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VENERD 28 GIUGNO 2013 IL PICCOLO

Regione

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Patto per lEuropa fra Regioni del Nord AMBROSOLI LA LETTERA SERRACCHIANI LA RISPOSTA
Entrambi avvocati impegnati in politica

Il figlio del legale assassinato, competitor di Maroni e sconfitto in Lombardia, scrive alla presidente del Friuli Venezia Giulia

Apriamo un dialogo tra Milano e Trieste contro i sogni barbari

Umberto Ambrosoli, avvocato, figlio di Giorgio commissario liquidatore della Banca privata italiana assassinato nel 1979, stato candidato governatore della Regione Lombardia dopo aver vinto le primarie del centrosinistra, sostenuto tra gli altri da Pd, Sel, Idv e Psi. Ha ottenuto solo il 38,24 per cento dei voti, battuto dal candidato del centrodestra, il leghista Roberto Maroni che ha raggiunto il 42,81 per cento dei consensi. Debora Serracchiani, a propria volta avvocato, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia , dopo essere stata deputato al Parlamento europeo, dal 22 aprile 2013. Alle elezioni ha battuto per poco pi di duemila voti di differenza il candidato del centrodestra, il governatore uscente Renzo Tondo.

Risaldiamo lintesa per essere entrambi allavanguardia

arissima Presidente, La sua recente affermazione elettorale stata la dimostrazione che alla ondata di confusione e di demagogia imperante possibile non solo resistere ma reagire con successo. In questo senso quanto avvenuto in Friuli Venezia Giulia stato una tappa importante, se non decisiva, per dimostrare che la buona politica e la buona amministrazione possono raccogliere il consenso dei cittadini; che possibile un dialogo nuovo, pacato e approfondito, sulle soluzioni che ci permettono di superare insieme la terribile crisi in atto; che, soprattutto nella sinistra, lo sconfittismo pu essere sconfitto! Per questo il valore della sua straordinaria esperienza interessa tutto il territorio nazionale. E riguarda soprattutto il Nord. Gi in Lombardia si era avvertita la svolta, avendo le ultime elezioni chiaramente indicato la possibilit e concretezza di una praticabile contendibilit della ventennale egemonia del centrodestra. Lei ha dimostrato che un ricambio e una generazione giovane e innovativa possono raccogliere e vincere la sfida per governare con nuovi concetti di responsabilit e di partecipazione attiva dei cittadini. E la sola comparsa della Sua nuova amministrazione ha gi messo un limite invalicabile ai sogni barbari di una macroregione del Nord tanto velleitaria quanto intrinsecamente secessionista. Non che in Lombardia non sia avvertito da tutti il bisogno di un coordinamento e di politiche sovraregionali pi efficaci. Ma noi ci opponiamo allidea di una nuova sovrastruttura burocratico-amministrativa, utile solo a creare nuove poltrone e ad allontanare dai cittadini il luogo delle decisioni. E invece proponiamo esattamente

Umberto Ambrosoli, sconfitto in Lombardia da Roberto Maroni

La sua affermazione dimostra che possibile resistere alla demagogia


il contrario: coordinamenti funzionali per politiche efficaci, coerenti, omogenee sulle tematiche sociali e sulle filiere industriali. Su questo gi possibile impostare un dialogo tra Regioni, cos come tra Lombardia e Friuli Venezia Giulia. E questo anche il senso vero che ci viene indicato da Bruxelles, non quello distorto da una concezione leghista, tutta interessata allautoaffermazione partitica, che dice di volere la Macroregione nel senso europeo, e poi propone il marone come nuova moneta e minaccia il referendum per uscire dalleuro! Non dobbiamo chiuderci costruendo nuovi recinti i quali, seppure pi larghi, sempre recinti restano! Dobbiamo aprirci allEuropa, riuscire a competere, come regioni del Nord, per avere una

maggiore influenza, capace di esprimere una guida nelle decisioni pi importanti delle istituzioni europee. Dobbiamo riuscire ad esercitare una concreta egemonia nei processi di ristrutturazione economica e sociale che coinvolgono le vaste aree sovranazionali in cui sono inseriti i nostri territori. Penso allarco alpino e a quella Convenzione delle Alpi che gi coinvolge oltre 50 milioni di abitanti. O alla stessa area balcanica e mitteleuropea e ai complicati problemi di integrazione euro mediterranea. In questo quadro possiamo agire insieme, Lei con la responsabilit del governo di una regione, noi con quello di minoranza non spettatrice rassegnata in unaltra. Garantendo le istanze dei nostri territori e favorendo risposte nuove alle esigenze dei nostri concittadini. E forse su questo, carissima Presidente, un dialogo nuovo e continuo che avvicini Milano e Trieste pu, senza alcuna presunzione, essere un utile contributo per aprire nuove prospettive alla politica italiana. Umberto Ambrosoli

aro Umberto, avere la responsabilit del governo di una Regione significa avere lopportunit di incidere su pi livelli, di utilizzare strumenti che hanno riflessi diretti sulla vita dei cittadini, ma significa anche contribuire a realizzare una visione politica che pu essere molto pi ampia della Regione stessa. La tua importante esperienza alle elezioni regionali in Lombardia vale anche perch comprova due fatti. Che la proposta che il centrosinistra ha elaborato nel corso del tempo non si dimostrata sufficientemente credibile per superare uno schieramento che pareva ormai inesorabilmente usurato dal potere e dal malaffare. E che, tuttavia, il cuore produttivo del Nord non necessariamente un inespugnabile castello nelle mani del centrodestra. Tu hai rappresentato la concreta speranza di espugnare quel castello: hai avuto il coraggio di marcare una differenza col passato e di scendere in campo, e sono convinta che anche dalla tua esperienza stia nascendo un nuovo centrosinistra lombardo, non utopico n nostalgico, capace di vincere la sfida del governo. necessario un grande cambiamento culturale e politico nelle classi dirigenti del centrosinistra settentrionale, che devono diventare attendibili interlocutori della societ intera, e non solo di settori con i quali stato abituale il dialogo. Non possiamo rassegnarci a che tanta parte del Nord percepisca come fisiologica lassenza di alternanza. Ma non solo una questione di rappresentanza politica, si tratta di una questione molto pi ampia ed una parte della questione settentrionale cio della necessaria e profonda presa di coscienza del ruolo di questo territorio nel cambiamento epocale che in corso.

