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Manuale tecnico per il collegamento delle costruzioni prefabbricate in zona sismica

Introduzione_____________________________________________________ Presentazione del capannone oggetto di studio____________________ Esempio di calcolo 1: Collegamento Tegolo - Trave mediante ancoraggi meccanici fischer FAZ II______________________ Esempio di calcolo 2: Collegamento Trave - Pilastro mediante ancoraggi meccanici fischer FIS EM_____________________ Esempio di calcolo 3: Collegamento Pannello - Trave/Pilastro mediante ancoraggi meccanici fischer FH II __________________ Esempio di calcolo 4: Rinforzo della base di un pilastro mediante CFRP __________________________________________________

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Edizione 06/2013

Introduzione
Il terremoto un fenomeno naturale con tempi di ritorno lunghi, dellordine di decenni e, per i terremoti di elevata intensit, di secoli. Le conseguenze di questi eventi tuttora difficilmente prevedibili sono purtroppo da gravi a catastrofiche. Per i governi e per coloro che operano nel settore delle costruzioni questo comporta la necessit di elaborare e aggiornare continuamente le strategie migliori per aumentare la sicurezza. Fra i paesi caratterizzati da una intensa attivit sismica lItalia ha sofferto danni elevati anche a seguito di terremoti di moderata intensit, a testimonianza del fatto che il nostro paese caratterizzato da un patrimonio edilizio fortemente vulnerabile, non solo quello risalente ad epoche lontane ma anche quello recente a destinazione industriale-produttiva. Ne sono prova i danni registrati durante i recenti terremoti in Emilia (2012) e Abruzzo (2009), oltre a quelli che ancora oggi si ricordano risalenti al terremoto dell Umbria e delle Marche (1997), Campania e Basilicata (1980) o del Friuli (1976). Lingente sacrificio di vite umane per il crollo di edifici sia privati che pubblici ha reso le istituzioni pi sensibili al problema dei terremoti e queste, grazie alle conoscenze sempre maggiori nellambito dei fenomeni sismici, hanno provveduto a promulgare i primi codici normativi per limitare i danni derivanti dai terremoti. Nel 1974 venne resa vigente la prima Normativa Sismica Nazionale che conteneva i criteri di costruzione antisismica e la lista dei comuni in cui questi dovevano essere applicati. Questa lista veniva aggiornata semplicemente aggiungendo i comuni di volta in volta colpiti da eventi simici. Un sostanziale sviluppo dellapproccio alla difesa del territorio si ebbe in seguito ai terremoti del Friuli (1976) e dellIrpinia (1980), quando gli studi sismologici svolti nellambito del Progetto Finalizzato Geodinamica del Consiglio Nazionale delle Ricerche portarono ad una proposta di classificazione sismica basata, per la prima volta in Italia, su indagini di tipo probabilistico. La proposta del CNR venne tradotta dal governo italiano in una serie di decreti da parte del Ministero dei Lavori Pubblici. Pi di recente, nellambito della ricerca del Gruppo Nazionale di Difesa dai terremoti (GNDT) del CNR, si posto lobiettivo di una nuova stima della pericolosit sismica italiana utilizzando metodologie statistiche internazionalmente convalidate. Si fatto riferimento al Metodo di Cornell (proposto negli anni settanta per la classificazione sismica statunitense) che prevede: Individuazione delle zone o sorgenti sismogeniche, ovvero delle zone responsabili della sismicit. Quantificazione del loro gradi di attivit. La determinazione, in base alla distanza, delleffetto provocato da tali sorgenti. La zonazione sismogenica del territorio italiano ha considerato 80 sorgenti, omogenee dal punto di vista strutturale, e un database di terremoti di riferimento avvenuti dallanno 1000 al 1980. I valori base di pericolosit sono definiti per ogni punto del territorio su una maglia quadrata di 5 km di lato. I risultati di questo nuovo approccio sono contenuti nelle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008 ed entrate in vigore il 1 Luglio 2009. Per ogni costruzione si deve fare riferimento ad una accelerazione di riferimento propria, individuata sulla base delle coordinate geografiche dellarea di progetto e in funzione della vita nominale dellopera. Non c pi la suddivisione del territorio in tre zone sismiche ed una non sismica, ma lindividuazione di intervalli di accelerazione sismica (ag, valori massimi su roccia) con probabilit di superamento pari al 10 % in 50 anni da attribuire a 4 categorie simiche: zona 1: ag > 0.25 zona 2: 0.15 < ag < 0.25 zona 3: 0.05 < ag 0.15 zona 4: ag 0.05
