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Intervista a Davide Toffolo di Nicola Ferrero


Davide Toffolo un artista. Che si cimenti con la musica o con il fumetto, poco importa. Da quasi 15 anni racconta storie. il frontman dei Tre allegri ragazzi morti, storico gruppo della scena indipendente italiana, progetto in cui i tre musicisti si presentano sul palco con maschere da scheletro. Per giocare. Per non essere riconosciuti, per privare il musicista di uno dei principali argomenti di vendita, come dice Toffolo: la faccia e la persona. Ed lautore delle storie dei Cinque allegri ragazzi morti, cosicch fantasia e realt si mescolano sempre di pi, affrontando i temi delladolescenza, che forse let delluomo in cui i sogni, le aspettative e le paure non sono poi cos ben separate, e si vive, a volte, come in sogno. E ci si maschera per apparire ci che non si , per nascondersi o per essere qualcosa, qualcuno. Il percorso di Toffolo parte dai primi anni Novanta e arriva fino a oggi: crescendo, spostando lattenzione su tematiche altre, maturando. Oggi, uno degli autori di fumetti italiani pi completi sia per la capacit narrativa sia per il suo segno, morbido ed estetico. Lascio a lui la parola. Come e quando iniziato il tuo rapporto con i fumetti? Ho sempre subto una fascinazione forte per i fumetti. Da bambino cominciai guardando i supereroi Marvel che mio cugino Gianni e i suoi amici, poco pi grandi di me, imitavano. Uno di loro voleva cavarsi un occhio per assomigliare a Nick Fury e io avrei voluto un costume e unidentit segreta. I disegnatori di quei giornalini erano impressionanti, Kirby, Bushema, Steranko. L nato il mio amore. In parallelo allamore per la storia naturale. Subito dopo ho conosciuto Magnus con Alan Ford ed ero adolescente con Frigidaire. Insomma, sono stato un lettore fortunato. Gli anni Novanta: Piera degli spiriti, Mondo naf, Fandango. Ladolescenza e animali antropomorfi Questo sar un anno speciale. Verrano ripubblicate molte delle cose scritte e disegnate pi di 10 anni fa. Piera per prima, assieme ad Animali, in una bella edizione. Poi, a maggio, le storie dei ragazzi morti i Cinque, per Coconino. Le nove strisce della serie, in tre volumi con i tre dischi dei Ragazzi morti. Chi vorr farsi un idea del mondo che ho inventato, qui trover materiale. Penso sia stato un periodo di grande creativit per me. La musica e i fumetti hanno corso in parallelo. Disegnavo 250 tavole allanno e facevo tanti concerti. in quegli anni che sono diventato ci che sono. Irreversibilmente. A rivedere quelle cose posso dire che ho avuto buone intuizioni. Sono stato centrale in molte cose nate e cresciute in quegli anni. Peraltro ho sempre cercato la libert, che per me significa non essere propriet di nessuno. Cos mi trovo oggi pi vicino ai miei lettori che ai miei editori. Il seor Tonto dice che questi saranno gli anni del popolo. Forse sono sulla strada buona. Nel 2001 esce Carnera La montagna che cammina, rieditato nel 2006 per i tipi di Coconino. Come nata la storia? La storia di Carnera stata la mia prima graphic novel. Un modo per emanciparmi da un ritmo produttivo che stentavo a mantenere. Venivo da Fandango Cinque allegri ragazzi morti. Volevo una narrazione diversa. Da libro, se si pu dire, per incontrare un pubblico pi eterogeneo. Ma prima di tutto Carnera un omaggio alla mitologia della mia famiglia. Un ricordo emozionato delle capacit narrative di mio nonno Giovanni. Carnera rientra pienamente nella mia poetica. Luomo che si trasforma nel suo incontro con i media. Cos per Carnera, giovane gigante che diventa fenomeno mediatico. Cos per Pasolini, intellettuale nella spirale della cronaca, e anche per il gorilla albino dello zoo di Barcellona, se ci pensi (raccontata ne Il re Bianco, ndr). Ma questa ossessione era gi presente nei Ragazzi morti, che privano lessere musicista del primo argomento di vendita: la faccia e la persona, trasformando un mestiere in vocazione e un ruolo in una condizione dellessere. Pasolini e Il re bianco, i tuoi lavori seguenti, mi sono sembrati facce quasi speculari del tuo essere artista: una narrazione pi politica e quasi da inchiesta giornalistica, il primo, e un racconto pi emozionale e intimo, il secondo. Ti ci ritrovi? Si capisce che conosci molto

