Sei sulla pagina 1di 7

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap15.htm

Determinismo o libero arbitrio? Dialogo con Giovanni


Giovanni Mazzini, ingegnere nucleare, vive a Roma e lavora come Project Manager nello sviluppo di sistemi informatici complessi. Giovanni mi ha inviato, tramite e-mail, alcune profonde osservazioni a favore del libero arbitrio e contrarie alla posizione deterministica che ho illustrato nel mio articolo SEI LIBERO DI SCEGLIERE IL TUO DESTINO? O tutto predeterminato?.

Ho trovato le argomentazioni di Giovanni molto interessanti per cui ho pensato di pubblicare il nostro scambio di e-mail sotto forma di dialogo. Credo grazie alla sua formazione scientifica, Giovanni si esprime con uno stile asciutto, sintetico, privo di fronzoli. Io, per contro, non ho il dono del linguaggio matematico sintetico e preciso. Per rispondere ai suoi argomenti forse mi dilungo pi del dovuto, faccio qualche digressione di troppo, ma mi sembra che, nel complesso, il risultante dialogo sia comprensibile e che possa dare spunti di riflessione interessanti su un tema cos complesso. Giovanni: Caro Luigi, ho letto con attenzione il tuo articolo a sostegno del determinismo. Non mi hai convinto e vorrei proporti alcuni argomenti a favore del libero arbitrio. Il primo argomento a favore del libero arbitrio filosofico ed simile al ragionamento di Cartesio sul cogito: indubbio che noi abbiamo limpressione di fare delle scelte e quindi, anche se tutto fosse determinato, Dio ci ha creato facendoci credere di possedere il libero arbitrio. Ma il credere gi una scelta (credo una cosa piuttosto che unaltra), perch quindi creare questa illusione se noi non abbiamo facolt di scelta (non avendo la facolt non avremmo sentito anche il bisogno di scegliere e saremmo campati benissimo in modo tutto programmato). Io: Caro Giovanni, sono felice di discutere i tuoi argomenti contro il determinismo. E cos difficile trovare interlocutori capaci di discutere, senza pregiudizi, con apertura mentale, di argomenti cos profondi! Il fine che mi pongo in queste discussioni solo quello di aumentare la mia conoscenza, andare pi a fondo su determinate tematiche, capire meglio. In ultima analisi, il mio scopo quello di crescere, se si pu crescere alla mia et :-) , non certo di convincere qualcuno che le mie idee siano quelle giuste. Prima di affrontare la discussione ti chiedo scusa, in anticipo, per la lunghezza (e forse prolissit) delle mie risposte. Questo dipende dal fatto che io non ho la tua capacit di sintesi e che io ho molto (troppo?) tempo a disposizione. Veniamo al tuo primo argomento. Tu dici: Dio ci ha creati facendoci credere di possedere il libero arbitrio. Nella prospettiva del Dio trascendente questo pu aver senso. Ma perch ricorrere al soprannaturale quando c una spiegazione naturale? Secondo me, luomo, nella sua inadeguatezza, non in grado di individuare i motivi che lo spingono a scegliere e, per questo, crede nel libero arbitrio. [] gli uomini credono di essere liberi solo perch sono consapevoli delle loro azioni e ignari delle cause da cui sono determinati (ETICA III). Ma io non nego la facolt di scelta. Noi indubbiamente scegliamo ma la nostra scelta determinata, in
www.webalice.it/ldibianco/cap15.htm 1/7

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap15.htm

senso lato dalle cause antecedenti, ma in senso stretto dallo stato elettrochimico del cervello nellistante preciso della scelta ( tieni presente che lo stato elettrochimico del cervello modificato continuamente dallinterazione con il mondo esterno ). Noi diamo molta rilevanza alla volont come elemento determinante dei nostri comportamenti. Ma la volont, secondo le neuroscienze, non altro che lespressione di un gran numero di processi fisiologici che hanno luogo nel cervello che assumono come input le forze, i fattori esterni, e li valutano, nel produrre la scelta, in base stato elettrochimico del momento di miliardi di neuroni e trilioni di sinapsi. Lo stesso fattore esterno, applicato solo un secondo pi tardi alla stessa Mente pu produrre una scelta opposta a quella fatta un secondo prima. Loutput della mente imprevedibile ma determinato da cause antecedenti. Nella Mente non vi alcuna volont assoluta e libera; ma la Mente determinata a volere questo o quello da una causa che anchessa determinata da un'altra, e questa, a sua volta, da unaltra e cos allinfinito (ETICA II) fino a risalire alla causa prima, Dio. Quindi ogni mia singola decisione o pensiero IN DIO per leternit (eterno presente). Anche Einstein, da buon determinista, convinto che non c spazio per la libert e cita il bellissimo aforisma di Schopenhauer: E certo che un uomo pu fare ci che vuole, ma non pu volere che ci che vuole . ( questo aforisma troppo forte, devo impararlo a memoria :-) )

