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MEDICINA LEGALE

LESIONI

lesivit in generale; cause lesive, lesioni, menomazioni lesioni traumatiche lesivit da azioni contusive gli incidenti da traffico lesivit da arma bianca lesivit da arma da fuoco e da esplosione lesivit da vibrazioni asfissie meccaniche lesivit da energia barica lesivit da energia termica lesivit da energia elettrica lesioni da radiazioni lesivit da causa chimica

CAP 5

LESIVITA IN GENERALECAUSE LESIVE, LESIONI, MENOMAZIONI

Per LESIVITA, in senso medico-legale, si intende: LINSIEME DEI FATTI COMPROMETTENTI LINTEGRIT FISICO-PSICHICA DELLA PERSONA, STUDIATI DAL p.d.v. DEI RAPPORTI GIURIDICI AD ESSI ATTINENTI

Deve essere concepita largamente, rientrandovi: LALTERAZIONE MATERIALE PI O MENO EVIDENTE LOFFESA ALLA SALUTE SENZA REPERTI OBIETTIVABILI DISTURBI DI ORDINE PSICHICO MORTE (MASSIMO DEGLI EFFETTI LESIVI)

Una distinzione fondamentale dei giudizi medico-legali in tema di lesivit , per es, quella che riguarda valutazioni in: materia penale SERVONO PER COMMISURARE LA PENA materia civile SERVONO PER STABILIRE LESISTENZA E LENTIT DEL DANNO

Lo studio della lesivit considera i DETERMINANTI DEL DANNO che sono: CAUSE LESIVE LESIONI MENOMAZIONI

Il PROBLEMA delle CAUSE in medicina legale si presenta allorch: avvengano dei fatti che recano danno alla persona umana ossia che PRODUCONO UNA DEVIAZIONE IN SENSO PEGGIORATIVO DELLO STATO MORFOLOGICO FUNZIONALE DELLINDIVIDUO

Teoricamente si pu designare come causa di un fatto: LINSIEME DEGLI ANTECEDENTI NECESSARI E SUFFICIENTI AL SUO ACCADIMENTO

Questi antecedenti si potrebbero chiamare semplicemente CONDIZIONI e non vi ragione, sempre da un pdv teorico, di farne delle gerarchie, perch tutti, anche quelli di minima entit, sol che siano necessari, entrano nel determinismo del fatto in modo tale che la mancanza di uno qualunque di essi induce anche quella del fatto stesso Nel complesso degli antecedenti necessari e sufficienti allaccadimento di un fatto, la causa risalita, rispetto alle altre condizioni, per il suo carattere dinamico, cio di trapasso energetico (positivo o negativo); causa ci che modifica Ma affinch si abbia una modificazione occorre che vi sia un insieme di condizioni suscettibili di tale mutamento; tale complesso di condizioni non altro che la persona umana Si tratta dunque di individuare le condizioni necessarie allavvenimento della lesione che non figurano nel complesso delle condizioni necessarie allesistenza di ci che chiamasi uomo sano e normale; le condizioni che abbiano le caratteristiche congiunte di necessariet e di anormalit, costituiscono le cause del fatto lesivo Non sempre la condizione necessaria ed anormale che modifica lo stato pre-esistente unica; si pu dare il caso, tuttaltro che infrequente, che essa sia di per s sufficiente a produrre leffetto e questo si produca solo per lintervento di altre condizioni, pure necessarie ed anormali.

E questo il caso del concorso di due o pi cause, usualmente indicate come CONCAUSE | Antecedente anormale e necessario per il realizzarsi di un determinato fatto, ma NON SUFFICIENTE.

Es: il caso di un trauma contusivo che determini frattura di un segmento scheletrico: la contusione rappresenta la causa (condizione necessaria ed anormale) della modificazione peggiorativa dellorganismo Se il trauma contusivo di per s insufficiente a determinare la frattura e questa si cerifica perch il segmento osteoporotico, il trauma e losteoporosi assumono il ruolo di concause.

Le concause si distinguono in: PREESISTENTI: sono gi in essere quando agisce la causa lesiva (ad esempio un aneurismo aortico in un soggetto vittima di una lesivit contusiva) SIMULTANEE: si realizzano contemporaneamente alla causa lesiva (ad esempio linfezione di una ferita prodotta da uno strumento infetto) SOPRAVVENUTE: si realizzano successivamente rispetto alla causa lesiva (ad esempio uninfezione di una ferita prodotta da uno strumento sterile e che si realizza dopo lazione dello strumento stesso)

Un posto a parte spetta alla cosiddetta CONCAUSA OCCASIONALE : cio a quel fatto il cui verificarsi provoca il trapasso delle vere cause dalla potenzialit allattualit e quindi la comparsa delleffetto da esse gi quantitativamente e qualitativamente determinato

Che unevenienza normale sprovvista di capacit lesiva rispetto all uomo sano, possa nel malato o nel predisposto concorrere a produrre una lesione largamente noto Es. unemorragia cerebrale che si verifichi in un arteriosclerotico cerebrale grave nellatto della defecazione, un arresto cardiaco che avvenga in un miocardio mentre compie un piccolo sforzo, lo staccarsi di un trombo da una safena infiammata durante la flessione di una gamba con conseguente embolia polmonare

. sono tutti esempi dimostrativi.

Ma:il defecare, il compiere un piccolo sforzo, il piegare una gamba sono fatti ordinari, normali; non sono cio che occasioni dellattuarsi di un evento, IL QUALE HA LA SUA VERA CAUSA LESIVA ALTROVE E CIO NEL FATTO O NEI FATTI ANORMALI IN ATTO NEL LESO, SENZA I QUALI LA LESIONE NON SI SAREBBE VERIFICATA LA CAUSA OCCASIONALE MANCA DEL CARATTERE DI ANORMALIT QUINDI NON PU RITENERSI CAUSA NEL SENSO PROPRIO DEL TERMINE

IL RAPPORTO DI CAUSALIT Lo studio del rapporto di casualit ha lo scopo di accertare se un fatto biologico di rilevanza giuridica sia o meno in rapporto con una determinata causa.

Per laccertamento dello stesso (lattribuzione della lesione ad una determinata causa lesiva) vengono comunemente utilizzati in ambito medico legale i cosiddetti CRITERI DI RIFERIMENTO EZIOLOGICO che sono:

RAPPORTO CRONOLOGICO RAPPORTO TOPOGRAFICO RAPPORTO DI ADEGUATEZZA QUALITATIVA E QUANTITATIVA SINDROME A PONTE

RAPPPORTO CRONOLOGICO: rappresentato dalla successione nel tempo di due fatti, dei quali la causa deve precedere leffetto: il criterio da ritenersi soddisfatto solo se tra presunta causa ed effetto che ad essa si vuole attribuire, sia intercorso il lasso di tempo necessario per il verificarsi delleffetto stesso, dato che non sempre leffetto segue immediatamente alla causa. Il criterio del rapporto cronologico consente, quando sia dimostrabile che leffetto preesisteva alla presunte causa; in tutti gli altri casi, esso non pu che ritenersi un indizio, che deve essere avvalorato dalla verifica degli altri criteri

RAPPORTO TOPOGRAFICO: ha valore spt nellambito della lesivit da energia meccanica (lesioni traumatiche) e consiste nella corrispondenza fra sede della lesione e luogo di applicazione della violenza vulnerante Non sempre la corrispondenza diretta, poich gli effetti possono farsi sentire a distanza, sempre per secondo leggi determinate: tipiche a questo riguardo le fratture vertebrali o addirittura della base cranica, da caduta sui tallono ad arti inferiori estesi o sugli ischi; le fratture lussazioni di anca per contusione del ginocchio omolateralmente in soggetto seduto; le lesioni cerebrali da contraccolpo Il rapporto topografico pu anche mancare del tutto, come nel caso di effetti generali dei fatti traumatici

RAPPORTO DI ADEGUATEZZA QUALITATIVA E QUANTITATIVA: consiste nella dimostrata capacit della presunta causa a produrre lesione. Il suo riconoscimento si fonda, oltre che sulla logica applicazione dei principi e delle leggi della patologia, sullesperienza clinica Non si deve dimenticare che lesioni simili possono avere cause differenti e la stessa causa pu produrre effetti diversi

SINDROME A PONTE: si intende la ricorrenza di fenomeni morbosi nel tempo decorso fra lazione lesiva esterna e la piena manifestazione della malattia, della cui dipendenza dallazione stessa di tratta di decidere: tanto pi la presenza di tali manifestazioni risulter significativa nei riguardi del nesso di causazione, quanto pi la loro natura sar indicativa di alterazioni peculiarmente riportabili allazione lesiva, considerate sede, natura, entit.

Bench si parli di sindrome, pu trattarsi anche di una manifestazione monosintomatica (es il dolore) In taluni casi la sindrome a ponte pu mancare del tutto: si parla allora di intervallo libero.

In taluni casi pu rendersi necessario stabilire se la causa lesiva sia stata: diretta indiretta

Talune clausole contrattuali (polizze assicurazione privata contro gli infortuni) prevedono esplicitamente il caso della causazione diretta ed esclusiva Si ha derivazione indiretta di effetti, quando nello svolgersi delle conseguenze, si ha inserzione nella serie dei fatti di elementi differenti, cio si ha lintroduzione di nuovi fattori causali che si sostituiscono al primo (es il caso di un contagio ospedaliero in persona ricoverata per lesione traumatica) Si ha derivazione diretta quando vi sia una causa unica della lesione; tra le condizioni necessarie e sufficienti allavvenimento di essa non figurano altri fattori anormali oltre quello che ne stata la causa. E da negarsi la caratteristica dellesclusivit quando vi sia concorso di fattoria causali (concause)

IL RAPPORTO DI CAUSALIT IN AMBITO PENALISTICO

Art 40 C. P. (Rapporto di casualit) Nessuno pu essere punito per un fatto previsto dalla legge come reato, se levento dannoso o pericoloso da cui dipende lesistenza del reato, non conseguenza della sua azione o omissione. Non impedire un evento che si ha lobbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo

Art 41 C. P. (Concorso di cause) Il concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dallazione od omissione del colpevole, non esclude il rapporto di casualit tra lazione od omissione e levento. Le cause sopravvenute escludono in rapporto di causalit quando sono state da sole sufficienti a determinare levento ()

Teoria della Conditio sine qua non Identifica la causa con la totalit degli antecedenti indispensabili per il verificarsi del risultato. Detta anche Teoria dellequivalenza, in quanto non fa distinzione tra causa e concausa. Teoria della Causalit efficiente Identifica la causa con lantecedente che ha lefficienza determinante sullevento
finale.

Il nostro codice penale ha sostanzialmente abbracciato la teoria della Conditio sine qua non, con il correttivo rappresentato dal II Comma dellart 41 (ad esempio ferito lieve su ambulanza che muore per un incidente stradale dellambulanza stessa).

IL RAPPORTO DI CAUSALIT

In AMBITO CIVILISTICO: vale quanto detto per il penale. In AMBITO ASSICURATIVO PUBBLICO (INAIL): le concause non escludono il diritto allindennizzo. In AMBITO ASSICURATIVO PRIVATO: richiesta la causalit unica e diretta (le concause escludono il diritto allindennizzo).

La classificazione delle cause lesive pi semplice (Borri) e' quella che distingue le cause a seconda dell'energia che determina l'alterazione da essa prodotta: 1. Energia fisica: meccanica, barica, termica, energia elettrica e radiante 2. Energia chimica 3. Energia (a reazione) biodinamica (traumi psichici)

LESIVIT 1. Da energia fisica: Energia meccanica - Les. da az. contusiva - Les. da arma bianca (punta, taglio, punta e taglio, fendente) - Les. da arma da fuoco - Les. da esplosione - Les. da vibrazione - Asfissie meccaniche propriamente dette - Sforzo Energia barica Energia termica Energia elettrica Energia radiante

2. Da energia chimica: Energia chimica propriamente detta Energia biochimica Energia combinata

3. Reazione biodinamica

(Traumi psichici)

LESIVIT DA ENERGIA FISICA

Si distingue in 4 sottogruppi a seconda che derivi da: 1. 2. 3. 4. 5. ENERGIA MECCANICA ENERGIA BARICA ENERGIA TERMICA ENERGIA ELETTRICA ENERGIA RADIANTE

1 - Lesivit da ENERGIA MECCANICA: comprende 2 categorie:

Energia meccanica cinetica: costituita dai traumi propriamente detti, che sono violenze meccaniche dovute allincontro del corpo umano con oggetti animati da forza viva, capaci di determinare in esso alterazioni organiche discontinuative (vere e proprie ferite, fratture, mutilazioni) costipative, dislocative, discoesive (lussazioni, sfiancamenti) o addirittura distruttive (sfacelo traumatico)

Nello stesso ordine di fatti si rimane quando, anzich un oggetto in movimento, il quale venga ad incontrarsi con il corpo umano, il corpo umano stesso che viene ad urtare contro alcuna resistenza materiale (caduta)

Energia meccanica potenziale: viene designata come potenziale, in quanto sono le energie proprie dellorganismo che intervengono in modo da tradurre in azione lesiva ci che senza il loro concorso rimarrebbe senza effetto

2 - Lesivit da ENERGIA BARICA: dovuta a cambiamenti pi o meno rapidi, pi o meno progressivi, pi o meno stabili della pressione atmosferica

Si tratta di disturbi che possono essere prodotti: da eccessivo abbassamento della pressione atmosferica con conseguente rarefazione dellaria inspirata (come nel caso di mal di montagna, o mela degli aviatori o ipobaropatia), o da eccesso di pressione oppure da bruschi sbalzi pressori (come accada talora nei lavori di fondazione subacquea mediante cassoni)

3 - Lesivit da ENERGIA TERMICA: comprende i fatti determinati da incongruenze dei rapporti di temperatura fra organismo ed il medium ambiente

Si distinguono lesioni da eccesso termico (lesioni da irradiazione e lesioni da contatto; queste ultime possono essere prodotte dallinvestimento di gas accesa o fiamme, ustioni propriamente dette, o da applicazione di liquidi, di solidi o di vapori molto caldi, scottature); lesioni da difetto termico (congelamenti e assideramenti); lesioni da trapasso termico (costituiscono le cause reumatizzanti)

4 - Lesivit da ENERGIA ELETTRICA: si distingue in folgorazione (investimento da fulmine) e in azioni di corrente.

5 - Lesivit da ENERGIA RADIANTE: rientrano le dermatiti, le necrosi, la malattia da raggi, le lesioni degli organi interni, le lesioni da luce.

LESIVIT DA ENERGIA CHIMICA Comprende 3 sottogruppi:

1.

LESIONE DA CAUSA CHIMICA PROPRIAMENTE DETTA: sono essenzialmente dovute a disorganizzazione delle molecole costituenti lorganismo animale, ad aggressione per contatto con la materia vivente primativamente passiva, per le quali le sostanze chimiche con meccanismi differenti inducono causticazioni, necrosi, sfaceli)

2.

LESIONI DA CAUSA BIOCHIMICA (o reazione biochimica): la materia vivente non passiva, ma reagisce, cos che il fattore esterno si potrebbe chiamare stimolo, tanto il concorso che lelemento naturale interno porta nel determinismo della lesione Vengono sottodistinte in categorie, a seconda che entrino in gioco: un chimismo alimentare difettivo per quantit e modalit (denutrizione, monofagismo, avitaminosi) un chimismo alimentare incongruo per qualit incongruenze funzionali dovute a affinit biochimiche specifiche di certi elementi cellulari dellorganismo con sostanze esogene o endogene reazioni allergiche

3.

I DETERMINISMI COMBINATI: in cui unazione chimica prorpiamente detta si associa a fenomeni reattivi biochimici

LESIVIT A REAZIONE BIODINAMICA Comprende determinismi lesivi non riconducibili A CAUSE FISICHE O CHIMICHE APPREZZABILI

E da ritenersi che attualmente rientrino in questo gruppo praticamente solo le CONSEGUENZE DEI TRAUMI PSICHICI cio degli stimoli emozionali che determinano risposte neurovegetative ed endocrine complesse, con alterazioni biochimiche, stante lormai dimostrata interdipendenza tra psiche e meccanismi neuro-ormonali

CAP 6

LESIONI TRAUMATICHE
(in generale)

Le lesioni traumatiche si usa distinguerle a seconda della qualit dellagente vulnerante in: LESIONI DA AZIONI CONTUSIVE LESIONI DA STRUMENTI PUNTUTI LESIONI DA STRUMENTI TAGLIENTI LESIONI DA PUNTA E TAGLIO LESIONI DA FENDENTE LESIONI DA PROIETTILE DI ARMA DA FUOCO LESIONI DA ESPLOSIONE LESIONI DA VIBRAZIONI

La classificazione ha valore relativo, infatti per ci che attiene allessenza ed alla qualit delleffetto, i vari agenti vulneranti non hanno sempre unazione caratteristica, cio propria del gruppo al quale appartengono. Basti pensare che un proiettile pu agire anche come corpo semplicemente contundente ;frammenti di esso muniti di spigoli, possono determinare discontinuazioni a tipo di taglio; infine ove la sua forma sia cilindrico-conica, lazione sviluppata quella di una punta

TRAUMA

UNICO

MOLTEPLICE SIMULTANEO (per pi violente, meccaniche attuate nello stesso momento e nello stesso episodio traumatico) REITERATO (in tempi successivi)

Trauma cronico quello innumerevolmente reiterato, con modico dispendio di energia in ciascuna azione traumatica

Effetti traumatici diretti (locali) indiretti (a distanza) localizzati generali : Lenergia meccanica offende, di regola, nella zona di sua applicazione, la dove loggetto vulnerante viene ad incontrare il corpo, ma pu trasmettersi anche a distanza ed operare l dove, per peculiarit di condizioni anatomiche, pu trasformarsi in lavoro (talora questo effetto a distanza prevale nettamente, per importanza sugli altri)

Effetti traumatici immediati mediati: Questa distinzione si riferisce, pi che al tempo, al modo di derivazione, intendendosi per effetti mediati quelli che si determinano per lintervento di processi ed accidenti vari, ciascuno dei quali deriva dal precedente, ma in funzione di causa o di concausa, rispetto al successivo (effetto mediato e sui generis del trauma pu essere la cos detta nevrosi traumatica, quando il complesso fenomenico attivato, anzi che dallalterazione indotta dalla violenza meccanica, dalla carica affettiva provocata e mantenuta dallinteresse, cio dalla prospettiva del risarcimento che opera con meccanismo auto ed etero suggestivo)

Altri elementi di rilevanza medico-legale in materia di lesioni traumatiche sono: GRAVIT DECORSO ESITO

E valutata con criteri diversi a seconde della situazione giuridica creata dallevento lesivo e dalle circostanze del sua accadimento La gravit degli effetti non sempre proporzionale alla quantit di energia con cui la violenze meccanica si estrinsecata

Nellambito del diritto penale la gravit non si valuta soltanto in ragione della pericolosit (quantunque questa ultima sia stata dal legislatore esplicitamente considerata l dove parla del pericolo di vita come aggravante)ma anche in base a: durata della malattia derivata dalla lesione compromissione della capacit di attendere alle ordinarie occupazioni eventuale alterazione dellaspetto del viso eliminabilit o meno degli effetti..

