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METODOLOGIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione Ing. Raffaele Sabatino

Finalit e scopo del documento


Lobiettivo della Valutazione dei Rischi, ai sensi dellart. 17 comma 1 lettera a) del D. Lgs. 81/08 come modificato dal D. Lgs. 106/09, predisporre tutti provvedimenti necessari per la salvaguardia della sicurezza e salute dei lavoratori e principalmente quello di: 1. 2. 3. 4. 5. Individuare tutte le fonti di pericolo e valutarne la possibile incidenza sui lavoratori; Eliminare alla fonte i fattori di rischio o almeno ridurli; Ove il rischio non sia eliminabile, fornire adeguati Dispositivi di protezione individuale ai singoli lavoratori esposti; Programmare ed attuare i necessari percorsi di informazione e formazione sui rischi; Predisporre tutte le attivit necessarie per ottemperare alla vigente normative in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

In relazione a tali obiettivi, i provvedimenti necessari al conseguimento delle migliori condizioni di salubrit e sicurezza, possono essere cos classificati: a) b) c) misure di tutela generali; misure di tutela specifiche; misure di emergenza;

Le misure di tutela generali sono quelle intraprese al fine di prevenire e ridurre i rischi derivanti da condizioni di lavoro che comportano pericoli trasversali o non adeguatamente inquadrabili allinterno di una specifica categoria di rischio. Le misure di tutela specifiche, sono quelle attuate laddove si riscontri uno specifico rischio legato ad una mansione svolta da uno o pi lavoratori. Le misure generali di tutela prevedono: 1. 2. 3. 4. 5. Corretta informazione e formazione dei lavoratori in merito ai possibili rischi cui potrebbero essere soggetti; Adeguato sistema di gestione delle mansioni e degli incarichi ricoperti al fine di limitare le eventuali esposizioni a fattori di rischio; Formazione circa il corretto utilizzo dei DPI; Riduzione alla fonte di eventuali rischi; Presenza della squadra di gestione delle emergenze e primo soccorso.

Le misure di tutela specifiche si riferiscono a tutte le azioni di prevenzione o di riduzione dei rischi, che contemplano specifiche criticit riferibili a locali, macchine attrezzature e/o impianti. Queste si articolano in modo specifico imponendo ad esempio particolari comportamenti, eventuale utilizzo di dispositivi di protezione individuale, obbligo dintervento di eventuale personale esperto e formato per la specifica area di rischi evidenziata. In generale si possono configurare allinterno di questa tipologia di misure, quelle che richiedono una specifica attenzione o emergono in relazione a precisi livelli di esposizione a rischi specifici. Le misure di tutela specifica prevedono: 1. 2. Adozione dei previsti DPI per i lavoratori maggiormente esposti a rischi che non possono essere evitati; Attribuzione alle mansioni solo dopo adeguata informazione e formazione alla specifica mansione ricoperta.

Le misure di emergenza sono quelle che si attuano per la prevenzione o riduzione di rischi derivanti da situazione di emergenza non prevedibili o che richiedono interventi specifici per gestire particolari eventi pericolosi come terremoti, incendi, allagamenti, infortuni con menomazioni o lesioni a danno dei lavoratori e del personale, attacchi terroristici, esplosioni. Allinterno di queste tipologie di eventi, si configurano le specifiche azioni descritte ad esempio nellapposito piano per la gestione delle emergenze e levacuazione 1.

D. Lgs.81/08 art.18, comma 1 lettera t

Le misure di emergenza adottate sono: 1. 2. 3. 4. 5. Adozione di un dettagliato Piano di Emergenza ed Evacuazione; Mezzi e presidi per il primo soccorso adeguati al D.M. 388/03; Corretta manutenzione dei presidi antincendio e verifica periodica della funzionalit; Verifica delladeguatezza delle uscite di emergenza e della loro corretta funzionalit; Effettuazione delle prove di esodo.

