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Zenit Studi - Paolo Lucarelli, Vuotare la mente, riempire il ventre

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Vuotare la la mente, Vuotare mente, riempire il ventre riempire il ventre


Paolo Lucarelli

Bibliografia essenziale dei testi citati R.A.Schwaller de Lubicz, delluomo. Roma, 2000. Patanjali, Gli aforismi (Yogastra). Torino, 1968 AA.VV., Satana. Milano, 1954. Etudes Il Tempio

sullo

Yoga

carmlitaines.

Schwaller de Lubicz nel suo minuzioso studio sul tempio di Luxor e sulla simbolica egizia si ferma a lungo a riflettere sullimmagine delluomo privo di calotta cranica. Ne ritrova il segno a Bisanzio dove i santi sono rappresentati con la testa piatta, e in occidente nella figura di Nicodemo, luomo della seconda nascita, che tiene in mano la propria volta cranica. Vede lo stesso significato nelle corone regali che separano lalto dal resto della testa. Conclude che tutto ci esprime luomo realizzato, illuminato, che si liberato dal giudizio personale, discorsivo, costruito per opposizione, e che ormai si muove per impulso universale, o divino, intermediario perfetto tra Cielo e Terra, ubbidiente al pensiero cosmico senza essere distolto dal proprio pensare. Si pone, Lubicz, allinterno di unampia e antichissima tradizione che vede nella mente conscia, involucro e sostegno dellio discriminante, non uno strumento utile di conoscenza e di guida allazione, ma un vincolo da cui liberarsi, unillusione drammatica e pericolosa, un impedimento allaccesso a stati ontologicamente pi elevati, un nemico ambiguo e mortale. Patanjali, nel primo dei stra in cui raccolse remoti insegnamenti, aveva gi espresso nel modo pi semplice il tema e lobiettivo: lo yoga larresto delle funzioni mentali. Nel IV stra spiega il problema e la sua origine: altrimenti (lanima) assume la stessa forma delle funzioni mentali. La mente (citta, buddhi) fonte e causa di nescienza, cio delluniversale ignoranza innata che identificando lattivit della mente con quella dellanima genera sempre nuova illusione, che a sua volta produce maculazione karmica, fonte della sofferenza che caratterizza la vita umana. Solo impedendone lattivit (cittavrtti) possiamo uscire da questo circolo perverso e salvarci dal dolore esistenziale. Molti secoli dopo, in tuttaltro contesto psicologico e culturale, san Giovanni della Croce diceva: in breve tutti i pi grandi inganni del diavolo e i maggiori mali che fa allanima, penetrano attraverso le notizie e i discorsi della mente. * Un nemico forte e temibile o lo si imprigiona in ceppi indistruttibili o lo si uccide. Molti hanno preferito la prima via, come pi sicura e meno rischiosa, anche se pi lunga e graduale. Si vuole allora trasformare la consueta, inevitabile, ridda diabolica e stancante di pensieri involontari in una struttura limpida e ordinata, controllata da una volont impeccabile. Lesempio pi facile il mandala, dove il cosmo, o meglio il fantasma chimerico che noi ci immaginiamo, pauroso caos psichico, informe e

Giuseppe Tucci, Teoria e pratica del mandala. Roma, 1969. Pavel Florenskij, Le porte regali. Milano 1999. Stefano Piano, Enciclopedia dello Yoga. Torino, 1996. Kristopher Schipper, The taoist body. Berkeley, 1993. Isabelle Robinet. Les commentaires du Tao To King jusquau VIIe sicle. Mayenne, 1981. Isabelle Robinet, Introduction lalchimie intrieure taoste. De lunit la multiplicit. Paris, 1995. A taoist classic. The book of Laozi. Beijing, 1993. Ignazio di Loyola, Gli scritti. Torino, 1977. Giordano Bruno, Spaccio de la bestia trionfante. Napoli, 1994. Frances A. Yates, Larte della memoria. Torino, 1966. Madhu Khanna, Yantra. Il simbolo tantrico dellunit cosmica. Roma, 2002.

