove l’autoaccettazione. Attraverso la sua espressio-

ne totalmente armonica noi siamo nel mondo con la

pienezza dei nostri attributi fisici e mentali e ci muo- viamo sul piano materiale in modo sciolto e armonio- so, godendone appieno. Se il chakra è disarmonico,

può essere alimentato il nostro senso di inferiorità, possono diminuire le nostre capacità mentali reali, quali la logica e la razionalità, e aumentare, quindi, la confusione e il senso di insicurezza. Può anche succe- dere che venga alimentata la nostra voglia di potere,

di possesso e conseguentemente di sopraffazione nei

confronti degli altri pur di ottenere, pur di primeggia- re. È il chakra che si relaziona maggiormente con il nostro ego, il quale trae comunque molta energia an-

che dai primi due. Volontà e potere rappresentano per tutti, nella nostra attuale società, una delle chiavi del successo, ma possono significare, se intesi in senso egoistico di possesso e accaparramento, l’impossibilità di accedere consapevolmente agli altri chakra e quindi a una reale pienezza del nostro Esse- re.

Quarto chakra

NOME: Anahata(non colpito tutto), plesso cardiaco- scapole COLORE: Verde e colore complementare rosa ELEMENTO: Aria NOTA: Fa MANTRA: Iam NUMERO DI PETALI O VORTICI: 12 COLLOCAZIONE: Nella regione del cuore-torace ORGANI FISICI INTERESSATI: timo, cuore, bronchi e apparato respiratorio, nervo vago. È il chakra di mezzo, il ponte la fucina alchemica che trasforma e rende compatibili le energie dei tre primi chakra, facendole salire verso l’alto, e dei tre ultimi, facendole scendere verso il basso. È il chakra che ci permette di amare in senso totale e senza condizioni. Quando è aperto e vitale ci relazioniamo con tutto e tutti, consapevoli dell’unità del tutto, essendo in grado di dare amore senza bisogno di attenderci niente in cambio. Nella sua visione posteriore rappresenta la volontà del nostro io nei confronti del mondo esterno, unita alla volontà divina. Quando è aperto ci permette una visione armonica di ciò che ci circonda e siamo, quindi, in grado di avere atteggiamenti positivi ri-

guardo alle nostre azioni, considerando gli altri come sostegno a quanto stiamo compiendo. È anche il cha- kra attraverso cui passa tutta l’energia che desideria- mo donare agli altri. Solo se questo chakra è aperto e vitale noi siamo in grado di dare energia di “guarigio- ne”. Quando è chiuso o disarmonico non siamo in grado di amare e consideriamo gli altri, Dio o il desti- no in antitesi con noi, come ostacoli alla nostra rea- lizzazione, E allora possiamo diventare aggressivi e, anziché cercare l’aiuto degli altri, ci poniamo nella classica condizione di “io contro tutti”, ripiombando istantaneamente nell’energia disarmonica del terzo chakra. Solo se entreremo consapevolmente nell’energia del quarto chakra, donando amore e compassione, saremo in grado di dare pieno significa- to alla nostra esistenza.

Quinto chakra

NOME: Vishuddha(purificazione), centro della gioia cervicale COLORE: Azzurro-blu ELEMENTO: Etere NOTA: Sol MANTRA: Ham NUMERO DI PETALI O VORTICI: 16 COLLOCAZIONE: gola-cervicale ORGANI FISICI INTERESSATI: tiroide e paratiroide, gola, tonsille, laringe, corde vocali, esofago, bronchi. È il chakra della comunicazione, del suono e della vi- brazione, della capacità di recepire e di assimilare, nonché dell’espressione della propria personalità nella

società e nel lavoro. Si relaziona con gusto, udito e ol- fatto. Quando il quinto chakra è aperto e funzionante siamo consapevoli della responsabilità del nostro nu- trimento in tutti i sensi, dal soddisfacimento dei no- stri bisogni materiali a quello dei nostri bisogni spiri- tuali, e comprendiamo quindi di essere noi i respon- sabili diretti di quanto riceviamo e di quanto assimi- liamo. Siamo consapevoli del nostro ruolo nella socie- tà e nel lavoro e ci attiviamo per il massimo della sod- disfazione. Se questo chakra è disarmonico sorge la paura che ciò che possiamo ricevere dagli altri possa essere negativo(e in genere non ci aspettiamo cose po- sitive) e quindi ci chiudiamo al Ricevere e all’assimilare, divenendo, in un moto istintivo di dife- sa, potenzialmente aggressivi. Nel suo aspetto poste- riore, la disarmonia del chakra porta all’insorgere del- la paura del fallimento nella vita sociale e di lavoro. Porta alla nascita del complesso della vittima, al trin- cerarci dietro all’orgoglio, come difesa dagli insucces- si reali o ipotetici, e al chiuderci ai contatti con gli al- tri per la paura di essere respinti. Vishuddha è il cha- kra dellapurificazione e della comunicazione, che è suono e vibrazione. Proprio attraverso la consapevo- lezza profonda di questo chakra possiamo aprire la porta del cammino spirituale e, quindi, dare inizio al contatto con la parte più profonda di noi stessi par- tendo proprio con il comunicare con il nostro io supe- riore.

Sesto chakra

NOME: Ajna(conoscenza, percezione, comando), centro della fronte-nuca. COLORE: Indaco-viola ELEMENTO: Luce NOTA: La MANTRA: Om NUMERO DI PETALI O VORTICI: 96 COLLOCAZIONE: sulla fronte tra le sopracciglia-nuca ORGANI FISICI INTERESSATI: ghiandole ipofisi e pituitaria, parte inferiore del cervello, occhio sinistro, orecchie, naso. È il chakra dell’aspetto mentale superiore e della vi- sione superiore e viene anche comunemente chiamato “terzo occhio”. Presiede al senso della vista. È associato, nella sua espressione anteriore, alla facol- tà di visualizzare e di rendere comprensibili i concetti intellettuali e, nella sua espressione posteriore, alla facoltà di attuazione dei concetti stessi. Se Ajna è disarmonico, ci ritroveremo facilmente in una situazione di confusione in cui idee e concetti non corrisponderanno alla realtà e quindi la nostra capacità di tradurre in pratica le idee verrà a cadere o, peggio ancora, porteremo avanti idee e concetti di- storti, con le conseguenze del caso per noi e per gli al- tri. Percezione, conoscenza e comando sono le prerogati- ve di questo chakra. Esso ci fa entrare nel mondo del- non materiale, dell’apparentemente invisibile, attra- verso, appunto la percezione extra-sensoriale, per por- tarci conoscenza, profonda consapevolezza di ciò che

ci

circonda, non solo della materia, e permetterci, di

conseguenza, di comandare e di guidare la nostra esi- stenza.

Settimo chakra

NOME: Sahasrara(mille petali), centro del capo COLORE: bianco e oro NOTA: Si MANTRA: M NUMERO DI PETALI O VORTICI: 1000(972) COLLOCAZIONE: sulla sommità della testa, dove c’è

la “fontanella”.

ORGANI FISICI INTERESSATI: ghiandole epifisi, pi- tuitaria e pineale, parte superiore del cervello, occhio destro.

È il chakra che ci mette in relazione con la nostra par-

te

più spirituale, con il nostro Essere completo e con

la

realtà cosmica.

Il raggiungere l’apertura e la consapevolezza di questo chakra porta alla completezza dell’Essere, ma solo se

ci

si perviene attraverso l’apertura e la consapevolezza

di

tutti gli altri chakra, nessuno escluso! Mentre la di-

sarmonia del settimo chakra porta a una chiusura e a una non comprensione della parte spirituale sia no- stra che altrui con, come conseguenza, una visione decisamente materialistica dell’esistenza. Il settimo chakra è Luce di conoscenza e i consapevo- lezza, vi è visione globale dell’Universo e nel nostro cammino di crescita ci può far raggiungere la serenità spirituale della completa conoscenza universale.

Schemi riassuntivi delle connessioni Chakra, ghiandole endocrine, luogo anatomico e

plesso nervoso Il sistema nervoso simpatico, le sue connessioni con i plessi toracici, addominali e pelvici. Chakra, ghiandole endocrine, luogo anatomico e ples- so nervoso

 

Ghiandole Surrenali. Vescica. 1Plesso ipogastrico. [2]

Muladhara

 

Gonadi(Testicoli nell’uomo e Ovaie nella donna). Perineo. 1Plesso pelvi- co.

Svadhisthana

 

Pancreas. Ombelico. Plesso celiaco(o solare).

Manipura

Anahata

Timo. Cuore. 1Plesso cardiaco. [3]

Visuddha

Tiroide. Laringe. Plesso orofaringeo.

 

Ghiandola

Pituitaria(Ipofisi),

Ajna

Ghiandola Pineale(Epifisi).

 

Sahasrara

Osso della fontanella.

Chakra e colori Chakra e colori

 

Rosso

Coral-

 

Muladhara

Rosso

lo

 
   

Svadhisthana

Arancio

Arancio

Manipura

Giallo Oro

Giallo

Anahata

Verde

Verde

Visuddha

Azzurro

Blu

Ajna

Indaco

Bianco

Sahasrara

Viola

Viola

(N. B: si possono trovare anche associazioni diverse da quella indicata) chakra e sensi muladhara. Olfatto

svadhistana. Gusto manipura. Vista anhata. Tatto visuddha. Udito ajna. Percezioni extrasensoriali sahasrara. Empatia( provare ciò che provano dentro i nostri interlocutori)

Chakra ed elementi Chakra ed elementi

Muladhara

Terra

Svadhisthana

Acqua

Manipura

Fuoco

Anahata

Aria

Visuddha

Etere

Ajna

Luce

 

Vibra-

Sahasrara

zioni

 

Non vi è alcun elemento associato con i chakra Frontale e della Corona; come tali, essi rappresentano degli stati di energia oltre la gravità della materia, la quale è composta da cinque elementi.

Yin e Yang

Le differenze fisiche alla base della definizione di “maschio”e “femmina”sono solo la parte più superfi- ciale delle vere e proprie differenze tra l’essenza fem- minile e quella maschile, bisogna infatti capire che stiamo parlando di “essenza maschile”ed “essenza femminile”e non solo di uomo e donna in qualità di persone umane. In qualità di essenza esse possono essere ricondotte ai concetti tanto antichi quanto moderni dello Yin e Yang, polarità positiva e polarità negativa(dove i ter- mini negativo e positivo non sono mai in relazione al- la applicazione morale di loro stessi); riconoscendo questa similitudine possiamo andare ad analizzare le vere differenze sostanziali che ci sono tra il maschio e la femmina. L’essenza ed il suo equilibrio Alla pari del suo opposto, l’essenza femminile e quella maschile sono presenti in tutti gli esseri viventi: se- condo la visione taoista ogni essere senziente o meno ha in se un perfetto equilibrio di Yin e Yang, in questo caso possiamo dire che le qualità femminili e maschili sono presenti più o meno nella stessa misura in ogni soggetto appena nato: è con la crescita e lo sviluppo che questo equilibrio viene cambiato e ordinato a se- conda della tipologia fisica dell’essere stesso, in altre

parole è naturale che un uomo sviluppi di più la pro- pria essenza maschile anziché quella femminile, men- tre una donna ne sviluppa maggiormente quella fem- minile. Una qualsiasi alterazione di questo naturale sviluppo può portare un soggetto a confondere la pro- pria identità comportandosi in netto contrasto con la natura del suo stesso essere. Trattiamo quindi per prima le qualità della femmina o essenza femminile. Questa ha tutte le caratteristiche dello Yin, per cui l’essenza femminile ne prende tutte le qualità, in seguito ne descriveremmo le caratteristi- che dell’essenza femmina in relazione all’amplesso tra uomo e donna. La femmina(per comodità possiamo chiamarla quali- tà Ying) ha come movimento quello discendente, il suo verso è quindi verso il basso, in quanto Yin essa si manifesta lentamente, ma allo stesso tempo può man- tenersi da sola per diverso tempo, il suo posto è in profondità, essa è infatti vasta e imponente. Queste sono solo alcune delle caratteristiche dell’essenza Femmina le quali si traducono durante un amplesso nel seguente modo:

“Il suo movimento è verso il basso”. Per poter essere portata all’amplesso, la femmina, ha bisogno di svi- luppare prima un idea dell’amore, la quale si genera appunto in alto, nella testa, e solo quando questa idea viene portata in basso lei può dare il via libera alla sua passione, infatti una donna deve prima essere conqui- stata mentalmente, prima di poter far scattare la sua passione, poiché la passione nella donna si genera nel- la sua mente, essa si eccita con facilità con i racconti, o frasi dette dal partner. “Essa si manifesta lentamente”: tendenzialmente l’essenza femmina non fa mai “la prima mossa”, ha

bisogno infatti di essere portata e rassicurata, in que- sto modo la passione della donna può manifestarsi lentamente, il che non indica un calo del desiderio o un disinteresse verso il partner ma è il naturale svol- gersi del proprio essere. La donna, infatti, raggiunge l’orgasmo molto più lentamente dell’uomo e per tali motivi ha maggior bisogno di tempo. “Può mantenersi per diverso tempo”, una caratteristi- ca unica dell’essenza femminile, che si manifesta maggiormente durante l’amplesso è proprio questa, infatti la donna può, a differenza dell’uomo, mantene- re lo stato dell’orgasmo per un tempo maggiore, men- tre nell’uomo l’orgasmo ha durata di pochi secondi(il tempo dell’eiaculazione), si potrebbe quasi affermare che ella è padrona del proprio orgasmo, una volta che questo è avvenuto. “Il suo posto è in profondità”: l’orgasmo femminile avviene all’interno, ella infatti secerne internamente il trasudato vaginale, nel profondo della cavità uterina, e per raggiungerlo l’uomo dovrebbe stimolare piena- mente la propria compagna. La qualità Maschile è invece l’esatto contrario, il mo- vimento dello Yang è ascendente, quindi verso l’esterno e “in alto”, il Maschio è veloce e con la stessa velocità scompare, il suo posto è in superficie. An- diamo ora ad analizzare ogni singola delle qualità maschili:

“Movimento ascendente”: la passione nell’uomo ha origine in basso, egli infatti si eccita facilmente anche senza avere in testa l’idea dell’amore. Il membro si er- ge con facilità anche in assenza di un coinvolgimento mentale da parte del soggetto stesso. L’orgasmo maschile si presenta verso l’esterno, egli in- fatti eiacula esternamente la propria essenza, esso

viene slanciato verso l’alto dalla sua stessa fisionomia. Non solo ma la posizione esterna del suo organo ses- suale è in contrasto ed equilibrio alla posizione inter- na di quello femminile. “Il Maschile è veloce e con la stessa velocità scompa- re”: l’uomo si eccita molto facilmente e nello stesso modo raggiunge l’orgasmo velocemente, spesso con il rischio di lasciare la propria compagna a “meta stra- da”. “Il suo posto è in superficie”: perché possa raggiunge- re l’orgasmo l’uomo ha bisogno di essere stimolato esternamente.

