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Rischio di Controparte = rischio che la controparte di un'operazione non adempia, entro i termini stabiliti, ai propri obblighi contrattuali.

Rischio di Regolamento = rischio che in uno scambio una delle parti non adempia al suo obbligo contrattuale, per esempio la consegna di titoli o il pagamento del corrispettivo monetario Rischio di Interesse = rischio che si manifesta in variazioni del valore delle attivit sensibili alle variazioni nei tassi di interesse a seguito di una modifica della struttura per scadenza dei tassi di interesse. Rischio di Mercato = rischio relativo agli effetti imprevisti sul valore di mercato di attivit e passivit prodotti da variazioni dei tassi di interesse, dei tassi di cambio e da altri prezzi delle attivit. Rischio di Cambio = rischio legato ad una variazione del rapporto di cambio tra due valute, che incide sul valore di un bene espresso in una valuta estera Rischio di Inflazione = che influisce sul potere dacquisto della moneta di denominazione dellattivit finanziaria Rischio di Liquidit = rischio che un titolo non possa essere venduto ad un prezzo equo (prevedibile) con bassi costi di transazione ed in breve tempo Rischio di Insolvenza = rischio che un IF possa non disporre di sufficiente capitale per bilanciare un declino improvviso nel valore delle sue attivit in rapporto a quello delle sue passivit Rischio di Credito = rischio che il debitore non sia in grado di adempiere ai suoi obblighi di pagamento di interessi e di rimborso del capitale. Rischio di Rifinanziamento = rischio che il costo derivante dal rifinanziamento delle passivit sia superiore al rendimento conseguito sulle attivit Rischio di Reinvestimento = rischio che il rendimento conseguito sulle attivit risulti inferiore rispetto al costo dei fondi Rischio di Paese (o Rischio Sovrano) = rischio di interruzione del pagamento di prestiti da parte di mutuatari esteri a causa dell'interferenza di un governo sovrano estero. Si riferisce anche al rischio di default di un governo estero su un prestito emesso (o garantito) dallo stesso governo. Rischio Operativo = rischio di perdite derivanti da fallimenti o inadeguatezza dei processi interni, delle risorse umane e dei sistemi tecnologici oppure derivanti da eventi esterni. Rischio Tecnologico = rischio che gli investimenti in tecnologia non producano i risultati attesi Rischio Specifico (o Diversificabile) = rischio che unimpresa specifica non ripaghi un prestito a causa del cattivo andamento dei suoi investimenti. Parte di rischio, che pu essere eliminata mediante la diversificazione, rappresentativa del rischio peculiare di una specifica impresa o dei diretti concorrenti. Rischio Sistematico (o Diversificabile) = rischio di default associato alle condizioni generali delleconomia e che quindi riguarda tutti i debitori. Fattore di rischio associato all'andamento del mercato nel suo complesso.

