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OBESITA'

Pu essere definita come la malattia dove la salute (e quindi l'aspettaiva di vita) viene negativamente influenzata da un eccesso di grasso corporeo. L'indice di massa corporea (BMI) viene proposto come standard di riferimendo dell'OMS. Viene calcolato come il rapporto tra massa corporea espressa in Kg e il quadrato dell'altezza misurato in metri. Sebbene non sia un indice perfetto (non distingue tra grasso e massa magra), esso comunque ben correlato con altre misure del grasso corporeo. BMI< 18,5kg/m2 dovrebbero essere considerati sottopeso BMI di 18,5-24,9 sono normopeso BMI tra 25 e 29,9 sono considerati sovrappeso di grado 1 BMI tra 30.39,9 sono considerati sovrappeso di grado 2 BMI>40 hanno un grado di sovrappeso 3. Malattia multifattoriale del bilancio energetico nel quale l'apporto calorico risulta, nel lungo periodo, superiore al consumo energetico, determinando un valore eccessivamente gradi di BMI. Oggi si parla di globesit, cio di obesit che diventata un problema a livello globale. Porta ad una serie di patologie conseguenti che possono anche portare alla morte. Ci sono poi le misure picometriche e l'impedenza bioelettrica. Se l'obesit raramente porta a dei rischi gravi diretti, tuttavia nei pazienti aumenta la suscettibilit verso patologie metaboliche e altri disordini, tra cui i pi importanti sono il diabete mellito non insulino dipendente (tipo2), le malattie cardiovascolari, il cancro (in particolare quelli ormone dipendente), problemi digestivi e respiratori, oltre che osteoartrite. Il rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2 cresce enormemente con l'aumentare del BMI. Il 90% delle persone con diagnosi di diabete mellito di tipo 2 obeso. Le malattie cardiovascolari aumentano nei pazienti obesi, in parte perch si verifica una maggiore richiesta di ossigeno secondaria all'aumento di massa corporea e in seguito a un'aumentata gittata cardiaca. Alterazioni strutturali secondarie accoppiate a cambiamenti vascolari, tra cui l'aumento della resistenza periferica, possono portare a insufficienza cardiaca. Inoltre, l'aumento del tessuto adiposo toracico addominale pu rendere la respirazione difficoltosa. I soggetti ovesi hanno un aumentato rischio di tumori del colon, del seno, della prostata, della cistifellea, delle ovaie, dell'utero. Numerose altre malattie sono associate al peso del corpo eccessivo, tra cui osteoartriti, iperuricemia, ipogonadismo maschile. La causa precisa della sindrome metabolica non nota, anche se esistono evidenze quali: fattori genetici, la presenza di una eccessiva quantit di grasso corporeo, specie a livello dell'addome; lo scarso esercizio fisico, che contribuiscono allo sviluppo di tale condizione. Una persona pu considerarsi a rischio se non svolge attivit fisica e se: aumentata di peso, ha una storia di diabete, ha elevati livelli di trigliceridi nel sangue, ha elevati livelli di pressione arteriosa. ADIPOCHINE Le adipochine possono modulare la sensibilit dell'insulina, l'omeostasi cardiovascolare, l'infiammazione e la massa grassa. L'adiponectina (ApN) e l'omentina sono down-regolate nell'obesit, mentre la maggior parte delle adipochine sono sovraprodotte. ApN, leptina e forse vaspina, sono adopociti specifiche, mentre altre possono essere prodotte da cellule non adipocitiche (inclusi i macrofagi) del tessuto adiposo e non. Il tessuto adiposo un organo attivo endocrino che controlla l'omeostasi energetica. Il tessuto adiposo obeso secerne anche varie citochine infiammatore come IL-6 e TNF-, chemochine e la disregolata produzione di questi mediatori proinfiammatori rispetto alle antinfiammatorie adipochine, si pensa sia un meccanismo centrale che sottolinea le conseguenze avverse a livello metabolico e cardiovascolare. La leptina agisce sui centri ipotalamici segnalando la saziet e deprime i centri della fame. TERAPIA Ad oggi il bersaglio terapeutico di farmaci antiobesit molto ristretto a causa della multifattorialit della malattia, della scarsa efficacia dei farmaci, degli effetti collaterali di natura cardiovascolare e psichiatrica. La terapia non farmacologica prevede: dieta ipocalorica, terapia comportamentale, esercizio fisico, chirurgia bariatrica, bendaggio gastrico, bypass gastrico, diversione bliopancreatica. Parecchi tipi di "anorettici"sono stati testati in passato, per esempio agenti disaccoppianti come DNP, amfetamine e fenfluramina. Questi non sono pi utilizzati e i soli farmaci che possono essere usati attualmente sono la sibutramina e l'orlistat, che agiscono con meccanismi completamente diversi. Nessuno dei due dovrebbe essere somministrato senza concomitante regime dietetico appropriato o altra terapia (come l'esercizio fisico).