Esempio di conflitti interiori

Molto spesso abbiamo conflitti familiari che si riper- cuotono sullo stato emozionale, quindi il plesso solare subisce contraccolpi; esempio: se noi reprimiamo la rabbia, non esternandola, potremmo avere delle soffe- renze alla cistifellea o al fegato, la rabbia repressa può condurre alle cristallizzazioni dei calcoli e quindi a seri problemi digestivi e oltre; se riusciremo a tra- sformare la rabbia in tranquillità, capendo che chi c’è la cagionata in realtà ci ha messo di fronte a noi stes- si, allora recupereremo lo stato emozionale unitario che ci avrà fatto capire che il disagio era lì per inse- gnarci qualcosa che andava al di là del nostro modo di pensare. Un modo di dire che sentiamo spesso e che viene da lontano è: “mi hanno distrutto il fegato”, rife- rito a quello che proferiamo e non viene mai ascolta- to, oppure agli attacchi che subiamo quotidianamente dalla società che non riusciamo a condividere, ai di- sagi con i nostri familiari che non ci capiscono, ma come potrebbero se neppure noi sappiamo chi siamo? Trasformando queste diatribe in insegnamenti proiet- tati su noi stessi vedremmo che la soluzione è eviden- te, il disagio è solo nostro. Un altro esempio molto comune nella nostra società sono i dolori articolari. Cosa vogliono indicarci? Secondo l’esperienza condot- ta su di me e su quelli che ruotano vicino alla mia vi-

ta, ho potuto capire che i dolori all’apparato muscolo

scheletrico sono da rifarsi alle insicurezze che accu- muliamo nella vita, ho potuto osservare che se sono basse, ossia localizzate dalle ginocchia in giù, sono le- gate alla materialità più pura, soldi, banche, interessi

di comodo etc, la schiena indica, invece di solito in-

certezze legate al lavoro, preoccupazioni che riguar- dano la salute anche quella degli altri che creano in- certezza sul nostro futuro. Quelli più in alto: cervicale per esempio sono problemi di solito legati alla fami- glia coinvolgono la sfera affettiva: si è insicuri nel da-

re o nel ricevere amore, affetto, e ci si preoccupa di

perdere qualcosa; inconsapevolmente noi vogliamo il possesso delle cose, amiamo dire mia moglie, mio fi- glio, mio marito, MIO, se il mio inizia a crearmi con- trasto dicendo IO inizio a vivere un altro distacco, ini- zio a capire che non è mio e quindi somatizzo un sin-

tomo che mi indica che c’è qualcosa che non ho anco-

ra trasceso. Pensa per esempio ad un figlio che ti dice

non ho bisogno dei tuoi pareri, dei tuoi insegnamenti,

io sono libero, ho una moglie o marito che dice “ho

deciso di cambiare vita”. Tutto ciò ci cagiona incer- tezza, il cambiamento fa paura, iniziano ad apparire un sacco di spettri tanti pensieri che si affollano per dare una spiegazione a quello che l’altro ha in testa, ma non arriviamo a nulla se non affrontiamo la que- stione a viso aperto e con la tranquillità e l’onestà in- teriore che è quella che dobbiamo cercare prima di confrontarci. Quali sono le nostre paure? Perché ab-

biamo queste paure? perché pensiamo di non poterle superare? Dobbiamo ritornare ad aver fiducia in noi stessi, noi siamo quello che pensiamo e quindi pos- siamo creare la nostra realtà o la nostra illusione. Se capiamo questo, i dolori come d’incanto spariranno.

Se vogliamo dipendere allora prenderemo le medicine che addormentano il nostro amico sintomo. Se non proviamo più disagio ci stiamo ricollegando al nostro essere divino che vuole insegnarci a vivere una vita gioiosa e serena e così inizieremo a capire gli altri, che sono nella nostra stessa situazione a confrontarsi ogni istante con loro stessi e con i loro modi di pensa- re. Ecco che iniziamo a capire che il pensiero è un qualcosa di altamente condizionato e condizionante.

Il pensiero

Sul pensiero si è detta ogni cosa: la filosofia ha dato le più disparate spiegazioni, dal pensiero meccanicistico a quello materialistico, illuministico, mistico, religio- so, logico, illogico etc. Il pensiero in realtà è parte in- tegrante, preponderante a volte ingombrante del no- stro essere. Il pensiero si articola, creando ragiona- menti, e con questi si impossessa della nostra mente. Ci convince che il nostro ragionare fluido e senza con- trapposizioni porti alla soluzione, ma in realtà non tiene conto dei condizionamenti, di come e cosa ci hanno insegnato, di chi abbiamo messo sul piedistal- lo, perché ci siamo rispecchiati nel suo modo di pen- sare; allora se lasciamo che il pensiero occupi la no- stra mente, così com’è ci troviamo sempre a dividere non a unire. Il nostro pensiero sarà corretto perché è nostro, quello altrui si scosterà dal nostro e quindi ci sarà qualcosa di deviato, lo stesso penserà l’altro noi, allora il pensiero diviene un’arma e le armi creano contrapposizione. Se invece iniziamo a vedere il pen- siero come un maestro che ci fa capire che lui è un’entità che arriva dalle nostre conoscenze, anche quelle indotte, ma che se da lui traiamo insegnamen- to, svilupperemo la capacità di trattare il pensiero come un amico, che viene a dirci qualcosa, che ri- guarda noi e che ci induce a creare una riflessione su

come operare. Il fatto è che, se noi lasciamo che a de- cidere sia il pensiero, diventeremo suoi schiavi a pre- scindere da chi ha creato quel pensiero. Se invece lo abbiamo solo fatto transitare come spunto di rifles- sione, potremo collegarci al nostro spirito per sentire

qual è la decisione giusta per noi. Il nostro Spirito? Sì lui è da sempre con noi, non è mai nato, non è mai morto, è sempre stato e sempre sarà. Vi ricordate le esperienze che il nostro spirito ci fa fare quando siamo scollegati dalla mente? Visioni, sogni, sensazioni, segni, tutto ciò che la mente non può spiegare, tutto ciò che trova un collegamento con l’universo con quel grande contenitore nel quale tutti

e tutto siamo contenuti e con il quale formiamo l’uno.

Allora il pensiero creato o arrivato va fatto transitare, ma non va fatto ristagnare nella nostra mente: se un pensiero prende casa in noi può fare tanti danni. Im-

maginate un pensiero su una malattia cosa può pro- durci, la malattia si nutrirebbe dei suoi pensieri, per bilanciare,dovremmo uscire da quel circolo vizioso di pensiero negativo e trasformarlo in pensieri positivi, che ci porterebbero fuori perché il positivo e sempre più potente del negativo, ma anche lui ha un limite. Il limite del pensiero positivo e che se, è positivo, am- mette indirettamente l’esistenza del negativo, pertanto in qualsiasi momento possiamo ritrovarci dall’altro lato. Allora è arrivato il momento di trascendere le dualità:

il pensiero è semplicemente un pensiero, può andare e

venire l’importante è non farlo sostare. Poniamoci sempre la domanda: come vedremo questo pensiero dal punto di vista dell’amore o dal punto di vista di Dio. Liberarsi da tutte le forme precostituite significa svuotarsi delle convinzioni diventare vuoti per lasciare

entrare la conoscenza universale, quella che tutto con- tiene, quell’energia che ci appartiene e che forma il tutto, quell’energia che crea accettazione, non con- trapposizione. Svuotarci vuol dire non opporre resi- stenza, non sentirsi attaccati, vuol dire rinunciare a tutto ciò che è stato prefabbricato dalle menti e per la schiavitù della mente e che la mente ha assecondato per insegnamento ricevuto. SIAMO DEGLI ESSERI AMMAESTRATI. Per liberarci ne dobbiamo essere consapevoli.

La Coscienza

Il termine coscienza deriva dal latino Cum- scire(“sapere insieme”) ed indicava originariamente un determinato stato interiore. Anticamente con coscienza si intendeva qualcosa di diverso da ciò che si ritiene oggi nell’ambito psicolo- gico e filosofico. Non tutti gli antichi dividevano l’uomo in mente e corpo. Anzi era molto diffusa l’idea(oggi tornata alla ribalta) che l’uomo avesse tre funzioni relativamente indipen- denti, chiamate “centro intellettivo”, “centro motore- istintivo” e “centro emozionale”, collocate rispettiva- mente: in una parte dell’encefalo, nella parte termina- le della colonna vertebrale(dove un tempo nell’uomo compariva la coda) e nella zona del plesso solare, in quelli che sono oggi chiamati gangli del simpatico e del parasimpatico. Ebbene “coscienza” indicava quel- lo stato interiore di sintonia tra i tre centri(sapere in- sieme) che, se raggiunto, permetteva all’uomo di ele- vare la propria ragione. La psicologia tradizionale indica con coscienza una funzione generale propria della capacità umana di as- similare la conoscenza. All’inizio vi è consapevolezza, cioè constatazione atti- va della nuova conoscenza, quando a questa segue la permeazione definitiva del nuovo come parte inte-

grante del vecchio, si può parlare di coscienza.

Questa funzione, applicata al susseguirsi di fenomeni

di conoscenza(non solo sensoriali) genera il fenomeno

della coscienza. Come fenomeno dinamico che si protrae nel tempo

può essere identificata come un vero e proprio pro- cesso. Una coscienza quindi che con la conoscenza diventa sempre più consapevole del proprio essere e che può consentirci di capire e di discernere e di evolverci fa- cendoci anche percepire le forze dei condizionamenti, così comprendiamo che l’evoluzione intellettiva non basta più e per prender coscienza del se superiore dobbiamo ricomporci con il nostro spirito e con quel-

lo universale, per ricongiungerci al tutto.

Un giorno anche le forze antagoniste si dovranno ri- congiungere nell’unità, per questo si parla di percorso,

di Via.

Le guarigioni

L’apostolo Luca dice nel suo vangelo versetto. 4;23. “GUARISCI TE STESSO” Luca dà buon medico aveva capito, seguendo gli insegnamenti tramandati da Ge- sù, che la soluzione è dentro di noi, la guarigione è allinearsi al nostro spirito, vivere nella gioia e nell’amore non nelle contrapposizioni, in realtà anche lui ci fa capire che la malattia: non esiste è un nostro stato illusorio e quindi non esiste neppure la guari- gione, anche qui viene meno il condizionamento che divide salute e malattia, chi ritrova se stesso trascen- de, non ha bisogno della malattia per ritrovare la se- renità. In ogni caso per arrivare alla consapevolezza di chi siamo a volte abbiamo bisogno di un aiuto, di una pa- rola, di un discorso, di tecniche di sblocco energetico perché ci siamo fatti sopraffare dai modi di pensare squilibrati che ci hanno reso vulnerabili e dipendenti da schemi preimpostati. Ma ricordate che qualsiasi cura sceglieremo non sarà la soluzione, l’unica, che ci può portare alla soluzione, è ripartire dall’amore per noi stessi, pulire il nostro essere da tutto quello che abbiamo accumulato,che è in contrasto con il nostro spirito libero e gioioso, dobbiamo riprogrammarci eliminando i condiziona- menti fin qui acquisiti, e sempre da noi stessi indivi-

duare la causa del nostro malessere, superarla e capi- re cosa ci ha insegnato; dobbiamo iniziare a riempire

il nostro essere dell’essenza del nostro spirito che ab-

biamo relegato sotto un cumulo di “mondezza” inte- riore: iniziamo a scavare, portiamo tutto in discarica

quello che abbiamo accettato, condiviso, ma che non andava bene per il nostro spirito torniamo in comu- nione con il nostro essere, la luce inizierà a risplende- re nei nostri occhi, finalmente inizieremo a prendere possesso del nostro corpo attraverso il nostro sé più alto. Questo risveglio non sarà una passeggiata, il no- stro spirito ci condurrà in paesaggi incantati, ma an- che in vicoli ciechi a contatto con le nostre paure più profonde, ci porterà in contrasto con tutti quelli che percepiranno un cambiamento radicale, i quali, alcuni inconsapevolmente, altri più consapevolmente perce- piranno la nostra liberazione dalle catene comporta- mentali e sociali e inizieranno a capire che perderan- no il controllo su di noi; allora faranno di tutto per farti tornare indietro, ti faranno sentire a disagio, in colpa, faranno in modo che tu non ti ribelli al sistema creato per legarci al sistema. Ma tu devi sapere che loro, come te prima, hanno paura, non sanno, temono che la liberazione possa portarti fuori dal controllo, allora tu devi essere com- passionevole, ma deciso, il tuo percorso di liberazione

e di ricongiungimento con il tuo spirito è iniziato, ma

la fanghiglia che dovrai spalare nel tuo essere per dis- seppellirlo è tanta, e a volte è pesante e pensi che non

c’è la farai, però devi decidere: vuoi ritrovare te stesso

o vuoi far restare sotto il fango il tuo essere luminoso.

Non abbiate paura di spalare, liberiamo il nostro esse- re da tutti i condizionamenti che abbiamo acquisito.

I condizionamenti

I condizionamenti sono su tutti i livelli, sono anche geneticamente ereditari. Abbiamo un condizionamen-

to cellulare, trasmesso dall’evoluzione, e dei condizio-

namenti acquisiti durante la nostra vita attuale; il sommarsi di tutti i condizionamenti ci rende pesanti e incatenati senza che noi ci rendiamo conto di quanto può addirittura privarci della nostra vita, che diventa

mera illusione. Fuori dal nostro controllo mentale ab- biamo respirato nella pancia di nostra madre attra- verso il liquido amniotico, che riproduce l’ambiente marino, in costante apnea per nove mesi, ma appena venuti fuori ci hanno subito fatto capire con le buone,

o con le cattive che bisognava piangere per riempire i

polmoni e vivere qui. Poi hanno deciso che bisognava allattarci e farci capire il bisogno del cibo e che, avremo avuto bisogno indissolubilmente di qualcuno per sopravvivere. Nessuno ha pensato a noi come vei- colo di purezza, in grado di insegnare loro quello che vedevamo con i nostri occhi, quasi puri, nessuno ha

pensato a ricollegarci al nostro essere divino che ci ha consentito di essere li in quel preciso momento, ma tutti hanno pensato di insegnarci qualcosa che avreb- bero voluto che noi facessimo, secondo i loro i modi

di

percepire la realtà. Così hanno iniziato a riempirci

di

loro, di tutte le acquisizione fatte, inconsapevoli di

creare qualcosa che rispecchiava un loro modo di pensare e non di essere. Noi pensiamo che il fumo da

sigaretta sia un vizio, certo lo è, ma avete mai pensato al cibo? Forse è il vizio più grande, nessuno ci ha in- segnato che esistono popoli che non mangiano e pur vivono anzi loro sanno che sono esseri divini e che non hanno bisogno di cibo per vivere. Lo spirito si nu- tre di luce, non di caffè o di bevande gassate, o di piz- za, ma conviene farlo sapere? Saremo subito rinchiusi in un manicomio, a cosa e a chi serviremo su questo pianeta se non serviremo a produrre ricchezza? Per- ché dovremmo essere contro un sistema che ci per- mette di far soldi se lavoriamo e ci permette di spen- derli per acquisire beni materiali di ogni genere? Il mondo illusorio ricco di cose da possedere e molto af- fascinante; è così bello avere una Ferrari, un jet priva- to, tante donne/uomini, proprietà e quant’altro, ma! Siamo pronti a capire cos’è tutto ciò? Siamo consape- voli che lasceremo tutto qui quando dovremo ritorna- re alla nuda terra? Se siamo pronti allora godiamo di tutto senza più dividere, bene-male, vita-morte, posi- tivo - negativo, sappiamo che tutto è Maya(illusione) allora rispettiamo il percorso di ognuno, la libertà di ogni singolo essere perché avremo percepito che lui è divino come noi e quindi siamo un tutt’uno. Non avremo più bisogno di contrapporci con l’arroganza delle nostre idee, dei nostri pensieri, non avremo più bisogno di guerre, di litigi, di collere, di dispiaceri. Trascendendo il nostro io, il nostro personali- smo,saremo parte del tutto.

La Voce interiore

Il nostro spirito è la voce dell’ispirazione, lui si è sem- pre fatto fare tutto pur di farci godere della nostra li- bertà, pur essendo l’anello di congiunzione con Dio, ossia con il tutto, lui si è fatto seppellire sotto cumuli

di mondezza.