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Abhinavagupta, Essenza (Tantrasra). Torino, 1960.

del

tantra

magmatico, si struttura secondo direzioni privilegiate, assume forme geometriche semplici e organizzate, e nei quadrati, nei cerchi, nei colori che si succedono secondo regole inflessibili, la mente costretta a placarsi, congelata in una visione dominata dai legami che la figura le impone. Ricorda Tucci che disegnare un mandala non cosa semplice; un rito che mira a una palingenesi dellindividuo e ai cui particolari questo deve partecipare con tutta lattenzione che limportanza del risultato richiede: un errore, una svista o una dimenticanza rendono lopera inefficace perch ogni manchevolezza il segno della disattenzione del sacrificante, indica che egli non vi prende parte con tutta la concentrazione e il raccoglimento dovuti. Ma per chi abbia compiuto rettamente il rito si apre la possibilit dellesperienza folgorante di una luce interiore, gnosi liberatrice che la mente offuscava. Non diversamente operava il monaco ortodosso dipingendo licona che, insegna Florenskij, ha lo scopo di sollevare la coscienza al mondo spirituale, di mostrare spettacoli misteriosi e soprannaturali. Ben poco o nulla lasciato alla libera creativit dellartista. Diceva il Settimo Concilio Ecumenico: al pittore spetta soltanto laspetto tecnico dellopera, ma tutto il suo ordinamento (ditaxis) chiaramente dipese dai santi Padri. Gli insegnamenti cinesi sono meno rigidi, pi dolci, soffusi di immagini poetiche. Spiega Schipper che ladepto dovr costruire mentalmente il proprio corpo come fosse un paese, fondato sulla geografia sacra taoista, e abitato da tutti i suoi dei: la testa sar una catena di montagne che racchiude un lago, in mezzo al lago un palazzo, e cos via, gi gi, sino a sotto lombelico dove vedr un paesaggio meraviglioso, il Campo di Cinabro, la dimora dellembrione che dar origine al nuovo corpo immortale. I maestri del neidan, la cosiddetta alchimia interiore, seguono secondo la Robinet simili metodi, ma qui la mente deve riprodurre immagini di operazioni che lalchimista compie in pratica al forno, sempre come avvenissero nel proprio corpo. Nel Libro dellArmonia Centrale, Li Daochun spiega: Non c altro principio: basta dominare il corpo e la mente [lett. il cuore], cuocere il Piombo e purificare il Mercurio. Gli appellativi diversi si riducono [a significare] che si dominano le pulsioni con la natura profonda ed tutto. Quando la natura quieta e le pulsioni sono seppellite, si vede luminosamente il fondamento, si abbraccia la Radice e si ritorna al Vuoto ci che si chiama il compimento del Cinabro e, per metafora, lembrione della liberazione. Pi suggestivi i Versetti del Risveglio della Verit di Zhang Boduan, che iniziano da una famosa citazione del Daode jing: Vuotare la mente e riempire il ventre ha un senso molto profondo ma per vuotare la mente, occorre una mente che discerne, e niente vale pi, per sublimare il Piombo, che riempire prima il ventre, e apprendere a conservare la Sala piena doro. Figure di illuminati dalla pancia obesa, seduti in stato di calma fissit, rappresenteranno alliniziato chi abbia realizzato il precetto. * Anche SantIgnazio di Loyola insegnava a costruire mondi e luoghi per i suoi Esercizi Spirituali, che dovevano servire a conseguire il fine per cui luomo stato creato, lodare, riverire e servire Dio nostro Signore e salvare, in questo mondo, la propria anima. Nella premessa al primo esercizio prescrive: Il primo preambolo consiste nella composizione visiva del luogo. Qui da notare che nella contemplazione o meditazione visiva la composizione consister nel vedere con la vista dellimmaginazione il luogo materiale dove sta la cosa che voglio contemplare..