Nellambito del diritto civile interviene il fattore danno, cio la compromissione patrimoniale derivante dal fatto lesivo; non gi che vi sia parallelismo tra entit e gravit di lesione, ma perch quanto pi quella risulta notevole, tanto maggiore importanza viene ed attribuirsi a questa ultima

La gravit della lesione pu e deve innanzi tutto essere giudicata in s e per se, in rapporto cio al pregiudizio arrecato alla integrit fisica ed allefficienza funzionale della persona, il che quanto dire con criteri puramente medici, quali sono quelli che si seguono nellordinaria pratica clinico-terapeutica, per la formulazione della prognosi e cio: natura dellaffezione complicabilit previsioni quoad vitam -

quoad valetudinem

DECORSO va considerato come durata e come modalit di evoluzione e dipende da: sede delle ferite o contusioni numero estensione profondit natura complicanze cure resistenza dellorganismo leso

Dipende da quei fattori che influiscono sul decorso e pu essere di: guarigione permanenza di stato morboso morte

Guarigione: si intende la cessazione, non dovuta alla morte, dello stato di malattia. Non si pu identificare la guarigione con il risanamento in generale, poich la malattia pu colpire persona gi affetta da una forma morbosa e questa ultima rimanere dopo la cessazione della malattia intercorrente

Possiamo avere: Restitutio ad integrum: se, dopo estintosi il processo morboso vero e proprio, non esistono reliquati Guarigione funzionale: se, dopo la cessazione della malattia, la funzione, malgrado lalterazione anatomica, non risulta essenzialmente menomata, di parla ancora di guarigione Guarigione anatomica: se invece la funzione tuttavia compromessa, il concetto di restringe. Termine non del tutto esatto poich in tali casi proprio il substrato anatomico che rimane alterato, e che di deve assumere come contrapposto a quello di guarigione funzionale (alcuni parlano in tali casi di guarigione clinica o chirurgica) Guarigione biologica: per la TBC stato proposto di ammettere unaltra forma di guarigione che si avrebbe quando, oltre alla scomparsa delle manifestazioni cliniche, oltre allo spegnimento del processo organico locale, si ha la morte dei bacilli specifici Guarigioni apparenti Guarigioni simulate (dissimulazioni di malattia)

MORTE pu essere: 1. 2. immediata o quasi immediata (se si ha subito o quasi) consecutiva (se tardiva)

Le morti immediate ( o quasi immediate) si producono per: sfacelo del corpo compromissione di qualche organo vitale inibizione mortale : diretta consiste in un arresto funzionale dei centri, localmente e direttamente indotto dalla violenze traumatica, non per con meccanismo distruttivo, lacerativo, ma con sovvertimento di ordine molecolare delle intime strutture cellulari, senza corrispettivo morfologico apprezzabile riflessa si determina mediante perturbazione dei centri indotta da stimolazione meccanica, o di altra natura, periferica. Esistono zone di particolare recettivit degli stimoli che possono produrre leffetto sincopale; addome, laringe, testicolo, collo dellutero.) emorragia: pu rendersi mortale mediante due meccanismi diretti e di regola associati: insufficienza della ematosi ( e conseguente anossia) ed ipotensione vascolare embolia: lingombro di uno o pi vasi arteriosi, capillari o venosi da parte di materiale capace di occludere il lume Per effetto di traumi si possono dare : embolie gassose, grassose, da trombi

Embolie gassose

Embolie grassose

Embolie da trombi

Prodotta da aria atmosferica entrata in circolo attraverso discontinuazione di pareti venose, specie quelle delle giugulari, delle utero-placentari (postpartum)

Embolia gassosa arteriosa quando sia pervio il forame di Botallo Sono 2 le forme principali: Al di l del campo della lesivit di energia meccanica , embolie gassose si possono avere in fase di troppo rapida 1. polmonare decompressione nei lavoratori dei 2. cerebrale cassoni Nel caso di embolia venosa, lingombro della circolazione avviene nelle cavit del cuore destro nellarteria polmonare; In quello dellembolia arteriosa la morte si produce per occlusione gassosa o delle coronarie o dei vasi cerebrali o bulbari

Dovuta a mobilitazione di materiale proveniente da tessuto adiposo e confluente nel circolo sanguigno e linfatico (non necessario che di producano tratture ossee, bastano anche traumi minori o talune malattie come osteomielite acuta)

Pu essere: effetto diretto o di trauma (distacco di un embolo da un trombo in atto) effetto indiretto di trauma (il trauma stesso causa della produzione del trombo da cui, in secondo tempo, per cause contingenti, si distacca lembolo)

Le morti consecutive: che seguono non immediatamente al trauma, possono prodursi per: emorragie di secondo tempo o secondarie (necrosi contusiva nella parete di un vaso, rottura di aneurismi traumatici, rottura di visceri in due tempi.) shock: fenomeno biologico di svariata patogenesi di cui la ipotensione il sintomo dominante, ma che accompagnato peraltro da una serie estesa di manifestazioni che coinvolgono tutto lorganismo nelle sue funzioni endocrine, neurovegetative e metaboliche.

Si distinguono 2 gruppi: 1. shock ipovolemici ( a diminuzione pi o meno brusca della massa totale di sangue il momento determinante della sintomatologia; es shock traumatico, emorragico, operatorio, ostetrico, da ustione.) shock normovolemici o vasoparalitici (cardiogeneo, anafilattico, piretogeno, istaminico)

2.

In senso generale un processo di insufficienza circolatoria grave ad apparizione rapida e progressiva che pu sopravvenire in assenza di lesioni di organi vitali, la cui evoluzione in rapporto diretto con la diminuzione del volume del sangue circolante e che in mancanza di intervento conduce a morte per anossiemia Infezioni che distinguiamo: contagio primitivo: inquinamento della ferita simultaneo alla violenza lesiva che la produce contagio secondario: dovuto ad un inquinamento successivo

offese di organi vitali con effetti di evoluzione piuttosto lenta (lesioni cerebrali, pancreatite.)

Non raro il caso di un determinismo combinato per intervento di pi fattori; es anemia da emorragia ed infezione

Fondamentale laccertamento di: 1. 2. 3. 4. 5. mezzo di produzione delle lesioni modo di produzione delle lesioni epoca di produzione delle lesioni momento di produzione delle lesioni successione (in presenza di lesioni multiple prodotte in tempi diversi)

In caso di persona morta occorre differenziare le lesioni in: premortali mortali

Quando in una persona si riscontrano pi lesioni traumatiche pu importare di stabilire la capacit di ciascuna a compromettere le funzioni vitali e correlativamente devesi determinare a quale, o a quali, di esse sia da attribuirsi la morte o il pericolo di essa Identificazione del mezzo lesivo: valgono le conoscenze della traumatologia medico-legale; talora occorre di stabilire genericamente se si tratta di uno strumento vero e proprio e quale

Modo di produzione delle lesioni: conoscenza indispensabile per la risoluzione di importantissimi, a cominciare da quello della diagnosi differenziale tra: -

problemi medico-legali omicidio suicidio accidente

A tale fine valgono i dati relativi a : sede forma direzione profondit entit

Il giudizio in ogni casi un giudizio di probabilit

Necessit di stabilire la data e talora il momento della produzione delle lesioni: per l risoluzione del quesito occorre accertare presenza e grado di evoluzione dei processi riparativi; in taluni casi vale il riscontro di eventuali complicanze quali, ad esempio, i processi infettivi, che possono essere pi o meno avanzati, ovvero in via di risoluzione Casi interessanti sono quelli della cicatrice e dellecchimosi: per la cicatrice occorre tener conto del colore e grado di retrazione per le ecchimosi estensione e colore

Successione delle singole lesioni: tale accertamento mira spt a ricostituire lepisodio nelle sue varie fasi, a controllare le versioni di eventuali testimoni e le tesi difensive dei prevenuti

Il giudizio sulla successione delle ferite frequentemente difficile; non di rado si connette con gli accertamenti relativi alla letalit Di speciale rilevanze la distinzione tra lesioni prodotte durante la vita del leso e lesioni prodotte dopo la morte

La vitalit delle lesioni traumatiche si accerta spt in base alla presenza di fenomeni reattivi macroscopicamente rilevabili quali: infiltrazione emorragica dei tessuti presenza di evidente reazione infiammatoria circostante

Pi difficile il giudizio quando si tratti di lesioni irrogate poco prima della morte; in tali casi, o quando i rilievi macroscopici siano di incerta interpretazione, possono utilizzarsi: indagini istologiche indagini istochimiche indagini biochimiche

INDAGINI ISTOLOGICHE: il segno pi precocemente evidenziabile la reazione leucocitaria; uninfiltrazione perivascolare di PMN ben evidente presente solo quando la lesione sia stata inferta almeno 4 ore prima del decesso; pi tardivamente , non prima di 12 ore, compiono nellessudato anche elementi monocitari

METODICHE ISTOCHIMICHE: basate su determinazioni enzimatiche (fosfatasi alcalina, fosfatasi acida, aminoperptidasi, esterasi, adenosintrifosfatasi) Consentono di precisare meglio intravitalit della lesione: si pu infatti identificare unarea centrale, circostante la ferita, in cui si apprezza una ridotta attivit enzimatica se la lesione intravitale, mentre se di origine postmortale, tale fenomeno non compare Attorno a tale area, in casi di lesione inferte in vita , si pu anche identificare una zona periferica in cui attivit enzimatica aumentata, che sarebbe espressione di un meccanismo di difesa locale del tessuto connettivo La reazione vitale istochimicamente rilevabile rimane presente, pur con alcune eccezioni legate alla senilit, alla cachessia, alla gravit e pluralit di lesioni cutanee, per diversi giorni dopo il decesso

INDAGINI BIOCHIMICHE: si basano sulla determinazione della istamina e della serotonina, che presenterebbero un incremento qualitativo nelle lesioni intravitali, dimostrabile fino a qualche giorno dopo il decesso

Particolare importanza assumono le tracce di colluttazione fra offensore e vittima: le tracce possono riscontrarsi tanto sulla persona del leso, quanto sui suoi indumenti, non di rado anche sul luogo del fatto e magari sulla persona del colpevole Altro problema quello della posizione reciproca fra offensore e vittima: problema strettamente connesso con quello della modalit di produzione delle lesioni

CAP 7

LESIVITA DA AZIONI CONTUSIVE

AZIONE CONTUSIVA incontro violento (urto) del corpo con una superficie resistente, piana od ottusa; non necessario che loggetto sia solido, si possono determinare azioni contusive per urto contro la superficie dellacqua (es tuffi) Il trauma pu determinarsi tanto per la proiezione di un oggetto contro la persona, quanto per lurto di questa contro un ostacolo resistente

Corpi contundenti comprendono: 1. 2. 3. Mezzi di offesa e di difesa naturali (pugni, unghie.) Mezzi di offesa e di difesa fabbricati (bastoni, tirapugni, sfollagente) Innumerevoli arnesi domestici e strumenti di lavoro (ferri da stiro, martelli)

Insomma ogni oggetto non pungente, non tagliente e non fendente il quale, per accidente o per volont di alcuno, prenda contatto violento con lorganismo

Si riconoscono: Lesioni rilevabili a livello tegumentario Lesioni scheletriche Lesioni viscerali

Le lesioni rilevabili sul tegumento si distinguono in 4 tipi fondamentali: 1. 2. 3. 4. REAZIONI CUTANEE ESCORIAZIONI ECCHIMOSI FERITE LACERO-CONTUSE

Reazioni cutanee consistono generalmente in eritemi fugaci e sono leffetto di urti lievi, prodotti con strumenti non troppo duri, oppure di semplici attriti Fenomeno osservabile solo nel vivente, in quanto determinato da una risposta vasomotira al trauma Pi complesso sono i fenomeni dovuti al lungo ripetersi di tali traumi; si osservano allora edemi, bolle, calli. Edema duro policontusivo: forma caratteristica dovuta a lievi traumi reiterati

Escoriazioni consistono nellasportazione dello strato pi superficiale del tegumento e sono dovute ad una azione meccanica esercitata in senso tangenziale, cio per sfregamento Nellescoriazione si ha compromissione delle papille del derma e dei loro vasellini, perci di regola lescoriazione si copre di crosta ematica Le escoriazioni si rendono maggiormente osservabili dopo qualche ora dalla morte, per effetto dellessicamento della epidermide; nelle zone escoriate la cute presenta cos aumento di consistenza e colore brunastro (essicamento pergamenaceo), il che non dive trarre in inganno sulla gravit delle escoriazioni stesse. Considero: forma dimensione sede numero
Taluni le chiamano anche abrasioni anche se preferibile usare tale termine per designare leffetto del passaggio quasi a piatto delle lame molto affilate

Ecchimosi sono effetto di azione contusiva che determina infiltrazione ematica del tessuto offeso dal colpo, la quale traspare attraverso la cute, senza che vi sia discontinuazione del tegumento Se il sangue, anzich infiltrare i tessuti, forma raccolte voluminose, si parla di ematoma Lecchimosi di regola fenomeno vitale; se ne danno per anche di post-mortali che si osservano per lo pi nelle parti declivi di soggetti morti rapidamente (attenzione a non prendere per ecchimosi le macchie ipostatiche e la trasparenza del tessuto muscolare in talune zone dove la cute sia sottile e manchi il grasso sottocutaneo; in caso dubbio, lincisione del tegumento potr consentire di rilevare macroscopicamente o microscopicamente la realt p meno dellinfiltrazione emorragica

Considero: forma (non definita , in alcuni casi la chiazza ecchimotica riproduce, grossolanamente, lo strumento vulnerante) dimensioni sede numero colore :nel vivente la colorazione ecchimotica soggetta a variare di tono con il tempo; la macchia originariamente di colore rosso cupo volge al violetto, al bluastro, al verde, al giallo e quindi scompare; il colore sempre pi marcato al centro che alla periferia; la rapidit del viraggio di colore influenzata dalla quantit del sangue stravasato e dalla profondit dellinfiltrazione dei tessuti sottocutanei; in genere una ecchimosi superficiale rossastra o nerastra risale probabilmente a non pi di 24 ore, dopo 7 giorni appare verdastra ed alla fine di due settimane, giallastra. Vi sono ecchimosi che scompaiono senza cambiare o quasi colore: es sottoungueali e sottocongiuntivali bulbari. Il cambiamento di colore attribuito dai pi al trasformarsi dellemoglobina nei suoi prodotti di degenerazione fino allematoma.

Ferite lacero contuse contusioni associate a discontinuazioni del teguemto Si producono pi facilmente quando lo strumento vulnerante abbia qualche spigolo, pi o meno acuto, oppure quando la regione colpita presenti, subito sotto la cute, una resistenza ossea Rispetto al meccanismo di produzione di distinguono in: ferite da percussione o da compressione ferite da strappamento o da trazione

A seconda del mezzo e del modo con cui vengono prodotte, le ferite lacero-contuse hanno: forma ampiezza aspetti diversi

Se distinguono dalle ferite da taglio per: 1. 2. 3. i bordi generalmente irregolari con fatti escoriativi e colorazione ecchimotica, segni propri della contusione la presenza talora, tra un margine e laltro, di ponti di tessuto cutaneo o sottocutaneo, che hanno resistito al trauma lassenza di codette agli estremi

Talora la discontinuazine cutanea dovuta a punte di ossa fratturate, perforanti la cute dallinterno allesterno; altre volte losso sottostante alla regione colpita resiste e la cute viene schiacciata fra esso e la superficie contundente in modo da discontinuarsi secondo una data direzione (ci avviene facilmente al capo)

Lesioni scheletriche particolare interesse hanno le fratture craniche che con relativa frequanza si producono per traumi contusivi al capo e che con i loro caratteri consentono non dirado di idnetificare il meccanismo di produzione

Effetti dellurto contro oggetti solidi di ridotta superficie: se la violenza molto energica e tale da superare la resistenza dellosso si hanno fenestrature o piccole breccie ( fratture figurate o a stampo) con forma e dimensioni corrispondenti a quelle dellos trumento vulnerante (es proiettili da arma da fuoco, battente del martello.)

Effetti dellurto contro oggentto solidi di ampia superficie: 1. la parete cranica si deforma transitoriamente ma data la elasticit di cui dotata non si rompe (nel bambino per lestrema elasticit della teca, al depressione pu permanere, come avviene ad es in una pallina da ping pong danneggiata) se i limiti di elasticit della parete sono superati, ma lintensit lesiva relativamente modesta, si pu avere una semplice incrinatura, per lo pi limitata alla sola lamina interna ( la sua pi facile rottura dovuta al fatto di appartenere ad una curva di minor raggio, cos che quando al convessit della volta cranica si appiattisce, essa subisce una distensione pi marcata) per intensit lesive superiori che determinano un appiattimento locale della teca cranica, si ha una frattura circolare (detta equatoriale) che circoscrive unarea rotondeggiante che non pu essere di ampiezza superiore a quella della superficie contro la quale il capo ha urtato; le fratture equatoriali sono talora multiple, concentriche (fratture a bersaglio) per effetto di successivo, rapidissimo adattamento fratturativo di zone sempre pi ampie della parte colpita talora lintensit lesiva sia tale da produrre una deformazione in toto dello sferoide cranico, per cui si determinano fratture a direzione meridianica (fratture meridianiche), che si dipartono dal centro della zona colpita, dirigendosi al punto diametralmente opposto; la loro direzione indica il senso nel quale ha agito la

2.

3.

4.

violenza meccanica. Sono dovute alla riduzione di un diametro dello sferoide cranico ed la contemporaneo aumento del diametro perpendicolare ad esso, con effetto di strappamento della teca cranica (per il loro meccanismo di produzione sono anche dette fratture da trazione o da strappamento) 5. abbastanza spesso appiattimento locale e deformazione in toto dello sferoide cranico si effettuano simultaneamente ed allora il complesso delle fratture viene ad avere un aspetto a tela di ragno per il coesistere di rime circolari concentriche e di rime radiali centrifughe

Anche le fratture scheletriche di altre regioni corporee possono per le loro caratteristiche consentire talora di risalire al meccanismo di produzione Fratture sterno-costali possono prodursi per tentativi di rianimazione mediante massaggio cardiaco esterno, eseguito anche da mani esperte; si distinguono, nel cadavere, per la sede, la simmetricit e la generalmente assai scarsa o nulla infiltrazione emorragica dei focolai fratturativi

Lesioni viscerali comprendono: TRAUMI CONTUSIVI CEFALICI LESIONI CONTUSIVE A CARICO DEI VISCERI TORACICI LESIONE CONTUSIVE A CARIVO DEI VISCERI ADDOMINALI

TRAUMI CONTUSIVI CEFALICI possono indurre:

emorragie meinigee
Emorragieepidurale Emorragie sottodurale (o ipodurale) Prevalentemente determinata da sanguinamento venoso o capillare; in genere non si tratta di ematoma circoscritto, ma di diffusione ematica nello spazio tra dura e molle meninge Emorragie subaracnoidea Accompagna generalmente le contusione della corteccia cerebrale

Generalmente determinata da rottura dellarteria meningea media o di uno dei suoi rami La compressione cerebrale viene esercitata dallematoma extradurale quando questo ha raggiunto un suficiente spessore e pu essere a sede frontotemporale, temporoparientale o partietoccipitale a seconda del ramo arterioso rotto Non vanno confuse con le emorragie epidurali traumatiche quelle che si possono osservare, come alterazioni post-mortali, in soggetti il cui capo stato eposto ad intenso calore, per es nel corso di incendi di veicoli (ematoma da calore)

lesioni cerebrali (o cerebellari)


Contusione cerebrale Pu presentarsi sotto forma di lesioni varie per estensione e per gravit, che vanno dalle emorragie puntiformi ai vasti focolai di disfacimento (apoplessie) Le lesioni si osservano non solo in corrispondenza delle zona di applicazione della violenza traumatica ma anche nel punto diametralemtne opposto (contusione per contraccolpo); talora si ah lesione solo in questa ultima parte

Commozione cerebrale E effetto della successione in toto dellencefalo, senza lesioni anatomiche rilevabili e si manifesta con transitori disturbi funzionali

Primarie

lesioni di ponte e bulbo


Secondarie Da lesioni espansive endocraniche che determinano compressione e dislocazione del ponte e del bulbo

Da contusione diretta, in genere accompagnata da fratture della base delloccipitale e dello sfenoide Da contraccolpo Da dislocazione laterale del cervello

edema polmonare: la patogenesi non chiara, da mettersi in rapporto con la compromissione dei centri neurovegetatiti cerebrali, o per la loro eccitazione, o per la loro distruzione o in una combinazione e successione dei due fenomeni

LESIONI CONTUSIVE A CARICO DEI VISCERI TORACICI comprendono:

semplici contusioni polmonari o cardiache sfaceli da scoppio di polmoni o cuore lesioni aortiche in due tempi (gravissime lesioni entotoraciche si possono realizzare, spt in soggetti giovani, senza fratture della gabbia toracica, per la sua elasticit ferite polmonari da infissione dei monconi in caso di fratture costali

LESIONE CONTUSIVE A CARIVO DEI VISCERI ADDOMINALI comprendono:

gravi lesioni discontinuative dei visceri (fegato, milza, intestino, pancreas, vescica, reni e surreni.) rottura di milza in due tempi (emorragia sottocapsulare che in secondo tempo alla rottura della capsula con emoperitoneo) dislocazioni dei visceri addominali nella cavit toracica attraverso brecce diaframmatiche, nei casi di lesivit contusiva da compressione

Nei casi di morte per traumatismi contusivi, non si presenta solitamente il quesito della diagnosi differenziale fra suicidio ed omicidio, essendo le ipotesi pi facilmente prospettabili quelle dellinvestimento da veicoli e quellidi precipitazione nei quali leventualit del suicidio tuttaltro che rara

CAP 8

GLI INCIDENTI DA TRAFFICO

Rientrano (spt quelli stradali) in massima parte nelle LESIVITA DA CONTUSIONE

Limportanza degli eventi traumatici derivanti dalluso dei mezzi di trasporto deriva da: gravit degli effetti dalla loro frequenza (spt. gli incidenti da circolazione stradale).