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Introduzione
Il comportamento degli edifici sottoposti allazione sismica, determinata secondo lapproccio soprariportato, dipende intrinsecamente dalla modalit costruttiva, dalle caratteristiche meccaniche dei materiali utilizzati, dalla presenza di zone in grado di dissipare energia, dal grado di vincolo o collegamento tra le strutture portanti. Negli anni sono stati discussi ed analizzati approfonditamente i meccaniscmi di collasso relativi agli edifici storici, realizzati tipicamente in muratura, ed alle strutture in cemento armato gettate in opera. Negli ultimi decenni un forte sviluppo economico e produttivo ha portato alla realizzazione di edifici industriali a struttura prefabbricata secondo schemi strutturali non particolarmente approfonditi nelle analisi antisismiche del passato. In particolare, per gli edifici prefabbricati costruiti senza accorgimenti antisismici, il collegamento tra le strutture argomento di importanza nevralgica. Questi, infatti, sono realizzati con elementi semplicemente appoggiati gli uni agli altri, talvolta con laiuto di perni di connessione, che possono resistere ad azioni orizzontali facendo unicamente affidamento allattrito. La vulnerabilit al sisma di tali costruzioni stata tragicamente sottolineata dalle conseguenze delle scosse del 20 de del 29 Maggio 2012 che hanno colpito il territorio emiliano, e hanno interessato alcune zone della Lombardia e del Veneto. Nonostante fossero state rispettate le norme tecniche vigenti allepoca della realizzazione dei capannoni prefabbricati, la semplice giustapposizione tra elementi portanti aveva gi destato preoccupazione. Fischer ha sviluppato e testato, sin dalla met dello scorso decennio, soluzioni in ambito sismico per lo staffaggio degli impianti e dei controsoffitti, per lancoraggio delle facciate ventilate, per il rinforzo degli elementi strutturali e per il collegamento degli elementi prefabbricati. Le conoscenze maturate in questi ambiti vennero raccolte in una volume tecnico denominato Sistemi e soluzioni per costruire in zona sismica edito nel 2008. Con la presente pubblicazione ci siamo preoccupati di aggiornare le nozioni contenute nel volume sopracitato, approfondendo la trattazione in relazione al miglioramento sismico dei capannoni prefabbricati. In particolare, forte dei sistemi di ancoraggio dotati di certificazione americana al sisma ICC-ES e della gamma di prodotti per il rinforzo strutturale FRS system, fischer in grado di offrire un ampio ventaglio di soluzioni per lintervento di riparazione o di adeguamento sismico, coprendo tutte le tipologie individuate nel documento Linee Guida Emilia Linee di indirizzo per interventi locali e globali su edifici monopiano non progettati con criteri antisismici. INQUADRAMENTO NORMATIVO PER GLI ANCORAGGI IN ZONA SISMICA Per quanto riguarda lancoraggio su supporto in calcestruzzo sono disponibili a livello europeo linee guida ETAG 001 (Guideline for European Technical Approval) emanate dall EOTA (European Organisation for Technical Approvals) che illustrano le varie tipologie di ancoraggio, le classi di resistenza a compressione del calcestruzzo, direzione e tipi di carichi applicati, fattori di sicurezza, modalit di rottura dei sistemi ancorante-supporto in calcestruzzo fessurato o non fessurato. Tali codici di calcolo sono tuttavia riferiti ad ancoranti sottoposti unicamente ad azioni statiche. La normativa comunitaria per ancoranti sottoposti ad azione sismiche attualmente in fase di sviluppo: lANNEX E, appendice normativa delle ETAG 001 per gli ancoraggi in zona sismica, infatti in via di ultimazione e servir come base per poi ottenere la certificazione europea ETA (European Technical Approval) per luso in zona sismica dei

