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Brutta gente

(29/04/2012)

La giornata calda, soleggiata, forse troppo. Cammino sulla riva del fiume. C' una lunga fila di pescatori, tutti con la loro canna e relativa attrezzatura. Pescano pesciolini che, dopo averli feriti, maltrattati e forse uccisi, ributtano nell'acqua, cos, per divertimento. Li avrei presi a schiaffi, questi pescatori, poi avrei infilato nelle loro lingue degli ami grandi in proporzione al loro corpo e avrei tirato forte, poi glieli avrei strappati via e li avrei presi a calci nel sedere per farli allontanare. Disgustato da tanta stupida crudelt, la crudelt sempre stupida, mi addentro nella campagna per cercare un migliore contatto con la natura. Sento solo il cinguettio degli uccelli e mi sorprendo della grande quantit di volatili che ci sono nei campi. Pensavo scioccamente che gli uccellini fossero una caratteristica solo dei giardini e dei parchi urbani. Ad un cero punto sento due colpi di fucile e poco dopo un cacciatore preceduto da due cani esce da un boschetto di pioppi. Intravedo nel carniere un certo numero di uccelli. Gli auguro che al prossimo sparo gli scoppi il fucile in faccia cos da fargli perdere la vista e impedirgli di fare altri danni alla natura. Ma non utile trattare la violenza con altra violenza, anche se piacevole. Torno in citt profondamente insoddisfatto della mia passeggiata. Mi fermo sul cavalcavia della circonvallazione. Le macchine sfrecciano veloci, troppo e inutilmente veloci. Gli automobilisti si scambiano feroci colpi di clacson, sono aggressivi, si tagliano la strada, si odiano e manifestano il loro odio in tutti i modi. Tre ragazzini arrivano sul cavalcavia con delle pietre. Appena mi vedono tornano indietro. Mi avvio verso casa, ma proprio sul ciglio della circonvallazione vedo un cagnolino nero che guarda smarrito le macchine che passano in continuazione. Forse vuole attraversare, senza un perch. Mi affretto verso di lui, lo afferro in tempo, non pesante quindi me lo tengo stretto in braccio. L'unica cosa da fare portarlo al canile. Quando suono alla porta dello stabilimento canino si scatena un assordante e disperato abbaiare di decine di cani racchiusi l dentro. Alla vista delle gabbie in cui sono stipati i poveri animali mi prende un senso di malessere. All'impiegato che gi tendeva le braccia per prendere in consegna il cagnolino nero, invento una balla e mi allontano da quel luogo di sofferenza col mio cane. Lungo la strada del ritorno compro una confezione di cibo per cani. A casa lo guardo meglio, ancora un cucciolo e decido di tenerlo. Lo salver da tutta quella brutta gente morta. Lo chiamer Funken, scintilla.