Te r m ini e d ef iniz ioni


pericolo: propriet o qualit intrinseca di una determinato fattore avente il potenziale di causare danni; rischio: probabilit di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni dimpiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione; valutazione del rischio: valutazione globale della probabilit e della gravit di possibili lesioni in una situazione pericolosa finalizzata a scegliere le adeguate misure di sicurezza (Norma UNI EN 292 PARTE I/1991); infortunio: evento non desiderato che pu portare al decesso, alla malattia, a lesioni, danni o altre perdite; individuazione del pericolo: processo di riconoscimento e di definizione dell'esistenza e delle caratteristiche di un pericolo; incidente: evento non pianificato che ha la potenzialit di produrre un infortunio (un incidente in cui non accadono malattie professionali, lesioni, danni o altre perdite anche chiamato quasi incidente); non conformit: ogni deviazione da standard di lavoro, pratiche, procedure, regolamenti, prestazioni del sistema di gestione, ecc. che potrebbe direttamente o indirettamente portare a lesioni, malattie, danni alla propriet, danni allambiente di lavoro o ad una loro combinazione; sicurezza: assenza di rischio non tollerabile; rischio tollerabile: il rischio ridotto ad un livello tale da essere sopportato dallorganizzazione, tenuto conto degli obblighi legislativi e della propria Politica di gestione; lavoratore: persona che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un Datore di Lavoro, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari, con rapporto di lavoro subordinato anche speciale; Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP): insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attivit di prevenzione e protezione dai rischi professionali nell'azienda, ovvero unit produttiva; RSPP: responsabile del servizio di prevenzione e protezione; Datore di Lavoro: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e lassetto dell'organizzazione, nel cui ambito il lavoratore presta la sua attivit, ha la responsabilit dellorganizzazione stessa o dellunit produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, per Datore di Lavoro sintende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest'ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, esso individuato dallorgano di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dellubicazione e dellambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta lattivit e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa 2; Nella strutturazione del documento ed allinterno di questo, verranno utilizzati i seguenti termini per la classificazione della tipologia di rischio presenti allinterno dei luoghi di lavoro; Rischi Trasversali Organizzativi (codice TO): sono i rischi che derivano da fattori organizzativi, gestionali o comunque connessi alla organizzazione del lavoro e delle mansioni anche in relazione agli ambienti e ai fattori collaterali connesse allespletamento delle mansioni; Rischi Infortunistici (codice INF): sono rischi che determinano pericoli per la sicurezza del lavoratori (rischio di incendio, rischi meccanici, esplosione ecc.); Rischi Igienico Ambientali (codice IGA): sono rischi che determinano pericoli per la salute e che derivano dallesposizione ad agenti di rischio chimico, fisico o biologico.

D. Lgs.81/08 art.2, comma 1lettera b

C r i t e r i a d o t t a t i p e r l a va l u t a z i o n e
Tutte le attivit finalizzate alla valutazione dei rischi ed alla redazione del Documento sono svolte adottando criteri e metodi finalizzati alla individuazione di tutti i rischi presenti allinterno dei luoghi di lavoro o ai quali gli stessi lavoratori possono essere esposti durante lo svolgimento delle loro mansioni. I criteri di analisi e valutazione si basano sullanalisi oggettiva delle criticit riscontrate valutando leffettiva probabilit di accadimento di un evento infortunistico, o di un danno per la salute e la sicurezza dei lavoratori, direttamente riconducibile alla criticit riscontrata. Tale probabilit messa in relazione alla gravit prodotta dal danno derivante dal verificarsi dellevento. La scala delle probabilit di accadimento di un evento pericoloso e quelle relative al danno connesso hanno la stessa definizione quantitativa in modo da rendere omogenea la determinazione del fattore di rischio. Al fine di individuare tutti i rischi presenti sono condotti sopralluoghi allinterno dei singoli locali ove vengono effettivamente svolte le mansioni o dove i lavoratori possono avere accesso durante lorario di servizio. Occorre quindi verificare eventuali criticit di attrezzature, impianti, strutture, ed in genere di qualsiasi fattore possa determinare o rappresentare una fonte di pericolo. Per lattribuzione dei valori, di probabilit di accadimento di un evento pericoloso e quello del danno potenzialmente conseguente, sono stati consultati dati di letteratura eventualmente presenti, norme tecniche, buone prassi, leggi e norme in atto vigenti, oltre che leffettiva evidenza della criticit o situazione riscontrata. Pertanto i momenti fondamentali del processo valutativo sono cos suddivisi: Fase preliminare: nella quale si procede allidentificazione di tutti i possibili rischi. Tale fase condotta attraverso la verifica degli ambienti di lavoro, lanalisi dei processi lavorativi ed organizzativi a cui i lavoratori sono sottoposti e la verifica di tutta la documentazione e le informazioni disponibili atte ad assicurare anche formalmente le previste condizioni di sicurezza, ed il preliminare rispetto delle norme vigenti. Si provvede ad una ricognizione di tutte le attivit lavorative che si svolgono, degli eventuali lavoratori esposti in misura maggiore a pericoli o a fonti di rischio, e allindividuazione di criticit relative a strutture, impianti, o parti di questi. Nella ricognizione occorre includere oltre alle attivit primarie, anche quelle secondarie, le cui prestazioni vengono eventualmente erogate da lavoratori esterni (sia normalmente che occasionalmente). E operata cos una suddivisione dei lavoratori esposti, in gruppi omogenei di appartenenza, dei quali viene elaborato un profilo operativo, individuati i maggiori rischi rispetto alla mansione o gruppo di mansioni svolte. A seguito di ci, sia per i gruppi omogenei di lavoratori che per i singoli rischi a cui questi possono essere esposti, viene elaborata la successiva fase di valutazione. Fase di valutazione: questa riguarda sostanzialmente tutti i rischi cui potenzialmente sono esposti i lavoratori. Al fine di analizzare e valutare tutti i rischi presenti si suddivide la fase di analisi in settori specifici di valutazione riferibili ad aree omogenee di rischio (es.: aree di transito, impianto elettrico, scale, uscite di emergenza, ecc.). Tale analisi si fonde anche con la valutazione dei rischi in relazione alla tipologia di lavoratori esposti alla mansione svolta, ed alle eventuali aree della struttura che lo interessano, gli impianti che utilizza o dei quali si serve in caso di emergenza. Ovviamente il processo di analisi e valutazione riguarda anche quei rischi che non possono essere ricondotti ad un'unica specifica non conformit o non interessano un unico aspetto legato alla sicurezza ma potrebbero configurasi come trasversali ed interessare contemporaneamente parti della struttura e attivit svolta, impianti, macchine ecc. Conseguentemente, si provvede alla quantificazione del rischio in termini analitici attraverso una stima semiquantitativa dellentit delle esposizioni, cio attraverso la valutazione delle modalit operative (frequenza e durata delle operazioni, caratteristiche intrinseche degli inquinanti, sistemi di protezione collettiva e individuale ecc.) secondo una stima della probabilit di accadimento e dellentit del danno. Ai fini dellattivit di valutazione dei rischi questi ultimi sono suddivisi in tre macrocategorie:

