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ANALISI DELLE TRASFORMAZIONI

DELLECONOMIA PIEMONTESE
NEGLI ULTIMI VENTANNI

Giugno 2004

UFFICIO STUDI ECONOMICI

Lo studio a cura di Elena Angaramo e Lidia Tricomi


dellUfficio Studi Economici dellUnione Industriale di Torino

INDICE
INDICE ..................................................................................................................................................1
INTRODUZIONE E SINTESI DEI RISULTATI ...........................................................................................3
Introduzione .................................................................................................................................3
Sintesi dei risultati........................................................................................................................3
1

LA CRESCITA ECONOMICA ............................................................................................................7


1.1 Il ciclo degli anni Ottanta ...................................................................................................7
1.2 Dal 1990 ad oggi ..................................................................................................................8
1.3

1.4

Il valore aggiunto settoriale..............................................................................................11


1.3.1

Gli anni Ottanta.......................................................................................................11

1.3.2

Gli anni Novanta .....................................................................................................13

La produttivit del lavoro ................................................................................................17


1.4.1

La produttivit per comparto...................................................................................17

LUTILIZZO DELLE RISORSE ........................................................................................................19


2.1 Gli investimenti .................................................................................................................19
2.2

I consumi............................................................................................................................20

LA TRASFORMAZIONE DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA ...........................................................24


3.1

Il decennio 19811991.......................................................................................................26
3.1.1

I settori in calo e in crescita occupazionale.............................................................26

3.1.2

Cambiamenti nella dimensione delle imprese e delle unit locali ..........................28

3.1.3

Gli effetti della dinamica occupazionale sulla struttura produttiva


piemontese e sulla specializzazione relativa...........................................................30

3.2

Il decennio 1991-2001 .......................................................................................................32


3.2.1

Dinamiche settoriali delloccupazione....................................................................32

3.2.2

Cambiamenti dimensionali delle imprese e delle unit locali fra il 1991 ed il


2001.........................................................................................................................34

3.2.3
4

Trasformazioni della struttura produttiva e della specializzazione.........................35

GLI SCAMBI CON LESTERO .........................................................................................................38


4.1 La specializzazione settoriale dellinterscambio piemontese ........................................42
4.1.1

La composizione dellexport...................................................................................42

4.1.2

La composizione dellimport ..................................................................................44

4.2 La specializzazione geografica dellinterscambio piemontese ......................................45

4.2.1

La specializzazione dellexport...............................................................................45

4.2.2

La specializzazione dellimport ..............................................................................46

IL MERCATO DEL LAVORO...........................................................................................................48


5.1 Loccupazione secondo i dati di contabilit regionale ...................................................48

5.2

5.1.1

Gli anni Ottanta.......................................................................................................49

5.1.2

Il periodo 1990-2002...............................................................................................51

5.1.3

Un approfondimento settoriale: 1995-2001 ............................................................52

Le rilevazioni delle forze di lavoro ..................................................................................53

TABELLE ............................................................................................................................................56
BIBLIOGRAFIA ...................................................................................................................................89

INTRODUZIONE E SINTESI DEI RISULTATI


INTRODUZIONE
Lo studio si propone di esaminare le principali trasformazioni intervenute nella struttura economica
del Piemonte dallinizio degli anni 80 ad oggi.
Lanalisi prende in esame il prodotto interno lordo regionale, i contributi settoriali alla formazione
della ricchezza, la produttivit del lavoro nelle diverse attivit economiche, limpiego delle risorse
in consumi e investimenti, landamento dellinterscambio con lestero e levoluzione del mercato
del lavoro.
Le grandezze osservate sono tratte da fonti ISTAT: conti economici regionali, Banca Dati per il
commercio estero Coeweb, rilevazioni trimestrali delle forze di lavoro.
In questa prima versione dello studio, non sono stati ancora utilizzati i dati dei censimenti
economici per la parziale indisponibilit dei risultati dell8 Censimento generale dell'industria e dei
servizi.
Le trasformazioni intervenute nel tessuto economico piemontese sono messe a confronto con le
tendenze registrate a livello nazionale per individuare analogie e specificit.

SINTESI DEI RISULTATI


Dal 1980 ad oggi il Piemonte ha attraversato fasi di crescita e declino che hanno progressivamente
ridotto il vantaggio della regione rispetto allItalia.
Pi che in altre aree, le fasi negative del ciclo hanno influito sulla crescita delleconomia
piemontese e sullequilibrio del mercato del lavoro.
Negli ultimi ventanni, il peso del terziario nel sistema produttivo divenuto largamente prevalente,
seguendo unevoluzione comune a tutto il territorio nazionale. La crescita ha riguardato, in
particolare, il settore dei servizi alle imprese.
Il Piemonte conserva tuttavia una forte specializzazione industriale legata alla sua vocazione
allexport.
I riflessi delle fasi di declino economico sul mercato del lavoro si sono tradotti nella contrazione dei
posti di lavoro e nellaumento della disoccupazione per gran parte del periodo in esame.
Solo a partire dalla seconda met degli anni 90, le trasformazioni del sistema produttivo hanno
determinato da prima la stabilizzazione e quindi la crescita delloccupazione, riducendo
contemporaneamente la gravit della disoccupazione.
3

I principali fenomeni verificatisi dal 1980 ad oggi possono essere cos sintetizzati:

Nel periodo considerato la crescita del PIL piemontese, stata nel complesso modesta. Tra
il 1980 e il 2002 laumento medio annuo stato dell1,4% a fronte del +1,9% registrato a livello
nazionale.
Il contributo della regione al PIL italiano sceso dal 9,3% all8,5%.
Nel 1980 il prodotto per abitante del Piemonte era superiore del 21% al PIL pro-capite italiano;
nel 2002 il distacco si ridotto al 14,5%.

Il contributo dellindustria alla produzione di valore aggiunto resta elevato ma si


ridimensionato.
La sua quota passata, infatti, dal 46,9% del 1980 al 32,4% del 2002.
Parallelamente, la quota di valore aggiunto prodotta dal terziario aumentata dal 49% al 66%
grazie, soprattutto, al maggior contributo dei servizi alle imprese e alle persone.
La specializzazione industriale del Piemonte rimane comunque superiore di oltre 5 punti a
quella media nazionale.

Lindustria ha mantenuto, fino a met degli anni 90, un livello di produttivit elevato e
superiore alla media.
Tra il 1980 e il 1995, la produttivit del lavoro nellindustria in senso stretto salita del 61% a
fronte del 35% delleconomia nel suo complesso. Negli ultimi sette anni, tuttavia, la crescita
della produttivit rallentata facendo registrare una variazione positiva di appena il 2,5%.

Nel periodo considerato il Piemonte ha destinato agli investimenti una quota di PIL pari a
circa il 20% allanno, con fasi di crescita e di contrazione coincidenti con quelle del ciclo
economico.
La quota sale di circa due punti percentuali se rapportata al valore del PIL depurato dalle
esportazioni nette.
Lintensit di investimenti per unit di lavoro si mantenuta quasi sempre sensibilmente
superiore al dato italiano.

Come per il PIL, anche i consumi sono cresciuti in Piemonte meno che in Italia, con un tasso
medio annuo dell1,5% rispetto al +2% rilevato a livello nazionale.
La crescita dei consumi piemontesi stata inferiore sia per la spesa delle famiglie che per la
spesa pubblica.

Nel corso degli anni 80 e 90 la struttura produttiva del Piemonte segue un processo di
ristrutturazione industriale e di crescente terziarizzazione. Come mostrano i censimenti, tra
il 1981 e il 2001 il settore manifatturiero perde il 16% delle unit locali e il 31% degli addetti,
mentre la sua quota sul totale degli addetti extra-agricoli passa dal 46% al 31%. Per contro, nel
terziario le unit locali crescono del 39%, gli addetti del 29% e la quota sulloccupazione
complessiva passa dal 46% al 60%.

La contrazione delloccupazione manifatturiera non ha interessato tutti i comparti. Il


ridimensionamento stato particolarmente accentuato nei settori autoveicoli, metallurgia,
apparecchiature EDP, tessile e abbigliamento. Altri settori rilevanti hanno invece resistito alle
crisi che si sono succedute: meccanica strumentale, gomma, materie plastiche e prodotti in
metallo.

Lespansione del terziario stata molto rilevante ma non ha coinvolto tutte le attivit. Il
commercio, per la concentrazione della distribuzione al dettaglio e della vendita di autoveicoli, e
la pubblica amministrazione, per i blocchi dellorganico, hanno perso addetti. Listruzione e i
trasporti-comunicazioni sono rimasti sostanzialmente sui livelli degli anni prima. La crescita
stata invece rilevante negli esercizi pubblici, per lo sviluppo di ristoranti, bar e mense, nel
credito ed assicurazioni, per la crescita delle attivit ausiliarie, e nei servizi personali, per
lincremento delligiene pubblica e delle attivit ricreative e di body care. Lo sviluppo stato
particolarmente elevato nella sanit ed eccezionale nei servizi alle imprese.

Il Piemonte sempre stato esportatore netto con saldi positivi che negli ultimi anni sono
stati pari al 40% del valore delle importazioni.
Le esportazioni hanno rappresentato in media il 27% del PIL regionale e contribuito per il 13%
allexport italiano.
Nellultimo decennio il peso delle esportazioni piemontesi sul totale nazionale si
ridimensionato, scendendo dal 14% all11%-11,5% degli ultimi anni.
Nel corso degli anni, lUnione Europea rimasta il principale sbocco delle esportazioni
piemontesi. Il suo peso, tuttavia, si ridotto a favore di altre aree e, in particolare, dei paesi
dellEuropa Centro Orientale.

La

specializzazione

delle

esportazioni

piemontesi

rimasta

prevalentemente

metalmeccanica, anche se il peso dei prodotti metalmeccanici sullexport piemontese si


ridimensionato, passando dal 64% del 1991 al 59,4% del 2003.
5

La riduzione del peso delle esportazioni metalmeccaniche da imputare soprattutto al crollo


dellexport di macchine per ufficio ed EDP, la cui quota scesa da poco meno del 6% all1%.
Nello stesso periodo cresciuto, invece, il peso delle esportazioni di prodotti alimentari, della
gomma e materie plastiche e dei prodotti chimici.

Tra il 1980 e il 2002, loccupazione piemontese ha fatto registrare una leggera riduzione (1,7%) a fronte di una crescita consistente a livello nazionale (+9,2%). Ci ha determinato
una diminuzione della quota delloccupazione piemontese sul totale nazionale scesa dal 9%
all8,1%.
Il risultato complessivo conseguenza di fasi alterne che si sono succedute nella creazione di
posti di lavoro. Al calo dei primi anni 80 ha fatto seguito una ripresa fino ai primi anni 90. E
seguita una nuova fase di riduzione dei posti di lavoro, durata fino al 1993-1994, a cui ha fatto
seguito un periodo di sviluppo delloccupazione che ha accelerato il proprio ritmo a partire dal
1999.

Nel corso degli anni 80 e in gran parte degli anni 90, il tasso di disoccupazione piemontese
rimasto su livelli elevati, molto superiori alla media delle altre regioni settentrionali.
Il tasso di disoccupazione complessivo ha superato l8%; quello giovanile arrivato a sfiorare il
27%, quello femminile si attestato intorno al 13%.
Negli ultimi anni, la decisa ripresa delloccupazione ha consentito di assorbire una parte
consistente delle persone in cerca di lavoro, portando il tasso di disoccupazione complessivo al
4,8% nel 2003.
Il miglioramento ha interessato anche il tasso di disoccupazione femminile, sceso al 6,8%, e
quello giovanile, passato al 17,6%.

A distanza di oltre ventanni, il sistema produttivo del Piemonte, pur conservando le


caratteristiche di specializzazione industriale e di apertura internazionale, risulta
decisamente pi diversificato con una forte presenza del terziario e, in particolare, dei
servizi alle imprese.
Gli effetti della terziarizzazione si sono tradotti anche in una maggiore variet delle occasioni
lavorative favorendo la crescita delloccupazione femminile.

1 LA CRESCITA ECONOMICA
In questa parte dello studio sono esaminati gli andamenti del prodotto interno lordo e del valore
aggiunto creati dalleconomia piemontese nel periodo 1980-2002.
I dati presi in esame sono quelli di contabilit regionale forniti dallIstituto Nazionale di Statistica. I
dati relativi agli anni dal 1980 al 1994 sono stati ricostruiti secondo il SEC95 per omogeneit
rispetto alla serie 1995-2002.
Fra il 1980 e il 2002 lo sviluppo del Piemonte attraversa fasi di declino e di crescita come lItalia
nel suo complesso. Nellarea piemontese, tuttavia, lintensit delle crisi pi accentuata e lo
sviluppo nei periodi di ripresa meno rapido che per lItalia, determinando una complessiva perdita
di peso della regione.
Nellintero periodo, il PIL piemontese cresciuto ad un tasso medio annuo dell1,4% a fronte
dell1,9% registrato a livello nazionale.
La quota piemontese sul prodotto interno lordo italiano scende dal 9,3% al 8,5%; lindice del PIL
per abitante, posto uguale a 100 il dato italiano, scende da 121,1 a 114,5.

1.1 IL CICLO DEGLI ANNI OTTANTA


Con gli anni 80 la crescita delleconomia italiana rallenta. La fase di sviluppo comunque
prolungata: comincia verso la fine della prima met del decennio e si protrae fino al 1989. Fa
seguito agli anni della ristrutturazione industriale e fruisce della debolezza dei prezzi delle materie
prime registrata nella seconda met del decennio.
Nel caso del Piemonte, i primi anni 80 risentono degli effetti del secondo shock petrolifero e del
protrarsi della crisi del sistema industriale piemontese iniziata nel decennio precedente.
Tra il 1980 e il 1985 il prodotto interno lordo piemontese1 passa da 64.487 a 67.738 milioni di
euro2, ad un tasso medio annuo dell1% contro l1,7% italiano. In questo periodo, la quota del
Piemonte sul prodotto nazionale diminuisce di 0,3 punti percentuali (da 9,3% a 9%).
Contemporaneamente, si riduce il vantaggio del Piemonte sullItalia in termini di ricchezza prodotta
per abitante: nel 1980 il PIL pro-capite piemontese superava quello nazionale del 21,1%; nel 1985
la superiorit si riduce al 17,9%.

1
2

Valori a prezzi 1995.


Eurolire.

Allinizio del quinquennio successivo, il dislivello di crescita tra Piemonte e Italia si assottiglia. Il
sistema economico piemontese, cos come quello italiano, si trova coinvolto in una significativa
fase di ripresa basata sul forte rilancio della produzione industriale.
Tra il 1985 e il 1990, la crescita del PIL in Piemonte subisce una forte accelerazione: il PIL sale da
67.738 a 76.914 milioni di euro, ad un tasso medio annuo del 2,6%.
Nello stesso periodo, la crescita del PIL nazionale del 2,9%, superiore a quella dellarea
piemontese di soli 0,3 punti percentuali.
Nel 1990 la quota regionale sul prodotto italiano rimane pressoch invariata rispetto al 1985 (8,9%).
Il PIL per abitante piemontese supera quello italiano del 17,1%.

Figura 1 - PIL per abitante, 1980-2002


Valore aggiunto per abitante (euro)
30.000

N. Indice (media Italia=100)


122

121,1

120

25.000

117,9
20.000

117,1

118

117,3
116,0

116

15.000
114,5
10.000

114

5.000

112

110

0
1980

1985

1990

1995

2000

2002

1.2 DAL 1990 AD OGGI


Allinizio degli anni 90, prende avvio una fase recessiva delleconomia mondiale dovuta alla
presenza simultanea di diversi fattori sfavorevoli, tra i quali il clima di sfiducia causato dallo
scoppio della Guerra del Golfo e leccesso di capacit produttiva in diversi settori delleconomia
conseguente alla debolezza della domanda internazionale e alla crescente concorrenza dei paesi di
recente industrializzazione.
A livello nazionale contribuisce anche la crisi politico-istituzionale che concorre a ridurre gli
investimenti in opere pubbliche.
8

In Piemonte, la fase espansiva della seconda met degli anni 80 cessa durante i primi mesi del 1990,
quando la crescita del PIL rallenta, per toccare il punto pi negativo nel 1993. Nel periodo 19901993, il Piemonte subisce una diminuzione del PIL in termini reali dell1,3% a fronte di un aumento
della stessa entit registrato a livello nazionale.
La recessione ha pesanti conseguenze sullindustria piemontese che, data la sua specializzazione
nella produzione di beni di investimento e di consumo durevole, si trova particolarmente esposta
alle fluttuazioni della domanda.
Nel 1993 la produzione industriale piemontese si riduce sensibilmente. Tra i settori pi colpiti
spiccano le industrie automobilistica e delle macchine per ufficio ed EDP.
A far ripartire leconomia contribuisce la ripresa della congiuntura internazionale unita alla forte
svalutazione della lira nel 1992 e 1993.
Nel 1994 sia in Italia che in Piemonte, prende avvio la ripresa che pone fine alla pi lunga fase
recessiva vissuta in Piemonte negli ultimi 40 anni.
A trainarla sono soprattutto le esportazioni e, in particolare, il settore della meccanica e dei mezzi di
trasporto, grazie ai vantaggi di competitivit realizzati attraverso la riorganizzazione produttiva
degli anni precedenti. In Piemonte, tra il 1993 e il 1994, il PIL cresce ad un ritmo superiore a quello
nazionale (3,1% contro 2,2%).
La fase espansiva decelera nei primi mesi del 1996; la manovra di risanamento finanziario, messa in
atto dal Governo, frena la crescita del PIL. Ad una breve fase di ripresa, tra la fine del 1997 e del
1998, fa seguito una nuova frenata nel 1999.
Tra il 2000 e i primi mesi del 2001, la crescita torna ad accelerare, ma gli eventi dell11 settembre
2001 contribuiscono ad aggravare un quadro gi depresso e instabile.
Tra il 1990 e il 1995, il PIL piemontese torna a crescere, sebbene ai livelli modesti della prima met
degli anni 80 (+1,1% medio annuo), passando da 76.914 a 81.113 milioni di euro.
Nello stesso periodo il PIL italiano aumenta dell1,3% allanno, toccando un minimo che sar
superato soltanto nel biennio 2000-2002 (+1,1% allanno).
Nel 1995 la quota piemontese sul prodotto italiano si attesta all8,8%, mentre il vantaggio in termini
di ricchezza per abitante sale di 0,2 punti percentuali rispetto al 1985 (17,3%).
Nel periodo 1995-2000, il PIL del Piemonte cresce ad un tasso medio annuo dell1,5%, superiore di
0,4 punti percentuali rispetto al quinquennio precedente. In Italia, il PIL cresce dell1,9% allanno,
ad un ritmo ancora una volta superiore alla media piemontese.
La quota piemontese sul PIL nazionale continua la sua lenta erosione, iniziata gi nei primi anni 80,
attestandosi all8,6% nel 2000. Lindice del PIL per abitante diminuisce nuovamente passando da
117,3 a 116,0.
9

Lultimo periodo di analisi costituito dal biennio 2000-2002. In questi due anni il PIL piemontese
sale di appena lo 0,2% lanno contro l1,1% nazionale. La quota regionale sul PIL italiano scende
all8,5%; lindice del PIL pro-capite si porta a 114,5.

10

1.3 IL VALORE AGGIUNTO SETTORIALE


Lanalisi del contributo dei settori alla crescita del Piemonte nel periodo 1980-2002, misurato
attraverso landamento del valore aggiunto, mostra che il maggiore apporto allo sviluppo stato
fornito dal terziario con un tasso di crescita medio annuo del 2%, mentre lalternarsi di crisi e
riprese ha determinato una crescita modesta dellindustria in senso stretto3 (+0,6%).
Il peso dei settori cambiato significativamente nel tempo: lindustria in complesso, che produceva
il 47% del valore aggiunto nel 1980, scesa al 32,4%; lindustria in senso stretto dal 41,5% al
27,4%; il terziario passato dal 49,1% al 65,7%; il comparto dellintermediazione finanziaria ed
assicurativa e dei servizi alle imprese, in particolare, salito dal 15,4% al 26,7%.

Figura 2 - Variazione della composizione del valore aggiunto per comparto


1980-2002
(% sul valore aggiunto complessivo espresso in euro correnti)
4,1

3,4

2,7

2,6

2,0

1,9

Agricoltura, silvicoltura e
pesca

41,5

37,1

4,8

34,4

5,2

31,8

4,9

29,5

4,4

22,6

5,4
21,7

27,4

Industria in senso stretto

5,0

Costruzioni
22,7

23,3

Commercio, riparazioni,
alberghi e ristoranti,
trasporti e comunicazioni

22,6
22,0

15,4

18,8

25,9

26,7

14,3

15,5

16,3

1995

2000

2002

20,8

23,1

Intermediazione monetaria
e finanziaria; attivit
immobiliari ed
imprenditoriali
Altre attivit di servizi

11,7

13,2

15,2

1980

1985

1990

1.3.1 Gli anni Ottanta


Esaminando pi in dettaglio landamento del valore aggiunto nei vari comparti, emergono alcune
tendenze significative.

Per industria in senso stretto si intende il complesso di Industria manifatturiera, Estrazione di minerali e Produzione e
distribuzione di energia elettrica, di gas, di vapore e acqua.

11

Tra il 1980 e il 1985 il valore aggiunto piemontese cresciuto del 5,5% contro il 9,2% dellItalia,
ad un tasso di sviluppo medio annuo dell1,1%, inferiore all1,8% nazionale.
Nel quinquennio la crescita piemontese da attribuirsi esclusivamente allapporto dei servizi. La
ricchezza generata da questo settore cresce, infatti, a tassi annui del 2,2% e, in particolare, del 4,3%
annuo nel caso del comparto dellintermediazione finanziaria ed assicurativa e dei servizi alle
imprese.
I primi anni 80 costituiscono per il Piemonte un periodo molto travagliato caratterizzato da crisi
dellindustria, flessione della produzione e caduta delloccupazione.
Nellindustria in senso stretto il valore aggiunto diminuisce di circa il 2,2% (+0,7% in Italia),
determinando una riduzione del peso del comparto che scende dal 41,5% al 37,1%. Anche in Italia
il peso dellindustria in senso stretto sulla ricchezza complessiva scende, passando dal 31,4% del
1980 al 28,1% del 1985.
Tra il 1980 e il 1985 anche ledilizia piemontese fa registrare una dinamica negativa (- 0,4%): il
peso del comparto delle costruzioni sul PIL scende dal 5,4% al 4,8% (in Italia dal 7,2% al 6,5%).
Per effetto di queste tendenze, il peso dellindustria globalmente considerata sul valore aggiunto
piemontese diminuisce dal 47% al 42%, mentre a livello nazionale passa dal 38,5% al 34,6%.
La diminuzione del peso dellindustria stata pi che compensata dallo sviluppo dei servizi.
Nel 1980 il terziario forniva il 49,1% del valore aggiunto con la seguente ripartizione:
intermediazione finanziaria ed assicurativa e servizi alle imprese 15,4%; commercio, riparazioni,
alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni 22%; altre attivit di servizi4 11,7%.
Nel 1985 il contributo salito al 54,6% (intermediazione finanziaria ed assicurativa e servizi alle
imprese, 18,8%; commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni, 22,6%;
altre attivit di servizi, 13,2%). In Italia il peso dei servizi passa dal 55,6% al 60,9%.
Nel corso di questi cinque anni, il settore agricolo registra una perdita di valore aggiunto, in termini
reali, dell1,1% allanno. Il suo peso sulla ricchezza complessiva in Piemonte scende dal 4,1% al
3,4% (in Italia dal 5,9% al 4,6%).
La seconda met degli anni 80 caratterizzata da una forte ripresa della produzione industriale e da
una fase di stabilit delloccupazione.

Per altre attivit di servizi si intende il complesso di Pubblica amministrazione, difesa e assicurazione sociale
obbligatoria, Istruzione, Sanit e altri servizi sociali, Altri servizi pubblici, sociali e personali e, infine, Servizi
domestici presso famiglie e convivenze.

12

In questo periodo il valore aggiunto regionale cresce del 13,9%, ad un tasso medio annuo del 2,6%.
In Italia si registrano incrementi pi consistenti: il valore aggiunto aumenta del 15,1% ad un tasso
medio annuo del 2,9%.
La ripresa, particolarmente intensa nel settore industriale, testimoniata dalla crescita del valore
creato: tra il 1985 e il 1990 il valore aggiunto dellindustria in senso stretto sale del 14,2% (+17% in
Italia), ad un tasso medio annuo del 2,7% (3,2% per lItalia).
Malgrado lincremento, la quota dellindustria in senso stretto sul valore aggiunto complessivo
regionale scende portandosi dal 37,1% del 1985 al 34,4% del 1990, mentre aumenta il peso del
terziario, la cui quota sale dal 54,6% al 57,7% (intermediazione finanziaria ed assicurativa e servizi
alle imprese al 20,8%; commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni al
21,7%; altre attivit di servizi al 15,2%).
Anche in Italia il peso dellindustria in senso stretto scende, passando dal 28,1% del 1985 al 26,1%
del 1990, mentre il peso del terziario sale dal 60,9% al 64,4%.
In questo periodo la ricchezza generata dal terziario piemontese cresce allo stesso ritmo di quella
industriale (+2,7% allanno). Ritmi di crescita pi sostenuti si registrano nel comparto
intermediazione finanziaria ed assicurativa e servizi alle imprese (+3,2%). Livelli non dissimili di
crescita si rilevano anche per il terziario italiano (+3%).
Nel periodo 1985-1990, il valore aggiunto prodotto dal settore delle costruzioni cresce del 3,8%
allanno. La quota del comparto sulla ricchezza complessiva sale dal 4,8% del 1985 al 5,2% nel
1990, a differenza di quanto avviene a livello nazionale dove il peso delle costruzioni scende dal
6,5% al 6,1%.
Diminuisce ancora il peso dellagricoltura che scende dal 3,4% al 2,7%.

1.3.2 Gli anni Novanta


Gli anni 90 si aprono con una congiuntura economica negativa. Ci nonostante, tra il 1990 e il 1995
il valore aggiunto piemontese aumenta del 5,4%, ad un tasso medio annuo dell1,1%, riportandosi ai
livelli di crescita della prima met degli anni 80. A livello nazionale lincremento stato del 6,6%
(+1,3% allanno).
La congiuntura negativa ha conseguenze rilevanti sullindustria che cresce solo dello 0,7% allanno,
quattro volte meno che nel quinquennio precedente e a fronte del +1,5% registrato a livello italiano.
La quota sul valore aggiunto totale scende di 2,6 punti percentuali, portandosi al 31,8%. Anche in
Italia il peso dellindustria scende dal 26,1% al 24,9%.

13

Nello stesso periodo, si assiste ad un rallentamento della crescita anche nel terziario sebbene il suo
peso sul totale sia in costante ascesa. Tra il 1990 e il 1995, il valore aggiunto dei servizi cresce di
oltre un punto percentuale allanno (+1,3%), portando la propria quota dal 57,7% al 60,7%
(intermediazione finanziaria ed assicurativa e servizi alle imprese al 23,1%; commercio, riparazioni,
alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni al 23,3%; altre attivit di servizi al 14,3%).
Anche il settore delle costruzioni risente della crisi: il tasso medio annuo di crescita passa infatti dal
3,8% del periodo 1985-1990 allo 0,3%. Il peso sul valore aggiunto regionale scende dal 5,2% al
4,9% (in Italia dal 6,1% al 5,1%).
Nello stesso periodo, il valore aggiunto prodotto dallagricoltura aumenta del 6,7% (+1,3% medio
annuo); il suo peso sulla ricchezza complessiva rimane nel complesso invariato (2,6%).
In Piemonte i segni della ripresa congiunturale iniziano a farsi sentire intorno al 1994, sotto la
spinta della domanda estera. Lo sviluppo intenso tra il 1994 e il 1995 e prosegue fino alla fine del
decennio con una punta nel biennio 1999-2000.
I dati relativi ai conti economici regionali consentono di delineare la recente evoluzione
delleconomia piemontese nel periodo 1995-2002 con una maggiore articolazione settoriale per gli
anni dal 1995 al 2001.
Nel periodo 1995-2001 il valore aggiunto cresce del 7,9%, ad un tasso medio annuo dell1,3%. In
Italia laumento stato del 12,3% e del 2% su base annua.
In questo periodo, il contributo alla crescita da parte del comparto industriale stato assai limitato
Nellindustria in senso stretto si nota, infatti, che il valore aggiunto cresciuto dello 0,2% in sei
anni, mentre nel comparto manifatturiero addirittura sceso dello 0,6%.
A livello nazionale la ricchezza creata dallindustria in senso stretto salita del 6,8%. Un aumento
di pari entit si manifestato nel comparto manifatturiero (+6,9%).
Ci che avviene in questi anni, conferma lelevata sensibilit delleconomia piemontese ai cicli
economici: la sua specializzazione in beni di investimento e in beni di consumo durevole fa s che
essa cresca molto pi in fretta della media nazionale in momenti di espansione e, viceversa, subisca
pi della media le fasi recessive.
In Piemonte, i settori manifatturieri che subiscono il decremento maggiore sono la chimica (-19,5%)
e il tessile-abbigliamento (-9,3%). I comparti metalmeccanico e dei mezzi di trasporto registrano
una crescita zero. Aumenta, invece, il valore aggiunto prodotto nei settori carta-editoria (+21%),
produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua (+10,9%), alimentari, bevande e tabacco
(+9,8%), fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+16,4%).

14

A livello nazionale, si registra un aumento generalizzato della ricchezza prodotta dallindustria


manifatturiera, fatta eccezione soltanto per i comparti cuoio, pelle e similari (-15%) e chimica (4,5%).
Nellarea piemontese la quota dellindustria in senso stretto sul valore aggiunto complessivo scende
dal 31,8% del 1995 al 28,5% del 2001 (in Italia dal 23,5% al 22,4%); quella del comparto
manifatturiero dal 29,1% al 25,8% (in Italia dal 20,9% al 19,9%).
Esaminando le componenti dellindustria manifatturiera possiamo osservare una diminuzione della
quota nei comparti elettromeccanica e trasporti (dal 10,2% del 1995 al 9,6% del 2001), metallurgia
(dal 4,9% al 3,9%), tessile e abbigliamento (dal 3,4% al 2,8%), legno, gomma-plastica e altre
manifatturiere (dal 3,4% al 2,7%), chimica (dall1,9% all1,3%).
Tra il 1995 e il 2001 il valore aggiunto del terziario regionale cresce del 12,1%; in Italia del 14,8%.
Tra i vari comparti del terziario laumento stato pi intenso nellintermediazione finanziaria ed
assicurativa e servizi alle imprese (+15%), nel commercio (+12,2%) e nei trasporti e comunicazioni
(+21,6%).
Il peso del terziario sul valore aggiunto complessivo sale pi intensamente a livello regionale che
nazionale (rispettivamente dal 60,7% del 1995 al 64,6% del 2001 e dal 62,8% al 64,3%).
A determinare il maggior peso del terziario in questi 6 anni sono stati soprattutto i servizi alle
imprese il cui peso cresciuto di 3 punti percentuali (dal 17,5% del 1995 al 20,5% del 2001).
Anche a livello nazionale si registrato laumento del peso dei servizi alle imprese anche se a
velocit pi contenuta: la quota sul valore aggiunto complessivo passata infatti dal 16,3% nel
1995 al 17,3% nel 2001.
Nello stesso periodo, si registra una consistente crescita della ricchezza prodotta dalle costruzioni.
In Piemonte il valore aggiunto fornito dalle costruzioni sale del 9,9%, ma resta pressoch invariato
il suo peso sul valore aggiunto complessivo (4,8% nel 1995; 4,9% nel 2001).
Invariato, e analogo a quello piemontese, resta il peso delle costruzioni a livello nazionale (4,8% nel
1995, 4,7% nel 2001) dove la ricchezza fornita dal comparto sale del 10,3%.
Anche nel periodo 1995-2001, lagricoltura piemontese continua a perdere peso (dal 2,6% al 2,1%)
pur registrando un lieve incremento del valore aggiunto prodotto (+0,7%). In Italia il peso
dellagricoltura resta pressoch invariato nonostante un significativo aumento del valore (+6,4%).
Nel 2002 leconomia piemontese non ha avuto un andamento positivo.
Il valore aggiunto regionale salito di appena lo 0,3% rispetto al 2001. LItalia nel suo complesso
ha incrementato la propria ricchezza dello 0,6%.

15

Nel comparto industriale il valore aggiunto sceso dell1,2%; nellindustria in senso stretto la
riduzione stata del 2,1% (in Italia -0,1%). La quota sul valore aggiunto complessiva scende di
quasi due punti percentuali passando dal 28,5% al 27,4%. A livello nazionale resta pressoch
invariata.
Diversamente dal comparto industriale, il settore delle costruzioni ha avuto un andamento positivo,
anche grazie allavvio di buona parte dei lavori connessi con i Giochi Olimpici invernali di Torino
2006. Il valore aggiunto salito del 4,2% a fronte dello 0,5% nazionale; il suo peso passa dal 4,4%
al 5%, mentre resta stabile in Italia (4,9%).
Anche il terziario mostra una performance migliore a livello regionale, sebbene pi lenta degli anni
precedenti: in Piemonte il valore aggiunto cresce dell1,4%; in Italia dello 0,9%.
A livello settoriale, le altre attivit di servizi crescono del 2,6% (Italia: +1,3%); lintermediazione
monetaria e finanziaria e le attivit immobiliari ed imprenditoriali dell1,3%. Commercio,
riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni crescono meno della media.
La quota del terziario sul valore aggiunto complessivo sale dal 64,6% al 65,7% (dal 69,5% al 70,1%
in Italia). Cresce il peso del comparto intermediazione monetaria e finanziaria e attivit immobiliari
ed imprenditoriali (dal 26% al 26,7% ), delle altre attivit di servizi (dal 15,9% al 16,3%), mentre il
peso di commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni scende dal 22,8% al
22,7%.
Nel 2002 il settore agricolo ha un andamento negativo: rispetto al 2001, il valore aggiunto fa
registrare una riduzione in termini reali del 5,7% (Italia: 2,6%). Anche la quota sul valore aggiunto
scende, passando dal 2,1% all1,9% (in Italia dal 2,7% al 2,6%).