I problemi medico-legali che si pongono in occasione di incidenti del traffico sono tanti: 9 9 9 9 eventuale accertamento delle cause (quando attengono allindividuo) ricostruzione della dinamica dellevento ai fini dellaccertamento delle responsabilit identificazione dei veicoli o delle vittime valutazione delle conseguenze dannose a carico delle persone in sede penale, civile ed assicurativa.

Nella casistica relativa agli incidenti della circolazione, usiamo distinguere: 1. 2. 3. INVESTIMENTO di pedone da parte di veicoli in movimento SCONTRO di veicoli INCIDENTE STRADALE propriamente detto (dove coinvolto un solo veicolo)

INVESTIMENTO DI PEDONE Investimento da parte di veicolo a due ruote | D luogo ad una lesivit di tipo contusivo senza particolari caratteristiche Investimento da parte di autoveicolo | D luogo ad una serie di fasi o tempi ciascuna delle quali connessa a peculiari effetti lesivi: 1. 2. fase: URTO fase: ABBATTIMENTO PROIEZIONE A DISTANZA CARICAMENTO fase: ACCOSTAMENTO fase: ARROTOLAMENTO fase: TRASCINAMENTO

3. 4. 5.

Le fasi 3^ 4^ 5^ si possono verificare oppure no. Le uniche lesioni che permettono di fare diagnosi di fase sono quelle di ARROTOLAMENTO.

FASE 1^ URTO: nella quale il veicolo prende contatto con il corpo del pedone e produce effetti contusivi nella sede dellurto stesso. Questi effetti si hanno a diverso livello a seconda dellaltezza della parte del veicolo dal suolo, che colpisce il corpo. Spt sono interessati gli arti inf. (lesioni parti molli, distorsioni, fratture) con gravit proporzionale alla velocit e al peso del veicolo investitore Talora si danno lesioni formate che consentono di identificare la parte del veicolo che ha preso contatto con linvestito e quindi il veicolo stesso

FASE 2^ ABBATTIMENTO: segue la fase dellurto. Vi caduta al suolo del pedone, che pu consistere anche in una vera e propria PRIEZIONE A DISTANZA, con lesivit in vari distretti di tipo contusivo e di freq. In sede cefalica. La sede cefalica freq. interessata quando alla fase dellurto non segue quella dellabbattimento o della proiezione a distanza, ma quella del CARICAMENTO: il corpo dellinvestito viene caricato sul cofano e va ad urtare, spesso con il capo, contro la parte antero-superiore dellautoveicolo stesso (parabrezza e strutture che lo sostengono). Fase cui segue poi la caduta a terra del corpo.

FASE 3^ ACCOSTAMENTO (detta anche di PROPULSIONE): il pedone abbattuto davanti allautoveicolo e questo non si arresta. Le strutture interiori del veicolo antistanti alle ruote e queste, nel tentativo di superare il corpo dellinvestito, possono produrre altre lesioni contusive.

FASE 4^ ARROTOLAMENTO: quando lautoveicolo, continuando la corsa riesce, a sorpassare il corpo del pedone.

Produce in genere: lesioni scheletriche (schiacciamento capo, fratture seriate di coste, fratture multiple del bacino) lesioni viscerali pi gravi con possibile dislocazione dei visceri stessi (es. rotture diaframmatiche) scuoiamenti, spt. arti, per azione attrittiva delle ruote.

Sugli indumenti o sul tegumento dellinvestito, i pneumatici dellautoveicolo possono lasciare la loro traccia, che pu consentire lidentificazione del veicolo investitore:

TRACCIA
POSITIVA Sugli indumenti perch limbrattamento delle parti sporgenti del battistrada lascia il proprio segno sulle stoffe NEGATIVA Sulla cute rimane traccia delle rientranze del battistrada, quasi per un meccanismo di suzione dovuto alla pressione negativa che viene a crearsi negli spazi vuoti

FASE 5^ TRASCINAMENTO: il corpo dellinvestito, agganciato da qualche parte del veicolo, viene trascinato con produzione di aree escoriative sul tegumento, per lattrito con il terreno, spesso ampie e disposte in senso del trascinamento. Anche sugli indumenti si possono rilevare tali effetti.

N.B. Il verificarsi di ciascuna delle fasi di qui si detto non costante; rari i casi in cui si attuino tutte quante; ma non vi investimento senza almeno una di esse

Negli investimenti da veicoli ferro-tramviari: prevalgono gli effetti della fase di arrotolamento, per la resistenza offerta dalle rotaie e per il peso del veicolo, le cui ruote agiscono da strumento tagliente da qui amputazioni di arti, deprezzamento sfaceli di interi settori corporei

Negli investimenti combinati: termine che intende varie eventualit( investimento previo scontro di veicoli, reinvestimento, caduta da veicolo ed investimento) Essi pongono particolari problemi per la differenziazione delle lesioni prodotte nelle varie fasi di essi.

Non raramente posto il problema della diagnosi differenziale tra:

morte per investimento

investimento di cadavere di persona deceduta per altra causa

di regola le lesioni non avranno carattere di produzione intravistale : assenza di infiltrazione emorragica assenza di emboli gassosi mancata aspirazione di sangue nelle vie aeree

di regola sar accertabili solo con i rilievi necrocopici

Va tenuto presente che quando la morte istantanea, assai modesta pu essere linfiltrazione emorragica delle lesioni.

I quesiti che si pongono in casi di MORTE PER INVESTIMENTO DA VEICOLI sono: 1. 2. 3. 4. reale ricorrenza dellinvestimento modalit dellinvestimento identificazione del veicolo investitore (o per lo meno del tipo) genesi dellevento: omicidio doloso o colposo, suicidio, accidentalit)

Pi difficile differenziare tra il puro accidente ed il caso dovuto ad imperizia, imprudenza o negligenza del guidatore che pu essere complicato dalla colpa dellinvestito, Tali evenienze offrono frequente materia di litigio giudiziario

SCONTRO TRA VEICOLI Scontro autoveicolo-autoveicolo; autoveicolo-motoveicolo; motoveicolo-bicicletta)

Anche in questo caso si impongono accertamenti medico-legali, in tema di lesivit, anche se impossibile prendere in considerazione tutte le eventualit con i relativi meccanismi lesivi prospettabili, dipendenti dalle svariatissime modalit di scontro.

Tipica la lesivit degli occupanti un autoveicolo in occasione di: SCONTRO FRONTALE Le lesioni possono essere provocate sia: dallurto contro le strutture rigide interne dellabitacolo(al capo, torace, arti inftipica la lussazione posteriore del femore con frattura del cingolo cotiloideo per trauma contusivo del ginocchio da posizione seduta) dalla brusca decelerazione (che pu dare rottura del peduncolo vascolare cardiaco) colpo di frusta si ha prima una iperflessione e poi iperestensione del tratto cervicale della colonna TAMPONAMENTO Si ha per urto posteriore dellautomobile da parte di un altro autoveicolo. Caratteristiche lesioni: colpo di frusta il brusco movimento di iperestensione e poi di iperflessione poi del rachide cervicale, con lesioni che possono andare dal semplice stiramento muscolare alle fratture vertebrali con interessamento midollare

Proprio queste nozioni sul colpo di frusta permettono di distinguere le lesioni prodotte dal scontro frontale da quelle da tamponamento in caso di scontri a catena.

Altro problema da considerare in caso di scontro tra autoveicoli stabilire che si trovasse alla guida al momento dellincidente (spt, se i corpi sono sbalzati.) Diversi i tentativi, ma difficile avere criteri precisi. Un dato attendibile da valutare sono le cinture di sicurezza( se erano allacciate) in quanto ho trauma da cintura che sar differente per il guidatore e per colui accanto alla guida.

INCIDENTE STRADALE PRORPIAMENTE DETTO

E quello che vede coinvolto un solo veicolo: caduta da motoveicolo uscita di strada di autoveicolo urto contro ostacolo fisso

Problemi relativi a: 1. 2. cause dellincidente quando attengono al guidatore effetti lesivi per lui o per i trasportati per le conseguenze penali civili e/o eventualmente assicurative che ne derivano

Per quanto riguarda gli incidenti del: TRAFFICO FLUVIALE, LACUSTRE, MARITTIMO OD AEREO (investimento di bagnati da parte di natanti, naufraghi, incendi.) ai problemi inerenti la lesivit si associano frequentemente quelli della identificazione delle vittime [o per il prolungato soggiorno in mezzo liquido ( fatti trasformativi e danni prodotti dalla fauna acquatica) o per le gravi alterazioni traumatiche o termiche].

CAP. 9

LESIVITA DA ARMA BIANCA

Si dovrebbe parlare pi propriamente di strumenti, dato che il termine arma indica solo oggetti costituiti appositamente per loffesa e dato che queste lesioni possono essere prodotte da altri oggetti, che pur non essendo stati costruiti per offendere, possono agire in modo analogo

Riconosciamo come lesione da arma bianca: FERITE DA PUNTA FERITE DA TAGLIO FERITE DA PUNTA E TAGLIO FENDENTE

FERITE DA PUNTA quelle prodotte da oggetti che abbiano un estremo acuminato Infinita la variet di strumenti puntiti: ahi, chiodi, spine, compassi, pugnali, lance, forconi,,,, Non sempre nella pratica, le ferite da punta sono prodotte da strumenti veri e propri, a volte si tratta di parti sporgenti, di infissi acuminati

Lazione vulnerante delle punte si esplica mediante: divaricazione dei tessuti in tutte le direzioni del piano di applicazione e col pi o meno forte approfondimento nella compagine di essi Nelle ferite da punta in genere prevale la PROFONDITA sulle altre dimensioni

Si distinguono: ferite a fondo cieco ferite trapassanti (se hanno decorso sottocutaneo sono dette a setole) ferite penetranti (se raggiungono la cavit interna: pleura, pericardio, peritoneo)

[da appunti: la lesione di ingresso in funzione della sezione dello strumento, ma non identica dato che il tessuto cede solo nelle direzioni parallele al decorso delle fibre]

Le punte molto sottili: (es. aghi) determinano fori piccolissimi, in corrispondenza dei quali la soluzione di continuo, data la elasticit del tegumento, appare virtualmente chiusa ed ha laspetto di un punto. Malgrado la poca evidenza e le piccole dimensioni dellalterazione, tali lesioni possono produrre conseguenze gravissime. Sia indirettamente per complicanze infettive, sia direttamente per compromissione di organi vitali (es cuore)

Le punte di maggior diametro: A sezione circolare o poligonale a molti lati, producono discontinuazioni a forma di foro, almeno parzialmente beante, il quale non circolare, come si potrebbe supporre, ma ha forma ovale o ad occhielli; ci per il fatto che la cute anzich lacerarsi in tutti i sensi, come in tutti i sensi agisce la forza lacerante, cede solo nella direzione parallela al decorso delle fibre che entrano nella sia costituzione. Quando la ferita. Anzich essere prodotta da una punta a sezione circolare o poligonale a molti lati, effetto della penetrazione di una punta piramidale a pochi lati (tre o quattro), con spigoli accentuati ed in un certo modo taglienti, allora questi spigoli determinano lesioni a forma caratteristica (a y per le punte a tre lati, a croce per le punte a quattro lati)

Elementi pi sicuri per lidentificazione della forma dello strumento feritore si hanno quando la punta particolarmente resistente, abbia interessato un osso o una cartilagine. Data la poca elasticit di questi tessuti, la divaricazione operata dallo strumento penetrante e costituisce una LESIONE FORMATA, che conserva la forma e le dimensioni della punta fenditrice. La profondit delle lesioni non sempre d indicazione esatta della lunghezza della punta: in certe parti del corpo (es. addome) le pareti sono comprimibili ed allora pu accadere che unarma corta, immersa fino al manico, venga ulteriormente spinta innanzi mediante compressione della parete e riesca cos a raggiungere piani pi profondi di quanto la sua lunghezza consentirebbe; pi facile valutare la lunghezza dellarma quando vi sia trapassamento di una parete (es braccio) e ferita a fondo cieco di unaltra (es. torace), oppure quando sia compromesso un osso o una cartilagine

Una punta immanicata che sia affondata violentemente e completamente, pu dare una ferita circondata dalla traccia abbastanza netta, specie si di tipo escoriato, del principio del manico; lidentificazione dellarma intuitiva

Lesioni profonde mediante strumenti a punta molto sottile non hanno, salvo casi particolari, effetti gravi; Strumenti lunghi e robusti, specie se vibrati con forza, hanno cospicua capacit di penetrazione e riescono facilmente a ledere visceri e ossa; vasi e nervi sfuggono meglio allazione penetrante

FERITE DA TAGLIO Quelle prodotte da oggetti che abbiano alcuna loro parete poco spessa e con margine sottile, affilato, lineare

Sono strumenti taglienti:


non solamente linfinita serie di oggetti muniti di lama con margine affilato (o filo) come coltelli, spade, bisturi, rasoi

pezzi di vetro frammenti di metallo

Lefficacia lesiva in rapporto a: -

grado di affilatura (acutezza e regolarit dellangolo incidente) energia impiegata il modo in cui il tagliente agisce (il filo per semplice pressione opp. con pressione e scorrimenti insieme)

Si possono produrre fondamentalmente 4 tipi di lesione:


1. 2. 3. 4. abrasioni propriamente dette: ottenute mediante scorrimento quasi a piatto, nel piano subtaglenziale, della lama

ferite lineari dovute alla penetrazione perpendicolare o quasi del filo nei tessuti; ferite a lembo dovute alla penetrazione obliqua di esso ferite mutilanti quando il tagliente asporta una parete sporgente del corpo (naso, dita, pene.)

Nelle ferite da taglio la LUNGHEZZA prevale in modo assoluto sulla larghezza e anche sulla profondit

La loro lunghezza e profondit dipendono da vari fattori relativi: ai caratteri propri dellarma (grado di affilatura, lunghezza della lama) opp. relativi al modo i impiego di essa (forza estrinsecata, direzione del colpo.)

Per la valutazione dei dati dimensionali e dei caratteri in fenere delle lesioni da taglio, opportuno ravvicinare i margini

Le ferite da taglio sono: di regola nette hanno margini lineari n contusi n escoriati estremi ad angolo acutissimi (solo quando non sono ferite mutilanti) agli estremi (margini) possono riscontrarsi delle CODETTE per effetto della discontinuit superficiale della cute determinata dallo scorrimento e strisciamento del filo senza sufficiente pressione. Di regola se si ha la codetta da un lato solo, opp dai due lati, con la lunghezza diseguale, il taglio p da ritenersi iniziato dallestremo dove la codetta manca o meno sviluppata; fanno spesso eccezione le ferite che interessano una superficie convessa (es superficie volare dellavambraccio). Nei casi di autoscannamento, il taglio ha per lo pi inizio dal lato del collo opposto a quello della mano armata, che spesso non riesce a portare la lama altrettanto lateralmente della parte del collo che corrisponde; qui il tagliente viene ad assumete una direzione, anzich parallela alla superficie cutanea, fortemente obliqua, donde la mancanza o il poco sviluppo della codetta appaiono divaricate: il fatto dipende dalla retrazione per elasticit, dei tessuti discontinui ed il grado di divaricazione dei margini; che dipende oltre che dalla lunghezza della ferita, dalla maggiore o minore elasticit delle parti tagliate e dalla direzione della soluzione di continuo che pu essere parallela o trasversale al decorso dei fasci di fibre che danno elasticit al tessuto. Dove la cure non pu pi retrarsi, a causa degli intimi rapporti con i piano sottostanti (come al capo e alle superfici palmari e plantari) le ferite non appaiono divaricate; se per la ferita interessa anche le membrane profonde, cui la cure aderisce intimamente, allora il divaricamento ha luogo talora i margini possono risultare non molto netti ed apparire intaccati o lacerati in vario modo; ci avviene quando la ferita sia stata prodotta da uno strumento poco affilato, oppure manovrato con reiterazione di movimenti pressoch nella stessa sede, opp quando la cute interessata dalla lesione sia grinzosa o placata raramente penetranti interessano per lo pi soltanto le parti molli; si possono avere anche attaccature, di regola superficiali, talora addirittura resecatni, delle ossa (es. mutilazioni delle dita con cesoie metalliche)

EFFETTI
immediati emorragia esterna; pi o meno copiosa a seconda dellimportanza del vaso(vasi offesi, talora rapidamente mortali recisione di tronchi nervosi: paralisi di senso e di moto recisione di tendini compromissione articolari Mediati - complicanze infettive: meno frequenti che nelle ferite lacero contuse

N.B. Nelle ferite da taglio al collo assumono speciale importanza i fatti discontinuativi delle vie aeree, che di per s non sarebbero mortali, m possono diventarlo per il riversarsi, nelle vie stesse, del sangue dei vasi recisi (sommersione interna), e per complicanze infettive. La guarigione avviene mediante cicatrizzazione

FERITE DA PUNTA E TAGLIO prodotta da strumenti con estremo acuminato e con uno o pi spigoli affilati e taglienti. Si tratta quasi sempre di oggetti fabbricati appositamente (ecco perh strumenti): coltelli da tasca, coltelli da mestiere, baionette.)

Si hanno strumenti: monotagleinti: con costola bitagleintiallestremo della lama e monotagleinti nel resto tritaglienti (talune baionette) con maggior numero di spigoli affilati: tale numero non pu aumentare senza far perdere allarma la sua caratteristica di arma da punta e taglio: infatti aumentando il n degli spigoli, meno profonda pu essere la scanalatura fra di essi e la sezione della lama da appiattita si fa poligonale, e pi sono i lati, pi il poligono si avvicina alla forma circolare e larma assume i caratteri della punta

Lame monoatagleinti molto sottili danno ferite che assomigliano a quelle prodotte dalle bitaglienti. Se sono un poco spesse e hanno quindi una costola grossa, danno ferite con estremi, acutissimo luno, pi ottuso laltro, che quello dove ha agito la costola.

Lame bitaglienti producono ferite che hanno laspetto di ferite semplicemente da taglio (salvo la profondit relativamente maggiore se nellimmersione, o nel ritiro, la lama stata tenuta in modo da aversi inclinazione dei taglienti rispetto alla cute, si possono produrre codette.

Lame tritagleinti danno ferite di forma caratteristica a seconda del numero e della disposizione degli spigoli che hanno agito discontinuando la cute

Caratteristiche delle ferite: margini netti estremi acuti la cute discontinua si ritrae e le ferite assumono forma a mandorla > profondit rispetto a ferite da taglio codette

[anche qui sono valide le osservazioni fatte a proposito delle ferite da taglio relativamente alla forma, dimensioni e allarma]

Nel caso delle ferite TRAPASSANTI esistono due soluzioni di continuo della cute, una dentrata ed una di uscita, la seconda di solito pi piccola della prima Le due lesioni possono talora differenziarsi anche per altri caratteri, in dipendenza del fatto che certe lame sono bitaglienti nel tratto estremo e monotaglienti nel rimanente.

N.B. Le lesioni da punta e taglio in genere hanno i caratteri di maggiore gravit di quelle semplicemente da punta o taglio, per il fatto dellassociazione dei due meccanismi lesivi diversi e della penetrazione in profondit

FERITE DA FENDENTE Prodotta da strumenti la cui efficacia vulnerante dovuta spt alla notevole forza viva e quindi alla massa; in genere si tratta di accette, forbici, scuri, zappe, badili. E a determinare la peculiare violenza dei colpi da fendente entra anche l a forza di gravit

Caratteristiche delle ferite: hanno forma allungata laspetto dei margini dipende dal tipo e dallo stato dello strumento; a seconda che questo sia affilato o no i margini possono apparire netti o contusi. Esistono talora ponti di cute e di tessuto sottocutaneo tra luno e laltro margine mancano le codette le ossa sottostanti sono lese con maggior frequenza che non nei ferimenti da taglio (spt per ferite alla testa, non del tutto rare le ferite mutilanti)

Un giudizio sulla qualit e tipo dello strumento possibile solo con conoscenze speciali e dopo esame comparativo delle dimensioni e forma delle ferite con quelle delloggetto che si sospetta averla procurata

Nei ferimenti mortali da arma da punta, da taglio , fendente la DIAGNOSI DIFFERENZIALE tra:
OMICIDIO - SUICIDIO - ACCIDENTE - AUTOFERIMENTO INVOLONARIO

Si fa interagendo:

DATI RELATIVI AI PRECEDENTI PERSONALI DEL MORTO Anamnesi del defunto (es lettere.)

