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LARUS MASTER 2012/13 Loroscopo dellanno passato Di solito loroscopo serve a immaginare quello che arriver; noi, che

siamo gente strana, lo useremo a retromarcia, per capire quello che passato. Perch, si sa, un brillante futuro si adagia sempre su di un bel passato. Bilancia Il segno dellequilibrio e della strategia. Ma anche il segno dellamore per il successo.
La sala riunioni della Larus pi piena del previsto. Persone che conosco, dallanno scorso, con cui mi incontro fuori, quasi tutti convinti di seguire Simone, pi tanti visi che per me sono nuovi. Vengo da una stagione pessima. Contrattempi, piccoli infortuni, un trofeo Larus mediocre, tempi in calo e alla fine la scoperta di unernia al disco cervicale, con infiammazione dei nervi, che mi ha fermato 15 giorni prima della Traversata, il mio obiettivo stagionale. Quindi per me gi chiaro, cambiare. Che nello specifico vuol dire restare alla Larus. Si parla di orari, soldi, polemiche. Poi Michele fa un discorso brevissimo di cui non capisco niente se non che ci sar da lavorare. Bene. Lo aspetto alla fine della riunione per dirgli che sar del gruppo solo se posso partire lentamente, con due allenamenti alla settimana, per non affaticare la spalle. Alza le spalle: che problema c?. Ancora non so che sar la sua risposta a ogni domanda preoccupata, per tutto lanno. Cercher equilibrio, migliorer la mia strategia, punter al successo, che poi pu voler dire solo non peggiorare i propri tempi. Partire piano. Al primo allenamento impallidisco: Marcello, Alessandro, Roberto piazzati uno per corsia a dettare i tempi; altro che corsia dei lenti, in cui regnavo lanno scorso. Qua persino Fabrizio, che ci metteva tutti in riga, sembra normale. Dopo una settimana stiamo gi allenando tuffi e virate, subito dopo il primo allenamento da 3k. Chiedo a Michele di mandarmi un allenamento per quando sono solo e mi ritrovo un Luned mattina alle 8 con la bella prospettiva di fare due volte i 15x50, a cui sommare un 12x50 gambe. In vasca iniziano a delinearsi i primi caratteri. Mai nuotare davanti a Moreno che non ti permette di rallentare neanche di un secondo. Mai seguire nelle prime vasche Riccardo che parte a manetta. Diffidare di Stefano C. che sembra scoglionato ma quando accende il turbo piglialo. Lasciamo stare, poi, Diletta o Sara che arrivano col sorriso e ripartono. La mia faccia perennemente stravolta deve essere tutta un programma. Il primo bestemmione di Riccardo a bordo vasca apre qualche sorriso. Michele, calmo e tranquillo, da bordo vasca aumenta i ritmi e i carichi.

Scorpione Lo Scorpione autoritario, volitivo, serio e orgoglioso


Autoritario. Come Michele. Che non uno strillo, non una voce alzata, non un malumore ma con quel dannato fischietto implacabile. Neanche 2 di sconto. Se deve essere 10x100 a 145 cos sia, poco importa a lui che io una cosa del genere non lho portata in fondo mai. Volitivo, come Nicoletta che a guardarla in viso sembra sempre sul punto di scoppiare e poi ti accorgi che sta facendo le ripetute tutte esattamente allo stesso ritmo, senza perdere niente. Serio. Come Alessandro. Che parla poco ma se hai bisogno di un consiglio te lo da. Che ama il dorso, e gi questo lo rende strano, si sa che i dorsisti sono una razza a parte. Orgoglioso. Come tutti. Perch la prima volta che Michele ci prende i tempi si capisce subito che ad arrivare dietro non ci sta nessuno. E cos ogni 25 dai blocchi diventa una gara. Pure con il tifo degli altri, a volte. E il mese della quantit, questo. Bisogna alzare lasticella, bisogna mettere da parte fatica che servir pi avanti. E il mese in cui, per la prima volta, faccio pi di 14km di nuoto in una settima na.

Sagittario Il Sagittario impulsivo, distratto, amante dei cambiamenti, avventuroso.