Rischio di credito
Rischio che il debitore non sia in grado di adempiere ai suoi obblighi di pagamento di interessi e di rimborso del capitale. Il rischio di credito una componente di tutte le attivit di prestito e, come tale, influenza le scelte dinvestimento delle banche, degli intermediari finanziari e degli investitori in titoli obbligazionari. In via generale si osserva che pi elevato il rischio di credito, pi elevato sar il tasso di interesse richiesto dall'acquirente del titolo come compenso per la maggiore esposizione a tale rischio. Il rischio di credito influenzato sia dal ciclo economico, sia da eventi legati al debitore (si parla, in questo caso, di rischio emittente o rischio specifico); in genere, si riduce nei periodi di espansione economica, mentre aumenta nei periodi di recessione. Qualora si verificasse leventualit che lemittente non sia in grado di ripagare il debito contratto (rimborso) n di corrispondere gli interessi maturati, le agenzie di rating provvedono a ridurre il rating attribuito allemittente (dowgradin g). Ovviamente le obbligazioni di societ ritenute pi rischiose dal punto di vista della solvibilit, e, quindi, con un rating basso, sono quelle che offrono i maggiori rendimenti, proprio perch gli investitori sono disposti ad assumersi un rischio elevato solo in cambio di unelevata remunerazione. A) Valutazione del rischio di credito. Nel caso delle obbligazioni, una misura del rischio di credito costituita dal rating assegnato allemittente e ai titoli dalle agenzie di valutazione del debito. Nel caso dei prestiti bancari, la valutazione del rischio di credito rappresentata dalla classe di merito assegnata dalla banca erogatrice al soggetto che ha richiesto il prestito e alloperazione stessa di prestito. Unaltra misura del rischio di credito rappresentata dal premio al rischio (anche detto credit spread). Posto in via generale che i titoli a breve termine emessi dal Tesoro statunitense sono considerati privi di rischio ( infatti praticamente nulla la probabilit che il Tesoro statunitense non adempia ai propri obblighi contrattuali), si definisce il concetto di premio per il rischio di credito (ovvero la differenza tra il tasso di interesse quotato di un titolo e e quello di un titolo di Stato emesso dal Tesoro statunitense con caratteristiche analoghe in termini di scadenza, liquidit, imposizione fiscale e altre). Si noti che i premi per il rischio di credito tendono a ad aumentare quando l'economia in fase di rallentamento e diminuire quando l'economia in fase di espansione. B) Modalit di gestione del rischio di credito. Le banche si cautelano dal rischio di credito attraverso una precisa valut azione della solvibilit e dellaffidabilit di chi richiede un prestito, oppure concedendo prestiti assistiti da garanzie, o costituendo dei fondi di recupero crediti. Gli investitori che intendono coprirsi dal rischio di credito possono in particolare ricorrere alla diversificazione del proprio portafoglio, investendo sia in titoli rischiosi sia in titoli con una minore esposizione al rischio. Una valida alternativa - sia per le banche sia per gli investitori - utilizzata per gestire in modo efficiente il rischio di credito il ricorso a particolari strumenti derivati detti credit derivatives.

Rischio di Mercato
E' il rischio relativo agli effetti imprevisti sul valore di mercato di attivit e passivit prodotti da variazioni dei tassi di interesse, dei tassi di cambio e da altri prezzi delle attivit. E' il rischio in cui incorre l'investitore in seguito a variazioni generali del mercato. Diverse sono le variabili che influenzano landamento dei mercati e a cui corrispondono sottocategorie del rischio di mercato. Tra di esse figurano: rischio di tasso di interesse (dovuto a variazioni del tassi di interesse); rischio di cambio; commodity risk (legato alle variazioni nei prezzi delle merci, soprattutto metalli preziosi e prodotti energetici); rischio azionario (dovuto alla variabilit dei corsi azionari). Validi strumenti per la copertura (hedging) di un portafoglio di titoli dal rischio di variazione dei prezzi di mercato sono gli strumenti derivati. Infatti, lutilizzo dello strumento derivato consente di neutralizzare landamento avverso del mercato, bilanciando le perdite/guadagni sullattivit sottostante con i guadagni/perdite sul mercato dei derivati. Ad esempio, gli stock index future sono utilizzati come strumenti di copertura da variazioni degli indici di Borsa e quindi variazioni nei corsi dei titoli azionari ponendosi, cos, come strumenti di copertura del rischio azionario. Con particolare riferimento agli strumenti azionari, il rischio di mercato si contrappone al rischio specifico, relativo allandamento della singola societ emittente. Da questo punto di vista, il rischio di un'azione viene suddiviso in: a) rischio sistematico (dipendente dalla situazione economica e dallandamento dei mercati finanziari) e misurato dal coefficiente beta; b) rischio non sistematico o rischio specifico (dipendente dalle caratteristiche della societ emittente che si sta considerando). Operando una diversificazione del portafoglio titoli (ad esempio, investendo il proprio patrimonio in quote di fondi comuni

dinvestimento, o in azioni di una societ di investimento a capitale variabile), possibile ridurre questultimo rischio. Il rischio sistematico, al contrario, non eliminabile: infatti, pur diversificando su diversi mercati, il portafoglio titoli rimane esposto ad eventi di portata internazionale (depressione economica, guerre). Sulla base di ci si sostiene che linvestitore dovrebbe essere remunerato solo per il rischio sistematico.