16

1.4 LA PRODUTTIVIT DEL LAVORO


La produttivit del lavoro esprime la quantit di lavoro necessario per produrre ununit di un bene
specifico.
Da un punto di vista macroeconomico, una sua misura fornita dal prodotto interno lordo di un
paese per persona occupata.
La crescita della produttivit dipende da numerosi fattori, tra i quali la qualit del capitale fisico, il
miglioramento delle competenze della manodopera, il progresso tecnologico e le nuove forme
organizzative.
Laumento della produttivit costituisce una delle fonti principali della crescita economica.
Tra il 1980 e il 2002, la produttivit del lavoro in Piemonte cresciuta pi della media nazionale
dalla met degli anni 80 fino alla prima met degli anni 90, per poi rallentare dal 1994-1995 ai
giorni nostri.
Nei primi anni 80, la produttivit del lavoro ristagna, (+2% tra il 1980 e il 1983). Dal 1983
comincia a crescere in misura rilevante: tra il 1983 e il 1990, lindice sale da 102 a 123,5.
Dopo una flessione nel 1991, riprende a crescere a ritmi sostenuti fino al 1995: lindice passa da
122,0 a 135,1.
A partire dal 1995, laumento della produttivit del lavoro rallenta decisamente: dopo una lieve
flessione nel 1996 (134,8), lindice sale a 140 nel 2001 per poi scendere a 139,6 nel 2002.
La diminuzione della produttivit del lavoro nella seconda met degli anni 90, un fenomeno che
non riguarda soltanto il Piemonte, ma si inserisce in un contesto generale di rallentamento che
coinvolge anche lItalia e, pi in generale, tutta lUnione Europea.

1.4.1 La produttivit per comparto


Esaminando landamento della produttivit piemontese per area di attivit economica, si nota che
nellindustria in senso stretto la crescita dellindice stata superiore alla media di tutti i settori, pur
in presenza di un calo negli anni 90 rispetto al decennio precedente.
La produttivit del lavoro nellindustria in senso stretto cresciuta del 36,1% tra il 1980 e il 1990 e
del 18,4% tra il 1990 e il 1995; dal 1995 al 2002 lindice salito di appena il 2,5% (da 161,1 ad
165,1).

17

Figura 3 - Produttivit del lavoro in Piemonte,1980-2002


(valore aggiunto per unit di lavoro - euro 1995)

120.000

Agricoltura, silvicoltura e pesca


Industria in senso stretto
Costruzioni
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria; attivit immobiliari ed imprenditoriali
Altre attivit di servizi

100.000

80.000

60.000

40.000

20.000

0
1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002

In Piemonte, come nel resto del Paese, la produttivit del lavoro nel settore dei servizi cresce meno
della media. Tra il 1980 e il 1990 laumento stato del 6,5%; tra il 1990 e il 2002 del 5,6%.
Osservando le tre grandi aree di attivit del terziario, si notano, tuttavia, alcune differenze.
Nel comparto commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni, il prodotto
per addetto si riduce per gran parte degli anni 80, ma a partire dalla fine del decennio comincia il
recupero. Tra il 1980 e il 1984 la produttivit del lavoro decresce del 5,2%, ma tra il 1984 e 1985 si
manifesta una primo accenno di ripresa (+4,6%).
La crescita prosegue per il resto del decennio e in tutti gli anni 90: lindice passa da 99,2 nel 1985 a
112,2 nel 1990 (+13,1%) e sale ulteriormente tra il 1990 e il 2002 portando lindice a 133,9.
Nel comparto intermediazione monetaria e finanziaria e servizi alle imprese tra il 1980 e il 2002 la
produttivit scesa ad un tasso medio annuo dell1,8%; lindice con base 1980 uguale a 100 sceso
a 67. La motivazione principale di questo decremento di produttivit da mettere in relazione con
la crescente presenza di nuove imprese di piccole dimensioni.
Nel comparto altri servizi, ad elevata presenza dei servizi pubblici, la produttivit mostra un
andamento oscillante sui valori di inizio periodo. Tra il 1980 e il 1990 cresce dello 0,8%, mentre dal
1990 al 2002 la variazione stata del 2,9%.

18

2 LUTILIZZO DELLE RISORSE


2.1 GLI INVESTIMENTI
In Piemonte, tra il 1980 e il 2001, gli investimenti fissi lordi crescono, a prezzi costanti, ad un tasso
medio annuo dell1,6%.
La quota degli investimenti sul PIL (dati a prezzi correnti) varia da un minimo del 18-19% fra il
1994 e il 1998 ad un massimo del 24% raggiunto nel 1980 e nel 1990.
Gli investimenti hanno mostrato un andamento pro-ciclico, crescendo nei periodi precedenti le crisi
e diminuendo al loro insorgere. Suddividendo il periodo di analisi in quinquenni, si pu facilmente
osservare questo trend.
Tra il 1980 e il 1985 il peso degli investimenti fissi lordi scende dal 24,2% al 20,5% del PIL, per
poi risalire nei cinque anni successivi fino a portarsi al 24,4% nel 1990.
Nel periodo 1990-1995 si manifesta una nuova tendenza al ribasso: il peso degli investimenti
scende al 19,4%.
Tale decremento prosegue, toccando il minimo nel 1998 (18%). A partire da tale data si registra una
nuova ripresa che culmina nel 2000. Nellanno successivo si manifesta una nuova flessione.
Fino alla prima met degli anni 80 la propensione ad investire a livello nazionale supera quella
regionale, ma a partire dal 1986 il Piemonte ad investire quote di PIL maggiori, con due sole
eccezioni: nel 1997 e nel 1998 (nel 1997, Italia e Piemonte 18,3%; nel 1998, Italia 18,5%, Piemonte
18%).
Complessivamente, tra il 1980 e il 2001 gli investimenti in Italia crescono ad un tasso medio annuo
del 1,8% superiore all1,6% piemontese.
In tutto il periodo la quota piemontese sugli investimenti fissi lordi italiani, calcolata a prezzi
correnti, rimane pressoch immutata e oscilla da un minimo dell8,3% del 1982-1983 ad un
massimo del 10,1% nel 1990, attestandosi all8,9% nel 2001.
Un ultimo elemento di confronto mostra che, per tutto il periodo considerato ad eccezione della crisi
degli anni 80, il Piemonte destina agli investimenti maggiori risorse per occupato rispetto al resto
del Paese.
Lindice degli investimenti per unit di lavoro risulta mediamente superiore del 9% al dato italiano,
fatta eccezione per i primi anni 80 in cui scende al di sotto della media italiana, con una punta di 4,5 punti nel 1982.

19

Figura 4 - Investimenti fissi lordi, 1980-2001


30

Piemonte: % su PIL
Italia: % su PIL
25

% su Italia

20

15

10

9,2

8,6

8,3

8,3

8,4

8,6

9,2

9,4

9,5

9,7

10,1

9,5

9,0

9,5

9,3

9,3

9,0

8,7

8,4

9,2

9,3

8,9

0
1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001

2.2 I CONSUMI
In Piemonte, tra il 1980 e il 2001 la spesa per consumi cresciuta in termini reali dell1,5% annuo
rispetto al +2% dellItalia.
Alla base della maggior crescita della spesa per consumi degli italiani vi soprattutto la pi intensa
dinamica del PIL nazionale cresciuto ad un tasso medio annuo dell1,9% rispetto al +1,4% del
Piemonte.
Tra il 1980 e il 1985, la spesa per consumi cresciuta del 5,5%. A livello nazionale laumento
stato pi che doppio (+11,2%).
Analizzando landamento delle tre fonti della spesa5 piemontese, emerge che, nel periodo 19801985, la spesa delle famiglie cresce meno delle altre componenti. Mentre questultima cresciuta
del 3,4%, la spesa delle istituzioni sociali private aumentata del 7,8%; quella della pubblica
amministrazione del 13,7%.

Totale spesa sul territorio economico = Spesa delle famiglie + Spesa delle Istituzioni Sociali Private + Spesa della
Pubblica Amministrazione.

20

Nel periodo 1985-1990 i consumi crescono pi intensamente del quinquennio precedente. In


Piemonte laumento stato del 13,9%, mentre a livello nazionale la spesa complessiva salita del
16,4%.
In questi anni cresciuta soprattutto la spesa delle famiglie (+14,1%). Le altre componenti sono
cresciute rispettivamente del 9,5% e del 13,3%.
In Piemonte, nel periodo 1990-1995, si registra una crescita ridottissima dei consumi (+ 1%), a
fronte del modesto +4,3% rilevato a livello nazionale.
La crescita pi intensa dei consumi a livello nazionale traspare chiaramente per la spesa delle
famiglie. Rispetto al 1990 le famiglie piemontesi hanno speso il 2,1% in pi, mentre quelle italiane
hanno consumato in media il 6% in pi.
In Piemonte, tra il 1990 e il 1995, la spesa delle istituzioni sociali private salita del 7,2% contro il
+8,6% nazionale, mentre la spesa della pubblica amministrazione diminuita sia in Piemonte (3,5%) che in Italia (-1,1%).
Nel periodo 1995-2000, i consumi finali piemontesi seguono lo stesso andamento della media
nazionale: in entrambi i casi lincremento medio annuo del 2,2%, pari a +11,3% nellintero
quinquennio.
I consumi delle famiglie crescono del +2,5% come in Italia; quelli delle istituzioni sociali private e
della pubblica amministrazione rispettivamente del +3,2% (Italia: +4,1%) e dello 0,6% (Italia:
+0,9%).
Tra il 2000 e il 2001 la spesa per consumi dei piemontesi cresciuta dell1,3% (+1,5% in Italia); la
spesa delle famiglie dello 0,7% (in Italia +0,9%). Tra il 2001 e il 2002 la crescita stata ancora
contenuta (+0,2%) e negativa in Italia (-0,1%).
Nel periodo 2000-2001, la spesa delle istituzioni sociali private aumenta pi intensamente a livello
regionale che nazionale (+1,5% rispetto a +1,2%). Lo stesso accade per la spesa della pubblica
amministrazione il cui incremento, particolarmente forte nellarco di un anno (+3,9%), va ascritto
principalmente allaumento della spesa sanitaria.
Dallanalisi dellindice della spesa per abitante, calcolato a prezzi correnti con base Italia uguale a
100, emerge che tra il 1980 e il 1985 i consumi pro-capite in Piemonte sono risultati superiori alla
media italiana.

21

Figura 5 - Variazione dei consumi per abitante in Piemonte, 1985-2002


(N. Indice - Italia=100)
SPESA TOTALE PER ABITANTE

SPESA DELLE FAMIGLIE PER ABITANTE

114
112,9
112
110,3
109,6

110

108

109,7

107,7

109,5

107,3
106,2

106

109,6

105,3

105,9

105,1
103,7

104

102

100
1980

1985

1990

1995

2000

2001

2002

Lindice totale scende da 107,7 nel 1980 a 105,3 nel 1985, quello riferito alla spesa delle famiglie
da 112,9 a 109,6.
Tra il 1985 e il 1990 il forte incremento dei consumi piemontesi non sufficiente a mantenere
inalterato il vantaggio sullItalia: lindice scende da 105,3 a 105,1; quello relativo alla spesa delle
famiglie sale lievemente, da 109,6 a 109,7.
Il divario con lItalia si riduce ulteriormente nei cinque anni successivi, passando da 105,1 nel 1990
a 103,7 nel 1995. La spesa delle famiglie per abitante maggiore in Piemonte, ma lindice scende
da 109,7 a 107,3.
Tra il 1995 e il 2000, mentre i consumi a prezzi costanti crescono allo stesso ritmo in Piemonte e in
Italia, lindice di spesa per abitante torna a salire dopo ventanni e passa da 103,7 nel 1995 a 106,2
nel 2000.
Tale andamento dovuto soprattutto alla maggiore inflazione al consumo registrata in Piemonte che
si sommata al calo demografico. Lindice della spesa delle famiglie per abitante cresce, a sua
volta, passando da 107,3 a 109,5.
Tra il 2000 e il 2001 lindice scende nuovamente, mentre quello riferito alla spesa delle famiglie
sale da 109,5 nel 2000 a 110,3 nel 2002.

22

Tra il 1980 e il 2001, la quota dei consumi finali interni sul prodotto interno lordo piemontese, a
valori correnti, si mantiene pressoch costante, mostrando una leggera tendenza alla crescita. Tale
quota sale infatti dal 68,1% al 73,5%, ad un ritmo pi intenso di quello registrato a livello
nazionale.
In Italia, il peso dei consumi sul PIL supera quello piemontese di circa 7-8 punti percentuali in tutto
il periodo, fatta eccezione tra il 1991 e il 1993 in cui le percentuali subiscono un avvicinamento e il
divario scende di 1-2 punti.
Questa leggera convergenza dovuta allandamento della spesa per consumi delle famiglie il cui
peso sul PIL, tra il 1990 e il 1991, aumenta pi intensamente in Piemonte (+2,3 punti percentuale,
dal 54% al 56,3%) che in Italia (+0,5 punti percentuale, dal 57,7% al 58,2%).
Tra il 1980 e il 2001, il peso dei consumi finali delle famiglie sul PIL passa da 55,2% a 57,7% in
Piemonte e da 59,2% a 60,6% in Italia. Il divario tra le due quote, dellordine di 3,5-5 punti
percentuali, si riduce di 1-2 punti in corrispondenza delle crisi di inizio anni 80 e 90.
In Piemonte la quota dei consumi della pubblica amministrazione sul PIL, passa dal 12,5% nel 1980
al 15,4% nel 2001; in Italia dal 16,9% al 18,8%. La superiorit della quota italiana si mantiene
pressoch invariata in tutto il periodo, oscillando da un massimo di 4,5 punti nel 1981 a un minimo
di 3,2 punti percentuale nel 2000, lungo un lento, ma costante cammino di convergenza.
Il peso dei consumi delle istituzioni sociali private, infine, rimane sostanzialmente immutato e
praticamente identico sia in Piemonte che in Italia, nellordine dello 0,4%-0,5% del PIL.

23

3 LA TRASFORMAZIONE DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA


I profondi mutamenti del sistema economico piemontese dagli anni Ottanta ad oggi sono stati gi
messi in luce nellesame dellandamento del valore aggiunto per grandi comparti.
I dati degli ultimi tre censimenti delle attivit economiche permettono di analizzare con maggiore
dettaglio i principali cambiamenti intervenuti nel sistema produttivo, attraverso la progressiva
terziarizzazione e i processi di ristrutturazione che si sono succeduti nellindustria e che hanno
coinvolto anche molti settori dei servizi.
Il censimento del 2001 mostra una situazione molto diversa da quella del 1981.
Il Piemonte resta una regione ad elevata specializzazione industriale ma il comparto manifatturiero
appare molto ridimensionato, con una perdita del 16% delle unit locali e del 31% degli addetti.
La sua quota sul totale degli addetti dei settori extra-agricoli scende dal 46% dinizio ventennio al
31% nel 2001.
La contrazione occupazionale ha interessato molte delle produzioni di punta del Piemonte, pi che
dimezzando loccupazione nei settori autoveicoli, metallurgico, delle apparecchiature EDP, tessile e
dellabbigliamento. Altri settori rilevanti della trasformazione industriale, come meccanica
strumentale, gomma e materie plastiche e prodotti in metallo, hanno tuttavia resistito alle successive
crisi, soprattutto nellultimo decennio.
Gli altri settori dellindustria in senso stretto subiscono perdite di stabilimenti e addetti ancora pi
marcate: nel 2001 lindustria estrattiva conserva il 75% delle unit locali ed il 59% degli addetti del
1981; il comparto energetico il 58% degli insediamenti ed il 60% degli occupati.
Solo lindustria delle costruzioni cresce sia in termini assoluti, aumentando le unit locali del 46% e
gli occupati del 32%, che relativi, incrementando il suo peso occupazionale dal 6% all8%.
Lespansione del terziario negli anni Ottanta e, ancor pi, negli anni Novanta stata molto
rilevante. Le unit locali sono cresciute del 39% e gli addetti del 29%, portando la quota dei servizi
sulloccupazione totale dal 46% al 60%.
La crescita del terziario non ha coinvolto tutti i comparti.
Il commercio, attraversato da profonde ristrutturazioni nellultimo decennio, ha perso unit locali (7%) e addetti (-3%), per la contrazione della distribuzione al dettaglio e del settore degli
autoveicoli.
La pubblica amministrazione, con i successivi blocchi dellorganico, ha ridotto del 3%
loccupazione.
Listruzione, per lo pi scolastica e pubblica, stata influenzata dallevoluzione demografica e, pur
mantenendo inalterato il numero degli addetti, ha ridotto sensibilmente gli insediamenti (-21%).
24

I trasporti-comunicazioni sono cresciuti appena in termini di addetti (+2%), per leffetto di


compensazione fra le dinamiche cedenti dei trasporti terrestri, in particolare ferroviari, e delle
attivit postali e lo sviluppo delle attivit ausiliarie dei trasporti.
La crescita stata invece rilevante negli altri settori del terziario. Gli esercizi pubblici sono
aumentati del 22% come unit locali e del 34% per numero di addetti, grazie alle performance di
ristoranti, bar e mense; il credito-assicurazioni cresciuto, rispettivamente del 137% e del 26% per
lo sviluppo delle attivit ausiliarie dellintermediazione finanziaria e assicurativa; i servizi
personali, con aumenti delle unit locali dell85% e degli addetti del 19%, si sono giovati
dellincremento dei servizi di smaltimento rifiuti e delle attivit culturali, ricreative e di body care.
Lo sviluppo particolarmente elevato della sanit (unit locali +100% e addetti +65%) ed
eccezionale dei servizi alle imprese (+287% e +236%) ha coinvolto, invece, tutte o quasi le attivit
che ne fanno parte.
La dimensione media delle imprese e delle unit locali si generalmente ridotta, passando da 5,5
addetti per azienda e da 5 per unit locale nel 1981 a 4,3 e 3,9 nel 2001.
Il fenomeno, tuttavia, non universale. In alcuni settori in calo occupazionale vi sono stati processi
di concentrazione delle aziende: la dimensione media dimpresa aumentata nelle industrie tessili,
dellabbigliamento, della carta, chimiche, dei mezzi di trasporto non auto, manifatturiere varie, nel
commercio al dettaglio e nei trasporti terrestri.
Laumento del numero medio di addetti delle imprese si accompagnato invece al rafforzamento
del settore nelle attivit ausiliarie dei trasporti.
Un caso a s costituito dalla fortissima crescita della dimensione media aziendale del credito
nellultimo decennio a seguito degli intensi processi di fusioni bancarie.

25

3.1 IL DECENNIO 19811991


3.1.1 I settori in calo e in crescita occupazionale
Per linsieme dei settori oggetto di rilevazione6 i numeri delloccupazione e delle unit locali sono
cambiati limitatamente fra i censimenti del 1981 e del 1991. Gli insediamenti passano da 302 mila a
314 mila (+4,2%), mentre gli addetti diminuiscono da 1.640.000 a 1.580.000 (-3,7%).
Ci non vale per lindustria in senso lato edilizia inclusa che perde in dieci anni il 6,5% delle
unit locali (circa 6.000) ed il 16,5% degli addetti (pi di 140.000), mentre nel terziario le unit
locali aumentano di 20 mila unit (+10%) e loccupazione cresce di 86 mila addetti (+11%).

Figura 6 - Addetti per settore di attivit economica, 1981 -2001


800.000

1981
700.000

1991
2001

600.000

500.000

400.000

300.000

200.000

100.000

ALTRI SERVIZI

SANITA'

ISTRUZIONE

PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE

SERVIZI ALLE
IMPRESE

CREDITO ED
ASSICURAZIONI

TRASPORTI E
COMUNICAZIONI

ALBERGHI E
RISTORANTI

COMMERCIO

COSTRUZIONI

ENERGIA

MANIFATTURIERO

ESTRATTIVO

AGRICOLTURA E
ATT. CONNESSE

Nel corso degli anni Ottanta lindustria manifatturiera piemontese attua una radicale ristrutturazione
tecnologica, che riduce fortemente loccupazione. Per linsieme della trasformazione industriale, le

Tutte le attivit extra-agricole ad eccezione delle attivit svolte in luoghi con carattere di extraterritorialit
(rappresentanze diplomatiche, organizzazioni ed organismi extraterritoriali, ecc.) o da organizzazioni religiose e
direttamente attinenti al culto, i servizi domestici presso famiglie e convivenze. Sono anche escluse dalla rilevazione
della Pubblica amministrazione le attivit della Difesa nazionale, dellAmministrazione della giustizia, dei Vigili del
fuoco e degli Ospedali psichiatrici e giudiziari. Per lagricoltura vengono rilevate solo le cosiddette attivit agricole
manifatturiere (attivit delle aziende connesse con lagricoltura comprendenti, tra laltro, le attivit di trasformazione
di uva, olive, latte, ecc.), la caccia, la pesca e la silvicoltura (limitatamente alle aziende di utilizzazione del bosco)
mentre sono escluse le attivit agricole propriamente dette (coltivazione e allevamento).

26

unit locali diminuiscono da oltre 57 mila a 49 mila (-14,7% ) e gli addetti da 753 mila a 602 mila (20%).
Il ridimensionamento occupazionale ancora pi marcato in alcuni settori, particolarmente esposti
alla concorrenza dei paesi emergenti come metallurgia (-46%), tessile (-30%), cuoio-calzature (28%), o in ritardo dinnovazione come macchine per ufficio e EDP (-35%).
Il calo degli addetti molto elevato anche nelle industrie chimiche, della gomma e delle materie
plastiche, con riduzioni superiori al 30%; nei settori della cartacartotecnica, delle apparecchiature
elettriche, degli autoveicoli e del legno, con riduzioni intorno al 25%.
La riduzione non colpisce nella stessa misura tutte le lavorazioni dei settori, ma particolarmente
intensa in alcune attivit, spesso di base: concerie, maglierie, fabbricazione di pasta-carta e carta,
prodotti chimici di base e per lagricoltura, fibre sintetiche, acciaio e sue prime trasformazioni, pile
e accumulatori, fabbricazione di autoveicoli e motori.
I settori industriali non manifatturieri mostrano andamenti delloccupazione differenti: forte calo
nellindustria estrattiva (-24%), riduzione pi contenuta nel comparto energia elettrica, acqua e gas
(-10%), crescita nelledilizia (+10%).
A fronte degli andamenti diffusamente negativi nei comparti industriali, la relativa tenuta
delloccupazione piemontese fra il 1981 ed il 1991 stata consentita dallo sviluppo delle attivit dei
servizi.
Il terziario in complesso registrava, infatti, la crescita degli addetti e delle unit locali, passando da
768 mila a 848 mila addetti (+11,3%) e da 205 mila a 225 mila unit locali (+9,9%).
Allinterno del terziario i risultati occupazionali dei diversi settori erano tuttavia molto dissimili,
riflettendo i cambiamenti nei consumi e nei bisogni delle famiglie e le trasformazioni organizzative
delle imprese.
Fra i settori in forte crescita, allo sviluppo travolgente dei cosiddetti servizi alle imprese (attivit
immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, altri servizi professionali e imprenditoriali) dove
loccupazione aumentava dell80%, si accompagnava la crescita sostenuta dei comparti credito ed
assicurazioni (+24%) e sanit (+21%) e quella pi moderata degli alberghi e ristoranti (+11%).
Il commercio, listruzione e gli altri servizi pubblici, sociali e personali registravano aumenti
occupazionali molto modesti; la pubblica amministrazione e, soprattutto, i trasporti e comunicazioni
perdevano invece occupazione.
Lesame delle dinamiche delloccupazione per grandi comparti (le sezioni di attivit economica,
il livello pi aggregato di classificazione del censimento) nasconde spesso notevoli differenze di
sviluppo delloccupazione fra i diversi servizi che fanno parte delle singole sezioni di attivit.
27

Allinterno dei comparti in declino fra il 1981 ed il 1991, vi sono attivit che crescono a ritmi
elevati, come le attivit postali e di corriere, le attivit di spedizioniere e degli intermediari dei
trasporti e, specialmente, le agenzie di viaggio e i trasporti aerei. Allopposto, il calo occupazionale
imponente nei trasporti ferroviari e nelle attivit di movimentazione merci e magazzinaggio.
Nei comparti a bassa crescita, come commercio, istruzione e altri servizi pubblici, sociali e
personali, molte tipologie del commercio allingrosso, lintermediazione commerciale, il dettaglio
non specializzato proprio della distribuzione moderna, il dettaglio di articoli di erboristeria,
cosmetica e farmaceutica, lo smaltimento dei rifiuti, i servizi di estetica e cure personali registrano
alti tassi di sviluppo che raggiungono valori elevatissimi per il commercio di ricambi di autoveicoli,
e listruzione non scolastica. Loccupazione si riduce sensibilmente invece nel commercio di
autoveicoli, nel dettaglio tradizionale alimentare, nella riparazione di beni di consumo, nelle attivit
radiotelevisive e cinematografiche e nei sindacati dei lavoratori dipendenti.
Anche nei comparti a maggiore sviluppo, alberghi e ristoranti, intermediazione monetaria e
finanziaria, sanit e, soprattutto, servizi alle imprese, vi sono alcune attivit in forte flessione
come la ricettivit alberghiera ed extra-alberghiera e la consulenza per linstallazione di elaboratori,
mentre altri servizi aumentano la propria occupazione in misura molto superiore a quella del
comparto di riferimento. il caso dei ristoranti, delle attivit ausiliarie dellintermediazione
finanziaria e assicurativa, di quasi tutti i servizi informatici, della pubblicit, dei servizi veterinari e
in genere delle attivit sanitarie svolte da imprese.

3.1.2 Cambiamenti nella dimensione delle imprese e delle unit locali


La dimensione media dimpresa per linsieme dei settori censiti (e per le sole attivit svolte da
imprese, con lesclusione delle istituzioni pubbliche e private) resta quasi immutata nel decennio,
scendendo da 5,5 addetti per impresa del 1981 a 5,4 nel 1991.
La dimensione aziendale rimane stabile nellindustria manifatturiera, pari a 14,5 addetti per
impresa, e cresce lievemente nelledilizia (da 3,1 a 3,2 addetti), nel commercio (da 2,3 a 2,5), negli
esercizi pubblici (da 2,8 a 3), nellistruzione (da 5,6 a 5,9) e negli altri servizi personali (da 2,1 a
2,2). Il numero medio degli addetti aumenta in misura sensibile nel comparto energia, gas e acqua
(da 47,1 a 55) e nei trasporti-comunicazioni (da 3,8 a 12,8), mentre si riduce nettamente
nellindustria estrattiva (da 10,2 a 8,8), nel credito ed assicurazioni (da 16 a 12) e, specialmente,
nella sanit (da 18,1 a 2,3).

28

Figura 7 - Variazione della dimensione media delle imprese


per settore di attivit economica, 1981-2001
60

1981
1991

50

2001
40

30

20

10

TOTALE

ALTRI SERVIZI

SANITA'

ISTRUZIONE

SERVIZI ALLE
IMPRESE

CREDITO ED
ASSICURAZIONI

TRASPORTI E
COMUNICAZIONI

ALBERGHI E
RISTORANTI

COMMERCIO

COSTRUZIONI

ENERGIA

MANIFATTURIERO

ESTRATTIVO

AGRICOLTURA E
ATT. CONNESSE

In realt, il ventaglio settoriale delle variazioni dimensionali allinterno dei diversi comparti molto
ampio.
Nellindustria manifatturiera il numero medio di addetti delle imprese scende sensibilmente in
molte attivit - elettromeccanica, meccanica strumentale e di precisione, lavorazione dei minerali
non metalliferi, grafica ed editoria, metallurgia, apparecchiature EDP e aumenta in misura
rilevante nelle industrie tessili, del legno, nella meccanica di base e nelle apparecchiature per
telecomunicazioni.
Fra le attivit dei servizi le dimensioni medie dimpresa crescono sensibilmente di pi e a differenza
del comparto di riferimento, nelle assicurazioni, nellinformatica, nello smaltimento dei rifiuti e
nelle poste e telecomunicazioni, attivit che registra un aumento iperbolico della dimensione
aziendale per trasformazioni societarie dellallora monopolio telefonico.
Fra il 1981 e il 1991 la dimensione media delle unit locali delle imprese piemontesi diminuisce da
5 a 4,6 addetti.
La riduzione interessa molti settori dellindustria manifatturiera, che scende da 13,1 a 12,3 addetti,
lindustria estrattiva (da 7,4 a 6,7 addetti), lintermediazione monetaria e finanziaria (da 9,2 a 7,4) e,
in misura minore, listruzione (da 5 a 4,8) e la sanit (da 2,2 a 2).

29

Le riduzioni dimensionali proporzionalmente pi rilevanti si verificano in molti settori


manifatturieri (specialmente carta, metallurgia, apparecchiature EDP, chimica, grafica ed editoria,
ma anche elettromeccanica, meccanica di precisione e autoveicoli), nei trasporti aerei, nelle attivit
ricreative, culturali e sportive e, soprattutto, nella ricerca.
Il numero medio di addetti delle unit locali delle imprese aumenta visibilmente invece nei comparti
energetico, passando da 23,8 del 1981 a 25,9 addetti del 1991, e dei trasporti e comunicazioni (da
5,9 a 6,5 addetti) mentre cresce marginalmente nellindustria delle costruzioni (da 2,8 a 2,9 addetti),
nel commercio (da 2,3 a 2,5), nei pubblici esercizi (da 2,9 a 3) e nei servizi alle imprese (da 3,4 a
3,5).
Laumento delle dimensioni medie delle unit locali pi sensibile nelle industrie alimentari,
tessili, dellabbigliamento, del legno e dei prodotti in metallo, nelle attivit ausiliarie dei trasporti e
nei servizi di smaltimento rifiuti.

3.1.3 Gli effetti della dinamica occupazionale sulla struttura produttiva piemontese e sulla
specializzazione relativa
La perdita di posti di lavoro industriali e lo sviluppo dei servizi mostrano nel 1991 una
composizione settoriale della struttura produttiva regionale ben diversa da quella di dieci anni
prima. Lindustria scende dal 53% delloccupazione complessivamente censita nel 1981 al 45,9%
mentre il terziario sale dal 46,5% al 53,7%.
La quota dellindustria manifatturiera si riduce dal 45,9% al 38,1%; i comparti estrattivo ed
energetico perdono marginalmente peso, solo le costruzioni crescono dal 5,7% al 6,6% degli addetti
totali.
Fra i settori manifatturieri molto sensibile la perdita di ruolo delle industrie tessili, della gommamaterie plastiche, della metallurgia, degli autoveicoli, delle apparecchiature elettriche e EDP.
Il ruolo maggiore nello sviluppo del terziario giocato dai servizi alle imprese (dal 3,9% al 7,3%),
seguiti da commercio (dal 15,6% al 16,9%), sanit (dal 4,3% al 5,4%), intermediazione monetaria e
finanziaria (dal 2,5% al 3,2%). Crescono pi moderatamente le quote di alberghi e ristoranti,
istruzione e servizi personali mentre rimane costante limportanza della pubblica amministrazione.
I settori che accrescono particolarmente il proprio peso sono i servizi ausiliari dellintermediazione
finanziaria e assicurativa, le attivit immobiliari, linformatica e i servizi professionali ed
imprenditoriali alle imprese.
Lunico comparto che perde peso quello dei trasporti e comunicazioni.

30

Figura 8 - Variazione della composizione settoriale


della struttura produttiva regionale, 1981-2001
100%
90%
80%
70%

2,8
2,5
3,2
2,7
5,7

2,8
3,2
3,3
3,1

2,7
3,1
3,8
3,6

AGRICOLTURA E ATT.
CONNESSE
ESTRATTIVO

6,0

5,7

ENERGIA

5,8

5,6

5,9

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

4,3
3,9

5,4

7,1

CREDITO ED ASSICURAZIONI

5,7

7,3

60%

6,6

13,0

ALBERGHI E RISTORANTI

15,6
7,6

50%

16,9

40%

15,0

ISTRUZIONE
TRASPORTI E COMUNICAZIONI
SANITA'

30%
20%

ALTRI SERVIZI

SERVIZI ALLE IMPRESE

45,9
38,1
31,4

COSTRUZIONI
COMMERCIO

10%

MANIFATTURIERO

0%
1981

1991

2001

Fra il 1981 ed il 1991, mentre il Piemonte perde il 3,7% degli addetti occupati nei settori censiti,
lItalia cresce complessivamente del 5,6%. Il ruolo complessivo del Piemonte sullItalia, misurato
dal suo peso occupazionale, si riduce dal 9,7% all8,9%.
Nel decennio si modificano alcuni aspetti della specializzazione produttiva del Piemonte rispetto
allItalia che mostra il ridimensionamento di alcuni importanti settori manifatturieri e laumento
diffuso dellincidenza dei servizi a prevalente presenza privata.
Nellinsieme il vantaggio manifatturiero si riduce appena: lindice di specializzazione7 piemontese
scende da 133 del 1981 a 130 nel 1991. La diminuzione della stessa entit nella metallurgia ma
pi importante in altri settori caratterizzanti come prodotti in metallo, apparecchiature EDP,
meccanica strumentale, gomma-materie plastiche, carta-cartotecnica.
La specializzazione relativa aumenta, invece, in altre industrie tipiche del Piemonte come tessile,
meccanica strumentale, elettromeccanica, autoveicoli. Cresce anche il peso relativo dei settori
alimentare, altri mezzi di trasporto, apparecchiature per telecomunicazioni che giungono a superare
la specializzazione italiana nel 1991.
Anche nel comparto energetico, in cui il Piemonte nel 1981 risultava pi specializzato dellItalia, il
vantaggio relativo scende di alcuni punti: lindice passa da 107 a 103.