RISCHI TRASVERSALI ED ORGANIZZATIVI: derivanti da criticit connesse allorganizzazione del lavoro e delle mansioni, turni di lavoro, monotonia delle mansioni con azioni meccaniche ripetute e non differenziate, criticit derivanti dalle differenze di genere. In tale classe di rischi rientrano tutti qui fattori che non possono essere pienamente ed univocamente associati alle due precedenti classi ma che in una certa misura possono esporre il lavoratore a molteplici fattori di disagio. RISCHI PER LA SICUREZZA: ovvero tutti quei fattori di rischio che possono compromettere la sicurezza dei lavoratori durante lespletamento delle loro mansioni. Tra questi possono essere classificati il rischio dincendio, rischio di crollo di parti di struttura, non conformit a carico di parti dellimmobile o dei singoli locali, allagamenti, terremoti, macchine che espongono a rischi di traumi o tagli o in generale di infortuni vari, esplosioni, impianti, e attrezzature di lavoro. In generale in questa classe rientrano quei rischi che possono comportare un grave danno fisico, menomazioni, infortuni, e nei casi pi gravi la morte. RISCHI PER LA SALUTE: in questa categoria sono raggruppati i rischi derivanti dalle esposizioni ad agenti chimici, fisici (rumore, vibrazioni, campi E.M. ecc), o connessi ad esempio alla salubrit dei locali, condizioni igienico sanitarie, microclima ed in generale tutti quei fattori che possono compromettere la salute dei lavoratori in casi di esposizione prolungata agli agenti sopra menzionati. Durante la fase di analisi e valutazione sono considerate le esposizioni dei singoli lavoratori appartenenti ad aree omogenee ai singoli rischi sopra elencati identificando in modo univoco lorigine dei potenziali pericoli ed elencando le opportune misure di prevenzione e protezione e dove necessario anche i mezzi di protezione individuali necessari. Per una immediata associazione ai vari fattori di rischio verr utilizzata nel seguito la seguente codifica: RISCHI TRASVERSALI ED ORGANIZZATIVI: TO 3 RISCHI PER LA SICUREZZA: INF 4 RISCHI PER LA SALUTE: IGA 5 Nelle successive tabelle 1 e 2 sono descritte le scale semiquantitative della Probabilit P e del Danno D ed i criteri per lattribuzione dei valori. Il valore di Probabilit di accadimento di un determinato evento espresso in una scala di valori da 1 a 4. Levento che pu o potrebbe determinare un Danno per il lavoratore valutato in relazione alla tipologia di rischio. Quindi per i rischi di natura trasversale ed organizzativa TO sono individuate situazioni o fattori che possono determinare in particolari condizioni uno specifico danno, ma solo in condizioni di concomitante coincidenza di pi fattori. A titolo di esempio, si pensi alla mancata informazione circa lutilizzo dellimpianto elettrico; anche se questo dovesse risultare a norma, una non corretta informazione potrebbe portare il lavoratore a compiere una seria di azioni improprie, ad esempio eccessivo sovraccarico che potrebbe, in particolari condizioni, provocare un danno (elettrocuzione, o altri eventi). A tali fattori viene quindi associata una Probabilit di accadimento di un evento dannoso come conseguenza di criticit relative alla organizzazione del lavoro, omissione di atti, o in generale fattori di carattere organizzativo ai quali sia possibile attribuire direttamente un valore relativo al danno. La classificazione del Danno che un lavoratore potrebbe subire al verificarsi di un dato evento o dovuto a criticit e carenze degli aspetti organizzativi e gestionali stata effettuata mediante una scala di valori variabili da 1 a 4. E da sottolineare che laddove non sia possibile individuare una specifica fonte di rischio, o dove questa possa essere legata a pi di un fattore, stata omessa la determinazione del valore di rischio come prodotto tra probabilit di accadimento e relativo danno, ovvero R = P x D. Ci dovuto al fatto che, soprattutto per i rischi trasversali ed organizzativi, spesso non possibile individuare in modo univoco ununica fonte di rischio attribuibile alla specifica voce di analisi, ma potrebbero intervenire pi fattori concomitanti a determinare condizione che possono essere assimilate a potenziali danni fisici o a patologie.