Rischio di Cambio
Rischio legato ad una variazione del rapporto di cambio tra due valute, che incide sul valore di un bene espresso in una valuta estera. Il tasso di cambio il prezzo a cui una valuta pu esssere scambiata con un'altra valuta (per esempio, euro contro dollaro statunitense) nei mercati valutari. Operazioni di questo tipo espongono gli operatori (siano essi investitori o imprenditori) al rischio di cambio qualora i flussi di cassa coinvolti in una data transazione vengano convertiti in una valuta straniera. Si noti che il rischio di cambio dipende dalla valuta in cui sono denominate le transazioni, non dalla nazionalit degli operatori. Qualora il valore della valuta estera diminuisca rispetto all'euro nel periodo di riferimento (si registra cio un deprezzamento), il valore in euro dei flussi di cassa oggetto di trasferimento subisce una riduzione. Viceversa, qualora il valore della valuta estera aumenti rispetto all'euro (ossia vi sia un apprezzamento), il valore in euro dei flussi di cassa oggetto della transazione aumenter. Validi strumenti di copertura (hedging) contro indesiderate variazioni nei tassi di cambio sono gli strumenti derivati su valute (quali ad esempio, currency future, currency option, currency swap). Ad esempio, la sottoscrizione di una currency option risponde allesigenza di coprirsi da variazioni inattese nei tassi di cambio.

Rischio di Controparte
Rischio che la controparte di un'operazione non adempia, entro i termini stabiliti, ai propri obblighi contrattuali. Si tratta di una forma specifica di rischio di credito, che caratterizza le transazioni in strumenti derivati, in particolare gli strumenti derivati non scambiati su mercati organizzati (over-the-counter). Tale rischio di controparte viene generalmente misurato attraverso il calcolo giornaliero dellEPE (Expected Positive Exposure), ovvero dellesposizione totale potenziale che un contratto (o una controparte) pu presentare nellarco di un anno e con un certo livello di confidenza. Il metodo delle simulazioni Montecarlo Multistep consente di ottenere tale stima. Nel mercato italiano dei derivati (ove si negoziano i futures e le opzioni su azioni e su indici), la presenza della Cassa di Compensazione e Garanzia S.p.A. (una societ del gruppo Borsa Italiana) assicura la compensazione e la conclusione dei contratti stipulati ed elimina pertanto il rischio di controparte (divenendo essa stessa garante unica del buon esito dei contratti agendo come buyer nei confronti dei seller e viceversa operando in qualit di seller nei confronti dei buyer). Per realizzare la copertura dal rischio di controparte, la Cassa di Compensazione e Garanzia utilizza il sistema dei margini (versati giornalmente dai partecipanti al fine di costituire le garanzie sufficienti a coprire i costi teorici di liquidazione che Cassa sosterrebbe, in caso di insolvenza, per chiudere le posizioni del partecipante) nonch un'ulteriore sistema di protezione costituito dal Default Fund (finalizzata alla coperura della porzione di rischio, generata da variazioni estreme delle condizioni di mercato, non garantita dal sistema dei margini).

Rischio di Liquidit
Rischio che un titolo non possa essere venduto a un prezzo equo con bassi costi di transazione e in breve tempo. Quanto maggiore l'illiquidit di un titolo, tanto pi gli investitori richiedono un premio per il rischio di illiquidit in aggiunta al rendimento del titolo. In sostanza, tale teoria spiega perch il grado di liquidit relativa di un titolo un fattore che influenza il tasso di interesse di un titolo, ove gli investimenti con elevate caratteristiche di liquidit sono remunerati con tassi di interessi pi bassi (a parit di tutte le altre condizioni). Un premio per il rischio di liquidit previsto inoltre per gli investimenti in titoli a lungo termine, a causa della maggiore sensibilit dei loro prezzi (valori attuali) alle oscillazioni nei tassi di interesse rispetto ai titoli a breve termine. In tal senso si sviluppa la teoria del premio per la liquidit, che si basa sull'idea che gli investitori saranno disposti ad investire in titoli a lungo termine soltanto se su di essi sar offerto un premio, come compenso per l'incertezza del valore futuro di un titolo, che risulter tanto maggiore quanto pi distante si trover la scadenza. Infatti, in un contesto di incertezza, gli