DATI RILEVABILI SUL LUOGO DEL FERIMENTO Sopralluogo (segni di colluttazione, presenza di arma feritrice, posizione del cadavere e disposizione delle macchie di sangue.)

DATI TRAUMATOLOGICI

Risultati esame necroscopico e spt relativi alle ferite: - sede - numero - tipo - profondit - direzione

Esempi: accidente - sede qualunque - numero ferite unico (molto raro multiplo) - sede autoaggredibile (sedi preferenziali collo e polsi.) - regione precordiale - numero unico o multiplo (lesioni di prova: taglio le vene e mi sbaglio ecc) - sede qualunque - numero unico o multiplo - lesioni da difesa spt superficiale dorsale, avambracci e mani

suicidio

omicidio

In complesso si tratta di utilizzare vari elementi, nessuno dei quali si pu ritenere probativo, ma che nel loro insieme, spt se messi in relazione con i dati dellanamnesi e con le risultanze del sopralluogo, consentono , nella grande maggioranza dei casi, un giudizio attendibile

Diagnosi differenziale tra modalit lesive

Elementi anamnestici (lettere, etc)

Sopralluogo (segni di colluttazione, presenza di arma feritrice, posizione del cadavere e disposizione delle macchie di sangue, etc.)

Dati traumatologici (sede, numero, tipo , profondit e direzione delle ferite)

Accidente

sede: qualunque numero: unico o multiplo (molto raro)

Suicidio o autoferimento volontario sede: autoaggredibile (sedi preferenziali: collo, polsi, precordiale) numero: unico o multiplo (lesioni di prova)

Omicidio

sede: qualunque numero: unico o multiplo lesioni da difesa: superficie dorsale avambracci e mani)

CAP 10

LESIVITA DA ARMA DA FUOCO E DA ESPLOSIONE

Mediante le armi da fuoco si utilizza la forza di espansione dei gas di esplosione di determinate sostanze per il lancio di proiettili
ARMI DA FUOCO PORTATILI A canna corta (es pistole) A canna lunga (es fucile) Liscia (utilizzando munizioni e proiettili multipli) Rigata (usiamo munizioni a proiettile unico; permette la rotazione del proiettile sul proprio asse stabilizzando la traiettorie) NON PORTATILI

CARICAMENTO DELLARMA AVANCARICA (armi del passato) manuale RETROCARICA a tamburo con caricatore

Le armi a ripetizione (funzionamento): ordinaria semiautomatica

automatica (sfrutta lazione del rinculo)

Componenti di una cartuccia sono: bossolo capsula o innesco esplosivi di lancio: polveri nere (mix di carbone, zolfo e nitrato di K) polveri nitrocomposte o sostanza fumo (le pi utilizzate oggi, sono molto potenti e lasciano pochi residui)

Proiettile: unico multiplo

caratteri del proiettile: forma (sferica, cilindro-conica, cilindro-ogivale) calibro (il diametro della lesione indice generico del calibro 22-9-7.65-6.35) peso costituzione [camiciatura] (piombo semicamiciato camiciato blindato) forza viva (natura dei materiali che li compongono)

PROIETTILE SEMICAMICIATO

PROIETTILE CAMICIATO

PROIETTILE BLINDATO

Il piombo di per se molle, la camiciatura del proiettile con metallo duro, ne permette la penetrazione negli ostacoli/bersagli. Il livello di rivestimento del proiettile determina il tipo di camiciatura I proiettili esplosivi (DUM-DUM) ufficialmente banditi, una volta penetrati nel bersagli si comportano come piccole granate che esplodono quando, per larresto del proiettile, una massa battente interna viene ad urtare contro un detonatore

Parametri dinamici sono caratterizzati da: moto dei proiettili forza viva

movimenti di un proiettile: Normali traslazione lungo lasse rotazione attorno allo stesso asse Anormali oscillazioni vibrazioni rotazioni attorno ad un asse normale alla traiettoria (capovolgimento) deviazioni da ostacoli

Il movimento di traslazione inizia secondo una retta che il prolungamento dellasse della canna: siccome sul proiettile agiscono anche la gravit e la resistenza dellaria, la linea percorse (traiettoria) assume approssimativamente la forma di una parabola Nelle cariche a proiettili multipli, questi seguendo traiettorie divergenti, si disperdono con formazione della rosa La forza viva o energia cinetica rappresentata dal semiprodotto della massa moltiplicato per il quadrato della velocit Influisce grandemente sopra la capacit vulnerante dei proiettili, ma certo che a determinare tale capacit, meglio designata come potere darresto (stopping power), intervengono le stesse caratteristiche dellorganismo colpito.

I proiettili esplicano la loro azione vulnerante sui tessuti: percuotendoli (azione a martello) divaricandoli (azione a cuneo) trapanandoli (quando siano animati da movimento rotatorio impresso dalla rigatura della canna)

Le lesioni da arma da fuoco comprendono: lesioni contusive ferite a semicanale o a doccia ferite a fondo cieco ferite trapassanti ferite da scoppio

Nel determinare luna piuttosto che laltra intervengono: maggiore o minore forza viva modo in cui lorganismo viene investito resistenza e strutture delle parti colpite loro protezione (es indumenti)

In dettaglio: LESIONI CONTUSIVE la penetrazione del proiettile dipende spt dalla forza viva; questa in parte spesa durante lavanzamento del proiettile lungo la traiettoria per vincere la resistenza dellaria; negli ultimi tratti della traiettoria la forza viva cos ridotta che il proiettile non riesce a discontinuare i tessuti e si limita a contundere (cio pu avvenire anche il semplice fatto che la parte colpita sia protetta da pi strati di stoffa o da altri diaframmi resistenti)

FERITE A SEMICANALE il proiettile investe una parte del corpo tangenzialmente, cio sfiorandola e producendo un semplice solco

FERITE A FONDO CIECO il proiettile penetra nel corpo ma non pi animato da sufficiente forza viva per proseguire e per uscire; la ferita costituita da un foro (foro entrata) e da un tramite, in fondo al quale si trova solitamente annidato il proiettile

FERITE TRAPASSANTI il priettile penetrato nel corpo non viene arrestato nel suo cammino e riesce ad uscire, generalmente dalla parte opposta a quella per la quale entrato; in questo caso si osservano un tramite e due fori (quello di entrata e quello di uscita)

FERITE DA SCOPPIO si osservano oltre che per azione dei proiettili esplosivi, anche per effetto di proiettili animati da grandissima forza viva, che investano parti del corpo a conteuto liquido o semisolido (scoppio per brusco aumento di pressione del contenuto liquido o semisolido di una vait o organo, es cuore)

FORO DI ENTRATA:

diametro minore di quelli del proiettile che lha prodotto: dipende dalla elasticit della cute che si deprime e inguaina, per cos dire, il proiettile, e una volta perforata si distende; passato il proiettile ritorna su se stessa: Oltre che con il grado di elasticit della cute, la sproporzione fra larghezza del foro e calibro del proiettile in rapporto con al forza viva animante: tanto pi grande questa forza tanto minore la sproporzione

forma: rotonda (quando rotonda sia la sezione del proiettile e questo investe la cure perpendicolarmente) ovalare (quando penetra obliquamente nella cute) irregolare (per proiettili di forma irregolare) margini: pi o meno finemente frastagliati e lievemente introflessi orletto escoriativo: dovuto allattrito esercitato dal proiettile e sulla cute introflessa al suo passaggio orletto ecchimotico: circonda il precedente ed dovuto a lacarazione dei vasellini della cute vicinissima al foro

Quando la canna al momento dello sparo sia appoggiata alla cute, il foro di ingresso pu presentarsi come una lacerazone pi o meno ampia, pi o meno irregolare, qualora al di sotto della cute si trovi una resistenza ossea, in quanto i gas fuoriusciti dalla canna al seguito del proiettile si insinuano nei tessuti e spesso riescono a lacerarli pi o meno ampiamente Per lidentificazione del foro di entrata, nei confronti di quello di uscita, valgono anche taluni reperti del tramite intracorporeo. Tipiche sono infatti le lesioni delle ossa attraversate dal tramite; in modo particolare quelle delle parteti craniche (fori imbutiformi cio con margini scoscesi obliquanemnte e svasati nel senso delle direzione del proiettile)

Nei colpi sparati da vicino lorletto ecchimitico pu presentare un colore rosso vivo per formazione di carbossiemoglobina dovuta allossido di carbonio prodotto dalla combustione dellesplosivo. Intorno al foro di ingresso possono osservarsi tracce pi o meno evidenti di: ustione: prodotta dalla vampata dei gas accesi nellesplosione affumicatura: prodotta dal depositarsi sulla cute dei prodotto di combustione dellesplosivo tatuaggio: prodotto dalla penetrazione engli strati superficiali del tegumento di residui incombusti dellesplosivo

Per lo pi lustione si limita ad una strinatura dei capelli o della peluria; nelle parti coperte da indumenti pu essere rilevabile in questi laffumicatura, negli spari a polvere nera, appare come un deposito di colorito brunastro; in quelli con polveri senza fumo meno estesa e ha colori vari (grigi, giallastri); scompare con il lavaggio; lampiezza della zona affumicata in rapporto anche con la distanza dello sparo; talora, specie su taluni substrati (stoffe colorate.) accertabile solo per cia chimica o radiochimica. Il tatuaggio si presenta come una minuta punteggiatura a rosa circondante il foro; non scompare con la lavatura; anche i residui incombusti dellesplosivo possono dimostrarsi soltanto per via chimica o radiochimica Lobliquit del tiro, rispetto alla cute, influisce sulla forma delle aree affumicate e tatuate Allontanando la bbocca dellarma dal bersaglio, sempre nellambito dei colpi esplosi a distanza ravvicinata, degli effetti suddetti Lultimo a scomparire il tatuaggio, in quanto le particelle incombuste della carica di lancio, di massa superiore a quelle costituenti il fumo, vengono proiettate a distanza maggiore di queste.

FORO DI USCITA: diametro pi grande di quello di entrata forma variabile (in relazione alla direzine di arrivo) margini sfrangiati e talora evidnentemente estroflessi spesso presenta colorazione ecchimotiva allintorno eccezionalmente in determinate condizioni pu presentatre orletto escoriativo o per attrito della cute contro una resistenza (cinghia, parte del corpo appoggiata al muro) o per macerazione dellepidermide circostante e successivo dissecamento

TRAMITE DELLE FERITE: canale di solito disposto lungo il prolungamento della traiettoria e terminante con un fondo cieco o con foro di uscita Di regola, quando si tratta di un colpo a proiettile unico, il tramite unico (anche se un proiettile unico pu frangersi urtando contro parti osee resitenti e produrre quando pi tramiti); multiplo quando la carica a proiettili multipli I tramiti possono presentare deviazioni ( per urti contro tessuti resistenti); nelle cariche di pallini spesso evidente la divergenza dei tramiti.

CARICHE A PROIETTILI MULTIPLI

Reperti diversi a seconda della distanza: se breve si ha un forame unico, ampio (i proiettili fanno palla); aumentando la distanza si ha una rosa di fori di entrata, tanto pi grande quanto maggiore la distanza stessa Negli spari a distanza moderata (qualche metro), si pu osservare un forame ampio determinato dallingresso in massa della maggior parte dei proiettili, circondato da piccoli fori saprsi a rosa dovuti ai pallini pi periferici, le cui traiettorie sono le prime a divergere ( il fucile a canne mozze permette di aprire prima la palla durto dei proiettili rispetto ad un fucile a canne normali)

I questiti pi importanti proponibili nei casi di ferimento per arma da fuoco riguardano: identificazione dellarma: utilizzimo lesame dei proiettili eventualmente rinvenuti nel cadavere o sul luogo del ferimento; dimostative possono essere certe caratteristiche delle tracce impresse sul proiettile dalla rigatura della canna; il riscontro viene fatto con la comparazione (eventualmente per accostamento) di immagini fotografiche imgrandite Lindagine pu farsi tanto sui proiettili (dove si oservano le tracce di rigatura) quanto sui bossoli (dove si osservano le tracce del percussore, dellestrattore e dellespulsore, le impronte del fondo della camera della canna) numero di colpi: occorre accertare esattamente il numero dei fori di entrata e individuare i singoli tramiti. Nei colpi a proiettili multipli, tener conto delle qualit della carica, della distribuzione dei proiettili, della grandezza della rosa. La stessa arma pu essere stata caricata con cartuccie di tipo diverso per qualit di esplosivo, di proiettile; quindi il riscontrare nel cadavere proiettili diversi non prova senzaltro che le ferite siano dovute a pi armi

distanza di sparo: si valuta in rapporto a : -fenomeni di ustione, affumicatura, tatuaggio -presenza di residui della polvere mediante analisi chimica o radiocheimica -forza di penetrazione dimostrata dai proiettili -grandezza della rosa Dato il variare dellefficientza delle varie armi converr sempre, quando possinile, procedere ad esperimento con larma feritrice, se repertata

direzione del colpo: si deduce da quella dei tramiti; il suo accertamento serve per affrontare il problema della posizione reciproca del feritore e delle vittima, problema nettamente risolvibile solo quando vi siano tracce dellos sparo nellambiente perch la direzione dei tramiti intracorporei dipende, oltre che dalla posizione del feritore rispetto al ferito, anche dallattggiamento della persona di questo ultimo diagnosi differenziale tra omicidio, suicidio e daccidente per la discriminazione occorre tenere conto di: distanza di sparo numero dei colpi sede della ferita o delle ferite eventuali tracce di collutazione

Utile per chiarire il problema: trovare larma ancora in mano riscontrare laffumicatura duna delle mani Per questo ultimo rilievo i prodotto di combustione dellesplosivo possono venire raccolti mediante il cosiddetto guanto di paraffina e rilevti mediante differenti metodiche; la validit del guanto di paraffine, inteso come ricerca dei residui nitrosi e nitrici, stata assai ridimensionata dallepoca della sua introduzione fino a sconsiliarne luso, mentre sono stati prorposti ed applicati metodi di ricerca degli altri componenti presenti nei residui della polvere da sparo provenienti dalla carica dellinnesco (piombo, bario, antimonio.) e dallusure della pallottola nella canna stessa dellarma

Per la ricerca di tali metalli si possono utilizzare : metodi colorimetrici analisi spettriche di emissione analisi per attivazione neutronica spettrofotometria di assorbimento atomico analisi per voltametria di strippaggio anodico oscillopolarografia autoradiografia

ciascuno dei dati sopraelencati pu, preso s, non avre significato probativo; il giudizio deve ricavarsi integrandotutti i dati possibili. In taluni casi non si pu giungere ad una conclusione soddisfacente ed il problema rimane isoluto, almeno se consederato in base a rilievi strettamente medici. Spesso si sopperisce con altri elemnti di giudizio: precedenti personali del morto, dati psicologici, condizioni di tempo e di luogo, documenti.

LESIONI DA ESPLOSIONE Prodotte da scoppi di cas, polveri piriche, miscele detonanti Effetti Termici Meccanici (contusivo lacerativo) Pressori Chimici (asfissia tossica dovuta ai prodotti dellesplosione) Emotivi

CAP 11

LESIVITA DA VIBRAZIONI

VIBRAZIONI sono costituite da una successione periodica di oscillazioni che si riproducono ad intervalli di tempo regolari e si propagano alla stessa velocit, la quale tuttavia varia a seconda della natura del mezzo in cui si trasmette il movimento

Esse si distinguono: INFRASUONI freq < 20 Hz SONORE freq compresa tra 20 e 20.000 Hz ULTRASUONI freq. > 20.000 Hz

La trasmissione nel corpo umano avviene: mediante un mezzo elastico (aria) per contatto diretto con strutture corporee vibranti (ossa)

Caratteri delle vibrazioni sonore (quelle percepite dallorecchio umano mediante sensazione acustica determinata dalle variazioni di pressione dellaria che eccitano le terminazioni sensitive del nervo acustico): Periodo (intervallo di tempo costante in cui si produce il fenomeno) Frequenza (numeri di periodi al secondo, espressa in Hz) Ampiezza (massima estensione della vibrazione) Lunghezza donda (distanza tra due punti vicini nella stessa fase della vibrazione stessa) Intensit (quantit di energia vibratoria che si propaga nellarea circostante la sorgente e pu essere definita o in termini di energia o in termini di pressione)

SUONO ogni movimento vibratorio capace di produrre una sensazione uditiva; caratteristiche del suono sono: Altezza (frequenza delle vibrazioni) Intensit (quale unit di misura del livello di pressione sonora o livello di intensit sonora si usa il decibel (dB), il quale lunit di misura logaritmica della pressione acustica, cio il flusso di energia per secondo e per cm2 normale alla direzione di propagazione) Timbro (qualit dei suoni determinata dalla forma dellonda sonora)

RUMORI vibrazioni sonore irregolari, non periodiche, la cui durata e le cui caratteristiche di frequenza non permettono lanalisi musicale uditiva

Il corpo umano pu andare incontro a due tipi differenti di vibrazioni: 1. Quelle che coinvolgono tutto il corpo (scuotimenti): caratterizzati da movimenti oscillatori di bassa frequenza e grande ampiezza; provocano lesioni che dipendono anche da: 2. accelerazione tempo di esposizione sensibilit individuale

Quelle che interessano soltanto settori di esso: determinano lesioni interessanti settori limitati del corpo come: strumenti vibranti ipoacusia da rumori

INFRASUONI

Lesivit da infrasuoni: 1. Effetti sullintero organismo (es. guida di mezzi di trasporto) Freq. < 5 Hz = reazione neurovegetativa Freq. < 15 Hz = disturbi gastrointestinali; neuropsichici, visivi, osteoarticolari

2.

Effetti localizzati (strumenti vibranti) Freq. 50-150 Hz = disturbi vasomotori ed osteoarticolari

Dovuti alla propagazione delle vibrazioni: alle strutture corporee ai liquidi allaria in esse contenute

Lorganismo si oppone agli scuotimenti mediante la propria forza di inerzia, ed anche con la reazione determinata dalla contrazione muscolare e dallirrigidimento del sistema locomotore che tendono a ristabilire le condizioni di equilibrio

Eziopatogenesi: tali vibrazioni possono determinarsi es nella guida di mezzi di trasporto, o nella conduzione e funzionamento di macchinari ancorati al suolo

FREQUENZE < 5 HZ Stimolano la funzione vestibolare con reazioni neurovegetative, quali nausea seguita a volte da vomito, pallore e sudorazione fredda Generalmente scompaiono con la cessazione dello stimolo

FREQUENZE SUPERIORI FINO A 15-20 HZ Danno disturbi: gastro-intestinali (anoressia,dispepsia,ipertonogastroduodenale) neuropsichici ( cefalea, vertigini, irritabilit, astenia) visivi (nistagmo, illusione ottica) spesso segnalata una patologia a carico del rachide dorsolombare (dolori paravertebrali, e sciatalgici, talvolta manifestazioni spondilo-artrosiche

Possibile un danno uditivo la cui eziopatogenesi sarebbe rappresentata da fenomeni di distorsione e moltiplicazione degli infrasuoni nel condotto uditivo esterno o nei liquidi labirintici, con formazione di vibrazioni a frequenza maggiore idonee a stimolare le terminazioni nervose dellorgano del Corti

STRUMENTI VIBRANTI

Rappresentati da utensili meccanici in grado di trasmettere vibrazioni, sia direttamente sia indirettamente, mediante un manufatto; generalmente sono azionati da aria compressa o da energia elettrica. A seconda della modalit di funzionamento si possono classificare in strumenti: a movimento percussorio (martelli, scalpelli, picconatori) a movimento rotatorio (frese, mole, trapani) a movimento misto (perforatrici)

Le caratteristiche fisiche delle vibrazioni emesse da questi strumenti sono definibili difficilmente sia per la notevole variet e il diverso tipo di funzionamento degli utensili, sia perch il grado di usura e il diverso modo di impiego, non ch il contatto con diversi materiali durante lattivit lavorativa, modificano in continuazione il tipo di vibrazione trasmessa.

Le frequenze pi rischiose per lorganismo umano sono quelle comprese tra 50-150 Hz con un massimo di pericolosit attorno ai 100 Hz; a parit di frequenza sono pi dannose le vibrazioni di maggiore ampiezza

Eziopatogenesi: 1. 2. microtraumatismo (che il requisito essenziale) fattori concausali:


-

affaticamento fisico e psichico fattori di ordine ambientale (temperatura, rumorosit) fattori individuali (et, habitus costituzionale del soggetto..)