G. Busi ed E. Loewenthal (a cura di), Mistica Ebraica. Testi della tradizione segreta del giudaismo dal III al XVIII secolo. Torino 1995. Gershom G. Scholem, Les grands courants de la mystique juive. Paris, 1977. Berthelot - Ruelle, Collection des Anciens Alchimistes Grecs, Paris, 1887. Elmire Zolla, Milano, 1980. I mistici dOccidente.

Plotino, Enneadi. Bari, 1973. Etienne Gilson, La thologie mystique de Saint Bernard. Paris, 1976. Elmire Zolla, Il Dio dellebbrezza. Torino, 1998. Irne Hauscherr S.I., Hsychasme et prire. Roma, 1966. Fung Yu-lan, A history philosophy. Princeton, 1983. of chinese

Ngrjuna, Le stanze del cammino di mezzo (Madhyamika krik). Torino, 1979. Leonardo Arena, Storia del Buddhismo Chan. Milano, 1999. Roberto Casale, Studio della interazione tra neurovegetativo e sistema limbico: un approccio neurofisiologico allanima?. Pavia, 1998. Ramachandran V.S., The emerging brain. London, 2003. Matthew Alper, The God part of the brain. New York, 2001 Scott Atran, The Neuropsychology of Religion, in NeuroTheology, University Press, San Jose California, 2003 Rhawn Joseph, Mythologies of Modern Science, in NeuroTheology, op. cit.

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Il suggerimento piuttosto libero, si precisa meglio nel quinto esercizio dove la composizione consiste nel vedere con la vista dellimmaginazione la lunghezza, lampiezza e la profondit dellinferno. Fondamento resta comunque la preghiera e il santo, che non ignorava i benefici e utili effetti del respiro guidato, ben noti agli orientali che li codificarono minuziosamente, insegnava: il terzo modo di pregare consiste nel fatto che ad ogni respirazione o movimento respiratorio si deve pregare mentalmente pronunciando una parola del Padre Nostro o di qualche altra preghiera che si recita in modo tale che una singola parola venga detta tra un respiro e laltro. Mentre poi dura il tempo tra un respiro e laltro, si badi principalmente al significato di tale parola, o alla persona cui si rivolge la preghiera. * SantIgnazio conosceva bene i rischi del controllo mentale che sfugge facilmente allobiettivo di pura illuminazione, o di spiritualit devota, gonfiando luomo di presuntuoso e illusorio senso di potenza, per cui invece di allontanarne gli inganni del mondo lo seduce con i fantasmi della maya allucinante. Nel Direttorio autografo scrive: da avvertire che se uno non obbedisce a colui che propone gli esercizi e volesse procedere a suo criterio, non conviene proseguire nel dargli gli esercizi. Prosegu a suo criterio Giordano Bruno, per troppa superbia o sciagurata sfortuna. Fingendo di praticare una tecnica mnemonica voleva fissare la mente ad accogliere immagini di demoni e altri segni celesti, convinto di ottenerne influenza sul mondo e sui fenomeni naturali. Il domenicano pi che nelleresia era immerso in unallucinazione perversa, incubo di assurde quanto insensate fantasie. Pensava che il Cielo con tutti i suoi influssi si ripetesse nella mente umana, e che riordinandola e fissandola secondo nuove aspirazioni si potesse attrarre linflusso astrale da utilizzare magicamente. Scrisse nello Spaccio della Bestia Trionfante: Disponiamoci prima nel cielo che intellettualmente dentro di noi: e poi in questo sensibile che corporalmente si presenta agli occhi se cossi renderemo nouo il nostro cielo, noue saranno le costellationi, et influssi, noue limpressioni, noue fortune, perche da questo mondo superiore pende il tutto.. Nel De Umbris idearum aggiunge: C nella tua primordiale natura un caos di elementi e numeri, che non esclude peraltro lordine e la serie Io ti dico che se tu contempli tutto questo con attenzione, tu potrai conseguire unarte figurativa tale che rafforzer non solo la memoria, ma anche i poteri dellanima, in modo mirabile. Per analoga superstizione il tantrico costruir accuratamente lo yantra della divinit prescelta, perch questa scenda e si manifesti disposta ai suoi ordini. La presenza divina sar assicurata grazie a formule appropriate che anche Bruno approvava mantra accompagnati da gesti opportuni (mudra, sigilli). A un livello superiore ci si servir solo di lettere o sillabe. Spiega Tucci: la sillaba, il fonema la segreta essenza o il seme della divinit. Essa cos intimamente legata a questa che basta su di lei concentrarsi perch limmagine sia evocata. Si apre qui una visione in cui uno schema alfabetico riproduce quello cosmico, che da tre lettere dipana tutto il suo divenire. Insegna Abhinavagupta nel Tantrasra che tre sono le potenze principali del Signore, ossia lAltissima, la Volont e lEspansione. E queste sono le tre cogitazioni a, i, u. Tutto il successivo spiegarsi delle potenze deriva da questa triade soltanto. Schemi analoghi ritroviamo nella Kabbalah, dove le strutture geometriche delle sefiroth inducono a riflettere su modelli simili a certi yantra. Qui alef, mem, in saranno le tre lettere madri che presiedono alla formazione del mondo, e nel gioco dei pentacoli magici i signori del Nome (baale em) si convinceranno di essere operatori di incredibili prodigi. Ne resteranno tracce sbrindellate negli occultisti ottocenteschi, specialmente di scuola francese.