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Illustrazioni Davide Toffolo

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bene il mio lavoro. Pasolini il mio libro pi fortunato. Il re bianco il pi poetico. Entrambi nascono con una metodologia simile: io in viaggio, per indagare cose diverse. Ma anche se sembrano quasi dei fumetti-documentario, i miei lavori sono in realt poetici. Penso che questa sia la cifra della mia scrittura. Tres!, il tuo ultimo libro, un caso abbastanza unico nel panorama fumettistico nostrano. Fumetti per essere rappresentati a teatro dici nellintroduzione. Quanto una finzione narrativa e quanto, invece, reale? Che percorso creativo ha avuto il libro? Sono uno scrittore. Tutto quello che dico vero nella scritturadisegno. Se la scrittura risulta vera le emozioni lo saranno anche. Chorin, non esiste, i miei viaggi esistono. Derela nella realt si chiama Marcella, German ha la mia faccia e il mio fisico. Coco ha il fisico di un attore che non concosco di persona. Adoro il teatro Bhuto e penso sia una buona esperienza per tutti. reale che viviamo in un momento storico dove i mezzi di controllo sulle nostre scelte non sono mai stati cos raffinati. vero che se vuoi rappresentare le tre storie a teatro puoi farlo perch sono tre sceneggiature scritte con i fumetti. Non vero che i fumetti sono un buon modo per far passare concetti senza il varo della censura. vero che Tres! la mia pi acuta invenzione nellidea di libro a fumetti. Perch un diario, una sceneggiatura e anche un quaderno di lavoro. Com scritto nella quarta di copertina, Tres! uninvenzione.

Si notano, in Tres!, moltissimi rimandi al fumetto argentino: il rinvenimento nel giardino ricorda il caso di Che dei Breccia, latmosfera generale fa pensare a molte cose di

Oesthereld, a un certo punto compare addirittura un omino con tuta, casco e fucile a tracolla che sembra uscito da L eternauta un gioco con unemozione.

Non c nulla di storicamente reale, tanto meno il paese di Chorin. Ma ho giocato su sensazioni che provo oggi. Sopraffazione, societ a caste, potere, presidenti onnipotenti.

giugno 2008

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Derive di controllo democratico. Dittatura. Quello che oggi intorno a noi. Se lo vogliamo ascoltare. Io vibro con quel che mi circonda. Tres! il mio libro che racconta loggi. Unaltra cosa che mi ha colpito che questi quattro lavori (Carnera, Pasolini, Il re bianco, Tres!) hanno a che fare col viaggio. Carnera che va in America, tu in giro per lItalia sulle tracce del fantomatico sig. Pasolini o a Barcellona a trovare Copito de Neive, oppure che ritrovi i fumetti dei Tres! durante il tuo secondo viaggio in Sud America stato il mio mondo di questi ultimi anni. Ho lasciato la provincia e ho cominciato a viaggiare. Ho cercato le storie producendo un vissuto, perch ho sempre scritto sulla mia pelle e questo il risultato. Poi sono uno zingaro, dormo 200 giorni lanno in albergo. diventata la mia condizione esistenziale. Valerio Evangelisti, nellintroduzione al volume Resistenze, edito da Becco Giallo, con un tuo disegno in copertina, dice: Speriamo che il potere continui ancora a lungo a considerare il fumetto attivit futile, adatta ai bambini. Quando si accorger che non cos, sar troppo tardi. In Tres!, uno dei personaggi dice: Usare i fumetti ci permise di saltare la censura che non aveva attenzione per queste cose che erano considerate per bambini. Il concetto espresso mi sembra molto vicino. Sono stato in Argentina tre volte, dal 2002 al 2004, con lintenzione di documentare a fumetti quello che l capitava. Si sentiva parlare di quel paese solo per i problemi economici, ma per me lArgentina era la patria del fumetto, diciamo, colto. Cos i miei viaggi li ho spesi per capire dove il fumetto fosse andato a finire. E scoprii cose forti. In una bellissima intervista rilasciata a me da Guillermo Saccomano, capii pi a fondo il significato di fumetto popolare. Anche di peronismo. Poi mi spiegarono come la censura non avesse capito le potenzialit comunicative del fumetto che perci divenne veicolo meno controllato. Il mio libro Tres! il risultato di quel viaggio e della sensazione di vivere in un momento difficile. Di dittatura, quella che Pasolini additava come la pi distruttiva. La dittatura dei consumi. Consumare cose inutili, rende inutili le nostre esistenze pi o meno diceva anche questo. Anche se quando usiamo le parole di altri lo facciamo sempre a nostro vantaggio Questo non toglie che i poteri forti in Italia sono sempre pi forti e il margine di libert si assottiglia. Poveri noi. O fortunati, dipende dalla nostra reazione. Da aficionado, devo farti una