Calcolato come rapporto fra la quota piemontese di addetti del settore sugli addetti totali e lanaloga quota nazionale,
moltiplicato per 100.

31

Nel 1981 la specializzazione piemontese era inferiore a quella nazionale in tutti i comparti dei
servizi, ad eccezione dei servizi alle imprese. Nel decennio la quota di addetti di gran parte dei
servizi cresce nella regione pi che in Italia.
Lindice di specializzazione passa da 85 a 91 nel commercio, da 69 a 75 negli alberghi e ristoranti,
da 85 a 89 nei trasporti e comunicazioni, da 96 a 100 nel credito-assicurazioni, da 71 a 77
nellistruzione, da 86 a 88 nei servizi personali e da 101 a 107 nei servizi alle imprese. Cresce, in
particolare, il peso relativo delle attivit delle assicurazioni, di quelle immobiliari, del noleggio e
dellinformatica.
Al contrario, si riduce la quota relativa della sanit e soprattutto della pubblica amministrazione
dove gli indici di specializzazione piemontesi scendono, rispettivamente, da 88 a 86 e da 67 a 63.
Altre attivit dei servizi in cui il Piemonte perde peso rispetto allItalia sono poste e
telecomunicazioni e attivit ricreative e culturali.

3.2 IL DECENNIO 1991-2001


3.2.1 Dinamiche settoriali delloccupazione
Il confronto fra la situazione del 1991 e quella del 2001 mostra, a differenza del decennio
precedente, la crescita del sistema produttivo piemontese. Le unit locali aumentano da 314 mila a
386 mila (+22,7%) e gli addetti da 1.580.000 a 1.646.000 (+4,2%). Lo sviluppo imputabile a
numerose attivit terziarie e allindustria delle costruzioni, mentre tutti gli altri comparti industriali
perdono addetti.
Per linsieme delle attivit industriali, il numero di unit locali cresce del 14% (da 86 a 99 mila) e
gli addetti si riducono da 726 a 655 mila (-9,8%); nel terziario in complesso le unit locali
aumentano da 225 a 284 mila (+26,3%) e gli addetti da 848 a 985 mila (+16,3%).
Lindustria manifatturiera riduce loccupazione del 14%, ma mantiene quasi inalterato il numero
degli insediamenti (-1,3%).
Il ridimensionamento occupazionale delle attivit manifatturiere particolarmente intenso nei
settori del comparto moda e in molti comparti della metalmeccanica: tessile, metallurgia e mezzi di
trasporto diversi dagli autoveicoli perdono fra il 20% ed il 30% degli addetti del 1991;
abbigliamento, autoveicoli e apparecchiature per telecomunicazioni si riducono di quote attorno al
40%; apparecchiature EDP e industria conciaria diminuiscono di pi del 50%.

32

Nellindustria della carta-cartotecnica il calo degli addetti di proporzioni analoghe alla media
manifatturiera, mentre in altri settori la riduzione pi contenuta: alimentare, legno, chimica,
minerali non metalliferi, elettromeccanica, meccanica di precisione e manifatturiere varie.
Non mancano comunque settori che mantengono la propria occupazione, come grafica-editoria, o
che riescono ad accrescerla, come prodotti in metallo e meccanica strumentale.
Scendendo ad un maggiore dettaglio delle attivit economiche, si possono osservare differenze
rilevanti nellandamento di produzioni dello stesso settore.
Fra le pi appariscenti si possono citare i fortissimi cali dei prodotti chimici per lagricoltura, nella
siderurgia di base e fusione di metalli, nella fabbricazione di contenitori metallici e di coltelleria,
nella costruzione di autoveicoli, nellindustria aerospaziale a fronte della crescita di addetti o,
comunque, della tenuta occupazionale nella produzione di coloranti chimici e di farmaceutici, della
produzione di tubi e di prodotti siderurgici, nel trattamento e lavorazione dei metalli, nella
componentistica auto, nella produzione di imbarcazioni e di cicli e motocicli.
Fra i comparti industriali non manifatturieri cresce solo ledilizia che aumenta del 20%
loccupazione e del 36% il numero delle unit locali. Lindustria estrattiva perde l11% degli
insediamenti ed il 22% degli addetti, nel comparto energetico i cali sono, rispettivamente, del 14% e
del 34%.
Fra il 1991 ed il 2001 la crescita occupazionale del terziario pi intensa e meno omogenea di
quella degli anni Ottanta.
Lo sviluppo ha dimensioni rilevanti nei trasporti e comunicazioni (+10%), nei servizi personali
(+18%), negli alberghi e ristoranti (+20%), nella sanit e servizi sociali (+37%) e, in particolare, nei
servizi alle imprese (+86%). Il numero di addetti resta invece stabile nel credito assicurazioni, nella
pubblica amministrazione e nellistruzione e diminuisce nel commercio (-7%).
Allinterno dei grandi settori in crescita vi sono attivit che crescono a ritmi molto maggiori del
comparto cui appartengono e altre che perdono invece occupazione.
Sono in forte sviluppo movimentazione merci, attivit connesse ai trasporti e agenzie viaggi nei
trasporti; mense negli alberghi e ristoranti; assistenza sociale nella sanit e servizi sociali; attivit
cinematografiche, culturali e delle agenzie di stampa nei servizi personali; noleggio di auto e di
macchinari, consulenza e fornitura di software, banche dati, telematica e altre attivit informatiche,
ricerca nelle scienze sociali e umanistiche; collaudi e analisi tecniche, servizi di pulizia, altri servizi
professionali e, soprattutto, servizi di ricerca e fornitura di personale nei servizi alle imprese.

33

Declinano la ricettivit extra-alberghiera, le attivit postali e di corriere, quelle delle organizzazioni


associative, il settore radiotelevisivo, le attivit sportive e crollano gli addetti nei trasporti ferroviari
e aerei, nella consulenza per linstallazione di apparecchiature EDP, nella ricerca scientifica.
Nei comparti ad occupazione stazionaria o cedente, vi sono settori che aumentano sensibilmente la
propria occupazione, come la grande distribuzione, listruzione universitaria, listruzione non
scolastica, lintermediazione commerciale e le attivit ausiliarie dellintermediazione finanziaria. La
contrazione occupazionale invece molto ampia nel commercio di ricambi auto e motocicli,
nellingrosso e dettaglio di prodotti agricoli e alimentari, nel commercio ambulante,
nellintermediazione finanziaria.

3.2.2 Cambiamenti dimensionali delle imprese e delle unit locali fra il 1991 ed il 2001
Fra il 1991 ed il 2001 diminuisce anche la dimensione media dimpresa, stabile nel decennio
precedente, che passa da 5,4 a 4,3 addetti. Il fenomeno riguarda tutti i comparti, con leccezione di
commercio, sanit e servizi personali, ed rilevante nei trasporti e comunicazioni, nel credito ed
assicurazioni e nellistruzione.
La dimensione media dimpresa scende in tutti i comparti industriali: da 8,8 a 7,7 addetti per
impresa nellindustria estrattiva, da 55 a 42,7 nel comparto energetico, da 3,2 a 2,6 nelledilizia e da
14,5 a 12,8 nella trasformazione.
Nellindustria manifatturiera la contrazione interessa soprattutto lindustria dellauto, la metallurgia
e le apparecchiature EDP che crollano da quasi 500 a poco pi di 20 addetti per impresa.
In pochi settori si verifica, invece, la crescita dimensionale: tessile, abbigliamento, carta, mezzi di
trasporto non auto e, soprattutto, chimica.
Nei comparti terziari le dimensioni medie delle aziende diminuiscono soprattutto nei trasporti e
comunicazioni (da 12,8 a 7,1) e nel credito ed assicurazioni (da 12 a 8,4). In questi comparti il
risultato complessivo dovuto principalmente al ridimensionamento delle telecomunicazioni e delle
assicurazioni, insufficientemente compensato dalla crescita dimensionale delle attivit ausiliarie dei
trasporti e del credito. Diminuisce anche la dimensione media nellistruzione (da 5,9 a 3,5) e nei
servizi alle imprese (da 3,6 a 2,9).
Negli altri comparti del terziario il numero medio di addetti delle imprese rimane inalterato o quasi:
3 addetti per gli alberghi e ristoranti, 2,5 addetti per il commercio e 2,2 nei servizi personali nel
2001 come nel 1991, da 2,3 a 2,2 nella sanit.

34

Nel decennio 1991-2001 prosegue il processo di riduzione della dimensione media delle unit locali
delle imprese. Per il complesso delle attivit censite la dimensione scende infatti da 4,6 a 3,9
addetti.
La riduzione sensibile in tutti i comparti industriali e in alcuni terziari.
Lindustria manifatturiera diminuisce da 12,3 a 10,7 addetti, con ridimensionamenti generalizzati e
molto accentuati nei settori conciario, metallurgico, apparecchiature per telecomunicazioni,
autoveicoli, altri mezzi di trasporto e apparecchiature EDP. Solo tessile, legno, chimica e
manifatturiere varie accrescono in qualche misura la dimensione media delle unit locali. Il numero
medio di addetti si riduce anche negli altri comparti industriali: da 6,7 a 5,9 nellindustria estrattiva,
da 25,9 a 18,5 nel settore energetico, da 2,9 a 2,5 nelle costruzioni.
Fra i comparti del terziario le maggiori riduzioni dimensionali degli insediamenti riguardano il
credito-assicurazione che passa da una media di 7,4 addetti a 4,8, listruzione (da 4,8 a 3) e i servizi
alle imprese (da 3,5 a 3). Le riduzioni sono invece marginali nel commercio (da 2,5 a 2,4) e nei
trasporti-comunicazioni (da 6,5 a 6,4).
La dimensione media non cambia o cresce appena negli altri comparti: servizi personali 2,2 addetti
per unit locale nel 1991 e nel 2001; sanit da 2 a 2,1; alberghi e ristoranti da 3 a 3,2.
Alcune attivit mostrano tuttavia una forte crescita dimensionale, come assicurazioni e attivit
ausiliarie dei trasporti mentre altre si ridimensionano significativamente (trasporti terrestri, credito,
informatica, servizi ricreativi e, specialmente, ricerca).

3.2.3 Trasformazioni della struttura produttiva e della specializzazione


Negli anni 90 gli effetti di andamenti settoriali molto diversi trasformano profondamente la struttura
produttiva del Piemonte nella direzione del ridimensionamento del peso dellindustria a favore del
terziario, come nel decennio precedente.
Il peso in termini occupazionali dellindustria diminuisce dal 45,9% degli addetti totali censiti nel
1991 al 39,8%, mentre il terziario sale dal 53,7 al 59,8%.
Fra i comparti industriali la trasformazione scende dal 38,1 al 31,7%, il settore energetico si riduce
dall1% allo 0,6% e il peso marginale dellindustria estrattiva (0,2%) resta invariato.
Le costruzioni continuano invece a guadagnare quota, passando dal 6,6% al 7,6% degli addetti
totali.
Quasi tutti i settori manifatturieri perdono peso ma il ridimensionamento particolarmente sensibile
nelle industrie del comparto moda, nella meccanica di precisione, nelle apparecchiature EDP e negli

35

autoveicoli. In controtendenza, alcuni settori meccanici, come meccanica generale e strumentale, e


la gomma e materie plastiche aumentano invece il proprio peso occupazionale.
Alla fine del periodo lindustria metalmeccanica piemontese che raccoglieva il 21,8%
delloccupazione nel 1991, scende a rappresentarne il 17,8% nel 2001.
La crescita di ruolo del terziario deriva soprattutto dallo sviluppo particolarmente intenso dei servizi
alle imprese (dal 7,3% al 13%).
Cresce anche il peso della sanit (dal 5,4% al 7,1%), dei servizi personali (dal 3,3% al 3,8%), di
alberghi e ristoranti (dal 3,1% al 3,6%) e dei trasporti e comunicazioni (dal 5,6% al 5,9%).
Solo il commercio subisce una flessione rilevante, dal 16,9% al 15%, mentre la riduzione pi
contenuta nellistruzione (dal 6% al 5,7%), nellintermediazione monetaria e finanziaria (dal 3,2%
al 3,1%) e nella pubblica amministrazione (dal 2,8% al 2,7%).
Le attivit che accrescono particolarmente il proprio peso sono i servizi ausiliari dei trasporti e,
come nel decennio precedente, le attivit immobiliari, linformatica e i servizi professionali ed
imprenditoriali alle imprese.
Fra il 1991 ed il 2001 si riduce, invece, sensibilmente il peso del commercio di autoveicoli e del
commercio al dettaglio.
Fra il 1991 ed il 2001 il peso delloccupazione piemontese sullItalia nei settori oggetto di
censimento diminuisce dall8,9 all8,6%, in misura minore che nel decennio precedente.
La crescita del 4,2% degli addetti piemontesi inferiore allincremento nazionale (+7,7%).
I differenti andamenti regionali e nazionali dei settori produttivi modificano ulteriormente i caratteri
della specializzazione piemontese rispetto allItalia.
Nel 2001 il sistema regionale, pur mantenendo la propria caratterizzazione manifatturiera e
metalmeccanica, appare complessivamente pi simile allItalia di dieci anni prima.
Il vantaggio manifatturiero del Piemonte si riduce sensibilmente: lindice di specializzazione scende
da 130 del 1991 a 123 nel 2001.
La diminuzione pi che proporzionale nelle industrie in cui il Piemonte storicamente leader
come autoveicoli e apparecchiature EDP.
La specializzazione relativa si riduce anche in molti settori caratterizzanti come prodotti in metallo,
gomma e materie plastiche, carta-cartotecnica, metallurgia e nei comparti elettromeccanica,
meccanica di precisione, apparecchiature per telecomunicazioni, abbigliamento e pelli-cuoio.
La specializzazione relativa aumenta, invece, in altre industrie tipiche del Piemonte come tessile e
meccanica strumentale, nella grafica-editoria, nella chimica.

36

La specializzazione piemontese si riduce anche nel comparto energia elettrica, gas e acqua, il cui
indice diminuisce da 103 a 93, mentre aumenta da 88 a 95 nelle costruzioni, pur mantenendo
unimportanza relativa inferiore a quella nazionale.
Fra il 1991 ed il 2001 loccupazione terziaria cresce proporzionalmente pi in Piemonte che in Italia
in quasi tutti i comparti.
Lindice di specializzazione aumenta da 75 a 80 per alberghi e ristoranti, da 89 a 95 per trasporti e
comunicazioni, da 100 a 102 per credito-assicurazioni, da 63 a 66 per la pubblica amministrazione e
da 107 a 109 per i servizi alle imprese. I maggiori incrementi riguardano la sanit (da 86 a 97) e i
servizi personali (da 87 a 96).
Diminuisce solo la specializzazione relativa nellistruzione, che passa da 77 a 75, mentre lindice
relativo al commercio resta pari a 91.
Allinterno dei grandi comparti la crescita relativa della specializzazione particolarmente
sostenuta nei servizi ausiliari dei trasporti, nelle telecomunicazioni, nelle attivit immobiliari, nei
servizi personali di cura e igiene, nello smaltimento rifiuti.
La perdita di quota riguarda invece il commercio di autoveicoli e allingrosso, i trasporti terrestri e
aerei, il noleggio e attivit caratterizzanti come la ricerca.

37

4 GLI SCAMBI CON LESTERO


Il sistema produttivo piemontese si contraddistingue per una elevata apertura ai mercati
internazionali. Nel 2003 le imprese piemontesi hanno fornito l11,5% dellexport italiano.
Nel periodo 1985-2003 il saldo commerciale del Piemonte sempre stato attivo. Il rapporto exportimport, pari a 1,2-1,3 fino ai primi anni 90, sale a 1,8 nel 1994, per mantenersi intorno attorno a 1,4
fino al 2003.
Tra il 1985 e il 2003, limport e lexport piemontesi continuano il trend di crescita dei decenni
precedenti, ma in maniera meno decisa rispetto agli anni 60 e 708. Le importazioni, a valori correnti,
aumentano di 1,2 volte, da 9,4 milioni di euro a 21 milioni di euro; le esportazioni triplicano,
salendo da 9,8 a 29,7 milioni di euro.
Sostituendo ai valori correnti i valori in euro 2003,9 la crescita dellinterscambio si ridimensiona,
pur mostrandosi ancora sostenuta: lexport in termini reali aumenta del 48,9%, passando da 19,9 a
29,7 milioni di euro e limport del 10,4%, da 19,1 a 21,1 milioni di euro.
Lanalisi del grado di apertura ai mercati internazionali misurato dai rapporti import su PIL ed
export su PIL mostra che il Piemonte sempre stato esportatore netto di beni e, comunque, in
proporzione sensibilmente maggiore della media italiana.
Nel 2002 il rapporto export su PIL era pari al 28% in Piemonte contro il 21,4% italiano.
Il peso delle esportazioni sul PIL, dopo aver oscillato fino ai primi anni 90 tra il 25,6% del 1985 e il
22,8% del 1987, raggiunge il 33,2% nel 1995, ma ridiscende gradualmente nella seconda met degli
anni 90 portandosi al 28% del 2002.
In Italia, il peso dellexport sul PIL aumenta pi velocemente che in Piemonte negli anni 90, ma si
mantiene sempre su livelli inferiori: dal 17,7% del 1985 scende fino al 14,5% del 1992 e da l
comincia la sua ascesa attestandosi a 21,4% nel 2002.
Nellarea piemontese la percentuale di import sul PIL subisce un graduale ridimensionamento,
portandosi dal 24,5% del 1985 al 19,9% nel 2002. A livello nazionale, invece, il peso delle
importazioni scende dal 20,5% del 1985 al 14,9% del 1993, per poi risalire al 20,8% nel 2002.

Le informazioni per gli anni 60 e 70 si riferiscono ai movimenti valutari delle operazioni di importazione e di
esportazione elaborati dallUnione Italiana delle Camere di Commercio in collaborazione con lUfficio Italiano dei
cambi, ma non sono confrontabili con quelli della serie ISTAT.
9
Deflazionati in base allindice dei prezzi al consumo.

38

Figura 9 - Grado di apertura ai mercati internazionali del Piemonte, 1985-2002


35%

% import su PIL
% export su PIL

30%

25%

20%

15%

10%

5%

0%
1985

1986

1987

1988

1989

1990

1991

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

Il periodo 1985-1990
Scomponendo larco di tempo in esame in sottoperiodi, si osserva che tra il 1985 e il 1990 lexport
fornisce un importante contributo alla ripresa delleconomia dopo la crisi di inizio decennio.
In questi anni le imprese si avviano sempre pi verso linternazionalizzazione, anche attraverso la
creazione di unit allestero e lacquisizione di partecipazioni.
Le esportazioni piemontesi, a valori costanti, crescono ad un tasso del 2,7% medio annuo, passando
da 19,9 milioni di euro nel 1985 a 22,8 milioni di euro nel 1990 (+14,5%).
Dopo un primo periodo di rallentamento (-4% tra il 1985 e il 1987), lexport registra un boom tra il
1987 e il 1988 (+16,2%) e tocca il suo massimo nel 1989 con 23,1 milioni di euro, per poi contrarsi
dell1,1% tra il 1989 e il 1990.
Nello stesso periodo le esportazioni italiane hanno una performance pi modesta di quella
piemontese (+5,3%) e crescono di appena il +1% allanno.
La quota piemontese sul totale dellexport nazionale sale dal 13,1% del 1985 al 15% del 1988, per
poi attestarsi al 14,3% nel periodo 1989-1990.
Nel periodo 1985-1990, le importazioni del Piemonte, in euro 2003, scendono da 19,1 a 18,3
milioni (-4%). Il minimo del periodo si raggiunge nel 1986 (15,8 milioni di euro). Da allora
limport risale fino a 19,4 milioni nel 1989 per poi scendere a 18,3 milioni nel 1990.

39

La quota piemontese sullimport nazionale passa dal 10,9% del 1985 all11,7% del 1988 e scende al
10,7% nel 1990.
Il periodo 1990-1995
Nel periodo 1990-1995, in seguito alla crisi scatenata dalla guerra del Golfo, leconomia mondiale
rallenta e attraversa una nuova fase recessiva.
Linterscambio piemontese si riduce: le esportazioni scendono da 22,8 milioni di euro del 1990 a
21,5 milioni nel 1992 (-5,8%); le importazioni diminuiscono da 18,3 a 16,6 milioni di euro (-9,1%).
A sbloccare la crisi sopraggiunge la ripresa internazionale e, soprattutto, la forte svalutazione della
lira nel 1992-1993. Tra il 1992 e il 1993 le esportazioni crescono da 21,5 a 23,3 milioni di euro
(+8,2%), mentre le importazioni non registrano variazioni di rilievo, passando da 16,6 a 16,5
milioni di euro (-0,9%).
Nel corso del 1994, in Italia e in Piemonte, la ripresa si intensifica, favorita da una forte domanda
esterna. La performance dellexport particolarmente brillante: nel 1994 si registra un aumento del
13,3% contro l11,3% a livello nazionale, con un ruolo significativo dei settori tessile, meccanico e
automobilistico. Limport cresce del 16% tra il 1993 e il 1994 a fronte del +12,5% a livello italiano.
Nel 1995, in virt di un nuovo forte deprezzamento del cambio della lira, la dinamica dellexport si
intensifica ulteriormente: in Piemonte le esportazioni salgono da 26,4 a 32,5 milioni di euro, il
valore pi alto mai raggiunto in tutto il periodo considerato, con un tasso annuo di crescita record
del 23,3% a fronte di un altrettanto elevato +17,4% nazionale.
Molto intensa stata anche la crescita dellimport piemontese che nel 1995 tocca a sua volta la
punta massima con 22,8 milioni di euro, (+19,1% rispetto al 1994; Italia: +17%).
Complessivamente, tra il 1990 e il 1995, lexport piemontese in euro 2003 cresce da 22,8 a 32,5
milioni (+42,5%), ad un tasso medio annuo del 7,3%, un punto in meno della media nazionale
(+8,3%).
Le importazioni passano da 18,3 a 22,8 milioni di euro (+24,5%), con un incremento del 4,5%
lanno rispetto al +4,1% medio annuo italiano.
In questo periodo, il peso delle esportazioni piemontesi sullexport italiano si mantiene sui livelli
del quinquennio precedente, pur mostrando una tendenza al ribasso che lo accompagner fino ai
giorni nostri: dal 14,3% del 1990 il peso scende al 12,8% del 1993, per poi risalire al 13,7% nel
1995.
Il peso delle importazioni resta all'incirca immutato: dal 10,7% del 1990 scende al 10,1% del 19911992 e risale gradualmente fino al 10,9% del 1995.

40

Il periodo 1995-2000
Questa fase espansiva si esaurisce presto. Gi a partire dai primi mesi del 1996 si registra un
rallentamento della crescita, destinato ad accentuarsi nei mesi successivi. I pi colpiti sembrano
essere i paesi europei che, in vista delle scadenze legate allintroduzione della moneta unica, sono
costretti ad introdurre misure restrittive.
A conferma del fatto che il Piemonte mostra una tendenza ad amplificare le fluttuazioni cicliche
delleconomia nazionale, sia in positivo che in negativo, tra il 1995 e il 1996 le esportazioni
piemontesi scendono del 5,5%, decisamente pi del 1,8% nazionale. Nello stesso periodo limport
scende dell11% contro il 7,9% italiano.
Per le esportazioni, lanno pi negativo del quinquennio, dopo il 1996, il 1999, che mostra una
contrazione dellexport del 4% a livello regionale e dell1,1% a livello nazionale. La caduta delle
importazioni risulta rilevante solo nel 1996 e nel 1999 (0,8%).
Nel corso del periodo 1995-2000, le esportazioni piemontesi si riducono dell1,3%, passando da
32,5 a 32,1 milioni di euro. A livello nazionale si ha invece un aumento del 18%.
Nel quinquennio landamento dellimport risulta, invece, positivo (+4,3%), grazie alla performance
del 2000: le importazioni, pari a 22,8 milioni di euro nel 1995 scendono a 20,3 milioni nel 1996, per
poi restare attorno a 20,9 milioni tra il 1997 e il 1999 e risalire a 23,8 milioni nel 2000.
Molto pi elevato stato lincremento dellimport a livello italiano (+33%).
Comincia proprio in questo quinquennio la contrazione della quota delle esportazioni piemontesi
sullexport nazionale che passa dal 13,7% del 1995 all11,4% del 2000, mentre il peso dellimport
scende dal 10,9% all8,5%.
Il periodo 2000-2003
Il rallentamento dellinterscambio commerciale continuato anche negli ultimi anni.
Nel 2002 si registra una variazione decisamente negativa sia delle esportazioni che delle
importazioni: lexport scende del 5,2% in Piemonte e del 3,8% in Italia, mentre limport si riduce,
rispettivamente, del 4,2% e del 3,3%.
Complessivamente, tra il 2000 e il 2003, lexport piemontese scende del 7,5% (Italia: -8%),
passando da 32,1 a 29,7 milioni di euro; limport diminuisce dell11,5% (Italia: -7,7%), da 23,8 a
21,1 milioni di euro.
Nel 2002 il peso sullItalia del Piemonte scende ai minimi del ventennio: 11,1% per le esportazioni
e 8,1% per le importazioni. Nel 2003, nonostante la lieve ripresa dellinterscambio commerciale, le
quote sono salite quasi impercettibilmente: 11,5% per lexport e 8,2% per limport.

41

Figura 10 - Peso percentuale dell'import e dell'export del Piemonte sull'Italia


1985-2003
16

% Import su Italia
% Export su Italia

14

12

10

% 8

0
1985

1986

1987

1988

1989

1990

1991

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

4.1 LA SPECIALIZZAZIONE SETTORIALE DELLINTERSCAMBIO PIEMONTESE


4.1.1 La composizione dellexport
Dallesame della composizione settoriale delle esportazioni piemontesi emerge chiaramente che
leconomia piemontese ha una struttura fortemente orientata ai prodotti metalmeccanici e, nella
fattispecie, ai mezzi di trasporto.
Nel 2003 il 25,7% dellexport del Piemonte riguardava i mezzi di trasporto (autoveicoli: 22,6%).
Nel comparto metalmeccanico, hanno un peso rilevante i seguenti comparti: macchine ed
apparecchi meccanici (20,3%); macchine ed apparecchiature elettriche, elettroniche ed ottiche
(6,9%); metallo e prodotti in metallo (6,5%). Al di fuori del comparto metalmeccanico, hanno un
peso significativo i prodotti del comparto moda (10,5%), i prodotti alimentari, bevande e tabacco
(7,3%), i prodotti chimici (6,1%), gomma e materie plastiche (rispettivamente 3,4% e 2,5%), carta
ed editoria (3,2%).
La quota dei prodotti delle attivit informatiche, professionali ed imprenditoriali e dei prodotti di
altri servizi pubblici, sociali e personali trascurabile (0,1%).

42

Figura 11 - Composizione delle esportazioni manifatturiere piemontesi, 1991 e 2003


100

3,1
3,9

90

5,7
4,8

80

6,5

3,2
6,1
5,6
5,9
7,3

70

10,8
10,5

60

Chimica
Altri prodotti
Gomma e materie plastiche

50
37,9

Carta, grafica ed editoria

40

33,7

Alimentari, bevande e tabacco


Moda

30

Metalmeccanica
Mezzi di trasporto

20
26,2
10

25,7

0
1991

2003

Osservando levoluzione delle esportazioni piemontesi per gruppi omogenei di prodotto dal 1991 al
2003,10 emerge che il ruolo della metalmeccanica, comprensiva del comparto mezzi di trasporto,
ancora preponderante, ma in tendenziale contrazione.
Nel 1991 le esportazioni piemontesi di prodotti metalmeccanici rappresentavano il 64,1% del totale
dellexport; nel 2003 la quota scesa al 59,4%.
Il peso dei prodotti metalmeccanici, esclusi i mezzi di trasporto, subisce un progressivo calo in tutto
il periodo in esame e soprattutto nella seconda met degli anni 90. La quota scende dal 37,9% del
1991 al 33,7% del 2003. Fa eccezione il settore delle macchine ed apparecchi meccanici che vede
aumentare il suo peso dal 19,9% al 20,3%.
Si riduce drasticamente il peso del comparto macchine per ufficio, elaboratori e sistemi informatici,
che passa dal 5,5% del 1991 ad appena lo 0,9% del 2003, mentre la quota dei metalli e dei prodotti
in metallo scende dal 6,9% al 6,5%.
Nel periodo 1991-2003 anche il peso delle esportazioni di mezzi di trasporto diminuisce
leggermente (dal 26,2% al 25,7%). Si riduce la componente altri mezzi di trasporto (da 3,7% a
3,2%), mentre la componente principale, ossia quella degli autoveicoli, passa da 22,5% a 22,6%,
nonostante alcuni anni di stagnazione o calo.

10

Il 1991 lanno a partire dal quale entra in vigore la nuova codifica ATECO e da cui lISTAT fa partire la serie
storica Import-Export.

43

Negli altri settori manifatturieri, perde lievemente peso il comparto moda, (dal 10,8% al 10,5%).
Sale, al contrario, il peso degli alimentari, bevande e tabacco (da 6,5% a 7,3%), della chimica (da
3,9% a 6,1%), della gomma-plastica (da 4,8% a 5,9%) e della carta, grafica ed editoria (da 3,1% a
3,2%).
Invariate e di modesta entit risultano, infine, le quote sullexport dei prodotti di agricoltura, caccia,
e silvicoltura (0,7% nel 1991 e 0,8% nel 2003) e dei minerali energetici e non energetici (0,1%).

4.1.2 La composizione dellimport


Nel 2003 il 52,9% del valore delle importazioni del Piemonte riguardava i prodotti metalmeccanici,
comprensivi dei mezzi di trasporto.
In particolare, limport piemontese costituito per il 20,2% dai mezzi di trasporto (di cui
autoveicoli: 17,9%); per il 12% da macchine ed apparecchi meccanici; per l8% da metalli, per il
5,1% da macchine ed apparecchiature elettriche e per il 2,1% da prodotti in metallo,
apparecchiature di precisione, medicali ed ottiche e apparecchiature radiotelevisive e per
telecomunicazioni.
Tra gli altri settori manifatturieri spiccano la chimica con il 9,1%, i prodotti del settore moda con
l8% (di cui 6,7% prodotti del tessile e dellabbigliamento e 1,3% cuoio e prodotti in cuoio),
alimentari, bevande e tabacco con il 5,9%, carta, grafica ed editoria con il 4,5% e gomma e materie
plastiche con il 4,4%.
Al di fuori del comparto manifatturiero, le importazioni interessano per il 6% i prodotti
dellagricoltura, caccia e silvicoltura, per il 2,7% gli altri prodotti delle industrie manifatturiere e
per il 2,4% i minerali energetici e non energetici.
Una quota esigua di import (0,1%) riguarda, infine, i prodotti delle attivit informatiche,
professionali ed imprenditoriali.
Tra il 1991 e il 2003 la quota della metalmeccanica sulle importazioni complessive cresce dal
48,5% al 52,9%. Cresce soprattutto il peso dei mezzi di trasporto (da 14,6% a 20,2%) e in
particolare degli autoveicoli (da 11,5% a 17,9%), mentre gli altri comparti metalmeccanici
scendono dal 33,9% al 32,7%.
A determinare questa riduzione sono i metalli (da 9,2% a 8%), le macchine per ufficio (da 4,3% a
1,2%) e le apparecchiature medicali, di precisione ed ottiche (dal 2,7% al 2,1%), mentre cresce il
peso dei prodotti in metallo (dall1,7% al 2,1%), dei comparti macchine ed apparecchi meccanici
(dal 10,9% al 12%), di macchine ed apparecchiature elettriche (dal 3,4% al 5,1%) e delle
apparecchiature radiotelevisive e per TLC (dall1,6% al 2,1%).
44

Al di fuori del comparto metalmeccanico, cresce il peso della chimica (da 7,1% del 1991 a 9,1% del
2003), della gomma e materie plastiche (da 3,8% a 4,4%), e carta, grafica ed editoria (da 3,4% a
4,5%), mentre diminuisce il peso di alimentari, bevande e tabacco (da 7,4% a 5,9%) e del comparto
moda (da 8,3% a 8%).
Escludendo il manifatturiero, si evidenzia una riduzione della quota dei prodotti dellagricoltura,
della caccia e della silvicoltura (da 7,9% a 6%), ma soprattutto dei minerali energetici e non
energetici che passano dal 7,4% del 1991 al 5,9% del 2003.

4.2 LA SPECIALIZZAZIONE GEOGRAFICA DELLINTERSCAMBIO PIEMONTESE


4.2.1 La specializzazione dellexport
La composizione degli sbocchi dellexport piemontese assume le caratteristiche odierne a partire
dagli anni 80, sebbene, in certi periodi, il ruolo di alcune aree geografiche si sia ampliato o
ridimensionato per linsorgere di variazioni dei cambi o di fattori esogeni.
Nel 2003 le destinazioni prevalenti delle esportazioni piemontesi sono i paesi dellUnione Europea,
che assorbono il 61,4% del valore dei beni esportati, e, in particolare, Francia (18,3%), Germania
(15,3%), Spagna (8,1%) e Regno Unito (7,9%).
Rivestono un ruolo rilevante anche i paesi dellEuropa Centro Orientale (9,7%), lAsia (8,8%), gli
altri paesi dellEuropa Occidentale (7,4%) e lAmerica Settentrionale (6,2% e principalmente gli
Stati Uniti con il 5,6%).
Rispetto al 1991, si riduce di 8,4 punti percentuali il peso dellUnione Europea che passa dal 69,8%
al 61,4%. Diminuisce soprattutto la quota della Germania, scesa da 20,9% a 15,3%, e della Francia,
da 20,6% a 18,3%, mentre sale il peso di Regno Unito e Spagna rispettivamente dal 7,4% al 7,9% e
dal 5,9% all8,1%.
In leggera contrazione anche il peso dellAmerica Centro Settentrionale (dal 3% del 1991 al 2,5%
nel 2003).
Tra il 1991 e il 2003, sale di quasi 6 punti percentuali il peso dei paesi dellEuropa Centro Orientale
(dal 3,8% al 9,7%); crescono le quote degli altri paesi dellEuropa Occidentale ( da 5,8% a 7,4%) e
dellAsia (da 7,2% a 8,8%). Rimane, invece, invariato il peso dellAmerica Settentrionale (6,2%).