Facendo capolino di tanto in tanto per far sentire la

sua presenza, ma che noi abbiamo interpretato come

nostre capacità di un super io, di prevedere, di vedere

e sentire cose non spiegabili con la ragione, tutto

sommato, eravamo noi gli artefici del tutto. Ma poi,

quando quelle sensazioni non arrivavano più, noi ci sentivamo impotenti di non percepire più quei segnali dal profondo e avremmo voluto sviluppare quei pote- ri. Si poteri, perché noi cerchiamo potere per essere e per farci notare, per giustificare le nostre convinzioni, fino a quando non succede qualcosa che ci fa percepi-

re la nostra fragilità, allora iniziano i tormenti della

nostra mente, che inizia a trovarsi su un’altra lun- ghezza d’onda, inizia a vacillare vedendo che non rie-

sce a realizzare ciò che si era preposta, si trova assor-

ta in progetti che si fermano, non vanno avanti come

a voler richiamare l’attenzione sulla nostra vita; allora

si inizia a percepire la fugacità del materialismo e il

tormento diventa una componente di vita che ti porta,

se necessario anche di forza, a riscoprirlo spirito che

abbiamo rilegato sotto quelle macerie dei nostri mise-

ri progetti. Che cosa sono i progetti senza la percezio-

ne di una vita gioiosa? Allora forse iniziamo a capire e

a farci guidare, seppure tra mille abitudini che ancora

ci legano al materialismo, dal nostro alleato che si è

fatto fare tutto pur di farci sperimentare la nostra vi- ta, bella o brutta che fosse. Quando riusciamo a ri- congiungerci con il nostro spirito e a liberarci da ogni forma arrogante di pensiero allora potremo iniziare a percorrere il ricongiungimento con lo spirito univer-

sale, con la coscienza cosmica, saremo il tutto, non avremo più bisogno di cercare e forse ci renderemo conto della nostra radicalità nel cercare nel futile la nostra felicità. Ho parlato di nostro spirito, non del mio spirito per- ché noi siamo l’umanità o meglio la cosmicità: noi siamo un mistero, anzi il mistero dell’universo con l’universo. Vivendo sciolti senza arroganza, senza imporre, arri- veremo a percepire il suono della natura, riusciremmo

a restare spettatori anche di fronte alle distruzioni, al-

le guerre alle morti; capiremo che quello è un inse-

gnamento per fortificare e beatificare il nostro spirito. Lasciamoci condurre senza opporre resistenza, sco- priremo l’immensità di ciò che abbiamo, l’universo ci accontenta in tutti i modi: è amore assoluto senza pre- tese e senza aspettative.

Le aspettative

Per riuscire ad assaporare l’amore universale non do- vremmo avere aspettative quando ci mettiamo in gio- co. Ma in realtà l’aspettativa è sempre con noi. Una madre ad esempio si aspetta che il figlio le ubbidisca per tutto ciò che lei ha dato per lui, ma in realtà quel- la mamma inconsapevolmente non rispetta la libertà del figlio, lo vuole tenere tutto per sè, soffre il distac- co, ha paura di essere lasciata sola, non ha la consa- pevolezza di essere stato il veicolo di una nuova vita che deve evolvere nella sua libertà. Abbiamo tutti tan- te aspettative, ci aspettiamo lealtà, riconoscenza, rin- graziamenti, cosa dovrebbe aspettarsi allora il nostro spirito, che ci consente di vagare nell’universo per mi- lioni di anni alla ricerca di noi stessi? Secondo me si aspetta solo che facciamo ciò che vo- gliamo con consapevolezza e ricerca, perché se vivia- mo come spettatori, iniziamo a capire chi siamo; se pensiamo che siamo noi gli artefici, allora è l’ennesimo inganno della nostra mente. Il nostro spirito è paziente, aspetta non ha aspettative, attende quando avremo finito il nostro percorso. Lui è paziente, è fiducioso. Come si può dunque guarire? Conoscendo la causa del disagio interiore, la si può superare vedendo un’opportunità di crescita e di fiducia in se stessi; se

la malattia non è utile a segnalarci il disagio non ne abbiamo più bisogno, quindi la superiamo, ci sentia- mo temprati, la malattia non ci fa più paura; quindi, il nostro corpo recupera le energie necessarie per pro- durre le difese necessarie a debellare quello che ci at- tacca. Il nostro corpo è una macchina perfetta, ha tutto per superare tutto in sincronia con il nostro spirito saprà accettare anche la fine del percorso terreno, per ri- congiungersi allo spirito universale. Ritornare alla ca- sa del padre che si è diviso in tutto quello che ci cir- conda per sperimentare. Cosa sarebbe stato lui solo tutto perfetto a osservarsi e quindi si è diviso all’infinito per esperire tutto, ognuno di noi fa cose simili, ma alla fine in maniera diversa, tutti noi con- corriamo alla conoscenza universale. L’anima dell’universo è unica: raccoglie tutte le nostre fonden- dosi in una grande anima. Allora si spiega anche per- ché tanto peregrinare su questa terra. Quando le cose non vanno come vorremmo, c’è la prendiamo con qualcun altro: a volte con Dio; in realtà non c’è diffe- renza se siamo tutti provenienti da quella fonte, dob- biamo ricordare che c’è sempre un motivo d’amore perché stiamo facendo quell’esperienza. Qualcuno adesso penserà: allora cosa centra la morte di un bambino con tutto questo o una malformazione, Dio ti risponderà:guarda oltre, non fermarti alle apparen- ze, guarda questi eventi nell’amore non nella paura che ti hanno insegnato. Un bambino muore, per espe- rire una cosa che doveva provare insieme alla sua anima, perché non riusciamo a provare felicità per quel bambino,che da pezzettino di Dio si è ricongiun- to al padre, o ritornerà in un’altra vita per far speri- mentare quella stessa paura a una altra famiglia che

ha bisogno di quella esperienza, non trovate qualcosa

di eroico in questi bambini. Se non lo trovate è perché

siete abituati al possesso; molte famiglie, forse la maggior parte che hanno dei figli li posseggono per inculcargli le proprie idee che ritengono infallibili;

programmano la vita dei loro figli non lasciandogli al- cuno spazio, per capire quali siano le loro attitudini, non ascoltano mai quando vorrebbero essere ascoltati

e

sarebbero per noi la più grande meraviglia che Dio

in

Dio ci manda. Ma noi siamo sempre presi dai no-

stri pensieri terreni,condizionati, e ci lasciamo sfuggi-

re le meraviglie che vivono i nostri figli. Loro fino a

quando noi li avremo bene addomesticati, vedono an- geli, spiriti, fatine e tante cose incantate, ma noi che siamo diventati di pietra, non li ascoltiamo e faremo diventare anche loro come noi. Ecco perché Gesù consigliava di lasciare la famiglia e

vagabondare per il mondo, confrontandosi con se stessi e con quelli che avevano qualcosa da racconta-

re. Ma affrontiamo più nel dettaglio le sintomatologie

e le malattie nello specifico per cercare di far capire

come si fa a trovare la vera causa della malattia. Come abbiamo detto le medicine e i medici curano ed indi- viduano l’effetto, ciò che la malattia produce, ma non individuano, né rimuovono la causa di quella malat- tia. Riguardo le nostre malattie, voglio precisare che il nostro corpo ha tutto quello che gli serve per potersi difendere da solo anche per quegli attacchi esterni che arrivano da virus e batteri e che potrebbero far pensa-

re alla causa prima di molte patologie. In realtà se noi

veniamo contagiati da un agente patogeno, e questo ha la meglio, significa che il nostro sistema immuni- tario non funziona come dovrebbe. Ecco perché, quando parlo di causa, parlo di un qualcosa che va al

di là della semplice eziologia della malattia stessa. Se

il nostro corpo fosse in equilibrio perfetto con la men-

te e con l’anima, la malattia non avrebbe ragione di

esistere. Con questo, non vogliamo suggerire a nessu- no di liberarsi dalle cure mediche e dalle medicine, a cui è stato “abituato” nella propria vita, pensando che

ciascun individuo che riuscirà ad entrare nelle pro- fondità del suo essere, fino a decodificare il segnale di disagio interiore che quella malattia gli sta comuni- cando automaticamente non avrà più bisogno di quel-

la malattia; si troverà automaticamente guarito. Inol-

tre suggerirei ai medici che stanno leggendo questo libro, per chi non lo avesse già fatto, ad avvicinarsi al proprio essere interiore il quale sicuramente gli co- municherà che tutto è energia e che l’unione tra scienza e spiritualità può far raggiungere risultati inimmaginabili.

Malattie del Primo chakra

Come abbiamo visto il primo chakra è legato al plesso sacrale(terminazioni nervose che innervano gli organi

della zona sacrale), questo plesso controlla il sistema scheletrico e il sistema di eliminazione e filtrazione reni, vescica e ultimo tratto dell’intestino nonché la pelle nella sua funzione termoregolatrice e di traspi- razione ed il sistema linfatico. È associato alle ghian- dole surrenali, alla prostata negli uomini, al naso per l’olfatto e ai denti ed alle gengive. Malattie legate al primo chakra:

- disturbi apparato locomotore

- osteoporosi

- artriti

- ernia del disco

- tumori ossei

- fratture

- miositi

- tendiniti . Attacchi di panico

Per capire cosa c’è dietro questa malattia dobbiamo indicare cosa provoca questa patologia dal punto di vista funzionale e dal punto di vista energetico, in modo da offrire una soluzione al paziente che sarà li- bero di capire interiormente se quello che gli provoca

quel sintomo o malattia, può essere collegato a quel

conflitto interiore irrisolto e sepolto nella coscienza.

In tal caso, potrà provare a connettersi con il suo sé

interiore per risolvere la sua patologia in maniera de-

finitiva. L’aiuto esterno che i “guaritori” possono dare è un

riallineamento delle energie attraverso tecniche varie:

“REIKI-Terapie con imposizione delle mani”- o tera- pie basate sulla vibrazione della parola che servono a

far prendere coscienza del problema.

Esempio le artriti, le miositi o le tendiniti sono delle

infiammazioni( ITI) che riguardano le articolazioni, i muscoli e i tendini, tutte e tre le patologie riguardano l’apparato osseo articolare per cui queste patologie sono legate all’insicurezza -1°chakra- che crea instabi- lità al sistema portante(muscolo-scheletrico), ma es- sendo delle infiammazioni vuol significare che l’origine di queste insicurezze è derivata da una serie

di emozioni negative legata al 3° chakra ossia alla

mancanza di poter esercitare la propria volontà in al- cune situazioni: cioè si avverte una privazione della propria libertà legata al conflitto di potere creato con qualcuno che esercita la sua volontà su di noi, per la

quale noi non riusciamo ad essere e a fare ciò che ci farebbe piacere e quindi viviamo questo disagio inte-

riore che ci avverte con questo tipo di sintomatologia.

Ad esempio, se abbiamo un vecchio conflitto irrisolto

con uno dei nostri genitori dal quale non riusciamo a percepire il suo amore, potremmo avere una infiam- mazione al sistema cardio-circolatorio; quindi il disa- gio parte da un’emozione del terzo chakra e confluisce in una sintomatologia del quarto chakra. Naturalmente, tutti i chakra coinvolti in una patologia sono disarmonici e provocano altri sintomi: quindi la

persona con una polmonite avrà anche problemi di esofagiti o magari gastriti etc.

È anche opportuno distinguere se il sintomo si mani-

festa a destra o a sinistra, in quanto noi abbiamo una polarità: il lato sinistro nei maschi destri è quello del

subconscio cioè il lato più profondo di noi, diremo in- volontario. Mentre il lato destro rappresenta quello della volontà, ossia che il sintomo indica qualcosa che noi cono- sciamo bene, che stiamo vivendo con consapevolezza quel disagio. Naturalmente è da tener presente che i poli sono invertiti nelle donne e nei mancini; pertanto

se ho una tendinite al piede sinistro e sono destrorso,

non conosco la causa del mio disagio analizzando la mia volontà, ma devo indagare nel profondo della mia anima per capire cosa sta provocando questo sinto- mo: ci può voler molto tempo per trovare il nesso, ma

se vogliamo veramente risolvere troveremo la strada

giusta per arrivarci. Alla fine del libro spiegherò alcu- ne tecniche per arrivare a connettersi in profondità con il nostro spirito, quella parte involontaria che a volte tenta di farsi notare come può, in quanto sa che noi siamo molto distratti e cocciuti dal pensare che

siamo solo mente o addirittura solo corpo. Va anche sottolineato che questa descrizione vale per l’apparato locomotore perché parliamo di 1°chakra. Se invece gli stessi sintomi li troviamo alle braccia o al collo ab- biamo un coinvolgimento del 5°chakra pertanto en- treranno in gioco tutte quelle disarmonie legate a questo centro energetico che ricordiamo sono legati alla comunicazione e al recepimento: una disfunzione

di questo centro ci impedisce di comunicare e di rice-

vere dagli altri e quindi siamo indecisi. Se per esem-

pio abbiamo una tendinite ad un braccio o ad una

mano è perché non riusciamo a prendere una decisio- ne(con il braccio e la mano si prende). In realtà una corretta diagnosi energetica deve tener conto della al- locazione del sintomo ‘chakra di riferimento, da cosa è provocato(nel caso di una infiammazione abbiamo visto che l’elemento fuoco proprio del 3° chakra ci fa capire la partenza dal blocco emotivo del paziente) e poi cosa comporta nell’ organo interessato e quale funzione questo sintomo compromette(esempio la mano prende). Con questi elementi e con un semplice ragionamento conoscendo noi stessi, possiamo deci- dere di guarire, trasformando quel disagio in un no- stro alleato che ci sta comunicando cosa non va nella nostra vita. Esempio nostra moglie o nostra madre non vuole che noi andiamo a fare un viaggio da soli e

ci distolgono da questo nostro desiderio, se ne sof-

friamo interiormente ma le accontentiamo, reprimen-

do la nostra libertà: questo cagionerà di sicuro un sin-

tomo che a seconda di come abbiamo vissuto la pri-

vazione si localizzerà sull’apparato muscolo scheletri-

co come insicurezza, o come un disagio emozionale o

ancora come disagio di comunicazione in quanto ci sentiremo non compresi. Se invece esercitiamo la no-

stra volontà appieno il sintomo non avrà più ragione

di persistere, anche se decidessimo di non andare per-

ché non avremmo vissuto il non andare come una pri- vazione, ma come un consiglio amorevole; in quel ca-

so magari rimanderemo il nostro viaggio e penseremo che magari non era il momento giusto per farlo.

Tumori dell’apparato osseo

Meglio affrontarli subito e scacciar via ogni condizio- namento, caro lettore se ricordi ho descritto nei para- grafi precedenti che l’universo è il contenitore del tut- to e che se lo chiamiamo Dio, il tutto è dio, anche tu! Allora quel Dio padre di tutte le cose è in te e tu sei in lui, se ti serve lo puoi chiamare e lui si manifesterà come tuo padre, come padre di tutte le cose e di tutti gli esseri in divenire in questo cosmo e allora percepi- rai la grandezza del tuo essere. I tumori sono patologie nelle quali alcune nostre cel- lule iniziano a replicarsi non rispettando più i limiti a loro imposti dal materiale genetico e iniziano ad in- vadere gli altri tessuti cagionando così un disordine crescente nei tessuti e negli organi circostanti che non riescono più ad espletare le loro funzioni perché inva- si da queste cellule impazzite. Energeticamente parlando il tumore è un disagio tal- mente profondo che cresce in continuazione e non riesce a venir fuori: abbiamo paura di liberarci, sof- friamo profondamente per questo disagio e lo faccia- mo crescere fuori da ogni limite consentendogli di in- vadere e pervadere tutto il nostro essere, abbiamo PAURA di affrontarlo. Riequilibrando il sistema energetico, iniziando a capi- re quali forme di pensiero ci attanagliano la mente e

trasformando quei pensieri da negativi a positivi, il tumore rallenta, e se abbiamo individuato il nostro o i nostri disagi e abbiamo deciso di liberarci allora il tumore regredisce, scompare. Certo voi mi direte allora perché muoiono tante per- sone di tumore?

Quello senza prendersela con nessuno sono ciò che abbiamo ereditato da i nostri genitori e loro dai loro e così all’infinito, ma cosa ci hanno ereditato?

E qui si scopre l’arcano! ci hanno fatto ereditare una

serie di condizionamenti che storicamente ci portia-

mo dietro perché qualcuno ha deciso di controllarci,

di

averci in pugno.

E

quale miglior sistema nel diffondere false credenze

per farci perdere la memoria del nostro vero essere se non quella di inculcarci false verità, dalle quali scatu- riscono le nostre PAURE e le nostre DIPENDENZE? La prima cosa,che nessuno ci ha mai insegnato che siamo esseri divini, gioiosi, creativi: il nostro pensiero crea. Se vogliamo creare ricchezza, creiamo ricchez- za; se vogliamo creare disastri creiamo disastri, i no- stri pensieri fanno la nostra realtà. Allora perché non pensare come Dio Padre? o pensate che lui sia punitivo come le chiese ci hanno insegna- to? Provate a chiederglielo! lui risponde sempre attra- verso il nostro cuore e allora capirete! Attenzione lui è anche molto spiritoso! È sempre in vena di battute, altro che DIO CASTIGATORE!! Sta dicendo che se fosse così, quanti calci in culo do- vrebbe dare alle chiese che hanno creato guerre, che sono mosse da interessi politici, ma sopratutto che non rivelano la verità perché perderebbero il potere sull’umanità. Allora quel tuo tumore, quel tuo disagio buttalo dalla finestra, riprenditi la tua vita e poi cam-

bierà tutto. Rientrando in tema, come per le altre ma-

lattie vale lo stesso ragionamento per identificare con certezza i disagi.