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TO = Rischi di natura TRASVERSALE ED ORGANIZZATIVA. INF = Rischi per la sicurezza che possono provocare INFORTUNI di qualsiasi entit. 5 IGA = Rischi per la salute derivanti da criticit di carattere IGIENICO AMBIENTALE.

Dove ci si sia verificato occorre riportare nella parte di valutazione tutti i possibili fattori che potrebbero determinare linsorgenza di infortuni o patologie a carico dei lavoratori esposti. Si terr pertanto conto di tali fattori, elencandoli e predisponendo per ciascuno di essi le idonee misure di prevenzione e protezione.

TABELLA 1 SCALA DELLE PROBABILIT P DI ACCADIMENTO DI UN EVENTO


Valore Livello Definizioni/criteri
Esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata ed il verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori. Si sono gi verificati danni per la stessa mancanza rilevati nel luogo di lavoro in ambienti simili o situazioni operative simili Il verificarsi del danno conseguente la mancanza rilevata non susciterebbe alcuno stupore tra gli altri lavoratori. La mancanza rilevata pu provocare un danno, anche se non in modo automatico o diretto. E noto qualche episodio in cui alla mancanza rilevata ha fatto seguito il danno. Il verificarsi del danno ipotizzato, susciterebbe una moderata sorpresa. La mancanza rilevata pu provocare un danno al contemporaneo verificarsi di particolari condizioni. Sono noti solo rari episodi gi verificatisi. Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe una discreta sorpresa. La mancanza rilevata pu provocare un danno per concomitanza di pi eventi poco probabili indipendenti. Non sono noti episodi gi verificatisi. Il verificarsi del danno susciterebbe incredulit.

Altamente probabile

Probabile

Poco probabile

Improbabile

TABELLA 2 SCALA DELLENTIT DEL DANNO D


Valore
4

Livello
Gravissimo

Definizioni/criteri
Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti anche letali o che possono determinare una condizione di invalidit permanente. Infortuni o patologie di carattere fisico e/o psicofisico croniche con effetti totalmente invalidanti. Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidit parziale. Infortuni o patologie di carattere fisico e/o psicofisico croniche con effetti parzialmente invalidanti. Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilit reversibile. Infortunio o patologie di carattere fisico e/o psicofisico croniche con effetti reversibili. Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilit rapidamente reversibile. Piccoli Infortuni o patologie di carattere fisico rapidamente reversibili.

Grave

Medio

Lieve

Definiti il danno e la probabilit, il rischio viene automaticamente determinato mediante la formula R = P x D ed indicato nella tabella grafico - matriciale in Figura 1, avente in ascisse la gravit del danno atteso ed in ordinate la probabilit del suo verificarsi.