45

Figura 12 - Esportazioni del Piemonte nel 2003 per area geografica di destinazione

RESTO DEL MONDO


3,9%
ASIA
8,8%

FRANCIA
18,3%

GERMANIA
15,3%

AMERICA CENTRO
MERIDIONALE
2,5%

AMERICA SETTENTRIONALE
6,2%
REGNO UNITO
7,9%
EUROPA CENTRO
ORIENTALE
9,7%
ALTRI PAESI EUROPEI
7,4%

SPAGNA
8,1%
RESTO DELL'UE
11,9%

4.2.2 La specializzazione dellimport


Le principali provenienze dellimport piemontese sono rappresentate dai paesi dellUnione Europea
(63%), dallAsia (12,3%), dai paesi dellEuropa Centro Orientale (8,7%), dai rimanenti paesi
dellEuropa Occidentale (5,8%), dallAmerica del Nord (3,4%) e dallAmerica Centro Meridionale
(2,5%). Pi in dettaglio, tra i paesi dellUnione Europea, i maggiori fornitori del Piemonte sono la
Francia (21,5%), la Germania (17,7%), la Spagna (4,7%) e il Regno Unito (4,1%).
Le provenienze delle importazioni piemontesi hanno subito una graduale modificazione nel tempo.
Nel periodo 1991-2003 scende dal 67,6% al 63% il peso dellUnione Europea e, pi specificamente,
scende dal 19,7% al 17,7% la quota della Germania, dal 23,4% al 21,5% la quota della Francia e dal
4,9% al 4,1% la quota del Regno Unito, mentre passa dal 2,9% al 4,7% il peso della Spagna.
Diminuisce anche il peso degli Stati Uniti (dal 4,8% al 2,8%) e dei paesi dellAmerica Centro
Meridionale (dal 3% al 2,5%).
Salgono, al contrario, il ruolo dellAsia (dal 10,5% al 12,3%) e, in particolare, della Cina (dall1,2%
al 3,8%), dellEuropa Centro Orientale (dal 2,9% all8,7%) e del resto dellEuropa Occidentale (dal
4,2% al 5,8%).

46

Figura 13 - Importazioni del Piemonte nel 2003 per area geografica di provenienza

RESTO DEL MONDO


4,2%

FRANCIA
21,5%

ASIA
12,3%
GERMANIA
17,7%
AMERICA CENTRO
MERIDIONALE
2,5%

AMERICA SETTENTRIONALE
3,4%
EUROPA CENTRO
ORIENTALE
8,7%
ALTRI PAESI EUROPEI
5,8%

REGNO UNITO
4,1%
SPAGNA
4,7%
RESTO DELL'UE
15,0%

47

5 IL MERCATO DEL LAVORO


5.1 LOCCUPAZIONE SECONDO I DATI DI CONTABILIT REGIONALE
Tra il 1980 e il 2002 loccupazione piemontese, misurata dalle unit di lavoro totali ricostruite
secondo il SEC95 da ISTAT-SVIMEZ, scende da 1.978.800 a 1.945.100 unit (-1,7%), mostrando
un trend peggiore della media nazionale ( +9,2% lanno).
La quota del Piemonte sulloccupazione nazionale scende di circa un punto percentuale, passando
dal 9% del 1980 all8,1% del 2002.

Figura 14 - Occupati per settore di attivit economica, 1980-2002


(migliaia di unit di lavoro)

Costruzioni

800
Agricoltura, silvicoltura e
pesca

700

Intermediazione monetaria e
finanziaria; attivit
immobiliari ed imprenditoriali

600
776,0

Altre attivit di servizi

500

636,6

400

Commercio, riparazioni,
alberghi e ristoranti, trasporti
e comunicazioni

300

Industria in senso stretto

200
100
0
1980

1990

2002

Leconomia piemontese ha caratteristiche che la contraddistinguono dalla media nazionale.


Particolarmente forte da sempre il peso del settore industriale, anche se la sua quota sul totale
delloccupazione scesa dal 39,2% del 1980 al 27,4% nel 2002, mentre in Italia passata dal
28,8% al 21,7%.11
Specularmente, aumentato il peso del terziario. Tra il 1980 e il 2002 il peso degli occupati nei
servizi salito dal 44,8% al 62,7%, a scapito dellindustria e, soprattutto, dellagricoltura.

11

La quota riferita allindustria in senso stretto, quindi escludendo il comparto delle costruzioni.

48

Il comparto agricolo, che nel 1980 assorbiva il 10,6% delloccupazione, nel 2002 ne occupa solo
pi il 3,7%. Le costruzioni salgono invece dal 5,4% del 1980 al 6,2% del 2002.
In Italia perdono quote non solo lindustria, ma anche il settore delle costruzioni (dal 7,7% al 6,9%)
e il settore agricolo (dal 13,3% al 5,5%). Per contro, il peso del terziario sale dal 50,2% del 1980 al
65,9% del 2002.

5.1.1 Gli anni Ottanta


Durante gli anni 80, il mercato del lavoro piemontese si caratterizza per forti squilibri della
domanda e dellofferta con conseguente caduta delloccupazione e tassi di disoccupazione
decisamente elevati. In questo periodo cominciano a manifestarsi gli effetti dellinvecchiamento
della popolazione, primo fra tutti la riduzione della popolazione attiva.

Figura 15 - Quota di occupazione piemontese sull'occupazione nazionale,


1980-2002
2.000

9,5%

migliaia di unit di lavoro


% su Italia

9,0%

1.950
8,5%
1.900
8,0%

1.850

7,5%

7,0%
1.800
6,5%
1.750
6,0%

1.700

5,5%
1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002

Nella prima met del decennio loccupazione piemontese passa da 1.978.800 del 1980 a 1.866.300
del 1985 (5,7%), mentre a livello nazionale si registra un incremento medio annuo dello 0,5%.
Tra il 1980 e il 1985 la quota del Piemonte sulloccupazione nazionale scende dal 9% all8,3%.

49

Nei cinque anni successivi, in concomitanza con il rilancio della produzione e una generale ripresa
delleconomia, loccupazione piemontese si stabilizza e segna un incremento del 3,2%, di poco
inferiore allaumento registrato a livello italiano (+3,7%).
Nel 1990 le unit di lavoro salgono, cos, a 1.926.100. La quota sulloccupazione italiana resta
all'incirca la stessa, portandosi dall8,3% del 1985 all8,2% del 1990.
Tra il 1980 e il 1985 si modifica sensibilmente la composizione settoriale delloccupazione.
Nel 1980 il 39,2% degli occupati lavorava nellindustria in senso stretto, il 5,4% nelle costruzioni, il
10,6% in agricoltura, caccia e silvicoltura e il restante 44,8% nei servizi.
Loccupazione nei servizi risultava cos distribuita: 22,5% nel commercio, pubblici esercizi,
riparazioni, trasporti e comunicazioni; 5,5% nel credito, assicurazioni e servizi alle imprese; 16,8%
nelle altre attivit di servizi (pubblica amministrazione, istruzione, sanit, altri servizi pubblici,
sociali e personali).
Alla fine del periodo la quota di occupazione allocata nellindustria in senso stretto scende,
passando dal 39,2% del 1980 al 32,6% del 1985.
La caduta delloccupazione manifatturiera, cominciata nei primi anni 80 per effetto dei processi di
ristrutturazione, prosegue fino al 1985 per poi stabilizzarsi negli anni a seguire.
In questi anni scende anche la quota di occupati nelle costruzioni (dal 5,4% al 4,9%) e
nellagricoltura (dal 10,6% al 9,2%).
Tra il 1980 e il 1985 il terziario comincia ad assorbire occupazione. La sua quota sul totale degli
occupati passa dal 44,8% al 53,3%.
Pi in dettaglio, cresce dal 22,5% al 24,9% il peso del commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti,
trasporti e comunicazioni; dal 5,5% all8,2% il peso del comparto intermediazione finanziaria ed
assicurativa e servizi alle imprese e dal 16,8% al 20,2% la quota delle altre attivit di servizi.
Nella seconda met degli anni 80, loccupazione industriale sale lievemente, passando dal 32,6%
del 1985 al 33,1% del 1990. Sale anche la percentuale di occupati nelle costruzioni (dal 4,9% al
5,4%) e nel terziario (dal 53,3% al 55,1%).
La componente del terziario che fa registrare lincremento maggiore quella del comparto
intermediazione finanziaria ed assicurativa e servizi alle imprese, in cui gli occupati passano
dall8,2% del 1985 al 10,3% del 1990. Nelle altre attivit di servizi la quota di occupati sale dal
20,2% al 20,8%, mentre diminuisce di quasi un punto percentuale (dal 24,9% al 24%) nel
commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni. Si riduce di quasi tre punti
percentuali la percentuale di occupati nellagricoltura che passa dal 9,2% al 6,4%.
50

5.1.2 Il periodo 1990-2002


I primi anni 90 sono nuovamente interessati da una flessione delloccupazione che coinvolge sia il
Piemonte sia lItalia in complesso.
Nel periodo 1990-1995 gli occupati in Piemonte si riducono del 3,7% (da 1.926.100 a 1.855.600
unit). Il peso sul totale degli occupati in Italia si mantiene pari all8,2%, dopo una flessione all8%
nel 1993.
Anche tra il 1995 e il 2000 loccupazione piemontese si muove in linea con la media italiana. In
questo periodo, gli occupati piemontesi salgono del 3,9%, contro il +4,1% a livello nazionale,
passando da 1.855.600 a 1.928.500 e mantenendo stabile all8,2% la quota sulloccupazione
italiana.
Nel successivo biennio 2000-2002 gli occupati in Piemonte passano da 1.928.500 a 1.945.100, con
un incremento dello 0,9% a fronte del +2,8% italiano. La quota sulloccupazione nazionale si
abbassa dall8,2% del 2000 all8,1% del 2002.
Durante gli anni 90 continua il processo di terziarizzazione: loccupazione piemontese si concentra
sempre pi nel terziario a discapito dellindustria in senso stretto la cui quota di occupati scende dal
33,1% del 1990 al 30% nel 1995 e infine al 28,7% nel 2000.
Il peso dei servizi, pari al 55,1% nel 1990, sale a 58,6% nel 1995 e a 61,1% nel 2000. Sempre pi
elevata la percentuale di occupati nei servizi alle imprese, credito ed assicurazione che aumenta
dal 10,3% del 1990 all11,5% del 1995 e al 13,7% del 2000.
Gli occupati nei comparti commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni
salgono a loro volta dal 24% del 1990 al 25,4% nel 1995 e al 25,9% nel 2000, mentre nelle altre
attivit di servizi il peso delloccupazione cresce, tra il 1990 e il 1995, dal 20,8% al 21,7%, per poi
scendere al 21,5% nel 2000.
Nel corso del decennio la percentuale di occupati in agricoltura si contrae ancora, passando dal
6,4% del 1990 al 4% nel 2000, mentre la quota delle costruzioni, dopo essere salita dal 5,4% del
1990, si stabilizza al 6,2% tra il 1995 e il 2000.
Nel periodo 2000-2002 proseguono le tendenze del decennio precedente: il peso delloccupazione
diminuisce nellindustria (dal 25,9% al 26,2%) e nellagricoltura (dal 4% al 3,7%); cresce nel
terziario (dal 61,1% al 62,7%) e resta stabile nelle costruzioni (6,2%).

51

5.1.3 Un approfondimento settoriale: 1995-2001


Utilizzando la nuova serie dei conti economici regionali,12 che fornisce i dati sulloccupazione dal
1995 al 2002, con un maggiore dettaglio dei settori di attivit economica fino al 2001, si possono
trarre alcune informazioni pi specifiche sui cambiamenti intervenuti nella composizione
delloccupazione piemontese tra il 1995 e il 2001.
Nel 1995 loccupazione nellindustria in senso stretto (il 30% del totale) si ripartiva per il 28,9%
nellindustria manifatturiera, per lo 0,9% nella produzione e distribuzione di energia elettrica, gas,
vapore e acqua e per lo 0,2% nellestrazione di minerali.
Loccupazione manifatturiera risultava, a sua volta, allocata principalmente nei comparti
metalmeccanici (10,5% nella fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici, elettrici ed ottici
e mezzi di trasporto, produzione di metallo e 4,9% nella fabbricazione di prodotti in metallo).
Il peso occupazionale degli altri settori manifatturieri era pari al 4,1% per le industrie tessili e
dellabbigliamento, al 2,3% per le industrie alimentari, delle bevande e del tabacco, all1,6% per
carta ed editoria e al 3,5% per industria del legno, della gomma, della plastica e altre manifatturiere.
Sempre nel 1995 la quota di occupati nel terziario, pari a 58,6%, si ripartiva nel modo seguente:
15,7% nel commercio e riparazioni, 8,5% nellintermediazione finanziaria ed assicurativa e servizi
alle imprese, 5,9% nei trasporti, magazzinaggio e comunicazioni, 5,7% nellistruzione, 5,1% nella
sanit e negli altri servizi sociali, 4,4% nella pubblica amministrazione e difesa, 3,8% negli alberghi
e ristoranti, 3,7% negli altri servizi pubblici, sociali e personali, 2,9% rispettivamente
nellintermediazione monetaria e finanziaria e nei servizi domestici presso famiglie e convivenze.
Nei sei anni che intercorrono tra il 1995 e il 2001 si rafforzano le tendenze iniziate gi a partire
dagli anni 80: tra il 1995 e il 2001 la percentuale di occupati nellagricoltura scende dal 5,2% al
3,9%; decresce anche la quota di occupazione nellindustria, dal 36,2% al 34,1%, mentre nei servizi
gli occupati salgono dal 58,6% al 62%.
Nellindustria in senso stretto gli occupati scendono dal 30% al 27,9%; loccupazione
manifatturiera passa dal 28,9% al 27,1%, mentre non muta la quota allocata nelle costruzioni
(6,2%).
Tra i comparti manifatturieri che subiscono la riduzione di peso pi significativa spiccano la
fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici, elettrici ed ottici e i mezzi di trasporto (dal
10,5% al 10,1%), le industrie del tessile e dellabbigliamento (dal 4,1% al 3,6%), lindustria del
legno, della gomma, della plastica e le altre manifatturiere (dal 3,5% al 3,2%), le industrie
alimentari, delle bevande e del tabacco (dal 2,3% all1,9%).
12

ISTAT, Conti economici regionali 1995-2002, 2004, on line.

52

Nel terziario crescono soprattutto la percentuale di occupati nellintermediazione finanziaria ed


assicurativa e servizi alle imprese che passa dall8,5% del 1995 all11,2% del 2001. Salgono anche
le quote di alberghi e ristoranti (dal 3,8% al 4,3%), trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (dal
5,9% al 6,2%) e altri servizi pubblici, sociali e personali (dal 3,7% al 4%).

5.2 LE RILEVAZIONI DELLE FORZE DI LAVORO


Per completare le analisi fatte finora sono stati presi in considerazione anche i dati sulle rilevazioni
delle forze di lavoro effettuate periodicamente dallISTAT. Tali dati, disponibili dal 1993 fino al
2003, provengono dalla nuova serie delle rilevazioni svolte attraverso indagini campionarie sulle
famiglie.
In Piemonte nel 1993 la popolazione residente in et lavorativa ammontava a 3 milioni e 18 mila
unit, mentre le forze di lavoro contavano 1 milione e 849 mila persone. Il tasso di attivit era pari
al 61,3%.
La popolazione attiva risultava cos ripartita: 1 milione e 726 mila maschi e 724 mila femmine, con
tassi di attivit rispettivamente del 74,1% e del 48,3%.

Figura 16 -Tassi di attivit in Piemonte, 1993-2003


Maschile

Femminile

Totale

80

70
61,3

61,4

61,7

62,8

62,6

62,5

63,6

64,9

64,9

65,5

66,8

60

50

40

30

20

10

0
1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

53

Nel 2003 i residenti in et da lavoro scendono a 2 milioni 882 mila (-4,5%), mentre le forze di
lavoro salgono a 1 milione 925 mila persone, di cui 1 milione 105 mila maschi e 820 mila femmine.
Il tasso di attivit complessivo sale al 66,8%, con un aumento particolarmente elevato del tasso di
attivit femminile che raggiunge il 57,6% ed un leggero aumento di quello maschile al 75,7%.
Nel 1993 il tasso di disoccupazione del Piemonte era pari al 7,1%. La disoccupazione maschile era
pari al 4,9%; quella femminile al 10,5%.
La situazione peggiorata negli anni successivi, con il tasso di disoccupazione che sale all8% tra il
1994 e il 1998, per poi migliorare rapidamente negli ultimi anni.
Nel 2003 il tasso di disoccupazione risulta assai ridimensionato al 4,8%.
Scende, soprattutto, il tasso di disoccupazione femminile (-3,7 punti), portandosi al 6,8%, mentre
quello maschile si attesta al 3,3% (1,6 punti percentuali in meno rispetto al 1993).

Figura 17 - Tassi di disoccupazione , 1993-2003


30

Giovanile
Maschile
25

Femminile
Totale

20

15

%
10

0
1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

Tra il 1993 e il 2003 diminuisce considerevolmente anche il tasso di disoccupazione giovanile13 che
passa dal 24,7% al 17,6%, malgrado un periodo decisamente critico tra il 1994-1998 in cui
raggiunge il 26%-27% e un nuovo corposo innalzamento (+2,1 punti percentuale) tra il 2002 e il
2003 per lo pi indotto dallaumento del tasso di disoccupazione femminile.
13

Giovani dai 15 ai 24 anni.

54

Per le giovani donne il tasso di disoccupazione giovanile, pari al 30,3% nel 1993, dopo aver
superato il 35,4% nel 1996 scende gradualmente fino ad arrivare al 16,9% del 2001 per poi risalire
nei due anni successivi e portarsi al 17,1% nel 2002 e al 21,2% nel 2003.
Il tasso di disoccupazione giovanile maschile passa, invece, dal 20% del 1993 al 22,4% del 1994,
per poi decrescere fino ad arrivare al 14,3% nel 2002.
Nellultimo anno in analisi, la disoccupazione giovanile maschile torna a salire in maniera
contenuta, attestandosi al 14,8% del 2003.
Il progressivo equilibrio determinato dallaumento delloccupazione trainata dal terziario, come
gi messo in evidenza dai dati di contabilit regionale.
Loccupazione sale, infatti, da 1 milione 719 mila nel 1993 a 1 milione e 832 mila unit nel 2003
(+6,6%) per effetto dei contributi positivi dei servizi (+18,3%, pari a 166 mila unit) e delle
costruzioni (+16,9%, 19 mila unit), a fronte dei decrementi intervenuti in agricoltura (-36,2%, 40
mila unit in meno) e nellindustria in senso stretto (-5,3%, 31 mila occupati in meno).

55

TABELLE

56

Tabella 1 - Crescita del Prodotto Interno Lordo, 1980-2002


(Valori a prezzi 1995)

Milioni di euro/eurolire
Regione o area geografica

Piemonte
ITALIA

1980

1985

1990

1995

2000

2002

64.486,7

67.738,2

76.914,2

81.112,8

87.439,0

87.751,5

692.772,0

752.636,0

866.555,0

923.052,1 1.016.191,9

1.038.394,3

Fonti: ISTAT - SVIMEZ, Conti economici regionali 1980 - 1994 ricostruiti secondo il SEC95, 2004, on line;
ISTAT, Conti economici regionali 1995 - 2002, 2004, on line.

Tabella 2 - PIL per abitante e PIL per unit di lavoro, 1980-2002


PIL PROCAPITE

PIL PER UNITA' DI LAVORO

Regione o area geografica


1980

1985

1990

1995

2000

2002

1995

1985

1990

1995

2000

2002

Piemonte
Valori (euro)
Indice (Italia=100)

4.259,7
121,1

8.672,0
117,9

13.848,3
117,1

18.892,4
117,3

23.436,8
116,0

25.132,6
114,5

9.654,1
107,3

20.459,7
110,0

31.325,3
107,6

43.712,4
106,7

52.118,7
104,8

54.672,6
104,7

ITALIA
Valori (euro)

3.517,8

7.355,9

11.830,3

16.108,9

20.195,7

21.952,6

8.998,7

18.602,0

29.120,0

40.973,0

49.742,8

52.215,8

Fonti: elaborazioni su dati ISTAT. Per PIL e unit di lavoro totali (ULT), ISTAT - SVIMEZ, Conti economici regionali 1980 - 1994 ricostruiti secondo il SEC95, 2004; ISTAT,
Conti economici regionali 1995 - 2002, 2004. Per la popolazione, anni 1980, 1985 e 1990, ISTAT, Contabilit nazionale, Tomo 3. Conti economici regionali. Anni 1980 1995, 1998; anni 1995 e 2000, ISTAT, Conti economici regionali 1995 - 2002, 2004, on line; anni 2001 e 2002, ns. elaborazioni su ISTAT, Bilancio demografico nazionale
serie. Anno 2002 e Anno 2000 on line.

Tabella 3 - PIEMONTE. Andamento del valore aggiunto ai prezzi base per comparto: 1980-2002
(Valori a prezzi 1995)
Milioni di euro/eurolire
Attivit economica

Agricoltura, silvicoltura e pesca


Industria in senso stretto
Costruzioni
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti,
trasporti e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria; attivit
immobiliari ed imprenditoriali
Altre attivit di servizi
TOTALE (al lordo SIFIM)

1980

1985

1990

1995

2000

2002

2.039,4

1.930,2

1.885,9

2.012,3

1.974,5

1.909,1

21.086,6

20.622,2

23.547,3

24.355,3

25.159,4

23.904,4

3.146,7

3.034,3

3.657,1

3.712,2

3.772,4

4.250,4

13.243,1

13.687,6

15.407,1

17.831,3

19.645,6

20.260,9

11.838,5

14.621,6

17.089,9

17.679,4

19.957,7

20.381,8

9.031,9

9.807,6

10.985,1

10.922,8

11.572,2

12.135,6

60.386,4

63.703,1

72.572,1

76.513,4

82.081,7

82.842,2

Fonti: ISTAT - SVIMEZ, Conti economici regionali 1980 - 1994 ricostruiti secondo il SEC95, 2004, on line;
ISTAT, Conti economici regionali 1995-2002, 2004, on line.

Tabella 4 - PIEMONTE. Composizione del valore aggiunto per comparto 1980-2002


Valori a prezzi correnti (milioni euro)

% sul totale

Attivit economiche
1980

1985

1990

1995

2000

2002

759,5

1.280,0

1.553,7

2.012,3

1.905,3

1.911,7

4,1

3,4

2,7

2,6

2,0

1,9

Industria in senso stretto

7.769,4

13.808,1

19.954,0

24.355,3

27.548,3

27.301,3

41,5

37,1

34,4

31,8

29,5

27,4

Costruzioni

1.018,7

1.798,5

3.040,8

3.712,2

4.127,1

4.982,6

5,4

4,8

5,2

4,9

4,4

5,0

4.115,3

8.412,6

12.559,2

17.831,3

21.128,2

22.622,6

22,0

22,6

21,7

23,3

22,6

22,7

2.882,9

6.988,8

12.088,1

17.679,4

24.173,5

26.584,2

15,4

18,8

20,8

23,1

25,9

26,7

2.184,9

4.912,6

8.797,9

10.922,8

14.443,8

16.201,8

11,7

13,2

15,2

14,3

15,5

16,3

18.714,2

37.188,0

57.978,4

76.513,4

93.326,2

99.604,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

Agricoltura, silvicoltura e pesca

Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti,


trasporti e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria;
attivit immobiliari ed imprenditoriali
Altre attivit di servizi
Valore aggiunto ai prezzi base (al lordo SIFIM)

1980

1985

1990

1995

Fonti: ISTAT - SVIMEZ, Conti economici regionali 1980-1994 ricostruiti secondo il SEC95, 2004, on line; ISTAT, Conti economici regionali 1995-2002, 2004, on line.

2000

2002

Tabella 5 - PIEMONTE. Valore aggiunto ai prezzi base, unit di lavoro totali e produttivit per settore, 1980-2002

(segue)

VALORE AGGIUNTO (Valori a prezzi 1995 - milioni eurolire)


Attivit economiche
Agricoltura, silvicoltura e pesca
Industria in senso stretto
Costruzioni
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti,
trasporti e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria;
attivit immobiliari ed imprenditoriali
Altre attivit di servizi
TOTALE (al lordo SIFIM)

1980

1981

1982

1983

1984

1985

1986

1987

1988

1989

1990

1991

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2.039,4

1.937,3

2.013,3

2.019,1

1.890,4

1.930,2

1.968,4

2.047,8

1.887,5

1.916,9

1.885,9

1.773,4

1.860,4

1.923,6

1.904,0

2.012,3

2.075,2

2.071,1

1.990,1

2.099,5

1.974,5

2.025,5

1.909,1

21.086,6

20.128,4

3.146,7

3.076,0

13.243,1

13.550,4

13.277,2 13.314,1 13.425,9 13.687,6 13.758,7 14.299,7 14.991,8 15.115,5 15.407,1 15.735,7 16.005,6 16.134,1 17.130,1 17.831,3 17.883,8 18.380,3 18.565,0 18.645,5 19.645,6 20.116,8 20.260,9

11.838,5

12.041,0

12.208,6 12.737,4 13.687,3 14.621,6 15.058,5 15.604,7 15.984,3 16.591,9 17.089,9 17.546,6 17.625,8 17.720,2 17.380,7 17.679,4 18.114,7 18.161,4 18.253,7 19.031,5 19.957,7 20.116,9 20.381,8

9.031,9

9.202,7

60.386,4

59.936,5

19.300,6 19.967,0 19.868,5 20.622,2 21.868,2 22.287,7 23.986,5 24.225,8 23.547,3 22.248,6 22.239,3 20.709,5 22.806,2 24.355,3 23.735,5 24.610,9 24.849,3 24.602,3 25.159,4 24.414,5 23.904,4
3.016,5

9.173,3

3.009,0

9.302,5

2.937,1

9.577,1

3.034,3

3.119,4

2.993,1

3.203,7

3.432,2

3.657,1

3.745,3

3.812,5

3.772,5

3.642,7

3.712,2

3.862,7

3.771,9

3.593,1

3.757,5

3.772,4

4.080,6

4.250,4

9.807,6 10.068,9 10.005,8 10.384,8 10.561,1 10.985,1 11.022,1 11.137,3 10.927,6 10.867,4 10.922,8 10.979,9 11.083,0 11.233,1 11.585,5 11.572,2 11.830,9 12.135,6

58.989,1 60.348,6 61.385,8 63.703,1 65.841,9 67.239,3 70.439,2 71.844,6 72.572,1 72.071,4 72.680,8 71.187,6 73.731,1 76.513,4 76.651,9 78.078,6 78.484,3 79.721,8 82.081,7 82.585,2 82.842,2

UNITA' DI LAVORO TOTALI (migliaia di unit)


Attivit economiche

1980

1981

1982

1983

1984

1985

1986

1987

1988

1989

1990

1991

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

Agricoltura, silvicoltura e pesca

209,2

199,0

188,4

192,0

186,8

171,4

163,6

153,7

141,9

128,7

123,6

122,4

114,1

103,5

99,8

95,6

93,5

89,1

81,3

77,2

76,7

75,3

71,5

Industria in senso stretto

776,0

738,5

724,2

691,0

620,4

608,3

613,7

621,0

645,9

649,5

636,6

602,6

564,2

523,5

537,4

556,3

550,7

551,8

560,3

551,7

552,6

540,1

532,9

Costruzioni

106,8

108,4

111,5

110,4

97,8

91,3

97,0

100,2

103,1

105,6

104,7

124,5

126,1

117,7

118,5

115,4

113,5

115,8

116,4

118,9

120,2

119,9

121,1

445,8

445,3

444,9

465,0

476,6

464,4

459,6

467,7

470,4

464,5

462,1

467,7

464,4

471,9

469,6

471,9

478,2

473,7

471,4

483,3

500,0

504,8

509,3

108,9

111,8

116,5

129,6

140,3

153,2

161,0

173,5

176,8

188,1

198,5

211,1

222,8

212,9

204,2

212,9

223,7

228,4

230,5

246,3

263,5

269,1

280,0

332,1

346,2

346,4

350,5

367,3

377,7

380,9

366,4

382,9

392,0

400,6

407,7

406,2

396,4

399,1

403,5

403,8

399,5

398,9

408,5

415,5

423,6

430,3

1.978,8

1.949,2

1.931,9

1.938,5

1.889,2

1.866,3

1.875,8

1.882,5

1.921,0

1.928,4

1.926,1

1.936,0

1.897,8

1.825,9

1.828,6

1.855,6

1.863,4

1.858,3

1.858,8

1.885,9

1.928,5

1.932,8

1.945,1

Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti,


trasporti e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria;
attivit immobiliari ed imprenditoriali
Altre attivit di servizi
TOTALE

Fonti: ISTAT - SVIMEZ, Conti economici regionali 1980 - 1994 ricostruiti secondo il SEC95, 2004, on line; ISTAT, Conti economici regionali 1995-2002, 2004, on line.

Tabella 5 - PIEMONTE. Valore aggiunto ai prezzi base, unit di lavoro totali e produttivit per settore, 1980-2002
VALORE AGGIUNTO PER UNITA' DI LAVORO (Valori a prezzi 1995)
Attivit economiche

1980

1981

9.748,6

9.735,2

10.686,3 10.516,1 10.119,9 11.261,4 12.031,8 13.323,4 13.301,6 14.894,3 15.258,1 14.488,6 16.305,0 18.585,5 19.078,2 21.049,4 22.194,4 23.244,6 24.478,7 27.195,6 25.743,4 26.899,0 26.700,5

Industria in senso stretto

27.173,5

27.255,8

26.650,9 28.895,8 32.025,3 33.901,4 35.633,4 35.890,0 37.136,6 37.299,2 36.989,2 36.921,0 39.417,4 39.559,7 42.438,0 43.780,9 43.100,7 44.601,1 44.350,0 44.593,6 45.529,0 45.203,7 44.857,1

Costruzioni

29.463,5

28.376,4

27.053,8 27.255,4 30.031,7 33.234,4 32.158,8 29.871,3 31.073,7 32.501,9 34.929,3 30.082,7 30.233,9 32.051,8 30.740,1 32.168,5 34.032,9 32.572,9 30.868,5 31.602,0 31.384,0 34.033,6 35.098,2

Agricoltura, silvicoltura e pesca

1982

1983

1984

1985

1986

1987

1988

1989

1990

1991

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti,


29.706,4 30.429,8 29.843,1 28.632,5 28.170,2 29.473,7 29.936,2 30.574,5 31.870,3 32.541,4 33.341,5 33.644,9 34.465,1 34.189,7 36.478,1 37.786,3 37.398,2 38.801,6 39.382,6 38.579,5 39.291,2 39.851,0 39.781,9
trasporti e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria; attivit
108.709,8 107.701,3 104.794,8 98.282,4 97.557,4 95.441,3 93.531,1 89.940,6 90.408,9 88.207,9 86.095,2 83.119,8 79.110,4 83.232,5 85.116,1 83.040,6 80.977,8 79.515,6 79.191,6 77.269,8 75.740,8 74.756,3 72.792,2
immobiliari ed imprenditoriali
Altre attivit di servizi
TOTALE

27.196,3

26.582,0

26.481,8 26.540,7 26.074,3 25.966,6 26.434,5 27.308,4 27.121,4 26.941,6 27.421,6 27.034,8 27.418,3 27.567,1 27.229,8 27.070,1 27.191,5 27.742,1 28.160,2 28.361,1 27.851,3 27.929,4 28.202,7

30.516,7

30.749,3

30.534,2 31.131,6 32.493,0 34.133,4 35.100,7 35.718,1 36.668,0 37.256,1 37.678,3 37.227,0 38.297,4 38.987,7 40.321,1 41.233,8 41.135,5 42.016,1 42.223,1 42.272,6 42.562,5 42.728,3 42.590,2

INDICE 1980=100
Attivit economiche

1980

1981

1982

1983

1984

1985

1986

1987

1988

1989

1990

1991

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

Agricoltura, silvicoltura e pesca

100,0

99,9

109,6

107,9

103,8

115,5

123,4

136,7

136,4

152,8

156,5

148,6

167,3

190,6

195,7

215,9

227,7

238,4

251,1

279,0

264,1

275,9

273,9

Industria in senso stretto

100,0

100,3

98,1

106,3

117,9

124,8

131,1

132,1

136,7

137,3

136,1

135,9

145,1

145,6

156,2

161,1

158,6

164,1

163,2

164,1

167,5

166,4

165,1

Costruzioni

100,0

96,3

91,8

92,5

101,9

112,8

109,1

101,4

105,5

110,3

118,6

102,1

102,6

108,8

104,3

109,2

115,5

110,6

104,8

107,3

106,5

115,5

119,1

Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti,


trasporti e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria; attivit
immobiliari ed imprenditoriali
Altre attivit di servizi
TOTALE

100,0

102,4

100,5

96,4

94,8

99,2

100,8

102,9

107,3

109,5

112,2

113,3

116,0

115,1

122,8

127,2

125,9

130,6

132,6

129,9

132,3

134,1

133,9

100,0

99,1

96,4

90,4

89,7

87,8

86,0

82,7

83,2

81,1

79,2

76,5

72,8

76,6

78,3

76,4

74,5

73,1

72,8

71,1

69,7

68,8

67,0

100,0

97,7

97,4

97,6

95,9

95,5

97,2

100,4

99,7

99,1

100,8

99,4

100,8

101,4

100,1

99,5

100,0

102,0

103,5

104,3

102,4

102,7

103,7

100,0

100,8

100,1

102,0

106,5

111,9

115,0

117,0

120,2

122,1

123,5

122,0

125,5

127,8

132,1

135,1

134,8

137,7

138,4

138,5

139,5

140,0

139,6

Fonti: ISTAT - SVIMEZ, Conti economici regionali 1980-1994 ricostruiti secondo il SEC95, 2004, on line; ISTAT, Conti economici regionali 1995-2002, 2004, on line.

