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SCENARI FINANZIARI

JOHN MAULDIN'STHOUGHTS FROM THE FRONTLINE Newsletter settimanale - Versione Italiana a cura di Horo Capital

Austerit in francese una parola di quattro lettere


di John Mauldin | 21 giugno 2013 - Anno 4 - Numero 20

In questo numero: Se lo si vuole da un incontro si pu raggiungere un buon risultato Cipro, Croazia e Ginevra

La Francia che vedo quando guardo fuori dalle stazioni mentre passo come un proiettile con il mio treno, oggi molto diversa dalla Francia che vedevo quando esaminavo i loro dati economici. Andando da Marsiglia a Parigi il paesaggio magnifico. Le aziende agricole sembrano disposte come da un artista, questo non assomiglia al paesaggio senza senso del Texas. Le montagne e le foreste che scivolano via sono spettacolari. Si tratta di un week-end dove in tutta la Francia ci sono eventi musicali e la notte scorsa a Marsiglia la folla era entusiasta. Il popolo francese sorride e gentilmente tenta di correggere i miei tentativi di parlare francese. Ho trovato molto diplomatico il non parlare di ci che penso della Francia e del suo futuro che si presenta molto complicato. Perch rovinare la festa? Ma per te, caro lettore, esaminer invece il panorama economico che vedo sullo schermo del computer. La Francia si presenta ben diversa da come la vedo fuori dalla mia finestra, assomiglia molto di pi ai paesi periferici del vicino sud piuttosto che ai suoi vicini del nord e dell'est. Ovviamente, il quadro non affatto male. C' sempre molto da ammirare e amare della Francia. Ma ci sono un sacco di scelte politiche molto difficili da fare e molte riforme da intraprendere se questo bel paese vuole rimanere La Belle France e non diventare il malato d'Europa. Questa settimana, in quella che credo sar una breve lettera, vedremo alcuni dei problemi che affliggono la Francia.

Se lo si vuole da un incontro si pu raggiungere un buon risultato


In Francia il 20 giugno c stato un nuovo Grand Summit di imprese, sindacati e funzionari del governo dove hanno discusso su quali sono le riforme necessarie che possono rendere molto pi competitiva la Francia e maggiormente sostenibile il suo bilancio nazionale. Il livello del debito e del deficit sono molto alti e in continuo aumento, mentre il paese sta scivolando in un'altra recessione. Una delle questioni chiave un piano che fortemente controverso, ossia la riforma delle pensioni. Alcune note da Stratfor: La Francia spende circa il 12,5 per cento del suo prodotto interno lordo per le pensioni, pi della maggior parte di qualsiasi altro membro dello OECD (la Germania spende circa il 11,4 per cento del suo PIL per le pensioni, ed invece il Giappone spende circa 8,7 per cento). [Nota: la Francia ha un sistema di garanzie a livello sociale (scurit sociale) che offre la

copertura sanitaria, gli infortuni sul lavoro, gli assegni familiari, i sussidi di disoccupazione e la pensione di vecchiaia, di invalidit e di morte del beneficiario. La Francia spende di pi per il 'benessere sociale' di quasi qualsiasi altro paese dell'UE: oltre il 30 per cento del PIL. Per dare una cifra di riferimento, sarebbero circa $5.000 miliardi dollari negli Stati Uniti.] Il fatto che una percentuale sempre maggiore della popolazione francese discute del tema delle pensioni. Nel 1975 c'erano 31 lavoratori che pagavano i contributi per ogni 10 pensionati, oggi ci sono 14 lavoratori che pagano i contributi per ogni 10 pensionati. Quando poi nei prossimi dieci anni andranno in pensione i figli del baby boom nati tra il 1950 e il 1960, la pressione sulle casse Francesi crescer notevolmente. Il deficit del sistema pensionistico francese destinato a raddoppiare tra il 2010 e il 2020, superer i 20 miliardi di euro. E' difficile per gli americani capire quanto costa sostenere il lavoratore medio francese (o il lavoratore autonomo). Da Paris Voice:: Il totale dei contributi sociali di circa 200 miliardi all'anno e il bilancio del sistema sociale superiore al prodotto nazionale lordo (PNL), vale a dire che il sistema sociale costa molto di pi rispetto ha quanto in grado di produrre il paese in termini di valore. Non a caso il numero di servizi che vengono offerti dal sistema sociale sono tra i pi ampi allinterno della UE. I contributi totali per dipendente in media sono circa il 60 per cento della retribuzione lorda, il 60 per cento di ci che viene pagato dai datori di lavoro (un vero limite nell'assumere del personale). I lavoratori autonomi devono pagare l'intero importo (un ulteriore limite al lavoro autonomo). Ovviamente la popolazione restia a qualsiasi cambiamento che possa ridurre i propri benefici, mentre i datori di lavoro stanno spingendo per raggiungere dei contributi pi bassi. E naturalmente la prima cosa che il signor Hollande ha fatto quando lo scorso anno ha assunto il nuovo incarico stato quello di riportare l'et per accedere alla pensione a 60 anni dai 62 estremamente controversi che il suo predecessore, Sarkozy, era appena riuscito a strappare. Le "Riforme" di Sarkozy sono state accolte con molte proteste di massa e Hollande le ha usate per progettare una travolgente vittoria elettorale a favore dei socialisti (Io ho messo la parola "riforme" tra virgolette, perch in nessun altro paese verrebbe vista come una misura draconiana un'et di pensionamento di 62 anni). Hollande sta affrontando una serie di problemi. Vi riporto alcune riflessioni di Ambrose Evans-Pritchard: Un analisi del FMI sulla Francia, che stata pubblicata poco prima delle elezioni, sottolinea i seguenti punti: il peso dello stato sul PIL superiore al 55 per cento (o meglio il 56 per cento quest'anno), superiore a quello della Scandinavia ma senza la flessibilit presente nel mercato del lavoro del paese nordico. Un paese con una speranza di vita tra le pi alte al mondo, ma con la pi bassa et pensionabile rappresenta un mix particolarmente costoso. Sono solo il 39.7 per cento quelli che lavorano e che hanno un et compresa tra i 55-64, rispetto invece al 56.7 per cento nel Regno Unito e al 57.7 per cento in Germania. IL FMI ha detto che "i lavoratori francesi trascorrono molto pi tempo in pensione rispetto a tutti gli altri Paesi sviluppati". (the London Telegraph)