Figura 1 Esempio di Matrice di Valutazione del Rischio: R = P x D 4

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P - Probabilit

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2 D - Danno

I rischi che possono provocare i danni pi gravi occupano in tale matrice le caselle in alto a destra (probabilit elevata, danno gravissimo), quelli minori le posizioni pi vicine allorigine degli assi (danno lieve, probabilit trascurabile), con tutta la serie di posizioni intermedie facilmente individuabili. Una tale rappresentazione costituisce di per se un punto di partenza per la definizione delle priorit e la programmazione temporale degli interventi di protezione e prevenzione da adottare. La valutazione numerica del Livello di Rischio R comporta lattuazione di misure si prevenzione e protezione in relazione alla valutazione dei rischi. R>8 4R8 2 R 3 R=1 Azioni correttive indilazionabili Azioni correttive necessarie da programmare con urgenza Azioni correttive e/o migliorative da programmare nel breve medio termine Azioni migliorative da programmare non richiedenti un intervento immediato Priorit P1 Priorit P2 Priorit P3 Priorit P4

Questa permette di individuare una corrispondente scala di priorit degli interventi Pi da attuare o porre in essere al fine di ridurre in modo sensibile il livello di rischio.

TABELLA 3 PRIORIT NELLA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI


Non conformit che implica la sussistenza di una condizione di Elevatissima rischio grave ed imminente per i lavoratori. Priorit Le non conformit classificate come P1 richiedono interventi urgenti (interventi poich oltre a creare i presupposti per laccadimento di un possibile immediati) infortunio prefigurano per il Datore di Lavoro sanzioni penali di carattere detentivo o pecuniario. Non conformit che implica la sussistenza di una condizione di rischio grave ma non imminente per i lavoratori, e che potrebbe causare danni con un elevato grado di inabilit o determinare patologie dagli Alta Priorit effetti invalidanti permanenti. (un mese) Le non conformit classificate come P2 richiedono interventi a medio termine poich configurano condizioni di pericolo e/o violazioni alle norme di sicurezza con conseguente responsabilit del Datore di Lavoro sanzionabili penalmente. Non conformit di carattere tecnico/documentale derivante dall'aggiornamento e/o dall'evoluzione della normativa tecnica di riferimento e non implicante linsorgere di particolari condizioni di rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Gli interventi di adeguamento corrispondenti al presente livello di priorit possono essere programmati nel tempo in funzione della fattibilit degli stessi. Il seguente indice di priorit corrisponde pi che ad una non conformit specifica ad uno stato di fatto che, pur rispondente alla normativa di igiene e sicurezza, evidenzia la necessit di essere migliorato ed ottimizzato. Gli interventi di adeguamento corrispondenti, di tipo organizzativo e tecnico, verranno programmati nel tempo con il fine di elevare il livello di prevenzione e ottimizzare lo stato dei luoghi e le procedure di lavoro.

P1

P2

P3

Media Priorit (tre mesi)

P4

Bassa Priorit (sei mesi, un anno)

Valutazioni specifiche su particolari fattori di rischio, risultanti da indagini strumentali, potranno essere inseriti in specifici documenti, laddove espressamente previsto da norme specifiche, o ritenuto necessario, ai fini di una corretta valutazione del rischio e/o di una verifica delle misure di contenimento degli agenti pericolosi, o laddove si riscontri un rischio grave ed imminente per i lavoratori. Si evidenzia che la metodologia indicata per la Valutazione dei Rischi e la conseguente elaborazione del documento, quella indicata nellart. 28 comma 2 lett. a) del D. Lgs. 81/08 modificato dal D. Lgs. 106/09, rispettando i criteri di semplicit e comprensibilit e brevit, al fine di garantire una immediata programmazione degli eventuali interventi di miglioramento.

INDIVIDUAZIONE DELLE SORGENTI DI PERICOLO E DEI FATTORI DI RISCHIO

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Id en t i f ica z i o ne d i a ree o mo ge n ee di a p p a r ten e nz a


Come descritto in precedenza, allinterno della fase preliminare dellanalisi e valutazione dei rischi, vengono individuate le mansioni dei singoli lavoratori separandole per area omogenea di appartenenza. Per area omogenea di appartenenza si intende linsieme delle attivit associate per affinit di situazioni o per mansioni svolte che sempre possibile riscontrare (competenze, strumenti operativi, caratteristiche ambientali) e per le quali le esposizioni dei lavoratori a rischi per la sicurezza e salute o di tipo trasversale sono riconducibili ad analoghi fattori. Eventuali analisi specifiche su particolari fattori di rischio sono elaborati in appositi documenti che costituiscono un allegato al presente documento. Laddove riscontrati verr pertanto fatto specifico riferimento al documento in questione. E quindi possibile identificare le seguenti aree omogenee di appartenenza:

Area omogenea 1: Personale direttivo e di amministrazione


In questa area possono essere inseriti tutti quei lavoratori addetti allo svolgimento di specifiche mansioni quali: il direttore o responsabile amministrativo, i dirigenti, lassistente e tutto il personale che svolge le tipiche mansioni dufficio. Tra queste figure vi sono: DIRIGENTE E RESPONSABILE: la figura professionale che sovrintende allo svolgimento delle varie mansioni. ADDETTO AMMINISTRATIVO: si occupa essenzialmente delle procedure operative disposte dal Dirigente dei servizi amministrativi avvalendosi di strumenti di tipo informatico, della gestione di archivi, protocollo e biblioteche. Tali mansioni vengono per lo pi svolte avvalendosi dellutilizzo del videoterminale il che incide, in maniera rilevante, sulla tipologia dei rischi cui gli addetti possono essere esposti.

Area omogenea 2: Personale addetto ai laboratori


Allinterno di questa area omogenea considerato tutto il personale che svolge attivit nei laboratori e che pu quindi essere esposto anche a rischi specifici. Per questa tipologia di lavoratori, oltre ai rischi comuni inerenti le strutture e gli impianti, quelli trasversali ed organizzativi, vi sono anche quelli specifici della mansione svolta. Tali rischi pertanto sono identificati come rischi propri. Lanalisi e la valutazione per questa categoria di lavoratori pertanto sviluppata valutando le sorgenti di rischio generico e quelli relativi alla mansione svolta, alle sostanza utilizzate, e ai fattori specifici di pericolo per le attivit svolte.

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P r i n c i p a l i fa t t o r i p o t e n z i a l i d i r i s c h i o
Analisi dei principali fattori potenziali di rischio per area omogenea di lavoratori - Definizione delle mansioni AREA OMOGENEA 1: PERSONALE DIRETTIVO E DI AMMINISTRAZIONE
Rischi potenziali a carico dellarea omogenea in oggetto derivare dai seguenti fattori: TO: I lavoratori che svolgono mansioni di carattere amministrativo o dirigenziale possono essere esposti a rischi di natura trasversale ed organizzativa relativi a: - Stress o disagio derivante da eccessivo carico di lavoro; - Stress lavoro - correlato; - Adempimenti a mansioni improprie; - Errata gestione delle procedure in caso di emergenza; - Da errato utilizzo dei presidi antincendio; - Carenza di adeguata informazione sui rischi propri della sua attivit; - Carenza di informazione formazione e addestramento; - Inadeguatezza dimensionale o strutturale degli ambienti in cui operano; - Eventuali attivit svolte allesterno della sede di lavoro; - Rischi derivanti dalle differenze di genere; - Errata o non bilanciata organizzazione delle attivit lavorative. INF: I rischi per la sicurezza che posso determinare infortuni durante lo svolgimento delle mansioni possono derivare da: - Specifiche criticit a carico delle strutture o dei locali o parti architettoniche degli stessi non conformi alle specifiche norme tecniche o alle leggi in vigore; - Incendio di modesta entit allinterno del locale in cui svolge la mansione; - Urti, cadute o scivolamenti, causati da sconnessioni della pavimentazione o con parti di materiale di arredo del locale; - Elettrocuzione o scosse elettriche a causa di criticit allimpianto elettrico; - Errato utilizzo delle attrezzature di lavoro o oggetti contundenti o taglienti come puntinatrici, taglia carte, lava puntine o altri tipo di oggetti simili; - Assenza di adeguati presidi di pronto soccorso o cassette di medicazione; - Criticit a carico di impianti con i quali pu venire a contatto; - Movimentazione manuale dei carichi; - Eccessivo ingombro dei locali in cui svolge le attivit. IGA: I rischi per la salute possono essere determinati da fattori legati alla conformit dei locali o degli ambienti a disposizioni o normative specifiche in fatto di igiene e salubrit e possono essere relativi a: - Ergonomia delle singole postazioni di lavoro; - Patologie dovute a posture incongrue; - Patologie allapparato muscolo scheletrico dovute a non conformit delle postazioni dotate di videoterminale; - Patologie allapparato visivo derivate da un uso non corretto delle postazioni dotate di videoterminale; - Criticit relative alle condizioni igieniche dei singoli ambienti o locali; - Microclima non adeguato alle mansioni da svolgere, correlati a particolari condizioni atmosferiche esterne; - Illuminamento non corretto delle singole postazioni di lavoro; - Eccessivi livelli di rumorosit allinterno degli ambienti o degli ambienti adiacenti; - Esposizioni a sorgenti cancerogene o nocive eventualmente presenti.