Giovanni: Il secondo argomento di tipo storico fisico. Il determinismo trae credo origine dalle leggi di Newton: il moto determinato dalle condizioni iniziali o al contorno in un certo istante poi il moto risulta dalla soluzione delle equazioni della dinamica. Il principio di indeterminazione ci dice che non proprio cos e che ogni particella ha una certa curva di probabilit di trovarsi in un certo stato ( possedere cio determinate propriet fisiche in un certo istante ). Lindeterminazione ( larghezza della curva di probabilit ) non dovuta alla scarsa capacit di misura che abbiamo adesso ma proprio nella natura delle cose, infatti sono ormai circa 80 anni che stato enunciato il principio, nel frattempo le metodologie di misura hanno fatto grossi progressi, ma la quantit minima di indeterminazione ( la famosa costante di Planck ) non diminuita nel frattempo. Io: E proprio certo che lindeterminazione ( o la casualit che la stessa cosa ) nella natura delle cose? Non credo. Gregory Chaitin nel suo omonimo teorema afferma che non possibile dimostrare se una data successione di simboli ( numeri ) sia casuale o meno. Per quello che ne ho capito io, il teorema di Chaitin dice che una stringa di numeri non casuale se ha una regola di compressione algoritmica nascosta ( come quella della distribuzione delle cifre nella parte decimale del numero Pi greco che sembra superare tutti i test statistici di casualit ma che, in effetti, non casuale ); se si riesce a trovare tale regola, allora si dimostrato che essa non casuale. Se invece non si riesce a trovare nessuna regola, non si pu assolutamente dire che la stringa casuale: si deve continuare a cercare la regola di compressione ancora... e ancora... e ancora... senza sapere quando fermarsi. Non si potr mai giungere a provare che la sequenza casuale. Allargando il discorso si pu dire che la casualit di un evento ( o lindeterminazione che la stessa cosa ) non in alcun modo dimostrabile. Gli scienziati, anche implementando metodologie di misura le pi avanzate possibili, non potranno mai dimostrare che lindeterminazione nella natura delle cose. Ci sar sempre unulteriore teoria o metodologia di misura da sperimentare. Pi che indeterminatezza io parlerei di incertezza. Infatti, in inglese, si parla di Heisenberg uncertainty principle. In inglese uncertainty ha pi a che fare con imprevedibilit che con indeterminatezza. E qui, secondo me, nasce lequivoco. Si fa semplicemente confusione fra indeterminatezza e imprevedibilit. Il fatto che lesito di un esperimento fisico sia imprevedibile non vuol dire che esso sia indeterminato.
www.webalice.it/ldibianco/cap15.htm 2/7