investitori preferiranno investire in titoli a breve termine, convertibili in denaro con basso rischio di perdita in conto capitale (ovvero di un calo del prezzo del titolo al di sotto del suo prezzo di acquisto). Pertanto, affinch gli investitori siano incentivati ad acquistare titoli a lungo termine, maggiormente soggetti al rischio di perdita in conto capitale, deve essere offerto loro un premio per la liquidit. Tale premio per il rischio di liquidit pu essere attribuito al fatto che i titoli a lungo termine sono pi sensibili alle oscillazioni dei tassi di interesse rispetto a quelli a berve termine. In Italia, i mercati sono liquidi per gran parte dei titoli di Stato e per le azioni emesse dalle principali societ. Ovviamente, i titoli a limitata capitalizzazione presentano minore liquidit.

Rischio di Tasso di Interesse


Rischio che si manifesta in variazioni del valore degli asset interest-sensitive (attivit sensibili alle variazioni nei tassi di interesse) di una modifica della struttura per scadenza dei tassi di interesse. Una variazione del livello dei tassi durante vita del prestito obbligazionario provoca due effetti: un "effetto reinvestimento" (possibilit di investire la liquidit liberata ad un tasso superiore, positivo per rialzo tassi) e un "effetto valore" (valore titoli ottenuto scontandone i payoff periodici al tasso di rendimento effettivo, negativo per rialzo tassi). Pertanto incorrono nel rischio di tasso di interesse i detendtori di obbligazioni ed in particolare i dententori di obbligazioni a tasso fisso: un aumento nei tassi di interesse (superiore ai tassi di interesse pagati sulle obbligazioni) comporta pertanto un deprezzamento delle stesse. Si individua infatti una correlazione inversa tra prezzo e rendimento del titolo a scadenza, rappresentata da una curva (nota come curva prezzo-rendimento) ad inclinazione decrescente. Una misura del rischio di volatilit di unobbligazione a tasso fisso costituita dalla duration: essa esprime la sensibilit del prezzo di un titolo a variazioni inattese dei tassi di interesse. Quanto pi basso il valore della duration, tanto meno ci si aspetta unelevata volatilit e quindi una bassa esposizione del titolo a sbalzi nei tassi. Quanto pi lunga la vita del titolo, tanto maggiore sar la duration; quanto maggiore il valore degli interessi cedolari e del rendimento a scadenza, tanto minore sar la duration. Quanto pi linvestimento a lungo termine (obbligazione a lunga scadenza), tanto maggiore il rischio di tasso di interesse ad esso legato. Validi strumenti di copertura (hedging) contro indesiderate variazioni nei tassi di interesse sono gli strumenti derivati sui tassi di interesse (interest rate future, interest rate option, interest rate swap). Ad esempio, se un operatore detiene un titolo a reddito fisso e intende coprirsi dal rischio di un rialzo dei tassi di interesse, con conseguente riduzione nel valore di mercato del titolo, pu vendere un future avente come attivit sottostante lo stesso titolo o un titolo simile. In tal modo, a fronte di una posizione lunga nel mercato a pronti, loperatore assume una posizione corta nel mercato dei futures, e sar pertanto in grado di coprire le variazioni nel prezzo del titolo mediante le (opposte) variazioni nel prezzo del future.