Sar per questo che tra Novembre e Dicembre inizio, invece, a soffrire della ripetitivit del gesto. Forse anche perch nuotare da solo alle 8 del mattina prima di andare al lavoro non il massimo, e riesco a fare solo un paio di allenamenti con il gruppo. Poi i ritmi si sono fatti infernali. Il coach ammette che forse s, potremmo fare qualche corsia pi veloce e qualche corsia pi lenta. Ma anche nelle corsie lente si pesta sullacqua. Impossibile distrarsi, altro che avventure. Guardiamo tutti verso Natale come ad un ancora di salvataggio. Riusciamo, per, ad organizzare la prima cena fuori, una pizza al Monastero. Siamo otto-nove, ci scrutiamo attenti. Ancora ci conosciamo poco. Ma la strada quella giusta. Al Brunelleschi ci vanno solo i nuotatori corazzati: Marcellino piazza una prestazione da incorniciare sui 100 sl e porta a casa due argenti, Sara vince 50 e 100 rana, Marco Poleggi prova i 50 delfino. Bravi loro. Noi lentoni della corsia le nostre avventure possiamo solo immaginarle.

Capricorno Il Capricorno ambizioso, ma concreto e paziente. Incline al pessimismo.


Ci avviciniamo alla gara di casa. Bisogna perdere il peso accumulato con le vacanze di Natale, ritrovare il ritmo, rifinire la preparazione. Ora aumentano gli sprint in allenamento, e a volte non ci si riesce neanche a rivolgere la parola tra una serie e laltra. Solo il Sabato leggermente pi rilassato, e mi da il modo di scambiare due chiacchere con Angela, che durante la settimana segue un corso di Alessandro e poi si aggrega a noi Certo che perdere peso pi difficile per via del primo pranzo di gruppo, a casa di Teo, in mezzo ai castagni. Loccasione per scoprire che Alessandro un amante del buon vino, per vedere Roberto che si porta la griglia da casa, Claudia

che organizza e via cos, una Domenica che scorre e finisce anche troppo in fretta. Purtroppo linclinazione al pessimismo si rivela in parte giustificata. Si riattizza la mia infiammazione alla schiena-spalla-braccio. Negli stessi giorni Moreno si strappa un muscolo. E an data peggio a lui, non potr gareggiare al trofeo Larus. Io s ma mi aspettano gli ultimi dieci giorni di preparazione fatti quasi esclusivamente di gambe e con la scimmia sulla spalla di non riuscire a migliorare. Ambiziosi, s, ma il momento della concretezza arrivato. Scarico, scarico, scarico. Al Forum sprint del 20 Gennaio, oltre a Marcellino e Sara in piena forma (due bronzi per il primo, 1 oro e lesordio nei 100 mx per la seconda), vanno Alessandro (che agguanta un bronzo nei 50 farfalla), Diletta e Teo (che scende sotto il muro dei 30 nei 50 sl). Intanto, a Viterbo, gli iscritti aumentano . In piscina si montano le tribune. Arrivano i costumi della squadra. Andiamo. E ora di gare.

Acquario LAcquario un sognatore, ama le novit, ha un forte senso di giustizia.