Tabella 6 - PIEMONTE. Produttivit del lavoro per attivit economica nel 1995 e nel 2001
(Valori a prezzi 1995 - migliaia di euro)

Attivit economica

1995

Var. % 19952001

2001

Agricoltura, silvicoltura e pesca

21,0

26,9

27,8

Industria

41,8

43,2

3,3

Industria in senso stretto

43,8

45,2

3,2

Industria manifatturiera

41,6

42,3

1,9

- Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco

45,0

56,9

26,5

- Industrie tessili e dell'abbigliamento

34,2

34,4

0,8

30,0

18,3

-39,0

46,7

54,4

16,5

84,0

69,2

-17,6

41,7

43,0

3,0

40,9

40,4

-1,3

40,1

40,0

-0,2

40,3

40,4

0,2

113,8

153,0

34,4

Costruzioni

32,2

34,0

5,8

Servizi

42,7

43,5

1,9

Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di


autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa

35,4

38,3

8,2

Alberghi e ristoranti

27,7

21,4

-22,9

Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni

50,7

56,8

12,0

Intermediazione monetaria e finanziaria

78,8

89,1

13,1

84,5

71,2

-15,7

33,1

34,4

3,8

Istruzione

26,1

24,8

-5,0

Sanit e altri servizi sociali

30,4

34,4

12,9

Altri servizi pubblici, sociali e personali

32,1

33,0

2,7

7,5

7,6

0,9

41,2

42,7

3,6

- Industrie conciarie, fabbricazione di prodotti in cuoio,


pelle e similari
- Fabbricazione della pasta-carta, della carta e dei
prodotti di carta; stampa ed editoria
- Cokerie, raffinerie, chimiche, farmaceutiche
- Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali
non metalliferi
- Produzione di metallo e fabbricazione di prodotti in
metallo
- Fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici,
elettrici ed ottici; mezzi di trasporto
- Industria del legno, della gomma, della plastica e altre
manifatturiere
Produzione e distribuzione di energia elettrica, di gas, di
vapore e acqua

Attivit immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, altre


attivit professionali ed imprenditoriali
Pubblica amministrazione e difesa; assicurazione
sociale obbligatoria

Servizi domestici presso famiglie e convivenze


Valore aggiunto ai prezzi base (al lordo SIFIM)

Fonti: ISTAT, Conti economici regionali 1995 - 2002, 2004, on line.

Tabella 7 - Composizione del valore aggiunto per settore: 1995 e 2001


(Milioni di eurolire per il 1995 e milioni di euro per il 2001)
PIEMONTE
Attivit economica

ITALIA
% sul totale

1995

2001

1995

% sul totale

2001

1995

2001

1995

2001

Agricoltura, silvicoltura e pesca

2.012,3

2.041,7

2,6

2,1

28.107,1

30.868,3

3,2

2,7

Agricoltura, caccia e silvicoltura

1.997,1

2.035,0

2,6

2,1

27.115,0

29.718,0

3,1

2,6

15,2

6,6

0,0

0,0

992,1

1.150,3

0,1

0,1

28.067,6

32.313,5

36,7

33,3

261.075,7

316.678,9

30,1

27,8

24.355,3

27.698,4

31,8

28,5

216.644,4

261.046,2

24,9

22,9

165,5

205,7

0,2

0,2

4.132,2

5.046,6

0,5

0,4

22.300,4

25.017,0

29,1

25,8

192.579,5

229.765,1

22,2

20,1

- Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco

1.937,7

2.484,0

2,5

2,6

18.967,9

22.601,8

2,2

2,0

- Industrie tessili e dell'abbigliamento

2.630,2

2.741,0

3,4

2,8

22.273,2

26.493,1

2,6

2,3

98,8

67,0

0,1

0,1

6.024,0

6.252,3

0,7

0,5

1.345,5

1.821,2

1,8

1,9

12.490,5

16.273,9

1,4

1,4

1.436,2

1.249,5

1,9

1,3

20.501,3

21.385,6

2,4

1,9

642,7

863,6

0,8

0,9

11.258,2

15.534,9

1,3

1,4

3.747,9

3.828,2

4,9

3,9

28.450,1

30.871,8

3,3

2,7

7.838,5

9.310,0

10,2

9,6

50.052,9

63.485,0

5,8

5,6

2.622,8

2.652,5

3,4

2,7

22.561,4

26.866,7

2,6

2,4

1.889,5

2.475,7

2,5

2,6

19.932,7

26.234,6

2,3

2,3

3.712,2

4.615,1

4,9

4,8

44.431,3

55.632,6

5,1

4,9

46.433,5

62.711,6

60,7

64,6

579.454,8

793.283,3

66,7

69,5

17.831,3

22.102,7

23,3

22,8

213.212,5

273.662,4

24,5

24,0

10.332,3

12.763,6

13,5

13,1

120.213,1

148.542,7

13,8

13,0

Alberghi e ristoranti

1.945,9

2.120,6

2,5

2,2

28.988,7

41.083,9

3,3

3,6

Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni

5.553,2

7.218,4

7,3

7,4

64.010,7

84.035,9

7,4

7,4

17.679,4

25.202,6

23,1

26,0

202.695,4

297.041,9

23,3

26,0

Pesca, piscicoltura e servizi connessi


Industria
Industria in senso stretto
Estrazione di minerali
Industria manifatturiera

- Industrie conciarie, fabbricazione di prodotti in cuoio,


pelle e similari
- Fabbricazione della pasta-carta, della carta e dei
prodotti di carta; stampa ed editoria
- Cokerie, raffinerie, chimiche, farmaceutiche
- Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali
non metalliferi
- Produzione di metallo e fabbricazione di prodotti in me
- Fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici,
elettrici ed ottici; mezzi di trasporto
- Industria del legno, della gomma, della plastica e
altre manifatturiere
Produzione e distribuzione di energia elettrica, di gas,
di vapore e acqua
Costruzioni
Servizi
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti,
trasporti e comunicazioni
Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di
autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa

Intermediazione monetaria e finanziaria; attivit


immobiliari ed imprenditoriali
Intermediazione monetaria e finanziaria

4.303,7

5.262,2

5,6

5,4

52.098,1

67.622,3

6,0

5,9

Attivit immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, altre


attivit professionali ed imprenditoriali

13.375,7

19.940,4

17,5

20,5

150.597,3

229.419,6

17,3

20,1

Altre attivit di servizi

10.922,8

15.406,4

14,3

15,9

163.546,9

222.579,0

18,8

19,5

Pubblica amministrazione e difesa; assicurazione


sociale obbligatoria

2.686,9

3.535,1

3,5

3,6

48.071,3

61.377,1

5,5

5,4

Istruzione

2.744,4

3.664,8

3,6

3,8

43.282,7

57.515,6

5,0

5,0

Sanit e altri servizi sociali

2.878,5

4.706,9

3,8

4,8

37.184,9

54.925,0

4,3

4,8

Altri servizi pubblici, sociali e personali

2.205,4

2.959,3

2,9

3,0

28.420,1

40.061,6

3,3

3,5

407,6

540,2

0,5

0,6

6.587,9

8.699,7

0,8

0,8

76.513,4

97.066,7

100,0

100,0

868.637,6 1.140.830,5

100,0

100,0

3.409,0

3.861,3

---

---

48.001,8

---

---

73.104,4

93.205,4

---

---

828.777,5 1.092.828,6

---

---

8.008,3

10.715,6

---

---

127.318,0

---

---

81.112,8

103.921,0

---

---

923.052,1 1.220.146,6

---

---

Servizi domestici presso famiglie e convivenze


Valore aggiunto ai prezzi base (al lordo SIFIM)
Servizi di intermediazione finanziaria indirettamente mis
Valore aggiunto a prezzi base (al netto SIFIM)
IVA, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle
importazioni
Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato

Fonti: ISTAT, Conti economici regionali 1995 - 2002, 2004, on line.

39.860,1

94.274,6

Tabella 8 - Dinamica del valore aggiunto per settore: 1995 e 2001


Valori a prezzi 1995 (milioni di eurolire)
PIEMONTE
Attivit economica
1995

ITALIA
Var. % 19952001

2001

1995

2001

Var. % 19952002

Agricoltura, silvicoltura e pesca

2.012,3

2.025,5

0,7

28.107,1

29.895,2

6,4

Agricoltura, caccia e silvicoltura

1.997,1

2.015,9

0,9

27.115,0

28.874,0

6,5

15,2

9,6

-37,3

992,1

1.021,2

2,9

28.067,6

28.495,1

1,5

261.075,7

280.440,7

7,4

24.355,3

24.414,5

0,2

216.644,4

231.424,4

6,8

165,5

158,7

-4,1

4.132,2

3.426,1

-17,1

22.300,4

22.159,6

-0,6

192.579,5

205.805,3

6,9

- Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco

1.937,7

2.127,3

9,8

18.967,9

19.411,4

2,3

- Industrie tessili e dell'abbigliamento

2.630,2

2.385,4

-9,3

22.273,2

23.038,3

3,4

98,8

54,8

-44,6

6.024,0

5.123,2

-15,0

1.345,5

1.628,0

21,0

12.490,5

14.476,4

15,9

1.436,2

1.156,5

-19,5

20.501,3

19.571,9

-4,5

642,7

747,9

16,4

11.258,2

13.443,6

19,4

3.747,9

3.732,6

-0,4

28.450,1

30.009,4

5,5

7.838,5

7.828,0

-0,1

50.052,9

55.602,4

11,1

2.622,8

2.499,0

-4,7

22.561,4

25.128,5

11,4

1.889,5

2.096,2

10,9

19.932,7

22.193,1

11,3

3.712,2

4.080,6

9,9

44.431,3

49.016,3

10,3

46.433,5

52.064,6

12,1

579.454,8

665.494,4

14,8

17.831,3

20.116,8

12,8

213.212,5

246.531,1

15,6

10.332,3

11.588,8

12,2

120.213,1

133.509,7

11,1

Alberghi e ristoranti

1.945,9

1.773,4

-8,9

28.988,7

34.376,1

18,6

Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni

5.553,2

6.754,6

21,6

64.010,7

78.645,3

22,9

17.679,4

20.116,9

13,8

202.695,4

241.272,1

19,0

Pesca, piscicoltura e servizi connessi


Industria
Industria in senso stretto
Estrazione di minerali
Industria manifatturiera

- Industrie conciarie, fabbricazione di prodotti in


cuoio, pelle e similari
- Fabbricazione della pasta-carta, della carta e dei
prodotti di carta; stampa ed editoria
- Cokerie, raffinerie, chimiche, farmaceutiche
- Fabbricazione di prodotti della lavorazione di
minerali non metalliferi
- Produzione di metallo e fabbricazione di prodotti in
- Fabbricazione di macchine ed apparecchi
meccanici, elettrici ed ottici; mezzi di trasporto
- Industria del legno, della gomma, della plastica e
altre manifatturiere
Produzione e distribuzione di energia elettrica, di
gas, di vapore e acqua
Costruzioni
Servizi
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti,
trasporti e comunicazioni
Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione
di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la
casa

Intermediazione monetaria e finanziaria; attivit


immobiliari ed imprenditoriali
Intermediazione monetaria e finanziaria

4.303,7

4.741,0

10,2

52.098,1

62.592,6

20,1

Attivit immobiliari, noleggio, informatica, ricerca,


altre attivit professionali ed imprenditoriali

13.375,7

15.375,9

15,0

150.597,3

178.679,5

18,6

Altre attivit di servizi

10.922,8

11.830,9

8,3

163.546,9

177.691,3

8,6

Pubblica amministrazione e difesa; assicurazione


sociale obbligatoria

2.686,9

2.644,9

-1,6

48.071,3

48.840,7

1,6

Istruzione

2.744,4

2.734,5

-0,4

43.282,7

41.999,2

-3,0

Sanit e altri servizi sociali

2.878,5

3.442,1

19,6

37.184,9

44.544,1

19,8

Altri servizi pubblici, sociali e personali

2.205,4

2.563,2

16,2

28.420,1

34.917,9

22,9

407,6

446,2

9,5

6.587,9

7.389,4

12,2

76.513,4

82.585,2

7,9

868.637,6

975.830,3

12,3

3.409,0

3.853,4

13,0

39.860,1

50.363,9

26,4

73.104,4

78.731,8

7,7

828.777,5

925.466,4

11,7

8.008,3

9.153,8

14,3

94.274,6

109.082,6

15,7

81.112,8

87.885,6

8,3

923.052,1 1.034.549,0

12,1

Servizi domestici presso famiglie e convivenze


Valore aggiunto ai prezzi base (al lordo SIFIM)
Servizi di intermediazione finanziaria
indirettamente misurati (-)
Valore aggiunto a prezzi base (al netto SIFIM)
IVA, imposte indirette nette sui prodotti e imposte
sulle importazioni
Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato

Fonti: ISTAT, Conti economici regionali 1995 - 2002, 2004, on line.

Tabella 9 - Investimenti fissi lordi, 1980-2001


PIEMONTE
ANNO

Valori a prezzi
Valori
1995 milioni di
correnti
eurolire
milioni di euro

Investimenti
correnti su
PIL
%

ITALIA
% su
Italia

Valori a prezzi
Valori
1995 milioni di
correnti
Indice su
eurolire
milioni di euro
Italia

Per ULT
euro
correnti

Investimenti
correnti su
PIL
%

Per ULT
euro
correnti

1980

13.675

4.617

24,2

9,2

2.333

103,0

149.071

49.973

25,2

2.265

1981

12.634

5.183

23,0

8,6

2.659

97,7

147.256

60.044

25,2

2.722

1982

11.861

5.559

21,4

8,3

2.878

95,5

142.104

66.834

23,8

3.013

1983

11.796

6.150

20,5

8,3

3.172

95,8

140.500

73.883

22,6

3.310

1984

12.261

7.032

20,7

8,4

3.722

99,6

145.321

83.707

22,3

3.737

1985

12.559

7.841

20,5

8,6

4.201

103,6

145.901

91.602

21,8

4.054

1986

13.752

8.941

21,2

9,2

4.766

111,6

149.283

97.342

20,9

4.272

1987

14.539

9.938

21,7

9,4

5.279

113,8

155.543

106.237

20,9

4.640

1988

15.732

11.386

22,3

9,5

5.927

114,1

166.010

120.117

21,3

5.193

1989

16.650

12.740

23,0

9,7

6.606

116,2

172.998

131.921

21,3

5.686

1990

18.100

14.733

24,4

10,1

7.649

122,5

179.969

146.327

21,5

6.246

1991

17.362

14.862

23,2

9,5

7.677

115,8

181.767

156.548

21,0

6.631

1992

16.300

14.432

21,4

9,0

7.605

111,2

179.192

160.443

20,5

6.840

1993

15.318

14.214

20,5

9,5

7.785

119,0

159.658

148.852

18,4

6.543

1994

14.880

14.262

19,2

9,3

7.800

114,3

159.771

153.701

18,0

6.822

1995

15.704

15.704

19,4

9,3

8.463

112,6

169.321

169.321

18,3

7.516

1996

15.817

16.239

19,0

9,0

8.715

109,3

175.452

180.165

18,3

7.972

1997

15.666

16.385

18,3

8,7

8.817

106,8

179.114

187.387

18,3

8.258

1998

15.699

16.705

18,0

8,4

8.987

103,9

186.228

198.295

18,5

8.653

1999

18.031

19.401

20,2

9,2

10.287

112,6

195.623

210.622

19,0

9.138

2000

19.609

21.581

21,5

9,3

11.190

113,6

209.607

230.931

19,8

9.847

2001

19.218

21.523

20,7

8,9

11.135

110,0

215.147

241.287

19,8

10.119

Note: ULT = unit di lavoro totali


Fonti: ISTAT - SVIMEZ, Conti economici regionali 1980 - 1994 ricostruiti secondo il SEC95, 2004, on line;
ISTAT, Conti economici regionali 1995 - 2002, 2004, on line.

Tabella 10 - PIEMONTE. Consumi finali per abitante totali e delle famiglie sul territorio economico, 1980-2002
SPESA TOTALE PER ABITANTE
Anno

Indice
(Italia=100)

euro

SPESA DELLE FAMIGLIE PER


ABITANTE
Indice
(Italia=100)

euro

1980

2.902

107,7

2.350

112,9

1985

6.074

105,3

4.777

109,6

1990

9.733

105,1

7.484

109,7

1995

13.007

103,7

10.293

107,3

2000

17.133

106,2

13.511

109,5

2001

17.963

105,9

14.102

109,6

2002

n.d.

n.c.

14.671

110,3

Fonti: elaborazioni su dati ISTAT. Per i consumi, ISTAT - SVIMEZ, Conti economici regionali 1980 - 1994 ricostruiti secondo il
SEC95, 2004; ISTAT, Conti economici regionali 1995 - 2002, 2004. Per la popolazione, anni 1980, 1985 e 1990, ISTAT, Contabilit
nazionale. Tomo 3. Conti economici regionali. Anni 1980 - 1995, 1998; anni 1995 e 2000, ISTAT, Conti economici regionali 1995 2002, 2004, on line; anni 2001 e 2002, ns. elaborazioni su ISTAT, Bilancio demografico nazionale serie. Anno 2002 e Anno 2000 on
line.

Tabella 11 - Andamento dei consumi finali totali e delle famiglie: 1980-2002


Valori a prezzi 1995 (milioni di eurolire)
1980

1985

1990

1995

2000

2001

2002

36.687,5
250,3
9.111,5
46.049,3

37.933,2
269,7
10.359,6
48.562,5

43.270,0
295,3
11.738,4
55.303,8

44.192,4
316,7
11.333,4
55.842,5

50.108,4
371,5
11.676,3
62.156,2

50.472,9
377,0
12.136,1
62.986,0

50.574,8
n.d.
n.d.
n.d.

403.852,0
3.009,9
125.671,6
532.533,5

443.551,2
3.325,9
145.177,6
592.054,7

518.661,0
3.707,2
166.669,4
689.037,6

549.753,4
4.027,8
164.819,0
718.600,2

622.682,3
4.928,0
172.167,1
799.777,4

628.367,4
4.989,5
178.280,9
811.637,8

627.465,2
n.d.
n.d.
n.d.

PIEMONTE
Spesa delle famiglie
Spesa delle ISP
Spesa della PA
Totale spesa sul territorio economico
ITALIA
Spesa delle famiglie
Spesa delle ISP
Spesa della PA
Totale spesa sul territorio economico

Tasso medio annuo di crescita (%)


1980/1985

1985/1990

1990/1995

1995/2000

2000/2001

2001/2002

1980/2002*

PIEMONTE
Spesa delle famiglie
Spesa delle ISP
Spesa della PA
Totale spesa sul territorio economico

0,7
1,5
2,6
1,1

2,7
1,8
2,5
2,6

0,4
1,4
-0,7
0,2

2,5
3,2
0,6
2,2

0,7
1,5
3,9
1,3

0,2
n.c.
n.c.
n.c.

1,5
2,0
1,4
1,5

1,9
2,0
2,9
2,1

3,2
2,2
2,8
3,1

1,2
1,7
-0,2
0,8

2,5
4,1
0,9
2,2

0,9
1,2
3,6
1,5

-0,1
n.c.
n.c.
n.c.

2,0
2,4
1,7
2,0

ITALIA
Spesa delle famiglie
Spesa delle ISP
Spesa della PA
Totale spesa sul territorio economico

Note: * 1980/2001 per Spesa delle ISP, della PA e totale


Fonti: ISTAT - SVIMEZ, Conti economici regionali 1980 - 1994 ricostruiti secondo il SEC95, 2004, on line;
ISTAT, Conti economici regionali 1995 - 2002, 2004, on line.

Tabella 12 - PIEMONTE. Unit locali delle imprese e delle istituzioni, relativi addetti e dimensione media ai Censimenti 1981, 1991 e 2001
1981
ATTIVITA' ECONOMICA
AB - AGRICOLTURA CACCIA E PESCA
C - ESTRAZIONE DI MINERALI
D - ATTIVITA' MANIFATTURIERE
15 - INDUSTRIE ALIMENTARI E DELLE BEVANDE
16 - INDUSTRIA DEL TABACCO
17 - INDUSTRIE TESSILI
18 - CONFEZIONE DI ARTICOLI DI VESTIARIO
19 - PREPARAZIONE E CONCIA CUOIO
20 - INDUSTRIA DEL LEGNO E PRODOTTI IN LEGNO, SUGHERO,
PAGLIA, ESCLUSI I MOBILI
21 - FABBRICAZIONE DELLA PASTA-CARTA, DELLA CARTA E
DEI PRODOTTI DI CARTA
22 - EDITORIA, STAMPA E RIPRODUZIONE DI SUPPORTI
REGISTRATI
23 - FABBRICAZIONE DI COKE, RAFFINERIE DI PETROLIO,
TRATTAMENTO COMBUST. NUCLEARI
24 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI E DI FIBRE
SINTETICHE E ARTIFICIALI
25 - FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN GOMMA E MATERIE
PLASTICHE
26 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI DELLA LAVORAZIONE DI
MINERALI NON METALLIFERI
27 - PRODUZIONE DI METALLI E LORO LEGHE
28 - FABBRICAZIONE E LAVORAZ. DEI PRODOTTI IN METALLO,
ESCLUSE MACCHINE E IMPIANTI
29 - FABBRICAZIONE MACCHINE ED APPARECCHI MECCANICI
30 - FABBRICAZIONE DI MACCHINE PER UFFICIO, DI
ELABORATORI E SISTEMI INFORMATICI
31 - FABBRICAZIONE DI MACCHINE ED APPARECCHI ELETTRICI
N.C.A.
32 - FABBRICAZIONE APPARECCHI RADIOTELEVISIVI E PER LE
COMUNICAZIONI
33 - FABBRICAZIONE APPARECCHI MEDICALI, PRECISIONE,
STRUMENTI OTTICI E OROLOGI
34 - FABBRICAZIONE DI AUTOVEICOLI, RIMORCHI E
SEMIRIMORCHI
35 - FABBRICAZIONE DI ALTRI MEZZI DI TRASPORTO
36 - FABBRICAZIONE DI MOBILI
37 - RECUPERO E PREPARAZIONE PER IL RICICLAGGIO
E - PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA,
GAS E ACQUA
F - COSTRUZIONI
G - COMMERCIO INGROSSO E DETTAGLIO; RIPARAZIONE DI
AUTO, MOTO E BENI PERSONALI
50 - COMMERCIO, MANUTENZ. E RIPARAZ. AUTOVEICOLI E
MOTO
51 - COMMERCIO ALL'INGROSSO E INTERMEDIARI DEL COMM.,
AUTOVEICOLI E MOTO ESCLUSI
52 - COMMERCIO AL DETTAGLIO, ESCLUSO AUTO E MOTO
H - ALBERGHI E RISTORANTI
I - TRASPORTI, MAGAZZINAGGIO E COMUNICAZIONI
60 - TRASPORTI TERRESTRI
61 - TRASPORTI MARITTIMI E PER VIE D'ACQUA
62 - TRASPORTI AEREI
63 - ATTIVITA' DI SUPPORTO ED AUSILIARIE DEI TRASPORTI
64 - POSTE E TELECOMUNICAZIONI
J - INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA
65 - INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA (ESCLUSE
ASSICURAZ. E FONDI PENSIONE)
66 - ASSICURAZIONI E FONDI PENSIONE, ESCLUSE LE
ASSICUR. SOCIALI OBBLIGATORIE
67 - ATTIVITA' AUSILIARIE DELLA INTERMEDIAZIONE
FINANZIARIA
K - ATTIVITA' IMMOBILIARI, NOLEGGIO, INFORMATICA,
RICERCA, PROFESS. ED IMPRENDIT.
70 - ATTIVITA' IMMOBILIARI
71 - NOLEGGIO MACCHINARI, ATTREZZ. SENZA OPERATORE,
BENI PER USO PERS. E DOMESTICO
72 - INFORMATICA E ATTIVITA' CONNESSE
73 - RICERCA E SVILUPPO
74 - ALTRE ATTIVITA' PROFESSIONALI ED IMPRENDITORIALI
L - PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
M - ISTRUZIONE
N - SANITA'
O - ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E PERSONALI
90 - SMALTIMENTO RIFIUTI
91 - ATTIVITA' DI ORGANIZZAZIONI ASSOCIATIVE
92 - ATTIVITA' RICREATIVE, CULTURALI E SPORTIVE
93 - ALTRE ATTIVITA' DEI SERVIZI
TOTALE

1991

2001

DIMENSIONE MEDIA UL

Addetti
Addetti
Addetti
Unit locali
Unit locali
Unit locali
unit locali
unit locali
unit locali

1981

1991

2001

4.542
595
57.540
6.205
3
5.947
4.710
805

8.857
4.430
752.813
44.270
392
75.209
35.221
8.385

2.859
500
49.063
5.433
6
3.442
3.506
578

6.347
3.363
602.393
42.674
379
52.862
27.820
6.042

3.023
444
48.448
5.564
2
2.537
2.300
295

6.238
2.618
516.772
39.427
7
40.748
17.005
2.339

2,0
7,4
13,1
7,1
130,7
12,6
7,5
10,4

2,2
6,7
12,3
7,9
63,2
15,4
7,9
10,5

2,1
5,9
10,7
7,1
3,5
16,1
7,4
7,9

5.958

19.792

4.119

15.059

3.698

13.996

3,3

3,7

3,8

416

13.409

426

9.767

378

8.160

32,2

22,9

21,6

1.823

19.077

2.223

17.404

2.346

17.415

10,5

7,8

7,4

44

1.689

82

1.911

61

1.782

38,4

23,3

29,2

680

23.073

616

15.705

573

15.011

33,9

25,5

26,2

1.867

44.182

1.296

30.322

1.526

33.265

23,7

23,4

21,8

1.733

20.051

1.744

15.825

1.815

14.249

11,6

9,1

7,9

595

39.226

432

21.128

402

16.337

65,9

48,9

40,6

12.274

89.826

9.972

77.463

10.896

82.617

7,3

7,8

7,6

4.281

74.533

4.319

67.115

5.307

72.788

17,4

15,5

13,7

55

13.914

64

9.076

217

4.420

253,0

141,8

20,4

1.897

35.785

1.858

26.576

2.072

25.543

18,9

14,3

12,3

884

12.249

950

13.521

830

7.529

13,9

14,2

9,1

1.574

10.967

2.447

11.148

2.386

10.246

7,0

4,6

4,3

778

135.638

657

102.141

617

60.759

174,3

155,5

98,5

192
4.819
0

13.167
22.758
0

255
4.463
175

15.624
22.195
636

260
4.146
220

11.151
20.959
1.019

68,6
4,7
n.c.

61,3
5,0
3,6

42,9
5,1
4,6
17,9

1.027

17.812

699

16.113

598

10.701

17,3

23,1

33.225

94.295

36.109

103.786

49.019

124.742

2,8

2,9

2,5

110.581

255.416

107.522

266.591

102.534

246.918

2,3

2,5

2,4

14.282

42.263

14.610

43.592

12.862

37.751

3,0

3,0

2,9

20.618

65.597

22.283

73.171

32.421

76.758

3,2

3,3

2,4

75.681
15.089
16.016
10.867
61
11
3.360
1.717
4.455

147.556
43.742
95.088
56.481
374
134
13.136
24.963
40.875

70.629
16.206
13.589
9.810
64
39
1.726
1.950
6.850

149.828
48.718
88.414
49.321
386
367
12.325
26.015
50.544

57.251
18.380
15.280
10.968
74
30
2.420
1.788
10.565

132.409
58.630
97.192
45.343
351
296
28.067
23.135
51.475

1,9
2,9
5,9
5,2
6,1
12,2
3,9
14,5
9,2

2,1
3,0
6,5
5,0
6,0
9,4
7,1
13,3
7,4

2,3
3,2
6,4
4,1
4,7
9,9
11,6
12,9
4,9

1.787

30.194

2.402

35.276

2.579

32.951

16,9

14,7

12,8

258

4.178

297

4.825

222

4.218

16,2

16,2

19,0

2.410

6.503

4.151

10.443

7.764

14.306

2,7

2,5

1,8

18.496

63.581

32.683

114.727

71.653

213.671

3,4

3,5

3,0

2.405

4.407

4.466

8.434

15.360

24.748

1,8

1,9

1,6

346

1.192

627

1.646

982

2.224

3,4

2,6

2,3

871
117
14.757
2.451
6.848
8.641
22.069
672
2.739
4.224
14.434
301.575

5.379
3.510
49.093
45.850
93.858
71.012
52.358
4.864
9.003
15.573
22.918
1.639.987

3.206
289
24.095
2.538
5.865
12.869
26.823
873
4.808
6.342
14.800
314.175

19.570
4.994
80.083
44.660
95.229
85.908
52.726
5.654
8.310
14.281
24.481
1.579.519

7.114
823
47.374
2.151
5.385
17.324
40.809
592
9.348
13.007
17.862
385.613

37.137
5.212
144.350
44.345
93.853
117.271
62.051
7.589
7.168
16.991
30.303
1.646.477

6,2
30,0
3,3
18,7
13,7
8,2
2,4
7,2
3,3
3,7
1,6
5,4

6,1
17,3
3,3
17,6
16,2
6,7
2,0
6,5
1,7
2,3
1,7
5,0

5,2
6,3
3,0
20,6
17,4
6,8
1,5
12,8
0,8
1,3
1,7
4,3

Fonti: ISTAT, Censimenti generali dell'industria e dei servizi, 1981, 1991 e 2001.

Tabella 13 - Dinamica delle unit locali delle imprese e delle istituzioni e relativi addetti ai Censimenti 1981, 1991 e 2001
(Variazione %)
1981/1991
ATTIVITA' ECONOMICA

AB - AGRICOLTURA CACCIA E PESCA


C - ESTRAZIONE DI MINERALI
D - ATTIVITA' MANIFATTURIERE
15 - INDUSTRIE ALIMENTARI E DELLE BEVANDE
16 - INDUSTRIA DEL TABACCO
17 - INDUSTRIE TESSILI
18 - CONFEZIONE DI ARTICOLI DI VESTIARIO
19 - PREPARAZIONE E CONCIA CUOIO
20 - INDUSTRIA DEL LEGNO E PRODOTTI IN LEGNO,
SUGHERO, PAGLIA, ESCLUSI I MOBILI
21 - FABBRICAZIONE DELLA PASTA-CARTA, DELLA CARTA E
DEI PRODOTTI DI CARTA
22 - EDITORIA, STAMPA E RIPRODUZIONE DI SUPPORTI
REGISTRATI
23 - FABBRICAZIONE DI COKE, RAFFINERIE DI PETROLIO,
TRATTAMENTO COMBUST. NUCLEARI
24 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI E DI FIBRE
SINTETICHE E ARTIFICIALI
25 - FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN GOMMA E MATERIE
PLASTICHE
26 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI DELLA LAVORAZIONE DI
MINERALI NON METALLIFERI
27 - PRODUZIONE DI METALLI E LORO LEGHE
28 - FABBRICAZIONE E LAVORAZ. DEI PRODOTTI IN
METALLO, ESCLUSE MACCHINE E IMPIANTI
29 - FABBRICAZIONE MACCHINE ED APPARECCHI MECCANIC
30 - FABBRICAZIONE DI MACCHINE PER UFFICIO, DI
ELABORATORI E SISTEMI INFORMATICI
31 - FABBRICAZIONE DI MACCHINE ED APPARECCHI
ELETTRICI N.C.A.
32 - FABBRICAZIONE APPARECCHI RADIOTELEVISIVI E PER
LE COMUNICAZIONI
33 - FABBRICAZIONE APPARECCHI MEDICALI, PRECISIONE,
STRUMENTI OTTICI E OROLOGI
34 - FABBRICAZIONE DI AUTOVEICOLI, RIMORCHI E
SEMIRIMORCHI
35 - FABBRICAZIONE DI ALTRI MEZZI DI TRASPORTO
36 - FABBRICAZIONE DI MOBILI
37 - RECUPERO E PREPARAZIONE PER IL RICICLAGGIO
E - PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE DI ENERGIA
ELETTRICA, GAS E ACQUA
F - COSTRUZIONI
G - COMMERCIO INGROSSO E DETTAGLIO; RIPARAZIONE
DI AUTO, MOTO E BENI PERSONALI
50 - COMMERCIO, MANUTENZ. E RIPARAZ. AUTOVEICOLI E
MOTO
51 - COMMERCIO ALL'INGROSSO E INTERMEDIARI DEL
COMM., AUTOVEICOLI E MOTO ESCLUSI
52 - COMMERCIO AL DETTAGLIO, ESCLUSO AUTO E MOTO
H - ALBERGHI E RISTORANTI
I - TRASPORTI, MAGAZZINAGGIO E COMUNICAZIONI
60 - TRASPORTI TERRESTRI
61 - TRASPORTI MARITTIMI E PER VIE D'ACQUA
62 - TRASPORTI AEREI
63 - ATTIVITA' DI SUPPORTO ED AUSILIARIE DEI TRASPORTI
64 - POSTE E TELECOMUNICAZIONI
J - INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA
65 - INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA
(ESCLUSE ASSICURAZ. E FONDI PENSIONE)
66 - ASSICURAZIONI E FONDI PENSIONE, ESCLUSE LE
ASSICUR. SOCIALI OBBLIGATORIE
67 - ATTIVITA' AUSILIARIE DELLA INTERMEDIAZIONE
FINANZIARIA
K - ATTIVITA' IMMOBILIARI, NOLEGGIO, INFORMATICA,
RICERCA, PROFESS. ED IMPRENDIT.
70 - ATTIVITA' IMMOBILIARI
71 - NOLEGGIO MACCHINARI, ATTREZZ. SENZA
OPERATORE, BENI PER USO PERS. E DOMESTICO
72 - INFORMATICA E ATTIVITA' CONNESSE
73 - RICERCA E SVILUPPO
74 - ALTRE ATTIVITA' PROFESSIONALI ED IMPRENDITORIALI
L - PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
M - ISTRUZIONE
N - SANITA'
O - ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E PERSONALI
90 - SMALTIMENTO RIFIUTI
91 - ATTIVITA' DI ORGANIZZAZIONI ASSOCIATIVE
92 - ATTIVITA' RICREATIVE, CULTURALI E SPORTIVE
93 - ALTRE ATTIVITA' DEI SERVIZI
TOTALE

1991/2001

1981/2001

Addetti
Addetti
Addetti
Unit locali
Unit locali
Unit locali
unit locali
unit locali
unit locali
-37,1
-16,0
-14,7
-12,4
100,0
-42,1
-25,6
-28,2

-28,3
-24,1
-20,0
-3,6
-3,3
-29,7
-21,0
-27,9

5,7
-11,2
-1,3
2,4
-66,7
-26,3
-34,4
-49,0

-1,7
-22,2
-14,2
-7,6
-98,2
-22,9
-38,9
-61,3

-33,4
-25,4
-15,8
-10,3
-33,3
-57,3
-51,2
-63,4

-29,6
-40,9
-31,4
-10,9
-98,2
-45,8
-51,7
-72,1

-30,9

-23,9

-10,2

-7,1

-37,9

-29,3

2,4

-27,2

-11,3

-16,5

-9,1

-39,1

21,9

-8,8

5,5

0,1

28,7

-8,7

86,4

13,1

-25,6

-6,8

38,6

5,5

-9,4

-31,9

-7,0

-4,4

-15,7

-34,9

-30,6

-31,4

17,7

9,7

-18,3

-24,7

0,6
-27,4

-21,1
-46,1

4,1
-6,9

-10,0
-22,7

4,7
-32,4

-28,9
-58,4

-18,8
0,9

-13,8
-10,0

9,3
22,9

6,7
8,5

-11,2
24,0

-8,0
-2,3

16,4

-34,8

239,1

-51,3

294,5

-68,2

-2,1

-25,7

11,5

-3,9

9,2

-28,6

7,5

10,4

-12,6

-44,3

-6,1

-38,5

55,5

1,7

-2,5

-8,1

51,6

-6,6

-15,6
32,8
-7,4
n.c.