-

la partenza, da dove è partito il tumore e quin-

di

capire attraverso il chakra corrispondente come si è

generato lo squilibrio.

- la funzione dell’organo che cosa comporta,

quale azioni vengono compromesse

-

su che cosa si ripercuoterà se non intervenia-

mo

esempio i tumori ossei dal bacino in giù sono legati

alle insicurezze del 1° chakra quindi legate al denaro,

al lavoro, al rapporto con la madre o con al terra la

nostra madre cosmica, in quest’ambito si trova quel disagio inespresso molto profondo che ci crea il dise- quilibrio, per risolvere questa patologia occorre ricol- legarsi alla madre terra, ri-armonizzarsi con la pro-

pria madre e riacquisire quelle sicurezze sulla nostra vita ritornando a ricollegarci al nostro sé profondo.

Per risolvere i conflitti interiori dobbiamo avere il co- raggio di rimuovere tutti i veli, può essere molto duro affrontare i propri tabù, i propri sensi di colpa, ma se

lo facciamo saremo guariti.

Naturalmente al primo chakra assoceremo anche tut-

te le patologie dei reni e dell’apparato escretore per

approfondire le singole malattie consigliamo il libro

di Rossella Panigatti “I sintomi parlano”.

Attacchi di panico

in questa patologia ci sono una serie di sintomatolo-

gie collegate che ci fanno capire da quanti disagi può arrivare:

sensazione di soffocamento, tachicardia, instabilità, svenimenti, paura di morire, vampate, brividi, nausea, disturbi addominali, torpore, formicolio, palpitazioni,

respiro corto, sudorazione profusa, tremori etc. gli attacchi di panico sono dovute ad ansie più o meno represse, la persona crede di essere affetta da patolo- gie pericolose che mettono a repentaglio la sua vita, si rivolge al medico per controllare il cuore, o il cervello e vogliono fare tac che scongiurino tumori o altro. Questa patologia è legata alle sicurezze nel vero senso della parola sulla sopravvivenza, lavoro, casa, denaro, rapporto con la madre che rappresenta la prima fonte

di

nutrimento e fiducia.

Il

soggetto si sente attaccato nelle sue sicurezze di ba-

se

all’improvviso e si sente a rischio.

Quando si hanno i sintomi di instabilità, giramenti di testa, paura di morire, sudorazione profusa, il centro coinvolto è solo il 1° chakra che rappresenta la sicu- rezza, il radicamento di stare sulla terra. Nel caso, invece, che è presente anche la tachicardia, il soffocamento o le palpitazioni, asfissia entra in gio- co il 4°chakra elemento aria, circolazione dell’amore

la persona avverte un distacco dalle persone vicine non si sente amata o più espressamente ha una ten- sione con la persone del cuore.

A volte la persona crede di impazzire e questo dipende

dal voler gestire il controllo(3°chakra) su chi viene ri-

tenuto responsabile, questo alimenta le paure e quindi

il panico.

Stessa cosa vale per l’emozioni(2° chakra); la persona cerca di reprimere la paura, non di superarla, e l’ansia finisce per prevalere, la persona può arrivare fino a paralizzarsi dalla paura,la persona deve ritrovare la sicurezza a restare sulla terra e riequilibrare il rappor- to con la madre che alla nascita le offriva tutto quanto avesse bisogno per sentirsi protetta.

Patologie del 2°chakra

Come abbiamo già accennato è legato all’elemento acqua. È il chakra della propagazione della specie, quindi, della riproduzione. Per conseguenza logica è la fonte dell’energia e del piacere sessuale. È altresì, il chakra che muove la ricerca creativa del piacere ma-

teriale; è predisposto al piacere delle cose belle, all’arte, al piacere delle emozioni, del piacere per il ci- bo. Oltre a essere, ovviamente, legato alle relazioni con gli individui dell’altro sesso. È il chakra del mo- vimento dell’espansione e dell’intuizione emotiva. Per contro, è la sede di tutte le paure, i fantasmi e le fan- tasie negative legate alla sessualità e al relazionarsi correttamente con l’altro sesso. Paure che possono portare al rifiuto a provare piacere materiale in senso lato e quindi a godere pienamente della vita:

- Infertilità

- fibromi uterini

- cisti ovariche

- tumori dell’utero e delle ovaie

- varicocele

- disfunzione erettile

etc.

in generale possiamo dire che le malattie legate al 2°chakra sono legate al piacere o meglio ad un cattivo

rapporto pregiudiziale con esso, tenterò di spiegarmi meglio. Come abbiamo visto questo è anche il chakra del pia- cere legato al cibo pertanto se noi mangiamo per il piacere di farlo, restando connessi all’atto che stiamo facendo, non incorreremo mai in danni derivati dal cibo. Se invece mangiamo per abitudine anche quan- do il nostro corpo non ne sente il bisogno allora avremo problemi legati a questo atteggiamento incon- sapevole, ma sopratutto condizionato. Condizionato da credenze, da additivi contenuti nei cibi, dal sem- plice fatto di essere attratti dal gusto di quella sostan- za chimica che l’industria per fare i suoi affari ha in- serito dentro quel cibo per creare in noi dipendenza e noi esseri addormentati continuiamo a mangiare sen- za lo stimolo naturale della fame, ma solo perché siamo in crisi d’astinenza e dipendenti da quella so- stanza. Il mangiare non è più un piacere in questo ca- so, ma è ansia da cibo: averne più possibile e questo cagiona molte patologie. Ma questo è sopratutto il chakra del piacere fisico sessuale, il chakra che pre- siede alla procreazione a quell’istinto di far continua- re la nostra specie. Se vi sono preconcetti o paure le- gate a provar piacere questo chakra va in blocco e può causare disturbi a tutti gli organi ad esso connessi. Evidente è il nostro atteggiamento verso il sesso, di- ventato tabù dall’era dei secoli, le persone sono state indotte dalle chiese a vergognarsi della nudità, ma noi nasciamo nudi, in natura nulla si cela dietro ai vestiti, tutto è visibile e segue un suo armonico andamento. Gli animali non si nascondono quando devono amo- reggiare, non hanno sensi di colpa a mostrarsi, non hanno preconcetti sulla coppia fissa, tranne in alcune specie dove vi è questo comportamento che non è in-

dotto da condizionamenti ma dall’evoluzione natura- le. Cosa dire poi delle imposizioni che vengono dai comandamenti, come se Dio non ci avesse donato del libero arbitrio e cosa staremo qui a sperimentare per lui se non fossimo liberi? Ma la chiesa conoscendo

l’energia racchiusa nel piacere sessuale che può far ri- svegliare in noi la Kundalini(energia che è quasi sem- pre bloccata dalla base del coccige) quella potente energia che se si libera ci permette di godere della massima sensazione divina e che ci aprirebbe le porte all’illuminazione del nostro essere, ha pensato bene di creare sistemi di aberrazione per non farci conoscere

le meraviglie del nostro essere.

Con i comandamenti ha creato il senso di colpa nel non commettere atti impuri, ma perché un atto è im- puro se ci da piacere? che cosa c’è d’impuro nell’ unir- si e completarsi? perché l’uomo continua a non rispet-

tare le singole personalità? perché l’uomo continua a giudicare?eppure Gesù diceva chi è senza peccato scagli la prima pietra. Noi giudichiamo per induzioni, perché ci hanno insegnato a che quello è bene e quello è male, ci hanno insegnato a dividere non a riunire, a restare in contrapposizione; eppure per godere di tut-

to

ci avrebbero semplicemente dovuto lasciare liberi:

se

tutti fossimo liberi non avremo bisogno di combat-

terci, ognuno sarebbe in pace con se stesso e non comprenderebbe la contrapposizione con l’altro, si vi- vrebbe nell’amore incondizionato. Dopo questa doverosa premessa possiamo passare alle

malattie che derivano dai condizionamenti, dai sensi

di colpa, dalla vergogna, che ci portiamo dietro quan-

do parliamo di sesso. La malattia o meglio il sintomo più comune è la disfunzione erettile, che, sfatando la credenza che farebbe pensare solo ai maschi, è anche

un problema femminile. Questa disfunzione è causata da stati d’ansia dovuti alla mancanza di conoscenza di se stessi, da pensieri fuorvianti che ci tengono lega- ti(peccati – paure - sensi di colpa) e non ci fanno go- dere dei piaceri, dei nostri piaceri terreni. Se non godi dei piaceri terreni, non riesci neppure a godere dei piaceri più alti. Quando liberiamo la nostra mente da queste catene indotte potremo finalmente godere di un’energia elevatissima che viene proprio da quella sessuale, si crea uno stato estatico quando quest’energia si libera con tutta la sua forza senza pregiudizio alcuno. Rimanderò a dopo un capitolo sull’amore Tantrico. Esaminiamo ora alcune patologie dell’apparato genitale nel dettaglio.

Cisti ovariche

Questa patologia è molto diffusa ed è il segno di uno squilibrio legato a questo chakra. Questa patologia non consente di avere figli fino a quando non si supe- ra e poi a livello medico rappresenta un tumore beni- gno, per cui energeticamente è legata al fatto che la persona porta con se qualcosa di profondamente non dichiarato che è in relazione con la sua mancanza di volontà ad avere figli. Se è una causa inconscia che deriva da molto lontano allora sarà colpito primo l’ovaio di dx(ricordate nelle donne le polarità sono in- verse rispetto all’uomo, la parte dx rappresenta nella donna destrorsa la parte animica(dell’anima), quella inconscia per intenderci), se invece interessa l’ovaio sinistro allora la causa è molto chiara perché è un’espressa volontà di non voler figli. Questo può di- pendere da traumi legati al parto, dalla paura di dover soffrire troppo per mettere al mondo un figlio, o dalla mancanza di tempo. Per non creare un limite alla car- riera. Quando la sintomatologia è dolorosa si com- promette anche il rapporto sessuale e quindi si va contro il proprio corpo e reprimendo o meglio schiac- ciando il desiderio lo incista. Quindi queste persone per risolvere la loro patologia dovranno acconsentire a ciò che il corpo gli chiede. Tutte le decisioni che vengono prese in equilibrio corpo - mente – anima –

riportano il nostro organismo alla guarigione: se mo- difichiamo il nostro punto di vista trasformando le ansie e le paure in amore tutto si riequilibra. Natu- ralmente qui si tratta di tumori benigni e quindi più facili da riconoscere e superare; quando invece si trat- ta di cause più profonde, più recondite allora le cose si complicano perché bisogna pescare nel profondo del nostro essere, ma come quando vediamo scendere un secchio nel pozzo dopo averlo visto scomparire nelle buie profondità poi ritorna su con quell’acqua scintillante di luce propria che ci fortifica sulla consa- pevolezza che se vogliamo veramente la luce verrà fuori dal nostro essere per farci capire qual’era l’intento amorevole di quella patologia. Ecco che allo- ra i tumori dell’utero sono legati a fatti profondi non espressi che cagionano molta rabbia rispetto al non aver più figli, rapporti difficili con la madre, paure in- controllate, odio verso qualcosa che è successo in fa- miglia e che mette in relazione con l’avere figli. Come al solito solo meditando sulla vera causa che è in fon- do al pozzo possiamo risolvere la patologia prima del- la rimozione forzata dell’organo malato.

Patologie del 3° chakra

È il chakra della mente razionale, della vitalità, della

volontà, dell’azione, del potere e, nel suo aspetto po- steriore, dell’ auto-guarigione. Chakra potente e sola- re, ci rivela il nostro diritto a esistere, la nostra collo-

cazione nell’universo e promuove l’auto-accettazione. Attraverso la sua espressione totalmente armonica, noi siamo nel mondo con la pienezza dei nostri attri-

buti fisici e mentali e ci muoviamo sul piano materia-

le in modo sciolto e armonioso, godendone appieno.

Se il chakra è disarmonico, può essere alimentato il nostro senso di inferiorità, possono diminuire le no-

stre capacità mentali reali, quali la logica e la raziona- lità, e aumentare, quindi, la confusione e il senso di insicurezza. Può anche succedere che venga alimenta-

ta la nostra voglia di potere, di possesso e conseguen-

temente di sopraffazione nei confronti degli altri pur

di ottenere, pur di primeggiare. È il chakra che si re-

laziona maggiormente con il nostro ego, il quale trae comunque molta energia anche dai primi due. Volon-

e potere rappresentano per tutti, nella nostra attua-

le

società, una delle chiavi del successo, ma possono

significare, se intesi in senso egoistico di possesso e

accaparramento, l’impossibilità di accedere consape- volmente agli altri chakra e quindi a una reale pienez-

za del nostro Essere. Gli organi interessati da questo

chakra sono in primis la ghiandola che sovraintende alle funzioni principali degli organi interessati che è il pancreas, poi il fegato, cistifellea, milza, stomaco, duodeno, colon traverso, intestino tenue. Anche qui ci limiteremo a descrivere solo delle più diffuse patolo- gie anche perché tenendo conto dagli insegnamenti che si acquisiranno dai ragionamenti comparativi po- tremo capire come fare a trovare e risolvere la causa, sempre se lo vogliamo veramente e se ne acquisiamo consapevolezza nel capire qual è la causa di quella pa- tologia: Causa non l’effetto.

- diabete

- calcoli biliari

- epatiti

- colite

- gastrite

- appendicite

- adenocarcinoma dello stomaco

- Distacco della retina

- DEPRESSIONE

iniziamo proprio dal diabete che è la malattia che produce un cattivo funzionamento del pancreas, la ghiandola che presiede questo chakra: la sua funzione principale è quella di produrre l’insulina, ormone de- legato alla scissione e all’assimilazione degli zuccheri delle proteine e dei grassi. Quando questa ghiandola non produce insulina si crea un’iperglicemia del san- gue. La lettura energetica di questa patologia ci porta a pensare come dalla descrizione precederete fatta sul conflitto di potere, che il soggetto vive che il paziente reprime una forte rabbia interiore legata al fatto che percepisce l’amore(rappresentato dagli zuccheri) co- me un tentativo di intrusione nella sua vita da parte di chi gli da amore, pensando che costui possa limitare il

suo modo di vedere e quindi ridurre il suo potere. Quindi una patologia legata alla mancanza di accetta- zione dell’amore e per la quale gli zuccheri vengono rifiutati non producendo insulina sufficiente all’assimilazione. Naturalmente noi conosciamo di- versi tipi di diabete i quali variano a secondo del bloc- co che si viene a creare per la repressione di ricevere amore, pertanto anche il 4°chakra è interessato a que- sta patologia, in quanto come abbiamo visto questo centro energetico e legato al dare e ricevere amore. Esempio è il diabete di tipo 1 che colpisce di solito in età giovanile ed è associato a patologie autoimmuni con squilibrio del Timo che si trova nel 4° chakra e che proprio nella prima fase di vita è adibito alla pro- duzioni di linfociti, macrofagi, eosinofili, neutrofili, plasmacellule etc, che formano il sistema immunita- rio(cellule di difesa). In questa patologia si evidenzia energeticamente parlando una distruzione del tessuto endocrino con la mancanza pressoché totale di insuli- na, per cui il bambino ha deciso di non accettare l’amore in quanto pericoloso per la sua libertà. Nel diabete di tipo 2, che troviamo nelle persone ma- ture invece la produzione di insulina c’è ma non espli- ca la sua funzione di attivazione della trasformazione degli zuccheri. In questo caso energeticamente pos- siamo dire che il soggetto ha ereditato dalla famiglia comportamenti tali da creare uno scudo all’amore, pur riconoscendolo evitando di incappare nelle limi- tazioni che secondo lui si verificherebbero nell’accettazione. Come in tutte le patologie, ci posso- no essere complicazioni ed aggravamenti a secondo del grado di disagio fino d arrivare a patologie tumo- rali che invadono gli organi circostanti e a volte pos- sono arrivare fino al cervello(7°chakra) evidenziando

che il conflitto di potere è con l’assoluto(Dio o padre),

o bloccare gli arti superiori 5°chakra nella loro

espressione di prendere ciò che si vuole, o bloccare gli arti inferiori e quindi toccare la sfera della sicurezza che consente di tener salde le radici sulla madre terra

per assorbire amore.