Amanti delle novit. Deve essere questo che quando il coach mi ha proposto i 50 delfino come gara mi ha spinto a dire si. Mai fatti in vita mia. Neanche in allenamento. Ma ci mettiamo alla prova tutti. Fabrizio e Roberto faranno rana, loro che in allenamento farebbero sempre e solo stile. Riccardo far i 50 dorso, si sa che i dorsisti sono tutti un po pazzi con quel loro nuotare a rovescio, e soprattutto i 200 misti. Cristina i 100 misti, Alessia DiMarco i 200 rana, Alessia Erasmi i 200 dorso, insomma nominare tutti sarebbe troppo lungo ma in un modo o nellaltro copriamo tutte le gare. Favoleggiamo anche di 3-4 staffette. Purtroppo questo si riveler un sogno. Ma non anticipiamo i tempi, arriva il Sabato, ci siamo. Sulla tribuna ci ritroviamo in tanti, anche di quelli che non dovrebbero gareggiare. Il tifo si fa pi forte gara dopo gara, Quando parte il coach per i 100 misti con il suo tuffo folle ci scaldiamo ancora di pi, e quando lo vediamo recuperare posizioni su posizioni nella frazione a rana scatta il boato. Arrivano medaglie a ripetizione. Nel frattempo, per, si svela larcano delle staffette. Solo una staffetta LARUS, e ovviamente i nostri colleghi di Roma non ci hanno preso in minima considerazione. Lingiustizia palese. Potremo, al massimo, fare una staffetta fuori gara. Presa. Marcello a delfino, Alessandro a dorso, Michele a rana e Roberto a stile. E il senso di giustizia, anzi di una ingiustizia subita, sulle spalle. Noi, con la voce, a spingere dalle tribune. E spingiamo tanto che i nostri compagni di squadra romani, in gara, se ne vanno con gli occhi bassi. Noi no, a sguardo alto. Arriva la Domenica mattina, sono emozionato, come pochi. Le tribune sono sempre piene. Mi calma il fatto di essere iscritto con gli stessi tempi di Luigi, gareggeremo probabilmente assieme e il suo sorriso tranquillo la migliore garanzia. Arriva la camera di chiamata dei 50 sl. Io e Gigi gareggiamo uno a fianco allaltro, corsie 5 e 6. E uno a fianco allalto facciamo tutta la gara, con un tifo tanto forte che s i sente da dentro lacqua. Non credo ai miei occhi, miglior tempo di sempre per me. Solo un decimo separa me dal mio gemello di corsia, pure le bracciate andavano a ritmo. Moreno con il suo bicipite annerito dallematoma il primo a farmi i complimenti, dai Mor, arriver anche il tuo momento. Faccio appena a tempo a recuperare che arriva la chiamata dei 50 delfino. Questa volta sono in corsia 1, ma il daje Nic di Riccardo si sente fin laggi. La vasca di ritorno infinita, la nuoto malissimo, la giudice di linea a ogni bracciata sempre pi lontana invece che pi vicina. Eppure, carico come sono, faccio un tempo che nellanno non ripeter pi. E, con mia sorpresa, pesco pure una

medaglia di bronzo. Tra le tante. Medaglie e record personali. Ognuno ci mette del suo, siamo in forma e si vede, quasi tutti escono di vasca con un sorriso largo cos e salutano i compagni in tribuna. Il Marted, alla ripresa degli allenamenti, foto di gruppo con medaglie. Eravamo dei nuotatori; al trofeo Larus nata la squadra. Non che le cose finiscano qui. Febbraio un mese in cui si riparte a caricare, di fine mese il mitico 40x50 a 1 che vede, nel finale, persino Riccardo perdere luso della parola. Un po troppo per me che resto ai box per una settimana per via di un crampo al polpaccio micidiale. Nel frattempo ci raggiunge in vasca un viso nuovo, Francesco, detto appunto vai col crampo dato che riesce a finire senza zoppicare solo un allenamento su due. Ma resiste, anche se impallidisce ogni volta che Michele tira fuori le tavolette. Allorizzonte la stagione delle gare primaverili. E il momento di sognare.