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Introduzione
diversi sistemi di fissaggio. Come indicato dalle NTC del 2008, al momento in questo ambito possibile fare riferimento a normative internazionali di comprovata validit, tra le quali quella americana certamente tra le pi esaustive. Lapproccio simile a quello europeo, esistono due normative: una di prodotto e una di progetto (ACI 355-2 e ACI 318-02) e la maggior parte delle prove sperimentali rispecchiano quelle contenute nell ETAG 001 (comprese quelle su calcestruzzo fessurato). Tuttavia viene preso in considerazione il problema sismico con prove sperimentali dedicate e con indicazioni progettuali di dimensionamento specifiche. Per il calcolo degli ancoraggi sottoposti ad azioni sismiche il progettista deve fare riferimento alla appendice D della norma ACI 318. In particolare nel presente documento si fa riferimento alla versione del 2011 in quanto introduce il calcolo degli ancoraggi chimici ed approfondisce gli aspetti da tenere in considerazione in zona sismica. Il codice americano, come le linee guida ETAG, presenta una schematizzazione delle distanze minime da mantenere dai bordi del supporto e delle distanze reciproche tra pi ancoraggi ravvicinati; viene illustrato lo sviluppo e larea interessata nel calcestruzzo dal possibile cono di rottura che si ha nel momento in cui lancoraggio viene sottoposto ad uno sforzo di trazione tale da portare a rottura il legame tra ancoraggio e supporto. Le modalit di prova richiedono che sul supporto di calcestruzzo venga installata una strumentazione per la misura dellampiezza delle fessurazioni (estensimetri o trasduttori elettrici) in direzione perpendicolare alle possibili fessure che potrebbero crearsi in modo da registrare il comportamento del supporto fino a rottura. Le modalit di rottura, inoltre, sono associate alla variazione di resistenza del supporto e al fatto che il calcestruzzo sia fessurato o meno. Per i risultati dei test deve essere calcolato un coefficiente k, in base al numero dei campioni sottoposti a prove, inserendo i dati in un modulo previsto dal codice americano. Questultimo prevede test di idoneit per determinare la sensibilit dellancoraggio in condizioni di installazione avverse, con larghezza minima delle fessure di 0,3 mm. Lo stesso dicasi nei casi in cui vengano predisposti fori per il posizionamento dellancoraggio con diversi diametri, in calcestruzzo fessurato (larghezza minima 0,5 mm) o non fessurato e con alte o basse resistenze del calcestruzzo. Gli ancoraggi devono essere capaci di assicurare un comportamento affidabile sia in condizioni di applicazione normali, sia in presenza di eventuali errori di installazione. I fattori che influenzano il comportamento dellancoraggio sono:

Confronto normativo ETAG ACI 355.2-01 Prevede prove oligocicliche per simulare comportamento sismico

Non prevede prove sismiche

Distanze tra ancoranti min= 3 hef Distanze dal bordo del supporto min= 1,5 hef  Prove su calcestruzzo fessurato con ampiezza fessure tra 0,3-0,5 mm Modalit di rottura