La Francia ha il livello pi alto di carico fiscale e di sicurezza sociale nella zona euro, ed al penultimo posto per numero di ore lavorate in un anno. C' stato un forte aumento dei costi unitari del lavoro e questo ha reso la Francia sempre di pi meno competitiva. Questi aspetti non sono assolutamente passati inosservati in Germania. Un rapporto di uno dei partiti politici conservatori il (FDP) ha detto, "il presidente francese Francois Hollande ha fatto una riforma che assolutamente banale, facendo quasi un danno al mercato del lavoro. Il che naturalmente vero. Hollande stato eletto nel maggio 2012 sulla base di una campagna politica che puntava nel preservare lo status quo e proteggere i privilegi dei francesi. "(Ambrose Evans-Pritchard, il Telegraph) Inoltre non aiuta assolutamente, il fatto che la Francia abbia avuto un anemico "recupero" dopo la grande recessione (non pi di un 1% all'anno) ed ora tornata nuovamente in piena recessione. Il che significa che le entrate fiscali scenderanno e non che saliranno, e che i disavanzi continueranno a crescere.

E le cose rischiano di peggiorare ancora di pi. Charles Gave sottolinea che la produzione francese sta crollando e questo ha sempre generato delle ulteriori perdite in termini di PIL. Il grafico qui sotto di GaveKal mostra lanalisi prodotta dal French Business Climate Survey che fa delle proiezioni in avanti di nove mesi e i numeri sono altamente correlato al PIL. Il FMI prevede nel 2013 una recessione pari al 2%, il che significa un aumento della disoccupazione e una tiepida crescita dello 0,8% nel 2014, tutto questo non sufficiente nello stimolare realmente l'occupazione.

Potete leggere almeno una mezza dozzina di report e di analisi della situazione francese, e comunque tutti vi parleranno della "rigidit del mercato del lavoro" come elemento principale del problema. Vi un costo salariale minimo molto elevato, ed molto difficile lasciare a casa i dipendenti in tempi cos difficili il che scoraggia le imprese dall'assumere dei lavoratori giovani ed inesperti. Le nuove start-up che rappresentano la fonte di sviluppo di lavoro vero e proprio sono diminuite significativamente, e questo a causa della dimensione raggiunta dalla burocrazia verso le attivit imprenditoriali. In Francia i margini di profitto aziendali si sono particolarmente ridotti, e le aziende si stanno spostando in altri paesi che sono in grado di offrire delle opzioni in termini di costi molto pi attraenti. I costi per pagare gli interessi sul debito in percentuale sul PIL in Francia sono diminuiti dal 3% del 1995 al 2% (di oggi), anche se in contemporanea il valore complessivo totale del debito salito di ben quattro volte. I bassi tassi di interesse possono essere una cosa positiva nel momento in cui si desidera ridurre i costi, ma poi quando i tassi di interesse ricominceranno a salire (e questa sar una cosa che avverr in un futuro non troppo lontano, se la BCE non sar pronta ad intervenire), questo potr significativamente paralizzare completamente il governo che gi gravato da un deficit troppo grande e da impegni molto significativi. Ma senza delle vere riforme, quanto tempo ci vorr prima che il mercato si renda conto che la Francia un altro bambino che ha dei seri problemi tanto quanto lItalia e la Spagna? Ma quanto tempo il mercato sar disponibile ad attendere prima di vedere un certo movimento verso dei bilanci sostenibili. Gli investitori nei titoli di Stato non sono dei filantropi. Sono continuamente alla ricerca del minor rischio. Una valutazione realistica far si che quanto prima la Francia non verr pi considerata nella categoria dei paesi meno

rischiosi. I problemi legati alle scelte di Hollande stanno provocando in Francia un crescente disinteresse verso l'intero progetto europeo, patria putativa del movimento per l'integrazione.

