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Disturbi dell’alimentazione

Controllo dei grassi e del colesterolo: una soluzione per due disturbi tipici della moderna
alimentazione.

Generalmente parliamo di obesità in presenza di un eccesso di tessuto adiposo tale da comportare


un aumento del 15% di peso rispetto a quello ritenuto ideale. Il peso “ideale” è quello che
garantisce un giusto equilibrio tra massa magra e massa grassa e che permette una speranza di
vita più lunga.

Ogni volta che gli apporti calorici dovuti all’assunzione di alimenti sono superiori al dispendio
energetico, l’organismo deve immagazzinare energia (grassi) in eccesso. L’energia in eccesso
viene stoccata in due differenti forme: in forma di glicogeno nel fegato, e in forma di trigliceridi negli
acidi grassi nel tessuto adiposo.

Diabete florido

Negli adulti sopra i quarant’anni sovrappeso e obesità si associano spesso al diabete florido (o non
insulino-dipendente, tipo II, in contrapposizione a quello giovanile, detto di tipo I, e provocato dalla
carenza assoluta di insulina). La gravità della malattia diabetica si evidenzia nel lungo periodo per
il verificarsi di complicanze relative alla iperglicemia prolungata. Si tratta soprattutto di fastidi di
origine venosa, che interessano oltre ai grandi vasi anche quelli minori, e della minaccia legata
all’eccesso di sorbitolo nell’organismo, che risulta tossico per il cristallino provocando cateratte e
neuropatie.

L’insulima ha nel nostro organismo il ruolo di tenere sotto controllo la glicemia e di favorire
l’assorbimento del glucosio nelle cellule attraverso dei particolari recettori. Questi recettori in un
individuo obeso hanno una mobilità ridotta che diminuisce la loro efficienza.

L’abuso di zuccheri alimentari produce una stimolazione eccessiva del pancreas e allo stesso
tempo una diminuzione delle cellule beta produttrici di insulina.

Trattamento:

Si basa su un regime alimentare che tende a ridurre di molto l’apporto di grassi e di zuccheri e su
un regime ipocalorico che deve essere strettamente controllato dal medico curante.

In questi casi comunque cicli ripetuti di cura con l’assunzione di succo puro d’aloe (2 cucchiai 3
volte al giorno) sono un valido coadiuvante della dieta.

Iperlipidemia, ipercolesterolomia, ipertrigliceridemia

Si tratta di una serie di disturbi del metabolismo piuttosto frequenti, che consistono nell’aumento
del tasso plasmatico dei lipidi o nell’alterazione in aumento di colesterolo e/o trigliceridi rispetto ai
valori normali.

Se non curati possono essere all’origine di numerose malattie, soprattutto cardiovascolari. I lipidi e
il colesterolo in eccesso contribuiscono alla sclerosi delle pareti arteriose. I vasi più colpiti sono le
coronarie, le grandi arterie e la circolazione vascolare.

L’iperlipidemia può avere differenti cause, ma nel 95% dei casi si tratta di cattive regole igieniche e
dietetiche, in particolare l’eccesso di grassi.

L’alimentazione occidentale è troppo ricca di colesterolo. Il consumo di zuccheri semplici, quali


dolci, caramelle e affini, spesso è un fattore incidente nell’iperlipidermia “glucido-dipendente”.
Anche la sedentarietà, lo stress e il consumo di tabacco sono, da studi scientifici incontestabili, in
stretta correlazione con l’arteriosclerosi e quindi comportano una riduzione della speranza di vita.

Trattamento

Anche in questi casi siamo di fronte a terapie fondate essenzialmente su regimi alimentari
ipocalorici.

E il succo di aloe è un ottimo ricostituente e integratore alimentare. Con la sua assunzione si


osserva peraltro un lento calo di peso a partire da due-tresettimane dall’inizio della terapia,
essenzialmente dovuto al riequilibrio della funzionalità intestinale.

Per questo l’aloe affianca altrettanto bene regimi alimentari opposti a quelli di cui stiamo parlando,
per esempio regimi iperlipidici e iperproteici per contrastare una magrezza in eccesso.

Inoltre, cicli ripetuti e preventivi di succo di aloe contribuiscono al corretto rapporto fra colesterolo
HDL e LDL (i cosidetti colesterolo buono e colesterolo cattivo) grazie all’azione delle vitamine A, B,
E e della colina.

Sergio Bertani