-24,7
18,7
-2,5
n.c.

-6,1
2,0
-7,1
25,7

-40,5
-28,6
-5,6
60,2

-20,7
35,4
-14,0
n.c.

-55,2
-15,3
-7,9
n.c.

-31,9
8,7

-9,5
10,1

-14,4
35,8

-33,6
20,2

-41,8
47,5

-39,9
32,3

-2,8

4,4

-4,6

-7,4

-7,3

-3,3

2,3

3,1

-12,0

-13,4

-9,9

-10,7

8,1
-6,7
7,4
-15,2
-9,7
4,9
254,5
-48,6
13,6
53,8

11,5
1,5
11,4
-7,0
-12,7
3,2
173,9
-6,2
4,2
23,7

45,5
-18,9
13,4
12,4
11,8
15,6
-23,1
40,2
-8,3
54,2

4,9
-11,6
20,3
9,9
-8,1
-9,1
-19,3
127,7
-11,1
1,8

57,2
-24,4
21,8
-4,6
0,9
21,3
172,7
-28,0
4,1
137,1

17,0
-10,3
34,0
2,2
-19,7
-6,1
120,9
113,7
-7,3
25,9

34,4

16,8

7,4

-6,6

44,3

9,1

15,1

15,5

-25,3

-12,6

-14,0

1,0

72,2

60,6

87,0

37,0

222,2

120,0

76,7
85,7

80,4
91,4

119,2
243,9

86,2
193,4

287,4
538,7

236,1
461,6

81,2
268,1
147,0

38,1
263,8
42,3

56,6
121,9
184,8

35,1
89,8
4,4

183,8
716,8
603,4

86,6
590,4
48,5

63,3
3,5
-14,4
48,9
21,5
29,9
75,5
50,1
2,5
4,2

63,1
-2,6
1,5
21,0
0,7
16,2
-7,7
-8,3
6,8
-3,7

96,6
-15,2
-8,2
34,6
52,1
-32,2
94,4
105,1
20,7
22,7

80,3
-0,7
-1,4
36,5
17,7
34,2
-13,7
19,0
23,8
4,2

221,0
-12,2
-21,4
100,5
84,9
-11,9
241,3
207,9
23,7
27,9

194,0
-3,3
0,0
65,1
18,5
56,0
-20,4
9,1
32,2
0,4

Fonti: Elaborazioni su dati ISTAT, Censimenti generali dell'industria e dei servizi, 1981, 1991 e 2001.

Tabella 14 - Composizione settoriale dell'occupazione regionale e specializzazione rispetto all'Italia (addetti alle unit localiI)
ATTIVITA' ECONOMICA
AB - AGRICOLTURA CACCIA E PESCA
C - ESTRAZIONE DI MINERALI
D - ATTIVITA' MANIFATTURIERE
15 - INDUSTRIE ALIMENTARI E DELLE BEVANDE
16 - INDUSTRIA DEL TABACCO
17 - INDUSTRIE TESSILI
18 - CONFEZIONE DI ARTICOLI DI VESTIARIO
19 - PREPARAZIONE E CONCIA CUOIO
20 - INDUSTRIA DEL LEGNO E PRODOTTI IN LEGNO,
SUGHERO, PAGLIA, ESCLUSI I MOBILI
21 - FABBRICAZIONE DELLA PASTA-CARTA, DELLA CARTA
E DEI PRODOTTI DI CARTA
22 - EDITORIA, STAMPA E RIPRODUZIONE DI SUPPORTI
REGISTRATI
23 - FABBRICAZIONE DI COKE, RAFFINERIE DI PETROLIO,
TRATTAMENTO COMBUST. NUCLEARI
24 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI E DI FIBRE
SINTETICHE E ARTIFICIALI
25 - FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN GOMMA E MATERIE
PLASTICHE
26 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI DELLA LAVORAZIONE
DI MINERALI NON METALLIFERI
27 - PRODUZIONE DI METALLI E LORO LEGHE
28 - FABBRICAZIONE E LAVORAZ. DEI PRODOTTI IN
METALLO, ESCLUSE MACCHINE E IMPIANTI
29 - FABBRICAZIONE MACCHINE ED APPARECCHI MECCAN
30 - FABBRICAZIONE DI MACCHINE PER UFFICIO, DI
ELABORATORI E SISTEMI INFORMATICI
31 - FABBRICAZIONE DI MACCHINE ED APPARECCHI
ELETTRICI N.C.A.
32 - FABBRICAZIONE APPARECCHI RADIOTELEVISIVI E
PER LE COMUNICAZIONI
33 - FABBRICAZIONE APPARECCHI MEDICALI,
PRECISIONE, STRUMENTI OTTICI E OROLOGI
34 - FABBRICAZIONE DI AUTOVEICOLI, RIMORCHI E
SEMIRIMORCHI
35 - FABBRICAZIONE DI ALTRI MEZZI DI TRASPORTO
36 - FABBRICAZIONE DI MOBILI
37 - RECUPERO E PREPARAZIONE PER IL RICICLAGGIO
E - PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE DI ENERGIA
ELETTRICA, GAS E ACQUA
F - COSTRUZIONI
G - COMMERCIO INGROSSO E DETTAGLIO; RIPARAZIONE
DI AUTO, MOTO E BENI PERSONALI
50 - COMMERCIO, MANUTENZ. E RIPARAZ. AUTOVEICOLI E
MOTO
51 - COMMERCIO ALL'INGROSSO E INTERMEDIARI DEL
COMM., AUTOVEICOLI E MOTO ESCLUSI
52 - COMMERCIO AL DETTAGLIO, ESCLUSO AUTO E MOTO
H - ALBERGHI E RISTORANTI
I - TRASPORTI, MAGAZZINAGGIO E COMUNICAZIONI
60 - TRASPORTI TERRESTRI
61 - TRASPORTI MARITTIMI E PER VIE D'ACQUA
62 - TRASPORTI AEREI
63 - ATTIVITA' DI SUPPORTO ED AUSILIARIE DEI TRASPORT
64 - POSTE E TELECOMUNICAZIONI
J - INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA
65 - INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA
(ESCLUSE ASSICURAZ. E FONDI PENSIONE)
66 - ASSICURAZIONI E FONDI PENSIONE, ESCLUSE LE
ASSICUR. SOCIALI OBBLIGATORIE
67 - ATTIVITA' AUSILIARIE DELLA INTERMEDIAZIONE
FINANZIARIA
K - ATTIVITA' IMMOBILIARI, NOLEGGIO, INFORMATICA,
RICERCA, PROFESS. ED IMPRENDIT.
70 - ATTIVITA' IMMOBILIARI
71 - NOLEGGIO MACCHINARI, ATTREZZ. SENZA
OPERATORE, BENI PER USO PERS. E DOMESTICO
72 - INFORMATICA E ATTIVITA' CONNESSE
73 - RICERCA E SVILUPPO
74 - ALTRE ATTIVITA' PROFESSIONALI ED
IMPRENDITORIALI
L - PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
M - ISTRUZIONE
N - SANITA'
O - ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E PERSONALI
90 - SMALTIMENTO RIFIUTI
91 - ATTIVITA' DI ORGANIZZAZIONI ASSOCIATIVE
92 - ATTIVITA' RICREATIVE, CULTURALI E SPORTIVE
93 - ALTRE ATTIVITA' DEI SERVIZI
TOTALE

COMPOSIZIONE %
1981

1991

INDICE DI SPECIALIZZAZIONE (a)


2001

1981

1991

2001

0,5
0,3
45,9
2,7
0,0
4,6
2,1
0,5

0,4
0,2
38,1
2,7
0,0
3,3
1,8
0,4

0,4
0,2
31,4
2,4
0,0
2,5
1,0
0,1

83,9
73,7
132,9
98,5
17,9
144,2
87,6
31,2

71,0
78,2
130,1
105,0
24,3
147,7
75,0
28,0

61,4
82,1
122,9
103,5
1,0
153,6
66,5
13,2

1,2

1,0

0,9

84,2

91,3

91,0

0,8

0,6

0,5

139,7

124,4

113,1

1,2

1,1

1,1

104,8

100,4

116,0

0,1

0,1

0,1

56,9

74,2

84,7

1,4

1,0

0,9

80,2

74,1

85,0

2,7

1,9

2,0

204,9

190,8

179,0

1,2
2,4

1,0
1,3

0,9
1,0

61,1
143,6

64,6
140,0

65,5
136,9

5,5
4,5

4,9
4,2

5,0
4,4

154,9
133,4

142,3
140,1

137,5
141,8

0,8

0,6

0,3

494,6

400,8

267,8

2,2

1,7

1,6

142,5

144,4

141,0

0,7

0,9

0,5

94,2

109,1

81,4

0,7

0,7

0,6

113,7

106,9

94,9

8,3
0,8
1,4
0,0

6,5
1,0
1,4
0,0

3,7
0,7
1,3
0,1

507,2
94,0
75,4
n.c.

537,4
122,5
81,1
130,2

409,7
120,3
81,1
87,0

1,1
5,7

1,0
6,6

0,6
7,6

106,6
81,4

102,9
87,9

92,9
95,1

15,6

16,9

15,0

84,9

91,0

91,3

2,6

2,8

2,3

92,9

100,2

96,2

4,0
9,0
2,7
5,8
3,4
0,0
0,0
0,8
1,5
2,5

4,6
9,5
3,1
5,6
3,1
0,0
0,0
0,8
1,6
3,2

4,7
8,0
3,6
5,9
2,8
0,0
0,0
1,7
1,4
3,1

88,8
81,3
68,8
85,2
95,9
14,2
6,8
67,7
87,2
95,7

91,5
88,4
74,9
89,0
103,3
20,3
17,3
73,6
84,5
100,2

87,7
92,1
79,6
95,1
99,4
20,1
13,8
100,5
93,2
101,8

1,8

2,2

2,0

94,8

97,1

97,7

0,3

0,3

0,3

94,4

111,3

115,5

0,4

0,7

0,9

101,4

106,7

108,2

3,9
0,3

7,3
0,5

13,0
1,5

100,4
98,8

107,4
114,4

109,3
123,2

0,1
0,3
0,2

0,1
1,2
0,3

0,1
2,3
0,3

77,1
106,7
122,8

94,6
122,1
129,7

87,9
122,1
111,2

3,0
2,8
5,7
4,3
3,2
0,3
0,5
0,9
1,4
100,0

5,1
2,8
6,0
5,4
3,3
0,4
0,5
0,9
1,5
100,0

8,8
2,7
5,7
7,1
3,8
0,5
0,4
1,0
1,8
100,0

99,4
67,1
71,1
87,8
85,7
73,8
80,2
84,3
92,3

102,9
62,9
76,9
86,2
87,5
81,6
84,8
80,1
95,4

104,7
66,4
75,3
96,8
95,7
89,7
83,5
82,3
111,8

Note: (a) Rapporto fra quota regionale degli addetti del settore e quota italiana per 100.
Fonti: Elaborazioni su dati ISTAT, Censimenti generali dell'industria e dei servizi, 1981, 1991 e 2001.

---

---

---

Tabella 15 - PIEMONTE. Imprese e addetti per divisione di attivit economica, 1981, 1991 e 2001
ATTIVITA' ECONOMICA
AB - AGRICOLTURA, CACCIA, PESCA E SILVICOLTURA
01 - AGRICOLTURA, CACCIA E RELATIVI SERVIZI
02 - SILVICOLTURA E UTILIZZAZIONE DI AREE FORESTALI E
SERVIZI CONNESSI
05 - PESCA, PISCICOLTURA E SERVIZI CONNESSI
C - ESTRAZIONE DI MINERALI ENERGETICI
10 - ESTRAZIONE DI CARBON FOSSILE E LIGNITE
11 - ESTRAZIONE DI PETROLIO, GAS NATURALE E SERVIZI
CONNESSI, ESCLUSA PROSPEZIONE
12 - ESTRAZIONE DI MINERALI DI URANIO E DI TORIO
13 - ESTRAZIONE DI MINERALI METALLIFERI
14 - ALTRE INDUSTRIE ESTRATTIVE
D - ATTIVITA' MANIFATTURIERE
15 - INDUSTRIE ALIMENTARI E DELLE BEVANDE
16 - INDUSTRIA DEL TABACCO
17 - INDUSTRIE TESSILI
18 - CONFEZIONE DI ARTICOLI DI VESTIARIO
19 - PREPARAZIONE E CONCIA CUOIO
20 - INDUSTRIA DEL LEGNO E PRODOTTI IN LEGNO, SUGHERO,
PAGLIA, ESCLUSI I MOBILI
21 - FABBRICAZIONE DELLA PASTA-CARTA, DELLA CARTA E
DEI PRODOTTI DI CARTA
22 - EDITORIA, STAMPA E RIPRODUZIONE DI SUPPORTI
REGISTRATI
23 - FABBRICAZIONE DI COKE, RAFFINERIE DI PETROLIO,
TRATTAMENTO COMBUST. NUCLEARI
24 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI E DI FIBRE
SINTETICHE E ARTIFICIALI
25 - FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN GOMMA E MATERIE
PLASTICHE
26 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI DELLA LAVORAZIONE DI
MINERALI NON METALLIFERI
27 - PRODUZIONE DI METALLI E LORO LEGHE
28 - FABBRICAZIONE E LAVORAZ. DEI PRODOTTI IN METALLO,
ESCLUSE MACCHINE E IMPIANTI
29 - FABBRICAZIONE MACCHINE ED APPARECCHI MECCANICI
30 - FABBRICAZIONE DI MACCHINE PER UFFICIO, DI
ELABORATORI E SISTEMI INFORMATICI
31 - FABBRICAZIONE DI MACCHINE ED APPARECCHI ELETTRICI
N.C.A.
32 - FABBRICAZIONE APPARECCHI RADIOTELEVISIVI E PER LE
COMUNICAZIONI
33 - FABBRICAZIONE APPARECCHI MEDICALI, PRECISIONE,
STRUMENTI OTTICI E OROLOGI
34 - FABBRICAZIONE DI AUTOVEICOLI, RIMORCHI E
SEMIRIMORCHI
35 - FABBRICAZIONE DI ALTRI MEZZI DI TRASPORTO
36 - FABBRICAZIONE DI MOBILI
37 - RECUPERO E PREPARAZIONE PER IL RICICLAGGIO
E - PRODUZIONE E DISTIBUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA,
GAS, VAPORE E ACQUA CALDA
40 - PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA, DI GAS, DI VAPORE
E ACQUA CALDA
41 - RACCOLTA, DEPURAZIONE E DISTRIBUZIONE D'ACQUA
F - COSTRUZIONI
G - COMMERCIO, RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI, MOTOCICLI E
DI BENI PERSONALI E PER LA CASA
50 - COMMERCIO, MANUTENZ. E RIPARAZ. AUTOVEICOLI E
MOTO
51 - COMMERCIO ALL'INGROSSO E INTERMEDIARI DEL COMM.,
AUTOVEICOLI E MOTO ESCLUSI
52 - COMMERCIO AL DETTAGLIO, ESCLUSO AUTO E MOTO
H - ALBERGHI E RISTORANTI
I - TRASPORTI, MAGAZZINAGGIO E COMUNICAZIONI
60 - TRASPORTI TERRESTRI
61 - TRASPORTI MARITTIMI E PER VIE D'ACQUA
62 - TRASPORTI AEREI
63 - ATTIVITA' DI SUPPORTO ED AUSILIARIE DEI TRASPORTI
64 - POSTE E TELECOMUNICAZIONI
J - INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA
65 - INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA (ESCLUSE
ASSICURAZ. E FONDI PENSIONE)
66 - ASSICURAZIONI E FONDI PENSIONE, ESCLUSE LE
ASSICUR. SOCIALI OBBLIGATORIE
67 - ATTIVITA' AUSILIARIE DELLA INTERMEDIAZIONE
FINANZIARIA
K - ATTIVITA' IMMOBILIARI, NOLEGGIO, INFORMATICA,
RICERCA, ALTRE ATTIVITA' PROFESSIONALI ED
IMPRENDITORIALI
70 - ATTIVITA' IMMOBILIARI
71 - NOLEGGIO MACCHINARI, ATTREZZ. SENZA OPERATORE,
BENI PER USO PERS. E DOMESTICO
72 - INFORMATICA E ATTIVITA' CONNESSE
73 - RICERCA E SVILUPPO
74 - ALTRE ATTIVITA' PROFESSIONALI ED IMPRENDITORIALI
M - ISTRUZIONE
N - SANITA' E ALTRI SERVIZI SOCIALI
O - ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E PERSONALI
90 - SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI, DELLE ACQUE DI
SCARICO E SIMILI
92 - ATTIVITA' RICREATIVE, CULTURALI E SPORTIVE
93 - ALTRE ATTIVITA' DEI SERVIZI
TOTALE

IMPRESE
1981

1991

ADDETTI
2001

1981

DIM. MEDIA IMPRESE

1991

2001

1981

1991

2001

4.393
4.038

2.734
2.458

2.900
2.583

8.978
8.261

6.364
5.753

5.229
4.661

2,0
2,0

2,3
2,3

1,8
1,8

303

221

275

568

478

491

1,9

2,2

1,8

52
422
0

55
329
1

42
317
0

149
4321
0

133
2900
3

77
2453
0

2,9
10,2
n.c.

2,4
8,8
3,0

1,8
7,7
n.c.

66

66,0

n.c.

n.c.

2
1
418
54.832
5.834
2
5.730
4.611
783

0
0
328
45.729
4.984
3
3.241
3.383
551

0
0
317
44.278
5.049
2
2.297
2.139
276

237
4
4.014
793.885
47.432
67
70.394
34.693
8.583

0
0
2.897
664.403
43.864
62
54.121
27.195
6.021

0
0
2.453
565.630
38.918
7
40.812
18.676
2.381

118,5
4,0
9,6
14,5
8,1
33,5
12,3
7,5
11,0

n.c.
n.c.
8,8
14,5
8,8
20,7
16,7
8,0
10,9

n.c.
n.c.
7,7
12,8
7,7
3,5
17,8
8,7
8,6

5.838

3.978

3.515

19.563

15.610

14.090

3,4

3,9

4,0

380

382

331

14.014

13.563

12.143

36,9

35,5

36,7

1.752

2.067

2.142

20.047

18.426

18.710

11,4

8,9

8,7

24

40

23

1.581

1.562

1.411

65,9

39,1

61,3

547

458

433

13.217

10.261

14.443

24,2

22,4

33,4

1.724

1.176

1.347

40.487

29.897

32.827

23,5

25,4

24,4

1.518

1.492

1.513

20.184

14.407

14.256

13,3

9,7

9,4

529

364

328

37.420

17.905

12.478

70,7

49,2

38,0

11.920

9.539

10.112

84.684

75.960

82.326

7,1

8,0

8,1

4.041

3.992

4.832

81.513

68.959

80.763

20,2

17,3

16,7

44

42

186

25.865

20.762

4.154

587,8

494,3

22,3

1.715

1.668

1.877

36.868

25.517

26.526

21,5

15,3

14,1

833

879

755

11.310

14.077

7.539

13,6

16,0

10,0

1.523

2.313

2.275

10.691

11.354

9.531

7,0

4,9

4,2

667

533

473

184.865

161.986

98.795

277,2

303,9

208,9

166
4.651
0

219
4.266
159

218
3.960
195

7.837
22.570
0

9.933
22.358
603

11.032
22.797
1.015

47,2
4,9
n.c.

45,4
5,2
3,8

50,6
5,8
5,2

185

168

226

8706

9248

9647

47,1

55,0

42,7

72

87

155

6.555

7.952

8.226

91,0

91,4

53,1

113
30.499

81
32.081

71
47.838

2.151
93.615

1.296
102.864

1.421
123.465

19,0
3,1

16,0
3,2

20,0
2,6

105.220

100.721

93.993

246.921

254.635

233.578

2,3

2,5

2,5

13.407

13.841

12.136

42.219

40.419

37.901

3,1

2,9

3,1

19.210

20.477

30.563

61.157

69.150

75.182

3,2

3,4

2,5

72.603
14.369
11.372
10.108
54
5
1.180
25
2.645

66.403
14.941
10.545
9.056
55
18
1.267
149
4.454

51.294
17.199
12.100
10.286
68
19
1.578
149
7.404

143.545
40.432
42.959
33.263
58
45
9.299
294
42.200

145.066
45.265
135.038
33.769
79
246
10.734
90.210
53.288

120.495
51.126
86.244
42.016
72
225
23.313
20.618
62.153

2,0
2,8
3,8
3,3
1,1
9,0
7,9
11,8
16,0

2,2
3,0
12,8
3,7
1,4
13,7
8,5
605,4
12,0

2,3
3,0
7,1
4,1
1,1
11,8
14,8
138,4
8,4

459

724

139

29.925

36.785

42.300

65,2

50,8

304,3

22

11

16

5.779

6.116

5.524

262,7

556,0

345,3

2.164

3.719

7.249

6.496

10.387

14.329

3,0

2,8

2,0

8.840

30.592

68.367

41.837

110.303

193.890

4,7

3,6

2,8

2.312

4.283

15.052

4.516

8.646

24.304

2,0

2,0

1,6

304

575

880

1.055

1.603

2.067

3,5

2,8

2,3

741
31
5.452
810
257
15851

2.912
209
22.613
993
8.778
17118

6.556
593
45.286
1.148
11.766
21261

4.202
2.470
29.594
4.502
4.645
33313

18.472
3.627
77.955
5.829
20.263
37291

33.105
3.423
130.991
4.042
25.771
46187

5,7
79,7
5,4
5,6
18,1
2,1

6,3
17,4
3,4
5,9
2,3
2,2

5,0
5,8
2,9
3,5
2,2
2,2

190

186

228

3.400

5.183

6.207

17,9

27,9

27,2

1.504
14.157
249.695

2.500
14.432
269.183

3.589
17.444
328.797

7.144
22.769
1.366.314

7.750
24.358
1.447.691

9.773
30.207
1.409.415

4,8
1,6
5,5

3,1
1,7
5,4

2,7
1,7
4,3

Fonti: ISTAT, Censimenti generali dell'industria e dei servizi, 1981, 1991 e 2001.

Tabella 16 - PIEMONTE. Unit locali delle imprese e relativi addetti per divisione di attivit economica, 1981, 1991 e 2001
ATTIVITA' ECONOMICA
AB - AGRICOLTURA, CACCIA, PESCA E SILVICOLTURA
01 - AGRICOLTURA, CACCIA E RELATIVI SERVIZI
02 - SILVICOLTURA E UTILIZZAZIONE DI AREE FORESTALI E
SERVIZI CONNESSI
05 - PESCA, PISCICOLTURA E SERVIZI CONNESSI
C - ESTRAZIONE DI MINERALI ENERGETICI
10 - ESTRAZIONE DI CARBON FOSSILE E LIGNITE
11 - ESTRAZIONE DI PETROLIO, GAS NATURALE E SERVIZI
CONNESSI, ESCLUSA PROSPEZIONE
12 - ESTRAZIONE DI MINERALI DI URANIO E DI TORIO
13 - ESTRAZIONE DI MINERALI METALLIFERI
14 - ALTRE INDUSTRIE ESTRATTIVE
D - ATTIVITA' MANIFATTURIERE
15 - INDUSTRIE ALIMENTARI E DELLE BEVANDE
16 - INDUSTRIA DEL TABACCO
17 - INDUSTRIE TESSILI
18 - CONFEZIONE DI ARTICOLI DI VESTIARIO
19 - PREPARAZIONE E CONCIA CUOIO
20 - INDUSTRIA DEL LEGNO E PRODOTTI IN LEGNO, SUGHERO,
PAGLIA, ESCLUSI I MOBILI
21 - FABBRICAZIONE DELLA PASTA-CARTA, DELLA CARTA E
DEI PRODOTTI DI CARTA
22 - EDITORIA, STAMPA E RIPRODUZIONE DI SUPPORTI
REGISTRATI
23 - FABBRICAZIONE DI COKE, RAFFINERIE DI PETROLIO,
TRATTAMENTO COMBUST. NUCLEARI
24 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI E DI FIBRE
SINTETICHE E ARTIFICIALI
25 - FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN GOMMA E MATERIE
PLASTICHE
26 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI DELLA LAVORAZIONE DI
MINERALI NON METALLIFERI
27 - PRODUZIONE DI METALLI E LORO LEGHE
28 - FABBRICAZIONE E LAVORAZ. DEI PRODOTTI IN METALLO,
ESCLUSE MACCHINE E IMPIANTI
29 - FABBRICAZIONE MACCHINE ED APPARECCHI MECCANICI
30 - FABBRICAZIONE DI MACCHINE PER UFFICIO, DI
ELABORATORI E SISTEMI INFORMATICI
31 - FABBRICAZIONE DI MACCHINE ED APPARECCHI ELETTRICI
N.C.A.
32 - FABBRICAZIONE APPARECCHI RADIOTELEVISIVI E PER LE
COMUNICAZIONI
33 - FABBRICAZIONE APPARECCHI MEDICALI, PRECISIONE,
STRUMENTI OTTICI E OROLOGI
34 - FABBRICAZIONE DI AUTOVEICOLI, RIMORCHI E
SEMIRIMORCHI
35 - FABBRICAZIONE DI ALTRI MEZZI DI TRASPORTO
36 - FABBRICAZIONE DI MOBILI
37 - RECUPERO E PREPARAZIONE PER IL RICICLAGGIO
E - PRODUZIONE E DISTIBUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA,
GAS, VAPORE E ACQUA CALDA
40 - PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA, DI GAS, DI VAPORE
E ACQUA CALDA
41 - RACCOLTA, DEPURAZIONE E DISTRIBUZIONE D'ACQUA
F - COSTRUZIONI
G - COMMERCIO, RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI, MOTOCICLI
E DI BENI PERSONALI E PER LA CASA
50 - COMMERCIO, MANUTENZ. E RIPARAZ. AUTOVEICOLI E
MOTO
51 - COMMERCIO ALL'INGROSSO E INTERMEDIARI DEL COMM.,
AUTOVEICOLI E MOTO ESCLUSI
52 - COMMERCIO AL DETTAGLIO, ESCLUSO AUTO E MOTO
H - ALBERGHI E RISTORANTI
I - TRASPORTI, MAGAZZINAGGIO E COMUNICAZIONI
60 - TRASPORTI TERRESTRI
61 - TRASPORTI MARITTIMI E PER VIE D'ACQUA
62 - TRASPORTI AEREI
63 - ATTIVITA' DI SUPPORTO ED AUSILIARIE DEI TRASPORTI
64 - POSTE E TELECOMUNICAZIONI
J - INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA
65 - INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA (ESCLUSE
ASSICURAZ. E FONDI PENSIONE)
66 - ASSICURAZIONI E FONDI PENSIONE, ESCLUSE LE
ASSICUR. SOCIALI OBBLIGATORIE
67 - ATTIVITA' AUSILIARIE DELLA INTERMEDIAZIONE
FINANZIARIA
K - ATTIVITA' IMMOBILIARI, NOLEGGIO, INFORMATICA,
RICERCA, ALTRE ATTIVITA' PROFESSIONALI ED
IMPRENDITORIALI
70 - ATTIVITA' IMMOBILIARI
71 - NOLEGGIO MACCHINARI, ATTREZZ. SENZA OPERATORE,
BENI PER USO PERS. E DOMESTICO
72 - INFORMATICA E ATTIVITA' CONNESSE
73 - RICERCA E SVILUPPO
74 - ALTRE ATTIVITA' PROFESSIONALI ED IMPRENDITORIALI
M - ISTRUZIONE
N - SANITA' E ALTRI SERVIZI SOCIALI
O - ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E PERSONALI
90 - SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI, DELLE ACQUE DI
SCARICO E SIMILI
92 - ATTIVITA' RICREATIVE, CULTURALI E SPORTIVE
93 - ALTRE ATTIVITA' DEI SERVIZI
TOTALE

UNITA' LOCALI
1981

1991

ADDETTI
2001

1981

1991

DIM. MEDIA UNITA' LOCALI


2001

1981

1991

2001

4.515
4.124

2.816
2.527

2.958
2.636

8.792
8.050

6.101
5.490

5.457
4.882

1,9
2,0

2,2
2,2

1,8
1,9

332

234

277

579

480

493

1,7

2,1

1,8

59
595
1

55
500
1

45
444
0

163
4430
30

131
3363
3

82
2618
0

2,8
7,4
30,0

2,4
6,7
3,0

1,8
5,9
n.c.

312

108

4,0

62,4

54,0

4
6
583
57.507
6.172
3
5.947
4.710
805

0
0
494
49.038
5.412
6
3.441
3.506
578

0
0
442
48.432
5.560
2
2.537
2.300
295

483
22
3.891
752.700
44.157
392
75.209
35.221
8.385

0
0
3.048
602.230
42.601
379
52.860
27.820
6.042

0
0
2.510
516.537
39.403
7
40.748
17.005
2.339

120,8
3,7
6,7
13,1
7,2
130,7
12,6
7,5
10,4

n.c.
n.c.
6,2
12,3
7,9
63,2
15,4
7,9
10,5

n.c.
n.c.
5,7
10,7
7,1
3,5
16,1
7,4
7,9

5.958

4.119

3.696

19.792

15.059

13.961

3,3

3,7

3,8
21,6

416

426

378

13.409

9.767

8.160

32,2

22,9

1.823

2.221

2.338

19.077

17.377

17.317

10,5

7,8

7,4

44

82

61

1.689

1.911

1.782

38,4

23,3

29,2

680

616

573

23.073

15.705

15.011

33,9

25,5

26,2

1.867

1.296

1.526

44.182

30.322

33.265

23,7

23,4

21,8

1.733

1.744

1.815

20.051

15.825

14.249

11,6

9,1

7,9

595

432

402

39.226

21.128

16.337

65,9

48,9

40,6

12.274

9.972

10.896

89.826

77.463

82.617

7,3

7,8

7,6

4.281

4.318

5.306

74.533

67.054

72.776

17,4

15,5

13,7

55

64

217

13.914

9.076

4.420

253,0

141,8

20,4

1.897

1.858

2.072

35.785

26.576

25.543

18,9

14,3

12,3

884

950

830

12.249

13.521

7.529

13,9

14,2

9,1

1.574

2.447

2.386

10.967

11.148

10.246

7,0

4,6

4,3

778

657

617

135.638

102.141

60.759

174,3

155,5

98,5

192
4.819
0

255
4.463
175

259
4.146
220

13.167
22.758
0

15.624
22.195
636

11.085
20.959
1.019

68,6
4,7
n.c.