Nessun paese europeo sta diventando cos velocemente sempre pi scoraggiato e disilluso, quanto la Francia. Rispetto solo all'anno scorso l'umore del pubblico completamente peggiorato su tutti i fronti. I francesi sono particolarmente negativi nei confronti dell'economia con il 91% che ritiene che questa peggiorer, un dato che aumentato di circa 10 punti percentuali dal 2012. Essi sono particolarmente negativi rispetto alla loro capacit di leadership: il 67% pensa il presidente Francois Hollande stia facendo un pessimo lavoro nel cercare di gestire al meglio le sfide che vengono poste dalla crisi economica, una critica che si esprime nei confronti del presidente attraverso un dato che di ben 24 punti pi elevato rispetto al valore raggiunto dal suo predecessore, Nicolas Sarkozy. I francesi stanno cominciando a dubitare del loro reale impegno nei confronti del progetto europeo, con il 77% di loro che ritiene che l'integrazione economica europea abbia peggiorato la situazione in Francia, valore che aumentato di ben 14 punti rispetto allo scorso anno. Ed ora il 58% ha una pessima impressione dellUnione europea come istituzione, e questo rispetto al dato del 2012 dove questo dato era pari solo a 18 punti percentuali. (Tyler Durden, Zero Hedge) E a questo proposto Stratfor aggiunge: Hollande deve affrontare un grande dilemma: ossia poteva provare ad attuare delle riforme di ampio respiro facendo delle scelte in modo unilaterale, ma che per nel breve termine sarebbero incredibilmente impopolari. In caso contrario, si potrebbe cercare di mettere in atto delle riforme diluendole nel tempo e questo le renderebbe maggiormente appetibili verso i cittadini francesi, ma in ultima analisi queste sarebbero molto inefficaci nel cercare di ridurre i costi del sistema pensionistico francese. Il problema di Hollande condiviso da molti leader dell'Europa occidentale, che hanno risposto alla crisi economica in atto mediante l'attuazione di riforme dolorose del loro sistema del welfare. Il problema che i paesi considerano il sistema di welfare dello stato una delle caratteristiche economiche, politiche e sociali dell'Europa del dopoguerra ed un simbolo della prosperit economica. I francesi hanno una lunga e ricca tradizione di lotta

per i loro diritti civili e sociali, e l'idea di un contratto sociale tra coloro che governano e le parti un elemento chiave della politica francese. Per il francese - per non parlare degli italiani, spagnoli o tedeschi - un stato sociale generoso un diritto acquisito, una parte del contratto sociale che guida lEuropa. Ma ci che una parte pu vedere come un diritto acquisito un'altra lo vedr invece come un peso fiscale, costi eccessivi e rischi indesiderati. Ovviamente, questo non solo un problema francese. In tutto il mondo i governi hanno promesso molto pi di quanto potranno realmente essere in grado offrire. E quando il programma diventer proibitivo verranno ovviamente effettuati gli adeguamenti. E' ovvio che quando si taglia un beneficio promesso a persone che sono gi in pensione o lo saranno quanto prima, queste non saranno molto felici. Nel luglio 2012 Hollande ha fatto un primo Grand Summit per cercare di risolvere gli stessi problemi che ancora oggi devono essere ancora affrontati. Poich non esiste ancora una vera e propria crisi e nessun rischio imminente, dubito che possano essere fatte delle scelte di particolare sostanza. Il che significa che in futuro ci sar ancora un'altra conferenza, il tutto mentre lo stress continuer ad intensificarsi. Lindice di gradimento di Hollande si oramai ridotto al 30%. Delle vere riforme creerebbero una forte rabbia nella sua base, ma di conseguenza la mancanza di queste porter a delle valutazioni ancora pi basse da parte dei mercati. Egli non ha la forza all'interno del suo partito per spingere verso un compromesso, e questo sar sempre pi vero con lavvicinarsi delle elezioni. La Francia sulla buona strada per diventare la nuova Grecia. Tra 20 anni, la Harvard Business School far un nuovo caso di studio su cosa non fare quando ci si trova di fronte ad una imponente crisi fiscale. Francia e Hollande saranno il caso #1.

Cipro, Croazia e Ginevra


Questo fine settimana sono a Parigi dove mi incontrer con il mio partner di Mauldin Economics Olivier Garret nel suo paese d'origine (anche se ora vive nel Vermont). Luned mattina poi volo a Cipro, dove per due giorni avr una serie di incontri con degli imprenditori locali e dei funzionari. Mercoled sera alle 18:00 terr un intervento presso la Banca centrale sul tema della "guerra valutaria e del quantitative easing." Poi in modo irrazionale parto molto presto la mattina successiva per Spalato, in Croazia, dove passer una notte prima di arrivare a casa delleconomista irlandese David McWilliams per un paio di giorni di relax e risate. Domenica poi voler nuovamente a Ginevra per una serie di incontri. Il vostro analista che vuole pianificare la visita ad alcuni musei,

John Mauldin

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