Il governatore del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani

Per vincere nel Settentrione il centrosinistra ha bisogno di una rinnovata classe dirigente
Il Nord cerniera tra Europa continentale e mediterranea, con decine di milioni di abitanti, un elevato rapporto tra abitanti e imprese, produttore del 70% dell'export nazionale, connesso spesso male - con reti europee e globali. Questa parte di continente euromediterraneo costituito da una metropoli, da grandi citt, dalla provincia profonda attraverso cui appare difficile leggere o interpretare i confini e dove le cosiddette comunit di fabbriche, i distretti, i poli produttivi, sono in continua e spesso sofferta trasformazione. Queste caratteristiche del Nord, con tutte le differenze da cui esso inciso e identificato, ci sollecitano, come giustamente tu sottolinei, a un rafforzamento della collaborazione interregionale. Servono perci modalit

organizzative istituzionali con carattere di stabilit, che favoriscano la costituzione di politiche e provvedimenti comuni, coerenti e integrati al loro interno, che generino effetti positivi per le imprese e rafforzino il ruolo relativo di quest'area rispetto al resto del mondo. Per vincere al Nord, una rinnovata classe dirigente del centrosinistra dovrebbe proporsi con questo orizzonte di lavoro. Una linea di comunicazione privilegiata tra la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia non sarebbe una novit, risalendo agli anni Ottanta lAssociazione dei Cinque motori dEuropa, in cui eravamo assieme. Pure, la nuova Europa che ci stiamo sforzando di costruire assegna alle Regioni compiti rilevanti di cooperazione, che vanno oltre i confini dello Stato e ambiscono a creare aree territoriali transnazionali: le vere regioni europee. Il Friuli Venezia Giulia, cofondatore dellEuroregione Senza confini, ambisce ad essere allavanguardia in questa missione, utile ai nostri cittadini, al Nord, al Paese e alla causa dellEuropa unita. Debora Serracchiani

Savino e Debora si scontrano sulla A4


Lesponente del Pdl abbandona lincontro con i parlamentari: Pretende collaborazione con arroganza
TRIESTE

Sandra Savino

La terza corsia resta un nervo scoperto. E quando Debora Serracchiani interviene sullargomento, ieri a Roma allincontro con i parlamentari, Sandra Savino sbotta, si alza e se ne va. Cos secondo la versione del centrosinistra. Mentre la deputata del centrodestra contrattacca: Non si pu chiedere collaborazione con arroganza. uno scontro tra donne oltre che tra posizioni politiche. Tra chi fino allaltro giorno aveva un ruolo di leader in Regione e chi ce lha adesso. Distantissime, Savino e

Serracchiani. Figuriamoci sullallargamento della A4, la madre delle partite: luna che difende la scelta di Tondo dellautosufficienza, laltra insiste nel pressing sullo Stato per un contributo finanziario. La presidente, nelloccasione, si limitata a rendere noto di aver trasmesso la documentazione allAvvocatura dello Stato. E a quel punto lex assessore ne ha fatto una questione personale, fa sapere Rosato. Ad alimentare il fuoco anche il patto Tondo-Tremonti, vanto del centrodestra che il centrosinistra vorrebbe invece al pi pre-

sto rivedere. Fatto sta che Savino, abbandonata una riunione alla quale si era sottratto, per polemica, pure il leghista Fedriga (mancavano anche Bocca, e Maran), detta un comunicato al veleno: Ero animata da un sincero spirito di collaborazione, ma emerso da parte della presidente della Regione un clima di totale chiusura e in certi momenti di aperta conflittualit nei miei confronti. Al che ho ritenuto opportuno lasciare che se la cantassero da soli. Savino parla ancora di una Serracchiani spalleggiata dai suoi parlamentari e descrive il dossier

consegnato dalla governatrice come ragionamenti da campagna elettorale, senza contestualizzazione delle ragioni che stanno alla base delle scelte della giunta precedente. Collaborazione morta e sepolta? Sui temi strategici auspicabile dice ancora Savino , ma collaborare non significa dire sempre di s a uninterlocutrice alla quale ricordo che carisma e autorevolezza conquistati con arroganza hanno vita breve. Toni e parole fuori luogo per alzare polveroni nel tentativo disperato di difendere lindifendibile, ribatte Rosato. Se-

condo il deputato del Pd, invece di andarsene rumorosamente, mentre anche il M5stelle mostrava disponibilit (ma quando cera Monti si prodigava a escludere la Lega ricorda Alessandro Colautti, capogruppo del Pdl in Consiglio regionale), Savino dovrebbe aiutare a risolvere problemi che conosce bene, essendone stata concausa. Fuori programma in quello che Serracchiani descrive come lavvio di un nuovo metodo per creare una positiva massa critica per dare risposte ai temi e ai problemi dei nostri territori. La presidente ha iniziato illustrando la situazione dei tavoli aperti con Roma: dal Patto di stabilit ai rapporti finanziari, dalla sanit ai bolli auto, dalle Forze armate agli Ogm, da Servola al tribunale di Tolmezzo. (m.b.)