61,3
5,0
3,6

42,8
5,1
4,6

705

610

552

16773

15783

10223

23,8

25,9

18,5

537

469

425

15.014

14.487

8.924

28,0

30,9

21,0

168
33.225

141
36.105

127
49.015

1.759
94.295

1.296
103.766

1.299
124.725

10,5
2,8

9,2
2,9

10,2
2,5

110.492

107.437

102.496

255.096

266.307

246.729

2,3

2,5

2,4

14.282

14.610

12.862

42.263

43.592

37.751

3,0

3,0

2,9

20.618

22.283

32.421

65.597

73.171

76.758

3,2

3,3

2,4

75.592
15.056
16.006
10.857
61
11
3.360
1717
4.455

70.544
16.054
13.576
9.807
64
39
1.716
1950
6.850

57.213
18.298
15.244
10.962
74
30
2.390
1788
10.477

147.236
43.496
94.880
56.273
374
134
13.136
24963
40.875

149.544
48.088
88.182
49.304
386
367
12.110
26.015
50.544

132.220
58.303
97.004
45.325
351
296
27.897
23.135
50.582

1,9
2,9
5,9
5,2
6,1
12,2
3,9
14,5
9,2

2,1
3,0
6,5
5,0
6,0
9,4
7,1
13,3
7,4

2,3
3,2
6,4
4,1
4,7
9,9
11,7
12,9
4,8

1787

2402

2579

30.194

35.276

32.951

16,9

14,7

12,8

258

297

134

4.178

4.825

3.325

16,2

16,2

24,8

2.410

4.151

7.764

6.503

10.443

14.306

2,7

2,5

1,8

18.288

32.552

71.404

62.422

112.894

211.230

3,4

3,5

3,0

2.405

4.466

15.353

4.407

8.434

24.281

1,8

1,9

1,6

346

627

982

1.192

1.646

2.224

3,4

2,6

2,3

871
41
14.625
904
6123
16563

3.206
231
24.022
1165
10.104
17883

7.114
614
47.341
1.303
13.025
22073

5.379
2.599
48.845
4.553
13.326
35937

19.570
3.302
79.942
5.645
20.449
38712

37.137
3.593
143.995
3.889
27.028
47577

6,2
63,4
3,3
5,0
2,2
2,2

6,1
14,3
3,3
4,8
2,0
2,2

5,2
5,9
3,0
3,0
2,1
2,2

269

302

363

3.527

4.727

6.364

13,1

15,7

17,5

1.866
14.428
284.434

2.791
14.790
294.690

3.853
17.857
355.721

9.513
22.897
1.427.575

9.534
24.451
1.362.064

10.934
30.279
1.401.902

5,1
1,6
5,0

3,4
1,7
4,6

2,8
1,7
3,9

Fonti: ISTAT, Censimenti generali dell'industria e dei servizi, 1981, 1991 e 2001.

Tabella 17 - ITALIA. Imprese e addetti per divisione di attivit economica, 1981, 1991 e 2001
IMPRESE

ATTIVITA' ECONOMICA

1981

1991

ADDETTI
2001

1981

1991

DIM. MEDIA IMPRESE


2001

1981

1991

2001

AB - AGRICOLTURA CACCIA E PESCA


C - ESTRAZIONE DI MINERALI
D - ATTIVITA' MANIFATTURIERE
15 - INDUSTRIE ALIMENTARI E DELLE BEVANDE
16 - INDUSTRIA DEL TABACCO
17 - INDUSTRIE TESSILI
18 - CONFEZIONE DI ARTICOLI DI VESTIARIO
19 - PREPARAZIONE E CONCIA CUOIO
20 - INDUSTRIA DEL LEGNO E PRODOTTI IN LEGNO,
SUGHERO, PAGLIA, ESCLUSI I MOBILI
21 - FABBRICAZIONE DELLA PASTA-CARTA, DELLA CARTA E
DEI PRODOTTI DI CARTA
22 - EDITORIA, STAMPA E RIPRODUZIONE DI SUPPORTI
REGISTRATI
23 - FABBRICAZIONE DI COKE, RAFFINERIE DI PETROLIO,
TRATTAMENTO COMBUST. NUCLEARI
24 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI E DI FIBRE
SINTETICHE E ARTIFICIALI
25 - FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN GOMMA E MATERIE
PLASTICHE
26 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI DELLA LAVORAZIONE DI
MINERALI NON METALLIFERI
27 - PRODUZIONE DI METALLI E LORO LEGHE
28 - FABBRICAZIONE E LAVORAZ. DEI PRODOTTI IN METALLO,
ESCLUSE MACCHINE E IMPIANTI

30.215
114
591.014
55.636
139
72.289
65.846
29.865

31.408
43
552.334
61.903
106
43.598
57.405
26.638

34.316
28
542.876
66.936
77
29.564
43.780
22.808

110.195
13.844
5.862.347
470.438
9.831
539.239
413.556
277.861

96.759
12.690
5.262.555
466.146
19.365
410.706
415.299
244.271

98.934
6.390
4.894.796
446.785
8.350
311.010
298.619
206.829

3,6
121,4
9,9
8,5
70,7
7,5
6,3
9,3

3,1
295,1
9,5
7,5
182,7
9,4
7,2
9,2

2,9
228,2
9,0
6,7
108,4
10,5
6,8
9,1

75.677

55.703

47.812

240.443

186.503

178.985

3,2

3,3

3,7

4.238

4.440

4.568

96.160

87.593

83.686

22,7

19,7

18,3

20.449

24.848

26.896

192.418

198.062

175.137

9,4

8,0

6,5

251

488

424

24.462

30.325

24.780

97,5

62,1

58,4

6.216

5.455

5.904

309.721

247.215

206.719

49,8

45,3

35,0

18.650

12.167

13.412

221.162

182.684

218.299

11,9

15,0

16,3

24.171

25.359

26.796

339.604

276.096

253.541

14,1

10,9

9,5

4.568

3.454

3.318

275.810

170.091

138.288

60,4

49,2

41,7

92.595

87.963

95.852

589.466

610.698

695.705

6,4

6,9

7,3

29 - FABBRICAZIONE MACCHINE ED APPARECCHI MECCANICI

33.883

33.685

42.235

591.302

542.868

602.139

17,5

16,1

14,3

250

250

1.521

44.558

44.033

18.052

178,2

176,1

11,9

12.765

15.003

18.427

254.806

209.892

209.820

20,0

14,0

11,4

30 - FABBRICAZIONE DI MACCHINE PER UFFICIO, DI


ELABORATORI E SISTEMI INFORMATICI
31 - FABBRICAZIONE DI MACCHINE ED APPARECCHI
ELETTRICI N.C.A.
32 - FABBRICAZIONE APPARECCHI RADIOTELEVISIVI E PER LE
COMUNICAZIONI
33 - FABBRICAZIONE APPARECCHI MEDICALI, PRECISIONE,
STRUMENTI OTTICI E OROLOGI
34 - FABBRICAZIONE DI AUTOVEICOLI, RIMORCHI E
SEMIRIMORCHI
35 - FABBRICAZIONE DI ALTRI MEZZI DI TRASPORTO
36 - FABBRICAZIONE DI MOBILI
37 - RECUPERO E PREPARAZIONE PER IL RICICLAGGIO
E - PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA,
GAS E ACQUA
F - COSTRUZIONI
G - COMMERCIO, RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI, MOTOCICLI
E DI BENI PERSONALI E PER LA CASA
50 - COMMERCIO, MANUTENZ. E RIPARAZ. AUTOVEICOLI E
MOTO
51 - COMMERCIO ALL'INGROSSO E INTERMEDIARI DEL COMM.,
AUTOVEICOLI E MOTO ESCLUSI

6.291

9.596

8.866

133.452

137.958

107.799

21,2

14,4

12,2

12.799

24.393

24.757

104.560

118.993

126.812

8,2

4,9

5,1

2.291

1.928

1.773

287.891

222.516

174.391

125,7

115,4

98,4

2.867
49.278
0

3.486
53.120
1.346

4.324
50.588
2.238

135.072
310.535
0

126.412
309.270
5.559

93.868
301.692
13.490

47,1
6,3
n.c.

36,3
5,8
4,1

21,7
6,0
6,0
64,7

1.398

1.273

1.983

42.878

172.339

128.287

30,7

135,4

290.105

332.995

515.777

1.193.356

1.337.725

1.529.146

4,1

4,0

3,0

1.282.844

1.280.044

1.230.731

3.053.706

3.250.564

3.147.776

2,4

2,5

2,6

159.024

173.744

153.473

455.649

480.295

456.261

2,9

2,8

3,0

196.258

235.621

381.587

742.776

873.449

1.027.206

3,8

3,7

2,7

52 - COMMERCIO AL DETTAGLIO, ESCLUSO AUTO E MOTO

927.562

870.679

695.671

1.855.281

1.896.820

1.664.309

2,0

2,2

2,4

H - ALBERGHI E RISTORANTI
I - TRASPORTI, MAGAZZINAGGIO E COMUNICAZIONI
60 - TRASPORTI TERRESTRI
61 - TRASPORTI MARITTIMI E PER VIE D'ACQUA
62 - TRASPORTI AEREI

212.858
132.164
112.586
648
91

217.628
124.768
103.200
519
183

244.540
157.390
127.576
1.135
241

644.223
679.386
399.193
27.313
21.706

725.481
1.131.915
563.397
18.143
24.574

850.674
1.198.824
533.988
20.502
25.227

3,0
5,1
3,5
42,1
238,5

3,3
9,1
5,5
35,0
134,3

3,5
7,6
4,2
18,1
104,7

63 - ATTIVITA' DI SUPPORTO ED AUSILIARIE DEI TRASPORTI

18.457

19.446

25.982

151.790

180.506

327.192

8,2

9,3

12,6

64 - POSTE E TELECOMUNICAZIONI
J - INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA
65 - INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA (ESCLUSE
ASSICURAZ. E FONDI PENSIONE)
66 - ASSICURAZIONI E FONDI PENSIONE, ESCLUSE LE
ASSICUR. SOCIALI OBBLIGATORIE
67 - ATTIVITA' AUSILIARIE DELLA INTERMEDIAZIONE
FINANZIARIA
K - ATTIVITA' IMMOBILIARI, NOLEGGIO, INFORMATICA,
RICERCA, ALTRE ATTIVITA' PROFESSIONALI ED
IMPRENDITORIALI
70 - ATTIVITA' IMMOBILIARI
71 - NOLEGGIO MACCHINARI, ATTREZZ. SENZA OPERATORE,
BENI PER USO PERS. E DOMESTICO
72 - INFORMATICA E ATTIVITA' CONNESSE
73 - RICERCA E SVILUPPO

382
27.775

1.420
49.897

2.456
81.870

79.384
446.745

345.295
573.270

291.915
590.267

207,8
16,1

243,2
11,5

118,9
7,2

4.002

8.177

2.022

336.016

414.578

395.561

84,0

50,7

195,6

74 - ALTRE ATTIVITA' PROFESSIONALI ED IMPRENDITORIALI


M - ISTRUZIONE
N - SANITA' E ALTRI SERVIZI SOCIALI
O - ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E PERSONALI
90 - SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI, DELLE ACQUE DI
SCARICO E SIMILI
92 - ATTIVITA' RICREATIVE, CULTURALI E SPORTIVE
93 - ALTRE ATTIVITA' DEI SERVIZI
TOTALE

402

225

200

45.311

48.729

40.591

112,7

216,6

203,0

23.371

41.495

79.648

65.418

109.963

154.115

2,8

2,7

1,9

84.216

375.729

846.518

382.656

1.157.454

2.237.976

4,5

3,1

2,6

22.782

41.080

146.628

46.144

83.187

226.881

2,0

2,0

1,5

3.797

7.907

12.067

12.817

19.525

29.855

3,4

2,5

2,5

6.533
462

31.493
2.492

78.231
9.182

42.688
9.925

174.015
14.145

354.772
22.874

6,5
21,5

5,5
5,7

4,5
2,5

50.642

292.757

600.410

271.082

866.582

1.603.594

5,4

3,0

2,7

9.259
5.610
175.378

12.091
114.201
199.563

14.409
166.030
229.269

45.411
81.413
402.080

63.349
264.187
476.776

49.342
355.601
569.574

4,9
14,5
2,3

5,2
2,3
2,4

3,4
2,1
2,5

1.647

2.670

4.039

34.610

53.450

84.943

21,0

20,0

21,0

24.837
148.894

38.937
157.956

55.704
169.526

113.240
254.230

134.996
288.330

169.393
315.238

2.780.894

3.227.799

3.995.066

12.667.284

14.133.827

15.318.652

4,6
1,7
4,6

3,5
1,8
4,4

3,0
1,9
3,8

Fonti: ISTAT, Censimenti generali dell'industria e dei servizi, 1981, 1991 e 2001.

Tabella 18 - ITALIA. Unit locali delle imprese e relativi addetti per divisione di attivit economica, 1981, 1991 e 2001
ATTIVITA' ECONOMICA

UNITA' LOCALI

ADDETTI

1991

AB - AGRICOLTURA CACCIA E PESCA


C - ESTRAZIONE DI MINERALI
D - ATTIVITA' MANIFATTURIERE
15 - INDUSTRIE ALIMENTARI E DELLE BEVANDE
16 - INDUSTRIA DEL TABACCO
17 - INDUSTRIE TESSILI
18 - CONFEZIONE DI ARTICOLI DI VESTIARIO
19 - PREPARAZIONE E CONCIA CUOIO
20 - INDUSTRIA DEL LEGNO E PRODOTTI IN LEGNO,
SUGHERO, PAGLIA, ESCLUSI I MOBILI
21 - FABBRICAZIONE DELLA PASTA-CARTA, DELLA CARTA E
DEI PRODOTTI DI CARTA
22 - EDITORIA, STAMPA E RIPRODUZIONE DI SUPPORTI
REGISTRATI
23 - FABBRICAZIONE DI COKE, RAFFINERIE DI PETROLIO,
TRATTAMENTO COMBUST. NUCLEARI
24 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI E DI FIBRE
SINTETICHE E ARTIFICIALI
25 - FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN GOMMA E MATERIE
PLASTICHE
26 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI DELLA LAVORAZIONE DI
MINERALI NON METALLIFERI
27 - PRODUZIONE DI METALLI E LORO LEGHE
28 - FABBRICAZIONE E LAVORAZ. DEI PRODOTTI IN METALLO,
ESCLUSE MACCHINE E IMPIANTI

32.242
297
621.246
59.675
257
74.431
67.278
30.609

33.244
169
592.041
67.642
256
45.780
59.637
27.570

35.083
98
590.435
73.680
169
31.984
46.377
24.195

104.776
12.941
5.828.409
459.378
22.577
536.928
414.092
276.799

94.612
12.244
5.212.225
457.200
17.625
403.924
418.857
243.542

99.871
6.391
4.895.858
443.930
7.834
309.487
298.241
206.035

3,2
43,6
9,4
7,7
87,8
7,2
6,2
9,0

2,8
72,4
8,8
6,8
68,8
8,8
7,0
8,8

2,8
65,2
8,3
6,0
46,4
9,7
6,4
8,5

77.472

57.618

50.250

241.956

186.176

179.313

3,1

3,2

3,6

4.645

4.894

5.175

98.800

88.593

84.212

21,3

18,1

16,3

21.676

26.891

29.166

187.098

195.403

173.431

8,6

7,3

5,9

509

1.006

913

30.585

29.057

24.537

60,1

28,9

26,9

7.686

7.170

7.721

296.110

237.409

205.153

38,5

33,1

26,6

19.894

13.247

15.115

222.027

179.439

216.876

11,2

13,5

14,3

27.435

29.457

31.177

337.849

276.356

253.664

12,3

9,4

8,1

5.149

4.056

3.984

281.201

170.381

139.287

54,6

42,0

35,0

95.821

92.143

102.295

596.917

614.589

700.984

6,2

6,7

6,9

29 - FABBRICAZIONE MACCHINE ED APPARECCHI MECCANICI

36.316

36.865

46.481

575.197

538.947

597.544

15,8

14,6

12,9

338

385

1.715

28.959

25.565

19.257

85,7

66,4

11,2

14.463

16.528

20.282

258.446

207.798

211.404

17,9

12,6

10,4

30 - FABBRICAZIONE DI MACCHINE PER UFFICIO, DI


ELABORATORI E SISTEMI INFORMATICI
31 - FABBRICAZIONE DI MACCHINE ED APPARECCHI
ELETTRICI N.C.A.
32 - FABBRICAZIONE APPARECCHI RADIOTELEVISIVI E PER LE
COMUNICAZIONI
33 - FABBRICAZIONE APPARECCHI MEDICALI, PRECISIONE,
STRUMENTI OTTICI E OROLOGI
34 - FABBRICAZIONE DI AUTOVEICOLI, RIMORCHI E
SEMIRIMORCHI
35 - FABBRICAZIONE DI ALTRI MEZZI DI TRASPORTO
36 - FABBRICAZIONE DI MOBILI
37 - RECUPERO E PREPARAZIONE PER IL RICICLAGGIO
E - PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA,
GAS E ACQUA
F - COSTRUZIONI
G - COMMERCIO, RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI, MOTOCICLI
E DI BENI PERSONALI E PER LA CASA
50 - COMMERCIO, MANUTENZ. E RIPARAZ. AUTOVEICOLI E
MOTO
51 - COMMERCIO ALL'INGROSSO E INTERMEDIARI DEL COMM.,
AUTOVEICOLI E MOTO ESCLUSI

2001

1981

1991

DIM. MEDIA UNITA' LOCALI

1981

2001

1981

1991

2001

6.790

10.494

9.677

133.837

138.834

107.578

19,7

13,2

11,1

13.645

26.230

26.244

99.277

117.761

126.004

7,3

4,5

4,8

2.603

2.311

2.229

275.306

214.049

172.932

105,8

92,6

77,6

3.296
51.258
0

4.143
56.254
1.464

4.951
54.113
2.542

144.265
310.805
0

136.115
309.098
5.507

103.096
301.393
13.666

43,8
6,1
n.c.

32,9
5,5
3,8

20,8
5,6
5,4
22,5

6.392

5.954

5.567

161.649

170.206

125.008

25,3

28,6

329.265

388.018

529.757

1.192.398

1.332.233

1.528.629

3,6

3,4

2,9

1.355.358

1.378.320

1.341.087

3.093.943

3.304.795

3.154.468

2,3

2,4

2,4

170.315

184.588

164.079

468.167

491.148

457.527

2,7

2,7

2,8

212.353

256.922

404.278

760.068

902.672

1.021.666

3,6

3,5

2,5

52 - COMMERCIO AL DETTAGLIO, ESCLUSO AUTO E MOTO

972.690

936.810

772.730

1.865.708

1.910.975

1.675.275

1,9

2,0

2,2

H - ALBERGHI E RISTORANTI
I - TRASPORTI, MAGAZZINAGGIO E COMUNICAZIONI
60 - TRASPORTI TERRESTRI
61 - TRASPORTI MARITTIMI E PER VIE D'ACQUA
62 - TRASPORTI AEREI

223.728
194.499
119.762
878
235

234.298
158.729
111.972
766
576

261.304
188.732
135.135
1.319
457

651.944
1.143.506
604.962
27.209
20.156

727.884
1.116.724
538.266
21.415
23.922

853.122
1.188.495
531.539
20.394
24.973

2,9
5,9
5,1
31,0
85,8

3,1
7,0
4,8
28,0
41,5

3,3
6,3
3,9
15,5
54,6

63 - ATTIVITA' DI SUPPORTO ED AUSILIARIE DEI TRASPORTI

56.529

25.386

33.765

196.487

185.610

322.071

3,5

7,3

9,5

64 - POSTE E TELECOMUNICAZIONI
J - INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA
65 - INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA (ESCLUSE
ASSICURAZ. E FONDI PENSIONE)
66 - ASSICURAZIONI E FONDI PENSIONE, ESCLUSE LE
ASSICUR. SOCIALI OBBLIGATORIE
67 - ATTIVITA' AUSILIARIE DELLA INTERMEDIAZIONE
FINANZIARIA
K - ATTIVITA' IMMOBILIARI, NOLEGGIO, INFORMATICA,
RICERCA, ALTRE ATTIVITA' PROFESSIONALI ED
IMPRENDITORIALI
70 - ATTIVITA' IMMOBILIARI
71 - NOLEGGIO MACCHINARI, ATTREZZ. SENZA OPERATORE,
BENI PER USO PERS. E DOMESTICO
72 - INFORMATICA E ATTIVITA' CONNESSE
73 - RICERCA E SVILUPPO

17.095
47.129

20.029
78.544

18.056
117.035

294.692
439.512

347.511
568.939

289.518
587.688

17,2
9,3

17,4
7,2

16,0
5,0

17.764

28.133

30.587

327.948

409.536

392.870

18,5

14,6

12,8

3.462

3.707

1.771

45.560

48.915

40.591

13,2

13,2

22,9

25.903

46.704

84.677

66.004

110.488

154.227

2,5

2,4

1,8

210.652

399.878

879.058

631.619

1.174.383

2.237.403

3,0

2,9

2,5

23.872

43.474

149.990

45.899

83.181

226.736

1,9

1,9

1,5

4.317

8.973

13.291

15.908

19.634

29.536

3,7

2,2

2,2

7.793
599

34.992
2.693

84.100
9.424

51.882
11.565

180.949
16.164

354.847
23.139

6,7
19,3

5,2
6,0

4,2
2,5

74 - ALTRE ATTIVITA' PROFESSIONALI ED IMPRENDITORIALI

174.071

309.746

622.253

506.365

874.455

1.603.145

2,9

2,8

2,6

M - ISTRUZIONE
N - SANITA' E ALTRI SERVIZI SOCIALI
O - ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E PERSONALI
90 - SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI, DELLE ACQUE DI
SCARICO E SIMILI
92 - ATTIVITA' RICREATIVE, CULTURALI E SPORTIVE
93 - ALTRE ATTIVITA' DEI SERVIZI
TOTALE

10.809
81.219
184.405

14.925
129.592
209.857

16.501
179.047
239.630

45.851
187.374
409.304

63.811
264.905
479.352

49.304
355.777
574.700

4,2
2,3
2,2

4,3
2,0
2,3

3,0
2,0
2,4

5.774

35.185

54.594

89.393

14,3

14,6

15,5

59.333
120.018
136.499
169.422
174.523
254.101
288.259
315.885
4.307.405 13.506.143 14.138.395 15.319.182

4,0
1,7
4,2

3,1
1,8
4,0

2,9
1,8
3,6

2.469

3.734

30.059
151.877
3.225.771

43.444
162.679
3.550.789

Fonti: ISTAT, Censimenti generali dell'industria e dei servizi, 1981, 1991 e 2001.

Tabella 19 - PIEMONTE. COMMERCIO CON L'ESTERO E QUOTA SUI TOTALI NAZIONALI, 1985-2003
(migliaia di euro)
PIEMONTE
Anni

Import

% import
su Italia

Export

ITALIA
% export
su Italia

Saldo

Import

Export

Saldo

1985

9.364.030

10,9

9.787.016

13,1

422.986

86.239.068

74.564.917

-11.674.151

1986

8.228.701

11,0 10.209.472

14,2

1.980.771

74.567.887

71.742.494

-2.825.394

1987

8.967.301

11,0 10.433.556

13,9

1.466.256

81.487.609

75.207.798

-6.279.811

1988

10.632.369

11,7 12.727.278

15,0

2.094.908

90.729.444

84.985.399

-5.744.045

1989

11.841.448

11,2 14.061.837

14,3

2.220.389

106.039.491

98.025.354

-8.014.137

1990

11.844.963

10,7 14.765.173

14,3

2.920.210

110.586.451

103.431.400

-7.155.052

1991

11.823.998

10,1 14.830.804

13,7

3.006.806

116.587.935

108.315.636

-8.272.299

1992

12.074.903

10,1 15.606.430

13,8

3.531.527

119.875.121

113.329.345

-6.545.776

1993

12.474.050

10,4 17.596.697

12,8

5.122.648

120.329.916

137.488.285

17.158.369

1994

15.044.450

10,7 20.729.724

13,0

5.685.274

140.673.381

159.092.292

18.418.911

1995

18.879.998

10,9 26.929.153

13,7

8.049.155

173.354.498

196.860.291

23.505.793

1996

17.452.750

10,5 26.442.010

13,2

8.989.260

165.930.262

200.842.415

34.912.153

1997

18.289.261

9,9 26.889.622

12,7

8.600.361

184.678.142

211.297.113

26.618.971

1998

18.670.959

9,5 26.946.261

12,2

8.275.302

195.625.267

220.104.912

24.479.645

1999

18.821.936

9,1 26.276.155

11,9

7.454.219

207.015.167

221.040.469

14.025.301

2000

22.069.672

8,5 29.786.771

11,4

7.717.099

258.506.605

260.413.251

1.906.646

2001

21.536.370

8,2 30.682.284

11,2

9.145.914

263.756.567

272.989.617

9.233.050

2002

21.135.449

8,1 29.800.855

11,1

8.665.405

261.225.870

269.063.520

7.837.650

2003

21.058.817

8,2 29.685.688

11,5

8.626.871

257.091.251

258.187.747

1.096.496

Fonte: anni 1985-1990, CSC Confindustria, Indicatori economici provinciali, vari anni; anni 1991-2003, ISTAT, Bancadati COEWEB on line.

Tabella 20 - PIEMONTE. Commercio con l'estero, 1985-2003


(Valori in migliaia di euro 2003)
PIEMONTE

ITALIA

Anni
Import

Export

Saldo

Import

Export

Saldo

1985

19.077.338

19.939.088

861.750 175.694.854 151.911.106

-23.783.749

1986

15.799.929

19.603.207

3.803.278 143.177.800 137.752.762

-5.425.038

1987

16.458.583

19.149.749

2.691.166 149.562.358 138.036.392

-11.525.965

1988

18.592.824

22.256.191

3.663.366 158.658.578 148.613.967

-10.044.611

1989

19.423.528

23.065.632

3.642.104 173.936.577 160.790.988

-13.145.589

1990

18.312.313

22.826.958

4.514.645 170.966.654 159.904.944

-11.061.710

1991

17.179.086

21.547.675

4.368.589 169.390.610 157.371.787

-12.018.823

1992

16.642.838

21.510.343

4.867.504 165.223.880 156.201.836

-9.022.044

1993

16.500.673

23.276.911

6.776.238 159.172.413 181.869.503

22.697.091

1994

19.147.072

26.382.720

7.235.648 179.035.012 202.476.760

23.441.748

1995

22.807.038

32.530.417

9.723.379 209.412.234 237.807.231

28.394.998

1996

20.292.312

30.744.125

10.451.812 192.927.115 233.519.476

40.592.360

1997

20.902.796

30.732.149

9.829.353 211.068.649 241.491.470

30.422.822

1998

20.961.885

30.252.567

9.290.681 219.628.487 247.111.785

27.483.298

1999

20.802.004

29.040.406

8.238.402 228.793.163 244.293.926

15.500.763

2000

23.782.279

32.098.225

8.315.946 278.566.717 280.621.319

2.054.602

2001

22.602.420

32.201.057

9.598.637 276.812.517 286.502.603

9.690.086

2002

21.655.381

30.533.956

8.878.574 267.652.027 275.682.483

8.030.456

2003

21.058.817

29.685.688

8.626.871 257.091.251 258.187.747

1.096.496

Note: i valori in euro 2003 sono stati calcolati utilizzando i coefficienti di rivalutazione monetaria ISTAT.
Fonti: anni 1985 - 1990, CSC Confindustria, Indicatori economici provinciali, vari anni;
anni 1991 - 2003, ISTAT, Bancadati COEWEB on line.

Tabella 21 - PIEMONTE. Grado di apertura ai mercati internazionali, 1985 - 2003


(milioni di euro)
PIEMONTE
Anni
Import

Export

PIL

ITALIA
% import % export su
su PIL
PIL
24,5
25,6

1985

9.364,0

9.787,0

38.183,9

1986

8.228,7

10.209,5

42.247,6

19,5

1987

8.967,3

10.433,6

45.834,8

1988

10.632,4

12.727,3

1989

11.841,4

1990

Import

Export

PIL

% import % export su
su PIL
PIL
20,5
17,7

86.239,1

74.564,9

420.324,0

24,2

74.567,9

71.742,5

465.038,0

16,0

15,4

19,6

22,8

81.487,6

75.207,8

508.534,0

16,0

14,8

51.153,3

20,8

24,9

90.729,4

84.985,4

564.407,0

16,1

15,1

14.061,8

55.499,0

21,3

25,3

106.039,5

98.025,4

618.099,0

17,2

15,9

11.845,0

14.765,2

60.335,7

19,6

24,5

110.586,5

103.431,4

682.153,0

16,2

15,2

1991

11.824,0

14.830,8

64.104,4

18,4

23,1

116.587,9

108.315,6

744.032,0

15,7

14,6

1992

12.074,9

15.606,4

67.465,4

17,9

23,1

119.875,1

113.329,3

783.774,0

15,3

14,5

1993

12.474,0

17.596,7

69.202,9

18,0

25,4

120.329,9

137.488,3

807.362,0

14,9

17,0

1994

15.044,5

20.729,7

74.123,2

20,3

28,0

140.673,4

159.092,3

853.911,0

16,5

18,6

1995

18.880,0

26.929,2

81.112,8

23,3

33,2

173.354,5

196.860,3

923.052,1

18,8

21,3

1996

17.452,7

26.442,0

85.486,6

20,4

30,9

165.930,3

200.842,4

982.443,0

16,9

20,4

1997

18.289,3

26.889,6

89.329,4

20,5

30,1

184.678,1

211.297,1 1.026.287,1

18,0

20,6

1998

18.671,0

26.946,3

92.839,6

20,1

29,0

195.625,3

220.104,9 1.073.018,7

18,2

20,5

1999

18.821,9

26.276,2

96.271,1

19,6

27,3

207.015,2

221.040,5 1.107.994,2

18,7

19,9

2000

22.069,7

29.786,8

100.511,0

22,0

29,6

258.506,6

260.413,3 1.166.548,4

22,2

22,3

2001

21.536,4

30.682,3

103.921,0

20,7

29,5

263.756,6

272.989,6 1.220.146,6

21,6

22,4

2002

21.135,4

29.800,9

106.343,7

19,9

28,0

261.225,9

269.063,5 1.258.349,0

20,8

21,4

2003

21.058,8

29.685,7

n.d.

257.091,3

258.187,7

n.c.

n.c.

Fonti: anni 1985 - 1990, CSC Confindustria, Indicatori economici provinciali, vari anni;
anni 1991 - 2003, ISTAT, Bancadati COEWEB on line

n.d.

n.c.

n.c.

Tabella 22 - PIEMONTE. Importazioni per gruppi di prodotti, 1991-2003


(euro)
Gruppo di prodotti

1991

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

A-PRODOTTI DELL'AGRICOLTURA, DELLA CACCIA E


DELLA SILVICOLTURA

935.041.874

890.419.046

963.889.031

1.274.628.328

1.537.243.401

1.296.599.767

1.408.363.764

1.404.988.209

1.324.039.222

1.517.524.124

1.394.778.785

1.264.238.689

1.256.587.120

B-PRODOTTI DELLA PESCA E DELLA PISCICOLTURA

6.974.007

7.528.916

7.927.747

7.259.977

7.252.308

7.022.315

7.371.694

8.566.902

9.710.889

10.252.582

9.925.617

10.779.093

9.427.721

C-MINERALI ENERGETICI E NON ENERGETICI

875.325.881

761.681.960

648.780.433

612.789.753

535.883.387

734.608.508

598.321.221

471.893.533

560.326.356

796.319.845

164.705.550

390.212.894

512.507.922

DA-PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E TABACCO

873.266.042

858.584.931

756.238.768

857.075.000

939.986.790

903.268.797

895.385.481

883.280.906

856.659.260

929.894.559

1.005.489.561

1.134.659.487

1.244.306.945

DB-PRODOTTI DELLE INDUSTRIE TESSILI E


DELL'ABBIGLIAMENTO

862.089.000

913.812.024

763.125.476

981.371.626

1.142.161.082

1.048.056.138

1.205.840.174

1.249.583.779

1.167.469.535

1.353.216.375

1.462.692.329

1.438.479.505

1.419.212.557

DC-CUOIO E PRODOTTI IN CUOIO, PELLE E SIMILARI

115.290.586

119.200.811

102.839.518

142.550.042

184.617.457

178.348.537

236.352.286

237.745.821

229.549.641

266.729.846

282.802.435

295.896.438

273.756.770

DD-LEGNO E PRODOTTI IN LEGNO

128.517.974

145.632.935

140.583.712

168.192.308

220.234.592

183.009.402

196.900.183

224.881.027

244.268.070

284.180.159

271.430.085

276.731.690

267.995.094

397.112.582

382.983.190

389.155.159

492.186.422

816.385.985

546.294.901

617.791.458

650.786.733

694.137.857

947.515.719

760.043.206

831.342.279

817.599.598

194.442.185

123.136.097

104.529.860

89.776.820

108.566.016

82.945.997

76.817.047

59.652.983

67.073.624

70.691.580

71.943.788

69.205.339

90.169.591

837.120.859

913.233.053

1.194.708.361

1.425.535.637

1.655.259.090

1.573.153.612

1.738.326.750

1.787.571.112

1.754.255.584

2.038.862.686

2.011.423.346

1.984.021.281

1.923.380.273

DH-ARTICOLI IN GOMMA E MATERIE PLASTICHE

449.776.494

456.070.852

540.719.693

660.574.098

774.701.589

729.344.726

781.987.597

864.758.267

892.391.362

977.650.975

946.741.249

945.749.449

921.290.186

DI-PRODOTTI DELLA LAVORAZIONE DI MINERALI NON


METALLIFERI

126.628.206

139.185.829

131.319.593

155.974.800

203.446.761

178.173.556

194.064.032

209.693.475

229.849.423

299.144.965

295.770.412

285.034.394

251.785.868

DJ-METALLI E PRODOTTI IN METALLO

1.294.629.119

1.281.873.743

1.214.170.177

1.627.314.313

2.311.076.308

1.804.662.252

2.001.465.430

2.161.101.609

1.978.724.916

2.446.207.765

2.315.166.717

2.130.834.962

2.133.037.921

DK-MACCHINE ED APPARECCHI MECCANICI

1.294.150.428

1.259.586.675

1.108.692.182

1.383.363.038

1.796.205.185

1.805.534.305

1.841.198.821

2.079.663.061

2.139.086.354

2.554.587.458

2.769.412.533

2.498.322.764

2.534.238.603

DL-MACCHINE ELETTRICHE ED APPARECCHIATURE


ELETTRICHE, ELETTRONICHE ED OTTICHE

1.424.719.898

1.641.355.601

1.673.831.362

2.003.243.263

2.542.463.297

2.395.376.839

2.251.649.828

2.351.677.854

2.355.461.162

2.665.989.759

2.629.771.682

2.517.039.239

2.212.041.690

DM-MEZZI DI TRASPORTO

1.723.202.570

1.868.190.595

1.940.417.396

2.219.455.686

3.043.226.911

2.867.832.182

3.065.895.615

3.410.761.885

3.699.442.928

4.158.468.586

4.228.477.805

4.143.574.234

4.256.476.295

269.888.133

296.469.605

340.529.087

369.280.488

415.926.592

448.498.496

544.623.315

584.045.536

586.294.295

693.926.322

682.743.790

572.941.637

570.389.942

DE-PASTA DA CARTA, CARTA E PRODOTTI DI CARTA;


PRODOTTI DELL'EDITORIA E DELLA STAMPA
DF-COKE, PRODOTTI PETROLIFERI RAFFINATI E
COMBUSTIBILI NUCLEARI
DG-PRODOTTI CHIMICI E FIBRE SINTETICHE E
ARTIFICIALI

DN-ALTRI PRODOTTI DELLE INDUSTRIE


MANIFATTURIERE
D-PRODOTTI TRASFORMATI E MANUFATTI

9.990.834.077 10.399.315.940 10.400.860.344 12.575.893.543 16.154.257.656 14.744.499.740 15.648.298.019 16.755.204.046 16.894.664.011 19.687.066.754 19.733.908.938 19.123.832.698 18.915.681.333

E-ENERGIA ELETTRICA,GAS E ACQUA


K-PRODOTTI DELLE ATTIVITA' INFORMATICHE,
PROFESSIONALI ED IMPRENDITORIALI
O-PRODOTTI DI ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E
PERSONALI
R-MERCI DICHIARATE COME PROVVISTE DI BORDO,
MERCI NAZIONALI DI RITORNO E RESPINTE, MERCI
VARIE

447.005.200

569.267.486

639.851.944

636.257.380

599.292.212

243

494.018

16.991.659

41.908.120

21.588.194

20.596.160

883.660

1.052.585

655.624

610.437

733.713

25.981.237

20.532.260

23.395.645

26.504.049

29.162.237

28.472.991

25.049.369

20.991.994

5.943.140

5.704.188

4.071.760

3.845.910

4.421.301

7.513.603

6.895.045

6.246.606

5.792.497

7.508.488

5.851.588

115.921.383

4.782.964

8.995.002

9.200.087

859.497

154.473

354.329

267.199

186.451

663.483

405.271

4.846.538

156.818.247

183.826.695

318.242.126

TOTALE 11.823.997.640 12.074.902.723 12.474.049.636 15.044.449.905 18.879.998.038 17.452.749.749 18.289.260.664 18.670.958.669 18.821.936.313 22.069.672.227 21.536.369.836 21.135.449.015 21.058.817.340
Fonte: ISTAT, Bancadati COEWEB on line.