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Introduzione
le condizioni di installazione su supporto in calcestruzzo; i diametri dei fori per il posizionamento dellancoraggio; carichi continui e variabili sullancoraggio; larghezza delle fessurazioni; larghezza delle fessurazioni associate a carichi permanenti e variabili delle strutture. Per sondare la risposta degli ancoranti a carichi non statici il codice americano prevede una innovazione rispetto le attuali linee guida ETAG: le prove oligocicliche, di cui riassumiamo di seguito lapproccio. di trazione fino a determinare la rottura con unampiezza di fessurazione iniziale non inferiore allampiezza di fessurazione alla fine delle prove cicliche. Tale valore a rottura deve essere almeno l80% del valore a rottura di ancoranti non sottoposti precedentemente al ciclo di carico. Test che simulano un carico sismico a trazione (pulsante/impulsivo) sullancorante devono essere effettuati con la pi bassa profondit di ancoraggio per la quale lancorante deve ottenere la qualifica per luso in calcestruzzo fessurato. permesso testare gli ancoranti utilizzando maggiori profondit di ancoraggio per verificare le capacit di carico con profondit di ancoraggio superiore.
load

Prove di simulazione di carico sismico a trazione. Questi test vengono eseguiti per valutare il comportamento degli ancoranti sottoposti a trazione sismica, inclusi gli effetti di fessurazione. Si trascurano gli effetti di bordo. Nel caso che il produttore decida di effettuare questi test, occorre comunque completare lintero programma di prove previsto in calcestruzzo fessurato.
Livello di carico Neq: la tensione sismica massima, pari al 50% della resistenza media a trazione in calcestruzzo fessurato, secondo i test di riferimento. Ni=(Neq + Nm)/2 Nm=25% della resistenza media a trazione in calcestruzzo fessurato, secondo i testi di riferimento Numero di cicli

Neq Ni Nm 10 30 100 cycles

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30

100

Dopo che lancorante stato sottoposto a cicli di prova per simulare la trazione sismica, occorre applicare allancorante una forza
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Tutti gli ancoranti testati simulando condizioni sismiche devono superare la prova di simulazione di carico sismico a trazione. possibile testare nuovamente gli ancoranti che cedono durante le prove cicliche a trazione con carichi ciclici massimi inferiori per stabilire una ridotta capacit nominale di rottura per sfilamento. Per gli ancoranti testati con inferiori carichi ciclici massimi la capacit nominale di trazione deve essere diminuita del rapporto tra carico ciclico massimo testato e il 50% della capacit statica media. La capacit residua media degli ancoranti nella serie di prove deve essere, nelle prove di trazione, almeno l80% della capacit media dei corrispondenti test di riferimento, diminuita del rapporto tra il carico ciclico massimo testato e il 50% della capacit statica a trazione.

Prove di simulazione di carico sismico a taglio. Queste prove vengono realizzate per valutare il comportamento sotto carico a taglio alternato che simuli quello del sisma. Vale quanto gi detto nel paragrafo relativo alle prova a trazione.
load

Veq Vi Vm 10 30 100 cycles

Livello di carico Veq: il massimo carico di taglio sismico, pari al 50% della resistenza media del calcestruzzo fessurato ottenuta dai test a taglio o dai calcoli di resistenza a taglio dellacciaio secondo ACI 318. Vi = (Veq + Vm)/2 Vm =25% resistenza media a taglio in calcestruzzo fessurato ottenuta dai test a taglio o dai calcoli di resistenza a taglio dellacciaio

Numero di cicli

cit media dei corrispondenti test di riferimento (ottenuti con prove su ancoranti che non hanno subito i carichi ciclici). Tutti gli ancoranti testati, simulando condizioni sismiche, devono superare il test di simulazione di carico sismico a taglio. possibile testare nuovamente gli ancoranti che cedono durante le prove cicliche a trazione con carichi ciclici massimi inferiori per stabilire una ridotta capacit nominale. Per gli ancoranti testati con carichi ciclici massimi inferiori la capacit nominale a taglio deve essere diminuita del rapporto tra il carico ciclico massimo testato e il 50% della capacit statica a taglio. La capacit residua media degli ancoranti nella serie di test deve essere, per le prove a taglio, almeno pari all80% della capacit media dei corrispondenti test di riferimento e diminuita del rapporto tra carico ciclico massimo testato e il 50% della capacit ultima a taglio.

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La capacit residua media degli ancoranti nella serie di prove deve essere, nelle prove di taglio, almeno l80% della capa-