Altro esempio è la retinopatia diabetica dove il sogget-

to fa finta di non vedere quale sia il problema di rela-

zione con il mondo e anziché affrontare il problema il soggetto si rifugia nel non vedere. Tutte queste forme potrebbero essere risolte analiz- zando il rapporto che il soggetto ha con la percezione

dell’amore, se riuscisse a rendersi conto che bastereb-

be accettare l’amore incondizionatamente, il soggetto

guarirebbe da questa malattia.

I calcoli biliari

I calcoli biliari sono legati alla colecisti che produce la bile che favorisce la digestione, anche quest’ organo viene influenzato dalla rabbia repressa trovandosi anch’esso nel plesso solare(3° chakra). Provate a chie- dere ad una persona operata di calcoli se non sia vero che sia una persona che trattiene la rabbia e non la esterna facendola cristallizzare all’interno: vedrete che si riconoscerà senz’ altro nella vostra affermazione. Questo vuol dire che a torto, o a ragione quando sia- mo arrabbiati è meglio tirare tutto fuori, anche se ci faremo dei nemici, altrimenti continueremo a essere nemici di noi stessi. Voi mi chiederete: e se un giorno scopriremo di aver torto su quell’argomento? Be fa- remo in tempo a chiedere scusa senza rancore, sapete che per imparare si può anche sbagliare; e se gli altri non accetterebbero le nostre scuse? Il problema ri- marrebbe a loro! La collera è di chi la trattiene e non la sa trascendere come un qualcosa che gli sta davanti per fargli affrontare un aspetto nascosto del suo esse- re.

Le epatiti

Anche qui esistono vari tipi di epatiti non voglio fare una descrizione analitica di tutte, ma vorrei dare una linea guida per analizzare una patologia che riguarda sempre il conflitto di potere e quindi il terzo chakra. L’epatite si manifesta con l’invasione di un virus pato- geno nei globuli epatici(nella maggioranza dei casi):

nel caso del’epatite A tramite un alimento infetto, nel caso della B attraverso rapporti sessuali o contato con sangue infetto e nel caso della C attraverso rapporti o più spesso trasfusioni ed interventi chirurgici. Quest’invasione energeticamente avviene perché il soggetto si sente invaso da un disagio che sfocia in una forte rabbia verso se stessi per non saper decidere nel riprendersi il proprio potere a causa di questa de- cisione. Alcune epatiti dovute all’alcool(non virali) sfociano in cirrosi epatiche, e in questo caso la strut- tura globulare viene completamente invasa da questo disagio avvertito e non risolto che indica espressa- mente una dipendenza e quindi il non potersi liberare da questa. Se gli viene a mancare la sostanza lui soffre e quindi si lascia invadere. Recuperare questo genere di conflitti non è semplice, ma nella vita basta volerlo.

Coliti-Gastriti- appendiciti

Sono tutte infiammazioni assimilabili all’elemento fuoco pur non partendo tutte dal terzo chakra: esem- pio la colite di solito parte da una mancanza di fun- zionamento del primo come relazione sulla sicurezza dell’individuo, problemi legati al danaro al lavoro o nelle forme più gravi, dove vi è perdita di sangue nelle feci o vere e proprie emorragie c’è un rapporto molto compromesso con la madre, non si riesce a vedere la trasmissione dell’amore e quindi oltre l’insicurezza in se stessi si genera anche un conflitto del 4° chakra, che presiede il dare e ricevere, come visto governate dall’elemento fuoco del plesso solare e quindi tutta con la stessa causa, il famoso conflitto di potere; qual- cuno che percepiamo voglia dirci cosa fare e cosa vor- rebbe che facessimo e che noi viviamo limitando la nostra libertà d’essere, oppure cerchiamo di esercitare un potere sugli altri che è eccessivo per la nostra per- sonalità. Nel caso dell’ appendicite sapendo che l’appendice vermiforme è localizzata nel settore del 2° chakra questa patologia parte dal disagio di non fare ciò che si vorrebbe nella sfera sessuale o del mangia- re, come abbiamo visto dall’evitare ciò che riteniamo un piacere, questo accade per i condizionamenti so- ciali, culturali e religiosi. Il secondo chakra comunica una sua necessità, ma la volontà lo reprime, e la co-

municazione energetica viene dissentita, provocando

la patologia. Certo non necessariamente bisogna en-

trare in relazione con l’altro, ma bisognerà riconosce-

re che si è attratti da quella persona che ci piace, ac- cettando la comunicazione del 2°chakra. Stessa cosa

vale per il cibo: sapere che quella cosa è desiderata dal nostro corpo per soddisfare un bisogno di piacere, ma riconoscendo che l’eccesso sarebbe dipendenza, quin-

di non più un piacere ma schiavitù. La mancanza di

accettazione di queste comunicazioni visto attraverso i condizionamenti, ledono il nostro essere noi stessi; pertanto ritorniamo a una perdita del nostro potere decisionale e il terzo chakra va in disequilibrio provo- cando queste infiammazioni.

Adenocarcinoma dello stomaco

È un tumore denominato maligno e quindi difficile da curare a livello medico, anche se oggi con le nuove te- rapie sopratutto chirurgiche, si può avere un buon esito anche con la medicina tradizionale. Come ab- biamo più volte ripetuto, un tumore è un qualcosa di fortemente trattenuto ed inespresso, che ci portiamo dietro da molto tempo. Qualcosa che ci siamo negati per accontentare qualcuno o qualcosa che ha limitato il nostro potere, il nostro controllo sulle cose che rite- nevamo di dover fare, quindi ci sentiamo sconfitti, fal- liti per non essere riusciti a farlo, proviamo rabbia, rancore a volte contro altri a volte anche contro noi stessi. Naturalmente quando si hanno conflitti così in- tensi questi di solito possono minare gli altri chakra dal 1° per l’insicurezza al 4° per non percepire l’amore datoci, al 5°bloccato nel prendere quelle decisioni im- portanti per noi, fino ad arrivare al 7° nel metter in dubbio il rapporto con il padre e con la nostra divinità interiore. In questi casi solo la ferma volontà di venir fuori da tutto ciò può riequilibrarci e portarci alla guarigione. Molte volte il paziente, inconsciamente, preferisce morire per non accettare quello che lui vede come imposizioni o fallimenti per la sua mancanza di potere e di controllo. In realtà,se si riuscisse a capire che quelle cose ci stanno accadendo per farci vedere

la nostra vita sotto un’altro profilo, trasformando tut-

to in qualcosa che vuole riportarci semplicemente a

ciò che noi siamo, recuperando la nostra gioia di vive-

re

per quello che siamo e non per quello che la società

ci

chiede.

Distacco della retina

è questa un’altra manifestazione di patologia del

3°chakra, come dice la patologia è un distacco, la per- sona soffre a livello emozionale di una separazione

per la quale il soggetto ha sofferto molto e quindi ten-

ta di non vedere per rimuovere quello stato dalla sua

vita, riponendolo non affrontandolo, il soggetto ha paura di vedere quella realtà nella sua interezza e la rifugge. Il soggetto crea un velo che lo separa da quell’esperienza che non vuole affrontare.

Depressione

la depressione denota un blocco dello stadio evolutivo

della persona che non riesce a compiere il passaggio dal 3° al 4° chakra; forse è la malattia del secolo sono moltissime le persone affetta da questa patologia. Il passaggio sarebbe quello per passare da un controllo esasperato di critica e giudizi verso gli altri e verso se stessi a quello dell’amore incondizionato, dove il sog- getto non si porrebbe più in contrapposizione agli al- tri e che non vedrebbe più come causa dei suoi mali, prenderebbe la consapevolezza che quel disagio, quel blocco che non lo fa progredire, fino a quando non capirà che, per superarlo dovrà manifestare sempli-

cemente se stesso per quello che è, e quello che vuole fare senza criticarsi e senza criticare, ritrovare la sua dimensione libera fuori da ogni condizionamento e giudizio, ricollegandosi al suo spirito interiore(6° cha- kra), che è la sua vera guida. Equilibrio Mente – cor- po-anima-. La paura invece non aiuta questi soggetti che rischiano così di rimanere bloccati dai loro pen- sieri che ruotano sul negativo in tutto, fino ad arrivare alle paranoie le quali naturalmente fanno parte di quel mondo che il soggetto si è costruito. Sensazione

di perdita degli affetti, apatia, ansia, senso di abban-

dono, manie, senso di persecuzione, etc. fanno si che

l’hard disk(cervello) vada in blocco, s’intasa di pensie-

ri deviati e non riesce, a sbloccare. Il soggetto riuscirà

a risolvere la patologia, se capirà che deve lasciare il

controllo, le vecchie idee, e deve far fluire tutto verso

il suo grande cuore, se si farà avvolgere dal suo cuore

entrerà nella sfera dell’amore e non concepirà più conflitti. Parlando con il cuore, ritroverà se stesso e

troverà che molti altri hanno bisogno di lui per supe- rare lo stesso scoglio:il passaggio dalla terza alla quar-

ta

dimensione. Dal controllo, all’amore. I manipolato-

ri

avranno più difficoltà ad uscire dal loro stato, per-

ché, avendo perso il controllo sugli altri non sapranno più come fare. Ricordiamoci che nell’universo funzio- na tutto con il principio dell’equilibrio:se prendi, po- serai; se dai riceverai. I sintomi comportamentali so- no molteplici a seconda del grado di disequilibrio avremo

- alterazioni veglia sonno(3° chakra)

- modificazione dell’appetito anoressia o iperfagia

- perdita di interesse nell’attività sessuale di solito compensata con il cibo(2 chakra) Astenia con mancanza di energia vitale, che dipende

dalle insicurezze di vita(1°chakra) aspetti maniacali di grandezza smisurata, autostima esagerata, ideazione accelerata indicano un forte stress mentale ed uno squilibrio del 3° chakra la ma- nia di controllare tutto anche se con modalità opposte alle manie depressive. il soggetto crede che lasciar andare il controllo lo fac- cia letteralmente morire, l’ipercontrollo genera auto- critica, perfezionismo e così via, la persona non è più se stessa, non è in armonia con il suo spirito, non è fe- lice, corre per non pensare al suo disagio che lo atten- de inesorabile al prossimo rallentamento. l’apertura verso il cuore gli potrà aprire il cammino alla felicità persa. Deve passare all’accettazione e liberarsi dal controllo.

Patologie del 4° chakra

Gli organi di questo chakra sono:

- timo

- cuore

- polmoni

- nervo vago

È il chakra di mezzo, il ponte, la fucina alchemica che trasforma e rende compatibili le energie dei tre primi chakra, facendole salire verso l’alto, e dei tre ul- timi, facendole scendere verso il basso. È il chakra che ci permette di amare in senso totale e senza con- dizioni. Quando è aperto e vitale ci relazioniamo con tutto e tutti, consapevoli dell’unità del tutto, essendo in grado di dare amore senza bisogno di attenderci niente in cambio. Nella sua visione posteriore rappre-

senta la volontà del nostro io nei confronti del mondo

esterno, unita alla volontà divina. Quando è aperto ci permette una visione armonica di ciò che ci circonda

e siamo, quindi, in grado di avere atteggiamenti posi-

tivi riguardo alle nostre azioni, considerando gli altri

come sostegno a quanto stiamo compiendo. È anche

il chakra attraverso cui passa tutta l’energia che desi-

deriamo donare agli altri. Solo se questo chakra è aperto e vitale noi siamo in grado di dare energia di “guarigione”. Quando è chiuso o disarmonico non siamo in grado di amare e consideriamo gli altri, Dio

o il destino in antitesi con noi, come ostacoli alla no-

stra realizzazione; e allora possiamo diventare aggres- sivi e, anziché cercare l’aiuto degli altri, ci poniamo nella classica condizione di “io contro tutti”, ripiom- bando istantaneamente nell’energia disarmonica del terzo chakra. Solo se entreremo consapevolmente

nell’energia del quarto chakra, donando amore e

compassione, saremo in grado di dare pieno significa-

to alla nostra esistenza.

- disturbi dell’apparato circolatorio

- disturbi dell’apparato respiratorio

- disturbi del sistema immunitario

I disturbi dell’apparato circolatorio si verificano

quando la persona ha difficoltà a percepire la circola-

zione dell’amore, la persona ha deciso di non essere amato o di non saper amare o addirittura di non esse-

re degno di essere amato, quindi avrà difficoltà di re-

lazioni sopratutto con chi gli è più vicino. Poi dato che il sistema circolatorio è formato anche dai vasi, andrà analizzata la localizzazione della patologia, su quale altro chakra si va ad inserire, esempio nelle va-

rici esofagee rimarremo sul 4°, mentre sulle vene vari- cose delle gambe andremmo sul primo e quindi evi- denzieremo una incertezza, una paura a non essere amato probabilmente dalla madre. Nell’aneurisma ce- rebrale, la persona vive un conflitto affettivo con il padre o con Dio: non si sente amata per questo blocca il 7°chakra. Nell’aneurisma dell’aorta addominale, la tensione inficia anche il 2° chakra: ci potrebbe essere nel soggetto una mancanza di chiarezza su cosa sia l’amore, il soggetto potrebbe confondere l’amore con il sesso, i suoi desideri sessuali sono in conflitto con i suoi affetti. L’energia è repressa e così tende ad esplo- dere come si vede dalla tumefazione addominale. Nell’infarto invece si verifica una variazione traumati- ca del dare e ricevere amore, si verifica qualcosa di improvviso che blocca il muscolo cardiaco dando mancanza d’aria che ripresenta la mancanza d’amore recepita dal soggetto, di solito preceduta dal dolore anginoso che prende il braccio sinistro che come ab- biamo nei destrorsi rappresenta la parte animi- ca(dell’anima), involontaria sub conscia della perso- na: questo trauma di solito è legato a un tradimento in senso generale, la persona si sente TRADITA PRO- FONDAMENTE NEL SUO CREDO, NON SI SENTE PIÙ AMATA, il dolore per lui è insopportabile con questo dolore lui non può vivere preferisce morire. Bisogna anche ricordare che il diabete predispone all’infarto ed anche l’ipertensione, un eccessivo con- trollo su tutto porta ha un conflitto di potere che por- ta ad uno spasmo del muscolo cardiaco intenso e pro- lungato che restringe le coronarie e qui vediamo come anche il terzo chakra aiuta la disarmonia del 4°, ri- cordiamo che la disarmonia è creata da noi, dal no- stro modo di pensare e relazionarci agli altri.

Asma- bronchiti

Queste sono state anche le mie malattie e devo dire che nonostante le abbia analizzate molto profonda- mente rimane in me ancora qualche strascico da do-

ver tirar fuori e vincerle definitivamente

Anche se come detto sopra ho superato la fase critica che mi aveva spinto alle soglie di un tumore.