Pesci I pesci sono contraddittori e mutevoli, malinconici e con la testa per aria
E testa tra le nuvole ci vuole in questo mese in cui si tira senza pensare troppo. Passi gara, misti, sprint, pull boy, tavoletta, tuffi, tempi, nuotare, nuotare, nuotare. Io provo un 800 e poi il chilometro. Ma purtroppo Fabrizio mi fa capire che questanno niente traversata, il mio obiettivo stagionale svanisce. Non svanisce la voglia di allenarsi. Ai Regionali Lazio si presenta solo Sara, sempre a medaglia nel suo stile, questa volta argento e bronzo). In allenamento si delineano meglio i caratteri. Chi arriva sempre a toccare il fondo vasca e chi invece si ferma alle bandierine, chi implora il pull e chi a fare gamba si rilassa, chi sostituisce sempre il delfino con lo stile e chi invece se lo fa tutto, chi tocca i piedi di chi ha davanti e chi al primo sfioramento si ferma e ti fa passare. E di questo periodo una tirata bestiale in cui all a fine mi sento fare i complimenti da Teo perch vai forte, prof. Io? Allora questa squadra tosta davvero Si fa purtroppo male Carlo e non ci voleva, un infortunio muscolare in un periodo di grande forma, che lo toglier di mezzo fino alla fine di Aprile. Il mese si chiude con le gare dellOstiensis, con Diletta, Marco Poleggi (che si lamenta perch non riesce a scendere sotto i 31 nei 50 sl), Sara (una splendida doppietta doro nei 100 e 200 rana), Nicoletta (costretta ad incorniciare una delle sue tante medaglie di legno), Teo (che litiga con il muro dei 40 nei 50 rana) e Stefano Capocecera che non migliora il risultato di Viterbo ma piazza un buon 3272 nei 50 sl nella sua prima trasferta. . Fuori dalla vasca il momento della prima cena, una pizza post-allenamento. Arriviamo stanchi e ci fanno pure aspettare unora. Quando, dopo le 11, inizia il giro-pizza a prezzo fisso dimostriamo subito che a tavola non siamo meno crudeli che in vasca. Orche assassine.

Ariete: LAriete coraggioso, se cade si rialza, ha bisogno di nuovi traguardi


Nuovi traguardi, dunque e sia. Ora gli allenamenti sono diventati martellanti. Ognuno insegue il suo traguardo. Un miglior tempo, una nuova gara. Io sogno i 1500 stile e negli allenamenti da solo inizio a tirare dei lunghi sempre pi lunghi a tempi interessanti. Ma il fisico un po alle corde e un

virus mi mette k.o. per una settimana. Cado e mi rialzo. Gli altri stanno finalizzando e si vede. In vasca si alza un polverone dacqua ogni volta che partiamo. Il rumore rimbomba nella piscina semivuota. Fischio, fischio, fischio, fischio. Il 20 x25 a 25 secondi con il quarto sprintato mi rester impresso a lungo. Vorrei sentirmi male per dare forfait, ma non ho neanche la forza di stare male. Quando pensi che fare unaltra vasca impossibile guardi la facci stravolta del tuo compagno di corsia e dici no, ce la faccio. E spesso ce la fai, contro ogni attesa. Se non ti fa male non ti migliora. Spesso alla sera mi fa male tutto. Maledico la mia et, loro sembrano tutti recuperare meglio e pi in fretta. Poi vedo Luigi che ce la fa, e allora ce la devo fare anche io. E sempre cos: il tuo specchio chi nuota accanto a te e la fatica nei suoi occhi la tua forza. Non per competitivit, non per fregarlo, ma perch non puoi tradirlo, non puoi fare meno di lui. A stordirti sono le macchine della resistenza. Nicoletta che dalla prima allultima vasca non cede un secondo, Stefano Rossi, sempre qualche secondo avanti a me, mai impensabile da tenere ma sempre impossibile da raggiungere, Diletta che anche quando viola in faccia se mette le gambe ti molla dieci secondi in un cinquanta. Ci vuole coraggio per resistere alla fatica. Parliamo di integratori, negli spogliatoi, mica di cazzate. Ma met Aprile il momento della prima cena a casa di Alessia, il momento per scoprire che anche fuori dalla piscina possiamo stare bene assieme e goderci uno dei pochi soli primaverili dellanno. Magari parlando di gare. E le gare arrivano. In successione. A Gualdo, il 20 e il 21, la coppia da medaglia torna a casa carica: per Alessandro un argento e un bronzo e per Nicoletta due bronzi. Teo non va a medaglia ma fa segnare due migliori tempi stagionali scendendo sotto i 40 a rana e Marco Poleggi stampa un 31 tondo tondo sui 50 sl. Giusto il tempo per festeggiare il 25 Aprile riposando e si torna in vasca, questa volta a Roma allAquaniene, dove ai protagonisti di Gualdo si aggiungono Cristina e Marcello. Questultimo fa solo i 50 sl e si porta a casa un argento, Alessandro trova un ottimo bronzo nei 200 dorso, medaglia di legno, questa volta per Nicoletta, e non sar lunica della stagione. Ma le gare cortissime non sono il suo punto di forza. Si ripete su ottimi tempi Teo, e manca per 6 centesimi Marco Poleggi la sua sfida con i 31 sui 50 stile. E una buona gara, ma tempo per riposare non ce n, Maggio gi alle porte.