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap15.htm

Ci troviamo di fronte due cose: la Natura e la capacit delluomo di comprendere la Natura. Purtroppo il divario fra il mondo descritto dalle teorie scientifiche e il mondo che riusciamo a cogliere con le nostre capacit sensoriali diventa sempre pi grande. Per esempio, lo spaziotempo quadridimensionale della teoria della relativit qualche cosa completamente contraria alla nostra intuizione. Per capire e descrivere il mondo, luomo partendo dalla logica trova la matematica, poi la fisica, la chimica, la biologia molecolare, la biologia, lantropologia e infine la psicologia cio il cervello, ma la logica un prodotto del cervello e il cerchio si chiude. Non possibile capire e descrivere qualcosa che al di fuori della portata del nostro cervello. Siamo arrivati al limite epistemologico cio al limite della nostra possibilit di conoscenza? Lastrofisico inglese Arthur Eddington faceva lesempio del pescatore che dopo aver raccolto tutti i pesci del mare in una grande vasca, si accorge che i pesci pi grandi mangiano i pesci pi piccoli e sopravvivono mentre i pesci pi piccoli muoiono di fame. Si chiede: come mai nel mare anche i pesci piccoli riescono a sopravvivere? Pu immaginare che nel mare esistano pesci ancora pi piccoli ma non pu dimostrarlo perch la sua rete ha delle maglie con una dimensione finita. Se noi non riusciamo a capire la Natura, pu significare che ci dipenda dai limiti della nostra rete, pardon, della nostra mente. Di tanto in tanto, nella storia delluomo, un grande scienziato, come Einstein, riesce a restringere leggermente le maglie della rete. Ma riuscir mai luomo a cucire una rete capace di prendere non solo i pesciolini piccoli ma tutti i microrganismi del mare? Secondo me, no! Ma in fin dei conti, io sono contro il libero arbitrio per una pura speculazione teologica. Per accettare il libero arbitrio dovrei essere ateo o, quanto meno, credere che Dio non sia onnisciente e onnipotente. Io credo invece che tutto il tempo e quindi gli eventi della nostra vita futura siano gi nellintelletto eterno ( fuori del tempo ), onnisciente di Dio. Anche le singole decisioni che noi prederemo, o, meglio, crederemo di prendere, in futuro, sono gi nella mente di Dio. La negazione del libero arbitrio nasce, per me, dallimpossibilit di dare risposta a domande come queste: come armonizzare la natura onnisciente, eterna e immutabile di Dio, che gi racchiude nel suo ETERNO PRESENTE il nostro futuro, con il divenire caotico del destino umano determinato dalle decisioni individuali di ciascuno di noi?. Oppure, per dire la stessa cosa con termini diversi: come armonizzare le nostre casuali o libere decisioni con la struttura statica dello spaziotempo quadridimensionale dove gli eventi, passati e futuri, non avvengono ma SONO eternamente (come bolle daria in un blocco di ghiaccio)? . Il tempo come lo spazio. Io non causo lesistenza di Milano se vado a Milano. Milano gi l che aspetta il mio arrivo, il mio avanzare lungo lautostrada. Cos, io non causo gli eventi nel futuro, essi sono gi l che aspettano il mio arrivo, il mio avanzare lungo la freccia del tempo. Mi rendo conto che questa mia visione della realt assolutamente contraria alla sensibilit comune. In effetti, quanto pi un concetto si allontana dall'esperienza sensoriale, tanto pi difficile accettarlo e comprenderne il significato. Non voglio assolutamente affermare che questa visione della realt sia QUELLA giusta, ma, dopo aver riconosciuto che non siamo meglio, nelle nostre speculazioni, di un pesce che si sforza di comprendere cosa sia lacqua (Einstein), devo dire che questa visione quella che meglio si addice alla mia spiritualit.

Giovanni: Se vi una scelta, allora vi un obiettivo da perseguire e la scelta quella che credo mi avvicini di pi allobiettivo. Ora se Dio creatore e onnisciente e in quanto tale ha gi determinato tutto, anche i miliardi di parametri che influenzano in modo deterministico le mie scelte, sto praticamente dicendo che le mie scelte le ha gi fatte lui, ma in questo caso devo credere o no che Dio persegue un obiettivo? Io:
www.webalice.it/ldibianco/cap15.htm 3/7

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap15.htm

Secondo il mio modo di vedere, la risposta un secco NO, Dio non persegue alcun obiettivo. Per rispondere diversamente dovrei mettere in dubbio la Sua perfezione. Avere un fine implica la mancanza di qualcosa, il desiderarlo e agire in modo da ottenerlo. Ma Dio perfetto, non pu mancare di qualcosa e quindi non ha fini.

