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20. SECONDO SEGNO"" I = r.
Il tipo elementare di questo segno la lineetta o n ~
dulata con direzione orizzontale o verticale. Dovunque
si vede una linea ondulata (salvo che sia un' alterazione
del segno PRIMO), deve tenersi per regola che essa rap-
presenta una r assente o una sillaba nella cui composi-
zione entra la 'l', e in specie le sillabe re o e'l'.
Esempi:
ft = furtum.
dice'" = dicere.
bum = verbum.
In taluni mss. si fa una certa distinzione di segni
per le sillabe con 'l' ,di vocale diversa; ma di queste va-
riet (che pur sempre derivano dal tipo originale della
linea ondulata) la pi comune quella che rappresenta
ur o tur CO) e si aq,opera' di preferenza in :fine di parola.
Esempi:
det
21
= detur.
dic
21
= dic(it)ur.
i2ljs = iuris.
La linea ondulata posta sulle sigle o su parole tron-
cate indica generalmente la finale m, cos: '
c, 9 = contra.
ex = extra.
~ m=infl'a.
f, s, su l = supra.
ult=ultra.
Vuolsi in fine notare che nelle lettere ad asta lunga
la lineetta ondulata pu essere sostituita da una linea
trasversale obliqua: cos, 'D da IIS, 11 da M, f da ~ eco
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'{
Esempi:
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ASue = brev6;
Medes = heredes.
liA5tas = lib61-tas.
-Puus = servu8.
21. TERZO SEGNO. = uso
TI segno consiste in un semicerchio o in una virgola
a8sai sviluppata al disopra del rigo: il significato ele-
mentare n' us, ma. adoperato frequentemente anche
per oso Per es. : .
. ., .
mln =mlnus.

p sum = possumus.

= postea.
Nella scrittura. corsiva le finali mus, nus sono tal-
volta espresse con una lineetta attraverso l'ultima gamba
allungata della m e dell' n, come:
dedisseIij. = dedissemuB.
quesieriIij. = que8ierimus.
ma:r;J.. = manus.
quate:r;J.. = quatenus.
e non di rado la lineetta traversante sta tra due punti.
Anche nella scrittura longobarda il segno dell' us taglia
in gamba il nesso ei per esprimere eius
Nelle scritture dei secoli XI.e XII ricorre di fre-:-
quente (e, eccezionalmente, anche in altri secoli) la s
sovrapposta in fine di sillaba e pi spesso in fine di pa-
rola.
idu" comiti"sa ingre"su".
Si sa che lo Chassant pose questa letterina sovrap-
posta tra i segni abbreviativi, ma a torto, perch la
medesima non rappresenta che s stessa. Ho bens qui vo-
luto accennarvi per rispetto alla forma che assume tal-

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volta questa lettera, avendo osservato che, mentre nel se-
colo XII una s vera e propria, nell' XI ha la figura del
segno us pur col significato di semplice s.
Esempi:
idu"' = idu
8
= idus.
multa"' = multa
8
= multas.
poi da notare che nella scrittura visigotica la s
sovrapposta vale per il segno us.
Esempi:
eI
8
= 6ius. trib
8
=
22. QUARTO SEGNO . .9 = con.
Ha la figura d'un 9 arabo o d'un c rovesciato, e
vale non tanto con quanto com, cum, cun. Deriva dalle
note
Esempi:
.9mune = .
.9trarium = contrarium.
quos.9que = quoscumqu6 .
.9ctis = cunctis.
Adoperasi talvolta anche come semplice sigla, ac-
compagnata da segni o letterine ausiliarie che ne deter-
minano il significato:
= contra .
.9
8
= commun6 .
.9
ID
= constitutum.
-'9- = condam (quondam);
e.9 o = 6 contrario.
23. QUINTO SEGNO. '''( = et.
Questo segno, derivato anch' esso dalle note tironia-
ne, ha press' a poco la figura d'un 7 arabo (che nei mss.
,
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non italiani spesso tagliato trasversalmente a mez-
z' asta), e vale et: dico, tanto la sillaba, quanto la
giunzione.
Come sillaba, si adopera non solamente isolata, ma
anche in composizione di parola, mutando talvolta la
sua forma originaria in un punto e virgola (i) o in 3,
che non altro in sostanza che un punto e virgola fatto
con un solo tratto di
Esempi:
tenr = tenet.
quilibj = quilibet.
hab? = habet.
Come congiunzione, si adopera nei testi latini, non
solo per et, ma anche per la enclitica que; e nei volgari
pu rappresentare tanto et quanto e: e, come rappre-
senta la congiunzione e, cos lo vediamo rappre-
sentare la semplice lettera e in composizione di parola.
Esempi:
absqr = ab8que.
atr = atque.
usq3 = usque .
. quoqi = qUQque.
rd = ed.
rl soprapiu = e 'l Boprapi.
hrdifitium = hedifitiu1n.
Con una lineetta sovravposta (l) vale etiam.
Vuolsi notare che i segni QUARTO (con) QUINTO (et) si
adoperano talvolta anche nel significato del TERZO (U8) il
quale pu anche essere rappresentato da un semplice punto.
Esempio:
quib9 quibr quibj quib3 quibr quib. = quilY = quibuB.
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