Sintomatologia: Manifestazioni vasomotorie Sindrome di Raynaud (angioneurosi o angiopatie o sindrome del dito bianco o morto): i primi disturbi dopo un periodo di esposizione al rischio variabile di pochi mesi un anno sono rappresentati da parestesie alla parte distale delle dita con difficolt ai movimenti e diminuzione della sensibilit; la cute presenta colorito pallido con una netta linea di demarcazione con la rimanente parte della mano La sintomatologia: nelle forme non avanzate regredisce con lallontanamento del rischio nelle forme pi avanzate compare una vera e propria ischemia a carico delle dita, dovuta a spasmo arterioso periferico Manifestazioni a carico di altri organi ed apparati sono segnalati raramente. Manifestazioni osteo-articolari Rappresentate essenzialmente da un quadro di artropatia cronica localizzata alle articolazioni delle spalle, gomiti, polsi, con una sintomatologia rappresentata da scroscio articolare, artralgia e raramente limitazione funzionale

SUONI Lesivit da suoni Effetti sullintero organismo: Risposta dallarme (o di difesa) tachicardia tachipnea ipertensione arteriosa ipersecrezione gastrica vasodilatazione cerebrale

Risposta neurovegetativa

bradicardia bradipnea ipotensione arteriosa.

Effetti localizzati Ipoacusia acuta stordimento dolore acufeni vertigini deficit uditivi percettivi zonali

Ipoacusia cronica (ipoacusia da rumori)

socioacusia presbioacusia ipoacusia professionale

1^ fase: cefalea e orecchio pieno 2^ fase: latenza 3^ fase: lieve ipoacusia 4^ fase deficit uditivo manifesto

Esercitano una azione lesiva spt sullapparato uditivo, ma possono dar luogo anche a manifestazioni generali a carico del SN e della psiche

Lesposizione al rischio del rumore ha luogo spt in determinati tipi di lavorazioni: artigiane (calderai) industriali (ribattitura di bulloni, perforazioni di lamiere, condotta di aerei e trasporti ferroviari) lavori di ufficio (macchine da scrivere, calcolatrici)

Anche la popolazione in genere sottoposta a sorgenti rumorose negli agglomerati urbani, per cui molto spesso il danno uditivo riconducibile a causa lavorativa pu instaurasi per rumorosit ambientale (socioacusia)

Si considera, solitamente, soglia nociva dei rumori un livello sonoro di 90-95 dB

Le lesioni a carico delludito possono presentarsi sotto forma di:

FORMA ACUTA

FORMA CRONICA

Spt in conseguenza al fragore prodotto da una esplosione , con rottura della membrana timpanica Sintomatologia: lacerante doloro allorecchio leso senso di stordimento ipoacusia fino alla sordit completa con acufeni sensazione di orecchio pieno e spesso vertigini

Rappresentata dalla vera e propria ipoacusia da rumori determinata dalla protratta esposizione a livelli sonori di intensit varia e di tipo acuto; levoluzione si protrae nel corso di anni. Sintomatologia caratterizzata da diversi periodi: primi giorni: acufeni, sensazione di orecchio pieno e cefalea (disturbi che scompaiono progressivamente per un fenomeno di adattamento) periodo di latenza: pu durare molti anni in cui la sintomatologia completamente muta terzo periodo: si ha subdola perdita delludito, spt per sensazioni uditive fini (es ticchettio dellorologio) quarto periodo: il deficit uditivo si aggrava progressivamente

Tali disturbi possono regredire fino a scomparire, ma spesso residuano lesioni nervose con persistenza di acufeni e deficit uditivi percettivi zonali

Tipico tracciato audiometrico del deficit uditivo cronico da rumore: rappresentato da un deficit di tipo percettivo massimo per i 4000Hz, bilaterale e quasi sempre simmetrico, con recrutment quasi sempre presente Il deficit irreversibile e nella maggioranza dei casi non evolutivo alla cessazione della esposizione al rischio rumore

Le manifestazioni generali alla patologia da rumore sono rappresentate da una vasta gamma di disturbi che si possono distinguere:

RISPOSTA DI ALLARME rapida provocata da una stimolazione improvvisa, segue immediatamente lo stimolo ed caratterizzata da tachicardia, tachipnea, ipertensione arteriosa, vasodilatazione cerebrale, aumento sudorazione cutanea, secrezione gastrica ( una risposta di difesa)

RISPOSTA NEUROVEGETATIVAcaratterizzata da stimoli cardiocircolatori, con tendenza alla ipotensione, bradicardia, vasocostrizione periferica, vasodilatazione cerebrale, bradipnea, variazioni della sudorazione cutanea, ipertono della muscolatura scheletrica.

Accanto a questi fenomeni variamente interpretati in letteratura sono state anche descritte delle nevrosi da rumore

ULTRASUONI

Lesivit da ultrasuoni 1. Effetti sullintero organismo : disturbi neurovegetativi e cefalea 2. Effetti localizzati Iposensibilit vestibolare Ipoacusia

Luso industriale degli ultrasuoni si esteso in relazione al fatto che lenergia di cui sono dotati si trasforma in: energia calorica finissima azione disgregante

Possono determinare a carico dellorganismo umano:


Lesioni localizzate A carico del labirinto sintomatologia: iposensibilit vestibolare Manifestazioni generalizzate se la sorgente viene a diretto contatto con lorganismo ho lievi ustioni gravi lesioni distruttive del segmento corporeo interessato

se raggiungono lorganismo attraverso laria ambientale (evenienza pi freq.): senso di fatica, cefalea, nausea e vomito, gastralgie, deficit uditivi, intense vertigini

Leffetto patogeno delle vibrazioni ultrasonore dipende da: ENERGIA (principalmente) frequenza (in misura minore)

CAP 12

ASFISSIE MECCANICHE

OSTACOLO ALLA PENETRAZIONE ED AL RINNOVAMENTO DELLARIA NEI POLMONI, OD AL CONTATTO DI ESSA CON LE SUPERFICI RESPIRATORIE

Non sono asfissie meccaniche le cessazioni della respirazione dovute a: arresto della circolazione avvelenamento alterazione del pigmento ematico (metaemoglobina, carbossiemeoglobina) modificazioni chimiche quantitative (mancanza di ossigeno)e qualitative del medium ambientale

La penetrazione ed il rinnovamento dellaria nei polmoni od il contatto di essa con le superfici respiratorie possono venire impediti da:

1.

chiusura delle aperture aeree: SOFFOCAZIONE ESTERNA DIRETTA

2.

chiusura delle vie aeree: prende vari nomi a seconda del modo con cui la chiusura stessa si determina: dovuta ad impedimento interno SOFFOCAZIONE (corpi estranei, tumori, edema della glottide..) dovuta ad impedimento esterno
STROZZAMENTO (se la chiusura prodotta da costrizione manuale), STRANGOLAMENTO (se la chiusura prodotta da costrizione mediante laccio e la forza

costringente quella muscolare delluomo o di un animale o di una macchina),


IMPICCAMENTO (quando il laccio stretto dal peso del corpo stesso)

3.

ingombro delle superfici aeree:


-

ANNEGAMENTO SOMMERSIONE INTERNA

(linvasione di liquido attraverso le aperture e le vie aeree, causata dalla sommersione, produce quella speciale forma di asfissia che lannegamento)

4.

ostacolo alla funzione del mantice toracico: SOFFOCAZIONE ESTERNA INDIRETTA quando il respirare tolto per mancata funzione del mantice toracico (non dovuta a paralisi dei centri) si parla di soffocazione esterna indiretta se la causa lo schiacciamento se il fatto dovuta ad emotorace a pneumotorace, allora la designazione si fa mediante riferimento al relativo momento eziologico

Quando lasfissia si determini mediante violenze meccaniche sul collo (costrizioni menuali con laccio), entrano in gioco altri fattori legiferi:

Asfissia meccanica: meccanismi di morte (anossia ed ipercapnia)

Respiratorio per mancato scambio gassoso Circolatorio arterie carotidi vene giugulari anemia stasi

Nervoso

riflesso vagale cardio inibitorio per stimolazione seno carotideo

Il coefficiente circolatorio funzione della compressione dei vasi. Per anemizzare completamente i centri nervosi proprio necessaria oltre alla compressione delle carotidi anche quelle vertebrali. E probabile che il coefficiente circolatorio sia responsabile solo della rapida iniziale perdita di coscienza per sofferenza dei centri pi nobili, cui seguirebbe la morte con meccanismo asfittico vero e proprio. Questo si esplica, in definitiva, sempre per anossia e ipercapnia, non dovute per all ostacolato deflusso ed afflusso del sangue (fattore circolatorio), ma allimpedimento degli scambi gassosi allaltezza delle vie aeree (fattore respiratorio)

Il coefficiente nervoso rappresentato dallabnorme stimolazione meccanica degli organi nervosi del collo: glomo carotideo e vago La stimolazione del glomo carotideo produce effetti rilessi vari e cio: Inibizione cardiaca ( bradicardia) Inibizione respiratoria (bradipnea) Modificazioni vasomotorie Modificazioni della pressione.

Questi fenomeni sono pi facili a verificarsi quando le carotidi siano alterate (arteriosclerosi) e leffetto tanto pi pregiudizievole quando siano in atto lesioni cardiache Se la violenza costrittiva agisce al di sotto della biforcazione della carotide primitiva, si determina una brusca anemia delle zone riflessogene che ha per effetto una risposta in senso contrario allusuale (ipotensione, tachicardia) Se la compressione avviene direttamente sul seno carotideo o al di sopra di esso, caso pi frequente, si determina una reazione ipertensiva e cardiomoderatrice. Il vago poco eccitabile centrifugamente con mezzi meccanici: pi probabile una stimolazione di fibre centripete con trasmissione delleccitazione, per via riflessa, lungo le vie centrifughe. Questi fenomeni di ordine nervoso si risolvono anche essi in fenomeni circolatori (arresto del cuore)

FASI DELLASFISSIA MECCANICA (ANNEGAMENTO)

1. Periodo irritativo

A fase di sorpresa B fase di apnea C fase dei grandi atti respiratori

2. Periodo di pausa o morte apparente 3. Periodo terminale

In dettaglio: 1. Periodo irritativo: si ha dapprima dispnea prevalentemente inspiratoria, durante la quale la coscienza mantenuta e sono possibili movimenti di difesa. In un secondo tempo si hanno manifestazioni di carattere propriamente irritativo (convulsioni generalizzate, esoftalmo ed iperemia congiuntivale, ipertensione, midriasi, bradicardia, cianosi, perdita di coscienza) In genere il periodo irritativo non dura pi di un paio di minuti; sulla sua durata influiscono: condizioni di resistenza del soggetto modo con cui viene praticata locclusione delle aperture o delle vie aeree

2.

Periodo di pausa (morte apparente): caratterizzato da cessazione die movimenti respiratori, risoluzione muscolare totale, insensibilit completa, il cuore continua a battere

3.

Periodo terminale: ricompaiono i movimenti respiratori sempre meno ampi e diradati cui seguono semplici boccheggiamenti; il cuore pu continuare a contrarsi, sia pure molto irregolarmente e sempre pi debolmente, ancora per 15-25 mon dopo larresto del respiro (la sopravvivenza del cuore particolarmente notevole nellannegamento)

Taluno riconosce nel processo 4 fasi segnate dal successivo venire meno delle funzioni fondamentali:

coscienza riflessi respirazione cuore

QUADRO ANATOMICO RILEVABILE NEI CADAVERI DEI MORTI PER ASFISSIA: elementi variabili dovuti al modo in cui lasfissia prodotta note asfittiche hanno valore dimostrativo solo se considerate nel loro insieme

NOTE ASFITTICHE Esterne ipostasi precoci ed estese cianosi del volto congestione congiuntivale punteggiature ecchimotiche cutanee e congiuntivali Interne fluidit del sangue sovrareplezione dei grossi tronchi venosi congestioni viscerali ecchimosi sottosierose(pleuriche, epicardiche) ecchimosi sottocapsulari (timiche) alterazioni tiroidee emorragie orecchio interno fenomeni di sofferenza cellulare (spt nei parenchimi epatico e renale, non ch nel miocardio e nellencefalo) emorragie nelle ghiandole linfatiche cervicali e nelle parti molli del collo

In dettaglio: SOFFOCAZIONE ESTERNA DIRETTA (chiusura delle aperture aeree) Provocata dalla chiusura delle aperture aeree mediante la mano, oppure con tessuti, cuscini, materiale sciolto (sabbia, terra) Ha luogo in modo relativamente lento e, tolti certi casi dovuti ad accidente, non di regola possibile se non quando la vittima per ragioni di et o di debolezza o di posizione, non in grado di difendersi (es. neonato) Quando la vittima in grado di difendersi, non mancano, in genere , tracce di colluttazione; possono essere presenti: escoriazioni ecchimosi del volto segni di azione meccanica intorno alle aperture delle vie aeree (es unghiature) Pu far difetto ogni segno esterno, specie quando locclusione sia dovuta a sovrapposizione di oggetti molli
(es cuscini)

SOFFOCAZIONE INTERNA (chiusura delle vie aeree allinterno) Si ha per alterazioni intrinseche delle pareti dei canali aerei (edemi, tumori) o per ingombro di essi da materiali essudativi oppure da corpi estranei veri e propri (insinuazione di boli alimentari in trachea, introduzione di oggetti vari) La penetrazione di corpi estranei provoca quasi costantemente la tosse, fenomeno che non si osserva nelle altre forme di asfissia meccanica La diagnosi solitamente chiarita dal reperto del corpo estraneo o dellalterazione occlusiva; ledema della glottide, dopo la morte, pu rendersi assai poco evidente. Lomicidio mediante intasamento non possibile che su soggetti incapaci assolutamente di difendersi; eccezionali i suicidi con tale metodica

STROZZAMENTO (chiusura delle vie aeree allesterno) Costrizione manuale del collo con compressione fino alla stenosi delle vie aeree La manovra pu venire eseguita afferrando in toto il collo ed operando magari con le due mani, oppure stringendo fra loro il pollice e le altre dita il laringe o la trachea E violenza esclusivamente omicida La diagnosi si basa sul rilievo, associato alla presenza di note asfittiche, di effetti traumatici superficiali e profondi del collo (escoriazioni, unghiature, ecchimosi, lesioni muscolari)

STRANGOLAMENTO (chiusura delle vie aeree allesterno) Costrizione mortale mediante cingolo, del collo, prodotta con le mani o altro modo che non sia lo stiramento operato dal peso del corpo della vittima Reperto costante, se pur non sempre evidente, la presenza di un solco, per lo pi orizzontale e situato al livello del laringe o sotto di esso; inoltre quasi sempre continuo (salvo discontinuit apparenti) Se il laccio a pi volute, il solco multiplo Quando unico pu presentarsi una duplicit parziale l dove il laccio, dopo aver formato lansa avvolgente, riprende contatto con se stesso La profondit del solco non molto forte e in genere appare uniforme. La cute del collo presenta spesso gli effetti dellattrizione

IMPICCAMENTO (chiusura delle vie aeree allesterno) Sospensione del corpo mediante laccio applicato al collo e conseguente costrizione di questo ultimo per effetto del peso del corpo stesso Locclusione delle vie aeree non ah luogo, di regola, in corrispondenza del laringe e della trachea: il laccio scorrendo sopra questi organi, non raramente con spostamento e stiramento della cute, spinge in alto e indietro losso ioide ed insieme la base della lingua che viene premuta contro la parete posteriore del faringe, onde chiusura delle vie aeree Il solco prodotto dal laccio di solito sopralaringeo, unico, obliquo, non continuo e di profondit non uniforme (essendo pi profondo in corrispondenza della parete opposta a quella in cui il laccio si fa verticale per raggiungere il supposto che lo regge) Possibili anche eccezioni: solchi infralaringei (talora ci simulato dal ritorno della cute spostata dal laccio, alla sua posizione normale, una volta tolto quello) solchi multipli (per molteplicit di volute del laccio) solchi continui solchi orizzontali per la posizione inclinata del corpo solco superficiale e poco evidente (per sofficit e larghezza del laccio, per sollecito allontanamento di questo opp. entrambe) punteggiature ecchimotiche in corrispondenza del solco Lesame esterno evidenzia: il solco compostezza dei tratti mimici volto pallido (per la compressione delle arterie al collo negli ultimi istanti di vita) non frequenti congestioni ed ecchimosi congiuntivali protrusione della lingua o suo reinserimento fra le arcate dentarie ipostasi localizzate alla posizione del corpo

Lesioni interne possibili sono: frattura delle corna dellosso ioide lesioni laringee lacerazioni dellintima delle carotidi lussazioni e fratture della colonna cervicale (rarissime) possono verificarsi quando limpiccamento preceduto da precipitazione

ANNEGAMENTO (ingombro delle superfici aeree) Asfissia determinata dalla sostituzione di un medium liquido allaria atmosferica ambientale Avviene di regola per sommersione dellintero corpo e quasi sempre nellacqua

Nellannegamento si osservano: #) periodo irritativo

fase di sorpresa se il corpo non si sommerge cominciando dallestremo cefalico, si ha un movimento di iperinspirazione fase di apnea in principio almeno volontaria e poi interrotta da moti espiratori; contemporaneamente il sommerso si agita
cercando scampo

fase di grandi atti respiratori e di arresto dei movimenti generali il cui inizio coincide con la perdita della

coscienza; il taluni casi si ha, in questa fase, una crisi convulsiva

#) periodo di pausa o di morte apparente si ha cessazione dei moviemnti respiratori, insensibilit, ariflessia midriasi

#) periodo terminale debole e fugace ripresa dei moti respiratori e boccheggiamenti

Per effetto della sommersione si possono attuare meccanismi di morte che nulla hanno a che fare con lannegamento: inibizioni cardiache e respiratorie riflesse, dovute a stimolazione della mucosa nasale e della cassa timpanica ( a membrana rotta) da parte dellacqua per azione meccanica e termica

I cadaveri degli annegati, allesame esterno presentano: cute fredda macerata in corrispondenza delle estremit raggrinzimento dello scroto e delle areole mammarie (nelle donne anche erezione dei capezzoli) orripilazione schiuma alle aperture aeree arrossamento congestizio della cute del volto e delle parti alte del petto torace espanso colorazione putrefattiva verde precocemente diffusa al torace i processi putrefattivi sono ritardati fin che il cadavere rimane sommerso; una volta estratto dallacqua prendono un andamento rapidissimo. La putrefazione aumenta la pressione interna, per lo sviluppo di gas, e perci spreme fuori dallalbero tracheo-bronchiale la schiuma in esso raccolta, che si accumula sulla aperture aeree formando il cosidetto fungo schiumoso

Reperti interni sono: fluidit del sangue congestioni viscerali ecchimosi sottosierose presenza di schiuma nelle vie aeree alterazione polmonare: si caratterizza per un aumento notevole del volume dellorgano, in proporzioni che mai si riscontrano nelle altre modalit di asfissia meccanica, per la presenza del liquido di annegamento (iperidria), pi o meno trasformato in schiuma, e per uno strato enfisematoso del parenchima (iperaeria) In taluni casi manca liperidria ed il polmone si presenta espanso e singolarmente asciutto

La variet del reperto da attribuirsi alle diverse circostanze in cui si verifica la sommersione: iperidria parrebbe pi facile ad osservarsi nei soggetti nei quali la sommersione rapida, totale e definitiva che non in quelli che raffiorano, nei quali il processo asfittico in certo qual modo disconosciuto iperaeria sarebbe pi frequente in questi ultimi, specie se c stata sopravvivenza piuttosto protratta del cuore, che mantenendo la circolazione, consente un assorbimento quasi completo del liquido che ha inondato i polmoni

Nei polmoni degli annegati in fiumi, laghi, stagni si possono ritrovare elementi dl plancton vegetale, detriti cristallini

Occorre stabilire se si tratta di: morte per annegamento morte nellacqua ma non per annegamento semplice sommersione di cadavere (avvenuta cio dopo la morte)

SOFFOCAZIONE ESTERNA INDIRETTA (ostacolo alla funzione del mantice toracico) Per compressione toracica tale che impedisca i movimenti respiratori: occorre pertanto che sia forte e relativamente prolungata Non di rado essa associata a fatti traumatici di tipo contusivo (fratture costali, lesioni viscerali) e talora alla cos detta maschera ecchimotica rappresentata da cianosi fortissima dei tegumenti del capo, del collo ed anche delle parte alta del torace con numerosissime ecchimosi puntiformi delle congiuntive e della cute, nelle regioni cianotiche

Bench la cuasa non sia lostacolo alla dinamica respiratoria a completare il quadro ho: la MORTE da CONFINAMENTO: si osserva in persone rinchiuse in locali stratti (es neonato chiuso in valigia); la morte avviene per IPERCAPNIA anzich per difetto di ossigeno.