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AREA OMOGENEA 2: PERSONALE ADDETTO AI LABORATORI


Rischi potenziali a carico dellarea omogenea in oggetto derivare dai seguenti fattori: TO: I lavoratori che svolgono le mansioni tipiche svolte allinterno dei laboratori possono essere esposti a rischi di natura trasversale ed organizzativa relativi a: - Stress o disagio derivante da eccessivo carico di lavoro; - Stress lavoro - correlato; - Adempimenti a mansioni improprie; - Errata gestione delle procedure in caso di emergenza; - Da errato utilizzo dei presidi antincendio; - Carenza di adeguata informazione sui rischi propri della sua attivit; - Carenza di informazione formazione e addestramento; - Inadeguatezza dimensionale o strutturale degli ambienti in cui operano; - Eventuali attivit svolte in esterno; - Rischi derivanti dalle differenze di genere; - Errata o non bilanciata organizzazione delle attivit lavorative. INF: I rischi di natura infortunistica che possono incidere sulla sicurezza per gli appartenenti allarea omogenea in oggetto sono legati per la quasi totalit alla modalit di utilizzo delle macchine e dei locali per le varie attivit di laboratorio. Questi possono essere riassunti in: - Specifiche criticit a carico delle strutture o dei locali o parti architettoniche degli stessi non conformi a specifica normativa tecnica; - Errato utilizzo delle macchine, attrezzature di lavoro e strumentazione di laboratorio che pu configurare dei potenziali danni di carattere fisico; - Manomissione o rimozione di protezioni applicate a macchine con lame o parti taglienti come macchine distruggi documenti. - Rimozioni di protezioni fisse in macchine per copia di documenti che consentono di accedere a parti interne taglienti o acuminate. - Cadute accidentali o scivolamenti a causa di superfici bagnate; - Infortuni derivanti da attivit allesterno della sede di lavoro; - Rischio di lesioni, o infortuni, durante lutilizzo di macchine o attrezzature di lavoro proprie della mansione. IGA: I rischi per la salute possono essere determinati da fattori legati alla conformit dei locali o degli ambienti a disposizioni o normative specifiche in fatto di igiene e salubrit e possono essere relativi a: - Criticit relative allorganizzazione degli spazi di lavoro; - Criticit relative alle condizioni igieniche dei singoli ambienti o locali; - Microclima non adeguato alle mansioni da svolgere, correlati a particolari condizioni atmosferiche esterne; - Da illuminamento non corretto delle singole postazioni di lavoro; - Eccessivi livelli di rumorosit allinterno degli ambienti o degli ambienti adiacenti; - Rischi derivanti dalla manipolazione di agenti chimici; - Rischi derivanti da esposizione ad agenti biologici.

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C l a s s i f i c a z i o n e d e i fa t t o r i d i r i s c h i o
Di seguito riportata una tabella (omissis) che riassume la trattazione sui singoli rischi individuati e precedentemente riferiti alle singole aree omogenee di lavoratori. Allo scopo di procedere ad unopportuna ed approfondita trattazione i rischi, riferiti alle categorie individuate, sono anche classificati in relazione ai possibili danni che questi possono causare. A tale scopo viene mantenuta la predetta classificazione, ovvero: RISCHI TRASVERSALI ED ORGANIZZATIVI: TO RISCHI PER LA SICUREZZA: INF RISCHI PER LA SALUTE: IGA Per ciascuna fonte di rischio sar effettuata la valutazione del rischio.