Toro: Il Toro testardo, tenace, leale


Tenaci, come spiegare altrimenti il fatto che a pochi giorni dalle gare dellAniene si crei un gruppo, non piccolo, che invece di passare il Primo Maggio al mare si dirige dritto dritto su Bastia Umbra, non proprio una luogo da villeggiatura? Questa volta ci sono anche io e raggiungo la squadra direttamente da Perugia dove ho dormito e dove ho passato la mattina della Festa del Lavoro a lavorare, che poi, forse, di questi tempi, un modo per festeggiare il fatto che io un lavoro ce lho. Ma bando alle chiacchere. Siamo in tanti. Marta inaugura, al mattino, con un bronzo nei 200 rana, seguita da Alessandro oro nei 50 dorso, mentre Alessia E. prende un bronzo nei 50 ra, gara dellennesima medaglia di legno per Nicoletta. Medaglia di legno anche per Teo, ancora sotto i 40 nei 50 rana, ma senza rimpianti, al bronzo mancano ancora un paio di secondi, troppi. Poi, dopo panini e torta divisi sul prato, arriviamo alla spicciolata io e Ricky e finalmente iniziano le gare del

pomeriggio Detto di Matteo Cannata argento e bronzo under 25, la fortuna sembra girare in peggio con Claudia ancora quarta e Teo quinto nei 100 sl. Ma arrivano i 100 misti. La gara femminile entusiasmo e rimpianto, con Alessia E. e Claudia alloro e Marta allargento, ma Diletta squalificata. Peccato perch avremmo portato a casa un podio tutto Larus. E qui va aperta la parentesi piscina. Da uno dei lati bassissima e le virate sono un vero strazio. Riccardo nel riscaldamento prova e riprova quella a dorso, preoccupato per la staffetta. Proprio una (presunta) virata irregolare viene imputata a Diletta. Guardiamo tutti il fondo vasca con una certa ansia. I miei 100 misti (diciamo quinto, ignorando il numero di partecipanti) sono un mix di bene e male. Sono emozionatissimo, come una bambino, ma cerco di ricordare le parole del coach il giorno in cui smetter di essere emozionato non far pi le gare . Ma parto e limpatto con lacqua cancella tutto, tiro tre bracciate per ogni respirazione e stampo una vasca a delfino assolutamente ottima. E schifosa la virata, ma lavevo messo in conto. Peggio ancora la virata dorso -rana, quando mi distendo inutilmente alla caccia di un bordo vasca che sembra non arrivare mai, serviva unaltra bracciata. La vasca a rana uno strazio, il fiato da corto si fa minuscolo e mi imballo, 33 secondi, una enormit, a stile, infine, semplicemente sbaglio tutto e parto con una bracciata lunghissima buona forse per un 800, tenendomi le gambe di riserva per non si sa cosa. In tutto questo il tempo due secondi in pi di quello fatto in allenamento. Cos mi resta il rimpianto per aver mancato una chance di fare molto meglio. Ma sono testardo, ci riprover. Non c tempo per pensarci troppo, si riparte con Riccardo che si prende una faticosissima medaglia dargento nei 200 fa. Arrivano i 50 farfalla, di bronzo per Diletta; in questa gara Marco Poleggi, che in precedenza ha staccato un altro 31 spaccato nei 50 sl, arriva finalmente a medaglia, bronzo subito davanti a Ricky. Peccato che il mio tempo venga rilevato male e mi venga attribuito un 53 e rotti di almeno quattro secondi maggiore di quello fatto in realt, come mi conferma Alessandro. Arrivano le staffette. Vinciamo la 4x50 mx femminile in 240, ma veniamo messi fuori gara in quella maschile per via di un pasticcio dellorganizzazione che prima ci permette di segnare in staffetta un under 25, e poi ci comunica che non si poteva. Me ne torno a casa solo soletto, un po di corsa, con il pensiero di Agata che ha la febbre, mentre gli altri si fermano a mangiare una pizza. E siamo solo al primo del mese. Del resto del mese io, purtroppo, posso dire poco bloccato da una broncopolmonite che fa saltare i miei piani di allenamento e mi tieni fuori vasca, in piena crisi dastinenza da cloro e intossicato dagli antibiotici per quasi tre settimane. Peccato perch mi perdo anche le partite di pallanuoto che resteranno nella storia. Ma il Toro, dicevamo, testardaggine e lealt. E solo testardaggine e lealt possono portare la prima Riccardo e la seconda Carletto a Roma, al Flaminio, a tentare in gara allaperto, con un clima da orsi polari, i 100 rana e, udite udite, i 400 misti. Testardaggine nel credere fino in fondo in una gara che sembra un muro invalicabile, e lealt per un Carlo ancora a corto di allenamenti ma che si fa convincere a non mollare Ricky da solo. Un gara che sarebbe perfetta, con largento di Carlo, giusto compenso di una stagione difficile, e il bel tempo di Riccardo. Bel tempo che resta solo per un secondo sul tabellone per via di una squalifica incomprensibile, sarebbe stata medaglia certa. Ma si rifar, accidenti, si deve rifare!