Rischio Operativo
Rischio di perdite derivanti da fallimenti o inadeguatezza dei processi interni, delle risorse umane e dei sistemi tecnologici oppure derivanti da eventi esterni. In base al Nuovo Accordo di Basilea (noto come Basilea II, in vigore dalla fine del 2006), il rischio operativo una nuova tipologia di rischio che dovr essere presa in considerazione nel calcolo dei requisiti patrimoniali delle banche (in aggiunta ai rischio di credito e di mercato gi inclusi precedentemente nella stima). La rilevanza di tale tipologia di rischio elevata e crescente: sufficiente pensare ai danni causati dai virus informatici per avere un esempio degli effetti operativi causati da controlli per la protezione delle informazioni inadeguati o inefficienti. Tre sono gli approcci disponibili per la misurazione del rischio operativo: A) il metodo semplificato (BIA, Basic Indicator Approch): analogamente a quanto gi previsto in Basilea 1 (l'accordo originario del 1988), Basilea 2 consente alle banche di utilizzare un indicatore unico (ad esempio il 20% del profitto medio annuale lordo) per calcolare i propri requisiti patrimoniali. Non esistono criteri di idoneit associati a questo approccio, che richiede un cambiamento minimo rispetto alle pratiche correnti. In generale, solo le banche di piccole dimensioni dovrebbero ricorrere a questa tecnica semplice; B) il metodo standard: le banche che intendono adottare tale approccio devono calcolare i requisiti patrimoniali utilizzando un indicatore di rischio (ad esempio il capitale o il profitto lordo medio annuale) per ciascuna delle proprie unit aziendali. Si calcolato che la riduzione della riserva richiesta - rispetto alla cifra derivante dalla tecnica dellindicatore semplice - pu essere notevole. evidente pertanto lincentivo per le banche a sostituire lapproccio dellindicatore semplice con lapproccio standard. C) il metodo avanzato di misurazione (AMA, Advanced Measurement Approach): "le banche possono utilizzare un proprio metodo per valutare lesposizione al rischio ope rativo, purch tale tecnica sia sufficientemente esaustiva e

sistematica, secondo quanto afferma la Commissione Basilea. Tra le tre tecniche disponibili, tale metodo presenta le maggiori attrattive grazie alla flessibilit e al grado di autodisciplina che lo caratterizzano.

Rischio Paese (o Rischio Sovrano)


Rischio di interruzione del pagamento di prestiti da parte di mutuatari esteri a causa dell'interferenza di un governo sovrano estero. Si riferisce anche al rischio di default di un governo estero su un prestito emesso (o garantito) dallo stesso governo. E' anche detto rischio paese. Il rischio sovrano (o rischio paese) riguarda innanzitutto gli investitori che realizzano una diversificazione del loro portafoglio per aree geografiche. In particolare, ne sono esposti gli investitori in societ che non fanno parte dell'area Euro o di paesi finanziariamente solidi e politicamente stabili. Il rischio sovrano interessa anche gli intermediari che operano al di fuori dell'area Euro, tanto che di esso si tiene conto nel calcolo dell'indice di solvibilit espressione dei requisiti patrimoniali minimi delle banche. A tal fine, nel calcolo dei coefficienti di ponderazione del rischio applicati ai crediti delle banche verso governi, le autorit di vigilanza potranno riconoscere i rating del rischio paese assegnati da agenzie per il credito all'esportazione (Export Credit Agency). Si noti in particolare che il crescente coinvolgimento delle banche (anche italiane) nella soluzione delle crisi finanziarie internazionali accentua l'esposizione delle banche verso il rischio paese per effetto dei finanziamenti di importo rilevante concessi ai i paesi debitori. In tal senso, le banche sono tenute a coprire il rischio paese che grava, in aggiunta a quelli di controparte e di mercato, sui crediti a operatori residenti al di fuori dei paesi OCSE.

Rischio Sistematico
Fattore di rischio associato all'andamento del mercato nel suo complesso. Secondo il Capital Asset Pricing Model, in equilibrio due attivit con lo stesso rendimento atteso devono anche avere lo stesso rischio sistematico (misurato dal beta), nonostante il rischio complessivo (misurato dalla deviazione standard) delle due attivit possa essere diverso. La ragione della possibile differenza tra il rischio complessivo (la deviazione standard) e il rischio sistematico (beta) risiede nel fatto che una porzione del rischio complessivo dell'attivit pu essere eliminata mediante la diversificazione. La parte di rischio che pu essere eliminata mediante diversificazione detta rischio diversificabile (o rischio specifico) e rappresenta il rischio peculiare di una specifica impresa. Gli investitori non devono essere remunerati per sopportare tale rischio, in quanto esso pu essere evitato tramite la diversificazione, e pertanto il rischio diversificabile non influenza i rendimenti attesi. Al contrario, vi una porzione di rischio che non pu essere eliminata, indipendentemente da quanto gli investitori diversifichino il loro portafoglio. Tale rischio il rischio sistematico (o rischio di mercato o non diversificabile), che pu essere pensato come il rischio del mercato nel suo complesso. L'esposizione di un'attivit a tale rischio sintetizzata con la misura del beta dell'attivit.