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* Non cercava prodigi n potere Abraham Abulafia nella Hokmath ha Tseruf, la scienza della combinazione delle lettere. Il suo scopo, come spiega Scholem, era quello di liberare lanima dai nodi che la legano per raggiungere la devekuth, la perfetta unione col divino. A trentun anni aveva vissuto un momento spontaneo di estasi, da cui aveva tratto conoscenze e visioni e la convinzione che loggetto perfetto su cui meditare per riconquistare quello stato beato fosse lalfabeto ebraico. Ci ha lasciato delle istruzioni per le preparazioni necessarie alla meditazione e allestasi: Renditi pronto a dirigere il tuo cuore su Dio solo: Purifica il tuo corpo e scegli una casa solitaria dove nessuno senta la tua voce. Siediti nella tua celletta e non rivelare il tuo segreto a nessuno. Se puoi fai questo di giorno nella tua casa, ma meglio se lo compi di notte. Nel momento in cui ti prepari a parlare al Creatore e se desideri che egli ti riveli la sua potenza, abbi cura di astrarre tutta la tua mente dalle vanit del mondo Ora comincia a combinare qualche lettera o molte, a spostarle e a combinarle sino a che il tuo cuore sia caldo E quando senti che il tuo cuore gi caldo quando sei cos preparato a ricevere linfluenza della potenza divina che penetra in te, usa tutta la profondit del tuo pensiero a immaginare nel tuo cuore il Nome e i suoi Angeli superiori, come se fossero degli esseri umani seduti o che stanno vicino a te [E infine] tutto il tuo cuore sar preso da un tremore estremamente violento, al punto che penserai che stai per morire, perch la tua anima, rapita per la conoscenza che ha, abbandona il tuo corpo Ricorda un brano famoso di Zosimo di Panopoli, che nel primo libro del Conto finale insegna a unallieva: Tu dunque non lasciarti sedurre, donna, Non ti mettere a divagare cercando Dio, ma resta seduta presso il tuo focolare [okade] e Dio verr da te, lui che dovunque Riposa il tuo corpo, calma le tue passioni, resisti al desiderio, al piacere, alla collera, allafflizione e alle dodici fatalit della morte. E conducendoti cos, chiamerai a te lessere divino, o lessere divino verr a te, lui che dovunque e da nessun parte. la seconda via, che Scholem chiama profetica in alternativa allaltra che definisce teosofica. Questa non mira alla costruzione di una mente controllata ma vuole, rotto o eliminato il meccanismo psichico, raggiungere lilluminazione estatica il pi direttamente possibile. Lesempio pi noto in Occidente risale a Plotino che nella sesta Enneade ci dice che dobbiamo con uno slancio balzare su verso i primi valori, dopo aver svincolato il nostro io dalle cose sensibili Lanima deve restarsene nuda di forme, se intende davvero che nulla si insedi l a far da impaccio alla piena inondante ed alla folgorazione che si riversa su di lei da parte della Natura primordiale essa deve staccarsi da tutte le cose esteriori, volgersi verso la sua intimit, completamente, non inclinarsi verso qualcosa di esterno, ma estinguendo ogni conoscenza spegnendo altres la conoscenza del proprio essere, luomo deve immergersi nella contemplazione di LuiLass il verace oggetto damore, cui dato congiungersi davvero. Racconta Porfirio che quattro volte riusc il suo maestro a raggiungere questa beata unione, lui una sola, in sessantotto anni. Un evento raro, che si mantiene a lungo con difficolt. Anche San Bernardo se ne lagna con discrezione descrivendo lunione soavissima, quando fa dire alla sua anima: introduxit me Rex in cubiculum suum. E spiega: L, per poco tempo, cio circa una mezzora, fattosi silenzio in cielo, essa [lanima] riposa dolcemente negli abbracci desiderati: senza dubbio dorme, ma il suo cuore veglia. Il santo defin questa esperienza excessus mentis, che fa superare il pensiero, abductio interioris sensus. Tertulliano per primo la chiam estasi (extasis) e la interpret correttamente come amentia, cio assenza di mente. Qui gli esempi si possono moltiplicare e dei mistici dOccidente Zolla ha raccolto una ricca collezione in molti volumi. Serve, come tutti