Gemelli: (Citt di Castello) I Gemelli sono irrequieti, volubili, amanti delle novit
Cosa, infatti, se non lirrequietezza poteva portare un pezzo grosso di squadra in gara fino a Citt di Castello, una strada lunghissima, per provare i 200 misti allaperto e in vasca lunga, anzi, come vedremo, lunghissima. E lultima trasferta della stagione, lultima gara. E per questa volta il ruolo di caposquadra spetta ad una delle pi giovani, ci guida Alessia Erasmi, con il piglio di chi non si spaventa di nulla! Io, come al solito, arrivo anarchicamente da Perugia. Ma con grande sincronismo mi faccio fregare il parcheggio da Gigi De Grossi che appena arrivato da Viterbo e guida la macchina proprio davanti alla mia. E bello entrare tutti assieme, cambiarsi, anche se nel vedere la vasca mi sale il rimpianto: qui avevo programmato di fare i 1500 stile, ma la pausa non lha reso possibile. Qualcuno si scalda, io quando sento la temperatura dell acqua decido di lasciar perdere, la broncopolmonite guarita da troppo poco tempo, mi scalder nella vasca coperta. Nei 200 misti sono lunico non in gara, la nostra pattuglia prevede Cristina, le due Alessia, Gigi, Moreno e Riccardo. A parte Alessia Erasmi e Riccardo gli altri gareggiano tutti nella stessa batteria e io, rimasto lunico fuori dallacqua a far la guardia alle borse, cerco di distribuire un grido di incoraggiamento per ciascuno. La vasca a rana improvvisamente si allunga per Moreno, che boccheggia alla ricerca daria e non riesce ad allungarsi venendo risucchiato dal gruppo. Bene Alessia di Marco, che arriver quarta, Cristina che acchiappa un bronzo e Gigi che finisce quinto. Poi, nellaltra batteria Alessia conquista un altro bronzo mentre Riccardo sembra nuotare in souplesse ma non va. Esce dallacqua incazzato nero. La sua allergia, probabilmente, ha colpito, allaperto. Respira a fatica e lamenta di essere stato in apnea per tutta la gara. E quarto, ma pi che il rimpianto per un bronzo alla sua portata c quello per un tempo molto pi alto degli allenamenti. Cazzeggiamo allegramente durante le interminabili batterie dei 200 sl e poi il turno dei 50 rana in cui Gigi piazza un notevole 47 07 per 674 ragguardevoli punti. Infine lasciamo Gigi e Riccardo nel ruolo dei tifoso solitari e torniamo tutti in vasca per i 50 farfalla. Quarte e quinte le due Alessie, quinta Cristina che non perde mai il suo sorriso contagioso, Moreno fa un buon 4506 e io un 50 16 che non mi lascia soddisfatto, negli ultimi 10 metri ho preso 4 dal nuotatore al mio fianco. Devo ancora migliorare. La truppa contenta, decide di dare sfogo al suo lato volubile e anche un po cazzone; compriamo tutti assieme la cuffietta pecorina, dopo un siparietto alla bancarella degno di Amici miei. Si torna a casa. Stanchi e soddisfatti. Il giorno dopo Riccardo e Carlo ritornano alla carica. Carletto prima si dedica ai 100 rana, come aperitivo e poi entrambi fanno, di nuovo, i 400 misti. Argento per Carlo e bronzo per Riccardo che si prende la sua bella rivincita, abbassando di molto il suo personale, alla faccia dei pollini. Ultima gara della stagione, dunque. O quasi, perch Marco Poleggi e Fabrizio non rinunciano alla loro nuotata in mare alla gara del Giglio, prima della stagione in acque libere. Tornano entrambi soddisfatti, Ed ora cosaltro aspetta questi volubili nuotatori? Si alza il livello del cazzeggio in piscina, anche se Michele provvede sempre a riportarci a terra, come quando ci ammolla 2 chilometri con il pull boy in un solo allenamento, o quando ridacchiando ci fa fare un intero allenamento di sole gambe e senza tavoletta. Si aggiungono Sergio e Roberto al gruppo, in prova in vista della nuova stagione. Intanto, nellombra, Cristina e Sara iniziano a reclutare adepti per la nuova moda estate: McDonald dopo lallenamento.