L’asma è una patologia che etiologicamente può esse-

re

allergica o bronchiale in realtà il soggetto asmatico

ha

una risposta immunologica molto elevata che gli

crea un intasamento dei bronchi che hanno difficoltà a scambiare e quindi il soggetto va in crisi d’aria, in questo caso per giunta si crea una componente vaga- le(nervo vago) che condiziona maggiormente il sog-

getto che avendo paura di non riuscire a respirare si sente mancare la vita nella sua funzione principale. L’asmatico, ahimè, è un accaparratore: vuole tutto e tutti per se, così finisce per riempirsi troppo(anche d’aria) fino a provocare un crampo polmonare; è an- che una persona che vede nemici dappertutto e quin-

di, il suo sistema immunitario attacca tutto ciò che

entra e che vede come estraneo e pericoloso, provo-

cando l’intasamento degli alveoli con l’ipersecrezione

ed

ipersensibilità alle sostanze estranee, ci riempiamo

di

istamina prodotte dalle cellule bianche contro

l’aggressore, che non sarebbe tale, se noi accettassimo

di non vedere nemici dappertutto. Quando ero asma-

tico ero così malpensante, e anche la polvere, i pollini, erano miei nemici, oggi che so che ogni cosa esiste

perché, o perché non è, non ho più il problema. L’asma mi ha anche fatto capire che noi cerchiamo sempre un aiuto esterno ai nostri mali e, in realtà quello è un gran condizionamento, che poi diviene abitudine, come i farmaci, le bombolette di broncodi-

latatore, ne consumavo a decine, e non capivo che non mi avrebbero mai risolto la causa, loro tampona- vo l’effetto finale della patologia, e poi il corpo, abi- tuandosi, ne chiedeva sempre di più(tossicodipendenza); da quando l’ho eliminato il mio corpo non nè ha sentito più bisogno, anche se ca- pitano momenti difficili, cerco di capire dentro di me cosa non va, e rilassandomi sul respiro ritrovo il ritmo

di vita che mi stava calando, ritrovo l’energia che mi

ero fatta succhiare da qualche problema stupido o banale indotto da un pensiero fluttuante non appro- priato alla mia coscienza, così recupero energia per

andare oltre e capisco che non devo consentire ai pen- sieri deviati di interferire con il mio spirito, come fac- cio?quando arrivo li accolgo, li vedo e mi faccio una gran risata, dicendogli come sei venuto ora te ne vai non mi servi, grazie. Questa forma è completamente legata al dare e ricevere, il soggetto si sente non amato o non in grado di amare. Nel mio caso ho iniziato a soffrire d’asma a due anni di vita, certo non ricordo cosa fosse a darmi questo disagio, ma evidentemente forse recepivo dei disagi dei miei genitori, dai miei ri- cordi viene fuori che in tenera età io avevo saputo che mia madre aveva perso la prima figlia, al momento del parto e quindi ero molto dispiaciuto di non aver conosciuto questa mia sorella maggiore, tanto che, da piccolo, all’età di dodici anni quando ero a curarmi a Misurina, avevo sempre il pensiero di andarla a trova-

re al cimitero per portarle dei fiori, ma mio padre di-

ceva di non ricordarsi neppure dov’era(forse per ri- muovere quella esperienza che era stata traumatica)

ed

io ne ero sinceramente dispiaciuto, avrei voluto fa-

re

qualcosa per lei, ma potevo solo pensarlo e credo

che questo sia un disagio ascrivibile al dare e ricevere

amore dove l’asma diventa un’espressione di quel di- sagio: non si riesce a scambiare l’aria che vista come la fonte principale di vita che in realtà è l’amore. Na- turalmente questo è un disagio al quale io posso ri- cordarmi nel momento in cui scavo in me stesso e quindi scavando, scavando, ho trovato molte connes-

sioni a questi miei desideri incompiuti, che allora non trovavano risposte sufficientemente adeguate per farmi capire che le cose erano così e basta, al di là del mio modo di vedere di quel periodo; il disagio era la sensazione di sofferenza che mia madre provava per quell’evento, come lo descriveva e quindi quello che passava era una morte senza giustificazioni, tanto in- grata da non dare a mia sorella neppure la possibilità

di fare quel primo vagito, ricordo dalle descrizione

che mia madre faceva che Francesca così si sarebbe dovuta chiamare in ricordo di mio nonno defunto, era molto lunga e pesante oltre 6Kg e il cordone ombeli- cale gli si era avvolto intorno al collo provocandone

l’asfissia. L’asma di solito è una disarmonia passegge-

ra che nella fase di crescita diviene più labile meno

sintomatica, forse perché iniziando a farci prendere dalla vita, iniziamo a dimenticare questi disagi e an- che se non ci liberiamo, perlomeno li sopiamo in un angolo della nostra coscienza fino a quando non do- vremo risolverli e superarli in maniera definitiva. Co- me sto facendo adesso descrivendo questo ricordo che non mi da più peso perché ho capito che così doveva andare, probabilmente quell’anima è già rinata e sta

sperimentando qualche altra cosa. Oltre questa situa- zione molto specifica devo dire ricordo le mie paure sulla guerra, all’epoca in televisione si vedeva il Viet- nam, ed io ricordo che ero molto preoccupato perché avevo sentito dire Che quando avremo compiuto 21 anni avremmo dovuto fare il militare e a parte la pau- ra di essere ucciso mi chiedevo perché avrei dovuto ammazzare qualcuno. Anche qui a distanza di oltre 40 anni capisco che vivevo questa cosa come una nega- zione dell’amore, della gioia di vivere che un bambino porta dentro fino a quando non li si contamina con la società. In questo periodo arrivarono attacchi d’asma violentissimi e addirittura ebbi una febbre da tifo era- no minate le mie sicurezze iniziavo a conoscere la paura Poi in età avanzata come vi ho detto siamo passati al- le polmoniti dovute a quelle cose sopite che sono tor- nate fuori magari per uno stress scatenante come la privazione della propria libertà per dover continuare ad investire nella mia attività come già descritto all’inizio del libro. Naturalmente la mancanza di eser- citare il controllo parte da una disarmonia del 3° cha- kra ma poi colpisce il 4° per una percezione errata del dare e dell’avere; in questo caso credo che io negavo l’amore anche a me stesso, perché scegliendo quello che non avrei voluto fare, stavo andando contro me stesso. Se non mi fossi fermato e avessi continuato a vivere con rimorsi, sensi di colpa e frustrazioni sulla mia vita, forse oggi avrei almeno un paio di lobi di polmone in meno e poi chissà dovei sarei arrivato con lo stare male e pensare in maniera negativa per capir- ci. Quando ho introdotto il paragrafo ho parlato di qualche strascico in quanto far venire a galla le cose non è sempre facile, naturalmente per i disagi quoti-

diani è facile individuarli se siamo allenati a meditare su ciò che facciamo, ma ripescare i reconditi non è così semplice, ma vi posso dire che arrivano e ti colle- gano quando meno te l’aspetti.

Tumore del polmone

Naturalmente anche qui ci sono vari tipi di tumore al polmone dai benigni, ai maligni, ma dipendono sem- pre da qualcosa di fortemente inespresso(non dichia- rato) nell’area degli affetti e quindi dell’amore se la persona lascia andare questa tensione affrontandola, riconquistando la sua gioia di amare e di essere amato allora la patologia abbandonerà il campo. Natural- mente bisogna avere il coraggio di affrontare le situa- zioni che provocano quest’oppressione. Anche il si- stema immunitario dipende almeno fino ai 40 anni circa dal timo e dal midollo osseo, e quindi anch’esso

e ascrivibile al dare e ricevere, quindi all’equilibrio del 4°chakra e del 1° nel caso del midollo.

AIDS-immunodeficienza acquisita

Questa patologia è un “infezione virale da HIV” che; come sintomatologia, va dal portatore sano asintoma- tico fino all’immunodeficienza totale, che ha conse- guenze nefaste. Naturalmente oggi le terapie combi-

nate sono all’avanguardia per tener a bada la malattia

e altri progressi sicuramente si stanno facendo con la

messa a punto dei vaccini. le medicine sopiscono gli effetti della malattia non le cause, mentre invece af- frontandole dal di dentro riusciamo a scoprire il dis-

sidio che l’ha generata e possiamo trasformarci. E si verificano guarigioni che hanno del miracoloso; ri- cordo per esempio quella di Michael Jordan, leggenda dell’ NBA, che dopo aver dato l’annuncio della sua malattia e quindi, il ritiro dal basket, informò tutti dopo qualche anno della sua guarigione. Naturalmen-

te per come si presenta questa malattia significa che è

una sofferenza molto grande a livello del dare e del ri- cevere amore e quindi la sofferenza non viene da lon- tano, ma da persone vicine al proprio cuore, questa pena così forte può indurre la repressione di tutto il nostro sistema immunitario e così il soggetto rimane senza difese, il soggetto preferisce andarsene che con- tinuare a soffrire. Ecco perché i tossicodipendenti, le prostitute gli omosessuali sono i più colpiti, perché percepiscono che per il loro comportamento nessuno è più disposto a dargli amore, la persona si sente sola,

naturalmente la stessa considerazione va fatta anche per gli infettati da trasfusione o da contatto, va cerca- to in quello specifico momento, quando hanno con- tratto il virus, per capire qual’era il disagio interiore che avevano in quel preciso momento. Sicuramente si sentivano talmente in colpa per quella cosa da negarsi l’amore per sopravvivere. Stessa cosa vale per i bam- bini che nascono con l’aids, il bambino proveniente da una coppia infettata percepisce di non essere amato, percepisce che i problemi per la mamma sono altri e

si vota alla sofferenza, perché poi sia toccato proprio

a lui, perché ognuno di noi come anima sceglie un

percorso e in questo percorso si sperimenta quello che hai scelto.(KARMA) La risoluzione energetica do- vrebbe portare la persona alla consapevolezza che le sue scelte di vita fanno parte di quel percorso, che si è scelto, ed è solo un percorso, ritornando ad amare per

quello che sono e capendo gli altri che hanno paure e difficoltà ad approcciare, e capire quelle scelte, amar- le altrettanto per la loro sofferenza o anche indiffe- renza. Fare pace con se stessi amarsi con tutto il cuo- re può risolvere anche la più devastante delle patolo- gie.

Tumore alla mammella

Mi sento di trattare questa patologia, perché molto

diffusa ai giorni nostri, come tutti i tumori, è un dis-

sidio interiore molto forte non espresso, nel caso di una donna e ciò che essa prova a essere donna e

quindi madre, arrivando alla mastectomia inconscia- mente, se sinistra la donna destrorsa vorrebbe essere meno donna e più maschio, se anche la destra, la par- te della volontà, la donna conosce bene da dove pro- viene il suo disagio(vuole qualcosa ma non riesce a ri- cevere) anche se non lo mette in relazione alla malat-

tia che avanza e che porta all’altra amputazione, la

donna in questione ha un forte risentimento familiare

che vuole estirpare dal suo petto fino a farselo ampu-

tare, fino a che non riuscirà a trasformare questo sen-

timento non potrà risolvere la sua patologia. Ogni uomo deve, dire o fare ciò che vuole senza accettare

nessuna imposizione per essere libero ed equilibrato. Tutto si può guarire come dice Brofmann nel suo li-

bro guarigioni con il sistema a specchio.

Patologie del 5°chakra

Gli organi del 5°chakra sono: tiroide e paratiroide, go-

la, tonsille, laringe, corde vocali, esofago, bronchi.

È il chakra della comunicazione, del suono e della vi- brazione, della capacità di recepire e di assimilare, nonché dell’espressione della propria personalità nella società e nel lavoro. Si relaziona con gusto, udito e ol- fatto. Quando il quinto chakra è aperto e funzionante siamo consapevoli della responsabilità del nostro nu- trimento in tutti i sensi, dal soddisfacimento dei no-

stri bisogni materiali a quello dei nostri bisogni spiri- tuali, e comprendiamo quindi di essere noi i respon- sabili diretti di quanto riceviamo e di quanto assimi- liamo. Siamo consapevoli del nostro ruolo nella socie-

tà e nel lavoro e ci attiviamo per il massimo della sod-

disfazione. Se questo chakra è disarmonico sorge la paura che ciò che possiamo ricevere dagli altri possa essere ne- gativo(e in genere non ci aspettiamo cose positive); quindi ci chiudiamo al Ricevere e all’assimilare, dive- nendo, in un moto istintivo di difesa, potenzialmente aggressivi. Nel suo aspetto posteriore, la disarmonia

del chakra porta all’insorgere della paura del fallimen-

to nella vita sociale e di lavoro. Porta alla nascita del

complesso della vittima, al trincerarci dietro all’orgoglio, come difesa dagli insuccessi reali o ipote- tici, e al chiuderci ai contatti con gli altri per la pura

di essere respinti. Vishuddha è il chakra della “purifi-

cazione” e della comunicazione, che è suono e vibra- zione. Proprio attraverso la consapevolezza profonda

di questo chakra possiamo aprire la porta del cammi-

no spirituale e, dare inizio al contatto con la parte più profonda di noi stessi partendo proprio con il comu- nicare con il nostro sé superiore

- Tiroidismo

- Mal di gola

- Tonsilliti

- Laringiti

- Esofagiti

- Bronchiti

Vediamo nel caso della mia esperienza come si può scatenare una bronchite: Esempio quest’anno il gior-

no17/3/2011 alle ore 01-25 di notte il mio deposito di mobili ha preso fuoco, o meglio gli è stato dato fuoco con due latte di benzina. Questo deposito espositivo di arredi era sotto un fabbricato che ospitava 16 famiglie nei vari alloggi sovrastanti, quando sono arrivato ho visto le fiamme già al 4°piano ed i pompieri che ave- vano finito l’acqua e come se non bastasse alcune per- sone inferocite perché hanno visto me, come la causa

di quell’ evento. Certo se l’attentato era indirizzato alla

mia attività(questo non si sa ancora: Vedi su “youtu- be” incendio arco felice). Tutto sommato nel loro mo- do di vedere se la mia società non avesse fittato quel

deposito 6 anni prima magari l’evento non sarebbe accaduto, ma la vita è piena di eventi che non riu- sciamo a prevedere anzi la vita è completamente im- prevedibile. Questo evento se mi fosse capitato prima

del mio approccio “energetico” per così dire, avrei da-

to di matto.

Invece fortunatamente, seppur percepivo quello che avrei dovuto affrontare, per riordinare la merce da consegnare con un altro esborso di tutta la cifra per mantener fede alle consegne dei miei clienti, riuscivo a rimanere abbastanza sereno da capire che dibatter-

mi non sarebbe servito a nulla e che, forse, dietro

quell’evento c’era qualcosa di buono(in senso lato). Mi spiego meglio l’incendio poteva avere conseguenze drammatiche, certo le famiglie e la mia società ab- biamo perso tutto, mobili, vestiti, tutto, ma non ci so-

no state vittime per pura “fortuna” in quanto la ben- zina era stata versata attraverso i condotti di aerea- zione e per questo era finita nella Camera d’aria sotto al pavimento che saltando in aria ha creato una defla- grazione così potente da svegliare tutti nel sonno è questo ha consentito di mettersi in salvo. Quella notte per chi si occupa di numerologia e astrologia, c’era una luna gigantesca, mai visto una luna simile ed era- vamo vicino all’equinozio di primavera, l’accumulo di energia era spaventoso. Vi ho parlato di quest’evento perché comunque a distanza di 4 mesi sono partito

per le ferie e, nonostante, vedo il mondo con altri oc-

chi, sono stati 4 mesi molto difficili. Aziende che ci consegnavano solo dietro consegna di contanti per la paura che saremmo falliti, clienti che ci chiedevano le consegne per le quali eravamo in ritardo, altri che vo- levano risparmiare sulle forniture per pura specula- zione, voci e chiacchiericci di bassa levatura su come sarebbero andate le cose, devo dire molto fantasiose e pittoresche, ma che ci fanno capire come le nostre menti siano intrise di giudizi e pregiudizi. Tutto ciò sembrava non avermi minimamente sfiorato, anche se prima di partire dato che andava tutto storto, avevo chiesto a Dio guardando in cielo, anziché in me stes-

so, fuori al mio negozio, presente un collaboratore, di

farmi morire perché non c’è la facevo più fisicamente e mentalmente a gestire una vita così. Il giorno dopo partimmo per Palma de Mallorca, arrivati in questa isola meravigliosa la sera decisi di andarmi a rilassare

un po’ sugli scogli e feci degli esercizi yoga di respira- zione(prana-yama). Tornati a casa iniziai ad avere un’emorragia bronchiale, mi usciva sangue vivo a vo- lontà dalla bocca e lo sentivo arrivare da dentro al petto. La cosa bella fu che rispetto a quello che mi era successo l’anno prima, non avevo la benché minima paura ero sereno al contrario di Betty(mia moglie) che voleva tornarsene a casa per portarmi in ospedale, ma io la rassicurai di non preoccuparsi perché l’avrei risolto da solo con il reiki. Dentro di me pensavo che

se fossi andato dal medico sull’isola non sarebbe ser-

vito a nulla, per la prassi medica avrei dovuto rifare la tac e poi rifare tutta la trafila dei protocolli. Poi pen- savo se c’è l’avrei fatta a superare quella disarmonia senza l’aiuto dei farmaci. Ma confidavo che la cosa sarebbe andate a posto quasi da sola. Il giorno dopo mi astenni dal andare al mare anche se la mattina stavo meglio, ma usciva an- cora sangue nei muchi, poi il pomeriggio arrivò anche

la febbre, insomma sembrava un’infezione alle vie re-

spiratorie con tutti i crismi della bronchite, iniziai a scavare dentro di me cercando di andare oltre ai 4 mesi difficili che avevo passato e a quelli ancora a ve-

nire cercando di in quel presente in quel qui e ora per cercare la malattia cosa mi stesse proponendo. Come ho detto trovai la diatriba su cosa fare con i farmaci

se mi servivano oppure no, poi se c’è l’avrei fatta da

solo, a un certo punto capii che quando si ha bisogno

di una mano bisogna chiedere riconoscere i propri li-

miti e i propri step, così contattai un mio amico che fa reiki con me spesso e gli chiesi di rintracciare Gino per darmi energia a distanza che unita alla mia debole per la febbre, mi avrebbe comunque aiutato. Qualcosa successe quella notte vidi delle scene con l’occhio del-

la

veggenza che mi rassicuravano. Betty però insisteva

a

farmi prendere degli antipiretici e degli antibiotici,

al

terzo giorno decisi di accontentarla, tanto dissi a

me stesso, è più di un anno che non tocco un farma-

co, non mi farà poi tanto male. Andai con Luca in

farmacia ma la dottoressa non c’è li volle dare voleva

la ricetta, allora dissi alla mia famiglia è segno che

non mi servono. Il giorno seguente il 4° avevo ancora

un po’ di muchi insanguinati e la febbre a 37, 7 circa e

quindi gli dissi andate al mare io mi metterò un po’ a leggere e vi aspetterò per pranzo, sto meglio non vi

preoccupate. Al ritorno Luca mi disse: papà ho cono-

sciuto una bambina se ti dico il nome chissà che pen-

si! Perché? che nome ha di così strano, gli chiesi incu-

riosito, Luca mi disse si chiama …. Sogghignò come

al suo solito…. Allora? gli chiesi, Rispose: Lourdes.