Ho giocato su sensazioni che provo oggi. Sopraffazione, societ a caste, potere, presidenti onnipotenti. Derive di controllo democratico. Dittatura. Quello che oggi intorno a noi. Se lo vogliamo ascoltare. Io vibro con quel che mi circonda. Tres! il mio libro che racconta loggi
domanda su Magnus, autore che molto amo. Ho letto che stai lavorando a un volume che lo vede in qualche maniera protagonista. Puoi parlarne un po? Qualche giorno fa sono tornato a Castel del Rio a fare visita alla tomba del maestro. Siamo a cavallo fra Emilia e Toscana. Da una parte si mangiano bene i primi, dallaltra la carne. Cos mi ha detto Andrea Plazzi (traduttore, saggista, editor, da sempre il curatore di tutte le serie di Leo Ortolani, autore di Ratman, ndr), ricordando il maestro. A vedere quei posti si capisce subito lamore per la bellezza che lo muoveva e mi vengono in mente tante cose legate al mio lavoro. Ci vuole una concentrazione enorme per sostenere un mondo intero. Perch i fumettari fanno questo: inventano mondi con attrezzi semplicissimi. Magnus lo sento come una specie di padre, aveva anche let di mio padre. Cercando la sua storia, per fare il mio libro, ho sentito tante cose su di lui. Ad esempio ho scoperto che a un certo punto della sua carriera ha cambiato tecnica, passando dal pennello a china al pennarello. vero che in quel periodo la tecnologia permetteva pennarelli pi interessanti di prima e che autori pi giovani, come Andrea Pazienza, avevano dato prova di un uso maestoso e spregiudicato, ma la ragione di questo cambio di tecnica si deve alla sua decisone di fare La compagnia della forca in viaggio, senza un posto organizzato e dotato di attrezzi delicati. Cercava un modo per fare i fumetti in qualsiasi luogo. Un maestro, ecco cosa per me Magnus. Infine una domanda dobbligo sul cibo, a casa o in tour con i Tre allegri ragazzi morti. Che ruolo ha per te? Di puro carburante, politicamente ed eticamente connotato, indifferente? Durante i tour Luca (Masseroni, il batterista della band, ndr) a indicarci cosa mangiare. La sua cultura sul cibo, di un onnivoro che mangia da vegetariano, ha acceso in tutto il gruppo una coscienza maggiore verso le nostre assunzioni culinarie. Io sono pi bravo di lui nella scelta dei vini e pi fortunato. difficile mangiare fuori cos tanti giorni allanno: si scopre la fragilit del sistema della ristorazione. Piatti cucinati male. Poco rispetto per la natura degli ingredienti. Per anche fantastiche sorprese di cucine regionali incredibilmente saporite. S, potremo scrivere una specie di guida del rocker in tour. Mi venuta fame. Che mi consigli?.

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