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dicono, una forte partecipazione emotiva a chi cerchi linterruzione mentale improvvisa. Oltre a ci si sono provate infinite tecniche, dalla danza frenetica degli sciamani, allassunzione di droghe e bevande inebrianti, che ancora Zolla descrive nel Dio dellebbrezza. Per il cristianesimo orientale il monaco Niceforo, maestro di Gregorio Palamas, invent o pi probabilmente codific lorazione pura, kathar proseuch, e la defin apthesis noemton, eliminazione dei pensieri. Si riferisce nei Racconti di un pellegrino al suo confessore che un contadino russo incontr uno starets che gli insegn lesicasmo. Doveva ripetere nella sua mente Signore Ges Cristo, abbiate piet di me, prima 3000, poi 6000, poi 12000 volte al giorno, infine a volont. Ne sarebbero venuti meravigliosi effetti. Nella mente: si sente la dolcezza dellamore di Dio, la pace interiore, lestasi dello spirito, la purezza dei pensieri, una beatificante attenzione a Dio; nella sensibilit: un gradevole calore del cuore, tutte le membra colme di dolcezza, gioiose palpitazioni del cuore, leggerezza e frescura; la vita si fa sentire gradevole, si diventa insensibili alle malattie e allafflizione; rivelazioni infine: illuminazione dellintelligenza, penetrazione delle Scritture: si comprende lo Spirito della creazione, si distaccati dal tumulto terrestre, si riconosce la dolcezza della vita interiore, si sicuri della prossimit di Dio e anche del suo amore per noi. Fa eccezione la scuola Mdhyamika. Con Ngrjuna dimostr che manca qualunque sensatezza al pensiero umano, spezzando cos dimprovviso il meccanismo mentale non appena se ne percepisca appieno la totale vacuit. Unita al taoismo gener il chan cinese, da cui lo zen giapponese, e infiniti tesori darte e cultura, come questo piccolo gioiello del poeta Tung-shang: Neve copiosa in tazze dargento, aironi celati dalla luna splendente, cose dissimili nellaffine, la confusione il luogo della conoscenza. * So bene, in questo breve excursus, di avere trascurato innumerevoli documenti. Cito, ad esempio notevole, la tradizione sufi e la pratica del dhikr, o le riflessioni alfabetiche di Jbir e degli ismailiti. Altre considerazioni si potrebbero fare, per esempio su certe tradizioni iniziatiche, non ultima quella del R.S.A.A. che sembra una felice unione delle due vie descritte. Da un lato, con cerimonie appropriate nel Tempio massonico, induce la mente a ordinarsi secondo simbologie precise, a mettersi allordine, in accordo col suo motto Ordo ab Chao. Dallaltra, con rituali di passaggio, provoca le forti emozioni che possono permettere illuminazioni improvvise, riecheggiando lantica richiesta del vate upanishadico: tamaso mjyotir gamaya, fammi passare dalla tenebra alla luce. Resta, a conclusione, il fatto che nei millenni alcuni uomini abbiano vissuto esperienze psichiche estremamente simili e gratificanti, riconducibili a una modifica o a un arresto delle funzioni mentali, alla loro fissazione. In alcuni si sono manifestate in modo spontaneo, mentre altri le hanno deliberatamente cercate, e talvolta ottenute, grazie a tecniche e pratiche peculiari e insolite. Si sempre trattato di un evento eccezionale, riservato a un numero piuttosto limitato di esseri umani. Chi ha vissuto questa esperienza la definisce quasi sempre in termini religiosi, come incontro col divino, col sacro, con un dio particolare, con lassoluto, a seconda della sua cultura e delle sue convinzioni, e descrive sensazioni di luce, calore, senso di piacere estremamente intenso, percezioni cardiache, comprensione ampliata, visione splendida. Ne sempre uscito trasformato nellesistenza, talvolta in senso negativo, con oscuro senso di potere o egocentrismo esasperato, a volte invece in modo che potremmo definire positivo, colmo di sentimenti sereni, compassionevoli, moralmente forti, anche se non sempre integrabili nella societ in cui viveva. Questuomo stato spesso fonte di profondi sconvolgimenti sociali, politici e culturali, dato che per lo pi ha sentito lurgenza