Giovanni: Se per Dio il tempo non esiste, potrebbe essere che per lui come se fosse tutto al presente. Per fare un esempio come se io guardo al presente una farfalla che si poggia su un fiore: ne ho la percezione e quindi la conoscenza, ma sono stato io a spingere la farfalla a poggiarsi sul fiore? Io: Concordo con il fatto che per Dio il tempo un eterno presente. Tutti gli eventi della storia del mondo, quelli del passato e quelli del futuro sono fermi come congelati nellintelletto di Dio. Ho paura di non aver capito lesempio della farfalla. Forse non ti convince la causalit del poggiarsi della farfalla e lassenza del tempo? In questo caso, hai ragione: data una causa necessario lo scorrere del tempo per produrre un effetto. Ma questo valido solo nella prospettiva umana. Per Dio gli eventi sono fuori dello scorrere del tempo. La farfalla ferma sul fiore solo uno degli infiniti fotogrammi del film La vita della farfalla di Giovanni conservato, fuori del tempo, sugli scaffali della mente di Dio. Nello stesso film ci sar un numero indefinito di fotogrammi con la farfalla in procinto di posarsi sul fiore. Ma come possibile far coesistere il divenire nel tempo delluomo e latemporalit, cio leterno presente di Dio? Ti propongo questo esercizio mentale. Raffigura nella tua mente il nostro tempo reale come una linea orizzontale che rappresenta lo scorrere del tempo da sinistra verso destra. In questo momento tu sei in un punto preciso della linea, verso sinistra c il passato, verso destra c il futuro. Ora immagina che il tempo di Dio non scorra orizzontalmente ma verticalmente dallalto verso il basso. Il tempo di Dio un fascio di linee verticali che intersecano perpendicolarmente la linea orizzontale del nostro tempo reale. In questo modo, Dio copre con un solo sguardo il divenire del mondo ( cio ha eterna conoscenza di tutti gli eventi che avvengono lungo la linea orizzontale del nostro tempo reale ).

Giovanni: Vorrei, per un attimo, tornare al mio argomento storico fisico. Il principio di indeterminazione di Heisenberg dice che esistono coppie di variabili di stato di una particella di cui non posso avere la conoscenza perfetta: ( posizione, quantit di moto ), ( energia, tempo ) ed il prodotto della indeterminazione al minimo pari alla costante di Planck. Potrei attribuire questa mancata conoscenza alla limitatezza dellesperimento fisico e dire che comunque io per osservare una particella vi debbo interagire e quindi la perturbo e che da questo ne discende lindeterminatezza. Debbo anche considerare che se cos fosse, col raffinarsi della tecnica, in qualche modo questa costante dovrebbe diminuire. Potrei anche concludere forse che nel mondo infinitamente piccolo, luniverso deterministico fatto di palle piccole a piacere ( il mondo di Newton ), con una posizione e velocit iniziale, forse non esiste. Daltro canto per spiegare le linee di interferenza della luce non dobbiamo gi ricorrere ad un modello ondulatorio di luce, perch quello particellare non riesce a spiegare il fenomeno? Io: Conosco il principio di indeterminazione di Heisenberg solo a livello divulgativo quindi non mi avventuro in una discussione scientifica. Quello che ho capito che le particelle hanno alcune propriet tipiche delle onde, quindi non sono oggetti puntiformi e non possiedono una ben definita coppia posizione e momento. Ma questo non intacca la validit scientifica del principio di indeterminazione. Einstein era
www.webalice.it/ldibianco/cap15.htm 4/7

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap15.htm

convinto che la distribuzione di probabilit sorgesse da eventi deterministici e assunse che ci fossero delle variabili nascoste nella meccanica quantistica che sottostanno alle probabilit calcolate ( credeva, come Eddington, che nel mare ci fossero pesci pi piccoli di quelli catturati dalla rete ). N Einstein n nessun altro per riuscito a individuare queste variabili nascoste ( la rete non ha ancora maglie abbastanza piccole ). Quindi il principio di indeterminazione e rimane pi che mai valido nel campo scientifico. Il fatto per che esso sia, al momento, una teoria scientifica incontrovertibile certo non prova, come visto prima, che lindeterminatezza sia nella natura delle cose. Lasciamo la fisica e passiamo ai riflessi del principio di indeterminazione nella metafisica e nelletica. Secondo me, da un punto di vista metafisico, il problema si riduce a questa domanda: Si pu dimostrare che lindeterminazione nella natura delle cose?. Se la risposta SI, allora mi tocca riesaminare il mio modo di vedere la realt. Certo sarebbe per me inaccettabile pensare che siamo in balia del caso. La casualit nel mondo sarebbe, per me, la prova che Dio non esiste. Il "Dio caso" non fa al caso mio :-) . Potrei allora pensare che in natura ci sono, a livello delle particelle, comportamenti casuali, sregolati, caotici ma interamente governati da regole nel comportamento a larga scala. Passerei cos da una posizione deterministica a una pi radicale di fatalismo. A differenza del determinismo scientifico, che non pu tollerare la pi piccola casualit o interruzione della catena causa-effetto, il fatalismo comprende, controlla e governa anche i fenomeni che, nella prospettiva umana, appaiono o sono casuali. Ma non credo di dover passare al fatalismo. Tornando alla domanda Si pu dimostrare che lindeterminazione nella natura delle cose? la mia risposta NO per il semplice motivo che la mente umana inadeguata a capire tutte le cause delle cose. Per quanti sforzi immani la scienza faccia, la Natura rimane qualcosa di impenetrabile, assolutamente inaccessibile per la nostra debole mente! la Natura . la manifestazione dellintelletto pi profondo e della bellezza pi luminosa che sono accessibili alla nostra ragione solo nelle forme pi primitive (Einstein).