Nel preciso istante che completo quel nome senti una

grossa bolla densa risalire il mio petto, corsi In bagno

e buttai fuori dalla bocca questa sacca traslucida con dentro un grumo di sangue violaceo. Era come un’enorme goccia con un involucro trasparente ten-

sioattivo di saliva. Quando toccò il fondo del lavandi-

no fece uno splaff che lo sentirono anche fuori. Che ci crediate o no, il giorno dopo ero in perfetta forma niente febbre, niente sangue, e di nuovo al mare con

la

truppa.

Vi

confesserò, che il giorno successivo, anche se stavo

bene iniziai a pensare che la copertura antibiotica mi sarebbe servita e avrebbe tranquillizzato anche Betty

e quindi sempre con Luca perché parla meglio di me

l’inglese entrammo in un’altra farmacia che in via ec- cezionale ci diede il farmaco. L’ho preso per sei giorni non posso dire che mi ha fatto male, è servito a tran- quillizzare tutti e devo dire anche me nel non essere

troppo contro neppure ai condizionamenti dei quali ci vogliamo liberare. Ho capito che le cose avvengono con gradualità e non possiamo pretendere né dal no- stro corpo né d’agli altri il cambio repentino rispetto alle nostre abitudini. Se abituiamo un uccellino alla gabbia sarà difficile liberarlo senza farlo morire, ci vuole equilibrio in tutto, l’uccellino non andrebbe te- nuto in gabbia. energeticamente questa tensione del 5°chakra(emissione del sangue dalla bocca) oltre ad una tensione del 4° riguardo l’eliminazione del sangue quindi in questo caso avevo difficoltà a ricevere l’amore e rifiutandolo lo eliminavo. La tensione la si risolve non creando contrapposizione con chi la vede

e percepisce in un altro modo, ma cercando di capire

che chi vuole curarti e si preoccupa per te lo fa per amore e non per importi qualcosa(HAI CAPI- TO!!!Carmine dico a te!!dice in questo momento il

“mio” spirito. Ho capito! grazie).

Malattie della Tiroide

la tiroide è una ghiandola posta alla base del collo ed

è preposta alla produzione di numerosi ormoni che

sono indispensabili per il metabolismo degli zuccheri dei grassi e delle proteine; agiscono inoltre sulla pro- duzione di insulina e adrenalina e sulle catecolammi- ne in genere, sul metabolismo delle vitamine idroso- lubili e della vitamina A. Hanno una fondamentale importanza nello sviluppo neuropsichico, nel tono dell’umore e dei processi cognitivi. Regolano l’omeostasi corporea in relazione alla luce, alla tempe- ratura ed all’ambiente, sono importanti per lo svilup- po somatico e sessuale. Da ciò si capisce che uno squi-

librio in quest’organo porta effetti a catena. È un or- gano del 5°chakra che presiede all’accrescimento e al metabolismo ed è legato come abbiamo visto all’espressione, alla comunicazione e al ricevere. Co- munica attraverso la voce, attraverso la nostra creati- vità in relazione a quello che facciamo con le mani esempio scrivere, dipingere, ballare, cantare, suonare etc. Comunica cosa vogliamo e cosa vogliamo ottene- re dal punto di vista sia materiale che spirituale, tende a prepararci su quello che vorremmo ricevere per la nostra felicità, è il chakra che ci collega alla nostra voce interiore che per essere creduta ha bisogno che ci svestiamo di ciò che pensiamo, dobbiamo credere che l’universo provvederà ai nostri bisogni e ci do- vremmo far trasportare dal flusso interiore senza ostacolarlo, così sarà in armonia con questo chakra. Ritornando alle patologie della tiroide, capiamo che sono quelle che vanno contro questo principio ad esempio l’ipotiroidismo che denota un’insufficiente produzioni di ormoni tiroidei e, a seconda dell’età in cui si presenterà, questa patologie potrà dare conse- guenze diverse. Se da piccoli avessimo problemi di crescita e di svi- luppo neuropsichico che possono arrivare al cretini- smo, nanismo, difficoltà della deambulazione e della parola, in più tarda età, potrebbe interferire con i comportamenti: letargia, perdita di memoria, stipsi, gonfiore, torpore, aumento di peso ingiustificato, ispessimento della cute, fragilità delle unghie, bradi- cardia(Rallentamento delle pulsazioni cardiache), lentezza ideativa, perdita di memoria, psicosi mania- co depressive, neuropatia periferica, miopa- tie(ingrossamento dei muscoli che si irrigidiscono e sono dolenti, timbro basso della voce per ingrossa-

mento della lingua o ipertrofia della laringe. si può anche arrivare ad avere calo della libido, infertilità, cicli anovulatori nelle donne fino alla amenorrea. Inoltre anche l’anemia microcitica deficit del ferro o macrocitica deficit di assorbimento della B12 associa-

te a forme autoimmuni per autoanticorpi.

lettura energetica dunque sta nel fatto che la persona non riesce ad esprimere se stessa in tutti i suoi aspetti

di vita: vorrebbe comunicare in maniera appropriata

per essere ascoltata, ma dovrebbe capire che non si può imporre agli altri la propria verità; se la persona inizia a capire questa regola, che risiede nel rispetto delle verità altrui, allora la ten- sione di questo chakra inizia a dissolversi e con essa tutte le patologie ad essa collegate.

Patologie del sesto chakra

ORGANI FISICI INTERESSATI: ghiandole ipofisi e pituitaria, parte inferiore del cervello, occhio sinistro, orecchie, naso.

È il chakra dell’aspetto mentale superiore e della “vi-

sione superiore” e viene anche comunemente chiama-

to

“terzo occhio”. Presiede al senso della vista.

È

associato, nella sua espressione anteriore, alla facol-

di visualizzare e di rendere comprensibili i concetti

intellettuali e, nella sua espressione posteriore, alla facoltà di attuazione dei concetti stessi. Se Ajna è disarmonico, ci ritroveremo facilmente in una situazione di confusione in cui idee e concetti non corrisponderanno alla realtà e quindi la nostra capacità di tradurre in pratica le idee verrà a cadere o, peggio ancora, porteremo avanti idee e concetti di-

storti, con le conseguenze del caso per noi e per gli al- tri. Le disarmonie di questo chakra porteranno ad esempio nell’adenoma ipofisario il soggetto ha qual- cosa di trattenuto non espresso a livello spirituale, sta facendo qualcosa che va contro la sua via, qualcosa che non vorrebbe fare, il soggetto va contro se stesso, reprime ciò che è. Potrebbe essere che la persona sen- ta un disagio tra ciò che è vero per lei e una concezio- ne religiosa che gli è stata inculcata e della quale a paura di liberarsi, oppure che la persona non percepi- sca, non senta il suo spirito e ritiene se stessa sola- mente corpo fisico. oppure crede di essere solo quello

suo ruolo nella socie-

tà(DOTTORE;AVVOCATO;PRESIDENTE, attore) an- ziché capire ciò che realmente è. la tensione su questo chakra determina altri sintomi che indicano il dise- quilibrio, cefalee:la persona si sente isolata e non connessa con Dio. Problemi della vista, i quali indicano anche una ten- sione del terzo chakra, in questo caso la persona non crede al suo essere spirituale, fa fatica a riconoscersi in Dio, oppure non vuole vedere cosa dovrebbe cam- biare nella sua vita.(rapporti con il danaro, con gli al- tri, con se stesso) amarsi vuol dire, sapere che tutti hanno la divinità al proprio interno, quindi rispettare ogni essere per quello che è in quel momento, ognuno ha la sua strada, la sua evoluzione, prima di ritornare all’unità con il padre, con il tutto.

che

è

il

La labirintite

quando non è superficiale che riguarderebbe 1° e 3°chakra ovvero quando è profonda da arrivare agli

acufeni indica una tensione spirituale del 6°. nel dettaglio energetico diagnostico la persona sta at- traversando un periodo di forte insicurezza 1° chakra essendo per un conflitto di potere 3°chakra infiam- mazione,quindi decide di non esprimere ciò che real- mente è, 5°chakra fino a negare la sua spiritualità Tensione del 6°.

Si può verificare in questo caso anche una tensione

del nervo facciale, chiusura dell’udito. Questo vuol dire che se la persona non si riallinea con il suo spirito può degenerare in paresi facciale, me-

ningite, o ascesso cerebellare, perché la persona iso-

landosi chiude il 5°chakra e si ha un blocco totale dell’energia che scorre verso il 6° fino a poter arrivare pericolosamente al 7°. Percezione, conoscenza e comando sono le prerogati-

ve di questo chakra. Esso ci fa entrare nel mondo del-

non materiale, dell’apparentemente invisibile, attra- verso, appunto la percezione extra-sensoriale, per por- tarci conoscenza, quindi profonda consapevolezza di ciò che ci circonda, non solo della materia, e permet- terci, di conseguenza, di comandare e di guidare la nostra esistenza.

In poche parole questo chakra ci connette al nostro

spirito al nostro sé interiore che ci guida sulla nostra

via, ci fa godere delle nostre aspirazioni, ci fa capire realmente chi siamo. Se siamo in armonia con questo chakra avremo doti

di chiaro udienza e chiaroveggenza, capiremo cosa ci

sta comunicando quell’evento al di là delle apparenze, sapremo in anticipo dove siamo diretti, in realtà capi- remo che siamo noi a formare il nostro mondo, noi creiamo attraverso il pensiero, tutti creiamo attraverso il pensiero ci sarà chiaro spe-

rimentando e osservando senza giudizio cosa accade in noi e agli altri semplicemente perce- pendo il modo di pensare. Avremo la consapevolezza che ognuno crea il suo mondo, conosceremo la forza del pensiero, osserve- remo che ciò che desideriamo si verifica sempre per- ché saremo in equilibrio con la nostra voce interiore con la nostra coscienza, sapremo finalmente di essere una infinitesima parte di Dio che sperimenta attraver- so la moltitudine di se stesso in noi stessi, sapremo che ogni particella è Dio e in quanto tale, pura gioia universale e capiremo che ciò che faremo agli altri lo faremmo a noi stessi, con questo sperimenteremo l’amore incondizionato, capiremo che amando tutto, animali, piante, polvere, terra, TUTTO insomma, en- treremo in un unione con il tutto e percepiremo cosa vuol dire Amore, finalmente capiremo l’amore.

Patologie del 7°chakra

ORGANI FISICI INTERESSATI: ghiandole epifisi, pi- tuitaria e pineale, parte superiore del cervello, occhio destro.

È il chakra che ci mette in relazione con la nostra par-

te più spirituale, con il nostro Essere completo e con

la realtà cosmica. Il raggiungere l’apertura e la consa-

pevolezza di questo chakra porta alla completezza

dell’Essere, ma solo se ci si perviene attraverso l’apertura e la consapevolezza di tutti gli altri chakra, nessuno escluso! Mentre la disarmonia del settimo chakra porta a una chiusura e a una non comprensio-

ne della parte spirituale sia nostra che altrui, come

conseguenza, una visione decisamente materialistica

dell’esistenza. Il settimo chakra è Luce di conoscenza

e di consapevolezza, è la luce interiore, vi è visione

globale dell’Universo e nel nostro cammino di crescita

ci può far raggiungere la serenità spirituale della

completa conoscenza universale. Quando siamo in questo stato, riusciamo a capire co-

sa provano gli altri, perché si sentono in quel modo,

riusciamo completamente a rispecchiarci negli altri entriamo in empatia totale, questa è la luce di cui si parla, la luce della chiarezza, noi vediamo nell’altro ciò che siamo è ciò che siamo stati, riusciamo a com- prendere, perché ci siamo passati, capiamo che le no- stre esperienze ci sono servite per capire quelli degli altri che altri non sono se non noi stessi. Questo è lo stadio della realizzazione dell’unità, dove non ci ve- diamo più separati da nulla, ma ritorniamo all’unità

divina e come se il big bang che ha provocato la divi- sione, ci avesse dato la spinta per arrivare in un altro universo e avesse ricongiunto il tutto, ed è in questa unità che sentiamo solo amore verso tutti e tutto, si anche verso quelli che la società ritiene feccia, ener- gumeni, perché sappiamo che è solo il loro percorso, dal quale siamo passati anche noi, anzi siamo noi nel- le varie dimensioni in cui viviamo come essere unico, anima e coscienza cosmica. Naturalmente quando siamo fuori dall’equilibrio descritto viviamo un disa- gio di conflitto di separazione dal padre putativo e dal padre cosmico ci sentiamo isolati abbandonati, non riusciamo a ricevere l’amore del cosmo vediamo nero, viviamo un conflitto esasperato, i pensieri negativi, le paure, offuscano la luce, vediamo la causalità delle nostre disgrazie in qualcuno o in qualcosa che ci im- pedisce di essere noi stessi, il nostro pensiero arriva a creare diavoli e demoni di ogni tipo e vede chi lavora per loro e contro di noi, abbiamo perso la nostra luce interiore, la nostra strada è smarrita. Allora arrivano malattie sempre più gravi, che nella loro gravità cer- cano di farci percepire quel disagio che noi avvertia- mo, ma che solo se avremo coraggio di metterci a nu- do allora potremo risolvere in questa vita, altrimenti dovremmo rimandare alle prossime. Le malattie che colpiscono il cervello, la ghiandola pituitaria, sono molto dure da trascendere, ma da tutto si può guarire se riusciamo a collegarci alla seppur debole fiammella che arde in noi.

L’autismo

una delle patologie che manifesta la chiusura del 7°chakra e il conflitto con il padre biologico e con Dio. La patologia esplica un senso di assoluta estraneità, una solitudine profonda. il bambino ha deciso di non far parte di questo mon- do, già nell’utero materno non si sente amato dal pa- dre(questo non vuol dire che il padre non lo ami) ma

la percezione del feto è di non essere amato, questo

nel caso che si nasca autistici, se la patologia arriva dopo è dovuta alla percezione dell’amore che non si riesce a ricevere dal padre dopo la nascita, così ci si chiude in una campana di vetro, per isolarsi da tutti difficile entrare in contatto con una persona autistica proprio perché si è isolata completamente, ma se riu- scisse a ripristinare il contatto con il padre e a perce- pire il suo amore supererebbe anche questa patologia.