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ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI

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A titolo esemplificativo:

Officina Grandi Macchine

DIPARTIMENTO TECNOLOGICO

RIF. PLANIMETRICO

BLOCCO

Uso di macchine ed attrezzature di lavoro


DESCRIZIONE
Il laboratorio Grandi Macchine ubicato allinterno di unarea dedicata del blocco F. Laccesso consentito solo a personale autorizzato. Allinterno sono installate le seguenti macchine: 1. Carroponte per carichi fino a 5 tonnellate; 2. Banco pressa Amsler per prova di trazione materiali; 3. Banco prova Assing macchina multifunzionale per prove di trazione; 4. Banco prova Instron prove di trazione per stress materiali; 5. Pendolo Zwick per prove di durezza dei materiali; 6. Camera climatica Angelantoni per prova sui materiali; 7. Macchina per prova di torsione sui materiali. Marca Walter, modello Balag; 8. Macchina per prove di flessione sui materiali. Marca Martinetto, modello MTS; 9. Muletto per movimentazione dei carichi pi pesanti. Sono inoltre presenti attrezzature manuali tipiche di una officina meccanica come trapani, chiavi inglesi, morse, macchine ad aria compressa strumenti di misura. Gli attrezzi manuali sono sistemati su banconi con cassetti. Lintera area del laboratorio occupata dalle macchine sistemate, in parte, nella parete perimetrale del laboratorio. Lo stesso dotato di due ampie uscite per consentire laccesso a mezzi di grandi dimensioni. Il carroponte installato sugli elementi portanti della struttura e risulta periodicamente verificato dalla ASL competente per territorio.

ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO


Il rischio evidenziato per il personale che opera allinterno del laboratorio potrebbe essere ricondotto ad eventi di carattere infortunistico durante lutilizzo delle macchine e degli attrezzi presenti. Dal sopralluogo effettuato si riscontrato che la tipica attivit svolta dal personale allinterno del laboratorio potrebbe esporlo a rischi di caduta dallalto di materiali durante lutilizzo del carroponte, a urti accidentali con elementi in sospensione durante la movimentazione del carrello. Inoltre si riscontrato che il personale potrebbe subire: 9 cadute accidentali e scivolamenti a causa di materiale ingombrante in prossimit del luogo in cui si svolge la mansione; 9 tagli dovuti allutilizzo di alcune attrezzature da lavoro; 9 traumi derivanti da urti accidentali con parti meccaniche; 9 lesioni causate da uso di attrezzature manuali.

RISCHIO 3

PROBABILIT

DANNO

NOTE

SCHEDA INF 05

AZIONE DI PREVENZIONE/MIGLIORAMENTO/ADEGUAMENTO
Come misure di prevenzione occorre verificare che il personale si attenga, per luso delle macchine e delle attrezzature, a quanto riportato allinterno dei libretti di uso e manutenzione, indossi correttamente i DPI previsti dalla mansione e si attenga alle procedure previste durante le manovre del carroponte. Per il personale che accede al laboratori occorre predisporre idonei corsi di informazione, formazione ed aggiornamento circa gli eventuali rischi cui possono essere esposti, i DPI previsti e le procedure da seguire in caso di emergenza.

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ATTUAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE PER OTTENERE IL MIGLIORAMENTO

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M i s u r e d i p r e v e n z i o n e / m i g l i o ra m e n t o / a d e g u a m e n t o
A titolo esemplificativo:

PRIORIT DELLE MISURE

DT
Tipologia di Rischio INF 10 TO 04 INF 06 INF 05 INF 04 TO 00 INF 01 INF 05 IGA 09 INF 05 IGA 05 INF 10 INF 10 INF 12 INF 12 INF 10 INF 05 IGA 11 Rif. Pag. 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 133 190 191 201 202 205 Blocco Ufficio Laboratorio F (Off. G. M.) A, C F (Off. G. M.) F (Off. G. M.) A, C F, C, N. Uffici F, C, N. Uffici F (Lab. T. S.) F (Lab. Tutti) F (Lab. C.N.D.) F (Lab. C.N.D.) F (Lab. Elettr.) C Area esterna Area esterna Nuovi Uffici Nuovi Uffici Tutti i laboratori Priorit (entro) un mese un mese un mese tre mesi tre mesi tre mesi tre mesi tre mesi tre mesi tre mesi tre mesi un mese subito tre mesi tre mesi un mese tre mesi tre mesi

Oggetto Adeguamento degli spazi di lavoro Gestione procedure utilizzo DPI Formazione conduttori carrelli trasportatori Uso di macchine e attrezzature Uso di utensili manuali Informazione, formazione ed addestramento Impianti tecnologici e di servizio Uso di macchine e attrezzature Illuminamento Uso di macchine e attrezzature Sorgenti radiogene Adeguamento degli spazi di lavoro Interdizione degli spazi di lavoro Zona Torre di Prova Prove ditte esterne - Torre di Prova Monitoraggio degli spazi di lavoro Monitoraggio delle attrezzature di lavoro Gestione e smaltimento dei rifiuti

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