Rischio Specifico
Parte di rischio, che pu essere eliminata mediante la diversificazione, rappresentativa del rischio peculiare di una specifica impresa o dei diretti concorrenti. E' anche detto rischio diversificabile. Gli investitori non devono essere remunerati per sopportare il rischio specifico, poich lo stesso pu essere eliminato mediante la diversificazione del portafoglio. Pertanto tale rischio non influenza i rendimenti attesi. Al contrario, vi una porzione del rischio complessivo che non pu essere eliminata, indipendentemente da quanto gli investitori diversifichino il loro portafoglio: tale rischio noto come rischio sistematico (o rischio di mercato o non diversificabile), che pu essere pensato come il rischio del mercato nel suo complesso ed sintetizzato con la misura del beta dell'attivit. Il rischio specifico dipende dalle caratteristiche peculiari dell'emittente. E' pertanto fondamentale apprezzare la solidit patrimoniale delle societ emittenti e le prospettive economiche delle medesime tenuto conto delle caratteristiche dei settori in cui le stesse operano. Poich i prezzi dei titoli di capitale riflettono in ogni momento una media delle aspettative che i partecipanti al mercato hanno circa le prospettive di guadagno delle imprese emittenti, per la misurazione del rischio specifico possibile ricorrere in via primaria all'analisi fondamentale.

Rischio Diversificabile
Parte di rischio, che pu essere eliminata mediante la diversificazione, rappresentativa del rischio peculiare di una specifica impresa o dei diretti concorrenti. E' anche detto rischio diversificabile. Gli investitori non devono essere remunerati per sopportare il rischio specifico, poich lo stesso pu essere eliminato mediante la diversificazione del portafoglio. Pertanto tale rischio non influenza i rendimenti attesi. Al contrario, vi una porzione del rischio complessivo che non pu essere eliminata, indipendentemente da quanto gli investitori diversifichino il loro portafoglio: tale rischio noto come rischio sistematico (o rischio di mercato o non diversificabile), che pu essere pensato come il rischio del mercato nel suo complesso ed sintetizzato con la misura del beta dell'attivit. Il rischio specifico dipende dalle caratteristiche peculiari dell'emittente. E' pertanto fondamentale apprezzare la solidit patrimoniale delle societ emittenti e le prospettive economiche delle medesime tenuto conto delle caratteristiche dei settori in cui le stesse operano. Poich i prezzi dei titoli di capitale riflettono in ogni momento una media delle aspettative che i partecipanti al mercato hanno circa le prospettive di guadagno delle imprese emittenti, per la misurazione del rischio specifico possibile ricorrere in via primaria all'analisi fondamentale.

Rischio non Diversificabile


Fattore di rischio associato all'andamento del mercato nel suo complesso. Secondo il Capital Asset Pricing Model, in equilibrio due attivit con lo stesso rendimento atteso devono anche avere lo stesso rischio sistematico (misurato dal beta), nonostante il rischio complessivo (misurato dalla deviazione standard) delle due attivit possa essere diverso. La ragione della possibile differenza tra il rischio complessivo (la deviazione standard) e il rischio sistematico (beta) risiede nel fatto che una porzione del rischio complessivo dell'attivit pu essere eliminata mediante la diversificazione. La parte di rischio che pu essere eliminata mediante diversificazione detta rischio diversificabile (o rischio specifico) e rappresenta il rischio peculiare di una specifica impresa. Gli investitori non devono essere remunerati per sopportare tale rischio, in quanto esso pu essere evitato tramite la diversificazione, e pertanto il rischio diversificabile non influenza i rendimenti attesi. Al contrario, vi una porzione di rischio che non pu essere eliminata, indipendentemente da quanto gli investitori diversifichino il loro portafoglio. Tale rischio il rischio sistematico (o rischio di mercato o non diversificabile), che pu essere pensato come il rischio del mercato nel suo complesso. L'esposizione di un'attivit a tale rischio sintetizzata con la misura del beta dell'attivit.