Cancro: Il Cancro tenace, nascosto, misterioso, irascibile e protettivo


In effetti ci deve essere una tenacia speciale se, finite le gare, continuiamo ad allenarci. Ci deve essere una ragione misteriosa per cui il coach invece che allentare la presa, raddoppia i carichi. Ci deve essere nellombra unidea nascosta che riporta tutti alle 20 in piscina nonostante ad ogni partenza si alzi il lamento. Siamo sfiniti. La testa non ne vuole sapere pi di faticare, le braccia e le gambe invocano il riposo. Eppure siamo ancora l, presenti, anche se pronti ad incazzarci con Michele che sembra quasi voler testare nuovi limiti di resistenza. Protettivi gli uni con gli altri, anche se alla partenza un continuo balletto: vai tu, no, no, vai tu. Il cazzeggio da spogliatoio, poi, raggiunge limiti nuovi, almeno quello dalla parte dei maschietti. Non molliamo, no, no, non molleremo fino a met Luglio. E chiss che dopo non ci scappi qualche bella nuotata al lago, tutti assieme. Intanto quello che ci scappa un altro pranzo a casa di Alessia Di Marco, con la mitica pasta con le patate della mamma di Alessia Erasmi, la porchetta e dolci a volont. Non solo. Teo ha preparato un filmato che riassume tutta la stagione e lo guardiamo assieme con le lacrime agli occhi. Lacrime dal gran ridere, ovviamente. Poi arriva la nostra mamma Orca, in costume, ed gi storia di questi giorni. Vediamo la fine degli allenamenti, lestate il riposo. E soprattutto guardiamo avanti, alle prossime sfide.

Un saluto speciale a: Michele, Emilia, Stefano Rossi e Marcellino che hanno visto arrivare dei nuovi pargoletti nelle loro vite. Angela, Ilaria, Francesco, Isabella, Luca e Fabio che ho nominato poco perch non hanno fatto gare, ma hanno condiviso la fatica serale, si sono impegnati, migliorati, hanno condiviso risate e fiatoni, pacche sulle spalle e bracciate. Vi aspettiamo alle gare dellanno prossimo. Marcellino che ha fatto 925 punti e io che ne ho fatti 480 in una singola prova. Alessia Erasmi che su 6 gare fatte ne ha fatte 6 diverse. Alessandro, Nicoletta e Marco Poleggi che sono scesi in gara per 10 volte. Tutte le mogli e i mariti, le fidanzate e i fidanzati, i figli e le figlie, gli amici e le amiche che ci hanno aspettato la sera tardi, a cui abbiamo dato buca per allenarci, che ci hanno incoraggiato, sostenuto, sopportato per tutto lanno. Non pensate sia finita qua