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immediata di predicare il messaggio raccolto nel nuovo mondo appena penetrato. Dunque un fenomeno importante della nostra struttura mentale, e quindi del nostro sistema cerebrale, che andrebbe studiato in tutte le sue forme, peraltro piuttosto costanti come si potuto verificare gi da questi pochi esempi. Credo che pi che agli storici delle religioni, o agli psicologi o peggio ancora ai cosiddetti esoteristi, spetti alle moderne neuroscienze indagarlo, con scrupolo e attenzione data la sua manifesta potenza e il fascino che ha sempre esercitato. Qualcosa si gi fatto, molto negli ultimi due decenni, da quando sono possibili indagini non invasive del cervello umano e si cominciata lesplorazione delle reazioni elettrochimiche coinvolte nelle sue funzioni. Al momento, ma siamo, mi pare, in una fase estremamente preliminare, secondo alcuni scienziati, cito qui Casale e Ramachandran, parrebbe che questo evento sia legato a certi comportamenti del sistema limbico, pi correttamente del circuito di Papez, e ai suoi rapporti con i lobi temporali e col sistema neurovegetativo, quindi a una delle parti pi arcaiche dellencefalo. Dunque qualcosa che risale agli albori stessi dellessere umano. Una prima domanda, ovvia, che ci si posti, quale sia, o sia stata, la sua utilit nel contesto dellevoluzione. Alcuni (Matthew Alper, Scott Atran) suggeriscono che questo meccanismo sia servito a sopportare la consapevolezza umana della mortalit, lansia esistenziale. una risposta, un po stravagante. Personalmente preferisco quella di Rhawn Joseph, che sostiene che potremmo trovarci di fronte al segnale di un futuro ulteriore salto evolutivo delluomo verso pi ampie capacit neurologiche e funzionali, capacit il cui potenziale genetico al momento ancora silente. Comunque questi primi studi di cosiddetta neuroteologia ci indicano la strada da percorrere, una strada senza pregiudizi, ma anche, e specialmente, senza timore di affrontare unarea dellavventura umana che sempre stata circonfusa da un alone di rispetto reverenziale. Forse finalmente giunto il momento di applicare seriamente, in modo severo e inflessibile, il precetto dato pi di due millenni fa alluomo: conosci te stesso. Il risultato potrebbe liberarci da molti problemi che al momento paiono insolubili.

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