Tabella 23 - PIEMONTE. Esportazioni per gruppi di prodotti, 1991-2003


(euro)
Gruppo di prodotti

1991

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

A-PRODOTTI DELL'AGRICOLTURA, DELLA CACCIA E


DELLA SILVICOLTURA

111.140.847

118.211.476

127.055.976

160.890.248

160.131.687

152.367.857

167.782.906

173.276.555

170.819.227

187.845.470

205.674.217

224.876.141

239.813.804

B-PRODOTTI DELLA PESCA E DELLA PISCICOLTURA

699.034

694.666

662.823

886.433

818.735

1.206.992

1.485.816

923.785

777.451

1.420.779

1.012.248

1.114.494

1.029.208

16.638.424

15.823.330

20.092.893

25.244.106

27.281.886

24.977.571

27.121.825

28.616.352

28.019.099

30.270.357

35.228.592

29.431.220

31.228.196

C-MINERALI ENERGETICI E NON ENERGETICI


DA-PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E TABACCO

968.423.312

1.148.029.756

1.422.352.118

1.548.776.120

1.835.619.948

1.818.450.062

1.787.274.396

1.769.475.702

1.788.606.764

1.893.806.565

2.045.410.541

2.198.627.930

2.169.736.083

1.422.550.816

1.507.762.125

1.793.548.339

2.143.058.364

2.514.988.069

2.549.268.387

2.718.699.299

2.766.716.925

2.632.806.153

2.990.511.924

3.162.759.236

2.913.942.760

2.816.001.918

183.199.737

179.440.199

159.436.489

170.508.671

194.821.880

178.846.510

192.556.176

193.681.783

200.486.107

258.712.805

287.495.634

325.983.081

290.382.001

47.359.936

49.333.730

52.794.199

67.062.104

81.277.095

81.078.175

81.656.335

88.247.401

98.297.340

107.612.970

112.144.481

106.587.001

100.006.833

465.008.726

520.675.462

565.539.648

635.082.230

824.567.575

734.084.779

766.324.267

786.556.674

756.693.088

865.791.752

870.505.431

973.109.506

957.135.109

52.055.052

96.755.812

103.620.774

100.578.996

79.981.074

101.657.705

114.435.309

86.669.931

93.273.601

144.877.265

187.752.324

161.584.310

177.043.522

571.885.771

632.162.097

836.193.244

1.048.116.975

1.332.138.407

1.362.378.060

1.338.724.396

1.397.536.441

1.446.354.826

1.662.891.359

1.794.184.978

1.780.284.091

1.801.639.966

DH-ARTICOLI IN GOMMA E MATERIE PLASTICHE

715.895.113

785.898.413

942.982.751

1.119.107.832

1.397.064.159

1.410.797.900

1.530.630.259

1.580.885.952

1.636.174.092

1.762.290.647

1.829.283.172

1.762.415.154

1.744.603.207

DI-PRODOTTI DELLA LAVORAZIONE DI MINERALI NON


METALLIFERI

257.364.530

276.347.929

269.009.173

310.539.937

382.043.775

339.354.552

363.225.389

384.136.487

401.642.505

443.913.915

455.320.667

468.327.544

471.551.539

DJ-METALLI E PRODOTTI IN METALLO

1.023.726.246

1.036.012.998

1.133.577.448

1.325.532.985

1.920.587.850

1.646.558.176

1.716.609.742

1.772.735.188

1.683.615.280

2.017.438.493

1.937.339.303

1.898.893.834

1.931.407.801

DK-MACCHINE ED APPARECCHI MECCANICI

2.952.091.920

3.034.549.486

3.329.036.661

4.089.627.632

5.204.073.641

5.665.181.747

5.875.783.805

5.807.531.531

5.704.784.109

6.205.070.477

6.564.497.085

6.385.231.191

6.030.702.771

DL-MACCHINE ELETTRICHE ED APPARECCHIATURE


ELETTRICHE, ELETTRONICHE ED OTTICHE

1.649.388.271

1.726.956.608

1.978.124.032

2.266.895.223

2.947.268.923

2.593.422.908

2.262.852.428

2.203.701.623

2.056.054.412

2.278.186.639

2.364.198.717

2.148.845.399

2.050.974.127

DM-MEZZI DI TRASPORTO

3.878.621.598

3.949.014.209

4.189.638.736

4.971.512.160

7.119.005.018

6.847.948.427

6.981.019.095

6.972.931.642

6.642.671.507

7.861.839.443

7.623.421.404

7.303.933.185

7.642.683.947

493.657.625

505.329.009

614.074.170

715.288.586

874.789.256

889.865.997

929.521.306

908.094.854

906.292.852

1.055.005.869

1.067.193.829

964.107.587

913.320.779

DB-PRODOTTI DELLE INDUSTRIE TESSILI E


DELL'ABBIGLIAMENTO
DC-CUOIO E PRODOTTI IN CUOIO, PELLE E SIMILARI
DD-LEGNO E PRODOTTI IN LEGNO
DE-PASTA DA CARTA, CARTA E PRODOTTI DI CARTA;
PRODOTTI DELL'EDITORIA E DELLA STAMPA
DF-COKE, PRODOTTI PETROLIFERI RAFFINATI E
COMBUSTIBILI NUCLEARI
DG-PRODOTTI CHIMICI E FIBRE SINTETICHE E
ARTIFICIALI

DN-ALTRI PRODOTTI DELLE INDUSTRIE


MANIFATTURIERE
D-PRODOTTI TRASFORMATI E MANUFATTI

14.681.228.654 15.448.267.835 17.389.927.783 20.511.687.815 26.708.226.671 26.218.893.385 26.659.312.200 26.718.902.134 26.047.752.636 29.547.950.124 30.301.506.802 29.391.872.573 29.097.189.603

E-ENERGIA ELETTRICA,GAS E ACQUA


K-PRODOTTI DELLE ATTIVITA' INFORMATICHE,
PROFESSIONALI ED IMPRENDITORIALI
O-PRODOTTI DI ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E
PERSONALI
R-MERCI DICHIARATE COME PROVVISTE DI BORDO,
MERCI NAZIONALI DI RITORNO E RESPINTE, MERCI
VARIE

7.073

15.136

40.329.528

14.591.768

16.466.937

12.017.432

10.429.677

675.174

6.887.153

4.400.212

4.025.144

4.991.662

6.467.365

6.682.348

17.164.274

12.429.674

11.112.541

16.113.697

11.179.214

10.226.504

7.291.203

6.505.529

3.895.195

4.108.306

5.326.732

5.380.224

3.053.702

7.137.785

2.497.657

3.575.209

3.068.421

3.227.822

3.575.802

2.881.081

5.132.671

12.794.441

15.284.166

8.309.895

4.576.131

6.490.833

8.244.308

8.562.307

9.853.990

9.604.354

4.202.456

125.060.165

136.500.638

304.788.941

TOTALE 14.830.803.879 15.606.430.057 17.596.697.291 20.729.724.090 26.929.152.798 26.442.009.604 26.889.622.064 26.946.260.566 26.276.154.885 29.786.771.395 30.682.284.330 29.800.854.503 29.685.687.952
Fonte: ISTAT, Bancadati COEWEB on line.

Tabella 24 - PIEMONTE. Composizione del commercio con l'estero per gruppi di prodotti, 1991 e 2003
1991
Gruppo di prodotti
A-PRODOTTI DELL'AGRICOLTURA, DELLA CACCIA E DELLA
SILVICOLTURA

Import
milioni
%
euro

2003

Export
milioni
%
euro

Import
milioni
%
euro

Export
milioni
%
euro

935,0

7,9

111,1

0,7

1.256,6

6,0

239,8

0,8

7,0

0,1

0,7

0,0

9,4

0,0

1,0

0,0

C-MINERALI ENERGETICI E NON ENERGETICI

875,3

7,4

16,6

0,1

512,5

2,4

31,2

0,1

DA-PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E TABACCO

873,3

7,4

968,4

6,5

1.244,3

5,9

2.169,7

7,3

DB-PRODOTTI DELLE INDUSTRIE TESSILI E


DELL'ABBIGLIAMENTO

862,1

7,3

1.422,6

9,6

1.419,2

6,7

2.816,0

9,5

DC-CUOIO E PRODOTTI IN CUOIO, PELLE E SIMILARI

115,3

1,0

183,2

1,2

273,8

1,3

290,4

1,0

B-PRODOTTI DELLA PESCA E DELLA PISCICOLTURA

DD-LEGNO E PRODOTTI IN LEGNO

128,5

1,1

47,4

0,3

268,0

1,3

100,0

0,3

397,1

3,4

465,0

3,1

817,6

3,9

957,1

3,2

194,4

1,6

52,1

0,4

90,2

0,4

177,0

0,6

DG-PRODOTTI CHIMICI E FIBRE SINTETICHE E ARTIFICIALI

837,1

7,1

571,9

3,9

1.923,4

9,1

1.801,6

6,1

DH251-ARTICOLI IN GOMMA

318,0

2,7

425,9

2,9

639,9

3,0

994,7

3,4

DH252-ARTICOLI IN MATERIE PLASTICHE

131,8

1,1

290,0

2,0

281,4

1,3

749,9

2,5

DE-PASTA DA CARTA, CARTA E PRODOTTI DI CARTA;


PRODOTTI DELL'EDITORIA E DELLA STAMPA
DF-COKE, PRODOTTI PETROLIFERI RAFFINATI E
COMBUSTIBILI NUCLEARI

DI-PRODOTTI DELLA LAVORAZIONE DI MINERALI NON


METALLIFERI

126,6

1,1

257,4

1,7

251,8

1,2

471,6

1,6

1.088,9

9,2

576,6

3,9

1.692,4

8,0

1.007,0

3,4

205,7

1,7

447,1

3,0

440,7

2,1

924,4

3,1

1.294,2

10,9

2.952,1

19,9

2.534,2

12,0

6.030,7

20,3

DL30-MACCHINE PER UFFICIO E EDP

506,8

4,3

821,1

5,5

255,7

1,2

269,8

0,9

DL31-MACCHINE ED APPARECCHIATURE ELETTRICHE

400,3

3,4

507,5

3,4

1.066,7

5,1

1.040,1

3,5

DL32-APPARECCHIATURE RADIOTELEVISIVE E PER TLC

193,2

1,6

94,1

0,6

443,3

2,1

234,4

0,8

DL33-APPARECCHIATURE MEDICALI, DI PRECISIONE ED


OTTICHE

324,4

2,7

226,7

1,5

446,4

2,1

506,7

1,7

1.358,5

11,5

3.331,4

22,5

3.771,8

17,9

6.704,8

22,6

DM35-ALTRI MEZZI DI TRASPORTO

364,7

3,1

547,2

3,7

484,6

2,3

937,9

3,2

DN-ALTRI PRODOTTI DELLE INDUSTRIE MANIFATTURIERE

269,9

2,3

493,7

3,3

570,4

2,7

913,3

3,1

9.990,8

84,5

14.681,2

99,0

18.915,7

89,8

29.097,2

98,0

0,0

0,0

0,0

0,0

20,6

0,1

0,0

0,0

0,9

0,0

4,4

0,0

21,0

0,1

6,5

0,0

5,9

0,1

3,9

0,0

4,8

0,0

5,1

0,0

DJ27-METALLI
DJ28-PRODOTTI IN METALLO
DK-MACCHINE ED APPARECCHI MECCANICI

DM34-AUTOVEICOLI

D-PRODOTTI TRASFORMATI E MANUFATTI


E-ENERGIA ELETTRICA E GAS
K-PRODOTTI DELLE ATTIVITA' INFORMATICHE,
PROFESSIONALI ED IMPRENDITORIALI
O-PRODOTTI DI ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E
PERSONALI
R-MERCI DICHIARATE COME PROVVISTE DI BORDO, MERCI
NAZIONALI DI RITORNO E RESPINTE, MERCI VARIE
TOTALE
Fonte: ISTAT, Bancadati COEWEB online.

9,0

0,1

12,8

0,1

318,2

1,5

304,8

1,0

11.824,0

100,0

14.830,8

100,0

21.058,8

100,0

29.685,7

100,0

Tabella 25 - PIEMONTE. Composizione del commercio con l'estero per aree di provenienza e destinazione, 1991 e 2003
1991
Import

Area geografica

UNIONE EUROPEA
di cui:

milioni
euro
7.989,2

(1)

2003
Export

67,6

milioni
euro
10.358,6

Import

69,8

milioni
euro
13.274,1

Export

63,0

milioni
euro
18.240,9

%
61,4

FRANCIA

2.761,7

23,4

3.056,4

20,6

4.536,8

21,5

5.428,4

18,3

GERMANIA

2.325,6

19,7

3.094,5

20,9

3.724,4

17,7

4.535,4

15,3

REGNO UNITO

582,3

4,9

1.094,7

7,4

867,8

4,1

2.354,9

7,9

SPAGNA

342,3

2,9

881,8

5,9

989,8

4,7

2.394,0

8,1

1.977,2

16,7

2.231,1

15,0

3.155,2

15,0

3.528,3

11,9

RESTO DELL'UE
ALTRI PAESI EUROPEI

496,7

4,2

864,6

5,8

1.219,0

5,8

2.190,7

7,4

EUROPA CENTRO ORIENTALE

339,3

2,9

568,0

3,8

1.840,1

8,7

2.891,5

9,7

AMERICA SETTENTRIONALE

683,2

5,8

919,3

6,2

723,7

3,4

1.851,8

6,2

di cui:
STATI UNITI

567,9

4,8

817,6

5,5

582,0

2,8

1.652,6

5,6

AMERICA CENTRO MERIDIONALE

349,9

3,0

442,6

3,0

525,5

2,5

750,6

2,5

220,5

1,9

212,8

1,4

301,9

1,4

335,5

1,1

30,3

0,3

59,9

0,4

40,6

0,2

78,2

0,3

1.236,6

10,5

1.068,7

7,2

2.582,1

12,3

2.610,1

8,8

di cui:
BRASILE
ARGENTINA
ASIA
di cui:
GIAPPONE

380,6

3,2

256,9

1,7

664,2

3,2

486,6

1,6

NIC
CINA

343,7

2,9

206,0

1,4

396,9

1,9

664,2

2,2

144,2

1,2

60,7

0,4

795,8

3,8

435,6

1,5

RESTO DEL MONDO

729,2

6,2

609,0

4,1

894,3

4,2

1.150,0

3,9

11.824,0

100,0

14.830,8

100,0

21.058,8

100,0

29.685,7

100,0

(2)

TOTALE

Note:
Sebbene nel 1991 l'Austria, la Finlandia e la Svezia (annessi nel 1995) non facessero ancora parte dell'Unione Europea, tali paesi sono
conteggiati nell'Unione Europea per favorire il confronto con gli anni successivi.
(1)

(2)

Hong Kong, Taiwan, Singapore e Corea del Sud.

Fonte: ISTAT, Bancadati COEWEB online.

Tabella 26 - Andamento dell'occupazione nel periodo 1980-2002 per gruppo di attivit economica
Attivit economica

Migliaia di unit di lavoro totali


1980

1985

1990

1995

2000

2002

PIEMONTE
Agricoltura, silvicoltura e pesca

209,2

171,4

123,6

95,6

76,7

71,5

Industria in senso stretto

776,0

608,3

636,6

556,3

552,6

532,9

Costruzioni

106,8

91,3

104,7

115,4

120,2

121,1

445,8

464,4

462,1

471,9

500,0

509,3

108,9

153,2

198,5

212,9

263,5

280,0

332,1

377,7

400,6

403,5

415,5

430,3

1.978,8

1.866,3

1.926,1

1.855,6

1.928,5

1.945,1

Agricoltura, silvicoltura e pesca

2.942,8

2.440,0

2.017,0

1.622,6

1.347,0

1.324,8

Industria in senso stretto

6.350,6

5.523,5

5.699,3

5.233,2

5.248,2

5.233,1

Costruzioni

1.700,0

1.590,8

1.558,0

1.510,1

1.569,9

1.671,5

5.291,2

5.994,9

6.151,1

5.912,7

6.284,0

6.455,7

1.175,7

1.761,3

2.268,5

2.399,9

2.990,3

3.246,1

4.601,1

5.285,1

5.731,7

5.849,8

6.012,2

6.167,8

Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti,


trasporti e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria; attivit
immobiliari ed imprenditoriali
Altre attivit di servizi
Totale

ITALIA

Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti,


trasporti e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria; attivit
immobiliari ed imprenditoriali
Altre attivit di servizi
Totale

22.061,4 22.595,6 23.425,6 22.528,3 23.451,6 24.099,0

Fonti: ISTAT - SVIMEZ, Conti economici regionali 1980 - 1994 ricostruiti secondo il SEC95, 2004, on line;
ISTAT, Conti economici regionali 1995 - 2002, 2004, on line.

Tabella 27 - Occupazione per attivit economica nel 1995 e nel 2001


(Migliaia di unit di lavoro totali)

1995

95,6

PIEMONTE
Var. %
Quote % Quote %
1995/2001
1995
2001
75,3
-21,2
5,2
3,9

1.622,6

ITALIA
Var. %
Quote % Quote %
1995/2001
1995
2001
1.355,4
-16,5
7,2
5,7

95,0

74,9

-21,2

5,1

3,9

1.560,0

1.296,0

-16,9

6,9

0,6

0,4

-33,3

0,0

0,0

62,6

59,4

-5,1

0,3

0,2

671,7

660,0

-1,7

36,2

34,1

6.743,3

6.858,8

1,7

29,9

28,8

556,3

540,1

-2,9

30,0

27,9

5.233,2

5.213,9

-0,4

23,2

21,9

3,0

2,9

-3,3

0,2

0,2

43,5

40,9

-6,0

0,2

0,2

536,7

523,5

-2,5

28,9

27,1

5.024,6

5.032,6

0,2

22,3

21,1

- Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco

43,1

37,4

-13,2

2,3

1,9

481,7

454,1

-5,7

2,1

1,9

- Industrie tessili e dell'abbigliamento


- Industrie conciarie, fabbricazione di prodotti in
cuoio, pelle e similari
- Fabbricazione della pasta-carta, della carta e dei
prodotti di carta; stampa ed editoria
- Cokerie, raffinerie, chimiche, farmaceutiche
- Fabbricazione di prodotti della lavorazione di
minerali non metalliferi
- Produzione di metallo e fabbricazione di prodotti in
metallo
- Fabbricazione di macchine ed apparecchi
meccanici, elettrici ed ottici; mezzi di trasporto
- Industria del legno, della gomma, della plastica e
altre manifatturiere
Produzione e distribuzione di energia elettrica, di
gas, di vapore e acqua
Costruzioni

77,0

69,3

-10,0

4,1

3,6

794,7

719,9

-9,4

3,5

3,0

3,3

3,0

-9,1

0,2

0,2

232,6

206,0

-11,4

1,0

0,9

Attivit economiche

1995

AGRICOLTURA, CACCIA, SILVICOLTURA E PESCA


Agricoltura, caccia e silvicoltura
Pesca, piscicoltura e servizi connessi
INDUSTRIA
Industria in senso stretto
Estrazione di minerali
Industria manifatturiera

SERVIZI
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti,
trasporti e comunicazioni
Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di
autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa
Alberghi e ristoranti
Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria; attivit
immobiliari ed imprenditoriali
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attivit immobiliari, noleggio, informatica, ricerca,
altre attivit professionali ed imprenditoriali
Altre attivit di servizi
Pubblica amministrazione e difesa; assicurazione
sociale obbligatoria
Istruzione

2001

2001

5,4

28,8

29,9

3,8

1,6

1,5

287,6

300,5

4,5

1,3

1,3

17,1

16,7

-2,3

0,9

0,9

248,3

261,8

5,4

1,1

1,1

15,4

17,4

13,0

0,8

0,9

286,0

334,2

16,9

1,3

1,4

91,6

92,4

0,9

4,9

4,8

728,0

757,9

4,1

3,2

3,2

195,3

195,5

0,1

10,5

10,1

1.259,5

1.307,3

3,8

5,6

5,5

65,1

61,9

-4,9

3,5

3,2

706,2

690,9

-2,2

3,1

2,9

16,6

13,7

-17,5

0,9

0,7

165,1

140,4

-15,0

0,7

0,6

115,4

119,9

3,9

6,2

6,2

1.510,1

1.644,9

8,9

6,7

6,9

1.088,3

1.197,5

10,0

58,6

62,0

14.162,4

15.629,9

10,4

62,9

65,6

471,9

504,8

7,0

25,4

26,1

5.912,7

6.419,3

8,6

26,2

26,9

292,2

302,9

3,7

15,7

15,7

3.439,1

3.643,3

5,9

15,3

15,3

70,2

83,0

18,2

3,8

4,3

1.141,1

1.308,2

14,6

5,1

5,5

109,5

118,9

8,6

5,9

6,2

1.332,5

1.467,8

10,2

5,9

6,2

212,9

269,1

26,4

11,5

13,9

2.399,9

3.090,9

28,8

10,7

13,0

54,6

53,2

-2,6

2,9

2,8

626,3

640,2

2,2

2,8

2,7

158,3

215,9

36,4

8,5

11,2

1.773,6

2.450,7

38,2

7,9

10,3

403,5

423,6

5,0

21,7

21,9

5.849,8

6.119,7

4,6

26,0

25,7

81,1

76,9

-5,2

4,4

4,0

1.427,1

1.381,9

-3,2

6,3

5,8

105,1

110,2

4,9

5,7

5,7

1.585,4

1.588,1

0,2

7,0

6,7

Sanit e altri servizi sociali

94,6

100,2

5,9

5,1

5,2

1.266,3

1.335,8

5,5

5,6

5,6

Altri servizi pubblici, sociali e personali

68,6

77,6

13,1

3,7

4,0

888,4

1.040,4

17,1

3,9

4,4

54,1

58,7

8,5

2,9

3,0

682,6

773,5

13,3

3,0

3,2

1.855,6

1.932,8

4,2

100,0

100,0

22.528,3

23.844,1

5,8

100,0

100,0

Servizi domestici presso famiglie e convivenze


TOTALE

Fonti: ISTAT, Conti economici regionali 1995 - 2002, 2004, on line

Tabella 28 - Quote di occupazione dipendente e di occupazione totale sui rispettivi totali nazionali, 1980-2002
1980

1981

1982

1983

1984

1985

1986

1987

1988

1989

1990

1991

UNITA' DI LAVORO TOTALI


PIEMONTE (migliaia)
ITALIA (migliaia)
PIEMONTE (% su Italia)

1.978,8
22.061,4
9,0%

1.949,2
22.059,0
8,8%

1.931,9
22.181,8
8,7%

1.938,5
22.319,9
8,7%

1.889,2
22.400,6
8,4%

1.866,3
22.595,6
8,3%

1.875,8
22.783,9
8,2%

1.882,5
22.895,6
8,2%

1.921,0
23.131,2
8,3%

1.928,4
23.202,0
8,3%

1.926,1
23.425,6
8,2%

1.936,0
23.608,4
8,2%

UNITA' DI LAVORO DIPENDENTI


PIEMONTE (migliaia)
ITALIA (migliaia)
PIEMONTE (% su Italia)

1.381,3
15.407,9
9,0%

1.349,0
15.299,3
8,8%

1.321,5
15.336,8
8,6%

1.313,4
15.217,8
8,6%

1.259,7
15.202,2
8,3%

1.251,4
15.423,3
8,1%

1.253,6
15.517,1
8,1%

1.276,9
15.597,2
8,2%

1.309,5
15.810,4
8,3%

1.325,1
15.952,1
8,3%

1.328,4
16.166,9
8,2%

1.334,4
16.263,0
8,2%

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

UNITA' DI LAVORO TOTALI


PIEMONTE (migliaia)
ITALIA (migliaia)
PIEMONTE (% su Italia)

1.897,8
23.457,2
8,1%

1.825,9
22.749,8
8,0%

1.828,6
22.529,2
8,1%

1.855,6
22.528,3
8,2%

1.863,4
22.600,2
8,2%

1.858,3
22.691,5
8,2%

1.858,8
22.915,9
8,1%

1.885,9
23.048,9
8,2%

1.928,5
23.451,6
8,2%

1.932,8
23.844,1
8,1%

1.945,1
24.099,0
8,1%

UNITA' DI LAVORO DIPENDENTI


PIEMONTE (migliaia)
ITALIA (migliaia)
PIEMONTE (% su Italia)

1.306,2
16.162,0
8,1%

1.261,9
15.802,7
8,0%

1.258,5
15.661,9
8,0%

1.261,5
15.621,0
8,1%

1.271,4
15.654,5
8,1%

1.277,6
15.776,2
8,1%

1.282,6
15.938,9
8,0%

1.301,0
16.105,2
8,1%

1.335,7
16.412,2
8,1%

1.351,6
16.768,8
8,1%

1.339,9
17.028,1
7,9%

Fonti: ISTAT - SVIMEZ, Conti economici regionali 1980-1994 ricostruiti secondo il SEC95, 2004, on line; ISTAT, Conti economici regionali 1995-2002, 2004, on line.

Tabella 29 - Andamento della disoccupazione maschile, femminile e giovanile, 1993-2003


1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

Tasso di disoccupazione 15-24 anni


Maschile
Femminile
Maschi e femmine

20,0
30,3
24,7

22,6
32,0
26,9

20,4
32,6
25,9

18,8
35,4
26,3

18,0
34,0
25,5

19,3
33,8
26,0

16,1
28,4
21,8

15,8
24,5
19,9

14,2
16,9
15,5

14,3
17,1
15,5

14,8
21,2
17,6

Tasso di disoccupazione totale


Maschile
Femminile
Maschi e femmine

4,9
10,5
7,1

5,5
12,3
8,2

5,2
12,7
8,2

5,1
12,7
8,2

5,2
12,7
8,3

5,0
13,0
8,3

4,3
11,5
7,2

3,8
9,7
6,3

3,3
7,1
4,9

3,5
7,3
5,1

3,3
6,8
4,8

Fonti: Unioncamere, Database sulle forze di lavoro, anni 1993-2002,


http://www.starnet.unioncamere.it/intranet/Area-Temat/Excelsior-/Documenti/Forze-lavo/database-f/index.htm; ISTAT, Forze di lavoro, 2004 on line

Tabella 30 - Tassi di attivit, 1993-2003


1993
Popolazione in et lavorativa
Maschi
Femmine
Totale
Forze di lavoro
Maschi
Femmine
Totale

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

(migliaia)

1.520
1.499
3.018

1.517
1.491
3.008

1.507
1.481
2.987

1.495
1.471
2.966

1.496
1.465
2.961

1.487
1.454
2.941

1.476
1.445
2.921

1.469
1.438
2.907

1.462
1.429
2.891

1.459
1.424
2.884

1.458
1.423
2.882

1.126
724
1.849

1.117
731
1.848

1.107
737
1.843

1.104
759
1.863

1.096
757
1.853

1.085
754
1.839

1.091
768
1.859

1.098
790
1.887

1.088
789
1.877

1.093
796
1.889

1.105
820
1.925

74,1
48,3
61,3

73,6
49,0
61,4

73,5
49,8
61,7

73,8
51,6
62,8

73,3
51,7
62,6

73,0
51,9
62,5

73,9
53,1
63,6

74,7
54,9
64,9

74,4
55,2
64,9

74,9
55,9
65,5

75,7
57,6
66,8

(migliaia)

Tassi di attivit (%)


Maschile
Femminile
Totale

Fonti: Unioncamere, Database sulle forze di lavoro, anni 1993-2002,


http://www.starnet.unioncamere.it/intranet/Area-Temat/Excelsior-/Documenti/Forze-lavo/database-f/index.htm; ISTAT, Forze di lavoro, 2004 on line.

Tabella 31 - Occupati per settore, 1993-2003


(migliaia)
MASCHI E FEMMINE
Settore di attivit
Agricoltura
Industria
Industria in senso stretto
Costruzioni
Servizi
Commercio
Altri servizi
Totale occupati
MASCHI
Settore di attivit
Agricoltura
Industria
Industria in senso stretto
Costruzioni
Servizi
Commercio
Altri servizi
Totale maschi occupati
FEMMINE
Settore di attivit
Agricoltura
Industria
Industria in senso stretto
Costruzioni
Servizi
Commercio
Altri servizi
Totale femmine occupate

1993
110
700
590
110
909
252
656
1.719

1994

1993

1994

67
525
421
104
479
148
332
1.071

1993
43
175
169
7
429
105
325
648

95
710
593
116
892
254
637
1.696

61
529
421
108
466
148
317
1.055

1994
34
180
172
8
426
106
320
641

1995
75
709
600
109
907
260
647
1.692

1995
46
523
421
102
479
153
327
1.049

1995
29
186
179
6
428
108
320
643

1996
76
704
599
105
931
257
674
1.711

1996
46
523
425
98
480
147
332
1.049

1996
31
181
174
7
451
109
342
662

1997
76
694
590
104
930
253
677
1.700

1997
46
520
422
97
473
144
329
1.039

1997
31
174
168
7
456
109
348
661

1998
69
690
583
107
928
251
677
1.686

1998
44
515
416
99
471
143
327
1.030

1998
24
175
167
7
457
107
350
656

1999
65
688
580
107
972
259
713
1.724

1999
43
513
414
99
488
147
341
1.044

1999
22
174
166
8
484
112
372
680

2000
68
688
578
110
1.013
261
752
1.769

2000
44
507
405
102
506
148
358
1.056

2000
24
181
173
8
507
113
394
713

2001
66
682
571
111
1.038
275
763
1.785

2001
40
498
397
102
513
155
358
1.052

2001
25
183
174
9
525
120
405
733

2002
62
684
573
111
1.047
276
771
1.793

2002
41
498
396
103
515
157
359
1.055

2002
20
185
177
8
532
119
412
738

Fonti: Unioncamere, Database sulle forze di lavoro, anni 1993-2002,


http://www.starnet.unioncamere.it/intranet/Area-Temat/Excelsior-/Documenti/Forze-lavo/database-f/index.htm; ISTAT, Forze di lavoro, 2004 on line.

2003
70
688
559
129
1.075
282
792
1.832

2003
47
504
384
121
517
151
365
1.068

2003
23
183
175
8
558
131
427
764

BIBLIOGRAFIA
ISTAT-SVIMEZ, Conti economici regionali 1980-1994 ricostruiti secondo il SEC95, on line,
http://www.istat.it/Economia/Conti-nazi/index.htm.
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ISTAT, Censimento generale dell'industria e dei servizi, 1981, 1991 e 2001, on line,
http://www.istat.it/Censimenti/Industria-/index.htm.
CSC Confindustria, Indicatori economici provinciali, vari anni.
ISTAT, Bancadati COEWEB on line, http://www.coeweb.istat.it/.
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