CAP 13

LA LESIVITA DA ENERGIA BARICA

Le variazioni di pressione atmosferica possono rendersi causa di lesione in conseguenza

- dellaumento ( IPERBARIA) : si determina per meccanismo: biochimico eccesso di concentrazione dellossigeno fisico aumento della pressione barometrica totale

- o della diminuzione ( IPOBARIA) si determina per meccanismo: biochimico minore disponibilit di ossigeno per rarefazione dellaria fisico diminuzione della pressione atmosferica totale

MALATTIA DEI CASSONI: la lesione si determina per il liberarsi, nella compagine dei tessuti, di gas assorbiti sotto un regime di iperpressione, per brusco ritorno del soggetto a pressione ambientale normale

IPOBAROPATIA ( mal di montagna male degli aviatori) Essenzialmente dovuta alla DIMINUZIONE (1/2 o a 1/3 della norma) DELLA PRESSIONE PARZIALE DELLOSSIGENO DELLARIA INSPIRATA si determina IPOSSIEMIA cui consegue una diminuzione dellossigeno a disposizione dei tessuti (ipossia)

Laltezza alla quale si hanno le prime manifestazioni morbose varia a seconda dei soggetti e per il singolo soggetto a seconda di: attivit muscolare svolta rapidit dellascesa condizioni personali ventilazione polmonare quoziente respiratorio

Primi effetti verso i 3000 m : aumento della VENTILAZIONE POLMONARE e della FREQUENZA CARDIACA Esse aumentano progressivamente con caratteristiche specifiche a seconda dellaltitudine: 3000 m iperventilazione 7000 m tachicardia maggiore di 7000 m rapida diminuzione della ventilazione polmonare e della frequenza cardiaca con irregolarit 10.000 m respiro di Cheyne-Stokes fino ad arresto respiratorio e cardiocircolatorio

La sindrome pu ritardare rispetto allinstaurarsi dellipossia talora anche parecchie ore (8-12), magari anche dopo che il soggetto tornato in condizioni ambientali normali.

Clinica dellipobaropatia: Sintomi cefalea, cardiopalmo, senso di debolezza muscolare, transitoria euforia o depressione, nausea, dispnea

Segni

cianosi, extrasistolia, vomito, diarrea

Il quadro pu precipitare rapidamente con PERDITA DI COSCIENZA APNEA MORTE

Allipobaria lorganismo pu gradualmente adattarsi. Ladattamento o acclimatamento, d: IPERGLOBULIA AUMENTO DELLATTIVIT CARDIACA

IPERBARIA Si osserva solo nei palombari per BRUSCHE ACCELERAZIONI DI VELOCIT DURANTE LA DISCESA

Clinica: Segni e sintomi dispnea, senso di costrizione toracica, congestione cerebrale, ronzii e dolori auricolari (per distensione del timpano), piccole emorragie sottocongiuntivali, senso di proiezione al di fuori dei bulbi oculari.

A parte questi fenomeni di ordine fisico, possono ricorrere disturbi dovuti a meccanismo biochimico, legati all AUMENTO DELLA PRESSIONE PARZIALE DI OSSIGENO che determina: effetto irritante per le vie aeree (secchezza la faringe, tosse secca e stizzosa, bruciori e dolori retrosternali)

effetto convulsionante: sintomatologia neurologica che compare quando la pressione dellossigeno supera le 2,5 atm (formicolio a dita di mani e piedi, disturbi visivi, allucinazioni acustiche, confusione mentale, fibrillazioni muscolari, vertigini, nausea, malessere generale fino a perdita di coscienza e convulsioni generalizzate) Gli accessi comiziali durano pochi secondi e sono seguiti da coma, con episodi che si ripetono per alcune volte a distanza di pochi minuti; al risveglio il pz accuser cefalea, nausea, astenia marcata per qualche gg e possibile depressione per lungo tempo

MALATTIA DEI CASSONI: dopo una permanenza in atmosfera a pressione sopranormale che determina un enorme aumento dei gas sciolti nei liquidi dellorganismo, IL RITORNO BRUSCO ALLA PRESSIONE NORMALE PROVOCA UNA RAPIDA LIBERAZIONE DEI GAS STESSI E LA CONSEGUENTE LESIONE DEI TESSUTI NEI QUALI ESSI DI TROVANO IMPRIGIONATI.

GLI EFFETTI LESIVI SONO TENTO PI GRAVI QUANTO PI RAPIDI E NOTEVOLI SONO I TRAPASSI DI PRESSIONE ( ci che importa non lo sbalzo pressorio in valori assoluti, ma quello in valori relativi e considerati in proporzione inversa al tempo)

Nei casi leggeri (es palombari) si hanno dolori articolari, dei tendini, nei punti di uscita e lungo il decorso dei nervi

Nei casi pi gravisi hanno paralisi e non raramente disturbi circolatori anche mortali.

I fenomeni morbosi sono dovuti al

LIBERARSI DI BOLLICINE DI AZOTO SCIOLTO NEI TESSUTI, SPECIE IN QUELLI RICCHI DI LIPIDI (lazoto circa 6 volte pi solubile nei grassi che nellacqua) e perci nel tessuto nervoso

Nel sangue salvo decompressioni molto brusche, meno facile la formazione di bollicine perch il sangue pu agevolmente scaricarsi del gas passando per i polmoni: se non avviene si hanno embolie gassose.

PREVENZIONE sta nel DIMINUIRE PI LENTAMENTE POSSIBILE LA PRESSIONE AMBIENTALE

CURA al primo comparire dei disturbi: IMMEDIATA RICOMPRESSIONE

A seconda della SEDE preponderante delle lesioni possibile distinguere:

forme cutanee

forme mioartralgiche: dolori delle grandi articolazioni con gonfiore ed arrossamento [forma cronica con esclusive alterazioni osteo-artrosiche spt osteodistrofia da necrosi asettica parcellare in sede epifisaria, caratterizzata da focolai di rarefazione circondati da aloni reattivi di addensamento, processo assimilabile allartrosi deformante(spt dellanca)]

forme neurosensoriali: differente sintomatologia a seconda del prevalente interessamento delle strutture nervose:

Se interessato lencefalo: perdita di coscienza, convulsioni , coma; possono residuare emiplegie, paraplegie, disartria. Se interessato lorecchio acufeni, vrtigini, ipoacusia Se interessato locchio emorragie congiuntivali e retiniche, paresi di muscoli oculari.

CAP 14

LESIVITA DA ENERGIA TERMICA

EFFETTI LESIVI DA AUMENTO DELLA TEMPERATURA CALDO

LOCALI: ustioni (fiamme, solidi arroventati o incandescenti) scottature (corpi surriscaldati)

GENERALI: secondari alle alterazioni locali = morte immediata o a distanza 1) effetto diretto su cuore o encefalo dellalta temperatura; 2) iperpotassemia = shock; 3) infezioni diretti = colpo di sole - colpo di calore

n.b. per il tipo di lesione importante TEMPERATURA

TEMPO di ESPOSIZIONE

ALTERAZIONI LOCALI

Lazione lesiva locale del calore si esplica mediante: CONTATTO (gas, fiamma, corpi liquidi solidi gassosi dotati di alte temperature) IRRADIAZIONE

Raramente i liquidi acquosi danno lesioni di 3 grado. Nel rovesciamento di liquidi bollenti, se vi RITARDO NELLA LIBERAZIONE DELLA VITTIMA DAGLI INDUMENTI, le lesioni pi gravi si hanno in sedi ricoperte da vestiario per temperatura inferiore alla primitiva, ma lunga durata del contatto

La gravit della lesione in funzione della: TEMPERATURA DEL MEZZO SURRISCALDATO DURATA DEL CONTATTO

USTIONI: per effetto delle fiamme e di solidi in combustione, arroventati o incandescenti SCOTTATURE: per effetto di corpi surriscaldati, ma non in combustione CAUSTICAZIONE:per effetto del contatto di sostanze chimiche di notevole azione alterante diretta

USTIONI e SCOTTATURE (lesioni da contatto ipertermico) si distinguono a seconda del grado in:

1 grado: lesione limitata allepidermide che presenta eritema ed edema; pu persistere come tale fino alla guarigione, ma sovente costituisce una fase pi o meno breve di trapasso al grado successivo 2 grado: lesione interessa lepidermide e gli strati pi superficiali del derma. Lepidermide si solleva in bolle (flittene) di differente estensione a contenuto essudativo-sierosoo di colore citrino 3 grado: lesione interessa tutti gli elementi cutanei con estensione allipoderma; avr necrosi dei tessuti che dar luogo ad escare brunastre 4 grado: vera e propria carbonizzazione (in genere manca nelle scottature)

Le ustioni e scottature di 1 e 2 grado quando non sopravvengono complicanze e quando per la loro estensione non producano morte, GUARISCONO SENZA POSTUMI

Le ustioni e scottature di 3 e 4 grado si associano costantemente a fatti infiammatori, il tessuto necrosato (o carbonizzato) si elimina e si formano piaghe che guariscono MEDIANTE CICATRICI PER LO PI DEFORMI PER RETRAZIONE E CHELOIDOSI

FENOMENI GENERALI SECONDARI ALLE ALTERAZIONI LOCALI

Gli effetti generali delle ustioni e delle scottature consistono in complessi fenomeni biochimici e neurovegetativi

La MORTE per ustioni o scottature pu essere: IMMEDIATA (o rapidissima) Si ha un esaurimento quasi fulmineo di tutte le funzioni vitali; un vero e proprio collasso con: ipotermia cianosi risoluzione muscolare iposistolia RITARDATA (anche dopo molti giorni) Insorge nellorganismo uno stato di shock da insufficiente perfusione dei tessuti con alterazioni microcircolatorie rappresentate da: Morti istantanee da ustioni si possono spiegare con due modalit principali: 1. 2. effetto diretto su cuore o encefalo per lelevata temperatura liberazione in circolo di potassio per la distruzione di un gran n. di eritrociti per effetto del calore vasocostrizione per notevole qt di catecolamine espansione dello spazio vascolare per liberazione di sostanze vasoattive provocate dallipossia coagulazione intravasale disseminata (DIC) per alterazione dellequilibrio tra coagulazione e fibrinolisi

Nella fase di shock si hanno importanti perdite idriche, saline, proteiche con alterazione dellequilibrio acido base e dei metabolismi del potassio, calcio e magnesio Sempre presente interessamento renale che pu portare a morte per IR irreversibile Posso avere anche morti secondarie a complicanze infettive: sepsi, tetano, broncopolmoniti

La pericolosit delle ustioni dipende dallESTENSIONE delle stesse; secondo esperienza sono da RITENERSI PERICOLOSE quelle che interessano: il 25-30% della superficie corporea per individui al di sopra dei 10-12 anni ed il 10-15% al di sotto di tale et

Un rapido metodo per valutare lestensione della superficie corporea ustionata nelladulto la regola del nove per la quale viene assegnato: il 9% alla superficie di capo e di ciascun arto superiore 36% al tronco 18% a ciascun arto inferiore

FENOMENI GENERALI DIRETTI Sono il COLPO DI CALORE e il COLPO DI SOLE: da considerarsi fondamentalmente identici Lazione biologica della luce un fenomeno molto complesso, ma se si fa eccezione per lorgano visivo, leffetto lesivo dei raggi solari, indipendentemente dalla loro lunghezza donda, si determina con un unico meccanismo calorifico; varia soltanto la penetrazione, cio la profondit alla quale ha luogo la trasformazione: i RAGGI VISIBILI sono i pi penetranti e vengono assorbiti pi profondamente dal sangue i RAGGI ULTRAVIOLETTI E INFRAROSSI sono assorbiti negli strati pi superficiali

Nella patogenesi delle sindromi generali da ipertermia ha rilievo LA TEMPERATURA AMBIENTALE LA VENTILAZIONE SCARSA O ASSENTE UMIDIT RELATIVA ATMOSFERICA ELEVATA INTENSIT DEL LAVORO MUSCOLARE

[ecco perch possono avere colpi di calore anche a temperature non eccezionali es. 28-30 C]

SINTOMATOLOGIA non sempre la stessa:

Fase prodromica: tachipnea, sudorazione, colorito acceso del volto, nausea, vomito, etc.

Sindrome grave:

perdita di coscienza, cessazione della sudorazione, iperestesia (> 40C), convulsioni, forma gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea), forma psicopatica (delirio, agitazione, etc.), etc.

Questo fatto associato al coma caratterizza la forma detta IPERPIRETTICA che la pi comune

In circa la met dei casi: il coma finisce con la morte oppure il coma pu cessare ed essere seguito da uno stato di delirio

Postumi:

neurologici (paresi, cecit, coreoatetosi, etc.) cardiologici (blocchi branca, disturbi simil-infartuali) ematologici (sindrome purpurica)

Lanatomia patologica del colpo di sole o di calore NON offre reperti patognomonici La diagnosi medico legale di morte da colpo di sole calore discende, quindi, da UNA ATTENTA VALUTAZIONE DEI DATI CIRCOSTANZIALI.

Esiste anche una peculiare forma morbosa, detta MALE DA CALORE DOVUTA ALLAZIONE PROTRATTA DELLENERGIA TERMICA RADIANTE

Il calore radiante provoca: fenomeni cutanei (iperemia, infiammazione, sudorazione.) circolatori (tachicardia, ipotensione) respiratori (tachipnea) gastrointestinali (dispepsie) metabolici (aumento del ricambio basale, alterato ricambio idrosalino.)

Sintomatologia

astenia, malessere, vertigini, ronzii, vertigini, crampi muscolari

EFFETTI LESIVI DA DIMINUZIONE DELLA TEMPERATURA FREDDO

Ho: 1. forme locali (CONGELAMENTI) 2. forme generali (ASSIDERAMENTI)

Inoltre possiamo avere MALATTIE DA RAFFREDDAMENTO che hanno modalit patogenetiche varie e complesse (diminuzione del potere battericida dei polmoni, del potere fagocitario dei leucociti, ipersecrezione delle mucose delle vie respiratorie.) Individui pi a rischio sono i bambini, i vecchi, pz portatori di patologia: anemia, denutriti, convalescenti persone affaticate.

FORME MORBOSE LOCALI Le forme morbose sono rappresentate dai congelamenti che interessano le parti pi esposte: orecchie naso estremit degli arti

Patogenesi dovuta spt ad alterazioni locali della circolazione con: spasmo prolungato delle arteriole periferiche e ischemia

Distinguiamo DIFFERENTI GRADI: (tale distinzione ha un valore solo relativo) 1 grado: ERITEMATOSO arrossamento e dolori pi o meno vivi 2 grado: BOLLOSO flittene a contenuto siero ematico 3 grado: NECROTICO disfacimento gangrenoso umido o da gangrena secca (mummificazione)

Il decorso lento: nei casi lievi:si ha solitamente guarigione perfetta (possono residuare disturbi subiettivi: dolori) nelle lesioni di 2 e 3 grado: sono soggette a tutte le complicanze locali e generali delle ferite

FORME MORBOSE GENERALI

Le forme morbose sono rappresentate dagli ASSIDERAMENTI : determinati dalla diminuzione della temperatura ambientale al di sotto dei limiti di adattabilit compatibile con i poteri di autoregolazione termica I limiti di sopportabilit delle basse temperature esterne da parte dellorganismo umano non sono fissabili con precisione vista la variet dei fattori che intervengono nel modificare i poteri di difesa

Si ritiene che luomo possa resistere ad una temperatura corporea interna: per qualche giorno di + 28C per qualche ora a 24 C e per unora a +18 C

Zero biologico: temperatura limite al di sotto della quale cellule e tessuti non sono pi capaci di svolgere le attivit funzionali specifiche

PATOGENESI COMPLESSA: Fase prodromica: (reazione ortosimpatica) pallore, ipertensione, tachicardia, tachipnea, iperglicemia, etc. Fase di stato: cianosi, ottundimento psichico con automatismo dei movimenti, ipotensione, bradicardia, bradipnea, ipoglicemia, etc.

Nella fase iniziale si ha una eccitazione del sistema nervoso neurovegetativo in parte dovuto ad azione ormonica surrenale e tiroidea. pallore (dovuto alla costrizione dei capillari, delle arteriole) cui fa seguito la cianosi (per dilatazione paralitica dei capillari rimando contratte le arteriole); la temperatura corporea diminuisce progressivamente, alla tachicardia segue la bradicardia, alliperpnea, la bradipnea, allipertensione lipotensione, alliperglicemia la ipoglicemia.

Sintomatologia

dopo i fenomeni cutanei sopracitati subentra sbadiglio insistente, senso di stanchezza, intorpidimento, disturbi della mente

Anatomia patologica: non offre, nella morte da assideramento, reperti patognomonici

LA DIAGNOSI MEDICO LEGALE: deve anche discendere da una attenta valutazione anche di elementi estrinseci (temp. esterna, indumenti.)

CAP 15

LESIVITA DA ENERGIA ELETTRICA

Fra i vari effetti che lelettricit pu provocare nellorganismo umano, quelli che pi interessano dal pdv medicolegale sono gli effetti lesivi che possono venire prodotti

ELETTRICIT METEORICA (FOLGORAZIONE fulmine) ELETTRICIT INDUSTRIALE (INVESTIMENTO DA CORRENTE)

ELETTRICIT METEORICA Effetto della scarica di un enorme condensatore; la scarica raggiunge valori di energia molto alti (valutabili in migliaia di Joule) Nella scarica si sviluppa calore: la quantit di questo dipende dalla rapidit della scarica stessa, ci che influisce fortemente sul fenomeno della resistenza.

Questo spiega perch alcuni folgorati non soccombono (il che peraltro pi spesso da riferirsi al fatto che le vittime non vengono colpite dalla scarica principale, ma da una delle accessorie)

ENTIT DEGLI EFFETTI: in rapporto con la densit di corrente elettrica che viene ad aversi nei diversi organi e quindi indirettamente con lenergia della scarica.

Effetti lesivi sintomi precoci: perdita transitoria della coscienza, vertigini, ronzii auricolari, sordit, parestesie, paralisi sensitivo-motorie, convulsioni, etc. sintomi tardivi: cataratta, nevrosi traumatiche morte per: paralisi centri nervosi, paralisi centri nervosi + fibrillazione ventricolare.

Lesioni = esterne: ustioni, alterazioni circolatorie locali (eritema chiazze, edemi, soluzioni di continuo nette, note asfittiche esterne) interne: note asfittiche interne (fluidit del sangue, etc.)

INVESTIMENTO DA CORRENTE

Ha luogo mediante contatto con conduttori sotto tensione, o loro supporti non isolati Gli effetti lesivi sono sostanzialmente dovuti ALLATTRAVERSAMENTO DEL CORPO DA PARTE DELLA CORRENTE

Perch questo accada necessario e sufficiente che il corpo o parte di esso, venga a CHIUDERE UN CIRCUITO la qual circostanza si pu verificare: sia per contatto simultaneo con i due poli della macchina generatrice, o con i due conduttori, sia per contatto con un solo conduttore, quando , trovandosi il corpo non isolato elettricamente, la terra possa assumere la funzione di secondo conduttore

Il contatto talora INDIRETTO per interposizione di strumenti; Pu anche accadere che lelettricit si scarichi dal conduttore sul corpo a mezzo di un arco: quando, pur non essendovi contatto, la tensione elevata da superare la rigidit dielettrica dello strato di aria interposto

Effetti lesivi si hanno sia con correnti continue sia con correnti alternate (a parit delle altre condizioni, le correnti continue devono avere tensione pi alta, 3-4 volte circa, per provocare gli stessi effetti delle alternate, la cui efficacia dipende dalla frequenza; massimo di pericolosit quando la frequenza oscilla tra i 30 e i 150 periodi. Con laumentare del numero dei periodi scema lentit degli effetti lesivi; infatti le correnti ad alta frequenza sono innocue, salvo che per effetto di eventuale eccesso termico) Lentit degli effetti sviluppati dallelettricit nellorganismo proporzionale alla quantit di elettricit che passa attraverso di esso nellunit di tempo ed al tempo durante il quale dura il passaggio Oltre i caratteri propri delle correnti (tensione, intensit, frequenza) e al grado di resistenza elettrica del corpo, influiscono sulla qualit e sullentit degli effetti altre condizioni quali: durata del contatto estensione maggiore o minore perfezione di esso sede fattori di natura biologica non sempre valutabili (attivit delle ghiandole sudoripare, temperatura cutanea, et, stato di veglia o di sonno, di attivit o di riposo, dalla tensione emotiva, nonch da condizioni patologiche quali lesioni della cute o malattie sistemiche)

Sudorazione ed elevazione della temperatura aumentano al conduttivit della cute; let, le modifiche strutturali della cute, il sonno e lo stato psichico aumentano la resistenza; talune malattie come ipertiroidismo, influiscono nel senso di far diminuire la resistenza della cute, anche in senso contrario (isteria, crisi psicotiche) Particolarmente vulnerabili sono i soggetti con labilit funzionale cardiaca e vasale.