Morbo di Parkinson

parlando di questa malattia mi sovviene Carol Wojty-

la, questa patologia è l’espressione di un conflitto non

risolto con il padre o con chi rappresenta l’autorità’ nella sua vita, questo rapporto non gli permette di esprimere chi è, si sente osteggiato da questa autorità.

Essendo una malattia cronica significa che arriva da lontano, un dissidio che non gli permetteva di fare ciò che avrebbe voluto e questo dissidio peggiora con il

tempo, perché il soggetto ritiene non più possibile tra- sformare quel disagio che lo ha osteggiato. Dal punto

di vista sintomatologico la persona esercita un iper-

controllo su se stessa per essere ciò che non vorrebbe essere e questo produce una contrazione degli arti in- feriori, lentezza nel camminare(incertezza 1°chakra) e anche del 3°chakra per l’ipercontrollo sulla muscola- tura per cercare di apparire ciò che è e che in realtà non vuole essere. Il tremore, sempre legato all’eccessivo controllo esercitato dalla mente consape- volmente, che cessa durante il sonno, dimostra che, staccando la mente il sintomo scompare perché la mente non controlla più la volontà. Le difficoltà degli arti superiori esprimono una tensione del 5°chakra, che è legata al disagio di non poter comunicare ciò che si è. Ed è confermato anche dagli arti che non possono prendere ciò che desiderano. Il soggetto cer- ca di compiacere l’autorità pur sapendo di andare contro la sua volontà, a volte non riuscendo a control- lare la muscolatura inizia a correre per non cadere. Il soggetto evidentemente non si sente parte di Dio e forse crede che Dio sia un’unità divisa da lui, in realtà il soggetto in questo modo pensa di non essere degno dell’unità in Dio, nel momento in cui si accetterà per quello che è con i suoi pregi e i suoi difetti sarà com- pletamente guarito e ricongiunto all’unità. Carol per me non è un santo ma Parte di Dio, come tutto, e si- curamente adesso ne ha piena consapevolezza. Da quello che so storicamente,(avendo vissuto) questo papa era un uomo solare, ma so come tutti voi che ha dovuto accettare molti compromessi con vari capi po- litici e con il poter ecclesiastico, pertanto ha sofferto per non aver potuto fare ciò che avrebbe voluto, riu- scendovi solo in parte, accettando la malattia però ha vinto sul potere politico. Ritengo che Carol ci abbia lasciato un grande insegnamento: l’accettazione nella consapevolezza.

Tumori cerebrali

Come tutti i tumori ritorniamo ad un conflitto non

espresso molto frustante per la persona che chiude il

7° chakra per un conflitto con il padre, che non gli da

scampo e al quale preferisce la morte. Il conflitto po-

trebbe essere cagionato da un padre troppo autorita-

rio, o completamente assente, pertanto il soggetto vive

la privazione della libertà o la totale assenza, in que-

sto caso la persona si sente abbandonata da tutti an- che da Dio. Naturalmente tutte le patologie hanno un diverso grado di gravità a seconda del grado di disagio

provato e quindi le patologie sono tutte reversibili, se

si

prende coscienza che il dissidio è qualcosa dentro

di

noi e non dipende da chi c’è lo provoca, o quanto

meno solo indirettamente in quanto tende a metterci

in contatto con un nostro disagio o modo di pensare,

mentre il superamento ci porterebbe verso un’evoluzione del nostro essere, che ci porterebbe a capire che inconsapevolmente quella persona(Nostro padre) seppure ignara, ci sta portando verso il supe- ramento dei nostri limiti: ed comunque un gesto dell’amore che l’universo diffonde nelle varie forme. Questo tipo di patologia fa aumentare la pressione

endocranica per cui si ha una difficoltà di circolazio-

ne

del sangue(4°chakra non circola amore). Poi inizia

la

cefalea, che come abbiamo visto è una tensione nel

rapporto con Dio o con il padre biologico 7°, e poi il vomito(3°Chakra) che è la volontà di tenere lontani gli altri, fino ad arrivare alle paralisi che se sono a dx,

servono a paralizzare la volontà o i sentimenti a sx di fronte all’autorità.

Ecco perché questi tumori sono per lo più della fase giovanile perché si e meno portati a sottostare all’autorità e a non capire come risolvere il conflitto che è dentro di noi. Se la persona risolve il conflitto facendo ciò che vuole senza sentirsi in colpa e non vi- vendo il conflitto autoritario si potrà verificare la ria- pertura del chakra con un graduale riequilibrio e con- seguente guarigione.

Alcuni sintomi generici

- ANEMIA: poiché l’anemia è la riduzione della con- centrazione dei globuli rossi circolanti e

dell’emoglobina nel sangue la funzione di quest’ultima è quella di trasportare ossigeno nei tessuti, avremo come effetto una compromissione della funzione dei vari organi. Dal punto di vista energetico questa pato- logia mostra una tensione del 4°chakra la persona a difficoltà a scambiare aria(ossigeno) nei tessuti e que- sto e da mettere in relazione con il dare e ricevere amore.

- ANORESSIA: è una mancanza di appetito che è da

mettere in relazione ad una tensione del 2°chakra re- lativa al cibo e al primo relativamente al non voler es- sere nutriti.

- ASTENIA: è uno stato di stanchezza permanente che

provoca un indebolimento generale ascrivibile ad una

tensione del primo chakra per il corpo fisico, oltre ad una tensione del terzo perché la persona non riesce a fare ciò che vorrebbe(conflitto di potere).

- CANCRO: è una patologia che raggruppa tutti i tu-

mori maligni che si estendono rapidamente tendono a generalizzarsi. Indica qualcosa di non espresso molto

profondo, la cui gravità porta la persona a preferire la morte. La parte colpita indica che cosa è stato tratte- nuto e non espresso.

- DOLORE:indica un blocco energetico e la localizza-

zione indica il chakra e le aree di coscienza coinvolte.

- EMATEMESI: Vomito sanguinolento di qualsiasi

origine, stomaco esofago, sangue ingerito, la persona tende ad allontanare gli altri con i quali è in conflitto

di

potere 3 chakra arrivando a bloccare il 4 chakra per

la

paura di essere avvicinata dagli altri perdendo

l’amore che gli viene offerto(sangue) che perde con

violenza, arrivando fino ad un emorragia che mette a repentaglio la sua vita.

- EMATURIA: è la presenza del sangue nelle urine in-

dicando una tensione del primo chakra per l’eliminazione e, al 4°, dato che l’insicurezza gli inge- nera una perdita di amore(sangue)

- EMOTTISI: emissione del sangue dalla bocca per le

lesione delle vie aeree profonde bronchiali ed alveola-

ri;

mostra una tensione del 5°chakra(la bocca) e del 4°

il

sangue. Chi manifesta questo sintomo ha difficoltà

a ricevere l’amore, oppure impedendosi di esprimere

se stessa si nega l’amore e lo butta via.

- FEBBRE: indica tensione al terzo chakra elemento

fuoco, di solito la persona mostra resistenze al cam-

biamento che si sta manifestando.

- ITTERO: colorazione gialla della cute attribuibile al-

la colecisti ed al fegato, quindi, tensione del plesso so-

lare provocate dalla rabbia.

- MELENA:presenza di sangue nelle feci: indica paura

di amare. Incertezza 1° ciakra, eliminazione sangue

4°ciakra.

- NAUSEA:tensione del terzo la persona tende ad

esercitare controllo eccessivo senza avere successo

- INFIAMMAZIONI: tutti gli stai infiammatori e quin-

di elemento fuoco 3°chakra per quanto concerne la li-

bertà ed il potere di essere se stessi e di esercitare il controllo. - SETTICEMIA:grave infezione dell’organismo che

può avere esito fatale, il blocco deriva dal voler tenere tutto sotto controllo, in questo modo, non ci si può permettere di essere se stessi. - TACHICARDIA:Il cuore pulsa molto rapidamente indicando una tensione del 4°chakra sul dare o riceve-

re amore.

- TOSSE: la persona butta via l’aria cioè l’amore im- pedendosi di ricevere amore da chi si avvicina, di fatto allontanando le persone con la tosse. - VOMITO: come per la nausea indica una tensione del plesso solare; la persona rigetta l’amore e non permette di essere nutrita allontanando le persone.

Tecniche di rilassamento

Come accennato precedentemente vi darò qui dei cenni sulle tecniche di rilassamento che poi potete provare a sviluppare cercando quelle che più vi ag-

gradano su internet o su qualche libro che richiamerà

la vostra attenzione.

Le meditazioni, lo yoga, il semplice relax consapevole, sono tutte strade che portano verso la riscoperta di

noi stessi, sono le strade che ci permettono di ascolta-

re dentro di noi, chi siamo, cosa vogliamo, cosa desi-

deriamo, sono le strade che iniziano a dischiuderci i nostri orizzonti, sono le strade che ci faranno ribellare alle nostre schiavitù che abbiamo accettato a volte in- consapevolmente a volte consapevolmente per appari-

re e mostrare quello che gli altri volevano che noi mo- strassimo, il viaggio interiore frantumerà giorno per giorno quest’essere per farci schiudere nella nostra personalità divina ed individuale e ci farà comprende- re che siamo più piccoli di un granello di polvere, ma tanto grandi per far parte del tutto.

Amore tantrico

L’amore tantrico è fondersi con l’amore universale nella creazione di un unico essere, l’unione tra anime che si fondono nell’unità, nell’universalità dello spirito cosmico. Chi trascende il proprio essere e si ricon- giunge al tutto sta amando tantricamente, senza vo- lontà di possesso, nella piena libertà e nel rispetto del- la libertà altrui non possedendo ma amando tutto a cuore aperto. Con l’amore tantrico raggiungiamo l’estasi, un’energia talmente avvolgente che ci proietta nel nostro divenire cosmico. TANTRA unisce lo stato emozionale a quello razionale della psiche umana. Se c’è armonia tra emozioni e ragione allora va tutto be- ne. Quando si è PIENI d’AMORE, ci si sente completi e appagati, in pace con se stessi, accoglienti e vasti, disponibili a comprendere e accettare quello che si è, quello che si ha dentro e tutto ciò che arriva dall’esterno.

Conclusioni

Come concludere questa lunga descrizione? Quello che mi sovviene è portare la visione su perché viviamo così, perché non siamo felici, sorridenti, spensierati, perché ci opponiamo alla nastra natura? La risposta è sempre dentro di noi, non possiamo cercarla negli al- tri, la risposta non è fuori e dentro, dobbiamo impa- rare a staccare la mente di superficie, quella che ci fa vedere le cose per come c’è le hanno insegnate e in- culcate, un vero è proprio lavaggio del cervello, per indurci tossicodipendenze di ogni tipo dai farmaci, al cibo, alle sigarette, agli alcolici etc., ai condiziona- menti, alle credenze, senza le quali noi non potremmo convivere in una civiltà di consumo, dove ci hanno imposto attraverso i condizionamenti, che sono diven- tate abitudini a consumare per arricchire i padroni del sistema, i quali hanno inventato il danaro e che ne vogliono sempre più, e che non si fermeranno mai, fi- no a quando noi non capiremo che siamo incatenati e che è arrivata l’ora di liberarsi da queste catene. Attenzione le catene; siamo noi ad averle accettate, eravamo inconsapevoli, ma adesso le vediamo e pos- siamo spezzarle, senza astio e senza spregio per quelli che ci hanno voluto tenere così, alimentando le nostre paure e facendoci nutrire di illusioni materiali, che poi sarà quello che rimarrà a loro in questo ciclo di

vita. Se vogliamo liberarci spetta solo a noi il compito, è inutile prendercela con gli altri, l’autore sono io; noi creiamo il nostro divenire, il nostro universo con il nostro modo di parlare; osserviamo quello che dicia- mo, scriviamolo se necessario, e iniziamo a percepire che siamo creatori. Provate e rimarrete sbalorditi. Traducete il vostro pensiero attraverso le parole e mettetelo su carta, poi rileggetelo quando pensate che ciò sia accaduto e met- tetelo in relazione, rimarrete sorpresi. Allora sarà giunto il momento di capire come parlare

o meglio ancora come agire, inizierete a capire che

non vi è una causa separata dall’effetto, ma un effetto che genera una causa, anzi un effetto che coesiste nel-

lo stesso istante, allora creeremo, io sono sano, io so-

no ricco, io sono felice, io sono Dio, ritorneremo nell’unità, benedicendo la dualità che ci ha insegnato tutto questo. Ameremo le nostre malattie, le vostre…! Sigarette, e tutto quanto ci ha dato la possibilità espe- rire, di crescere; saremo ormai diventati solo osserva- tori, la nostra mente non potrà più mentirci, la lasce- remo cadere nei suoi imbrogli e, da oggi in poi sare- mo noi ad usarla, non a farci usare. Ritorneremo all’equilibrio interiore che è Guarigione.

Carmine287

Ringraziamenti

Ho iniziato a scrivere questo libro varie volte nella mia vita, a volte perché mi sentivo a disagio, a volte perché provavo cose strane che volevo far conoscere agli altri, insomma volevo condividere le mie espe- rienze. Ma ho sempre abbandonato la stesura, credo

che non fossi pronto a far capire cosa intendevo dire, perché avevo molto disordine dentro, che mi impedi-

va di allineare bene ciò che volevo esprimere e ciò che sentivo. Poi la vita mi ha portato verso la mia più grave malattia che oggi ringrazio come Mia maestra e

ringrazio anche tutti quei medici che con le loro ana- lisi con i loro esami, diagnosi e supposizioni mi hanno spaventato a morte. Se non avessi percepito che la mia vita era in pericolo o meglio che mi stavo avvici- nando alla morte, credo che oggi starei ancora cor- rendo dietro ai miei progetti, alle mie ossessioni quo- tidiane e a quelli che tutti chiamiamo i problemi della vita. Naturalmente ringrazio anche la mia famiglia che mi ha subito, allora, con le mie ansie e le mie paure e che mi subisce oggi per una mia visione com- pletamente rinnovata che li pone a disagio per le mie intemperanze verbali e scritte che ormai fanno parte

di me, ringrazio i miei amici e i miei nemici per così

dire perché se non ci fossero non avrei potuto avere il

confronto e non avrei capito dove ero diretto. Ringra-

zio Peppe per avermi fatto conoscere Gino(il mio in- segnante di reiki e terapeusi essena), ringrazio Ric- cardo per avermi portato nei mondi della forza del re- spiro e in quelli delle vittorie sulle paure, Rosario per essere sempre un ascoltatore e sopportatore delle mie varie teorie e convinzioni e naturalmente tutti Quelli che sono capitati nel mio raggio d’azione durante questo percorso di vita e che mi hanno aiutato a prendere coscienza di chi sono. Anche le letture di malattia e destino, i “Sintomi parlano” di Rosanna Panitteri e Martin Brofman con le “guarigioni a spec- chio” mi hanno aiutato a chiarire molti aspetti dell’energia e delle patologie che un disequilibrio può provocare. Naturalmente ringrazio anche le mie guide spirituali che ho trovato dentro di me Yehoshua, Sid- dartha, la Budda donna( non so come si chiama) e al- tre entità che mi hanno aiutato e mi stanno aiutando a riunirmi nell’unità del padre celeste. Oggi so di esse- re parte del cosmo come tutto e tutti. Quindi ringra- zio, il cosmo tutto, che mi consente di sperimentare ogni giorno cose Nuove fino alla ricongiunzione.

INDICE

I campi di Girasole Malattie? No, grazie!!! La comunicazione dell’anima

07

Introduzione

09

Il senso della vita

13

Le prime visioni

38

Vita e morte

42

L’energia

48

Bisogna riequilibrarsi

50

Il messaggio di Gesù

52

I sintomi

65

Yin e Yang

69

Esempio di conflitti interiori

72

Il pensiero

75

La Coscienza

77

Le guarigioni

79

I condizionamenti

81

La Voce interiore

83

Le aspettative

87

Malattie del Primo chakra

91

Tumori dell’apparato osseo

94

Attacchi di panico

96

Patologie del 2°chakra

100

Cisti ovariche

102

Patologie del 3° chakra

106

I calcoli biliari

107

Le epatiti

108

Coliti-Gastriti- appendiciti

110

Adenocarcinoma dello stomaco

144

Conclusioni

146

Ringraziamenti

Finito di stampare nel mese di febbraio 2013 BookSprint Edizioni

www.booksprintedizioni.it