Mie considerazioni finali: La meccanica quantistica e, pi precisamente, il principio di indeterminazione di Heisenberg ha messo daccordo, paradossalmente, i credenti nel Dio personale e gli atei. Posso capire il favore degli atei per il principio di indeterminazione e quindi per la casualit nella natura. Se tutto avviene per caso, ragionano gli atei, che bisogna c di Dio? Gli atei, in altre parole, sostengono con forza il principio dindeterminazione per negare lesistenza di Dio. Come mai i credenti nel Dio personale accettano anchessi con entusiasmo il principio dindeterminazione? Francis Collins, genetista statunitense, risponde cos alla domanda: Vista limpossibilit di previsioni o di spiegazioni assolute, le leggi della natura non escludono pi lazione divina nella realt che ci circonda. La meccanica quantistica e il suo principio dindeterminazione vengono accolti con entusiasmo dalla Chiesa proprio perch offrono uno spazio insperato per lazione di Dio e per il libero arbitrio delluomo. I teologi cattolici erano in difficolt perch il determinismo, secondo loro, comportava una limitazione dellonnipotenza, libert e volont di Dio. Ora, grazie alla meccanica quantistica, possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. Ma effettivamente il determinismo una limitazione dellonnipotenza, libert e volont di Dio? Senzaltro s se si continua a vagheggiare un Dio ad immagine e somiglianza delluomo, se si immagina la potenza e la volont di Dio del tutto simile alla nostra potenza e volont. Invece, volont, intelletto, libert e potenza di Dio hanno solo il nome in comune con quello che noi intendiamo come volont, intelletto, libert e potenza. Come uomo, io agisco, quotidianamente, per atti di volont. Oggi, per esempio, mi venuta voglia di fare unescursione al Kreuzspitze, o Picco della Croce,
www.webalice.it/ldibianco/cap15.htm 5/7