ORLISTAT Unico farmaco in commercio in Italia per il trattamento a lungo termine dell'obesit. Agisce sul tratto GI prevenendo l'assorbimento del grasso. Reagisce con i residui serinici del sito attico delle lipasi gastriche o pancreatiche inibendole irreversibilmente e prevenendo la scissione del grasso contenuto nella dieta in acidi grassi e glicerolo. L'orlistat causa, in modo dose-dipendente, un aumento del contenuto di grasso delle feci. Se viene somministrato contemporaneamente a una dieta a basso contenuto calorico, produce negli individui obesi una modesta, ma consistente, perdita di peso rispetto al placebo. Inoltre stato rilevato che l'orlistat efficace in pazienti affetti da diabete di tipo 2 o altre complicanze dell'obesit nel ridurre i livelli di leptina e la pressione sanguigna, nel proteggere dai cambiamenti di produzione di secreto biliare indotti dalla perdita di peso, nel ritardare lo svuotamento gastrico e la secrezione gastrica, nel migliorare parecchi parametri metabolici e nel non interferire con il rilascio o l'azione di ormoni tiroidei e altri importanti ormoni. Infine non induce cambiamenti della spesa energetica. La maggior parte (97%) viene escreto nelle feci e solo piccole quantit di farmaco o metaboliti vengono assorbite. Gli effetti indesiderati sono: crampi addominali, flatulenza con scariche di feci e incontinenza fecale che si possono manifestare abbastanza di frequente e cos pure si osservano borborigmi intestinali e feci oleose. Potrebbe essere necessario supplementare la terapia con vitamine solubili nei grassi, e si pu avere un ridotto assorbimento dei farmaci contraccettivi e di ciclosporina. SIBUTRAMINA Disponibile in Italia fino al 2010. In Europa non pu essere dato per pi di un anno. Sopprime l'appetito agendo sul SNC. All'origine veniva utilizzata come antidepressivo, ha mostrato recentemente propriet antiobesit. Agisce inibendo la ricaptazione della serotonina e della noradrenalina a livello dei siti ipotalamici che regolano l'appetito. I suoi effetti principali sono legati alla riduzione della quantit di cibo ingerito e alla perdita di peso in maniera dose-dipendente. Aumenta il senso della saziet riducendo il diamentro a livello della circonferenza della vita. A livello plasmatico riduce i livelli di trigliceridi e VLDL, mentre aumenta le HDL: Inoltre sono stati osservati effetti benefici sull'iperinsulinemia e sul metabolismo del glucosio. Esistono evidenze secondo cui la perdita di peso associata a una maggiore spesa energetica, forse attraverso l'aumento della termogenesi mediata dal sistema nervoso simpatico. E' somministrata per via orale, ben tollerata ed soggetta a un rilevante mentabolismo di primo passaggio. I metaboliti sono responsabili degli effetti. Si raggiungono livelli ematici costanti dei metaboliti entro 4 giorni. I metaboliti attivi sono inattivati dal fegato e l'85% dei residui inattivi escreto delle urine e feci. Effetti indesiderati: induce un aumento della frequenza cardiaca e della pressione ematica, per cui controindicato con malattia cardiovascolare o con pressione diastolica o sistolica aumentata oltre 10mmHg. Altri effetti sono bocca secca, insonnia e costipazione. Si possono osservare delle interazioni con farmaci che vengono metabolizzati da isoenzimi P450. LORCASERINA E' un agonista selettivo per i recettori 5-HT2c, che ha dimostrato di ridurre in modo efficente il peso corporeo.Il recettore 5-HT2c espresso nel cervello ma non nel cuore. Ci sono comunque effetti collaterali come valvulopatie che non sarebbero da aspettarsi da un agonista di questo recettore. COMBINAZIONI per colpire + bersagli e ridurre i dosaggi. E farmaci gi in uso di cui si conoscono effetti. QSYMIA: Topiramate che un anticonvulsivante, antagonista di recettori AMPA/KAINATE , modula i canali del sodio voltaggio dipendente e potenzia l'inibizione GABA. + Phentermine che un simpaticomimetico rilasciatore di noradrenalina. Empatic: Zonisamide che un anticonvulsivante, che altera la rapida inattivazione dei canali del sodio veloci, inibisce i canali del calcio di tipo T. + Bupropion che un inibitore del reuptake di noradrenalina e dopamina, aumenta l'eccitabilit dei neuroni arcuati POMC. LIRAGLUTIDE E' un analogo del GLP-1. Aumenta il rilascio di insulina. In europa e in uso per il tarttamento del diabete di tipo 2. RIMONABANT Ritirato nel 2009 aveva come bersaglio il recettore cannabinoide CB1, poich i cannabinoidi aumentano l'appetito e sono responsabili della sensazione di piacere. Dava per disordini psichiatrici e istinti suicidi perch si toglieva l'effetto gratificante.