Effetto dellinvestimento da corrente:

MANIFESTAZIONI MORBOSE: alterazioni locali: ustioni elettriche lesioni apparato visivo (lesioni neurologiche nervo ottico, alterazione mobilit bulbi oculari, cataratta) lesioni orecchio interno (vertigini, ipoacusie)

alterazioni generali: spt a livello del SN immediate: perdita della conoscenza amnesie paralisi convulsioni anestesie parestesie ronzii disturbi vasomotori, circolatori, respiratori deficit motorio disturbi mentali paralisi sensitivo-motorie (talora flaccida quella dellarto superiore e spastica quello dellarto inferiore)

tardive:

MORTE: per arresto cardiocircolatorio (FV) respiratoria o asfittica (per paralisi dei centri bulbari, respiratori) in rari casi si ha anche asfissia per tetanizzazione dei muscoli respiratori

Reperti cadaverici esterni: ustioni possono interessare anche i tessuti profondi, come le ossa e talora arrivare allamputazione di un intero arto. Sede e forma delle ustioni sono spesso abbastanza caratteristiche per farsi una idea delle modalit dellaccidente e della qualit del contatto.

Reperti cadaverici interni: si osservano, in genere, alterazioni banali, tuttal pi le cos dette note asfittiche; talora edema cerebropolmonare; in qualche caso emorragie sottopleuriche, in qualche altro nulla affatto I reperti microscopici aggiungono poco: emorragie cerebrali in genere minime

MARCHI ELETTRICI sono caratterizzati da sollevamenti per lo pi piani, puntiformi o a striscia, della cute la quale, perso il suo colorito normale appare bianco-pallida o grigio-giallastra, liscia, pergamenacea, dura. Spesso al centro del marchio si nota unintaccatura rotondeggiante o lineare, i contorni ed il fondo della quale sono coloriti in grigio-nerastro In casi eccezionali il fondo di tale depressione tinto in sanguigno La cute cos fortemente alterata dura e ruvida al tatto Non si osserva alone rosso reattivo, sibbene un orlo stretto e biancastro Non sempre tali caratteristiche sono riscontrabili; cos talvolta tutto si riduce ad un aumento di lucentezza e di consistenza della cute; altre volte rilevabile anche un netto alone reattivo Istologicamente: caratterizzato dalla comparsa di numerose cavit nello strato corneale e nel connettivo pi superficiale, da fenomeni di fusione delle cellule connettivali, da allungamento a ciuffi o a palizzata dello strato germinativo, da particolari zone di rischiaramento con distruzione nucleare, le quali dalle radici pilifere si dirigono verso i vasi Segnalate anche alterazione nei muscoli erettorie dei peli enelle pareti vasali

In seguito a contatto diretto del conduttore con la cute si possono anche osservare colorazioni elettrolitiche con trasporto in profondit, specialmente lungo le radici pilifere, di materiale metallico staccatosi dal conduttore; questi depositi metallici sarebbero presenti nel caso di corrente continua solo in corrispondenza del polo positivo Mentre nel caso di corrente alternate le tracce metalliche si potrebbero constatare in tutti e due i punti con i quali il corpo attraversato dalla corrente ha chiuso il circuito.

Oltre alla colorazione elttrica da ricordare la metalizzazione elettrica che si produce per via mediata in seguito a formazione di archi elettrici con fusiione e polverizzazione di metallo che si deposita sulla superficie cutanea Le lesioni riscontrate negli organi interni vanno attribuite in parte a pura azione termica, in parte sono da interpretare come conseguenza di fenomeni elettrolitici, o come effetto di forze meccaniche.

I quesiti proponibili in casi di sospetta elettrocuziione riguardano: accertamento del contatto sue modalit prova che la corrente abbia effettivamente attraversato il corpo della vittima idoneit letifera della corrente effettiva constatazione della morte da elettricit

La risposta a questi quesiti si ricava da: Rilievo e analisi reperti cadaverici Sopralluogo Accertamenti elettrotecnici

CAP 16

LESIONI DA RADIAZIONI

Le radiazioni costituiscono un fenomeno di trasmissione dellenergia che si attua mediante il movimento di: (classificazione fisica)

Onde o vibrazioni nello spazio (RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE): sono costituite da oscillazioni ritmiche che nel vuoto si muovono alla velocit della luce mentre propagandosi nella materia attenuano la loro velocit e trasportano energia in unit di volume inversamente proporzionale alla lunghezza donda. Lo spettro delle onde elettromagnetiche comprende in ordine decrescente di lunghezza donda:

onde elettriche onde radio raggi infrarossi raggi visibili o luminosi raggi ultravioletti raggi X raggi gamma raggi cosmici

Particelle (RADIAZIONI CORPUSCOLATE): emesse direttamente o indirettamente da deutroni o elettroni in accelerazione e possono generarsi naturalmente durante il processo di degradazione delle sostanze radioattive (naturali ed artificiali)

Le radiazioni possono essere anche distinte in: (classificazione dal pdv clinico)

R. IONIZZANTI capaci di determinare ionizzazione dei materiali presenti nello spazio in cui si propaga: la ionizzazione data dallespulsione di un elettrone da un atomo, elettrone che arricchisce un altro atomo producendo una coppia di ioni.

Possono essere: radiazioni elettromagnetiche (raggi x, gamma e cosmici) radiazioni corpuscolate (particelle alfa, beta, deutroni, protoni e neutroni)

Provocano alterazioni dipendenti da diversi fattori come: qualit dei raggi quantit di energia (dose) irradiata valutata in relazione alla durata di esposizione condizioni individuali

La comparsa dei segni clinici si ha in genere a distanza di tempo dalla irradiazione e tale periodo di latenza inversamente proporzionale alla dose di radiazione assorbita ed alla radiosensibilit del tessuto colpito Riguardano per lo pi pz sottoposti a radioterapia o isoterapia nonch soggetti professionalmente esposti a radiazioni (radiologi)

Effetti nocivi :

1)

alterazioni locali : cutanei (eritema - pigmentazione - epidermolisi - radiodermiti) ematopoietici (anemia globale aplastica - leucemia) oculari (cataratta) gonadici (sterilit) ossei

2)

manifestazioni generalizzate: Male da raggi (sindrome transitoria che compare alla fine della cura, talora prima caratterizzata da abbattimento, malessere, cefalea, nausea, vomito, brividi, inappetenza, insonnia, diarrea.) Malattia atomica: caratterizzata da un certo ritardi nella comparsa della fenomenologia e si presenta in tre forme distinte che tutte in tempi differenti conducono a morte:

1.

Acutissima: dopo 12 h: protrazione, febbre, diarrea, lucocitopenia dopo 5 gg: porpora, petecchie ulcera, leucopenia estrema Morte in 7 10 giornata

2.

Emorragica: dopo 24 h: vomito, nausea, diarrea, leucopenia Dopo 10-14 gg ematemesi, melena, ulcerazioni Morte: tra le 3-6 settimane

3.

Pancitopenica: dopo 3-5 settimane con quadro di anemia aplasitca globale Morte dopo 2-4 mesi

R. NON IONIZZANTI onde elettromagnetiche prive dellenergia minima sufficiente a produrre ionizzazione in qualcuno dei principali atomi dei tessuti viventi

Tra di esse le pi importanti sono: radioonde microonde raggi infrarossi raggi luminosi radiazioni ultraviolette

Producono:

Alterazioni cutanee: dalleritema allustione propriamente detta, precancerosi, tumori Cistallino: cataratta (non vascolarizzato e risente dellaumento della temperatura) Testicoli: blocco della spermatogenesi (sterilit in operai che usano saldatrici elettromagnetiche; per risolvere il problema basta schermare le saldatrici)

In dettaglio:

RADIOONDE effetti fisici spt termici (lenergia elettromagnetica assorbita dal corpo viene trasformata in calore). Azione: spt locale

effetti lesivi: cute: con ustioni di differente grado; oculari (cataratta per lesione del cristallino in conseguenza di surriscaldamento facilitato dalla non vascolarizzazione del tessuto); neurologici (parestesie) psichici (depressione) ematologici (anemia - leucocitosi) genitali (sterilit per alterazioni della spermatogenesi)

RAGGI INFRAROSSI emessi dalla luce solare e da tutti i corpi incandescenti. Azione: essenzialmente calorica;

effetti lesivi: cute: eritema fino a ustioni per prolungate esposizioni; occhio: congiuntiviti, cheratiti, ustioni coricali o cataratta (dei vetrai, saldatori.)

RAGGI LUMINOSI emessi dalla luce solare e da tutti i corpi incandescenti Azione: essenzialmente calorica;

effetti lesivi:

termici (ustioni) oculari (corioretiniti) dermatite da fotosensibilizzazione

cute: dermatite acuta fino a ustioni di differente grado a seconda dellintensit e durata dellesposizione

Una categoria particolare di affezioni cutanee sono le dermatiti da fotosensibilizzazione nelle quali la luce agisce per il tramite di una sostanza fotocatalizzatrice esogena (eosina, essenza di bergamotto, antibiotici) o endogena (porfiria); occhio: a livello della ratina per la luce troppo intensa con ustioni corioreticolari

RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE luce solare o da differenti sorgenti come lampade ad arco, fiamma ossidrica.) termici (ustioni) oculari (cataratta - corioretinite) oncogeni

effetti lesivi:

Dotati di scarso potere di penetrazione quindi azione spt


a livello degli strati superficiali della cute: eritema, ustioni (acute) pigmentazone cutanea, ipercheratosi (croniche

occhio: cheratocongiuntivite

CAP 17

LESIVITA DA CAUSA CHIMICA

La lesivit da causa chimica sconfinata e ci si limiter a considerarla sotto la specie dellavvelenamento vero e proprio, cio malattia, o morte, provocata da veleno

VELENO Nono si pu dare una specifica definizione di veleno in quanto per antonomasia alcune sostanze considerate veleni classici (arsenico, stricnina), a piccole dosi sono medicamenti Il termine non esprime un concetto assoluto non essendo individuabile una sostanza che possa agire, in ogni circostanza come tale Etimologicamente sostanza che per le sue propriet chimiche o chimico-fisiche pu compromettere pi o meno gravemente lintegrit e la funzionalit di un organismo vivente Opp qualsiasi sostanza che determina avvelenamento (Borri)

Opp qualsiasi sostanza che introdotta nellorganismo determina malattia e/o morte con meccanismo: CHIMICO (meccanismo diretto) azione diretta, la tossicit si manifesta attraverso il contatto locale del tossico con la materia vivente senza partecipazione di questa (acidi, basi forti) BIOCHIMICO (meccanismo indiretto) azione mediata dallinterazione con metabolismo della materia (solfato di bario, DDT, piombo)

Effetti lesivi di un veleno possono essere influenzati da

Fattori estrinseci natura dellagente tossico e sua reale composizione chimica caratteristiche fisiche del prodotto eventuale presenza di impurezze e contaminanti solubilit dellagente tossico nei liquidi biologici dose, concentrazione, volume nel quale viene somministrato il tossico, via e luogo di somministrazione -

Fattori intrinseci di ordine genetico, immunologico, nutrizionale, sessuale ed ormonale et peso corporeo stato del SNC presenza di malattie

Forme di avvelenamento: ACUTO Si ha una unica massiva assunzione di tossico, in generale per via orale o parenterale CRONICO Lassunzione del tossico avviene in piccole dosi ripetute nel tempo ed esso si distribuisce nei tessuti per i quali mostra un organotropismo particolare Pi frequente lesposizione per inalazione o quella topica; si verificano particolarmente in ambiente di lavoro

Uso mezzo venefico in quanto mezzo insidioso da considerarsi un aggravante di: OMICICDIO ( doloso - preterintenzionale) LESIONE PERSONALE DOLOSA

Interazione tra tossici avvengono con vari meccanismi influenzati da: Alterazione nellassorbimento Legame con le proteine Biotrasformazioni Escrezione di uno o pi tossici interagenti

Effetto additivo : gli effetti di sue sostanze assunte simultaneamente produrranno una risposta semplicemente additiva delle risposte individuali ( quello pi comunemente osservato)

Effetto sinergico: leffetto combinato delle due sostanze pi grande della somma delleffetto di ciscun agente somministrato da solo

Potenziamento: una sostanza non ha di per s un effetto tossico ma, aggiunta ad unaltra, rende questa ultima pi tossica

Antagonismo: due sostanze somministrate insieme interferiscono ciascuna con lazione dellaltra a) Funzionale: due sostanze controbilanciano ciascuna leffetto dellaltra producendo effetti opposti sulla stessa situazione fisiologica Chimico: reazione chimica tra due composti che determina un prodotto meno tossico Disposizionale: assorbimento, biotrasformazioni ed escrezione di due sostanze sono alterati in modo tale che il composto meno tossico raggiunge lorgano bersaglio e ne viene diminuita la permanenza di quello pi tossico Recettoriale: due composti chimici sommati insieme, che si legano allo stesso recettore, producono un effetto inferiore alla somma degli effetti rispetto a quando sono somministrati singolarmente o quando uno di essi antagonizza leffetto dellaltro

b) c)

d)

Tolleranza o assuefazione: stato di diminuita risposta ad un effetto tossico di un composto chimico derivante da una precedente esposizione a quel composto o ad una struttura chimica analoga

Due meccanismi ne sono responsabili: 1) 2) diminuita quantit di tossico che raggiunge il sito ove leffetto si produce diminuita risposta di un tessuto alla sostanza

UN VELENO PU ESSERE:

gassoso e/o volatile organico non volatile di sintesi (anioni tossici) di origine naturale o o o animale vegetale minerale (gas metalli)

DIAGNOSI DI MORTE PER AVVELENAMENTO Si avvale dei seguenti criteri: anamnestico circostanziale si fonda sullacquisizione e la valutazione di tutte le notizie collegate allevento Anatomopatologico Si basa su tutti gli elementi derivanti dallesame esterno del cadavere, nonch sui referti macro e microscopici rilevati allesame autoptico chimico tossicologico e la risultanza delle indagini chimicotossicologiche condotte alla ricerca di:

composti organici: non volatili (acidi basi) volatili

sostanze inorganiche (pi rare)

TOSSICOLOGIA FORNSE: disciplina di carattere applicativo che ha per oggetto la totalit delle questioni di carattere tossicologico attinenti lambito forense (forense attivit legata allindividuazione di sostanze tossiche ai fini di giustizia per dare corretta applicazione delle leggi) Caratterisitica fondamentale del dato chimico tossicologico la rappresentativit, cio la caratterisitica del dato di correlarsi, rappresentandola, alla situazione tossicologica in atto al momento dei fatti per cui si preceduto Le alterazioni della rappresentativit possono verificiarsi per modificazioni a carico sia dellanalita sia della matrice nella quale questo presente (cio materiale biologico) Per analita le modificazione che pu subire ad opera delle trasformazioni post-mortali sono di tipo catabolico ( e nel complesso sono molto simili a quelle che si verificano in vivo) Il discorso pi complesso per le modificazioni della matrice ad opera della putrefazione: il processo che teoricamente ha pi influenza sul dato chimico tossicologico quello della disidratazione dei tessuti. Considerando che in genere i tossici sono liposolubili, la perdita di acqua da parte del materiale biologico che si verifica nel corso della putrefazione dovrebbe comportare un aumento della concentrazione apparente del tossico In definitiva linfluenza che i fenomeni putrefattivi hanno sulla matrice viene a determinare una situazione non facilmente prevedibile a priori, ma che pu incidere certamente in maniera determinante sulla rappresentativit del dato. Il dato chimico una volta ottenuto e valutato sul piano della rappresentativit e della specificit, pu presentarsi sotto diversi aspetti: DATO POSITIVO DATO NEGATIVO

DATO POSITIVO una volta accertata la correttezza del dato positivo per quanto riguarda sia lassunzione in vita, sia lassorbimento a livello tissutale del veleno, resta da stabilire: significato biologico significato tossicologico

In tal senso il dato va valutato sotto laspetto qualitativo e quantitativo Il problema della valutazione quantitativa del dato clinico di natura strettamente chimico-analitica ed attiene esclusivamente alla specificit delle metodiche che hanno consentito di ottenere un determinato risultato I due momenti fondamentali del processo di valutazione del significato del dato quantitativo sono il: significato tossicologico significato cronologico

I criteri attraverso i quali si pu giungere allo scopo sono di 2 tipi: 1) criterio tossicocinetico: mira a determinare il quantitativo totale corporeo del tossico presente al momento della morte ed a risalite da questo alla dose assunta criterio comparativo: si riferisce ad una scala di valori relativi a varie situazioni tossicologiche e nel comparare i dati in nostro possesso con questi.

2)

I valori di riferimento sono suddivisi in: terapeutici, tossici e mortali

Quando stata accertata la presenza di una sostanza tossica in concentrazione comune idonea a provocare avvelenamento, in ogni caso necessario dimostrare il nesso di causalit esistente tra la presenza di questa sostanza e la sindrome morbosa o mortale Alla diagnosi di avvelenamento su base medico-legale si previene anche attraverso lesclusione di altre cause di morte.

DATO NEGATIVO pu presentarsi in due diverse eventualit 1) assenza del tossico: tossico assente perch non stato assunto tossico assente perch la sua eliminazione si completata interamente tossico non rilevabile perch degradato da trasformazioni putrefattive post mortali del materiale biologico (dato nudo)

2)

tossico non rilevabile tecnicamente: il tossico non rilevabile poich agisce a dosi talmente basse che i suoi livelli tissutali non sono apprezzabili con le tecniche di comune impiego in ambito tossicologico forense il tossico non rilevabile perch si tratta di una sostanza normalemnte presente nel materiale biologico (caso del cloruro di potassio assunto endovena) o che da luogo a sostanze non rilevabili o normalmente presenti nel materiale biologico (es, tetraetilpirofosfoto, anticrittogamico di notevolissima tossicit, che si dissocia rapidamente in acido fosofrico e alcool etilico; la succinilcolina, potente ortocurarico, che d luogo ad acido succinico e colina)

le indagini chimico-tossicologiche in tema di avvelenamento iniziano con il prelievo di materiale da esaminare; possibili: Prelievi da cadavere Prelievi da vivente campione di sangue campione di urina liquido usato per la gastrolisi (se praticata) liquido di dialisi (se praticata) capelli sebo, sudore sangue urina bile liquor umore vitreo ( potrebbe esser di grande aiuto perch vi si concentrano molte sostanze e non va incontra ad un processo di putrefazione) frammenti di visceri (i pi importanti sono encefalo, polmone, reni, fegato, stomaco e suo contenuto) capelli, peli ossa , unghie nei casi di esumazione pu rendersi necessaria la raccolta di liquami, indumenti e campioni di terra in vicinanza della cassa

Lesame delle urine sempre possibile, quello del sangue no, richiede lautorizzazione ( una metodica invasiva); il prelievo di sebo e sudore avviene per via transdermica grazie allimpiego di particolari cerotti

Il prelievo di sangue deve essere duplice: periferico: vanno prelevati alcuni ml (2-3) dai vasi femorali o ascellari; permette di rilevare alcoolemia tossici volatili centrale: permette un prelievo maggiore (50-100 ml) ed destinato al rilievo dei veleni non volatili

Per i tossici che possono diffondere in fase post-mortale dallo stomaco ai visceri (es alcooli) bene eseguire il prelievo periferico allo scopo di disporre di un campione che non sia stato alterato dalla diffusione post-mortale A tutto il materiale biologico prelevato, sei esso da vivente o da cadavere, non vanno aggiunte sostanze conservative di alcun genere

Conservazione del campione: da vivente frigorifero + 4 C - freezer - 25 C da cadavere freezer - 25 C - liofilizzazione (per i visceri, utile perch riduce gli spazi necessari per conservare tutti i campioni)

tutto il materiale autoptico posto sotto sequestro e deve essere custodito con grandissima attenzione perch pu essere richiesto dallautorit giudiziaria in ogni momento

Riassumendo: la metodologica dellindagine chimico tossicologica prevede: raccolta e conservazione del materiale indagine chimico tossicologica: generica: eseguita nei casi nei quali vi solo un sospetto generico di avvelenamento ma non si possiede alcuna notizia sulla natura della sostanza responsabile dellavvelenamento mirata: riguarda il rilievo di una precisa sostanza, cio mirata alla sua evidenziazione valutazione del dato (positivo, negativo)