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap15.htm

una cima di 3100 metri qui vicino. Ho la volont di fare lescursione perch oggi sereno, c il sole, non c vento, non fa freddo, ecc. Se ci fossero nuvole basse sulla cima, con freddo e scarsa visibilit, non potrei decidere di andare al Picco della Croce. Tutto questo per dire che la volont degli uomini posteriore, o, al massimo, contemporanea alle cause che ne determinano la formazione. La volont di Dio non funziona in questa maniera semplicemente perch Dio causa prima, fuori del tempo, non c una causa antecedente alla sua volizione. La volont di Dio a priori di tutte le cose e anche del tempo. Per noi che siamo nel tempo, la volont di Dio, per forza di cose, ci deve apparire statica, eterna e immutabile perch gi interamente realizzata. Quindi il determinismo non limita la volont e potenza di Dio, esso cerca semplicemente e umilmente di cogliere un frammento della logica divina, la formula matematica, dietro ogni fenomeno naturale. Secondo me invece il principio dindeterminazione, insieme al libero arbitrio, che minaccia il concetto di onnipotenza e onniscienza di Dio. Io non sono un teologo e non conosco i trattati e gli scritti che affrontano la contraddizione fra lonnipotenza e onniscienza di Dio e libero arbitrio. Prender quindi in esame questa contraddizione con mente aperta, senza condizionamenti ideologici, cercando di usare solo la logica. Innanzitutto, cos il libero arbitrio? Il libero arbitrio la facolt di operare liberamente le proprie scelte, o la capacit delluomo di scegliere senza essere determinato da alcuna necessit (Nuovo Zingarelli). Secondo la teologia cattolica, il libero arbitrio il terribile dono fatto da Dio alluomo. Facendo questo dono, Dio si auto-impone di non intervenire nelle scelte delluomo e, quindi, auto-limita la sua libert e potenza. Dio, per quanto onnipotente, sceglie di non utilizzare il proprio potere per condizionare le scelte degli individui. Analizziamo il dogma del libero arbitrio. E possibile che luomo abbia la facolt di fare liberamente le proprie scelte in determinate circostanze e non in altre. La risposta NO. Il libero arbitrio o c sempre o non c mai: il libero arbitrio condizionato sarebbe unassurdit, significherebbe solo che luomo non ha il libero arbitrio. E possibile che qualcuno possa non avere il libero arbitrio? La risposta NO. Secondo il dogma, anche luomo pi malato di mente, pi pervertito e malvagio ha avuto da Dio il dono del libero arbitrio e quindi la facolt di decidere autonomamente cosa fare e cosa non fare. Quindi, se esiste, il libero arbitrio vale sempre e vale per tutti. Ne consegue che le tutte le decisioni di ciascun singolo uomo sulla Terra sono al di fuori del controllo di Dio. Se sommi il libero arbitrio di tutti gli uomini, in tutta la storia delluomo, puoi ben percepire la significativa limitazione dellonnipotenza di Dio. In pratica tutto quello che avviene nel mondo avviene fuori del controllo e volont di Dio! Ti propongo un caso limite. Uno scienziato pazzo ha scoperto un virus letale, che in grado di infettare e far morire un uomo in due giorni. Questo virus si diffonde molto velocemente nellaria e non debellato da alcuna medicina conosciuta. Lo scienziato pazzo, dopo qualche rapido calcolo, prevede che, rilasciando nellaria il virus, lintera umanit sar cancellata dalla faccia della terra in una settimana. La sua mente bacata sta ora valutando se rilasciare il virus nellaria oppure no. Alla fine, vinto dal delirio di onnipotenza, lo scienziato pazzo prende una decisione e sparge il virus nella sua citt. Dopo una settimana il genere umano cancellato dalla faccia della Terra. Se la storia del virus ti sembra poco realistica, poi pensare allestinzione della specie umana a seguito di un conflitto termonucleare deciso da pochi leader mondiali. Pu Dio intervenire nelle decisioni dello scienziato pazzo o dei leader mondiali per salvare lumanit dallestinzione? Secondo la definizione di libero arbitrio vista sopra la risposta assolutamente NO. Ora ci ritroviamo con un Universo dove non c pi lUomo ( come daltra parte non c stato per i primi cinque miliardi di anni del pianeta Terra ). Cosa far ora Dio senza la sua creatura prediletta, senza loggetto del suo amore? E che ne del grande progetto di salvezza dellUomo? A cosa servito il Sacrificio della Croce e la resurrezione? Sembra che lUomo abbia il potere di mandare a gambe allaria il progetto divino di salvezza. Dio in balia dei capricci
www.webalice.it/ldibianco/cap15.htm 6/7

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap15.htm

della volont dellUomo? Il divenire della storia dellumanit al di fuori del controllo di Dio? Abbiamo analizzato la contraddizione fra libero arbitrio dellUomo e onnipotenza di Dio. Cosa dire della Sua Onniscienza? Anche qui faccio un esempio stupido. Mettiamo che io metta in atto la decisione di togliermi la vita ( non ti preoccupare non ne ho alcuna intenzione ). Dio conosce gi che far questo gesto insano? Senzaltro S! se onnisciente. Allora la mia volont libera solo nellambito dellonniscienza di Dio. In altre parole, la mia libert solo apparente perch posso fare solo quello che Dio gi conosce. Lonnipotenza e la preveggenza di Dio annichiliscono totalmente il dogma del libero arbitrio. Il libero arbitrio semplicemente non esiste se esiste un Dio perfetto, onnipotente e onnisciente. Per contro, se c il libero arbitrio non c Dio.

www.webalice.it/ldibianco/cap15.htm

7/7