In tossicologica forense i veleni vengono suddivisi in base al metodo usato per separarli dal materiale biologico; i gruppi analitici derivanti da questa suddivisine sono 5:

gruppo 1 veleni gassosi o volatili: comprende i tossici separabili per distillazione in corrente di vapore mediante microdiffusione o con la tecnica dello (spazio di testa) gruppo 2 veleni metallici: comprende i tossici separabili per incenerimento del materiale biologico o per distruzione attuata per via umida gruppo 3 anioni tossici: comprende i tossici separabili per dialisi gruppo 4 veleni organici non volatili: comprende i tossici solubili in acqua e/o in alcool. Distinguiamo 5 sottogruppi: tossici estraibili con etere etilico o cloroformio da mezzo acquoso acido (tossici organico acidi o neutri) tossici estraibili con etere etilico o cloroformio da mezzo acquoso nettamente basico tossici estraibili con cloroformio da mezzo acquoso ammoniacale tossici estraibili da mezzo acquoso alcalino previa idrolisi del materiale biologico tossici idro ed alcoolsolubili non separabili da mezzo acquoso mediante estrazione con solventi, ma per la cui separazione necessario usufruire di altre tecniche

gruppo 5 veleni non classificabili negli altri gruppi e per i quali occorrono particolari tecniche separative

Le tecniche applicate nelle indagini chimico-tossicologiche comprendono quelle cromatografiche, in fase gassosa e liquida al alta pressione, di assorbimento atomico e di massa, oltre a quelle basate su principi immunologici ed altre ancora

schema:
SAGGIO RADIOIMMUNOLOGICO (RIA)

TEST IMMUNO-TOSSICOLOGICI
SAGGIO IMMUNOENZIMATICO ABBOT ELISA EIA ONLINE SAGGIO INIBIZIONEEMOAGGLUTINAZIONE SAGGIO CON STABILIZZAZIONE DELLELETTRODO LIBERO

Dei 4 sistemi utilizzo spt i primi 2 (saggio RIA - saggio IMMUNOENZIMATICO)

Campo di analisi: rilievo di droghe e/o psicofarmaci

METODI IMMUNOCHIMICI: metodi basati sulla competizione nei confronti di un anticorpo specifico tra la sostanza stupefacente eventualmente presente nel campione e la stessa sostanza marcata con: isotopi radioattivi (RIA) enzimi (EIA) fluorescenza (FIA)

vantaggi: elevata sensibilit notevole velocit di esecuzione scarsissima quantit di materiale biologico necessario per lesecuzione del test possibilit di eseguire la reazione direttamente sul materiale in esame senza sottoporlo ad alcuni procedimenti di concentrazione o estrazione

svantaggi: specifico di gruppo ma non selettivo elevato costo di apparecchiature e di reattivi durata limitata dei reattivi soggetti quasi sempre a scadenza possibilit di interferenze con altre molecole a causa di reazioni crociate determinazione quantitativa possibile solo per alcune metodiche

La positivit immunologica deve essere confermata con altre tecniche per lidentificazione degli analiti (essendo i test specifici per gruppo ma non selettivi

OSSIDO DI CARBONIO Gas incolore, inodore, di densit relativa allaria di 0.96. E prodotto dalla combustione incompleta del carbonio (la combustione completa produce CO2) Fonti: combustione incompleta di materiali contenenti carbonio (legno, carbone, idrocarburi ed in gnere tutte le sostanze organiche) esplosioni (es esalazioni vulcaniche) gas illuminante (ottenuto dalla distillazione del carbon fossile in ambiente chiuso)

Nellorganismo si forma per: trasformazione del diclorometano decomposizione dellemoglobina (per catabolismo del gruppo eme)

Tossicit da attribuire alla spiccat affinit che il CO ha verso il ferro bivalente dellemoglobine (circa 300 volte maggiore a qualla dellossigeno)

Meccanismo dazionebench lazione lesiva si determini con lintervento se non esclusico, certo prevalente, di un fattore asfittico, al forma clinica conserva la denominazione di intossicazione: si tratta infatti di un meccanismo lesivo sui generis, prodotto per via chimica Considerata la costante presenza nellambiente domestico e nellaria di tracce pi o meno considerevoli di ossido di carbonio, si ritiene normale la presenza, nel sangue di ogni persona, di piccole qt di esso legate allemoglobina: in genere la percentuale di emoglobina legata allossido di carbonio (HbCO), nel non fumatore, nellordine dello 0,5% (in un fumatore di 20 sigarette die sale al 4-8%)

Intossicazioni: acute: (exitus): casi accidentali per cattivo funzionamento di apparecchi ed impianti di riscaldamento; fughe di gas illuminante, esplosioni, incendi suicidi: attraverso laccumulo di gas di scappamento di motori a scoppio

croniche: (rare) lossicarbonismo pu colpire tutti coloro che sono a contatto, per motivi di lavoro, con fonti di ossido di carbonio; trattandosi di malattie professionali i controlli dovrebbero riguardare anche la concentrazione in ossido di carbonio dellambiente nel quale il soggetto svolge la sua attivit lavorativa

lossido di carbonio lesempio pi noto di un agente atto a diminuire la capacit del sangue di trasportare lossigeno e di produrre quindi ipossia anemica SINTOMI: non sono caratteristici e possono facilmente non essere riconosciuti; lintossicazione acuta, che la pi frequente, si manifesta con sintomi vari che caratterizzano 3 distinte fasi: 1. fase: (sintomi primitivi) inizia con cardiopalmo, cafalea, vertigini, nausea, vomito. Quasi subito segue debolezza motoria (specie agli arti inferiori) che raggiunge frequentemente il grado di una vera e propria paraplegia

2.

fase: (coma) incoscienza, immobilit, insensibilit, respiro stertoroso, durante il coma pu verificarsi il decesso, se questo non avviene, si ha la fase successiva fase: (sintomi secondari) sintomi psichici (confusione, delirio. amnesie, demenza) sintomi nervosi (manifestazioni nevritiche, afasie, emianopsie, paralisi centrali o periferiche) sintomi sensoriali (oculari, uditivi) sintomi cutanei (edemi, esantemi, gangrene, distrofie) sintomi renali (albuminuria) e del ricambio

3.

I sintomi causati dalle varie concentrazioni di HbCO nel sangue sono: 0-10 10-20 20-30 30-40 40-50 50-60 60-70 70-80 Nessun sintomo Sensazione di cerchio frontale Cefalea, pulsazioni alle tempie Cefalea intensa, debolezza, vertigini, riduzione della vista, nausea, vomito e collasso Maggior possibilit di collasso e sincope: aumento della frequenza respiratoria e del polso Sincope, aumento della frequenza respiratoria e del polso, coma con convulsioni intermittenti, respiro di Cheyene-Stoches Coma con convulsioni intermittenti, depressione cardiorespiratoria, talora morte Arresto respiratorio, morte

Diagnosi: si avvale di riscontro soggettivo (esame esterno): cadavere con colorito roseo (assenza pallore cadaverico) ipostasi color rosso vivo sangue color rosso ciliegia visceri color rosso vivo (accada anche in caso di intossicazione da cianuri prolungata esposizione del cadavere al freddo

riscontro obiettivo: ricerca di CO mediante metodo spettroscopico indiretto (non pi impiegato) Van-Slyke Gas cromatografico Spettrofotometrico (il pi usato oggi, il risultato pu essere alterato se c elevata presenza di metaemoglobina)

Il rilievo di CO nel sangue ed in altri liquidi cadaverici possibile anche molto tempo dopo la morte per resistenza della HbCO alla putrefazione.

ALCOOL Composti organici derivanti dagli idrocarburi (alifatici, aromatici) i cui atomi di idrogeno vengono sostituiti con uno o pi gruppi ossidrilici (OH) In base al numero degli ossidrili si distinguono: a. monovalenti a. bivalenti a. trivalenti

In base al tipo di legame del gruppo C-OH si hanno: a. primari a. secondari a. terziari CH2-OH CH-OH C-OH

In senso stretto il termine si riferisce allalcool etilico Alcool etilico (etanolo): liquido incolore, limpido, di odore forte e caratteristico, solubile in acqua in tutti i rapporti. In natura si forma per la fermentazione delle sostanze zuccherine contenute nelluva, nella frutta in genere e nei cereali. Si pu ottenere anche per la sintesi ma il processo risulta poco economico

Prodotto di largo consumo (bevanda), per le sue propriet, pu essere considerato un alimento Pu essere oggetto di abuso e da ci ne consegue notevole tossicit

Schema: TOSSICIT ACUTA Inalazione di vapori (ambito professionale) Ingestione: - voluttuaria - accidentale CRONICA Dipendenza per abuso

Assunzione generalmente per ingestione Assorbimento avviene a livello di : cavo orale, stomaco, intestino Lassorbimento a livello gastrico diminuisce progressivamente anche in presenza di elevate concentrazioni alcooliche ed influenzato da vari fattori: principalmente dalla concentrazione alcoolica del liquido che si ingerisce e dallo stato di replezione gastrica. E noto infatti che lassorbimento dellalcool si verifica molto pi lentamente a stomaco pieno che a stomaco vuoto (ad es 40 g di alcool assunti a digiuno determinano una concentrazione ematica di 80 mg%, mentre a stomaco pieno, proprio per il rallentamento dellassorbimento, il valore che si raggiunge si aggira intorno ai 40 mg%) A livello intestinale lassorbimento non rallentato dalleventuale presenza di materiale Lassorbimento, cmq, varia da individua ad individuo ed in genere si completa in un tempo compreso tra le 2 e le 6 ore Distribuzione: lalcool si distribuisce in tutti i tessuti ed i liquidi corporei; dato che influenza spt il SNC, particolare attenzione va rivolta alla concentrazione encefalica, ove, grazie alla notevole irrorazione ematica, al concentrazione alcoolica pu raggiungere i valori di quella ematica

Metabolismo: il 90-98% dellalcool ingerito viene metabolizzato a livello epatico, principalmente in acetaldeide (responsabile di alcuni sintomi dellintossicazione acuta), mentre solamente il 2-10% viene eliminato come tale

15 18 mg alool etilico/dl sangue/ora quantit massima di alcool etilico metabolizzabile indipendentemente dalla dose assunta (funzione lineare nel tempo); tappa limitante il processo quella mediata dallalcool deidrogenasi (ADH, funge da catalizzatore per lossidazione delletanolo ad acetaldeide)

CH3 CH2 OH

---- ADH --- > CH3 CHO (ACETALDEIDE)

CH3 CHO ---- ACETALDEIDE DEIDROGENASI ----> CH3 CO2 H (ACIDO ACETICO)
Alcool deidrogenasi ed acetaldeide deidrogenasi sono preposti a catalizzare altre reazioni e gi questo costituisce un primo aspetto della pericolosit delletanolo che si sostituisce come substrato ad altre sostanze Lacido acetico viene trasformato in grassi, il cui eccesso dannoso per il fegato; inoltre, poich il coenzima ossidante il NAD*, questo viene consumato per lossidazione delletanolo e non pi a disposizione per i substrati naturali, in particolare per la produzione di energia di glucosio, provocando gravi stati ipoglicemici, che possono essere mortali Un aumeto del metabolismo pu essere determinato dal fruttosio; una diminuzione pu dipendere da carenza nutritiva, digiuno, processi patologici del fegato. Eliminazione per via renale e polmonare Effetti: dosi eccessive provocano acutamente: una depressione delle funzioni neurologiche cronicamente: una dipendenza della cellula nervosa che si manifesta nella sindrome di astinenza Modifica il metabolismo ed esercita un effetto lesivo su alcuni tessuti. Fornisce energia immediatamente utilizzabile e scambiabile isodinamicamente con quella dei cibi; risparmia perci luso dei lipidi che si accumulano e provocano degenerazione grassa seguita da cirrosi del fegato. Diminuisce la sintesi di glucosio per interferenza con la gluconeogenesi ma non fornisce energia accumulabile e non consente di rimpiazzare il catabolismo dei tessuti Le assunzioni eccessive e protratte determinano una gastroduodenite cronica che riduce lappetito ed interferisce con lassorbimento, specie delle vitamine del gruppo B, dei sali minerali e delle proteine; il risultato un ridotto apporto calorico ed una sindrome da carenza di tiamina

DOSE TOSSICA: quella media varia da 70 a 120 g di alcool/die, ma un consumo superiore ai 50-60 g/die sufficiente a modificare alcuni parametri biologici Nelluomo sempre costante il rapporto tra concentrazione dellalcool nel sangue e quella dellaria alveolare; in base a tale comportamento teoricamente possibile risalire dalla seconda alla prima. E peraltro evidente che, anche sussistendo per tutti gli individui tale rapporto di proporzionalit, non detto che esso dia eguale per tutti i soggetti In generale si attribuisce al dato relativo allaria alveolare un valore indicativo, prevedendo, in caso i positivit, un controllo da eseguire sul sangue Le tecniche che eseguono il rilievo sullaria alveolare sono estremamente esemplificate: possono essere quindi applicate anche da personale non strettamente qualificato e costituiscono un mezzo efficace per un accertamento tempestivo ed orientativo dellalcoolemia. Si ritiene che il tasso alcoolemico ha un qualche significato clinico a partire da 0,2 g/dl; Da 0,5 g/dl a 0,7 g/dl il soggetto sai sotto linfluenza di alcool Tassi superiori determinano lubriachezza vera e propria sono alla perdita del tono muscolare, stato stuporoso e poi comatoso (4 g/dl). Intorno a tale valore ed oltre (5 g/dl) insorgono fenomeni gravi come ipotermia, collasso

periferico e morte (lalcoolemia massima varia da 4 a 5 g/dl raggiungendo in alcuni casi valori superiori; cmq valori di 4 g/dl possono gi ritenersi mortali) I metodi di rilievo dellalcool nel sangue possono essere distinti in 3 o 4 tipi fondamentali. Quelli del primo tipo di natura chimica si basano su un unico principio: la titolazione dellattivit riducente dellalcool che si libera dal sangue. Facendo uso di tali metodi, qualsiasi sostanza che sia volatile e riducente viene dosata come alcool etilico; si tratta quindi di tecniche aspecifiche, che sono ormai generalmente in disuso Altro tipo di natura enzimatica nelle quali lalcool viene ossidato ad acetaldeide ad opera dellADH Le tecniche per titolare lentit della trasformazione sono numerose e sono sempre di tipo indiretto, cio non determinano lalcool, ma prodotti derivanti dalla reazione di trasformazione dellalcool in acetaldeide ed in idrogeno Il metodo ritenuto specifico anche se alcuni alcooli, in particolare lo isorpopanolo, possono interagire con lalcool etilico La tecnica pi diffusa per il rilievo dellalcoolemia resta cmq quella gas-cromatografica; i suoi vantaggi derivano dal fatto che si tratta di una metodica diretta (cio lalcool stesso che viene determinato) di carattere specifico e la cui accuratezza precisione sono eccellenti)

Varie sono le forme di applicazione della gas-cromatografia per il rilievo della concentrazione alcolica; si distinguono due tipi fondamentali: quelle che si eseguono direttamente nel sangue quelle nelle quali il prelievo esaminato per via gas-cromatografica attuato con la tecnica dello spazio di testa che si presenta particolarmente bene al rilievo di sostanze volatili come lalcool e che ha il grande vantaggio di essere facilmente automatizzabile

In questi ultimi tempi sono stati introdotte tecniche nelle quali si fa uso di sensori particolari come la spettrometria IR I rilevatori tipo metalli semiconduttori per il rilevo dellalcool campionato dal materiale biologico, sempre con il sistmea dello spazio di testa; si tratta di metodiche facilmente automatizzabili sulla cui specificit peraltro, sono da avanzare molti dubbi Nella valutazione del dato alcoolimetrico va tenuto conto dello stato di conservazione del campione; indipendentemente dalla tecnica di prelievo adottata per il materiale cadaverico si pu sempre verificare levenienza che, quando siano in atto trasformazioni di tipo putrefattivo il suo contenuto in alcool non sia di origine esogena ma endogena Sui campioni da conservare. Lo sviluppo di tali processi viene praticamente bloccato, aggiungendo tracce di antiglicolitico come sodio fluoruro od il potassio ossalato; evidente che su materiale prelevato da cadaveri in stato di putrefazione avanzata, il rilievo di alcoolemia perde di significato, stante la grande probabilit che un eventuale risultato positivo, anche relativamente elevato, posso essere interamente determinato da alcool neoformato, ed uno negativo non corrisponda alla situazione realmente esistente al momento della morte

ALCOOL METILICO (METANOLO): il pi semplice degli alcool alifatici ed usato come solvente denaturante per etanolo e carburante per motori Contenuto in piccole quantit nella grappa di frutta e nel tabacco da fumo, esplica unazione narcotizzante ed pi tossico delletanolo. Lassunzione per ingestione o per inalazione e lassorbimento cutaneo provocano gravi forme di avvelenamento (periodo di latenza 9-40 ore; dose latente circa 30-100 g), probabilmente dovute allacido formico, prodotto catabolico La sintomatologia comprende: cefalea, vertigini, dispnea, vomito, colite, diarrea, convulsioni di tipo epilettico (per emorragie nel midollo allungato e nel mesencefalo), inoltre, come complicazioni successive, disturbi della vista e cecit (degenerazione delle cellule gangliari della retina, atrofia del nervo ottico) degenerazione del miocardio, del fegato e del parenchima renale

SOSTANZE STUPEFACENTI

A cominciare dagli anni 70 si diffuso il fenomeno delluso e dallabuso di sostanze stupefacenti Occupano un posto particolare tra i veleni per: conseguenze che derivano agli individui ed alla societ la diagnosi medico-legale di intossicazione acuta laccertamento chimico tossicologico di sostanze sospette

La dipendenza da droghe uno stato di dipendenza psichica o fisica o psicofisica, da una droga, che si sviluppa in un soggetto in seguito a somministrazione periodica o continua di quella droga Le caratteristiche di tale stato varieranno con lagente e devono sempre essere indicate mediante la segnalazione del particolare tipo di dipendenza, per esempio dipendenza da morfinici, da barbiturici, anfetaminici

I termini che determinano la dipendenza da sostanze sono cos distinguibili:

1.

dipendenza psichica impulso che richiede sporadiche o continue assunzioni per ottenere piacere; la assenza della sostanza, invece, genera uno stato di sconforto

2.

dipendenza fisica alterato stato instauratosi in seguito a ripetute assunzioni, con la conseguenza di continuare necessariamente, al fine di prevenire quei caratteristici sintomi specifici per ogni molecola, che sono noti con il termine di sindrome da astinenza

3.

dipendenza crociata possibilit per una sostanza farmacologicamente attiva di sopprimere i sintomi dati dallastinenza di unaltra, mantenendo sempre lo stato di dipendenza fisica tolleranza necessit di incrementare le dosi di assunzione per ottenere lo stesso grado di effetti farmacologici causati dalle dosi iniziali; a ciascun gruppo di effetti farmacologici sia fisici sia psichici pu, naturalmente, corrispondere, per i vari tipi di sostanze una diversa entit di tolleranza

4.

5.

tolleranza crociata fenomeno per cui la tolleranza ad una determinata sostanza pu produrre tolleranza per unaltra con struttura chimica simile o diversa

Dato che la definizione di stupefacente difficilmente formulabile in sede clinico- scientifica, gli organi legislativi dei diversi paesi si limitano semplicemente ad elencare le sostanze alle quali viene riconosciuta tale azione Il termine ABUSO: si riferisce alluso per autosomministrazione di ogni sostanza secondo modalit che deviano da regole medico-socilai nellambito di una determinata culture

Tabella 1 -

comprende: oppio e sui derivati naturali, di trasformazione e sintetici la cui azione riconducibile a qualla della morfina cacaina e tutte le sostanza ad azione consimile amfetaminici e derivati derivati indolici e feniletilamminici ad effetto allucinogeno tetraidrocannabinoli ed i loro derivati naturali e sintetici

Tabella 2 comprende: cannabis indica e sue preparazioni

Tabella 3 comprende: barbiturici passibili di abuso e le sostanze ad azione analoga

Tabella 4 comprende: barbiturici ed amfetaminici potenzialmente passibili di abuso per i quali sussistono pericoli di induzione di stati di dipendenza fisica e psichica minore di quello determinato dalle sostanze comprese in tabella 1 e 3

Tabella 5 comprende: preparazioni contenenti le sostanze precedentemente elencate che, per una serie di motivi, non comportano alcun rischio di abuso

Tabella 6 comprende: sostanze ad azione ansiolitica, antidepressiva, psicostimolante che possono, potenzialmente, dal luogo ad abuso